“Bene vino e prosciutto in Canada: ora si faccia avanti anche il Montasio”

di Gi Elle

In Canada va molto bene il vino, a cominciare da quello con le bollicine, e pure il prosciutto di San Daniele e altri prodotti agroalimentari, ma nell’elenco manca il Montasio, per cui sarebbe opportuno che anche il rinomato formaggio friulano vi si aggiungesse quanto prima. E’ quanto auspica Confagricoltura Fvg, rilevando che, a due anni dall’applicazione dell’accordo commerciale (Ceta) con il grande Paese nordamericano, le esportazioni del San Daniele Dop sono cresciute del 35 per cento in quantità. E anche l’export degli spumanti (Prosecco compreso) è aumentato dell’11 per cento. Sono questi alcuni dati elaborati dalla Commissione europea in occasione della scadenza del primo biennio della sottoscrizione dell’accordo e sottolineati dalla Organizzazione agricola, presieduta da Philip Thurn Valsassina, come «molto postivi». La Commissione ha evidenziato, inoltre, che le esportazioni del settore agricolo europeo verso il Canada, nel suo insieme, sono aumentate del 7,4 per cento. Il mercato canadese rappresenta il 2 per cento del valore dell’export agroalimentare italiano. I dati del 2018 confermano che più di un quinto dell’export totale, in valore, dell’Italia verso il Canada è composto da prodotti agricoli e agroalimentari e, di questi, quasi il 40 per cento è costituto da prodotti vitivinicoli.

Bene l’export dei vini.

Dall’entrata in vigore del Ceta, nel territorio canadese sono tutelate 143 Indicazioni geografiche europee agroalimentari, con la possibilità di aggiungerne altre. Tra queste ve ne sono 42 italiane comprendenti le 10 Denominazioni che rappresentano il 90 per cento dell’export di tutte le Denominazioni agroalimentari del nostro Paese. E, tra queste, quella del Prosciutto San Daniele che non poteva essere utilizzata in Canada da oltre vent’anni. La tutela delle Denominazioni non comprese nella lista inserita nel Ceta risulta molto semplice da ottenere. Infatti, il governo canadese ha previsto che se ne possa fare richiesta tramite il sito già esistente per il riconoscimento delle Denominazioni di vini e spiriti che ha aperto anche al comparto agroalimentare.

Philip Thurn Valsassina

«Quindi, chiunque può fare richiesta di riconoscimento di una nuova Denominazione e speriamo che, tra queste, presto si aggiunga anche il formaggio Montasio Dop – dice il presidente Thurn Valsassina -. Noi, da sempre, abbiamo espresso una posizione favorevole ai negoziati bilaterali tra Ue e Paesi terzi sia considerato l’evolvere lento e frammentario della trattativa multilaterale al Wto, sia perché il libero scambio delle merci anche a livello internazionale è condizione fondamentale per lo sviluppo economico delle imprese e anche perché, all’interno degli accordi, si mettono delle regole precise sulla qualità dei prodotti importati (cereali, leguminose, carne). La Confederazione, al contempo, sostiene che le intese bilaterali devono essere basate su principi di reciprocità ed equilibrio tra le parti; devono prevedere concessioni che siano mutualmente vantaggiose sia sul fronte del taglio delle barriere tariffarie, sia per quello degli ostacoli non tariffari che, è ampiamente dimostrato, sono anche molto più rilevanti per i rapporti commerciali».

In Canada il 35% in più di prosciutto.

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In copertina, formaggio Montasio: Confagricoltura Fvg auspica che pure questo Dop decolli per il Canada.

Il Biwa 2019 premia Carso e Colli orientali con Vitovska e Picolit

di Gi Elle

Il Friuli Venezia Giulia ha piazzato due etichette fra le 50 che la giuria internazionale del Biwa (il Best Italian Wine Awards, ideato da Luca Gardini, sommelier già campione del mondo) ha scelto per l’annuale classifica. E si tratta di due vini di “nicchia” che provengono da altrettante prestigiose zone Doc: Carso e Colli orientali del Friuli. Eccoli: la Vitovska 2017  Venezia Giulia Igt di Zidarich e il Picolit Docg Cof 2016 di Dario Coos. Due piccole, ma rinomate aziende espresse da ambienti vitivinicoli fra i più considerati delle citate denominazioni di origine: Prepotto del Carso, in Comune di Duino Aurisina, e Ramandolo di Nimis, famose per altri grandi vini dei rispettivi territori come il Terrano e la Malvasia, nel primo caso; il Ramandolo Docg, del quale è in atto la vendemmia, proprio in questi giorni, nel secondo. E per quanto riguarda più espressamente il grande vino dolce – protetto dal primo marchio Docg concesso nel Vigneto Fvg -, ottenuto sulle colline digradanti dal monte Bernadia, si stanno definendo gli ultimi dettagli organizzativi in vista della ormai celebre manifestazione novembrina “Oro di Ramandolo”.

