Nimis e il ricordo dei famosi “uessuz” su Telefriuli con Tiziana e Dj Tubet

di Mariarosa Rigotti

Nimis nuovamente sotto i riflettori di Telefriuli. Dopo la puntata curata da Daniele Paroni e dedicata alla vendemmia nella zona del Ramandolo Docg, ora a prestare interesse per il paese pedemontano è Tiziana Bellini, volto noto della rete con la sua gettonatissima trasmissione “Messede che si Tache”, una novità del palinsesto 2021 dell’emittente televisiva, «trasmissione di cucina dal sapore squisitamente friulano». E stasera, appunto, alle 20.30, protagonista sarà proprio Nimis con il ricordo dei famosi “uessuz”, fragranti biscotti con una ricetta che risale al Medioevo – i dolci venivano infatti prodotti dai monaci dell’antica Pieve dei Santi Gervasio e Protasio -, ricetta poi acquisita da un Luigi Grassi e tramandata per generazioni fino all’attuale Luigi Grassi, “Vigjut de Frare”, che li realizzò fino ad una dozzina di anni fa, quando il forno è stato chiuso, come purtroppo anche gli altri due del paese.

Tiziana Bellini con Luigi Grassi.


Ma ospite della food blogger sarà anche un altro nimense, il rapper Dj Tubet. Tutti gli ospiti, che Tiziana Bellini intervista, infatti, sono friulani o hanno un legame con questa terra e che si stanno impegnando per valorizzarne le prerogative. Così, nella cucina della conduttrice, a Moruzzo, dove ogni sabato viene presentato un piatto della tradizione friulana, come anticipa la stessa Bellini, in questa occasione saranno proposti i “Kipferl” alla vaniglia, dolci che arrivano dalla pasticceria austriaca creati in occasione della vittoria di Vienna sui Turchi. Questi biscotti venivano preparati storicamente in attesa del Natale perpetuando una tradizione tra Friuli e Austria. E nel contempo si porrà anche l’accento proprio sugli storici “uessuz” di Nimis, originariamente chiamati “uess di muart” per la caratteristica forma che, ricordando le ossa umane, avevano quando venivano fatti manualmente.
Tubet “alfiere rap della friulanità” non nasconde il proprio entusiasmo per questa sua ospitata. Sarà l’occasione per «entrare nel vivo della mia storia personale e artistica legatissima al Friuli e al mio amatissimo paese, Nimis. Qui ebbe inizio la mia carriera». E Mauro Tubetti aggiunge: «Abbiamo scelto un dolcetto che parlasse di Nimis e che fosse in linea con la mia dieta vegetariana, un modo per far luce anche sulla cucina tipica friulana non a base di carne o alcolici visto il mio stile di vita salubre di stampo “Straight Edge”. Nell’intervista più che focalizzarsi sulla mia carriera, che oramai in zona è conosciuta, si è pensato di dare spazio alla persona, ai sogni e alle motivazioni che stanno dietro ad una scelta più che ventennale come la mia».

Dj Tubet nella cucina di Moruzzo.


«Mi sono divertito e arricchito dal dialogo con Tiziana scoprendo che entrambi amiamo il nostro territorio in una visione integrata e sempre alla ricerca di nuove storie e curiosità, di stimoli e di particolarità che possano rendere sempre più unica la nostra professione. Sono felice – aggiunge il musicista – di aver potuto parlare dei miei sogni da bambino, del mio senso di rivalsa che mi ha portato a creare uno dei primi casi di Hip Hop Pedagogy in Italia proprio per poter trasmettere ai ragazzi la mia lingua madre attraverso la mia più grande passione che è la musica. Alcuni accenni anche al mio stile di vita in controtendenza con lo stereotipo del rapper disagiato… lo stile sXe che prevede l’astinenza dal consumo di tabacco, alcol e droghe ma anche alcune riflessioni sul matrimonio in lingua friulana che uso nella musica non perché minoritaria ma proprio perché ha un sound adeguato».
Resta, certo, grande attesa per la trasmissione di stasera condotta da Tiziana Bellini che, come è noto, potremo seguire non solo in Tv. E allora, è la blogger che racconta, ricordando come l’anno scorso, a causa del lockdown, «capitava spesso che cucinavo. E poi mettevo le foto su whatsapp. E capitava pure che mi chiedevano le ricette. Vuoi non essere contributivo in una situazione del genere? Così scrivevo con quei tastini minuscoli del telefono. Finché, per offrire qualcosa di meglio e per rendermi la vita più facile, ho deciso di creare su Facebook un contenitore che poteva chiamarsi solo “Il Fogolar di Ticjiuti”. Fogolar perché è il posto dove si condividono ricette, storie e leggende friulane e Ticjiuti è il nomignolo con il quale mi chiamava mia nonna. Ed è proprio con mia nonna, vicino al fogolar che ho imparato tante cose da bambina. Quindi, ho cominciato con le ricette e siccome la cosa è piaciuta ai friulani sparsi in Italia e all’estero, ho continuato anche con le leggende, gli esseri mitici, le tradizioni e i vini. Credo di aver scritto un milionesimo di quello che intendo condividere». La pagina Facebook di cui parla Tiziana Bellini è https://www.facebook.com/ilfogolar

L’antica Pieve di Nimis.

