Le 42 Cantine Aperte a San Martino s’incrociano con “Oro di Ramandolo”

(g.l.) Vendemmia conclusa ovunque da settimane e domani c’è la tradizionale ricorrenza di San Martino, quando l’antico detto assicura che “ogni mosto è vino”. Ecco, allora, che ritorna anche una graditissima manifestazione per gli enoturisti con degustazioni guidate dai produttori, abbinamenti cibo-vino, laboratori artigianali, Pranzi e Cene con il Vignaiolo, piatti speciali.

Elda Felluga

Tutte proposte che saranno protagoniste durante il grande evento “Cantine Aperte a San Martino”, organizzato per sabato 12 e domenica 13 novembre dal Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia, guidato da Elda Felluga. Una bellissima iniziativa che fa seguito al tradizionale e ormai storico appuntamento per gli enoturisti di fine maggio e che quest’anno s’incrocia con l’altrettanto bellissima manifestazione “Oro di Ramandolo – Vini, cibi, incontri tra colline e cantine” in programma a Nimis nella stessa giornata di sabato prossimo, per la quale gli organizzatori hanno riferito, raggianti, che è stato già raggiunto il “sold out”, cioè il tutto esaurito, nella quindicina di aziende aderenti, confermando il successo delle edizioni pre-pandemiche nella zona della prestigiosa denominazione Ramandolo Docg, la prima concessa al Friuli Venezia Giulia.

Piatti di Cantine Aperte


“Cantine Aperte a San Martino” è l’evento che permette di riassaporare le emozioni di Cantine Aperte in occasione della cosiddetta “ultima estate” dell’anno – anche se in questi ultimi giorni il tempo si è guastato, ma l’Osmer Fvg rassicura sul fine settimana -, rivivendo l’esperienza unica di conversare con appassionati produttori e conoscere direttamente da loro l’andamento della vendemmia appena conclusa, ammirando i caldi colori della stagione.
Sabato 12 e domenica 13 novembre, dalle 10 alle 18, saranno 42 le aziende aderenti che si potranno visitare: l’occasione perfetta per entrare nello spirito autunnale delle cantine, scoprire i sapori del territorio e degustare il vino nuovo ma anche, tra gli altri, vini più strutturati e impegnativi, da meditazione. Grande importanza verrà data agli abbinamenti enogastronomici con due proposte gourmet: A Cena con il vignaiolo, un format che invita a vivere un’esperienza dal sapore totale, impreziosita da un menù esclusivo e dall’incontro coi vigneron, e il Piatto Cantine Aperte a San Martino, interessanti proposte di abbinamento cibo/vino per arricchire ulteriormente le degustazioni.
È possibile consultare il sito www.mtvfriulivg.it/index.php/it/eventi/cantine-aperte-a-san-martino-2022 per conoscere le aziende aderenti e le loro modalità di partecipazione, i menù A Cena con il Vignaiolo, l’elenco dei Piatti Cantine Aperte a San Martino, le esperienze proposte e tante altre informazioni per vivere al meglio Cantine Aperte a San Martino.
Inoltre, anche per l‘edizione autunnale di Cantine Aperte è stata rinnovata la partnership con Io Sono Friuli Venezia Giulia, il marchio che garantisce l’origine e la sostenibilità del settore agroalimentare regionale. Degustare prodotti riconosciuti dal marchio, vivere esperienze ideate per promuovere i valori del progetto, scoprire aziende che costantemente si impegnano per lavorare in maniera sostenibile… questo e molto altro vi aspetta a Cantine Aperte a San Martino / Io Sono Friuli Venezia Giulia.

Cantine Aperte in Friuli Venezia Giulia è organizzata dal Movimento Turismo del Vino FVG con il supporto di PromoTurismo FVG e il sostegno di Civibank. Si ringraziano per la collaborazione gli sponsor tecnici: Ceccarelli Group, Acqua Dolomia, Juliagraf, Car&Van, Il Maggese/Novalis, Latteria di Venzone e Latte Carso, Q.B. Quanto Basta e Radio Punto Zero.

Per informazioni:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Tel. 0432.289540 – cellulare 348.0503700
info@mtvfriulivg.it

Ritorna il Ramandolo Docg a Friuli Doc in attesa della grande festa di novembre

Dopo due anni di assenza causa la pandemia da Covid-19, ritorna a Friuli Doc, nel contesto di Piazza Duomo, lo stand dei Produttori di Ramandolo Docg. Una presenza che si può ben definire storica: risale infatti alla prima edizione della kermesse udinese, nel 1995. Il vino Ramandolo non aveva ancora conseguito la prestigiosa Docg (denominazione di origine controllata e garantita, che sarebbe arrivata – la prima in Friuli Venezia Giulia – soltanto nel 2001), ma i produttori già riuniti in Consorzio dal 1988 avevano colto al volo l’opportunità di essere presenti in forma collettiva, con le note di elegante dolcezza di quello che è probabilmente il vino passito più conosciuto del Vigneto Friuli, in quella che sarebbe ben presto divenuta una tra le più importanti vetrine dell’agroalimentare regionale.
Una presenza che è proseguita senza soluzione di continuità anche dopo la fusione (nel 2009) del Consorzio Ramandolo con quello dei Colli Orientali e che dal 2012 viene curata, in perfetta sintonia con il Consorzio (che nel frattempo ha assunto la denominazione “Consorzio Tutela Vini Friuli Colli Orientali e Ramandolo) dall’Associazione costituita nel 2012 da un gruppo di produttori denominata “Oro di Ramandolo” con l’obiettivo di valorizzare assieme al vino anche il magico territorio alle pendici del Monte Bernadia. Una valorizzazione che sta dando risultati concreti e alla quale ha contribuito non poco la manifestazione anch’essa intitolata “Oro di Ramandolo”, che dopo due edizioni (nel 2018 e 2019) di grande successo e dopo i due anni di “stop pandemico” ritornerà il 12 novembre prossimo tra i vigneti e le cantine di Ramandolo per la gioia di enoturisti e winelovers.
Proprio da Friuli Doc partirà la promozione dell’iniziativa, con la distribuzione di “save the date” e del programma: sette tappe in altrettante location nelle quali saranno ad attendere ospiti una sessantina tra vignaioli, ristoratori e produttori dell’agroalimentare regionale. Otto sono invece le aziende che proporranno i loro vini – Ramandolo ma non solo – nello stand di piazza Duomo, tradizionalmente vicino a quello della Wolf Sauris (da provare l’abbinamento tra il Ramandolo Docg e il Prosciutto di Sauris Igp). I magnifici otto si chiamano Ca’ Felice, Comelli Andrea, Cussigh Maria, I Comelli, Micossi di Revelant Walter, Tenuta Vallombrosa, Vizzutti Sandro e Marco, Zaccomer Maurizio.
La partecipazione del Ramandolo Docg, così come l’edizione 2022 di Oro di Ramandolo, sono parte di un più vasto progetto di promozione di cui è capofila il Consorzio di Tutela, supportato supportato dal Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, la vendemmia del Ramandolo Docg (in una foto d’archivio) nei vigneti coltivati sulle pendici della Bernadia.

