“I racconti dello Schioppettino” premiano Laura Chiabudini. Prepotto subito al lavoro per il quarto concorso letterario

(g.l.) La pordenonese Laura Chiabudini, con “L’Aruspice”, è la vincitrice della terza edizione del concorso letterario “Prepotto. I racconti dello Schioppettino”. Nel Castello di Albana, che sovrasta i bellissimi vigneti dove la vendemmia si è appena conclusa e dove lo Schioppettino domina incontrastato, sabato pomeriggio sono stati infatti proclamati i vincitori della fortunata manifestazione culturale organizzata dal Comune di Prepotto e inserita nel programma “Duino Books, Storie di Pietre”. Ispirato proprio al celebre vino ottenuto dalla Ribolla nera – prodotto di punta del territorio di Prepotto, tanto da aver meritato per legge una sottozona tutta sua nell’ambito dei Colli orientali del Friuli -, il concorso ha visto quest’anno ben 198 iscritti, che si sono misurati sul tema “Fuorilegge”.

Ideato e organizzato da Barbara Pascoli, consigliere del Comune bagnato dal Judrio e scrittrice, con la supervisione del sindaco Mariaclara Forti, il concorso esplora in ogni edizione una diversa caratteristica dello Schioppettino. Si è partiti, infatti, nel 2021 con Mario Soldati, che lo definì “Un solitario senza macchia”. Nel 2022 è stata poi la volta di “Terra di confine”, come quella che dà vita a questo vino unico. Per quest’anno si è rispolverato, invece, quanto accaduto allo Schioppettino negli anni Settanta, quando la Comunità Europea emanò un regolamento che vietava l’impianto di vitigni non riconosciuti dai disciplinari delle Doc: siccome lo Schioppettino non figurava tra i vitigni autorizzati o raccomandati per la Provincia di Udine, diventò appunto “fuorilegge” e venne messo al bando assieme a molte altre varietà autoctone. Poi, come è noto, l’intraprendenza di  lungimiranti produttori, sostenuti dalle istituzioni locali e regionali, ha permesso di salvaguardare questo prezioso vitigno friulano rilanciandone la coltivazione. Il coraggio e l’impegno, in particolare, dell’indimenticato Paolo Rapuzzi di Cialla furono premiati con il primo “Risit d’Aur” istituito dai Distillatori Nonino di Percoto.
A conquistare il primo posto dell’edizione 2023 è stata, dunque, la pordenonese Laura Chiabudini, originaria delle Valli del Natisone, con “L’Aruspice”, seguita al secondo posto dalla trevigiana Nicoletta Riato e, al terzo, da Giuliano Citti, un altro valligiano. I tre racconti, assieme a quelli degli altri nove finalisti, sono raccolti in un’antologia, il cui progetto grafico è firmato da Roberto Duse.

Come detto, la premiazione, tenutasi sabato nel Castello di Albana e presentata da Marina Dorsi, presidente della Giuria dei Tecnici, ha visto la partecipazione di Martina Delpiccolo, nella duplice veste di madrina e di scrittrice. Prima della cerimonia, è stato infatti presentato per la rassegna “Donne!”, coordinata sempre da Barbara Pascoli, il libro “Una voce carpita e sommersa”, su Bruna Sibille-Sizia. A dialogare con Martina Delpiccolo è stata un’altra scrittrice, Carmen Gasparotto, del comitato scientifico del Concorso. E ora, chiusa la terza edizione, gli organizzatori stanno già lavorando alla quarta: quale caratteristica dello Schioppettino sceglieranno per il 2024? Ve la sveleremo appena possibile.

LE MOTIVAZIONI

I classificato: “L’Aruspice” di Laura Chiabudini. Marina Dorsi, presidente della Giuria dei Tecnici, ha scritto la motivazione. “Se questa è la legge, è una cosa che non mi riguarda” afferma il protagonista il cui nome incarna una biblica ribellione. Dove sta il bene e dove il male? Dove stanno le buone e le cattive azioni? Chi, nella vita, è veramente fuori legge? La sensibilità dell’autrice, che si rispecchia in una scrittura sobria e controllata, fa riflettere il lettore e, in contrasto con l’aridità umana, spesso maligna, lo avvolge nell’abbraccio confortante della natura.

