Da Prata di Pordenone al Brasile la storia vitivinicola della famiglia Cereser: venerdì il film con Efasce al Cinemazero

Partita dal Friuli nella seconda metà dell’Ottocento con una valigia piena di speranze e dopo aver dato vita grazie al duro lavoro a una nota realtà vitivinicola in Brasile, la famiglia Cereser “torna” nel territorio pordenonese grazie a un film. “Onde há vida, há esperança – Dove c’è vita c’è speranza” del regista brasiliano Rodrigo Rodrigues sarà infatti proiettato venerdì 19 dicembre alle 18 – con ingresso gratuito – al Cinemazero di Pordenone. L’evento – promosso da Efasce Pordenonesi nel mondo con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – sarà alla presenza dello stesso regista che risponderà alle domande del pubblico.


Al centro della narrazione la figura di Santo Cereser nato a Prata di Pordenone nel 1838. Dopo un passaggio a Noventa di Piave, partì da Genova nel luglio 1887 destinazione Brasile e nello specifico la città di Jundiaí nella regione di São Paulo. “Proprio tra Prata di Pordenone e Jundiaí è stato formalizzato nel settembre del 2022 un patto di amicizia – spiega Angioletto Tubaro, presidente di Efasce Pordenonesi nel Mondo – da cui sono nate diverse iniziative a cui come Efasce abbiamo partecipato, compresa la prima italiana del film lo scorso ottobre al teatro Pileo di Prata. Ora vogliamo presentare questa opera, che ben racconta la storia dell’immigrazione italiana in generale e friulana in particolare in Brasile, al pubblico di Pordenone. Vicende storiche all’insegna del coraggio, del sacrificio e della speranza da parte di uomini e donne che cercavano una nuova vita senza però dimenticare la propria terra d’origine. Grazie alla Regione per il sostegno al progetto, a Cinemazero per l’accoglienza, al regista Rodrigo Rodrigues per la sua presenza e al nostro socio Gianni Cereser insieme alla nostra Segreteria”.
Dopo un viaggio lungo e difficile, Santo Cereser arrivò nella regione di São Paulo, lavorando nelle fazendas, piantando viti, affrontando solitudine e nostalgia. Dopo qualche anno portò con sé la moglie Maria Piacentini e i sette figli (Carolina, Luigia, Giulia, Humberto Massimiliano, Antônio, Emma e Sofia). Stabilitosi a Jundiaí, acquistò un terreno (il Sítio Três Marias, nel quartiere Caxambu), impostando un vigneto. Esportando uve, costruì la sua attività imprenditoriale: dalle uve per altri produttori al vino proprio, fino, in tempi più recenti, al sidro, agli spumanti, alle bevande più moderne.
Il film chiude con uno sguardo verso il presente: la famiglia Cereser ormai radicata in Brasile, con una grande azienda (CRS Brands / Cereser), che porta avanti non solo un’attività economica di successo, ma anche un’eredità culturale, migratoria e simbolica fra Italia e Brasile. Nelle generazioni più recenti gli eredi continuano a gestire la CRS Brands / Cereser, sia sul piano imprenditoriale che su quello della responsabilità sociale e della rappresentanza industriale locale. Ad esempio, un discendente, Humberto Cereser, è dirigente municipale per lo sviluppo economico, scienza e tecnologia a Jundiaí.

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In copertina, ecco l’immagine con cui si annuncia il film sulla famiglia Cereser.

Domenica sulle colline di Nimis e Tarcento la decima Vignalonga tra i “ronchi” del Ramandolo. E nella Bernadia Trail Area Maglianera invita a prendersi cura dei suggestivi sentieri

