Una grande Notte dello Schioppettino con premi a Vigna Petrussa e Ca’ Lovisotto (Picolit e Ribolla) e al Comune di Prepotto sempre in campo con le Città del vino Fvg

di Giuseppe Longo

PREPOTTO – Le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, ricorrendo la settimana ferragostana, si sono ritagliate un momento di pausa con “Le notti del vino”, il nuovo format promozionale che finora ha avuto un successo strepitoso. Anche se non sono state, per così dire, con le mani in mano, in quanto hanno organizzato i nuovi appuntamenti estivi, quarta edizione, che coniugano il pregio dei vini friulani con il fascino della musica classica e che esordiranno già domani sera all’Enoteca di Cormons. Le Notti riprenderanno, infatti, il 22 agosto con ben tre appuntamenti: nella stessa località sotto il monte Quarin, a Sesto al Reghena e a Sgonico sul Carso, mentre il 23 ci sarà l’annunciata uscita a Buje d’Istria, in Croazia, quindi ritorno in Patria, a Codroipo e Ronchi dei Legionari, ancora una tappa sul Carso a San Dorligo della Valle e infine la grande chiusura a Nimis, la terra del Ramandolo Docg.

Un chiaro successo, dunque, per le debuttanti Notti del vino che ripaga generosamente l’impegno profuso per organizzarle. Come quello riscontrato anche sull’affollato Ponte dello Schioppettino a Prepotto dove, in una serata calda ma gradevole, ha avuto una eco importante anche il recente Concorso enologico internazionale Città del vino, le cui commissioni di assaggio si erano riunite a fine maggio a Gorizia, mentre le premiazioni ufficiali erano avvenute in Campidoglio a Roma. Dopo la breve cerimonia inaugurale, con il tradizionale taglio del nastro, con la partecipazione del sindaco Mariaclara Forti e del coordinatore delle Città del vino Fvg Tiziano Venturini, sono state festeggiate le aziende Vigna Petrussa di Albana e Ca’ Lovisotto di Poianis, rispettivamente per il Picolit e la Ribolla gialla, mentre al Comune di Prepotto è andato uno speciale riconoscimento per il grande sostegno sempre assicurato alle iniziative delle Città stesse e per la instancabile attività di promozione dei vini del proprio territorio a cominciare dal piccolo-grande Schioppettino di Prepotto e di Cialla. Nell’occasione, un grato pensiero è andato anche alla memoria di Flavio Schiratti, il titolare di “Ronc Soreli” prematuramente scomparso, che aveva impostato tutta la sua bellissima azienda di Novacuzzo proprio sulla coltivazione dello Schioppettino.


Perfettamente riuscita dunque la serata che, con la preziosa collaborazione della Pro Loco guidata da Luca Pavan, ha visto schierate sul ponte chiuso al traffico ben 17 aziende di Prepotto e del contermine Comune di Dolegna del Collio, le quali hanno proposto vini che sono stati abbinati alle gustose, e pure innovative, proposte dei ristoranti della zona. Ad applaudire tutti i protagonisti anche il consigliere regionale Diego Bernardis, il sindaco di Dolegna Carlo Comis, le Donne del vino Fvg con la delegata Fvg Elena Roppa e la sommelier Liliana Savioli, il cavalier Loris Basso, già leader del Ducato dei vini friulani, e il professor Fulvio Ursini, emerito di chimica biologica all’Università di Padova, da sempre vicino ai vignaioli dei due Comuni bagnati dal fiume Judrio, oltre a chi scrive orgoglioso di indossare per la cerimonia ufficiale la medaglia di “ambasciatore” delle Città del vino che gli era stata attribuita nel novembre scorso in Sicilia e che gli era stata consegnata durante una bellissima cerimonia in occasione dell’assemblea regionale seguita in gennaio a Mariano del Friuli.
Quindi sipario sulla Notte dello Schioppettino – perché è stato proprio questo il grande protagonista della serata – con un arrivederci al prossimo anno, sempre su questo suggestivo ponte tra Albana e Mernico carico di storia ma anche di significati attuali, come la proficua intesa, nel nome della vite e del vino, fra le comunità di Prepotto e Dolegna, come dire fra Colli orientali del Friuli e Collio, Doc indiscusse portabandiera della qualità del Vigneto Fvg.