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In copertina, i famosi “ues di muart” poi chiamati semplicemente “uessuz” in una vecchia immagine scattata da Bruno Fabretti.

“Salvadigus” al secondo appuntamento: l’enogastronomia ora invita a Collalto

(g.l.) Secondo appuntamento, domani, con “Salvadigus”, l’affermato circuito enogastronomico dedicato alla tradizione della selvaggina, con sottotitolo “Caccia al gusto nelle Prealpi Giulie”. La cena si terrà al ristorante Costantini di Collalto, dove la manifestazione era stata illustrata, alla presenza del presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, del riconfermato sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, e del critico enogastronomico Bepi Pucciarelli. Presenti, ovviamente, con Pio Costantini anche i titolari degli altri locali di Salvadigus 2021: Luca Braidot dell’Osteria di Villafredda (che ha ospitato il primo incontro), Paolo De Monte (Il Ristorantino dell’Albergo Centrale) e Fabiana Capovilla (Osteria Tinat).
“Salvadigus” – avevano spiegato i ristoratori – si propone come una vera e propria esperienza itinerante nel gusto, definita “percorso di caccia”. In ogni locale piatti di selvaggina diversi ed esclusivi per soddisfare ed appagare i gusti degli appassionati: a base di cinghiale, cervo, camoscio, fagiano, pernice e germano reale. Il tour prevede una serata “di gala” per ciascuno dei quattro venerdì di novembre. Dopo l’esordio all’Osteria di Villafredda, domani sarà appunto la volta di Costantini, mentre il 19 novembre toccherà al Ristorantino di Tarcento. Chiuderà la rassegna – venerdì 26 novembre – l’Osteria Tinat, nel contermine Comune di Nimis. Ma non chiuderà “Salvadigus 2021” perché, fino alla fine dell’anno, tutti i quattro locali manterranno nel menu alcuni piatti di quelli ideati per la rassegna.
La manifestazione enoastronomica beneficia del patrocinio del Comune di Tarcento ed ha come sponsor due eccellenze del territorio: il Ramandolo Docg, prodotto nell’area riconosciuta tra Nimis e Tarcento, e la Distilleria Ceschia di Nimis, la più antica del Friuli. Per la partecipazione alle serate è indispensabile la prenotazione.

Il ristorante Costantini di Collalto.

I RISTORANTI DI SALVADIGUS

Ristorante Osteria VILLAFREDDA – via Liruti, 7 Loneriacco di Tarcento Tel. 0432.79215
Ristorante COSTANTINI – via Pontebbana – Collalto di Tarcento Tel. 0432.792372-792004
Albergo CENTRALE-IL RISTORANTINO – via Garibaldi, 1 Tarcento Tel. 0432.785150
Osteria TINAT- via Cloz, 40, Borgo Cloz, Nimis Tel. 0432.1848238

LA RICETTA – “Fave triestine” il tipico dolce di novembre

(g.l.) Novembre è il mese tradizionale in cui si ricordano i nostri cari. Ed è anche il mese che ripropone un dolce associato proprio all’omaggio a chi non c’è più fra noi: le “fave triestine”. Oggi pertanto, nell’ambito della “Ricetta del sabato”, ve ne proponiamo la preparazione secondo la formula che ci è stata inviata da Graziella Atzori. Eccola:

“Fave triestine”

Ingredienti:
250 g di mandorle pelate
120 g di farina
3 albumi d’uovo
240 g di zucchero
50 cl rosolio bianco
50 cl alchermes
2 cucchiai acqua di rosa
3 cucchiai di cacao in polvere
1 bustina vanilina

Procedimento:
1 – Spargere le mandorle su una placca e farle tostare in forno a 180° facendo attenzione a non colorirle troppo, ma solo asciugare.
2 – Togliere le mandorle dal forno e farle raffreddare bene. Poi tritarle molto finemente.
3 – Montare a neve i tre albumi, aggiungere a cucchiaiate la farina, lo zucchero e le mandorle tritate senza smontare troppo la neve.
4 – Dividere il composto in tre parti e aggiungere alla prima il cacao e un pizzico di vaniglia; alla seconda la vaniglia restante e il rosolio; alla terza acqua di rose e alchermes.
5 – Fare delle palline della grandezza di una ciliegia e metterle su una placca coperta di carta da forno.
6 – Riscaldare il forno a non più di 100° e farle rassodare. Ritirarle quando saranno asciutte.

Vino:
Un Ramandolo Docg o un Verduzzo dolce dei Colli orientali del Friuli. Ma per chi preferisce un vino secco, ottima una Ribolla gialla spumantizzata o una profumata Malvasia del Carso.

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In copertina, ecco le fave triestine, il tipico dolce di novembre.

