Confagricoltura alza la voce contro l’Ue: no alla “carne sintetica”

di Gi Elle

Confagricoltura alza la voce dicendo ancora una volta un no fermo alla cosiddetta “carne sintetica”. L’Europarlamento ha, infatti, bocciato gli emendamenti che avrebbero bloccato l’uso di denominazioni ingannevoli per alimenti di origine vegetale spacciati per hamburger, salsicce o bistecche, veramente di carne. La posizione va contro la trasparenza per la quale l’organizzazione nazionale degli imprenditori agricoli si batte da tempo, a favore dei consumatori e delle imprese zootecniche. Altrettanto ha fatto il Copa-Cogeca, con una campagna di comunicazione europea.

Massimiliano Giansanti


«I consumatori – afferma il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, che è anche vicepresidente del Copa – hanno il diritto di scegliere i prodotti che desiderano, basando la propria scelta su informazioni affidabili che riflettano correttamente le caratteristiche del prodotto. Spesso, invece, queste informazioni si rivelano ingannevoli». Invece, proprio in seguito alla decisione appena presa dall’Europarlamento, «rimane la possibilità – sottolineano gli agri-imprenditori anche del Friuli Venezia Giulia guidati da Philip Thurn Valsassina – di utilizzare termini impropri per prodotti appartenenti a categorie alimentari diverse».
«Confagricoltura – conclude Giansanti – continuerà la battaglia in tutte le sedi istituzionali per garantire la correttezza delle informazioni, la trasparenza verso il consumatore, nonché per tutelare gli interessi delle imprese del settore zootecnico, portabandiera del “Made in Italy” nel mondo».

Philip Thurn Valsassina

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In copertina, il burger tipica proposta dell’alimentazione veloce di oggi.

Agroalimentare, in rete i cinque Istituti agrari del Friuli Venezia Giulia

Mettere in rete gli Istituti statali di formazione superiore ad indirizzo agrario del Friuli Venezia Giulia affinché possano inserirsi con una voce univoca all’interno della filiera regionale dell’agroalimentare. È questo l’obiettivo perseguito dalla Regione Fvg che ieri a Cividale, nella sede dell’Isis Paolino di Aquileia, ha avviato un percorso di confronto tra gli assessori all’Istruzione, Alessia Rosolen, e alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, e i cinque istituti superiori ad indirizzo agrario della nostra regione (oltre a quello cividalese, anche l’Isis Il Tagliamento di Spilimbergo, l’Isis Linussio di Codroipo, il Fermo Solari di Tolmezzo e il Brignoli di Gradisca d’Isonzo).

Gli assessori Rosolen e Zannier con i dirigenti degli Istituti agrari.

Il progetto regionale – come informa una nota Arc – è stato spiegato da Alessia Rosolen come “l’intento di costruire un sistema e una rete di scuole in grado di raccogliere una proposta di sviluppo e orientamento che guardi al futuro; un’associazione o un consorzio di scuole che garantisca agli istituti agrari regionali di fare un salto di qualità e alla filiera agroalimentare di cogliere nuove opportunità da un miglior raccordo tra formazione e mondo del lavoro”. “Il sistema agroalimentare è fortemente frammentato – ha aggiunto Zannier – e necessita di un maggior dialogo tra produzione agricola e industria. La filiera tutta ha bisogno di una migliore strutturazione nel suo complesso e questa può partire, ad esempio, da una specializzazione degli istituti agrari che sia in grado di colmare la carenza di figure tecnico-professionali”.

Il percorso, avviato ieri nella sede del primo Istituto agrario nato in Friuli Venezia Giulia, è un primo passo verso la creazione di un sistema organizzato di formazione, professionalizzazione, innovazione e messa in produzione dell’agroalimentare, dove la forte spinta tecnologica – quale ad esempio quella richiesta dall’agricoltura di precisione o dal biologico – è un elemento imprescindibile del futuro sviluppo del comparto.
Nel corso dell’incontro, è stato altresì evidenziato come, ad esempio, la produzione orticola regionale sconti ancora un difficile sbocco nel mercato anche per la mancanza di strutture logistiche che consentano lo stoccaggio e la distribuzione dei prodotti a consumo breve. Se da un lato la Regione Fvg è pronta ad intervenire su questi aspetti per trovare soluzioni alla necessaria ristrutturazione della filiera, dall’altro si chiede agli Istituti statali di istruzione superiore di farsi protagonisti di nuovi modelli di formazione specialistica e all’avanguardia.

Vigneto e stalla all’Isis di Cividale.

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In copertina, il nucleo originario dell’Istituto tecnico agrario statale “Paolino di Aquileia”.

Legno Servizi si affida a Carlo Piemonte: ora un sistema unitario

Nuovi vertici e nuove strategie economiche, commerciali e produttive per Legno Servizi. Carlo Piemonte è stato infatti eletto presidente della cooperativa che rappresenta uno dei più importanti operatori delle filiere del legno del Friuli Venezia Giulia. È stato votato all’unanimità dal nuovo consiglio di amministrazione, formato anche da Mirco Cigliani, Marco Clama, Vittorio Di Marco, Adriano Domini e Michele Simonitti. Piemonte, che è anche l’attuale direttore del Cluster regionale Legno Arredo Casa e amministratore unico di Icide (International Center of Italian Design) società del Cluster per l’internazionalizzazione, succede a Emilio Gottardo alla guida della società.

