La Delizia, al via la vendemmia (dieci giorni di anticipo) con il Pinot grigio

Come già anticipato nel resoconto sul tradizionale incontro prevendemmiale organizzato da Assoenologi Fvg ai Vivai Cooperativi di Rauscedo, è iniziata ieri la vendemmia 2022 de La Delizia Viticoltori Friulani di Casarsa con vigneti delle aziende associate tra le province di Pordenone e Udine, tra le principali Cantine del Friuli Venezia Giulia e tra le prime dieci per la produzione di Prosecco Doc in Italia. I 400 soci hanno iniziato a raccogliere i grappoli di Pinot grigio, in una vendemmia anticipata rispetto agli anni scorsi di circa una decina di giorni a causa del meteo caldo che si è avuto in quest’estate caratterizzata, come è noto, anche da molto scarse precipitazioni.

Mirko Bellini


«Andremo a vendemmiare nei vigneti – ha informato il direttore Mirko Bellini – che hanno ricevuto meno acqua, ma dalle prime campionature i grappoli presentano uva di buona qualità come gradi, valuteremo ora quanto abbia influito il caldo sull’acidità. Fino a quando il meteo non cambierà anche per diminuire i costi energetici vendemmieremo nelle ore meno calde. Una situazione, quella della vendemmia 2022, che si preannuncia comunque discreta e che ci fa ben sperare nonostante le grandi difficoltà che abbiamo avuto quest’anno a livello meteorologico. L’aver puntato nella grande maggioranza dei vigneti dei nostri soci su impianti di irrigamento a goccia, che permettono di utilizzare al meglio l’acqua senza sprechi e aver avviato un progetto generale di produzione sostenibile in termini ambientali-sociali-economici ci sta permettendo di affrontare al meglio queste sfide».
«Non mancano però le criticità – conclude Bellini – legate ai costi energetici e all’aumento del costo delle materie, ma siamo fiduciosi anche se un bilancio più concreto si potrà fare tra qualche giorno dopo aver incamerato in cantina i primi quintali di uva. Il nostro presidente Flavio Bellomo nei prossimi giorni porterà all’attenzione dei soci, nell’incontro che precede la nostra assemblea annuale, un quadro solido che vede consolidarsi sia le esportazioni che il mercato interno legato all’Horeca, non solo per le bollicine che sono il traino della nostra produzione, ma anche per i vini fermi, sempre più apprezzati».

Pinot grigio

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In copertina, la vendemmiatrice che ieri ha esordito nei vigneti dei soci La Delizia.

Gli aromi “nanoincapsulati” del vino protagonista Marco Li Calzi a Tolosa

Prosegue con una puntata in collegamento con Tolosa, incentrata su sfide imprenditoriali legate all’innovazione scientifica nel campo della chimica degli odori, la nuova serie di “4 Chiacchiere con…”, il format di video-interviste con cui l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone sta mantenendo vivo il legame con i corregionali all’Estero, permettendo di conoscere le storie dell’emigrazione più recente. Un progetto sostenuto dalla Regione Fvg e dalla Fondazione Friuli.
Domani, 13 giugno, alle 21 al centro dell’intervista Marco Li Calzi, nato a Venezia ma cresciuto a Pordenone. Dopo il liceo scientifico Grigoletti e un ricco percorso accademico che lo ha portato conseguire le lauree in chimica farmaceutica e in viticoltura ed enologia tra Padova, Milano e Bologna, inizia una serie di esperienze professionali in giro per il mondo. Esperienze incentrate sulla chimica degli odori e degli aromi, viste le sue capacità olfattive superiori alla media. Infine, l’arrivo a Tolosa, nella Francia meridionale, dove dal 2014 al 2019 è professore di Scienze sensoriali all’Ecole d’Ingenieurs de Purpan. Nel 2017 fonda insieme ad altri due soci Enolfactive, impresa che si occupa della formazione per enologi e appassionati di vino. Un progetto innovativo in cui si vendono molecole di aromi “nanoincapsulati” i quali riproducono difetti ed aromi positivi su cui si basa la formazione all’analisi sensoriale.
La puntata andrà in onda sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sul canale YouTube omonimo: il presidente dell’Ente Gino Gregoris, la vicepresidente Luisa Forte e Michele Morassut, della segreteria Efasce, dialogheranno dialogheranno con Marco Li Calzi toccando vari punti, dalla vita professionale a quella personale.

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In copertina, l’esperto Marco Li Calzi a Tolosa durante l’analisi olfattiva di un vino.

La Cantina di Ramuscello e San Vito “vola” nel fatturato: oltre 13 milioni!

Sarà un’annata da ricordare quella del 2022 per la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito. Non solo perché raggiungerà il traguardo delle 60 vendemmie (la “festa” è fissata per sabato 11 giugno), ma anche perché verranno superati i 13 milioni di euro di fatturato (3,5 milioni in più rispetto all’anno precedente) e i 100 mila quintali di uve raccolte dai 750 ettari dei 158 vignaioli soci. Una buona notizia per la cooperativa, ma anche per il territorio, visto che le uve conferite arrivano nella frazione di Sesto a Reghena (da poco Città del vino Fvg) da ben 21 Comuni di tre diverse province: Pordenone, Udine e Treviso. Una capacità di attrazione che, negli ultimi cinque anni, è molto cresciuta, sia nei confronti del numero di soci che degli ettari vitati, oltre che del fatturato.

