Nuova Pac sotto la lente di Cia Fvg oggi in un approfondimento tecnico a Codroipo

Organizzato da Cia Fvg – Agricoltori Italiani, si terrà a Codroipo, oggi 3 maggio, a partire dalle ore 18.30, nella sala Polifunzionale dell’Associazione Allevatori Fvg (via XXIX Ottobre, 9/B), un momento di approfondimento tecnico sulla nuova Politica agricola comunitaria (Pac). Ai saluti introduttivi del presidente dell’organizzazione agricola, Franco Clementin, faranno seguito gli interventi di Domenico D’Amato, direttore del Centro di Assistenza Agricola/Cia-Agricoltori Italiani Fvg (Gli ecoschemi); Pasquale Plicato, responsabile nazionale del Centro Assistenza Agricola (La condizionalità nella nuova Pac 2023-2027) e Karen Miniutti, della Direzione Centrale Risorse Agroalimentare della Regione Fvg (Interventi di sviluppo rurale nella nuova Programmazione). L’incontro sarà moderato dalla coordinatrice di Agricolae srl, Tamara Battistutta, mentre le conclusioni sono affidate a Stefano Zannier, assessore regionale riconfermato alle Risorse agroalimentari.

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In copertina, il presidente di Cia Fvg – Agricoltori Italiani Franco Clementin.

 

Confagricoltura Fvg, Daneluzzi direttore. Thurn Valsassina ringrazia Sergio Vello

Dopo 35 anni ininterrotti trascorsi alla direzione regionale di Confagricoltura, Sergio Vello ha raggiunto il traguardo dell’età pensionabile. Per la sua sostituzione è stata chiesta la disponibilità di Umberto Daneluzzi che ha accettato.
«Mentre diamo il benvenuto e facciamo i migliori auguri di buon lavoro a Daneluzzi – dice il presidente di Confagricoltura Fvg, Philip Thurn Valsassina – salutiamo e ringraziamo il dottor Vello per tutti questi anni trascorsi, con passione e competenza, al servizio del mondo rurale regionale, del quale è un profondo conoscitore, e di Confagricoltura in particolare. Vello è stato un prezioso collaboratore che ha traghettato l’Associazione dal 1988 a oggi, mantenendo un dialogo franco e aperto con molti presidenti, assessori, istituzioni e guadagnandosi la stima di tutti».
Umberto Daneluzzi, nato nel 1969 e residente a Campoformido, è entrato in Confagricoltura nel 1992 e, dal 1997, aveva la responsabilità della gestione del patronato Enapa (Ente Nazionale Assistenza Patrocinio Agricoltori) di Udine.

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A Confagricoltura Fvg si rivolgono più di 2 mila aziende, che occupano circa 7.800 operai e 400 impiegati, con oltre il 40 per cento della Plv e della Sau regionale. Nel 2022 sono state presentate domande per la Pac (Politica agricola comunitaria) pari a un valore di 14 milioni di euro.

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In copertina, Sergio Vello con il nuovo direttore Umberto Daneluzzi; qui sopra, il presidente Philip Thurn Valsassina.

 

Dalla Regione Fvg oltre 80 milioni per agroalimentare, ittico e montagna

«Le risorse complessive stanziate nel bilancio regionale per il 2023 a favore del settore agroalimentare, ittico, delle foreste e della montagna ammontano a oltre 81 milioni di euro. Particolare rilievo in questa manovra assumono gli ulteriori 50 milioni per gli interventi nell’ambito del Piano strategico nazionale della Pac 2023-2027 (Psn Pac) e i 20 per la programmazione in chiusura. Destineremo, inoltre, 7 milioni in tre anni ai Consorzi di bonifica e 4 milioni al settore zootecnico per compensare i maggiori costi derivanti dal conflitto russo-ucraino». Questo il commento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, in merito alle poste riservate dalla legge finanziaria alla Direzione di sua competenza.
La Stabilità di fine anno sosterrà anche le attività per le imprese agricole e agroalimentari, con il trasferimento di 14,5 milioni di euro al Fondo di rotazione in agricoltura, lo stanziamento di 9,5 milioni per opere di irrigazione e relative manutenzioni realizzate dai Consorzi di bonifica, 4,3 milioni di trasferimenti all’Ersa e per la promozione dell’agroalimentare, oltre 1 milione per aiuti per servizi consulenza aziende zootecniche, 1 milione per contributi destinati alla realizzazione di impianti arborei e 1 milione per il Fondo emergenze in agricoltura.
“Altri fondi – ha spiegato Zannier – saranno destinati alla valorizzazione e la salvaguardia del territorio: 10 milioni per la realizzazione delle sistemazioni idraulico forestali, 5 milioni per le aree naturali regionali, riserve parchi e biotopi, 2,3 milioni per la viabilità forestale e 1 milione per azioni di antincendio boschivo. Previsti inoltre 3 milioni per gli investimenti dei Comuni montani e per contributi ai piccoli esercizi commerciali per il disagio localizzativo, 1,5 milioni per la riqualificazione del patrimonio malghivo e 2,2 milioni per gli indennizzi e la prevenzione dei danni provocati dalla fauna selvatica”.
Per quanto riguarda, infine, la riduzione del consumo idrico a fini agricoli, saranno riconosciuti contributi pari a 7 milioni complessivi sul triennio a beneficio delle imprese agricole per impianti di micro-irrigazione e fertirrigazione. Finanziamenti anche per progetti di ripristino danni alle foreste da calamità naturali (4,6 milioni), per compensare l’aumento dei costi di produzione del latte (4 milioni) e per la partecipazione al Vinitaly delle aziende agricole (250 mila euro). L’assessore ha concluso la sua relazione ringraziando l’Aula e le strutture regionali della Direzione Risorse agroalimentari, forestali e ittiche per il lavoro svolto nel corso della legislatura che sta per concludersi.

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In copertina, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier.

Agriflash.FVG – E non solo

Pac, in Fvg 50 milioni in più Cinquanta milioni di fondi aggiuntivi nell’arco di cinque annualità saranno messi a disposizione dalla Regione Friuli Venezia Giulia quale cofinanziamento obbligatorio alla Pac (Politica agricola comune): lo ha reso noto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, illustrando in sede di II Commissione del Consiglio regionale le principali misure inserite nel Defr, nella legge regionale di Stabilità e nella collegata alla finanziaria. Nell’occasione, Zannier ha reso noto che il nuovo Programma di sviluppo rurale partirà il primo gennaio prossimo, dopo l’approvazione entro dicembre del Piano strategico nazionale. Di particolare rilievo la conferma, nel Defr, del programma anticrisi legato alle conseguenze sul settore primario della crisi Ucraina. «Il rinnovo del programma prevedrà la rimodulazione dei massimali dei contributi e un ulteriore intervento finanziario sarà attivato ad aprile», ha riferito Zannier. Nella Stabilità regionale, accanto all’intervento finanziario sulla Pac, la novità più qualificante è data dalla norma che incentiva l’utilizzo degli impianti di micro-irrigazione nelle colture, stanziando 1 milione di euro per il 2023, 3 milioni per il 2024 e 3 milioni per il 2025. Tra le altre misure di spicco figurano il rifinanziamento delle graduatorie del bando sulle sistemazioni post tempesta Vaia, con 1 milione di euro per il 2023, oltre 2 milioni per il 2024 e 500mila euro per il 2025. Nella collegata alla legge di Stabilità sarà previsto che per il bando sui nuovi insediamenti di giovani agricoltori in montagna ciascun soggetto possa avanzare una sola domanda. Zannier ha annunciato inoltre che sarà rimodulato il calendario per la pesca e l’acquacoltura del novellame. L’assessore alle Risorse agroalimentari si è infine soffermato sui protocolli fitosanitari. «La flavescenza dorata inizia a essere un problema rilevante – ha rilevato Zannier – e creano preoccupazione le cocciniglie». Anche in quest’ottica il panel dei tecnici integrato per la prevenzione e l’applicazione dei corretti protocolli sulla vite sarà ampliato.