 

Agriflash.FVG

“Asparagus” a San Michele del Carso Dopo le serate di Tavagnacco, Grado, Udine e Colloredo di Monte Albano, “Asparagus”, il tour enogastronomico organizzato da molti anni dal Ducato dei vini friulani si prepara alla quinta tappa che il 20 maggio prossimo si sposterà alla Lokanda Devetak di San Michele del Carso, mentre il 27 ridiscenderà Da Nando a Mortegliano e infine il 3 giugno si concluderà Da Toni a Gradiscutta di Varmo. La manifestazione è sostenuta anche da Promoturismo Fvg e dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine. Intanto, a Tavagnacco continua la 84ma Festa degli asparagi, nel parco del campo sportivo, anche nel prossimo fine settimana, con tante invitanti proposte.

“Vignalonga” fra i ronchi del RamandoloUn grande ritorno domenica 22 maggio a Nimis. E’ in programma infatti la ormai famosa “Vignalonga” – suggestiva camminata fra i ronchi del Ramandolo Docg – che prenderà il via dalle 8 alle 10 dal Parco di Madonna delle Pianelle. I percorsi di 5, 12 e 16 chilometri si snoderanno infatti su terreno, asfalto, collinare, sterrato e, appunto, tra i vigneti. L’evento ludico-motorio, giunto alla settima edizione, è organizzato dalla società Asd Atletica Dolce Nord Est in attuazione degli scopi istituzionali della Fiasp. La partecipazione è aperta a tutti coloro che desiderano scoprire le bellezze naturali dei territori di Nimis e Tarcento. La camminata avrà luogo con qualsiasi condizione atmosferica. Tutti i partecipanti dovranno attenersi alle regole per il contrasto alla diffusione del Covid-19.

Le orchidee di OsoppoLa Festa delle Orchidee mette in vetrina Osoppo e i suoi tesori naturalistici e conferma che i nostri territori sono sempre più capaci di valorizzare l’incredibile ricchezza di peculiarità come, in questo caso, la crescita spontanea di numerosissime varietà di uno dei fiori più belli, per il quale prati e boschi dell’area osovana rappresentano un habitat speciale. È il pensiero che l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, ha portato alla manifestazione che ha raccolto nel fine settimana l’interesse di visitatori e appassionati. L’Amministrazione regionale plaude alla capacità degli organizzatori di abbinare la scoperta di una risorsa naturale come il fiorire di oltre trenta tipi di orchidee con il coinvolgimento sociale e culturale delle scuole, le visite guidate, gli approfondimenti di giardinaggio e mostre-marcato in cui trova spazio la solidarietà. Il territorio del Friuli Venezia Giulia si mostra così, questa la conclusione dell’assessore, in tutto il suo incredibile assortimento e al tempo stesso nella sua capacità di evitarne la dispersione, attitudine di cui il claim “Io sono Fvg” – sintesi di paesaggio, cultura ed enogastronomia – è il manifesto.

“Io sono Fvg” sul PiancavalloUno storico evento sportivo che ha il merito di valorizzare l’area delle Dolomiti orientali e della Pedemontana pordenonese e che da quest’anno si è associato al marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”, garanzia di qualità dei prodotti regionali dell’agroalimentare. Questo il concetto espresso a Maniago dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e montagna del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, in occasione della cerimonia di partenza della XXXV edizione del Rally del Piancavallo. Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, sono proprio le tradizioni, i valori e la qualità dei prodotti del territorio a venir promossi in questa manifestazione, la quale è capace di attirare un importante flusso turistico di appassionati anche dall’estero. Per questo motivo, come ha continuato l’assessore, l’Amministrazione ha voluto che “Io sono Fvg” e le iniziative promozionali incentrate soprattutto sull’enogastronomico ad esso legate, arricchiscano il Rally del Piancavallo a beneficio dello sviluppo economico della regione. L’auspicio, come ha concluso l’assessore, è che questa edizione sia il preludio di un ritorno a quel campionato italiano che manca in Friuli Venezia Giulia da tanti anni. La corsa targata 2022 ha registrato 142 iscrizioni, suddivise in 127 vetture moderne e 15 storiche.

Contributi per la pioppicolturaLa Giunta regionale, riunitasi a Trieste, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, ha approvato il bando per l’accesso agli investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nel miglioramento della reddittività delle foreste. In termini di risorse a disposizione per l’annualità 2022 sono assegnati 2.235.000 euro (di cui 963.732 del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale). Come ha spiegato l’assessore, il bando è finalizzato al consolidamento della produzione del legno attraverso la pioppicoltura a basso impatto ambientale – realizzata sulla base di protocolli di certificazione forestale – e prevede la concessione di un aiuto in conto capitale per le operazioni di imboschimento con cloni di pioppo, con durata del ciclo vegetativo non inferiore a otto anni. L’intervento deve ricadere su superfici regionali agricole e non agricole, ad esclusione di quelle delle aree svantaggiate. I potenziali beneficiari della misura sono tutti i soggetti pubblici o privati, anche in forma associata, che siano proprietari o titolari di diritto reale di godimento del bene. Nel caso di terreni demaniali possono accedere al bando i soggetti privati o i Comuni gestori dei terreni. Il sostegno viene erogato in forma di conto capitale secondo l’aliquota dell’80 per cento. Le domande possono essere presentate, come negli anni precedenti, entro il 31 luglio prossimo.

Ais Veneto, i vincitori del Memorial Marchi Sono Andrea Guerra, di Pianoro (Cagliari), ed Edoardo Ditomaso, di Pesaro, entrambi studenti del Master in Cultura del Cibo e del Vino – Ca’ Foscari Challenge School, a salire sul gradino più alto del podio della prima edizione di Sulla Buona Strada – Memorial Dino Marchi, concorso dedicato al presidente di Ais Veneto scomparso nel 2014. Il loro racconto “Il basso gardesano”, dedicato al territorio che circonda la zona sud del lago di Garda, ha convinto la giuria di esperti, che gli ha assegnato il primo posto in classifica. Ad aggiudicarsi il secondo posto è stata Margherita Barison, studentessa di Jesolo del Master in Restaurant Business Management (2° anno) di Fondazione ITS Academy Turismo Veneto, che ha presentato l’opera “Cagia, from Caorle to Chioggia”, seguita da Luca Di Noto, di Bologna, e Riccardo Pasinato, di Altavilla Vicentina (Vicenza), studenti anch’essi del master di Ca’ Foscari e autori del racconto “Valpolicella terra di vino, tradizioni e natura”. Tutte e tre le opere, oltre a vincere un premio in denaro, verranno pubblicate nell’edizione annuale di Vinetia.it – Guida ai migliori vini del Veneto. “Lo scopo del premio dedicato alla memoria di Dino Marchi – spiega Marco Aldegheri, presidente di Ais Veneto – è promuovere l’enoturismo nella nostra splendida regione, straordinariamente ricca di cultura enoica e non solo, come dimostrano chiaramente i racconti presentati dagli studenti partecipanti alla nostra iniziativa. I vincitori del Memorial hanno saputo cogliere a pieno il significato culturale del vino, raccontando le mille sfumature di un territorio unico al mondo. Un luogo che Dino sapeva leggere e raccontare magnificamente attraverso un calice di vino. Lo ricordiamo per il suo intenso, inesauribile impegno per la promozione di giovani talenti e delle nuove generazioni”.

