Direttiva nitrati e concimazioni, incontri da giovedì a Premariacco, Palmanova e Varmo con gli esperti di Confagricoltura

Confagricoltura Fvg, nell’ambito del Programma di assistenza tecnica regionale Sissar 2024, in collaborazione con Ersa ed Agrisoluzioni srl, ha organizzato una serie di incontri di approfondimento sulla “Direttiva nitrati e il registro delle concimazioni”. Sono previsti gli interventi di alcuni esperti del settore: Giuliano Bordigon, Massimiliano Zannier, Federico Ermacora e Francesco Zanelli, con tre diversi appuntamenti a Premariacco (Cooperativa di Consumo), giovedì 18 aprile; a Palmanova (Agracer di Jalmicco), martedì 23 aprile; a Varmo (La Maidicola), giovedì 9 maggio. Tutti gli incontri avranno inizio alle ore 18.
La Direttiva Nitrati, di matrice comunitaria, ha come obiettivo la tutela delle acque superficiali e sotterranee dall’inquinamento da nitrati provenienti da fonti agricole (principalmente fertilizzanti ed effluenti zootecnici) ed è stata recepita dalla normativa italiana nel maggio del 1999.

Per info e prenotazioni:
Telefono 0432.507013
assistenzatecnicafvg@confagricoltura.it

Confagricoltura Fvg, dimostrazione pratica di potatura dell’ulivo (dopo il rinvio) all’Istituto agrario di Cividale

Si terrà martedì 26 marzo, a partire dalle ore 13.45, nell’uliveto dell’Istituto Statale di Istruzione Superiore “Paolino d’Aquileia”, a Cividale del Friuli, una dimostrazione pratica della corretta potatura dell’ulivo. L’appuntamento, organizzato alcune settimane fa da Confagricoltura Fvg, a partecipazione gratuita e aperto a tutti (aziende e studenti compresi), era stato rinviato a causa delle condizioni meteorologiche avverse. A guidare i partecipanti nella dimostrazione pratica, saranno i tecnici dell’Ersa Fvg, Gianluca Gori e Marco Stocco. L’iniziativa didattica è realizzata nell’ambito dell’attività Sissar 2024 in collaborazione con la Regione e l’Agenzia.
Il “Campo regionale di varietà autoctone di ulivo” dell’Istituto tecnico agrario è stato impiantato nel 1991, in collaborazione con l’Ersa. Sono presenti, complessivamente, 250 piante di 20 cultivar diverse, quasi tutte autoradicate, individuate in regione. Sono presenti anche varietà standard, come Leccino, Pendolino e Bianchera. Il sesto d’impianto è 5×4 metri, le piante sono allevate a vaso. Nell’uliveto sono in atto prove sia sulle piante (per lo studio dell’autofertilità, resistenza al freddo e alle malattie), che sulle caratteristiche monovarietali dell’olio (svolte dall’Inso di Spoleto). Nell’Istituto agrario è anche operativo un frantoio.

Per info e prenotazioni alla dimostrazione: friulivg@confagricoltura.it; 0432.507013.

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In copertina, la fioritura dell’ulivo nell’azienda dell’Istituto agrario di Cividale.

I giovani di Confagricoltura Fvg chiedono una svolta alla politica Ue a cominciare dalla semplificazione della burocrazia

I giovani di Confagricoltura Fvg, durante un recente incontro, hanno discusso su quanto emerso in occasione dell’assemblea straordinaria che Confagricoltura ha organizzato a Bruxelles nella sede del Copa-Cogeca. Come prima cosa, è emersa è la necessità di una profonda semplificazione burocratica e della salvaguardia del potenziale produttivo delle imprese, condividendo di fatto le proposte presentate dalla stessa organizzazione agricola, al termine dei lavori assembleari, ai componenti del Consiglio Agricoltura dell’Ue.


