A Bertiolo l’ultimo saluto a Piero Pittaro: il riconoscente ricordo di Assoenologi e Ducato dei vini friulani con Lovo e Salvin

di Giuseppe Longo

«Con Piero Pittaro se n’è andato un grande del Friuli. Nonostante l’età, non ha mai smesso di coinvolgere e parlare con lo sguardo rivolto al futuro!». Sono le parole con cui Matteo Lovo, presidente di Assoenologi Fvg, ha ricordato il collega e amico che, a 89 anni, ha chiuso la sua laboriosa e geniale esistenza, come tecnico e imprenditore, a favore della vitivinicoltura del Friuli Venezia Giulia, ma non solo, essendo stato a lungo ai vertici dell’Associazione nazionale e addirittura mondiale. E sono tantissimi coloro che hanno voluto dirgli “mandi” in occasione dei funerali celebrati, come da suo desiderio, a Bertiolo, il paese che ha molto rappresentato per lui in termini professionali e politici, essendo stato a lungo alla guida della locale Cantina sociale e avendo ricoperto la carica di sindaco per tre mandati. Una riconoscenza che il Comune del Medio Friuli ha voluto esprimergli attribuendogli la cittadinanza onoraria.

Piero Pittaro al Congresso di Trieste.

L’ultima importante apparizione pubblica di Piero Pittaro – per il quale ha avuto parole di stima e cordoglio anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – era stata in occasione del riuscitissimo Congresso che Assoenologi tenne a Trieste nell’estate 2018, quando l’ormai anziano tecnico della vite e del vino era stato molto festeggiato e applaudito per il suo brillante intervento al Teatro Verdi dinanzi al folta platea e alla compagine direttiva guidata dal presidente nazionale Riccardo Cotarella e da quello regionale Rodolfo Rizzi, che ha appunto preceduto nell’incarico lo stesso Matteo Lovo.
Per il defunto ha avuto parole grate anche Alessandro Salvin, leader del Ducato dei vini friulani. «Con Pieri Pittaro – ha affermato Alessandro I – scompare una persona di grandissimo spessore non solo per il mondo della vitivinicoltura friulana, ricordo che Pieri è stato per lunghi anni presidente mondiale degli enologi, ma anche un attento innovatore e appassionato ricercatore con la vigna sempre nel cuore. Le bollicine friulane sono una sua invenzione, il suo metodo classico è diventato un punto di riferimento per tutto il mondo del vino friulano e non solo, i suoi uvaggi dai nomi spesso fantasiosi e naturalmente i grandi rossi. Senza dimenticare l’uomo di cultura, appassionato musicologo, gran ricercatore per tutta la vita di ogni tipo di “vetro” e di centinaia di altri oggetti in qualche modo legati al mondo del vino. Il suo straordinario Museo all’interno della Cantina è meta di meravigliati visitatori provenienti da tutta Europa. Il Ducato dei vini friulani lo piange ricordandolo non solo come Nobile della prima ora, ma soprattutto come amico sincero e generoso. Il suo ricordo rimarrà nei nostri cuori. Che riposi in pace».

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In copertina, Piero Pittaro con il presidente nazionale Riccardo Cotarella in una foto di Claudio Fabbro al Congresso di Trieste.

Applausi al Museo della civiltà del vino espressione del “sistema Buttrio” che valorizza il territorio con un click

di Giuseppe Longo

BUTTRIO – C’è il “sistema Fvg” che proprio oggi il governatore Massimiliano Fedriga presenta a Londra. E c’è il “sistema Buttrio” appena decollato e che ha fatto da filo conduttore anche alla inaugurazione del Museo della civiltà del vino del Friuli Venezia Giulia. Anche questa prestigiosa realizzazione rientra, infatti, in quel progetto “ideato per valorizzare le eccellenze del territorio comunale offrendo informazioni e punti di interesse di Buttrio a portata di un click”. Una bellissima cerimonia avvenuta a Villa di Toppo Florio – che, con il suo magnifico parco, fa parte del circuito promozionale – e nelle cui sale ha preso vita questa esposizione permanente di cimeli storici legati alla cultura della vite e del vino che in questo angolo rinomato dei Colli orientali del Friuli trovano collocazione ideale.

Geremia Nonini con Bassi e Venturini.


Un allestimento molto curato e di grande interesse, su progettazione di Enrico Franzolini e Francesco Messina (parte grafica), che propone al visitatore una selezione di ben 3.500 pezzi (vecchi attrezzi di campagna e di cantina, ma anche libri, documenti, manifesti) che riconducono alla donazione fatta al Comune collinare da Geremia Nonini. Il quale è stato applaudito dal folto pubblico e ringraziato ufficialmente, con la consegna di riconoscimenti, dal sindaco Eliano Bassi e dall’assessore alle attività produttive Tiziano Venturini, che è pure leader della sezione regionale delle 37 Città del vino, impegnata in questi giorni nelle Grandi verticali che, dopo il felice esordio a Corno di Rosazzo, hanno fatto da apprezzato “corollario” alla stessa apertura del Museo e che ora danno appuntamento alla prossima tappa, il primo dicembre, a Gradisca d’Isonzo nell’ambito delle iniziative per il Gran Premio Noè.

L’intervento di Cristiano Degano.

Un settore del folto pubblico.

Il saluto di Marco Benini.