II classificato: “Bin Laden” di Nicoletta Riato. La motivazione, scritta da Sandra Puccini, finalista alla I edizione del concorso, 2° classificata alla 2a edizione e in giuria dei tecnici alla 3a. “Esistono creature che non accetteranno mai di sottomettersi a regole e vincoli che non gli appartengono. Fuorilegge per natura che rifiutano briglie e catene. Accade così che a un pastore sardo tocchi come cane da pascolo un incorreggibile latitante ma che l’uomo, piuttosto che provare a cambiarlo, lo accetti così com’è: indomito e ribelle. Forse perché a lui non è toccata la stessa sorte, piegato dagli eventi e costretto ad abbandonare la sua terra e le sue origini. Un racconto toccante che trabocca di buoni sentimenti. Amicizia, fedeltà, fiducia e rispetto reciproco: valori che possiamo e dobbiamo difendere ad ogni costo. Uno sguardo sulla vita che resiste. La storia di due anime accomunate dalla libertà di scegliere chi essere, fino alla fine”.

III classificato: “Agli occhi del mondo” di Giuliano Citti. La motivazione è scritta da Monia Merli, coordinatrice di PnLeggeBookLovers e membro della giuria dei tecnici. “Un racconto capace di raccontarci l’atrocità della guerra e della morte con la poesia di chi, imbracciando un fucile, riesce ancora ad accorgersi della bellezza della montagna e ad ascoltare il canto del barbagianni. Un racconto che piano piano ci prepara a quello che sarà l’epilogo finale, e lo fa quasi dolcemente come quelle parole che, dalla trincea, il protagonista pare scrive (ma probabilmente immagina solo di fare) alla moglie lontana e a quella figlia che lui non potrà vedere crescere. Un racconto che in una manciata di battute riesce a farci commuovere e a provare empatia con quel protagonista stanco di uccidere, stanco di combattere, che nella consapevolezza di non poter più essere l’uomo che un tempo è stato, sceglie di “non tornare”.

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In copertina, la premiazione di Laura Chiabudini, prima classificata; all’interno, il secondo e terzo premio; Massimo Romita per le animatrici del concorso; il sindaco Mariaclara Forti; foto di gruppo con i premiati e pubblico nel Castello di Albana.

Il vino nella storia, a Corno di Rosazzo una lectio magistralis di Angelo Floramo che presenta anche il suo nuovo libro

(g.l.) A Corno di Rosazzo, nell’ambito della edizione 2023 del Festival Dialoghi che ha toccato varie località del Friuli Venezia Giulia, il Circolo culturale Corno ospiterà questa settimana una lectio magistralis del professor Angelo Floramo su un tema di spessore quanto affascinante, “Il vino nella storia. Dal Medioevo ai Testi sacri”: l’appuntamento è in programma, a vendemmia ormai conclusa, venerdí 13 ottobre. alle 18.30. nella sala consiliare del Municipio, in piazza Divisione Julia, con il patrocinio del Comune collinare.

