Ecco il 2022 dei Ristoranti Buon ricordo. E San Daniele annuncia un nuovo piatto

(g.l.) Anno nuovo con diverse novità per quanto riguarda i Ristoranti del Buon ricordo, associazione nazionale che ne riunisce otto anche in Friuli Venezia Giulia. Vale a dire Hotel Ristorante Là di Moret di Udine, Lokanda Devetak 1870 di Savogna d’Isonzo, Ristorante Osteria La Pergola di San Daniele, Trattoria Alla Luna di Gorizia, Locanda Al Castello di Cividale, Ristorante Al Sole di Forni Avoltri, Storico Ristorante Al Ponte di Gradisca d’Isonzo e Trattoria Da Toni di Gradiscutta. E proprio La Pergola ha annunciato il cambio di specialità, come prevede possa avvenire periodicamente lo statuto dell’ormai storico sodalizio: il nuovo piatto sarà dunque “Ravioli al San Daniele in salsa Montasio”. Ma ecco un giro d’orizzonte su tutte le novità più recenti.

Le new entry…

NEW ENTRY – La Locanda Capolago di Colico (Lecco) e i ristoranti Torcolo di Verona, La Fratta di Verucchio (Rimini), Romanè e Trattoria Santa Pupa di Roma, Al Pescatore di Gallipoli (Lecce), Da Ercole a Crotone: dalla Lombardia alla Calabria, sono questi i 7 nuovi ristoranti che dal 2022 entrano a far parte della prima associazione di ristoratori nata in Italia. Salgono quindi a 108 i locali (di cui 9 sono all’estero fra Europa e Giappone) che fanno parte del gruppo, fondato nel 1964 per salvaguardare e valorizzare lo straordinario mosaico delle tradizioni gastronomiche italiane, che – come ebbe a evidenziare il famoso giornalista gastronomo Vincenzo Buonassisi, “padre” mezzo secolo fa della cucina in televisione, dove oggi è star incontrastata – erano allora «sconosciute o neglette» e rischiavano di scomparire. A lanciare l’idea fu Dino Villani, uomo di cultura e straordinario maestro di comunicazione (a cui si devono, fra l’altro, il primo concorso di Miss Italia, il Premio Suzzara ideato con Zavattini, l’idea di far diventare il 14 febbraio la Festa degli Innamorati), che raccolse la convinta adesione di un gruppo di ristoranti di qualità, accomunati dall’obiettivo di ridare notorietà e prestigio alla gastronomia regionale e valorizzare sulle loro tavole gli innumerevoli piatti tradizionali della penisola. I ristoranti (come accade ancor oggi) dovevano scegliere e tenere in menu un piatto che rappresentasse in maniera significativa la loro terra. A fare da trait d’union fra di loro, era (ed è) un piatto dipinto a mano dagli artigiani della Ceramica Artistica Solimene di Vietri sul Mare su cui è effigiata la specialità del locale. Viene regalato a chi degusta il Menu del Buon Ricordo (di cui la specialità è sempre la portata principale), che ciascun locale può variare anche varie volte all’anno, in modo da far provare agli ospiti un emozionante excursus esemplare nella cucina della propria terra. Per conoscere da vicino i ristoranti del Buon Ricordo e le loro specialità, si può consultare il sito www.buonricordo.com o sfogliare la Guida 2022 appena pubblicata, in distribuzione gratuita nei locali associati e scaricabile dal sito. In ogni scheda un QR Code riporta al sito del ristorante, in modo che si possono avere tutte le informazioni a portata di click. Nella guida si trovano anche gli Hotel Special, che hanno al loro interno un ristorante del Buon Ricordo.

… e i loro piatti.

NUOVE SPECIALITA’ – Queste le specialità delle new entry 2022: Riso e persico, in un raviolo! (Locanda Capolago di Colico), Bollito veronese (Ristorante Torcolo di Verona), Passatelli gratinati con ragù di coniglio, fonduta di formaggio di fossa ed erbette di stagione (Ristorante La Fratta di Verucchio), Pollo alla cacciatora (Ristorante Romanè di Roma), Ravioli d’arzilla alla Vittoria (Trattoria Santa Pupa di Roma), Spaghettone biologico Senatore Cappelli, con tartare di tonno, aglio, capperi e spolverata di bottarga artigianale (Al Pescatore Hotel&Restaurant di Gallipoli), Carbonara pitagorica (Ristorante da Ercole di Crotone). Come detto, lo Statuto del Buon Ricordo prevede che i ristoranti possano cambiare periodicamente la loro specialità. Per il 2022, lo fanno in quattro. Le nuove proposte sono: il Morone al sale, salsa ai limoni nostrani, sfoglie di patate e caviale del Ristorante Manuelina a Recco (Genova), i già citati Ravioli al San Daniele in salsa Montasio del Ristorante Osteria La Pergola a San Daniele del Friuli (Udine), i Tagliolini al burro delle vacche rosse e culatello di Al Cavallino Bianco a Polesine Zibello (Parma), i Ferrazzuoli alla Nannarella dell’Hostaria Baccofurore 1930 a Furore (Salerno).