La Giunta di Bassi e Venturini ha, dunque, portato a termine un progetto che era nato ben venticinque anni fa e che attendeva quella sistemazione adeguata arrivata a compimento soltanto adesso. Con un risultato ragguardevole come hanno potuto accertare i visitatori accompagnati dalle documentate spiegazioni di Stefano Cosma, perfetto “cicerone” tra i meandri storici della vitivinicoltura friulana. Il quale, in precedenza, aveva coordinato la cerimonia di presentazione che, dopo il benvenuto del sindaco Bassi, ha visto tra gli altri interventi quelli del professor Mauro Pascolini, del consigliere regionale Roberto Novelli e del presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Cristiano Degano. Come già annunciato, l’aula polivalente del Museo è stata infatti dedicata alla memoria del giornalista Isi Benini – commosso il figlio Marco, che ha ringraziato di cuore per la sensibilità dimostrata da Buttrio nei confronti del padre -, da tutti ricordato come il “cantore” delle eccellenze della enogastronomia Made in Fvg. E nei vari interventi è stato sottolineato il valore della realizzazione espositiva che si inserisce a meraviglia nel ricordato “sistema Buttrio” e quindi nell’insieme di proposte che, attingendo alle bontà agroalimentari della nostra terra a cominciare proprio dai vini, offre un “volano” imprescindibile per la promozione del turismo nell’area collinare ma più in generale nell’intera regione. In quella che Ippolito Nievo giustamente definì “piccolo compendio dell’Universo” e che, proprio per queste caratteristiche – in poche decine di chilometri si va dalla montagna al mare, passando per colline meravigliose che regalano vini eccezionali – è sempre di più meta di importanti flussi turistici sia italiani che stranieri.

La benedizione dei locali.

Venturini con Floriano Zambon.

Al termine della cerimonia – che ha visto la partecipazione, fra i molti ospiti, anche dell’ex presidente nazionale delle Città del vino, il coneglianese Floriano Zambon, del leader della Doc Friuli Stefano Trinco, del consigliere regionale Massimo Moretuzzo, di Alessandro Salvin, leader del Ducato dei vini friulani (che vide proprio Benini fra i suoi più convinti e appassionati fondatori) e del presidente delle Pro Loco Fvg Valter Pezzarini – è seguita la tradizionale cerimonia del taglio del nastro alla porta d’ingresso della importante raccolta museale, dopo la benedizione impartita dal parroco di Buttrio. Al termine, conclusa la visita ai locali, un sontuoso rinfresco accompagnato dai prestigiosi vini di Buttrio. Quelli che hanno contribuito a rendere famoso il Friuli nel mondo e che sono espressione della storia raccontata proprio dal Museo allestito a villa di Toppo Florio, dove storia, cultura e tradizione s’incrociano offrendo un quadro efficace e coinvolgente della viticoltura di ieri e di oggi, dalla barbatella al vino imbottigliato. I complimenti che si sono sentiti nell’occasione – e indirizzati prima di tutto al sindaco Bassi e all’assessore Venturini, ma anche al presidente della Pro Buri, Emilio Bardus – sono ampiamente meritati.
E dopo la riuscita verticale dedicata al Merlot, di cui si è fatto cenno, ecco un altro importante appuntamento sempre quale “corollario” all’apertura del Museo: giovedì 30 novembre, alle 19, ci sarà infatti il penultimo appuntamento dal titolo “L’importanza di essere Pignolo”, una serata dedicata al pregiato rosso autoctono ma soprattutto al ricordo di Girolamo Dorigo, uno dei grandi protagonisti del rilancio della vitivinicoltura regionale, con relativa degustazione. Ma di questo avremo occasione di parlare, prossimamente, in modo più approfondito.

La visita guidata da Stefano Cosma.

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In copertina, il taglio del nastro all’ingresso del Museo del vino da parte del sindaco Eliano Bassi e del donatore Geremia Nonini.

(Foto anche di Claudio Fabbro)

Clima impazzito, dalla Cantina di Ramuscello (ora dotata di un innovativo depuratore) l’appello a cambiare quanto prima il nostro stile di vita

di Giuseppe Longo

SESTO AL REGHENA – Ad Azzano Decimo, a una manciata di chilometri da Ramuscello, nel nubifragio di pochi giorni fa che ha devastato le colture di mezzo Friuli, è caduto un “chicco” di grandine di ben 19 centimetri, un primato assoluto a livello perlomeno europeo. Si tratta soltanto di un “episodio”, ma che si inquadra in un fenomeno meteorologico certamente unico per l’ampiezza dei territori colpiti e di un’intensità tale che non si era mai vista. «La serie di dati storica ci dice che, nel 2023 e negli anni più recenti, sono stati registrati un numero molto elevato di record meteorologici, mai verificatisi prima. Dobbiamo prevenire e intervenire, mettendo il contrasto alla crisi climatica come priorità. Tutti i ghiacciai del mondo si stanno ritirando. Anche quelli delle Alpi che sono destinati a sparire entro fine secolo e provocano l’aumento del livello del mare creando problemi anche alle lagune friulane e a tutti gli insediamenti e le attività della costa. I negazionisti devono prendersi la responsabilità delle loro posizioni antiscientifiche e dannose». Sono, queste, le severe conclusioni a cui è giunto, ieri mattina di fronte a un affollato parterre, il climatologo Luca Mercalli – il cui nome evoca l’inventore della famosa “scala” che misura il grado di distruzione provocato dai terremoti – intervenendo al convegno “Acqua” organizzato dalla Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito e coordinato dal divulgatore e documentarista Marco Virgilio, in occasione dell’inaugurazione del modernissimo e innovativo depuratore e del grande murale realizzato, per abbellirne un lato, dal maestro Francesco Tullio Altan.

