Dall’uso delle erbe spontanee in cucina ai vini di Rubbia e al cioccolato goriziano

(g.l.) Tutto sulle erbe spontanee che si possono trovare, e raccogliere, in Friuli Venezia Giulia e che sono interessanti, oltreché gustose, anche in cucina: basti pensare al comunissimo tarassaco, in friulano “tale” o “talate” con il quale si fa il “lidum” o “litum” (Taraxacum officinale, quello dai fiori gialli brillanti che si trasformano poi in soffioni), lo “sclopit” (Silene vulgaris) e il carnico “radic di mont” (Cicerbita alpina). E’ quanto propone l’incontro informativo che si terrà oggi, 7 aprile, alle 17, alla Galleria d’arte – Accademia Città di Udine in via Anton Lazzaro Moro 58, nel capoluogo friulano. Titolo dell’incontro: Excursus sulle erbe spontanee delle nostre zone che hanno rilevanza anche dal punto di vista gastronomico: con descrizione ed immagini delle singole specie e delle relative ricette. La trattazione dell’argomento sarà a cura dello chef Ennio Furlan, del Collegio Cocorum, con la collaborazione tecnica di Vincenzo Gomma.

“Sclopit”

“Radic di mont”

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Per domani 8 aprile, invece, il circolo culturale Il Mulino a Nordest propone una Escursione tra vino e cioccolata nel Goriziano, con visita al Castello di Rubbia di San Michele del Carso e alla fabbrica di cioccolato Witor’s di Gorizia. Questo il programma: alle 10.15 ritrovo al parcheggio Mega di viale Palmanova, a Udine, presso il Mac Donald’s; alle 10.30 partenxa di gruppo per il Castello di Rubbia, quindi visita guidata al maniero, alla sua famosa cantina, alle gallerie della Grande Guerra, con assaggio di tre vini del Carso e di prodotti tipici del territorio. Nel pomeriggio, alle 15.30, visita nel capoluogo isontino alla storica fabbrica di cioccolato Witor’s, industria dolciaria fondata sessant’anni fa, nota anche per il “boero” (il cioccolatino con ciliegina sotto spirito), fiore all’occhiello della sua produzione. La visita terminerà alle 17.30 circa. Saranno ammesse un massimo di 20 persone: costo previsto 30 euro. Per le prenotazioni telefonare a Luciana Variola, cellulare 339.1244284.
Entrambe le iniziative beneficiano della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.

Il Castello di Rubbia…

… e la sua cantina.

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In copertina, i caratteristici fiori gialli del tarassaco, erba molto usata in cucina.

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Vino Fvg, un settore ormai a rischio a causa dei pesanti extracosti energetici

Extracosti da oltre 1,1 miliardi di euro a causa dell’incremento delle spese per l’energia e delle materie prime: è questo il conto salato che sta per abbattersi sulla filiera vitivinicola italiana. Una vera tempesta dei prezzi che intaccherà la redditività delle imprese e rischia di comprometterne anche la capacità competitiva sui mercati internazionali. È quanto emerge dallo studio Censis- Alleanza Cooperative Agroalimentari Vino, “La febbre dei costi” presentato a Roma.

Venanzio Francescutti


«Questo valore – commenta Venanzio Francescutti, presidente di FedAgriPesca Fvg – rappresenta un carico aggiuntivo sulla redditività delle imprese che, inevitabilmente, andrà a erodere i loro margini, compromettendone anche la loro capacità competitiva sui mercati internazionali».
Contribuiscono in modo sostanziale all’incremento dei costi di produzione le componenti dei prodotti energetici, che hanno fatto segnare tra febbraio 2021 e febbraio 2022 un +31,4 per cento medio annuo, con un incremento dei carburanti pari al 38,3 per cento, quello dell’energia elettrica del 16,7 per cento e quello dei lubrificanti addirittura del 70 per cento. Fra i fattori produttivi utilizzati nella coltivazione, fertilizzanti e concimi hanno visto crescere il livello del 32,3 per cento.
Fra gennaio 2021 e gennaio 2022 – e quindi al netto degli effetti dovuti allo scoppio della guerra in Ucraina – il prezzo alla produzione del vetro è cresciuto dell’8,5 per cento e quello del sughero del 9,4 per cento. Sono invece compresi fra il 23 e il 30 per cento gli aumenti relativi alla carta e agli imballaggi.
«Ciononostante, la tensione verso la massima qualità del vino all’interno della cooperazione vitivinicola del Friuli Venezia Giulia, non si arresta – sottolinea Francescutti -. Dopo il lancio sul mercato del primo vino vegano friulano (certificato Ceviq), da parte della Cantina Produttori di Ramuscello, infatti, è di questi giorni la notizia che, alla 13ma edizione del prestigioso Concorso mondiale del Sauvignon (tenutosi a Torres Vedras, in Portogallo), il Sauvignon 2020 della Cantina Rauscedo è stato giudicato il migliore della Penisola (tra i 31 italiani premiati) e il Sauvignon Casa 40 2020, della stessa Cantina, ha conquistato la medaglia d’oro mentre quello della Cantina Produttori Cormòns (della vendemmia 2021) si è aggiudicato la medaglia d’argento (tra le 1.120 etichette presentate, provenienti da 23 Paesi diversi). In precedenza, alla Delizia Viticoltori Friulani di Casarsa, erano state assegnate due medaglie d’oro per la Ribolla gialla Spumante Brut Naonis (al Berliner Wine Trophy) e per il Prosecco Doc Rosè Spumante Extra Dry, al Concours Mondial de Bruxelles (tenutosi a Valladolid, in Spagna).


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In copertina e qui sopra due immagini riguardanti l’imbottigliamento dei vini.

 

Alle Palme i magici intrecci primaverili dopo due anni ritornano a Strassoldo

Da 24 anni a Strassoldo di Cervignano, uno dei Borghi più belli d’Italia in Friuli Venezia Giulia, si trovano due volte all’anno artigiani, artisti, vivaisti e decoratori di nicchia provenienti da tutta l’Italia, per dare vita ad un magico intreccio tra storia, fantasia, creatività ed ambiente naturale. Dopo due anni di sospensione, ritornerà dall’8 al 10 aprile l’evento primaverile al Castello di Strassoldo di Sopra. Il weekend delle Palme, mentre nei giardini la natura si risveglia dal letargo invernale e si tinge di multicolori fioriture, il castello spalancherà eccezionalmente i cancelli al pubblico ed a espositori selezionatissimi saranno dislocati lungo un filo magico che si dipanerà attraverso il pianoterra del corpo principale del maniero, il parco con l’orangerie, la pileria del riso, il brolo e la cancelleria, tra suggestive decorazioni, che – super fotografate e diverse ad ogni edizione – costituiscono da sempre uno dei tratti distintivi e delle grandi attrattive della manifestazione.

