Le Donne del vino Fvg in Slovenia al Festival della Malvasia di Portorose

Le Donne del Vino Fvg inaugurano i programmi transfrontalieri con la Slovenia in occasione della rassegna della Malvasia a Portorose, in Istria. Domenica e lunedì prossimi, infatti, l’Associazione Le Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia sarà presente con uno spazio istituzionale nella località turistica a due passi da Pirano, nell’ambito del Festival Internazionale “Malvasija, gusto raffinato del Mediterraneo”.
Si tratta della prima attività del 2023 delle Donne del Vino Fvg che si inserisce nei programmi dedicati a “Nova Gorica e Gorizia Capitale europea della cultura 2025” che prenderanno corpo nei prossimi anni in attività di scambio ed eventi, anche in collaborazione con le consorelle slovene. Al Festival Malvasija, nello spazio istituzionale curato dalla delegata Elena Roppa, dalle vicedelegate Sabrina di Brazzà, Maria Teresa Gasparet e Rosa Prisciandaro, nonché da alcune associate, si potranno degustare nove Malvasie di diverse aree del Friuli Venezia Giulia e dell’Istria: Malvasia 2021 Borgo San Daniele, Malvasia Dileo 2021 Castelvecchio, Prima Bora 2021 Zago. Myo Malvasia 2020 Annalisa Zorzettig, Malvasia 2018 e 2019 Colja Jozko, Poje Barde 2019 Parovel, Malvasia 2021 La Sclusa, Malvasia 2020 Borc da Vila.
Domenica, dunque, dalle 15 alle 21, e lunedì, dalle 15 alle 19, nelle sale dell’Hotel Slovenija di Portorose, sarà un’occasione importante per degustare alcune tra le migliori Malvasie di Italia, Slovenia e Croazia. Per la prima volta l’Associazione Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia sarà presente, grazie all’invito della presidente dell’Associazione dei viticoltori dell’Istria slovena, Ingrid Mahnic, e alla collaborazione con la Donna del Vino Fvg, Liliana Savioli, che è presente tra gli esperti degustatori del Festival.

Info:
Associazione Nazionale Le Donne del Vino – delegazione Friuli Venezia Giulia
friuliveneziagiulia@ledonnedelvino.com
FB: donnedelvinofvg
Sito web nazionale: ledonnedelvino.com

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In copertina, un grappolo di Malvasia istriana in una foto dei Vivai di Rauscedo.

Zannier alle Donne del vino Fvg a Pordenone: con questo progetto più lavoro e consumo consapevole

«Il progetto D-Vino porta a scuola la cultura della promozione del territorio, così come favorisce lo sviluppo di un consumo consapevole. Il risultato è formare studenti che guardano al mondo dell’enogastronomia come a uno sbocco professionale di qualità che si fonda sulla capacità di narrare non solo un prodotto ma un’intera esperienza». È quanto ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, alla presentazione del progetto D-Vino in Friuli Venezia Giulia, promosso dall’Associazione nazionale le Donne del vino in collaborazione con gli Istituti Alberghieri e Turistici e con le Istituzioni regionali deputate alla Formazione e alle Attività produttive.

Il progetto D-Vino prenderà avvio a partire dalla fine di questo mese all’Istituto Alberghiero Ial di Aviano e sarà coordinato dalle Donne del Vino della delegazione Fvg Maria Teresa Gasparet e Deborah Gelisi, assieme a Maria Cristina Cigolotti Kristalnigg e a Liliana Savioli – con la supervisione della neo-delegata regionale Elena Roppa – che hanno dettagliato la proposta in un incontro che si è svolto all’hotel Santin di Pordenone.
«L’enogastronomia è la principale leva di attrazione turistica di una destinazione. Saper raccontare il proprio territorio attraverso le qualità delle produzioni tipiche vitivinicole può aprire sbocchi professionali – ha detto Zannier -, ma soprattutto può aiutare ad allontanare una narrazione distorta che non vede nel vino un prodotto frutto di cultura e processi di qualità, ma una minaccia alla salute. Il consumo consapevole da parte dei giovani è parte di questa professionalità». La sperimentazione del Progetto D-Vino è stata avviata nell’anno accademico 2021/2022 in tre regioni pilota: Emilia Romagna, Piemonte e Sicilia e vede per l’anno in corso l’estensione dell’iniziativa in tutta Italia. Ora il progetto si è esteso a tutte le regioni e il Friuli Venezia Giulia vi entra da protagonista con la delegazione friulana che aprirà anche le porte delle proprie aziende vitivinicole.
Il progetto D-Vino nasce dalla necessità di formare sul vino e sui territori del vino gli allievi degli Istituti alberghieri e turistici: introduce un metodo di apprendimento basato sull’esperienza pratica e su testimonianze dirette di donne impegnate nell’intera filiera produttiva come produttrici, ristoratrici, enotecarie, giornaliste, addette alla comunicazione e al marketing, sommelier. Il percorso si sviluppa in dodici ore, condotte dalle donne del vino attraverso il racconto della propria esperienza diretta su enoturismo, accoglienza in cantina, mercati esteri, produzioni, etichette, sostenibilità, comunicazione e marketing enogastronomico. Il percorso didattico si chiude con la visita in azienda. Da Aviano il progetto sarà poi esteso ad altri istituti della regione.