Picolit

Ma ecco la classifica completa:

  1. Tenuta San Guido – Sassicaia 2016 – TOSCANA
  2. Burlotto – Barolo Monvigliero 2015 – PIEMONTE
  3. Cantina Tramin – Terminum 2016 – ALTO ADIGE
  4. Petrolo – Galatrona 2017 – TOSCANA
  5. Lusignani Alberto – Vin Santo di Vigoleno 2009 – EMILIA ROMAGNA
  6. Florio – Donna Franca – SICILIA
  7. Casanova di Neri – Cerretalto 2013 – TOSCANA
  8. Poliziano – Le Caggiole 2016 – TOSCANA
  9. Grattamacco Collemassari – Grattamacco 2016 – TOSCANA
  10. Broglia- Vecchia Annata 2010 – PIEMONTE
  11. Ca’ del Bosco – Annamaria Clementi 2009 – LOMBARDIA
  12. Fratelli Alessandria – Barolo Monvigliero 2015 – PIEMONTE
  13. Cantina S. Michele Appiano – Appius 2014 – ALTO ADIGE
  14. Cantina Terlano – Terlaner I G. Cuvée 2016 – ALTO ADIGE
  15. Marco De Bartoli – Vecchio Samperi Perpetuo – SICILIA
  16. Giuseppe Quintarelli – Amarone classico 2011 – VENETO
  17. Donnafugata – Ben Ryé 2016 – SICILIA
  18. Ferrari – Giulio Rosé Riserva 2007 – TRENTINO
  19. Uberti – Dequinque Cuvée – LOMBARDIA
  20. Torre San Martino – 1922 2016 – EMILIA ROMAGNA
  21. Tornatore – Trimarchisa 2016 – SICILIA
  22. Roagna – Barbaresco Asili 2013 – PIEMONTE
  23. Elvio Cogno – Barolo Ravera 2015 – PIEMONTE
  24. Manincor – Réserve della Contessa 2018 – ALTO ADIGE
  25. Azelia di Scavino – Barolo Margheria 2015 – PIEMONTE
  26. AR.PE.PE. – Rocce Rosse 2009 – LOMBARDIA
  27. Dario Coos – Picolit 2016 – FRIULI VENEZIA GIULIA
  28. Cantine Dei – Madonna delle Querce 2015 – TOSCANA
  29. Valentini – Trebbiano d’Abruzzo 2015 – ABRUZZO
  30. Monte Rossa – Fuoriserie N.021 – LOMBARDIA
  31. Il Cellese – Sor Bruno 2014 – TOSCANA
  32. Cusumano – Alta Mora 2018 – SICILIA
  33. Sette Ponti – Vigna dell’Impero 1935 2016 – TOSCANA
  34. Il Marroneto – Madonna delle Grazie 2013 – TOSCANA
  35. Roccapesta – Calestaia 2015 – TOSCANA
  36. Frescobaldi – Mormoreto 2016 – TOSCANA
  37. Le Potazzine – Brunello di Montalcino 2015 – TOSCANA
  38. Donna Olimpia 1898 – Millepassi 2016 – TOSCANA
  39. Marisa Cuomo – Fiorduva 2017 – CAMPANIA
  40. Santa Barbara – Tardivo ma non tardo 2017 – MARCHE
  41. Giovanni Rosso – Barolo Vigna Rionda 2015 – PIEMONTE
  42. Isole e Olena – Cepparello 2016 – TOSCANA
  43. Zidarich – Vitovska 2017 – FRULI VENEZIA GIULIA
  44. Ca’ del Baio – Barbaresco Asili 2016 – PIEMONTE
  45. Conte Emo Capodilista – Donna Daria 2016 – VENETO
  46. Barale Fratelli- Barolo Bussia 2015 – PIEMONTE
  47. Podere Il Carnasciale – Il Caberlot 2016 – TOSCANA
  48. Elena Fucci – Titolo 2017 – BASILICATA
  49. Cavallotto – Barolo Riserva Vignolo 2013 – PIEMONTE
  50. Andrea Felici – Il Cantico della Figura 2016 – MARCHE

Vitovska

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In copertina, colori d’autunno ormai nei vigneti del Friuli Venezia Giulia.

Refosco e Pignolo in due “verticali” a Ramandolo

di Gi Elle

Il Refosco? Che sia di Faedis o dal peduncolo rosso è un grande vino, di carattere, pieno di forze e potenzialità. Insomma, un vero protagonista a tavola, specialmente di quella autunnale e invernale, più grassa e saporita. E’, insomma, il re dei rossi friulani, come dire il nostro… Barolo! E proprio a questo splendido vino, che pare abbia i suoi antichi progenitori nell’Agro di Aquileia di oltre duemila anni fa, l’Osteria di Ramandolo dei coniugi Ilenia e Pietro Greco ha organizzato una interessante degustazione – “Seduzioni di Refosco, questo il simpatico ma anche significativo titolo – che si terrà domani, alle 20, con la partecipazione di sei piccoli produttori locali, proprio mentre in questo angolo più a nord dei Colli orientali del Friuli la vendemmia consente di portare in cantina bellissimi grappoli appunto di Refosco – a Nimis ha un forte incidenza anche il Refosco di Faedis o Refoscone – e di Verduzzo, uve quest’ultime candidate a dare il prezioso Ramandolo Docg.

Il Refosco di Faedis. 