“Magici Intrecci Primaverili” sarà anche l’occasione per visitare gli interni del Castello, con i salotti, la sala d’armi e l’antica cucina rilucente di antichi rami, dove esporranno piccoli antiquari e raffinati artigiani. Qui, e negli altri spazi interni ed esterni, i maestri artigiani proporranno décor e arredi per la casa e il giardino, creativi capi d’abbigliamento, cappelli, borse, lavori a telaio (tappeti, sciarpe, giacche, gilet), tradizionali scarpèz friulani riproposti in chiave ecosostenibile, vestiti per bambini, preziosi gioielli in oro e argento e creativi bijoux, oggetti in cartone e legno rivestiti di carte vintage, cesti, lampade e sculture in fil di ferro, candele, ceramiche, prodotti naturali per la cura di piante, persone, animali e molti altri raffinati oggetti difficili da trovare altrove, selezionati con cura dalla padrona di casa.
Ricca e inconsueta anche la sezione dedicata alle golosità con specialità alimentari di piccoli laboratori artigianali: cioccolate, torte glassate, biscotti e pasticcini, primizie dell’orto, prodotti biologici e senza glutine, tisane, aceto balsamico di Modena, condimenti a base peperoncino, vini, olio Evo. Nel brolo, abbracciato dallo scorrere lento delle acque di risorgiva, un tripudio di piante e fiori presentati da alcuni dei migliori vivaisti italiani che esporranno piante rare, antiche e particolari: collezioni di fuchsie, garofoli, rose, clematis, geraniacee, iris, arbusti e ciliegi da fiori, piante magiche…

Golosità e raffinati e veloci piatti si potranno gustare in un piccolo e curatissimo angolo ristoro all’ombra di piante secolari. In programma anche una serie di piacevoli iniziative collaterali, dalle Conversazioni en plein air su piante e fiori alla mostra di galline ornamenti. Saranno, inoltre, organizzate delle visite guidate per piccoli gruppi agli esterni dei due castelli (di Sopra e di Sotto) e alla chiesetta di Santa Maria in Vineis.
Favoriti dal microclima particolare delle zone delle risorgive e dal fatto che i proprietari dei castelli preservano la biodiversità del luogo, curano le aree verdi e non usano pesticidi, i giardini dei Castelli di Strassoldo sono ricchi di alberi, essenze, arbusti, piante e fiori e offrono un habitat ideale per una fauna variegata, che si nasconde timidamente quando è presente l’uomo. La lista di questi abitanti è lunga e comprende scoiattoli, ricci, ghiri, talpe, coccinelle, rane, lumache, formiche, topolini, lucertole, ramarri, api, vespe e, d’estate, lucciole, cavallette, libellule e pipistrelli, che volteggiano attorno ai lampioni a caccia di zanzare. Il fiume Taglio, che li circonda, ospita alghe e lenticchie di fiume, trote, temoli, cavedani, vaironi e, in alcune zone protette, anche gamberi d’acqua. Gli animali acquatici attirano diversi predatori e la vegetazione offre riparo a una grande varietà di uccelli, legati all’ecosistema fluviale, come cormorani, aironi, martin pescatori, germani reali, gallinelle d’acqua, falchi, passeri, gabbiani, tortore, rondini, cornacchie, merli, pettirossi, gazze, cinciallegre e storni. Nella campagna circostante e nel bosco del Castello di Strassoldo di Sotto ci sono anche caprioli, lepri, volpi, puzzole e faine che ogni tanto sconfinano, mettendo in pericolo le galline di casa, che vengono dunque protette con cura.

L’evento – che si terrà in tutta sicurezza nel rispetto delle normative anti-Covid – si svolgerà anche in caso di pioggia, dato che gran parte degli espositori saranno ospitati negli interni del Castello e quelli all’estero saranno protetti da grandi gazebo, come d’uso per queste iniziative di campagna.

Orari: Venerdì 8 aprile (ore 15 – 19)
Sabato 9 e domenica 10 aprile (ore 9-19)

Biglietti evento: Adulti: € 10. Bimbi 0-6 anni gratis. Ragazzi 6-12 anni: € 6.
Si consiglia di acquistare il biglietto dell’evento online, per evitare attese, cliccando sul seguente link (disponibile almeno 20 giorni prima dell’evento): https://www.vivaticket.com/it (Magici Intrecci Primaverili)

Per informazioni: www.castellodistrassoldo.it – FB e IG castelli di strassoldo e castellodistrassoldodisopra

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In copertina, il Castello di Sopra con il suo parco; all’interno, immagini della manifestazione primaverile e una veduta del complesso castellano di Strassoldo.

 

Il Vigneto Fvg (Rauscedo leader in Italia) stravince fra i Sauvignon del mondo

(g.l.) Non ci sono dubbi. È il Vigneto Fvg la terra d’elezione per il Sauvignon e da Rauscedo, capitale planetaria delle barbatelle, proviene l’etichetta migliore d’Italia. La conferma è appena arrivata dal Portogallo dove, nella città di Torres Vedras, si sono concluse le degustazioni del 13° Concours Mondial du Sauvignon che ha assegnato 8 medaglie d’oro e 23 d’argento ai Sauvignon italiani. Oltre un migliaio, esattamente 1.120, i campioni provenienti da 23 Paesi produttori del grande bianco che hanno partecipato alla più prestigiosa competizione internazionale interamente dedicata a questo vitigno di origine francese che, proprio in Friuli Venezia Giulia, ha trovato il suo acclimatamento ideale dando vini di straordinaria finezza che hanno conquistato il mondo. E proprio qui, esattamente tre anni fa, erano i primi giorni di marzo, si era tenuto il Concorso mondiale – trovando perfetta collocazione a Udine, in sala Ajace -, a conferma del successo che questa varietà ha conquistato nella nostra regione. Oltre alle medaglie d’oro e d’argento, il Concours ha assegnato trofei speciali ai vini che hanno ottenuto i punteggi più alti nelle categorie Miglior Blend, Miglior Sauvignon barricato, Miglior Sauvignon dolce e Miglior Sauvignon del concorso.


