Anche gli enologi piangono Talotti grande campione nello sport e nella vita

(g.l.) L’intero Friuli Venezia Giulia, dalla montagna al mare, è sotto choc per la morte troppo prematura, a soli 40 anni, e quindi dolorosissima, di Alessandro Talotti, strappato ai suoi affetti da un male che da tempo lo affliggeva e che purtroppo si è rivelato senza speranze, lasciando la giovane moglie e il figlioletto tanto amato di appena pochi mesi, la mamma e il papà. L’indimenticabile saltatore olimpionico era figlio di Mario, tecnico della vite e del vino, molto conosciuto in Fvg. Per cui anche la grande famiglia degli enologi è addolorata. Di questo generale sentimento di cordoglio, si è reso interprete il presidente Rodolfo Rizzi ricordando, in un messaggio, che «l’Assoenologi del Friuli Venezia Giulia, il Comitato di Sezione, il presidente Riccardo Cotarella e il direttore Paolo Brogioni si stringono al collega Mario Talotti e alla sua famiglia per la gravissima perdita del figlio Alessandro». Un atleta «sempre vicino alla nostra Sezione, un grande campione nello sport e nella vita», prosegue Rizzi ricordando che i funerali saranno celebrati oggi, alle 16, nella Chiesa di Campoformido, dove la salma giungerà dal cimitero urbano di San Vito, a Udine. Ieri sera invece, nella stessa parrocchiale, è stato recitato il rosario in suo suffragio.
La grandezza di Talotti sportivo, la cui scomparsa ha commosso tutta l’Italia, è stata sottolineata dalla Fidal. La vetta tecnica è stata raggiunta con il suo 2,32 realizzato a Glasgow, in maglia azzurra, nel 2005, quando il giovane friulano stabilì il nuovo primato nazionale di salto in alto indoor nella gara del “pentagonale” fra le rappresentative di Italia, Gran Bretagna, Russia, Svezia e Francia. Per due volte Alessandro Talotti ha partecipato ai Giochi olimpici: ad Atene 2004, con il 12° posto finale, e a Pechino 2008. Invece, nel 2002 agli Europei di Monaco sfiorò il podio, classificandosi quarto. «Ma della sua carriera – aggiunge la Federazione italiana di atletica leggera – resta soprattutto, in chi l’ha conosciuto, la sensazione di leggerezza che sapeva dare sia con il volo oltre l’asticella, sia con il suo sorriso».
«A nome di tutta la comunità regionale rivolgo alla moglie, al piccolo Elio, ai genitori, alla sorella e ai parenti le condoglianze per la scomparsa di Alessandro, che ha dimostrato fino alla fine una grande forza d’animo nell’affrontare la malattia che l’ha strappato prematuramente alla vita», ha detto il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. «Pur nel dolore e nelle difficoltà che il male ha causato – ha aggiunto Fedriga, interpretando il sentimento della comunità regionale -, Alessandro ha avuto il coraggio e la volontà di vivere donando amore e gioia fino alla fine: prima con la nasicita del figlio e poi sposando, solo pochi giorni fa, la sua Silvia, anche lei come lui campionessa nello sport e nella vita». All’enologo Mario Talotti e ai suoi cari  giungano le più sentite condoglianze  da questo sito dedicato al Vigneto Fvg.

L’atleta in una gara vittoriosa.

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In copertina, Alessandro Talotti in una dolcissima foto con la moglie Silvia tratta dal suo profilo Facebook: era il periodo in cui la coppia era in attesa del piccolo Elio.

Gli ultraleggeri sopra il lago di Cornino spaventano i grifoni: più di 80 in fuga

(g.l.) Grifoni spaventati dagli ultraleggeri: più di 80 sono fuggiti dal lago di Cornino. La ripetuta violazione dello spazio aereo sovrastante la Riserva naturale regionale, frequentemente attraversato appunto da velivoli ultraleggeri di ogni genere e parapendii, che sorvolano il sito ad appena una trentina di metri dal suolo, infatti sta mettendo in serio pericolo la popolazione di grifoni che gravita sull’area: il sindaco di Forgaria nel Friuli, Marco Chiapolino, e l’assessore alla Riserva Pierluigi, Molinaro, hanno così inviato una comunicazione urgente al governatore Massimiliano Fedriga, all’assessore regionale alle Risorse forestali e alla montagna Stefano Zannier, a Pierpaolo Zanchetta, responsabile della Direzione centrale Risorse agroalimentari, forestali e ittiche – Servizio biodiversità della Regione Fvg, all’Ente nazionale aviazione civile, all’Aviosuperficie Rivoli Avro di Osoppo, all’Asd Volo Libero Friuli di Gemona e all’Aereo Club Friulano di Pasian di Prato.

L’ultimo episodio, risalente a pochi giorni fa, ha provocato, come si diceva, la fuga di oltre 80 avvoltoi, alcuni dei quali in fase di alimentazione nel carnaio della Riserva, rifornito dagli operatori della Coop Pavees, che gestisce il sito.
«Il volo sopra lo spazio protetto – ribadiscono primo cittadino e assessore, sollecitando la Regione a un tempestivo intervento – è vietato, e la violazione assume termini di ulteriore gravità considerato il contesto stagionale nella quale si è verificata, ovvero il periodo di accrescimento, da parte dei genitori, dei pulli di grifone. La situazione determina una grave minaccia per una specie già messa fortemente a rischio da altre attività antropiche. Il nostro timore è che il peso di ulteriori insidie legate alla pressione umana possa divenire insostenibile per le centinaia di rapaci che in questo periodo frequentano stabilmente la Riserva, compromettendo un progetto nel quale sia il nostro Comune che la Regione hanno investito, negli anni, importanti risorse. Segnaliamo, inoltre, che i sorvoli vengono effettuati ad altitudini non consentite anche sopra gli abitati di San Rocco e Cornino, creando disturbo alla quiete pubblica e soprattutto condizioni di estrema pericolosità per gli abitanti».