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In copertina e all’interno l’assessore regionale Stefano Zannier con Elena Roppa neo-delegata Fvg dell’Associazione Donne del vino.

Donne del Vino Fvg affidate alla guida di Elena Roppa. Stamane a Pordenone un progetto per gli Istituti alberghieri

di Giuseppe Longo

Subito un impegno importante per le Donne del Vino Friuli del Venezia Giulia, dall’altro giorno, affidate alla guida di Elena Roppa. Stamane infatti, all’Hotel Santin di Pordenone, è in corso la presentazione del Progetto D-Vino, come dire la strategia per introdurre il vino fra le materie di studio degli Istituti Turistici e Alberghieri di tutta Italia. Una proposta che era partita da Firenze, proprio dall’Associazione nazionale Le Donne del Vino, in occasione degli eventi organizzati in preparazione al G20-Agricoltura. Il Progetto D-Vino è coordinato a livello nazionale da Roberta Urso (Sicilia), Antonietta Mazzeo (Emilia Romagna) e Roberta Lanero (Piemonte). L’iniziativa prenderà avvio a partire da fine gennaio anche nella nostra regione all’Istituto Alberghiero Ial di Aviano e sarà coordinata dalle esponenti della delegazione friulana Maria Teresa Gasparet e Deborah Gelisi.

Donatella Cinelli Colombini con la nuova leader nazionale Daniela Mastroberardino.


Nuova guida, dunque, per le Donne del Vino Fvg. Elena Roppa – specializzata in attività di consulenza e progettazione a favore delle aziende vitivinicole – ha ricevuto il testimone da Maria Cristina Cigolotti quale delegata regionale dell’associazione. A collaborare con lei, succedendo alla vice delegata Liliana Savioli, sono state chiamate Sabrina Savorgnan Di Brazzà, la citata Maria Teresa Gasparet e Rosa Prisciandaro, per cui la carica è stata ripartita in tre donne del vino.
In questi giorni è avvenuto anche il rinnovamento a livello nazionale, come stabilito dal consiglio direttivo: Daniela Mastroberardino è subentrata infatti a Donatella Cinelli Colombini che ha retto l’importante sodalizio per sette anni portando le associate a oltre quota mille. La nuova presidente nazionale è una notissima produttrice campana, amministratrice ed export manager dell’azienda Terredora a Montefusco, in provincia di Avellino.
Ma torniamo alla nuova delegata Fvg. Elena Roppa si è specializzata, dopo la laurea, in promozione del vino e del turismo enogastronomico in Alto Adige ed ha poi lavorato a Udine dal 2005 al 2011 per il Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia presieduto da Elda Felluga. Dal 2012 ha avviato la propria attività di consulenza e progettazione a favore delle aziende vitivinicole, delle imprese del comparto agroalimentare e degli enti di settore. Le sue attività professionali riguardano: consulenza diretta alle aziende del settore vitivinicolo per lo sviluppo del brand sia offline che online; progetti mirati alla promozione e all’organizzazione di eventi per Enti, Associazioni e Consorzi del vino e dell’agroalimentare; formazione di figure professionali e degli addetti al settore del vino e dell’agroalimentare nel campo della promozione; sviluppo di progetti di comunicazione per le aziende vitivinicole e agroalimentari che desiderano promuovere la propria realtà al pubblico e ai professionisti. Inoltre, dal 2013 Elena Roppa è la docente di riferimento dell’Ente di formazione regionale Ial Fvg per il settore vitivinicolo ed agroalimentare e sviluppa corsi dedicati sia alla formazione di figure professionali per il comparto sia corsi di aggiornamento per i professionisti sui temi della promozione, dell’internazionalizzazione e del web marketing. A lei e alle tre nuove vice delegate gli auguri di buon lavoro a favore dell’affascinante settore della vite e del vino che nel Vigneto Fvg ha conquistato un prestigio conosciuto in tutto il mondo.

Le associate del Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, Elena Roppa nuova delegata Fvg delle Donne del Vino.

 

E all’Anteprima del Gran Premio Noè debutta il “resistente” Bianco Preval

di Giuseppe Longo

GRADISCA D’ISONZO – Si scrive Piwi (acronimo dal tedesco Pilzwiderstandfähig, cioè vitigni meglio attrezzati ad affrontare le malattie funginee), ma si legge più semplicemente “viti resistenti”. In Friuli Venezia Giulia, grazie all’Università di Udine (Istituto di genomica applicata) e ai Vivai di Rauscedo, come è noto, sono state create diverse nuove varietà, che hanno pure cominciato a produrre uva e quindi a dare i primi vini, peraltro subito promossi e apprezzati, anche perché ottenuti da vigneti meno trattati e quindi più in linea con il rispetto dell’ambiente. Come il Bianco Preval (dal nome di una nota area cormonese) degustato fra i numerosi Friulani e spumanti proposti a Gradisca d’Isonzo al termine dell’incontro organizzato quale Anteprima al Gran Premio Noè, la prestigiosa manifestazione dedicata al Vigneto Fvg.


