I grandi vini del Carso per rivitalizzare il “cuore” di Monfalcone

di Gi Elle

Il profondo amore per il Carso, un territorio senza confini, e la smisurata passione per i suoi prodotti di qualità sono i punti fermi di questa nuova avventura che sta per cominciare a Monfalcone, dove il Carso goriziano finisce, ai piedi del colle con la storica Rocca, per lasciare il posto a quello triestino, dopo il Timavo, il famoso fiume sotterraneo – fenomeno carsico di rara suggestione – che emerge a cielo aperto a pochi passi dalla foce, sul mare Adriatico. Ma il Carso non è soltanto bellezze naturali e quindi ambientali, ancora pressoché intatte, ma anche una terra aspra e nel contempo fertile, ricca di ferro e sali minerali, che regala prodotti di grande pregio, a cominciare dai vini protetti proprio dalla Doc Carso, sia nell’area giuliana che isontina: basti citare Malvasia e Vitovska, fra i grandi bianchi, e Terrano (famiglia Refoschi) fra gli inimitabili rossi. E in questo angolo del Vigneto Fvg eccelle l’azienda vitivinicola Castello di Rubbia Grad Rubije (perché siamo proprio sulla linea di confine con la Slovenia, a San Michele del Carso), la cui “anima” è una donna del vino, Nataša Černic, la quale ora si rende protagonista di una nuova, importante e coraggiosa avventura, considerati i tempi che stiamo attraversando fra problemi e difficoltà che hanno come denominatore comune il famigerato Covid-19 o Coronavirus che dir si voglia.

Le cantine del Castello di Rubbia e il locale che riapre a Monfalcone.

.

L’avventura si chiama “Il Carso in Corso” che, proprio nel centro storico di Monfalcone, ha annunciato la sua riapertura per domani 27 giugno – inaugurazione dalle 18 con la musica del duo Laura Clemente, voce, e Gaetano Valli, chitarrista di fama nazionale – con una nuova gestione che vede coinvolta appunto Nataša Černic, leader della storica cantina che sorge in quei paesetti del Carso che, durante la Grande Guerra, videro dispiegarsi il genio poetico di Giuseppe Ungaretti. Questa riapertura, importante segnale di rivitalizzazione del centro di Monfalcone, dopo il lungo stop dovuto proprio alla pandemia, nasce dalla condivisione di valori tra diverse realtà che vedono nel “Carso in Corso” l’inizio di una nuova, grande storia. Oltre all’Associazione Culturale Nuovo Corso (con Manlio Comar, Sonia Bacicchi e Mauro Bertossi), da sempre al fianco dell’attività monfalconese, entrano “in famiglia” appunto l’azienda agricola Castello di Rubbia, l’Associazione culturale Euritmica e la casa editrice Kappa Vu, insieme per una sinergica organizzazione di iniziative culturali che coinvolgono la musica, la letteratura, l’enogastronomia, con eventi mirati a ridare al locale quel ruolo di punto di riferimento culturale che negli anni ha richiamato un pubblico proveniente da tutta la regione e per dare la giusta valorizzazione alle peculiarità del territorio carsico, selvaggio e affascinante, che domina la città dei Cantieri, l’Isontino e la vicina Slovenia.

Grappolo di Vitovska.


Le proposte gastronomiche, curate dallo chef Andrej Marini, si potranno consumare nel locale o acquistare per asporto. Chef Andrej, storico cuoco legato proprio ai ricordi del Poeta di San Martino del Carso, porterà nel locale a due passi dal Teatro Comunale e dalla piazza del Municipio anche la sua esperienza maturata in Grecia. Ed è proprio nel Paese ellenico che nel Medioevo nasceva la Malvasia, vino autoctono che grazie ai Veneziani si diffuse nel corso dei secoli in tutto il Mediterraneo. Oltre ai pilastri dei vini carsici, Vitovska e Teran (per chiamarli in sloveno, del Castello di Rubbia e di altre etichette), al “Carso in Corso” si potranno degustare diverse Malvasie dell’area mediterranea. Nataša Černic è, infatti, la principale promotrice del progetto europeo “Malvasia, Ambasciatrice del Mediterraneo”.