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In copertina e all’interno grifoni sul lago di Cornino, un parapendio e un ultraleggero in volo.

Il Prosecco, un fenomeno tutto italiano: Fedriga al Congresso Assoenologi

“La sfida del futuro è abbinare la vitivinicoltura alla sostenibilità, coniugando la produttività con la tutela del territorio. Tutti dobbiamo impegnarci per tenere alto il valore delle nostre produzioni: in Friuli Venezia Giulia, oltre al Prosecco, che rappresenta un terzo del totale, anche Pinot grigio e Ribolla gialla con cui siamo riusciti ad affermarci su tutti i mercati internazionali”. Lo ha sottolineato il governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, nel corso dell’approfondimento sul tema “Prosecco: un fenomeno tutto italiano”, moderato da Bruno Vespa e a cui ha partecipato anche il governatore del Veneto Luca Zaia. Il convegno – come informa una nota Arc – è stato organizzato da Assoenologi in occasione del Congresso nazionale, per la prima volta svolto in modalità telematica, alla presenza del ministro delle Politiche agricole e alimentari Teresa Bellanova.
Fedriga ha ricordato come l’avvento del Prosecco sia da inquadrarsi come la più grande trasformazione avvenuta nel comparto vitivinicolo regionale dal dopoguerra ad oggi e come grazie a un paese di poco più di 1.300 anime di nome Prosecco sul Carso triestino si sia potuta concretizzare l’idea di agganciare un toponimo al vino. Per evitare che l’uva del Prosecco potesse venire coltivata anche fuori dai confini del Veneto nacque, infatti, l’idea – sotto l’egida di Luca Zaia, allora ministro dell’Agricoltura – di allargare la zona di produzione fino ad inglobare il paese di Prosecco e di conseguenza l’intero Fvg, creando la Denominazione di origine controllata (Doc) Prosecco. Con questo allargamento della zona di produzione e visto che la Comunità Europea protegge i nomi di territorio, anche il vino Prosecco è stato tutelato a livello mondiale e l’uva, dal quale deriva il famoso spumante, ha preso il nome di Glera.
Oggi, in rapporto alla produzione, Glera e Prosecco sono l’uva e il vino più pagati dal mercato (un litro di vino per produrre Spumante Prosecco oggi, sul mercato all’ingrosso, vale circa 1.50/1.60 euro mentre, il Pinot grigio Doc delle Venezie al litro 0.75/0.85 euro). Il Prosecco raggiunge il 70 per cento delle esportazioni (dieci anni fa il 40): oggi ha superato lo Champagne e sta conquistando anche il mercato inglese e americano.
Fedriga nel suo intervento ha rimarcato come la sostenibilità ambientale, sociale ed economica delle aziende vitivinicole del Prosecco rappresenti non solo un’opportunità per il sistema produttivo, ma anche una necessità per la durabilità della denominazione.
“Da un lato la capacità di garantire valore aggiunto alla produzione è fondamentale – ha evidenziato il governatore – ed è per questo che, ad esempio, la Regione sta finanziando impianti di spumantizzazione del Prosecco con l’obiettivo di mantenere tutta la filiera in loco; dall’altro lato, la ricerca di sistemi che tengano conto della sostenibilità sarà di certo un riconoscimento al brand Prosecco che verrà riconosciuto dalle istituzioni europee e dai consumatori. Si tratta, quindi, oltre che un investimento per la tutela dei nostri territori anche di un’operazione di marketing lungimirante, perché già ora vi sono canali di mercato che escludono completamente chi non produce con certificazione sostenibile e di qualità”.

Videoconferenza con Assoenologi.

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In copertina, grappoli di Glera dai quali si ottiene il vino Prosecco.

E ora l’agroalimentare ha un marchio: “Io sono Friuli Venezia Giulia”

«La Regione crede molto nel marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia” per la promozione delle nostre eccellenze agroalimentari. Si tratta, infatti, di un strumento che basa la propria forza sulla semplicità e sfrutta elementi grafici di grande immediatezza, come il nome della regione per esteso e il Tricolore, per fare capire ai consumatori, in particolare all’estero, che i prodotti sui quali è riportato non solo sono al 100 per cento italiani, ma hanno anche una precisa origine geografica: il Friuli Venezia Giulia». Lo ha confermato ieri – come informa una nota Arc – il governatore, Massimiliano Fedriga, durante la presentazione del marchio avvenuta nello stand di PromoturismoFvg all’interno del villaggio Barcolana, alla vigilia della grande regata che stamane è stata purtroppo annullata per le avverse condizione del tempo, peraltro annunciate, nel Golfo di Trieste.