Bianco Preval è un vino tutto Made in Gradisca, perché frutto del lavoro di studenti, insegnanti e personale tecnico dell’Istituto Agrario Giovanni Brignoli, diretto dal professor Marco Fragiacomo. Come informa la controetichetta, “è ottenuto dai vitigni resistenti Soreli e Fleurtai, derivati per incrocio con una varietà locale. La coltivazione biologica e il limitato numero di trattamenti permettono di ridurre l’impatto ambientale, mentre l’inerbimento, l’assenza di irrigazione e il ridotto numero di gemme a ettaro contengono la produzione. L’uva, raccolta manualmente, dopo una soffice pressatura, viene vinificata in acciaio con frequenti “battonage”. Il risultato è un vino dagli aromi intensi e persistenti, floreali e fruttati, con note di erbe aromatiche e spezie”.
La degustazione ha seguito, come si diceva, la cerimonia avvenuta in sala Bergamas dove c’era stata anche una interessante tavola rotonda, coordinata da Stefano Cosma, sul tema “Tocai Friulano: presente e futuro di un vino autoctono declinato al femminile”. Dopo l’intervento di Claudio Fabbro, autore del libro “Il Vigneto Friuli dall’arrivo dei romani alla partenza del Tocai”, hanno parlato Cristina Burcheri, coautrice del libro “Vitti di Tocai… 300”, Adriano Gigante, presidente del Consorzio delle Doc Fvg, e Stefano Gri, presidente dell’Associazione Piwi Fvg, quella appunto che riunisce i produttori di vini da “viti resistenti”. C’era anche Mariaclara Forti, sindaco di Prepotto, ancora raggiante per il successo del concerto a Castelmonte (con abbinata degustazione di otto Schioppettini di Prepotto e di Cialla, perfettamente presentati dalla sommelier Liliana Savioli, pure presente all’Anteprima gradiscana) della sera precedente e oggi ancora più felice per lo straordinario esito della tappa del Giro d’Italia conclusasi ieri pomeriggio proprio dinanzi allo storico Santuario mariano.
La degustazione, abbinata a prodotti del territorio, in collaborazione con le Pro Loco di Gradisca d’Isonzo e di Duino Aurisina – entrambe Città del vino Fvg e la seconda investita, come è noto, anche dall’onore di rappresentare quest’anno non solo le trenta della nostra regione, ma anche tutte le Città che sono disseminate lungo lo Stivale e nelle Isole – ha visto una applaudita passerelle di ottimi bianchi, quasi tutti Friulano (ex Tocai) e spumanti, accanto appunto al Bianco Preval “resistente” prodotto a Gradisca. Ecco i protagonisti: con l’Istituto Brignoli, c’erano Butussi, Cantina di Cormons, Sant’Elena, Blason, Borgo Trevisan, Sirch, Conte d’Attimis Maniago, Antonutti, Cantina Rauscedo, Gri Alessio, Scubla, Uninersità di Udine Oro Patriarchi, Venica, Specogna, Felluga Marco, Luisa, Collavini, Zorzettig, Bortoluzzi, Terre Faet Andrea Drius, Castello di Buttrio, Vie d’Alt, Canus, Muzic e Gigante. Vini che ancora una volta hanno dimostrato, ma non ce n’era bisogno, di quanto il Vigneto Fvg sia vocato alla produzione di bianchi, tanto che si sono affermati in tutto il mondo. E il caro, vecchio Tocai – che oggi si chiama, ingiustamente, solo “Friulano” – continua a esserne il portabandiera, anche se quantitativamente da tempo superato da altre varietà che, secondo le mode del momento, vanno per la maggiore.

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In copertina e qui sopra la degustazione; all’interno, il Bianco Preval e la tavola rotonda in sala Bergamas.

Otto Stagioni e otto Schioppettini in un magico intreccio di musica e vini a Castelmonte

di Giuseppe Longo

PREPOTTO – Quando la grande musica s’incrocia con un grande vino, nasce un momento veramente magico. Come è avvenuto ieri pomeriggio-sera, a Castelmonte, ai piedi della grande Croce e al cospetto del celebre Santuario, la meta più amata dai fedeli friulani, ma non solo, dove le note immortali di Antonio Vivaldi e Astor Piazzolla si sono “fuse” in tutt’uno con lo Schioppettino di Prepotto e di Cialla regalando al folto pubblico  emozioni a non finire. Accentuate alla fine del concerto da una dolcissima “Ave Maria” composta dal Maestro argentino, proposta come atteso bis.