—^—

In copertina, la premiazione di Vigna Petrussa e Ca’ Lovisotto presenti il sindaco Mariaclara Forti con il riconoscimento assegnato al Comune di Prepotto e il coordinatore Città del vino Fvg Tiziano Venturini; all’interno, il taglio del nastro, le Donne del vino con la delegata regionale Elena Roppa, il brindisi beneaugurante e un aspetto del Ponte dello Schioppettino affollato; chi scrive, “ambasciatore” delle Città del vino con Sergio Marinig e la moglie Marisa Cotterli storici produttori di Prepotto; infine, alcuni banchetti per la degustazione dei vini.

Vini in vetrina a Corno di Rosazzo che rafforzano il sistema Vigneto Fvg. Premi a Friulano e Ribolla dei Colli orientali

«Giunti a questa 53ma edizione si rafforza ancora di più l’importanza di mantenere vive le rassegne che evidenziano la forza del sistema vitivinicolo regionale e in particolare del sistema legato all’area collinare. I nostri produttori hanno saputo garantire nel tempo l’elevata qualità dei loro prodotti, oltre a innovare le proprie aziende per essere presenti sui diversi mercati». Lo ha detto ieri sera l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, all’inaugurazione della 53ma Fiera dei vini a Corno di Rosazzo. «È sempre più importante – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – anche attraverso eventi come questo che vanta ormai una lunga tradizione, riuscire a veicolare attraverso una corretta informazione quelle che sono le peculiarità dei vini del Friuli Venezia Giulia».


La Fiera dei vini di Corno di Rosazzo proseguirà fino al 18 giugno. La tradizione vuole che i viticoltori del territorio allestiscano il proprio chiosco mettendo in mescita i vini della propria cantina: come già annunciato, per questa edizione 2024, ci saranno dieci produttori d’eccellenza con circa 90 etichette di vini in mescita. In una tensostruttura è stata allestita, invece, l’enoteca con i vini da tutta la regione. Sarà presente per la prima volta dopo dieci anni il “Blanc di Cuar”, un uvaggio d’eccellenza di tutti i produttori del territorio comunale che arricchirà le possibilità di degustazione.
In occasione della fiera, presente anche la corte ducale del Ducato dei vini friulani, sono stati assegnati i premi del 34° Concorso del Friulano e del 7° Concorso della Ribolla gialla della Doc Friuli Colli orientali, che peraltro ha sede proprio a Corno di Rosazzo assieme alla Docg Ramandolo. Per quanto riguarda il Friulano (ex Tocai), il primo premio è andato alla cantina La sclusa di Spessa di cividale con il Friulano 12 viti Doc Fco 2022. Quindi in seconda posizione la cantina Petrucco di Buttrio con il Friulano Doc Fco 2022, mentre in terza posizione ancora La sclusa con Friulano Doc Fco 2023. Per quanto riguarda la Ribolla, al primo posto si è classificata la cantina Collavini di Corno di Rosazzo, con la Ribolla gialla Doc Fco 2021, quindi Ca’ di Bon di Corno di Rosazzo con la Ribolla Doc Fco 2022 ed infine La magnolia di Spessa di Cividale con la Ribolla Doc Fco.

—^—

In copertina e all’interno due immagini della cerimonia inaugurale di ieri sera a Corno.

(Foto Regione Fvg)

A Corno di Rosazzo è l’ora dei vini: tra le tante etichette del Vigneto Fvg ritorna dopo dieci anni anche il “Blanc di Cuar”

A Corno di Rosazzo è l’ora dei vini! Appena spenti i fari su quelli di Buttrio, in Piazza Divisione Julia (nota anche come Piazza Tocai), infatti, da oggi al 18 giugno è in programma la conosciutissima Fiera del paese che è il fulcro dei Colli orientali del Friuli: la cerimonia inaugurale questa sera, alle 19. La tradizione vuole che i viticoltori del territorio allestiscano il proprio chiosco mettendo in mescita i prodotti della propria cantina, per cui in questa edizione, la 53ma,  ci saranno dieci produttori con circa 90 etichette. Inoltre, nella tensostruttura a lato della Casa Comunale è stata allestita l’enoteca con i vini provenienti da tutto il Vigneto Fvg.