Il marchio, realizzato dalla Regione Fvg e dall’agenzia Agrifood Fvg, è stato sviluppato per valorizzare le imprese e le produzioni del territorio e informare i consumatori in modo trasparente sull’origine dei prodotti che acquistano. «Attraverso questo strumento, la Regione intende cambiare rotta rispetto ad esperienze del passato – ha detto ancora Fedriga – nell’ambito delle quali erano stati sviluppati elementi promozionali estremamente complessi che non risultavano di facile comprensione per i consumatori e che di conseguenza non hanno avuto successo».
Il governatore del Friuli Venezia Giulia ha spiegato che «la Regione punta a estendere questo marchio dall’agroalimentare a tutti i settori produttivi, a partire dal turismo per arrivare fino alla cultura. In questo modo, riusciremo a promuovere in maniera più forte e organica la nostra terra e i suoi prodotti, senza tralasciare l’orgoglio di far parte del Friuli Venezia Giulia che emerge in maniera chiara dal claim».

Fedriga alla presentazione del marchio Fvg. (Foto Arc Montenero)

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In copertina e all’interno, vini e prosciutto, prodotti d’eccellenza del Friuli Venezia Giulia.

Solidarietà al peperoncino, castagne a Valle e “Io sono FVG” alla Barcolana

UDINE – E’ innegabile, anche perché tutti gli esperti lo confermano, che il peperoncino, assunto in dosi opportune, fa bene alla salute. E’ infatti un componente-chiave della famosa “dieta mediterranea”. Ma fa bene a tutti noi perché offre anche un mezzo per esprimere solidarietà. Infatti, oggi e domani, nell’ambito della campagna di prevenzione della Lilt Udine per la lotta contro i tumori, soprattutto quelli femminili, entra in scena anche il “Peperoncino Day”. Così nei gazebi allestiti a Udine in piazzetta Lionello e all’esterno di numerose parrocchiali cittadine e della provincia verrà proposto, in cambio di un’offerta destinata alla Lilt stessa, un kit per cucinare la pasta aglio, olio e peperoncino, piatto simbolo appunto della dieta mediterranea, ormai patrimonio dell’Unesco, che costituisce una “medicina” fondamentale per la salute e per la prevenzione dei tumori. Si tratta della 18ma edizione del “Peperoncino Day” che gode del patrocinio della sede nazionale dell’Accademia Italiana del Peperoncino. Nelle precedenti edizioni – a fianco della Lilt l’iniziativa “piccante” è dal 2017 – sono state raccolti complessivamente quasi 80 mila euro, tutti impiegati dalla Lega tumori friulana per l’acquisto di attrezzature e materiali sanitari per i propri ambulatori o per andare incontro a specifiche esigenze di strutture sanitarie pubbliche.

FAEDIS – Castagne protagoniste a Valle di Soffumbergo. Anche questo ottobre sarà infatti all’insegna del tipico frutto autunnale e della natura in quello che è noto come il balcone del Friuli, in Comune di Faedis, dove, rispettando le disposizioni anti Covid-19 e con ingresso contingentato, in tutti i weekend del mese si terrà la manifestazione “Ottobre tra castagne e natura”. Gli eventi sono organizzati dalla Pro Loco Valle di Soffumbergo (la più piccola d’Italia) in collaborazione con il Comune di Faedis, il Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia e Promoturismo Fvg. A prescindere dalle condizioni meteo, chioschi con specialità a base di castagne sempre aperti sia il sabato che la domenica. Il sabato raccolta di castagne nel bosco (per oggi posti praticamente esauriti, per verificare se ve n’è ancora qualcuno contattare la Pro Loco www.prolocovalledisoffumbergo.it o info@prolocovalledisoffumbergo.it) e la domenica passeggiata naturalistica (per domani saranno da verificare le condizioni meteorologiche che non sembrano affatto buone). Per quanto riguarda la viabilità, da ricordare che tutte le domeniche è istituito il senso unico dalle 8 alle 20 nel tratto di strada comunale Colloredo di Soffumbergo – Valle di Soffumbergo – Canal di Grivò.

TRIESTE – Occhi tutti puntati su Barcolana 52 a Trieste. Tra le iniziative collaterali, in vista della grande regata di domani, oggi alle 16 sarà presentato “#io sono FVG”, il marchio scelto per valorizzare la sostenibilità e la trasparenza dell’agroalimentare della nostra regione. Assieme a Claudio Filipuzzi, presidente di Agrifood Fvg – Cluster Agroalimentare Friuli Venezia Giulia, ci sarà il governatore Massimiliano Fedriga. Si tratta di una piattaforma online e di una rete di vendita dei prodotti locali che si appoggia su Comuni e Pro Loco, per il quale hanno lavorato in questi mesi gli assessori regionali alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, e alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, assieme al citato cluster AgrifoodFvg, a PromoturismoFvg, al sistema delle Pro Loco regionali e all’Anci Fvg. “L’idea – ha spiegato Bini – è quella di favorire il più possibile l’acquisto di produzioni locali che in questo momento di emergenza, da un lato, godono di una crescita della domanda interna da parte dei consumatori, dall’altro, scontano dimensioni e strutture che non consentono loro di garantire al meglio la possibilità della vendita online o della consegna a domicilio”. “Il lancio dell’iniziativa #iocomproFVG – ha aggiunto Zannier – ha avuto un forte richiamo tanto che ci stiamo scontrando con tentativi di imitazione se non addirittura di “scippo” del marchio. Ma il progetto della Regione intende superare l’emergenza e favorire la creazione di una piattaforma regionale che attivi una vera e propria filiera commerciale, promozionale e distributiva dei prodotti agroalimentari locali”. E’ un marchio che tiene conto delle nuove abitudini di consumo che, proprio a seguito dell’emergenza Covid-19, si sono fortemente orientate sui marchi e sulle specialità a chilometro zero. “C’è un cambio di sensibilità negli acquisti alimentari da parte dei consumatori – hanno commentato Bini e Zannier – e riteniamo possa essere uno degli effetti positivi che ci lascerà questa pandemia e che dovremo saper valorizzare quando, speriamo presto, si tornerà alla normalità”.