Carlo Piemonte


«Ringrazio i consiglieri per la disponibilità nell’accettare questo onere e onore, in particolare, ringrazio Mirco Cigliani che rivestirà il ruolo di vicepresidente vicario nell’affrontare questa sfida che solo se combattuta insieme potrà permettere al settore “Legno Fvg” di esprimere tutte le sue potenzialità – spiega Piemonte -. La nuova visione che l’assemblea ha approvato con coraggio è un cambio di marcia rispetto al passato poiché getta le basi affinché Legno Servizi diventi una realtà capace di stare a fianco delle imprese con servizi specializzati, e a fianco della Regione Friuli Venezia Giulia per affrontare le sfide attuali e future come un unico sistema, insieme agli altri attori dell’economia del “Legno Fvg”: le Associazioni di categoria, il Consorzio Boschi Carnici e i proprietari di boschi e foreste dell’intero territorio regionale».
La nomina di Piemonte è stata l’atto finale dell’assemblea dei soci che ha eletto il nuovo Cda e ha approvato, all’unanimità, un progetto di cambiamento contenente l’indicazione a lavorare per costruire un sistema unitario del “Legno Fvg”. Quindi, una Legno Servizi che guardi a tutte le filiere del legno e capace di focalizzare l’attenzione sulla valorizzazione della materia prima regionale, primario obiettivo della cooperativa rinnovata, in tutte le sue diverse caratteristiche: dal legno di montagna al Cividalese; dalla pioppicoltura alla pedemontana pordenonese. Quindi, un grande passo avanti il quale, finalmente, pone la tanto attesa pietra miliare per un autentico progetto di messa a sistema del “Legno Fvg”, nella consapevolezza che le sfide saranno molteplici ma anche che il nuovo Cda ha le competenze specialistiche tali per accettarle e lavorare per il futuro del comparto come sistema unitario.
«Il nostro sguardo è proiettato al futuro – conclude il neo presidente – e punta a nuove sinergie imprenditoriali e professionali capaci di ridare slancio, forza e fiducia a un comparto che sta attraversando una notevole difficoltà, per tutta una serie di motivi ben noti, ma che vedrà sempre nel “Legno Fvg” una risorsa preziosa da valorizzare».

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In copertina, un’immagine di boschi sulle montagne della Carnia. (www.sauris.org)

La Delizia, vendemmia da 300 mila quintali. E gli spumanti volano

E per i Viticoltori Friulani La Delizia è già l’ora per fare un primo bilancio d’annata. Vendemmia conclusa, infatti, a Casarsa per i soci della storica Cantina del Friuli Venezia Giulia (nel 2021 celebrerà i 90 anni dalla fondazione) e tra le prime nove in Italia per la produzione di Prosecco. Nonostante un’estate complicata, per quanto riguarda le condizioni meteorologiche, la raccolta ha superato i 300 mila quintali d’uva conferiti dai 450 viticoltori aderenti, confermando i quantitativi delle scorse annate. “È stata una vendemmia veloce – ha spiegato il direttore commerciale, Mirko Bellini -, svoltasi nel giro di un mese: il meteo ci ha fatto un po’ tribolare, con un’alternanza caldo-freddo inframmezzata dalla pioggia, ma ciononostante l’annata è discreta, soprattutto per i vini bianchi e ancora meglio per gli spumanti, per i quali ci attendiamo degli ottimi profumi”.

Mirko Bellini

Ora spazio all’autunno-inverno, quando a livello commerciale occorrerà affrontare alcune incognite. “Non solo il Covid-19 – ha aggiunto Bellini – c’è ancora, determinando dei blocchi per le persone che, seppur non ai livelli del lockdown, comporteranno dei cali nella domanda, ma a livello internazionale il mercato vinicolo guarderà con attenzione pure agli avvenimenti politici, con Brexit ed elezioni americane sempre sullo sfondo. Gli effetti del Coronavirus ormai sono visibili e cosa fare nel breve e medio periodo è evidente. Quindi, bisogna intervenire subito sia come singole aziende che come sistema vitivinicolo regionale. Non possiamo permetterci di perdere altro tempo. Detto questo, rispetto alla primavera i mercati stanno tenendo e noi con loro: di sicuro nella grande distribuzione, dove abbiamo aumentato le vendite del 15%, ma anche nel canale Horeca (hotel, ristoranti e bar, ndr) italiano che ha dato segnali di ripresa, con alcuni determinati segmenti e zone geografiche che nel corso di questa estate sono stati addirittura migliori rispetto al 2019 e che con la nostra rete commerciale siamo andati ad intercettare”.
Tra agosto e settembre sono, infine, arrivati importanti riconoscimenti per le bollicine La Delizia nei due più prestigiosi concorsi al mondo. Al Berliner Wein Trophy lo Jadér e il Prosecco Doc Extra Dry Naonis hanno ottenuto la medaglia d’oro. Ai Decanter World Wine Awards, invece, è giunta la medaglia d’argento per lo Jadér e il Rosé Naonis e di bronzo per il Prosecco Doc Brut e il Prosecco Doc Extra Dry Naonis. Infine, anche Filari di Bolle, la Selezione dei migliori spumanti del Friuli Venezia Giulia, ha incoronato la cantina casarsese, assegnando il primo premio nella categoria monovarietale metodo di spumantizzazione Charmat alla Ribolla gialla Naonis e nella cuvée Charmat allo Jadér. “Ma il premio più grande che abbiamo ricevuto – ha concluso Bellini – è stata la fedeltà dei nostri clienti e dei nostri agenti”.