Tradotto, tutto questo significa che ormai non c’è più tempo. Bisogna che tutti facciamo la nostra piccola parte per ridurre le emissioni, e quindi il riscaldamento globale causato dal famoso “effetto serra”, cercando di frenare, anche se non sarà per nulla facile, il repentino cambiamento climatico in corso, considerando che ognuno di noi “produce” ogni anno qualcosa – sono ancora parole di Mercalli, che è presidente della Società Meteorologica Italiana, oltre che giornalista scientifico – come 7 mila chili di anidride carbonica, quantitativo che aumenta spaventosamente nel continente asiatico e in America, mentre nei Paesi meno evoluti dell’Africa è quasi insignificante. Per cui, per il climatologo, è improprio classificare i gravissimi fenomeni di queste settimane semplicemente come “maltempo”. Sono, purtroppo, qualcosa di molto peggio!
«Il Friuli Venezia Giulia è una delle regioni italiane più ricche d’acqua e per questo, finora, ci siamo poco preoccupati del suo uso sostenibile. È necessario pensare e ripensare a un suo utilizzo più duraturo e, perciò, serve un piano strategico regionale ad hoc, non solo per gestire la quantità disponibile, ma anche la qualità. L’abbassamento strutturale delle falde provocherà la necessità di tutta una serie di riprogettazioni legate all’idraulica e, dunque, bisogna mettere tutte le competenze necessarie attorno a un tavolo», gli ha fatto eco il geofisico Bruno Della Vedova, uno tra i massimi esperti di cosa nasconda il sottosuolo della nostra regione. Edoardo De Cal, studente del Politecnico di Milano, ha invece illustrato le caratteristiche e le potenzialità dell’app Wop-Station ideata con alcuni colleghi per la gestione e il risparmio delle risorse idriche nelle aziende agricole, basata sull’elaborazione dei dati satellitari attualmente disponibili.

«Sarà un ulteriore passo avanti della cooperativa all’insegna dell’economia circolare e della sostenibilità – aveva sottolineato in apertura, dopo il saluto agli ospiti, il presidente della Cantina, Gianluca Trevisan, riferendosi appunto alla realizzazione del nuovo depuratore -. Un impegno economico importante che si è concretato grazie anche al supporto dell’assessorato regionale alle Risorse agroalimentari. Un’opera, fortemente voluta dagli amministratori della Cantina, che si prefigge di migliorarne la sostenibilità ambientale integrando, allo stesso tempo, alcuni servizi tecnici dedicati agli oltre 150 soci e mantenendo così un forte legame con il territorio. L’opera appena inaugurata, alimentata dall’impianto fotovoltaico installato sul tetto della Cantina e capace di produrre 280 kWh, è stato realizzato da una ditta locale con una capacità di depurare, ogni anno, oltre 20 mila metri cubi d’acqua derivata esclusivamente dalle lavorazioni. Questo nuovo manufatto “4.0” non si limiterà al solo trattamento delle acque reflue ma, sfruttando un sofisticato impianto di filtrazione di ultima generazione, riverserà un’acqua batteriologicamente pura che potrà essere utilizzata per il lavaggio degli atomizzatori dei soci, in un’apposita piazzola a recupero totale. Inoltre, parte dell’acqua che uscirà dall’impianto di depurazione, potrà essere impiegata per l’irrigazione dei giardini e del futuro “bosco didattico”, che verrà piantumato, nei prossimi mesi, a fianco degli edifici della Cantina».

«L’inaugurazione di questa importante opera per la sostenibilità della Cantina di Ramuscello e San Vito deve essere l’occasione per fare un punto sulla gestione della risorsa acqua: bisogna intraprendere un percorso prima di tutto culturale, che ammetta anzitutto che non esiste distinzione tra tipologia di utilizzo, il quale deve per tutti essere improntato al risparmio e all’eliminazione degli sprechi», ha detto infine, traendo le conclusioni della proficua mattinata, il titolare dell’Agricoltura regionale, Stefano Zannier. «In assestamento di bilancio, abbiamo appena approvato una norma che ha la disponibilità di un milione di euro per sostenere la realizzazione degli impianti di depurazione per aziende di dimensioni più piccole rispetto a quella protagonista dell’inaugurazione di oggi e che avevano maggiori difficoltà ad investire in questo tipo di impianti» ha reso noto l’esponente della Giunta Fedriga. Zannier ha pure richiamato l’attenzione sul fatto che l’esposizione sempre più frequente a fenomeni atmosferici estremi deve portare a raccogliere l’acqua quando è presente e a utilizzarla con massima efficienza quando è scarsa. «A tal fine la Regione da tempo investe imponenti risorse. Solo l’anno scorso sono stati destinati a questo tema 20 milioni di euro, con 7 milioni per il triennio per finanziare sistemi ad alta efficienza, ma bisogna urgentemente iniziare a mettere a terra progettualità per la raccolta di acqua di ingenti dimensioni», ha osservato l’assessore. «Serve valutare – ha infatti aggiunto concludendo la sua riflessione – le situazioni per quelle che sono. Non ci sono soluzioni magiche, ma bisogna confrontarsi a tutti i livelli per provocare un necessario cambiamento culturale utilizzando una prassi operativa razionale. La sfida non è solo quella di ridurre i consumi idrici, ma anche quella di servire i territori che oggi sono senz’acqua e ne hanno necessità. Bisogna consumare meno per ampliare la distribuzione anche alle molte superfici bisognose, oggi o nell’immediato futuro».