(Foto Luigi Vitale)

In vista del grande appuntamento con l’enologia di qualità, la storica Fiera della prestigiosa Città del vino Fvg si è agghindata a festa e in occasione dell’anno del turismo delle radici la giornata della domenica sarà dedicata ai nostri migranti, ma chioschi, musica e folclore saranno il vero “file rouge” dell’intera manifestazione. Nell’ampia enoteca che ospita la rassegna dei vini regionali si potranno trovare gli ottimi autoctoni del territorio, oltre a bianchi e rossi eccellenti. Sarà presente, per la prima volta dopo dieci anni, il “Blanc di Cuar”, un uvaggio d’eccellenza alla produzione del quale concorrono tutti i vignaioli del territorio comunale. Tantissime le etichette ad arricchire le possibilità di degustazione, accompagnando la succulenta griglia alla brace e lo stand delle eccellenze gastronomiche del Friuli, come il formaggio Montasio e il prosciutto di San Daniele – entrambi grandi prodotti Dop del Made in Fvg – con l’immancabile frico.
In occasione della inaugurazione – fissata, come detto, per questa sera alle 19 – saranno premiati i Friulani e le Ribolle gialle che hanno partecipato al Premio Cornium d’Oro 2024, concorso ambito dai vitivinicoltori la cui selezione era avvenuta a fine maggio a villa Nachini Cabassi, che ospita anche la sede del Consorzio di tutela dei vini Doc Friuli Colli orientali e Docg Ramandolo. Come è tradizione, a dare tono alla cerimonia, sarà presente con la Banda cittadina anche la corte ducale del Ducato dei vini friulani reduce dalla bellissima cerimonia della Dieta di primavera nel corso della quale sono stati insigniti i nuovi nobili e c’è stata la consegna del Premio Isi Benini.

Ricordiamo che la Fiera dei Vini di Corno di Rosazzo è nata nel 1970, quando sotto la spinta di un gruppo di viticoltori intraprendenti venne costituito un comitato promotore con lo scopo primario di promuovere il turismo locale, attraverso appunto la conoscenza della produzione vinicola e del territorio che la esprime, con convegni riguardanti le colture pregiate, e quindi in primo luogo la vite, e i prodotti tipici della zona collinare a sud di Cividale. Da allora, la  manifestazione si propone di promuovere l’offerta turistica del territorio, tramite l’accoglienza riservata  all’enoturista, che come potenziale cliente è attento e curioso, non si ferma alla sola degustazione, vuole conoscere il territorio, la vigna e il viticoltore che racconta il suo prodotto, attraverso anche le strutture ricettive, di cui ormai ogni azienda vinicola si è dotata, e dei servizi ad esse collegate, favorendo e incrementando la ricettività qualitativamente e quantitativamente.
Protagoniste, dunque, le aziende vitivinicole che operano sul territorio cornese, ricco di sapori e profumi dove si producono vini, bianchi e rossi, davvero eccellenti che si abbinano ai prodotti tipicamente friulani che da sempre arricchiscono la manifestazione. Per cui il turista che intendesse usufruire di un soggiorno enogastronomico a Corno di Rosazzo, può farlo scegliendo proprio di partecipare alla Fiera dei vini dedicata ai pregiati prodotti del territorio. E, allora, in alto i calici. Che abbia inizio la 53ma Fiera dei vini!

—^—

In copertina, il tradizionale logo della Fiera dei vini; all’interno, vigneti nel territorio di Corno e due immagini della passata edizione.

Mariaclara Forti e Carlo Comis rieletti sindaci di Prepotto e Dolegna del Collio i paesi dello Schioppettino e della Ribolla

