Sabato gli chef pordenonesi nel mondo con Efasce si raccontano ad ArtandFood

Sono partiti da Pordenone e Cordenons per portare i sapori del territorio nelle cucine di alcuni tra i più importanti ristoranti internazionali: ora però è giunto il momento di tornare “a casa” per un incontro che permetterà di raccontare il rapporto tra la loro cucina e la tradizione gastronomica locale.
Sabato 14 ottobre, alle 10.30, a Palazzo Klefish a Pordenone l’Efasce (Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti) propone il convegno con show cooking e degustazione “Chef Pordenonesi nel mondo”. Sarà presente Paolo Bergamasco, chef e imprenditore che vive e lavora a Göteborg (Svezia) il quale dialogherà con la food blogger Daniela Francescutto. Tema della conversazione “Semplicemente semplice. Bello, buono e semplice… amando il Friuli Venezia Giulia”. Saranno inoltre proposti gli interventi video di altri due chef attivi all’estero, Nicholas Tomei a Dubai (Emirati Arabi Uniti) ed Enrico De Roia a Londra (Regno Unito). A seguire la preparazione da parte di Bergamasco di due ricette dal sapore internazionale preparate con prodotti del territorio (Flan ai funghi porcini con fonduta al Montasio, julienne di pitina all’aceto e porcino bruciacchiato al finocchio; Trota salmonata affumicata con insalatina autunnale e robiola alle erbe) che saranno proposte al pubblico. Evento a ingresso libero.

De Roia, Francescutto, Bergamasco e Tomej.

“Una preziosa occasione – commenta Gino Gregoris, presidente di Efasce che aprirà l’incontro con i saluti istituzionali – per sentire direttamente dalle loro parole quali siano le opportunità nel mondo per gli chef nostri corregionali, veri e propri ambasciatori del gusto Made in Italy e in particolare dei sapori del Friuli Venezia Giulia. Professionisti che mantengono un legame costante con la propria terra di origine anche grazie all’attività Efasce. Un grazie sentito alla Camera di Commercio di Pordenone Udine e al Comune di Pordenone per l’ospitalità”.
Infatti, l’incontro con gli chef che portano in alto il nome della nostra regione avverrà all’interno del programma di Pordenone ArtandFood, vero e proprio “Festival della Qualità del Friuli Occidentale” che da domani al 15 ottobre proporrà, nella città del Noncello, l’eccellenza di questo territorio in tema di prodotti, aziende, professionisti e creativi per proporre nuove esperienze nel gusto e nella conoscenza. La quarta edizione della manifestazione è promossa da ConCentro – Azienda Speciale della Cciaa di Pordenone-Udine con il Comune di Pordenone, in sinergia con la Regione Friuli Venezia Giulia e PromoTurismoFvg.

Paolo Bergamasco è originario di Pordenone. Dopo una laurea in Scienze e biologia forestali e una lunga esperienza come educatore sul territorio pordenonese ha scelto di dedicarsi alla cucina. In seguito a importanti esperienze nel settore culinario della Destra Tagliamento, si è trasferito in Svezia. Qui la sua grande passione per la cucina si è trasformata in attività professionale a tempo pieno fino a diventare head chef in un rinomato ristorante a Göteborg, fino alla recente apertura del suo ristorante nella stessa città.
Anche Nicholas Tomei è originario di Pordenone. Già head chef in uno dei più prestigiosi club cittadini di Dubai, dopo aver lavorato in carriera anche nel gruppo di Gordon Ramsay, attualmente è impegnato nell’apertura di un nuovissimo locale sempre nel centro della città emiratina.
Enrico De Roia è originario di Cordenons: dopo diverse esperienze come chef de partie tra Capri, Dubai e in Svizzera, ora è senior chef de partie nel ristorante di un hotel a cinque stelle di Londra.