Il Friuli visto da Valle.

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In copertina, i piccantissimi peperoncini protagonisti in Friuli per un gesto di solidarietà.

Da Friuli Doc, festa dell’agroalimentare di qualità un segnale di fiducia

Secondo giorno, a Udine, per Friuli Doc ai tempi di Coronavirus. E, al momento della cerimonia inaugurale, un segnale di fiducia e un grazie a chi ha combattuto la pandemia in prima linea si erano levati da piazza Libertà aprendo la ventiseiesima edizione della rassegna agroalimentare ed enogastronomica, e non solo. Il taglio del nastro è stato affidato al governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, presente assieme agli assessori regionali alle Attività produttive, alle Infrastrutture e territorio, Sergio Emidio Bini, e alle Finanze, Barbara Zilli, accanto al sindaco Pietro Fontanini, agli amministratori di Udine – fra cui il responsabile di Turismo e Grandi eventi, Maurizio Franz – e ai primi cittadini di Trieste e Gorizia, Roberto Dipiazza e Rodolfo Ziberna. Il tema dell’emergenza sanitaria e della ripartenza, nel rispetto delle regole che segnano le diverse modalità con cui si svolge l’evento (con Covid box per il rilevamento della temperatura e obbligo di registrazione all’ingresso), ha avuto eco nei vari interventi. Friuli Doc ambisce a confermare la qualità dei prodotti friulani in un contesto cittadino rinnovato ed elegante che ha il suo simbolo nella nuova veste di via Mercatovecchio.

Un angolo di Friuli Doc.

Fontanini premia Brusaferro.

IL SIGILLO DI UDINE – Dopo i primi mesi che hanno imposto la chiusura, l’Amministrazione regionale – come riferisce una nota Arc – ripunta ora a combattere definitivamente la pandemia con norme certe che assicurino posti di lavoro, ripresa economica e turistica, quest’ultima già visibile nel sold out registrato durante l’estate in montagna e nel buon andamento della stagione balneare degli ultimi due mesi. Per questo l’evento rappresenta un esempio del Friuli Venezia Giulia che non si ferma. Ma è “grazie” la parola che ha avuto più eco nella cerimonia di apertura: grazie alla comunità dei cittadini del Friuli Venezia Giulia per aver espresso un grande senso di responsabilità e di rispetto per la salute altrui nei mesi più difficili, grazie ai professionisti della sanità e alla Protezione civile per la gestione dell’emergenza e grazie al professor Silvio Brusaferro, insignito del Sigillo della Città di Udine per aver portato con onore ed orgoglio il Friuli Venezia Giulia ai vertici dell’Istituto superiore della sanità da cui ha diretto quella che egli stesso ha definito “una sfida totale” per l’Italia, primo tra i Paesi occidentali a dover affrontare l’impatto del Coronavirus. L’Amministrazione regionale ha riconosciuto in Brusaferro un uomo di grande valore scientifico che ha cercato sempre di garantire risposte nei momenti più difficili.

Le altre premiazioni.

I BENEMERITI – Dal canto suo, Brusaferro ha attribuito i risultati della propria lunga carriera e della sua più recente e difficile prova professionale all’eccellenza del sistema sanitario regionale in cui ha lavorato per anni e al valore accademico dell’Università di Udine nel panorama nazionale e internazionale. Ha quindi richiamato le figure di Marino Tremonti, recentemente scomparso, di Tarcisio Petracco, di Ardito Desio e di monsignor Alfredo Battisti quali punti di riferimento dei più alti valori civici e professionali della terra friulana. Un grazie che si è tradotto anche nei riconoscimenti andati a Luca Lattuada, direttore medico del Santa Maria della Misericordia di Udine, Stefano Giglio, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Udine, Stefania Marzinotto, coordinatrice dell’Area biologia molecolare dell’Asufc, Alessia Del Canto, della Clinica malattie infettive dell’ospedale di Udine, e Amedeo Aristei ,direttore della Protezione civile regionale.

Ancora riconoscimenti.

LA SICUREZZA – Ma dicevamo d ella seconda giornata di Friuli Doc. Sono già tanti i friulani, e non solo, che hanno deciso di viverne l’edizione 2020 in diretta e, perciò,si sono comodamente seduti ai tavolini ben “apparecchiati” nelle piazze e nelle vie della città coinvolte nella manifestazione. E sono oltre 10 mila le persone che hanno già scaricato l’app Eilo che consente di accedere ai luoghi della festa in tutta sicurezza e rapidità. Per agevolare gli ingressi che si succederanno anche nei prossimi due giorni, si segnala che gli stessi sono geolocalizzati all’interno dell’applicazione e che, comunque, sono otto e si trovano così posizionati:
piazza Duomo, su via Stringher;
piazza Duomo, su via Vittorio Veneto;
piazza XX Settembre (di fronte al Bar Savio);
piazza Venerio, su via Savorgnana;
Largo Ospedale Vecchio (zona ingresso Tribunale);
via Aquileia (lato nord)
via Aquileia (a sud, ingresso da Porta Stazione);
via Aquileia, su laterale di via Zoletti.
In queste otto postazioni, si scarica il QRcode dall’applicazione, si misura la temperatura corporea (che deve essere inferiore ai 37,5 °C) e, poi, si può godere in tutta tranquillità delle bontà proposte nei vari stand dell’agroalimentare e di quelle artigianali esposte in piazza Venerio.