Il tipico terreno sassoso delle Grave.

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In copertina, gli spumanti La Delizia premiati con medaglia d’oro al Berliner Wein Trophy.

Prepotto “capitale 2020” della bonifica in Fvg: la tutela dei fiumi Judrio e Cormor

Prepotto, terra di grandi vini e dello Schioppettino in particolare, è quest’anno la “capitale” della bonifica Fvg con particolare riferimento alla tutela e alla corretta gestione di due importanti corsi d’acqua friulani, il localissimo Judrio – che segnò anche la divisione tra l’ancora giovane Stato italiano e l’Impero asburgico ormai sulla via del tramonto – e il Cormor. Si tratta, infatti, della “Settimana nazionale della bonifica e della Irrigazione” che ha annualmente corso nella seconda settimana di maggio. In Friuli Venezia Giulia operano tre organismi (Consorzio di Bonifica Cellina Meduna, Consorzio di Bonifica Pianura Friulana e Consorzio di Bonifica Pianura Isontina) che ne curano l’organizzazione a turno. Solitamente in questa settimana vengono aperte alla cittadinanza le strutture consortili quali le opere di presa, gli impianti irrigui e le cabine di pompaggio, con incontri divulgativi dedicati ai più giovani. Molto stretto il legame con il mondo della scuola che non manca di accompagnare scolaresche di tutte le età in visita agli impianti. Ma quest’anno l’evento, che viene coordinato dal consorzio isontino, nel rigoroso rispetto delle norme per la prevenzione del rischio di contagio da Covid-19, si svolgerà in forma ridotta e purtroppo senza la presenza di pubblico e scolaresche. Prevarrà invece l’aspetto istituzionale nell’incontro di presentazione che avrà luogo proprio oggi 2 ottobre, alle 16, al Palaschioppettino di Prepotto. Il Comune friulano, a ridosso del confine con la Slovenia, farà infatti da splendida cornice con i suoi vigneti (Colli orientali del Friuli), giunti ormai alla fine della vendemmia, all’appuntamento annuale in cui il mondo della bonifica tira le somme dell’annata irrigua ormai a conclusione. Evento nell’evento, in questa sede saranno apposte le firme della “Dichiarazione di Intenti” per arrivare alla sottoscrizione del Contratto di Fiume Judrio e Cormor. I due documenti saranno sottoscritti, in rappresentanza della Regione Fvg, dall’assessore all’Ambiente Fabio Scoccimarro.

L’assessore Fabio Scoccimarro.

Un punto di partenza, dunque, più che di arrivo quello della sottoscrizione della Dichiarazione che poi porterà, appunto, alla stipula di uno degli importanti Contratti di fiume (Cdf), vale a dire strumenti volontari di programmazione negoziata e partecipata che perseguono la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali, unitamente alla gestione del rischio idraulico. Si basano sul consenso e sulla informazione delle popolazioni, promuovendo una visione integrata e partecipe nelle comunità locali.
La “Dichiarazione di intenti” per la sottoscrizione del Contratto di Fiume Judrio viene siglata dalla Regione Fvg con i 17 Comuni del bacino idrografico del fiume Judrio, l’Autorità di Distretto idrografico delle Alpi Orientali, il Consorzio di Bonifica Pianura Isontina e l’Associazione Judrio. Con Prepotto e la dirimpettaia Dolegna del Collio, l’ambito geografico di riferimento è infatti relativo ai Comuni di Drenchia, Grimacco, Stregna, Cormons, Corno di Rosazzo, San Giovanni al Natisone, Chiopris-Viscone, Medea, Romans d’Isonzo, Mariano, Moraro, Capriva, San Floriano del Collio, San Lorenzo Isontino e Mossa. Il bacino possiede elementi di rilevante pregio paesaggistico, storico-culturale, turistico ed ecologico. L’attivazione di un Contratto di Fiume mira a mettere a sistema questo ambito per permettere la fruizione e la condivisione dell’insieme dei valori naturalistici, paesaggistici, storici e socioeconomici all’interno di un sistema di regole che garantisca l’integrazione tra più interessi. Tra gli obiettivi il contenimento del rischio di esondazioni distruttive con l’esecuzione di un primo programma di interventi, già in itinere, concernenti la realizzazione di opere di sistemazione idraulica e di risanamento delle acque; l’attestazione della qualità ambientale del corso d’acqua in collaborazione con Arpa; l’attestazione della presenza reale e potenziale di specie di particolare interesse ecologico e naturalistico lungo l’asta fluviale (trota fario, lontra, libellula Cordulegaester heros e altre specie appartenenti alle famiglie dei chirotteri e degli anfibi); lo sviluppo turistico ecosostenibile ed accessibile con la valorizzazione e promozione di percorsi transfrontalieri (I mulini storici dello Judrio, Via dei monti sacri, Valle transfrontaliera dello Judrio); percorsi naturalistici lungo lo Judrio e la sua valle (tra i villaggi e il fiume, lungo il corso dello Judrio da Ponte Clinaz a Clabuzzaro, le sorgenti dello Judrio lungo il percorso Clabuzzaro, Judrio, ciclovia dalla valle del Versa – Judrio – Preval, il Colle di Medea, il parco di Romans d’Isonzo Torre – Judrio); valorizzazione e promozione di percorsi enograstronomici; promozione di percorsi naturalistici in zone lungo l’asta del fiume attualmente non accessibili (ad esempio il colle di Borgnano e le grotte).