Protagonista, molto applaudita, la Nuova orchestra “Ferruccio Busoni” che sotto la guida del maestro Massimo Belli e con le parti solistiche affidate a un “grande” del violino, qual è l’udinese Lucio Degani, ha eseguito non quattro, bensì Otto Stagioni, vale a dire quelle celeberrime del “prete rosso” intercalate con quelle del “re” del Tango. E per ogni brano era abbinato proprio uno Schioppettino, di volta in volta presentato con la proprietà e la competenza che le sono riconosciute da Liliana Savioli, sommelier calatasi, in via eccezionale, anche in un’abile annunciatrice di musiche che hanno incantato la platea.
“Sulle Note dello Schioppettino di Prepotto e di Cialla” sono stati quindi via via presentati dalla enorelatrice i vini delle aziende Grillo Iole (2018), Nicola Bodigoi (2019), Ronchi di Cialla (2016), Ronc Soreli (2011), Spolert Winery (2019), Vie d’Alt (2019), Vigna Lenuzza (2019) e Vigna Petrussa (2018). La bravissima Savioli ha saputo veramente coinvolgere il pubblico nell’affascinante intreccio che di ogni Stagione ha offerto assieme ai “sentori” dello Schioppettino abbinatovi, regalando una “sinfonia” ulteriore, che alla fine è stata coronata dagli assaggi ai banchetti che sul piazzale erano stati allestiti da ogni cantina appunto di Prepotto e di Cialla, località che vantano due “cru” fra più prestiosi dei Colli orientali del Friuli e di tutto il Vigneto Fvg.


Regista dello straordinario evento – che si colloca fra le iniziative promosse e organizzate dal Comune di Prepotto quali corollari della tappa del Giro d’Italia che il 27 maggio, partita da Marano Lagunare, si concluderà proprio a Castelmonte – Mariaclara Forti che, nella sua qualità di sindaco del piccolo Comune pedemontano, non perde occasione per valorizzare quanto di meglio offra il paese e che in questa felicissima occasione ha avuto al suo fianco, con la Nuova orchestra “Ferruccio Busoni”, Regione Friuli Venezia Giulia, Turismo Fvg,  appunto Santuario della Beata Vergine di Castelmonte e Ministero della Cultura. Proprio a nome del Consiglio regionale ha portato un apprezzato saluto Cristiano Shaurli, già assessore all’Agricoltura (presente anche il collega Giuseppe Sibau), mentre in platea sedevano, fra gli altri, Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del Vino di cui anche Prepotto fa parte, e Alessandro Salvin, leader del Ducato dei vini friulani, impegnato in queste settimane nel nuovo, riuscitissimo tour di Asparagus.
Concluso il concerto dell’orchestra d’archi e clavicembalo, è seguita appunto la degustazione degli otto Schioppettini, proprio come le otto Stagioni di Vivaldi e Piazzolla, mentre calava la sera e le campane del Santuario annunciavano il momento della preghiera e della riflessione al termine di una giornata che per Prepotto rimarrà sicuramente fra i suoi ricordi più belli.

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In copertina e all’interno alcune immagini del bellissimo concerto di ieri sera a Castelmonte con la Nuova orchestra “Ferruccio Busoni” di Massimo Belli e il violino solista di Lucio Degani, sotto la regia del sindaco Mariaclara Forti e con la presentazione della sommelier Liliana Savioli. Ha portato un saluto per la Regione Fvg il consigliere Cristiano Shaurli.

 

 

Quando lo Schioppettino di Cialla e Prepotto ti “innamora” e ti fa cambiare anche mestiere…

di Giuseppe Longo

CIVIDALE – Lo Schioppettino è veramente la carta che sempre più va giocata a Prepotto e a Cialla, località che con le loro sottozone, ritagliate all’interno dei Colli orientali del Friuli, ne hanno “consacrato” una valenza ormai riconosciuta da tutti. E una conferma, semmai ci fosse stato bisogno, è venuta anche da un vero e proprio evento, anche perché originale, che ha avuto quale cornice il ristorante “Al Castello” che domina Cividale, la città longobarda Patrimonio dell’Umanità. Pretesto azzecatissimo la presentazione del volume “Custodi del vino – Storie di un’Italia che resiste e rinasce” (Slow Food Editore), un affascinante racconto di viaggio che Laura Donadoni ha fatto dopo essere andata alla scoperta di vigne e cantine, dalla Valle d’Aosta fino alla Sicilia, che lavorano ogni giorno per costruire e promuovere un messaggio di resilienza, capace di far uscire loro stesse, ma anche tutti noi, dai due anni tormentati dell’emergenza pandemica.

Gli intervenuti mentre parla Fabbro.