Le misure di sicurezza.

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In copertina, Friuli Doc nella centralissima Piazza Duomo.

(Foto di Luca Simon Mattioli)

Udine apre Friuli Doc ringraziando i benemeriti dell’emergenza sanitaria

Oggi, alle 17.30, in piazza Libertà, a Udine, con la cerimonia dell’inaugurazione, prenderà avvio ufficialmente la 26ª edizione di Friuli Doc, rassegna delle eccellenze enogastronomiche e non solo della nostra regione. Una manifestazione che avverrà all’insegna della qualità, della convivialità, ma anche della sicurezza, nel rispetto di tutte le norme previste per la prevenzione sanitaria, con un occhio ben attento al passato e un altro al futuro caratterizzato dalla ripartenza da vivere “con la testa sulle spalle”. E alla grande serietà dei friulani dimostrata nella gestione della pandemia nella vita di tutti i giorni, durante le difficili settimane del confinamento, sono dedicati i premi che l’Amministrazione comunale ha deciso di assegnare, in questa occasione, agli operatori sanitari e a quelli della Protezione Civile, per il gran lavoro svolto a tutela della comunità regionale.
I riconoscimenti, in rappresentanza delle varie categorie di operatori, “per l’elevata professionalità, competenza, umanità, senso del dovere e spirito di servizio dimostrati in occasione dell’emergenza Covid-19”, saranno assegnati a: Luca Lattuada, direttore medico del Presidio ospedaliero Santa Maria della Misericordia di Udine, in rappresentanza dei medici; Stefano Giglio, presidente dell’Ordine delle Professioni infermieristiche della provincia di Udine, in rappresentanza degli infermieri; Stefania Marzinotto, coordinatrice dell’Area biologia molecolare dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, in rappresentanza dei tecnici di laboratorio; Alessia Del Canto, della Clinica malattie infettive dell’Ospedale di Udine, in rappresentanza degli operatori socio-sanitari, e Amedeo Aristei, direttore della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia.


Inoltre, verrà consegnato il sigillo della Città di Udine all’illustre concittadino Silvio Brusaferro, “per la competenza, professionalità, senso del dovere, con i quali durante l’emergenza sanitaria, si è particolarmente distinto a livello locale, nazionale e internazionale, in qualità di presidente dell’Istituto Superiore di Sanità”.
Oltre al sindaco Pietro Fontanini, agli assessori comunali Maurizio Franz e Giovanni Barillari, saranno presenti il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga e l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini.
Il momento inaugurale, inoltre, rappresenterà anche l’occasione per diffondere l’invito ai cittadini che non vorranno mancare all’appuntamento con le eccellenze di Friuli Doc, di scaricare gratuitamente (dagli store ufficiali di Apple e Google), la app Eilo per agevolare il flusso degli ingressi nei luoghi della festa che sarà contingentato in base alla capienza delle piazze e delle vie di svolgimento della manifestazione.
Al taglio del nastro farà seguito un vivace concerto proposto dagli studenti dell’Udine Jazz Ensemble del Conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine, nato da un’idea del maestro e capo del Dipartimento jazz, Glauco Venier.

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In copertina e all’interno vini (foto Petrussi), formaggi e prosciutti sono i prodotti leader di Friuli Doc.

Da “Calici di Stelle” un aiuto al Vigneto Fvg a uscire dal tunnel

di Giuseppe Longo

PREMARIACCO – «E quindi uscimmo a riveder le stelle»: non poteva esserci motto più adatto, se non quello contenuto nelle parole che concludono l’Inferno della  Commedia dantesca, per fotografare il “clima” in cui avviene questa nuova edizione di “Calici di Stelle”. Parole, quelle del Sommo Poeta – prese a prestito alla vigilia delle celebrazioni per i 700 anni della morte -, che invitano ad avere fiducia nella cosiddetta ripartenza dopo i tanti problemi e le gravissime ripercussioni economiche che l’emergenza sanitaria ha causato anche al settore della vite e del vino. Insomma, un inno alla speranza, alla forza di volontà, al coraggio di uscire finalmente da quell’oscuro tunnel  dei tre mesi di lockdown, per dare nuovo slancio e sviluppo al Vigneto Fvg.

Brindisi a Calici di Stelle 2020.

