Corpo forestale Fvg, ruolo prezioso a difesa del nostro patrimonio naturale

All’interno delle sezioni del disegno di legge 130 approvate in questi giorni a maggioranza dalla II Commissione del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia rientra, su indicazione dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, la nuova Disciplina delle funzioni del Corpo forestale regionale. In questo modo – precisa Arc – vengono codificati il ruolo, le funzioni e, come precisa l’esponente della Giunta Fedriga, «la stessa esistenza di una realtà istituzionale che deve continuare a svolgere il proprio compito a tutela dei beni non solo forestali, ma anche dell’ambiente, e di un patrimonio essenziale per l’intera comunità regionale, qual è quello naturale. A seguito della soppressione del Corpo forestale dello Stato – ha aggiunto Zannier – si era reso necessario un provvedimento normativo che individuasse le competenze del Corpo forestale regionale, per permettergli di continuare a svolgere mansioni che sono insostituibili e indifferibili sul territorio».


«Quanto approvato dalla Commissione – ha osservato l’assessore – non è infatti nulla di più che la certificazione delle attività a oggi ancora svolte dal Corpo forestale regionale, senza alcuna modifica. Infatti, con questa norma vengono confermate le prerogative del Cfr, che è stato istituito ai sensi dello Statuto speciale della Regione Friuli Venezia Giulia e che continuerà così nella sua azione di tutela delle risorse forestali, naturali e dell’ambiente. Beni che mai come oggi sono considerati, anche dall’opinione pubblica, una ricchezza insostituibile e da salvaguardare». Nell’occasione, Zannier ha ribadito la massima disponibilità a discutere i contenuti di una legge organica sul Cfr, per regolamentare funzioni e le attività di un Corpo che, com’è codificato e certificato da quanto approvato dalla Commissione, tornerà ad avere una legge regionale di riferimento.

L’assessore regionale Zannier.

Caccia, Regione e termini
per le quote delle riserve

«Attraverso un emendamento che sarà inserito nel ddl 130 la Giunta regionale potrà fissare i termini di pagamento delle quote per l’esercizio dell’attività venatoria nelle riserve di caccia regionali». Lo ha annunciato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche e alla montagna, Stefano Zannier, dopo l’approvazione da parte della Giunta dell’emendamento che sarà ora inserito nel ddl 130 inerente la Legge regionale multisettoriale 2021. «A causa dell’emergenza pandemica – ha spiegato – alcune riserve di caccia non sono riuscite, molto spesso a causa di problemi logistici, a stabilire i termini per il pagamento delle quote. Con questo provvedimento la Regione interviene per dare tranquillità ai cacciatori e assicurare loro la possibilità di eseguire gli adempimenti burocratici necessari alla prosecuzione delle loro attività».

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In copertina, una bella immagine dall’alto del patrimonio forestale in Fvg. (Foto Legnoservizi.it)

 

“Gli agricoltori sono in prima linea per la salvaguardia della Terra”

(g.l.) Gli agricoltori sono in prima linea nella difesa del pianeta, sempre più minacciato da fattori avversi, primo fra tutti l’inquinamento ambientale. Divenuta nel tempo un avvenimento educativo e informativo, la “Giornata Mondiale della Terra”, che si celebra proprio oggi 22 aprile, quest’anno ha come tema Restore our Earth: “Ripristiniamo la nostra Terra”, per sottolineare la necessità di preservare gli equilibri ambientali a rischio e di ripristinare la naturale bellezza di un ecosistema globale dal quale dipende tutta la vita nel mondo. «Le imprese agricole e forestali – sottolinea infatti Confagricoltura – hanno l’orgoglio di essere parte attiva e responsabile di questo percorso. Più del 65 per cento della superficie italiana è affidata alla loro gestione: una superficie agricola utilizzata di circa 12,8 milioni di ettari (42 per cento della superficie nazionale) e una superficie forestale di quasi 11 milioni di ettari (il 36 per cento della superficie nazionale). Quest’ultima peraltro in costante crescita: 514.480 ettari, +4,9 per cento negli ultimi 10 anni».