(g.l.) La Vignalonga sulle colline di Nimis e Tarcento è ormai un classico appuntamento podistico di primavera. La manifestazione, organizzata dall’Atletica Dolce Nord Est, compie infatti dieci anni e invita tutti coloro che desiderano sgranchirsi le gambe, in uno scenario paesaggistico e ambientale fra i più belli del Friuli, a partecipare alla camminata che si terrà domenica prossima, 18 maggio, con punto di riferimento, per la partenza e l’arrivo, il Prato delle Pianelle che in settembre ospita la plurisecolare sagra. Alla bellissima manifestazione collabora anche la Pro Loco del Comune di Nimis. «Vi aspettiamo domenica 18 maggio al Parco Madonna delle Pianelle: noi saremo lì fin dal mattino – ha fatto sapere il sodalizio attraverso i social – con una colazione pronta per tutti, e vi aspettiamo di nuovo a fine camminata con il pranzo per chiudere la giornata in compagnia».
La Vignalonga – così chiamata perché il suo suggestivo itinerario si sviluppa per larga parte fra i “ronchi” che danno i rinomati vini di Nimis, fra cui il pregiato Ramandolo Docg – è una camminiata non competitiva aperta a tutti, con percorsi di 6,5, 8, 12 e 16 chilometri tra i paesaggi verdi di Nimis e Tarcento, in «panorami mozzafiato». La partenza avverrà dalle 8 alle 10, appunto, dal Parco delle Pianelle, situato alle porte di Nimis per chi arriva da Tarcento. Ci saranno punti di ristoro durante tutto il cammino che dovrà essere coperto, in ogni caso, entro le 13.30. Sono previsti premi per i gruppi più numerosi. «Non serve correre – sottolineano gli organizzatori -, basta aver voglia di camminare e godersi la natura!».

E per domenica prossima è annunciato anche un altro appuntamento a stretto contatto con la natura che circonda Nimis, in pieno rigoglio primaverile. Dopo la riuscita edizione di “Sentieri aperti” durante i recenti festeggiamenti pasquali di Torlano, Maglianera, il sodalizio sportivo-naturalistico presieduto da Massimiliano Misdaris e che ha come suo punto di riferimento la Bernadia Trail Area, ha infatti organizzato “Take care of your trails 2025”. «Un’iniziativa europea – si sottolinea in una comunicazione social – che unisce rider, volontari e comunità per prendersi cura dei sentieri. Pulizia, manutenzione e condivisione per rendere la Bernadia Trail Area ancora più bella, sicura e sostenibile». L’appuntamento è pertanto fissato per domenica 18 maggio, alle ore 8, al bar Al Posto Giusto, in borgo Centa a Nimis. «L’evento – ricorda Misdaris – è patrocinato dalla Comunità di Montagna Natisone e Torre e dai Comuni di Nimis, Lusevera e Tarcento».

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In copertina, partecipanti a una passata edizione della Vignalonga sulle colline del Ramandolo Docg ai piedi del monte Bernadia: all’interno, un gruppo di volontari di Maglianera con il presidente Massimiliano Misdaris.

Asparagi, oggi al via con un’anteprima la storica Festa di Tavagnacco che celebra il prodotto di una coltura nata per caso

Al via oggi la 87ma Festa degli Asparagi a Tavagnacco, manifestazione che si estenderà dall’ultimo weekend di aprile ai primi due fine settimana di maggio nel Parco Comunale di via Tolmezzo. Oggi, 25 aprile, ci sarà un’anteprima con il via alle degustazioni a partire dalle ore 12. In serata un tributo alla musica dei Queen con il concerto dei Toys. Domani la Festa aprirà ufficialmente i battenti all’ora di pranzo, mentre a sera si potrà ballare con lo show dei Caramel. Domenica 27 aprile dal Parco della Festa partirà alle ore 10 una camminata, fino al sentiero della “Valle degli Archi” che costeggia il Cormor, denominata Dieci mila passi di salute tra Tavagnacco e Pagnacco. Il percorso, di circa due ore, studiato da Federsanità e patrocinato dai due Comuni rivieraschi, sarà accompagnato da istruttori Isef che, durante il tragitto, forniranno ai partecipanti suggerimenti per una vita sana e attiva.