Cipolla rossa, opportunità per Cavasso: tre giorni di festa oggi al gran finale

(g.l.) «Un’iniziativa utile e di grande interesse per promuovere un’eccellenza del nostro territorio qual è la Cipolla rossa di Cavasso Nuovo. Uno dei pregi dell’evento è il coinvolgimento del circuito della ristorazione e della ricezione turistica grazie al percorso di degustazione a cura dell’associazione Cuochi Portus Naonis di Pordenone in collaborazione con la Scuola Alberghiera Ial di Aviano: questo connubio contribuirà a valorizzare aree che pur avendo tanto da offrire non sempre riescono ad esprimere completamente il proprio potenziale». È il commento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenuto all’inaugurazione della mostra “Cigola Rossa di Cjavàs da la Simincia a la Riesta” (Cipolla Rossa di Cavasso dal seme alla treccia) ospitata nella sede municipale della località della Pedemontana. La mostra, grazie alle fotografie di Francesco Zanet, offre la possibilità di ripercorrere i passaggi della coltivazione della Cipolla rossa di Cavasso Nuovo e conoscerne i produttori.

L’intervento dell’assessore Zannier.


Zannier ha rimarcato la qualità della proposta che «si aggancia al circuito enogastronomico e rappresenta un valore aggiunto perché – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga – riuscire a inserire queste produzioni di elevata qualità, ma di numeri contenuti rispetto alle esigenze locali della ristorazione e dei privati, permette di caratterizzare il territorio per l’unicità del prodotto, di valorizzarlo e di garantire un ritorno economico ai nostri produttori».
L’evento si inserisce all’interno della tre giorni, che ha preso il via venerdì e che si concluderà oggi, dedicata alla specialità agroalimentare tipica di quest’area che qui viene coltivata e che ha caratteristiche uniche. A promuovere l’evento l’associazione Produttori Cipolla Rossa di Cavasso Nuovo, sodalizio che raccoglie una dozzina di produttori tra persone che conducono un orto personale e aziende agricole strutturate. Ricco il programma della tre giorni che comprende convegni, laboratori, mostra mercato e degustazioni.


Il “Weekend tra i cipollari” oggi vivrà un’intera giornata di festa. Oltre alla mostra, per tutto il giorno ci sarà il mercato d’eccellenze locali e artigianato tipico nonché il chiosco con piatti del territorio. Inoltre, tanti eventi a partecipazione gratuita. Alle 9.30 da piazza Plebiscito partirà la Passeggiata del circuito PassiParole con l’Ecomuseo Lis Aganis e Alberto Cancian: l’itinerario sarà tutto alla scoperta di Cavasso Nuovo tra i suoi borghi, con dei momenti dedicati ad una riconnessione con la natura attraverso il “Forest bathing” e l’arte dell’intreccio della Cipolla rossa. Alle 10.30 nel Palazat convegno: “Cipolla di Cavasso, scopriamo qualcosa in più”. Dalle 14.30 alle 16.30 al piano terra del Palazat Cipollart, un laboratorio speciale di disegno con Acquerello a cura del Circolo Culturale Pensiero in Libertà. Infine, alle 15.30, nel cortile interno del Palazat Laboratorio d’intreccio della Cipolla rossa a cura dell’Associazione dei produttori. Si potrà provare a realizzare la tipica treccia, detta “riesta”, con le piante spontanee che crescono nelle zone umide del territorio cavassino.

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In copertina e all’interno la pregiata Cipolla rossa di Cavasso Nuovo che va valorizzata.

Weekend tra i cipollari di Cavasso Nuovo per celebrare la Rossa orgoglio del paese

Un intero fine settimana dedicato alla specialità agroalimentare tipica di Cavasso Nuovo, Comune della Pedemontana friulana a pochi chilometri da Pordenone. Dal 22 al 24 settembre si terrà infatti il “Weekend tra i cipollari”, nel quale si metterà in mostra la Cipolla Rossa che qui viene coltivata e che ha caratteristiche uniche. A promuovere l’evento l’Associazione Produttori Cipolla Rossa di Cavasso Nuovo, sodalizio che raccoglie una dozzina di produttori tra persone che conducono un orto personale e aziende agricole strutturate.

Produttori della Cipolla Rossa.


