Confagricoltura Pordenone, Zanelli nuovo direttore. Il grazie di Panciera a Zanchetta in pensione dopo 27 anni

Dopo 27 anni ininterrotti alla direzione di Confagricoltura Pordenone, Michele Zanchetta ha raggiunto il traguardo della pensione. Per la sua successione è stata chiesta la disponibilità di Francesco Zanelli, che ha accettato l’incarico.
«Mentre diamo il benvenuto e rivolgiamo i migliori auguri di buon lavoro a Zanelli – ha affermato il presidente di Confagricoltura Pordenone, Nicolò Panciera di Zoppola Gambara – desideriamo salutare e ringraziare il dottor Zanchetta per i tanti anni trascorsi, con passione e competenza, al servizio del mondo rurale della nostra provincia, mantenendo sempre un dialogo franco e aperto con presidenti e istituzioni e guadagnandosi la stima di tutti».
Francesco Zanelli, classe 1967, laureato in Scienze Agrarie e residente a Sequals, è entrato in Confagricoltura nel 2001. Nel 2015 gli è stata affidata la responsabilità della gestione del Centro di Assistenza Agricola di Confagricoltura regionale e, dal 2023, ha ricoperto il ruolo di vicedirettore di Confagricoltura Udine.
Confagricoltura Pordenone rappresenta oltre 500 aziende agricole, che occupano circa 1.500 operai e 120 impiegati. Nel 2024 sono state presentate domande per la Pac (Politica Agricola Comunitaria) per un valore complessivo di circa 6 milioni di euro.

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In copertina, il saluto del presidente Panciera al dottor Michele Zanchetta che lascia Confagricoltura Pordenone per raggiunti limiti d’età.

A “Rive” (da oggi a Pordenone) anche un focus su Pac e sviluppo rurale: opportunità e sfide per la viticoltura Fvg

È tempo per le imprese vitivinicole di mettersi ancor più in gioco, di formarsi ed informarsi ampliando un dialogo costruttivo con le istituzioni e consolidando ulteriormente le basi di un futuro agricolo sempre più sostenibile. Alla Fiera di Pordenone, nell’ambito di “Rive 2025”, la rassegna internazionale di viticoltura ed enologia giunta alla quinta edizione, sono in programma una serie di incontri con gli esperti e gli addetti ai lavori dal 5 al 7 novembre, che rappresentano un’interessante opportunità per chi desidera approfondire argomenti cruciali in questi settori.

Gabriele Iacolettig


A dare il via agli appuntamenti nella Sala Friuli Venezia Giulia del Padiglione 5 – TER, al termine dell’inaugurazione sarà il tema “Csr in movimento” quale focus dell’incontro che oggi, dalle 14.30 alle 15.30, vedrà protagonista l’Autorità di Gestione regionale del PS PAC, Piano Strategico della PAC del Fvg. Un’analisi dettagliata e completa della Politica Agricola Comune (PAC)23-27, dell’andamento del Complemento di sviluppo rurale in Friuli Venezia Giulia e delle novità che si prospettano per la programmazione 2028-2034, presentata da Gabriele Iacolettig, Autorità di Gestione regionale e direttore del servizio Sviluppo rurale della Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche. A seguire Sonia Venerus, referente per la programmazione 2023-2027, illustrerà le opportunità e le sfide legate agli interventi di prossima approvazione tra investimenti, giovani e formazione.
Gli incontri offrono un’opportunità unica per tutti gli operatori del settore agricolo e viticolo del Friuli Venezia Giulia per condividere conoscenze, esperienze e prospettive per affrontare le sfide del futuro in modo innovativo e sostenibile. Inoltre, al padiglione 5 ter Stand 20, allo stand condiviso Sviluppo Rurale ed Ersa, sarà possibile ricevere documentazione e ulteriori informazioni sui temi presentati durante la manifestazione. La partecipazione dello Sviluppo Rurale alla rassegna “Rive” si inserisce nel percorso di informazione e confronto con il territorio, volto a sostenere la conoscenza degli strumenti regionali e comunitari e a promuovere una crescita sostenibile e innovativa del settore agricolo del Friuli Venezia Giulia.