Per Confagricoltura i limiti della Pac, in vigore dallo scorso anno, sono stati subito evidenti. Prova ne sia il fatto che, per applicare la nuova normativa, le amministrazioni nazionali hanno dovuto redigere piani strategici di migliaia di pagine. Gli adempimenti burocratici sono saliti a dismisura a fronte di risorse finanziarie in calo e l’eccezionale rialzo dell’inflazione ha aumentato le difficoltà degli agricoltori. Si è discusso molto sul bilancio dell’Ue destinato all’agricoltura, ma l’aiuto diretto della Pac è ormai ridotto a 120 euro, in media, a ettaro.
Per Fabio d’Attimis Maniago Marchiò, coordinatore dei giovani di Confagricoltura Fvg, la prossima scadenza della legislatura europea rende oltremodo complicata la modifica degli atti di base della Pac, ma esistono strade alternative. In caso di emergenze e di cause di forza maggiore possono essere sospese le sanzioni previste per l’inadempimento ed è doveroso ricordare come, dalla pandemia all’impatto economico dell’aggressione dell’Ucraina, fino alla recente crisi in Medio Oriente, l’agricoltura italiana ed europea è in stato di emergenza da oltre tre anni. In aggiunta ai vistosi limiti della Pac, il settore è alle prese con le conseguenze dell’aumento senza precedenti dei tassi di interesse. Da qui la richiesta di una moratoria presentata da Confagricoltura, concordata a livello europeo, a supporto della liquidità delle imprese.
«Come giovani imprenditori – ha sottolineato Alberto Vendrame – siamo convinti sostenitori del libero mercato e del multilateralismo per la gestione del commercio internazionale, ma vanno previste clausole di salvaguardia automatiche quando i flussi delle importazioni raggiungono livelli tali da destabilizzare i mercati agricoli dell’Ue. Un’altra questione da affrontare è quella della reciprocità delle regole negli accordi commerciali con i Paesi terzi: dalla sicurezza alimentare, alla tutela del lavoro, delle risorse naturali e del benessere animale. Se riduciamo la produzione europea e aumentiamo le importazioni da Paesi dove vigono normative meno rigorose di quelle europee, riduciamo la sicurezza alimentare e allo stesso tempo importiamo più CO2».

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In copertina e all’interno, Fabio d’Attimis Maniago Marchiò e  i giovani di Confagricoltura Fvg.

Impatto ambientale degli allevamenti con soglia ridotta: Confagricoltura Fvg è molto critica sulla nuova direttiva dell’Ue

Forte dissenso dalla delegazione di Confagricoltura riunita a Strasburgo fuori dal Parlamento Europeo, a margine del voto in sessione plenaria che ha confermato la decisione del trilogo riducendo le soglie per l’applicazione dell’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) per le imprese suinicole e avicole. Finora erano soggetti all’Aia solo due tipi di allevamento: quelli di pollame con potenzialità produttiva massima superiore a 40 mila posti e quelli di suini con potenzialità produttiva massima superiore a 2 mila posti da produzione (di oltre 30 kg) o 750 posti scrofe. Quando entrerà in vigore la Direttiva appena approvata, le soglie per essere obbligati a richiedere l’Aia verranno abbassate a circa 1.170 posti stalla per i suini, a esempio.

David Pontello


«L’esito finale è fortemente negativo per le nostre aziende – commenta il suinicoltore David Pontello, responsabile della Sezione zootecnica di Confagricoltura Fvg -. La misura nasceva con l’intento di prevenire e ridurre le emissioni del settore industriale e di quello agricolo a cui è stata estesa con un alquanto inappropriato paragone. Obiettivo che questa Direttiva, per come è stata pensata, non potrà raggiungere. Il risultato è un ulteriore carico burocratico per le nostre imprese agricole le quali, invece, chiedono da tempo uno snellimento degli impegni amministrativi che frenano la produttività. Con queste modalità si ostacola la competitività e la capacità d’impresa dei nostri allevatori, aumentando i costi di produzione e “premiando” i produttori dei Paesi terzi, senza benefici per la tutela ambientale. Ora confidiamo in una valutazione più attenta ed equilibrata da parte del Consiglio Ue, che dovrà dare il via libera definitivo al testo».

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In copertina, allevamento di suini in una foto di Marco Mezzadri.

Agriturist Fvg: siamo esclusi dal sostegno alle eccellenze agroalimentari, rimediate!

