Avviato in Fvg l’iter di una legge regionale per tutelare i castagneti

È positivo l’esito delle audizioni sulla Proposta di legge numero 131 “Norme per favorire interventi di ripristino, recupero, manutenzione e salvaguardia dei castagneti”, presentata dai consiglieri regionali Mara Piccin e Giuseppe Nicoli e nata dal confronto con l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, nonché con la direzione centrale competente. Zannier ha infatti preso parte alla prima seduta della II Commissione consiliare durante la quale si è tenuta l’audizione dei portatori di interesse rispetto al testo di legge proposto.

Stefano Zannier

«Quanti sono intervenuti hanno dato un riscontro positivo al testo proposto – ha riferito Zannier a margine della seduta – offrendo alcuni spunti utili e confermando non solo la necessità di una legiferazione in materia, ma soprattutto la condivisione degli obiettivi normativi. I castagneti sono infatti una risorsa importante sia ai fini della coltivazione castanicola sia per il materiale ligneo che se ne ricava». Zannier ha inoltre spiegato che il testo sarà sottoposto ad alcune modifiche – in parte già illustrate nel corso della seduta della Commissione – il cui esame proseguirà in una prossima seduta.
Il castagno è presente sia nella zona collinare orientale che occidentale del territorio regionale e la sua coltura è considerata di particolare rilevanza nelle Valli del Natisone. In regione ne sono state identificate 16 varietà locali, di cui 9 segnalate al ministero per l’iscrizione nel registro della biodiversità.
La proposta di legge, che si compone di otto articoli, prevede l’incentivazione dei boschi di castagno da frutta, con l’aumento delle superfici coltivate anche con il ricorso a nuove tecniche di coltivazione, l’attribuzione di contributi e il supporto di attività di ricerca e formazione, anche in collaborazione con le Università regionali. Tra gli attori principali della norma un ruolo centrale è dato all’Ersa chiamata a predisporre il piano regionale di coltura e a coordinare un tavolo di lavoro.

Nella citata audizione sono stati chiamati Agenzia regionale per lo sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia (Ersa), Comunità di montagna Natisone e Torre, Coldiretti del Friuli Venezia Giulia, Confederazione italiana agricoltori (Cia), Federazione regionale coltivatori diretti, Confagricoltura Friuli Venezia Giulia, Kmecka zveza – Associazione regionale agricoltori, Aiab Fvg (Associazione italiana agricoltura biologica) – Aprobio Fvg (Associazione produttori biologici e biodinamici), Parco agroalimentare Fvg – Agrifood & bioeconomy cluster agency, Coordinamento regionale proprietà collettiva Friuli Venezia Giulia, Comunanza agraria “Agrarna skupnost” delle Srenje vicinie provincia Trieste, Nostragricoltura, Copagri Fvg – Confederazione produttori agricoli regionale Fvg, Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia, Circolo agrario Fvg, Associazione fondiaria della Valle dell’Erbezzo – Asfo Erbezzo, Associazione sapori nelle valli, Università degli studi di Trieste e di Udine.

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In copertina e qui sopra la produzione delle castagne che sarà tutelata.

 

Allarme specie aliene invasive, i problemi in una campagna web della Regione Fvg

Aumentare nei cittadini la consapevolezza dell’importanza della biodiversità, far conoscere le specie aliene invasive e i problemi che causano alla salute dell’uomo e all’economia, stimolando comportamenti responsabili per conservare un rapporto equilibrato tra uomo e natura. Sono gli obiettivi di una campagna informativa che si è tenuta sui canali social della Regione Fvg: con brevi video e infografiche animate condivise sul canale youtube e mini infografiche statiche con post facebook settimanali sono stati affrontati, infatti, temi legati alla biodiversità e ai problemi causati dalle specie aliene (Invasive alien species) in Friuli Venezia Giulia. La campagna è stata realizzata dal Servizio biodiversità della Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche.
Molti cittadini non conoscono le specie aliene invasive animali e vegetali, trasportate accidentalmente o volontariamente dall’uomo al di fuori del loro naturale ambiente e che si riproducono in maniera incontrollata a scapito delle specie autoctone e i danni da loro causati. Eppure le Ias sono la seconda causa di perdita di biodiversità e causano, nella sola Europa, danni stimati in circa 30 miliardi di euro all’anno, pari a cinque volte il budget europeo per la cultura (2018).
«Questo problema – sottolinea la Regione Fvg – deve essere affrontato sia dalle istituzioni, sulla base di normative europee e nazionali, che dai cittadini: questi ultimi svolgono un ruolo fondamentale per prevenire l’arrivo di specie aliene invasive e contrastare le popolazioni già presenti, soprattutto quando si sono appena insediate».

