Dall’Abbazia di Rosazzo all’Africa col romanzo d’esordio di Maria Zamolo

E ora la “carta geografica” di Livio Felluga porta lontano, nell’Africa bruciata dal sole e dalla povertà. Anteprima nazionale, infatti, domani 9 settembre alle 18, all’Abbazia di Rosazzo, con “Il piccolo re di un uomo è il suo cuore”, edito da Rizzoli, della scrittrice friulana Maria Zamolo, per la rassegna “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, curata dalla giornalista Margherita Reguitti, moderatrice degli incontri, e da Elda Felluga. Si tratta del secondo incontro di questo nuovo ciclo autunnale.
Un viaggio dal Burundi a Udine a distanza di oltre 20 anni di due bambini, Giona e Jean, in fuga dalla povertà e dalla violenza. Maria Zamolo costruisce una trama di fantasia nella quale inserisce caratteri e avvenimenti autobiografici in una cornice di informazioni sulla cultura e sulle tradizioni del paese che si trova a sud dell’Equatore nel Continente nero, fra i più poveri al mondo. In Burundi infatti l’autrice, nata a Gemona dove anche vive, ha vissuto dal 1976 al 1979 accanto al marito, medico chirurgo volontario in ospedali gestiti da diverse onlus fra le quali Medici Senza Frontiere.
Un romanzo omaggio al consorte scomparso nel 2017, ma anche un dare voce ai temi dell’accettazione dell’altro e della disponibilità verso gli ultimi, dell’amore e della possibile rinascita. Un romanzo d’esordio che con scrittura schietta, curata, dal forte impatto evocativo presenta al lettore lussureggianti paesaggi, abbacinanti colori e intensi profumi.
L’incontro, inserito nella rassegna realizzata grazie alla Fondazione Abbazia di Rosazzo, azienda vitivinicola Livio Felluga, Vigne Museum associazione culturale e il Comune di Manzano, si svolgerà nel rispetto delle norme anti Covid-19. Obbligatori green pass e la prenotazione all’indirizzo fondazione@abbaziadirosazzo.it,fino a esaurimento dei posti disponibili.

—^—

In copertina, la scrittrice gemonese Maria Zamolo attesa a Rosazzo.

Giù il sipario sui Colloqui in Abbazia tra i vigneti dei colli di Rosazzo

(g.l.) In una bellissima e suggestiva cornice di rigogliosi vigneti, in quello che è uno dei “cru” più famosi dei Colli orientali del Friuli terra-custode di preziosi vitigni autoctoni, ultimo appuntamento oggi, 9 luglio, alle 18 all’Abbazia di Rosazzo della sezione primavera-estate della manifestazione culturale-letteraria “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, curata da Elda Felluga e Margherita Reguitti, moderatrice degli incontri.
Il viaggio alla scoperta della ricchezza e della bellezza del Belpaese sarà protagonista di questo appuntamento in cui “Arezzo. Una guida” (editore Odòs Libreria) sarà raccontata da Roberto Rossi e Cristina Cristofoli. Ospite dell’incontro, assieme agli autori, Elena Commessatti direttore editoriale della collana Incentro. Sarà un’avventura con sorprese e colpi di scena nella città etrusca, fra ieri e oggi, patria, fra gli altri, di Francesco Petrarca e Giorgio Vasari e famosa per gli affreschi di Piero della Francesca.
La rassegna “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, dopo la pausa estiva, riprenderà in settembre con nuovi viaggi in compagnia di scrittori, giornalisti, viaggiatori che amano scoprire e far scoprire la bellezza della conoscenza. Il progetto culturale prosegue grazie alla sinergia fra la Fondazione Abbazia di Rosazzo e l’azienda Livio Felluga che dal 1956 ha come etichetta l’inconfondibile “carta geografica” a significare il forte legame fra il vino e il suo territorio di vocazione. Gli incontri si svolgono nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti Covid-19 con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti disponibili. La manifestazione è realizzata grazie alla Fondazione Abbazia di Rosazzo, Livio Felluga, il Comune di Manzano e l’associazione culturale Vigne Museum.