Quella di Tavagnacco è una tra le più antiche manifestazioni di promozione del prodotto agricolo e della gastronomia che si organizzano in Friuli e di gran lunga la più longeva e ricca di storia tra le sagre dedicate all’asparago della nostra regione. La prima edizione vide la luce il 19 maggio 1935 “con gran successo di pubblico nonostante la pioggia battente”, come raccontano le ingiallite pagine dei giornali dell’epoca. La coltivazione dell’asparago bianco era stata introdotta a Tavagnacco quasi per caso nell’Ottocento, allorché si pensò di risolvere il problema dell’eccessiva umidità di alcuni fondi coltivati a vigneto piantando, tra un filare e l’altro, alcune asparagiaie. Date le caratteristiche del terreno, la pianta trovò subito a Tavagnacco l’habitat ideale che esaltava le preziose qualità organolettiche del prodotto tanto che, in pochi anni, la coltivazione dell’asparago prese il sopravvento su quella della vite.
L’idea di organizzare una manifestazione che promuovesse le qualità di un ortaggio allora poco conosciuto in Friuli, ma che a Tavagnacco era coltivato già da oltre un secolo, venne negli anni ’30 del secolo scorso al botanico Zoilo Zanussi, intraprendente animatore in paese di numerose iniziative culturali e sociali. Fin dalle prime edizioni la Festa si rivelò un successo, richiamando da ogni dove buongustai che si davano appuntamento nei locali e nelle corti di Tavagnacco per degustare le delicate prelibatezze del bianco ortaggio. Solo la Guerra Mondiale, il terremoto del 1976 e il lockdown hanno causato momentanee sospensioni per la Festa degli Asparagi di Tavagnacco che ancor oggi si conferma come uno degli appuntamenti più attesi della primavera friulana.
Dal 1960, allorquando si decise di potenziarne la struttura organizzativa, la Festa è organizzata dalla Pro Loco di Tavagnacco che in questi ultimi anni ha voluto decisamente puntare sulla qualità dei piatti a base d’asparagi serviti al numeroso e variegato pubblico che ogni anno affolla la festa. Da sempre la gastronomia, la cultura e il mondo agricolo hanno trovato modo di incontrarsi nell’ambito della Festa degli Asparagi di Tavagnacco. Ma questa manifestazione può vantare ancora un singolare primato, quello di vedersi dedicata addirittura una canzone, composta nel 1949 dal maestro Luigi Garzoni e intitolata “Vilote dai Sparcs” che, nelle sue rime, esalta le delizie degli asparagi di Tavagnacco e l’atmosfera semplice e allegra che si respira nella Festa ad essi dedicata. In questi anni la Festa degli Asparagi di Tavagnacco si è riproposta come una vera e propria vetrina del territorio e della sua laboriosità, pur rimanendo un autentico appuntamento popolare per famiglie e per gli appassionati della buona tavola con numeri record di presenze che dimostrano come la scelta di puntare sull’alta qualità dei prodotti e sull’attenzione ai bambini, alle famiglie e all’accoglienza degli ospiti sia vincente non solo nei confronti dei corregionali, ma anche dei tanti che ogni anno la frequentano pure da fuori regione.

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In copertina, i celeberrimi asparagi bianchi di Tavagnacco. Ma i buongustai amano anche quelli verdi (foto all’interno).

Grandi verticali domani al via a Buttrio con il Refosco rosso prestigioso del Friuli e la Vernaccia di San Gimignano unica “regina bianca” nella terra dei re rossi