Carbone, Guidetti e Spigaroli.

IL DIRETTIVO – Nonostante la pandemia, che ha investito drammaticamente anche il comparto della ristorazione, il Buon Ricordo in questi mesi non si è fermato, ed anzi si sono rinsaldati ancor di più i legami di amicizia e collaborazione fra gli associati, uniti per affrontare insieme, coesi e propositivi, l’emergenza Covid che purtroppo continua. A guidare l’associazione è il presidente Cesare Carbone, del Ristorante La Manuelina di Recco, con il segretario generale operativo Luciano Spigaroli, del Ristorante Al Cavallino Bianco di Polesine Zibello, affiancati dalla vicepresidente Giovanna Guidetti, dell’Osteria La Fefa di Finale Emilia. «Alle nostre tavole si vive un’esperienza conoscitiva ed emozionale, si riscoprono antichi sapori dimenticati nell’archivio della memoria e se ne gustano di nuovi sapientemente composti – dice Carbone -. La nostra non è solo tutela della tradizione gastronomica del Bel Paese, ma anche e soprattutto valorizzazione in chiave contemporanea di queste radici. Guardiamo avanti, e ciascuno di noi contribuisce a traghettare nel futuro la gastronomia della sua terra». «Il fatto che siamo stati uniti, come amici ancor prima che come colleghi, in questo difficilissimo periodo di pandemia, testimonia la vitalità e la forza della nostra associazione – aggiunge Luciano Spigaroli -. Il Buon Ricordo è più che mai vivo, tant’è che abbiamo il grande piacere di accogliere ben 7 nuovi ristoranti: la loro adesione è un grande stimolo per tutti noi. E abbiamo l’onore di avere dei nuovi partner, che credono in noi: non possiamo che essere grati per la fiducia che ci dimostrano». Con Cesare Carbone, 47 anni, Luciano Spigaroli e Giovanna Guidetti, tutti confermati, è stato eletto tesoriere Giorgio Borin, del Ristorante La Montanella di Arquà Petrarca. Le elezioni sono avvenute nel corso dell’assemblea annuale dell’associazione, svoltasi in Franciacorta a Ca’ del Bosco, durante la quale è stata per la prima volta eletto un presidente onorario, Genuino Del Duca, del Ristorante Enoteca Del Duca di Volterra. Con loro, faranno parte del consiglio direttivo: Vincenzo Barbieri del Ristorante Barbieri di Altomonte, Carlo Bianconi del Ristorante Granaro del Monte di Norcia, Sergio Carboni della Locanda Degli Artisti di Cappella de’ Picenardi, Domenico De Gregorio del Ristorante Lo Stuzzichino di Sant’Agata sui Due Golfi, Luigi Gandola del Ristorante Salice Blu di Bellagio, Massimiliano Masuelli della Trattoria Masuelli San Marco di Milano. Sono stati inoltre eletti: revisore dei conti Gilberto Farina del Ristorante La Piana di Carate Brianza; probiviri Giuseppe Lorenzini del Ristorante Gardesana di Torri del Benaco, Domenico Ferraioli dell’Hostaria di Bacco di Furore, Danilo Moresco del Ristorante Da Pino di San Michele all’Adige. «Dall’incontro, il primo fra noi in presenza dopo lo stop determinato dal Covid, è emersa tanta voglia di fare e di progettare insieme il presente e il futuro del Buon Ricordo, con spirito di amicizia e collaborazione – commenta il presidente Carbone -. Insieme per ripartire dopo il terribile periodo della pandemia. E per valorizzare lo straordinario patrimonio della cucina regionale italiana, la nostra storica mission in cui crediamo fermamente dal 1964, anno della nascita del Buon Ricordo. Molti i progetti su cui ci siamo confrontati nel corso della nostra partecipatissima assemblea, a cui abbiamo avuto il piacere di avere ospite il direttore generale Fipe Roberto Calugi. Ringraziamo il Consorzio Franciacorta che ha accolto per la seconda volta la nostra assemblea, Ca’ del Bosco, stupenda cornice dei nostri lavori, e tutti i partner che ci hanno affiancato anche in questa occasione e condividono il nostro percorso: Confagricoltura, Consorzio Franciacorta, Consorzio Parmigiano Reggiano, Coppini Arte Olearia, Filette Prime Water, Illy Caffè, Latterie Inalpi, Zanussi Professional».

A ricordo dell’assemblea.