Montagna, domani incontro a Clauzetto«Questi incontri sono momenti di confronto fondamentali perché avvengono in vista dell’apertura delle nuove programmazioni e linee di finanziamento dell’Unione europea, sia sul fronte dell’agricoltura sia sulla nuova strategia delle aree montane interne. Vogliamo informare in maniera puntuale su queste nuove opportunità, ma soprattutto vogliamo raccogliere le segnalazioni e le esigenze che provengono dei territori montani. Solo così, infatti, si potranno “scrivere” le future strategia di sviluppo, con i relativi bandi alimentati dalle risorse europee, nella maniera più coerente possibile rispetto a quanto le popolazioni e le attività economiche hanno davvero bisogno». È quanto sottolineato dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e alla Montagna, Stefano Zannier, nel corso dell’incontro pubblico sulla situazione della pedemontana e sulle politiche di sviluppo della montagna organizzato ad Aviano dalla Magnifica Comunità di Montagna delle Dolomiti Friulane. All’incontro – svoltosi nell’auditorium della Biblioteca comunale di Aviano – erano presenti, oltre al presidente delle Comunità stessa, Dino Salatin (sindaco di Caneva), anche i primi cittadini Paolo Tassan Zanin (Aviano), Ivo Angelin (Budoia) e Mario Della Toffola (Polcenigo). «Occasioni come questa – ha sottolineato l’assessore – di confronto diretto hanno proprio l’obiettivo di raccogliere attorno alle Comunità di montagna tutti i protagonisti e tutte le diverse espressioni del territorio. Le Comunità hanno proprio la “mission” di progettare gli indirizzi e le strategie di sviluppo condivise sui propri territori. Ma questo deve essere fatto insieme proprio per delineare un percorso comune che consenta alla Regione di declinare, nei prossimi mesi, le effettive linee attorno alle quali verranno costruiti i bandi e le programmazioni con i relativi finanziamenti sulle progettualità avanzate». La Regione Fvg vuole evitare di calare progetti dall’alto: per questo, attraverso le Comunità di montagna, chiede e agevola la maggiore aggregazione possibile attorno alle esigenze e ai bisogni di cui i territori necessitano. Il passo successivo sarà quello di “disegnare” le linee di sviluppo sulla base delle indicazioni che arrivano dagli stessi territori. Quello di Aviano è stato il primo di una serie di incontri, in programma le prossime settimane, con le due Comunità montane del Friuli occidentale: la Magnifica Comunità delle Dolomiti Friulane Cavallo e Cansiglio e quella delle Prealpi Friulane orientali. L’assessore regionale era accompagnato dai dirigenti e tecnici dei diversi servizi della Regione nell’ambito delle politiche della montagna, a disposizione proprio per raccogliere dettagliatamente le richieste, oltre che della Comunità e dei sindaci appartenenti, anche delle diverse categorie produttive, dei portatori di interesse e delle popolazioni che nei territori montani vivono e operano. Gli incontri programmati dall’assessorato regionale con la Comunità delle Dolomiti friulane proseguiranno il prossimo 1 dicembre a Barcis e il 6 dicembre a Tramonti di Sotto. Mentre con la Comunità delle Prealpi orientali gli incontri in calendario sono quattro: domani, 29 novembre, a Clauzetto, il 15 dicembre a Travesio, il 19 dicembre ad Arba e l’11 gennaio a Pinzano al Tagliamento.

Magredi e risorgive, al via un progetto «È lodevole che progetti come quello condotto sui magredi e le risorgive puntino a contemperare la competitività delle imprese dell’agricoltura e dei produttori primari con la valorizzazione degli ambienti naturali e la preservazione degli ecosistemi. È una strategia valida». Questo il commento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, intervenuto a San Quirino all’evento di presentazione del progetto a valere sul Psr Fvg 14-20 che interessa i magredi e le risorgive e coinvolge quattordici Comuni della pianura pordenonese con capofila il Comune di San Quirino. «La strategia è valida – ha ribadito Zanier -, ma si scontra con la rigidità degli strumenti amministrativi messi a disposizione: il Psr non tiene conto, infatti, delle diverse velocità dell’agire delle imprese private rispetto all’Amministrazione pubblica». Oltre al tema degli iter procedurali, Zannier ha rilevato criticità anche sul rispetto dei preventivi di spesa all’interno di un programma che abbraccia un settennato caratterizzato da molteplici imprevisti che hanno inciso sui prezzi delle materie prime, dell’energia, causando una generalizzata inflazione. «I costi preventivati sette anni fa non sono rimodulabili in considerazione dell’inflazione e dell’aumento dei prezzi perché le procedure non lo prevedono. In ogni caso – ha assicurato l’assessore – la Regione ha tutta la volontà di chiudere le rendicontazioni entro i termini stabiliti, a tutela di quanti hanno già investito e utilizzato i capitali attesi». Quanto al progetto presentato, Zannier ha evidenziato il forte interesse del territorio a realizzare iniziative che mettono assieme soggetti diversi. In futuro, le progettualità dovranno essere pensate in modo da utilizzare più strumenti di accesso ai finanziamenti pubblici, abbinandone l’efficacia in maniera organica». Il progetto «Valorizzazione dell’ambiente, del territorio, delle produzioni, della multifunzionalità delle aziende e dell’agricoltura sociale per l’ambito rurale dei magredi, delle risorgive e della pianura pordenonese» vede la partecipazione di 55 partner pubblici e privati, di cui 20 beneficiari. Sono coinvolti 14 Comuni, 10 aziende agricole oltre a enti, associazioni, Università. Sono previsti 45 interventi per un valore di oltre 22,9 milioni di euro in un territorio che comprende 190mila abitanti su una superficie di 540 chilometri quadrati.

Il Natale di Cantina Tramin Sabato 10 dicembre, dalle 10 alle 18, Cantina Tramin accoglie curiosi e appassionati in occasione dell’evento Il Natale dei cinque sensi. Dopo la sosta pandemica del 2020 e la versione ridotta dello scorso anno, l’edizione 2022 torna con un ricco programma, alla scoperta delle sue eccellenze enologiche e delle specialità gastronomiche ad opera di artigiani del cibo e produttori locali. Il momento più atteso sarà la presentazione delle nuove annate dei vini della Selezione, con accesso su prenotazione, dati i posti limitati, e diverse sessioni di assaggio organizzate nell’arco della giornata in sala Nussbaumer. Unterebner Pinot grigio 2021, Nussbaumer Gewürztraminer 2021, Glarea Chardonnay 2021, Maglen Pinot Noir Riserva 2020 e Urban Lagrein 2020 saranno i protagonisti della degustazione, arricchita da una proposta di tortelli fatti in casa dal tradizionale Pastificio Remelli di Valeggio sul Mincio (Verona). Le sessioni in lingua italiana si terranno negli orari 10.30, 12.30, 14.30 e 16.30 al costo di 37 euro a persona. In Sala Urban sarà possibile esplorare l’evoluzione di Unterebner Pinot grigio attraverso una verticale delle annate più affascinanti. Spesso consigliato da bere giovane, in realtà il Pinot grigio è un vino capace di sorprendere per il grande potenziale d’invecchiamento e quindi adatto a una lunga conservazione in cantina. Sempre in sala Urban, sarà allestito un ampio banco d’assaggio con le nuove annate dei vini delle linee Classica e Selezione, tra i quali Nussbaumer, Unterebner e Stoan, accompagnato da ricercate specialità gastronomiche: il pesce d’allevamento di Schiefer (San Leonardo in Passiria), gli squisiti formaggi affinati in Alto Adige dallo chef stellato Hansi Baumgartner (Varna e Bressanone) e lo speck Alto Adige Igp del Consorzio Tutela Speck Alto Adige. L’ingresso al banco d’assaggio è libero e i prezzi a consumazione. La sala ospiterà anche una collezione di opere dell’artista locale Evelyn Rier realizzate con tessuti incorporati su pannelli di poliestere e dettagli in pittura acrilica. Per maggiori informazioni: visit.CantinaTramin.it