(g.l.) Sarà la Città del vino di Buttrio a inaugurare domani la seconda edizione delle Grandi Verticali del vino, il cui programma si svilupperà appunto da gennaio a giugno in dodici fra i quaranta Comuni associati. E lo farà con un grande prodotto del Vigneto Fvg, il Refosco dal peduncolo rosso – potrebbe stare al Friuli come il Barolo sta al Piemonte -, che a sua volta inaugurerà, con la famosa Vernaccia di San Gimignano, la nuova iniziativa abbinata alle Verticali, che tanto successo avevano ottenuto nel 2024 anno del loro debutto, organizzate dal Coordinamento Fvg delle Città del Vino riaffidato dallo scorso ottobre a Tiziano Venturini, che è anche vicepresidente nazionale dell’Associazione guidata da Angelo Radica. «Il format di quest’anno – ricorda, infatti, il vicesindaco di Buttrio – vede l’incontro tra i nostri grandi vini e quelli altrettanto celebri del resto d’Italia. Un progetto che abbiamo voluto avviare per rafforzare i legami con le Città del Vino di altre regioni: l’obiettivo sarà anche di poter portare poi i nostri vini nelle regioni che abbiamo ospitato».
Appuntamento dunque a Villa di Toppo-Florio – sede di un bellissimo Museo del vino, oltre che punto focale della Fiera dei vini che si tiene ogni anni a fine primavera – domani, alle 19.30. Matteo Bellotto, scrittore del mondo enoico e tecnico nella comunicazione e promozione del settore vitivinicolo, condurrà i partecipanti alla scoperta e degustazione appunto del Refosco dal peduncolo rosso e della Vernaccia di San Gimignano. “Rosso in terra di bianchi e bianco in terra di rossi”, il titolo della serata con partecipanti per il Friuli Venezia Giulia le cantine Conte d’Attimis Maniago, Miani, Petrucco e Tami, mentre per la Toscana ci saranno Terruzzi, Conti Serristori, Fattoria Poggio Alloro Le Mandorle, Macinatico 1332. Ospite speciale della serata Valentino Tesi, brand ambassador del Consorzio del vino Vernaccia di San Gimignano, per il quale questa varietà è «l’unica regina bianca nella terra dei re rossi».
Il programma 2025 de Le Grandi Verticali delle Città del Vino prende il titolo di “Gemellaggi-Insieme siamo unici”. Il progetto gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Io sono Fvg e di Banca 360 Fvg, oltre che del patrocinio del Comitato regionale Unpli Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, Unidoc Fvg, Ente Friuli nel Mondo. Il tutto in collaborazione con il Consorzio Montasio Dop e la già ricordata Pro Loco Mitreo di Duino Aurisina.
Tappa successiva a Manzano per la prestigiosa masterclass “Pignolo & Barolo – Il nobile incontro dei signori del tempo”. Antico Foledor Boschetti della Torre, giovedì 30 gennaio, ore 19.30. Ospite speciale Carlo Alberto Gambino, brand ambassador della Strada del Barolo.

Refosco dal peduncolo rosso

Vernaccia di San Gimignano

IL CALENDARIO

Refosco dal Peduncolo Rosso & Vernaccia di San Gimignano – Rosso in terra di bianchi e bianco in terra di rossi, Buttrio Villa di Toppo – Florio, giovedì 16 gennaio. Ospite speciale Valentino Tesi, brand ambassador Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano.

Masterclass Pignolo & Barolo – Il nobile incontro dei signori del tempo, Manzano, Antico Foledor Boschetti della Torre, giovedì 30 gennaio. Ospite speciale Carlo Alberto Gambino, brand ambassador Strada del Barolo.

Ribolla gialla & Fiano d’Avellino – Le Cenerentole che diventano Regine, Corno di Rosazzo Villa Nachini Cabassi, giovedì 13 febbraio.

Friulano di pianura & Tai di Lison Docg – Dal Friulano al Tai, la pianura e i suoi segreti, San Vito al Tagliamento, sala consiliare Palazzo Altan, venerdì 28 febbraio. Ospite speciale Stefano Quaggio, direttore Consorzio Vini Venezia.

Pinot grigio la storia di un autoctono acquisito, Sequals Villa Savorgnan – Lestans, giovedì 13 marzo. Ospite speciale Nazareno Vincenzi, brand ambassador Consorzio Pinot grigio delle Venezie.

Vitovska del Carso & Vermentino di Liguria – I vini da terre estreme, Duino Aurisina – Devin Nabrežina Infopoint di Sistiana, giovedì 27 marzo. Ospite speciale Enzo Giorgi, Coordinatore regionale Liguria Città del Vino.

Schioppettino di Prepotto & Schiava Alto Adige – Un incontro di pepe e spezie tra i rossi più versatili d’Italia, Prepotto Municipio – sala consiliare, mercoledì 9 aprile. Ospite speciale André Senoner, brand ambassador Alto Adige wines.

Friulano & Vermentino di Gallura – Sardegna e Friuli, dove i vini parlano la lingua della terra, Cormons Enoteca, giovedì 24 aprile. Ospite speciale Giovanni Antonio Sechi, Coordinatore regionale Sardegna e vicepresidente nazionale Città del Vino.

Malvasia & Castelli Romani – Incontri di Malvasie tra Friuli e Lazio, Aquileia piazza Capitolo, giovedì 8 maggio.