Il Chiaretto di Bardolino in CantinaRitorna anche quest’anno l’atteso appuntamento con Chiaretto di Bardolino in Cantina: un intero fine settimana dedicato al celebre vino rosa del lago di Garda Veronese, da trascorrere nelle cantine che lo producono. La manifestazione, organizzata dalla Strada del Vino Bardolino in collaborazione con il Consorzio di tutela del Chiaretto di Bardolino e con il sostegno della Fondazione Bardolino Top, si svolgerà nelle giornate di sabato 21 e domenica 22 maggio. Una ventina le aziende che hanno aderito all’iniziativa, con tante proposte diverse: dalla degustazione guidata alle passeggiate in vigneto, dalla visita in cantina alla musica live. La manifestazione si inserisce nel programma delle iniziative collaterali al Palio del Chiaretto, evento organizzato dalla Fondazione Bardolino Top in programma il 27, 28 e 29 maggio a Bardolino. “Chiaretto di Bardolino in Cantina torna dopo il successo delle precedenti edizioni – spiega Giorgia Marchesini, presidente della Strada del Vino Bardolino – Siamo felici di aprire le porte delle nostre aziende e far scoprire ai visitatori come nasce il vino rosa veronese. Si tratta del primo di una serie di eventi, sviluppati in sinergia con il Consorzio di tutela del Chiaretto di Bardolino, che animeranno la stagione estiva sul lago di Garda”. “Chiaretto di Bardolino in Cantina – spiega Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio di tutela del Chiaretto di Bardolino – rappresenta un momento d’incontro prezioso per raccontare il nostro territorio, dando ai visitatori l’opportunità di scoprire le ricchezze e le eccellenze del lago di Garda attraverso le parole dei produttori, veri custodi di questo luogo straordinario”. Le cantine che apriranno le loro porte al pubblico durante il penultimo fine settimana di maggio sono: Aldo Adami, Bergamini, Cà Bottura, Casetto, Costadoro, Garda Natura, Gorgo, Guerrieri Rizzardi, Il Pignetto, La Rocca, Le Ginestre, Marchesini Family, Monte del Frà, Monte Zovo, Righetti Dante, Roccolo del Lago, Valetti. Chi è interessato a partecipare all’iniziativa può contattare autonomamente le singole realtà per prenotare e pianificare la propria esperienza enogastronomica in rosa: sul sito del Consorzio del Chiaretto di Bardolino (consorziobardolino.it) vengono riportate tutte le indicazioni per la prenotazione delle varie proposte di visita e di degustazione messe a disposizione dalle varie cantine.

Spumanti, Asolo Prosecco a gonfie vele L’Asolo Prosecco ha chiuso il primo quadrimestre 2022 con un ulteriore balzo in avanti: al 30 aprile, le bottiglie già certificate erano 8,6 milioni, il 33,4% in più rispetto ai 6,4 milioni registrati alla fine di aprile del 2021. Se si fa il confronto con l’ultimo anno prima della pandemia, l’esplosione dell’Asolo Prosecco appare eclatante: il dato di fine aprile 2022 è superiore dell’85,8% rispetto ai volumi certificati ad aprile 2019, quando le bottiglie di bollicine asolane sfioravano i 4 milioni, poco più della metà di oggi. È proprio sulla base di queste consistenti dinamiche di sviluppo della denominazione che il Consiglio di Amministrazione dell’Asolo Prosecco ha deciso di portare all’attenzione dell’Assemblea dei Soci di mercoledì 11 maggio la proposta di svincolo della riserva vendemmiale 2021: una scelta espansiva, ipotizzata per consentire a tutti i produttori di Asolo Prosecco di assecondare la forte domanda proveniente dal mercato. “La denominazione sta vivendo una prolungata fase di grande salute – commenta il presidente del Consorzio, Ugo Zamperoni – sia per quel che riguarda il livello quantitativo che quello qualitativo. Le bollicine asolane vengono sempre più considerate e apprezzate a livello internazionale, ottenendo ottimi giudizi e punteggi elevati dalle riviste più prestigiose. L’Asolo Prosecco prosegue anche le campagne di sostegno alla ristorazione e di rilancio dell’enogastronomia: ad aprire la stagione turistica sarà la collaborazione con Taste Jesolo, un progetto del Consorzio JesoloVenice per promuovere il lato gourmet di una delle più celebri località balneari venete, attraverso azioni di comunicazione e un appuntamento dedicato agli amanti del gusto. Tra le azioni previste c’è una campagna di promozione digital su vasta scala attraverso contenuti video, immagini e racconti che affiancano le bollicine asolane agli chef e ai patron di undici ristoranti jesolani, tra cui Michelangelo, I Barbabolle, Da Guido, Jolà, Rossi Restaurant, Al Traghetto, Al Torcio, Da Omar, Flora, Amarmio e Terrazzamare. Da venerdì 27 a domenica 29 maggio andrà poi in scena la prima edizione di StreetWineJesolo, che porterà tra le strade e le piazze della località marittima i profumi e i sapori delle eccellenze enoiche del Nordest: ventiquattro cantine da Veneto e Friuli Venezia Giulia e uno stand firmato Asolo Prosecco, per un totale di circa 200 etichette in degustazione. Durante lo stesso weekend, sabato 28 e domenica 29 maggio, l’Asolo Prosecco sarà impegnato anche in provincia di Vicenza: nella prestigiosa Villa Stecchini a Romano d’Ezzelino andrà in scena SloWino.

Alla scoperta del dolce Ramandolo Docg il Primo maggio nelle frasche di Clotz

(g.l.) Conto alla rovescia per l’apertura, tra poche ore, del sipario sul Primo maggio con il Ramandolo Docg che sarà grande protagonista sulle colline tra Nimis e Tarcento. Ritorna infatti, per l’undicesima volta – e dopo due anni di assenza, a causa dell’emergenza sanitaria -, la bellissima manifestazione “Borgo Clotz – Camminando alla scoperta delle storiche frasche nel cuore del Ramandolo”.

Il Ramandolo Docg come l’oro.

Nella borgata collinare, che si divide appunto fra i Comuni di Nimis e Tarcento, a partire dalle 10 di domani ci saranno infatti degustazioni, abbinamenti enogastronomici, laboratori artigianali, intrattenimenti musicali e animazioni, protagonista proprio il dolce Ramandolo, il primo vino del Friuli Venezia Giulia a essere premiato, già nel 2001, dalla denominazione di origine controllata e garantita, il marchio più prestigioso a tutela della qualità di un prodotto. Ma non solo, perché ci saranno anche altri grandi vini del territorio, a cominciare dal Refosco, sia nostrano (o di Faedis, la cui sottozona riguarda appunto anche Nimis, storica Città del vino Fvg) che dal Peduncolo rosso.
Il tour enogastronomico prenderà il via all’agriturismo Merlino di via Carducci, a Nimis, per proseguire all’agriturismo Da Basan e all’azienda agricola Micossi di Sedilis e all’Osteria con cucina Tinat. Quindi ancora a Sedilis tappa al Bar alla Vittoria – azienda agricola Domenico Treppo, frazione dove ci saranno anche gli appuntamenti a Sapori Divini di Casali Alex e all’Ostarie Ongjarut: in tutti i ritrovi saranno proposti invitanti abbinamenti con eccellenze gastronomiche del Friuli e della Carnia, ma anche lombarde come il gorgonzola presentato dall’omonima, famosissima cittadina in provincia di Milano.
L’organizzazione informa che dalle 10 alle 18 è previsto il servizio bus navetta Nimis-Tarcento, ma si consiglia anche di effettuare il percorso, peraltro molto suggestivo, a piedi trattandosi appena di 3,6 chilometri. La manifestazione beneficia del sostegno di Turismo Fvg e dei patrocini dei Comuni di Nimis e Tarcento. Info: Serena Fattori cellulare 346.1231126.