I soci sono gli eredi della storia della Cipolla Rossa di Cavasso Nuovo, coltivazione che per secoli ha sostenuto le economie della famiglie del paese. Infatti, grazie alla pazienza di madri e nonne che compivano lunghe trasferte per venderle nei mercati di pianura, venivano integrati i bilanci familiari. Già allora la cipolla cavassina era apprezzata per il suo gusto dolce, delicato e per la sua digeribilità. Purtroppo, nella seconda metà del Novecento questa varietà, ormai coltivata da pochi, ha rischiato di estinguersi.
Negli ultimi anni, proprio grazie all’Associazione, il grande rilancio che culmina nel weekend in questione il cui ricco programma – tra convegni, laboratori e mostra mercato e ovviamente saporite degustazioni – vede come suo elemento clou l’inaugurazione della mostra “Cigola Rossa di Cjavàs da la Simincia a la Riesta” (nella variante locale della lingua friulana: Cipolla Rossa di Cavasso dal seme alla treccia).
“Un progetto – spiega la presidente dell’Associazione dei Produttori, Michela Spigolon – a cui tenevamo davvero molto e che siamo riusciti a concretizzare grazie alla collaborazione con il regista documentarista e fotoreporter Francesco Zanet. Con un lavoro durato un intero anno, Zanet è riuscito a documentare con la sua grande sensibilità artistica tutto il percorso vegetativo e la filiera di produzione della nostra Cipolla Rossa. Una serie di fotografie che mettono in primo piano anche la passione delle persone aderenti al nostro gruppo e sottolineano l’importanza del loro lavoro per la salvaguardia di questa varietà tipica”. Le immagini serviranno poi a far conoscere ulteriormente la Cipolla Rossa sul territorio. “Infatti – aggiunge la presidente – la mostra sarà itinerante, visto che puntiamo a farla ospitata nelle scuole, città ed eventi nell’ambito turistico ed enogastronomico, con lo scopo di diffondere la conoscenza di Cavasso Nuovo e l’opportunità di coltivazione di questo prodotto per la creazione di nuove economie”.
L’inaugurazione della mostra sarà il primo evento del weekend, alle 18 di venerdì 22 settembre nel Palazat, sede municipale, al primo piano nelle Sale mostra (evento su invito). Al termine ci sarà un percorso di degustazione della Cipolla Rossa a cura dell’Associazione Cuochi Portus Naonis di Pordenone in collaborazione con la Scuola Alberghiera IAL di Aviano. Sabato 23 settembre, dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18, entrata libera alla mostra per il pubblico, con gli stessi produttori che accoglieranno le persone e spiegheranno loro il percorso fotografico.
Domenica 24 settembre un’intera giornata di festa. Oltre alla mostra, per tutto il giorno ci sarà il mercato d’eccellenze locali e artigianato tipico nonché il chiosco con piatti del territorio. Inoltre tanti eventi a partecipazione gratuita. Alle 9.30 da piazza Plebiscito partirà la Passeggiata del circuito PassiParole con l’Ecomuseo Lis Aganis e Alberto Cancian: l’itinerario sarà tutto alla scoperta di Cavasso Nuovo tra i suoi borghi, con dei momenti dedicati ad una riconnessione con la natura attraverso il “Forest bathing” e l’arte dell’intreccio della Cipolla Rossa.
Alle 10.30 nel Palazat convegno: “Cipolla di Cavasso, scopriamo qualcosa in più”. Dalle 14.30 alle 16.30 al piano terra del Palazat Cipollart, un un laboratorio speciale di disegno con Acquerello a cura del Circolo Culturale Pensiero in Libertà. Infine, alle 15.30, nel cortile interno del Palazat Laboratorio d’intreccio della Cipolla Rossa a cura dell’Associazione dei produttori. Si potrà provare a realizzare la tipica treccia, detta “riesta”, con le piante spontanee che crescono nelle zone umide del territorio cavassino.

Il Weekend tra i cipollari gode del patrocinio del Comune di Cavasso Nuovo, Io sono Friuli Venezia Giulia, PromoturismoFvg, Società Filologica Friulana, Ente Friuli nel Mondo e del contributo di Camera di Commercio di Pordenone-Udine, Banca 360 Fvg ed Ecomuseo Lis Aganis e con la collaborazione di Montagnaleader.

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In copertina, bellissime trecce di Cipolla Rossa di Cavasso Nuovo appena raccolte.

Produttori di Ramuscello e San Vito verso una vendemmia settembrina con produzione che sarà leggermente ridotta

«Quella del 2023 sarà sicuramente una vendemmia all’insegna della prudenza e della consapevolezza», anticipa il direttore della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, Rodolfo Rizzi. La cooperativa, una delle più importanti del Friuli Venezia Giulia, nell’annata 2021/2022 ha fatturato quasi 13 milioni di euro (con previsioni di crescita) e superato i 128 mila quintali di uve raccolte dagli 810 ettari dei 159 vignaioli associati che fanno riferimento alla struttura da ben 21 Comuni di tre diverse province: Pordenone, Udine e Treviso.