Informazioni sui siti:
www.abbaziadirosazzo.it e www.liviofelluga.it
Prenotazione obbligatoria: fondazione@abbaziadirosazzo.it

—^—

In copertina, una bella immagine dell’Abbazia di Rosazzo tra i vigneti colta dall’obiettivo di Luigi Vitale.

 

Ritornano tra i vigneti di Rosazzo i “Colloqui” nel ricordo di Livio Felluga

(g.l.) S’incrocia con la nuova edizione di Cantine Aperte, annunciata per il prossimo fine settimana, il ritorno dei Colloqui all’Abbazia di Rosazzo nel ricordo di Livio Felluga, l’indimenticabile “patriarca” del Vigneto Fvg, scomparso ultracentenario quasi cinque anni fa. Una salutare ventata di cultura in uno dei luoghi più suggestivi e carichi di storia del Friuli, in un momento che finalmente comincia a registrare il tanto atteso allentamento dell’emergenza sanitaria. Gli appuntamenti si snoderanno in un lungo e articolato percorso che andrà dal 28 maggio al 9 luglio, “sposando” appunto la cultura con i grandi vini di questo meraviglioso e inconfondibile angolo dei Colli orientali del Friuli, terra di tanti antichi vitigni autoctoni, alcuni dei quali fortunatamente recuperati rilanciandone la produzione. Con questo primo “assaggio” di ritorno alla normalità, riprendono dunque “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga” nella mistica e suggestiva Abbazia di Rosazzo, sopra Manzano, circondata dai vigneti storici sulle omonime colline. La rassegna d’autore, giunta alla quarta stagione, mantiene saldo il filo conduttore del viaggio fisico e ideale attraverso le narrazioni, le immagini, le conversazioni dei protagonisti siano essi scrittori, scienziati, giornalisti, storici o semplicemente uomini e donne le cui esperienze personali sono state parte della grande Storia.

La famosa “carta geografica”…

… e il primo libro della rassegna.

Il primo appuntamento, dei sei in programma, si svolgerà venerdì prossimo con l’anteprima nazionale del libro “Una notte in fondo al cielo. Un artista in fuga”, romanzo postumo della pittrice e docente friulana Dora Bassi (1921-2007) edito da Braitan. Un libro che è creazione narrativa nella quale ben si inseriscono lezioni e riflessioni su cosa significhi essere artista. Gemme di pensieri espresse con lo stile lieve e mai banale di Dora Bassi, donna di grande personalità e generosità. Di come il libro sia stato dato alle stampe a distanza di anni dalla scomparsa dell’autrice parlerà l’editore e amico Hans Kitzmüller. La copertina del libro è impreziosita dall’immagine di Luigi Vitale e dal ritratto di Danilo De Marco.
Tre gli appuntamenti in giugno: giovedì 10 sarà un viaggio di spettacolo e cultura con “Lelio Luttazzi e la settima arte. Musicista, attore e regista” di Nadia Pastorcich edito da Mgs Press. Ospiti, assieme all’autrice, la moglie Rossana Luttazzi e l’editore triestino Carlo Giovanella.
Venerdì 18 si viaggerà, invece, nella storia con “Da Tirana a Linz. La testimonianza inedita di Igino Di Giusto, internato militare italiano” a cura di Davide Zoratti con ospite monsignor Sergio Di Giusto, figlio del protagonista e direttore della Fondazione Abbazia di Rosazzo.
Giovedì 24 il giornalista scrittore Pietro Spirito, autore di “Gente di Trieste” (Laterza editore), proporrà un viaggio a piedi nell’arco di una metaforica giornata incontrando uomini e donne che dall’Ottocento a oggi hanno lasciato un segno importante come artisti, scienziati, eroi e imprenditori nella storia della città giuliana e oltre.
In luglio sono in programma gli ultimi due incontri in calendario. Venerdì 2 sarà protagonista la giornalista Rai e scrittrice Marina Lalovič, autrice di “La cicala di Belgrado” (edito da Bee). Un guida di passione e amore per la sua città natale, attraverso la storia recente della capitale della ex Repubblica di Jugoslavia. Infine, venerdì 9 si viaggerà alla scoperta delle bellezze del Paese con “Arezzo, una guida” di Roberto Rossi e Cristina Cristofoli, editore Odòs Libreria. Ospiti gli autori ed Elena Commessatti, direttore editoriale della collana Incentro.