Ramandolo e sullo sfondo Clotz.

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In copertina, grappoli di Verduzzo friulano da cui si ottiene il Ramandolo, primo vino in Friuli Venezia Giulia a essere premiato con il prestigioso marchio della Docg.

AGRIFLASH.FVG – E non solo

Il ritorno di Cantine Aperte – Maggio è ormai alle porte e così si rimette in moto la macchina organizzativa di Cantine Aperte, la grande festa dell’enoturismo organizzata dal Movimento turismo del vino del Friuli Venezia, presieduto da Elda Felluga. La presentazione ufficiale della manifestazione avverrà mercoledì 27 aprile, alle 12, alla Fondazione Villa Russiz a Capriva del Friuli. Durante l’incontro interverranno l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, e il vicepresidente della Fondazione Villa Russiz, Daniele Sergon, che è anche sindaco della località isontina.

Lo Schioppettino di Prepotto e Cialla – Una grande giornata per lo Schioppettino di Prepotto quella annunciata per il 28 aprile. Giovedì prossimo, infatti, con inizio alle 18, al Castello di Cividale, ci sarà un evento speciale tutto dedicato alla prestigiosa sottozona ritagliata nell’ambito dei Colli orientali del Friuli una dozzina di anni fa, attribuendo il giusto valore al vino – il vitigno è la Ribolla nera – che è il vero portabandiera del territorio sulla riva destra del torrente Judrio. Sarà presentato il libro dal titolo “I custodi del vino Schioppettino di Prepotto e Cialla” di Laura Donadoni. L’incontro sarà moderato da Liliana Savioli che poi guiderà una degustazione di otto vini: quelli delle aziende Ronchi di Cialla, Spolert Winery, Ronchi Soreli e Vie d’Alt. La masterclass sarà seguita da una light dinner e da un momento conviviale in compagnia, ovviamente, dell’impareggiabile Schioppettino. Un vino cui Prepotto tiene moltissimo, tanto da avergli dedicato anche un concorso letterario – “I racconti dello Schioppettino”, appunto -, alla seconda edizione e che in quella di esordio aveva visto la partecipazione di ben 180 autori provenienti da tutta Italia. A ispirare i nuovi racconti sarà la “Terra di confine”, come quella che dà anima e corpo allo Schioppettino. Triplice lo scopo dell’iniziativa: promuovere il territorio da un punto di vista turistico, esaltare il valore del brand dello Schioppettino, favorire la creatività di coloro che amano la scrittura. Ricordiamo che si concorre con un racconto inedito da inviare alla segreteria organizzativa del concorso (barbara.pascoli@gmail.com) entro il 19 giugno prossimo. Due le giurie incaricate di individuare i dodici finalisti e i tre vincitori da portare alla premiazione di sabato 8 ottobre.

“Asparagus” venerdì a Grado – Dopo il via a Tavagnacco, “Asparagus”, il tour enogastronomico organizzato da molti anni dal Ducato dei vini friulani, si prepara alla seconda tappa che il 29 aprile si terrà al ristorante La Dinette di Grado, mentre il 6 maggio l’appuntamento sarà a Là di Moret a Udine e il 13 maggio alla Taverna a Colloredo di Monte Albano; quindi, il 20 alla Lokanda Devetak di San Michele del Carso, il 27 Da Nando a Mortegliano e infine il 3 giugno Da Toni a Gradiscutta di Varmo. “Asparagus 2022” è stato presentato dal duca Alessandro I (Alessandro Salvin), leader del Ducato dei vini friulani, sodalizio che è l’ideatore e promotore, fin dal 1981, di questa manifestazione, sostenuta anche da Promoturismo Fvg e dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine.

A Corno di Rosazzo la Guida Top Vini – Da Verona a Corno di Rosazzo. Dopo la bella presentazione al Vinitaly, la Guida Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022 sarà presentata venerdì 29 aprile, alle 18, a villa Nachini Cabassi, in piazza XXVII Maggio, che è anche sede del Consorzio per la tutela dei vini Doc e Docg Friuli Colli orientali e Ramandolo. Giunta alla seconda edizione, la Guida racchiude la valutazione di oltre 200 vini degustati da una commissione di assaggio costituita da 78 esperti tra enologi, enotecnici e periti agrari e agronomi, capitanata dal presidente Nicola Biasi e coordinata da Paolo Valdesolo. Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022 è un concentrato di informazioni con un unico obiettivo: mettere a disposizione dei consumatori un confronto obiettivo e ricco di spunti per una scelta sempre più consapevole del consumo e degustazione di vini del ricco patrimonio del Friuli Venezia Giulia e, nel contempo, creare un movimento di crescita e di sviluppo in un mercato che va sempre più alla ricerca di novità e di eccellenze da un lato, mentre il consumo dei vini sta cambiando e si guarda alle nuove generazioni che saranno i consumatori di domani. Si tratta altresì di un utile “vademecum” anche per i “turisti enogastronomici” nazionali ed internazionali in visita in Fvg che in questo volume hanno ulteriori spunti per visite e acquisti diretti. Oltre alla collaborazione consolidata con Promoturismo Fvg, questa edizione della Guida ha realizzato un importante accordo di promozione con AgrifoodFvg e il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”.

Heinichen ai Colloqui dell’Abbazia – Un passato che non passa mai del noir mediterraneo di “Lontani parenti” (Edizioni E/O) di Veit Heinichen sarà il protagonista il 29 aprile, alle 18, dell’incontro de “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga” in programma nell’Abbazia di Rosazzo. L’appuntamento, inserito nella rassegna curata dalla giornalista Margherita Reguitti, moderatrice degli incontri, e da Elda Felluga, sarà in compagnia del commissario Proteo Laurenti, iconico personaggio dello scrittore di origini tedesche che da oltre 20 anni ha scelto di vivere a Trieste. La trama di questo ventesimo libro nella carriera di Heinichen si snoda seguendo una catena di omicidi le cui origini risalgono alla Resistenza e all’occupazione tedesca, dopo l’8 settembre, della regione. Una narrazione romanzata di personaggi e fatti verosimili, concepiti e sviluppati sulla base di una documentata e ampia ricerca storica che abbraccia la complessità storica, culturale e linguistica del Friuli Venezia Giulia, dal Friuli Orientale a Trieste. Pagine dense in cui le generazioni dialogano, le dinamiche famigliari e le diverse figure femminili hanno un rilievo particolare nel rappresentare uno spaccato della società contemporanea. Durante la presentazione, l’attore Marco Puntin, leggerà alcune pagine del romanzo. L’incontro, si svolgerà nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti Covid 19, obbligatoria la prenotazione all’indirizzo fondazione@abbaziadirosazzo.it fino a esaurimento dei posti disponibili. La rassegna è realizzata grazie alla Fondazione Abbazia di Rosazzo, Livio Felluga, Vigne Museum associazione culturale, il Comune di Manzano e il sostegno di Banca Intesa San Paolo.