Il ponte di Albana…

La “Dichiarazione di intenti” che porterà, invece, al Contratto di Fiume del Cormor è sottoscritta con i 25 Comuni del bacino idrografico dello stesso corso d’acqua, l’Autorità di Distretto idrografico delle Alpi Orientali, il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana e l’associazione Valle del Cormor. L’ambito geografico di riferimento riguarda il bacino idrografico del torrente Cormor con i tributari torrente Urana-Soima, rio Cornaria e Roggia di Udine, composto da un primo tratto a regime torrentizio ed un secondo tratto con acque perenni, risultato di bonifiche idrauliche degli anni 50. Attraversa i Comuni di Buja, Colloredo di Monte Albano, Treppo Grande, Cassacco, Tricesimo, Pagnacco, Tavagnacco, Martignacco, Pasian di Prato, Udine, Campoformido, Pozzuolo del Friuli, Mortegliano, Talmassons, Castions di Strada, Pocenia, Muzzana del Turgnano, Carlino e Marano Lagunare. I corsi d’acqua tributari interessano per il torrente Urana-Soima i comuni di Montenars, Tarcento, Magnano in Riviera e Cassacco; per il rio Cornaria il comune di Moruzzo; per la roggia di Udine i comuni di Reana del Rojale, Tavagnacco e Udine. L’attivazione di un Contratto di Fiume risulta particolarmente significativa per quest’ambito in quanto permetterebbe di svolgere una cruciale azione di tutela e prevenzione a livello idrologico-idaulico sia per le dinamiche di disalveamento che per le piene che ad intervalli di 20-30 anni interessano il torrente con conseguenti danni per le popolazioni rivierasche. Altre dinamiche rilevanti sono l’inquinamento, ma anche la tutela di flora e fauna, la valorizzazione della storia e della cultura regionale che dalla preistoria, passando per le fornaci romane, le cortine e cente longobarde, castelli, forti e fortezze, che rappresentano una formidabile viaggio nella storia del Friuli Venezia Giulia. Il sistema Cormor viene visto anche come opportunità di sviluppo del turismo lento e naturale su un sistema di strade interpoderali già in grandissima parte esistenti, questo percorso sarebbe capace di promuovere l’attivazione di nuove economie locali come attività ricettive e ristorative, attività connesse agli eventi ed al mondo del cavallo, della bicicletta e dello sport, e valorizzazione e vendita di prodotti tipici locali che spaziano dalla tradizione contadina a quella della pesca passando per quella enologica e la creazione di un turismo esperienziale con esperienze che variano a seconda dei territori interessati. Inoltre, situandosi la sorgente del torrente Cormor in Buja, attraverso i percorsi di mobilità lenta, potrebbe intercettare un ampio numero di cicloturisti attrezzati per strade interpoderali e non promiscue convogliandoli nei territori attraversati dal torrente permettendo loro un’esperienza montagna-collina-laguna e anche mare.

… e uno scorcio del corso d’acqua.

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In copertina, ecco il fiume Judrio tra i pregiati vigneti della zona.

Torna il baco da seta in Fvg, anche per fini cosmetici e… gastronomici

Il Friuli Venezia Giulia sta per riaprire un capitolo che ha segnato la storia della sua agricoltura, ma che pareva chiuso definitivamente: il ritorno del baco da seta. Silk (seta, in inglese) è infatti il progetto innovativo recentemente approvato e finanziato, con oltre 275 mila euro, dal Programma di sviluppo rurale Fvg. Lo scopo è quello del rilancio della gelsi-bachicoltura regionale che ha previsto la formazione di un Gruppo operativo, nella sua variante dell’Associazione temporanea di scopo, formato da una rete di 8 soggetti. Oltre alla cooperativa Thiel di Fiumicello, fanno parte del Go l’Università di Udine, il Crea di Padova, lo Ial, la Cia, la Coldiretti, la cooperativa Contea di Gorizia e l’azienda agricola As Giardini di Aquileia.

Il progetto, dunque, mira a stimolare il tessuto sociale ed economico del Friuli Venezia Giulia per ciò che concerne la filiera della gelsi-bachicoltura, dalla produzione al mercato. Il percorso all’interno del progetto si rivolge perciò sia ad aziende agricole, cooperative e disoccupati in quanto produttori che a potenziali consumatori di prodotti finali del baco da seta diversi dal filato. Si sperimenteranno azioni di promozione di prodotti di alta qualità che il mercato locale ancora non conosce: in ambito cosmetico di cura della pelle e addirittura gastronomico. Il progetto è stato costruito sulla base del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, con l’obiettivo di avviare un percorso inclusivo, attento all’innovazione e al miglioramento della capacità produttiva, tramite lo sviluppo di un prototipo in grado di migliorare la produttività e le condizioni di lavoro degli operatori del settore. La tradizione locale della gelsi-bachicoltura, oltre ad aver lasciato in eredità in tutto il Nordest italiano migliaia di filari di gelsi protetti ma inutilizzati, ha trasmesso alle nostre generazioni memoria storica e orgoglio per un’attività che ha sostenuto l’economia locale fin dal XV secolo quando la Serenissima rafforzò i ponti commerciali con l’estremo oriente.