Si tratta, dunque, di una “verticale” di annate di Refosco dal peduncolo rosso per scoprire le varie sfumature e interpretazioni di questo vitigno proprio nella parte più alta della prestigiosa zona Cof. Questi i vini che accompagneranno i vari piatti: Refosco dal peduncolo rosso 2018 – Venchiarezza (Cividale),“El Re” Refosco Peduncolo Rosso 2017 – Marco Sara (Savorgnano),“Ros di Ponche” 2016 – Sot La Mont (Racchiuso), Refosco dal peduncolo rosso 2015 – Jacuss (Montina di Torreano), Refosco dal peduncolo rosso 2015 – Marco Cecchini (Faedis), “Orgoglio” 2015 – Vini Belluzzo (Tarcento).

Il Pignolo.

Ma non è finita qui. L’Osteria di Ramandolo ha infatti organizzato per sabato 26 ottobre, alle 20. un’altra invitante serata per scoprire un antico vitigno autoctono del Friuli: il Pignolo. Saranno protagonisti sei vignaioli ancora dei Colli orientali del Friuli per una degustazione verticale dedicata al vitigno rosso, giustamente definito dai gestori della storica trattoria “più austero e longevo della nostra regione”.
Questi i vini in degustazione: Pignolo 2014 – Casasola, Pignolo “Romain” 2011 – Rodaro Paolo, Pignolo Riserva 2010 – La Viarte, Pignolo 2009 – Guerra Dario, Pignolo 2009 – Conte d’Attimis Maniago, Pignolo 2008 – Cantarutti. Anche in questo caso i vini saranno accompagnati da piatti studiati ad hoc.

Vigneti sulle pendici del Bernadia.

Per informazioni e prenotazioni chiamare all’Osteria di Ramandolo il numero 0432790009.

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In copertina, il Refosco dal peduncolo rosso domani in scena alla verticale.

Tour su Collio e Brda con le auto d’epoca tra i colori d’autunno

di Gi Elle

Auto storiche tra i vigneti a cavallo del confine italo-sloveno che, conclusa la vendemmia, stanno cambiando colore e quindi perdendo le foglie in vista del riposo invernale, mentre i nuovi vini si stanno affinando in cantina.  Il Club friulano veicoli d’epoca (Cfve) chiude infatti in bellezza la stagione annuale con il tradizionale raduno “Colori d’autunno” che per il 2019 coinvolge il territorio transfrontaliero tra Friuli orientale e Slovenia.

Così, domenica 13 ottobre, una trentina di auto d’epoca dei collezionisti iscritti al club presieduto da Italo Zompicchiatti si ritroveranno, alle 9, presso la Cooperativa di Premariacco per procedere in direzione del Collio sloveno (Brda) con destinazione San Martino nei pressi di Casteldobra, famosissima località vitivinicola.  Qui gli equipaggi avranno modo di visitare le bellezze del territorio e degustare i prodotti dell’enogastronomia slovena. Dopo aver attraversato il valico di Plessiva, a due passi da Cormons, il variopinto corteo di “vecchie signore” a quattro ruote rientrerà in Italia per attraversare il Collio fino a raggiungere Cividale, cuore dei Colli orientali del Friuli, per poi proseguire verso le Valli del Natisone. Un percorso suggestivo dove i colori d’autunno sono davvero superbi e attrattivi. Veicoli di varia produzione ed epoca, ma tutti rigorosamente conservati e iscritti Asi, animeranno questa iniziativa per una giornata all’insegna della sana amicizia saldata dalla comune passione per il collezionismo di pregiate vetture.

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In copertina e qui sopra due immagini autunnali del Collio sloveno nella zona vitivinicola di Casteldobra.

 

Dopo Beppe Severgnini a Rosazzo arriva la storia di Nellie Bly

di Gi Elle

Dopo la bellissima serata con lo scrittore Beppe Severgnini, che ha presentato il suo ultimo libro, ecco un altro invitante appuntamento a Rosazzo. Domani, 9 ottobre, alle 18, nell’ambito della rassegna “I colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, andrà in scena infatti, nella sala della Palma, l’incredibile storia, ma vera, di Nellie Bly, giornalista d’assalto e di cuore. L’incontro, coordinato da Margherita Reguitti,  vedrà protagonisti Valerio Marchi (ideatore e narratore) e Alessandra Pergolese (letture), con gli intermezzi musicali di Diego Perotti. Saranno loro a raccontare l’avventuroso percorso di Elizabeth Jane Cochran, in arte Nellie Bly, pioniera del giornalismo d’inchiesta e investigativo sotto copertura e simbolo dell’emancipazione femminile.

Ecco l’incontro con lo scrittore Beppe Severgnini a Rosazzo.

Dall’epopea di sei mesi in Messico ai viaggi fra gli inferni dei manicomi, dalle carceri alle case per donne perdute e alle dolenti corrispondenze dal fronte russo e serbo nella Grande Guerra: la vita e il lavoro di Nellie Bly, convinta che la stampa dovesse sempre rendere nota ogni ingiustizia a difesa dei deboli, hanno avuto un unico riferimento etico riassunto così dalle sue stesse parole: «Non ho mai scritto una parola che non provenisse dal mio cuore, e mai lo farò». L’appuntamento si concluderà, come al solito, con un brindisi con i vini Livio Felluga, la cui etichetta, rappresentata da un’antica mappa del territorio, viaggia in oltre ottanta Paesi nel mondo.