Il Ramandolo Docg invita in Clotz – Primo maggio con il Ramandolo Docg che sarà grande protagonista sulle colline tra Nimis e Tarcento. Ritorna infatti, per l’undicesima volta – e dopo due anni di assenza, a causa dell’emergenza sanitaria -, la bellissima manifestazione “Borgo Clotz – Camminando alla scoperta delle storiche frasche nel cuore del Ramandolo”. Nella borgata collinare, che si divide appunto fra i Comuni di Nimis e Tarcento, a partire dalle 10 ci saranno infatti degustazioni, abbinamenti enogastronomici, laboratori artigianali, intrattenimenti musicali e animazioni, protagonista proprio il dolce Ramandolo, il primo vino del Friuli Venezia Giulia a essere premiato, già nel 2001, dalla denominazione di origine controllata e garantita. Il tour enogastronomico prenderà il via all’agriturismo Merlino di via Carducci, a Nimis, per proseguire all’agriturismo Da Basan e all’azienda agricola Micossi di Sedilis e all’Osteria con cucina Tinat. Quindi ancora a Sedilis tappa al Bar alla Vittoria – azienda agricola Domenico Treppo, frazione dove ci saranno anche gli appuntamenti a Sapori Divini di Casali Alex e all’Ostarie Ongjarut: in tutti i ritrovi saranno proposti invitanti abbinamenti con eccellenze gastronomiche del Friuli e della Carnia, ma anche lombarde come il gorgonzola presentato dall’omonima cittadina in provincia di Milano. L’organizzazione informa che dalle 10 alle 18 è previsto il servizio bus navetta Nimis-Tarcento, ma si consiglia anche di effettuare il percorso, peraltro molto suggestivo, a piedi trattandosi appena di 3,6 chilometri. La manifestazione beneficia del sostegno di Turismo Fvg e dei patrocini dei Comuni di Nimis e Tarcento. Info: Serena Fattori cellulare 346.1231126.

Vino naturale a portata di click – A pochi giorni dall’apertura di Verona, Flor. born to be wine annuncia il lancio di Florwine.com, la nuova piattaforma e-commerce dedicata al mondo del vino naturale. Una selezione di oltre 1200 etichette scelte con cura da un esperto team di sommelier, che entro la fine dell’anno supererà le 2000 referenze. Rispetto al precedente shop online, il sito è stato completamente rinnovato e arricchito con schede prodotto esaustive e video-interviste dei produttori, offrendo un portale di facile navigazione che si propone come un vero collettore di informazioni, news e approfondimenti inerenti ai vini naturali. Il portale si pone l’obiettivo di ampliare e integrare quanto offerto dalle enoteche di Milano, Genova e Verona e dal servizio di delivery presente nelle medesime città. Infatti, con il lancio della nuova piattaforma saranno previste non solo consegne in tutta Italia, ma anche spedizioni internazionali. Inoltre, per fornire un servizio etico e affidabile, Flor. ha selezionato una squadra di rider regolarmente assunti e i migliori vettori disponibili sul mercato, garantendo una consegna attenta, volta a salvaguardare lo stato delle bottiglie richieste dagli utenti. “Florwine.com non rappresenta uno spin-off – afferma Giuseppe Rizzo, ideatore e fondatore del progetto assieme al socio Federico Fiori –, ma al contrario, e-commerce, bottiglierie e bistrot viaggeranno di pari passo con prezzi allineati tra online e offline, proponendo una versione phygital dell’enoteca. Per ora offriamo solo referenze enoiche naturali, tuttavia non escludiamo in futuro di presentare sulla piattaforma una selezione food, coinvolgendo piccoli produttori locali e dando visibilità a eccellenze enogastronomiche a km zero”. Far conoscere e approfondire il panorama del vino naturale attraverso le storie e l’impegno dei produttori: tutto questo spinge Flor. a diffondere la filosofia del bere e del mangiare bene. Una missione raccontata anche sul canale Instagram @flor.wine attraverso video interviste ai vignaioli, che descrivono e comunicano al pubblico ciò che rende unici i loro vini. Il completamento del progetto e-commerce è stato possibile grazie a un nutrito gruppo di copywriter, sommelier e marketing specialist, nonché di social media manager, graphic designer e sviluppatori web. Il team ha saputo percorrere e rispettare una roadmap incentrata sull’accrescimento della presenza online della realtà nata a Milano, che oggi trova la sua sede a Genova. “Proprio a Genova abbiamo scoperto la nostra casa – afferma Federico Fiori –, una tra le prime città italiane a promuovere i vini naturali e la filosofia che sta dietro a questo incredibile mercato. Il capoluogo ligure sta vivendo un importante momento di riscoperta, offrendo nuove prospettive di crescita e una qualità della vita in linea con i nostri valori aziendali”.

Il Sabato del Vignaiolo – Il 14 maggio in tutta Italia sarà il “Sabato del Vignaiolo”, la giornata pensata dalla Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti per raccontare al pubblico e agli appassionati le realtà territoriali dei 1400 soci Fivi. Saranno 18 gli appuntamenti organizzati da nord a sud in varie località della Penisola, dalle altrettante delegazioni locali: Nord Piemonte, Franciacorta, Trentino, Treviso, Colli Berici e Euganei, Friuli Venezia Giulia, Alessandria, Oltrepò Pavese, Modena – Reggio Emilia, Romagna, Piacenza, Chianti Classico – San Gimignano, Marche, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia Orientale e Puglia. Tutti gli eventi saranno strutturati in modo diverso, a libera interpretazione delle delegazioni, con lo scopo di creare un’atmosfera di festa e convivialità. Il pubblico sarà accolto direttamente in tante aziende vitivinicole socie Fivi, con alcune eccezioni. Verranno proposti banchi d’assaggio, degustazioni guidate e abbinamenti gastronomici, nel modo più adatto a far conoscere la storia, i territori e i vini dei Vignaioli Indipendenti. “Abbiamo pensato questo Sabato come una giornata di condivisione, un invito a venire a conoscerci dove lavoriamo ogni giorno, tra campagna e cantina, per incontrare il pubblico locale dei territori in cui viviamo – sottolinea Diletta Nember, vicepresidente di Fivi –. Per chi non ci conosce ancora, sarà un’occasione per comprendere meglio il nostro lavoro e i valori in cui crediamo; per chi invece ha già avuto modo di entrare nel mondo FIVI, una possibilità di rincontrarsi e approfondire ancora questa realtà. La nostra è un’associazione che ha come valori fondanti la tutela e la valorizzazione del territorio, attraverso una viticoltura artigianale e di qualità”. L’invito è quindi quello di scoprire quali sono gli eventi del “Sabato del Vignaiolo” più vicini a casa propria e di andare a conoscere personalmente le aziende Fivi, i produttori e i loro vini: una viticoltura autentica, che va dalla coltivazione dalla vigna all’imbottigliamento e alla vendita del vino, che nel calice esprime tutto l’amore per la terra. Il programma completo è consultabile su www.fivi.it

In Borgo Clotz (tra Nimis e Tarcento) primo maggio con il Ramandolo Docg

(g.l.) Primo maggio con il Ramandolo Docg che sarà grande protagonista sulle colline tra Nimis e Tarcento, rivestite di fiori primaverili e con i vigneti in fase di germogliamento dopo la potatura e il riposo invernale. Ritorna infatti, per l’undicesima volta – e dopo due anni di assenza, a causa dell’emergenza sanitaria -, la bellissima manifestazione “Borgo Clotz – Camminando alla scoperta delle storiche frasche nel cuore del Ramandolo”.