Massimiliano Giansanti

«Il settore primario – prosegue l’organizzazione imprenditoriale guidata a livello nazionale da Massimiliano Giansanti e in Friuli Venezia Giulia da Philip Thurn Valsassina – è consapevole del ruolo centrale che assume l’impresa agricola sana, vitale e produttiva, nella mitigazione del cambiamento climatico attraverso le proprie produzioni, le proprie superfici e i propri residui; è altrettanto consapevole del costo dell’adattamento al cambiamento climatico che renderà sempre meno disponibili risorse naturali fondamentali quali l’acqua e la terra, in uno scenario di incremento della temperatura che comporterà una maggiore aridità dei suoli, cambi colturali importanti, attacchi di patogeni sempre più diffusi, fenomeni meteorologici sempre più estremi. In questo quadro, l’agricoltura ha molto chiaro il proprio impegno: da una parte, proseguire il percorso già sviluppato negli ultimi decenni sulla sostenibilità con il supporto delle innovazioni tecnologiche (agricoltura di precisione, efficientamento dei processi produttivi, economia circolare) che, rispetto al 2008, ha già portato a ridurre l’utilizzo di fitofarmaci (-21 per cento) e di fertilizzanti (-52 per cento) di origine chimica. Ancora, secondo l’ultimo rapporto Ispra, dal 1990 al 2019 l’agricoltura ha ridotto le emissioni di ammoniaca di circa il 25 per cento, quelle di gas serra (che costituiscono il 7 per cento delle emissioni nazionali) del 17 per cento».

Philip Thurn Valsassina

Sono dati incoraggianti – evidenzia ancora Confagricoltura – che rivelano l’importanza di proseguire su questa strada, insieme a tutta la filiera e al mondo scientifico. Dall’altra, l’agricoltura in questi anni si sta impegnando sul fronte delle tecnologie verdi, investendo sempre più nella bioeconomia con le energie rinnovabili, nella produzione di biomateriali e bioprodotti, migliorando le tecniche di gestione dei suoli, nella gestione forestale sostenibile – su cui proprio in questi giorni si sta affinando la strategia europea – nell’assorbimento di CO2, contribuendo concretamente alla prevenzione dal dissesto idrogeologico, alla tutela del paesaggio, al presidio delle aree rurali, e soprattutto a quelle interne, del nostro Paese.
«L’Agricoltura 4.0, a partire dalle più recenti innovazioni sul piano digitale e genetico, è il supporto concreto per rendere i sistemi agricoli sempre più sostenibili – sottolinea il presidente Giansanti -. E tale approccio da parte degli agricoltori, custodi dei territori, consolida la sostenibilità ambientale ed economica salvaguardando qualità e quantità delle produzioni e del cibo. La Giornata Mondiale della Terra è un’occasione importante per ricordarlo».

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In copertina e qui sopra paesaggi pianeggianti e collinari in Friuli.

In Fvg un’agricoltura più sostenibile sfruttando le leve del Recovery plan

“Il Pnrr per il Friuli Venezia Giulia può diventare un’occasione per accelerare i processi di sviluppo di una vera e propria agricoltura sostenibile, sfruttando le leve che il Recovery plan impone, ovvero gli obiettivi di sostenibilità ambientale e di rafforzamento dei processi di resilienza”. Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, a margine della seduta della II Commissione consiliare nella quale – come informa Arc – è stato chiamato ad illustrare le progettualità con cui la Regione Fvg intende contribuire alla realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza in materia di agricoltura.

L’assessore Stefano Zannier.