«Meteorologicamente parlando, l’annata è stata completamente diversa rispetto a quella siccitosa del 2022 – prosegue Rizzi con un’analisi che si incrocia con quella presentata ieri pomeriggio da Assoenologi Fvg all’annuale incontro prevendemmiale tenutosi ai Vivai cooperativi di Rauscedo -. Le piogge di luglio e le grandinate hanno messo in difficoltà le viti dal punto di vista sanitario e produttivo. Fitopatie (peronospora) ed eccesso idrico hanno colpito soprattutto le varietà a grappolo compatto (Pinot grigio, Pinot nero, Sauvignon) ingrossando eccessivamente gli acini e provocando, in alcuni casi, la rottura della buccia. Il gran caldo della seconda metà di agosto ha, in parte, provveduto a una chirurgia riparativa. Minori problemi li registriamo sulle varietà a grappolo spargolo: Glera (per Prosecco), Malvasia, Refosco dal peduncolo rosso. Di converso, c’è stata una significativa riduzione delle necessità irrigue che si sono limitate a pochi interventi di soccorso».
«Da tutto ciò, in previsione, ci possiamo attendere una leggera riduzione della produzione dei soci, rispetto all’annata media, che potremmo compensare con nuovi ingressi di conferitori – aggiunge il presidente Gianluca Trevisan -. Fin qui, gli agronomi hanno dato una grande mano ai nostri soci per gestire comunque, nel migliore dei modi, un’annata viticola problematica, senza rinunciare alla sostenibilità. Nel 2020 ha preso avvio l’esperienza della Sqnpi, a esempio che, a oggi, coinvolge 66 soci e 630 ettari di vigna. In ogni caso, con la Cantina già operativa per le eventuali prime consegne, lunedì 28 agosto riuniremo i soci per fare il punto dell’annata e della vendemmia». Per cui, come appare evidente, la raccolta sarà soprattutto settembrina.
«Ora la palla passa agli enologi – conclude Rizzi – che dovranno gestire i momenti della raccolta e della prima trasformazione con la massima attenzione e adottando le più corrette e opportune scelte tecniche (e la Cantina è assolutamente attrezzata in tal senso anche grazie ai recenti investimenti in moderne attrezzature) assistiti, come speriamo, da un meteo clemente. Per la qualità dei vini saranno determinanti proprio questi fattori».

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In copertina, la vendemmia del Pinot grigio; all’interno, il direttore Rodolfo Rizzi con il presidente Gianluca Trevisan e Riccardo Cotarella, leader nazionale Assoenologi, insigniti nobili del Ducato dei vini friulani.

Gli gnocchi fatti con le patate CoProPa applauditi al Coop Corner di Pordenone

Le patate di CoProPa, cooperativa di Ovoledo di Zoppola leader a livello regionale nella produzione di questo tubero, sono diventate gustosi gnocchi per i cittadini di Pordenone nel primo appuntamento del sabato di Coop Corner, nuovo spazio in Corso Vittorio Emanuele (Palazzo Mantica) a cura di Confcooperative Pordenone.
Pier Vito Quattrin presidente di CoProPa ha presentato la realtà che presiede: fondata nel 1988, conta 76 soci attivi in tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia. Con 100 ettari è la maggior realtà di produzione di patate regionale. Le patate della cooperativa sono al centro della tradizionale Sagra degli gnocchi di Ovoledo. Nell’occasione, sono stati illustrati i famosi gnocchi che poi il pubblico ha potuto assaggiare rimanendone entusiasta, tanto da applaudire la proposta.
Prossimo appuntamento al Coop Corner. con ingresso libero, giovedì 20 luglio dalle 21 con “Una Voce sotto le Stelle”, esibizione canora a cura della Scuola di Musica SoundCem. Evento in concomitanza con il Giovedì sotto le stelle del Comune di Pordenone.
Coop Corner è un’iniziativa di Confcooperative Pordenone con il supporto di Concentro azienda speciale della Camera di commercio Pordenone-Udine e Pordenone with love. Contributo di Fondosviluppo Fvg. Per Giovedì sotto le stelle collaborazione con C’entro anch’io Pordenone. Sponsor tecnico per le sedute Sedit. Fornitori Nuovi spazi, Nuove Tecniche e Visiv art.