“Salvadigus” domani al via a Villafredda: la selvaggina è protagonista in tavola

(g.l.) Parte a Loneriacco la nuova edizione, la quindicesima, di “Salvadigus”, l’affermato circuito enogastronomico dedicato alla tradizione della selvaggina, che candida Tarcento a “Perla del Gusto”: il via è infatti fissato per domani nella storica Osteria di Villafredda, gestita da Luca Braidot. Seguiranno, negli altri venerdì di novembre, le serate al ristorante Costantini di Collalto, all’albergo Centrale-Il Ristorantino di Tarcento e all’Osteria Tinat di Borgo Cloz a Nimis.
La manifestazione della buona tavola si propone come una vera e propria esperienza itinerante nel gusto, definita “percorso di caccia”. Ogni locale presenterà piatti di selvaggina diversi ed esclusivi per soddisfare ed appagare i gusti degli appassionati: a base di cinghiale, cervo, camoscio, fagiano, pernice e germano reale. Il tour prevede una serata “di gala” appunto per ciascuno dei quattro venerdì di novembre. Ma finito il mese non chiuderà “Salvadigus 2021” perché, anche in dicembre, tutti i quattro locali manterranno nel menu alcuni piatti di quelli ideati per la rassegna.
Come è noto, il circuito enoastronomico beneficia del patrocinio del Comune di Tarcento ed ha come sponsor due eccellenze del territorio: il Ramandolo Docg, prodotto nell’area riconosciuta tra Nimis e Tarcento, e la Distilleria Ceschia di Nimis, la più antica del Friuli. Per la partecipazione alle serate è indispensabile la prenotazione.

L’Osteria di Villafredda.

I RISTORANTI DI SALVADIGUS

Ristorante Osteria VILLAFREDDA – via Liruti, 7 Loneriacco di Tarcento Tel. 0432.79215
Ristorante COSTANTINI – via Pontebbana – Collalto di Tarcento Tel. 0432.792372-792004
Albergo CENTRALE-IL RISTORANTINO – via Garibaldi, 1 Tarcento Tel. 0432.785150
Osteria TINAT- via Cloz, 40, Borgo Cloz, Nimis Tel. 0432.1848238

Autunno in mostra, tra patate di Ribis e prodotti tipici delle Valli del Natisone

(g.l.) Autunno, ormai, a tutti gli effetti. Così, mentre la vendemmia in Friuli si sta avvicinando alle ultime battute – a eccezione dell’area più a nord dei Colli orientali, come la zona di Nimis e del Ramandolo Docg -, in varie località si fa festa ai prodotti della campagna. A Ribis nel Rojale, per esempio, in coincidenza con la ricorrenza religiosa della Madonna del Rosario, nella cornice di Casa Lucis si vivrà il secondo weekend con la Mostra regionale della patata, giunta alla sua 41ma edizione (ottima, come sempre, la cucina della sagra, apprezzatissima per i suoi gnocchi, di patate ovviamente),  mentre a San Pietro al Natisone prende il via la fiera mercato che si protrarrà per tutto il mese di ottobre, valorizzando i prodotti tipici del territorio valligiano.

La gubana delle Valli …

La bella manifestazione è intitolata “Sapori nelle Valli” e comincerà proprio in questo primo fine settimana, dedicando le giornate di oggi e domani, dalle 10 alle 20, alla Tradizione dolciaria, vale a dire alle gubane e agli strucchi, i prodotti classici di quest’area del Friuli a ridosso del confine con la Slovenia. Il 9 e il 10 ottobre spazio, invece, alla Castagna delle Valli del Natisone, mentre il 16 e 17 titolo della puntata sarà Dall’impollinazione alla frutta. Infine, il fine settimana del 23 e 24 ottobre sarà dedicato a Farine, formaggi e salumi.

… e la grappa.

Un mese, dunque, importante per le Valli del Natisone. A proposito di gubane e strucchi, ricordiamo che è stato appena presentato il libro “Dolce la mia Valle” edito dall’Unione Emigranti Sloveni del Friuli Venezia Giulia/Slovenci po Svetu, nel quale si focalizza l’attenzione proprio su una tradizione gastronomica antica che ha, appunto, nella gubana la sua espressione più alta. Un dolce di grande qualità e valore che merita d’essere ulteriormente fatto conoscere. E in questo weekend gubane e strucchi avranno ottime opportunità di accompagnamento anche con i prodotti della Distilleria Ceschia di Nimis, la più antica del Friuli essendo nata già nel lontano 1886. Tra i suoi distillati primeggia la Grappa di Ramandolo che con questi dolci delle Valli realizza un’intesa perfetta. Provare per credere!

Patate in mostra.

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In copertina, ecco uno scorcio della valle di San Pietro al Natisone.

La vendemmia secondo Assoenologi Fvg: -7 per cento. Ma di una qualità ottima

di Giuseppe Longo

Primi a partire con la vendemmia, all’inizio della settimana appena conclusa, con la raccolta del Pinot grigio, sono stati i viticoltori della Cantina di Casarsa. E ora si preparano i soci della Produttori di Cormons, ma anche altri viticoltori, singoli o in cooperativa, soprattutto delle zone rivierasche e del Medio Friuli. Due aree importanti del Vigneto Fvg dalle quali sono giunti segnali molto buoni per la stagione vitivinicola 2021, soprattutto in termini qualitativi grazie all’eccellente salute dei grappoli, mentre la quantità è ovunque stimata con un leggero calo, dovuto soprattutto ad avversità atmosferiche come le grandinate che hanno devastato importanti aree della Destra Tagliamento. Indicazioni confermate da Assoenologi Fvg, voce notoriamente autorevole in materia, attraverso la propria riunione prevendemmiale, dalla quale è emerso un decremento produttivo di circa il 7 per cento rispetto alla precedente campagna, che pure non era stata particolarmente generosa, per un totale che supera di poco 1 milione e 700 mila ettolitri di vino. Ma, appunto, di ottima qualità.