PARIGI 2021 – Il piatto in ceramica dipinto a mano (foto sotto) che sarebbe stato dato in omaggio in piazza St Sulpice a Parigi a chi avrebbe degustato le prelibatezze proposte nel Ristorante del Buon Ricordo allestito all’interno del “Mercato italiano” (in programma dal 25 novembre al 5 dicembre, sospeso dagli organizzatori per precauzione Covid), è stato invece regalato a chi ha partecipato ai pranzi o alle cene del ciclo “Parigi 2021”, che si sono tenute nei primi giorni di dicembre nei 17 ristoranti dell’associazione che avrebbero dovuto partecipare all’evento della Capitale sulla Senna. Un piatto unico, realizzato in soli 1200 esemplari, come eccezionale “Buon Ricordo” di un’esperienza culinaria sicuramente indimenticabile. Ciascuno dei 17 ristoranti, infatti, ha preparato un proprio, personalissimo Menu dedicato a Parigi, servito in un unico convivio oppure anche proposto per tutto il weekend. Le proposte gastronomiche sono state accompagnate dai prodotti dei partner del Buon Ricordo che avrebbero partecipato all’evento parigino (Accademia Maestri del Lievito Madre e del Panettone italiano, Illy, Acqua Filette, Superalcolici Caffo, Coppini Arte Olearia, Consorzio Franciacorta, Parmigiano Reggiano). Questi i ristoranti: A Tavola – Parigi, Al Cavallino Bianco – Polesine Zibello, Antica Osteria del Cerreto – Abbadia Cerreto, L’Antico Borgo – Morano Calabro, La Manuelina – Recco, Le Cherche Midi – Parigi, Locanda Belvedere – Rocchetta a Volturno, Mori Venice Bar – Parigi, Osteria La Lanterna – Cressogno, Ristorante Boccadoro – Noventa Padovana, Ristorante David Palace – Porto San Giorgio, Ristorante Hotel Moderno – Erice, Ristorante La Fornace – San Vittore Olona, Ristorante Lo Stuzzichino – Sant’Agata sui due Golfi, Ristorante Pascalò – Vietri sul Mare, Ristorante Salice Blu – Bellagio, Trattoria Altavilla – Bianzone.

I Ristoranti del Buon Ricordo in Friuli Venezia Giulia
Hotel Ristorante Là di Moret
Udine
Lokanda Devetak 1870
Savogna d’Isonzo (Gorizia)
Ristorante Osteria La Pergola
San Daniele del Friuli (Udine)
Trattoria alla Luna
Gorizia
Locanda al Castello
Cividale del Friuli (Udine)
Ristorante Al Sole
Forni Avoltri (Udine)
Storico Ristorante Al Ponte
Gradisca d’Isonzo (Gorizia)
Trattoria Da Toni
Varmo (Udine)


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In copertina, le nuove specialità per il 2022, tra cui il piatto della Pergola al prosciutto di San Daniele.

Birre artigianali, dal 20 gennaio le domande per ottenere i contributi

Al via gli aiuti per i produttori di birre artigianali che pure in Friuli Venezia Giulia si distinguono per proporre al mercato prodotti di qualità. Il Ministero dello Sviluppo economico ha infatti ha reso noto che dal 20 gennaio e fino al 18 febbraio prossimo si possono presentare le domande per la richiesta dei contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Sostegni bis. Grazie all’intervento della Coldiretti, infatti con il DL Sostegni bis era stato stanziato un budget di 10 milioni a sostegno della birra artigianale come forma di ristoro per le perdite dovute all’emergenza Covid-19.
L’agevolazione – riferisce Il Punto Coldiretti – prevede un contributo a fondo perduto pari a 0,23 centesimi per ciascun litro di birra artigianale prodotta e presa in carico nel registro annuale di magazzino nel 2020 o nel registro della birra condizionata. I dati sono quelli presentati dai microbirrifici e dagli esercenti delle piccole birrerie nazionali all’Agenzia delle accise, dogane e monopoli. L’agevolazione è destinata ai produttori di birra non sottoposta a processi di microfiltrazione e pastorizzazione.
Questi i requisiti richiesti al birrificio: deve utilizzare impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio; deve essere economicamente e legalmente indipendente da un altro birrificio; non deve operare sotto licenza di utilizzo dei diritti di proprietà immateriale di altri. Il Ministero dello Sviluppo economico fa infine sapere che le modalità di presentazione delle domande saranno fornite da un prossimo provvedimento dello stesso Mise.​

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In copertina, ecco alcuni tipi di birra prodotti da aziende artigianali.

(Foto greenme.it)

Come valorizzare le aree montane Fvg? Aperta fino a venerdì la call giovani

Valorizzare e promuovere attraverso i più innovativi linguaggi digitali – dalla comunicazione allo storytelling – l’operato di piccole e tenaci realtà imprenditoriali della montagna del Friuli Venezia Giulia attraverso il coinvolgimento attivo di un gruppo di ragazze e ragazzi dai 18 ai 30 anni provenienti da Trieste, dal resto della regione e da tutta Italia. È questo l’obiettivo dell’inedito progetto “Percorsi Spericolati” – call di selezione attiva fino a venerdì 14 gennaio su www.percorsispericolati.it – nato per portare ad emersione le esperienze e le storie di coloro che hanno scelto di vivere e lavorare nelle Terre Alte della nostra regione, un progetto ideato e promosso dalla Fondazione Pietro Pittini di Trieste, onlus che mette al centro delle sue azioni il futuro delle giovani generazioni, in un mix di filantropia e innovazione sociale.

