Festa dell’Agricoltura domenica nelle Dimore storiche del Friuli

Seconda edizione per “Coltiviamo la Cultura: Festa dell’Agricoltura nelle Dimore storiche”, l’evento nazionale promosso dai gruppi giovani di Adsi (Associazione Dimore Storiche Italiane) e Confagricoltura Anga. Appuntamento domenica 12 novembre nelle Dimore Storiche che apriranno le loro porte per accogliere e celebrare le aziende agricole del territorio, creando un connubio straordinario tra cultura e agricoltura: la Festa diventa così un’occasione unica di connessione tra il ricco patrimonio storico e le eccellenze agricole locali.
In Friuli Venezia Giulia sono quattro le dimore, tutte in provincia di Udine, che partecipano alla manifestazione: Villa Pace a Tapogliano, Casa Foffani a Trivignano Udinese, Villa del Torso Paulone a Brazzacco e Villa Vitas a Strassoldo. I prodotti in esposizione saranno molti e per tutti i gusti come olio, vino, ortaggi, formaggi e latticini, pesce, funghi, cereali e farine.
Scopo della manifestazione è dunque quello di porre l’attenzione sullo stretto legame tra il mondo agricolo e quello delle dimore storiche, mostrando a cittadini e istituzioni l’importanza di questo connubio che è identificativo del nostro Paese. Esaltare il legame indissolubile tra cibo e territorio è quindi l’obiettivo della Festa dell’Agricoltura.

(Ph Gianpaolo Scognamiglio)

Villa Pace, via XXIV Maggio, 1, 33040 Tapogliano
Casa Foffani, piazza Giulia, 13, 33050 Clauiano
Villa del Torso Paulone, Str. del Bosco, 16, 33030 Brazzacco
Villa Vitas, Via San Marco, 5 loc, 33052 Strassoldo

In copertina, Casa Foffani a Clauiano; all’interno, Villa Pace di Tapogliano, Villa del Torso Paulone di Brazzacco e Villa Vitas di Strassoldo.

Ecco la trota delle Risorgive friulane raccontata con tante gustose ricette dal maestro di cucina Germano Pontoni

Guizzi di sapore e di salute al centro del nuovoo appuntamento di “Libri da vicino”, la rassegna organizzata da Fondazione Pordenonelegge.it interamente dedicata all’editoria del Friuli Venezia Giulia. Oggi, 9 novembre, alle 18 in Sala Ellero a Palazzo Badini, il maestro di cucina ed executive chef Germano Pontoni presenta il suo volume “La Trota delle Risorgive Friulane”, pubblicato da L’Orto della Cultura. Dialogherà con l’autore il sindaco di Bertiolo, Eleonora Viscardis. L’incontro è aperto con ingresso libero, fino ad esaurimento posti.
“La Trota delle Risorgive Friulane” è una pubblicazione che incontra il favore di adulti e bambini, preziosa con 52 ricette – quante le settimane dell’anno – il cui ingrediente principale è la trota Iridea o Arcobaleno. Fiera e guizzante nelle acque del Friuli Venezia Giulia, nei torrenti, nel Tagliamento, nelle Risorgive, la trota non è un semplice pesce ma è cultura, lavoro, sport, acquacoltura, reddito, tradizione, cucina. Una eccellenza friulana da rivalutare: è sana, controllata, tracciata, fresca, indispensabile per una corretta alimentazione. La trota di acquacoltura si trasforma in preparati pronti all’utilizzo come richiesto dai consumatori esigenti e soprattutto dovrebbe essere sempre presente nel catering scolastico e sociale.
Tra importanti informazioni nutrizionali, racconti e aneddoti si sviluppano i capitoli principali dedicati ai maestri della cucina friulana, ai bambini – con alcune filastrocche per ogni ingrediente – e alle gustose e particolari ricette a base di trota.
Germano Pontoni, come detto, è maestro di cucina ed executive chef, onorario della Federazione Italiana Cuochi. Ha iniziato la sua carriera in prestigiosi ristoranti, con la giovane ambizione di salire a bordo delle grandi navi per girare il mondo. Autore e curatore di molte pubblicazioni dedicate alla cucina, alle eccellenze dei prodotti e personaggi del territorio, nel Friuli Venezia Giulia e in Sicilia con la collaborazione dei cuochi locali. Presidente dell’Associazione Culturale Progetto Quattro Stagioni, il cui scopo è la proposta di iniziative culturali nell’ambito gastronomico. Fondatore del “Centro di Documentazione dei Maestri della Cucina di terra e di mare del ‘900” al Museo Civico delle Carrozze d’epoca di San Martino di Codroipo.

Prenotazione iscrivendosi attraverso il sito pordenonelegge.it (cliccando alla voce mypnlegge). Info: telefono 0434.1573100 mail segreteria@pordenonelegge.it

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In copertina, il maestro di cucina Germano Pontoni che oggi presenta il suo libro.

Tramonti di Sopra, nel fine settimana ritorna la Festa della Pitina: proposte di tanti chef e Mercato della Terra

Torna la festa in onore della Pitina Igp, primo presidio Slow Food del Friuli Venezia Giulia, la polpetta di carne affumicata e speziata (ovina, caprina o originariamente di camoscio e capriolo), nata per conservare la carne nei mesi autunnali e invernali, in zone storicamente povere. Appuntamento sabato 11 e domenica 12 novembre nel cuore della Val Tramontina, nel borgo di Tramonti di Sopra, in provincia di Pordenone, che si trasformerà nel Mercato della Terra (coperto), una mostra mercato delle eccellenze enogastronomiche, a partire proprio dalla pitina e dagli altri presìdi Slow Food regionali e nazionali, fino ad oltre 50 produttori presenti che arrivano dal Fvg, dall’Italia e anche da oltre confine.

