Alimenti per asporto: domani l’atteso via libera in Fvg

Voglia di un cono gelato? Il tempo per concedersi nuovamente questo piacere tutto italiano è finalmente arrivato. Dopo due mesi di fermo, allentato solo dalla possibilità della consegna a domicilio, le gelaterie, ma anche le attività di ristorazione e pasticceria, da domani potranno finalmente riaprire i battenti per l’asporto. A metterlo nero su bianco sarà l’ordinanza che si accinge a firmare il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, e che consentirà appunto di affiancare all’attività di delivery anche quella di asporto, a patto che si svolga su appuntamento. La novità interessa una platea di quasi 10mila localizzazioni in Friuli Venezia Giulia. Stando all’istantanea scattata dall’Ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine sulla base dei dati Unioncamere-Infocamere, le imprese e unità locali in regione sono pari a 9mila 584 in totale di cui 4.673 sono servizi di ristorazione, 4.435 bar e pubblici esercizi e 476 gelaterie e pasticcerie. Le localizzazioni artigiane rappresentano il 10,5% del totale, pari a 1.005 tra imprese e unità locali, di cui ben 397, l’83,4% del totale, sono gelaterie e pasticcerie. Il settore complessivamente garantisce un importante bacino occupazionale: gli addetti complessivi sono 33mila 132 di cui 24mila 609 alle dipendenze.

Il leader regionale e nazionale dei gelatai di Confartigianato, Giorgio Venudo, saluta con favore l’apertura dell’amministrazione regionale. «Il governatore sta dimostrando grande vicinanza alle imprese – afferma -, una volta in più con la misura in arrivo, che aiuterà a risollevare un po’ le sorti delle nostre attività anche se non basterà a restituirci i due mesi di marzo e aprile, persi del tutto o quasi, né a garantirci una ripresa nel prossimo futuro. Che ci preoccupa tanto quanto il passato. E’ chiaro – continua Venudo – che in difficoltà come sono le famiglie non si riverseranno come gli anni scorsi su gelaterie, pasticcerie e pizzerie. Con la gente a casa, in cassa integrazione, non possiamo aspettarci che il giro d’affari sia lo stesso di sempre».
E in questo senso, Venudo volge lo sguardo a Roma, al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, «al quale ha di recente scritto il presidente nazionale di Confartigianato, Giorgio Merletti, per chiedere misure specifiche a supporto del nostro settore. Le garanzie statali sui prestiti – afferma ancora Venudo, facendo eco alle dichiarazioni del presidente regionale di Confartigianato, Graziano Tilatti – sono una presa in giro. E’ impensabile che aziende in forte difficoltà come le nostre debbano andare ad indebitasi pagando interessi con soldi che non hanno. C’è bisogno di un sostegno vero, di liquidità immediata, di annullamento delle tasse, le pagheremo quando saremo in condizione di farlo. Chiederci di onorarle oggi è come condannarci a chiudere».

In vista del via libera di domani scaldano i motori una miriade di realtà diverse, che la statistica raduna sotto lo stesso cappello Ateco ma che vanno dalle rosticcerie alle gastronomie, dalle pizze al taglio ai pastifici, dalle pasticcerie alle gelaterie. Per molte di queste attività, l’arrivo della primavera (ante Covid) equivale a un’impennata degli affari. Le festività di Pasqua, il bel tempo che agevola le gite fuori porta, l’eco dell’estate in arrivo, sono tutti ingredienti che quest’anno sono venuti a mancare, relegati sullo sfondo della quarantena. Riprenderanno timidamente da domani, quando finalmente potranno tornare a consegnare i propri prodotti in negozio: le ordinazioni andranno effettuate ancora, esclusivamente, via telefono o e-commerce e andranno consegnate su appuntamento. Il cliente entrerà in negozio all’orario concordato, pagherà l’ordinazione pronto a riprendere la via di casa. Per poterla consumare sul posto bisognerà aspettare ancora un po’.

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In copertina, Giorgio Venudo, presidente regionale e nazionale gelatai di Confartigianato.

 

In Fvg via libera ai giardinieri. E proroga per l’agricoltura bio

di Gi Elle

Via libera per i giardinieri anche in Friuli Venezia Giulia. L’ultima ordinanza del governatore Massimiliano Fedriga ha infatti ammesso l’attività di manutenzione del verde su aree pubbliche e private, accogliendo così il pressante appello rivolto dal settore artigiano che, vista l’esplosione della primavera, aveva espresso fondate preoccupazioni per una situazione che stava degenerando, sia dal punto di vista botanico che igienico-sanitario. Con le temperature in rialzo, l’attività vegetativa è infatti ripresa ovunque e questo è il momento in cui tradizionalmente le imprese del settore lavorano di più, sia per la manutenzione dei giardini privati che delle aree verdi pubbliche, dai parchi alle aiuole spartitraffico. “Lasciarci operare in questo momento – aveva sottolineato il capo categoria di Confartigianato-Imprese Udine, Giulio Tam – consente di mantenere in salute il nostro verde e contemporaneamente di alimentare l’economia di questo settore, evitando che vada a gravare sulle casse pubbliche”.