Marina Pittini


“Percorsi Spericolati” è un viaggio immersivo per conoscere e supportare alcune realtà imprenditoriali locali particolarmente innovative che operano principalmente nei settori dell’agricoltura, dell’hospitality, del turismo ma anche dell’artigianato. Il programma, rivolto ai giovani selezionati dalla call, prevede l’utilizzo di nuovi strumenti della comunicazione digitale applicata alla rigenerazione territoriale delle aree cosiddette al margine. «La nostra Regione è racchiusa da aree montane caratterizzate dai problemi tipici delle zone interne: impoverimento sociale, spopolamento e abbandono», spiega Marina Pittini, presidente della Fondazione: «Questo progetto nasce proprio per valorizzare nuove forme del “fare impresa” supportandole nello storytelling e nella comunicazione grazie alla produzione di contenuti realizzati da giovani nativi digitali».
Nella prima fase del progetto, un training residenziale sarà proposto a Valbruna a fine marzo per l’acquisizione di competenze sui linguaggi digitali (film-making, fotografia, storytelling), la progettazione e il service design. I partecipanti potranno quindi scegliere le realtà locali da affiancare per svilupparne i singoli progetti di promozione nel corso di due “camp immersivi” nelle sedi degli imprenditori. L’idea di costruire un progetto con questi obiettivi nasce dalla ricerca realizzata a inizio 2021 dalla Fondazione PP in collaborazione con la Coop. Cramars di Tolmezzo che ha portato alla creazione di un censimento sugli innovatori resilienti della montagna regionale.

 

Ulteriori informazioni e indicazioni relative al bando di partecipazione sul sito www.percorsispericolati.it

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In copertina e all’interno tre belle foto di ambienti montani o collinari del Friuli Venezia Giulia scattate, nell’ordine, da Ales Krivec, Gabriele Tirelli e Tommaso Urli.

 

Allarme specie aliene invasive, i problemi in una campagna web della Regione Fvg

Aumentare nei cittadini la consapevolezza dell’importanza della biodiversità, far conoscere le specie aliene invasive e i problemi che causano alla salute dell’uomo e all’economia, stimolando comportamenti responsabili per conservare un rapporto equilibrato tra uomo e natura. Sono gli obiettivi di una campagna informativa che si è tenuta sui canali social della Regione Fvg: con brevi video e infografiche animate condivise sul canale youtube e mini infografiche statiche con post facebook settimanali sono stati affrontati, infatti, temi legati alla biodiversità e ai problemi causati dalle specie aliene (Invasive alien species) in Friuli Venezia Giulia. La campagna è stata realizzata dal Servizio biodiversità della Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche.
Molti cittadini non conoscono le specie aliene invasive animali e vegetali, trasportate accidentalmente o volontariamente dall’uomo al di fuori del loro naturale ambiente e che si riproducono in maniera incontrollata a scapito delle specie autoctone e i danni da loro causati. Eppure le Ias sono la seconda causa di perdita di biodiversità e causano, nella sola Europa, danni stimati in circa 30 miliardi di euro all’anno, pari a cinque volte il budget europeo per la cultura (2018).
«Questo problema – sottolinea la Regione Fvg – deve essere affrontato sia dalle istituzioni, sulla base di normative europee e nazionali, che dai cittadini: questi ultimi svolgono un ruolo fondamentale per prevenire l’arrivo di specie aliene invasive e contrastare le popolazioni già presenti, soprattutto quando si sono appena insediate».

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In copertina, l’bis sacro specie animale arrivata da anni in Friuli Venezia  Giulia e, qui sopra, la Impatiens glandulifera, specie vegetale già molto diffusa e importata come ornamentale. (Stefano Mattii e Anna Carpanelli).

E ora c’è anche Sesto al Reghena fra le Città del Vino Fvg che così diventano 28

Continuano a crescere le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, avvicinandosi alla trentina. Il Comune di Sesto al Reghena entra, infatti, a far parte dell’Associazione nazionale che dal 1987 promuove un lavoro di rete tra tutte quelle località che hanno nel comparto vitivinicolo una parte importante del proprio tessuto sociale ed economico. In Fvg, con l’ingresso dell’amministrazione sestense, salgono così a 28 i Comuni aderenti, ai quali si aggiungono 4 Pro Loco. Per celebrare l’entrata del borgo della storica Abbazia tra le sue aderenti, il Coordinamento del Friuli Venezia Giulia delle Città del Vino ha scelto di tenervi la prossima assemblea regionale, sabato 22 gennaio, trovando l’entusiastica adesione alla sua proposta del sindaco Marcello Del Zotto. La riunione si terrà all’auditorium Burovich e sarà presente nell’occasione anche l’ormai ex presidente nazionale, il coneglianese Floriano Zambon, che come è noto in novembre ha passato il testimone al chietino Angelo Radica.