Sergio Paroni


Floramo, noto e apprezzato medievista friulano, si cimenta con un racconto appassionato sul vino nella storia e sui luoghi del frutto della vite in una realtà territoriale particolarmente vocata all’enologia, i Colli orientali del Friuli, la Doc nata oltre mezzo secolo fa e la cui sede consortile – che riunisce anche i produttori del Ramandolo Docg, prodotto nel prestigioso “cru” ritagliato tra Nimis e Tarcento -, dopo i primi decenni a Cividale, è ospitata proprio a Corno di Rosazzo, nella storica e accogliente cornice di Villa Nachini Cabassi.
Il Festival Dialoghi, nel contesto dei suoi 60 eventi programmati, ha dunque previsto pure questa tappa nel Comune friulano dopo la prima positiva esperienza dello scorso anno accogliendo la proposta del presidente del Circolo Corno, Sergio Paroni. Il professor Floramo esporrà la sua lectio magistralis ispirandosi al recentissimo libro “Vino e Libertà” finalista al premio nazionale Vermentino di Olbia. «Le storie di Floramo – si legge in una breve presentazione di questa sua ultima fatica letteraria – ci conducono per borghi antichi o periferie sterminate, dagli Stati Uniti al Mar Nero, disegnando topografie ribelli quasi sempre macchiate di sugo. Sanno tutte di ebbrezza e di libertà, forse perché il tempo di questo nostro vivere va intriso di vino tanto quanto di ideali. Il lettore è dunque avvisato: qui si beve molto, molto si mangia. Si fuma e si ama. E soprattutto si sogna, senza necessariamente andare a dormire. Di che cosa? Ma di un mondo migliore del nostro, come quello per il quale hanno lottato i protagonisti dei racconti. Alcuni reali, altri inventati. Cos’hanno in comune la periferia di Praga, la Dalmazia in inverno, un birraio di Belfast, o una tabaccheria di Lisbona? Nulla, probabilmente, oltre a quello struggimento che prende sempre il cacciatore di storie, quelle che si impregnano di alcol e di anarchia quando arrivato alla fine di un lungo viaggio non chiede altro che di poterle raccontare a qualcuno. Forse perché è ubriaco, o forse perché innamorato: di una donna, di una bottiglia o di un’utopia, in fondo non fa troppa differenza».
Il presidente Paroni ricorda, infine, che con questa sicuramente interessante iniziativa riprende l’attività del sodalizio culturale cornese dopo la pausa estiva. Nell’occasione, ci si potrà iscrivere al Circolo, sostenendo quindi un’attività che in questi ultimi anni ha ripreso quota mettendosi in luce per numerose e brillanti iniziative, che hanno sempre suscitato notevole interesse.

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In copertina, il professor Angelo Floramo e qui sopra l’ultimo libro dedicato al vino.

Quando lo Schioppettino di Prepotto è anche personaggio in una bella operetta

(g.l.) Lo Schioppettino di Prepotto, ma anche di Cialla, ha il merito di essere un gran bel vino di cui i suoi produttori vanno giustamente orgogliosi. I quali ora possono esserne ancora di più perché il celebre autoctono prodotto in riva al Judrio, in questo angolo fra i più rinomati dei Colli orientali del Friuli, ha “prestato” il nome addirittura a uno degli attori, applauditissimi, della spumeggiante operetta “La danza delle libellule” presentata con grande successo, ieri e venerdì, al Politeama Rossetti di Trieste, e che ha visto protagoniste la compagnia guidata da Andrea Binetti e la Fvg Orchestra, diretta da Romolo Gessi.
Ebbene nella trascrizione tutta locale del lavoro di Franz Lehár e Carlo Lombardo, tanto da crearne una magica ambientazione nella stupenda cornice del Castello di Miramare, uno dei personaggi si chiama proprio Schioppettino. Ma ci sono anche Merlot e Cabernet dei Sauvignon. Una curiosità che è stata molto apprezzata anche dal sindaco Mariaclara Forti, che non perde occasione per valorizzare il grande vino, e che sicuramente farà piacere anche ai produttori della prestigiosa sottozona Cof ora impegnati nei lavori della vendemmia.

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In copertina, bei grappoli di Schioppettino ormai maturi; qui sopra, tutti i protagonisti dell’operetta presentata a Trieste.

 

Saporibus domenica salirà a Rosazzo e poi visiterà le sagre di Manzano e Nimis

Manzano sarà la prossima tappa di “SaporiBus nel Friuli Orientale”, il pullman turistico organizzato da Consorzio fra le Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža che è stato la novità di questa estate per promuovere la valorizzazione turistica del territorio. La gita a bordo del pullman è in programma per domenica 3 settembre e prevede la visita della millenaria Abbazia di Rosazzo, sui colli orientali del Friuli e una sosta all’azienda Schianchi con degustazione di confetture e spezie.
Nel dettaglio, gli escursionisti partiranno alle ore 10 dall’infopoint di piazza I Maggio a Udine con arrivo all’Abbazia di Rosazzo per le ore 10.30. A seguire, visita guidata e alle 12.30 il pranzo con tempo libero per visitare la sagra “Settembre a Manzano”, la tradizionale manifestazione manzanese che quest’anno festeggia la sua venticinquesima edizione. Il pullman ripartirà alle ore 15 per la visita all’azienda agricola Schianchi con degustazione e rientro previsto per le ore 16.30.
Saporibus rappresenta un’occasione unica per visitare luoghi e aziende che sono un’eccellenza del Friuli Venezia Giulia. Dopo Manzano, l’iniziativa proporrà come tappa Nimis con la sua “Antighe Sagre des Campanelis” (che si aprirà sabato prossimo): la gita è prevista per domenica 10 settembre, ultimo giorno della sagra plurisecolare sagra, con visita alla storica Pieve dei Santi Gervaso e Protasio e sosta all’azienda agricola Il Roncat con degustazione di due vini.
Per tutte le gite, è previsto pranzo in loco e visita ad aziende agricole, distillerie, acetaie, aziende vitivinicole del territorio. Tutte le partenze sono previste alle ore 10 dall’Infopoint di Udine in piazza 1° Maggio e rientro per le 17 sempre a Udine, il costo promozionale è di 40 euro per gli adulti e di 20 euro per gli under 12, comprensivi di pullman, visite, pranzo e degustazioni dove previste da programma.