Ais Vitae premia bollicine 2007Pioggia di premi per Mosnel, l’azienda di Camignone (Brescia) guidata dai fratelli Giulio e Lucia Barzanò, nella nona edizione della guida di Ais Vitae: la Riserva 2007 Pas Dosé Riedizione 2022 si aggiudica il Tastevin della Lombardia, la Gemma e le Quattro Viti. Il Tastevin rappresenta il riconoscimento più prestigioso della pubblicazione, che viene conferito a chi ha contribuito a imprimere una svolta produttiva al territorio di origine e che rappresenta un modello di riferimento di indiscusso valore nella rispettiva zona. La Gemma premia invece i cento migliori vini italiani selezionati tra quelli che hanno ottenuto i punteggi più alti; le Quattro Viti sono il riconoscimento dato ai vini che hanno ottenuto un punteggio superiore a 91, perfetti sotto il profilo stilistico e organolettico. Oltre che alla Riserva 2007 Riedizione 2022 (96 punti), le Quattro Viti sono state assegnate anche al Parosé 2016 (93,5 punti) e all’EBB 2016 (93). «Siamo felici – afferma Lucia Barzanò – per i riconoscimenti ottenuti nella guida di Ais. È il segno inequivocabile che il percorso che abbiamo intrapreso ormai da anni è quello giusto, un percorso che premia la volontà di spingerci sempre oltre, alla ricerca dell’eccellenza. Così come per la Riserva, che sosta lunghi anni sui lieviti in attesa del momento perfetto per essere degustata, anche noi abbiamo saputo attendere, dando valore al trascorrere del tempo». Nella Riserva 2007 Pas Dosé Riedizione 2022 la vinificazione è avvenuta in acciaio per il Pinot bianco e in piccole botti di rovere francese per lo Chardonnay e il Pinot nero. Dopo l’assemblaggio, alla Cuvée è stato aggiunto lo “sciroppo di tiraggio” e le bottiglie sono state coricate nelle cantine dell’azienda, dove sono rimaste a contatto con i lieviti per 14 anni. La lenta maturazione ha consentito alla Riserva il raggiungimento di una grande complessità: nel calice oro intenso e brillante, i profumi sfumano dall’eleganza floreale di robinia e camomilla alle note di cedro candito e bergamotto, con un tocco di zenzero e pan di spezie.

Agriflash.FVG – E non solo

Da mezzo secolo alfiere del Vigneto Fvg “Il Ducato dei Vini Friulani ha il grande merito di promuovere la cultura delle radici del nostro territorio contribuendo con la sua attività a valorizzare le eccellenze della nostra regione, la quale viene sempre più scelta dai turisti in questi ultimi anni per la qualità della sua offerta enogastronomica”. Lo ha detto sabato a Udine il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, nel corso della celebrazione del 50° anniversario del Ducato dei Vini Friulani alla quale, tra gli altri, ha partecipato anche il sindaco Pietro Fontanini. Durante il suo intervento il governatore, a cui è stato conferito il titolo di “Nobile onorario del Ducato dei Vini Friulani”, ha ricordato come proprio il vino sia un prodotto fortemente legato al territorio di appartenenza, le cui peculiarità connotano il gusto e il colore del vitigno. La capacità del Ducato, come ha sottolineato Fedriga, è stata anche quella di aggiornarsi nel tempo aprendosi ai giovani, sostenendo un consumo sostenibile che guarda principalmente alla qualità del prodotto. Nell’occasione, il governatore ha ricordato l’esempio virtuoso sul piano sociale dell’Azienda vinicola di Villa Russiz, dove alla produzione del vino è stata associata una meritoria finalità improntata alla solidarietà e all’assistenza a favore dei bambini svantaggiati. Infine, Fedriga ha ribadito la scelta intrapresa dall’Amministrazione regionale di armonizzare l’offerta ricettiva e turistica alle eccellenze enogastronomiche del territorio, “per una crescita economica – ha concluso – che esalti e valorizzi le radici culturali del Friuli Venezia Giulia”.

Imprese Fvg in vetrina a Genova Ci sarà anche una quindicina di imprese dei settori turismo e agroalimentare a rappresentare il Friuli Venezia Giulia alla Borsa Internazionale del Turismo Culturale e alla concomitante Mirabilia Food&Drink, un doppio evento B2B ideato e organizzato dall’associazione Mirabilia Network a Genova oggi, domani e mercoledì. L’Associazione Mirabilia è costituita da Unioncamere e 19 Camere di commercio italiane in rappresentanza di territori su cui insistono beni patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco: tra esse, fin dall’avvio del network, c’è anche la Camera di Commercio Pordenone-Udine, che sarà presente a Genova al fianco della delegazione imprenditoriale friulana, guidata dal presidente Giovanni Da Pozzo. La Borsa riunisce anche quest’anno il meglio dell’offerta territoriale richiamando quasi 200 imprese da tutta Italia, che saranno impegnate a proporre i loro prodotti e servizi nei due comparti ad altrettanti “buyer” internazionali del settore, che arriveranno a Genova grazie alla collaborazione con Ice-Agenzia e ad Assocamereestero, l’Associazione delle Camere di commercio italiane all’estero. Ma per le imprese friulane sarà anche un’occasione più ampia. Nel pomeriggio odierno, infatti, con la presenza del project manager Walter Filiputti, di fronte all’intero circuito di Cciaa Mirabilia sarà presentato ufficialmente l’originale progetto Opus Loci, che proprio la Cciaa Pn-Ud ha avviato riunendo una vemtina di aziende produttrici di eccellenze friulane di tanti settori (cibo e bevande, ma anche abbigliamento, coltellerie, servizi turistici e ricettivi…) per ciascuno dei suoi cinque siti Unesco: Aquileia, Cividale, Palmanova, Dolomiti Friulane e Palù di Livenza. Con Opus Loci, per ciascun sito, sono stati realizzati speciali percorsi da fare in bici o camminando, che toccano non solo le bellezze storico-culturali tutelate come Patrimonio dell’Umanità ma anche le aziende coinvolte, per proporre al visitatore un tour completo del meglio che il nostro territorio offre. E in modo sostenibile. «Sarà un’occasione importantissima – spiega il presidente Da Pozzo –, perché abbiamo costruito Opus Loci in modo che possa essere “esportato” e ovviamente declinato e personalizzato, anche in tutte le altre aree d’Italia di Mirabilia. In questo senso, ci porremo come capofila nazionale, punto di riferimento per gli altri territori che vorranno “customizzarlo” e replicarlo». Inoltre, ha evidenziato il presidente, «ci troveremo nel contesto privilegiato della Borsa del turismo culturale, evento itinerante che in passato abbiamo ospitato anche a Udine: è l’occasione ideale per mettere in connessione imprese e istituzioni, realtà locali, nazionali e internazionali. Una preziosa opportunità di networking, ma anche, concretamente, di export e internazionalizzazione». Oltre agli eventi B2b, la Borsa a Genova propone incontri e approfondimenti sulle ultime tendenze del turismo a livello internazionale, «valorizzando – conclude il presidente Da Pozzo –: un turismo smart e sostenibile, sempre a misura di persona e in grado di portare sviluppo tanto all’ambiente economico quanto a quello culturale, in un’integrazione che è sempre più richiesta dal visitatore di oggi e di domani». Le realtà friulane presenti a Genova saranno, per i B2b (tra turismo e food&drink): la Rete di impresa Sauris Zahre, Gigante Adriano, Real estate 2010, Prosciutterie srl, Ma Invest, Hotel ai Dogi, Azienda agricola Venchiarezza, Opificio Fred, Azienda agricola Corte Tomasin, Opificio Tds, Panificio Follador e, per Opus Loci, anche Mada temporary lab & Co. Ci saranno anche i rappresentanti di PromoTurismofvg Consorzio e Pordenone Turismo Provincia Ospitale.