E proprio in un vigneto fra i più belli dei Colli orientali del Friuli, a Orsaria di Premariacco, alle spalle di Buttrio e Manzano, è avvenuta ieri pomeriggio, nelle luci del tramonto, la presentazione ufficiale di questa specialissima “Calici di Stelle 2020”, la grande manifestazione di mezza estate dell’Associazione nazionale Città del Vino e del Movimento Turismo del Vino che nella nostra regione si terrà in contemporanea con il resto d’Italia, dal 2 al 13 agosto, in 15 località per un totale di ben 19 appuntamenti all’insegna dell’enoturismo. Una ripartenza, dunque, dopo la fase acuta di Covid-19 alla ricerca di una nuova normalità, quella di cui tutti abbiamo tanto bisogno. Ricordiamo subito che l’affermata manifestazione gode del sostegno di Promoturismo Fvg, Strada del Vino e Sapori del Friuli Venezia Giulia e di BancaTer, nonché del patrocinio dell’Agenzia nazionale turismo.
E proprio tra le vigne, i cui grappoli cominciano a cambiare colore – spinti anche dal caldo di queste giornate -, è stato illustrato il “canovaccio” della manifestazione che prenderà il via domenica prossima sul Ponte dello Schioppettino, protagonisti i viticoltori di Dolegna e Prepotto, espressioni del Collio e dei Colli orientali, quindi per la terza volta consecutiva con un evento unitario di grande suggestione, per continuare a Casarsa della Delizia (con due eventi), Sequals, Duino Aurisina, Capriva del Friuli, Aquileia, Buttrio, Corno di Rosazzo, Bertiolo, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Trivignano Udinese. In più, rispetto allo scorso anno, ci saranno le new entry di Camino al Tagliamento e Cormòns.

Un settore degli intervenuti.

«Un grande e intenso lavoro nelle ultime settimane – ha spiegato Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del Vino – che ha reso possibile quello che la scorsa primavera sembrava difficile da attuare: in questo senso, la nostra regione si pone in prima linea in Italia, dove in questa annata così particolare verranno organizzati eventi di Calici di stelle in una settantina di Città del Vino e tra queste ben 15 sono del Friuli Venezia Giulia. Un grande risultato reso possibile dagli amministratori dei Comuni interessati, dai volontari a partire da quelli delle Pro Loco che collaborano all’organizzazione, alla sinergia con le cantine, i Consorzi Doc, gli sponsor a partire da BancaTer e la Regione Fvg. Ora siamo pronti a brindare in sicurezza, rispettando le normative sanitarie: attendiamo gli enoturisti del territorio, sperando anche di richiamarne da oltre i confini regionali».
Un auspicio, questo, che era stato formulato anche da Dario Ermacora – perfetto padrone di casa nella splendida cornice della Cantina Fantin Nodar, circondata da una corona di suggestivi vigneti dei Colli orientali – e, concludendo i lavori, dal consigliere regionale Mauro Di Bert. Trattenuti da altri impegni gli assessori delle Attività e Turismo, e delle Risorse agroalimentari, Sergio Emidio Bini e Stefano Zannier, è stato proprio Di Bert a portare l’adesione e il sostegno dell’amministrazione guidata da Massimiliano Fedriga, ponendo l’accento, nella ripartenza, ma soprattutto nel successivo rilancio, sulla inderogolabile necessità, da parte dei produttori, di lavorare con spirito unitario e sinergico. «Chi progetta vince, chi si ferma perde – ha sottolineato, infatti, l’esponente di Piazza Oberdan –: l’iniziativa di Calici di stelle è un ottimo esempio di questa nostra capacità come sistema regionale di ripartire, tutti insieme, per rispondere all’emergenza che la scorsa primavera ci ha bloccati. Per cui la Regione è con convinzione al fianco degli organizzatori».

L’intervento di Valter Pezzarini.

Nell’allestimento della manifestazione, un ruolo fondamentale è rivestito, come aveva rilevato Venturini, dal volontariato, sempre attivo e pronto a dare una mano per le giuste cause. Come un invito a nozze per Valter Pezzarini, presidente del Comitato regionale delle Pro Loco d’Italia, il quale ha sottolineato il sostanziale apporto che queste benemerite associazioni assicurano per far conoscere le eccellenze friulane e da molti anni proprio per l’organizzazione di Calici di Stelle, evento che beneficia anche dell’appoggio convinto dei Consorzi fra produttori, come quello dei Colli orientali e Ramandolo, rappresentato nell’occasione dal vicepresidente Demis Ermacora – che ha portato il saluto di Paolo Valle – e quello del Collio, guidato da David Buzzinelli. Entrambi hanno sostenuto l’importanza di un lavoro di squadra, nel quale – hanno assicurato – le cantine sono pronte a fare la loro parte.

Per lo sponsor ufficiale è intervenuto, invece, Germano Zorzettig. «Il mondo economico, compreso quello del vino – ha affermato il consigliere di BancaTer -, sta vivendo grandi sfide e momenti difficili, quindi siamo convinti nel sostenere questi eventi che aiutano nella ripartenza». Era presente anche Loris Basso, presidente dell’Ente Friuli nel Mondo (a significare come gli emigranti, assieme al vino di qualità prodotto dal Vigneto Fvg, siano tra i grandi alfieri della nostra terra a livello internazionale), oltre che leader del Ducato dei Vini Friulani e Ambasciatore per le Città del Vino.
Numerosi i sindaci  e gli amministratori in rappresentanza dei quindici Comuni che si apprestano ad accogliere Calici di Stelle 2020 che, come detto, ha debuttato ufficialmente nella suggestiva cornice dei vigneti dei Colli orientali del Friuli, sui dolci rilievi a sud di Premariacco. Una formula innovativa, peraltro suggerita dalla necessità dell’ormai famoso “distanziamento sociale” richiesto da Coronavirus, che è molto piaciuta, tanto che sarà riproposta fin dal prossimo anno alternandosi tra le varie aree produttive del territorio regionale. In alto i calici dunque – a cominciare da quelli degli splendidi bianchi Cof con le etichette Ermacora e Fantin Nodar, proposti a suggello della presentazione – brindando alle nuove fortune dei vini friulani che si sono fatti conoscere e apprezzare in tutto il mondo. Come scrisse Dante, torneranno finalmente a “riveder le stelle”.