Merlot & Raboso del Piave – Incontro tra il grande rosso internazionale che è ormai autoctono con un vino di confine tra Veneto e Friuli, Cividale del Friuli, sala del Refettorio Monastero di Santa Maria in Valle, giovedì 22 maggio.

Terrano & Sagrantino di Montefalco – L’incontro dei tannini, Sgonico – Zgonik Enoteca, giovedì 29 maggio.

Appuntamento finale: Friulano & Tocai – Bentornato in Friuli Tocai! – Tocai dal mondo e Tocai dal Friuli evoluti e senza tempo, in collaborazione con Ente Friuli nel Mondo (data e sede in fase di definizione).

Costo 35 euro a persona, ultimi posti disponibili contattando la Pro Loco Mitreo Aurisina, che si occupa della segreteria: prolocoaurisina@libero.it – telefono 348.5166126.
Programma completo e aggiornamenti su www.cittadelvinofvg.it

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In copertina, l’ingresso di villa di Toppo-Florio a Buttrio sede del Museo del vino.

(La foto della Vernaccia di San Gimignano è tratta dal Catalogo dei Vivai Cooperativi di Rauscedo)

Ritorna a Feletto la Festa della Verza: un convegno e menu a tema nei locali. Gianni Arteni sarà “cittadino benemerito”

Torna a Feletto Umberto la Festa della Verza, una delle poche, se non l’unica sagra del mese di gennaio. Era, infatti, il 17 gennaio del 2001 (il primo anno del terzo millennio) quando nella frazione-capoluogo di Tavagnacco si celebrava la sua prima edizione. Una festa nuova ma con radici antiche, perché legata alla festa del Patrono di Feletto, Sant’Antonio Abate (in Friuli conosciuto anche come “Sant’Antoni dal purcìt”).
Nella prima edizione della Festa veniva anche presentata una pubblicazione di ricette (e non solo), iniziando una serie che continua tuttora. Il libretto – scherzosamente chiamato “verzino” – sarà presentato e distribuito durante il convegno “Un quarto di secolo di verza a Feletto” che si terrà sabato 18 gennaio, alle ore 17, nella sala consiliare a Feletto e che vedrà come relatori Matteo Bellotto, scrittore di vino e di poesia, Roberto Zottar, dell’Accademia Italiana della Cucina – delegato onorario di Gorizia, Emanuele Scarello, chef e patron del ristorante Agli Amici di Godia.

Gianni Arteni


Nel corso dell’incontro verrà anche attribuito il riconoscimento di “cittadino benemerito” all’imprenditore Gianni Arteni, figura molto nota del panorama economico-produttivo del territorio di Tavagnacco. «È un’iniziativa deliberata lo scorso dicembre dal consiglio comunale – ha spiegato il sindaco Giovanni Cucci, alla presentazione della Festa – che intendiamo ripetere anche negli anni a venire». Sempre sabato, alle 20.30, si terrà il concerto del Lûs ensemble “Baroque e celtique” nel teatro Paolo Maurensig, sempre a Feletto, ultimo appuntamento della rassegna “Natale a Tavagnacco”. Domenica 19 poi alle 10,30 nella Chiesa di Sant’Antonio Abate sarà celebrata una Messa solenne in lingua friulana, cui seguiranno la distribuzione del pane benedetto, il saluto del sindaco e l’intervento della banda Congedati Divisione Mantova. Al termine, la degustazione di “verze e luianie”, a cura delle Pro Loco di Feletto e di Tavagnacco a Villa Tinin. Verranno anche distribuiti ad offerta libera le verze e il Calendario della Lilt.
Da venerdì a domenica, nei locali pubblici di Feletto e Tavagnacco sarà, inoltre, possibile degustare assaggi, piatti o menù completi con protagonista la verza o altri ortaggi della medesima famiglia. Sui canali social del Comune di Tavagnacco è possibile trovare l’elenco completo degli esercizi di ristorazione aderenti all’iniziativa “La Verza in osteria” coordinati dal Comitato commercianti Feletto Centro.
«Quella della Verza – hanno spiegato il sindaco Cucci e l’assessore alla Cultura, Ornella Comuzzo – è una festa che partendo dalla tradizione e dal momento religioso ha saputo attirare l’attenzione della comunità con temi di attualità e di interesse generale. A cominciare da quello della salute: già nelle passate edizioni è stato più volte ribadito il concetto della sana alimentazione (e la verza, come tutte le altre crucifere, rientra tra gli alimenti che fanno bene). Ci auguriamo che anche l’edizione di quest’anno rispetti le caratteristiche di Festa di una Comunità che si ritrova su tematiche di interesse generale, con momenti che recuperano convivialità e tradizioni legate al territorio».