Gianluca Trevisan

Rodolfo Rizzi

«Grande rispetto per le produzioni dei soci, buon rapporto con il territorio, qualità e sostenibilità di uve e vini, sono queste alcune delle chiavi di lettura della nostra crescita – spiega il presidente Gianluca Trevisan che si avvale della direzione dell’enologo Rodolfo Rizzi -. Uno sviluppo costante che ci spinge a progettare nuovi investimenti i quali, in parte, sono già stati finalizzati all’acquisto di un terreno, adiacente all’attuale sede di lavorazione, di 5.500 metri quadrati. Saranno utilizzati per ampliare la cantina, razionalizzare i locali di servizio e dedicare, una parte della superficie, a un impianto di depurazione e stazione di controllo e lavaggio degli atomizzatori dei viticoltori associati. Siamo molto fiduciosi sull’annata 2022 e sul futuro poiché siamo animati da un forte spirito mutualistico e ogni scelta viene fatta in condivisione con i soci i quali, con i conferimenti d’uva e la convinta adesione alla nostra progettualità, anno dopo anno ci confermano la loro fiducia. Per dare la giusta visibilità a tutto questo lavoro – conclude Trevisan -, saremo anche presenti in qualità di sponsor alla 19ma tappa del Giro di d’Italia che, il 27 maggio, partirà da Marano Lagunare e arriverà a Castelmonte».

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In copertina, la sede della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito in Comune di Sesto al Reghena.

AGRIFLASH.FVG – E non solo…

Non piove, in Fvg rischio incendi – Anche se la nostra regione ha un deficit idrico meno grave rispetto ad altre zone dell’arco alpino, la scarsità di precipitazioni registrata negli ultimi mesi (le ultime piogge e nevicate di un certo rilievo risalgono al 15 e 16 febbraio) sta causando una progressiva disidratazione della vegetazione erbacea ed arbustiva, in particolare, nelle zone montane e nei versanti più soleggiati, che può facilmente alimentare, in caso di innesco, gli incendi boschivi. Ad evidenziare la situazione in cui versa il Friuli Venezia Giulia è l’assessore alla Montagna, Stefano Zannier. In via preventiva, e considerato l’avvio della stagione primaverile, periodo in cui per tradizione vengono svolte quelle operazioni colturali che prevedono anche l’accensione di fuochi, il Servizio foreste e Corpo forestale della Regione, sentita la Protezione civile Fvg, ha decretato lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi su tutto il territorio regionale. Oltre ai divieti in vigore per tutto l’anno è quindi inibita qualsiasi operazione che possa creare pericolo di incendio; inoltre, sono temporaneamente sospese tutte le autorizzazioni rilasciate per l’accensione di fuochi. Il Corpo forestale regionale, a cui compete oltre allo spegnimento degli incendi boschivi anche la vigilanza per il rispetto dei divieti previsti, intensificherà quindi la vigilanza al fine di prevenire la propagazione di eventuali incendi. L’assessore Zannier chiede quindi «la massima collaborazione per ridurre i rischi d’incendio in un periodo di particolare rischio come quello attuale. Invito, inoltre, i cittadini a prestare la massima attenzione e a segnalare alla Sala operativa della Protezione civile della Regione, al numero 800 500 300, o al Numero unico per le emergenze 112, la presenza di fiamme o colonne di fumo provenienti dalle aree boscose o dalle zone limitrofe».

Udine si prepara ad “Agriest 2023”– «Il dovere dell’Amministrazione regionale è di intervenire verso il settore primario con quella flessibilità e quel pragmatismo che la politica agricola richiedono in questa fase immediata di crisi per il tempo necessario a garantire la sostenibilità anche economica delle nostre aziende senza per questo stravolgere gli obiettivi di lungo periodo». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, nel corso dell’evento “Agriest Workshop: Farm to fork strategy 2023” organizzato nella sede di Telefriuli, a Tavagnacco, primo di tre appuntamenti di avvicinamento alla rassegna Agriest del 2023. «Dobbiamo continuare a garantire la reperibilità dei nostri prodotti agroalimentari – ha rilevato Zannier – sapendo che le nostre imprese non hanno paura di affrontare la sfida di standard qualitativi già molto alti, confidando naturalmente che questa terribile crisi internazionale aggiuntasi alla pandemia possa terminare prima possibile». Nell’ottica della sostenibilità ambientale, economica e sociale, Zannier ha osservato che «il marchio “Io sono Fvg” ha avuto un ruolo importante di aggregatore di tutti gli attori della filiera del Friuli Venezia Giulia in un percorso che parte dal piatto e arriva al campo e non viceversa, in cui si fa del consumatore il capofila e si creano le condizioni di un ritorno di reddito a tutte le imprese, dal primario, alla trasformazione alla distribuzione». Al workshop, moderato da Alessandra Salvatori, direttore responsabile di Telefriuli, hanno preso parte Giovanni Da Pozzo, presidente Camera di Commercio Pordenone Udine, e Lucio Gomiero, amministratore unico di Udine e Gorizia Fiere. Sono intervenuti il presidente di Agrifood Fvg Claudio Filipuzzi, Andrea Segrè, docente a Bologna di Politica Agraria internazionale e comparata, Maria Cristina Nicoli, docente di Tecnologie Alimentari all’Università di Udine, Massimiliano Cattozzi, responsabile direzione Agribusiness di Intesa Sanpaolo e il rettore dell’Università di Udine Roberto Pinton.