Vite, vino e innovazione con il Miva “La vitivinicoltura è un comparto propenso all’innovazione tecnica e tecnologica, capace di sviluppare conoscenze che poi vengono estese a tutto il settore agricolo. Questa tendenza è particolarmente percepita in Friuli Venezia Giulia dove la superficie vitata rappresenta il 13 per cento dell’intera superficie agricola, quasi il doppio della media nazionale in cui il rapporto è del 7 per cento. È evidente quindi che l’innovazione parte da qui”. Questo il concetto espresso dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, nel saluto di apertura al convegno “Alle radici di un valore condiviso” promosso da Moltiplicatori italiani viticoli associati nell’auditorium della Regione a Udine. “La vitivinicoltura ha il pregio di farsi portatrice di processi di disseminazione della conoscenza” ha detto ancora Zannier, aggiungendo che “un ostacolo crescente è rappresentato dai limiti imposti dalle normative, soprattutto in tema di fitopatie, lotta ai parassiti, tutela delle colture: in questo caso gli approcci ideologici da parte del legislatore non sono utili e vanno a discapito di quelle soluzioni pragmatiche di cui necessitano gli imprenditori agricoli”. Zannier ha infine fatto, con gli operatori del Miva, una riflessione sull’attuale situazione geopolitica mettendo in rilievo che “le conseguenze energetiche e di rincaro dei prezzi stanno mettendo a rischio la tenuta dell’intero sistema economico e sociale, con pressioni che potranno essere risolte solo a livello internazionale”.

Jazze & Wine al via a CormònsDopo la recente anteprima oggi, è pronto ai nastri di partenza il festival “Jazz & Wine of Peace” di Cormòns, la collaudata manifestazione che ha la capacità di coniugare due elementi, la musica jazz e il vino del Collio, impossibili da non apprezzare con la loro amplissima gamma di suoni e sapori. La rassegna enologico-musicale si terrà da mercoledì 19 a domenica 23 ottobre e coinvolgerà oltre al Comune ospitante numerose località tra Collio friulano e sloveno: 25 in totale gli spettacoli sul territorio, che vedranno protagonisti le grandi stelle del jazz e i musicisti della nuova scena nazionale e internazionale. A questi si aggiungeranno otto appuntamenti enogastronomici di “Jazz & Taste”.

Castagne e Sapori nelle Valli La Fiera di San Pietro al Natisone, fino al 30 ottobre, propone altri due weekend all’insegna dei sapori con i prodotti tipici del territorio valligiano: inoltre, ogni sabato mattina visite guidate nelle aziende e ogni domenica a pranzo uno showcooking a cura dell’Associazione cuochi. E nell’ambito di questo tradizionale contenitore c’è anche la sesta edizione di “Sapori nelle Valli”: dopo la Tradizione dolciaria, vale a dire dagli strucchi alla gubana, ieri è stata protagonista la Castagna nelle Valli, parlando di storia, tradizioni e utilizzo del prodotto. Poi il 22 e 23 ottobre sarà, invece, la volta di Mele e miele, dall’impollinazione alla frutta, per concludere nei giorni 29 e 30 con Farine e formaggi e gli abbinamenti della tradizione. Ricordiamo che “Sapori nelle Valli” è un’associazione di 17 produttori della filiera agroalimentare delle Valli del Natisone che ha lo scopo di creare una sinergia sul territorio per promuoverne i prodotti, i paesaggi, le attività sportive e tutti i servizi che offre quest’area del Friuli che comprende sette Comuni. A Valle di Soffumbergo, invece, dopo i riuscitissimi primi due fine settimana, la Pro Loco è pronta anche nel prossimo weekend ad accogliere i visitatori nella sua “Festa delle castagne e del miele di castagno”, uno degli appuntamenti tradizionali dell’autunno in Friuli Venezia Giulia giunto alla 41ma edizione. Appuntamento, dunque, il 22 e 23 ottobre.

Le priorità Fvg e la Pac Il Consiglio delle Autonomie locali del Friuli Venezia Giulia, riunito in modalità mista tra la sede della Regione di Udine e la forma telematica, ha espresso all’unanimità parere favorevole alla deliberazione della Giunta regionale sulle priorità regionali nell’ambito del Piano strategico nazionale della Pac (Politica agricola comune) 2023-2027, illustrato dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier. “Si è trattato di un lavoro reso molto complesso dall’anomalia di una Pac che è diventata quinquennale, anziché settennale, e di transizione e che viene redatto a livello nazionale a fronte di competenze che erano sempre state regionali”, ha osservato l’esponente della Giunta Fedriga. L’assessore ha ricostruito le tappe di “un percorso partecipativo importante che ha permesso di sintetizzare le esigenze e gli obiettivi del Friuli Venezia Giulia”, evidenziando però che “i limiti posti dal regolamento comunitario ha ridotto sensibilmente gli spazi per le azioni di partenariato pubblico privato, fatto salvo il progetto Leader per favorire la vitalità delle zone rurali e combattere il fenomeno dello spopolamento con il coinvolgimento dei gruppi di azione locali”, i Gal. “In generale – ha aggiunto – gli spazi di manovra autonomi delle Regioni sul Pac sono state fortemente limitati, riducendoli a pochi punti percentuali del budget. In quest’ottica, la politica del Friuli Venezia Giulia è stata quella di concentrare i volumi finanziari su un numero ridotto di interventi per massimizzarne l’efficacia. Il mondo agricolo regionale ha ben chiaro che la priorità strategica è rappresentata dagli investimenti per l’innovazione tecnologica”. Per quanto riguarda la dotazione finanziaria della Pac, “è vero che è aumentata salendo a 227 milioni per il quinquennio a fronte dei 292 dell’arco temporale di sette anni 2014-2020, ma è altrettanto vero che di pari passo le risorse del Feasr, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, sono in proporzione diminuite. Nella riunione del Cal è stato affrontato anche il tema del caro energia. “In questi giorni è in via di chiusura il bando nazionale del Pnrr sull’agrivoltaico – ha riferito Zannier -, ma non ne conosciamo i risultati per il Friuli Venezia Giulia e soprattutto è difficile comprendere perché sia impossibilità di sfruttare gli impianti non solo per l’autoconsumo ma anche per la cessione a terzi, in conseguenza di disposizioni europee sulla concorrenza, in una fase in cui ogni singolo watt di energia diventerebbe prezioso”.