Nellie Bly


Ma dicevamo di Severgnini. Il famoso giornalista e scrittore ha proposto nel precedente “colloquio” tra i suggestivi vigneti dell’Abbazia di Rosazzo, sulle colline di Manzano, un viaggio nel suo cambiamento professionale e personale attraverso le pagine di “Italiani si rimane”, edito da Solferino Libri. Un viaggio ironico, sentimentale e istruttivo: dalla scuola di Montanelli al Corriere della Sera, dal primo articolo per La Provincia di Cremona al New York Times, dai libri alla radio, da Twitter al teatro (entrambi utili, il secondo più moderno). In Italia e in Europa, in America e in Australia, in televisione e sui treni del mondo. In ogni esperienza si nasconde una lezione. Beppe Severgnini prova a capire quale sia, e condivide con noi le sue scoperte. Una narrazione intima e sorprendente, una scrittura nuova e appassionata. “Italiani si rimane” non spiega solo le trasformazioni nei media a cavallo tra due secoli: parla del tempo che passa, del legame con la terra e la famiglia, del piacere di insegnare e veder crescere nuovi talenti. Un racconto utile ai più giovani per progettare e ai meno giovani per ricordare.
Alla fine Beppe Severgnini, ascoltato da una folta platea, ha brindato assieme ad Elda Felluga, “anima” della prestigiosa manifestazione culturale, con i vini della storica azienda fondata dal padre Livio, il patriarca del Vigneto Fvg che si spense ultracentenario poco meno di tre anni fa.

La suggestiva Abbazia tra i vigneti vista dall’obiettivo Luigi Vitale.

La rassegna, promossa dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dall’azienda Livio Felluga, è realizzata in collaborazione con MiBAC, Biblioteca Statale Isontina, Associazione culturale Vigne Museum e il Comune di Manzano.

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In copertina, Elda Felluga brinda con Beppe Severgnini ricordando il padre Livio, patriarca del Vigneto Fvg.

In riva al Tagliamento tra gli antichi vitigni salvati da Emilio Bulfon

di Gi Elle

“DegustaMente”, l’originale iniziativa di Vino e Sapori del Friuli Venezia Giulia, domenica prossima, 6 ottobre, dà appuntamento a Valeriano di Pinzano, in riva al Tagliamento, nella “patria” dei vecchi, preziosi vitigni autoctoni friulani, salvati e rilanciati dalla passione e dalla lungimiranza di Emilio Bulfon, un vitivinicoltore davvero fuori dal comune e che merita d’essere conosciuto.

Emilio Bulfon in cantina.

Ma come si svilupperà la invitante proposta? Una volta raggiunto il vigneto prescelto, si inizia con l’esperienza di “risveglio sensoriale mindfulness” alla ricerca dell’ideale bilanciamento delle nostre energie, ricevendo calma e serenità dalla natura in cui siamo immersi. “Liberiamo la mente dallo stress – spiegano gli organizzatori – per concentrarci sul presente: chiudere gli occhi, respirare lentamente, ascoltare il silenzio e risvegliare i nostri sensi. Dopo un momento tutto per noi, possiamo gradualmente immergerci in un viaggio alla scoperta dei sapori del territorio, guidati in una degustazione più consapevole che coinvolge e stimola le nostre abilità percettive”. Per cui, ad occhi chiusi, “ci prepariamo ad assaggiare una selezione di vini della cantina abbinati a delle proposte gastronomiche a base di prodotti locali: un’analisi olfattiva e palatale, per imparare a riconoscere le qualità organolettiche del vino e l’arte di abbinare correttamente il cibo”.
Questo, dunque, il programma della giornata. Alle 15, accoglienza, consegna “Kit di benvenuto” e presentazione dell’evento; alle 15.30 esperienza “risveglio sensoriale mindfulness” con la psicoterapeuta Manuela Pontoni; alle 16.30 rivoluzionaria esperienza di degustazione enogastronomica a cura di Giovanni Munisso; alle 17.30 visita guidata in cantina.

Come dicevamo, l’azienda vitivinicola Emilio Bulfon è nota in regione per avere riscoperto, recuperato e valorizzato antiche varietà autoctone di vitigni del territorio del Friuli occidentale: Ucelut, Piculit neri, Sciaglin e Forgiarin. Vini tutti declinati rigorosamente in friulano (i cui nomi altrimenti sarebbero intraducibili) e che hanno ottenuto grande successo anche quest’anno. Da ricordare, infatti, la brillante affermazione a fine  luglio, nella splendida cornice della Villa di Toppo Florio a Buttrio,  alla famosa Fiera regionale dei vini, dove sono state proclamate le Corone 2019 della guida Vinibuoni d’Italia, edita dal Touring Club Italiano e curata da Mario Busso e Alessandro Scorsone. “Siamo orgogliosi – dice Emilio Bulfon – di annunciare il doppio riconoscimento ottenuto dal nostro Forgiarìn 2016, in gara fra i 725 vini finalisti inviati da tutta Italia. Il nostro autoctono rosso ha vinto la Golden Star e si è aggiudicato la Corona nella categoria “Oggi le corone le decido io”, votato da un pubblico molto attento e preparato, composto da sommelier, giornalisti, produttori e winelovers”.