Prima di passare all’inaugurazione del depuratore, sotto un sole che ormai picchiava forte, il direttore della Cantina, enologo Rodolfo Rizzi, ricollegandosi alla grande opera d’arte che lo “ingentilisce”, ha osservato che «sicuramente la novità, unica nel suo genere, è rappresentata dal grande murale (15 metri per tre), opera del maestro Altan, che spicca imponente su una parete del depuratore. L’opera, che ritrae un paesaggio bucolico ricco d’acqua e dove svettano numerosi personaggi, cari all’artista friulano, con la Pimpa che fa gli onori di casa, sarà meta di visite da parte dei cittadini e scolaresche. L’esecuzione di questo magnifico murale è stata possibile grazie al contributo degli alunni della 3a classe del Liceo artistico “Galvani” di Cordenons, guidati dalla professoressa Sara Marzari, da Vanessa D’Andrea, della Scuola Mosaicisti del Friuli, e da Fabio Brusadin dell’Associazione culturale Kantiere Misto».
Depuratore e murale sono stati quindi benedetti dal vescovo di Concordia-Pordenone, monsignor Giuseppe Pellegrini – «Sono molto contento di essere qui, perché anch’io sono figlio di viticoltori», ha detto il presule -, concludendo la festosa e riuscitissima cerimonia che è stata infine coronata da un sontuoso rinfresco, accompagnato dagli splendidi vini della Cantina, apprezzato, come tutta l’organizzazione, dal foltissimo numero di invitati – si calcola trecento persone! -, tra cui molte autorità. Con il sindaco reggente di Sesto al Reghena (Città del vino Fvg), Andrea Nonis, e altri primi cittadini della zona, c’erano anche i consiglieri regionali Diego Bernardis e Markus Maurmair, nonché esponenti del mondo cooperativistico, come i presidenti di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli, e di Confcooperative Fvg, Daniele Castagnaviz, e vitivinicolo, tra cui Alessandro Salvin, leader del Ducato dei vini friulani. La giovanissima arpista Tamara Bonotto, vincitrice del premio “Giovani Talenti 2022”, durante il convegno aveva invece proposto alcuni apprezzati interventi musicali, alleggerendo la pesante “atmosfera” di preoccupazione inevitabilmente creato dalle allarmistiche constatazioni e previsioni degli esperti chiamati ad analizzare il particolare momento che stiamo vivendo, che va, appunto, dalla ormai cronica carenza d’acqua, con gravi e ricorrenti episodi siccitosi, allo scatenarsi di fenomeni estremi di questo clima impazzito come quelli recentissimi che hanno sconvolto anche le campagne della nostra regione.

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In copertina, il taglio del nastro per l’inaugurazione ufficiale del nuovo depuratore e del murale di Altan; all’interno, il convegno sul clima con gli interventi di Luca Mercalli, Bruno Della Vedova ed Edoardo De Cal; il saluto dell’assessore Stefano Zannier, la sala affollata e la giovane arpista Tamara Bonotto; la benedizione del vescovo Giuseppe Pellegrini e il folto pubblico; infine, lo scoprimento da parte degli studenti del grande murale con opportuna foto ricordo e una nuovissima irroratrice a recupero.

Dal Ducato dei vini friulani che ricorda Isi Benini un appello: la Ribolla gialla sia il vino identitario del Vigneto Fvg

di Giuseppe Longo

Che sia ferma o frizzante, grazie alle vivaci ed eleganti bollicine che sprigiona, questo è senza dubbio il momento della Ribolla gialla, storico vitigno del Friuli, con incontestabili origini sui colli di Rosazzo “vegliati” dall’antica Abbazia benedettina, dove venivano coltivate – se ci fosse ancora a raccontarcelo l’indimenticato Menut Cjasesole… – anche altre vecchie varietà autoctone, alcune delle quali fortunatamente salvate, come Pignolo e Tazzelenghe. Grande successo, insomma, per la Ribolla gialla, tanto che la Regione Fvg è consapevole della necessità di azioni utili a poterla difendere, visto che si coltiva un po’ dappertutto. E un appello in tal senso si è levato anche dalla Dieta di primavera del Ducato dei vini friulani che, dall’alto del Castello di Udine da tutti riconosciuto come simbolo del Friuli, ha messo l’accento proprio su questo grande bianco di casa nostra. Il duca Alessandro I ha lanciato infatti una sorta di “provocazione”, chiedendo che la Ribolla gialla diventi il “vino identitario” del Friuli Venezia Giulia.

I nuovi nobili con la corte ducale.

Nel contempo, Alessandro Salvin, leader dell’ormai ultracinquantenario sodalizio, ha ricordato l’impegno per contrastare gli eccessi del bere fra i giovani e l’importante collaborazione con la Polstrada di Udine. Una lodevolissima azione preventiva che era stata efficacemente avviata, anche attraverso incontri nelle scuole, ai tempi dell’indimenticato Piero I – al secolo, il giornalista Piero Villotta, scomparso prematuramente un paio di anni fa – e che, appunto, il Ducato oggi intende continuare.
Tutela della Ribolla gialla e lotta agli eccessi del bere, “predicando” invece una corretta somministrazione delle bevande alcoliche a cominciare dagli eccellenti vini friulani, sono stati dunque i capisaldi della relazione di Alessandro I alla corte ducale, ai nuovi nobili che aspettavano con impazienza di ricevere l’ambito collare rosso, e al pubblico, riuniti nel meraviglioso Salone del Parlamento.
Pochi, ma di “peso”, i nuovi nobili tanto che per la prima volta il Ducato dei vini friulani ha voluto premiare anche un importante volto della Città del Vaticano: padre Fabio Baggio, sottosegretario di Stato per i migranti e i rifugiati. Quindi, le “insegne” sono andate al colonnello Orazio Ianniello, comandante provinciale dei Carabinieri di Udine, al vicequestore Gianluca Romiti, comandante della Polizia Stradale di Udine, all’avvocato Fabio Cattaruzzi, al dirigente Flavio Lodoli, alla commercialista Paola Lombardi, al manager Luigi Melacini, alla commercialista e sindaco di Trasaghis Stefania Pisu, alla wine promoter Lisa Rossi, alla psicologa e ristoratrice Jessica Urban.
I lavori della Dieta di primavera si erano aperti con i saluti del sindaco professor Alberto Felice De Toni e del consigliere regionale Diego Bernardis, già sindaco di Dolegna del Collio, intervenuto in rappresentanza del governatore Massimiliano Fedriga. Un saluto infine anche da parte di Fabrizio Tomada, responsabile della Contea di Roma del Ducato.