E, in questo viaggio tutto da scoprire sfogliando e leggendo le pagine del libro, bello e interessante, nel Vigneto Fvg l’autrice ha posato la lente d’ingrandimento proprio sulla zona dello Schioppettino di Prepotto e di Cialla, “indagando” nel lavoro appassionato dei suoi “Custodi”. Che, nella fattispecie, sono quattro affermati e anche storici produttori – Ronchi di Cialla, Spolert Winery, Ronchi Soreli e Vie d’Alt -, tre dei quali sono approdati al settore vitivinicolo dopo aver fatto tutt’altre attività. Apripista fu oltre mezzo secolo fa, anno più anno meno, il compianto Paolo Rapuzzi che, sostenuto dall’amore e dalla comprensione della moglie Dina – presente alla bella serata con i figli Ivan e Pierpaolo -, decise di impiantare un’azienda viticola proprio sulle colline di Cialla, da sempre terra di vini autoctoni di valore, come appunto lo Schioppettino, allora in serio pericolo di definitiva scomparsa, ma che la tenacia e l’intraprendenza di questi novelli viticoltori hanno permesso di salvare, anche grazie al determinante appoggio dei distillatori Nonino di Percoto che attribuirono proprio ai Rapuzzi, per questo loro coraggioso impegno – arrivarono a sfidare la legge che addirittura ne vietava la coltivazione – la prima edizione del Premio “Risit d’Aur”. Una storia rievocata da Claudio Fabbro che ha condotto l’incontro, fra dati e aneddoti, presentando appunto il libro, la sua autrice – il cui lavoro si divide tra California e Italia – e i quattro produttori. Ma anche i personaggi che hanno contribuito a rilanciare l’immagine del Vigneto Friuli come Luigi Veronelli, Gianni Brera e Mario Soldati.

Il saluto del sindaco Mariaclara Forti…

… e l’intervento di Laura Donadoni.

Simile l’avventurosa esperienza di Riccardo Caliari, veronese, ingegnere, da quattro anni a Prepotto dopo una importante parentesi a Montalcino, area fra le più celebrate della Toscana. Affascinato dalla ricca biodiversità di questa terra di confine, coltiva nove ettari a Novacuzzo, riservando un occhio di riguardo proprio allo Schioppettino – il vitigno, come è noto, è la Ribolla nera, in sloveno Pocalza – che affina in legno, come richiesto dal disciplinare, ma anche in anfora. Anche se veneto di origini, crede molto nelle tradizioni locali, tanto da chiamare l’azienda “Spolert”, il nome friulano della vecchia cucina in mattoni. Attribuisce grande importanza all’enoturismo, anche questa una carta da giocare sempre con maggior convinzione.

Alessandro Cossa

Pierpaolo Rapuzzi


Pure Flavio Schiratti ha cambiato vita, a cinquant’anni, dando vita a Ronc Soreli. Provenendo dal mondo industriale, ha molto investito a Prepotto acquistando una trentina di ettari, quasi tutti coltivati con vitigni a bacca bianca, fatta eccezione per il poco Schioppettino. Nel 2008 la prima vendemmia coincidente con la nascita della prestigiosa sottozona, che ha seguito dopo alcuni anni proprio quella di Cialla. Il suo Schioppettino ha rappresentato, con successo, il Vigneto Fvg alla recente degustazione nazionale condotta da Assoenologi al Vinitaly di Verona.
Autoctona invece, come il suo vino, Vie d’Alt, cantina presentata da Nadia Venica che con altre due sorelle porta avanti una bellissima realtà fondata dal nonno nel 1915. Un’azienda quindi tutta al femminile, diciotto ettari, in posizione panoramica invidiabile – da cui appunto il nome – a due passi dal Bosco Romagno. Lo Schioppettino è il rosso di punta, versatile ed elegante, per la produzione del quale le sorelle hanno appassionato anche i rispettivi mariti. Anche queste tre donne intraprendenti credono molto nel futuro enoturistico della zona.
“Nelle mani abbiamo un tesoro, guai a distruggerlo”, ha quindi ammonito Pierpaolo Rapuzzi ricordando proprio il lungimirante lavoro del padre. Un vino che ha una storia antica, tutta giocata tra Cialla e Prepotto, per il quale si dischiude un grande futuro, perché – per usare ancora le sue parole – è “semplice, facile da bere, ma complesso e di grande longevità”, caratteristico per quel singolare sentore di pepe nero originato dal rotundone. E poi si dice che il Friuli è soltanto terra di vini bianchi…

La degustazione degli 8 Schioppettini.

Tutte caratteristiche emerse anche nella degustazione che è seguita alla illustrazione delle aziende, le quali hanno presentato ognuna due Schioppettini, per cui si è trattato di un originale confronto tra ben sedici bottiglie di varie annate che hanno entusiasmato la platea, condotta alla scoperta delle peculiarità di questo grande, inimitabile vino, dalle parole appropriate del giovane sommelier-enotecaro Alessandro Cossa che ha sostituito egregiamente Liliana Savioli, impossibilità all’ultimo momento a intervenire. Tra gli estimatori del grande Schioppettino posto sotto i riflettori anche Giampiero Colecchia, voce autorevole delle Città del vino, che ha sottolineato l’opportunità di rafforzare le arcate di quel “ponte” già innalzato tra Prepotto e l’omonima frazione di Duino Aurisina proprio all’insegna del prodotto della vite, il professor Fulvio Ursini che, luminare dell’Università di Padova, ha scelto le colline di Dolegna del Collio per il suo “buen retiro”, e Ben Little, irlandese trapiantato in Friuli, “Pignolo dipendente”, ma innamorato anche degli altri vini di questa terra benedetta. E quindi anche dello Schioppettino di Prepotto e di Cialla. A tutti aveva dato il benvenuto, aprendo l’incontro, l’avvocato Mariaclara Forti, sindaco del piccolo Comune in riva al Judrio che crede molto nei progetti di valorizzazione dello Schioppettino e non perde occasione per escogitare e sostenere qualcosa di utile allo scopo. Tanto che un paio di anni fa le Donne del vino Fvg l’hanno premiata, facendola entrare nel loro benemerito sodalizio.