Il Ramandolo Docg.


Nella borgata collinare, che si divide appunto fra i Comuni di Nimis e Tarcento, a partire dalle 10 ci saranno infatti degustazioni, abbinamenti enogastronomici, laboratori artigianali, intrattenimenti musicali e animazioni, protagonista proprio il dolce Ramandolo, il primo vino del Friuli Venezia Giulia a essere premiato, già nel 2001, dalla denominazione di origine controllata e garantita, il massimo riconoscimento della qualità.
Il tour enogastronomico prenderà il via all’agriturismo Merlino di via Carducci, a Nimis, per proseguire all’agriturismo Da Basan e all’azienda agricola Micossi di Sedilis e all’Osteria con cucina Tinat. Quindi ancora a Sedilis tappa al Bar all Vittoria – azienda agricola Domenico Treppo, frazione dove ci saranno anche gli appuntamenti a Sapori Divini di Casali Alex e all’Ostarie Ongjarut: in tutti i ritrovi saranno proposti invitanti abbinamenti con eccellenze gastronomiche del Friuli e della Carnia, ma anche lombarde come il gorgonzola presentato dall’omonima cittadina in provincia di Milano. L’organizzazione informa che dalle 10 alle 18 è previsto il servizio bus navetta Nimis-Tarcento, ma si consiglia anche di effettuare il percorso, peraltro molto suggestivo, a piedi trattandosi appena di 3,6 chilometri.
La manifestazione beneficia del sostegno di Turismo Fvg e dei patrocini dei Comuni di Nimis e Tarcento. Info: Serena Fattori cellulare 346.1231126.

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In copertina, l’immagine che accompagna l’iniziativa fin dalla prima edizione.

AGRIFLASH.FVG – E non solo

Il Ramandolo Docg a Torlano – Pasquetta, giornata conclusiva oggi per la sagra di Torlano, peraltro quella che maggiormente appartiene alla storia. Torlano, infatti, mantiene in vita una tradizione ormai secolare, in quanto la festa del Lunedì di Pasqua, quella della semplice merenda sui prati che tornano a rinverdirsi riempiendosi di fiori, nacque negli anni Venti del secolo scorso. Oltre a tante buone cose proposte dai chioschi, è annunciata la degustazione del dolce Ramandolo, il primo vino che nel Friuli Venezia Giulia è stato tutelato dalla denominazione di origine controllata e garantita, il massimo riconoscimento a difesa della qualità assegnato a una piccola area, “cru” per dirla con i francesi, situata ai piedi del monte Bernadia a cavallo dei territori di Nimis e Tarcento. Il marchio Docg nel 2021 ha compiuto vent’anni.

Marano, Picnic nella Riserva – Il Comune di Marano Lagunare ha organizzato un originale Picnic in Riserva, per oggi giorno di Pasquetta. Il programma è semplice, ma attraente e inizia alle 10.30 con la visita guidata della Riserva naturale Valle Canal Novo. Per il picnic, che seguirà alle 11, gli organizzatori hanno pensato a tutto, predisponendo due piacevoli menù tipici delle scampagnate pasquali: il primo con frittata e salsiccia di porro, asparagi al vapore e uova sode, sarde in saor, focaccia ripiena di San Daniele; il secondo (vegetariano) con frittata di erbe di campo, asparagi al vapore e uova sode, focaccia con Montasio e carciofi, torta salata con ricotta e pomodori secchi. Ci sarà pure la degustazione dei vini Ghenda, piccola realtà vitivinicola a conduzione familiare, confinante con l’Oasi naturalistica, che produce una serie di “Vini di Laguna profumati come la brezza che li avvolge… sapidi come l’acqua che li circonda”. Non mancherà, nel pomeriggio, l’incontro culturale con l’associazione Archeotipi.

Riecco i vini e spumanti di Casarsa – Tra pochi giorni al via a Casarsa della Delizia la 74ma edizione della Sagra del Vino, in programma dal 22 aprile al 2 maggio. Sarà l’edizione della ripartenza dopo l’emergenza sanitaria con un programma che avrà per protagonista, ovviamente, il vino eccellenza del territorio, ma non solo. Si partirà venerdì prossimo, alle 18, nella sala consiliare del palazzo municipale Burovich de Zmajevich con l’inaugurazione ufficiale e la premiazione dell’ottava edizione di “Filari di Bolle”, Selezione dei migliori spumanti del Friuli Venezia Giulia, alla quale hanno partecipato oltre 80 vini. Come da tradizione, organizzazione della Sagra del Vino a opera della Pro Loco Casarsa della Delizia APS, Città di Casarsa della Delizia e La Delizia Viticoltori Friulani.

Venerdì il via ad Asparagus – Dopo due anni di black-out, finalmente si torna a parla di “Asparagus”, ricordando che l’edizione 2019, ultima ad andare in scena prima del Covid, aveva portato nei sette ristoranti protagonisti la bellezza di 1350 persone. E c’è tutta l’intenzione di ripetere e magari superare quel grande successo in questa nuova edizione, pronta a siglare la ripartenza dopo un biennio quanto mai complesso e ad animare per sette venerdì consecutivi, tra il 22 aprile e il 3 giugno, in altrettanti “top restaurants” della regione Friuli Venezia Giulia. “Asparagus 2022” è stato presentato da Alessandro Salvin o, meglio, il duca Alessandro I, leader del Ducato dei vini friulani che è l’ideatore e promotore, fin dal 1981, di questa manifestazione, sostenuta anche da Promoturismo Fvg e dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine. Ed eccoli, i ristoratori in calendario: il 22 aprile Al Grop di Tavagnacco, il 29 aprile a La Dinette di Grado, il 6 maggio a Là di Moret di Udine, il 13 maggio alla Taverna di Colloredo di Monte Albano, il 20 maggio alla Lokanda Devetak di San Michele del Carso, il 27 maggio Da Nando a Mortegliano, infine il 3 giugno Da Toni a Gradiscutta di Varmo. Ogni menù sarà ovviamente abbinato «ai nostri meravigliosi vini friulani», ha chiosato Salvin, che ha anticipato l’intenzione, per l’edizione 2023, di ampliare la proposta di “Asparagus” a un territorio più ampio, coinvolgendo anche la montagna friulana.