Il sindaco Marcello Del Zotto.


«L’entrata tra le Città del Vino – ha commentato Del Zotto – valorizzerà ulteriormente la particolare vocazione agricola e vitivinicola del nostro territorio comunale, che rientra in ben due zone Doc, quelle delle Grave e del Lison Pramaggiore. La presenza della Cantina di Ramuscello, terza in regione per dimensione e attenta alle finalità sociali e ambientali della sua produzione, della storica Sagra del Vino del mese di marzo, sempre a Ramuscello, e della sede capitolare della Confraternita della Vite e del Vino del Veneto Orientale e del Friuli Venezia Giulia, istituto che valorizza i vini tipici, sono le altre preziose peculiarità della nostra realtà. Assieme alle Città del Vino, già a partire dall’assemblea regionale, vogliamo instaurare un proficuo rapporto di collaborazione, anche nel quadro della promozione dell’enoturismo e della viticoltura sostenibile».

Il coordinatore Cdv Tiziano Venturini.


«Siamo lieti – gli ha fatto eco il coordinatore regionale delle Città del Vino, Tiziano Venturini, assessore alle attività produttive e turismo del Comune di Buttrio e membro della giunta nazionale dell’associazione – di accogliere Sesto al Reghena nella nostra “famiglia”. Con l’amministrazione sestense ampliamo la rete nella Destra Tagliamento, dove ci sono già i Comuni di Casarsa della Delizia, San Giorgio della Richinvelda e Sequals, oltre alla Pro Loco casarsese. Con l’entrata di Sesto al Reghena, e quella contestuale di Mariano del Friuli, consolidiamo i nostri numeri, che vedono ora presenti nel territorio vitato delle nostre Città tutte le Denominazioni d’origine controllata della regione e l’11% della popolazione del Friuli Venezia Giulia, con circa 130 mila abitanti. Il tutto in un anno speciale come questo 2022 appena iniziato, in cui proprio la regione, grazie al Comune di Duino Aurisina – Devin Nabrežina scelto come “Città Italiana del Vino”, sarà al centro dell’attenzione di tutto il comparto enoturistico nazionale».
I lavori dell’assemblea, aperti agli amministratori dei Comuni e Pro Loco aderenti, vedranno nell’ordine del giorno proprio la consegna ufficiale della bandiera delle Città del Vino al sindaco Marcello Del Zotto e alla sua amministrazione comunale.

I Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono 28: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna dl Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca D’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche quattro Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina e Risorgive Medio Friuli Bertiolo.

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In copertina, il Castello e la torre abbaziale, due simboli storici della “Città” di Sesto al Reghena.

 

La “vongola lupino” ormai sempre più rara: c’è un progetto per le lagune Fvg

«Il progetto di ripristino ambientale e conservazione della “Chamelea gallina” nel compartimento marittimo di Monfalcone è lo strumento per mettere a punto un metodo di solida base tecnico-scientifica che permetta di identificare le cause di fenomeni negli specchi d’acqua del Friuli Venezia Giulia come, nello specifico, la moria di vongole, che sta pesando enormemente sul comparto della molluschicoltura regionale». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e ittiche Stefano Zannier aprendo all’Ateneo di Trieste, come informa una nota Arc, il convegno conclusivo sul progetto affidato dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali all’Ersa con il coinvolgimento di Arpa Fvg, Dipartimento Scienze della Vita dell’Università di Trieste e Cogemo, il consorzio di gestione pesca del Compartimento di Monfalcone.
La “Chamelea gallina” è un mollusco bivalve, conosciuto anche con il nome di “vongola lupino”, la cui presenza si è progressivamente rarefatta nelle lagune del Friuli Venezia Giulia negli ultimi vent’anni, segnando una particolare flessione dal 2009 e un vero e proprio azzeramento dopo la tempesta Vaia del 2018, con gravissime perdite di fatturato per i pescatori, che hanno dovuto ripiegare sulla cattura dei fasolari. «Il progetto portato avanti da Ersa ci permetterà di fare delle valutazioni sgombre dall’aspetto emotivo – ha rilevato Zannier – e capire se si può perseguire ancora con buoni risultati economici la coltura della “Chamalea”. In ogni caso,lo studio multidisciplinare ci offrirà un metodo, fatto di analisi, confronto, sperimentazione e monitoraggio, che risulterà utilissimo per tutte le attività di pesca in un’ottica di sviluppo sostenibile e di redditività economica».
Accanto alla parte di studio, l’iniziativa dell’Ersa dibattuta all’Ateneo triestino include anche attività sperimentali di ripristino della “Chamelea gallina” che sono state condotte al Banco della Mula di Muggia e alla Bocca d’Anfora, con risultati promettenti nel primo caso. Dal convegno è emerso che la decifrazione delle cause che hanno portato alla rarefazione e fin quasi alla scomparsa delle vongole è molto complessa: tra i fattori che possono incidere vi sono le correnti marine, l’ossigenazione e il grado di salinità del mare, la presenza di fitofarmaci, la torbidità dell’acqua, senza escludere il tema dei nutrienti, che possono essere stati sottratti dai processi di depurazione.

