Orzo e frumento in Fvg, indicazioni per la semina dei cereali vernini: giovedì incontro con Confagricoltura a Basiliano

“Orzo e frumento: prove e indicazioni per la prossima campagna” è il titolo dell’incontro tecnico in programma giovedì 23 ottobre, alle ore 15, al Consorzio Agrario di Basiliano. La giornata di approfondimento, promossa da Confagricoltura Fvg, in collaborazione con Agrisoluzioni, Ersa, Cifo e la Regione Fvg, rientra nell’ambito del programma Sissar 2025 (Misura sezione B) finanziato dall’Amministrazione regionale Fvg. Durante l’incontro verranno illustrati i risultati delle sperimentazioni condotte nel 2024 su orzo e frumento in campi prova del Friuli Venezia Giulia; dati che saranno oggetto delle successive valutazioni agronomiche relativamente alle prossime semine per la campagna cerealicola 2025-2026.


In Friuli Venezia Giulia, le coltivazioni di cereali invernali sono di primaria importanza: il frumento tenero copre circa 18 mila ettari e l’orzo oltre 16 mila. Queste colture autunno-vernine sfruttano la fertilità residua nel terreno dopo il mais e rappresentano una valida alternativa alle classiche monosuccessioni a granturco o soia nel piano di rotazione agraria. Il convegno, quindi, fornirà un’occasione preziosa per gli imprenditori agricoli di aggiornarsi sui dati di campo. Saranno affrontati temi quali: il confronto varietale, le tecniche colturali (dalla semina alla concimazione), le pratiche di difesa fitosanitaria, in modo da orientarsi al meglio per la prossima campagna di semine.
Tra i relatori previsti, moderati da Alberto Vendrame, presidente di Anga Fvg, figurano esperti del settore scientifico e tecnico. Maurizio Martinuzzi, ricercatore dell’Ersa, specializzato in cerealicoltura e biodiversità del suolo, presenterà i risultati regionali sulle prove di orzo, frumento e triticale. Successivamente, interverrà Attilio Quartucci, amministratore delegato di Cereal Factory srl, che parlerà dell’orzo da consumo umano, una potenziale nuova frontiera produttiva per la nostra regione. A chiudere, Gianandrea Ettorre, dell’ufficio tecnico Cifo, che tratterà il tema della semina e dei diserbi in pre-emergenza.
L’incontro fa parte dell’attività formativa valida per gli iscritti all’Albo dei Periti agrari e all’Ordine dei dottori Agronomi e Forestali del Fvg. La partecipazione è gratuita, ma è richiesta la prenotazione obbligatoria telefonando allo 0432.507013, o inviando un messaggio su Whatsapp sempre allo stesso numero, o tramite e-mail: assistenzatecnicafvg@confagricoltura.it

—^—

In copertina e all’interno coltivazioni di cereali vernici (orzo e frumento) nelle campagne del Friuli Venezia Giulia.

Confagricoltura Fvg apre alle Comunità energetiche rinnovabili: martedì un webinar per approfondire per le tematiche ambientali ed economiche

Da sempre impegnata nella crescita e nello sviluppo delle aziende agricole, Confagricoltura Fvg punta sull’innovazione per rafforzare la sostenibilità ambientale ed economica del settore primario. In quest’ottica nasce ConfagriCER, un progetto che si aggiunge alle 30 già attive in regione, che utilizza le opportunità offerte dalla normativa sulle Comunità energetiche rinnovabili (Cer) e che si configura come una cooperativa aperta alle imprese agricole associate. Se ne parlerà nel webinar organizzato da Confagricoltura Fvg e Agrisoluzioni srl, in collaborazione con l’Ordine degli Agronomi e Forestali Fvg e con il Collegio dei Periti Agrari Fvg, nell’ambito dell’assistenza specialistica Sissar, martedì 14 ottobre, alle ore 16. Sono previsti gli interventi di Nicolò Panciera di Zoppola Gambara, presidente di Confagricoltura Fvg; Roberta Papili, responsabile Clima Energia di Confagricoltura, e l’esperto Marco Pezzaglia.
ConfagriCER ha l’obiettivo di promuovere la condivisione di energia tra le aziende agricole, incentivando l’autoconsumo diffuso e favorendo la sostenibilità economica e ambientale. Le imprese aderenti potranno condividere l’energia rinnovabile generata da nuovi impianti per il consumo locale, con possibilità di venderla. La cooperativa si pone, quindi, come uno strumento per ottimizzare le risorse e ridurre i costi energetici aziendali, contribuendo attivamente alla transizione ecologica del settore. Gli interessati possono partecipare inviando una mail a: assistenzatecnicafvg@confagricoltura.it o telefonando allo 0432.507013.