Pordenone verso “Novel Farm” – «Aver deciso di dedicare uno spazio autonomo a valenza internazionale ad una esposizione fieristica nel campo delle nuove tecnologie dedicate all’agricoltura, dimostra ancora una volta la grande capacità dell’ente pordenonese di essere precursore dei tempi, sapendo guardare con ottimismo al futuro per cogliere le nuove sfide che giungono dal settore primario della nostra economia». Lo ha detto l’assessore regionale alle risorse agroalimentari, Stefano Zannier, partecipando in remoto alla conferenza stampa di presentazione di “Novel Farm”, la mostra convegno sulle nuove tecniche di coltivazione e vertical farm in programma il 23 e 24 marzo del 2023 negli spazi espositivi di Pordenone Fiere. L’iniziativa, ancora per quest’anno, si svolgerà come è avvenuto nel corso dell’ultimo triennio, all’interno di AquaFarm, la fiera dedicata all’acquacoltura e industria della pesca in calendario il 25 e 26 maggio prossimi, per poi diventare una manifestazione a se stante a partire dal prossimo anno. Alla presenza del presidente dell’ente fieristico Renato Pujatti, l’esponente dell’esecutivo Fedriga ha salutato con soddisfazione il fatto di essere riusciti a dare autonomia alla mostra convegno sulle nuove tecniche di coltivazione in campo agricolo. Nel corso della presentazione dell’evento fieristico è stata data la notizia secondo cui a Pordenone è nata Anifus, l’Associazione Nazionale Imprese Fuori Suolo, la prima del suo genere che raggruppa le aziende di questo specifico settore, riconoscendo così anche a livello di rappresentanza un comparto che sta diventando sempre più strategico per il futuro dell’agricoltura. «Un ringraziamento – ha detto Zannier – va rivolto a Confindustria Alto Adriatico, anche in questo caso fortemente innovativa, che ha saputo cogliere un’esigenza nata dal territorio e che non tarderà ad avere riflessi a livello nazionale».

“Io sono Fvg” sul Piancavallo – «Il rally del Piancavallo sarà uno dei primi appuntamenti di grande richiamo e alta visibilità nello scenario nazionale e internazionale al quale la Regione abbinerà il marchio “Io sono Fvg”». A darne l’annuncio è l’assessore regionale alle politiche agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier. La manifestazione, giunta quest’anno alla sua 35ma edizione, si svolgerà il 14 e 15 maggio e consentirà, attraverso le sue tradizionali prove speciali, di valorizzare paesi e borghi delle Dolomiti orientali e della Pedemontana pordenonese. La prestigiosa gara motoristica diventa così anche una vetrina del meglio della produzione agroalimentare del Friuli Venezia Giulia, utilizzando il marchio regionale che ne garantisce l’origine e la sostenibilità. Nel corso degli anni il Rally Piancavallo, definito come “Un viaggio nel territorio, itinerario alla scoperta dei luoghi e della gente”, è diventato un brand sia sportivo sia turistico per il pordenonese, che accanto all’aspetto puramente motoristico abbina anche quello turistico ed enogastronomico. «Quest’anno, sotto il segno di “Io Sono Friuli Venezia Giulia” – spiega Zannier – saranno diverse le iniziative di promozione dei prodotti tipici e del settore agroalimentare che faranno da corollario alla gara. Si verrà così a creare un connubio tra sport e territorio, una vetrina carica di suggestioni non solo per gli amanti della competizione automobilistica, ma per un più vasto pubblico attirato dalle eccellenze locali, con un indotto economico altamente significativo e stimolante per ulteriori partnership nel prossimo futuro».

Quel bosco tra ulivi e vigneti – A Coste di Maser, tra le colline asolane, cresce un bosco responsabile di tre ettari certificato FSC® – C121844 nel rispetto di rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. Sabato 19 marzo Cecchetto, azienda vitivinicola con sede a Tezze di Piave, ha messo a dimora gli ultimi alberi con l’aiuto dei ragazzi della Scuola media Paolo Veronese di Maser. Il bosco esistente da oltre tre secoli, un tempo abbandonato, oggi rinasce in un panorama attorniato da ulivi e vigneti, inserito all’interno del sito Rete Natura 2000. Dopo un primo processo di pulizia e riassetto dell’habitat avvenuto nel 2018, sono state organizzate attività didattiche e create nuove strade forestali, per proteggere questo ecosistema e per farlo conoscere a turisti, appassionati della natura e all’intera comunità locale. Passeggiandovi all’interno, infatti, si possono ammirare castagni secolari, ciliegi selvatici, frassini, bagolari e molte specie mellifere sotto le quali sono state posizionate alcune arnie. Cecchetto con questo progetto punta all’obiettivo di diventare climate positive entro il 2026, creando un ambiente salubre e virtuoso in cui la presenza delle api diventi un segno tangibile dell’utilizzo di processi eco-sostenibili che incentivino lo sviluppo armonico della biodiversità. Un piano di sostenibilità ideato e sviluppato assieme a Etifor, spin-off dell’Università di Padova, che offre consulenza a enti e aziende per migliorare i benefici economici, ambientali e sociali di politiche, progetti e investimenti attraverso la scienza, l’innovazione e la buona governance. In occasione della piantumazione di sabato 19 marzo, il team di Etifor ha presentato al pubblico il progetto di gestione del bosco, introducendo importanti tematiche legate al cambiamento climatico e alla tutela della biodiversità.