Chef all’opera – Nella grande cucina della festa (sempre coperta e riscaldata), i cuochi dell’Alleanza di Slow Food prepareranno le loro creazioni a base di pitina e non solo: si tratta di chef del territorio e alcuni che arrivano dalla Liguria e dalla Toscana. Simone Vesuviano e Matteo Rebora, infatti, porteranno la Panissa fritta con pitina e prescinseua dalla Trattoria dell’acciughetta di Genova, mentre Cristian Borchi metterà in tavola il panino con il lampredotto e la pitina della Locanda Antica porta di levante di Vicchio (Firenze). Made in Fvg, invece, saranno i piatti di Federico Mariutti, Davide Larise, Dario Martina, Anna Pascoli, Luca Lot e quelli proposti dalla latteria di Aviano, da Roncadin e Amorebio gelato. Nono solo: grazie alla collaborazione con il gruppo ristoratori Fipe-Confcommercio Pordenone, tredici locali “Amici della Festa della Pitina” proporranno fino al 19 novembre piatti dedicati proprio alla regina della festa: Ca’ Naonis, Al Grappolo, Osteria alle Nazioni, Oro Nero, La Torre nel castello de Spilimbergo, Pizzeria Antico Grano, Fable Table, Ristorantino “Alla Torre”, Osteria Turlonia, Osteria da Afro, Gelindo dei Magredi, Prosciutteria f.lli Martin, La vecia Osteria del moro. Non può mancare, poi, un buon bicchiere di vino per accompagnare i piatti: basterà scegliere tra le decine etichette dell’Enoteca della Festa.

 

Pitina Party – Sabato sera, dalle ore 19, appuntamento con il Pitina Party nell’area picnic di Tramonti di Sopra: dj set con frico della Latteria di Aviano, salsicce di agnello alla griglia, polenta con i Polentars, vino, birra. Durante i due giorni di festa, ci saranno degustazioni, incontri e presentazioni: sul sito www.festadellapitina.com è possibile consultare il programma completo delle due giornate e prenotarsi agli eventi.

La storia – Rilanciata nel 2017 dalla Condotta Slow Food del Pordenonese, la festa della pitina era nata nel 1970 su idea della Pro Loco tramontina che voleva salvaguardare il prodotto tipico e locale: dopo l’edizione 2020, tutta in versione live sui social, e dopo lo stop forzato a causa Covid, la festa ritorna con la sua formula originaria di mostra mercato per far conoscere la pitina, le produzioni locali e internazionali e anche il territorio della Val Tramontina, solcata dal Meduna e caratterizzata da bellissimi paesaggi e sentieri e dal lago di Redona da cui affiorano i suggestivi ruderi di una antico borgo.

La Pitina Igp – La pitina nasce nel 1800 nella zona di Frassaneit, una delle borgate del Comune di Tramonti di Sotto, dall’esigenza di non sprecare nulla e di conservare la carne di camoscio e capriolo: tagliata a coltello, la carne veniva impastata con sale, pepe nero, aglio ed erbe, lavorata a forma di polpetta, ricoperta di farina di polenta per chiudere i pori e messa sul caminetto ad affumicare in modo da preservarla più a lungo possibile. La pitina si mangia cruda tagliata a fette sottili dopo almeno 30 giorni di stagionatura, ma è ottima anche cucinata: può essere scottata nell’aceto e servita con la polenta, rosolata nel burro e cipolla e aggiunta nel minestrone di patate, o ancora fatta al cao, cioè cotta nel latte di vacca appena munto.

Gli organizzatori – L’evento è organizzato dalla Condotta del Pordenonese di Slow Food con Proloco di Tramonti di Sopra e Comune di Tramonti di Sopra e Associazione Produttori Pitina Igp, in collaborazione con Regione Fvg, Promoturismo, Concentro, Cciaa di Pordenone, Ascom e Fipe di Pordenone, Ecomuseo delle Dolomiti Friulane Lis Aganis Aps e con il Patrocinio della Fondazione Dolomiti Unesco e del Parco Naturale Dolomiti Friulane.

www.festadellapitina.com

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In copertina e all’interno immagini della Pitina Igp e una splendida veduta di Tramonti di Sopra.

Quantità, vendite e reddito: Co.Pro.Pa con il turbo per le sue patate. Il successo dei semilavorati di “quarta gamma”

Patate friulane con il turbo, con aumento della produzione e delle vendite del 25 per cento, ottima qualità, successo della “quarta gamma” e remunerazione che appaga. I soci di Co.Pro.Pa, la più grande cooperativa di produttori del Friuli Venezia Giulia (aderente a Confcooperative Pordenone), hanno approvato infatti all’unanimità il bilancio che vede le vendite appunto aumentate del 25%, raggiungendo i 2 milioni e mezzo di euro, per l’annata che va dal luglio 2022 al giugno 2023 (come da consuetudine per le cooperative agricole). Nell’assemblea tenutasi nella sede di Ovoledo di Zoppola, si è parlato anche delle positive risultanze della raccolta di quest’anno appena conclusa, con un aumento del 25% delle patate portate in magazzino. Soddisfazione anche per la liquidazione che i soci, attivi tra le province di Pordenone e Udine, ricevono al momento del conferimento, con cifre al chilogrammo che risultano tra le più interessanti del Nordest (40 centesimi di euro al kg per le patate gialle e 45 per la Kennebec).