Elda Felluga

La rassegna nasce e cresce grazie alla sinergia fra la Fondazione Abbazia di Rosazzo e l’azienda Livio Felluga che dal 1956 ha come etichetta l’inconfondibile “carta geografica” a significare il forte legame fra il vino e il suo territorio di vocazione.
Come per le passate edizioni, la rassegna è curata dalla giornalista Margherita Reguitti, moderatrice degli incontri, e da Elda Felluga, figlia del grande Livio e presidente del Movimento turismo del vino Fvg che sta, appunto, per riproporre Cantine Aperte, la grande festa degli enonauti. «Siamo felici – ha detto – di tornare a far incontrare il nostro pubblico e gli autori. Assieme proseguiremo questo bellissimo viaggio che è scambio di conoscenze e di emozioni».
Gli incontri, che si svolgeranno nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti Covid-19, inizieranno alle 18. Obbligatoria la prenotazione all’indirizzo fondazione@abbaziadirosazzo.it, fino a esaurimento dei posti disponibili. La rassegna è realizzata grazie alla Fondazione Abbazia di Rosazzo, azienda vitivinicola Livio Felluga, Vigne Museum associazione culturale e il Comune di Manzano.

L’Abbazia vista da Luigi Vitale.

Informazioni sui siti:
www.abbaziadirosazzo.it e www.liviofelluga.it

—^—

In copertina, Livio Felluga, “patriarca” del vino friulano, con la sua storica etichetta.

 

Tra i vini di Rosazzo ecco Tortelli impegnato a “raccontare” Aquileia

(g.l.) Le colline di Rosazzo non sono soltanto terra di grandi vini, come quelli che deriveranno anche dalla vendemmia da poco conclusa, ma anche un prezioso punto di riferimento per la cultura in quel “polo” rappresentato dalla storica Chiesa abbaziale, nel ricordo di un grande vitivinicoltore pioniere del rilancio di questi pregiati vigneti “culla” di tante varietà autoctone, alcune delle quali fortunatamente salvate. Ecco, allora, il secondo appuntamento domani 16 ottobre, alle 18, con “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”.

Giovanni Tortelli (iMagazine).

Protagonista sarà l’architetto Giovanni Tortelli, professionista di fama internazionale, in questi mesi impegnato nel completamento dell’allestimento del secondo piano del Museo Nazionale Archeologico di Aquileia. Nella città romana e culla della Chiesa friulana, ma non solo, Tortelli ha realizzato anche altri importanti interventi. Bresciano, Tortelli si è laureato in Architettura al Politecnico di Milano ed è docente di allestimento e museografia alla Statale di Milano e a Genova. Attualmente sta curando un progetto di apertura di nuove sezioni nel Terra Sancta Museum di Gerusalemme, dove da 800 anni i Francescani custodiscono un tesoro archeologico e artistico della cristianità di grandissimo pregio.
Sarà un viaggio nella storia, nella professione e nell’evoluzione dell’architettura e della scienza di allestimento dei musei archeologici, di cui Tortelli è uno nei maggiori esperti. All’attività dello studio del professionista la prestigiosa Casa editrice Electa ha dedicato il volume “Giovanni Tortelli e Roberto Frassoni. Architettura, storia e memoria” di Manuela Castagnara Codeluppi.
La rassegna, curata da Elda Felluga e Margherita Reguitti, moderatrice degli incontri, è a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria a fondazione@abbaziadirosazzo.it. E’ realizzata grazie alla Fondazione Abbazia di Rosazzo, Livio Felluga, Vigne Museum associazione culturale, il Comune di Manzano, Mibact e Biblioteca Statale Isontina.