Per informazioni sul programma e per prenotazioni, è possibile consultare il sito ufficiale www.exporive.com

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In copertina, uno scorcio di vigneti nella prestigiosa zona Doc del Collio.

Sviluppo rurale in Fvg, a Codroipo un’occasione di approfondimento sulle nuove sfide alla Fiera di San Simone

Rendere lo sviluppo rurale sempre più sostenibile, inclusivo e innovativo è la sfida che il Friuli Venezia Giulia sta affrontando attraverso l’attuazione del Complemento per lo sviluppo rurale (Csr) nell’ambito della Pac 2023–2027. Un percorso fatto di risultati concreti, esperienze condivise e nuove prospettive, al centro dell’incontro “Csr in movimento”, in programma sabato 25 ottobre, alle ore 11.30, nello spazio Terra di acque della Fiera di San Simone (Piazza Garibaldi), fortemente voluto dall’amministrazione comunale di Codroipo.

Protagonista dell’incontro sarà Gabriele Iacolettig, Autorità di Gestione regionale del Ps Pac 23–27 e direttore del Servizio sviluppo rurale della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche, che illustrerà lo stato di avanzamento delle misure, i dati di partecipazione e l’impatto sul territorio.
L’appuntamento offrirà anche un’occasione di confronto sulle esperienze degli attori coinvolti, sulle criticità emerse e sulle prospettive, con uno sguardo ai bandi di prossima uscita e alle novità previste per la nuova programmazione Pac 2028–2035. «Csr in movimento – commenta Iacolettig – rappresenta un momento strategico per rafforzare la rete tra i soggetti del territorio e condividere una visione comune di sviluppo rurale capace di coniugare innovazione, sostenibilità e coesione».

 

Confagricoltura Fvg, oggi a Codroipo si parlerà di Pac pensando alle semine

Confagricoltura Fvg e Agrisoluzioni srl hanno organizzato, per oggi 19 novembre, alle ore 15, alla Cantina Rauscedo di Codroipo, in via Zompicchia, un incontro informativo dal titolo: “Pac 2024-2025: impegni di condizionalità e rotazione delle colture”. A relazionare sul tema sarà il giornalista Ermanno Comegna, specializzato in politica agraria.
«A cavallo delle elezioni europee, la Politica agricola comune ha subito vari cambiamenti e interventi normativi – spiega Francesco Zanelli, vicedirettore di Confagricoltura Udine -. In vista delle semine autunnali, dunque, si è reso utile e necessario fare chiarezza sulla situazione e informare gli agricoltori in maniera aggiornata e puntuale».
La partecipazione all’incontro, organizzato nell’ambito dell’attività Sissar 2024, in collaborazione con la Regione Fvg, è libera e gratuita. Si consiglia, però, la prenotazione chiamando lo 0432.507013 o scrivendo ad assistenzatecnicafvg@confagricoltura.it

“Raccolta domande Pac 2024 in Fvg, grande risultato peraltro non scontato”: la soddisfazione dell’assessore Zannier