L’Italia – annuncia l’organizzazione del Concorso – ha ottenuto un totale di 31 medaglie, oltre la metà grazie proprio ai Sauvignon di casa nostra: Friuli Venezia Giulia (22), Trentino Alto Adige (4), Veneto (2), Lombardia (1), Piemonte (1), Sicilia (1). Il miglior vino italiano è il Cantina Rauscedo Sauvignon 2020. «Dai risultati ottenuti all’ultima edizione del Concorso Mondiale del Sauvignon, fa piacere constatare che i produttori del Friuli Venezia Giulia continuano ad ottenere dei risultati importanti sia in termini numerici che di valore, questo consolida ulteriormente la lunga tradizione della nostra regione di grandi produttori di Sauvignon, sia a livello nazionale che internazionale», dice Mariano Paladin, direttore del Consorzio tutela vini Friuli Colli orientali e Ramandolo.«Possiamo ribadire – aggiunge – che il lavoro che è stato svolto dalle aziende e dai Consorzi di tutela regionali, tra cui bisogna menzionare sicuramente il Consorzio tutela vini Friuli Colli orientali e Ramandolo, è stato lungimirante ed ammirevole e continua a premiare questa terra che riesce ogni anno ad esprimere dei Sauvignon di altissimo livello».

Quest’anno il concorso ha registrato un altissimo numero di iscrizioni di vini barricati: 225 vini, ossia un quinto del totale delle iscrizioni, in larga parte provenienti dalla Stiria e da Bordeaux. Ottimi i risultati di questa categoria con il 35% di vini premiati. I primi cinque Paesi ad avere riportato il maggior numero di medaglie nell’edizione 2022 del concorso sono la Francia, l’Austria, l’Italia, il Sudafrica e la Repubblica Ceca.
La regione con il più alto numero di riconoscimenti è la Valle della Loira con ben 100 medaglie. La Stiria è al secondo posto con 71 medaglie, e il Friuli e Bordeaux condividono il terzo posto con 22 medaglie ciascuno. All’interno della Valle della Loira, le denominazioni che hanno avuto più successo sono Touraine (34), Sancerre (23) e Pouilly Fumé (12). La Do Touraine Chenonceaux ha avuto particolare successo: il 63% dei vini di questa denominazione è stato premiato, riportando anche il prestigioso Trofeo Denis Dubourdieu 2022 per il miglior Sauvignon del concorso, assegnato a Domaine Jean Christophe Mandard Blanc 2020.
Anche la Do Sancerre ha avuto un’elevata percentuale di successo (34%), confermato dal Trofeo Rivelazione Loira attribuito a Caillottes 2020 di Joël e Sylvie Cirotte. Con 39 medaglie d’Oro e 32 d’Argento, i Sauvignon Blancs della Stiria hanno dimostrato ancora una volta la loro eccellenza. La Stiria ha raccolto il maggior numero di riconoscimenti nella categoria barricati (42), tra cui il trofeo Rivelazione Sauvignon barricato 2022, assegnato al Sauvignon blanc Ried Kranachberg Reserve 2015 di Peter Skoff. Circa il 60% dei vini stiriani premiati sono barricati.
Il miglior vino nella categoria “Sauvignon dolce” viene invece dalla Repubblica Ceca – Skalák Sauvignon slámové víno 2015. Nella stessa categoria, sono stati premiati vini provenienti da Romania, Austria, Cile, Repubblica Ceca e Moldavia.Il trofeo Rivelazione per il miglior Blend è stato assegnato al greco Ktima Biblia Chora White 2021 – un blend di Sauvignon Blanc e Assyrtiko.

La giuria del Concorso era composta da specialisti provenienti da tutto il mondo, tra cui il Sudafrica, l’Australia e il Canada. Le 20 nazionalità rappresentate garantiscono una diversità eccezionale che permette al Concours Mondial du Sauvignon di distinguersi nell’universo dei concorsi enologici. Seguendo le linee guida dell’Oiv e dell’Unione Internazionale degli Enologi, il Concours Mondial du Sauvignon assegna riconoscimenti ad un massimo del 29% dei vini partecipanti. Per garantire ai consumatori il più alto livello di soddisfazione, gli organizzatori effettuano dei controlli post-concorso sui vini premiati, comparando una selezione di questi prodotti con un campione facente parte dello stesso lotto, acquistato in modo anonimo.

Tre anni fa a Udine.

Rivelazioni Concours Mondial
du Sauvignon 2022

Rivelazioni Concours Mondial du Sauvignon 2022
Trofeo Dubourdieu 2022 (Miglior Sauvignon in gara)
Domaine Jean Christophe Mandard Blanc 2020
Touraine Chenonceaux, Valle della Loira, Francia

Trofeo Tonnellerie Sylvain 2022 (Rivelazione Sauvignon barricato)
Peter Skoff Sauvignon blanc Ried Kranachberg Riserva 2015
Stiria, Austria

Rivelazione Blend 2022
Ktima Biblia Chora Bianco 2021
Monte Panego, Macedonia, Grecia

Rivelazione Sauvignon dolce 2022
Skalák Sauvignon slámové víno 2015
Slovacka, Moravia, Repubblica Ceca

Rivelazione Loira 2022
Caillottes 2020, Joël et Sylvie Cirotte
Sancerre, Val de Loire, Francia

Rivelazione Austria 2022
Wruss Sauvignon Blanc Gamlitz Dac 2020
Stiria del Sud, Austria

Rivelazione Nuova Zelanda 2022
Saint Clair Wairau Riserva Sauvignon Blanc 2021
Marlborough, Isola del Sud, Nuova Zelanda

Rivelazione Italia 2022
Cantina Rauscedo Sauvignon 2020
Venezia Giulia Igt, Friuli-Venezia Giulia, Italia

Rivelazione Sudafrica 2022
Diemersdal The Journal Sauvignon blanc 2021
Città del Capo, Regione Costiera, Sudafrica

Tutti i risultati: https://resultats.cmsauvignon.com/it/risultati

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In copertina, grappoli di Sauvignon nel Cividalese, sui Colli orientali del Friuli.

 