di Giuseppe Longo

Due piccoli Comuni contermini, Prepotto e Dolegna del Collio, attraversati da uno storico fiume che fino alla Grande Guerra demarcava i territori ancora dell’Impero asburgico da quelli già confluiti nel Regno d’Italia. Due piccoli Comuni – poco più di 700 residenti il primo, appena la metà il secondo -, ma grandi soprattutto nel settore vitivicolo (entrambi sono Città del vino del Friuli Venezia Giulia), dove eccellono due vecchi vitigni friulani: la Ribolla nera (divenuta famosa come Schioppettino) e la Ribolla gialla. Un settore che ha un preciso punto di riferimento e di promozione in Mariaclara Forti e in Carlo Comis che nelle amministrative di sabato e domenica sono stati riconfermati primi cittadini. Segno che i vignaioli della valle del Judrio credono in loro e apprezzano quanto fatto in questi anni. In particolare, la prima che si è ricandidata per il terzo mandato. Infatti, se Mariaclara Forti non aveva avversari, essendo stata presentata soltanto la sua lista, Carlo Comis ne aveva ben due, Lucio Bernot e Doriano Fruscalzo, sebbene il Comune fosse così piccolo.


Mariaclara Forti, appoggiata dalla lista Prepotto per tutti, è stata dunque rieletta sindaco del Comune collinare. Essendo l’unica candidata, avendo superato il quorum del 40% dei votanti e ottenuto inoltre un numero di voti validi non inferiore al 50% dei votanti stessi, è stata eletta con 352 voti (pari al 100% dei voti validi). Con lei sono stati eletti Filippo Desabbata, Anna Maria Bordon, Barbara Pascoli – “anima” del concorso letterario I racconti dello Schioppettino -, Valter Codromaz, Gianni Petrussa, Lucrezia Pontoni, Fulvio Perrone, Elvis Giglio, Daniela Maiero e Sebastiano Sommariva. Ieri pomeriggio, Mariaclara Forti, appena conosciuto l’esito dello scrutinio, ha inviato un messaggio agli elettori: “Personalmente reputo – ha scritto – che essere eletti con il 90,5% dei voti sia una grande dimostrazione di stima e vicinanza e per questo vi ringrazio di cuore”.
Carlo Comis, appoggiato dalle liste “Lista civica terra e cultura” e “Progetto Dolegna”, è stato eletto invece sindaco del vicino Comune con 112 voti, pari al 54,9 per cento delle schede valide. Hanno inoltre ottenuto voti: Lucio Bernot della lista “Tradizione fa futuro” (64 voti pari al 31,37 per cento) e Doriano Fruscalzo della lista “Voltin pagjine. Lista civica per Dolegna del Collio” (28 voti pari al 13,73 per cento). Il consiglio risulta pertanto formato da Marco Sgubin, Milena Delvecchio, Isabel Cantarutti, Sandra Gasparutti, Massimiliano Confin, Teresa D’Amico e Vilma Collarig. Inoltre, ci sono i citati Bernot e Fruscalzo assieme a Marta Casasola.
E ora subito al lavoro a beneficio delle due piccole comunità e della loro importante viticoltura espressa nelle due Doc fra le più prestigiose della regione: i Colli orientali del Friuli e il Collio. Nella prima, come detto, eccellono le sottozone Schioppettino di Prepotto e di Cialla, per le quali Mariaclara Forti – che è anche Donna del vino e dirigente del Ducato dei vini friulani, impegnata nella recente Dieta di Primavera nella investitura dei nuovi nobili – non perde occasione per valorizzarle. Ed è quello che farà, assieme al collega Carlo Comis, anche nel quinquennio appena cominciato. E allora buon lavoro, brindando prima di tutto sul Ponte dello Schioppettino simbolo di amicizia e unione fra Prepotto e Dolegna!

—^—

In copertina, Mariaclara Forti l’anno scorso a Calici di Stelle sul Ponte dello Schioppettino; all’interno, brinda con il collega Carlo Comis, confermato a Dolegna del Collio.

Ducato dei vini friulani, una Dieta di Primavera che farà storia per il Premio Isi Benini a Giannola Nonino, i nuovi nobili (uno arrivato dalla California!) e la “lectio” sulla Ribolla di Attilio Scienza