A tal proposito, l’Università di Udine è già attiva con una mappatura del patrimonio arboreo regionale avente lo scopo di creare un modello di coltivazione del gelso che ottimizzi la produzione allungando, possibilmente, il periodo utile degli allevamenti. Al termine del progetto Silk – previsto per gennaio 2022 – il Go conta di arrivare a un numero più cospicuo di almeno 20 aziende e 5 cooperative coinvolte.
Le prossime settimane vedranno il Go impegnato a coinvolgere il tessuto economico locale per divulgare le proprietà benefiche dei prodotti derivati del bozzolo del baco da seta, prima di tutte la sericina, una proteina dalle riconosciute proprietà benefiche, utilizzata in ambito medico come substrato di crescita cellulare e, in quello cosmetico, come potente agente antietà e antirughe contenuto in svariati prodotti.

Bachicoltori friulani a lezione.

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In copertina, bachi da seta mentre si nutrono con le foglie di gelso.

Trieste città del caffè “incontra” San Pietroburgo. E poi via ai nuovi Cenacoli

Caffè senza confini domani fra Trieste e San Pietroburgo. Anche perché si tratta di un “confronto” online attraverso i canali social. E’ il biennale appuntamento tra Musei del caffè, e quindi fra quello molto bello del capoluogo giuliano e quello altrettanto ricco e prezioso della “regina del Baltico”. Infatti, giunto alla sua nona edizione, il “viaggio” attraverso le nuove frontiere del caffè si estende dal Friuli Venezia Giulia fino alla Russia, Paese che riguardo a questo settore produttivo ospita uno dei mercati più dinamici. E da dodici anni opera anche il Muzej Kofe, appunto, di San Pietroburgo.
Così, in occasione della Giornata mondiale del caffè, domani, primo ottobre, si terrà con inizio alle 15 un incontro Facebook sulla pagina dell’Associazione museo del caffè di Trieste. Sono previsti gli interventi del fondatore dello stesso museo russo Fjodor Efimovic’ Malkovskij, il presidente della triestina aMdc, Gianni Pistrini, il console generale d’Italia Alessandro Monti e il console onorario della Federazione Russa per il Friuli Venezia Giulia, Carlo Dall’Ava. L’iniziativa ha l’appoggio della Prefettura di Trieste e della Camera di Commercio della Venezia Giulia.

Scorcio di San Pietroburgo.

Un incontro, sebbene virtuale, che conferma dunque quanto Trieste sia la città di elezione del caffè. Cosa che si capisce da ogni sfumatura e da ogni piega del suo passato e del suo sviluppo, perlomeno da oltre 300 anni di storia cittadina. Questo prezioso prodotto coloniale ha infatti piantato salde radici in seguito alla proclamazione nel 1719 del Porto franco per volere di Carlo VI d’Asburgo. E oggi continua a crescere e svilupparsi, potendo vantare solide realtà imprenditoriali internazionali, rami protesi verso ogni possibile scenario sia attuale che futuro.
Trieste, internazionalmente riconosciuta quale fulcro di importanti riferimenti mercantili, commerciali, portuali, tecnici e accademici a tema caffeicolo, non poteva privarsi di realtà associative dedicate. L’Associazione Museo del Caffè, aMDC in acronimo, è infatti una realtà associativa indipendente, che dal 2017 è impegnata nella divulgazione scientifica, tecnica, culturale, didattica e storica del caffè in ogni suo aspetto e declinazione. Il caffè una ricchezza esotica, la cui filiera si è sviluppata ed intrecciata nella storia dei traffici e dei commerci del capoluogo del Friuli Venezia Giulia e del suo Porto, luogo in cui, letteralmente, si “cammina sul caffè”. Trieste è unica nel suo genere, poiché è la sola città ad ospitare sul proprio territorio l’intera filiera, partendo dal chicco verde che arriva dai Paesi produttori all’aromatica bevanda pronta al consumo, supportata da una ricerca scientifica a livello universitario e una forte strutturazione imprenditoriale e commerciale nel settore specifico.

Gianni Pistrini a Esof.

In tale visione, l’Associazione guidata dal presidente Gianni Pistrini propone annualmente interessanti iniziative atte a far conoscere e valorizzare in modo articolato e diffuso la materia prima e i molteplici aspetti ed interazioni ad essa collegati. Così, in contemporaneità con Esof 2020 – Trieste capitale della scienza, aMDC ha presentato il programma per l’anno sociale 2020/21. E che ha preso il via già il 2 settembre scorso con la presentazione di una serie di interventi scientifici, curati dal dottor Emanuele Rossi, tecnologo alimentare, a tema “Sostenibilità ed innovazione correlata alla filiera del caffè”. Gli interventi hanno visto come protagonisti anche il professor Marco Dalla Rosa, dell’Alma Mater Studiorum dell’Università di Bologna, il dottor Pietro Aloisio, sensorialista, e le dottoresse Monica Anese e Marilisa Aloni, dell’Ateneo di Udine. E’ seguito un reading teatrale musicato in jazz, presentato dall’autore Marco Rodriguez, dal titolo “Il panettiere e la luna”. Il testo, accompagnato da brani jazz e da musiche originali composte ed eseguite da Diego Zotti e Paolo Cervi Kervirscher, con la voce di Marinella Miletich, intreccia ed attraversa luoghi, vite, personaggi avvincenti ad avvenimenti storici che hanno cambiato radicalmente il destino dell’Europa e, per quanto concerne proprio il caffè, del mondo.