«Numeri ancora più positivi – ha commentato il presidente di Co.Pro.Pa, Pier Vito Quattrin – se si pensa che la raccolta 2022 non era stata tra le migliori, vista la difficile estate siccitosa vissuta lo scorso anno. A fronte di un calo di quantità, però, abbiamo saputo rispondere alle esigenze del mercato, soprattutto con la “quarta gamma” (prodotti agricoli freschi semilavorati, ndr), aumentando il nostro fatturato. Come consiglio di amministrazione abbiamo riscontrato grande soddisfazione da parte dei soci, che hanno percepito il grande impegno della cooperativa per valorizzare al meglio il frutto del loro lavoro nei campi. Abbiamo ricevuto molte richieste sul mercato italiano per le nostre patate, delle quali viene riconosciuto il valore organolettico».
Co.Pro.Pa è stata fondata nel 1988 e conta 76 soci attivi in tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia. Con 100 ettari è la maggior realtà di produzione di patate regionale. I suoi tuberi sono apprezzati per le caratteristiche che assumono crescendo in terreni dal giusto apporto di minerali. Gli investimenti in macchinari all’avanguardia realizzati dalla cooperativa in questi anni hanno permesso di ampliare l’offerta di “quarta gamma” – ovvero patate lavate, sbucciate, tagliate e già insacchettate – molto richiesta dalla grande distribuzione e dal mondo della ristorazione. Grazie a questa lungimiranza, anche in un contesto di forte concorrenza da parte di produttori esteri, la qualità garantita delle patate friulane ha permesso di aumentare il fatturato da 1 milione 994 mila euro del 2021-2022 ai 2 milioni 553 mila euro del 2022-2023.

«E buone prospettive le abbiamo anche per la raccolta del nuovo anno appena conclusa – ha sottolineato Quattrin -: se lo scorso anno avevamo raccolto 28 mila quintali ora ne abbiamo raccolti 37 mila, aumentando oltre il 25% la resa oltre ad avere patate di qualità addirittura superiore allo scorso anno. Come cooperativa garantiamo ai nostri soci delle liquidazioni al chilogrammo che ripagano il lavoro delle loro aziende agricole e permettono anche di guardare al futuro».
All’assemblea, che ha visto presenti il revisore Federico Borean e il commercialista Mauro Piva, è intervenuto anche il direttore di Confcooperative Pordenone Marco Bagnariol che, portando il saluto del presidente Luigi Piccoli, ha evidenziato come «Co.Pro.Pa sia uno dei punti di forza della cooperazione del Friuli occidentale, territorio dalla spiccata vocazione agroalimentare che per numero di cooperative attive traina l’intero comparto regionale. La passione e l’attenzione per i valori mutualistici sono fondamentali nell’azione della cooperativa presieduta da Pier Vito Quattrin».

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In copertina e all’interno, le patate di Co.Pro.Pa pronte per la vendita, immagini dell’assemblea mentre parlano Quattrin e Bagnariol, tuberi appena raccolta e semilavorati in “quarta gamma”, infine la sede della cooperativa a Ovoledo.

Torna Rive a Pordenone, rassegna di viticoltura ed enologia: tanti i temi tra nuova Pac e futuro sostenibile

È tempo per le imprese di mettersi ancor più in gioco, di continuare il lavoro di squadra e ampliare un dialogo costruttivo con le istituzioni, consolidando ulteriormente le basi di un futuro agricolo e viticolo sempre più sostenibile. Alla Fiera di Pordenone, nell’ambito di Rive 2023, la Rassegna internazionale di viticoltura ed enologia giunta alla IV edizione, è in arrivo un nutrito programma di incontri con gli esperti e gli addetti ai lavori dall’8 al 10 novembre, nella Sala Friuli Venezia Giulia del Padiglione 5 – Ter, che rappresenta un’interessante opportunità per chi desidera approfondire argomenti cruciali in questi settori.


A dare il via alla serie di appuntamenti sarà il tema “La gestione della nuova Pac in Friuli Venezia Giulia” scelto per il focus dell’incontro che domani, dalle 11.30 alle 13.30, vedrà protagonisti gli organizzatori del programma: l’Autorità di Gestione regionale del PS Pac e del Psr, Programma di Sviluppo rurale del Fvg, ed Ersa, l’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale che ha accolto il neo costituito Organismo Pagatore Regionale. Un’analisi dettagliata e completa della nuova Politica Agricola Comune (Pac) e del Complemento di sviluppo rurale in Friuli Venezia Giulia, sarà presentata da Gabriele Iacolettig, nuovo Adg e direttore del servizio Sviluppo rurale della Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche, mentre Karen Miniutti tratterà le novità portate dall’Opr di cui è direttore. A seguire Sonia Venerus, referente per la nuova programmazione 2023-2027, illustrerà le opportunità e le sfide legate a due interventi di prossima approvazione, SRD01 e SRD02, entrambi incentivi relativi agli investimenti produttivi agricoli, il primo per la competitività delle aziende mentre il secondo per ambiente, clima e benessere animale.
Nel pomeriggio, dalle 14 alle 14.30, sarà il momento per sottolineare l’importante contributo dell’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale, nell’ambito della sperimentazione e dell’assistenza tecnica in agricoltura, con Michele Fabro tecnico Ersa. Un’occasione per conoscere i progetti in corso e per approfondire l’impegno di questa istituzione nell’innovazione agricola. Seguirà alle 14.30 l’intervento “Verso la transizione energetica delle aziende vitivinicole” a cura di Samuele Giacometti di Ape Fvg, mentre alle 15.10 si tratterà il tema “Uso efficiente dell’acqua in viticoltura: tecnologie irrigue e DSS” con Fabrizio Totis dell’Associazione Consorzi di bonifica Fvg, e infine, alle 15.50 “L’importanza della biodiversità in vigneto” con Antonio Noacco di Unidoc.