Ucelut e Piculit neri.

Il cuore della filosofia dell’azienda è rappresentato, appunto – come si può attingere dal sito ufficiale della famosa cantina di Valeriano -, dalla riscoperta e dal recupero di antichi vitigni friulani coltivati per secoli sulle colline del Friuli Occidentale. Antichi vitigni che fino a una trentina d’anni fa sembravano scomparsi, fagocitati dai rovi e dall’incuria degli uomini, ma che la passione di Emilio Bulfon, con l’aiuto di Noemi e dei figli Lorenzo ed Alberta, ha fatto rinascere a nuova vita e con cura, ha individuato, selezionato e reimpiantato, con la collaborazione degli esperti ampelografi dell’Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano.

Sciaglin e Forgiarin.

Il cuore del lavoro di Emilio Bulfon, scopritore di queste varietà autoctone, è rappresentato dalla volontà di perseverare nella valorizzazione e nella tutela di questi vitigni, accanto ai capisaldi dell’attività vitivinicola: la cura costante dei vigneti, il miglioramento e l’affinamento della qualità dei vini ottenuti e l’accoglienza in cantina. Nel 1987, la Provincia di Pordenone, riconoscendo il lavoro di recupero e valorizzazione compiuto, gli ha conferito la Medaglia d’Oro e, dopo aver avviato in una delle sue aziende agricole, l’impianto sperimentale di 24 vitigni autoctoni friulani, ha promosso con il contributo del Comitato iniziative agricole della Fiera di Pordenone e dell’Istituto di Enologia di Conegliano, il libro di carattere storico e scientifico “Dalle colline spilimberghesi nuove viti e nuovi vini”, a cura di Emilio Bulfon, Ruggero Forti e Gianni Zuliani (1987, p. 83), dove per la prima volta sono state pubblicate le schede ampelografiche delle varietà recuperate: Ucelut, Piculit neri, Sciaglin e Forgiarin.

Una ricerca che è continuata in seguito con il recupero di altre cultivar, un tempo presenti nell’area pordenonese e in via d’estinzione, selezionate e coltivate ormai da decenni nei vigneti dell’azienda a Valeriano per concessione dell’Ispettorato provinciale dell’Agricoltura di Pordenone e con l’autorizzazione della Regione Fvg. Tutte queste varietà di vite sono state iscritte nel “Catalogo nazionale delle varietà di uva”. Nel 2010 Emilio Bulfon in occasione della 43ª edizione del Vinitaly, il salone internazionale del vino europeo che si svolge ogni anno a Verona, è stato insignito della prestigiosa onorificenza di “Benemerito della vitivinicoltura italiana”, Gran Medaglia di Cangrande.

I vigneti sono in riva al Tagliamento.

Il prezzo dell’esperienza è di 40,00 €, ma chi si iscrive al Wine Club ha subito uno sconto di 10,00 €!
La quota di partecipazione comprende:
Kit degustazione con la tracolla e calice
Esperienza “risveglio sensoriale mindfulness” con la Psicoterapeuta Dott.ssa Pontoni Manuela
Degustazione guidata di 3 vini abbinati a 3 proposte gastronomiche
Visita guidata in cantina
Info e prenotazioni: info@vinoesapori.it / tel. +39 0432 611401 / +39 380 4725486
(prenotazione obbligatoria – posti limitati)
Il progetto è realizzato da Vino e Sapori FVG con la collaborazione del Movimento Turismo del Vino FVG.

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In copertina, uno dei curatissimi vigneti di Emilio Bulfon a Valeriano.

(Foto dal sito ufficiale dell’Azienda)

A Gusti di Frontiera tutto “frico” con Scarello e Del Fabro

di Gi Elle

“Gusti di Frontiera” ormai a metà cammino, anzi quella di oggi è la giornata principale, quella più attesa, consacrata a uno dei grandi e indiscussi piatti della tradizione friulana: il “frico”.  E sarà sicuramente quella dei grandi numeri, se il tempo sarà alleato, che si sommeranno a quelli già incamerati. Partenza da record, infatti, per questa 16ma edizione della rassegna enogastronomica in corso a Gorizia fino a domani: l’imponente kermesse conferma e supera il suo primato di più imponente e frequentata manifestazione enogastronomica del Nordest, con un afflusso stimato, già per le battute iniziali (gli stand si sono aperti giovedì pomeriggio), di circa 100mila presenze. Dagli accessi ai varchi, i dati sulla viabilità, l’utilizzo dei parcheggi, i materiali distribuiti agli infopoint, il dato registrato dagli organizzatori è nettamente in crescita rispetto allo scorso anno.