Dai sacchi del caffè…

Dopo la bella e importante iniziativa di domani, le proposte dell’Associazione proseguiranno con la nuova – la quarta – edizione dei Cenacoli del Caffè, appuntamenti mensili da ottobre a maggio (ogni secondo venerdì, alle ore 17). Quest’anno, i Cenacoli avranno come tema conduttore il collezionismo, ovviamente dedicato a tutto quanto si immagini, ma anche non, nel variegato mondo del caffè e dintorni. A seguire la loro complessa organizzazione un esperto d’eccezione, il collezionista Lucio Del Piccolo. Usualmente, questi appuntamenti mensili hanno sempre trovato collocazione in cornici di grande prestigio, ma in quest’anno così anomalo saranno a disposizione in tutta sicurezza dalle piattaforme social dell’Associazione Museo del caffè Trieste, quali Facebook e Istagram al pari di tutte le altre proposte fin qui elencate. Sulle piattaforme social potrà anche essere seguita tutta l’attività sodale, con visualizzazione di interessanti contributi, interventi, articoli e novità. A breve inoltre sarà attivo un articolato portale web, ricco di proposte e di approfondimenti per conoscere ed esplorare in ogni sua sfumatura proprio l’affascinante tema caffè.

… alla deliziosa tazzina.

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In copertina, ecco un angolo del Museo del caffè di Trieste.

Caprini Fvg protagonisti a Caseus Veneti: premiate quattro aziende

«I riconoscimenti ricevuti dai produttori della nostra regione ad un concorso nazionale così importante sono il segno dell’ottima attività compiuta dai trasformatori ma anche dell’alta qualità del prodotto primario ovvero il latte. Questa è una filiera alla quale noi abbiamo sempre dato grande importanza, la cui valorizzazione viene premiata quotidianamente dai consumatori, i veri ‘giudici’ della qualità dei nostri formaggi». Lo ha detto l’assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, partecipando ieri a Piazzola sul Brenta alla cerimonia di premiazione dei formaggi partecipanti alla 16ma edizione del concorso Caseus Veneti. Nello splendido scenario di Villa Contarini, alla presenza del governatore del Veneto Luca Zaia, del sindaco Valter Milani e del presidente della manifestazione Terenzio Borga, la Regione Fvg ha presentato, sotto la cornice “Montasio una Dop per 2 Regioni”, il comparto agroalimentare del Friuli Venezia Giulia con un’enoteca e vari eventi di degustazione per il pubblico. La manifestazione si concluderà oggi.

Zannier ieri a Villa Contarini.

Nell’ambito della manifestazione, alla 2a edizione del “Concorso nazionale dei formaggi di fattoria” si sono confrontati – come informa Arc – 32 formaggi di qualità vaccini, caprini e pecorini provenienti dalle regioni Trentino Alto Adige, Toscana e, appunto, Friuli Venezia Giulia. Un gruppo di 12 esperti del settore lattiero-caseario ha valutato le caratteristiche visive, olfattive e gustative dei prodotti in gara. Il concorso era riservato a sei categorie di formaggi e in ben quattro di queste categorie – riservate ai caprini – le aziende Fvg si sono aggiudicate il primo premio. «Ciò dimostra – ha detto Zannier al termine della cerimonia di premiazione – come la nostra realtà zootecnica si stia rapidamente sviluppando negli ultimi anni, anche grazie alle iniziative di sostegno finanziario e di assistenza tecnica da parte della Regione. La partecipazione a manifestazioni nazionali quali il “Caseus Veneti” rappresenta un importante momento di confronto che permette di poter constatare l’elevato livello di preparazione tecnica degli operatori e delle produzioni agroalimentari del Friuli Venezia Giulia».
«Il merito di dei successi di quest’oggi – ha aggiunto Zannier – è sicuramente dei bravi trasformatori che sono riusciti a vincere la concorrenza dei prodotti in gara, ma anche e soprattutto dell’ottima materia prima di qualità, ovvero il latte proveniente dai nostri pascoli. Il vero giudice però sono i consumatori che, comprando i nostri formaggi, premiano le produzioni locali. Non dimentichiamo – ha concluso l’esponente della Giunta Fedriga – che il consumo consapevole dei formaggi “Made in Fvg” consente anche di sostenere una filiera di grande importanza non solo per l’economia ma anche per l’ambiente della nostra regione».

Le aziende friulane risultate vincitrici sono la San Gregorio di Massimo Cipolat e Lucia Falconer con sede ad Aviano nella categoria formaggi aromatizzati, con un formaggio caprino a latte crudo aromatizzato al ginepro, azienda che ha ottenuto il massimo punteggio; Fabee di Luca Allaria (Sesto al Reghena) nella categoria formaggi di capra a coagulazione acida, con una crema spalmabile; azienda agricola Patrizia Pistor di Vanni Colussa (Faedis) nella categoria formaggi di capra a coagulazione presamica a pasta tenera, con un formaggio primo sale; L’Asan e la Mussa Ssa di Matteo Costa Pellicciari (Cividale), nella categoria formaggi di capra a coagulazione presamica pasta semidura/dura con una caciotta stagionata.