Cantina Toblino e l’innovazione – Cantina Toblino si aggiudica il Premio Eccellenza dell’Anno nella categoria Innovazione nel Settore vitivinicolo, assegnato alla dodicesima edizione di Le Fonti Awards®. Alla cerimonia tenutasi a Palazzo Mezzanotte, storica sede della Borsa Valori di Milano, è intervenuto Carlo De Biasi, direttore generale della cooperativa trentina nata nella Valle dei Laghi. In una premiazione che ha coinvolto studi legali, imprese e professionisti leader nei rispettivi settori, Le Fonti Awards® ha riconosciuto a Cantina Toblino il merito di “essere un punto di riferimento per la viticoltura nella Valle dei Laghi” e di “garantire ai clienti l’eccellenza lungo l’intera filiera produttiva”. Risultati significativi ottenuti grazie alla ricerca e alla continua innovazione in campo viticlo ed enologico e al costante raggiungimento di nuovi standard qualitativi. «Ricevere un premio così importante – afferma Carlo de Biasi – assieme ad autorevoli protagonisti del mondo imprenditoriale e professionale dà a Cantina Toblino la giusta motivazione per continuare un percorso che punta all’eccellenza. Un’eccellenza all’avanguardia, rispettosa dell’ambiente e attenta alle esigenze di viticoltori, vignaioli e consumatori». La cerimonia di premiazione non è stata solo un’occasione per celebrare i vincitori, ma si è rivelata un vero momento di approfondimento, condivisione e dibattito tra attori di rilievo, pronti ad affrontare temi di attualità legati a innovazione, tecnologia, leadership ed evoluzione normativa.

Gewürztraminer chiave del successo – Il bilancio 2021 di Cantina Tramin raggiunge per la prima volta quota 15 milioni di euro di vino imbottigliato. La crescita complessiva si attesta sul +30% rispetto al 2020 e sul +9% in rapporto al 2019. A trainare le vendite si conferma come prima varietà il Gewürztraminer, per un introito che rappresenta il 27% del fatturato totale, seguito dallo Chardonnay, cresciuto del 26% rispetto al 2019. «Siamo molto soddisfatti del traguardo raggiunto – sottolinea Wolfgang Klotz, direttore commerciale di Cantina Tramin –. In particolare, tengo a sottolineare la performance di Glarea, la nuova interpretazione di Chardonnay alpino presentata lo scorso ottobre. Nei primi tre mesi di messa in commercio, infatti, le vendite hanno superato il 63% della produzione, risultato che conferma la qualità del lavoro svolto intorno a questa varietà». La crescita sorprende ancora di più considerando il -10% registrato a livello regionale a causa della mancata stagione invernale del 2021, calo che ha toccato soprattutto i vini rossi autoctoni come il Lagrein. Il trend positivo ha riguardato anche il mercato estero, con le esportazioni cresciute del +35% rispetto al 2019. Le premesse per il 2022 sono altrettanto favorevoli in termini di qualità di prodotto, con una flessione tuttavia per quanto riguarda la quantità, dovuta alla scarsità vendemmiale dell’ultima annata. In conclusione, l’evento più atteso del 2022 sarà la presentazione di Epokale 2015. L’iconico Gewürztraminer vendemmia tardiva affina sette anni al buio della miniera di Ridanna Monteneve, a oltre 2.000 metri di altitudine. Al suo debutto con l’annata 2009, Epokale conquistò i 100/100 punti di Robert Parker’s Wine Advocate, passando alla storia come il primo vino bianco italiano a ottenere tale risultato.

“Sabi ’60 Dolomiti” a Cortinametraggio Partita la XVII edizione di Cortinametraggio a Cortina d’Ampezzo, con la Carpenè-Malvolti che rinnova anche per quest’anno la partnership già avviata tre anni fa. La storica Cantina di Conegliano fino al 27 marzo sarà infatti partner nonché fornitore ufficiale dell’evento dedicato al meglio della corto-cinematografia italiana e da sempre attento allo scouting dei giovani talenti. Un Festival che torna finalmente in presenza dopo due anni di dirette streaming a causa della pandemia. «La Carpenè-Malvolti si pregia per il terzo anno consecutivo di far parte dei selezionati partners della manifestazione Cortinametraggio – commenta il direttore generale, Domenico Scimone – ed anche in questa occasione si presenta all’appuntamento con una esclusiva Magnum della “Sabi ’60 Dolomiti” appartenente alla Sabi Collection per premiare il Miglior Attore e la Migliore Attrice del concorso. Una scelta dettata dal valore doppiamente simbolico che per noi rappresenta tale selezione. Il palcoscenico di Cortinametraggio ha rappresentato, infatti, il debutto internazionale assoluto dell’etichetta, ispirata all’immagine pubblicitaria realizzata dal celebre grafico Sandro Bidasio degli Imberti, in arte Sabi, negli anni Sessanta del secolo scorso. Ed altresì perché tale veste grafica richiama una eccezionale immagine delle Dolomiti, che insieme al Territorio del Prosecco, ovvero le colline di Conegliano e Valdobbiadene, interpreta virtuosamente due eccellenze paesaggistiche italiane divenute Patrimonio Unesco».