—^—

In copertina, pannelli energetici in un’azienda agricola friulana.

Canapa industriale, tremila imprese con 30 mila occupati e gettito di 150 milioni. Anche Confagricoltura Fvg al Ministero dell’Interno: va chiarito il Dl Sicurezza

Confagricoltura ha assunto un’iniziativa ufficiale volta ad affrontare la grave emergenza normativa che sta interessando la filiera della canapa industriale, un comparto che coinvolge oltre 3 mila imprese agricole e manifatturiere. L’associazione imprenditoriale esprime forte preoccupazione per le conseguenze applicative dell’articolo 18 del recente Decreto-legge “Sicurezza” che introduce il divieto di tutte le attività legate ai fiori di canapa, senza distinguere tra usi leciti e illeciti. Sebbene l’obiettivo fosse quello di tutelare la sicurezza o l’incolumità pubblica o la sicurezza stradale, ha generato una confusione paralizzante, che estende il rischio di divieto alla maggior parte delle filiere produttive, crea sovrapposizioni deleterie con il Testo Unico Stupefacenti e compromette la capacità di gestione delle aziende che operano sulla canapa industriale.
Per tutelare la piena liceità delle attività e fornire la necessaria sicurezza giuridica agli operatori, Confagricoltura, rivolgendosi al Ministero dell’Interno, ha chiesto con urgenza l’adozione di un Atto di Interpretazione Autentica, per confermare in modo inequivocabile la legittimità delle produzioni e dichiararne l’estraneità dal regime autorizzatorio e sanzionatorio. Contestualmente, l’organizzazione ha sollecitato il Governo a rafforzare e standardizzare i controlli per offrire un’operatività giuridica certa nella gestione, agli attori del settore.
«Ad ogni nostra richiesta abbiamo avuto rassicurazione che il Dl “Sicurezza” non vuole criminalizzare la coltivazione e la filiera agroindustriale della canapa – segnala Nicolò Panciera di Zoppola Gambara, presidente di Confagricoltura Fvg –, in quanto non vieta, né limita la produzione della Cannabis Sativa L. Non possiamo pensare di distruggere un comparto che occupa 30 mila lavoratori e ha un gettito fiscale pari a 150 milioni di euro l’anno. Molte di queste imprese sono condotte da giovani che producono alimenti e cosmetici; semilavorati per forniture alle industrie e alle attività artigianali di diversi settori, compreso quello energetico; materiale organico destinato ai lavori di bioingegneria o prodotti utili per la bioedilizia e molto altro. Come Confagricoltura chiediamo chiarezza in tempi rapidi, diversamente rischieremo di vanificare gli sforzi degli imprenditori e di creare un divario con il resto dell’Europa», è la chiusura allarmata del presidente.

—^—

In copertina, i caratteristici fiori di Cannabis Sativa la canapa industriale.

Gravissimi danni per il maltempo alle colture di Medea e dintorni: devastati i vigneti pronti per la vendemmia. Appello alla Regione Fvg: tagli i canoni irrigui

«Il maltempo che si è abbattuto sull’area di Medea, martedì sera, è stato devastante», sono le parole di Philip Thurn Valsassina, imprenditore agricolo, presidente di Confagricoltura Udine e vicepresidente di Confagricoltura Fvg. «Una violenta grandinata e vento forte hanno defogliato le viti e danneggiato pesantemente i grappoli nel momento della vendemmia. Lo stesso è successo con i kiwi, la soia e il sorgo creando danni diretti alle aziende, ma anche alle filiere dei singoli prodotti. Molti alberi sono stati divelti compresi i cipressi centenari del cimitero di Medea. Danni rilevanti per molte imprese agricole che si trovano con il raccolto azzerato dopo un anno di duro lavoro. Proprio per questo Confagricoltura Fvg chiede un intervento della Regione che possa, almeno in parte, alleviare i costi di gestione quali, a esempio, il canone irriguo», prosegue il presidente.