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In copertina, l’bis sacro specie animale arrivata da anni in Friuli Venezia  Giulia e, qui sopra, la Impatiens glandulifera, specie vegetale già molto diffusa e importata come ornamentale. (Stefano Mattii e Anna Carpanelli).

Con “Equilibrium” la biodiversità del Fvg in un gioco da tavolo per i bambini

Raccolta di fondi online per “Equilibrium”, il primo gioco da tavolo che permette di scoprire la biodiversità del Friuli Venezia Giulia, esplorandone ambienti e specie animali e vegetali. Il progetto è di Kaleidoscienza, giovane associazione culturale udinese che da più di dieci anni si occupa di divulgazione scientifica attraverso strumenti formativi non tradizionali. “Equilibrium” nasce come un modo divertente per scoprire la biodiversità, gli equilibri che regolano la natura e come le attività dell’essere umano possano mettere a rischio gli ecosistemi naturali. L’obiettivo è creare consapevolezza ed aumentare il rispetto verso l’ambiente che ci circonda.

«L’idea nasce nel 2020 – afferma Giada Rossi, presidente di Kaleidoscienza -, volevamo trovare un modo creativo e divertente per far comprendere a bambini e bambine gli equilibri delicati che regolano la biodiversità. Questo tema è stato sin dall’inizio molto caro alla nostra associazione, tanto da aver avviato il progetto DiverSimili, ormai giunto alla quarta edizione. È proprio all’interno di tale iniziativa che il gioco da tavolo – poi battezzato “Equilibrium” – ha trovato il suo ambiente di sviluppo». Nel corso del 2020 e del 2021, l’associazione ha fatto provare “Equilibrium” a 10 classi e 160 bambini, ottenendo sin da subito moltissimi riscontri positivi sia da parte degli insegnanti che dai piccoli giocatori. Da quel momento, è arrivata la richiesta di poter lasciare il gioco alle classi, dunque la necessità per Kaleidoscienza di aumentarne la produzione. Ecco, dunque, l’idea di lanciare un crowdfunding, partito in dicembre, al fine di sostenere le spese necessarie, come costi di progettazione, di game design e prototipazione.
«Vorremmo dare la possibilità a molti bambini e bambine di giocare con la biodiversità – continua Giada Rossi -, per questo abbiamo optato per una doppia scelta: il gioco potrà venir acquistato per sé o donato ad una scuola a piacimento. Ci auguriamo che, attraverso “Equilibrium”, chi vive qui avrà l’occasione di guardare la nostra terra con altri occhi, mentre chi abita nel resto d’Italia potrà scoprire una regione diversa e affascinante».
A testimonianza della ricchezza naturale del Friuli-Venezia Giulia, sono 5 gli ambienti proposti nel gioco – montagna, collina, pianura, Carso, laguna – e 6 le specie per ciascun ambiente, tra cui vegetali, erbivori, insettivori, granivori e carnivori. Equilibrium è basato sul lancio di dadi e sull’utilizzo di carte, l’obiettivo per ogni giocatore è gestire le proprie risorse e capire qual è il momento giusto per far aumentare di numero gli individui della propria specie. Si può giocare da 2 a 4 persone per ciascun ambiente, il gioco è adatto dai 6 anni in su.
Per coloro che sosterranno l’iniziativa, Kaleidoscienza ha previsto diverse ricompense in relazione alla cifra offerta: dal “Kaleido-kit” per esperimenti scientifici a misura di bambino, ad un buono valido per le escursioni regionali di Wilde Routes. Il progetto ha il sostegno dei fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese e il supporto di Civibank, ed è stato realizzato in collaborazione con Play Res, associazione culturale di Modena per la promozione, divulgazione e ricerca sul gioco e la teoria dei giochi .