di Giuseppe Longo

UDINE – «Il Ducato dei vini, autentico custode dell’eccellenza del Friuli, e Giannola Nonino, donna e imprenditrice visionaria che ha creato un’etichetta di grande successo, rappresentano la laboriosità, la caparbietà, l’attaccamento alla terra e l’arte della coltivazione della vite. Una somma di valori che si identificano con il territorio, in uno slancio fortemente radicato nel passato e proiettato verso il futuro». Una frase che riassume perfettamente la bellissima mattinata che ha vissuto il Ducato dei vini friulani in occasione della tradizionale Dieta di Primavera. Le parole sono dell’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, che le ha pronunciate durante la festosa cerimonia che ha visto anche la consegna del Premio “Ricordo Isi Benini” e il conferimento del titolo di Ambasciatrice del Friuli Venezia Giulia nel mondo alla stessa distillatrice di Percoto e l’investitura dei nuovi nobili: uno di essi ci teneva così tanto che è arrivato addirittura dalla California! L’evento ha avuto quale cornice, nel centro storico di Udine, il salone di rappresentanza di Palazzo Antonini Stringher nel quale ha la nuova sede la Fondazione Friuli, oltre allo stesso Ducato.


L’esponente della Giunta Fedriga – gratificata, oltreché piacevolmente sorpresa, per la nomina a “nobile onorario” – ha sottolineato che «grazie anche al lavoro fatto dall’Università di Udine nel campo della ricerca, la viticoltura regionale è saldamente legata a una visione in cui l’innovazione ricopre un ruolo strategico, a tutto vantaggio della qualità e della competitività del prodotto». Aggiungendo poi: «Dietro al lavoro, alla fatica e alla passione dei viticoltori c’è un sentimento di profondo amore per il territorio friulano, con le sue grandi potenzialità in parte ancora da valorizzare».

Regista dell’intera cerimonia il duca Alessandro I assieme alla giornalista Monica Bertarelli che ne ha presentato con proprietà i vari momenti. Per primo ha parlato, portando il saluto della città, il sindaco Felice De Toni, il quale ha sottolineato la vocazione di Udine a essere punto di riferimento per l’enogastronomia di qualità. Quindi, Alessandro Salvin – attorniato dalla Corte ducale che era entrata fra gli squilli di tromba dei “Brafs e vonde” – ha riassunto l’essenza della manifestazione, dedicata non solo agli importanti riconoscimenti di cui si è fatto cenno, ma anche all’approfondimento di un tema importante e che sta molto a cuore al Ducato, la Ribolla gialla, storica varietà autoctona friulana per la quale il benemerito sodalizio, che ha superato il mezzo secolo di vita, da lungo tempo ormai invoca tutela e valorizzazione. E pure lui ha sottolineato l’importanza che Udine possa meritare il riconoscimento di “capitale” della scienza dell’alimentazione e della gastronomia di pregio. Il duca ha avuto un grato pensiero anche per il “padrone di casa”, Giuseppe Morandini, al quale ha donato un’attestazione che dimostra la riconoscenza del Ducato per aver trovato, grazie proprio alla Fondazione Friuli, stabile ospitalità nel prestigioso palazzo di via Gemona.
Spazio quindi all’annunciata “lectio magistralis” del professor Attilio Scienza, agronomo e luminare della viticoltura italiana, che ha dispensato tutto il suo sapere all’Università di Milano. E l’argomento affidatogli non poteva essere che quello della Ribolla, vitigno del quale ha proposto un interessante profilo storico-ampelografico – il primo documento scritto risale a un documento del notaio Ermanno di Gemona che porta la data del 1299 – legandolo al concetto di “vocazione” e “autoctonia”, cioè il luogo, nel nostro caso il Friuli, in cui il vitigno esprime tutte le sue potenzialità qualitative. Quindi, si è riferito alla sua adattabilità agli ambienti, alle pratiche colturali, alle aspettative enologiche e di mercato, illustrando altresì le zone in cui la Ribolla gialla in Friuli Venezia Giulia è maggiormente diffusa, sottolineando l’importanza della sua coltivazione in collina per la presenza della “ponca” che offre al vitigno il terreno prediletto. Ed è proprio su questo binomio inscindibile – e cioè Ribolla gialla-ponca che equivale a dire Ribolla gialla-collina – che si gioca il futuro di questa preziosa varietà nella quale il Friuli si riconosce. E nella quale deve continuare a credere perché non tutte le regioni hanno terreni e condizioni ambientali che si prestano alla sua coltivazione con ripaganti risultati. Per saperne di più, Attilio Scienza ha invitato a consultare il libro “La Ribolla gialla, un viaggio alla scoperta della civiltà europea” che lui stesso ha scritto a quattro mani con Walter Filiputti (presente in sala) e che è stato dato alle stampe nel 2019 da Eugenio Collavini editore a Corno di Rosazzo.