Per maggiori info e prenotazioni, contattare il Consorzio Pro Loco Torre Natisone al 349.8686675 (signora Giovanna).

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In copertina, una suggestiva immagine della millenaria Abbazia di Rosazzo. (Foto Viola)

“Calici di Stelle”, questa sera l’invito sul Ponte dello Schioppettino protagonisti i vini dei produttori di Prepotto e Dolegna

(g.l.) “Calici di Stelle” si avvia alle ultime battute e proprio oggi la manifestazione di punta dell’estate delle Città del vino Fvg – prima dell’atto conclusivo di giovedì prossimo a Camino al Tagliamento – vivrà uno dei suoi momenti più attesi e suggestivi: la serata sul Ponte dello Schioppettino che unisce i Comuni di Prepotto e Dolegna, all’altezza delle frazioni di Albana e Mernico, pregiati angoli produttivi dei Colli orientali del Friuli e del Collio, che vedrà quali indiscussi protagonisti i vini portabandiera delle due comunità: lo Schioppettino (Ribolla nera), appunto, e la Ribolla gialla. L’appuntamento, come già annunciato, è fissato per questo pomeriggio alle 19.30 nelle luci del tramonto che ben presto, essendosi notevolmente accorciate le giornate, farà spazio alla sera che si annuncia molto invitante sul ponte che attraversa il Judrio, corso d’acqua che storicamente ha diviso il Friuli divenuto italiano nel 1866 da quello che era ancora Impero austroungarico e che sarebbe rimasto in vita fino alla Grande Guerra.

Lo Schioppettino…

… e la Ribolla gialla.

“Notte di vino, note di stelle – Dal tramonto all’alba” è l’accattivante titolo che i Comuni di Prepotto e di Dolegna – rappresentati dai sindaci Mariaclara Forti e Carlo Comis, affiancati dall’instancabile Luca Pavan, presidente della Pro Prepotto, e dai suoi collaboratori – hanno dato alla manifestazione, che avrà un prologo già alle 18.30 quando ci sarà una “Camminata fra i vigneti lungo le rive del Judrio”. Alle 20, invece, all’affievolirsi della luce solare, ci sarà lo spettacolo, ideato e organizzato da Eva Nadalutti, dal titolo “Aghis e aganis, krivapete ed anguane”, ossia ritratti di antiche leggende di questo territorio, tra episodi e racconti popolari (allestimenti floreali a cura di Garden Borgo Flora di D’Andrea Dinella di Premariacco).

Vini in comparazione…


Questi, dunque, i produttori dei due Comuni contermini che porranno in degustazione lo Schioppettino di Prepotto e la Ribolla gialla di Dolegna del Collio, assieme ad altri prestigiosi vini autoctoni della zona: Ca’ Lovisotto, Ferruccio Sgubin, Fruscalzo, Grillo Iole, Katia Toti, La Rajade, La Viarte, Luca Sirch, Michele Grudina, Nicola Bodigoi, Norina Pez, Orlando e Didone’, Pascolo, Pitticco, Ronc Soreli, Ronco Scagnet, Scribano Vini, Spolert Winery, Valerio Marinig, Vie d’Alt, Vigna Lenuzza e Zorutti. Le esperienze gastronomiche della Valle del Judrio saranno, invece, possibili grazie alle preparazioni dei ristoratori Agriturismo Breg, Agriturismo Kont, Agriturismo Scribano, Azienda agricola Manig, Bergamasco, Cinghiai a Sotet, Gusto antico, Panificio e gubane dal Panky e Ronchi Rò.
Un nuovo e importante appuntamento, dunque, soprattutto per lo Schioppettino che alla fine di maggio era stato al centro di una bella e riuscita manifestazione nel Castello di Albana che ha visto un incontro sul tema “Cosa fa bene e cosa fa male? Vantaggi e rischi della ambiguità”, animata da Fulvio Ursini, professore emerito di Chimica biologica della Scuola di medicina dell’Università di Padova, seguita da una conferenza dell’agronomo Carlo Petrussi incentrata proprio sul vino vero protagonista della giornata, “Le Terre dello Schioppettino” appunto. Il tutto era stato coronato da una degustazione guidata con la consueta bravura e professionalità da Liliana Savioli, giornalista e sommelier. Tema: “Schioppettino di Prepotto e Cialla – Le annate calde e fredde”, durante la quale si erano messi a confronto i vini delle aziende Ronchi di Cialla, Traverso, Vie d’Alt, Vigna Lenuzza e Vigna Petrussa, appunto alcune delle etichette più prestigiose della zona.