SINDACO SODDISFATTO

«La prima giornata di “Gusti di Frontiera” è stata ricca di soddisfazioni, sia per la qualità del programma che per l’afflusso affettuoso del pubblico che ha affollato le vie di Gorizia fin dalle prime ore della giornata», spiega il sindaco Rodolfo Ziberna. «La manifestazione negli anni ha confermato la qualità della sua offerta e della sua organizzazione, e il pubblico ha ripagato il nostro impegno con un affetto che supera perfino le aspettative.
La manifestazione ha puntato anche quest’anno su proposte sempre nuove e di qualità, come quella apprezzatissima del Borgo Africa, che è stato letteralmente preso d’assalto per tutta la giornata, ma anche su iniziative ad alta valenza simbolica, come il coinvolgente collegamento durante la cerimonia inaugurale con Matera Città Europea della Cultura 2019: un ideale trait d’union di buon auspicio per la candidatura di Gorizia e Nova Gorica 2025.
Per l’assessore ai Grandi eventi, Arianna Bellan, «l’apprezzamento è stato evidente, gli stand che si impegnano nella qualità della loro offerta hanno avuto da subito una risposta generosa, che ha portato la gente a mettersi in attesa per degustare piatti e ricette speciali. Grandissima quindi la soddisfazione nel percepire che l’attenzione che mettiamo a ricercare una proposta di sempre maggiore qualità, porta i risultati sperati. Su questa strada vogliamo continuare: le nuove proposte sono state apprezzate e su novità abbinata a qualità continueremo a focalizzarci anche per il futuro». «Abbiamo avuto conferma del tutto esaurito nelle strutture ricettive, registrato ormai da mesi: il pubblico da fuori regione torna quindi a Gusti di Frontiera, una manifestazione che non tradisce le aspettative».

Il tradizionale taglio del nastro. 

FOCUS SUL LATTE

Numerosi gli incontri e gli show-cooking, con importanti chef e produttori del territorio per oggi. Focus della giornata saranno il latte e i suoi derivati, dove non poteva mancare uno spazio dedicato ad uno dei piatti “cult”, rivisitato per omaggiare la manifestazione Gusti di Frontiera: il Frico! A celebrare il piatto e le sue infinite declinazioni e contaminazioni lo chef stellato Emanuele Scarello che, alle18.30, introdurrà un contest basato sulla rivisitazione del Frico, un piatto che nelle sue accezioni attraversa tutto l’arco alpino ed è bello immaginarlo “aperto” a influssi e usanze locali: gli chef Riccardo Gaspari e Michela Fabbro, introdotti da Carlo Passera (coordinatore editoriale di Identità Golose), omaggeranno con le loro creazioni i Paesi partecipanti a Gusti di Frontiera, ispirando a loro le elaborazioni del celebre piatto. A degustare la stampa specializzata e il pubblico.

ANCHE DUE LIBRI

Oggi in apertura di pomeriggio ci sarà spazio anche per la presentazione di due libri: la Guida ai Sapori e ai Piaceri del Friuli Venezia Giulia 2020 de La Repubblica, alla quale interverranno i giornalisti Furio Baldassi e Stefano Cosma (alle16) e, a seguire (ore 17), il libro “E Alore Frico!” a cura di ARLeF – Agenzia Regionale per la Lingua Friulana alla quale interverranno l’autore Adriano Del Fabro, il presidente ARLeF Eros Cisilino, il produttore di  latte e formaggi bio Giuseppe Zoff e l’enologo Matteo Lovo.  Alle 18.30 l’incontro “La malga in piazza” seguito dallo “spritz goriziano”. Anche nella giornata odierna spazio al Tour delle antiche Spezierie: ritrovo alle 13.30 in Piazza Sant’Antonio allo stand del Comune di Gorizia con la guida Sabrina Pellizon. Partenza ore 13.45. Obbligatoria l’iscrizione via mail a sabrina@ecoturismofvg.com

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In copertina, lo chef stellato Emanuele Scarello e qui sopra il “frico”  in una foto del libro di Adriano Del Fabro.

Confagricoltura accusa: si consuma troppo suolo anche sulle colline Fvg

di Gi Elle

Nuovo allarme di Confagricoltura Fvg sul consumo di suolo nella nostra regione: un fenomeno che purtroppo non accenna a diminuire e che riguarda anche le zone di collina, vocate sopratutto alla coltivazione della vite e alla produzione di vini di alta qualità. «Aggredite le aree più vocate all’agricoltura», accusa infatti il presidente regionale Philip Thurn Valsassina.
Secondo il Rapporto Ispra 2019 sul consumo di suolo, la nostra regione – riferisce l’organizzazione agricola – ha peggiorato ulteriormente la propria situazione posizionandosi al 4° posto in Italia per percentuale di suolo consumato sulla superficie amministrata (era al 5° nel 2018). Nell’ultimo anno, il Fvg si è classificato come la regione italiana che ha mostrato il secondo incremento percentuale di aree urbane (+0,34 per cento) rispetto alla superficie esistente nel 2017. In valore assoluto, sono 239 ettari di suolo naturale perso, corrispondenti a 334 campi di calcio! Anche in rapporto alla popolazione residente, nella nostra regione c’è stato l’aumento di 1,96 mq cementificati per ogni abitante, terzo peggior risultato tra le regioni italiane.