“La memoria della terra” interpretata dagli ecomusei del Friuli Venezia Giulia

«Il legame con la propria terra è un filo invisibile, fatto di memoria, ricordi, emozioni, sensazioni, immagini che ci riportano a un vissuto più remoto o vicino, e ci consentono di percepire il senso della identità, il senso della comunità: quel legame che va al di là dei rapporti familiari e ci offre l’opportunità di sentire l’appartenenza a una comunità dalla quale possiamo trasmettere, qui come nel mondo, a nostra volta i valori e i tesori caratterizzanti e frutto del territorio, delle sue tradizioni; di una vita secolare nella quale si sono sapute tramandare le ricchezze e i simboli di un’area come delle piccole comunità che la compongono, elementi di attrazione di una realtà dalle innumerevoli peculiarità qual è il Friuli Venezia Giulia». È il messaggio – come evidenzia l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier – che il documentario “La memoria della terra” intende trasmettere.


Realizzato dalla regista friulana, Roberta Cortella, protagonista della trasmissione televisiva Geo, promosso dall’Ente Friuli nel mondo per ricollegare le comunità di corregionali all’estero, è stato presentato da Cinemazero a Pordenone, presente lo stesso esponente della Giunta Fedriga. Il filmato interpreta gli ecomusei come insieme di attrattive delle quali è ricco il nostro territorio. Tratta infatti del Maniaghese, delle acque tra il Tagliamento e il lago dei Tre Comuni, del Gemonese, della Val Resia, dei mestieri della Carnia, dei territori di Ronchi dei Legionari, delle tradizioni agrarie a Fagagna, oltre che delle Dolomiti Friulane.
«Un messaggio – prosegue Zannier – quello de “La memoria della terra”, che vuole evocare le ricchezze e le risorse delle quali il Friuli Venezia Giulia si può fregiare, veicolato attraverso la individuazione degli “ecomusei” intesi come un insieme di caratteristiche identificative e identitarie dei luoghi, delle carature ambientali, naturali e paesaggistiche, delle attività tradizionali della nostra terra che suggeriscono un legame con la stessa. Il plauso della Regione – conclude l’assessore Zannier – è rivolto all’iniziativa e all’autrice, in particolare perché si propone di ricollegare e riaccendere quel filo della memoria che ha tenuto connesse le comunità di nostri corregionali sparse nel mondo con le proprie radici, e diviene nel contempo un elemento di promozione delle nostre specificità».

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In copertina e all’interno tre immagini di Cjase Cocel, il famoso Museo della vita contadina di Fagagna.

 

Il successo dei “top wine” dimostra che bisogna puntare sul Vigneto Fvg

«I dati degli studi che ci son stati illustrati oggi dimostrano in modo lampante che il mercato in cui viene venduto il nostro vino regionale non si interroga su quanta uva per ettaro viene coltivata per poi produrre il vino. I parametri di riferimento per farci conoscere al di fuori dei confini regionali sono altri ed è su quelli che dovremmo soffermarci di più per essere maggiormente competitivi». Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo al convegno dal titolo “Gdo, eCommerce, wine delivery: il giusto mix per valorizzare origine e qualità del vino” svoltosi a Pordenone nell’ambito della fiera internazionale “Rive” dedicata alla vitivinicoltura e all’enologia, e che si è conclusa da qualche giorno.
«Se è vero che la qualità ha degli standard minimi che vanno rispettati – ha detto ancora l’esponente della Giunta Fedriga – è altrettanto vero che, come dimostrano i dati illustrati da Nomisma, è l’aspetto territoriale il valore aggiunto che caratterizza la vendita di un vino in un mercato globale qual è quello online. Se quindi i “top wine” permettono di identificare un territorio, dobbiamo lavorare affinché tutto il resto della nostra produzione venga trainata da questa riconoscibilità, agganciando il consumatore che sta compiendo la ricerca sui vini più conosciuti. Questo significa che vanno rafforzate le capacità promozionali delle Doc di riferimento del Friuli Venezia Giulia affinché facciano da traino a tutto il resto della produzione locale».
«Stare su una piattaforma specializzata – ha aggiunto Zannier – ha degli indubbi vantaggi legati al numero di accessi. C’è però la forte esigenza di targetizzare il segmento di produzione regionale, evidenziando le caratteristiche di questi prodotti a seconda di ciò che chiede il mercato, come ad esempio la sostenibilità ambientale di una azienda o la sua capacità di essere integrata all’interno di un territorio con vini autoctoni o di nicchia. Le discussioni che invece fino ad oggi stanno animando il dibattito in regione sulla quantità di uva per ettaro coltivata e poi utilizzata per produrre il vino – ha concluso l’assessore regionale – non vanno incontro alle caratteristiche individuate dai consumatori per scegliere la bottiglia».

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In copertina, alcune bottiglie del Friuli Venezia Giulia esposte al Vinitaly di Verona.

A Pordenone oggi l’ultimo giorno di Rive: Zannier al convegno su viticoltura-clima

«Accanto al sistema nazionale basato sul fondo per il risarcimento dei danni causati da eventi eccezionali, va assolutamente incentivato quello già esistente basato sul mutualismo e le assicurazioni per non dare false illusioni agli agricoltori di fronte ad eventi che si ripetono sempre con maggiore frequenza». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, partecipando a Pordenone al convegno svoltosi in Fiera dal titolo “La viticoltura moderna tra cambiamento climatico, il greening e delle nuove tecnologie. Gestire al meglio il rischio climatico e fitopatologico”, nell’ambito di Expo Rive, il salone del settore vitivinicolo che si conclude proprio oggi.

Zannier e Del Fabbro.