… e il loro assaggio.

Per informazioni : Luca 328.6983865, Fb Proloco Prepotto

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In copertina, la sommelier Liliana Savioli durante la degustazione in Castello.

Nuova frontiera dell’enoturismo in Fvg con la vendemmia turistico-didattica

Raccogliere l’uva e conoscere i segreti che racchiudono i vigneti in compagnia di mani esperte come quelle dei viticoltori. Tra storia e magia, la vendemmia è il rito che ogni anno si compie tra i filari e diventa ora un’esperienza turistica e didattica ad arricchire la proposta del Friuli Venezia Giulia.
Lanciata da PromoTurismoFvg e dal coordinamento regionale dell’Associazione nazionale Città del Vino, l’iniziativa offre dal 1° settembre l’occasione di vendemmiare (“vendemâ” nella lingua friulana) e trascorrere qualche ora o mezza giornata tra le vigne del Collio e dei Colli orientali del Friuli, nelle aziende vitivinicole che apriranno i cancelli agli appassionati, ai curiosi e ai turisti. Adatta anche alle famiglie con bambini, l’esperienza offre infatti l’occasione di partecipare attivamente alla vendemmia in totale sicurezza, vivendo l’atmosfera di questo magico momento dell’anno immersi in alcuni dei più suggestivi paesaggi di una terra vocata alla vinificazione. Dopo la “lezione” tra i filari, con la vendemmia guidata e le spiegazioni sulla maturità dell’uva, i visitatori potranno scendere in cantina in cui saranno illustrate le prime fasi di vinificazione, per poi godersi un calice dei vini dell’azienda in compagnia del produttore, o assaggiare le tipicità locali nella cena degustazione.
Il vendemmiatore turista rappresenta una delle ultime frontiere dell’enoturismo e il Friuli Venezia Giulia è la prima regione d’Italia ad aver firmato un protocollo d’intesa per promuovere il valore di un’esperienza che incrementerà l’offerta turistica del territorio. Per partecipare sarà possibile prenotare direttamente nelle cantine coinvolte, oppure scegliere i pacchetti comprensivi di soggiorno e vendemmia experience nelle strutture aderenti all’iniziativa sul sito www.turismofvg.it/it/vendemmia-turistica-didattica. Al momento è già possibile prenotare l’attività nelle date disponibili indicate dalle realtà aderenti alla Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia:

IL PROGRAMMA

  • Vendemmia turistica e didattica – Azienda Gori Agricola, Nimis (Ud) – 1°, 22, 25 e 29 settembre

www.turismofvg.it/booking-delle-esperienze?re-product-id=262597

www.turismofvg.it/it/visite-guidate-escursioni/dall-uva-al-succo-d-uva-e-al-vino-nell-azienda-gelindo-dei-magredi

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In copertina, la vendemmia nei vigneti del Collio in un’immagine colta da Luigi Vitale.