I grappoli dello Schioppettino.

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In copertina, i quattro produttori c on il sindaco Mariaclara Forti e la scrittrice Laura Donadoni.

Schioppettino di Prepotto e di Cialla, libro e masterclass oggi a Cividale

(g.l.) Appuntamento con lo Schioppettino di Prepotto e di Cialla oggi, 28 aprile, nelle sale del ristorante Al Castello di Cividale. Con inizio alle 18, ci sarà infatti l’annunciato evento speciale tutto dedicato alla prestigiosa sottozona ritagliata nell’ambito dei Colli orientali del Friuli una dozzina di anni fa, ma anche a quella precedente di Cialla, attribuendo il giusto valore al vino – il vitigno è la Ribolla nera – che è il vero portabandiera del territorio sulla riva destra del torrente Judrio. Nell’occasione, sarà presentato il libro dal titolo “I custodi del vino Schioppettino di Prepotto e Cialla” di Laura Donadoni. L’incontro sarà moderato dalla sommelier Liliana Savioli che poi guiderà una degustazione di otto vini: quelli delle aziende Ronchi di Cialla, Spolert Winery, Ronchi Soreli e Vie d’Alt. La masterclass sarà seguita da una light dinner e da un momento conviviale in compagnia, ovviamente, dell’impareggiabile Schioppettino.

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In copertina, i grappoli dello Schioppettino; qui sopra, la scrittrice Laura Donadoni.

 

Schioppettino di Prepotto e di Cialla: a Cividale il libro di Laura Donadoni

(g.l.) Una grande giornata per lo “Schioppettino di Prepotto” quella annunciata per il 28 aprile. Giovedì prossimo, infatti, con inizio alle 18, al Castello di Cividale, ci sarà un evento speciale tutto dedicato alla prestigiosa sottozona ritagliata nell’ambito dei Colli orientali del Friuli una dozzina di anni fa, ma anche a quella precedente di Cialla, attribuendo il giusto valore al vino – il vitigno è la Ribolla nera – che è il vero portabandiera del territorio sulla riva destra del torrente Judrio. Sarà presentato il libro dal titolo “I custodi del vino Schioppettino di Prepotto e Cialla” di Laura Donadoni. L’incontro sarà moderato dalla sommelier Liliana Savioli che poi guiderà una degustazione di otto vini: quelli delle aziende Ronchi di Cialla, Spolert Winery, Ronchi Soreli e Vie d’Alt. La masterclass sarà seguita da una light dinner e da un momento conviviale in compagnia, ovviamente, dell’impareggiabile Schioppettino.

Grappoli di Schioppettino

Liliana Savioli

Un vino cui Prepotto – Città del vino – tiene moltissimo, tanto da avergli dedicato anche un concorso letterario – “I racconti dello Schioppettino”, appunto -, alla seconda edizione e che in quella di esordio aveva visto la partecipazione di ben 180 autori provenienti da tutta Italia. A ispirare i nuovi racconti sarà la “Terra di confine”, come quella che dà anima e corpo allo Schioppettino. Triplice lo scopo dell’iniziativa: promuovere il territorio da un punto di vista turistico, esaltare il valore del brand dello Schioppettino, favorire la creatività di coloro che amano la scrittura. Ricordiamo che si concorre con un racconto inedito da inviare alla segreteria organizzativa del concorso (barbara.pascoli@gmail.com) entro il 19 giugno prossimo. Due le giurie incaricate di individuare i dodici finalisti e i tre vincitori da portare alla premiazione di sabato 8 ottobre.

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In copertina e qui sopra Laura Donadoni con il suo libro dedicato allo Schioppettino di Prepotto e di Cialla.

 

A Pordenone oggi l’ultimo giorno di Rive: Zannier al convegno su viticoltura-clima

«Accanto al sistema nazionale basato sul fondo per il risarcimento dei danni causati da eventi eccezionali, va assolutamente incentivato quello già esistente basato sul mutualismo e le assicurazioni per non dare false illusioni agli agricoltori di fronte ad eventi che si ripetono sempre con maggiore frequenza». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, partecipando a Pordenone al convegno svoltosi in Fiera dal titolo “La viticoltura moderna tra cambiamento climatico, il greening e delle nuove tecnologie. Gestire al meglio il rischio climatico e fitopatologico”, nell’ambito di Expo Rive, il salone del settore vitivinicolo che si conclude proprio oggi.

Zannier e Del Fabbro.