Nobile il comandante della Polstrada.

Il sindaco De Toni premia Matteo Bellotto.

La festosa cerimonia ha voluto rendere omaggio anche a una grande figura del giornalismo friulano che tanto si impegnò a favore della promozione e della difesa del settore vitivinicolo: molti ricorderanno ancora “Il vino”, quella meravigliosa rivista in carta patinata che purtroppo da molti anni non si stampa più. Un omaggio che è avvenuto con la consegna del prestigioso “Premio Ricordo Isi Benini 2023”. A meritarlo è stato il dottor Matteo Bellotto, filosofo e scrittore, nonché ideatore della Tasting Rom e Ambasciatore del Vigneto Friuli in Italia. “Appassionato cultore e raffinato narratore della storia, cultura e tradizioni della nostra terra – si legge nella motivazione -, ha legato i suoi studi e la sua attività a quel grande patrimonio che accomuna indissolubilmente identità e territorio. La coltivazione della vite, l’uva e il vino hanno sempre rappresentato per Matteo un motivo di profonda riflessione, che la brillante laurea in filosofia ha spinto ancor più in profondità, sul potere evocativo del vino nella tradizione culturale friulana. Come attraverso esso, passando tra le vecchie osterie e i ritrovi di campagna, abbia contribuito agli incontri tra le persone, ai confronti tra mondi diversi, alla creazione di quella identità, spesso non riconosciuta ma fortemente presente, senza mai disperdersi e mantenendo intatta e brillante la sua figura. Finalista al premio nazionale Vermentino, già vincitore di numerosi premi letterari che raccontano di vino, di storie umane e di vicende, dove il bicchiere diventa una chiave di lettura unica e sincera di sentimenti e di passioni. La sua attività continua organizzando degustazioni e masterclass in tutta Italia e all’Estero, proponendo un innovativo sistema di degustazione a partire dall’uva, che sta portando migliaia di persone a conoscere l’unicità dei territori della nostra Regione. Ideatore tra l’altro della Tasting Academy, sala unica in Italia per la promozione dei vini, attraverso un sistema di mappature di migliaia di vigne e di dati aggregati delle singole uve, dove i partecipanti, attraverso un originale sistema multimediale entrano in contatto con le cantine, interagendo con i vignaioli di cui stanno degustando i vini. La sua incessante ricerca lo vede attualmente impegnato, con l’ausilio di un caschetto neuronale, nello studio della reazione della mente in fase di degustazione. Consulente di UniDoc Fvg, del Consorzio Friuli Colli Orientali e Ramandolo e di Promoturismo di cui cura tutti gli eventi enogastronomici, non poteva che suscitare riconoscenza e ammirazione da parte dei Nobili, per l’incessante promozione a favore della nostra terra. Il Ducato, pertanto, si onora di premiarlo con il Ricordo Isi Benini 2023”.

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In copertina, il duca Alessandro I durante la sua relazione all’apertura della Dieta.

Udine, domani la Dieta di Primavera del Ducato dei vini friulani con i nuovi nobili e il Premio dedicato a Isi Benini

(g.l.) Calato con successo il sipario su “Asparagus”, la ormai storica rassegna enogastronomica, ecco un nuovo importante appuntamento per il Ducato dei vini friulani che l’anno scorso ha compiuto mezzo secolo di vita. Il duca Alessandro I (al secolo Alessandro Salvin) e la corte ducale hanno, infatti, indetto la tradizionale Dieta di Primavera per la nomina dei nuovi Nobili e per la consegna del Premio “Ricordo Isi Benini”. Destinatario quest’anno del prestigioso riconoscimento, omaggio a uno fra i più convinti e attivi fondatori del Ducato nel lontano 1972, è il dottor Matteo Bellotto.
L’appuntamento è dunque fissato per domani mattina, 17 giugno, nella solenne cornice del Salone del Parlamento, nel Castello di Udine, unanimemente riconosciuto come il “simbolo del Friuli”. L’organizzazione ricorda che sarà disponibile un bus navetta a partire dalle ore 9.30 da piazza Libertà.

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In copertina, il giornalista Isi Benini (1924-1990) e qui sopra il duca Alessandro Salvin.

 

“Asparagus” al via a Tavagnacco: fu proprio Al Grop che tutto cominciò oltre quarant’anni fa

(g.l.) Pronti, via! “Asparagus”, la manifestazione fiore all’occhiello del Ducato dei vini friulani che, con la guida di Alessandro Salvin, ha festeggiato il mezzo secolo di vita, prende il via oggi, 14 aprile. E lo farà proprio a Tavagnacco, Al Grop, dove il fortunato circuito enogastronomico nacque oltre 40 anni fa. Come già riferito a proposito della sua presentazione ufficiale avvenuta nei giorni scorsi nella sede udinese della Camera di Commercio Pordenone-Udine, questa nuova edizione di “Asparagus” avrà la novità di tre nuovi ristoranti inseriti nel tradizionale circuito per gourmet e sommelier: Hostaria alla Tavernetta di Udine, Eataly a Trieste e Il Pedrocchino di Sacile, che si vanno ad aggiungere agli storici ristoranti, appunto, Al Grop di Tavagnacco, Là di Moret a Udine, Lokanda Devetak a San Michele del Carso, Da Nando a Mortegliano, La Dinette a Grado e Da Toni a Gradiscutta di Varmo.