Come rilanciare i territori montani“La montagna va vista nelle sue diverse prospettive, ognuna delle quali è però soltanto una parte della realtà, che devono rappresentare un punto di partenza per far rivivere un patrimonio di grande valore per il Friuli Venezia Giulia”. Lo ha detto l’assessore regionale Stefano Zannier intervenendo a Spilimbergo al convegno dal titolo “Rigenerazioni: il futuro possibile della montagna”, organizzato dal Cai di Pordenone e Spilimbergo e dal Teatro Verdi di Pordenone. Alla presenza del presidente nazionale del Cai Antonio Montani, del sindaco di Spilimbergo Enrico Sarcinelli e del presidente del Verdi Giovanni Lessio, l’esponente dell’Esecutivo regionale ha ricordato l’importanza del progetto che la Regione Fvg ha avviato assieme all’istituzione culturale pordenonese. “Questa singolare collaborazione – ha detto Zannier – proseguirà e si rafforzerà perché è in grado di dare un importante contributo alla vita della montagna. Portare la cultura musicale e teatrale in quei luoghi è un modo intelligente non solo per dare un servizio a chi vuole continuare a vivere in montagna, ma anche un modo non usuale per riporre l’attenzione sulla bellezza di molte nostre località”. Zannier ha infine lanciato un’esortazione affinché si dia vita a iniziative sinergiche in grado di valorizzare i territori montani del Friuli Venezia Giulia “ognuno dei quali – ha evidenziato l’assessore – ha una sua specifica peculiarità. Non va compiuto lo sbaglio di pensare che la montagna sia una sola; se si procedesse in questa direzione si commetterebbe un grande errore portando soluzioni standardizzate, quindi prive di efficacia, in ogni singolo luogo. Questo territorio – ha concluso Zannier – lo si conosce in tutte le sue sfaccettature solo vivendoci e in questo modo capendo quali sono le condizioni e le prospettive corrette in cui guardare per mettere in atto quegli interventi che possono servire realmente alle varie comunità”.

Ambiente da tutelare a Vittorio VenetoParte da Blend, rassegna enoculturale ideata e realizzata dall’azienda agricola Bellenda di Vittorio Veneto, la richiesta di una certificazione ambientale di territorio. La proposta è uscita a margine del convegno dedicato al tema dell’agroforestazione declinata nella viticoltura, nell’ospitalità e nella distribuzione dagli ospiti presenti. L’agroforestazione è l’insieme dei sistemi agricoli che vedono la coltivazione di specie arboree o arbustive perenni, consociate a seminativi o pascoli, nella stessa unità di superficie. Il confronto ha evidenziato la consapevolezza da tutte le parti che questa pratica sia fondamentale per promuovere una viticoltura responsabile e sostenibile, ma ha visto emergere da più fronti la necessità di creare un sistema di ambientale a basso costo a cui possano accedere anche le piccole aziende. Il segreto per una buona riuscita dell’agroforestazione sta infatti nell’equilibrio tra le parti e nel fatto che deve essere una scelta condivisa nel territorio. Il padrone di casa, Umberto Cosmo, ha lanciato la proposta che siano nello specifico i Consorzi di Tutela a farsi promotori di questa iniziativa, a cominciare da quello del Conegliano Valdobbiadene, da sempre all’avanguardia nell’attenzione all’ambiente. La tutela del territorio e dei diversi elementi che lo compongono non può più essere differita anche perché è un requisito sempre più richiesto per accedere a moltissimi mercati, soprattutto quelli del Nord Europa, da sempre più sensibili a questi temi. Attualmente le certificazioni sono fornite da società private e l’alto costo per ottenerle non è sostenibile da aziende di medie-piccole dimensioni che il più delle volte, pur facendo un prodotto di qualità e altamente sostenibile, devono rinunciare a esportare. “È necessario che le giuste pratiche vengano normate e rese accessibili a tutti – ha sottolineato Cosmo – e che a tutti i produttori, indipendentemente dalle dimensioni e dal portafoglio, sia data la possibilità di certificare il loro operato. I Consorzi sono il soggetto che deve prendersi in carico questo compito perché devono tutelare tutti i loro soci e metterli nelle condizioni di agire al meglio e di farsi testimoni e custodi di una viticoltura rispettosa, sostenibile e a misura d’uomo”.

Tollo e il Montepulciano d’AbruzzoCantina Tollo celebra i trent’anni di Cagiòlo con una confezione speciale in edizione limitata: l’esclusivo cofanetto racconta il luogo in cui nasce il Montepulciano d’Abruzzo Dop Riserva, mentre la scatola segue le linee del territorio in cui ha origine il vino, evocandone la magia. Fiore all’occhiello della produzione del gruppo teatino, Cagiòlo è un prodotto d’eccellenza che racconta la storia dell’Abruzzo e che fin dalla sua nascita, nel 1992, ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti riscuotendo un successo di pubblico e critica. “Questo Montepulciano d’Abruzzo Dop Riserva racchiude lo spirito di Cantina Tollo e del territorio di cui ci facciamo ambasciatori – spiega il presidente Luciano Gagliardi –. Da trent’anni racconta al mondo questo luogo straordinario, dove il mare incontra le montagne e dove le uve Montepulciano danno vita a un vino che, nel corso della sua storia, ha superato la prova del tempo, regalandoci emozioni uniche”. Cagiòlo prende il nome da casciòle, termine che in dialetto abruzzese indica la terra calcarea delle colline dove nasce questo vino straordinario. I vigneti più longevi e dalle radici profonde, quindi più stabili ed equilibrati, e il terreno su cui sorgono fanno sì che la maturazione avvenga in maniera armoniosa e che i tannini siano più bilanciati ed eleganti. Profondo, complesso e persistente, questo vino colpisce fin dal primo sorso per il perfetto equilibrio tra struttura e morbidezza. Dopo la raccolta delle uve, che avviene nella seconda metà di ottobre, seguono la fermentazione con lunga macerazione delle bucce a temperatura controllata in serbatoi di acciaio inox, la fermentazione malolattica in vasca e l’affinamento in legno per minimo nove mesi. Il risultato è un rosso di colore rubino intenso, con sfumature violacee, che al naso rivela frutti rossi maturi, con note di amarena e mora, insieme a fini sentori speziati di cacao, vaniglia, liquirizia e cannella. Il sapore è pieno e di lunga persistenza, con tannini dolci e vellutati. La special edition celebrativa dell’anniversario sarà in vendita al costo di 28 euro nello shop online di Cantina Tollo.

Cinquant’anni di Morellino Cantina Vignaioli Morellino di Scansano compie cinquant’anni e per festeggiare l’importante traguardo ha realizzato assieme alla Fondazione il Sole un’etichetta speciale, dedicata proprio all’anniversario della cooperativa. Si tratta di una limited edition di 3000 bottiglie di Morellino di Scansano Docg Roggiano, il cui ricavato delle vendite andrà a favore del progetto Dopo di Noi, che mira a garantire alle persone con disabilità una vita piena e dignitosa una volta che le famiglie non potranno più farsene carico. L’immagine riportata in etichetta è stata scelta tra le opere create dopo la visita in cantina dei ragazzi con disabilità della Onlus, che hanno dato forma all’esperienza realizzando degli elaborati per raccontare la giornata e rappresentare quei valori di cooperazione e condivisione che uniscono le due realtà. Si potranno vedere i disegni realizzati nel sito della cantina o scansionando il Qr Code presente sull’etichetta della bottiglia. “Siamo molto felici – spiega Benedetto Grechi, presidente della Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano – di inserire il progetto tra le iniziative per celebrare i cinquant’anni della nostra realtà. Pur avendo tolto da tempo la parola ‘sociale’ dallo statuto della Cantina, in quanto rischiava di essere associata a standard qualitativi che non ci rispecchiano, la nostra azienda ha sempre avuto tale vocazione e occasioni come questa ne sono una prova ulteriore”. “Da oltre dieci anni – continua il direttore della Cantina Sergio Bucci – diamo supporto alla Fondazione il Sole: con l’anniversario abbiamo deciso di fare qualcosa di più, attraverso un progetto mirato e con un’etichetta dedicata che, oltre alla donazione, ci ha permesso di accogliere in cantina alcuni dei ragazzi seguiti dalla Onlus. Confidiamo inoltre che questo sia anche un modo per sensibilizzare il nostro pubblico e i clienti sull’attività della Fondazione”. “La scelta fatta dalla Cantina dei Vignaioli di Scansano – conclude Massimiliano Frascino, presidente della Fondazione il Sole – ci ha sinceramente emozionati perché si tratta di un riconoscimento implicito per il lavoro che quotidianamente facciamo a sostegno delle persone con disabilità psichica, intellettiva, relazionale e multi-disabilità, oltre che delle loro famiglie. Il progetto dell’etichetta ha un grande valore educativo, che genera legami umani ed esperienze formative che contribuiscono ad aumentare l’autostima e la motivazione di chi è coinvolto”. L’obiettivo della Fondazione il Sole per i prossimi anni è realizzare una rete di appartamenti diffusa nella città di Grosseto, dove più persone con disabilità possano vivere autonomamente all’insegna dell’autodeterminazione e della scoperta delle proprie capacità, inserite in un sistema che le tuteli e le metta in condizione di poter avere una buona qualità della vita, nel segno della dignità e dell’auto-realizzazione. La limited edition del Morellino di Scansano Docg Roggiano sarà in vendita a 10 euro in esclusiva nel wine shop della Cantina e nello store online www.thewinenet.com