Oltre a Medea, l’area colpita ha interessato anche parte dei Comuni di Chiopris Viscone, San Giovanni al Natisone, Mariano del Friuli e Gradisca d’Isonzo. «Stimo che siano stati danneggiati in maniera significativa oltre 1.000 ettari di terreni agricoli in 500 dei quali si è registrata la perdita totale dei raccolti. Nei vigneti si è provato a raccogliere immediatamente le uve danneggiate per recuperare almeno parzialmente i grappoli ed evitare le cattive fermentazioni degli acini, ma le altre produzioni sono da considerarsi irrecuperabili. Nella mia azienda di Medea quest’anno, grazie alla piovosità, non c’è stata la necessità di ricorrere all’irrigazione. L’intervento della Regione che chiediamo, come Confagricoltura Fvg, anche alla luce dello scopo mutualistico del Consorzio di Bonifica, è quello di poter intervenire sui canoni di irrigazione. In questo modo, pur avendo un raccolto pari allo zero, si potrebbero almeno contenere le spese di produzione», conclude Thurn Valsassina.

Philip Thurn Valsassina

—^—

In copertina, gli effetti della devastante grandinata a Medea su viti e soia.

Api-Confagricoltura Fvg: ancora un’estate all’insegna del pesce estero, ma la nostra trota affumicata è un’eccellenza applaudita anche a Friuli Doc

«Il 75% del pesce che acquistiamo in Italia è importato, per un valore di 4 miliardi di euro – spiega Andrea Fabris, direttore dell’Associazione Piscicoltori Italiani – Api (aderente a Confagricoltura), tirando le somme sui consumi ittici dell’estate che sta per terminare -. Dunque, c’è ampia possibilità di crescita per il settore e per gli operatori visto che, tra l’altro, gli italiani sono i maggiori consumatori di pesce d’Europa. Proprio per promuovere ulteriormente la trota affumicata friulana, che non ha nulla da invidiare al più “famoso” salmone, assieme a Confagricoltura Fvg, nei giorni di Friuli Doc abbiamo proposto una serie di degustazioni guidate, tutte sold out. La trota affumicata friulana è un’eccellenza del nostro territorio ed è un prodotto dall’elevato valore nutrizionale. Tra l’altro – prosegue Fabris – non scordiamoci che il Friuli Venezia Giulia è il primo produttore italiano di trote (complessivamente sono circa 30 mila le tonnellate allevate annualmente nel nostro Paese), grazie alle sue acque pulite, a imprenditori preparati e al saper stare a tavola dei friulani».
Fabris, perciò, invita i consumatori a prestare sempre la massima attenzione alla provenienza del prodotto: «Non solo leggendo le etichette, come già molti fanno, ma quando mancano, è il caso dei servizi al ristorante, bisogna chiedere la provenienza del pesce in menu e scegliere, quando possibile, i prodotti locali. Noi con la troticoltura – conclude Fabris – coltiviamo l’acqua, siamo i contadini dell’acqua e, quindi, ci teniamo a portare sulle nostre tavole e quelle di tutti i consumatori un prodotto di elevata qualità».

—^—

In copertina, un allevamento di trote in Friuli Venezia Giulia; all’interno, una degustazione del pregiato pesce d’acqua dolce prodotto in regione.