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In copertina, la “Chamelea gallina” e all’interno l’assessore Zannier al convegno dell’Università di Trieste.

Con “Equilibrium” la biodiversità del Fvg in un gioco da tavolo per i bambini

Raccolta di fondi online per “Equilibrium”, il primo gioco da tavolo che permette di scoprire la biodiversità del Friuli Venezia Giulia, esplorandone ambienti e specie animali e vegetali. Il progetto è di Kaleidoscienza, giovane associazione culturale udinese che da più di dieci anni si occupa di divulgazione scientifica attraverso strumenti formativi non tradizionali. “Equilibrium” nasce come un modo divertente per scoprire la biodiversità, gli equilibri che regolano la natura e come le attività dell’essere umano possano mettere a rischio gli ecosistemi naturali. L’obiettivo è creare consapevolezza ed aumentare il rispetto verso l’ambiente che ci circonda.

«L’idea nasce nel 2020 – afferma Giada Rossi, presidente di Kaleidoscienza -, volevamo trovare un modo creativo e divertente per far comprendere a bambini e bambine gli equilibri delicati che regolano la biodiversità. Questo tema è stato sin dall’inizio molto caro alla nostra associazione, tanto da aver avviato il progetto DiverSimili, ormai giunto alla quarta edizione. È proprio all’interno di tale iniziativa che il gioco da tavolo – poi battezzato “Equilibrium” – ha trovato il suo ambiente di sviluppo». Nel corso del 2020 e del 2021, l’associazione ha fatto provare “Equilibrium” a 10 classi e 160 bambini, ottenendo sin da subito moltissimi riscontri positivi sia da parte degli insegnanti che dai piccoli giocatori. Da quel momento, è arrivata la richiesta di poter lasciare il gioco alle classi, dunque la necessità per Kaleidoscienza di aumentarne la produzione. Ecco, dunque, l’idea di lanciare un crowdfunding, partito in dicembre, al fine di sostenere le spese necessarie, come costi di progettazione, di game design e prototipazione.
«Vorremmo dare la possibilità a molti bambini e bambine di giocare con la biodiversità – continua Giada Rossi -, per questo abbiamo optato per una doppia scelta: il gioco potrà venir acquistato per sé o donato ad una scuola a piacimento. Ci auguriamo che, attraverso “Equilibrium”, chi vive qui avrà l’occasione di guardare la nostra terra con altri occhi, mentre chi abita nel resto d’Italia potrà scoprire una regione diversa e affascinante».
A testimonianza della ricchezza naturale del Friuli-Venezia Giulia, sono 5 gli ambienti proposti nel gioco – montagna, collina, pianura, Carso, laguna – e 6 le specie per ciascun ambiente, tra cui vegetali, erbivori, insettivori, granivori e carnivori. Equilibrium è basato sul lancio di dadi e sull’utilizzo di carte, l’obiettivo per ogni giocatore è gestire le proprie risorse e capire qual è il momento giusto per far aumentare di numero gli individui della propria specie. Si può giocare da 2 a 4 persone per ciascun ambiente, il gioco è adatto dai 6 anni in su.
Per coloro che sosterranno l’iniziativa, Kaleidoscienza ha previsto diverse ricompense in relazione alla cifra offerta: dal “Kaleido-kit” per esperimenti scientifici a misura di bambino, ad un buono valido per le escursioni regionali di Wilde Routes. Il progetto ha il sostegno dei fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese e il supporto di Civibank, ed è stato realizzato in collaborazione con Play Res, associazione culturale di Modena per la promozione, divulgazione e ricerca sul gioco e la teoria dei giochi .

Sostenere Equilibrium è semplice, basta collegarsi e seguire le istruzioni della piattaforma di crowdfunding Idea Ginger a questo link: https://www.ideaginger.it/progetti/la-biodiversita-del-fvg-in-un-gioco.html

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In copertina e all’interno due immagini del gioco da tavolo; qui sopra, gli animatori di Kaleidoscienza.