“La Politica agricola comune limita la capacità decisionale delle Regioni”

«La nuova architettura della Politica agricola comune (Pac) di fatto limita pesantemente la capacità decisionale delle Regioni, le quali si trovano a dover adottare su scala locale quanto già deciso ai livelli superiori rendendo di fatto difficoltosa l’applicazione di alcune misure. A ciò si aggiunge la complessa gestione finanziaria delle risorse dovuta alla possibilità di utilizzarle in un arco temporale ridotto rispetto al passato». Su questi argomenti si è soffermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo ai lavori della II Commissione. L’assise è stata convocata per approvare il documento denominato “Le priorità strategiche per l’agricoltura e il mondo rurale del Friuli Venezia Giulia al 2030 e gli interventi di sviluppo rurale per la Politica agricola comune (Pac) 2023-2027″.
Nel delineare la nuova architettura del programma, l’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha posto in risalto alcune problematiche strettamente operative che di fatto rischiano di mettere in difficoltà i beneficiari. «La nuova Pac – ha detto Zannier – è innanzitutto nata da un difficile confronto europeo conclusosi con anni di ritardo rispetto alla sua tempistica ordinaria. Inoltre, è il frutto di un compromesso che dà origine a qualcosa che è profondamente diverso sia negli obiettivi che nelle modalità di attuazione rispetto alla programmazione precedente. Se, infatti, fino ad oggi il sistema aveva una forte vocazione regionale, adesso invece la cornice unica è quella costituita dal piano strategico nazionale; questo diverso modo di operare ha creato grosse difficoltà dovendo mettere a sistema le necessità delle Regioni ognuna con proprie specificità in un quadro definito dallo Stato nel rispetto dei vincoli posti dall’Europa” Ciò comporta la limitata capacità di decisione delle regioni sull’utilizzo dei fondi. Il piano strategico nazionale – ha evidenziato Zannier – prevede una serie di interventi predeterminati che poi possono essere solo scelti dalle Regioni e non definiti assieme a loro. Ciò che c’è scritto all’interno dell’intervento è già predeterminato a livello statale e non può essere quindi in alcun modo negoziato, portando in alcuni casi a non poterlo applicare nella realtà locale pur essendo di per se interessante guardando solo il titolo della misura».
Ultimo aspetto messo in evidenza dall’assessore nel suo intervento è stato quello riguardante la riduzione temporale della Pac, che passa dal naturale settennato al nuovo quinquennio. «Anche questa innovazione – ha spiegato il titolare dell’Agricoltura Fvg – crea non pochi problemi sulla gestione finanziaria delle risorse. Alcune misure, in particolar modo quelle strutturali, nascono con un budget spalmato su 5 annualità con volumi di risorse disponibili inferiori rispetto a quelle previste sul settennato, pur essendo queste le azioni più richieste in assoluto. Ciò comporta di conseguenza un numero inferiore di beneficiari che potranno accedere ai vantaggi della programmazione».

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In copertina, l’assessore alle Risorse agroalimentari Fvg Stefano Zannier.

Agriflash.FVG

Rapporti Ersa a PovolettoMercoledì 15 giugno, alle ore 17.30, a Grions del Torre, in Comune di Povoletto, nella sede dell’Associazione Caenazzo, l’Ersa presenterà i risultati dei tre rapporti elaborati dall’Ufficio statistica: “Rapporto 2021 sulla congiuntura del settore agricolo in Friuli Venezia Giulia”, “Il settore maidicolo in Friuli Venezia Giulia: storico dati dal 2011 al 2021 e indagine sul 2021” e “Gli scambi commerciali e l’andamento dei prezzi delle materie prime agricole: la situazione in Italia e in Friuli Venezia Giulia in relazione al conflitto russo-ucraino”. Il primo documento illustra i risultati conseguiti dall’agricoltura e della zootecnia in regione nel 2021. Il secondo documento è una monografia sul mais ed è articolato in due parti. La prima presenta una “desk research” attinente a superfici, produzioni e scambi commerciali a livello mondiale, europeo, nazionale e regionale, la seconda espone i risultati di un’indagine condotta sul territorio e gli esiti di un “focus group” organizzato con diversi soggetti operanti nel comparto maidicolo. Il terzo rapporto, infine, analizza la situazione del comparto agroalimentare italiano e regionale derivante dalle conseguenze verificatesi a seguito dello scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina. Interverrà l’assessore regionale alle risorse agroalimentari, forestali e ittiche e alla montagna Stefano Zannier. La giornata terminerà con una degustazione di prodotti tipici regionali. La partecipazione è aperta a tutti e gratuita.

Il ritorno di BorderwineTutto pronto per il Salone Transfrontaliero del Vino Naturale: la 6a edizione di Borderwine dà appuntamento per domenica 19 e lunedì 20 giugno a tutti gli amanti del vino prodotto “secondo natura” nello splendido parco di Villa Manin di Passariano che ospiterà i vignaioli, le degustazioni, le proposte food, la musica e gli altri eventi. Saranno circa 70 i produttori presenti tra Friuli Venezia Giulia, Italia, Austria, Slovenia, Francia e Spagna per oltre 250 etichette in degustazione. Da non perdere le degustazioni speciali come la verticale di Ribolla di Radikon, o la masterclass guidata da Gaetano Saccoccio che torna a Borderwine per far scoprire tutti i segreti di Lino Maga, volto del Barbacarlo, il vino diventato “mito” nell’Oltrepò pavese. E poi la degustazione di ReValpo, l’associazione che unisce sette produttori della Valpolicella che condividono un’idea di produzione che rispetta gli antichi ritmi della terra. I criteri per poter partecipare come produttori a Borderwine rimangono gli stessi: scelta dei terreni, rispetto della loro biodiversità, esclusione di qualsiasi tipo pesticidi, additivi o di manipolazione chimica o fisica. Produrre vino naturale per Borderwine significa guardare al futuro non solo dell’enologia, ma dell’agricoltura in genere, opponendosi alla logica che vuole una produzione continua e massiccia ad ogni costo.