Calzavara, Rizzi, Zannier, Cotarella e Brogioni a Corno di Rosazzo.

Una “fotografia” scattata grazie alle parole di qualificati relatori, presenti i vertici di Assoenologi: a Corno di Rosazzo c’erano, infatti, il presidente Riccardo Cotarella e il direttore generale Paolo Brogioni, che hanno dato una “lettura” a livello nazionale del settore della vite e del vino proprio alla vigilia della vendemmia che è ormai quasi ovunque ai nastri di partenza (pur essendo sensibilmente posticipata rispetto alla media degli ultimi anni), eccettuate le zone più a nord dei Colli orientali del Friuli, non solo per questioni ambientali ma anche per la presenza di varietà tardive come Verduzzo (per il Ramandolo Docg) e il Refosco di Faedis (o nostrano) e dal peduncolo rosso, o il pochissimo ma eccelso Picolit.
C’era anche l’assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier, il quale ha sottolineato che un ruolo determinante per la produzione vitivinicola, ma anche per la tutela e la valorizzazione del territorio, si ritrova proprio nella figura dell’enologo, che ha il compito di assicurare al processo produttivo dei vini, dalla coltivazione del vigneto alla diffusione delle bottiglie sul mercato, un percorso atto a garantire una qualità sostenibile e il successo tra i consumatori, portando giovamento all’intera economia del Friuli Venezia Giulia.
I temi principali affrontati dai qualificati relatori ruotavano attorno al concetto che il vino risulta essere sempre di più un “ambasciatore” della qualità del territorio che lo esprime, attraverso una realtà produttiva nella quale la necessità di coesione, del saper fare sistema – argomento questo che da sempre sta molto a cuore dell’assessore Zannier – risulta essere ancor di più oggi elemento cardine per la tenuta e la crescita di un settore che in certi segmenti ha ancora spazi di espansione, come quelli del Prosecco Doc e del Pinot grigio. Occorre però che l’intera filiera vitienologica si impegni, sempre più unita, per consolidare e rafforzare il livello di qualità, già alto, dimostrandosi altresì capace di affermare nel mondo l’immagine del vino Fvg. Per raggiungere questo traguardo – è stato sottolineato durante la convention prevendemmiale a villa Nachini Cabassi, dove ha sede anche il Consorzio Doc Friuli Colli orientali e Docg Ramandolo – bisogna essere in grado di affrontare e superare il confronto con le altre realtà di produzione, che hanno ormai consolidato la loro immagine.

Fabbro e Rizzi

Stefano Zannier

Albino Armani

Stefano Zanette

Per favorire questo processo, la Regione Fvg – ha assicurato l’esponente della Giunta Fedriga – è disponibile a fornire un sostegno mirato, nella consapevolezza che dovranno essere sempre le aziende e i loro Consorzi a voler investire con convinzione nella promozione, in quanto le istituzioni non si potranno sostituire alla loro capacità di conoscere e interpretare i mercati e le tendenze. Le quali sono spesso determinate da una non approfondita conoscenza delle specificità di un settore articolato e complesso qual è, appunto, quello della vitivinicoltura, tanto che proprio gli enologi possono dare un importante contributo alle stesse aziende, ma anche gli enti pubblici e ai consumatori, nell’affermazione di una cultura del territorio, attraverso la quale il Vigneto Fvg non potrà che vincere nuove sfide.
Approfondite le analisi dei relatori, presentati e moderati da Claudio Fabbro, intervenuto pure con le sempre interessanti e puntuali osservazioni sul settore, anche con richiami ad annate pregresse. La “scaletta” dei lavori prevedeva, infatti, dopo il saluto di Rodolfo Rizzi, presidente di Assoenologi Fvg, le relazioni del meteorologo Marco Virgilio, sull’andamento atmosferico primavera-estate; dell’agronomo Giovanni Bigot, sulla sanità e sul potenziale qualitativo delle uve; del professor Emilio Celotti, dell’Università di Udine, sulla vendemmia in generale e sulla necessità di vinificare con attenzione avendo come primo obiettivo proprio la qualità. C’erano anche Stefano Zanette, presidente della Doc Prosecco, e Albino Armani, leader della Doc Delle Venezie (Pinot grigio), i quali sono intervenuti con interessanti considerazioni riguardanti i rispettivi ambiti di competenza che sottendono settori ancora in piena espansione, veri e propri “fenomeni” produttivi del momento.

Vertici Assoenologi e relatori.