«Siamo stupiti e amareggiati della grave anomalia contenuta nel decreto 24 gennaio 2024 – di attuazione del Decreto Mipaaf del 4 luglio 2022 recante i criteri e le modalità di utilizzazione del “Fondo di parte capitale per il sostegno delle eccellenze della gastronomia e dell’agroalimentare italiano” -, che inserisce tra i soggetti beneficiari solo le attività di ristorazione con codice Ateco 56.10.11, ma non quelle connesse alle aziende agricole: codice Ateco 56.10.12». En quanto afferma Mariapia Bianchi, referente Agriturist per il Fvg (organizzazione di settore di Confagricoltura).
Con uno stanziamento di 76 milioni di euro, il Ministero delle Politiche agricole mira a valorizzare il patrimonio enogastronomico italiano precludendo l’accesso ai fondi proprio alle aziende agricole e agrituristiche. «Un non senso che assume caratteristiche straordinarie di fronte alle tanto sbandierate convinzioni della necessità di sostenere il cibo “Made in Italy” e le filiere corte e locali. Intanto, all’atteso click day previsto per l’1 marzo (a cui possono partecipare pure i ristoranti etnici), anche i 711 operatori agrituristici del Fvg non potranno usufruire di tale opportunità. «Proprio queste aziende in cui somministriamo alimenti autoprodotti e tipici, che hanno a cuore il territorio d’origine di prodotti famosi in tutto il mondo», aggiunge Mariapia Bianchi.
Agriturist e Confagricoltura Fvg chiedono dunque, con forza, di inserire tra i soggetti beneficiari le attività di ristorazione connesse alle aziende agricole (codice Ateco 56.10.12), in virtù dell’effettivo lavoro svolto dagli agriturismi nel promuovere sapori e saperi locali soprattutto nelle aree rurali, oggi meta sempre più ambita dai turisti anche stranieri.
Nel 2022, primo anno di applicazione del suddetto Decreto, fu apportata tale correzione su richiesta di Agriturist, sicché molti agriturismi riuscirono a presentare con successo le domande di agevolazione: nel 2023 la richiesta rimase inascoltata. E nel 2024?

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In copertina, un agriturismo a San Vito al Tagliamento nel Pordenonese.

Confagricoltura, l’ulivo in Fvg tra teoria e pratica domani all’Agrario di Cividale

“Olivicoltura Fvg dalla teoria… alla pratica”, è il tema dell’incontro tecnico organizzato da Confagricoltura Fvg per domani, 27 marzo, alle ore 10, nell’auditorium dell’Istituto Statale di Istruzione Superiore “Paolino d’Aquileia”, a Cividale del Friuli. L’appuntamento è a partecipazione gratuita e aperto a tutti (aziende e studenti compresi).
Nel 2023, l’Ersa ha registrato una superficie di 300 ettari coltivata a ulivi in tutto il Friuli Venezia Giulia, con un incremento del 5,6% rispetto all’anno precedente. Quello dell’olio d’oliva è un comparto in crescita, con una molitura annuale di olive che ha superato le 1.000 tonnellate. E sarà proprio un tecnico dell’Ersa, Gianluca Gori, ad aprire i dialoghi della mattinata facendo il punto su: “Fitopatie dell’olivo in Friuli Vg”. A seguire, Andrea Cazzaniga, di Netafim, parlerà di: “Irrigazione di precisione nell’olivo”, mentre Michele Mestroni, del Coordinamento Giovani di Confagricoltura, approfondirà le tematiche relative all’utilizzo delle tecnologie di precisione nell’uliveto. Il pomeriggio, alle 14, Gianluca Gori e Marco Stocco, dell’Ersa, guideranno una dimostrazione pratica della corretta potatura dell’olivo.
Nella distribuzione territoriale della coltivazione dell’ulivo, la superficie maggiore si trova in provincia di Udine (171 ettari; +4,9%), seguono Pordenone (51 ettari; +10,9%), Trieste (45 ettari; +2,3%) e Gorizia (33 ettari; +6,5%). Le varietà maggiormente prodotte sono la Bianchera, che rappresenta il 30% (originaria della località di San Dorligo della Valle) e poi le varietà Frantoio, Maurino, Pendolino e Leccino, che costituiscono il restante 70% e concorrono alla produzione dell’olio Evo Dop “Tergeste”.

Per info e prenotazioni:
telefono 0432.507013
friulivg@confcooperative.it

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In copertina, un uliveto nella zona dei Colli orientali del Friuli.

Aziende agrituristiche e gestione della privacy: domattina un webinar organizzato da Confagricoltura Fvg

“La gestione della privacy nell’azienda agrituristica” è il tema di un approfondimento proposto dalla Sezione Regionale di Prodotto Agriturismi di Confagricoltura Fvg. L’evento formativo, con partecipazione gratuita, si svolgerà online, a partire dalle ore 11 di domani 8 febbraio.
Sarà possibile ascoltare i contributi di Augusto Congionti, presidente nazionale di Agriturist; Francesca Tascone, direttrice Area Affari Legali di Confagricoltura; Immacolata Grieco e Maria Palmieri, dell’Ufficio Affari Legali di Confagricoltura.
All’appuntamento telematico, previa iscrizione (friulivg@confagricoltura.it), si potrà partecipare accedendo al collegamento Webinar: Normativa privacy e videosorveglianza agriturismi. Alla fine dell’incontro i relatori saranno a disposizione dei partecipanti per rispondere a eventuali domande.
In Friuli Venezia Giulia sono attivi 711 agriturismi con 65.800 posti a sedere e quasi 12 mila posti letto, collocando la nostra regione al sesto posto in Italia per densità di strutture con 9 aziende ogni 100 kmq.