Il Museo di Aquileia.

Informazioni sui siti: www.abbaziadirosazzo.it e http://www.liviofelluga.it

—^—

In copertina, l’Abbazia di Rosazzo ormai in veste autunnale.

 

Con Paolo Maurensig riprende il viaggio della carta geografica di Livio Felluga

di Gi Elle

Finalmente riprende il viaggio di quella che è senza dubbio la carta geografica più nota del Friuli Venezia Giulia: quella che, ideata dall’indimenticabile Livio Felluga, spentosi ultracentenario quattro anni fa, contraddistingue da molti decenni i vini della famosa azienda che ha sulle colline di Rosazzo il suo fulcro d’eccellenza. Dopo la pausa forzata, a causa delle restrizioni anti-Covid, riprendono infatti “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga” che, come da tradizione, si terranno nella sala della Palma nell’ambito della storica Abbazia di Rosazzo, sopra Manzano.

Paolo Maurensig

Il primo appuntamento della rassegna – che si articolerà, come in passato, in una serie di interessanti appuntamenti – è in calendario dopodomani, alle 18, con la presentazione in anteprima nazionale del nuovo libro dello scrittore Paolo Maurensig: “Pimpernel” una storia d’amore, edito da Einaudi. Una narrazione matrioska di passioni, arte, bellezza, mistero, vita e morte. L’umanità fra fantasia e realtà in un intreccio di vicende i cui fili si legano in storie diverse dall’Ottocento ai nostri giorni nella magia di atmosfere e chiaroscuri di Venezia.

Come lascia intendere il titolo stesso, la rassegna, giunta alla terza stagione, ha come filo conduttore la tematica del viaggio attraverso le narrazioni, le immagini, le conversazioni dei protagonisti siano essi scrittori, scienziati, giornalisti, storici e architetti. Gli incontri d’autore nascono grazie alla sinergia fra la Fondazione Abbazia di Rosazzo e l’azienda vitivinicola Livio Felluga che dal 1956 ha come etichetta l’inconfondibile “carta geografica” a significare il forte legame fra il vino e il suo territorio di vocazione. Come per le passate edizioni, la rassegna è curata dalla giornalista Margherita Reguitti, moderatrice degli incontri, e da Elda Felluga.

La storica etichetta.

Il calendario, dopo l’avvio del 25 settembre, proseguirà con altri cinque incontri. Il 16 ottobre con Giovanni Tortelli, architetto di fama internazionale specializzato in allestimenti di musei archeologici fra i quali i recenti interventi museali e archittettonici ad Aquileia. Il suo sarà un viaggio professionale, geografico e tematico guidato da immagini e riassunto nel libro “Giovanni Tortelli e Roberto Frassoni. Architettura, storia e memoria” di Manuela Castagnara Codeluppi – Electa.
Sempre in ottobre, il 30, la scrittrice e giornalista Anna Cecchini presenterà la seconda edizione aggiornata di “Lyduska. La vita fra due mondi della contessa di Salcano” – MGS Press, storia di una nobildonna goriziana figlia della Mitteleuropa per la quale i confini non sono mai esistiti. Un’esistenza all’insegna della libertà fra Europa, America e Africa.