Alessandro Salvin


“Asparagus 2023” prenderà, dunque, il via questa sera a Tavagnacco. Fu proprio nel rinomato locale, all’ombra del campanile, che tutto cominciò nel lontano 1981, dando concretezza all’idea degli indimenticabili Elio Del Fabbro e Isi Benini, giornalista il secondo con la passione innata dell’enogastronomia e strenuo difensore delle peculiarità del Friuli. Questo, pertanto, il calendario dopo la serata inaugurale nella “capitale” storica dell’asparago bianco friulano: 21 aprile – Là di Moret Udine; 28 aprile – Lokanda Devetak San Michele del Carso; 5 maggio – Da Nando Mortegliano; 12 maggio – Eataly Trieste; 19 maggio – La Dinette Grado; 26 maggio – Da Toni Gradiscutta di Varmo; 2 giugno – Hostaria alla Tavernetta Udine, in contemporanea con Il Pedrocchino Sacile. Buon “Asparagus” a tutti!

Elio Del Fabbro e Isi Benini

 

Ritornano da oggi a Udine (e non solo) invitanti proposte di Carnevale in Osteria

Dopo una lunga fase di stop a causa della pandemia, torna “Carnevale in Osteria”. L’evento, alla sua terza edizione, è un progetto organizzato da Comitato friulano difesa osterie, Confesercenti Udine e Pro Loco Città di Udine; con il patrocinio di Comune di Udine, Ente Friuli nel mondo, Ducato dei vini friulani, Società filologica friulana, Club della minestra, in collaborazione con Arlef – Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, Io Sono Friuli Venezia Giulia, RedOn, La Legotecnica e numerosi sponsor privati. Media partner Il Paîs e La Vita Cattolica.
La settimana dedicata al gusto, che vedrà la partecipazione di ben 20 osterie, è stata presentata al Salone del Popolo del Comune di Udine da Marco Zoratti, presidente della Pro Loco Città di Udine e di Confesercenti Udine, ed Enzo Mancini, presidente del Comitato Difesa Osterie Friulane. Presenti per l’occasione oltre ai rappresentanti di tutte le realtà partner, anche l’assessore alle Attività produttive, Turismo e Grandi eventi, Maurizio Franz, che nell’occasione ha affermato: «Mi complimento con il Comitato Friulano Difesa Osterie, Confesercenti e Pro Loco Città di Udine per questa terza edizione di “Carnevale in osteria”. Una bellissima iniziativa, perché non solo coinvolge 20 osterie della città e dei dintorni, ma rappresenta un’occasione per stare insieme e socializzare. Sono sicuro che sarà un grande successo. L’ultima edizione pre-Covid lo è stata e non posso che fare gli auguri agli organizzatori, motori insostituibili di questo evento, e ringraziare i molti partner che contribuiscono a renderlo possibile. Eventi come questo rappresentano non sono solo un momento importante per promuovere le eccellenze della nostra regione, ma sono anche una grossa attrattiva dal punto di vista turistico. Si tratta dunque di un’occasione in più per far conoscere il Friuli e le sue tradizioni».
«Dopo la prima puntata del 2019 e la seconda del 2020 – ha ricordato Marco Zoratti -, nostro malgrado, abbiamo dovuto sospendere la programmazione per due anni, questa quindi è l’edizione della ripartenza e del ritorno in grande alla normalità. L’enogastronomia del Friuli negli ultimi anni ha fatto passi da gigante per migliorare la qualità delle proposte culinarie e del servizio alla clientela senza perdere, nelle osterie, la convivialità e la semplicità: genuinità nei cibi e nell’approccio umano, questo il segreto del successo ritrovato e sempre crescente delle nostre osterie».
«Sempre di più, oggi, assistiamo a un appiattimento. Al tentativo di rendere tutto uguale. È di questi giorni l’ennesima notizia in cui racconta di quanto certo cibo sia “cattivo”: quello è troppo grasso, l’altro ha troppo sale, dicono. Per non parlare dei ripetuti sforzi di demonizzare il vino. Basterebbe un po’ di buon senso – ha sottolineato Enzo Mancini -. L’eccesso non mai cosa buona. Il giusto, invece, consente a tutti di gustare proprio quelle pietanze che cercano di spacciare per “cattive”. Questo per dire che alle osterie spetta un compito sempre più importante, preservare la diversità culinaria del territorio. Offrire ai clienti, piatti di qualità a prezzi ragionevoli e condire il tutto con ambienti famigliari, accoglienti, dove le persone si possano sentire a casa. È quello che facciamo tutti i giorni, ma cercheremo di fare, se possibile, ancora meglio, in occasione di questa settimana di Carnevale e, in coda, il mercoledì delle Ceneri, perciò, non mancate e venite a gustare appieno i buoni piatti della tradizione friulana che nel nostro piccolo cerchiamo di tutelare».
Assieme ad alcune osterie di Udine (Da Artico, Osteria Al Marinaio, La Ciacarade, Da Michele, Pieri Mortadele, Al Canarino, Grappolo D’oro, Antica Osteria Da Pozzo, Al Fagiano, Cjanton Di Vin, Al Pavone, La Torate, Antica Trattoria Maddalena, Al Lepre – Gustâ, Al Vecchio Stallo, Osteria Alle Volte, Alla Ghiacciaia, Ambarabá) parteciperanno anche l’Antica Osteria Da Bic di Rive d’Arcano e la Trattoria Da Toni di Gradiscutta. Ognuna delle realtà coinvolte proporrà, da oggi a martedì 21 febbraio un menù pensato ad hoc e accompagnano da un’abbinata di vino, il tutto a prezzi calmierati, dai 4,50 ai 18 euro. L’invito a tutti è però anche per il 22 febbraio, mercoledì delle Ceneri, quando sarà possibile gustare “renghe e polente”! Nell’info point di piazza Primo maggio, a Udine, è possibile trovare le brochure descrittive per scegliere l’itinerario enogastronomico preferito.