Sostenere Equilibrium è semplice, basta collegarsi e seguire le istruzioni della piattaforma di crowdfunding Idea Ginger a questo link: https://www.ideaginger.it/progetti/la-biodiversita-del-fvg-in-un-gioco.html

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In copertina e all’interno due immagini del gioco da tavolo; qui sopra, gli animatori di Kaleidoscienza.

La Giornata mondiale dell’Ambiente: premio a Mercalli e proposte in Fvg

(g.l.) Cinque giugno, Giornata mondiale dell’Ambiente che pure in Friuli Venezia Giulia registra, tra oggi e domani, numerose iniziative. E sarà il divulgatore scientifico Luca Mercalli il volto del Premio Vivere a Spreco Zero 2021, l’evento promosso dalla campagna Spreco Zero di Last Minute Market che annualmente assegna gli “Oscar” della sostenibilità a cittadini, scuole, enti pubblici, imprese e associazioni. Va infatti al climatologo e meteorologo torinese, presidente della Società Meteorologica italiana, la 9a edizione del Premio nella categoria Testimonial: «I grandi obiettivi – spiega il fondatore della campagna Spreco Zero, il triestino Andrea Segrè – hanno bisogno di supporters esemplari per arrivare all’attenzione concreta dei cittadini ed essere condivisi nelle buone pratiche delle nostre vite. Il Premio a Luca Mercalli è non solo un riconoscimento per la sua capacità di sensibilizzazione attraverso l’attività divulgativa, ma anche un attestato di gratitudine per la concreta testimonianza di quel “passo sostenibile” che può garantire un futuro al pianeta». Scelte precise in direzione dello sviluppo sostenibile, che Luca Mercalli consegna ai cittadini anche attraverso i suoi saggi, nei quali è documentata la personale attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale nel quotidiano, nel nome anche delle generazioni future che abiteranno il pianeta. ll Premio Vivere a #sprecozero, assegnato in partnership con Federcasse ed Emil Banca, sarà consegnato a Luca Mercalli in novembre, quando saranno proclamati e poi premiati tutti i vincitori della 9a edizione.
L’annuncio è arrivato proprio in vista del 5 giugno, Giornata mondiale dell’Ambiente: un video che vedrà protagonisti Luca Mercalli e Andrea Segrè sarà online sui canali social della campagna oggi alle 12. Il conferimento a Luca Mercalli del Premio Vivere a Spreco Zero anticipa il lancio della call della 9a edizione del Premio Vivere a Spreco Zero, programmata per il 27 luglio, con streaming live sempre dalle 12. Il bando del Premio sarà poi aperto per una decina di categorie e come ogni anno permetterà di individuare le migliori Buone Pratiche nazionali in tema di prevenzione dello spreco messe in atto da Enti pubblici, scuole, imprese e cittadini. Ma non solo: anche di valorizzare le migliori pubblicazioni in tema di sviluppo sostenibile, i migliori progetti in tema di economia circolare e promozione della biodiversità, di valorizzare le buone pratiche legate a stili di vita sani e salutari grazie a scelte alimentari, come la dieta mediterranea, a basso impatto ambientale. Una visione “one health”, dunque, che include in un unico raggio la salute dell’uomo e di tutti i viventi e quella della terra che abitiamo.
Luca Mercalli è ricercatore e conferenziere internazionale sui temi della climatologia e glaciologia con oltre 2400 incontri al suo attivo. Direttore della rivista Nimbus, organo della Società Meteorologica Italiana, è responsabile dell’Osservatorio Meteorologico del Collegio Carlo Alberto di Moncalieri, riconosciuto dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale come patrimonio storico-scientifico. Insegna sostenibilità ambientale all’Università di Torino-SSST. Noto al pubblico per aver partecipato a trasmissioni televisive come Che tempo che fa, Rai3 Ambiente Italia, Tg2 Montagne, Scala Mercalli, collabora come editorialista al Fatto Quotidiano. È un componente del Consiglio scientifico di Ispra. Tra i suoi libri: Prepariamoci (Chiarelettere), Non c’è più tempo (Einaudi), Il clima che cambia (Rizzoli), Salire in montagna (Einaudi). Sono stati testimonial del Premio Vivere a Spreco Zero, dal 2015 ad oggi, gli scrittori Susanna Tamaro e Paolo Rumiz, lo chef Moreno Cedroni, il cartoonist Francesco Tullio Altan, gli artisti Giobbe Covatta, Neri Marcorè e Veronica Pivetti. Info e dettagli sul sito www.sprecozero.it