Anche la giornata del 10 novembre, dalle ore 9,30, sarà dedicata alla discussione di una vasta gamma di temi cruciali per il mondo della viticoltura e dell’agricoltura: si va dalla “Flavescenza dorata della vite e quadro normativo” – incontro moderato da Giannantonio Armentano de L’informatore agrario –, fino alle recenti “Evoluzioni normative in materia di organismi da quarantena: nuove emergenze fitosanitarie” a cura di Iris Bernadinelli tecnico di Ersa (ore 12). A seguire con Roberto Michielis, della Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche, si parlerà anche di “Investimento 2.3 del Pnrr in Innovazione e meccanizzazione”: l’importanza degli investimenti nel settore agricolo e alimentare sarà al centro del dibattito dalle ore 13.
Tra gli altri focus della giornata, alle 14, “Eventi atmosferici estremi e cambiamento climatico” di Andrea Cicogna, di Arpa Fvg, per capire come i cambiamenti climatici influenzino gli eventi atmosferici estremi in Friuli Venezia Giulia, ma anche per indagare a seguire, le opportunità emergenti per la viticoltura nel campo della ricerca con l’obiettivo di rispondere proprio alle nuove esigenze colturali determinate dai cambiamenti climatici alle 14,45 con Riccardo Velasco del Crea – Venezia. E, ancora, un’analisi puntuale delle caratteristiche fenologiche, agronomiche ed enologiche delle varietà resistenti coltivate in regione delle 15,30 con Paolo Sivilotti dell’Università di Udine.
Per concludere, “AgriCS: Modellistica per il supporto alle decisioni in agricoltura” previsto alle 16,15 con Mariangela Sandra di Ersa, per sondare come la modellistica possa diventare un prezioso strumento di supporto per il settore agricolo, a cura di Agricoltura, Conoscenza, Sviluppo, progetto realizzato dall’Ersa e finanziato dalla sottomisura 1.2 del Psr Fvg 2014-2020, incentrato su attività di informazione e divulgazione finalizzate alla raccolta e alla disseminazione dei risultati della ricerca e della sperimentazione. La serie di incontri offre, dunque, un’opportunità unica per tutti gli operatori del settore agricolo e viticolo di Friuli Venezia Giulia per condividere conoscenze, esperienze e prospettive per affrontare le sfide del futuro in modo innovativo e sostenibile. Inoltre, al padiglione 5 ter Stand 24 sarà possibile chiedere documentazione e ulteriori informazioni riguardo ai temi trattati per tutta la durata della manifestazione.

Info e prenotazioni:
consultare il sito ufficiale
www.exporive.com

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In copertina e all’interno tre immagini della viticoltura di oggi in Friuli Venezia Giulia: Damijan Podversic, Tenuta Castelvecchio e Forchir Codroipo. (Foto Stefano Bergomas)

Città del vino Fvg, bandiera consegnata anche a Codroipo: aiuterà a valorizzare la produzione di questa zona viticola

Anche a Codroipo la bandiera delle Città del Vino. Il capoluogo del Medio Friuli, noto per la sua ricca vocazione vitivinicola, è entrato infatti ufficialmente nell’Associazione nazionale che a livello territoriale ha la sua diramazione nel Coordinamento regionale. In Friuli Venezia Giulia Codroipo è la 37ma Città aderente. La consegna ufficiale della bandiera e della spilla da parte del coordinatore regionale, Tiziano Venturini, al sindaco Guido Nardini è avvenuta nel contesto del convegno “Sistema agroalimentare – Una risorsa per lo sviluppo del territorio”, durante la tradizionale Fiera di San Simone. «Entriamo a far parte – ha affermato il primo cittadino – di un gruppo importante, insieme ad altri Comuni del Medio Friuli, nel quale potremmo lavorare per dare risalto alla viticoltura del nostro territorio».
A seguire in questi mesi il procedimento di adesione l’assessore alle Attività economiche Giorgio Turcati assieme al consigliere comunale Giuseppe Damiani. Alla cerimonia era intervenuto anche il vicepresidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Mario Anzil, oltre al decano dei viticoltori codroipesi (e di quelli regionali) Pietro Pittaro, ai membri del Coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, sindaci e amministratori, consiglieri regionali e varie autorità. Al convegno sono intervenuti anche i professori dell’Università di Udine Francesco Marangon e Sandro Sillani, Eleonora Serpelloni di PromoTurismoFvg e Giovanni Litt di Sinloc Padova.

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In copertina, Tiziano Venturini appunta la spilla al sindaco Guido Nardini; qui sopra, due foto ricordo della consegna della bandiera delle Città del vino alla quale sono intervenuti anche Mario Anzil, per la Regione Fvg, e Pietro Pittaro, enologo decano dei viticoltori codroipesi e dell’intero Friuli Venezia Giulia.

Pinot grigio delle Venezie, domani le prospettive al Forum di Verona dopo l’analisi a San Vito al Tagliamento

Dopo la prima edizione del 2019, domani mattina si alza nuovamente il sipario sulla Denominazione d’origine delle Venezie, questa volta a Verona. In arrivo, infatti, il secondo Forum internazionale dedicato al Pinot grigio italiano più consumato al mondo, prodotto nelle tre regioni di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino.
Come già annunciato, l’evento, che si terrà al Teatro Ristori a partire dalle 10, prevede due sessioni di approfondimento su valori della Doc delle Venezie, dinamiche ed innovazioni del mercato, analisi dei consumi, prospettive di crescita e strategie per aumentare il posizionamento e la redditività nei paesi di riferimento.
Il convegno sarà moderato da Fabio Piccoli, direttore di Wine Meridian e giornalista esperto di marketing internazionale del vino, e prevede due sessioni di approfondimento su dinamiche ed innovazioni del mercato, analisi dei consumi, prospettive di crescita e strategie per aumentare il posizionamento e la redditività nei Paesi di riferimento. Dopo i saluti delle autorità e del presidente del Consorzio Albino Armani, la prima sessione analizzerà i trend e le innovazioni del settore, dal sostenibile al low and no alcol, con un focus sulle politiche europee nel sistema vitivinicolo, per poi entrare nel merito dei valori della Denominazione d’Origine delle Venezie, cioè territorio, qualità certificata e stile unico.

Albino Armani nelle Grave del Friuli.