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In copertina, Franz, Mancini e Zoratti durante la presentazione dell’iniziativa.

 

A Feletto ritornerà la “Festa della Verza” nel ricordo del dottor Valerio Rossitti

di Giuseppe Longo

TAVAGNACCO – Festa grande oggi a Feletto Umberto per il suo patrono. Dopo la Messa solenne in lingua friulana, ci sarà la tradizionale distribuzione del “Pane di Sant’Antonio”, con la benedizione del paese e un concerto di campane. Come annunciano gli organizzatori, si potranno anche acquistare i prodotti ortofrutticoli a Km 0, in particolare le verze tipico ortaggio di stagione. E al termine del rito domenicale sia a Feletto che a Tavagnacco – anche il capoluogo, infatti, festeggia Sant’Antonio Abate – le Pro Loco delle due comunità offriranno un assaggio di verze con le salsicce, gustoso piatto invernale che abbina i sapori dell’orto a quelli delle saporite carni suine.

Il ricordo di Valerio Rossitti.


Ed è appropriato definire “assaggio” quanto verrà proposto stamane, perché la verza tornerà a essere grande protagonista fin dal 2024. Infatti, nel prossimo gennaio, sempre in coincidenza con la memoria di “Sant Antoni des bestis” o dal “purcit”, c’è tutta la volontà da parte del Comune di Tavagnacco e della Pro Feletto di riproporre la bellissima “Festa della Verza” che aveva animato per diciannove anni la popolosa cittadina alle porte di Udine. L’ha assicurato l’assessore Ornella Comuzzo, l’altra sera, durante l’affollato incontro in sala Feruglio dedicato al ricordo di Valerio Rossitti, medico ed enogastronomo, nel centenario della nascita che ricorreva proprio il 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate. Un annuncio accolto con grande soddisfazione da Giannino Angeli, da sempre appassionato “regista” dell’iniziativa, che non ha voluto mancare all’appuntamento, ma anche da Bepi Pucciarelli, giornalista ed esperto di lungo corso in fatto di vini e cucina tipica, il quale ha garantito fin d’ora la sua collaborazione “tecnica” affinché sia una ventesima edizione in grande stile.

Il saluto del sindaco Liruti e i relatori.

Un preparato tavolo di relatori ha dunque reso omaggio al dottor Rossitti, uomo di «scienza e competenza» come l’ha definito il giornalista Silvano Bertossi, pure lui da sempre attento alla promozione e alla valorizzazione della buona tavola di casa nostra, tanto da aver fondato la Confraternita della polenta friulana di cui anche il medico di Feletto era convinto sostenitore. Nell’occasione, è stato presentato il libro di Valerio Rossitti “La Veridica Historia della Gastronomia – Dal pomo d’Adamo alle frasche di Maria Teresa” pubblicato, con la supervisione di Germano Pontoni, dall’editrice L’Orto della Cultura di Pasian di Prato, rappresentata da Maura, sorella del maestro di cucina che ha offerto alla platea un affettuoso ricordo di Rossitti. «Instancabile ed entusiasta studioso del gusto che, con attento e scrupoloso lavoro di ricerca, è riuscito a far riparlare mio padre nelle righe di questo libro nel centenario della nascita», ha detto di Pontoni la figlia Piera, commossa per aver constatato la grande stima che circonda ancora Valerio Rossitti. «Umanista, cioè una persona interessata all’uomo e alla sua storia», l’ha definito nella prefazione al libro Marisanta di Prampero, ricordando di averlo conosciuto negli anni ’60 «quando arrivai sposa in quel di Tavagnacco». E ancora: «Mi fu presentato come il dottor Rossitti, medico, alla sagra degli asparagi che dal 1935 si teneva nel parco della Villa di Prampero, ma da come parlava di quei turioni esposti capii subito che, oltre ad essere medico, era anche un gastronomo». Ricordo rafforzato anche dalle parole di Renata Capria D’Aronco, la quale ha sottolineato tutto l’apprezzamento del Club per l’Unesco di Udine per l’organizzazione dell’importante serata. Alla quale con il sindaco Moreno Lirutti, che ha fatto gli onori di casa, hanno partecipato anche due primi cittadini emeriti, il già citato Giannino Angeli e Mario Pezzetta, che fu anche presidente della Pro Tavagnacco. Ma in platea a onorare la figura del medico-gastronomo – ricordato anche dalla proiezione di immagini curata dallo chef Sergio Negro – c’erano pure Alessandro Salvin, leader del Ducato dei vini friulani – che ha appena festeggiato mezzo secolo di vita -, e l’ingegner Giorgio Arpino, presidente della Lilt Udine da sempre partner con i suoi volontari della “Festa della Verza”. Come avverrà sicuramente anche nel 2024 quando, ne siamo certi, la manifestazione ritornerà a Feletto. Proprio nel ricordo del dottor Valerio Rossitti.

Il folto pubblico in sala Feruglio.

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In copertina, la verza il tipico ortaggio invernale che tornerà a essere festeggiato a Feletto Umberto.

Il “Club della minestra” protagonista con i sapori d’autunno nelle Valli del Natisone

Minestre della tradizione friulana grandi protagoniste nelle Valli del Natisone. Nella cornice unica del Melo innamorato – locale caratteristico di Clastra, in Comune di San Leonardo -, nell’ambito delle attività annuali del Club della minestra, è stato infatti ambientato ieri il “Pranzo d’autunno” con una varietà di piatti preparati da Daniela e Luca che con la loro “brigata “ di cucina hanno dato un vero e proprio saggio di maestria. La giuria tecnica, presieduta dal maestro di cucina Germano Pontoni, e quella popolare hanno decretato la classifica delle minestre autunnali proposte: Zuppa di porro, zucca e cavolo nero, Vellutata di borlotti con salsiccia affumicata, Minestra di castagne con i funghi.