Confagricoltura Fvg torna a Friuli Doc con degustazioni, cultura e inclusione: tutte le proposte in programma a Udine

Saranno ancora i magnifici Giardini del Torso a ospitare Confagricoltura Fvg in occasione della edizione di Friuli Doc 2025. «La passata esperienza ci ha convinto a ripresentarci in questo luogo magico di Udine a cui, per molti di noi, sono legati importanti ricordi dell’infanzia. È sicuramente un palcoscenico importante per una manifestazione come Friuli Doc, vera vetrina delle eccellenze della nostra regione – afferma Nicolò Panciera di Zoppola Gambara, neopresidente regionale di Confagricoltura -. Chi parteciperà alle nostre degustazioni potrà conoscere di persona i produttori, le loro storie, l’impegno quotidiano necessario per poter garantire qualità e tracciabilità dei prodotti. Come lo scorso anno, tutte le degustazioni saranno gratuite grazie ai nostri imprenditori agricoli che credono veramente in questo momento di promozione dei propri prodotti e del territorio».

Eventi e degustazioni – Ai Giardini del Torso Confagricoltura Fvg proporrà diverse degustazioni con tema il vino ma anche: amari, pesce, prosciutto di San Daniele Dop, Montasio Dop, olio evo, vermouth, miele, caffè, salse balsamiche, salumi e birra. Degustazioni a cui si affiancheranno momenti musicali, con balli caraibici, il concerto della scuola Manzoni, l’inconfondibile voce di Debora Valvason; di inclusione attiva, con la presenza dei ragazzi dell’Anffas che prepareranno dei finger food e dell’Andos, madrina della degustazione in rosa e di cultura, con la passeggiata di sabato 13 settembre alla scoperta degli angoli nascosti di Udine che parlano di libri. Un programma ricco che vedrà il primo appuntamento programmato per venerdì 12 settembre, alle ore 11, con un viaggio verticale con quel vino che, una volta, veniva chiamato Tocai. Il Friulano farà da apripista alla successiva degustazione, prevista per le 12.30, con protagonista la trota friulana che, grazie alla collaborazione con l’Api, verrà presentata al pubblico specificando le molteplici qualità organolettiche e la salubrità. Un chiaro invito ai consumatori nel riservare una maggiore attenzione a questo pesce locale che, a detta di Confagricoltura e Api, dovrebbe essere maggiormente presente anche nelle mense scolastiche. L’olio e ancora la trota saranno i protagonisti delle due successive degustazioni che condurranno gli ospiti al finale con vino, vermuth e prosciutto di San Daniele Dop. Sabato 13 inizierà con un dolce risveglio a base di caffè e miele, energie giuste per intraprendere, alle ore 9.30, la camminata tra le righe: Udine tra libri e legature. I meno mattinieri potranno invece partecipare, alle 10.30, all’abbinamento della salsa balsamica con il Montasio Dop in attesa, alle 12.00, dei vini bianchi degustati con i salumi. Un’attenzione particolare verrà riservata ai celiaci che, alle 16.00, potranno conoscere e assaporare la birra “cent par cent furlane” gluten free. Birra che lascerà il posto alle note musicali dei talenti in erba dell’orchestra della scuola Manzoni. La serata di sabato vedrà poi la sua conclusione con l’eleganza dei vini bianchi e il carattere dei rossi a braccetto con la trota, ore 19.30, e con l’amaro in bocca, ore 21.00, con la degustazione di amari tradizionali e botanici. Alle ore 8.30, la domenica 14 porterà un risveglio naturale con il metodo Feldenkrais, ginnastica dolce adatta a tutte le età. Il brindisi conclusivo sarà invece alle 11 con l’aperitivo solidale dove, sua eccellenza il vino friulano, incontrerà i ragazzi dell’Anffas che delizieranno i presenti con dei finger food preparati dalle loro sapienti mani. Tutte le degustazioni sono gratuite con prenotazione obbligatoria contattando confagricolturafvg@gmail.com o telefonando al 0432 507013 mentre l’intero programma è visibile sul sito www.confagricolturafvg.it o sulle pagine istagram e facebook.

Nicolò Panciera di Zoppola Gambara

Produttori e consumatori – «L’impegno e la presenza di quasi una trentina di imprese agricole, la collaborazione di Api, Asprom, Consorzio del Montasio Dop e del prosciutto di San Daniele Dop ci permettono di presentare agli ospiti quei prodotti, eccellenze del nostro territorio, imparando a degustarli al meglio, comprendendone il lavoro che ci sta dietro. Mi piace sottolineare come Friuli Doc debba essere un momento di conoscenza fra produttore e consumatore invitando quest’ultimo a visitare le imprese sul territorio per rendersi conto, con mano, dell’impegno e dell’attenzione quotidiana dei nostri produttori – conclude Panciera di Zoppola Gambara -. La presenza poi dei ragazzi dell’Anffas dimostra l’inclusività del mondo agricolo come le donne dell’Andos sono un chiaro segnale dell’importanza e del carattere dell’universo femminile che, al nostro interno, ritroviamo in Confagricoltura Donna».