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In copertina, le verze “regine” dell’inverno pronte per l’acquisto al mercato.

San Martino, a Dolegna del Collio ritorna il Ringraziamento con i Premi organizzati da Comune e Coldiretti (con Civibank)

(g.l.) Mancano ormai pochi giorni a San Martino, tradizionale momento dell’anno per fare il punto sulla stagione agricola che, dopo la vendemmia, si avvia rapidamente alla conclusione. E anche per esprimere, da parte di chi crede, un segno di gratitudine al Padre Eterno. Quella di Dolegna del Collio è diventata, nel tempo, la Festa del Ringraziamento più attesa del Friuli. L’evento richiama, infatti, l’11 novembre in occasione della ricorrenza dedicata alla memoria del Vescovo di Tours, l’attenzione del mondo dei campi poiché in tale circostanza la Coldiretti locale attribuisce il Premio “Falcetto d’oro” e il Comune collinare il riconoscimento della “Foglia d’oro” a illustri personalità che hanno promosso l’agricoltura e la viticoltura e, in generale, la cultura rurale in regione, in Italia e nel mondo, sui cui nomi il riserbo rimane assoluto fino al momento della cerimonia di conferimento.
Nell’edizione 2024, la responsabile comunale della Coldiretti, Marta Venica, ha messo in campo notevole impegno. Sostenuta da Civibank – lo storico istituto di credito cividalese che oggi fa parte del Gruppo Sparkasse – la manifestazione quest’anno, infatti, ha cambiato sede individuando la Vineria Vencò quale adeguata cornice. Così, lunedì prossimo, alle ore 10.30, avranno luogo la celebrazione eucaristica e la tradizionale benedizione dei trattori, cui seguirà la cerimonia di consegna dei due ambiti riconoscimenti. Negli anni l’evento ha acquisito un notevole spessore per gli illustri personaggi che hanno ricevuto i Premi. Del resto, la banca cividalese è l’istituto leader in Friuli Venezia Giulia nel credito agrario e ha voluto contribuire a dare a questa iniziativa la massima rilevanza possibile, tanto è vero che nelle ultime edizioni non sono mai mancati i massimi esponenti politico-istituzionali e del settore agricolo della nostra regione. Il “Falcetto d’oro” (28ma edizione) viene assegnato a personalità che hanno valorizzato con la loro attività l’agricoltura, l’enologia e il territorio. Anche l’amministrazione comunale ha voluto affiancare a questo premio un proprio riconoscimento denominato, appunto, “Foglia d’oro” (23ma edizione) assegnato parimenti a personaggi di chiara fama. Nel 2023, titolari dei due prestigiosi riconoscimenti di Dolegna erano stati, come molti ricorderanno, le Città del vino del Friuli Venezia Giulia, con il loro coordinatore regionale Tiziano Venturini (“Falcetto d’oro”), e il concittadino Dino Tuzzi, per il volontariato (“Foglia d’oro”).

I Premi 2023 a Venturini e a Tuzzi.

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In copertina, la benedizione dei mezzi agricoli durante il Ringraziamento dell’anno scorso a Dolegna del Collio.