AGRIFLASH.FVG – E non solo…

Le “viti resistenti” oggi a Gradisca – Obiettivo sulla nuova vitivinicoltura Fvg oggi a Gradisca d’Isonzo, dove si porrà l’accento sulle ormai note “varietà resistenti” che coniugano la qualità della produzione con la salvaguardia dell’equilibrio ambientale, richiedendo meno interventi chimici per la loro difesa dagli attacchi parassitari. Nel Teatro comunale, dalle 15 alle 18, si terrà infatti l’annunciato convegno sul tema “Le varietà e i vini resistenti del Friuli Venezia Giulia”, organizzato dal locale Isis “Brignoli-Einaudi-Marconi” con la collaborazione di Piwi Fvg e con il patrocinio del Comune di Gradisca. La maggior parte delle varietà di vite coltivate è colpita da ampelopatie causate da funghi, virus, fitoplasmi ed insetti verso i quali le piante non dispongono di resistenze intrinseche. La protezione da questi patogeni richiede pertanto un pesante ricorso a pesticidi, soprattutto nelle aree temperate, con piovosità ed umidità elevate. Nonostante la lotta fitosanitaria oggi sia condotta con principi attivi sicuramente più rispettosi dell’ambiente, la viticoltura resta l’attività agricola maggiormente impattante. In tale contesto, la diminuzione dell’utilizzo di anticrittogamici e la salvaguardia delle risorse ambientali sono considerate delle priorità. Per saperne di più, allievi dell’Istituto agrario gradiscano, tecnici e viticoltori potranno ascoltare da ricercatori di chiara fama, quali Stefano Gri e Alexander Morandel (Piwi Fvg e International), Gabriele Di Gaspero (Iga ovvero Institute of Applied Genomics), Luca Grizzo (Progetto Natura), Flavio Montanino (“Brignoli”), Emanuele Serafin (enologo) e Luca De Palma (winemaker) tutte le novità che animano questo affascinante nuovo mondo della vitivinicoltura. Dopo il convegno – moderato dal perito agrario Giovanni Cattaruzzi -, i partecipanti potranno anche degustare i vari vini Piwi, guidati dagli assaggiatori dell’Onav di Gorizia e dell’Associazione Narratori del Gusto. Collabora all’iniziativa anche la Bcc Staranzano-Villesse.

Agricoltura in difficoltà per poca acqua – «Ci troviamo a vivere una situazione certamente delicata, con condizioni meteo che, per mesi, hanno visto un’assenza di precipitazioni sulla nostra regione, sia nel periodo della fine dello scorso anno, tra novembre e dicembre, sia in questi primi tre mesi del 2022. È evidente a tutti che oggi la capienza dei nostri sistemi di stoccaggio dell’acqua, per quello che è l’utilizzo irriguo, è al limite. Così come è evidente a ciascuno di noi che i corsi d’acqua si stanno prosciugando e stanno andando in asciutta. C’è una oggettiva difficoltà che, però, cade fortunatamente in un momento in cui le colture non sono ancora in fase di vegetazione». Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e Montagna, Stefano Zannier, intervenuto a un incontro tenutosi nella sede di Udine della Regione Fvg, incentrato sul problema della carenza idrica e sulle possibili criticità legate al settore agroalimentare del Friuli Venezia Giulia; vertice al quale hanno preso parte i presidenti e i direttori dei consorzi di bonifica e i rappresentanti delle associazioni agricole del territorio. «Si sta approssimando, tuttavia, il periodo delle semine e quindi, il possibile perdurare della situazione di siccità, potrà creare delle condizioni di difficoltà; una condizione di sollievo potrà arrivare dalle precipitazioni previste nei prossimi giorni, che speriamo siano sufficienti a dare ristoro – ha detto Zannier, che ha ascoltato e recepito le istanze delle associazioni di categoria e dei consorzi -. È altrettanto evidente che, non essendoci delle soluzioni immediate da poter attuare in questi frangenti, l’utilizzo assolutamente consapevole della risorsa idrica sarà indispensabile, unito, ne consegue, a una gestione oculata del bene acqua. Sarà essenziale evitare qualsiasi tipo di gestione che possa portare a un uso scorretto e improprio di quello che ormai è diventato un bene assolutamente ricercato – ha chiuso Zannier -. Oggi l’acqua manca non solo per l’agricoltura ma anche per altre necessità fondamentali: dobbiamo guardando globalmente alla gestione complessiva di questa risorsa per non trovarci costantemente ad avere delle situazioni di squilibrio». Nel corso del lungo incontro, l’assessore Zannier ha avuto modo di ascoltare e recepire, per voce dei loro rappresentanti, le problematiche e le istanze degli agricoltori e di chi opera nello strategico primo settore, assicurando l’appoggio della Regione in questo momento critico, in cui non solamente la carenza idrica pesa ma anche la generale situazione di difficoltà internazionale.

La moria di pesci nell’Isonzo – I fenomeni di secca grave che hanno causato una moria di pesci nell’alveo dell’Isonzo sono una delle conseguenze più gravi della perdurante siccità. Per questo l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, rivolge un appello ai cittadini affinché segnalino alla Regione le situazioni di grave mancanza idrica, con appunto morie di pesci, nei corsi d’acqua del Friuli Venezia Giulia. Le segnalazioni possono essere fatte al numero verde della Protezione civile regionale 800 500 300 oppure scrivendo una mail all’Ente Tutela patrimonio ittico all’indirizzo etpi@regione.fvg.it. «La situazione legata alla carenza idrica ha raggiunto livelli di gravità importante – ha ribadito Zannier -, l’altro giorno abbiamo dovuto decretare lo stato di estrema pericolosità rispetto al rischio di incendi boschivi. Ad oggi continuiamo a registrare un calo delle portate con asciutte improvvise in tutto il reticolo idrografico regionale. Facciamo fatica ad arrivare in tempo per salvare la fauna ittica quindi il mio richiamo è alla massima collaborazione di tutti i cittadini affinché possano darci modo di ricevere in tempo le segnalazioni di eventuali asciutte. Solo così possiamo far intervenire i mezzi in maniera tempestiva. D’altro canto, non abbiamo alcuno strumento per invertire il fenomeno siccitoso, perché fino a che non arriveranno delle precipitazioni capaci di ricondurre le portate a un livello accettabile, questo sarà un periodo decisamente critico. Le previsioni danno per la fine del mese qualche evento piovoso in alcune zone della regione, ma non sappiamo ancora la possibile entità del fenomeno». Zannier ha inoltre comunicato che il comitato ittico ha deciso di posticipare di una settimana l’apertura della stagione di pesca nella zona B con possibilità di posticiparla ulteriormente qualora le precipitazioni non arrivino, mentre fortunatamente non sono iniziate le immissioni di pesci, decisione questa dovuta proprio alla situazione di prolungata carenza idrica.