Collio-Isonzo ed enogastronomiaCommercio come fattore strategico di sviluppo economico sostenibile, di coesione e crescita sociale, e come strumento per la valorizzazione delle risorse del territorio. Si fonda su queste premesse la lettera d’intenti per la creazione del Distretto del commercio Collio Isonzo, una realtà importante che sta nascendo grazie alla Legge regionale Sviluppo impresa. Lo ha messo in evidenza l’assessore regionale alle Attività produttive e al turismo, Sergio Emidio Bini, intervenuto a Cormons alla presentazione del nuovo Distretto del commercio che vedrà uniti i Comuni di Cormons (capofila), Capriva del Friuli, Dolegna del Collio, Farra d’Isonzo, Mariano del Friuli, Medea, Moraro, Mossa, San Floriano del Collio e San Lorenzo Isontino, cui si aggiungeranno l’associazione Cormons e Confcommercio Gorizia. Nel complesso, si tratta di un bacino territoriale che conta circa 20 mila residenti e circa 500 realtà commerciali e produttive, trainate dal comparto vitivinicolo. L’esponente dell’Esecutivo regionale ha sottolineato come questo territorio sia naturalmente vocato al turismo, per le sue bellezze ambientali, per la sua posizione geografica e per l’alta qualità della proposta enogastronomica e che quindi, tramite questa nuova iniziativa, andrà a sviluppare le sue enormi potenzialità, a favore dei residenti e di chi fa impresa. Grazie allo strumento del Distretto del Commercio, sarà possibile favorire aggregazioni tra imprese, formazioni sociali e soggetti interessati a livello locale, al fine di rivitalizzare i centri storici e le aree urbane a vocazione commerciale dei dieci paesi, valorizzandone la storia, creando occasioni di socialità e promuovendo l’offerta di prodotti del territorio a chilometro zero, per affrontare al meglio le nuove sfide del digitale. Il rappresentante della Giunta regionale ha ringraziato i sindaci e i rappresentanti di enti e associazioni presenti a Cormons per la loro lungimiranza e per aver scelto di lavorare in squadra, compatti, per permettere ai loro territori e ai loro concittadini di crescere insieme. La forza dell’unione, difatti, ha portato e porterà sempre più quest’area del Friuli Venezia Giulia a presentarsi con un unico brand, coordinando iniziative di promozione in maniera pianificata ed efficace.

Pac inadeguata secondo FvgTra le Regioni italiane, il Friuli Venia Giulia è all’ottavo posto nell’avanzamento dello stato di attuazione del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 e ha guadagnato due posizioni rispetto al rilevamento di un anno fa. Di contro, la nuova programmazione agricola comunitaria (Pac) è inadeguata per risorse, procedure e tempistiche alle esigenze delle aziende che devono fare i conti con l’attuale crisi segnata dal conflitto ucraino. È questo in sintesi il giudizio dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, rispetto a quanto è emerso nel corso della riunione del Comitato di sorveglianza del Psr che si è svolta in Castello a Udine. La Relazione annuale di attuazione, ovvero il report che viene predisposto dall’Autorità di gestione e trasmesso alla Commissione europea, ha l’obiettivo di monitorare lo stato di attuazione del Psr nell’anno precedente, fornendo anche una prima stima dell’andamento di quello in corso. Su quanto fatto finora la Regione Fvg si dichiara soddisfatta, ma ha sollevato perplessità rispetto alla nuova Pac che ritiene non adeguata sia dal punto di vista delle risorse disponibili, che delle regole e procedure di attuazione, sia rispetto al temporary framework, ovvero i termini di attuazione delle misure. Secondo l’assessore, la situazione che il comparto agricolo sta affrontando nel nuovo scenario creatosi con la crisi bellica russo-ucraina è qualcosa a cui nessuno poteva essere preparato e pertanto le misure pensate finora non risultano adeguate ad accompagnare le imprese. Dal punto di vista amministrativo la Regione paventa forti difficoltà nella futura gestione dei provvedimenti e un accavallamento di procedure che penalizza gli addetti, tanto che vi sono primi segnali da parte degli imprenditori di rinuncia a partecipare ai bandi. A ciò si aggiunga, questo il parere dell’assessore, una programmazione Pac che risulta monca rispetto alle capienze finanziarie e che rischia di lasciare insoddisfatte molte esigenze delle aziende del settore. In Friuli Venezia Giulia sono state selezionate 14 Focus Area e sono state attivate 15 Misure, articolate in 36 sotto-misure e 51 tipi di intervento. L’elenco completo delle misure e dei bandi è pubblicato sul sito della Regione nella sezione dedicata al Psr.

Degustatori di Evo Olea ha organizzato un corso per degustatori di oli di oliva vergini di oliva (Evo) per il conseguimento dell’idoneità fisiologica all’assaggio, che si terrà il 16-17-18 e 24-25 giugno, in località Domio, a San Dorligo della Valle. Il corso si svolgerà in due step. Una prima parte di 21 ore, per chi vuole avvicinarsi e conoscere il mondo dell’olio, e una seconda parte di 14 ore, che prevede le prove d’esame previste dalle normative vigenti, per tutti coloro che intendono proseguire il percorso fino all’iscrizione nell’Elenco nazionale tecnici ed esperti di oli d’oliva vergini ed extravergini. Chiuse le iscrizioni, comunque per ogni ulteriori informazione contattare: Marisa Cepach, cellulare 328.7982365, e-mail marisa.cepach@yahoo.it oppure segreteria@olea.info, http://www.olea.info

Contributi per i pioppi La Giunta regionale, riunitasi a Trieste, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, ha approvato il bando per l’accesso agli investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nel miglioramento della reddittività delle foreste. In termini di risorse a disposizione per l’annualità 2022 sono assegnati 2.235.000 euro (di cui 963.732 del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale). Come ha spiegato l’assessore, il bando è finalizzato al consolidamento della produzione del legno attraverso la pioppicoltura a basso impatto ambientale – realizzata sulla base di protocolli di certificazione forestale – e prevede la concessione di un aiuto in conto capitale per le operazioni di imboschimento con cloni di pioppo, con durata del ciclo vegetativo non inferiore a otto anni. L’intervento deve ricadere su superfici regionali agricole e non agricole, ad esclusione di quelle delle aree svantaggiate. I potenziali beneficiari della misura sono tutti i soggetti pubblici o privati, anche in forma associata, che siano proprietari o titolari di diritto reale di godimento del bene. Nel caso di terreni demaniali possono accedere al bando i soggetti privati o i Comuni gestori dei terreni. Il sostegno viene erogato in forma di conto capitale secondo l’aliquota dell’80 per cento. Le domande possono essere presentate, come negli anni precedenti, entro il 31 luglio prossimo.

A Fico Eataly World Palmanova Village regala l’ingresso gratuito a Fico Eataly World, il Parco tematico di Bologna dedicato al cibo italiano che incarna l’eccellenza del food Made in Italy, cui si aggiunge un mix di esperienze uniche, grazie alla presenza di 30 attrazioni e giostre, 7 aree a tema, 26 ristoranti, 60 operatori della filiera agroalimentare. L’operazione è resa possibile grazie alla partnership siglata da Land of Fashion, il gruppo che riunisce i cinque Village in Italia (oltre a Palmanova, Franciacorta, Mantova, Valdichiana e Puglia), e Fico Eataly World. Fino al 15 giugno, chiunque acquisterà un biglietto di ingresso al parco Fico Eataly World riceverà in omaggio una gift card da 10 euro che potrà essere spesa al Palmanova Village o in uno qualsiasi degli altri Village. Successivamente, dal 18 giugno al 2 luglio i clienti Land of Fashion, a fronte di una spesa minima di 50 euro effettuata al Palmanova Village, riceveranno una cartolina valida per un ingresso gratuito al Fico Eataly World, che comprende anche il tour guidato del Parco e l’accesso illimitato alle sue attrazioni e ai cinque padiglioni multimediali.