Al Giardino botanico
di Santa Marizza

(s.b.) Il rispetto, come speciale valore morale e sociale, è al centro del programma dell’annuale manifestazione “Pianeta Terra“ che l’associazione culturale Art&Stella ha organizzato per oggi 5 giugno, a partire dalle 15, al Giardino botanico di Santa Marizza, in Comune di Varmo. Sarà un incontro di arte e cultura con artisti provenienti da tutto il Friuli Venezia Giulia e dal Veneto. Nel bellissimo giardino/vivaio di Ruggero Bosco, pieno di angoli suggestivi, si potrà ammirare, insieme con le numerose piante d’ombra, come edere, felci e bossi, rose antiche e botaniche, ed un laghetto, alimentato da acqua sorgiva, una serie di mostre di pittura e di scultura, di fotografia, declamazioni di poesie, esibizioni musicali. In particolare, alle 15.30, Gloria Corradi e Olivia Rossi presenteranno il tema “Rispetto“ attraverso poesie, racconti e libri. Alle 16, sarà proposto il libro “Gli anelli dell’arcano”, un romanzo storico che parla del passaggio in Friuli di Riccardo Cuor di Leone, Re d’Inghilterra, vissuto nella seconda metà del XII secolo. Ne parleranno l’autore, Giordano Paron, e lo storico Mario Salvalaggio. Alle 17.30 interverrà Rocco Burtone, raccontando il rispetto attraverso le sue composizioni, da artista a 360 gradi: il rispetto per la poesia con “DiVersi al Muro” e “Scarichi Pesanti”, per la verità con “Nessun Colpevole” e per le minoranze “Canzone del disordine”. In conclusione, tutta a suo modo, chiederà il rispetto per l’inutilismo dei “Burtonari”. E invece fioccheranno gli applausi. «L’arte è sempre vicina e sensibile sui temi sociali – è il pensiero del presidente di Art&Stella, Massimo Pitton –, in questo caso per la salvaguardia dell’ambiente, che si raggiunge proprio con il rispetto del territorio in cui si vive». I posti sono limitati (per informazioni e prenotazioni – Massimo, telefono 339.1771961).