L’esponente della Giunta Fedriga ha posto in evidenza la necessità di sostenere un sistema parallelo al fondo nazionale per garantire risarcimenti congrui agli agricoltori. «La gestione del rischio – ha detto Zannier – non può essere più coperta esclusivamente dal fondo nazionale di solidarietà, poiché gli eventi eccezionali si stanno ripetendo con una certa continuità. Di conseguenza la capienza del fondo stesso si sta svuotando e quindi se si continua a battere questa strada si rischia di illudere gli agricoltori su possibili risarcimenti a loro favore. C’è quindi bisogno di incentivare e sostenere i sistemi già esistenti di tipo mutualistico o basati su polizze assicurative, poiché questi garantiscono una copertura del rischio più certa rispetto a qualsiasi intervento straordinario del piano nazionale».
Come detto, l’incontro – moderato dal giornalista Adriano Del Fabro, è avvenuto nell’ambito di Rive, la rassegna internazionale dedicata alla viticoltura ed enologia in corso di svolgimento nei padiglioni della Fiera di viale Treviso, a cui l’assessore ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione. Alla presenza in remoto del ministro alle Politiche agricole Stefano Patuanelli, del presidente della Fiera Renato Puiatti, del prefetto di Pordenone Domenico Lione e del presidente di Confindustria Alto Adriatico e vicepresidente della Camera di Commercio di Udine e Pordenone, Michelangelo Agrusti, Zannier ha posto in evidenza la necessità che i vari attori protagonisti del comparto agricolo si confrontino per definire scenari futuri possibili da raggiungere.
«Se a monte delle specializzazioni non c’è una visione di insieme che mira alla definizione di obiettivi perseguibili – ha detto il titolare regionale delle Risorse agroalimentari – la meccanizzazione e l’innovazione in un settore di vitale importanza per l’economia regionale e nazionale, qual è quello agricolo, resta fine a se stessa e non porterà a sviluppo futuro di lungo periodo. La presenza di risorse provenienti da vari canali contributivi di per se non è sufficiente per far compiere all’agricoltura un salto di qualità; perché ciò accada è altrettanto importante che quelle risorse vengano utilizzate anche per dare forma ad una tecnologia intimamente calata nel contesto in cui si trova, altrimenti il rischio è di avere a disposizione macchinari che non producono i vantaggi sperati».

Da remoto il ministro Patuanelli.

Riflessione a Fiume Veneto
con le Donne del Vino Fvg

E di clima e viticoltura, come già annunciato, si parlerà oggi, 12 novembre, anche a Fiume Veneto. Alle 17, l’Associazione Nazionale Donne del Vino delegazione del Friuli Venezia Giulia ha organizzato, infatti, nella sede della cantina Fossa Mala, il convegno “I cambiamenti climatici e le ripercussioni in vigna e cantina”. L’incontro, aperto a tutti gli interessanti, sarà animato da esperti del settore, che si confronteranno sul delicato tema che riguarda il presente ed il futuro della viticoltura nel nostro territorio e in tutta Italia. Sarà presente Stefano Zannier, assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, con una breve introduzione al tema del convegno, mentre il tecnologo e ricercatore dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, Emanuele Eccel, esporrà i risultati del progetto MEDCLIV come opportunità per migliorare la resilienza ai cambiamenti climatici.
Il presidente di Assoenologi Fvg, Rodolfo Rizzi, metterà quindi in evidenza le problematiche che riguardano la produzione dei vini, mentre l’agronomo Giovanni Bigot, di Perleuve, spiegherà le ripercussioni in vigna e il metereologo dell’Osmer Fvg, Marco Virgilio, mostrerà alcuni dati utili degli ultimi anni nel nostro territorio. Amorim Cork Italia e Verspieren Italia indicheranno, invece, progetti interni alle aziende relativi alla sostenibilità ambientale e al contenimento del rischio.
Le Donne del Vino, comunicatrici ed esperte del settore Elena Roppa, Roberta d’Urso e Marianna Cardone porteranno alcune buone pratiche ed esempi virtuosi dalle aziende vitivinicole delle regioni Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Puglia. La discussione sarà moderata da Domenica Grande, conduttrice radiofonica e sommelier. Le Donne del Vino hanno fatto proprio il tema dell’ambiente e della sostenibilità ambientale nella pratica già da molti anni e il biennio 2020-2021 è stato consacrato a questo argomento in tutte le loro manifestazioni. Le Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia, guidate dalla delegata Cristina Cigolotti e dalla vice delegata Liliana Savioli, unitamente alle due consigliere nazionali Cristiana Cirielli e Antonella Cantarutti, ritengono fondamentale organizzare questi momenti di confronto sul tema per condividere informazioni e progetti a livello regionale e fare rete nel settore del vino.
Per chi fosse interessato a partecipare, è necessario inviare una mail a friuliveneziagiulia@ledonnedelvino.com con oggetto Convegno 12 novembre. Per accedere al convegno, è necessario essere muniti di green pass.

Vigneti delle Grave del Friuli.

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In copertina, l’assessore regionale Zannier alla Fiera di Pordenone.

Dai Premi di Dolegna del Collio agli effetti clima-vite di Fiume Veneto

(g.l.) Due importanti appuntamenti del settore primario, tra oggi e domani, a Dolegna del Collio e a Fiume Veneto, rispettivamente nei territori provinciali di Gorizia e di Pordenone. Ecco, allora, in dettaglio di che cosa si tratta.