—^—

In copertina e all’interno due immagini della partecipazione di Confagricoltura Fvg a Friuli Doc 2024 a Udine.

Confagricoltura Fvg, Panciera di Zoppola è il nuovo presidente (succede a Thurn Valsassina) e guiderà una fase che è molto delicata per il primario regionale

Cambio di guida per Confagricoltura Friuli Venezia Giulia. Il consiglio direttivo, infatti, ha eletto Nicolò Panciera di Zoppola Gambara quale nuovo presidente regionale dell’organizzazione per il triennio 2025-2028. L’imprenditore agricolo, classe 1976, succede a Philip Thurn Valsassina. Sposato, padre di due figli e residente a Zoppola, in provincia di Pordenone, Panciera è un imprenditore agricolo professionale, titolare di un’azienda di circa 200 ettari con coltivazioni a seminativi e frutticoltura specializzata in noci e nocciole.

Gestire il cambiamento – Nel suo intervento di insediamento, il neopresidente ha voluto tracciare una visione ampia e concreta del ruolo che l’organizzazione dovrà avere nei prossimi anni: «L’agricoltura sta affrontando una stagione di grande cambiamento. È nostro compito accompagnare le imprese in questo passaggio, rafforzando il sostegno a livello regionale e nazionale. Dobbiamo lavorare per una Politica agricola comune più vicina alle reali esigenze degli agricoltori, sostenendo le ragioni di un’agricoltura professionale che non può, sicuramente, accettare una riduzione delle risorse e un aumento degli obblighi. Servono strumenti semplici e accessibili per gestire la transizione digitale, che non deve diventare un ostacolo ma un’opportunità per aumentare l’efficienza e la sostenibilità delle aziende. Così come è necessario mantenere alta l’attenzione su normative ambientali che spesso si dimostrano troppo lontane dalla realtà dei campi. Infine – ha concluso Panciera di Zoppola Gambara -, non possiamo dimenticare il tema della sicurezza sul lavoro: un valore fondamentale che va coltivato con formazione, prevenzione e cultura. Come presidente, lavorerò affinché Confagricoltura Fvg continui a essere un punto di riferimento per le aziende e un interlocutore riconosciuto per le Istituzioni».

I saluti di Thurn Valsassina – Parole che raccolgono il testimone da Thurn Valsassina il quale saluta l’organizzazione regionale tracciando un bilancio del lavoro svolto: «Lascio la presidenza con la consapevolezza di aver portato a termine tutti gli obiettivi che ci eravamo dati tre anni fa. Abbiamo lavorato per una rappresentanza più solida, abbiamo istituito Confagricoltura Donna Fvg e il coordinamento dei giovani di Confagricoltura Fvg; abbiamo rafforzato la comunicazione con un sito rinnovato e una presenza costante sui social network. Ma, soprattutto, ci siamo impegnati per essere quotidianamente vicini alle imprese, ascoltarne le necessità e le difficoltà rappresentandole con competenza nelle sedi istituzionalmente previste. Ringrazio tutti i collaboratori, i dirigenti e gli imprenditori che hanno condiviso questo percorso. A Nicolò va il mio augurio più sincero», è la chiosa finale di Thurn Valsassina.

—^—

In copertina, il nuovo presidente di Confagricoltura Fvg Nicolò Panciera di Zoppola Gambara.