Un Pinot grigio dei colli di Nimis oggi a Lignano per il nuovo libro di Polesini

(g.l.) Non solo il dolce Ramandolo Docg o il robusto Refosco, che sia nostrano o dal peduncolo rosso: Nimis, Città del vino Fvg, eccelle anche per altri prodotti di qualità, come il Pinot grigio – varietà che ha fatto la fortuna del Vigneto Fvg dopo il declino del Tocai friulano, soprattutto a causa della perdita del nome nell’indimenticata vertenza con l’Ungheria – coltivato con successo in questo angolo prestigioso dei Colli orientali del Friuli. E il Pinot grigio 2021 della Società agricola I Comelli – quella che si distingue ogni anno per la sua ospitalità alla benefica manifestazione “Diamo un taglio alla sete” – oggi a Lignano Pineta sarà il protagonista della bicchierata che concluderà la presentazione del nuovo libro di Gian Paolo Polesini.

L’appuntamento con “Polle. Il figlio unico” (Orto della Cultura), nell’ambito degli Incontri con l’autore e con il vino, è questo pomeriggio alle 18.30 al PalaPineta nel Parco del mare, dove l’incontro letterario sarà condotto dalla giornalista e scrittrice Elisabetta Pozzetto. Ricordiamo, al riguardo, che l’autore, ultimo discendente della dinastia dei marchesi Polesini, già nel 2007 scrisse “Sangue Blu” peripezie, curiosità, racconti di settecento anni di storia familiare fra visite di Imperatori e il triste esodo, quando il nonno e il papà furono costretti a lasciare l’amata isola di San Nicola di fronte a Parenzo, il 4 agosto del 1944. Quella che Polesini narra nel libro è la vicenda semiseria di un nobile nato povero, appunto, per colpa della storia.
Brindisi finale, come detto, con il Pinot grigio 2021 dell’azienda I Comelli. Si tratta di un vino strutturato ed elegante con equilibrio e personalità, dal colore giallo paglierino, con un profumo delicato che ricorda la mela golden, la banana e diversi fiori bianchi. Al palato dà una sensazione di freschezza e armonia. È ottenuto dalle migliori uve aziendali pressate con particolare delicatezza. Il mosto fermenta in barriques di rovere francese fino alla primavera, quindi viene assemblato per poi essere imbottigliato. Segue un ulteriore affinamento in bottiglia di oltre sei mesi.
All’interno del PalaPineta ci sarà un corner allestito da Librerie Coop per poter acquistare le copie dei libri con la possibilità di farsele autografare dagli autori. Gli Incontri con l’autore e con il vino sono organizzati dall’Associazione Culturale Lignano nel Terzo Millennio presieduta da Giorgio Ardito e curati dallo scrittore Alberto Garlini, dal tecnologo alimentare Giovanni Munisso e dall’enologo Michele Bonelli. Tra i sostenitori dell’odierno appuntamento anche il Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.

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In copertina, grappoli di Pinot grigio il vino ottenuto con successo anche a Nimis.

Friuli Colli orientali e Ramandolo eccellenza del Vigneto Fvg: domani a Cividale il brindisi dei 50 anni

(g.l.) «Eventi come l’occasione di questa sera nella meravigliosa cornice dell’Abbazia di Rosazzo costituiscono importanti momenti di promozione delle nostre eccellenze regionali e i vini Doc dei Colli orientali rappresentano senz’altro un esempio di prodotti, non solo di alta qualità ma anche di fama e raffinatezza. I partecipanti alla serata sapranno diventare “ambasciatori” in grado di raccontare il territorio del Friuli Venezia Giulia e le sue specialità aumentando così anche l’attrattività del turismo enogastronomico». Lo ha affermato ieri sera l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, a margine della cena di gala nel millenario complesso monastico sopra Manzano, dove gli chef, entrambi con due Stelle Michelin, Emanuele Scarello e Matteo Metullio, hanno esaltato i vini dei Colli orientali in un originale viaggio del gusto.

Paolo Valle con l’assessore Zannier.