“Abbiamo cercato di prendere in considerazione le progettualità su cui stiamo già lavorando in modo da poter attribuire una visione strategica agli interventi inseriti nel Pnrr, che devono essere in continuità con gli obiettivi che stiamo già perseguendo con la nostra azione politico-amministrativa” ha evidenziato Zannier, portando ad esempio “il progetto per il passaggio dal sistema di irrigazione a canalette, che comporta un’altissima dispersione di acqua, al sistema sub-irriguo o a goccia, con cui potremmo arrivare ad un risparmio di quasi l’80 per cento della risorsa idrica, se abbinato anche ad una digitalizzazione dei programmi di irrigazione collegati alle sempre più accurate previsioni meteorologiche”.
Nel dettaglio, il progetto di maggior impatto che la Regione Friuli Venezia Giulia ha proposto di includere nel Piano di ripresa nazionale in materia agroalimentare e forestale consiste proprio nell’ammodernamento ed efficientamento di impianti irrigui consortili attraverso sistemi innovativi di valutazione e previsione di disponibilità della risorsa idrica in relazione ai fabbisogni delle colture. Vi è poi un innovativo progetto di sostegno all’imprenditoria agricola e a quella familiare per la salvaguardia del territorio regionale, con l’obiettivo di contribuire ad arrestare il fenomeno dello spopolamento della montagna e delle aree marginali della regione, favorendo il ricambio generazionale.
Alle filiere agricole è dedicato un intervento per aumentare la competitività dei settori produttivi agroalimentari locali, con il rafforzamento della sostenibilità dei loro sistemi produttivi. Il progetto intende promuovere una serie di investimenti per migliorare i sistemi organizzativi delle strutture produttive locali, l’innovazione tecnologica delle aziende e la distribuzione commerciale dei prodotti.
L’esponente della Giunta Fedriga ha quindi posto l’accento su un altro progetto innovativo che va sotto il titolo di “montagna più connessa”. “Si tratta – ha spiegato l’assessore – di realizzare infrastrutture di connettività su cui innestare progetti che abbracciano la sicurezza in montagna, la prevenzione dei rischi, la razionalizzazione nella gestione dei sistemi di allerta e monitoraggio ed infine la modernizzazione in chiave green”.

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In copertina e qui sopra irrigazione per ortaggi e in viticoltura.

(Foto Reviewbox.it e Acquafert Agri)

Arga Fvg, riecco il Premio Isi Benini che valorizza le eccellenze di tutta la regione

di Ida Donati

È pubblicato sul sito www.argafvg.it il Bando del 2° Premio giornalistico “Isi Benini-Città di Udine”, indetto e organizzato dall’Arga Fvg, l’Associazione regionale della stampa agricola, agroalimentare, dell’ambiente e territorio del Friuli Venezia Giulia, per ricordare la figura del leader della comunicazione di settore e del territorio attraverso il mondo del vino e delle produzioni agroalimentari di pregio. E per favorire la conoscenza e diffusione delle attrattive e delle peculiarità del capoluogo friulano e dell’intera regione. Ricordiamo che Isi Benini nacque nel 1924 a Moggio Udinese e morì a Montevideo, capitale dell’Uruguay, nel 1990.

Il presidente Arga Carlo Morandini.