Confagricoltura, ora nasce Anga Fvg la sezione regionale dei giovani: alla loro guida l’imprenditore Alberto Vendrame

In occasione dell’assemblea di Confagricoltura Fvg, riunitasi a Cervignano alla presenza del direttore generale Roberto Caponi e del vicepresidente di Confagricoltura Emo Capodilista, è stata ufficialmente costituita la Sezione Interprovinciale dei Giovani di Confagricoltura – Anga, che unisce le province di Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste. Ad aprire i lavori organizzativi è stato Fabio d’Attimis-Maniago Marchiò, che ha ringraziato gli intervenuti per il contributo dato alla nascita della nuova Sezione e ha tracciato tre direttrici strategiche per il futuro: rafforzare il dialogo con l’Anga nazionale, la Federazione e le Unioni provinciali, per rappresentare con efficacia le esigenze dei giovani imprenditori agricoli, e contribuire al dibattito sui temi di settore; favorire l’interazione con le istituzioni regionali, politiche e tecniche, per portare avanti le istanze del territorio e stimolare politiche agricole vicine ai giovani; promuovere la crescita della Sezione, sia in termini numerici che qualitativi, attraverso attività di coinvolgimento, formazione e rappresentanza.

Philip Thurn Valsassina


Nel corso dell’incontro è stato nominato il consiglio della Sezione Interprovinciale. Alla presidenza è stato designato Alberto Vendrame, trentenne con una laurea magistrale in Scienze e Tecnologie agrarie, impegnato nell’azienda cerealicola familiare di Codroipo. Nella gestione della neonata Associazione, sarà coadiuvato dai vicepresidenti Maurizio Polesello e Simone Bucovaz. Completano il direttivo Sara Barnecich, Fabio d’Attimis Maniago Marchiò e Alessandro Ramonda.
«Un ringraziamento va sicuramente al lavoro fatto da Fabio in questi mesi e a tutti i giovani imprenditori che hanno contribuito alla nascita dell’associazione – ha esordito il neopresidente Vendrame -. Con questa nuova realtà associativa i giovani di Confagricoltura del Friuli Venezia Giulia vogliamo rafforzare il loro ruolo all’interno dell’Organizzazione, ponendo le basi per un’azione più incisiva a sostegno dell’imprenditoria agricola giovanile». «Il coinvolgimento attivo dei giovani in Confagricoltura – gli ha fatto eco il presidente regionale Philip Thurn Valsassina – è un investimento concreto nel futuro del settore. Alcuni di loro sono già presenti nei consigli direttivi provinciali e l’obiettivo concreto è formare i dirigenti di domani, stimolare il ricambio generazionale, sostenere l’innovazione e costruire una rete di imprenditori capaci di affrontare, con visione, le molte sfide dell’agricoltura del futuro».

—^—

In copertina, il neo-presidente dei giovani di Confagricoltura Fvg Alberto Vendrame.

Ecco Agriturismo in città, domani a Udine debuttano gli “aperitivi inclusivi” proposti da Confagricoltura Fvg

“Agriturismo in città” è un’iniziativa di Confagricoltura Fvg, sostenuta anche da Cciaa Pordenone-Udine e da Banca di Udine, che si terrà nel capoluogo friulano, per la prima volta, il 25, 26 e 27 giugno. Quest’anno, il tema sarà quello degli “aperitivi inclusivi” e avrà il suo svolgimento nella bella Corte Savorgnan, in collaborazione con il Diversamente Bistrot dell’Anffas.
Così, domani, a partire dalle ore 18, si potranno degustare olio e vino delle aziende Corte Tomasin di Castions di Strada e Giorgio Colutta di Manzano. Il giorno successivo, stessa ora, la degustazione prevede quattro vini delle aziende Vigne del Malina di Orzano e Arcania di Rive d’Arcano. Sempre alle ore 18.00 di venerdì, saranno messi in degustazione quattro vini delle aziende Obiz di Cervignano del Friuli e Cabert di Bertiolo.
«Per noi – sottolinea Dacia Cozzo, responsabile eventi di Confagricoltura Fvg -, si tratta di un primo piccolo passo da cui partire per un percorso di condivisione tra clienti-imprese agricole-Anffas oltre a essere un riconoscimento per tutta la struttura dell’Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo che, da qualche mese, ha aperto il Diversamente Bistrot nel centro storico di Udine unicamente con le proprie forze. Un momento conviviale reso possibile in primis dalla sensibilità delle nostre imprese che, fin da subito, si sono rese disponibili dimostrando come, anche con un aperitivo, si possa fare socialità e integrazione».
I vini e gli oli proposti saranno accompagnati da stuzzichini preparati e serviti proprio dai ragazzi dell’Anffas e raccontati dalla viva voce dei produttori. L’intero incasso delle tre serate (10 euro la quota di partecipazione richiesta a ogni singolo aperitivo) verrà devoluto proprio all’Anffas. Si consiglia la prenotazione telefonando al numero 0432.507013 oppure scrivendo all’indirizzo e-mail: confagricolturafvg@gmail.com