Rotazioni e crisi ucraina – Il Ministero delle Politiche agricole, a seguito della richiesta presentata da Coldiretti, ha emanato una circolare relativa ai criteri nazionali in materia di rotazioni colturali a seguito della crisi ucraina. La richiesta nasce dall’esigenza di favorire la semina delle colture per le quali la guerra ha causato una carenza che rischia di trasformarsi, nei prossimi mesi, in una emergenza nazionale. L’obiettivo è quindi quello di sostenere la produzione nazionale biologica, nel rispetto delle regole europee specifiche per lo specifico settore. L’allarme per la scarsa disponibilità di mangime biologico è stato lanciato da Coldiretti Bio, associazione delle imprese biologiche e biodinamiche, che ha registrato un aumento generalizzato dei prezzi pari mediamente al 20-30% fino a picchi di oltre il 50%. Le materie prime proteiche da agricoltura biologica scarseggiano con conseguente riduzione del loro impiego nelle percentuali della quota di composizione della razione alimentare giornaliera, con rischio di abbassamento della qualità del prodotto. Pertanto, il Ministero ha accolto la richiesta presentata e ha stabilito che per la sola corrente campagna agraria sono da considerarsi conformi quelle rotazioni colturali che prevedono la semina di mais e girasole senza che siano rispettati i due cicli di colture principali di specie differenti, fatto salvo il pieno rispetto della normativa europea in materia di agricoltura biologica. Per quanto riguarda gli organismi di controllo, sono tenuti alla valutazione della conformità alla normativa europea della rotazione colturale adottata dall’azienda agricola biologica alla luce del piano di gestione agronomica e della fertilità adottato dalle aziende agricole biologiche.

Impennata dei prezzi alimentari – Con la guerra ed i rincari energetici in Ucraina le quotazioni delle materie prime alimentari a livello mondiale balzano del 12,6% in un solo mese facendo registrare l’incremento più elevato mai registrato prima da quanto sono iniziate le rilevazioni nel 1990. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti nell’evidenziare che nel mese di guerra a marzo si è impennato al valore di 159,3 punti l’indice dei prezzi Fao che comprende un paniere di cinque prodotti agricoli di base. A tirare la volata sono i prezzi internazionali di oli vegetali, cereali e carne che hanno fatto registrare il massimo di sempre ma in forte aumento sono anche zucchero e lattiero caseari. Nel dettaglio a marzo gli oli vegetali aumentano del 23,2%, i cereali del 17,1%, lo zucchero del 6,7%, la carne del 4,8% e i lattiero-caseari del 2,6% rispetto al mese di febbraio, sotto la spinta dei pesanti rincari dei costi di produzione favoriti dai prezzi dell’energia. Una situazione che nei Paesi più ricchi provoca inflazione, mancanza di alcuni prodotti e aumenta l’area dell’indigenza alimentare ma anche gravi carestie nei Paesi meno sviluppati come negli anni delle drammatiche rivolte del pane che hanno coinvolto molti Paesi a partire dal nord Africa come Tunisia, Algeria ed Egitto che peraltro è il maggior importatore mondiale di grano e dipende soprattutto da Russia e Ucraina. Ma in difficoltà anche Paesi come il Congo che importa da Mosca il 55% del suo grano e da Kiev un altro 15%.

Cresce l’export di prosciutti e speck – Crescono le esportazioni di prosciutti crudi, speck (+17,6%) e cotti (+23,9%), mentre crollano le vendite all’estero di carcasse e mezzene (-52%). In calo le spedizioni di cosce fresche e congelate (-19,2%). Nel 2021 rispetto al 2020 il totale delle cosce esportate ha segnato un incremento del 15,1%. Sono i dati che emergono dall’Osservatorio dell’Anas (Associazione nazionale allevatori suini) relativo agli scambi commerciali delle cosce suine in Italia nel 2021. Per quanto riguarda le importazioni l’aumento del totale delle cosce è del 18,5%, +20,3% per le cosce fresche e congelate e -11,4% per le carcasse e mezzene. Secondo il report la produzione nazionale si è attestata su 20,4 milioni di pezzi e, tenendo conto dell’ex-import, il numero delle cosce utilizzate nel nostro Paese è stimato in circa 70,6 milioni di pezzi, in aumento del 13,6% sul 2020.

Le proposte naturalistiche di Cornino – La Riserva naturale regionale del lago di Cornino è pronta a riaccogliere il pubblico, cui offrirà – dopo i due anni penalizzati dalle restrizioni conseguenti all’emergenza sanitaria – il programma più ricco di sempre, sia per numero di iniziative che per varietà della proposta, studiata per intercettare e soddisfare i gusti e le aspettative di una platea ampia e diversificata: tra le novità 2022 anche una sala dedicata al fiume Tagliamento. Il “cartellone” 2022, che si aprirà a inizio maggio per protrarsi fino a dicembre, è stato presentato ufficialmente, nel palazzo della Regione Fvg a Udine.  La Riserva conta l’unica colonia di grifoni sull’intera catena delle Alpi. Primo appuntamento domenica 8 maggio, giornata dedicata al “Pianeta acqua, tra storia e geologia”: un evento – nel solco della tradizione delle iniziative in Riserva – che permetterà di approfondire il tema delle risorse idriche del territorio, appunto dal maestoso Tagliamento al cristallino lago di Cornino. Conferenze, dibattiti ed escursioni guidate da esperti geologi consentiranno al pubblico di comprendere genesi e “assetto” di uno splendido comprensorio, sempre più proiettato verso lo sviluppo eco-turistico ma anche costretto ad affrontare le problematiche legate allo sghiaiamento.

 

A Nimis per il dolce Ramandolo nasce il “Biscotto San Gervasio”

di Giuseppe Longo

C’erano una volta i “uessuz di Nimis”, gli storici biscotti friabili, ideali per essere abbinati al dolce Ramandolo. Ma da quando è chiuso il forno di Luigi Grassi che li produceva con orgoglio, essendo derivati da una ricetta dei monaci che avevano in cura l’antica Pieve dei Santi Gervasio e Protasio – tant’è che la famiglia ha tuttora il soprannome di “Frare”, cioè frati -, anche su questi tradizionali e famosi dolci è purtroppo calato il sipario. Ma ecco la novità, fresca fresca di questi giorni: «Abbiamo creato il “Biscotto San Gervasio”, una nostra ricetta esclusiva per accompagnare il Ramandolo Docg», hanno annunciato con soddisfazione sui social dalla dirimpettaia Antica Osteria San Gervasio. Evidentemente i suoi gestori, Paolo Ciani e Renato Mini, avevano avvertito la mancanza di un biscotto adatto per accompagnare il tipico vino di Nimis, “dolce non dolce” data la elevata presenza di tannini, per cui hanno pensato bene di individuare una formula adatta per questo abbinamento. Ed ecco, allora, il “Biscotto San Gervasio”, prodotto dallo stesso locale e che debutta proprio in queste feste pasquali. Una bella iniziativa che sarà sicuramente bene accolta dai buongustai che frequentano l’osteria sulla collinetta dominata dalla millenaria Chiesa matrice.

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In copertina, ecco come si presentano i biscotti creati dall’Antica Osteria San Gervasio per essere abbinati al Ramandolo.

“Oro di Ramandolo”, a Nimis un brindisi per i 20 anni della Docg la prima in Friuli

Era il 2001, per la precisione il 26 ottobre, quando la Gazzetta Ufficiale pubblicava il disciplinare di produzione del primo vino a Docg (denominazione di origine controllata e garantita) del Friuli Venezia Giulia: il Ramandolo. Il ventesimo compleanno, nelle intenzioni dei produttori, si sarebbe dovuto celebrare in maniera adeguata, in particolare con una edizione speciale della bellissima iniziativa “Oro di Ramandolo”, il “tour enogastronomico tra cantine e colline” che soprattutto nelle ultime edizioni – quelle del 2018 e 2019 – si è rivelata un importante strumento di promozione del territorio di produzione. Le restrizioni legate alla pandemia hanno, però, costretto a rinviare ogni evento a tempi migliori. Tuttavia, i produttori di Ramandolo hanno voluto ricordare il ventennale con un brindisi ospitato nella sala consiliare di Nimis che, non a caso, ha una intera parete ricoperta di gigantografie tratte dal ricco volume pubblicato in coincidenza con l’ottenimento della Docg.