Vigneti Colli orientali a Orsaria.

CALICI DI STELLE 2020

2 agosto Dolegna del Collio e Prepotto, Ponte dello Schioppettino
6 agosto (alle 21) Casarsa della Delizia Antico frutteto Palazzo Burovich De Zmajevich
7 agosto Sequals, Corte Morea; Duino Aurisina, infopoint Promoturismo FVG-Sistiana; Capriva del Friuli, Piazza Vittoria; Aquileia, Piazza Capitolo e Piazza Patriarcato
8 agosto Buttrio, Villa di Toppo Florio; Capriva del Friuli, Piazza Vittoria; Aquileia, Piazza Capitolo e Piazza Patriarcato
9 agosto Aquileia, nelle Cantine aderenti; Corno di Rosazzo, Villa Nachini Cabassi
10 agosto Bertiolo, piazza della Seta; Gradisca d’Isonzo, piazza Unità; Casarsa della Delizia Antico frutteto Palazzo Burovich De Zmajevich
13 agosto Latisana, Piazza Indipendenza e Parco Gaspari; Trivignano Udinese, La Corte dei Vizi; Camino al Tagliamento, Casa Liani; Cormòns, Piazza XXIV Maggio

PARTECIPAZIONE – La partecipazione agli eventi, in ossequio alle normative sanitarie in vigore, è su prenotazione obbligatoria ai singoli eventi, contattando gli organizzatori (tutte le info sul sito web in fase di attivazione www.cittadelvinofvg.it). Inizio alle 19.30 (salvo diversa indicazione nelle seguenti date e luoghi.

CONTEST – Anche per questa edizione è indetto dall’associazione nazionale Città del Vino il premio “La Stella di Federica: miglior foto di Calici di Stelle 2020”, destinato alle tre fotografie scattate dagli enoturisti che meglio valorizzano la relazione fra l’iniziativa e l’ambiente circostante. Anche il coordinamento regionale del Friuli Venezia Giulia aderisce al contest, promuovendo l’invio delle foto alla sua casella email calicidistellefvg@gmail.com. Attiva anche la pagina Facebook @cittavinofvg.

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In copertina, Tiziano Venturini, con Di Bert e Pezzarini, mentre presenta “Calici di Stelle 2020”.

 

San Michele al Tagliamento “friulana”, un polo che lancia il turismo lento

di Ida Donati

SAN MICHELE – Turismo lento? E’ quello fatto di bellezze ambientali e paesaggistiche, strutture ricreative e per la ospitalità, offerta enogastronomica di qualità. Quello che, cioè, si promuove a San Michele al Tagliamento che, pur essendo un Comune veneto, aderisce alla Riviera Friulana. San Michele è il capoluogo della civica amministrazione cui fa capo anche Bibione, la più grande realtà balneare della Serenissima. Come Latisana, fino alla fine degli anni ’50, era il Comune che comprendeva anche Lignano Sabbiadoro già lanciata verso il “boom” economico. A San Michele, nella sua frazione di San Filippo e in altre località si parla friulano. Così come a Portogruaro, ma in particolare a Concordia Sagittaria, già sede patriarcale. E pure oggi del Vescovado cui fa riferimento Pordenone assieme alla Destra Tagliamento. E quindi? Non è per tediarvi con una ridondante disquisizione etnico-linguistica, né per sostenere la causa di una friulanità che comunque è sentita anche a San Michele al Tagliamento, visto che, seppur perdendo di poco, buona parte degli abitanti aveva richiesto tramite referendum l’annessione al Friuli Venezia Giulia. Com’è accaduto con Sappada, dove si parla una lingua ladin-germanica che non è certo diffusa in tutto il Friuli storico. Ma per esporre come la pensano gli operatori di una delle realtà di pregio che animano il territorio retrostante la città balneare.

Casa Gioconda, il B&B della famiglia Toniatti Giacometti, ha rinnovato anche quest’anno l’adesione all’associazione culturale La Riviera Friulana. Per promuovere un’attività qualificata che è sinergica a quella svolta in località Bevazzana che, pochi ricordano, è il toponimo di due distinte frazioni, dei Comuni di San Michele al Tagliamento (Casa Gioconda) e di Latisana (Casa Allegra), separate dal fiume Tagliamento. In questo caso, unite da un’attività che si svolgeva già nell’antichità tra terre, sabbie e paludi. Che è quella dei cavalli. All’epoca, da tiro. Oggi da trotto e da dressage.