Ad aprire i lavori sarà Luca Rigotti – consigliere del Consorzio delle Venezie e presidente del Gruppo Mezzacorona, coordinatore Settore vitivinicolo di Alleanza delle Cooperative e presidente del Gruppo di Lavoro Vino del Copa Cogeca – con un intervento sulla sostenibilità, vista come indirizzo strategico virtuoso per il futuro dell’enologia, e sulle nuove dinamiche innescate nel settore da questa scelta di fondo. Herbert Dorfmann, europarlamentare Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale, offrirà invece una panoramica sul tema del no alcol e sull’utilizzo delle avvertenze sanitarie in etichetta, facendo chiarezza sulle normative e prospettive del settore vitivinicolo a livello europeo, mentre Sandro Sartor – consigliere del Consorzio delle Venezie, presidente e amministratore delegato di Ruffino e presidente di Wine in Moderation – esaminerà le opportunità di mercato dei vini low and no alcol in relazione al cambiamento degli stili di vita e di una sempre maggiore ricerca di prodotti considerati salutari, oltre che di qualità, da parte del consumatore.
Ad illustrare poi i valori della Doc delle Venezie saranno chiamati Francesco Liantonio – presidente di Triveneta Certificazioni, ente incaricato di gestire la tracciabilità e il controllo dei vini Doc delle Venezie e dunque di garantirne e tutelarne la qualità e la peculiarità – e Riccardo Velasco, direttore di Crea, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, che racconterà il Pinot grigio come preziosa eredità da tutelare nel Nordest, attraverso un excursus sulle origini della varietà coltivata nell’areale e un esame dei tratti intrinseci e distintivi che collegano indissolubilmente questo prodotto al suo territorio, primo tra tutti la tipologia ramata.
La seconda parte del convegno sarà dedicata a mercati, consumi e prospettive del Pinot grigio delle Venezie DOC e alle strategie di valorizzazione e posizionamento nei mercati di riferimento e in Italia. Lulie Halstead, Founder di Wine Intelligence, Non-executive Director IWSR and Trustee e WSET, discuterà le opportunità e le sfide che il mercato vinicolo statunitense presenta per il Pinot grigio alla luce dei nuovi trend di consumo, mentre Kristi Paris, Head of Global Partnership in Vivino, racconterà le tendenze e la percezione del Pinot Grigio secondo la wine community più influente al mondo.
Entrando nel vivo delle strategie di valorizzazione, interverranno David Gluzman, CEO di Wine Folly, la piattaforma digitale leader non solo tra gli operatori del vino ma anche tra i consumatori, per le tecniche di promozione delle Denominazioni negli Stati Uniti, Felicity Carter, Co founder di Business of Drinks, per il posizionamento e l’innalzamento del percepito del Pinot Grigio nei mercati di riferimento, in particolare Nord e Centro Europa, e, a chiudere, Daniele Cernilli, Direttore Responsabile di Doctorwine nonché curatore della Guida Essenziale ai Vini d’Italia, per il rapporto del Pinot Grigio DOC delle Venezie con il mercato italiano e la valorizzazione delle qualità tanto amate dal consumatore internazionale anche nel suo territorio di origine.

Il convegno di San Vito al Tagliamento.

Il Forum di Verona segue il convegno che, come è noto, si era tenuto nel giugno scorso a San Vito al Tagliamento, in Friuli, sul tema Venezie Doc: maturi per crescere. Origine, stili e mercati del Pinot grigio, ultimo di due appuntamenti tecnici e di mercato, alla presenza di oltre cinquanta ospiti tra soci, enologi, studenti e stampa. Organizzato dal Consorzio Tutela Vini delle Venezie Doc, questo ciclo di incontri è parte di un percorso di intensificazione delle attività di sviluppo a livello nazionale rivolto in prima battuta ai produttori della Denominazione, che, dopo i seminari di San Michele all’Adige (Trento), si chiuderà appunto in Veneto.
A moderare l’appuntamento tecnico Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario. L‘incontro si è aperto con l’introduzione del Presidente del Consorzio delle Venezie, Albino Armani, che ha sottolineato l’importanza di definire un percorso di qualificazione distintiva della Denominazione Delle Venezie, che sia legato al territorio di appartenenza e a un’identità collettiva che unisce Trentino, Friuli Venezia Giulia e Veneto. “Ora più che mai è necessario coinvolgere più da vicino le istituzioni e i produttori che contribuiscono alla costante crescita della Doc delle Venezie, evidenziandone il legame con il territorio – di cui il Friuli Venezia Giulia è parte fondamentale – e raggiungendo un obiettivo comune: la valorizzazione del patrimonio culturale comune, il rafforzamento dell’unità territoriale, la consapevolezza di condividere un Denominazione d’Origine leader nei mercati mondiali”.
Mauro Pizzuto, dei Vivai Cooperativi Rauscedo, ha quindi aperto con un approfondito excursus sul Pinot grigio, ‘origini e virtù della varietà coltivata nell’area delle Venezie’: “Il Pinot grigio inizia ad apparire in documenti ufficiali del Friuli (Tenimento Orto Agricolo di Udine) già dalla seconda metà del XIX secolo e poi in Veneto nel 1902, precisamente nel catalogo del vivaio governativo di Conegliano istituito l’anno precedente – con l’arrivo della Fillossera nella regione -, periodo in cui molte varietà francesi, appunto, acquisivano impulso nel territorio. Il Pinot Gris arriva in Italia essenzialmente grazie alla nobiltà che lo voleva nei propri vigneti sia per la qualità del prodotto che per l’origine francese (vini della Côte d’Or). Non era molto apprezzato però dai viticoltori per l’inferiore produttività, l’elevata alcolicità e l’inferiore acidità dei vini rispetto agli autoctoni, caratteristiche che portarono a sperimentare nuove vie enologiche fino al debutto del primo Pinot grigio vinificato in bianco – ad opera di Gaetano Marzotto – e alla successiva conquista del mercato statunitense”. Oggi il Pinot grigio proveniente dall’area delle Venezie rappresenta la quasi totalità della produzione nazionale (87%); mentre del totale prodotto nelle tre regioni, il 30% proviene dal Friuli Venezia Giulia – rendendola quindi la seconda maggiore produttrice nazionale della varietà – il 59% dal Veneto e l’11% dal Trentino Alto Adige.