Palazzolo e Precenicco
difendono lo Stella

(s.b.) Operazione “Sponde pulite”, domani 6 giugno, lungo lo Stella a Palazzolo e a Precenicco, al fine di salvaguardare uno degli ambienti naturalistici più preziosi del Friuli Venezia Giulia. Il fiume nasce infatti dalle Risorgive della pianura friulana e, dopo aver percorso la Riviera, sfocia nella Laguna di Marano. Corso d’acqua particolarmente amato dagli abitanti dei paesi che attraversa, per le bellezze naturali che regala, ma che è stato anche temuto per le continue esondazioni che, almeno fino all’altro secolo, allagavano le campagne e gli abitati, causando danni, a volte notevoli. Nel dopoguerra, la crescita economica e sociale, i consumi della gente, gli scarichi spesso tossici delle aziende, inquinarono quelle acque scure. A Palazzolo, già nel 1971, il Circolo giovanile La Sveglia organizzò un convegno sull’inquinamento, con una notevole partecipazione di relatori e di pubblico, ma ancora oggi la Goletta Verde denuncia il forte inquinamento dello Stella, in particolare alle foci. Poi, negli anni 1980/90, giovani e meno giovani di associazioni locali, si impegnarono per la valorizzazione e la salvaguardia del fiume, anche con la raccolta degli immondezzai depositatisi lungo le sponde. Negli anni del Duemila, è cresciuta la sensibilità ambientale generale, ma è mancata la spinta per attività in tal senso. Quest’anno è scesa in campo la Plastic Free Odv Onlus, un’associazione di volontariato che è nata nel 2019 come realtà digitale. Nei primi dodici mesi ha raggiunto 150 milioni di utenti e oggi, con oltre 900 referenti in tutt’Italia, è considerata la più importante e concreta associazione che opera in questo campo. A Palazzolo dello Stella, il referente è Marco Tollon, il cui impegno ha già prodotto un’ iniziativa speciale lungo le sponde del fiume. In collaborazione con i Comuni di Palazzolo e Precenicco, ha organizzato la raccolta “Plastic free Ripuliamo lo Stella”, appunto per domani. La partecipazione è aperta a tutti (fino all’età di 16 anni, accompagnati), il ritrovo è presso la Casa del Marinaretto a Palazzolo e in Piazza del Porto a Precenicco, alle 9. La plastica abbandonata sul territorio ha quindi le ore contate e, come affermato da Tollon, «importante sarà il messaggio di pulizia condivisa, che in questa giornata dovrà raggiungere la sensibilità della gente: curiamo la salute e la bellezza del fiume Stella e del suo territorio, vivremo meglio».

Il meraviglioso parco
della villa di Tissano

A pochi chilometri da Udine sorge una bella villa secentesca con un parco secolare progettato nei primi anni del ‘900 dal conte Fabio Beretta che annovera oltre 150 specie di piante da giardino tra cui spicca un raro “albero dei fazzoletti” e un leccio di più di 200 anni. Siamo nella villa di Tissano, in Comune di Santa Maria la Longa, splendida dimora oggi trasformata in hotel e ristorante e gestita dalla famiglia Cecchini. Per l’iniziativa “Appuntamento in giardino” promossa dall’Apgi a livello nazionale in programma oggi e domani viene annunciato un importante progetto di catalogazione del giardino a cura dell’agronomo Giorgio Marcon che sarà affiancato da un progetto della scuola grafica del centro di formazione del Centro solidarietà giovani Giovanni Micesio di Udine che prevede l’etichettetura di tutte le piante con il codice QR per facilitare l’identificazione di ciascuna in previsione di visite didattiche e turistiche nel parco stesso. Una iniziativa di notevole rilievo botanico che andrà a valorizzare questo patrimonio arboreo e floreale alle porte del capoluogo friulano. Inoltre, grazie ad una sapiente operazione di approvvigionamento idrico il giardino è bagnato da laghetti e fontane che conferiscono ulteriore fascino al contesto green. Il parco è popolato da diversi animali tra cui asini, galline e pulcini, scoiattoli e rane. Varie specie di volatili e due alveari di api fanno bella mostra di sè. Nel weekend sarà possibile visitare tutto questo e intrattenersi piacevolmente ad assistere agli eventi in programma come i racconti al tramonto… storie di Paolo Tosolini in memoria dell’artista giardiniere Paolo Roiatti (oggi e domani ore 18), gli interventi muiscali a cura dell’associazione Progetto Musica (domani ore 12) e ammirare le installazioni artistiche realizzate in ceramica Raku da Luciano Beltramini e installate nel parco per l’occasione.