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In copertina, il gradevole interno di un agriturismo in Friuli Venezia Giulia.

Laboratori d’avanguardia al Cefap di Codroipo con simulatori che garantiscono una preparazione professionale in totale sicurezza

«L’agricoltura è uno dei settori più dinamici e in continua innovazione. La formazione è fondamentale soprattutto per garantire sicurezza sul lavoro e competitività alle aziende. Gli operatori che devono entrare in questo mondo del lavoro hanno la necessità di essere formati sulle nuove tecnologie e sui nuovi macchinari e questo può avvenire solo se i centri di formazione hanno le dotazioni più aggiornate. Quella inaugurata al Cefap è all’avanguardia». L’ha sottolineato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, che ieri a Codroipo è intervenuto all’inaugurazione dei nuovi laboratori del Centro per l’educazione e la formazione agricola permanente.

Il taglio del nastro inaugurale.


Sono stati due allievi a tagliare il nastro inaugurale dei nuovi Laboratori alla presenza di numerose autorità. Il Laboratorio didattico “Agricoltura 4.0” è stato dotato di due nuove strumenti: un simulatore per la guida del trattore e dell’harvester forestale (abbattitore di alberi); una serie di attrezzature per il machine learning con specificità per l’utilizzo di macchinari agricoli con sistema Isobus. In questo modo i ragazzi possono fare pratica di guida in contesti simulati di situazioni specifiche, in completa sicurezza. Oltre a questo, sono state attivate sette stazioni di macchine digitali per l’apprendimento che gestiscono i processi produttivi attraverso un software che riproduce le funzioni delle seminatrici, irroratrici e spandiconcime. Il Laboratorio per le lavorazioni alimentari, invece, è stato implementato con un mini-caseificio e un banco multifunzionale da “Industria 4.0”. Aggiungendo anche il rinnovo di due aule computer e l’acquisto di alcune lavagne-monitor interattive, i fondi utilizzati, provenienti dal Fondo Sociale Europeo e veicolati dall’assessorato regionale al Lavoro, Formazione, Istruzione e Famiglia, ammontano a complessivi 385mila euro.
«Il Centro è una scuola di formazione che si evolve e sta al passo coi tempi – ha spiegato il presidente del Cefap, Sergio Vello -. Il simulatore è finalizzato a favorire la formazione dei ragazzi, anche minorenni, all’utilizzo di trattori, mietitrebbie e harvester forestale. Ciò consente di poter effettuare la pratica di guida anche in situazioni lavorative con simulazioni di lavorazioni specifiche, favorendo l’accumulo di ore di pratica in totale sicurezza, nel rispetto dell’ambiente, senza la necessità di dover effettuare attività esterne. Le 7 stazioni di machine learning sono utili alla formazione mediante la dimostrazione pratica di azioni operative con l’utilizzo della digitalizzazione dei processi lavorativi e dei dati acquisiti per la gestione delle attività aziendali e la razionalizzazione dei processi produttivi grazie all’utilizzo di un software che riproduce le funzioni delle seminatrici, irroratrici e spandiconcime. I macchinari da “industria 4.0”, infine – conclude Vello -, hanno una grande importanza didattica per migliorare la qualità e la sicurezza alimentare della trasformazione e conservazione del latte, della frutta e della verdura».

L’intervento dell’assessore Zannier.


Nel Cda del Cefap siedono i rappresentanti di Confagricoltura Fvg, Cia Fvg-Agricoltori Italiani e Coldiretti Fvg, oltre a quelli dell’Enaip Fvg. Diretto da Massimo Marino, capofila del Polo Formativo Agroalimentare e del Polo Formativo Sviluppo Rurale, unico Centro formativo interamente dedicato al settore agricolo e agroalimentare, in regione e in Italia, dispone di 28 dipendenti e alcune decine di collaboratori esterni, impegnati nell’attività formativa che, nel 2023, ha organizzato ben 417 corsi, interessando 5.796 corsisti per 22.736 ore complessive di lezione.

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In copertina,  un allievo si esercita in piena sicurezza all’harverster forestale.