Confagricoltura Fvg: incertezza sui vasi per il florovivaismo dopo il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi

Il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi (PPWR), la cui entrata in vigore è prevista per l’estate del 2026, introduce importanti novità anche per il settore florovivaistico, in particolare in merito alla classificazione dei vasi per fiori e piante. Tuttavia, a oggi, permane una forte incertezza interpretativa: non è ancora chiaro, infatti, quali tipologie di vasi rientreranno nella definizione di “imballaggio” secondo la normativa. Questo crea notevoli difficoltà operative per i produttori agricoli e florovivaisti. In base alla normativa comunitaria non sono imballaggi «i vasi da fiori e piante, compresi vassoi per semi, utilizzati nel quadro di relazioni tra imprese nelle varie fasi di produzione oppure destinati a essere venduti con la pianta».

Philip Thurn Valsassina

«Come Confagricoltura Fvg non comprendiamo, quindi, le motivazioni che considerano il circuito B2B in modo così restrittivo dato che, se il vaso contenente la pianta/ fiore viene trasferito sul territorio nazionale da un’azienda orto-florovivaista al consumatore/utente finale, direttamente o attraverso un canale di distribuzione, è considerato un imballaggio, limitandone l’esclusione ai soli rapporti tra aziende florovivaistiche – dice il presidente regionale dell’organizzazione agricola, Philip Thurn Valsassina, che prosegue – : Il rapporto tra l’azienda florovivaistica e gli operatori della distribuzione è sempre e comunque un rapporto tra imprese. Ribadiamo pertanto che l’applicazione del contributo dovrebbe attivarsi nel momento di cessione all’utilizzatore finale, fermo restando che trattasi di imballaggi destinati esclusivamente al trasporto e alla commercializzazione, come dalla classificazione di imballaggio siano comunque “esclusi i vasi contenenti una pianta/fiore che assumono anche una funzione ornamentale e/o decorativa”; fermo restando che il vaso è destinato ad accompagnare la vita della pianta». Altra difficoltà sarebbe poi l’obbligo di etichettatura che, oltre all’aspetto contributivo, determina un adempimento non indifferente che ricadrebbe sul florovivaista il quale, al momento della cessione alla Gdo, si troverebbe a dover far fronte all’obbligo di etichettatura perché, in quel preciso momento, si configurerebbe come imballaggio. Non sarebbe pertanto il produttore del vaso, il soggetto tenuto a tale adempimento.
«Anche qui, come Confagricoltura Fvg, registriamo incertezze legate allo stabilire i criteri estetici idonei e la durata in cui il vaso deve rimanere con la pianta. Chi stabilirebbe tali criteri? Sarebbe un ulteriore onere e responsabilità del florovivaista? Ricordiamo che il Regolamento comunitario così come le precedenti e vigenti direttive, non fanno riferimento ad alcun parametro né di peso, né di spessore, né tantomeno riferibile a criteri estetici. Le 110 imprese florovivaistiche regionali che producono un fatturato di oltre 64 milioni di euro – conclude il presidente – hanno necessità di regole chiare e univoche, che permettano di lavorare nella massima tranquillità evitando inutili balzelli. È necessaria una posizione condivisa da sottoporre all’attenzione della Commissione europea, con l’auspicio che, quest’ultima, possa risolvere i dubbi interpretativi sulla natura dei vasi, definendo in modo inequivocabile i perimetri di ciò che è imballaggio da ciò che non lo è, da cui poi discendono competenze, responsabilità e coperture dei costi di gestione e raccolta di tali tipologie di materiali».