Il “Club della minestra” a Clastra.


Grande soddisfazione del presidente del Club e portavoce di Identità friulana, il giornalista Enzo Cattaruzzi, il quale ha annunciato – in collaborazione con la Confesercenti di Udine – per gennaio l’inizio dei corsi di formazione per la preparazione di minestre, zuppe e vellutate della nostra tradizione.  «Le adesioni al Club – ha riferito – stanno crescendo, di questo siamo felici e ringraziamo tutti i collaboratori. Così, il Club incrementerà sempre più la sua l’attività e assieme agli altri sodalizi, componenti di Identità friulana, intensificherà l’azione per consolidare le nostre tradizioni e la nostra cultura».

Alla manifestazione hanno partecipato il Ducato dei vini friulani, con il duca Alessandro I e parte della corte ducale, l’Ente Friuli nel mondo, con il consigliere Piemonte, i rappresentanti del Comitato per la difesa delle osterie e autorità comunali, tra cui l’assessore al Commercio e al Turismo del Comune di Udine, Maurizio Franz, il quale portando i saluti della città e del sindaco Pietro Fontanini ha lodato l’iniziativa che si sta affermando – ha sottolineato – nel solco della migliore tradizione friulana. Presenti con il loro saluto anche il sindaco di Tavagnacco, Lirutti, l’assessore di Lestizza, Snidar, e il segretario generale della Confesercenti, Zoratti. E ora il prossimo appuntamento, come detto, sarà nel 2023 con il via ai corsi su zuppe, minestre e vellutate delle nostre terre.

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In copertina, la Zuppa di porro, zucca e cavolo nero; all’interno, la Minestra di castagne con funghi e la Vellutata di borlotti con salsiccia affumicata.

A Ramuscello 20 mila ettolitri in più: ottima vendemmia per la Cantina

«Con questo ulteriore ampliamento della capacità di lavorazione e stoccaggio, pari a 20 mila ettolitri, abbiamo aggiunto un nuovo tassello al progetto di sviluppo della nostra cooperativa». È quanto afferma il presidente della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, Gianluca Trevisan, nonché neo intronizzato – come avevamo a suo tempo riferito, a proposito della festa, tenutasi nel Castello di Udine, per i 50 anni del benemerito sodalizio – a Nobile del Ducato dei Vini Friulani alla presenza del governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, e del presidente nazionale di Assoenologi, Riccardo Cotarella.

I nuovi serbatoi da 20 mila ettolitri.

«Nell’ultimo esercizio, chiuso il 31 luglio scorso – spiega il presidente della cooperativa della Destra Tagliamento -, abbiamo incrementato il fatturato, che porteremo all’approvazione dell’assemblea, con una crescita di oltre il 30 per cento prevedendo, per la prossima vendemmia un ulteriore incremento, sia nei conferimenti di uva che nel numero di soci. Questo ci impegna ad ulteriori investimenti con un considerevole aumento della capacità di stoccaggio, un potenziamento delle attrezzature per la vinificazione, l’incremento dell’autoproduzione energetica passando da 60 a 280 kWh e la costruzione di un moderno impianto di depurazione con il recupero totale dell’acqua di scarico per utilizzarla, sia nel lavaggio degli atomizzatori che delle macchine vendemmiatrici dei nostri associati».
«Con un’ottima qualità dell’uva raccolta, quasi esclusivamente a Doc e a Igt – aggiunge il direttore Rodolfo Rizzi –, durante la vendemmia 2022 abbiamo gestito 130 mila quintali di uva conferita (+25 per cento rispetto al 2021) dai nostri 159 soci che conducono circa 800 ettari di vigneti. Un lavoro reso possibile grazie al nostro staff tecnico, formato da agronomi ed enologi, che hanno seguito i soci durante tutte le fasi di coltivazione della vite, affrontando le criticità derivate dalla siccità (ma ben gestita grazie ai tanti impianti di irrigazione sotto chioma a disposizione delle aziende) e riducendo notevolmente gli interventi fitosanitari sui vigneti garantendo così un minor impatto ambientale. Nei conferimenti sono cresciute le varietà Glera (per Prosecco) e Pinot grigio, specializzando così la cooperativa nella produzione di vini ad alta qualità richiesti dai nostri partner commerciali. D’altro canto, fedeli alla nostra missione di attenzione alla sostenibilità, abbiamo avviato un’importante collaborazione con l’Università di Udine, finalizzata allo studio e ricerca sulla Flavescenza dorata, fitoplasma della vite che ultimamente sta creando alcuni problemi alla viticoltura regionale e non solo».
«Questi risultati positivi non rappresentano un evento sporadico, ma rientrano in un progetto di crescita e di parecchi anni di buona gestione della Cantina – riprende, concludendo, il presidente Gianluigi Trevisan –. Sono la diretta conseguenza di un’autentica strategia aziendale basata sulle sinergie con il territorio e i tanti attori della filiera vitivinicola, imbottigliatori in primis. La Cantina Produttori di Ramuscello ha una visione di crescita e sviluppo che non prevede un’azione solitaria, ma importanti collaborazioni e accordi a lungo termine a garanzia della base sociale, dei dipendenti e di tutti coloro che condividono i nostri obiettivi».

Glera (Prosecco)

Pinot grigio

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In copertina, il presidente della Cantina, Gialuigi Trevisan, con Rodolfo Rizzi e Riccardo Cotarella alla intronizzazione a Nobile del Ducato dei Vini Friulani.