“Un Premio – ricorda il presidente di Arga Fvg, Carlo Morandini – che nel 2020 è partito con il piede giusto nonostante l’emergenza sanitaria, stimolando la partecipazione altamente qualificata di personaggi trainanti del mondo del giornalismo e della comunicazione. L’ormai ambito riconoscimento, consegnato a Udine nel Palazzo comunale davanti a un pubblico numeroso e qualificato presente nel pieno rispetto delle prescrizioni anti-pandemia, considerato l’elevato livello degli articoli partecipanti era infatti stato assegnato con un verdetto ‘ex aequo’”.
Era così andato a Licio Damiani, scrittore e giornalista Rai che lavorò con Benini alla redazione di Udine e che condusse la popolare rubrica “Vita nei campi”, con un racconto costellato di fotografie di episodi professionali vissuti assieme a Isi; a Sergio Gervasutti, già direttore de Il Gazzettino e del Messaggero Veneto, che a sua volta ha tracciato un ricordo partecipato della figura del collega e amico, e a Daniela Paties Montagner, per un articolo descrittivo di Udine, attraverso i suoi ritrovi caratteristici e le attrattive della città, ricordando quelle degli anni ’80, quando Benini lanciò il capoluogo friulano e il Friuli esaltando i valori e le qualità della civiltà contadina e in particolare di quella enoica. Un riconoscimento è andato anche a Claudio Soranzo, vicepresidente di Arga Fvg, per un articolo sulle moderne tecniche di valorizzazione della viticoltura. Ai vincitori del Premio, sostenuto da Promoturismo Fvg, presenti per l’occasione in Sala Aiace il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, gli assessori comunali, alla Cultura, Fabrizio Cigolot, e alle Attività produttive, Daniele Franz, e il segretario generale Unaga, Gian Paolo Girelli, sono state consegnate opere dedicate degli artisti friulani Gianni Borta, Alessandra Candriella e Piero De Martin.
Quest’anno, rinnovata la collaborazione con il Comune di Udine, la sinergia con i sodalizi culturali e di volontariato con i quali Arga Fvg è impegnata su diversi versanti dei settori di competenza, il Premio prevede sempre le sezioni dedicate al ricordo di Benini e alla valorizzazione della città di Udine e del Friuli Venezia Giulia attraverso le specificità e prerogative del territorio, enogastronomiche, agroalimentari e del territorio. Alle quali si aggiunge una sezione: per partecipare gli interessati – pubblicisti o professionisti che non abbiano ancora compiuto i 30 anni d’età – dovranno sviluppare uno o entrambi i temi. Gli articoli, o servizi video, audio, o pubblicati online sempre su testate registrate, dovranno essere stati realizzati in uno dei Paesi della Ue tra l’1 gennaio e il 30 agosto 2021.
Nel frattempo, Arga Fvg ha stretto una collaborazione con l’Università di Udine per valutare le opportunità di ampliare il Premio anche al mondo della ricerca. E sta valutando le possibili opzioni con il professor Enrico Peterlunger, docente di viticoltura ed enologia, delegato del Rettore per la promozione della lingua e cultura friulana e direttore del Cirf.
Per la realizzazione del 2° Premio giornalistico “Isi Benini-Città di Udine”, Arga Fvg ha rinnovato la collaborazione con il Club per l’Unesco di Udine, Italia Nostra Sezione del Friuli Venezia Giulia e Unaga, cioè l’Unione nazionale delle Arga, Assoenologi Fvg, Unione cuochi Fvg, Associazione italiana sommelier sezione del Friuli Venezia Giulia. Le notizie e gli aggiornamenti sul Premio, oltre che sui media, saranno pubblicate sul sito www.argafvg.it, che è anche la testata giornalistica e organo ufficiale dell’associazione giornalistica.

I premiati con le autorità a Udine.

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In copertina, il giornalista Isi Benini al quale Arga Fvg ha dedicato il Premio giunto alla seconda edizione.

 

Vigneto Fvg, è sempre più drammatica la situazione del vino ancora invenduto

di Giuseppe Longo

Veramente drammatica, e purtroppo lo sarà sempre più se non interverranno cambiamenti in tempi rapidi, la situazione economica anche all’interno del Vigneto Fvg, a causa dei devastanti effetti dell’emergenza sanitaria e dei provvedimenti adottati per contrastarla, con il blocco pressoché totale, da mesi, della ristorazione (Horeca). Impressionante, infatti, la quantità di vino ancora invenduto che è pari a quello ottenuto in un’intera vendemmia (circa 2 milioni di ettolitri!). Come dire, che quanto raccolto nel 2020 – l’anno dello scoppio della pandemia, con le prime gravissime ripercussioni sul settore vitivinicolo – è praticamente ancora tutto fermo nelle cantine. Perché la distribuzione è appunto bloccata, ma anche perché i consumi sono ulteriormente calati a causa proprio delle accresciute difficoltà. Alla faccia dei risparmi personali che sarebbero in costante aumento…
«I numeri delle giacenze del vino, a fine marzo, comunicati dagli organi competenti sono preoccupanti – spiega infatti Michele Pace Perusini, presidente della Sezione economica viticola di Confagricoltura Fvg -. Quello che i numeri non dicono, purtroppo, è quanto di questo vino sia già imbottigliato e fermo. Tra l’altro, a esempio, nel primo trimestre del 2021 (rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) l’imbottigliamento del Prosecco Doc è cresciuto del 7,4%; quello del Pinot grigio delle Venezie, dell’11,2%. Ciò non significa, però, che si vende più vino, ma semplicemente che ci si prepara a vendere quel vino (o, almeno, si spera di venderlo presto). Perciò – aggiunge Pace Perusini – il focus dell’attenzione dovrebbe essere posto proprio all’aspetto economico della questione con i produttori stretti in una morsa».