Viabilità nel pel Parco delle Prealpi Giulie – «Aggiornare e consolidare gli obiettivi strategici del Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie. Questo l’obiettivo della Regione per lo sviluppo della viabilità silvo-pastorale in Val Resia, per l’accesso al patrimonio boschivo, ai pascoli in quota e per il mantenimento degli edifici rurali del territorio». Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse forestali e Montagna, Stefano Zannier, intervenuto a un incontro, che ha promosso e coordinato, tenutosi nel municipio di Resia, assieme al sindaco Anna Micelli, al primo cittadino di Resiutta, Francesco Nesich, e al presidente del Parco, Annalisa Di Lenardo. «La Regione – ha detto Zannier – è indirizzata a coniugare le necessità e i fabbisogni in materia di ambiente ed economia, attraverso la sinergia delle azioni in ambito di conservazione e tutela ambientale, ma anche dello sviluppo economico sostenibile e delle politiche che traguardino il rafforzamento della presenza dell’uomo in questo contesto territoriale». Durante l’incontro l’assessore regionale ha sottolineato la centralità che hanno le infrastrutture di viabilità agro-silvo-psatorale, da innestarsi razionalmente sulle strade comunali; questa viabilità deve svolgere una pluralità di funzioni collegate alla gestione attiva e sostenibile delle foreste, anche a fini antincendio boschivo, o per interventi in caso di calamità naturali, al fine di raggiungere i pascoli e le malghe in quota e per consentire, infine, un turismo lento e legato all’uso delle biciclette. In ambito forestale è stata condivisa la necessità di valorizzare le specifiche risorse in particolare quelle maggiormente presenti, come il faggio e il pino nero d’Austria, quest’ultimo utilizzabile nelle attività di sistemazione idraulico forestale. «È nel nostro intento – ha concluso Zannier – potenziare le infrastrutture viarie silvo-pastorali e migliorarle sotto il profilo tecnico e costruttivo, ispirandosi a criteri di bioingegneria naturalistica. Così come riteniamo importante la valorizzazione del torrente Resia, per quel che attiene il profilo naturalistico e della difesa delle sponde, per non compromettere sentieri e viabilità dei versanti».

I migliori vini del Veneto a Treviso – Due giorni per degustare i migliori vini del Veneto nei luoghi più suggestivi della città: Vinetia Tasting – La Guida dei Vini del Veneto a Treviso è in programma sabato 14 e domenica 15 maggio nel capoluogo della Marca trevigiana. Durante l’evento dell’Associazione Italiana Sommelier Veneto sarà possibile scoprire i vini di 100 aziende selezionate nella guida Vinetia.it, che ogni anno raccoglie il meglio del mondo enoico regionale e si propone sempre più come strumento di promozione turistica, grazie a una nuova sezione dedicata ai territori, ai prodotti tipici, ai luoghi della cultura e ai percorsi enoturistici veneti. Oltre ai banchi d’assaggio, a Treviso è in programma anche un fitto calendario di degustazioni guidate ed eventi. «Vinetia Tasting è molto di più che una manifestazione dedicata al vino – spiega Marco Aldegheri, presidente di Ais Veneto –. Sempre di più infatti vogliamo raccontare la bellezza del territorio veneto e del suo paesaggio attraverso la cultura enogastronomica, patrimonio ricchissimo della nostra regione. A tal proposito, è significativo il fatto che la città di Treviso abbia aperto le sue porte e abbia deciso di ospitare il nostro evento accogliendoci nei suoi spazi più preziosi: un gesto che racconta come sempre più vino, turismo e cultura siano intimamente legati». Durante Vinetia Tasting verranno consegnati anche i premi del Memorial Dino Marchi, alla sua prima edizione. Il riconoscimento, dedicato al presidente di Ais Veneto scomparso nel 2014, è nato con l’obiettivo di valorizzare le competenze di giovani talenti della narrativa per diffondere la cultura del vino e del cibo attraverso la proposta di spazi di attrazione turistica nel territorio veneto. Il premio non ha finalità di lucro ed è aperto esclusivamente agli allievi del Master in Cultura del Cibo e del Vino – Ca’ Foscari Challenge School e del Master in Restaurant Business Management (2° anno) di Fondazione ITS Academy Turismo Veneto. I concorrenti dovranno raccontare un itinerario nel territorio veneto enfatizzando elementi storici, artistici, architettonici e paesaggistici, intimamente legati al mondo del vino e della gastronomia regionale. Il percorso dovrà essere composto da una serie di tappe che comprendano anche alcune aziende produttrici di vino, presenti sulla guida Vinetia.it (vinetia.it/aziende). Una giuria valuterà gli elaborati e assegnerà una borsa di studio agli autori dei tre migliori itinerari.

Sul Garda vola il Chiaretto di Bardolino – Il Chiaretto di Bardolino ha chiuso il primo bimestre del 2022 con una crescita su base annua del 26,7% e si prepara a riproporre il grande evento del vino rosa veronese: domenica 1 maggio l’Istituto Tusini di Bardolino, specializzato nella formazione di giovani operatori di cantina e vigneto, ospiterà la tredicesima edizione di Corvina Manifesto – L’Anteprima del Chiaretto di Bardolino, organizzata dal Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino. In degustazione ci saranno le nuove annate in commercio del vino rosa da uve Corvina che nasce sulla sponda orientale del lago di Garda. In larghissima parte, si tratterà di etichette della vendemmia 2021, la prima nella storia per la quale è obbligatoria la nuova menzione “Chiaretto di Bardolino”, entrata in vigore con il disciplinare approvato lo scorso anno, al posto della vecchia denominazione “Bardolino Chiaretto”. In aggiunta, saranno a disposizione alcune “selezioni” affinate uno o due anni in cantina, anch’esse di nuovo ingresso sul mercato. Quest’anno, inoltre, nella sezione dedicata alla stampa, l’Anteprima sarà internazionale: per la prima volta, l’iniziativa vedrà tra i protagonisti i grandi vini rosé francesi, con la presenza dei produttori di Rosés de Terroirs, associazione recentemente nata in Francia, cui sono state invitate a far parte, uniche realtà non transalpine, anche due aziende del Chiaretto di Bardolino. Oltre alle masterclass sui vini di Rosés de Terroir, in programma una degustazione dedicata alla Aoc Tavel, denominazione della Valle del Rodano che nel 1936, prima al mondo, ha previsto esclusivamente vini rosé nel proprio disciplinare. Per il pubblico, saranno a disposizione i rosé della Côtes du Rhône del Domaine de l’Odylée, con la presenza della vignaiola indipendente Odile Couvert. «Dopo due anni di stop forzato – spiega Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio di tutela del Chiaretto di Bardolino – siamo davvero felici di poter presentare al pubblico la nostra nuova annata, nonché di ospitare il Consorzio del Tavel e i produttori di Rosés de Terroirs in una nuova sede, il centro di formazione professionale salesiano del Tusini, sulla Rocca di Bardolino, nel cuore dei nostri vigneti. Intanto, registriamo con grande soddisfazione la crescita a doppia cifra del Chiaretto di Bardolino: il nuovo nome, entrato ufficialmente in vigore dalla vendemmia 2021, sembra portare decisamente bene, visto che in due mesi abbiamo già collocato 1,4 milioni di bottiglie, con un incremento a doppia cifra».