Philip Thurn Valsassina


«La mappa della localizzazione di questi recenti cambiamenti (2017-2018) colloca il nuovo consumo di suolo principalmente nelle aree di pianura e collinari che sono anche le più vocate per l’attività agricola – sottolinea appunto Thurn Valsassina, leader regionale di Confagricoltura -. Un considerevole impatto è derivato dai lavori per la realizzazione della terza corsia dell’autostrada A4 VE-TS in alcuni Comuni della bassa pianura friulana, da un polo intermodale, dall’ampliamento di alcune zone industriali e delle attività estrattive».
La tendenza a consumare suolo al di fuori dei centri urbani in Friuli Venezia Giulia è supportata anche da un’analisi di più lungo periodo (fonte Ispra), che mostra come circa l’89 per cento del suolo consumato nel quinquennio 2012–2017 si collochi in contesti prevalentemente agricoli o naturali, oppure in contesti caratterizzati da media o bassa densità di aree urbanizzate. L’impatto negativo dell’espansione urbana sulle aree rurali non si limita alla perdita quantitativa dei suoli, ma riguarda anche la loro qualità legata alla fertilità. Sottrarre all’agricoltura terreni fertili, nell’ottica dei cambiamenti climatici in atto – osserva l’organizzazione imprenditoriale -, comporta una minore protezione in caso di eccesso di piogge e una maggiore necessità irrigua durante le stagioni siccitose, a esempio.
«La legge regionale 6/20019 – conclude il presidente di Confagricoltura Fvg – ha introdotto una serie di buoni principi finalizzati alla riduzione del consumo di suolo e alla ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente. Ma una attenzione massima deve essere posta, in una situazione di crisi economica e di diminuzione della popolazione, al recupero del patrimonio industriale ed edilizio esistente proprio nell’ottica di ridurre ulteriormente l’allargarsi delle zone industriali-commerciali e residenziali, nelle periferie dei centri urbani, in linea con i corretti principi della ‘green economy’».

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In copertina, una zona collinare e qui una pianeggiante: ambienti che Confagricoltura sollecita a tutelare.

Tiramisù World Cup: via alle sfide di Villa Manin

di Gi Elle

Il conto alla rovescia è praticamente finito, per cui si può alzare il sipario sulle gare che si terranno domani e domenica a Villa Manin nell’ambito della Tiramisù World Cup 2019. Si tratta, infatti, della 3a “Friuli Venezia Giulia Selection”: due giorni, appunto 21 e 22 settembre, durante i quali appassionati chef non professionisti si sfideranno, nella cornice della dimora dogale di Passariano, nella preparazione di uno dei dolci più famosi e amati, con l’obiettivo di approdare alle semifinali in programma il 3 novembre prossimo a Treviso.
Ma qual è l’obiettivo di questa iniziativa? “Sviluppare consapevolezza sul brand Friuli Venezia Giulia attraverso la valorizzazione di quei prodotti enogastronomici che rappresentano vere e proprie eccellenze non solo per il mercato italiano ma, ben di più, mondiale”, come aveva spiegato l’assessore regionale al Turismo, Sergio Emidio Bini, durante il suo intervento, a Trieste, alla presentazione di questa terza edizione della “Friuli Venezia Giulia Selection”.
Alla presenza del direttore generale di PromoTurismoFvg, Lucio Gomiero, del presidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia, Antonio Paoletti, e di Francesco Redi, ideatore e organizzatore della rassegna, Bini ha posto inoltre l’accento sul valore dell’enogastronomia quale “leva per un turismo slow, fatto non solo di apprezzamento dei prodotti finali ma della conoscenza dei processi produttivi e del territorio”. “Una cultura – ha concluso l’esponente della Giunta Fedriga – che abbiamo il compito di diffondere, anche nelle sue vesti di strumento per lo sviluppo economico della comunità regionale”.
Fari accesi, dunque, domani e domenica sulla folta schiera di chef non professionisti che si sfideranno, appunto a Villa Manin, a colpi appunto di tiramisù, il celeberrimo dolce – conteso da friulani e veneti, ma che i bene informati sostengono, documenti alla mano, che le due versioni attualmente conosciute siano nate a Tolmezzo e a Pieris in riva all’Isonzo –ha conquistato il mondo. E questo spiega proprio il titolo di questo grande concorso internazionale: Tiramisù World Cup 2019.

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In copertina, l’assessore Sergio Emidio Bini degusta il tiramisù.

 

Vini e sapori in scena a Pordenone. E a Rosazzo Severgnini in Abbazia

di Gi Elle

Anche l’affascinante mondo della vite e del vino, e dei sapori, sarà grande protagonista in questi ultimi giorni della settimana tutti “consacrati” alla letteratura con pordenonelegge, sul quale ieri si è alzato il sipario, autentico crocevia del sapere condensato nelle pagine dei libri freschi di stampa, che profumano di carta nuova e inchiostro. Cultura che, però, non è in scena soltanto in riva al Noncello, ma anche sulle splendide colline di Rosazzo, dove, in pieno clima di vendemmia, c’è il secondo appuntamento del ciclo autunnale della bellissima manifestazione “I Colloqui dell’Abbazia – Il viaggio della Carta Geografica di Livio Felluga”, con un ospite d’eccezione: il giornalista e scrittore Beppe Severgnini. Ma andiamo con ordine.

L’indimenticabile Livio Felluga sulle amate colline di Rosazzo.