E, allora, via alla vendemmia 2021 che, come dicevamo, parte con il piede giusto perché lo stato sanitario delle uve è ottimale e solo in alcune varietà a grappolo compatto si è notato qualche lieve attacco di Botrite. «Allo stato attuale, rispetto allo scorso anno – ha osservato a tale riguardo Rizzi – la quantità di uva si attesta attorno ad un meno 7% e i primi dati analitici (rapporto zucchero-acido) fanno registrare la stessa concentrazione zuccherina della scorsa vendemmia, con un leggero aumento della componente acida, fondamentale per l’equilibrio aromatico del futuro vino». Dopo le basi spumante, scatta dunque l’ora per la raccolta in grande stile del Pinot grigio, Pinot nero e di alcuni cloni di Sauvignon, varietà che in Friuli ha trovato la sua “patria” di elezione facendosi amare in tutto il mondo. A seguire si vendemmieranno le uve di Traminer aromatico, Chardonnay, Pinot bianco, Glera, varietà atta a dare il Prosecco (essendo questo soltanto il nome del vino e non del vitigno) e Ribolla gialla, altro “caso” produttivo di questi anni. Stando alle attuali condizioni climatiche – sono ancora le previsioni Assoenologi Fvg -, solo dopo il 20 di settembre dovrebbero arrivare nelle cantine i primi carri di uve a bacca rossa (Merlot e Cabernet franc) per terminare con la raccolta delle varietà tardive (gli appunto già ricordati Verduzzo, Refosco e Picolit).
E il mercato? «Per quanto riguarda le contrattazioni, sul mercato delle uve – sono le osservazioni conclusive di Rodolfo Rizzi -, per ora c’è una certa stagnazione dei prezzi in attesa che si consolidino le varietà più richieste come il Glera per Prosecco e il Pinot grigio. Per le uve rosse, purtroppo ridotte a un venti per cento dell’intera produzione viticola regionale, un certo interesse è rivolto al Refosco, al Merlot, al Cabernet sauvignon e al Pinot nero che, dallo scorso anno, è entrato nella produzione del Prosecco Rosé». E’ chiaro che sul mercato hanno pesato finora, e non poco, gli effetti pandemici. Ma che un’estate così bella, soprattutto dal punto di vista turistico, potrebbe anche far presto dimenticare, o quasi. Ce lo auguriamo, per il bene di tutti. Intanto, però, buona vendemmia!

La foltissima platea.

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In copertina, grappoli perfettamente maturi di Pinot grigio, nel Cividalese, sui Colli orientali del Friuli.

Quinta tappa “virtuale” nelle cantine di Nimis. E un tour tv-online fra le grappe

di Giuseppe Longo

Da un’azienda storica, ma moderna nelle strutture e nei suoi impianti, a una piccola, specializzata in quelle produzioni pregiate ma di piccola quantità che oggi preferiamo chiamare di nicchia. Passando per altre due di riconosciuta fama con i vigneti sulle pendici del monte Bernadia, cuore della zona del Ramandolo Docg, e una di nuovissima concezione, scavata nella collina sopra San Gervasio. E’ arrivato, infatti, alla quinta tappa il viaggio della “corriera virtuale” alla scoperta delle cantine del territorio di Nimis al fine di conoscere i protagonisti dei luoghi di produzione delle eccellenze enogastronomiche di questo affascinante territorio dei Colli orientali del Friuli. Veicolo di questi messaggi sono la pagina Facebook dell’Ufficio turistico Nimis, che fa capo all’assessorato alle attività produttive e al turismo retto da Fabrizio Mattiuzza, e i gruppi in cui si parla del capoluogo e delle sue frazioni. Una bella e importante iniziativa, osservavamo in occasione del suo avvio, che sarà continuata e integrata anche con ristoranti, trattorie, agriturismi ed enoteche, esercizi strettamente legati al lavoro delle aziende vitivinicole e che, come è noto, a Nimis godono da sempre di ottima fama. E che insieme soffrono la grave crisi causata dal Covid-19, sulla quale proprio questo sito si è soffermato in questi giorni (dando voce a Coldiretti e Confagricoltura), soprattutto per quanto riguarda il settore vitivinicolo. C’è da sperare che le cose migliorino con le appena annunciate misure di allentamento delle norme anti-contagio, che scatteranno il prossimo 26 aprile. Ma, nel frattempo, continuiamo questo sicuramente appagante viaggio online fra le cantine di quest’area collinare e pedemontana.