Elda Felluga

Anche in novembre gli appuntamenti saranno due. Il 13 lo scrittore pordenonese Tullio Avoledo presenterà “Nero come la notte” – Marsilio Editore. Primo romanzo noir dell’autore che vorticosamente viaggia fra futuro, passato e un presente indefinito. Il 27 il medievalista sandanielese Angelo Floramo, immancabile ospite della rassegna, sarà invece protagonista con “La sensualità del libro. Piccole erranze sensoriali tra manoscritti e libri antichi” – Ediciclo editore.
A chiudere la rassegna 2020, l’11 dicembre, il giornalista triestino Maurizio Bait che ci porterà lungo “Il fiume degli abissi. Storie, uomini e leggende attorno al Timavo”- Morganti editore.

La rassegna si terrà nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti Covid 19, per cui è obbligatoria la prenotazione: fondazione@abbaziadirosazzo.it
La rassegna è realizzata grazie alla Fondazione Abbazia di Rosazzo, Livio Felluga, Vigne Museum associazione culturale, il Comune di Manzano, MIBACT e Biblioteca Statale Isontina.
Informazioni sui siti:
www.abbaziadirosazzo.it e http://www.liviofelluga.it

L’Abbazia di Rosazzo.

—^—

In copertina, Livio Felluga con la sua inimitabile etichetta.

 

 

Con la carta geografica di Livio Felluga alle “radici” del vino

di Gi Elle

Oggi riprende il viaggio della famosa “carta geografica” di Livio Felluga andando alle radici del vino, addirittura alla lontana scoperta dei misteri del Dna. Questo pomeriggio, infatti, nella sala delle Palme dell’Abbazia di Rosazzo, alle 18 saranno, protagonisti dell’affascinante viaggio nella genetica della vite i già annunciati docenti e ricercatori  Attilio Scienza e Serena Imazio, autori del saggio “La stirpe del vino. Nobili ascendenze e incroci bastardi dei vini più amati”, edito da Sperling & Kupfer.

Ritornano, così, dopo la pausa estiva gli attesi appuntamenti della rassegna “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga” promossa dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dall’azienda Livio Felluga nella storica località in Comune di Manzano, “patria” dei grandi vitigni autoctoni friulani. Per presentare, appunto, un originale lavoro dal quale emergono e si rivelano le antiche parentele delle più celebri varietà di vite. Un libro che per la prima volta ricostruisce la famiglia del vino: muovendosi fra analisi del Dna, archeologia, antropologia, mito e letteratura, raccontando l’origine e la storia dei grandi vitigni.
Con gli autori dialogherà l’agronomo e giornalista Claudio Fabbro, un viaggio curioso attraverso i legami palesi o sottintesi fra Pinot e Chardonnay, Nebbiolo e Syrah, Sangiovese e Gaglioppo. Una storia antica di vitigni ma anche di uomini e donne che hanno amato e coltivato la terra e l’arte del creare vini dai profumi e sapori raffinati e particolari.
Ricordavamo, l’altro giorno, che in principio fu il Pinot: capriccioso, poco produttivo, instabile nel colore, eppure capace di regalare vini così eleganti e profumati che generazioni di uomini lo hanno curato e diffuso. E il Pinot li ha ripagati: mutevole per natura, ha dato origine al Pinot bianco e al Pinot grigio; incrociandosi, ha generato lo Chardonnay e forse il Traminer, dal quale derivano il Cabernet Sauvignon e il Merlot. In Italia ha per nipoti Marzemino, Lagrein e Refosco. La sua storia è esemplare: oggi in Europa si contano circa diecimila vitigni, diversissimi per caratteristiche, che discendono però da pochi avi fondatori. E l’analisi genetica ha rivelato insospettabili storie di incroci, scambi e migrazioni.

Vigneti visti dall’Abbazia.

L’appuntamento, che si terrà nella Sala delle Palme, si concluderà con un brindisi dei vini Livio Felluga, la cui etichetta, rappresentata da un’antica mappa del territorio, viaggia in oltre ottanta Paesi nel mondo. La rassegna è realizzata in collaborazione con MiBAC, Biblioteca Statale Isontina, Associazione culturale Vigne Museum e il Comune di Manzano.