In bianco e ramato.


Interessanti valutazioni delle attitudini agronomiche di diversi cloni di Pinot grigio nell’areale sono state presentate da Nicola Belfiore, ricercatore Crea Ve, attraverso lo studio comparativo condotto nel triennio 2019-2021 su 17 cloni di Pinot grigio presenti in un vigneto-collezione situato nel territorio pianeggiante della Doc delle Venezie in località Cimadolmo (Treviso). “Si tratta di una varietà internazionale diffusa in tutto il mondo e una delle più importanti in Italia dove, soprattutto nelle regioni settentrionali, si coltiva poco meno della metà della superficie totale mondiale. L’obiettivo di questo studio è stato quello di valutare le attitudini agronomiche, la suscettibilità delle uve alla botrite e ai marciumi del grappolo, la resistenza meccanica della buccia, la fertilità delle gemme e la vigoria. Le caratteristiche enologiche e sensoriali dei vini sono state studiate nel 2020 e nel 2021 durante le micro-vinificazioni, rispettivamente in bianco e con macerazione delle bucce. Sono emerse interessanti differenze che riguardano l’aspetto qualitativo, produttivo e sanitario delle uve con alcuni cloni che si sono distinti per l’accumulo zuccherino, per la produzione, per la resistenza alla botrite e per il quadro enologico mentre altri sembrerebbero non adattarsi bene in questo areale di coltivazione”. L’obiettivo di questo studio è fornire alla viticoltura del territorio indicazioni agronomiche, sanitarie ed enologiche che aiutino a scegliere il genotipo che meglio valorizzi ed esalti, sinergicamente, il binomio clone/ambiente.
Si è quindi passati ad un’analisi sugli andamenti delle certificazioni dei vini delle Venezie Doc a cura di Denis Giorgiutti, direttore di Triveneta Certificazioni, Organismo di controllo che gestisce annualmente volumi di quasi 2 milioni di ettolitri imbottigliati di Doc delle Venezie e oltre 200 milioni di contrassegni di Stato apposti su ogni singola bottiglia, con una base produttiva di circa 15 mila ha (di 27 mila a Pinot grigio potenziali del Triveneto) – 6.141 viticoltori, 574 vinificatori, 363 imbottigliatori, di cui una trentina esteri che devono e accettano di apporre il contrassegno sulle loro bottiglie. “Questi sono i numeri di un Servizio oggi a Garanzia del Consumatore e della qualità dei Vini del nostro Territorio” dice Giorgiutti e chiude, “Triveneta Certificazioni nasce nel 2016 dall’esperienza degli Organismi di Controllo del Triveneto con l’incarico di gestire la tracciabilità e il controllo dei vini Doc delle Venezie: un lavoro di grande importanza per la tutela della denominazione più estesa d’Italia che abbraccia il territorio di 12 Province del nordest italiano, a forte vocazione vitivinicola”.

Pinot grigio nel Cividalese.


A seguire, Denis Pantini, responsabile Business Unit Agrifood and Wine di Nomisma, ha illustrato i trend dei consumi e le prospettive per il Pinot grigio. “Nell’ultimo decennio, l’export di vini italiani imbottigliati – oltre agli spumanti – ha visto crescere quello di vini bianchi fermi di oltre il 10% in termini di bottiglie, rispetto ad un leggero arretramento dei vini rossi. Tra i principali mercati di destinazione figurano gli Stati Uniti, dove il Pinot grigio Delle Venezie rappresenta uno dei vini bianchi italiani più consumati, tanto che nel canale off-trade americano, una bottiglia su cinque di Pinot grigio venduta nel 2022 era collegata alla denominazione”. Negli Stati Uniti il Pinot grigio è il quarto varietale più venduto e la quota di mercato del delle Venezie rispetto alla tipologia è pari al circa il 20% sul 40 per cento totale di Pinot grigio italiano venduto. Numeri importanti che confermano la denominazione come pilastro della produzione e dell’export nazionale.
E dopo il focus sugli Stati Uniti, Luca Rossetto, professore associato dell’Università di Padova, ha preso in esame le dinamiche del mercato internazionale esplorando i cambiamenti in atto a livello globale nei segmenti fermi e spumanti, le tendenze, le opportunità e le minacce nei mercati dei paesi importatori, sia tradizionali sia emergenti. La Francia e l’Italia sono i due principali produttori, formando il 37% della produzione mondiale, nonché le prime nazioni esportatrici di vino al mondo detenendo il 33% dell’export mondiale in volume. A trainare l’export del Belpaese oggi è il segmento degli spumanti, seguito dai bianchi. I primi partner commerciali dei bianchi veneti restano Stati Uniti, Germania, Grand Bretagna, Belgio e Canada che negli ultimi cinque anni hanno visto crescite percentuali fino a tre cifre dove il Pinot grigio (55-60% dei vini bianchi certificati) è il principale driver di crescita. Questi sono inseriti nei cosiddetti mercati ‘affidabili’, diversamente da quelli attualmente ‘instabili’ come la Cina e da quelli ‘difficili o speciali’ come Singapore o la Tailandia, legati ai flussi turistici e che soffrono la concorrenza dei vini francesi, australiani o americani.
A chiudere il convegno, un approfondimento sullo scenario Fmcg e sulle opportunità di crescita per il Pinot grigio delle Venezie attraverso un intervento di Daniela Granata, di GfK Italia, che racconta come “in Italia quasi 8 famiglie su 10 acquistano vino, con una media nazionale di oltre 35 litri annui: si tratta di 20,2 milioni di famiglie. Di queste 1,3 milioni acquistano Pinot grigio (mediamente 2,3 litri/anno). Il Pinot grigio delle Venezie Doc rappresenta una grande percentuale del Pinot Grigio totale, con ulteriori potenzialità di sviluppo”.