Michele Pace Perusini


«Da un lato – prosegue l’imprenditore di Corno di Rosazzo, braccio destro del presidente Philip Thurn Valsassina – l’Horeca che non paga le forniture a motivo delle aperture (e chiusure) a singhiozzo dei mesi scorsi (utilizzando i fornitori per finanziarsi, sostanzialmente); dall’altra, le nuove spese che l’azienda deve accollarsi per imbottigliare e prepararsi alle prossime aperture dei mercati. Mercati che sono cambiati nei tempi della pandemia. Infatti, se fino ad alcuni mesi fa funzionava ancora il mercato italiano ed europeo, attualmente riprendono a “tirare” i mercati esteri dove il programma di vaccinazione è avanzato (Stati Uniti, a esempio) e rallenta dove ancora il piano vaccinale stenta a decollare. Serve perciò – è la conclusione di Pace Perusini – accelerare realmente sul piano vaccinale e tutelare il credito dei produttori vitivinicoli anche con una norma, come proposto da Confagricoltura, che preveda di collegare l’erogazione dei sostegni pubblici alle aziende con la verifica del pagamento delle pendenze con i fornitori».

Bollicine di Prosecco.


Ma dicevamo del vino invenduto. «Circa 200 milioni di litri di vino in più rispetto allo scorso anno (da 54 a 56 milioni di ettolitri) giacciono ancora nelle cantine del nostro Paese per effetto della chiusura di ristoranti, bar ed enoteche in Italia e all’estero che ha fatto crollare i consumi fuori casa con gravi difficoltà per il settore vitivinicolo, in particolar modo quello legato ai vini a denominazioni di origine e indicazione geografica, a maggior valore aggiunto», afferma Coldiretti nel sottolineare che le difficoltà della ristorazione si trasferiscono a valanga sull’intera filiera dove sono impegnati in Italia 250 mila produttori di uve. E contribuire a questo dato, secondo l’ultimo aggiornamento reso disponibile dal ministero delle Politiche agricole, è purtroppo anche la nostra regione, come informa la Coldiretti del Friuli Venezia Giulia con il responsabile del settore vitivinicolo Marco Malison. «Le giacenze sul territorio – spiega –  ammontavano infatti, a fine marzo, a 2.079.886 ettolitri, circa l’equivalente di una vendemmia, con un incremento di quasi 4 milioni di litri sullo stesso periodo del 2020».
«Le giacenze di vino nella nostra regione sono di poco superiori a quelle del 2020 – commenta Malison –. Tuttavia, siamo ugualmente molto preoccupati. Primo perché le eccedenze italiane deprimono anche il mercato dei vini locali. Secondo perché il dato regionale è frutto di una forte adesione a misure di riduzione volontaria della produzione messe in atto dai viticoltori la scorsa vendemmia. Peccato però che gli aiuti economici collegati a questo impegno, che dovevano arrivare entro la fine di dicembre, ad oggi devono ancora essere liquidati. E questo aumenta la crisi di liquidità delle imprese già duramente provate dal lockdown e sta facendo infuriare i produttori».
Si tratta di produzioni di alta qualità in un Paese come l’Italia che è leader mondiale davanti alla Francia con la produzione tricolore è destinata per circa il 70% a vini Docg, Doc e Igt con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 % per i vini da tavola. «In gioco – conclude Coldiretti – c’è il futuro del primo settore dell’export agroalimentare Made in Italy che sviluppa un fatturato da 11 miliardi di euro e genera opportunità di lavoro per 1,3 milioni di persone impegnate direttamente in campi, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse e di servizio e nell’indotto».

Grappoli di Pinot grigio.

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In copertina, operazione di imbottigliamento in Fvg.

 