«Oggettivamente è stato conseguito un grande risultato, peraltro non scontato». Questo il commento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, alle oltre 11mila domande per la campagna 2024 della Pac (Politica agricola comune) raccolte dal nuovo Organismo pagatore regionale – l’Opr Fvg, istituito nell’ambito di Ersa – tramite il proprio sistema informativo entro la scadenza del 30 agosto fissata a livello nazionale. Le domande riguardano sia gli aiuti diretti del primo pilastro della Pac sia i premi dello Sviluppo rurale per il nuovo ciclo di impegni agro-climatico-ambientali, richiesti dalle aziende agricole del Friuli Venezia Giulia in un unico atto, la cosiddetta Domanda unificata, predisposta in modalità grafica sulla base di un piano colturale e rilasciata dai Centri di assistenza agricola (Caa) regionali convenzionati con l’Opr Fvg.
L’esponente della Giunta Fedriga ha rimarcato la soddisfazione dell’Amministrazione regionale innanzitutto perché questa attività è stata svolta per la prima volta dal neo riconosciuto Organismo pagatore e poi perché l’anno di campagna 2024 degli aiuti Pac è caratterizzata da importanti innovazioni e modifiche del quadro di riferimento, tali da costringere il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste a prorogare più volte la scadenza per la presentazione delle domande. Questo in relazione alla nuova programmazione degli aiuti per il periodo 2023-2027, con modifiche regolamentari importanti intervenute a fine primavera, in risposta alle proteste degli agricoltori, e applicate già nella campagna in corso. Ma anche a innovazioni tecniche e informatiche, come l’introduzione della nuova carta nazionale dei suoli, con la quale, attraverso procedure di fotointerpretazione automatica delle orto-immagini, vengono individuati in modo oggettivo i macro-usi ammissibili, i pascoli, le tare e le superfici non eleggibili di tutto il territorio e i nuovi strumenti di interoperabilità per lo scambio delle informazioni tra i diversi sistemi informativi.
Come ha spiegato l’assessore, per gestire e coordinare le reciproche attività, ma anche per affrontare le criticità che di volta in volta emergevano, l’Organismo pagatore della Regione Fvg ha istituito un tavolo tecnico permanente con i Centri di assistenza agricola per la campagna 2024, che si è riunito settimanalmente per agevolare lo scambio di informazioni e gli aggiornamenti e trovando soluzioni condivise alle difficoltà intercorse. «Lo spirito di collaborazione – ha sottolineato Zannier – è stato notevole. Importante e costante anche l’assistenza degli stessi funzionari e tecnici dell’Opr agli operatori dei Caa, alle prese con un nuovo applicativo. Disponibilità assicurata fino alla mezzanotte del giorno della scadenza del termine, insieme agli informatici di Abaco, la società che sta realizzando il sistema informativo dell’Opr, e dell’in house Insie».
«Tutto ciò – ha continuato l’assessore – ha consentito ai soggetti coinvolti di far fronte, pur con uno sforzo notevole e grande impegno, alla prima sfida significativa del nuovo sistema di gestione dei fondi europei agricoli voluto dalla Regione. Ora si tratterà di verificare le domande pervenute e fare una prima stima degli importi richiesti per lo sviluppo rurale, nonché avviare tutte le attività finalizzate ad erogare gli anticipi alle aziende, almeno per la componente del premio base della Pac, già questo autunno». Infine, come ha concluso Zannier, «è necessario ringraziare tutte le associazioni di categoria ed i relativi Caa per la grande collaborazione e disponibilità dimostrata in un percorso certamente non facile, Diagram-Abaco per l’assistenza e il supporto, Agea-Agea coordinamento per la fattiva collaborazione, Insiel e la direzione Risorse agroalimentari della Regione e in modo particolare tutto l’Opr Fvg per l’enorme lavoro svolto con passione e dedizione».

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In copertina, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier.

Confagricoltura Udine, a Giavedoni subentra Philip Thurn Valsassina: la Pac non ci soddisfa, serve meno burocrazia

Cambio della guardia a Confagricoltura Udine. Philip Thurn Valsassina, infatti, sarà il nuovo presidente per il prossimo triennio: lo ha eletto, all’unanimità, l’assemblea dei soci riunitasi a Case di Manzano. Thurn Valsassina, già vicepresidente, subentra a Giovanni Giavedoni che ha guidato l’organizzazione agricola negli scorsi sei anni.
«Eredito un’Associazione coesa e in crescita – ha detto l’imprenditore agricolo di Remanzacco – e, perciò, il mio mandato sarà svolto all’insegna della continuità. Abbiamo accresciuto la nostra presenza territoriale e ci avvaliamo di collaboratori con alta professionalità. Il prossimo triennio ci vedrà impegnati sul fronte dell’applicazione della Pac che, va detto, non sta dando grandi soddisfazioni agli imprenditori agricoli per lo meno per quello che si è visto finora. Servirà un forte impegno per chiedere e ottenere una riduzione della pressione burocratica e favorire, come abbiamo fatto con la composizione del nuovo onsiglio, il ricambio generazionale nelle aziende e nelle organizzazioni di categoria. I cambiamenti, nel nostro settore, sono continui e repentini, perciò, serve uno sguardo giovane e preparato per affrontarli con efficacia».
Ad affiancare il neo presidente saranno i consiglieri Enrica Bacchetti, Stefano Bolzanello, Fabio d’Attimis Maniago Marchiò, Luca Daniele Dordolo, Filiberto Martinengo Di Maniago, Loreto Mestroni, Alberto Pertoldi, David Pontello, Cristiano Rosselli Della Rovere, Guido Federico Rossignoli, Federico Stroppolatini e Alberto Vendrame.