Agriturismo, il Covid ferma la crescita. Confagricoltura Fvg: valore giù del 50%

Agriturismo in gravi difficoltà nel Friuli Venezia Giulia. La crisi sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19 ha infatti prodotto alcuni effetti negativi, nel 2020, sulle aziende agrituristiche della nostra regione. Mentre in Italia il trend di crescita rimane positivo, qui si è assistito quanto meno a uno stop con 674 aziende attive, 2 in meno rispetto al 2019, come conferma il recente report dell’Istat. Ciò è dovuto alle 33 cessazioni che hanno superato di due unità le 31 nuove aperture.

Philip Thurn Valsassina


«Una conseguenza probabile – spiega Philip Thurn Valsassina, presidente di Confagricoltura Fvg – al crollo del valore economico realizzato da queste attività agricole che in Italia è di poco superiore a 802 milioni di euro (-48,9 per cento rispetto al 2019 e -27 per cento rispetto al 2007). La crisi sanitaria ha quindi fortemente ridimensionato il valore economico del comparto il cui valore aggiunto incide per il 2,3 per cento su quello dell’intero settore agricolo (comprese silvicoltura e pesca). Va, tuttavia, sottolineato che in conseguenza del confinamento e delle limitazioni per il contenimento della pandemia, molti agriturismi sono rimasti chiusi e quelli autorizzati alla ristorazione hanno potuto solo offrire servizio di asporto», è la conclusione del presidente dell’Organizzazione agricola regionale.
Difatti, rispetto al 2019, si registra una forte diminuzione del valore economico per tutte le ripartizioni geografiche e, in particolare, del 50,5 per cento nel Nordest che risulta essere l’area più penalizzata anche per la forte riduzione del flusso di agrituristi provenienti dal centro Europa. Il valore medio della produzione per azienda (valore economico del settore diviso numero agriturismi) è di poco superiore a 32mila euro (63mila euro nel 2019) e sale a poco più di 41mila nel Nordest. Rispetto al 2019 la contrazione più forte, in valore assoluto, è ancora una volta sopportata dalle strutture del Nordest (-45 mila euro).
Dei complessivi 674 agriturismi regionali, 471 sono gestiti da maschi e 203 da femmine. La concentrazione maggiore si rileva in provincia di Udine, con 426 imprese attive. Seguono Gorizia (121), Pordenone (77) e Trieste (50).
In questi giorni di inizio 2022, causa il diffondersi dei contagi della variante Omicron, si registra un crollo delle presenze di Capodanno e delle prenotazioni per l’Epifania: da un -40 fino a un -90 per cento, in alcune province.

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In copertina e qui sopra due immagini di aziende agrituristiche friulane.

 

“La memoria della terra” interpretata dagli ecomusei del Friuli Venezia Giulia

«Il legame con la propria terra è un filo invisibile, fatto di memoria, ricordi, emozioni, sensazioni, immagini che ci riportano a un vissuto più remoto o vicino, e ci consentono di percepire il senso della identità, il senso della comunità: quel legame che va al di là dei rapporti familiari e ci offre l’opportunità di sentire l’appartenenza a una comunità dalla quale possiamo trasmettere, qui come nel mondo, a nostra volta i valori e i tesori caratterizzanti e frutto del territorio, delle sue tradizioni; di una vita secolare nella quale si sono sapute tramandare le ricchezze e i simboli di un’area come delle piccole comunità che la compongono, elementi di attrazione di una realtà dalle innumerevoli peculiarità qual è il Friuli Venezia Giulia». È il messaggio – come evidenzia l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier – che il documentario “La memoria della terra” intende trasmettere.


Realizzato dalla regista friulana, Roberta Cortella, protagonista della trasmissione televisiva Geo, promosso dall’Ente Friuli nel mondo per ricollegare le comunità di corregionali all’estero, è stato presentato da Cinemazero a Pordenone, presente lo stesso esponente della Giunta Fedriga. Il filmato interpreta gli ecomusei come insieme di attrattive delle quali è ricco il nostro territorio. Tratta infatti del Maniaghese, delle acque tra il Tagliamento e il lago dei Tre Comuni, del Gemonese, della Val Resia, dei mestieri della Carnia, dei territori di Ronchi dei Legionari, delle tradizioni agrarie a Fagagna, oltre che delle Dolomiti Friulane.
«Un messaggio – prosegue Zannier – quello de “La memoria della terra”, che vuole evocare le ricchezze e le risorse delle quali il Friuli Venezia Giulia si può fregiare, veicolato attraverso la individuazione degli “ecomusei” intesi come un insieme di caratteristiche identificative e identitarie dei luoghi, delle carature ambientali, naturali e paesaggistiche, delle attività tradizionali della nostra terra che suggeriscono un legame con la stessa. Il plauso della Regione – conclude l’assessore Zannier – è rivolto all’iniziativa e all’autrice, in particolare perché si propone di ricollegare e riaccendere quel filo della memoria che ha tenuto connesse le comunità di nostri corregionali sparse nel mondo con le proprie radici, e diviene nel contempo un elemento di promozione delle nostre specificità».