Anche in Fvg crollano le temperature con pesanti danni alle coltivazioni

di Giuseppe Longo

Ci risiamo, purtroppo! La grande gelata che aveva colpito il Friuli Venezia Giulia il 21 aprile 2017 sembrava ormai così lontana da apparire soltanto come un un brutto ricordo, di quelli che si preferisce rimuovere. Invece, il brusco e vistosissimo calo delle temperature di questi giorni, dopo un esordio di primavera davvero esagerato a oltre venti gradi, ci ha fatto nuovamente precipitare in quella drammatica situazione atmosferica che per le colture è davvero devastante.
Per la prossima notte e seguente mattina Osmer Fvg prevede un rialzo delle temperature, con un minimo in pianura di 0 gradi. Ma gli anche -4 registrati nelle ultime due giornate – come emergeva anche dalle cronache di stamane – hanno davvero assestato una mazzata alle colture frutticole in fiore (dove i terreni non sono protetti dagli impianti di irrigazione antibrina) e a quelle orticole, oltre che alle varietà più precoci dei vigneti soprattutto della Bassa, nei quali il germogliamento delle gemme è già in atto.
Insomma, se da un lato la partenza anticipata della primavera ci può riempire di gioia perché ci fa dimenticare l’inverno, dall’altro nasconde appunto la temutissima insidia del gelo tardivo, come era accaduto anche nel 2020, però alla fine di marzo. Ed è quello che si è puntualmente verificato pure quest’anno e non solo in Friuli, ma anche in altre regioni a cominciare da quelle a noi più vicine. E appena passata questa ondata di maltempo – perché di questo si tratta, anche se splende un sole bellissimo – comincerà la triste conta dei danni, che si rifletteranno con pesanti conseguenze sui nuovi raccolti.

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In copertina, i gravi danni causati dalla brina sui germogli della vite.

Parchi storici e beni ambientali del Fvg più belli per le feste di Pasqua

Parchi storici e beni ambientali del Friuli Venezia Giulia più belli per le feste pasquali. Cinquanta operai della Regione Fvg hanno, infatti, completato in questi giorni gli interventi di manutenzione straordinaria sulle alberature e sugli sviluppi arbustivi incontrollati nei principali compendi monumentali. Si tratta di personale attivo nel Servizio gestione territorio montano bonifica e irrigazione che nella stagione mite agisce in montagna, ma che nei mesi invernali si dedica alla sistemazione di parchi, giardini e aree verdi in operazioni particolarmente impegnative e spesso in situazione impervie. Gli operai, in questi primi tre mesi nel 2021, hanno utilizzato tecniche silvocolturali e procedimenti di ingegneria naturalistica per individuare ed eliminare piante infestanti malate e deperienti.
Gli interventi hanno interessato cinque tra i siti di maggior richiamo della nostra regione: il parco storico del Castello di Miramare a Trieste, il parco di Villa Coronini Cronberg a Gorizia, le mura del Castello di Gradisca d’Isonzo, i Bastioni e le mura di Palmanova e il colle del Forte di Osoppo. Ma l’azione delle otto squadre regionali ha interessato anche altri compendi pregiati: Villa Moretti a Tarcento, il parco di Villa Varda a Brugnera, l’ex Caserma Pasubio a Cervignano e il centro visite del Lago del Cornino.

Miramare a Trieste.

«È un’attività utile e intelligente quella di utilizzare il nostro personale, con le sue elevatissime capacità operative e le sue conoscenze botaniche, nel supporto e la cura dei luoghi di maggiore interesse e rilevanza presenti nella nostra regione durante i mesi invernali in cui non si può agire in montagna”, ha rilevato l’assessore regionale alle Risorse forestali Stefano Zannier, regista dell’iniziativa. “Si crea così una preziosa sinergia tra enti e organizzazioni. Supportiamo nella gestione e conservazione dei compendi pregiati – ha aggiunto Zannier – anche le amministrazioni proprietarie che in molti casi non sarebbero in grado di svolgere gli interventi più impegnativi in autonomia». L’impiego delle squadre regionali su beni e fondazioni di proprietà pubbliche di rilevante interesse storico e naturalistico è previsto dalla legge regionale 9 del 2007. Per attivare in concreto gli interventi si è fatto leva su convenzioni tra gli enti proprietari e il dirigente del competente Servizio regionale sulla scorta di progetti predisposti dagli enti e preventivamente approvati dai Comuni e dalla Soprintendenza.

Villa Coronini a Gorizia.

Bastioni di Palmanova.

Ora gli operai forestali, completati gli interventi nei compendi, si accingono a riprendere l’attività in montagna. «Ma – ha assicurato Zannier – l’anno prossimo le squadre regionali torneranno a disposizione dei parchi monumentali per contribuire a conservare e “tirare a lucido” un patrimonio naturalistico-architettonico che in Friuli Venezia Giulia non è localizzato solo in alcuni siti ma è molto diffuso e tutto da conoscere o da riscoprire, nella logica di intervenire in via straordinaria per ripristinare i siti e lasciare poi la gestione ordinaria agli enti proprietari».