“Voce del Verbo Alveare”, un appello a salvare le api: bambini e famiglie da oggi a teatro a Fagagna e a Pradamano

Le api sono un insetto comunitario, che nella relazione di reciprocità con i fiori svolgono un ruolo fondamentale per il nostro ecosistema. Eppure la sopravvivenza di questa specie è messa a rischio dalla irresponsabile e irrazionale condotta dell’uomo. Cosa accadrebbe se le api arrivassero veramente a estinguersi?
A questa domanda risponde “Voce del Verbo Alveare”, lo spettacolo rivolto ai bambini dai 6 anni in su, ospitato in Friuli grazie al Consorzio degli Apicoltori della provincia di Udine. Triplo l’appuntamento a cura del Teatro Rebis di Macerata scritto e interpretato da Meri Bacalente. Si parte oggi 12 settembre, alle 17, a Cjase Cocel a Fagagna per proseguire, in replica, domani e domenica, alle 18, alla Baita degli Alpini di Pradamano.
Gli spettacoli, tutti a ingresso libero, rappresentano un piccolo dialogo, divertente e commovente insieme, tra la Natura e un’attrice curiosa, tra scienza e arte, coinvolgendo piccoli, ma anche grandi, alla scoperta dell’affascinante mondo delle api, ma soprattutto alle conseguenze a cui l’intero ecosistema andrebbe incontro dovessero estinguersi.
Per informazioni e prenotazioni è possibile scrivere una mail a apiudine@apicoltorifvg.it, inviare un messaggio whatsapp al numero 331.9845153 o chiamare il numero 0432.295985 negli orari di apertura al pubblico dell’ufficio (mercoledì e venerdì 10.30 – 12 e giovedì 16.30-18.30).

La targa “Qui si mangia friulano” all’Osteria della Stazione di Milano: cucina oltre 4 mila frichi l’anno

Per i friulani a Milano è un punto di riferimento e di ritrovo, storico e imprescindibile. Per i milanesi, doc o d’adozione, il luogo in cui assaggiare il gusto autentico del Friuli, dai piatti ai prodotti più tipici e golosi. All’Osteria della Stazione, guidata da 12 anni dall’udinese Gunnar Cautero, «il nido dell’Aquila araldica della bandiera del Friuli dischiude le ali per andarsi a riposare», come scrive Matteo Bellotto nel testo che campeggia sulla home page del sito web del locale. Sito web che si può leggere in friulano, oltre che in italiano, inglese e spagnolo. E locale dove, oltre a servire una carrellata di salumi, prodotti, piatti e vini d’eccellenza regionale, sono capaci di spadellare oltre 4 mila 400 frichi l’anno!
Ieri, Gunnar Cautero ha ricevuto la meritata targa “Qui si mangia friulano” dal presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo. Un simbolo che riunisce ristoranti, trattorie e locali non solo “in patria”, ma anche fuori dai confini regionali, «dove ci sono realtà come l’Osteria della Stazione – ha detto Da Pozzo – che ci fanno da accoglienti, importantissimi portabandiera, con passione, dedizione ed entusiasmo, oltre che con la qualità e autenticità dell’offerta».

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In copertina e qui sopra il presidente Giovanni Da Pozzo con Gunnar Cautero all’Osteria della Stazione a Milano.

Tazzelenghe, il vino “taglia-lingua” oggi dal Friuli a Vittorio Veneto con il libro di Stefano Cosma e Angelo Costacurta

Proseguono gli appuntamenti della rassegna “Sensi. Una Collezione, una Collana, una Cantina”, incontri dedicati all’arte e al vino promossi da Kellermann Editore e dal Comune di Vittorio Veneto. Oggi, alle ore 18.30, nella Galleria Civica “Vittorio Emanuele II” si terrà il secondo incontro “Friuli, terra madre” dedicato al Tazzelenghe, il vino “taglia-lingua” nato in terra longobarda, con la presentazione del volume pubblicato dalla casa editrice, all’interno della collana Grado Babo, assieme agli autori Angelo Costacurta, ricercatore vitivinicolo a livello internazionale e vicepresidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, e Stefano Cosma, scrittore e direttore di “Bubble’s Italia” e del mensile “Fuocolento”.

Il pittore friulano Renzo Tubaro.