Per maggiori informazioni
www.dellevenezie.it

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In copertina, i tipici grappoli del Pinot grigio varietà che ha dato vita a un vero e proprio fenomeno produttivo e commerciale per il Triveneto.

Città del vino Fvg, oggi a Cormons le grandi verticali. E domani si farà festa con Codroipo nuova arrivata

(g.l.) Verticale di un vino? Se ne legge o se ne sente spesso parlare, ma non tutti sanno esattamente che cosa si intenda con questo termine tecnico usato in una degustazione. Ebbene si tratta di una “comparazione” tra diverse annate dello stesso vino e dello stesso produttore, individuando le caratteristiche che le contraddistinguono al fine di stabilire una scala qualitativa delle stesse dalla quale trarre utili indicazioni anche per definire meglio le strategie produttive di un’azienda. Un impegno non da poco, ma che appassiona il degustatore.
Un aspetto dunque molto interessante del “pianeta enologico” e che verrà messo a fuoco questo pomeriggio a Cormons. Nel Municipio della cittadina, capoluogo della zona Doc Collio, la prima istituita in Friuli Venezia Giulia, alle 18.30 verrà infatti presentata la manifestazione “Le grandi verticali delle Città del vino – Evolvere per non invecchiare“. Con il coordinatore regionale Tiziano Venturini interverrà, per un saluto istituzionale, anche il sindaco Roberto Felcaro. Si tratterà, senza dubbio, di un viaggio sensoriale affascinante che si svilupperà da novembre a maggio con la guida di Matteo Bellotto, il quale aiuterà a confrontare le annate di alcune cantine del Vigneto Fvg, dialogando con produttori, winelover ed esperti del settore. I vini presi in esame saranno, tra i bianchi, Pinot grigio, Friulano (il vecchio Tocai), Vitovska, Sauvignon, Pinot bianco e Malvasia; tra i rossi, Merlot, Pignolo e Schioppettino di Prepotto e Cialla.
Intanto, come rilevavamo pochi giorni fa, in Friuli Venezia Giulia le Città del vino continuano a crescere con ritmo sostenuto. Sono infatti salite a quota 37 con l’importante arrivo del Comune di Codroipo, il cui territorio ha una ricca vocazione vitivinicola nel cuore delle Grave del Friuli. E domani avverrà la consegna ufficiale della “bandiera” dell’Associazione nazionale al sindaco Guido Nardini durante un incontro che si terrà alle 18, in sala consiliare, nell’ambito della tradizionale Fiera di San Simone. Nell’occasione, si terrà anche l’annunciato convegno sul tema “Sistema agroalimentare – Una risorsa per lo sviluppo del territorio”. Interverranno i professori dell’Università di Udine Francesco Marangon e Alberto Sillani, Eleonora Serpelloni di PromoTurismoFvg e Giovanni Litt di Sinloc Padova.

In totale i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono quindi ora 37: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Cividale del Friuli, Codroipo, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Monrupino – Repentabor, Muggia, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Dorligo della Valle-Dolina, San Floriano del Collio – Števerjan, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Sgonico – Zgonik, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco attive in altrettanti Comuni già Città del Vino: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

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In copertina e all’interno ecco due momenti di una degustazione verticale di vino.

Doc delle Venezie, è conto alla rovescia per il forum internazionale di Verona su Pinot grigio, nuove tendenze e mercato

È iniziato il conto alla rovescia per il “delle Venezie Doc International Forum”, il convegno internazionale firmato Doc delle Venezie in programma sabato 4 novembre a Verona in cui operatori, opinion leader e stampa di settore avranno l’opportunità di confrontarsi sui valori del Pinot grigio delle Venezie Doc (Friuli Venezia Giulia, Trentino e Veneto), tra nuove tendenze e cambiamenti di mercato. Forte del successo della prima edizione tenutasi nel 2019, il Consorzio torna a proporre una giornata di presentazione e dibattito sui temi dell’eccellenza produttiva del Triveneto, dentro e fuori i suoi mercati di riferimento. L’evento, che si terrà al Teatro Ristori a partire dalle ore 10 e sarà moderato da Fabio Piccoli, direttore di Wine Meridian e giornalista esperto di marketing internazionale del vino, prevede due sessioni di approfondimento su dinamiche ed innovazioni del mercato, analisi dei consumi, prospettive di crescita e strategie per aumentare il posizionamento e la redditività nei paesi di riferimento.