Castello di Gradisca.

Lago di Cornino.

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In copertina, ecco un’immagine di Villa Moretti che domina Tarcento.

Sviluppo rurale: il Fvg è d’accordo col ministro Patuanelli sul riparto fondi

“Il Friuli Venezia Giulia ha espresso un giudizio favorevole alla proposta di riparto dei fondi per i Piani di sviluppo rurale per il biennio di transizione 2021-2022 presentata dal ministro per le Politiche agricole e alimentari, Stefano Patuanelli, alla Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni”. Lo ha rimarcato, come si legge in una nota Arc, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, in merito alla soluzione di mediazione individuata dal documento ministeriale tra due posizioni emerse in Conferenza della Regioni: una “conservatrice”, sostenuta da sei Regioni, e l’altra, a cui fanno capo 15 amministrazioni regionali e Province autonome – tra cui, appunto, il Friuli Venezia Giulia – rappresentative di tutti i territori e governate da forze politiche differenti, che richiedeva di abbandonare il metodo storico di riparto.
La proposta di Patuanelli prevede l’introduzione nel 2021 di un 30% di criteri oggettivi e il mantenimento del 70% dei parametri storici, per poi ribaltare le percentuali nel 2022, ovvero il 70% di criteri oggettivi e il 30% di parametri storici. “Si tratta – ha commentato l’esponente della Giunta Fedriga – di una proposta di riparto assolutamente condivisibile ed equilibrata, in linea con i precedenti accordi e per cui ringraziamo il ministro”.

Stefano Patuanelli

Stefano Zannier

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In copertina, una coltivazione di soia in Friuli Venezia Giulia.

L’acquacoltura può crescere ancora in Fvg, nonostante la crisi pandemica

“Ci sono possibilità di ulteriore espansione per l’acquacoltura, specialmente per quanto riguarda quella d’acqua dolce, settore nel quale il Friuli Venezia Giulia vanta eccellenze di livello europeo. La ricetta per assicurare al comparto ittico la tenuta e garantire un’ulteriore crescita sui mercati consiste nel perseguire quella qualità grazie alla quale questo comparto si è saputo affermare in Italia e nel mondo”.Lo ha rilevato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali e alla pesca, Stefano Zannier, intervenuto in videoconferenza all’incontro sul tema “L’impatto della pandemia sulla acquacoltura”, organizzato da Aquafarm e tenutosi alla Fiera di Pordenone.

L’assessore Stefano Zannier.


L’evento, che ha permesso anche di anticipare i contenuti dell’edizione dell’importante rassegna dedicata all’acquacoltura, all’algocoltura e all’industria della pesca Aquafarm, in programma a Pordenone a partire dal 9 giugno, è stato moderato da Fabio Gallo, conduttore della trasmissione televisiva “Linea Blu”. Vi ha preso parte tra gli altri – come informa una nota Arc – anche Filippo Gallinella, presidente della XIII Commissione agricoltura della Camera, e l’incontro ha dato modo a Zannier, intervenuto per portare il saluto introduttivo in rappresentanza della Regione Fvg, di esprimere una valutazione positiva sulle prospettive per il settore ittico all’uscita dalla pandemia.
Nel frattempo, però, in questo periodo di crisi, se si è ridotto il consumo di pesce da parte del mondo della ristorazione e sono calate le esportazioni, mentre ha comunque tenuto l’acquisto di prodotti ittici da parte dei consumatori. Si tratta di un segnale importante, che conferma l’interesse dei cittadini e delle famiglie ad alimentarsi a base di pesce. Per cui la coesione e i risultati raggiunti dagli operatori ittici del Friuli Venezia Giulia – come ha evidenziato l’assessore Zannier – consentono di guardare al futuro con prospettive incoraggianti, fondate sulla professionalità e sulla capacità di innovare, che si basa anche sulla ricerca, finora dimostrate.
Per quanto riguarda i ristori per i danni patiti a causa del calo delle vendite conseguente all’emergenza sanitaria, sono in arrivo le nuove misure che la Regione ha previsto per dare concretezza agli aiuti previsti a livello europeo. “Rappresenteranno una boccata d’ossigeno per le imprese ittiche – ha specificato Zannier – perché come negli altri settori il conto che esse hanno dovuto pagare a causa della pandemia è pesante: in questo momento è dunque importante consentire a queste realtà di essere pronte alla ripartenza”. Anche considerando che, come in agricoltura, nell’acquacoltura le spese di mantenimento e allevamento continuano a essere sostenute anche in mancanza delle vendite.
Secondo l’esponente della Giunta Fedriga, ci sono comunque importanti spazi di sviluppo sia nell’acquacoltura praticata in mare sia in quella lagunare e nelle acque interne. Anche perché, e a tale proposito ha ripreso una valutazione di Pier Antonio Salvador, presidente dell’Api, l’80 per cento del pesce consumato in Italia proviene dalle importazioni. Una costatazione che ha indotto l’assessore regionale a concludere ribadendo l’invito, rivolto agli operatori ittici già lo scorso anno e nella stessa sede, a considerare le prospettive di mercato conseguenti alla pandemia, che dimostrano la sempre crescente necessità di fare allevamento, unitamente al fatto che le proprietà salutistiche del pesce sono sempre più riconosciute dai consumatori, mentre la sostenibilità dell’acquacoltura consentirebbe anche di sopperire alle problematiche connesse a quelle derivanti dalle difficoltà a garantire lo stoccaggio del pescato.