Pordenonelegge 2019 – Il Festival letterario propone un viaggio imperdibile nel mondo dell’enogastronomia: un nuovo spazio dedicato è stato allestito nel Convento di San Francesco per un percorso di incontri alla scoperta delle eccellenze agroalimentari della regione. E gli incontri con gli autori verranno accompagnati da speciali degustazioni curate da PromoTurismoFvg: una vetrina per il territorio, un volano turistico nel segno del gusto con un occhio alla sostenibilità, intitolato “Dalla nostra terra” e che si è aperto ieri sera con Cinzia Scaffidi, a lungo vicepresidente di Slow Food Italia, e “Il mondo del miele e delle api” (Manuali Slow Food).
Oggi, alle 15.30, gli occhi saranno puntati sulla nostra regione per la presentazione della Bradt Guide Friuli Venezia Giulia: come nasce una guida turistica internazionale. Interverranno Adrian Phillips, amministratore delegato di Bradt Guide, Dana Facaros autrice della prima guida turistica del Friuli Venezia Giulia in lingua inglese e Lucio Gomiero, direttore generale di PromoTurismoFvg. Coordina il giornalista Lorenzo Marchiori. Come nasce una guida turistica? Quali le tecniche usate da chi racconta una destinazione? Come viene visto il Friuli Venezia Giulia da chi lavora nel mondo del turismo internazionale? A queste e altre domande risponderanno i protagonisti che rappresentano una delle realtà editoriali di riferimento per viaggiatori di tutto il mondo. E sabato, alle 20.30, ancora la nostra regione torna in vetrina nell’incontro che vedrà protagonisti Giuseppe Cerasa e Stefano Cosma, coordinati dal giornalista Davide Francescutti. Dopo il debutto a Udine, nell’ambito di Friuli Doc, Le Guide di Repubblica presentano a pordenonelegge la nuova edizione della Guida dedicata al Friuli-Venezia Giulia, una delle mete più gettonate della nuova tendenza turistica attenta alle eccellenze enogastronomiche in abbinata al ricco patrimonio storico e ad ambienti naturali unici.
Fra gli altri incontri in programma: sempre oggi alle 17 “Vino all’ombra. Guida sentimentale delle osterie del Trevigiano, del Friuli e di Trieste”: ne converseranno gli esperti Giampiero Rorato e Bepi Pucciarelli. E alle 20.30 “Storie di vino e di Friuli-Venezia Giulia”: Matteo Bellotto e Nicola Angeli sfoglieranno brevi ritratti per raccontare l’anima profonda di una terra silenziosa, dove identità distinte spesso vengono tenute assieme dal vino, capace di raccontare la terra da cui nasce e le persone.

Giuseppe Cerasa


Domani, alle 16.30, prende il via percorso “Pagine da assaporare. Cibo, sapori, gusti nella grande letteratura”, fino a domenica 22 settembre con letture tratte da grandi libri del passato dedicati a pietanze, vino e aromi. Si alterneranno gli attori Mattia Lanteri, Carla Manzon, Claudio Moretti e Monica Beltrame.
Sempre domani, alle 20.30, “Langoris. Storie di vini e di cavalieri”: Stefano Cosma e Marta Locatelli, in dialogo con Alessandro Marzo Magno, raccontano la storia di Angoris, con tutto ciò che è ruotato intorno alla località di Cormòns negli ultimi quattro secoli, attraverso i protagonisti di vicende affascinanti.
Sabato, alle 10, focus “Dal latte alla tavola. Tradizioni ed eccellenze di un territorio di confine”, con Giorgio Rizzatto e Roberto Zottar, presenta il giornalista Bepi Pucciarelli. Alle 19 lo studioso di enogastronomia Giampiero Rorato, intervistato dallo stesso Pucciarelli, parlerà di “Veneto e Friuli a tavola, le nostre grandi ricette fra storia e leggenda”.

Alessandro Marzo Magno


Domenica , alle 11, “Benvenuti a Surisins”: gli interventi dell’agronomo Enos Costantini alla Rai regionale nella trasmissione “Vita nei Campi” sono ora raccolti in volume. Un intervento ogni 15 giorni per  sette anni. Interverrano, con Enos Costantini, Roberto Peduto della Condotta Slow Food e il giornalista Armando Mucchino. Sempre domenica, alle 19, il gran finale con “Momenti di pasticceria” e il maestro pasticcere Lucca Cantarin, presentato da Lorenza Dalla Pozza. Lontana da improvvisazioni e bagliori, la pasticceria di Lucca Cantarin ha radici lontane e autentiche: completa, moderna e creativa, ma sempre pensata con le logiche dell’imprenditore che ama il proprio lavoro e ne ha un profondo rispetto.

Abbazia di Rosazzo – Un viaggio nel cambiamento professionale e personale del giornalista e scrittore Beppe Severgnini entrando nelle pagine di “Italiani si Rimane”, edito da Solferino Libri: questa la proposta del nuovo appuntamento della rassegna “I colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga” in programma domani, alle 18, nella sala delle Palme dell’Abbazia di Rosazzo. L’incontro, condotto dalla giornalista Margherita Reguitti, è promossa dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dall’azienda Livio Felluga nello storico complesso abbaziale in comune di Manzano. L’appuntamento si concluderà con un brindisi dei vini Livio Felluga, la cui etichetta, rappresentata da un’antica mappa del territorio, viaggia in oltre ottanta Paesi nel mondo.

Beppe Severgnini

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In copertina, il maestro pasticcere Lucca Cantarin protagonista nel gran finale di domenica a pordenonelegge.