Al termine dell’applaudito intervento del cattedratico trentino – ha studiato molto la vite provenendo da una famiglia di vignaioli! -, è seguita l’investitura dei nuovi nobili: Giovanni D’Alì, commercialista; Mauro Di Bert, consigliere regionale; Andrea Proietti, microbiologo; Francesco Atzeni, generale dei Carabinieri; Marco Buzziolo, giornalista; Giuliano Pascoli, esperto potatore; Catia Coiutti, sommelier; Massimiliano Buiani, enologo/enotecnico arrivato appositamente, come detto, dagli Stati Uniti d’America; e Luigi Fonzi, assistente capo coordinatore Polizia postale.  A ognuno di loro il duca Alessandro I ha messo sulle spalle il caratteristico collare rosso con l’Aquila del Friuli storico, dopo che l’araldo Arrigo De Pauli ne aveva intessuto le lodi leggendone un breve curriculum. Tutti hanno brindato con il tradizionale sorso di Picolit, il re dei nostri vini, offerto loro dalla cerimoniera Mariaclara Forti, componente della Corte ducale, nonché sindaco di Prepotto e donna del vino Fvg.


Infine, dopo la nomina di “nobile onorario” dell’assessore Barbara Zilli, il momento clou della mattinata, con la consegna a Giannola Nonino del Premio intitolato alla memoria del grande giornalista Isi Benini, del quale ricorrono i cent’anni dalla nascita. Presente il figlio Marco, la più famosa “grappaiola” del mondo ha ricevuto il prestigioso riconoscimento non senza commozione e ringraziato il Ducato per la sensibilità dimostrata nei suoi confronti, con il tratto simpatico e diretto che da sempre la contraddistingue, ha detto di voler dedicare il Premio al “suo” Benito, impossibilitato a essere presente, al fine di condividere con lui questa gioia dopo aver condiviso per tanti decenni un impegno riconosciuto da tutti e che è stato determinante per la salvaguardia e il rilancio dei vecchi vitigni friulani, ma anche per la valorizzazione della grappa, sottraendola da una condizione di inferiorità fra gli altri superalcolici, e che ha avuto il massimo dell’esaltazione qualitativa con la distillazione delle “grappe monovitigno”, inventate proprio dagli imprenditori di Percoto. Piccola località che sorge nelle campagne alle porte di Udine, ma che è divenuta celebre a livello internazionale con l’istituzione dei Premi Risit d’Aur e Nonino, riconoscimenti alla vitivinicoltura di qualità del Friuli e alla cultura senza confini. E in tutto questo l’azione di Giannola è stata determinante!

—^—

In copertina, la consegna del Premio “Ricordo Isi Benini” a Giannola Nonino presenti il sindaco Felice De Toni, l’assessore regionale Barbara Zilli, il figlio del giornalista commemorato, Marco, Mariaclara Forti  e il duca Alessandro I; all’interno, foto ricordo con i nuovi nobili e premiati, l’investitura di Barbara Zilli e il riconoscimento a Giuseppe Morandini, la “lectio” del professor Attilio Scienza, i “Brafs e vonde” e una parte della platea.

Ducato dei vini friulani, dalla chiusura di “Asparagus” alla Dieta di primavera: lezione di Attilio Scienza, nuovi nobili e Premio Isi Benini a Giannola Nonino