Il Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene – Bellenda con S.C. 1931 affronta il mondo del Prosecco Superiore con un approccio innovativo e creativo, ritagliandosi una nicchia produttiva esclusiva con il Metodo Classico e con processi naturali di fermentazione. Ispirato al nome del fondatore, Sergio Cosmo, e al suo anno di nascita, il Conegliano Valdobbiadene Docg Pas Dosé di Bellenda è un’esperienza che evolve di annata in annata. Una bollicina non convenzionale, dalla decisa personalità, che regala note intriganti e sfumature sorprendenti agli occhi, al naso e al palato. Quando si parla di Prosecco si pensa a un vino di pronta beva da consumare in tempi brevi. S.C. 1931, invece, regala col passare degli anni un’evoluzione che rimanda alle particolarità tipiche di altri grandi Metodo Classico. In un viaggio tra le sublimi sfumature di questo spumante, le prime annate si differenziano dalle ultime per la metodologia di vinificazione utilizzata: inizialmente il processo avveniva in tini aperti con bucce, poi l’azienda ha preferito l’impiego di barili da 500 litri con una minore presenza di fecce. Una trasformazione che nelle annate più giovani di S.C. 1931 esprime le linee caratteristiche del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, per virare col tempo verso note armoniose che ricordano prima la voluttuosità del pan brioche e della crema pasticcera, poi l’aroma speziato dello zafferano, degli agrumi canditi e delle nocciole tostate. Infine, le annate più mature offrono un’incredibile complessità e una spiccata mineralità, con interessanti sentori di idrocarburo, miele e caramella d’orzo. Realizzato con uve glera provenienti dalle colline di Carpesica, in quel di Vittorio Veneto, S.C. 1931 è un Prosecco Superiore DOCG Metodo Classico Pas Dosé la cui fermentazione avviene in parte in acciaio e in parte in recipienti di legno senza controllo di temperatura, con una leggera malolattica prima della presa di spuma. L’affinamento su fecce fini per tre mesi è seguito da spumantizzazione in bottiglia e da sosta sui lieviti di 22-24 mesi, per rifinire il tutto da successiva sboccatura e ricolmatura senza dosaggio.

A Pasqua con la colomba al cioccolato  dell’Ecuador – Pasticceria Filippi per la Pasqua 2022 sceglie di celebrare nelle sue colombe uno degli ingredienti più amati in pasticceria: il cioccolato. Grazie alla costante ricerca e al desiderio di esplorare nuovi gusti, Andrea Filippi, titolare dell’azienda vicentina, ha creato delle ricette che giocano con i sapori e le consistenze, proponendo diversi abbinamenti nella Colomba con Cioccolato, Colomba con Pere e Cioccolato e Colomba con Arancia e Cioccolato. Il punto di partenza di tutti i prodotti è sempre la materia prima, che viene selezionata con attenzione per garantire ingredienti di ottima qualità, la cui filiera sia tracciata e sostenibile: la cura verso l’ambiente e la comunità fa parte delle pratiche di una Benefit Corporation quale è Pasticceria Filippi. Il cacao per le gocce di cioccolato delle Colombe nasce nelle piantagioni attorno a un piccolo villaggio dell’Ecuador, raggiungibile solamente in barca, dove quasi tutta la popolazione è dedita alla sua coltivazione. Grazie a una cooperativa locale, qui i produttori riescono a mantenere un elevato standard qualitativo e allo stesso tempo a valorizzare le relazioni umane e professionali. Il cioccolato fondente è ottenuto da una selezione di fave di cacao Criollo e Trinitario e ha una percentuale minima del 60%, ideale per integrarsi al meglio con la pasta lievitata e con gli altri ingredienti. Si presenta al gusto decisamente intenso, esprimendo note lievemente acidule tipiche dei frutti rossi, con delicati sentori di frutta secca: per gli amanti del cioccolato in purezza la Colomba con Cioccolato è un trionfo di gusto. Si evolve in unione alle pere candite naturalmente, senza pressioni meccaniche e senza zuccheri aggiunti, nella Colomba con Pere e Cioccolato, che crea al palato un’avvolgente morbidezza, dove la delicata dolcezza delle pere mitiga le note più astringenti del cioccolato. D’altra parte anche la leggera acidità dei cubetti di arancia ben si compensa con la rotondità del cioccolato, creando un equilibrio di raffinata eleganza nella Colomba con Arancia e Cioccolato.

Pinot grigio, Doc Venezie da cinque anni. E al Vinitaly avrà il “Sigillo di Meraviglia”

Vinitaly 2022 torna finalmente ad incontrare il suo pubblico internazionale di operatori, media, sommelier e winelover. Grande attesa e molta emozione, dunque, per l’edizione numero 54 del più importante Salone del vino italiano che da domenica 10 a mercoledì 13 aprile riapre le porte di Veronafiere a migliaia di espositori e visitatori provenienti da tutto il mondo. Un anno speciale anche per il Consorzio delle Venezie che proprio il 14 marzo scorso ha festeggiato i suoi primi cinque anni di vita e che si prepara ad incontrare il pubblico della Fiera scaligera con il suo bagaglio di traguardi raggiunti, tante interessanti novità, ma soprattutto con i nuovi millesimi di Pinot grigio Doc delle aziende associate.
In occasione del quinquennale verranno presentati i risultati del lungo percorso di rebranding iniziato nel 2021: la nuova campagna di comunicazione del Consorzio di tutela non solo investe il Pinot grigio delle Venezie del ruolo di garante dell’eccellenza produttiva del Made in Italy, ma attraverso il nuovo pay-off di marca lo fa diventare il vero e proprio “Sigillo di Meraviglia” del Triveneto.
La Meraviglia diventa la bandiera della denominazione di origine: una veste completamente ridisegnata volta ad aumentare la reputation del marchio e a presentare la Do ai mercati internazionali con un approccio più emozionale e competitivo. La ritroviamo sia nel nuovo video istituzionale – un vero e proprio viaggio che coinvolge il consumatore attraverso suggestioni semplici ed essenziali, ma estremamente autentiche – sia nelle mini-serie del Pinot grigio delle Venezie, curate degli Ambasciatori di Usa, Giappone e Ungheria che verranno presentati allo stand del Consorzio (Padiglione 5, Stand F2).
Ricordiamo che il Consorzio delle Venezie Doc nasce nel 2017 dalla comune volontà dell’intera filiera vitivinicola del Nordest d’Italia di creare il più grande modello di interazione sovraregionale, includendo in una unica grande Denominazione la Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, la Provincia Autonoma di Trento ed il Veneto. La Doc delle Venezie ha l’obiettivo di assicurare la tutela e la valorizzazione della denominazione di origine del Pinot grigio, varietà che nel Triveneto ha trovato il suo territorio d’elezione: qui viene infatti prodotto in percentuale l’85% del Pinot grigio italiano ed il 43% di quello mondiale, con un unico areale che va dalle Dolomiti al Carso, dal Lago di Garda fino alla Laguna di Venezia e all’Adriatico. Il Pinot grigio è oggi vino-vitigno che ha saputo più di tutti conquistare i consumatori internazionali, considerato soprattutto che la quasi totalità del Pinot grigio prodotto nel Nordest viene venduto oltre confine. www.dellevenezie.it