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In copertina, Philip Thurn Valsassina con il presidente uscente Giovanni Giavedoni.

(PhotoLife)

I giovani di Confagricoltura Fvg chiedono una svolta alla politica Ue a cominciare dalla semplificazione della burocrazia

I giovani di Confagricoltura Fvg, durante un recente incontro, hanno discusso su quanto emerso in occasione dell’assemblea straordinaria che Confagricoltura ha organizzato a Bruxelles nella sede del Copa-Cogeca. Come prima cosa, è emersa è la necessità di una profonda semplificazione burocratica e della salvaguardia del potenziale produttivo delle imprese, condividendo di fatto le proposte presentate dalla stessa organizzazione agricola, al termine dei lavori assembleari, ai componenti del Consiglio Agricoltura dell’Ue.


Per Confagricoltura i limiti della Pac, in vigore dallo scorso anno, sono stati subito evidenti. Prova ne sia il fatto che, per applicare la nuova normativa, le amministrazioni nazionali hanno dovuto redigere piani strategici di migliaia di pagine. Gli adempimenti burocratici sono saliti a dismisura a fronte di risorse finanziarie in calo e l’eccezionale rialzo dell’inflazione ha aumentato le difficoltà degli agricoltori. Si è discusso molto sul bilancio dell’Ue destinato all’agricoltura, ma l’aiuto diretto della Pac è ormai ridotto a 120 euro, in media, a ettaro.
Per Fabio d’Attimis Maniago Marchiò, coordinatore dei giovani di Confagricoltura Fvg, la prossima scadenza della legislatura europea rende oltremodo complicata la modifica degli atti di base della Pac, ma esistono strade alternative. In caso di emergenze e di cause di forza maggiore possono essere sospese le sanzioni previste per l’inadempimento ed è doveroso ricordare come, dalla pandemia all’impatto economico dell’aggressione dell’Ucraina, fino alla recente crisi in Medio Oriente, l’agricoltura italiana ed europea è in stato di emergenza da oltre tre anni. In aggiunta ai vistosi limiti della Pac, il settore è alle prese con le conseguenze dell’aumento senza precedenti dei tassi di interesse. Da qui la richiesta di una moratoria presentata da Confagricoltura, concordata a livello europeo, a supporto della liquidità delle imprese.
«Come giovani imprenditori – ha sottolineato Alberto Vendrame – siamo convinti sostenitori del libero mercato e del multilateralismo per la gestione del commercio internazionale, ma vanno previste clausole di salvaguardia automatiche quando i flussi delle importazioni raggiungono livelli tali da destabilizzare i mercati agricoli dell’Ue. Un’altra questione da affrontare è quella della reciprocità delle regole negli accordi commerciali con i Paesi terzi: dalla sicurezza alimentare, alla tutela del lavoro, delle risorse naturali e del benessere animale. Se riduciamo la produzione europea e aumentiamo le importazioni da Paesi dove vigono normative meno rigorose di quelle europee, riduciamo la sicurezza alimentare e allo stesso tempo importiamo più CO2».

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In copertina e all’interno, Fabio d’Attimis Maniago Marchiò e  i giovani di Confagricoltura Fvg.

La Coldiretti a Bruxelles per difendere un Made in Italy sempre più minacciato

«Le follie europee rischiano di tagliare 1/3 della produzione di cibo Made in Italy con normative ideologiche e senza freni che rischiano di stravolgere per sempre lo stile alimentare degli italiani favorendo le importazioni dall’estero». È quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla conferenza stampa a Berlino della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sul tema del Green Deal e delle politiche agricole. Così, proprio per fermare una pericolosa deriva e ottenere risposte rispetto alle esigenze degli agricoltori italiani, domani, 26 febbraio, la organizzazione guidata da Ettore Prandini manifesterà a Bruxelles dove è in programma il Consiglio dei ministri dell’Agricoltura per la presentazione della nuova proposta sulla Pac.