DOLEGNA – Quella di Dolegna del Collio è diventata la Festa del Ringraziamento più attesa del Friuli. L’evento, giunto alla 55a edizione, richiama infatti ogni anno l’11 novembre, in occasione della ricorrenza di San Martino, l’attenzione del mondo dei campi poiché in tale circostanza la sezione locale di Coldiretti conferisce il premio “Falcetto d’oro” e il Comune collinare il premio “Foglia d’oro” a illustri enti o personalità che hanno promosso l’agricoltura e la viticoltura e, in generale, la cultura rurale in regione, in Italia e nel mondo, sui cui nomi il riserbo rimane assoluto fino al momento della cerimonia.
Sostenuta da CiviBank la manifestazione è in programma proprio stamane, alle ore 11, nell’area della cooperativa agraria di via Zorutti. Negli ultimi anni l’evento ha acquisito un notevole spessore per gli illustri personaggi che hanno ricevuto il riconoscimento. Del resto, la banca cividalese è l’istituto leader in Friuli Venezia Giulia nel credito agrario e ha voluto contribuire a conferire a questa iniziativa la massima rilevanza possibile tanto è vero che nelle ultime edizioni non sono mai mancati i massimi esponenti politico-istituzionali e del settore agricolo regionali. Dopo la celebrazione eucaristica e la successiva benedizione dei mezzi agricoli, il presidente della giuria, l’agronomo e giornalista Claudio Fabbro, condurrà la cerimonia della consegna dei riconoscimenti.
Il “Falcetto d’oro” viene assegnato a enti o personalità che hanno valorizzato con la loro attività l’agricoltura, l’enologia e il territorio. Anche l’amministrazione comunale ha voluto affiancare a questo premio un proprio riconoscimento denominato “Foglia d’oro” assegnato a personaggi di chiara fama. A Dolegna per San Martino sono attesi i massimi rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, della Coldiretti e della CiviBank. A favore del comparto primario la banca cividalese ha rinnovato il proprio impegno anche nell’annata agraria 2020-21 accompagnando le imprese sia sul fronte ordinario che in quello straordinario a seguito delle calamità che si sono verificate. Sul fronte ordinario, si è ulteriormente messa a frutto la convenzione stipulata con la Regione Fvg per la concessione di finanziamenti a valere sul Fondo di rotazione.

Vigneti a Dolegna del Collio.

FIUME VENETO – Per domani 12 novembre, alle 17, l’Associazione Nazionale Donne del Vino delegazione del Friuli Venezia Giulia ha organizzato a Fiume Veneto, nella sede della cantina Fossa Mala, l’annunciato convegno “I cambiamenti climatici e le ripercussioni in vigna e cantina”. L’incontro, aperto a tutti gli interessanti, sarà animato da esperti del settore, che si confronteranno sul delicato tema che riguarda il presente ed il futuro della viticoltura nel nostro territorio e in tutta Italia. Sarà presente Stefano Zannier, assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, con una breve introduzione al tema del convegno, mentre il tecnologo e ricercatore dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, Emanuele Eccel, esporrà i risultati del progetto MEDCLIV come opportunità per migliorare la resilienza ai cambiamenti climatici.
Il presidente di Assoenologi Fvg, Rodolfo Rizzi, metterà quindi in evidenza le problematiche che riguardano la produzione dei vini, mentre l’agronomo Giovanni Bigot, di Perleuve, spiegherà le ripercussioni in vigna e il metereologo dell’Osmer Fvg, Marco Virgilio, mostrerà alcuni dati utili degli ultimi anni nel nostro territorio. Amorim Cork Italia e Verspieren Italia indicheranno, invece, progetti interni alle aziende relativi alla sostenibilità ambientale e al contenimento del rischio.
Le Donne del Vino, comunicatrici ed esperte del settore Elena Roppa, Roberta d’Urso e Marianna Cardone porteranno alcune buone pratiche ed esempi virtuosi dalle aziende vitivinicole delle regioni Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Puglia. La discussione sarà moderata da Domenica Grande, conduttrice radiofonica e sommelier. Le Donne del Vino hanno fatto proprio il tema dell’ambiente e della sostenibilità ambientale nella pratica già da molti anni e il biennio 2020-2021 è stato consacrato a questo argomento in tutte le loro manifestazioni. Le Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia, guidate dalla delegata Cristina Cigolotti e dalla vice delegata Liliana Savioli, unitamente alle due consigliere nazionali Cristiana Cirielli e Antonella Cantarutti, ritengono fondamentale organizzare questi momenti di confronto sul tema per condividere informazioni e progetti a livello regionale e fare rete nel settore del vino.
Per chi fosse interessato a partecipare, è necessario inviare una mail a friuliveneziagiulia@ledonnedelvino.com con oggetto Convegno 12 novembre. Per accedere al convegno, è necessario essere muniti di green pass.

Vigneti nelle Grave del Friuli.

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In copertina, una preziosa scultura che ritrae San Martino di cui ricorre proprio oggi la memoria.