Per maggiori informazioni visitate il sito www.pinotgrigio.wine
Facebook: @dellevenezie (pagina italiana) e @pinotgrigio.wine (pagina internazionale)
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Caro-energia, una boccata d’ossigeno per Cia Fvg dal decreto del Governo

Arriva un segnale positivo dal Decreto Energia con le prime misure a sostegno delle aziende agricole messe in ginocchio dal caro-energia e dal boom delle materie prime. Così Cia-Agricoltori Italiani – che in Friuli Venezia Giulia, come è noto, ha eletto recentemente a sua guida l’aquileiese Franco Clementin -, dopo lo stanziamento di circa 195 milioni di euro per il comparto rurale, che non riesce più a coprire i costi di produzione (+120% delle bollette, carburante alle stelle e fertilizzanti triplicati) e chiede a gran voce di essere messo in condizione di continuare a svolgere il suo ruolo fondamentale nel sistema di produzione alimentare.


Cia valuta con favore la destinazione di 140 milioni per il contributo – sotto forma di credito d’imposta – pari al 20% delle spese per l’acquisto del carburante utilizzato per l’esercizio dell’attività agricola e della pesca nel primo trimestre del 2022. Una boccata d’ossigeno per le aziende è rappresentata anche dall’attribuzione di 20 milioni di euro alla rinegoziazione e ristrutturazione dei mutui agrari – operazioni garantite dall’Ismea – e dai 35 milioni che vanno a rifinanziare il fondo per lo sviluppo e il sostegno delle imprese agricole, dopo i rincari delle materie prime per la crisi internazionale in Ucraina.
Particolare soddisfazione per le disposizioni in materia di economia circolare, che equiparano i fertilizzanti naturali a quelli di origine chimica, non solo come risposta all’attuale emergenza, ma come indirizzo strategico per il futuro. Cia è stata, infatti, da sempre favorevole alla valorizzazione del biodigestato agricolo prodotto dagli impianti di biogas delle aziende zootecniche: una sostanza fertilizzante proveniente dagli scarti agroalimentari che rappresenta uno dei migliori esempi di green economy in agricoltura.

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In copertina, una coltivazione di soia; all’interno, il neo-eletto presidente di Cia Fvg Franco Clementin.

Viti resistenti, il plauso dell’Europa a Università di Udine e Vivai Rauscedo

«Il Friuli Venezia Giulia ha dimostrato in questi anni una capacità di ricerca e innovazione nel settore agroalimentare di qualità eccellente, tale da diventare patrimonio dell’intero Paese. La sfida principale è trasferire la ricerca al settore produttivo, guardando in particolare alle soluzioni nel settore vitivinicolo che rispondono meglio alla sostenibilità ambientale delle colture e alla resistenza ai cambiamenti climatici». È quanto ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, nel corso della tavola rotonda organizzata dall’Università di Udine in occasione della visita di Francesco Mattina, presidente del Community Plant Variaty Office (Cpvo), l’ufficio della Comunità europea per le varietà vegetali.

Ecco l’incontro con Zannier a Udine.

Zannier, come riferisce Arc, ha ricordato che «il Friuli Venezia Giulia con il 13 per cento di superficie vitata sull’intera superficie agricola supera di molto la media italiana, la quale si attesta sul 5 per cento. Numeri che danno conto dell’interesse con cui i produttori locali guardano alla ricerca in questo settore e ripongono fiducia nelle ulteriori innovazioni attese, ma che richiamano anche alla necessità di attivare eventuali inserimenti dei vini derivanti da queste nuove varietà nei disciplinari Igt, attività questa che potrà avvenire solo a fronte di una iniziativa dei produttori vinicoli nel rispetto delle normative statali».
Il presidente del Cpvo si è detto sorpreso della qualità dell’attività vitivinicola in regione, in particolare di quanto fatto dall’Ateneo friulano, dall’Istituto di genomica applicata e dai Vivai cooperativi Rauscedo per la creazione, lo sviluppo e la valorizzazione delle nuove varietà di vite resistenti alle malattie, considerandolo un caso esemplare di collaborazione tra ricerca pubblica e privata.
La delegazione comunitaria ha incontrato a palazzo Antonini Maseri il rettore Roberto Pinton e i professori Michele Morgante, Silvia Bolognini, Francesco Marangon e Claudio Cressati, nonché il direttore del centro ricerca di Rauscedo, Eugenio Sartori. L’Università di Udine ha costituito 25 nuove varietà vegetali protette con privative comunitarie, di cui 15 varietà di vite resistenti alle malattie, 8 varietà di kiwi (uno con brevetto nazionale) e 2 di girasole. Le privative vegetali rappresentano un fattore strategico della proprietà intellettuale generata dalla ricerca universitaria e proprio su queste si è concentrata la delegazione comunitaria preposta alla tutela di queste nuove varianti.

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In copertina,  Fleurtai  e qui sopra Cabernet Eidos: sono due dei vitigni resistenti prodotti dai Vivai Cooperativi Rauscedo.

Ucraina, è allarme di FedAgriPesca Fvg per l’impatto sulle filiere agricole

Agroalimentare Fvg a rischio a causa della guerra in Ucraina. È forte, infatti, la preoccupazione delle cooperative delle filiere per l’impatto sui mercati del conflitto scoppiato ormai tre settimane fa. Perciò, i rappresentanti delle cooperative agricole e della pesca del Friuli Venezia Giulia si sono riuniti a Udine, nella sede di Confcooperative Fvg, per fare il punto della situazione. Alla crescita dei costi energetici, si aggiungono le turbolenze sui prezzi delle commodities scambiate sui mercati internazionali, con aumenti record per i cereali, e gli impatti sulle filiere agricole. «Le tensioni sui prezzi e sui mercati, aggiunte alle perturbazioni sui commerci internazionali e a comportamenti speculativi, potranno colpire in maniera differenziata i diversi segmenti delle filiere agricole, mettendo in crisi molti produttori», è l’allarme di Venanzio Francescutti, presidente di FedAgriPesca Fvg, la Federazione regionale delle 131 cooperative della filiera agroalimentare (agricoltura e pesca) di Confcooperative, con 449 milioni di euro di ricavi e 9.773 soci produttori.