La musica è da sempre al centro delle attività del locale, che si distingue per l’acustica curata nei minimi particolari ed è noto per la rassegna Jazz in Progress, che ha portato a Monfalcone molti jazzisti, anche di livello internazionale, oltre a dare spazio ai molti talenti del Friuli Venezia Giulia; sono di casa al Carso in Corso: Giorgio Pacorig, Giovanni Maier, Claudio Cojaniz, Daniele d’Agaro, Francesco De Luisa. Da quest’anno gli eventi musicali avranno una nuova forza motrice: si tratta dell’associazione culturale Euritmica, che festeggia i 30 anni del Festival Internazionale Udin&Jazz, da un biennio trasferitosi a Grado, dove si terrà dal 28 luglio al primo agosto. In quei giorni il “Carso in Corso” si sposterà nella località marina dove curerà l’area food&drink e dove presenterà due vini firmati Castello di Rubbia, con etichetta dedicata al festival. Infine, per gli amanti della lettura è disponibile un angolo adibito a libreria ben rifornito di volumi in italiano, friulano e sloveno.

Anche la musica protagonista.

Orari Carso in Corso: da martedì a venerdì dalle 17 alle 24 – Sabato e domenica dalle 10 alle 24 – Lunedi chiuso
Info e prenotazioni: +39 349 7957889 – info@castellodirubbia.it

—^—

In copertina, Nataša Černic, donna del vino, orgogliosa per il Terrano.

Il Biwa 2019 premia Carso e Colli orientali con Vitovska e Picolit

di Gi Elle

Il Friuli Venezia Giulia ha piazzato due etichette fra le 50 che la giuria internazionale del Biwa (il Best Italian Wine Awards, ideato da Luca Gardini, sommelier già campione del mondo) ha scelto per l’annuale classifica. E si tratta di due vini di “nicchia” che provengono da altrettante prestigiose zone Doc: Carso e Colli orientali del Friuli. Eccoli: la Vitovska 2017  Venezia Giulia Igt di Zidarich e il Picolit Docg Cof 2016 di Dario Coos. Due piccole, ma rinomate aziende espresse da ambienti vitivinicoli fra i più considerati delle citate denominazioni di origine: Prepotto del Carso, in Comune di Duino Aurisina, e Ramandolo di Nimis, famose per altri grandi vini dei rispettivi territori come il Terrano e la Malvasia, nel primo caso; il Ramandolo Docg, del quale è in atto la vendemmia, proprio in questi giorni, nel secondo. E per quanto riguarda più espressamente il grande vino dolce – protetto dal primo marchio Docg concesso nel Vigneto Fvg -, ottenuto sulle colline digradanti dal monte Bernadia, si stanno definendo gli ultimi dettagli organizzativi in vista della ormai celebre manifestazione novembrina “Oro di Ramandolo”.

Picolit

Ma ecco la classifica completa:

  1. Tenuta San Guido – Sassicaia 2016 – TOSCANA
  2. Burlotto – Barolo Monvigliero 2015 – PIEMONTE
  3. Cantina Tramin – Terminum 2016 – ALTO ADIGE
  4. Petrolo – Galatrona 2017 – TOSCANA
  5. Lusignani Alberto – Vin Santo di Vigoleno 2009 – EMILIA ROMAGNA
  6. Florio – Donna Franca – SICILIA
  7. Casanova di Neri – Cerretalto 2013 – TOSCANA
  8. Poliziano – Le Caggiole 2016 – TOSCANA
  9. Grattamacco Collemassari – Grattamacco 2016 – TOSCANA
  10. Broglia- Vecchia Annata 2010 – PIEMONTE
  11. Ca’ del Bosco – Annamaria Clementi 2009 – LOMBARDIA
  12. Fratelli Alessandria – Barolo Monvigliero 2015 – PIEMONTE
  13. Cantina S. Michele Appiano – Appius 2014 – ALTO ADIGE
  14. Cantina Terlano – Terlaner I G. Cuvée 2016 – ALTO ADIGE
  15. Marco De Bartoli – Vecchio Samperi Perpetuo – SICILIA
  16. Giuseppe Quintarelli – Amarone classico 2011 – VENETO
  17. Donnafugata – Ben Ryé 2016 – SICILIA
  18. Ferrari – Giulio Rosé Riserva 2007 – TRENTINO
  19. Uberti – Dequinque Cuvée – LOMBARDIA
  20. Torre San Martino – 1922 2016 – EMILIA ROMAGNA
  21. Tornatore – Trimarchisa 2016 – SICILIA
  22. Roagna – Barbaresco Asili 2013 – PIEMONTE
  23. Elvio Cogno – Barolo Ravera 2015 – PIEMONTE
  24. Manincor – Réserve della Contessa 2018 – ALTO ADIGE
  25. Azelia di Scavino – Barolo Margheria 2015 – PIEMONTE
  26. AR.PE.PE. – Rocce Rosse 2009 – LOMBARDIA
  27. Dario Coos – Picolit 2016 – FRIULI VENEZIA GIULIA
  28. Cantine Dei – Madonna delle Querce 2015 – TOSCANA
  29. Valentini – Trebbiano d’Abruzzo 2015 – ABRUZZO
  30. Monte Rossa – Fuoriserie N.021 – LOMBARDIA
  31. Il Cellese – Sor Bruno 2014 – TOSCANA
  32. Cusumano – Alta Mora 2018 – SICILIA
  33. Sette Ponti – Vigna dell’Impero 1935 2016 – TOSCANA
  34. Il Marroneto – Madonna delle Grazie 2013 – TOSCANA
  35. Roccapesta – Calestaia 2015 – TOSCANA
  36. Frescobaldi – Mormoreto 2016 – TOSCANA
  37. Le Potazzine – Brunello di Montalcino 2015 – TOSCANA
  38. Donna Olimpia 1898 – Millepassi 2016 – TOSCANA
  39. Marisa Cuomo – Fiorduva 2017 – CAMPANIA
  40. Santa Barbara – Tardivo ma non tardo 2017 – MARCHE
  41. Giovanni Rosso – Barolo Vigna Rionda 2015 – PIEMONTE
  42. Isole e Olena – Cepparello 2016 – TOSCANA
  43. Zidarich – Vitovska 2017 – FRULI VENEZIA GIULIA
  44. Ca’ del Baio – Barbaresco Asili 2016 – PIEMONTE
  45. Conte Emo Capodilista – Donna Daria 2016 – VENETO
  46. Barale Fratelli- Barolo Bussia 2015 – PIEMONTE
  47. Podere Il Carnasciale – Il Caberlot 2016 – TOSCANA
  48. Elena Fucci – Titolo 2017 – BASILICATA
  49. Cavallotto – Barolo Riserva Vignolo 2013 – PIEMONTE
  50. Andrea Felici – Il Cantico della Figura 2016 – MARCHE

Vitovska

—^—

In copertina, colori d’autunno ormai nei vigneti del Friuli Venezia Giulia.

Il “re 2019” della Riviera Friulana? Puntin di Aquileia

di Gi Elle

La Riviera Friulana, quella famosa per i vini Doc Aquileia, Annia e Latisana – tutte precedute da qualche anno da quella parolina “magica” che è Friuli – ha il suo “re”. Ed è Dario Puntin, la cui Cantina ha sede proprio nella “città romana” ed è risultata la Miglior Azienda 2019 nella 58ma Selezione dei vini di Aquileia e della Riviera Friulana. Sarà premiata assieme a tutte le altre Cantine che si sono ben classificate – alta la qualità riscontrata dalle commissioni di assaggio! – nell’ambito della 5a Festa del Refosco dal Peduncolo rosso che si terrà il 31 agosto a Scodovacca.
Applausi e congratulazioni, dunque, fin d’ora alla Cantina Puntin – che coltiva quattro ettari di vigneto specializzato e produce 32.000 bottiglie l’anno di sette vini diversi – risultata, appunto, la Migliore Azienda della Riviera Friulana per il 2019 che vince il Premio speciale “Marco Gottardo” conferito proprio all’azienda i cui vini ottengono il punteggio medio più elevato. Questo è il risultato della seduta di assaggio tenutasi pochi giorni fa nella suggestiva barricaia di Ca’ Vescovo, a Terzo di Aquileia, che ha visto riuniti oltre 50 esperti-degustatori, ai quali era stato affidato l’importante compito di esprimere i giudizi sui campioni presentati alla 58ma edizione della “Selezione del vino di Aquileia e della Riviera Friulana”.

La sala degustazione; sotto, parla Franco Clementin che ha accanto Rodolfo Rizzi e Matteo Lovo.