Albino Armani


Dopo i saluti delle autorità e del presidente del Consorzio Albino Armani, la prima sessione analizzerà i trend e le innovazioni del settore, dal sostenibile al low and no alcol, con un focus sulle politiche europee nel sistema vitivinicolo, per poi entrare nel merito dei valori della Denominazione d’origine delle Venezie, cioè territorio, qualità certificata e stile unico.
Ad aprire i lavori sarà Luca Rigotti – consigliere del Consorzio delle Venezie e presidente del Gruppo Mezzacorona, Coordinatore Settore Vitivinicolo di Alleanza delle Cooperative e presidente del Gruppo di Lavoro Vino del Copa Cogeca – con un intervento sulla sostenibilità, vista come indirizzo strategico virtuoso per il futuro dell’enologia, e sulle nuove dinamiche innescate nel settore da questa scelta di fondo. Herbert Dorfmann, europarlamentare della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale, offrirà una panoramica sul tema del no alcol e sull’utilizzo delle avvertenze sanitarie in etichetta, facendo chiarezza sulle normative e prospettive del settore vitivinicolo a livello europeo, mentre Sandro Sartor – consigliere del Consorzio delle Venezie, presidente e amministratore delegato di Ruffino e presidente di Wine in Moderation – esaminerà le opportunità di mercato dei vini low and no alcol in relazione al cambiamento degli stili di vita e di una sempre maggiore ricerca di prodotti considerati salutari, oltre che di qualità, da parte del consumatore.
Ad illustrare invece i valori della Doc delle Venezie saranno chiamati Francesco Liantonio – presidente di Triveneta Certificazioni, ente incaricato di gestire la tracciabilità e il controllo dei vini Doc delle Venezie e dunque di garantirne e tutelarne la qualità e la peculiarità – e Riccardo Velasco, direttore di Crea, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, che racconterà il Pinot grigio come preziosa eredità da tutelare nel Nordest, attraverso un excursus sulle origini della varietà coltivata nell’areale e un esame dei tratti intrinseci e distintivi che collegano indissolubilmente questo prodotto al suo territorio, primo tra tutti la tipologia ramata.
La seconda parte del convegno sarà dedicata a mercati, consumi e prospettive del Pinot grigio delle Venezie Doc e alle strategie di valorizzazione e posizionamento nei mercati di riferimento e in Italia. Lulie Halstead, Founder di Wine Intelligence, Non-executive Director Iwsr and Trustee e Wset, discuterà invece le opportunità e le sfide che il mercato vinicolo statunitense presenta per il Pinot grigio alla luce dei nuovi trend di consumo, mentre Kristi Paris, Head of Global Partnership in Vivino, racconterà le tendenze e la percezione del Pinot Grigio secondo la wine community più influente al mondo.
Entrando nel vivo delle strategie di valorizzazione, interverranno David Gluzman, Ceo di Wine Folly, la piattaforma digitale leader non solo tra gli operatori del vino ma anche tra i consumatori, per le tecniche di promozione delle Denominazioni negli Stati Uniti, Felicity Carter, Co founder di Business of Drinks, per il posizionamento e l’innalzamento del percepito del Pinot Grigio nei mercati di riferimento, in particolare Nord e Centro Europa, e, a chiudere, Daniele Cernilli, direttore responsabile di Doctorwine nonché curatore della Guida Essenziale ai Vini d’Italia, per il rapporto del Pinot grigio Doc delle Venezie con il mercato italiano e la valorizzazione delle qualità tanto amate dal consumatore internazionale anche nel suo territorio di origine.

L’evento è su registrazione. In caso di interesse, preghiamo dunque di confermare la partecipazione entro martedì 31 ottobre a questo LINK.
Per maggiori informazioni visita il sito www.dellevenezie.it
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Youtube: Pinot Grigio DOC Delle Venezie

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In copertina, bellissimi grappoli di Pinot grigio sui Colli orientali del Friuli.

Anche Codroipo (cuore delle Grave del Friuli) nelle Città del vino Fvg: sabato un convegno e la “bandiera” al Comune

Le Città del vino continuano a crescere con ritmo sostenuto in Friuli Venezia Giulia. Sono infatti salite a quota 37 con l’importante arrivo del Comune di Codroipo, il cui territorio ha una ricca vocazione vitivinicola nel cuore delle Grave del Friuli. La civica amministrazione della cittadina in riva al Tagliamento ha deciso di aderire all’Associazione nazionale che a livello territoriale ha la sua diramazione nel Coordinamento regionale, per cui la consegna ufficiale della bandiera al sindaco Guido Nardini avverrà sabato 28 ottobre nel contesto del convegno “Sistema agroalimentare – Una risorsa per lo sviluppo del territorio” che si terrà, alle 18, nella sala consiliare durante la Fiera di San Simone. A seguire in questi mesi il procedimento di adesione l’assessore alle Attività economiche Giorgio Turcati, assieme al consigliere comunale Giuseppe Damiani.

Tiziano Venturini


“L’adesione di Codroipo – commenta il coordinatore regionale delle Città del Vino, Tiziano Venturini – rappresenta un importante passaggio nella storia della nostra Associazione: si tratta del Comune più popoloso della provincia di Udine. A questo punto in regione più di un cittadino su dieci risiede nel territorio di una Città del Vino. Siamo come una grande famiglia, in cui gli amministratori collaborano nell’organizzare eventi di grande richiamo per appassionati di vino e non solo, in stretta collaborazione con le cantine: anche Codroipo porterà il suo prezioso contributo”.
Al convegno interverranno i professori dell’Università di Udine Francesco Marangon e Alberto Sillani, Eleonora Serpelloni di PromoTurismoFvg e Giovanni Litt di Sinloc Padova. “Lo sviluppo locale – spiegano dall’amministrazione comunale – non è solo il processo di crescita di un soggetto o di un settore produttivo singolo, ma un processo complesso basato sulla valorizzazione sostenibile delle risorse materiali e immateriali presenti in un territorio vasto”.
Ricordiamo che l’Associazione nazionale Città del Vino, istituita a Siena il 21 marzo 1987, è una rete di Comuni a vocazione vitivinicola e di enti territoriali, depositari di almeno una Dop o Igp; opera per la loro valorizzazione e rappresenta un ideale itinerario tra paesi e città che custodiscono tradizioni, storia e cultura del vino. Collabora a progetti di sviluppo sostenibile, con particolare attenzione alla tutela del paesaggio e dell’assetto del territorio, e alla valorizzazione delle produzioni enologiche e dei vitigni autoctoni. Interloquisce con le istituzioni regionali e nazionali per favorire atti e norme a sostegno del vino italiano e dell’enoturismo.

In totale i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono quindi ora 37: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Cividale del Friuli, Codroipo, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Monrupino – Repentabor, Muggia, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Dorligo della Valle-Dolina, San Floriano del Collio – Števerjan, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Sgonico – Zgonik, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco attive in altrettanti Comuni già Città del Vino: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

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In copertina, i terreni ghiaiosi-ciottolosi delle Grave del Friuli nel Codroipese.