Previsioni positive per i suini Fvg sebbene i capi allevati siano calati e ci sia l’incertezza sui prezzi al consumo

«Sulla carta il 2024 potrebbe rivelarsi un anno positivo per la suinicoltura del Friuli Venezia Giulia, anche se non mancano le incognite, a partire dalla diffusione della Peste suina africana. Un altro elemento di incertezza è legato ai consumi, in quanto i prosciutti crudi sono stati messi a stagionare con costi di acquisto delle cosce particolarmente elevati: a quali prezzi dovranno essere posti in vendita per garantire marginalità? E il consumatore acquisterà?», sono le previsioni e i dubbi di David Pontello, suinicoltore e responsabile della Sezione zootecnica di Confagricoltura Fvg.

David Pontello


Uno scenario che potrebbe avere delle ripercussioni sul mercato del vivo che, però, per Pontello sono poco giustificate. «L’offerta di suini disponibili continua a essere scarso e il prezzo di mercato che viene espresso da agosto a questa parte non è veramente il frutto di domanda e offerta, ma è più una scelta politica. Si tenga conto, inoltre, che le difficoltà degli anni passati e le nuove complessità burocratiche e normative hanno spinto molti allevatori a chiudere. In Friuli Venezia Giulia, a esempio, i capi allevati nel 2023 sono stati poco più di 224 mila, a fronte dei quasi 268 mila dell’anno precedente, con una riduzione di quasi il 9%».
Anche gli equilibri internazionali potrebbero influire sui fattori produttivi, a partire dai prezzi di cereali e semi oleosi (soia). Sullo sfondo, altri elementi di incertezza. «Abbiamo difficoltà – conclude Pontello – a reperire manodopera specializzata, con la conseguenza che le scrofaie fanno fatica a sopravvivere e gli investimenti nel settore sono fermi per le incertezze delle normative legate al benessere animale e la spada di Damocle della legislazione sulle emissioni in atmosfera, in cui per ora gli allevamenti di suini sono il capro espiatorio in luogo del comparto bovino. Tutti fattori di insicurezza sul futuro».

Crescita continua per gli agriturismi Fvg. Thurn Valsassina (Confagricoltura): vacanze molto attrattive e creano valore

Il 2022, secondo l’Istat, conferma la crescita degli agriturismi del Friuli Venezia Giulia. Infatti, il loro numero è passato dai 703 del 2021 agli attuali 711, con un +1,1%. Complessivamente, le nuove aperture sono state 28, mentre le cessazioni 20, con un saldo positivo di 8 unità. L’ospitalità agrituristica regionale, oggi, offre 65.800 posti a sedere e quasi 12 mila posti letto. Collocando il Fvg al sesto posto tra le regioni italiane per densità di strutture con 9 aziende ogni 100 kmq. Tra i 20 Comuni italiani scelti dall’Istat come “polo agrituristico regionale” sulla base di sei diversi indicatori, Cividale si colloca al terzo posto.

Philip Thurn Valsassina


«L’ampliamento dell’offerta economica, con l’integrazione tra i tradizionali servizi di ristorazione, alloggio e degustazione con altre attività come, ad esempio, le fattorie didattiche, è uno degli aspetti più significativi della “metamorfosi” di successo in atto nel settore – sottolinea Philip Thurn Valsassina, presidente di Confagricoltura Fvg -. L’aumento delle strutture multifunzionali mette in evidenza la sempre più forte connessione tra il settore agrituristico e quello del vasto e variegato “mondo” dei prodotti di qualità: due settori, questi, che contribuiscono al successo del Made in Italy e mantengono attrattivi i nostri territori rurali, anche quelli “periferici”».
Il valore corrente della produzione agrituristica italiana supera 1,5 miliardi di euro (+32,5% nel Nord Est), che contribuisce per il 4,4% alla formazione del valore economico dell’intero settore agricolo, sul quale gli agriturismi incidono per poco più del 2,3%. Il report dell’Istat segnala un numero di vacanzieri in agriturismo che supera l’anno pre-pandemia e il ritorno di turisti stranieri. Nel 2022 gli arrivi nelle strutture agrituristiche hanno superato i 4 milioni registrando, quindi, un forte recupero non solo rispetto al 2021 (+41% nel Nord Est), ma anche rispetto al 2019 (+8,5%), l’anno pre-pandemia.
Dal confronto con l’anno precedente gli agrituristi italiani aumentano dell’11,5% e quelli stranieri oltre il 73%. Complessivamente, le aziende agrituristiche del Centro e del Nord Est ospitano il 73% degli agrituristi (rispettivamente il 40,3% e il 32,9%). Il rapporto tra agrituristi italiani e stranieri è 11 a 10 (era di 17 a 10 lo scorso anno). La durata media della permanenza nelle strutture è di 4,6 giorni per gli stranieri e 3,1 giorni per gli italiani.

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In copertina, ecco un nuovo agriturismo aperto di recente sulle colline friulane.