Ucraina, drammatico in agricoltura l’aumento dei costi energetici

«Il settore agricoltura sta vivendo un momento drammatico derivato dall’aumento dei costi energetici a seguito della crisi in Ucraina. Alle conseguenze della guerra si sono infatti aggiunte le gravi difficoltà in termini di approvvigionamento e di mercato». È questo il quadro delineato dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, e condiviso dalla Commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni che ieri ha incontrato il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, la sottosegretaria Vannia Gava ed il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli.
La Commissione ha avanzato alcune proposte su diversi temi, dalla contribuzione straordinaria per il settore al rinvio della nuova Programmazione agricola comunitaria (Pac) e la sospensione delle condizionalità e dei set aside, dalla diminuzione delle accise allo sblocco di tutti i pagamenti sospesi, la moratoria e la ristrutturazione del debito, dalle criticità croniche legate ai grandi carnivori e agli ungulati alle difficoltà registrate nel settore della pesca, dagli incentivi alle aziende alla semplificazione per l’implementazione dell’uso delle fonti energetiche alternative, dalla crisi dei settori lattiero-caseario e dei seminativi alle esigenze di una nuova taratura del Pnrr, al temporary framework.
Zannier ha riferito che tutti gli assessori che condividono le deleghe all’agricoltura stanno lavorando ad un documento per indicare al Governo le priorità del settore a cui dare immediata risposta, riscontrando nei ministri la piena disponibilità ad affrontare i temi posti con la massima urgenza.

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In copertina e qui sopra due immagini della riunione della Conferenza delle Regioni.

Agea-lumaca, in Fvg per i pagamenti Ue nascerà un organismo autonomo Ersa

La Regione Fvg ha imboccato la strada per costituire un nuovo autonomo Organismo pagatore degli aiuti comunitari per il Friuli Venezia Giulia che sarà operativo per effettuare i pagamenti dal 2024 e consentirà all’Amministrazione regionale di affrancarsi dalla gestione dell’organismo pagatore nazionale Agea. Lo ha riferito alla II Commissione consiliare l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, il quale ha illustrato, come informa Arc, le motivazioni che hanno portato a questa scelta e le modalità da adottare per avviare l’iter di costituzione del nuovo organismo.

L’assessore Stefano Zannier.


«Il ritardo nei pagamenti da parte di Agea è ormai strutturale», ha affermato Zannier annunciando che ci sarebbe stato un incontro tra il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli, tutti gli assessori regionali competenti e i vertici di Agea per fare il punto su alcune criticità. «Nel frattempo – ha aggiunto l’assessore -, altre Regioni tra cui Marche, Abruzzo e Campania, stanno uscendo dal sistema Agea che ad oggi gestisce solo 13 Regioni su venti e domani potrebbe gestirne nove».
Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, la prima ipotesi, ovvero l’adesione del Friuli Venezia Giulia all’Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura (Avepa) risultava preferibile, ma è stata poi abbandonata a fronte di alcuni approfondimenti tecnico-amministrativi. «Hanno pesato sia valutazioni relative agli oneri delle risorse umane per la Regione Veneto, sia la procedura di riconoscimento, che secondo il Mipaaf non si sarebbe potuta limitare a un aggiornamento del riconoscimento di Avepa per l’estensione delle funzioni, ma avrebbe dovuto ripercorrere integralmente l’iter come nel caso di un’istituzione ex novo», ha spiegato l’assessore.
«Abbiamo quindi deciso di costituire un organismo pagatore interamente interno al Friuli Venezia Giulia con una dotazione organica propria», ha dichiarato Zannier. Ulteriori valutazioni tecniche hanno portato alla decisione di costituire una componente interna all’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia (Ersa), con una direzione a sé stante distinta da quella di Ersa che ne garantisca l’autonomia e una struttura amministrativa simile a quella del Veneto, ma proporzionalmente adeguata alle procedure di cui l’organismo pagatore si dovrà fare carico. «Attualmente stiamo ancora valutando se portare in carico al nuovo organismo sia la gestione del primo che del secondo pilastro della Programmazione comunitaria o se affidargli inizialmente solo una gestione parziale. Di certo, il passaggio avverrà gradualmente e valuteremo in corso d’opera se sia più opportuno abbandonare del tutto Agea o lasciare in capo ad essa alcune gestioni, almeno provvisoriamente», ha aggiunto il titolare dell’Agricoltura Fvg. Per rendere operativa la struttura verranno avviati percorsi assunzionali specifici per dotarsi di una pianta organica attualmente stimata in 53 addetti, con un costo medio nei prossimi anni attorno ai 3 milioni di euro l’anno. «È una scelta ambiziosa e complessa – ha rimarcato Zannier -, ma divenuta necessaria se si considera che l’attuale capacità di pagamento è di alcuni mesi, mentre il Veneto con Avepa impiega 45 giorni a liquidare i beneficiari». L’attuale Programmazione agricola comunitaria (Pac), prorogata a causa del Covid fino al 2023, conta su una dotazione finanziaria del solo Psr di 398 milioni di euro; la prossima programmazione, che abbraccerà l’arco temporale 2023-2027, dovrebbe assegnare al Friuli Venezia Giulia una dotazione ancora incerta, ma comunque del medesimo ordine di grandezza rapportata alle sole cinque annualità.

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In copertina, si provvede all’aratura dei terreni in vista delle semine.

Agricoltura Fvg, una Pac semplificata per aiutare la ripresa post-pandemica

Ripensare gli schemi ai quali è soggetto il mondo rurale per ottenere i benefici e ristori previsti dall’Unione Europea, ai quali si affiancano quelli della Regione Fvg, per ridare ossigeno a un’agricoltura che dopo gli eventi pandemici soffre ulteriori criticità. Ovvero, semplificare le gabbie delle direttive e dei regolamenti europei che comprimono e rendono meno accessibili le possibilità di utilizzo di fondi che hanno lo scopo di rivitalizzare un comparto essenziale per la comunità. È l’appello che l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, ha rivolto al ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, intervenuto in videoconferenza all’evento finale del percorso di confronto con il partenariato regionale organizzato dall’Autorità di gestione del Psr Fvg 2014-2020, svoltosi a Udine, nell’auditorium dell’Amministrazione.

Il ministro Patuanelli…

… e l’assessore Zannier.

L’incontro, al quale hanno partecipato i soggetti coinvolti nell’attuazione del settennato della Pac che si è concluso lo scorso anno ma che sta producendo ancora effetti sulle realtà rurali, era incentrato sul ruolo e sul futuro dell’agricoltura e del mondo rurale del Friuli Venezia Giulia verso il 2030. Proprio per ritarare gli interventi e cercare di incidere maggiormente nelle prospettive offerte dalle politiche comunitarie, assieme alla Regione l’Autorità di gestione del Psr ha organizzato l’iniziativa in presenza alla quale, assieme ai vertici del ministero, sempre online, è intervenuto il ministro Patuanelli.
Zannier, che aveva parlato in apertura dell’incontro soffermandosi sui contenuti del documento di sintesi dell’attuazione della Pac 2014-2020 nel Friuli Venezia Giulia ha evidenziato che – nonostante la pandemia – il mondo rurale della nostra regione è senza dubbio uscito rafforzato dalla situazione di impasse che si era creata. Proprio sull’onda di questa ripresa ora deve saper cogliere le occasioni per recuperare mercati e redditività.

L’agricoltura del Friuli Venezia Giulia ha superato la crisi – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga -, grazie a un impegno corale di tutte le componenti, dalla Regione agli stessi agricoltori, assecondando la strategia del partenariato volta a favorire collaborazione e sinergie tra soggetti mossi dagli stessi interessi e obiettivi. Come ha evidenziato Zannier, il percorso seguito per fruire della Pac ha lasciato un segno importante nell’agricoltura regionale; ciò non potrà che arricchire la capacità di progettare il futuro già presente nel Dna dei nostri agricoltori. Proprio per questo, Zannier ha rivolto al ministro l’appello, a nome dell’intero sistema rurale del Friuli Venezia Giulia, di sbrogliare l’intricata e fitta maglia di strutture e direttive che debbono poter essere complementari tra loro, per permettere alle innumerevoli aziende presenti sul nostro territorio di trarre beneficio dalla Pac.

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In copertina, la granella di mais  dopo il trattamento in essiccatoio.