Oltre alla Cantina Puntin, sono stati premiati i produttori che hanno ottenuto i massimi punteggi nelle diverse categorie: “Vini bianchi tranquilli” (Friulano Doc Friuli Aquileia 2018, Puntin di Aquileia); “Vini bianchi aromatici” (Sauvignon blanc Doc Friuli 2018, Le Favole di Carlino); “Vini bianchi frizzanti o spumanti” (Moscato giallo Spumante, Lorenzonetto Cav. Guido di Latisana); “Vini rossi” (Cabernet franc, Doc Friuli 2018, Fattoria Clementin di Aquileia e a, pari merito, Rosso “Atrum” Igt Trevenezie 2016, Valpanera di Fiumicello Villa Vicentina); “Refosco dal peduncolo rosso” (Riserva Doc Friuli Aquileia 2013, Valpanera).

«È la prima volta, nella lunga storia della Selezione, che una percentuale così alta di vini, il 70 per cento, supera la soglia degli 80/100, dato che indubbiamente riflette un aumento della qualità diffusa in tutta l’area delle Doc Friuli Aquileia, Latisana e Annia – sottolinea Franco Clementin, presidente della Doc Friuli Aquileia -. Il Friulano, le varietà aromatiche come Sauvignon, Traminer e Malvasia, i rossi e in particolare il Refosco dal peduncolo rosso sono i vini che hanno ottenuto i punteggi più alti, a conferma della forte vocazione del territorio per queste varietà. Non a caso, il Consorzio Friuli Aquileia ha sempre creduto, valorizzato e promosso i vini aromatici e il Refosco dal peduncolo rosso. L’elevato numero di campioni presentati, di aziende partecipanti (una trentina) e di degustatori presenti – conclude Clementin – mettono in luce l’importanza che la Selezione ha sia per le aziende della Riviera che per i tecnici del settore».

Ottimi sia i bianchi che i rossi. 

Come si diceva, la seduta di degustazione aveva avuto quale cornice la barricaia della Tenuta Ca’ Vescovo e il suo obiettivo era quello di far conoscere, valorizzare e promuovere – proprio attraverso la Selezione – le migliori produzioni dei territori della Riviera Friulana, nonché di premiare e stimolare lo sforzo delle aziende vitivinicole delle Doc Friuli Aquileia, Latisana e Annia al fine di puntare a un continuo miglioramento qualitativo dei loro prodotti.
I degustatori, nel loro lavoro, erano guidati dal vicepresidente e responsabile delle degustazioni di Assoenologi Fvg, Matteo Lovo, suddivisi in 10 commissioni. Ciascuna commissione ha assaggiato 14-15 vini per un totale di 148 campioni suddivisi in 5 categorie (vini bianchi tranquilli, vini bianchi aromatici, vini bianchi spumanti e frizzanti, vini rossi e Refosco dal peduncolo rosso). Il punteggio di oltre 80/100 è stato superato da 65 vini bianchi e 38 rossi. Alla importante riunione tecnica era intervenuto anche il presidente di Assoenologi Fvg, Rodolfo Rizzi, il quale si è complimentato con il presidente della Doc Aquileia, Clementin, per il livello qualitativo raggiunto dalla produzione locale, ma anche per l’importanza che in oltre cinquant’anni ha conquistato la Selezione della Riviera.

La squadra del servizio dei vini resi anonimi ai tavoli delle commissioni.

Infine, proprio per la seduta di assaggio, un paio di dati interessanti. Per le degustazioni, organizzate dal Consorzio Tutela Vini Doc Friuli Aquileia in collaborazione con i Consorzi Friuli Latisana e Friuli Annia, sono stati utilizzati circa 1.000 calici e sono state impiegate 10 persone per il servizio: tutte non professioniste – va sottolineato -, ma che hanno svolto il loro compito nel migliore dei modi, meritando l’apprezzamento degli esperti seduti al tavolo che era stato loro assegnato.
Come dicevamo all’inizio, la cerimonia di premiazione si terrà – così era avvenuto anche l’anno scorso – nel corso della bella e importante Festa del Refosco dal Peduncolo rosso, organizzata per la quinta volta dal Comune di Cervignano e che si terrà appunto sabato 31 agosto a Scodovacca nel fresco e suggestivo parco di Villa Chiozza, la storica dimora legata al ricordo del grande Louis Pasteur.

Infine, due foto ricordo della seduta.

—^—

In copertina, ecco Dario Puntin, miglior produttore 2019, nei suoi pregiati vigneti di Aquileia.  