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In copertina e all’interno tre immagini di Cjase Cocel, il famoso Museo della vita contadina di Fagagna.

 

Sviluppo rurale, oltre 237 milioni erogati nel 2021 in Friuli Venezia Giulia

Il 2021 è stato un anno importante per il Programma di sviluppo rurale 14-20 del Friuli Venezia Giulia, prorogato di due anni in quanto la nuova Politica agricola comune prenderà avvio nel 2023. Nella sua nuova versione, definita una volta sbloccato il riparto delle risorse tra Regioni italiane e dopo un breve negoziato con la Commissione europea, il Programma ha ricevuto un’integrazione finanziaria di oltre 106 milioni di euro, di cui 14 circa messi a disposizione dall’European Recovery Plan, lo strumento creato per favorire la ripresa e la resilienza dei territori rurali dell’Unione Europea in risposta alla pandemia. Inoltre, è stato portato a termine il percorso di consultazione locale per l’agricoltura e il mondo rurale del Friuli Venezia Giulia verso il 2030, con la definizione di 9 priorità strategiche regionali per rendere il settore e le zone rurali più resistenti e resilienti, più moderne e adeguate alle nuove tecnologie, più ecologiche, ma con un’attenzione speciale al loro valore aggiunto e alla loro prosperità. Questo il bilancio tracciato dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, assieme all’Autorità di Gestione del Psr Fvg 14-20.

Stefano Zannier

«In vista della nuova Pac – ha affermato l’assessore – è stato condotto anche un importante lavoro di confronto con il Ministero (Mipaaf) e con le altre Regioni per la definizione del Piano Strategico per la Pac per il periodo 23-27, il nuovo strumento che comprenderà tutte le componenti della Politica agricola comune, dai pagamenti diretti, agli eco-schemi, gli interventi settoriali delle Ocm (Organizzazioni comuni di mercato) e quelli di sviluppo rurale. Il Piano è stato inviato alla Commissione europea e nel corso del negoziato saranno dettagliate le linee di intervento, comprese le specificazioni regionali per lo sviluppo rurale». Come ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga, «sul piano dell’avanzamento finanziario del Psr il bilancio è positivo, nonostante le difficoltà riscontrate e grazie ai pagamenti autorizzati nelle ultime settimane, il volume complessivo di risorse erogate è superiore a 237 milioni di euro, di cui 14,8 milioni di fondi integrativi regionali e il primo milione e mezzo di fondi Euri, con il superamento del target di spesa 2021 per circa 33 milioni».

Da parte dell’Autorità di Gestione, è stata riscontrata una maggiore efficacia nella procedura di istruttoria automatizzata per il pagamento dei premi a superficie, con l’anticipazione dei fondi (oltre 14 milioni) riconosciuta alla maggior parte dei beneficiari. Ciò grazie ad alcune condizioni previste nei nuovi bandi per nuovi impegni pluriennali di tre anni agro-climatico-ambientali e di agricoltura biologica, che hanno favorito la presentazione al sistema di domande “più pulite”, con minori anomalie bloccanti e quindi con istruttoria volta al pagamento molto più rapida. I nuovi bandi, inoltre, hanno registrato una forte adesione, con oltre 2.000 domande e una superficie sotto impegno più che raddoppiata rispetto ai bandi quinquennali precedenti. L’integrazione delle risorse ha consentito anche di disporre lo scorrimento di graduatorie valide su bandi del 2020, per l’insediamento dei giovani in agricoltura, per gli investimenti in fabbricati e in macchinari e attrezzature, per l’agriturismo e la pioppicoltura, oltre che avviare subito il nuovo intervento per sostituire gli impianti di irrigazione con altri più efficienti, per ridurre il consumo dell’acqua.
«Nel 2022 – ha concluso l’assessore – ci saranno diverse altre opportunità di accesso ai contributi del Programma, a partire dal bando annuale per l’insediamento dei giovani che sarà pubblicato a gennaio e poi a seguire diverse altre procedure di finanziamento scandite secondo un cronoprogramma che tiene conto delle tempistiche necessarie per partecipare, di quelle per la conclusione degli investimenti entro la scadenza del Programma e al contempo del carico di lavoro istruttorio per gli uffici regionali, da distribuire nel corso dell’anno per non creare rallentamenti nelle concessioni».

Il calendario dei nuovi bandi è stato condiviso con le organizzazioni di categoria ed è stato reso pubblico in questi giorni sul sito della Regione Fvg al link https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/agrico ltura-foreste/psr-programma-sviluppo-rurale/news/502.html. Comprende iniziative per la trasformazione, commercializzazione e lo sviluppo dei prodotti agricoli, per la creazione di energia da fonti rinnovabili, per acquisto di macchinari e attrezzature particolarmente performanti sul piano ambientale, per l’imboschimento e per l’avvio di imprese ex-tra-agricole nelle zone rurali e diverse opportunità nelle aree di competenza dei Gal.