La cena di gala rientrava tra gli eventi previsti per celebrare i 50 anni della nascita della Doc Colli orientali del Friuli (l’anniversario cadeva esattamente nel 2020, ma si è dovuto ovviamente rinviare per la emergenza pandemica) e quindi del Consorzio di tutela dei vini costituito ufficialmente a Cividale e che oggi (presieduto da Paolo Valle) riunisce oltre duecento viticoltori della famosa area viticola che producono circa 80 mila ettolitri di vino all’insegna di una delle Denominazioni di origine più antiche d’Italia. Alla ragione sociale del Consorzio si è aggiunta in tempi più recenti la specificazione Ramandolo che si riferisce alla prestigiosa Docg nata per prima in Friuli Venezia Giulia sulle colline tra Nimis e Tarcento, ai piedi del monte Bernadia.
«In questi ultimi anni il Consorzio – ha aggiunto l’assessore – ha senz’altro cambiato marcia cercando di lavorare in squadra e con sinergia, abbandonando l’approccio delle singole aziende e puntando invece sul concetto di territorio. Nei Colli orientali si è capita da tempo l’importanza del supporto unitario alle imprese per migliorare le capacità produttive e cogliere i vantaggi dell’innovazione. Non è un caso – ha evidenziato infine Zannier – se anche gli oltre duemila ettari vitati dei Colli orientali portano il Friuli Venezia Giulia a essere la regione italiana con il rapporto tra superficie vitata e superficie agricola che è più del doppio rispetto a quello delle altre regioni. Questo anche per il costante impegno e la continua collaborazione con l’Ersa
nella ricerca di una sempre maggiore qualità. La strada è quella giusta, ma va perseguita anche per vincere le prossime sfide».
Il calendario degli eventi per il cinquantesimo del Consorzio Friuli Colli orientali e Ramandolo prevede, come è noto, due ulteriori importanti appuntamenti per domani 15 luglio: il brindisi aspettando il tramonto sul Ponte del Diavolo a Cividale e l’iniziativa “A cena con il vignaiolo” attraverso la quale dodici ristoranti della città longobarda – prima sede del Consorzio di tutela, che oggi invece è ubicato a villa Nachini Cabassi a Corno di Rosazzo – hanno immaginato un menu da abbinare ai vini della Denominazione per raccontarne la storia che affonda in un ricco passato rappresentato dallo Spadone del Patriarca Marquardo, divenuto simbolo ufficiale della Doc.

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In copertina, vigneti della Docg Ramandolo ai piedi del monte Bernadia a Nimis.

Tazzelenghe e Vitovska due perle del Vigneto Fvg: i libri di Stefano Cosma domani saranno protagonisti a Grado

(g.l.) Si parlerà di vini – e che vini! – domani pomeriggio nell’ambito di Libri & autori a Grado. Al Velarium della Git, alle 18, il giornalista ed esperto del settore vitivinicolo, Stefano Cosma, presenterà infatti i suoi libri Vitovska. Frutto del Carso e Tazzelenghe. Il vino friulano “taglia-lingua” nato in terra longobarda. L’autore – dalla cui penna sono usciti numerosi e interessanti libri dedicati al Vigneto Fvg – sarà intervistato da Leonardo Tognon e, nell’occasione, Tullio Svettini di Grado Teatro leggerà poesie di Biagio Marin. Al termine seguirà una degustazione di rinomate etichette ovviamente dei due vini.

La Vitovska…

…e il Tazzelenghe.

Mentre della Vitovska, grande bianco del Carso (assieme alla Malvasia), si sa tutto o quasi, del Tazzelenghe si sa invece sicuramente un po’ di meno. Si tratta infatti di un vino, cosiddetto di nicchia, ottenuto da un vecchio vitigno autoctono friulano, fortunatamente salvato, al quale hanno dedicato un libro scritto a quattro mani proprio Stefano Cosma e Angelo Costacurta – vera autorità in materia -, colmando così le lacune di conoscenza esistenti. “Tazzelenghe. Il vino friulano “taglia-lingua” nato in terra longobarda” è appunto il titolo del volume pubblicato da Kellermann Editore, proprio da oggi in libreria.
Ricordiamo che il vitigno, appartenente alla famiglia dei Refoschi, è originario dell’area più meridionale dei Colli orientali del Friuli – che proprio in questi giorni festeggerà i primi cinquant’anni di vita del Consorzio di tutela, nel quale si riconosce anche la Docg Ramandolo -, con particolare riguardo agli storici vigneti dell’Abbazia di Rosazzo, della vicina Buttrio, ma anche del Cividalese. Il volume di Cosma e Costacurta si apre con l’introduzione di Ian D’Agata e riporta testi anche di Enos Costantini e Francesca Costaperaria. Fa parte della collana Grado Babo, diretta dallo stesso Angelo Costacurta e da Sergio Tazzer. Un importante contributo, insomma, alla conoscenza della vitivinicoltura del Friuli Venezia Giulia, famosa in tutto il mondo per i suoi grandi e inimitabili vini bianchi, ma che pure con i rossi sa dire una parola autorevole. E il Tazzelenghe ne è un esempio, per cui si tratta di una varietà che sicuramente merita di essere maggiormente coltivata. Dopotutto il nome è così suggestivo che di certo non mancherà di suscitare interesse fra un numero sempre maggiore di consumatori affezionati ai vini del Vigneto Fvg.