Ettore Prandini


Gli agricoltori tornano, dunque, a manifestare nella capitale belga dopo aver ottenuto il ritiro della direttiva agrofarmaci in seguito alla protesta del 1° febbraio scorso. Sotto accusa ci sono le politiche europee che stanno causando gravi danni all’agricoltura italiana, dal divieto delle insalate in busta e dei cestini di pomodoro all’arrivo nel piatto degli insetti, dall’idea di equiparare alcune tipologie di allevamenti, anche di piccole/medie dimensioni, alle attività industriali al nutriscore che boccia le eccellenze Made in Italy, dal via libera alle etichette allarmistiche sulle bottiglie di vino all’eliminazione della pesca a strascico, dal permesso alla vendita del Prosek croato e agli altri falsi fino alla possibilità di importare grano dal Canada dove si coltiva con l’uso di glifosato secondo modalità vietate in Italia.
Intanto, continuano in tutta Italia gli incontri territoriali “Orgoglio Coldiretti” con l’obiettivo di riunire 200mila associati in tutte le regioni della Penisola. Un’occasione per parlare della situazione delle aziende, per confrontarsi sui problemi che interessano le singole filiere e sulle prossime battaglie da combattere, ma anche dei risultati già ottenuti.
L’obiettivo – sottolinea la Coldiretti – è sostenere il reddito delle aziende con le necessarie azioni da attuare in Italia e in Europa dove si decidono i destini dell’agricoltura nazionale. Difendere il reddito degli agricoltori e non toccare i fondi Pac e aiuti ai giovani, riconoscere e sostenere il ruolo degli agricoltori come custodi della biodiversità, fermare i cibi sintetici, chiedere reciprocità e dire basta alle importazioni che non rispettano gli standard europei e libertà di coltivare tutti i terreni sono alcune delle priorità emerse dagli incontri sulle quali è impegnata la principale organizzazione agricola che chiede di applicare la legge contro le pratiche sleali affinché i prezzi non siano mai inferiore ai costi di produzione. Tra i temi affrontati la semplificazione, l’accesso al credito, la necessità di promuovere l’innovazione e di ampliare il sostegno e la strumentazione per la gestione dei rischi anche con le assicurazioni ma anche un più efficace contrasto alla fauna selvatica. Tra gli argomenti affrontati nelle assemblee territoriali anche i bandi Psr, Pnrr Inail e la nuova Pac 2024.

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In copertina, una manifestazione di agricoltori della Coldiretti contro la politica europea.

Anche Confagricoltura Fvg a Bruxelles per contestare la Pac e il “Green Deal”

In molti Paesi dell’Unione Europea, tra i quali l’Italia, sono in atto proteste da parte di alcuni rappresentanti del mondo agricolo e ieri i trattori sono arrivati anche a Bruxelles. Il comune denominatore delle rimostranze è la contestazione della Pac – Politica Agricola Comune – e del “Green Deal” applicato all’agricoltura.
Anche in questa occasione, Confagricoltura, da sempre in prima linea per rappresentare le istanze degli agricoltori, partendo dall’ascolto e comprendendo il disagio del settore, conferma il proprio impegno per portare le questioni poste nelle sedi competenti, in Europa. La Confederazione, infatti, condivide l’attenzione del Governo nazionale rispetto alle richieste degli agricoltori, ma auspica risposte più incisive e urgenti da parte dell’Unione. In questo senso, la giunta di Confagricoltura ha deciso di avviare una serie di iniziative a Bruxelles per domandare che le richieste degli agricoltori vengano affrontate con maggiore sollecitudine, a tutela di un settore trainante della nostra economia che subisce le conseguenze economiche di uno scenario internazionale ad alta instabilità.