—^—

In copertina, Livio Felluga, ancora in giovane età, con la “sua” amata carta geografica del Friuli.

(Fotoarchivio Claudio Fabbro) 

La “stirpe” del vino nell’affascinante viaggio della genetica  

Ritornano, dopo la pausa estiva, gli attesi appuntamenti della rassegna “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, promossa dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dall’azienda Livio Felluga nella storica Abbazia friulana in Comune di Manzano.
Giovedì 5 settembre, alle ore 18, saranno protagonisti del viaggio nella genetica della vite i docenti e ricercatori  Attilio Scienza e Serena Imazio, autori del saggio “La stirpe del vino. Nobili ascendenze e incroci bastardi dei vini più amati”, edito da Sperling & Kupfer. Un originale lavoro dal quale emergono e si rivelano le antiche parentele dei più celebri vitigni. Un libro che per la prima volta ricostruisce la famiglia del vino: muovendosi fra analisi del Dna, archeologia, antropologia, mito e letteratura, raccontando l’origine e la storia dei grandi vitigni.
Con gli autori dialogherà l’agronomo e giornalista Claudio Fabbro, un viaggio curioso attraverso i legami palesi o sottintesi fra Pinot e Chardonnay, Nebbiolo e Syrah, Sangiovese e Gaglioppo. Una storia antica di vitigni ma anche di uomini e donne che hanno amato e coltivato la terra e l’arte del creare vini dai profumi e sapori raffinati e particolari.

In principio fu il Pinot: capriccioso, poco produttivo, instabile nel colore, eppure capace di regalare vini così eleganti e profumati che generazioni di uomini lo hanno curato e diffuso. E il Pinot li ha ripagati: mutevole per natura, ha dato origine al Pinot bianco e al Pinot grigio; incrociandosi, ha generato lo Chardonnay e forse il Traminer, dal quale derivano il Cabernet sauvignon e il Merlot. In Italia ha per nipoti Marzemino, Lagrein e Refosco. La sua storia è esemplare: oggi in Europa si contano circa diecimila vitigni, diversissimi per caratteristiche, che discendono però da pochi avi fondatori. L’analisi genetica ha rivelato insospettabili storie di incroci, scambi e migrazioni. Furono i mercanti a introdurre vitigni esotici, come Moscati e Malvasie, e gli uomini che si allontanavano dalla loro terra a portare con sé le proprie radici sotto forma di piante, contaminando il patrimonio locale e creando nuove varietà.

Attilio Scienza è professore ordinario fuori ruolo all’Università degli Studi di Milano dove ha insegnato Miglioramento genetico della vite. I suoi temi di ricerca riguardano il miglioramento genetico delle varietà, la valorizzazione dei vitigni antichi, lo studio delle interazioni tra il vitigno e l’ambiente. Si è occupato della salvaguardia e valorizzazione del germoplasma georgiano. È autore di 350 pubblicazioni scientifiche e di 15 libri, accademici e divulgativi.

Attilio Scienza

Serena Imazio, dopo la laurea in Biologia, inizia un viaggio nel mondo del vino con un dottorato sulla genetica e l’origine della vite coltivata. È stata ricercatrice all’Università di Modena e Reggio Emilia e al Centro di Trasferimento Tecnologico dell’Emilia Romagna, dove si è avvicinata al mondo della comunicazione.

Serena Imazio

L’appuntamento, che si terrà nella Sala delle Palme, si concluderà con un brindisi dei vini Livio Felluga, la cui etichetta, rappresentata da un’antica mappa del territorio, viaggia in oltre ottanta Paesi nel mondo. La rassegna è realizzata in collaborazione con MiBAC, Biblioteca Statale Isontina, Associazione culturale Vigne Museum e Comune di Manzano.

—^—

In copertina, tipico grappolo di Picolit: giovedì a Rosazzo si parlerà anche dei vitigni storici.