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In copertina, Stefano Cosma autore dei due libri che saranno presentati a Grado.

 

 

 

La “carta geografica” di Livio Felluga va in archivio: in settembre i nuovi Colloqui tra le vigne di Rosazzo

di Giuseppe Longo

MANZANO – E ora arrivederci a settembre. La famosa “carta geografica” di Livio Felluga, ripiegata con cura e riposta in archivio, sarà infatti riaperta fra un paio di mesi, quando, alle porte dell’autunno e con la nuova vendemmia ormai in corso, ritorneranno “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”.

Nella splendida cornice del millenario complesso abbaziale di Rosazzo, in questo suggestivo angolo dei Colli orientali del Friuli premiato da una prestigiosa Docg – la denominazione di origine controllata e garantita, massimo riconoscimento alla qualità di un vino -, si è tenuto, infatti, l’ultimo appuntamento con i dieci incontri letterari del ciclo primavera-estate (erano cominciati in marzo) protagonisti lo scrittore Gianni Dubbini Venier – veneziano ma con origini anche friulane – e la fotografa Angelica Kaufmann, che hanno presentato il loro suggestivo racconto contenuto nel libro “L’Avventuriero. Sulle tracce di Niccolò Manucci da Venezia allo stretto di Hormuz” pubblicato per Neri Pozza editore. Un ricco reportage e una ricerca storica che hanno coinvolto e affascinato il pubblico che ascoltava gli autori con i quali ha intessuto un coinvolgente dibattito la giornalista Margherita Reguitti che cura la fortunata manifestazione culturale assieme a Elda Felluga – figlia dell’indimenticabile “patriarca del vino” scomparso ultracentenario alla fine del 2016 -, la quale ha colto anche l’occasione per ringraziare tutti i sostenitori dei “Colloqui”, a cominciare dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dal Comune di Manzano.
Un viaggio, insomma, quello dei nostri autori che ha ricalcato, dopo tre secoli, le orme di Niccolò Manucci, partito appena quattordicenne dal porto di Venezia per quell’avventura in Oriente dopo essere scappato di casa. La Serenissima, nel Seicento, rimaneva assieme a Lisbona, Amsterdam e Londra, una delle principali porte europee verso le sconfinate terre dell’Asia. A bordo di quel veliero il ragazzo venne reclutato da un aristocratico inglese, tale Lord Bellomont, impegnato in una delicata missione diplomatica alla corte di Persia. Appunto trecento anni dopo, tra l’estate del 2015 e l’inverno del 2016, l’autore si è messo sulle tracce di Niccolò Manucci assieme alla fotografa Angelica Kaufmann, macinando oltre cinquemila chilometri via terra, lungo un impervio tragitto, avventuroso come lo fu per il giovanissimo veneziano.


Tra le atmosfere di questo coinvolgente racconto – arricchito dalla proiezione di bellissime ed espressive immagini – si è dunque conclusa questa prima fase 2023 del “viaggio” di quella carta geografica con cui Livio Felluga ebbe la geniale idea di contraddistinguere le sue etichette, divenute proprio per questa loro caratteristica inconfondibili. Arrivederci, allora, alle porte dell’autunno in questo luogo carico di storia friulana, circondato da vigne che hanno rappresentato la “culla” di meravigliosi vitigni autoctoni che fortunatamente si sono potuti salvare dando un importante “valore aggiunto” alla già prestigiosa produzione del Vigneto Fvg, fattasi conoscere e apprezzare in tutto il mondo.

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In copertina, una splendida immagine dei vigneti di Rosazzo  colta da una finestra dell’Abbazia; all’interno, il saluto di Elda Felluga che ha accanto gli autori Gianni Dubbini Venier  e Angelica Kaufmann, e un momento dell’incontro: alle spalle dei relatori, una cartina indicante i luoghi del viaggio avventuroso.