LE AZIENDE – Il viaggio “virtuale” era cominciato poco più di un mese fa nella nuovissima cantina I Comelli gestita da una famiglia che da un paio di secoli è legata alla terra e alla produzione vitivinicola, divenuta famosa anche per l’agriturismo inserito nella storica casa di borgo Valle. Ed era proseguito nella cantina di Ivan Monai, a due passi dalla cinquecentesca chiesetta di Ramandolo: azienda nata nel 1983 e che è denominata “Anna Berra” nel ricordo della madre del produttore, il quale le ha dedicato anche una linea di vini. Terzo appuntamento ancora a Ramandolo nella piccola cantina di Alessandro e Dario Coos, che continua una secolare tradizione di famiglia. Dario è stato il principale artefice, sostenuto dalla civica amministrazione del tempo, per la valorizzazione, negli anni Ottanta, del Ramandolo prodotto nel territorio a cavallo fra i Comuni di Nimis e di Tarcento, promosso poi alla Docg nel 2001. Per la quarta tappa la singolare “corriera” è scesa a Nimis, salendo poi sul “Ronc dal Gjal” per visitare la originalissima cantina della famiglia Gori. Piero ha infatti realizzato una dozzina di anni fa la Gori Agricola. Una cantina che unisce l’innovazione con la tradizione: costruita su tre livelli, sfrutta il cosiddetto “metodo a caduta”. Ed ecco la quinta tappa del viaggio virtuale, in una piccola cantina, decisamente unica nel suo genere. E’ la “Feudo dei Gelsi”, creata dal veneziano Andrea Rizzo, il quale, spinto dalla passione per il vino, ha deciso di studiare enologia in Francia. Al rientro, nel 2002, è stato conquistato dalla zona di Nimis, dove  ha deciso di aprire la sua attività, ristrutturando una casa dell’800 e rinnovandone i vigneti.

LA DISTILLERIA – E collegata all’attività delle aziende vitivinicole è la distilleria Ceschia, la più antica del Friuli. La storica realtà – che ricava dal lontano 1886 grappe pregiate dalle vinacce dei colli di Nimis, in primo luogo quella famosissima di Ramandolo presentata nell’inconfondibile fiaschetto impagliato – domani sarà protagonista di una bella e importante iniziativa in tv e sulla rete: alle 21, sarà all’interno della puntata di “Spirito d’uva” sul canale 815 di Sky e sul canale youtube Winetv https://youtu.be/MX9GrQ_HsHQ, durante la quale il bartender Mauro Uva e il giornalista Federico S. Bellanca accompagneranno gli spettatori in un tour alla scoperta della storica azienda in riva al Cornappo #winetv #skytv #skyitalia #spiritoduva #grappe #grappafriulana #grappanemas. Ricordiamo che la distilleria nacque appunto 135 anni fa, quando Giacomo Ceschia iniziò a distillare le vinacce nell’alambicco che lui stesso aveva costruito. Negli anni la distilleria si è ovviamente evoluta, anche in seguito all’ingresso nel Gruppo Molinari, ma sono rimasti immutati passione,  tradizione e legami col territorio nel produrre distillati di riconosciuto pregio.

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In copertina e all’interno ecco alcune immagini di vigneti e grappoli, nonché degli impianti di distillazione.

 

A Nimis è partita la “corriera virtuale” per scoprire le cantine del Ramandolo

di Giuseppe Longo

Ventun marzo, primo giorno di primavera. Almeno quella ufficiale, astronomica, visto che quella atmosferica-meteorologica è fissata, da alcuni anni, il primo giorno del mese (come in ogni stagione successiva). E proprio in questa domenica, la più vicina alla ricorrenza soppressa (ormai una quarantina d’anni fa, esattamente nel 1977), si festeggiava San Giuseppe: il tradizionale appuntamento era a Vallemontana, la piccola frazione di Nimis dove si organizzava una semplice e invitante sagra campestre che seguiva pochi giorni dopo quella di “San Bastiàn” a Ramandolo. Ma con l’emergenza sanitaria, che ancora non si arrende, tutto è cambiato o rinviato in attesa di tempi migliori, quelli che tutti ci auguriamo avvengano quanto prima possibile.

L’assessore Fabrizio Mattiuzza.


Quest’anno, però, vista la necessità di fruire per ogni iniziativa delle enormi risorse della rete, l’Ufficio turistico di Nimis ha colto questa straordinaria opportunità dando vita a una importante e lodevole iniziativa – soprattutto perché calata in questi momenti molto difficili, nei quali il contraccolpo economico della crisi pandemica è pesantissimo – che ha preso il via proprio nell’immediata vicinanza della festa di San Giuseppe, organizzando una sorta di “corriera virtuale” per andare alla scoperta delle aziende agricole, e in particolare vitivinicole, del territorio al fine di conoscere i protagonisti dei luoghi di produzione delle eccellenze enogastronomiche di Nimis, tra le quali primeggia il Ramandolo Docg, che festeggia i vent’anni dall’importante riconoscimento che ha consentito quella valorizzazione che il prodotto meritava. E per la prima tappa è stata scelta un’azienda storica, che oggi si chiama “I Comelli”, ma che vanta radici lontane: da almeno 200 anni, infatti, la famiglia Comelli è legata alla terra e alla produzione proprio del Ramandolo Docg. Veicolo di questi messaggi sono la pagina Facebook dello stesso ufficio e i gruppi in cui si parla del paese pedemontano e delle iniziative che riguardano capoluogo e frazioni.
Una bella e importante iniziativa, dunque, che merita di essere continuata, o integrata, anche con ristoranti, trattorie, agriturismi ed enoteche, esercizi strettamente legati al lavoro delle aziende vitivinicole e che a Nimis godono da sempre di ottima fama. E che insieme soffrono la grave crisi causata appunto dal Coronavirus. Ed è proprio quello che avverrà, perché – come ha assicurato l’assessore comunale Fabrizio Mattiuzza, con delega alle attività produttive, al turismo, allo sport e alle società partecipate – “lo step successivo sarà proprio quello”. Un invito, insomma, da cogliere al volo salendo sulla “corriere virtuale” dell’Ufficio turistico di Nimis. Le soddisfazioni sicuramente non mancheranno.