Venanzio Francescutti


Il presidente nazionale di FedAgriPesca, Giorgio Mercuri, in collegamento da Roma, ha sottolineato la necessità di un Piano straordinario e di emergenza per le colture strategiche: «È necessario anticipare i pagamenti diretti per sostenere il settore e sospendere i requisiti del greening liberando l’uso di terreni improduttivi. È forte, infatti, la richiesta europea di influenzare le intenzioni di semina primaverili a favore di mais, soia, girasole, sorgo e orzo, aumentando la capacità produttiva e garantendo un incremento della produzione nazionale. Già nel quadro della Pac attuale, inoltre, si può attivare la riserva di crisi liberando risorse per 500 milioni di euro».
Ma l’incremento della produzione è frenato dalle incertezze sulle condizioni di mercato e sul prezzo finale al momento del raccolto: incertezze che inducono le aziende agricole a un comportamento cauto. «C’è il fondato timore che i prezzi di produzione possano erodere i margini in maniera significativa – spiega infatti Francescutti – perché non solo cresce l’energia, ma anche ad esempio il costo di fertilizzanti e mangimi. L’urea ha superato i 100 euro al quintale, e sta diventando di difficile reperibilità. Al momento, le maggiori preoccupazioni – aggiunge il presidente di FedAgriPesca Fvg – vengono dal settore zootecnico, che affronta un drammatico aumento dei costi di produzione (dei mangimi, in primis), mentre il prezzo del latte alla stalla resta eccessivamente basso – attorno agli 0,40 euro/litro -, frenato anche da consumi in calo del 6-7 per cento». E mentre il comparto cerealicolo potrebbe non beneficiare a pieno del buon prezzo dei cereali a causa dell’impressionante crescita dei costi energetici (ma anche dei prodotti fitosanitari e dei carburanti), quello vitivinicolo deve affrontare pure le tensioni legate agli scenari export, complicato ulteriormente da problemi nel reperimento di bottiglie e capsule. Uno scenario complesso, dunque, che intanto deve già fare i conti con aumenti dei costi degli imballaggi: in legname del 61 per cento; in cartone del 31 per cento; in banda stagnata del 60 per cento; della plastica per l’agroalimentare, del 72 per cento; del vetro del 40 per cento. A questi si aggiungono le impennate, dal 400 per cento al 1.000 per cento, di container e noli marittimi.

Coltivazione di soia.


Il presidente regionale di Confcooperative, Daniele Castagnaviz, invita a non sottovalutare le difficoltà del comparto: «La filiera agroalimentare è centrale per il Paese e per il Friuli Venezia Giulia ed è un elemento distintivo della nostra riconoscibilità nel mondo. Servono, pertanto, misure straordinarie per sostenerne la competitività anche in questa fase difficile».
Preoccupati anche i produttori ortofrutticoli: conseguenze sui mercati potrebbero derivare, infatti, pure dall’invasione del mercato nostrano di prodotti, mele in particolare, abitualmente smerciate da Paesi come la Polonia, proprio sul mercato russo, e che nei prossimi mesi potrebbero essere riversate sui mercati dell’Europa occidentale, creando tensioni sui prezzi.

Bovine di Pezzata rossa.

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In copertina, produzione di mele in Friuli: anche questo settore è a rischio.

 

Fauna selvatica e danni alle coltivazioni: domani incontro di Arga Fvg a Latisana

(s.b.) “La gestione della fauna selvatica e i danni che essa arreca sulle terre coltivate e sui terreni vitati”: questo il tema di grande attualità che sarà trattato a cura di Arga Fvg, l’associazione dei giornalisti agricoli del Friuli Venezia Giulia presieduta da Carlo Morandini, domani alle 18.30, nella galleria La Cantina, in via Generale Radaelli 6, a Latisana. L’iniziativa è organizzata con la collaborazione dell’Associazione culturale La Riviera Friulana, dello stesso spazio artistico diretto da Giovanni Toniatti Giacometti e del Club per l’Unesco di Udine.

Carlo Morandini


E, a proposito di fauna selvatica, va registrato che il Friuli Venezia Giulia è pronto a mettere in campo un piano di intervento per il contenimento della diffusione della peste suina africana, un’infezione virale che non si trasmette all’uomo, ma che si diffonde tra i cinghiali e può mettere ad alto rischio gli allevamenti di maiali nel Nord Italia e in particolare nella nostra regione. L’ingresso dell’infezione in Italia era atteso da Est, ma i primi casi sono stati registrati in Piemonte e Liguria. A chiarirlo è stato l’assessore Stefano Zanier in Seconda Commissione, in seguito all’interrogazione presentata sul tema dal capogruppo dei Cittadini, Tiziano Centis. «La preoccupazione tra gli addetti ai lavori – ha spiegato Centis in aula – è grande e condivisibile perché la possibilità che questa letale pandemia possa raggiungere anche gli allevamenti di maiali in regione è oggettivamente molto alta. L’assessore ha rimarcato la necessità di attivare una Unità di crisi ristretta per il coordinamento delle azioni da intraprendere a breve termine e un gruppo allargato di analisi e azione che coinvolga anche il Servizio caccia, con l’intento di aumentare la segnalazione di ritrovamenti di eventuali carcasse di cinghiali, primi portatori della malattia».

Tiziano Centis

Da giorni negli allevamenti del Friuli Venezia Giulia si è alzato il livello di guardia. I lavoratori prima di entrare negli impianti sono costretti a bardarsi. È vietato l’ingresso di persone non addette ai lavori. E chiunque entri deve seguire le pratiche di sanificazione, in particolare delle calzature. Nella nostra regione ci sono un centinaio di allevamenti concentrati in particolare nei territori di Pordenone e Udine con oltre duecentomila capi allevati. Le carni suine rappresentano quasi il 9 per cento dell’intera produzione di carni del Fvg, ma considerando l’intera filiera suinicola – dagli allevamenti, ai macelli fino ai prosciuttifici (sono circa 400 mila le cosce che gli allevamenti del Fvg forniscono annualmente al distretto di San Daniele) – si parla di un fatturato annuo che supera di gran lunga i 350 milioni di euro. «Di fronte a tali numeri un piano di sorveglianza e prevenzione, basato su un sistema di allerta precoce, risulta indispensabile. E la Regione – ha concluso Centis – dovrà anche continuare a garantire, come già fatto lo scorso anno, un sostegno concreto a un comparto che rappresenta una delle nostre eccellenze. A livello nazionale il Ministero dell’Agricoltura ha stanziato 50 milioni di euro per il contenimento della peste suina africana, di cui 15 milioni per l’installazione di reti e 35 milioni per interventi di biosicurezza negli stabilimenti».

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In copertina, un branco di cinghiali: la loro presenza favorisce la diffusione della Peste suina africana fra i maiali allevati.