(g.l.) Chiusura in grande stile oggi per “Asparagus”, il famoso e fortunato circuito enogastronomico promosso e organizzato dal Ducato dei vini friulani guidato da Alessandro Salvin. L’appuntamento è, infatti, al ristorante Da Nando a Mortegliano.
E una volta concluso questo tour con il più pregiato prodotto primaverile del nostro Friuli, per l’ormai storico sodalizio ecco pronto un altro importantissimo appuntamento: la Dieta di primavera. La festa-cerimonia si terrà domani mattina, 1° giugno, con inizio alle 10.30 nel salone di rappresentanza di Palazzo Antonini-Stringher, in via Gemona a Udine, nuova sede della Fondazione Friuli. Nell’occasione, dopo i saluti del duca Alessandro I, ci sarà la lectio magistralis del professor Attilio Scienza, grande luminare in materia vitivinicola, seguita dall’investitura dei nuovi nobili.
Al termine, omaggio a uno dei più convinti e appassionati fondatori del Ducato dei vini friulani: sarà infatti consegnato il Premio ricordo Isi Benini. Il riconoscimento andrà a Giannola Nonino, l’imprenditrice della distillazione da tutti conosciuta non solo per avere rilanciato, in una cornice qualitativa, la grappa friulana, ma anche e soprattutto per aver contribuito a salvare e rilanciare vecchi vitigni autoctoni – come lo Schioppettino di Prepotto e di Cialla – che correvano il serio rischio di scomparire, ottenendo dalle vinacce delle loro uve pregiate grappe di monovitigno.

—^—

In copertina, il duca Alessandro Salvin regista della cerimonia di domani a Udine.

“Asparagus” stasera arriva a Udine facendo tappa dai Marini: una nuova festa a tavola con il Ducato dei vini friulani

(g.l.) Dopo l’appuntamento a Gradiscutta, è giunto quasi a metà del suo cammino “Asparagus”, il famoso e fortunato circuito enogastronomico promosso e organizzato dal Ducato dei vini friulani guidato da Alessandro Salvin. La quarta tappa è infatti in programma questa sera a Udine, al ristorante Là di Moret della famiglia Marini.
Quindi, il 10 maggio sarà la volta della Lokanda Devetak 1870, a San Michele del Carso, e del ristorante Set Shop & Bistrot (golosa novità “made in Carnia”) nel cuore di Trieste, mentre il 17 maggio si andrà al ristorante Ai Confini (altra new entry in quel di Tarvisio); quindi il 24 seguirà il ristorante La Dinette, a Grado, e il 31 maggio grande serata di chiusura al ristorante Da Nando, a Mortegliano. Per prenotare la propria partecipazione a questo festival della buona tavola e dei grandi vini friulani, ideato dagli indimenticabili Isi Benini, tra i più attivi e convinti fondatori del Ducato, ed Elio Del Fabbro del Grop di Tavagnacco, basta contattare direttamente i ristoranti.

Tutto il programma su
www.ducatodeivinifriulani.it

—^—

In copertina e all’interno asparagi bianchi e verdi protagonisti a tavola.

Asparagus stasera fa tappa a Gradiscutta: il Ducato dei vini ricorda Aldo Morassutti

(g.l.) Terza tappa per Asparagus, il famoso e fortunato circuito enogastronomico promosso e organizzato dal Ducato dei vini friulani guidato da Alessandro Salvin. Stasera l’appuntamento è al Ristorante Da Toni a Gradiscutta di Varmo, locale nel quale è sempre vivo il ricordo di Aldo Morassutti, indiscusso alfiere della nostra cucina, scomparso due anni fa e che aderì alla manifestazione ideata da Isi Benini ed Elio Del Fabbro fin dalla prima ora.
E dopo questa serata nel bellissimo e accogliente ristorante del Medio Friuli, a pochi chilometri a sud di Codroipo – la cui attività è portata avanti con tanto impegno e grande passione dalla figlia Elisabella e da mamma Lidia -, il tour di Asparagus in nove tappe continuerà in altri rinomati locali friulani: 26 aprile Là di Moret (Udine), 10 maggio Lokanda Devetak 1870 (San Michele del Carso), 10 maggio Ristorante Set Shop & Bistrot (golosa novità “made in Carnia” nel cuore di Trieste), 17 maggio Ristorante Ai Confini (altra new entry a Tarvisio), 24 Maggio Ristorante La Dinette (Grado), 31 Maggio Ristorante Da Nando (Mortegliano). Per la prenotazione basta contattare direttamente i ristoranti.

Tutto il programma su
www.ducatodeivinifriulani.it

—^—

In copertina, il ristoratore Aldo Morassutti scomparso nel 2022.