Il brindisi dei 20 anni in Municipio.

Ha fatto gli onori di casa Paolo Comelli, presidente dell’Associazione “Oro di Ramandolo” nata nel 2012 dopo che, l’anno precedente, il Consorzio di tutela era confluito in quello dei Colli orientali del Friuli, che da qualche anno, come è noto, ha trasferito la sede da Cividale a Corno di Rosazzo. Comelli ha ripercorso brevemente la storia recente del Ramandolo, dal riconoscimento all’inizio degli anni Ottanta della sottozona dei Colli orientali – ritagliata tra Nimis e Tarcento -, alla nascita del Consorzio nel 1988 e al successivo ottenimento della Docg appunto nel 2001. «Quando ci rechiamo a qualche manifestazione, come alla Fiera di Cremona poche settimane fa – ha sottolineato –, constatiamo che il nostro vino riscuote sempre grande apprezzamento; e, nonostante la pandemia, negli ultimi due anni abbiamo assistito ad una riscoperta del nostro territorio, già ben frequentato da ospiti stranieri, anche da parte di turisti italiani. Questo vuol dire che, superato il momento contingente, dobbiamo impegnarci tutti per crescere ulteriormente».
Comunicare il vino ed il territorio in cui nasce è stato il tema ribadito da Paolo Valle, presidente del Consorzio tutela vini Friuli Colli Orientali e Ramandolo, intervenuto con il tecnico Mariano Paladin e il responsabile delle pubbliche relazioni Matteo Bellotto, presente il rappresentante locale nel consiglio direttivo, Maurizio Zaccomer. «La pandemia – ha detto – ci ha costretti ad annullare anche i festeggiamenti per i nostri 50 anni, compiuti nel 2020; ma abbiamo investito sulla creazione della Tasting Academy, uno strumento che, grazie alla professionalità e all’impegno dello staff consortile si sta dimostrando strategico per innalzare in Italia e all’estero il livello di conoscenza dei nostri vini, delle nostre aziende e del nostro territorio». In mezzo secolo, ha ancora osservato Valle, la tecnica ha fatto passi da gigante consentendo di ottenere prodotti di grande pregio, ma non sempre la comunicazione si è rivelata adatta per farli adeguatamente conoscere ai consumatori, per cui bisogna puntare di più proprio sui mezzi per divulgare quanto offre il Vigneto Fvg .
Il saluto dell’amministrazione comunale di Nimis è stato portato dal sindaco, Gloria Bressani, che ha assicurato il pieno sostegno delle istituzioni alle iniziative di promozione, quando l’emergenza sanitaria permetterà di potere ricominciare ad operare, facendo altresì riferimento al progetto di ciclovia che attraverserà anche la zona del Ramandolo Docg, con una sicuramente interessante ricaduta turistica sul territorio. A brindare con i produttori – sono state stappate alcune rinomate etichette – anche Giuseppe Longo, assessore comunale all’agricoltura quando, appunto, nei primi anni Ottanta assieme alla Cooperativa agricola di Ramandolo, allora guidata da Dario Coos, si gettarono le basi per la tutela del prestigioso vino, ottenendo dapprima, con un iter molto complesso, il riconoscimento della ricordata sottozona all’interno dei Colli orientali del Friuli, più tardi promossa attraverso una lungimirante iniziativa nella ricordata denominazione di origine controllata e garantita, il massimo grado di tutela della qualità di un vino.

Vigneti nella zona di Ramandolo.

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In copertina, la vendemmia dei grappoli di Verduzzo che danno origine al Ramandolo Docg.

A Torlano una nuova vita per il “Friuli” che ora riparte nel ricordo di Turo

di Giuseppe Longo

Natale nel Comune di Nimis con un nuovo locale, anzi con un graditissimo ritorno, seppur con un’altra, innovativa impostazione. A Torlano ha infatti appena riaperto – e la cosa merita d’essere adeguatamente sottolineata in un momento delicato come l’attuale, con una pandemia che dopo quasi due anni ancora non si vuole arrendere – la storica e rinomata Trattoria “Al Friuli”, da tempo tristemente chiusa facendo sentire la sua mancanza fra i buongustai e i tanti clienti affezionati. Arturo Petrossi – per tutti Turo – è mancato infatti poco più di quattro anni fa, ottantaseienne, dopo aver gestito il “tempio” della carne alla griglia e della selvaggina per oltre mezzo secolo.

Stefano Bertoni

Arturo Petrossi

Ora al timone del locale ai piedi della Bernadia c’è il giovane Stefano Bertoni che, forte della grande esperienza maturata con il padre Livio nel conosciutissimo ristorante “Lis Campanelis” alle porte di Nimis, ha rilevato la trattoria dello zio, dandogli una nuova veste, un “taglio” giovane in sintonia con la sua età, con una proposta “rivoluzionaria” che probabilmente anche Arturo, uomo di grandi vedute e aperto alle novità, avrebbe approvato. Ha, insomma, creato una paninoteca, abbinata a una cucina legata alla tradizione friulana – che propone ovviamente l’immancabile “frico” – da accompagnare con birre e vini di qualità, questi provenienti tutti dai vigneti di Torlano o comunque del territorio di Nimis che eccelle per il Ramandolo Docg e per alcuni grandi rossi come il Refosco. Una curiosità: è subito molto piaciuta l’idea di chiamare ogni proposta gastronomica con i nomi delle località più note, declinati in lingua friulana: a parte “Nimis” e “Tamar” che hanno la stessa grafia, gli hamburger sono “Val Montane” e “Torlan”; i fishburger “Cornap”, “Tor” e “Crosis”; le schiacciate “Clotz”, “Mondiprat”, “Chialminis” (ma sarebbe meglio “Cjalminis”), “Bernadie” e “Ramandul”. E si potrebbe continuare, ma Stefano assicura che in ogni caso si tratta di “panins di lusso in chel di Torlan”.
La riapertura del locale è avvenuta in una folta cornice di amici e vecchi estimatori del “Friuli”, presenti una commossa Anita, la vedova di Turo che per decenni è stata l'”anima” della cucina dalla quale uscivano piatti deliziosi – come non ricordare i famosi “tris” di primi, con quelle pappardelle al sugo di capriolo o di cinghiale… -, il sindaco Gloria Bressani e l’assessore Serena Vizzutti, che nella civica amministrazione rappresenta proprio la comunità di Torlano. La benedizione l’ha impartita monsignor Rizieri De Tina, accompagnandola con parole beneauguranti per questa nuova importante avventura nel settore della ristorazione che, da sempre, nel Comune di Nimis è molto rinomata e frequentata. E un grande merito spetta proprio a Turo: a Stefano Bertoni ora il compito di portare avanti il buon nome della trattoria “Friuli”. Cosa che sicuramente saprà fare, proprio nel ricordo dell’indimenticabile zio.

La benedizione di monsignor De Tina.

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In copertina, ecco uno dei gustosi panini preparati alla rinata Trattoria “Al Friuli” di Torlano.