Bando fino al 15 giugno

E dai giardini passiano alle colture bio. “La Regione è sempre presente accanto al mondo rurale e alla filiera agricola del Friuli Venezia Giulia, e utilizza tutti gli strumenti e i canali finanziari che le sono concessi, anche quelli comunitari, per cercare di dare ristoro alle aziende così duramente colpite dall’emergenza causata dalla pandemia. Per questo, ha accolto con favore la notizia della proroga al 15 giugno dei termini per la presentazione di nuove domande di aiuti sul PSR 2014-2020, rivolti all’agricoltura biologica, concessa dalla Ue”, afferma l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, nel commentare – attraverso una nota Arc – la decisione comunitaria di riaprire il Bando sulla Misura dedicata all’agricoltura biologica, evidenziando inoltre che in questo periodo, particolarmente critico per tutti i settori economici, l’attività dell’Amministrazione regionale non si sia mai fermata. L’obiettivo infatti è stato quello di continuare a seguire e a sostenere il settore primario, l’iter delle procedure e la macchina burocratica, consentendo così di accompagnare anche questa scelta sul Psr, motivata dal fatto che l’agricoltura biologica è una realtà oramai consolidata e in espansione.

Altre 200 aziende

Come ricorda Zannier, “mentre nel corso della programmazione 2007-2013, l’accesso agli aiuti comunitari da parte delle aziende di questo settore si era appena palesato, e meno di cento aziende avevano fruito dei contributi comunitari per questo comparto, nel corso della programmazione 2014-2020, che si sta per concludere, le aziende biologiche ammesse al bando che abbiamo attivato per gli impegni quinquennali del 2015 e del 2016 sono state seicento: esse, finora, sommando i fondi europei all’intervento della Regione, hanno ricevuto aiuti per 15 milioni di euro”.
Il bando aperto in questi giorni per l’agricoltura biologica troverà copertura anche nei prossimi anni con i fondi della programmazione del Psr 2021-2027, per rivolgere l’attenzione – conclude Zannier – “alle 200 aziende agricole certificate del settore biologico che sono presenti sul territorio regionale, e che negli ultimi tre anni non hanno potuto accedere ai contributi comunitari”.

I pascoli di montagna

Infine, la Regione è attenta anche all’agricoltura di montagna e al suo ruolo imprescindibile per la gestione del territorio e la prevenzione degli effetti derivanti dalle calamità naturali, e ha stabilito l’estensione degli impegni già assunti nel 2015 tramite l’intervento sulla Gestione sostenibile dei pascoli per la tutela climatica (azione 10.1.6) del PSR 2014-2020. Pertanto, gli agricoltori che entro il 14 giugno 2020 concluderanno i loro impegni, possono, quindi, su base volontaria, decidere se percepire un’annualità aggiuntiva di aiuto a sostegno della gestione dei pascoli del Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, i caratteristici fiori rossi del pirus che popolano i giardini.

Coronavirus ferma anche i giardinieri: appello a Fedriga

Non chiedono aiuti in denaro, ma la possibilità di operare in deroga al lockdown per far fronte alle tante attività di manutenzione del verde legate all’esplosione della primavera. Se a livello nazionale una richiesta in tal senso è già stata inoltrata da Confartigianato-Imprese al Governo, in Friuli è il capo categoria provinciale dei giardinieri, Giulio Tam, a rilanciare: “Siamo uno dei pochi settori che non invoca aiuti economici dallo Stato, chiediamo però che ci sia consentito di intervenire laddove la situazione sta degenerando, sia dal punto di vista botanico che igienico-sanitario. Ripeto: non vogliamo soldi, vogliamo lavorare”.

Giulio Tam


Con le temperature in veloce rialzo, l’attività vegetativa è ripresa e questo è il momento in cui tradizionalmente le imprese del settore lavorano di più, sia per la manutenzione dei giardini privati che delle aree verdi pubbliche, dai parchi alle aiuole spartitraffico. “Se non interveniamo in tempo – ammonisce Tam – poi dovremo fare i conti con il moltiplicarsi delle criticità: le rotonde vanno sfalciate, pena la diminuzione della visibilità per gli automobilisti, i parchi vanno manutenuti, viceversa si rischiano problemi di igiene e di parassiti, un problema che in questo particolare frangente investe anche l’esterno dei supermercati”.
Il capo categoria dei giardinieri – un centinaio quelli associati a Confartigianato-Imprese in Friuli – fa appello al governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, affinché segua le orme del suo omologo veneto: “Con delibera del 4 aprile, Luca Zaia ha infatti consentito alle imprese di giardinaggio – sottolinea Tam – la possibilità di effettuare manutenzioni, sia in aree pubbliche che private. A Fedriga domandiamo di fare altrettanto, rassicurandolo sul fatto che le nostre attività rispettano di loro le distanze di sicurezza: non lavoriamo mai accoppiati, ma singolarmente, a diversi metri di distanza, all’aperto, usando regolarmente i dispositivi di protezione individuale. Lasciarci operare in questo momento – sottolinea ancora il capo categoria di Confartigianato-Imprese Udine – consente di mantenere in salute il nostro verde e contemporaneamente di alimentare l’economia di questo settore evitando che vada a gravare sulle casse pubbliche”. Tam racconta di imprese letteralmente tempestate da richieste di intervento, in taluni casi urgente, vedasi la manutenzione all’esterno dei supermercati. “In attesa di una risposta dal governatore – conclude Giulio Tam –, gestiremo i casi di emergenza chiedendo al prefetto di derogare alla norma nazionale”.