 

Che cambio d’abito per la Cantina Produttori Cormons!

di Claudio Soranzo

Dev’essere buono il contenuto, ma bello anche il contenitore. Sotto questo aspetto la Cantina Produttori Cormons non ha rivali. Dopo aver prodotto un ottimo “Vino della Pace” e realizzato delle etichette artistiche, a concludere l’operazione restyling dell’importante “wine cellar” collinare è stata la nuova tinteggiatura degli edifici di produzione, amministrazione e vendita diretta.
A inaugurare il new look l’assessore regionale all’Agricoltura, Stefano Zannier, assieme ai vertici della Cantina e all’Area manager della Boero Bartolomeo Spa di Genova, che ha eseguito la nuova tinteggiatura con una tonalità grigio scuro per le costruzioni basse e oro per il “cubo” centrale con la gigantesca scritta “Cormòns” in rilievo in grigio. Un bellissimo colpo d’occhio per chi arriva dalla via Vino della Pace, con il color oro che contiene delle particelle di metallo che rifrangono la luce solare, al punto che in alcuni momenti della giornata l’effetto sulla vernice è formidabile, e si vede anche da lontano. Particolarmente affascinante poi al tramonto. Nel corso dell’opera è stato pure restaurato l’affresco che raffigura lo stemma di Cormòns, nonché vecchio logo della Cantina.

Ecco l’assessore regionale Zannier con i vertici della Cantina cormonese.

Una tonalità, la nuova, che ricorda la preziosità dei vini, il forziere del “Vino della Pace” e delle botti decorate dagli artisti, e l’oro antico del Picolit. L’azienda Boero ha un particolare legame con il Friuli Venezia Giulia, in quanto possiede anche il marchio Veneziani, quello delle note vernici navali sorto a Trieste nel 1863. Ai primi del ‘900 direttore commerciale della Veneziani e poi manager della filiale inglese fu nientemeno che lo scrittore Italo Svevo (Ettore Schmitz). Sposato con Livia Veneziani, passava spesso le vacanze nella villa di Lucinico, il paese del presidente della Cantina, Filippo Bregant. Lo scorso novembre, per la prima presentazione del libro “Il ricettario di casa Svevo”, i numerosi brindisi sono stati fatti con alcuni spumanti offerti dalla Cantina stessa.
Così ora, dopo aver cambiato il logo dell’azienda, il packaging (vincendo alcuni premi al Vinitaly 2018) ed essersi messa l’abito elegante, la Cantina Produttori Cormons corre più spedita verso altri traguardi, riguardanti la produzione di alcuni dei migliori vini del territorio, capitanati da un “Vino della Pace” non più ricavato da centinaia di barbatelle  arrivate a Cormons da ogni parte del mondo, ma da un blend studiato alla perfezione. Un uvaggio che rappresenta la punta di diamante della produzione, formato da un mix di cinque varietà, sapientemente dosate, che possa diventare il vino di riferimento della Città di Cormons, capoluogo indiscusso del vino regionale. Cinque grandi bianchi del territorio mixati con armonia intorno al 30% di Friulano, un altro 30% di Chardonnay, un buon 20% di Malvasia e il rimanente 20% quasi equamente diviso fra Pinot bianco e Ribolla gialla. Il vino ricavato ha riposato per 12 mesi in botti di quercia di tre essenze diverse e 6 mesi in bottiglia. La prima bottiglia della nuova produzione, vendemmia 2017, era stata stappata all’Enoteca di Cormòns lo scorso 14 maggio in occasione della presentazione ufficiale del nuovo vino, con la nuova etichetta su cui è riprodotto un disegno realizzato dal maestro Roberto Capucci, stilista di fama mondiale.

Alcune bottiglie da collezione e lo storico marchio restaurato.

Durante il brindisi inaugurale il nuovo direttore generale della Cantina Alessandro Dal Zovo ha ricordato che la prestigiosa guida Gilbert & Gaillard ha conferito il Gold award nell’International challenge del 2019 proprio al “Vino della Pace”, come pure al Pinot grigio e al Friulano Doc Collio, prodotti dall’azienda cormonese. Nel giro in cantina abbiamo pure ammirato alcune botti dipinte da artisti di fama, che fanno della “wine cellar” una vera e propria galleria d’arte enoica.

Preziose botti decorate.

—^—

In copertina, come ora si presenta all’esterno la Cantina Produttori.