L’esponente della Giunta Fedriga ha posto in evidenza la necessità di sostenere un sistema parallelo al fondo nazionale per garantire risarcimenti congrui agli agricoltori. «La gestione del rischio – ha detto Zannier – non può essere più coperta esclusivamente dal fondo nazionale di solidarietà, poiché gli eventi eccezionali si stanno ripetendo con una certa continuità. Di conseguenza la capienza del fondo stesso si sta svuotando e quindi se si continua a battere questa strada si rischia di illudere gli agricoltori su possibili risarcimenti a loro favore. C’è quindi bisogno di incentivare e sostenere i sistemi già esistenti di tipo mutualistico o basati su polizze assicurative, poiché questi garantiscono una copertura del rischio più certa rispetto a qualsiasi intervento straordinario del piano nazionale».
Come detto, l’incontro – moderato dal giornalista Adriano Del Fabro, è avvenuto nell’ambito di Rive, la rassegna internazionale dedicata alla viticoltura ed enologia in corso di svolgimento nei padiglioni della Fiera di viale Treviso, a cui l’assessore ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione. Alla presenza in remoto del ministro alle Politiche agricole Stefano Patuanelli, del presidente della Fiera Renato Puiatti, del prefetto di Pordenone Domenico Lione e del presidente di Confindustria Alto Adriatico e vicepresidente della Camera di Commercio di Udine e Pordenone, Michelangelo Agrusti, Zannier ha posto in evidenza la necessità che i vari attori protagonisti del comparto agricolo si confrontino per definire scenari futuri possibili da raggiungere.
«Se a monte delle specializzazioni non c’è una visione di insieme che mira alla definizione di obiettivi perseguibili – ha detto il titolare regionale delle Risorse agroalimentari – la meccanizzazione e l’innovazione in un settore di vitale importanza per l’economia regionale e nazionale, qual è quello agricolo, resta fine a se stessa e non porterà a sviluppo futuro di lungo periodo. La presenza di risorse provenienti da vari canali contributivi di per se non è sufficiente per far compiere all’agricoltura un salto di qualità; perché ciò accada è altrettanto importante che quelle risorse vengano utilizzate anche per dare forma ad una tecnologia intimamente calata nel contesto in cui si trova, altrimenti il rischio è di avere a disposizione macchinari che non producono i vantaggi sperati».

Da remoto il ministro Patuanelli.

Riflessione a Fiume Veneto
con le Donne del Vino Fvg

E di clima e viticoltura, come già annunciato, si parlerà oggi, 12 novembre, anche a Fiume Veneto. Alle 17, l’Associazione Nazionale Donne del Vino delegazione del Friuli Venezia Giulia ha organizzato, infatti, nella sede della cantina Fossa Mala, il convegno “I cambiamenti climatici e le ripercussioni in vigna e cantina”. L’incontro, aperto a tutti gli interessanti, sarà animato da esperti del settore, che si confronteranno sul delicato tema che riguarda il presente ed il futuro della viticoltura nel nostro territorio e in tutta Italia. Sarà presente Stefano Zannier, assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, con una breve introduzione al tema del convegno, mentre il tecnologo e ricercatore dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, Emanuele Eccel, esporrà i risultati del progetto MEDCLIV come opportunità per migliorare la resilienza ai cambiamenti climatici.
Il presidente di Assoenologi Fvg, Rodolfo Rizzi, metterà quindi in evidenza le problematiche che riguardano la produzione dei vini, mentre l’agronomo Giovanni Bigot, di Perleuve, spiegherà le ripercussioni in vigna e il metereologo dell’Osmer Fvg, Marco Virgilio, mostrerà alcuni dati utili degli ultimi anni nel nostro territorio. Amorim Cork Italia e Verspieren Italia indicheranno, invece, progetti interni alle aziende relativi alla sostenibilità ambientale e al contenimento del rischio.
Le Donne del Vino, comunicatrici ed esperte del settore Elena Roppa, Roberta d’Urso e Marianna Cardone porteranno alcune buone pratiche ed esempi virtuosi dalle aziende vitivinicole delle regioni Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Puglia. La discussione sarà moderata da Domenica Grande, conduttrice radiofonica e sommelier. Le Donne del Vino hanno fatto proprio il tema dell’ambiente e della sostenibilità ambientale nella pratica già da molti anni e il biennio 2020-2021 è stato consacrato a questo argomento in tutte le loro manifestazioni. Le Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia, guidate dalla delegata Cristina Cigolotti e dalla vice delegata Liliana Savioli, unitamente alle due consigliere nazionali Cristiana Cirielli e Antonella Cantarutti, ritengono fondamentale organizzare questi momenti di confronto sul tema per condividere informazioni e progetti a livello regionale e fare rete nel settore del vino.
Per chi fosse interessato a partecipare, è necessario inviare una mail a friuliveneziagiulia@ledonnedelvino.com con oggetto Convegno 12 novembre. Per accedere al convegno, è necessario essere muniti di green pass.

Vigneti delle Grave del Friuli.

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In copertina, l’assessore regionale Zannier alla Fiera di Pordenone.