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In copertina e all’interno immagini della degustazione degli gnocchi di Ovoledo.

 

 

 

I mitici gnocchi con le patate di Ovoledo domani nel primo appuntamento del Coop Corner inaugurato a Pordenone

Le patate di CoProPa, cooperativa leader a livello regionale nella produzione di questi tuberi, diventeranno domani a Pordenone gustosi gnocchi nel primo appuntamento del sabato di Coop Corner, nuovo spazio di incontro delle realtà produttive, economiche e sociali del territorio, a cura di Confcooperative Pordenone.

L’inaugurazione del Coop Corner

L’appuntamento, con ingresso libero, si terrà alle ore 11 in corso Vittorio Emanuele, nell’ex locale carburanti di palazzo Montereale Mantica, spazio messo a disposizione da Concentro all’interno del progetto della Camera di commercio Pordenone-Udine “Le Associazioni di Categoria raccontano le imprese”.
Pier Vito Quattrin, presidente di CoProPa (Cooperativa produttori di patate del Friuli-Venezia Giulia), con sede a Ovoledo di Zoppola e aderente a Confcooperative Pordenone, presenterà la realtà che presiede, con un’ottantina di agricoltori soci e 120 ettari coltivati. Le patate della cooperativa sono al centro della tradizionale Sagra degli gnocchi di Ovoledo, che inizierà proprio in questo fine settimana. Una delle volontarie della rassegna paesana spiegherà la ricetta dei famosi gnocchi che poi il pubblico potrà assaggiare.
“Quando abbiamo ideato Coop Corner – spiega il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – abbiamo fin da subito voluto che non fosse un semplice spazio informativo, ma un punto di connessione tra il nostro mondo cooperativo e il cuore di Pordenone, capoluogo punto di riferimento per tutta la sua area vasta. Questo corner “mette in vetrina” le nostre realtà, promuovendone non solo i servizi ma anche i valori cooperativistici. Forse non tutti conoscono l’eccellenza delle patate di CoProPa: in questo modo gliele portiamo da gustare direttamente nel cuore della città. Sarà come assaggiare la Sagra in centro storico”.

Coop Corner è un’iniziativa di Confcooperative Pordenone con il supporto di Concentro azienda speciale della Camera di commercio Pordenone – Udine e Pordenone with love. Contributo di Fondosviluppo FVG. Per Giovedì sotto le stelle collaborazione con C’entro anch’io Pordenone. Sponsor tecnico per le sedute Sedit. Fornitori Nuovi spazi, Nuove Tecniche e Visiv art.

Il vino e la normativa su Dop e Igp: aziende nel mirino per sospetta frode

“Una trentina tra cantine, aziende agricole, abitazioni e ditte di trasporto, situate nelle province di Udine, Pordenone, Gorizia e Treviso sono state sottoposte a perquisizione da parte dei funzionari dell’ispettorato Repressione Frodi di Udine e dai carabinieri del Nas di Udine, per una sospetta frode sul vino”. E’ quanto ha riferito l’Ansa Fvg nella tarda mattinata di ieri. “Gli accertamenti, disposti dalla Procura della Repubblica di Udine, sono volti – prosegue la nota dell’agenzia – ad acquisire elementi di prova relativi a possibili comportamenti fraudolenti, messi in atto da una cantina della provincia di Udine, circa la produzione e l’immissione in commercio di ingenti quantità di vini che, pur non costituendo un pericolo per la salute del consumatore, sono stati qualificati con più Dop ed Igp, in violazione delle norme dei disciplinari. L’ipotesi investigativa – conclude la nota Ansa – è che tali vini siano stati ottenuti parte con uve prodotte oltre i limiti massimi di resa e parte costituiti da vini di varietà, qualità e provenienza diversa da quella dichiarata”.