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In copertina, formaggi in mostra nella splendida cornice di Villa Contarini.

 

Quando un vecchio mais (“rosso”) è motivo per fare festa e spettacolo

Quando una vecchia varietà autoctona di granoturco, quello “rosso”, può offrire una occasione per fare… spettacolo. Lo dimostra la “Festa del Ros” in programma domani a Villa Vicentina, nella Bassa Friulana, la quale, giunta alla sua 7ma edizione, ospita “Botteghe Digitali – artisti e imprenditori innovativi a confronto”. Così, a partire dalle 9.30, l’azienda agricola biologica Terra di Ciona, in via Levata, aprirà le porte proprio in occasione della raccolta del mais Ros, una varietà storica rientrata nell’elenco dei prodotti tutelati dall’Arca del Gusto di Slow Food e inserita nella lista dell’Ersa tra le principali varietà antiche del Friuli Venezia Giulia. Dalla mattina, e fino al tardo pomeriggio, grandi e piccoli potranno collaborare alla raccolta e partecipare a una serie di laboratori didattici ed eventi, tutti gratuiti. Oltre alle attività tradizionali, come la costruzione delle reste, che una volta consentivano l’essiccazione del mais, e la costruzione di piccoli oggetti con le brattee (scus, in friulano), le “foglie” che avvolgono le pannocchie, quest’anno Terra di Ciona ospiterà i laboratori e gli eventi organizzati da “Botteghe digitali”: un progetto internazionale che vede in azione diversi artisti under 35 con l’obiettivo di far dialogare pratiche artistiche e imprenditoriali. In questo caso, nello specifico, nell’ambito dell’agricoltura. Gli artisti ospiti, provenienti dal Regno Unito, dai Paesi Bassi e dalla nostra Italia, sono stati stimolati a ragionare sui temi della sostenibilità e dell’innovazione. Sulla dicotomia risorse locali-dimensione globale. Sui modi in cui linguaggi artistici e d’impresa possono interagire.

IL PROGRAMMA – Si comincerà alle 9.30 con le registrazioni in loco e un piccolo brief per ricordare a tutti i partecipanti le indicazioni anti-Covid. Dalle 10 si comincerà con un laboratorio di danza, a cura di Sofia Kafol, per i bambini dai 6 ai 14 anni. A seguire un nuovo appuntamento (dai 14 anni in su) sul riuso nella cultura contadina, a cura di Maria de Fornasari, stilista, costumista e ideatrice di progetti sulla cultura tessile. “All’aria aperta” è un progetto incentrato sull’utilizzo degli spazi verdi nei quali svolgere attività ludico-creative con i materiali tessili, ma soprattutto su come la permanenza e il contatto fisico e visivo con la natura influenzino le attività stesse. La giornata proseguirà alle 11.45 con un nuovo laboratorio di antotipia: stampe fotografiche eseguite con l’uso di materiali organici e la luce del sole, adatto a tutti.
Il pomeriggio, dalle 14.10, è in programma la presentazione del progetto Botteghe Digitali-Digital Manufacturing. A seguire ci sarà la performance Symbiosis-Simbiosi, di Sofia Kafol e Solomon Olsen. Il fascino di Terra di Ciona sarà riscoperto attraverso una riflessione sull’etica ambientale. Sarà un’occasione per ripensare al rapporto con la natura e partecipare a un’esperienza collettiva, accompagnati dalla magia della danza e dalla poesia della narrazione. Testimoni le creature del folclore locale: esseri mitologici, animali premurosi che eseguono affascinanti rituali per onorare la natura, ma che se importunati possono trasformarsi in mordaci difensori del loro habitat. A seguire una seconda performance: Interconnectivity-Interconnettività di Jacco Borggreve e Chloe Hancock. Si tratta di un progetto di arte partecipativa che propone una serie di interventi artistici e dei laboratori legati alla coltivazione del fungo “ostrica rosa”. L’obiettivo è quello di consentire di riscoprire le potenzialità del micelio di questi particolari funghi che, se opportunamente trattato, può diventare materiale per creazioni artistiche. Inoltre, saranno presentate narrazioni sui funghi presenti nel folclore e nelle fiabe locali e ricette tradizionali che rivalutano l’uso di questo prodotto in cucina. Ecco allora che dalle 14.30 ci sarà un laboratorio di scultura realizzato utilizzando proprio il micelio dei funghi e altri materiali naturali (Jacco Borggreve e Chloe Hancock). In programma pure un secondo laboratorio sulla cultura tessile domestica, sempre a cura di Maria de Fornasari. L’appuntamento conclusivo, dalle 16.30 alle 18.30, sarà il tour performativo e partecipativo di Terra di Ciona con interventi di danza e audiovisivi, rivolto a tutti.