Oltre al racconto del Tazzelenghe, un vino rosso friulano dalla personalità molto forte, dimenticato per molto tempo e ora riscoperto grazie ad alcuni tenaci e saggi produttori che hanno deciso di promuoverlo, si parlerà anche dell’artista friulano Renzo Tubaro, di cui la Collezione Paludetti custodisce diverse opere, collegate anche alla storia di questo raro vitigno autoctono a bacca rossa del Friuli, citato per la prima volta nel 1823, che saranno illustrate dal Conservatore del museo Francesca Costaperaria. Un vero e proprio percorso sensoriale che accosta l’arte al piacere del vino attraverso la collana Grado Babo di Kellermann, la quale racconta storie di viti, di vini e di comunità che si riconoscono nel lavoro dei campi, nata proprio per promuovere la conoscenza vitivinicola di diversi territori. Infine, l’esperienza del gusto con gli assaggi dei vini offerti dalle aziende del Tazzelenghe Team, proposti con abbinamenti dolci e salati. La prenotazione è obbligatoria. La quota di adesione a serata è di 15 euro a persona. Info e prenotazioni: 388.4741241 – info.vittorioveneto@aqualab.it

Cosma con Roberto Da Re Giustiniani.

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In copertina, un giovane ceppo di Tazzelenghe con i suoi grappoli.

 

Oggi addio a Emilio Bulfon, a Valeriano ha ridato vita a tanti vecchi vitigni friulani salvandoli da sicura estinzione

di Giuseppe Longo

Valeriano si raccoglierà questo pomeriggio, assieme a tanti altri estimatori dei paesi vicini e del Friuli, per dare l’ultimo saluto a Emilio Bulfon, spentosi a 86 anni, grande viticoltore che ha onorato il paese in riva al Tagliamento, nel Comune di Pinzano, ma anche l’intero Vigneto Fvg per essere stato un appassionato e competente protagonista nella salvaguardia e nel rilancio dei vecchi vitigni autoctoni, come Ucelut, Piculit neri, Forgiarin, Sciaglin (diventato anche un brut millesimato), Cjanorie, Cividin, solo per citare quelli più conosciuti e significativi. Un impegno che era stato riconosciuto, ancora parecchi anni fa, a livello nazionale, tanto che a Bulfon era stato attribuita la prestigiosa Medaglia di Cangrande che il Vinitaly di Verona assegna ogni anno a un benemerito, di ogni regione, della vitivinicoltura italiana.

Emilio Bulfon con i suoi “gioielli”…

La sua cantina-modello ha infatti saputo distinguersi operando in questo angolo del Friuli occidentale – le colline spilimberghesi – dove fin dagli anni Sessanta l’appassionato vignaiolo si è messo al lavoro per salvare da sicura estinzione vitigni preziosi, ma che erano sconosciuti all’Albo nazionale delle varietà e nello stesso Friuli. Un po’ come era avvenuto a Prepotto con il recupero, il rilancio e la valorizzazione dello Schioppettino che oggi è il vanto di quella comunità di confine. E questi suoi vini, non rientrando in nessuna Doc o Docg della nostra regione, hanno beneficiato del marchio Igp, cioè l’Indicazione geografica protetta.
“Piccolo è bello” può essere, dunque, sintetizzato il motto che ha contraddistinto il lungo lavoro di Emilio Bulfon, il quale aveva intuito l’importanza di salvare quanto tramandato nel patrimonio genetico della viticoltura regionale, proponendo sul mercato vini di grande qualità e interesse, che si distanziano dalle solite varietà che comunque hanno fatto grande e rinomata la viticoltura friulana, ma che, pur essendo di nicchia, esprimono il carattere di questa terra speciale che ha saputo porsi all’attenzione del mondo grazie a viticoltori intraprendenti e capaci, come Piero Pittaro e Marco Felluga che ci hanno lasciato nelle scorse settimane. Sotto un’altra angolatura, Bulfon ha contribuito con loro a scrivere, o meglio a riscrivere, la storia del Vigneto Fvg che ora gli deve riconoscenza per quanto ha saputo fare in sessant’anni di impegno, con tenacia, sacrificio e lungimiranza. I suoi vini, presentati con la bellissima etichetta che ripropone un prezioso affresco esistente proprio a Valeriano nella chiesetta di Santa Maria dei Battuti, continueranno a ricordarlo e a indicarlo come esempio. Mi piace immaginarlo seduto al tavolo di quell’Ultima cena brindare proprio con un delicato e gioioso Piculit neri!

… e la sua curatissima cantina di Valeriano.

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In copertina, Emilio Bulfon durante una degustazione dei suoi preziosi vini.