Vigna, cantina e clima che cambia: le Donne del vino Fvg invitano a riflettere

(g.l.) Sia colpa dell’effetto serra o meno, i cambiamenti del clima sono notevoli, sotto gli occhi di tutti, con evidenti ripercussioni anche sui settori produttivi, tanto che non ne poteva essere esente quello agricolo, e in particolare quello della vite e del vino. Una situazione quindi che per certi versi comincia a preoccupare gli operatori, siano essi produttori o tecnici, tanto da indurre a riflettere su un problema sempre più incombente. Come avverrà fra non molto a Fiume Veneto, zona Grave del Friuli a due passi da Pordenone. Per il 12 novembre, alle 17, l’Associazione Nazionale Donne del Vino delegazione del Friuli Venezia Giulia ha infatti organizzato, nell’azienda Fossa Mala, il convegno “I cambiamenti climatici e le ripercussioni in vigna e cantina”. L’incontro, aperto a tutti gli interessanti, sarà animato da esperti del settore, enologi e ricercatori che si confronteranno sul delicato tema che riguarda il presente ed il futuro della viticoltura sul nostro territorio.

Cristina Cigolotti e Liliana Savioli


Per l’occasione, sarà ospite il relatore della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige che illustrerà alcuni passaggi fondamentali delle ricerche sugli aspetti dei cambiamenti climatici e le conseguenze per gli ecosistemi naturali. Va osservato al riguardo che gli aumenti della temperatura registrati in tutto l’emisfero settentrionale influiscono sull’agricoltura e sulle attività umane connesse ad essa, per cui gli effetti dei cambiamenti climatici a livello di ecosistema e di economia locale necessitano di risposte urgenti da parte di tutti gli attori coinvolti. Si discuterà quindi anche di sostenibilità ambientale e delle buone pratiche in vigna e in cantina già attuate da anni in seno all’associazione, portando in particolare gli esempi di vignaiole del Friuli Venezia Giulia, della Puglia e della Sicilia.
Le Donne del Vino Fvg, guidate dalla delegata Cristina Cigolotti e dalla vice Liliana Savioli, unitamente alle due consigliere nazionali Cristiana Cirielli e Antonella Cantarutti, ritengono fondamentale organizzare questi momenti di confronto sul tema per condividere informazioni e progetti a livello regionale e fare rete nel settore del vino. Al termine dell’incontro, è previsto un momento conviviale con un brindisi.

Per partecipare inviare una mail a friuliveneziagiulia@ledonnedelvino.com con oggetto Convegno 12 novembre, per accedere al quale è necessario essere muniti di green pass.
L’evento è sostenuto da Amorim Cork Italia e da Vespieren Broker di Assicurazione.

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In copertina, ecco una bella distesa di vigneti nella zona Doc Friuli Grave.

 

Torna da oggi a Pordenone “Art and Food” con degustazioni, libri e visite

Un originale intreccio e dialogo tra il mondo del food e la cultura, in tutte le sue espressioni: torna da oggi a domenica 3 ottobre Pordenone “Art and Food”, il festival di arte ed enogastronomia nato dalla collaborazione fra Comune di Pordenone, ConCentro – Azienda Speciale della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, PromoturismoFvg e con il coinvolgimento di Sviluppo e Territorio. Anche per questa sua seconda edizione, il festival si avvale della collaborazione di Fondazione Pordenonelegge: nella giornata di domenica 3 ottobre alla Loggia del Municipio (in caso di maltempo a Palazzo Badini) tre appuntamenti con i libri e con gli autori alla scoperta del territorio, di sapori, di ricette e tradizioni. Protagonisti con i loro libri saranno Sandro Bottega, Giosuè Chiaradia, Paola Dalle Molle, Lorenzo Cardin ed Elisa Cozzarini.

Si inizia domenica 3 ottobre, alle ore 12, con l’incontro con Sandro Bottega, della storica famiglia di produttori di vini e distillati, che presenta “I 100 piatti del Prosecco” (Mondadori Electa 2020), in dialogo con Gianna Buongiorno. Un viaggio attraverso una tradizione culinaria che ha saputo combinare quello che la natura offre spontaneamente con i prodotti dell’agricoltura e dell’allevamento, dando vita a una cucina creativa fatta di abbinamenti e contaminazioni di sapori e profumi e di nuove modalità di cottura, sempre all’insegna della semplicità e della genuinità. Orgoglioso dell’enogastronomia, del paesaggio, della tecnologia e del patrimonio artistico della sua terra, Sandro Bottega ha voluto rendere omaggio alle genti schiette e laboriose che la abitano e che ne hanno creato e ne custodiscono la cultura.

Si prosegue nel pomeriggio, alle 16, sempre alla Loggia del Municipio di Pordenone, con “Salvia e rosmarino. Alimentazione tradizionale in Friuli”: incontro con Giosuè Chiaradia, studioso appassionato di storia e tradizioni popolari e di alimentazione legata al territorio, autore del libro edito da Forum Edizioni, in dialogo con Enos Costantini, agronomo, docente, studioso, noto per la sua partecipazione alla rubrica radiofonica domenicale “Vita nei campi”. Salvia e rosmarino: quando l’alimentazione seguiva i ritmi stagionali e i cibi erano prevalentemente prodotti locali. Questo volume presenta un’articolata ricerca etnografica, condotta negli anni ’60 e ‘70 del secolo scorso, a cui hanno contribuito diverse decine di informatori sparsi in tutto il Friuli Occidentale. È un libro di “cucina applicata”, applicata alla storia.