Un allevamento di mitili in mare.

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In copertina, la trota è la principale specie prodotta in acqua dolce.

Città del Vino, stamattina sulla “rete” Prepotto, la terra dello Schioppettino

(g.l.) Prestigiosa vetrina stamane, 26 marzo, per la comunità di Prepotto e i suoi preziosi vini, a cominciare dal celebre Schioppettino, valorizzato da una dozzina d’anni attraverso una speciale tutela attribuita a questa importante area viticola sulla riva destra del fiume Judrio. “In Viaggio per le Città del Vino”, serie di incontri online dell’Associazione nazionale che ne conta venticinque anche in Friuli Venezia Giulia, dedica infatti la sua nuova puntata proprio a “Prepotto, Terra dello Schioppettino: il territorio ad alta vocazione nei Colli Orientali del Friuli”. La diretta sulla pagina Facebook Città del Vino comincerà alle 11.
Ricca la scaletta d’interventi. Modera Iole Piscolla, giornalista e responsabile Area Turismo dell’Associazione Nazionale Città del Vino. E in rappresentanza dell’importante sodalizio ci sarà anche Giuseppe Festa, professore associato al Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università degli Studi di Salerno.

Grappoli di Schioppettino.

Parteciperanno in rappresentanza del nostro territorio Tiziano Venturini, coordinatore delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia; Mariaclara Forti, avvocato e sindaco di Prepotto; Hilde Petrussa, fondatrice dell’Associazione Produttori Schioppettino di Prepotto; Claudio Fabbro, giornalista, scrittore, enologo; Riccardo Caliari, ingegnere e titolare dell’Azienda Spolert Winery; Arduino Cargnello, architetto e progettista itinerari Valle dello Judrio; Liliana Savioli, giornalista e rappresentante dell’Associazione Donne del Vino; Fulvio Ursini, professore ordinario al Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università degli Studi di Padova; Enzo Lorenzon, presidente del Consorzio di Bonifica della Pianura Isontina; Carlo Petrussi, agronomo.
Prepotto con il suo Schioppettino sarà, dunque, protagonista questa mattina sulla “rete” che, come è noto, ha una enorme visibilità. Una presenza che avrà una importante ricaduta sul piccolo paese e sulla stessa zona dei Colli orientali del Friuli, ma di riflesso su tutta la nostra regione che, come detto, conta molte Città del Vino. Vale a dire, oltre al Comune a ridosso del confine con la Slovenia, Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Nimis, Povoletto, Premariacco, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese e Torreano. Ventiquattro Città che stamattina saranno idealmente in festa con Prepotto, scelta per l’affascinante “viaggio” tra le eccellenze di questo meraviglioso angolo del Vigneto Fvg.

La zona di Albana.

La diretta sulla pagina Facebook Città del Vino comincerà alle 11.

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In copertina, la bellissima immagine che campeggia sulla locandina della odierna iniziativa delle Città del Vino.