Vigneti a Ramandolo.

E la distilleria Ceschia
il 28 marzo sarà a “WeFood”
le Fabbriche del Gusto

Un evento digitale riguarderà domenica prossima anche un’altra importante realtà di Nimis: la distilleria Ceschia, la più antica del Friuli. L’azienda sarà infatti protagonista il 28 marzo, a partire dalle 15, nell’ambito della rassegna “WeFood – Le Fabbriche del Gusto”. Ricordiamo che la distilleria – nota soprattutto per la famosissima Grappa di Ramandolo presentata nel fiaschietto impagliato – ha origine nel 1886, quando Giacomo Ceschia iniziò a girare di paese in paese con il suo carretto a raccogliere le vinacce e la frutta dagli agricoltori per distillarle nell’alambicco che lui stesso aveva costruito. Negli anni la storica distilleria si è evoluta, ma sono rimasti immutati passione, pazienza e tradizione, fatta di legami con il territorio e di sapienza e attenzione nel produrre, distillando le bionde vinacce di Verduzzo friulano coltivato nella zona tutelata del Ramandolo Docg che permette di produrre una grappa di grande pregio con la ricetta originale del lontano 1886. Per maggiori informazioni: https://wefood-festival.it/programma/

Gli alambicchi Ceschia.

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In copertina, ecco il caratteristico grappolo del Verduzzo friulano che dà origine al Ramandolo Docg.

Frane a Tarcento, decolla un progetto “epocale” a difesa di case e vigneti

(g.l.) Un progetto “epocale”, parola del sindaco Mauro Steccati, per risolvere il grave problema delle frane nel territorio comunale di Tarcento, che negli anni hanno causato molti danni ai vigneti soprattutto delle colline di Coia e di Sedilis,  sulle pendici del monte Bernadia, dai quali si ottengono vini pregiati a cominciare dal Ramandolo Docg – il “cru” si estende infatti a cavallo dei Comuni di Nimis e di Tarcento -, oltre che alla viabilità e alla stabilità di numerose case.

Un momento dell’incontro.

«Il progetto presentato risponde alla strategia della prevenzione che, insieme all’operatività costante offerta dalla Protezione civile, garantisce la miglior risposta alla messa in sicurezza del territorio a fronte dei rischi generati dalla fragilità del suolo e dalle conseguenze degli eventi atmosferici», ha detto infatti il vicegovernatore con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, nel corso dell’incontro organizzato dal Comune di Tarcento e dedicato alla presentazione della progettazione degli interventi di sistemazione di movimenti franosi che interessano i versanti della località Coia nell’ambito della gestione commissariale delegata al presidente della Regione Fvg «per gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico».
Nell’occasione, Riccardi – come informa Arc – ha riconosciuto al rappresentante del locale Comitato frane un atteggiamento costruttivo e lealmente ispirato al dialogo e al confronto con le istituzioni. «E non è un caso infatti – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga – che i risultati si vedano, con questa progettazione che rappresenta un passaggio importante per la soluzione del problema». Il vicegovernatore ha poi ricordato la messa a bilancio di 15 milioni di euro per gli interventi di Protezione civile Fvg, la ricognizione dei punti critici del territorio regionale inviata allo Stato per un stanziamento di risorse anche a livello europeo e la continuazione del Piano di opere per le aree montane colpite dalla tempesta Vaia con la previsione di ulteriori 100 milioni.
Nel dettaglio di quanto presentato dai tecnici nel corso dell’incontro, il progetto prende in considerazione la parte meridionale della collina di Coia, costituita da un terreno fragile e rischioso, prova ne sia che negli ultimi trent’anni nell’area tarcentina si sono complessivamente registrati 210 dissesti, i quali hanno previsto numerosi interventi della Protezione civile. Come è stato spiegato, l’impianto progettuale ha come priorità la sistemazione e il potenziamento del reticolo idrografico e dell’accessibilità. Una parte importante della fase antecedente all’opera sarà quella di coinvolgere i privati proprietari delle singole particelle. Soddisfatto infine il sindaco Steccati, il quale, come si diceva, ha definito il progetto “epocale”, proprio in virtù della finalità proiettata su un’idea di prevenzione.

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In copertina e qui sopra lavori effettuati dalla Protezione civile Fvg una decina di anni fa a Sedilis.

Enogastronomia per il Giro, Vignalonga a Nimis, mele e castagne nelle Valli

di Gi Elle

Quante belle e invitanti proposte in questo fine settimana di metà ottobre! Con l’enogastronomia Fvg grande protagonista nei luoghi toccati dalle tappe del Giro d’Italia, la camminata fra i vigneti di Nimis, le antiche mele delle Valli del Natisone e le castagne del “Balcone del Friuli”. Ma ecco in dettaglio di che cosa si tratta.