Ultimo appuntamento della giornata, alle ore 18: “Due guide per raccontare una città”, incontro con Paola Dalle Molle, Lorenzo Cardin, Elisa Cozzarini e Lorenza Stroppa, moderati da Marianna Maiorino. Voci e sguardi diversi per raccontare, scoprire e riscoprire Pordenone attraverso due nuove guide, curiose e ricche di spunti inediti.
Paola Dalle Molle e Lorenzo Cardin sono gli autori di “Camminare a Pordenone, 17+1 itinerari per trasformare il nostro mondo” (Studio associato Comunicare, 2021), 18 itinerari pedonali nella città di Pordenone e nei suoi dintorni. Itinerari che attraversano parchi, strade di campagna e vie cittadine, con la descrizione tecnica del percorso con l’indicazione delle difficoltà, delle possibilità di fruizione, nonché punti di sosta/ristoro, informazioni, storie e curiosità che vi si incontrano. Gli itinerari sono 17 + 1 poiché ciascuno di essi è correlato ai 17 Obiettivi dell’Agenda Onu per lo Sviluppo Sostenibile. Il 18esimo obiettivo è quello di conoscere e amare Pordenone: questo itinerario si conclude sotto al campanile di San Marco. “Pordenone, una guida” (Libreria editrice Odòs, 2020) è lo sguardo di una insider – Elisa Cozzarini – per una guida contemporanea al meglio di Pordenone. Otto passeggiate lente tra arte, storia, acqua, cultura, buon cibo e con l’anima a posto. Nella guida svelano i loro luoghi del cuore di Pordenone: Tullio Avoledo, Eva Poles, gli organizzatori di pordenonelegge, Lorenza Stroppa e Teho Teardo. “Ho scritto Pordenone una guida –  racconta l’autrice – perché esplorare i luoghi è ciò che più mi appassiona. Ma questa volta c’era una difficoltà: imparare a raccontare un posto che credevo di conoscere. Spero di essere riuscita a trasferire un po’ del mio stupore a lettori e viaggiatori”.

Appuntamento dunque con i libri e gli autori, domenica 3 ottobre a Pordenone Art and Food. Tutte le info per partecipare agli incontri e per prenotare: http://www.pordenonewithlove.it/it/evento/pordenone-art-and-food-2-edizione
Prenotazioni anche direttamente alla Loggia del Municipio (in caso di maltempo a Palazzo Badini) entro 20 minuti dall’inizio e fino a esaurimento dei posti.

Sapori a Nord-Est, Daniela Francescutto racconta agli emigranti i piatti Fvg

Il legame affettivo con la terra d’origine, per chi l’ha lasciata, passa anche attraverso la cucina: piatti della tradizione e di famiglia aiutano i corregionali del Friuli Venezia Giulia sparsi per il mondo a mantenere lo spirito identitario e la forza degli affetti. Su richiesta di alcuni suoi Segretariati, dall’Australia al Sud America, l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone ha quindi deciso di preservare e divulgare ulteriormente questa ricchezza culinaria, attraverso il progetto “Sapori a Nord-Est”.
A partire da oggi, 21 giugno – sul sito dell’Ente www.efasce.it, sul suo canale YouTube e sulla pagina Facebook -, ogni mese sarà dedicato ad un nuovo tema gastronomico, con diverse ricette illustrate nei video tutorial con la food blogger Daniela Francescutto, autrice di apprezzati libri di ricette (come per esempio “Racconti di campagna e di cucina” 2017, Biblioteca dell’Immagine), nonché anima, assieme a Colleen Beckett, del seguito blog “We Cook at Home – cucinare per vivere meglio”. Sempre con cadenza mensile, tutti gli appassionati di cucina potranno collegarsi in diretta streaming per rivedere i punti salienti delle preparazioni e fare domande alla Francescutto.


Le riprese, effettuate nel magnifico casale Santa Caterina di proprietà di Daniela, immerso nella campagna di San Vito al Tagliamento, vedranno in ogni puntata raccontate con gusto ricette che possono essere realizzate a casa anche dai meno esperti. Ogni piatto avrà la sua storia, i suoi ingredienti, i suoi profumi e gusti unici che caratterizzeranno tutte le realtà geografiche della nostra regione: dalle valli del Pordenonese alle colline moreniche di San Daniele, dalla Carnia all’Isontino, fino alla zona costiera. Saranno utilizzati formaggi tipici, legumi, carni, verdure, frutta e pesce, accompagnati da vini e distillati unici del Friuli Venezia Giulia.
“Un’occasione – spiega il presidente dell’Efasce, Gino Gregoris – per chi ha lasciato il Friuli Venezia Giulia di ricordare ricette e gusti della sua terra, come anche nel caso di emigranti di seconda-terza generazione e oltre, di non dimenticare la sapienza gastronomica dei loro genitori, nonni e bisnonni. Con piacere abbiamo raccolto l’invito arrivatoci dai Segretariati e – grazie al sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Friuli e al contributo della BCC Pordenonese e Monsile – abbiamo potuto realizzare attraverso l’impegno della nostra segreteria una prima serie formata da quattro temi mensili, dodici ricette e altrettanti abbinamenti di vini grazie alla collaborazione con AcinoNobile, il videoblog sulla cultura enologica più influente d’Italia. Puntate che confidiamo possano piacere anche a chi vive ancora in Friuli Venezia Giulia, visto che hanno un taglio moderno e accattivante e Daniela Francescutto ha saputo raccontare ancora una volta con grande passione quanto ruota a livello enogastronomico attorno alla nostra terra”.
La prima puntata, di oggi 21 giugno, darà il via al progetto con un classico prodotto della primavera inoltrata: l’asparago con il suo abbinamento per eccellenza, le uova, per una preparazione immancabile sulla nostra tavola, ovvero asparagi e uova in tre varianti.

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In copertina e all’interno tre immagini di Daniela Francescutto durante le riprese di “Sapori a Nord-Est”.