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In copertina, l’esplosione della fioritura del glicine nei giardini privati e pubblici del Friuli.

Barbatelle “mondiali” volàno per un nuovo successo di Rauscedo

di Gi Elle

Un quarto delle barbatelle richieste dal mercato mondiale e i tre quarti di quelle destinate al mercato nazionale: sono dati che hanno fatto da sfondo alla recentissima edizione della rassegna “Le Radici del Vino” tenutasi con successo a Rauscedo. Ma sono anche quelli faranno da volàno a una serie di iniziative di valorizzazione del territorio che si estende tra le Grave sulla riva  destra del Tagliamento.
Quelli presentati dal Comune di San giorgio della Richinvelda sono interessanti progetti che permettono di valorizzare il territorio facendo conoscere un gioiello che contraddistingue il Friuli Venezia Giulia”, ha detto infatti il governatore Fvg, Massimiliano Fedriga,  il quale ha definito in le diverse iniziative che l’amministrazione sangiorgina intende mettere in atto per promuovere e valorizzare una delle eccellenze che caratterizza questo territorio, ossia la produzione delle barbatelle.

Il governatore Fedriga.

Alla presenza del sindaco Michele Leon, sono stati illustrati a Fedriga – come informa una nota Arc – alcuni progetti a finalità turistica ma anche rivolti al recupero urbanistico del territorio. Al termine dell’incontro, il presidente della Regione ha espresso interessamento verso le varie iniziative “poiché permettono di valorizzare il territorio dal punto di vista turistico, facendo inoltre conoscere una peculiarità che contraddistingue il Friuli Venezia Giulia nel mondo. Non va dimenticato – ha aggiunto Fedriga – che Rauscedo produce un quarto delle barbatelle richieste dal mercato mondiale e i tre quarti di quelle destinate al mercato nazionale. In questa zona, quindi, è racchiuso un grandissimo potenziale che va valorizzato e sostenuto anche attraverso progetti come quelli proposti dal Comune ai quali la Regione riserverà particolare attenzione“.

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In copertina, la produzione di barbatelle di cui Rauscedo è leader a livello mondiale.

Impegno a valorizzare l’anima “green” del Vigneto Fvg

di Gi Elle

E’ noto che c’è una nuova sensibilità ambientale all’interno del Vigneto Fvg, con i produttori sempre più orientati a coltivare la vite nel rispetto dell’equilibrio ecologico. Per cui c’è l’impegno a valorizzare l’anima “green” del nostro patrimonio viticolo attraverso progetti di sostenibilità ambientale sociale ed economica assieme agli stessi vitivinicoltori del Friuli Venezia Giulia. Il dato – come informa una nota Arc –  è emerso l’altro giorno a Udine, nella sede della Regione, durante l’incontro del governatore Massimiliano Fedriga e dell’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, con alcuni produttori vitivinicoli che si sono resi disponibili a portare avanti, e in alcuni casi a proseguire, azioni di sostenibilità. Appunto per rendere i propri vigneti sempre più rispondenti ai criteri di difesa e salvaguardia dell’ambiente.
“Tutte le iniziative legate alla valorizzazione e alla tutela del nostro territorio che possono contribuire alla promozione del Friuli Venezia Giulia, oltre che aiutare a produrre in modo sostenibile tutelando l’ambiente – hanno indicato Fedriga e Zannier -, sono un valore aggiunto per la regione e per le nostre imprese”. “Si tratta di un primo incontro – ha aggiunto il titolare dell’Agricoltura – a cui ne seguiranno altri, convinti che il tema debba essere sviluppato a beneficio dell’intero settore”.
Per l’assessore Zannier, l’attenzione della società e del consumatore verso la sostenibilità ambientale, oltre che verso le attività legate alla viticoltura in termini ecosostenibili, è cresciuta; da qui la necessità di prestare particolare attenzione a tutte quelle pratiche che sono orientate ad essere compatibili con le esigenze dell’ecosistema. E questa sensibilità, dicevamo, all’inizio è aumentata anche fra gli operatori del settore, tant’è vero che si moltiplicano anche gli incontri in cui si parla con specificità di questi problemi. Infatti, due convegni si erano tenuti a fine primavera, a pochi giorni di distanza, dalla Fiera regionale dei vini di Buttrio e della manifestazione dedicata allo Schioppettino di Prepotto nella cornice del Castello di Albana. Ma nel contempo, come è emerso fra l’altro anche negli stessi convegni, sono in aumento pure i produttori friulani che hanno deciso di abbracciare questa formula produttiva, rispettosa appunto dell’equilibrio ambientale.

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In copertina e  qui sopra immagini di vigneti dei Colli orientali del Friuli, nel Cividalese e a Rosazzo.