Ortogiardino, oggi a Pordenone il libro di Franco Berrino ed Enrica Bortolazzi

Stringersi intorno all’emergenza più significativa del nostro tempo e condividere la necessità del cambiamento, per ritrovare insieme l’armonia con la madre terra: a Pordenone, oggi 7 marzo, c’è la grande opportunità di un incontro a tu per tu con l’epidemiologo e divulgatore di fama internazionale Franco Berrino, noto per aver promosso lo sviluppo dei registri tumori in Italia e coordinato i registri tumori europei attraverso il progetto Eurocare e lo studio sulla sopravvivenza dei malati. Proprio le sue ricerche e la sua esperienza sono alla base dell’attività divulgativa che lo ha portato a diventare un grande ambasciatore dell’impegno al degrado ambientale: lo spiega nel libro “La foresta di perle. Come ritrovare il nostro contatto con la Madre Terra”, pubblicato da Solferino, che Berrino firma insieme alla fotoreporter Enrica Bortolazzi e che sarà presentato questo pomeriggio, alle 17, nella Sala incontri avancorpo al Padiglione 5 di Pordenone Fiere, nell’ambito del nuovo progetto “Il giardino dei libri”, inserito nello storico appuntamento fieristico “Ortogiardino”, frutto della collaborazione con Fondazione Pordenonelegge.it per il coordinamento di Valentina Gasparet. Il dialogo sarà condotto dalla giornalista Martina Milia, della redazione Messaggero Veneto.


“Il compito affidatoci dal creatore è di coltivare e custodire la terra, non di sfruttarla e renderla sterile come stiamo facendo», spiega Franco Berrino, che al tema ha dedicato anche un docu-film ispirato al libro, attraverso il quale restituisce la voce alle foreste secolari delle quali, in qualità di esseri umani, siamo custodi e protettori. «Dobbiamo capire come preservare la meraviglia che ci circonda – spiega ancora Berrino – Dobbiamo conoscere e divulgare le cause della distruzione delle foreste. Oggi la causa principale sono gli allevamenti intensivi degli animali, per i quali vengono deforestate aree enormi in Amazzonia e in Africa, destinate alla produzione di cereali e soia. Abbiamo sovvertito la natura e il mondo, le proporzioni fra animali selvatici e animali allevati, aumentato a dismisura il consumo di carne favorendo l’aggravarsi dell’effetto serra, il cambiamento climatico, il rialzo delle temperature, i fenomeni estremi. In questo contesto drammatico, la grande opportunità è diffondere queste informazioni che troppa gente ancora non conosce. Tutti, e soprattutto i giovani, possiamo contribuire a divulgare la consapevolezza intorno a questi temi».
Della salute del pianeta, dell’importanza della tutela delle foreste e di scegliere diete adeguate per la salute propria e del pianeta, Franco Berrino parlerà sfogliando insieme al pubblico un libro in cui si racconta la bellezza del creato e insieme si denuncia l’importanza di agire concretamente nella quotidianità a protezione della natura: per restituire al lettore il suo più alto valore, quello di uomo custode del creato. Nel corso dell’incontro al dialogo si intreccerà la proiezione di alcune sequenze del docu-film ispirato al libro, realizzato per la regia di Albatros Film nel Parco delle Foreste Casentinesi, con molti protagonisti, fra i quali anche l’alpinista friulana Nives Meroi. Con l’associazione «La Grande Via», fondata insieme a Enrica Bortolazzi, Franco Berrino organizza viaggi ed eventi volti a divulgare la salute e il benessere dell’individuo.
“Il giardino dei libri” proseguirà sabato 11 marzo, nello Spazio Confartigianato Pordenone del Padiglione 5 di Pordenone Fiere, sempre alle ore 17.00: questa volta protagonista il green designer Andrea Mati, autore del saggio “Salvarsi con il verde. La rivoluzione del metro quadro vegetale” (Giunti), che presenterà in dialogo con Valentina Gasparet.

Tutte le info: www.ortogiardinopordenone.it e www.pordenonelegge.it

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In copertina, Franco Berrino ed Enrica Bortolazzi autori del libro.