BOTTEGHE DIGITALI – Il progetto Botteghe digitali, organizzato dalle associazioni isontine Young for fun e 47|04 Quarantasettezeroquattro, intende promuovere la formazione e l’azione di artisti under35 di tutt’Europa che lavorino in contatto con realtà imprenditoriali del Friuli Venezia Giulia. Per questa ragione il progetto, con la direzione artistica dell’University Arts London e il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, conta numerosi partner in diversi Paesi dell’Ue: Comune di Gorizia – Ufficio Politiche Giovanili e Punto Giovani, Confcommercio di Gorizia, Università degli studi Trieste, Univerza v Novi Gorici – Akedemija Umetnosti (Nova Gorica – Slovenija), AcquasumArte (Milano – Italia), Associazione PiNA (Koper – Slovenija), Media Art Friesland (Leeuwarden – Netherlands), Associazione Time’s Up (Linz – Austria). L’intento è dare agli artisti strumenti e sostegno affinché possano sviluppare nuove creazioni con il fine specifico di raccontare e valorizzare la realtà imprenditoriali con cui saranno messi in contatto. Dall’altra parte, si intende stimolare le realtà imprenditoriali coinvolte a trovare nelle pratiche artistiche un’occasione di sviluppo, di riflessione sulla propria identità, di promozione della propria filosofia imprenditoriale o delle pratiche innovative messe in atto.

LA GIORNATA

9.30 – 10
> iscrizioni e indicazioni Covid-19

10 – 11.30
> laboratorio di danza (a cura di Sofia Kafol) // 6 – 14 anni
> Laboratorio sul riuso nella cultura contadina: intrecci con foglie di mais (a cura di Maria de Fornasari) // dai 14 anni in su

11.45 – 12.45
> laboratorio di antotipia (stampe fotografiche eseguite con l’uso di materiali organici e la luce del sole) // tutte le età

14.10 – 14.30
> presentazione del progetto Botteghe Digitali / Digital Manufacturing
_Symbiosis / Simbiosi // Sofia Kafol e Solomon Olsen
_Interconnectivity / Interconnettività // Jacco Borggreve e Chloe Hancock

14.30 – 16
> laboratorio di scultura utilizzando il micelio dei funghi e altri materiali naturali (Jacco Borggreve e Chloe Hancock) // tutte le età
> laboratorio sulla cultura tessile domestica (a cura di Maria de Fornasari) // tutte le età

16.30 – 18.30
> tour performativo e partecipativo di Terra di Ciona con interventi di danza e audiovisivi // tutte le età

PRENOTAZIONE CONSIGLIATA
https://www.eventbrite.it/e/biglietti-festa-del-ros-botteghe-digitali-121371145363

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In copertina, le tipiche pannocchie del mais rosso, vecchia varietà friulana.

Contest fotografico sul ruolo sociale dell’agricoltura Fvg

Inedita “call” rivolta ai fotografi professionisti e amatoriali domiciliati in regione, dal Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 Fvg, attraverso il concorso fotografico intitolato “Il ruolo sociale dell’agricoltura in Friuli Venezia Giulia”. “Il contest, le cui immagini selezionate saranno stampate nel calendario 2021 del Psr, ha l’obiettivo di dimostrare come le aziende agricole della nostra regione siano attive nell’interesse dell’intera società e soprattutto nella tutela di valori e nella cura di persone deboli – spiega l’Autorità di Gestione del Psr 2014-2020, Karen Miniutti –: infatti, l’emergenza sanitaria Covid-19 ha fatto emergere in maniera forte come i settori a cui si rivolge il Psr svolgano funzioni fondamentali nei momenti di difficoltà e al tempo stesso rappresentino un motore di sviluppo sociale”. I creativi sono chiamati a tradurre in immagini la propria visione del ruolo sociale svolto dall’agricoltura, scegliendo a propria discrezione una o più di queste categorie tematiche: il servizio educativo e didattico, il supporto al disagio sociale, l’impegno sociale dell’impresa agricola, la famiglia come comunità rurale che coinvolge ed accoglie più generazioni e tiene in vita e attualizza territorio e tradizioni, l’agricoltura urbana come pratica sociale e attività produttiva di cibo a km zero, l’utilizzo degli animali per migliorare la vita dei soggetti deboli, la festa contadina come buon auspicio o ringraziamento per un buon raccolto, l’agricoltura che preserva il paesaggio.

“Alla fine del concorso – continua Karen Miniutti – saranno selezionate non più di 6 immagini da utilizzare, insieme ad altre già nella disponibilità della Regione, per realizzare il calendario del Psr Fvg per l’anno 2021, e diffuse su internet, canali social, carta stampata, mostre, fiere ed eventi. Nessun corrispettivo o altro premio è previsto per gli autori delle fotografie prescelte”.

Ogni partecipante, come previsto dal regolamento disponibile sul portale regionalewww.regione.fvg.it nell’area dedicata al Psr, potrà inviare al massimo di tre fotografie, assieme alla scheda di iscrizione debitamente compilata e firmata, e un testo di accompagnamento che titoli le immagini e le descriva, spiegando la visione dell’autore e la coerenza con il tema dato. Le foto possono essere sia in bianco e nero che a colori ma necessariamente, a pena di esclusione, in formato orizzontale, e in formato jpeg con risoluzione non inferiore a 300 dpi. La consegna del materiale fotografico dovrà pervenire entro e non oltre il 18 ottobre 2020 mediante invio, attraverso WeTransfer.com, all’indirizzo di posta elettronica svilupporurale@regione.fvg.it. Saranno dichiarate vincitrici le prime 6 fotografie in graduatoria che abbiano ottenuto un punteggio complessivo non inferiore a 60 punti. Dell’esito dei lavori della commissione giudicatrice sarà data comunicazione attraverso il portale regionale alla pagina dedicata al Psr.

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In copertina, vigneti dei Colli orientali del Friuli; all’interno, tempo di vendemmia e di raccolta delle mele.