Grande avvio per Asparagus 2024 a Tavagnacco con un brindisi dedicato a Piero Pittaro e Marco Felluga

(g.l.) Non c’erano dubbi che Asparagus 2024 potesse vivere una grande serale inaugurale a Tavagnacco, alla storica trattoria Al Grop, dove la manifestazione enogastronomica esordì nel lontano 1981, grazie all’idea avuta dagli indimenticabili Elio Del Fabbro, titolare del locale, e Isi Benini, la cui penna fu grande sponsor del Made in Friuli soprattutto agroalimentare. E da pochi anni, il giornalista aveva dato vita, assieme ad altri convinti sostenitori, anche al Ducato dei vini friulani, il sodalizio che da appunto 43 anni si è assunto l’onere, ma anche l’onore, di organizzare la rassegna amata dai buongustai e dedicata ai bianchi (e verdi) turioni che in questo periodo spuntano dai fertili terreni friulani, a cominciare proprio da quelli di Tavagnacco.
Nel corso della serata di gala – diretta con la riconosciuta competenza e simpatia da Silvia e Simona, figlie di Elio – sono stati ricordati con un brindisi dal duca Alessandro I e dai numerosi commensali due grandi vitivinicoltori che ci hanno lasciato in queste settimane, Piero Pittaro e Marco Felluga, esprimendo apprezzamento e riconoscenza per quanto da loro fatto con passione e competenza per la crescita e l’affermazione del Vigneto Fvg, dal quale provengono i grandi bianchi che accompagnano le degustazioni degli asparagi. Al termine dell’applaudita cena, alle titolari del Grop il leader del Ducato ha donato il piatto celebrativo di Asparagus 2024 realizzato con il bozzetto della giovane artista Serena Debegnach.
E domani per Asparagus 2024, organizzato con il sostegno della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, è in programma la seconda tappa: il convivio sarà all’Hosteria Alla Tavernetta di Udine. Questi poi gli altri appuntamenti: 19 aprile Ristorante Da Toni (Gradiscutta di Varmo); 26 aprile Là di Moret (Udine), 10 maggio Lokanda Devetak 1870 (San Michele del Carso), 10 maggio Ristorante Set Shop & Bistrot (golosa novità “made in Carnia” nel cuore di Trieste), 17 maggio Ristorante Ai Confini (altra new entry a Tarvisio), 24 Maggio Ristorante La Dinette (Grado), 31 Maggio Ristorante Da Nando (Mortegliano). Per la prenotazione basta contattare direttamente i ristoranti.

Tutto il programma su
www.ducatodeivinifriulani.it

—^—

In copertina, Alessandro I con le sorelle Del Fabbro al Grop di Tavagnacco.

Asparagus domani al via a Tavagnacco nella trattoria dove nacque 43 anni fa

(g.l.) Sarà la trattoria Al Grop di Tavagnacco, lo stesso che vide la nascita della manifestazione enogastronomica 43 anni fa, a ospitare la serata inaugurale di Asparagus 2024, la rassegna organizzata come sempre dal Ducato dei vini friulani guidato da Alessandro Salvin. L’appuntamento è fissato per domani, 5 aprile.
Lo si troverà, dunque, in verde o in bianco, in abbinamenti più tradizionali e in versioni originalissime e sorprendenti, ma il protagonista sarà sempre lui, l’asparago. È pronta a partire la 24ma edizione della fortunata manifestazione – presentata, come è noto, pochi giorni fa alla Camera di commercio di Pordenone-Udine – che coinvolge alcuni dei migliori ristoranti di tutto il Friuli Venezia Giulia (con due new entry a Tarvisio e a Trieste) pronti a valorizzare con la creatività dei rispettivi chef uno dei prodotti stagionali tipici più amati.
Questo il calendario delle cene: oggi, come detto, Trattoria Al Grop (Tavagnacco); 12 aprile Hostaria Alla Tavernetta (Udine); 19 aprile Ristorante Da Toni (Gradiscutta di Varmo); 26 aprile Là di Moret (Udine), 10 maggio Lokanda Devetak 1870 (San Michele del Carso), 10 maggio Ristorante Set Shop & Bistrot (golosa novità “made in Carnia” nel cuore di Trieste), 17 maggio Ristorante Ai Confini (altra new entry a Tarvisio), 24 Maggio Ristorante La Dinette (Grado), 31 Maggio Ristorante Da Nando (Mortegliano). Per la prenotazione basta contattare direttamente i ristoranti.