Philip Thurn Valsassina


«Un impegno – sottolinea Philip Thurn Valsassina, presidente regionale di Confagricoltura – che interessa pure il rinnovo della deroga all’obbligo di destinare a finalità non produttive una parte dei seminativi che la Commissione ha trattato oggi. Non siamo soddisfatti della decisione presa poiché mantiene troppi vincoli per le aziende e, perciò, visto che la proposta (poco utile e attuabile) della Commissione passa ora all’esame degli Stati membri, siamo già in contatto con il nostro Ministero e con le principali Organizzazioni agricole europee per ottenere le indispensabili e profonde modifiche».
L’impegno di Confagricoltura punta al raggiungimento dei seguenti obiettivi: assicurare un reddito adeguato ai produttori agricoli; migliorare la sostenibilità ambientale senza tagli produttivi; favorire la diffusione delle innovazioni tecnologiche per far fronte alle sfide del cambiamento climatico, salvaguardare i prodotti italiani ed europei nei confronti di una concorrenza non allineata con le regole dell’Unione per la sicurezza alimentare, la tutela delle risorse naturali e del lavoro, il benessere degli animali.
La Confederazione, infine, annuncia un’assemblea straordinaria a Bruxelles, convocata per il 26 febbraio, durante la quale verrà illustrata la visione dell’Associazione sul futuro dell’agricoltura e sulla nuova Pac.

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In copertina, seminativo in Fvg; all’interno, il presidente Philip Thurn Valsassina.

La protesta dei trattori è arrivata a Udine. Cia Fvg: servono obiettivi chiari istituendo un tavolo unitario di confronto

«I cortei di trattori che percorrono le strade regionali, italiane ed europee, sono il sintomo di un disagio reale. Un disagio che Cia-Agricoltori Italiani ha già portato in piazza, a Roma, il 26 ottobre scorso (ma lì, quelli dei trattori non c’erano…), sotto lo slogan: “Prezzi alle stelle, agricoltori più poveri” – afferma in una nota Franco Clementin, presidente di Cia Fvg-Agricoltori Italiani -. Purtroppo, tra l’altro, constato che la composizione di questi cortei e la qualità dei manifestanti pare comprenda anche vari soggetti che poco o nulla c’entrano con l’autentico mondo rurale e le sue giuste rivendicazioni. Indubbiamente, per la prima volta, l’Unione Europea ha messo pesantemente sotto accusa il comparto agricolo (dal Regolamento sul taglio dei fitofarmaci alla Direttiva sulle emissioni industriali, che le equiparava a quelle degli allevamenti, e alla Legge sul Ripristino della natura) creando un malcontento del quale, francamente, non si sentiva il bisogno».

La protesta dei trattori.

Il comunicato di Cia Fvg s’incrocia con la protesta dei trattori che ieri, come riferisce l’Ansa, è arrivata anche a Udine con una settantina di mezzi agricoli provenienti da diverse località della regione, che si sono radunati dinanzi allo Stadio Friuli e poi in corteo hanno attraversato la città fino a raggiungere piazza Primo Maggio, protestando contro le politiche europee del settore.
«In questo modo – sottolinea Clementin – la Commissione europea ha sbagliato il tiro, seguendo un modello errato, perché la transizione ecologica si fa con gli agricoltori non contro di essi. Senza l’adesione convinta degli agricoltori e dell’intero sistema agroalimentare, qualsiasi prospettiva di neutralità climatica diventa irrealizzabile. Comunque, gli imprenditori agricoli organizzati nelle loro associazioni, hanno sempre mantenuto un rapporto critico sì, ma anche costruttivo con le istituzioni che governano e dettano le regole al settore primario e a quello agroalimentare – prosegue Clementin -. Ora il punto è capire dove si vuole andare a parare. I sindacati agricoli accreditati, senza ombra di dubbio, sono significativamente rappresentativi e hanno una base sociale che produce la gran parte delle materie prime che finiscono sulle nostre tavole e negli impianti della trasformazione alimentare. Serve perciò non disperdere energie e non avere distrazioni sugli obiettivi da raggiungere: l’equo compenso nelle filiere; più limiti all’agrisolare a terra; un Piano strategico per la gestione delle risorse idriche; una Pac meno punitiva e più incentivante; una regolamentazione dell’uso dei fitofarmaci più realistica e centrata sulle diverse esigenze colturali e climatiche; uno sfoltimento significativo della burocrazia. Lo si può fare in maniera concreta predisponendo con urgenza, cosa che la Cia ha sempre chiesto, dei Tavoli unitari di confronto, partendo dalle nostre comunità regionali e nazionali. Più che trattori in strada, dunque, servono idee nuove, proposte concrete e soluzioni rapide e giuste evitando di far crescere ulteriormente la rabbia e il malcontento nelle campagne», conclude il presidente regionale».

Franco Clementin

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In copertina, un’immagine della manifestazione Cia in ottobre a Roma.