Bontà Fvg in “rosa”

Manca ormai pochissimo all’arrivo della “carovana rosa” in Friuli Venezia Giulia e PromoTurismoFvg sale in piedi sui pedali per cogliere le occasioni di promozione turistica legate alle tappe regionali del Giro d’Italia. A Rivolto e Piancavallo (domani 18 ottobre), Udine (lunedì 19), Monte di Muris (martedì 20), infatti, il braccio turistico della Regione Fvg sarà presente per dare accoglienza e assistenza: sarà in particolare l’enogastronomia a farla da padrona, con l’allestimento di zone hospitality dove si potranno degustare le eccellenze food&wine del territorio. Saranno presenti i vini della nostra regione, grazie alla collaborazione con il Consorzio delle Doc e il Consorzio Collio, il formaggio Montasio e il prosciutto di San Daniele, forniti dai rispettivi Consorzi di tutela, ma anche piccole chicche artigianali prodotte da alcune delle aziende della Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia: gli ospiti potranno quindi assaggiare anche il succo di mela, birre artigianali, gubana e strucchi, piccola pasticceria, miele, speck, sottoli e olio Tergeste. La tappa di San Daniele sarà gestita dal Consorzio del prosciutto, ma con la collaborazione di PromoTurismoFvg saranno presenti anche tutti gli altri prodotti. In conformità alla normativa anti-Covid, PromoTurismoFvg allestirà i punti di ristoro a cui avranno accesso solo un numero limitato di ospiti, composto da giornalisti e istituzioni, e dove la somministrazione del prodotto avverrà tramite monoporzioni, bicchieri personalizzati e mantenendo il distanziamento necessario alle esigenze sanitarie del momento. Ogni tappa, inoltre, sarà un’occasione per offrire materiale informativo sulla regione e raccontare il territorio.

Nelle vigne del Ramandolo

E, mentre in Friuli Venezia Giulia arriva il tanto atteso Giro d’Italia con la mitica tappa Aerobase di Rivolto-Piancavallo, a Nimis domani ci sarà la 5a Vignalonga nell’imminenza del passaggio dei ciclisti della tappa Udine-San Daniele che martedì sfrecceranno anche per il paese pedemontano, prima di raggiungere le alte valli del Cornappo e del Torre. La società Asd Atletica Dolce Nord Est ha organizzato infatti, sotto l’egida della Fiasp, un’attività motoria non competitiva aperta a tutti su un percorso circolare di 5 e 12 chilometri. Iscrizioni e partenza dal parco della Madonna delle Pianelle, quello dove si svolge l’annuale sagra settembrina che vanta oltre cinque secoli di storia. Gli orari di partenza sono fissati fra le 8.30 e le 11 e i partecipanti dovranno osservare tutte le norme anti-contagio. Quindi via al tour nei vigneti del Ramandolo Docg e del Refosco Doc Colli orientali del Friuli, tra Nimis e Tarcento, dove si è appena conclusa la vendemmia.

La Seuka protagonista

Dopo le gubane e le castagne, saranno le mele le grandi protagoniste di “Sapori nelle Valli”, la fiera-mercato agroalimentare delle valli del Natisone che si tiene nei fine settimana di ottobre nella zona industriale di San Pietro. Eccezionalmente, trattandosi della coincidenza con l’arrivo del Giro d’talia, la manifestazione di questo weekend si protrarrà fino a martedì prossimo, giorno in cui la “carovana rosa” giungerà anche nelle Valli. Oggi e doamani, fiera-mercato “Una mela al giorno… alla scoperta della mela Seuka”. Dell’antica varietà autoctona delle Valli del Natisone saranno proposti racconti, storia e sperimentazioni, nonché degustazioni. La manifestazione si concluderà il 25 ottobre con L’innovazione.

Sul “Balcone del Friuli”

A Valle di Soffumbergo, invece, l’appuntamento è ancora con la castagne. A prescindere dalle condizioni meteo, i chioschi con specialità a base del tipico frutto autunnale saranno sempre aperti sia oggi che domani. Oggi, inoltre, raccolta di castagne nel bosco (ultimi posti disponibili, per verifica contattare www.prolocovalledisoffumbergo.it o info@prolocovalledisoffumbergo.it) e domani passeggiata naturalistica alla Grotta Foran di Landri (anche qui ultimi posti). Per quanto riguarda la viabilità, da ricordare che pure per domani è istituito il senso unico di marcia dalle 8 alle 20 nel tratto di strada comunale Colloredo di Soffumbergo – Valle di Soffumbergo – Canal di Grivò. Anche questo ottobre è infatti all’insegna delle castagne e della natura a Valle di Soffumbergo, il “Balcone del Friuli”. Rispettando le disposizioni anti Covid-19 e con ingresso contingentato per tutti i weekend del mese si svolgerà la manifestazione “Ottobre tra castagne e natura”. Gli eventi sono organizzati dalla Pro Loco Valle di Soffumbergo (la più piccola d’Italia) in collaborazione con il Comune di Faedis, il Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia e Promoturismo Fvg.

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In copertina, i vini Fvg grandi protagonisti per brindare al Giro d’Italia atteso domani e martedì.