Con il Prosecco Rosè delle grave del Meduna si brinderà alla moda fiorentina

Dai vigneti delle alte grave pordenonesi, “disegnate” dal Meduna e  dal Tagliamento, al palcoscenico della grande moda a Firenze. Albino Armani, azienda vitivinicola a conduzione familiare con oltre quattrocento anni di storia, sarà infatti presente all’imminente edizione di Pitti Immagine Uomo, alla Fortezza da Basso, in collaborazione con Bikkembergs, celebre maison fondata nel 1986 dall’omonimo designer che trova ispirazione nell’unione tra la creatività della moda e la funzionalità dello sport.Durante la seconda giornata della manifestazione, domani 11 gennaio, lo stand di Bikkembergs – uno spazio espositivo di circa 290 metri quadrati allestito nella Sala della Volta – ospiterà un evento esclusivo per la presentazione delle nuove collezioni Autunno/Inverno 2023 del brand. Qui giornalisti, clienti e visitatori avranno modo di degustare il Prosecco Rosè Millesimato 2021 firmato Albino Armani.
Perlage fine, complessità aromatica, grande freschezza, eleganza e persistenza caratterizzano questo Prosecco Rosé extra dry – fermentato naturalmente con oltre 60 giorni di sosta sui lieviti – che unisce in maniera perfetta lo slancio fruttato della Glera alla struttura decisa conferita dal 10 per cento di Pinot nero. Le uve, certificate Sqnpi, sono prodotte tra Sequals e Lestans, in provincia di Pordenone, nell’altipiano “disegnato” appunto dai fiumi Meduna e Tagliamento: protette dall’antico sguardo delle Alpi Carniche, crescono in un clima pedemontano, dove troviamo condizioni quasi estreme per la viticoltura – con forti venti e sbalzi termici -, ideali per la coltivazione di vitigni da base spumante.
Una collaborazione tra due eccellenze produttive che, seppur appartenenti a settori merceologici molto diversi, fanno da sempre della ricerca e della cura dei dettagli la propria forza.

www.albinoarmani.com

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In copertina, uno scorcio dei vigneti Armani del Prosecco Rosè nelle grave pordenonesi.

 

La Delizia, vendemmia ormai conclusa: molto bene per Prosecco e Pinot grigio

Conclusione della vendemmia per La Delizia Viticoltori Friulani, Cantina di Casarsa con vigneti nelle province di Pordenone e Udine, tra le principali del Friuli Venezia Giulia e tra le prime dieci per la produzione di Prosecco Doc in Italia. I 400 soci hanno completato con le uve rosse le intense settimane di raccolta iniziate addirittura il 18 agosto con il Pinot grigio. Una vendemmia anticipata rispetto agli anni scorsi di circa una decina di giorni a causa del meteo caldo che si è avuto in quest’estate, caratterizzata anche da scarse precipitazioni. Ciononostante, il risultato è stato positivo, alla pari dei risultati di bilancio della prima annata agricola post Covid-19.

Il direttore Mirko Bellini.


«Infatti è stata una vendemmia più facile rispetto alle previsioni iniziali determinate dall’annata agronomica, resa difficile dalla carenza d’acqua – spiega il direttore Mirko Bellini -. Sono arrivati dei risultati molto buoni, visto che un mese di settembre ottimo dal punto di vista climatico ci ha permesso di lavorare con serenità e portare a casa una discreta quantità e un’eccellente qualità delle uve. Chiudiamo con 320 mila quintali d’uva, una vendemmia molto positiva soprattutto per Prosecco e Pinot grigio. Un buon grado zuccherino, una discreta acidità con una buona aromaticità potranno contraddistinguere i vini dell’annata 2022».
Negli scorsi giorni ai soci sono stati presentati i dati del bilancio dell’annata agricola, che segnano una crescita della Cantina e testimoniano la sua solidità. «Il bilancio – prosegue Bellini – come da prassi per le cooperative agricole è stato chiuso il 31 luglio: è stata la prima annata post Covid-19 e i numeri sono sorprendenti con dei valori positivi molto interessanti. Il fatturato ha segnato un aumento del 34%, pari a oltre 62 milioni di euro quando invece nel 2020-2021 ne avevamo fatturati circa 47 milioni. Le bottiglie prodotte sono state 24 milioni. Analizzando i singoli mercati sono cresciuti molto quelli esteri, con un +55% generale. Tra le aree maggiormente in crescita l’Europa, che si è ripresa dalla pandemia con un +100% e gli Usa con un +40%. Per quanto riguarda l’Italia nel canale Horeca abbiamo avuto il +40%, mentre la grande distribuzione, che aveva tenuto livelli alti durante i lockdown, ha logicamente rallentato. Trainano gli spumanti, con Prosecco Doc e le cuvèe, mentre sui mercati esteri prosegue la crescita del Pinot grigio».

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In copertina e all’interno due immagini della vendemmia meccanica nei vigneti dei soci.