In diverse occasioni, Casa Gioconda ha ospitato incontri, anche del sodalizio rivierasco, volti a valorizzare la cultura del territorio. Ospitando artisti, musicisti, scrittori, giornalisti, artigiani del gusto e dell’arte dei mestieri. Come, di recente, l’annuale sfilata con la stilista Axia e il musicista Gianni Sax, che ha voluto segnare la ripartenza dell’attività e degli incontri culturali dopo il lockdown. Un’occasione per parlare anche della sinergia tra le grandi spiagge, ribadita dall’assessore al Turismo del Comune di Lignano Sabbiadoro, Massimo Brini, pochi giorni dopo l’accordo per la promozione unica dell’Alto Adriatico sui media tedeschi siglato dai presidenti delle Regioni Friuli Venezia Giulia, del Veneto e dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. E tra le realtà del retroterra complementari a esse, evidenziata dalla presidente del Club per l’Unesco di Udine, Renata Capria d’Aronco. E dal presidente della Riviera Friulana, Carlo Morandini.
L’evento, avvenuto proprio nella cornice di Casa Gioconda, ha permesso di degustare i vini dell’Azienda Toniatti Giacometti, assieme ai fratelli Giovanni, Livia e Roberto. Il B&B è stato realizzato di recente ristrutturando un fabbricato rurale. Dispone di tutti i servizi di pregio, compresa una bella piscina, rivolti a ospiti, soprattutto stranieri, che ne fanno la base privilegiata per le escursioni a cavallo, in bicicletta, a piedi, lungo le terre e i percorsi rivieraschi. Ma anche le vie d’acqua visto che Casa Gioconda si trova a poca distanza dal fiume Tagliamento e dalla Litoranea Veneta. La possibilità di degustare i prodotti del territorio rappresenta un’altra delle possibilità che ne fanno un ritrovo richiesto dai turisti più attenti. Quelli che appunto amano un turismo lento, “slow” come si preferisce dire oggi.

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In copertina e qui sopra ecco due belle immagini di Casa Gioconda.

Dolomia investe 7 milioni e punta sul vetro. Fedriga: uniti per l’agroalimentare

“L’Amministrazione regionale punta a una partnership con le attività produttive dell’agroalimentare per una promozione reciproca del territorio. Solo se facciamo squadra, infatti, possiamo competere con le regioni più grandi della nostra”, ha detto a Cimolais il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, nel corso della visita allo stabilimento della Dolomia in occasione dell’apertura di una nuova linea produttiva. Era presente anche l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche e alla montagna, Stefano Zannier. Fedriga ha ricordato come in pochi anni l’azienda sia riuscita a conquistare importanti fette di mercato “puntando su quello che è tipicamente Made in Italy: la qualità”. “Dobbiamo essere in grado – ha concluso il presidente della Regione Fvg – di fare squadra e farci una promozione reciproca, è importante cioè che i cittadini percepiscano che prendere un prodotto fatto in Friuli Venezia Giulia è un valore aggiunto e che quel prodotto quando va in giro per il mondo fa conoscere il Friuli, il suo territorio e le sue ricchezze”.

La visita del presidente Fedriga.

Sono 7 i milioni di euro di investimento impiegati per la nuova linea Dolomia Emotion, pensata per completare la gamma di prodotti e guardare al mercato “green” del vetro a rendere (Var). E tutto questo si è tradotto, dando pure un importante contributo alla difesa dell’occupazione, nella nuova linea di produzione realizzata in Sorgente Valcimoliana srl, l’azienda di Cimolais che imbottiglia appunto con il marchio Dolomia, unica acqua al mondo che sgorga all’interno di un sito dichiarato dall’Unesco “Patrimonio dell’Umanità”. Disponibile nei formati 0.70 L e 1 L e nelle versioni naturale e frizzante, Emotion è una linea pensata per soddisfare le esigenze del mondo Ho.re.ca, della ristorazione e dell’ospitalità, ma che presto entrerà nella quotidianità anche del consumo privato, in famiglia o in ufficio. In particolare, la distribuzione “porta a porta” del formato da 1 litro verrà infatti gestita attraverso il contatto con i principali grossisti, attivi capillarmente nel territorio, mentre una particolare modalità operativa è in fase di definizione per l’agevolazione delle consegne nelle aree limitrofe.
“Per il momento le nostre bottiglie in vetro a rendere sono distribuite principalmente in Area Nielsen 2, coprendo il Friuli Venezia Giulia, il Veneto, il Trentino Alto Adige e l’Emilia Romagna ma, grazie all’attivazione di nuove piattaforme di distribuzione in Italia, stiamo raggiungendo anche Roma, Milano e Firenze – ha spiegato Gilberto Zaina, amministratore delegato di Acqua Dolomia -. Non è stato facile investire così tante risorse in una fase congiunturale delicata che impone di navigare a vista. Ma il completamento del progetto Dolomia2020 era alle porte ed il logo delle Dolomiti Friulane da sempre ci sostiene nel rassicurare la clientela sulla totale qualità. La certezza di disporre di un’acqua tra le più pure e equilibrate ci ha quindi convinti: è dal 2008 che portiamo il Made in Friuli sulle tavole dei cinque continenti e i primi segnali di ripresa dopo l’emergenza Coronavirus ci confortano”.

Alla importante cerimonia erano inoltre presenti numerosi rappresentanti delle istituzioni regionali: Marco Dreosto, europarlamentare, Michelangelo Agrusti, presidente di Confindustria Alto Adriatico, Alessandro Da Re, presidente del Comitato di Gestione del Frie, il consigliere regionale Emanuele Zanon, il sindaco di Cimolais, Davide Protti, con i colleghi di Barcis, Claudio Traina, e di Erto, Antonio Carrara, oltre a Gianandrea Grava, in rappresentanza del Comune di Claut e quale presidente del Parco Naturale Dolomiti Friulane all’interno del quale sgorga appunto l’acqua Dolomia.

Autorità e stabilimento Dolomia.

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In copertina, le purissime acque del torrente Cimoliana nel Parco Naturale delle Dolomiti Friulane.

(Foto Arc Montenero)