Biodiversità tutelata
nel Medio Friuli

«La salvaguardia delle biodiversità e la valorizzazione del patrimonio ecologico e forestale del quale il Friuli Venezia Giulia è ricco, assumono particolare significato nel periodo della ripartenza della nostra comunità perché consentono, attraverso iniziative come quelle previste per il fine settimana al Mulino Braida che mettono assieme quattro Comuni del Medio Friuli, di sensibilizzare i cittadini e favorire, soprattutto tra i giovani, l’affermazione del concetto di tutela sostenibile dei biotopi. Tali eventi stimolano, inoltre, la consapevolezza nei confronti dei beni da preservare per mantenere intatta la suggestione che sanno trasmettere. Un’attenzione conservativa e sostenibile che deve portare ad un maggiore impegno di tutti i cittadini nel rispetto dell’ambiente naturale e del patrimonio forestale per l’intero arco della vita». È quanto ha evidenziato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, intervenendo alla presentazione a Udine, assieme al presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, delle giornate ecologiche che avranno quale fulcro il Mulino Braida di Flambro. L’iniziativa coinvolgerà anche il Comune di Talmassons, dove si trova la storica struttura, e quelli adiacenti di Bertiolo, Castions di Strada e Gonars. Presenti i sindaci delle quattro realtà contermini che da diversi anni promuovono congiuntamente i valori della salvaguardia e valorizzazione dell’ecosistema attraverso le peculiarità naturalistiche presenti sul loro territorio, è stato ricordato che domani 6 giugno, nel Mulino Braida di Talmassons la cui proprietà è della Regione Fvg, il Corpo forestale regionale donerà un albero per ciascun neonato del 2020. Un’iniziativa significativa, ha evidenziato Zannier, come lo sono le Giornate ecologiche, che vedranno coinvolti i cittadini di ogni età nella raccolta dei rifiuti abbandonati nell’ambiente. L’assessore regionale ha preso lo spunto proprio da questa iniziativa per sviluppare una riflessione sulla necessità di favorire la sensibilizzazione di tutti al rispetto dell’ambiente e fare in modo che, anche dopo la ripartenza, i nostri prati e i beni forestali si possano presentare nel pieno della loro bellezza. Una suggestione, ha concluso, quella offerta dai biotopi naturali fatti conoscere anche tra gli alunni e gli studenti a scopo didattico, che sa trasmette le emozioni della consapevolezza ambientale anche tra i futuri cittadini.

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In copertina, il famoso climatologo e meteorologo Luca Mercalli vincitore del Premio Vivere a Spreco Zero 2021.

Biodiversità, un invito a celebrare l’Anno nella Foresta di Ampezzo

A conclusione del progetto europeo BioΔ4 (Nuovi strumenti per la valorizzazione della biodiversità degli ecosistemi forestali transfrontalieri), sono iniziate da alcuni giorni le previste attività turistiche tramite le quali i Comuni di Ampezzo e Sauris desiderano valorizzare la ricchezza della biodiversità della Foresta di Ampezzo. Sono tre le declinazioni proposte alla fruizione di tutti: biodiversità e arte con 3 laboratori di Land Art (26 luglio, 2 e 6 agosto, in Piano Flobia); biodiversità e benessere con 10 esperienze di forest bathing (bagno di foresta e yoga nella foresta, nelle vicinanze della casera Titina); biodiversità e gestione del bosco, con 16 escursioni organizzate, tra giugno e ottobre (le prenotazioni vanno effettuate agli Uffici Turistici di Sauris e di Ampezzo).
Il progetto Interreg Italia-Austria, prevede di “studiare, progettare e sperimentare un set di modelli operativi di Pagamento dei Servizi Ecosistemici (PES) delle foreste, contribuendo sia a supportare l’azione normativa sia a migliorare la biodiversità del bosco”. Infatti, “preservare e ripristinare gli ecosistemi e i loro servizi, implica che il valore economico dei servizi ecosistemici sia riconosciuto e la sua valutazione sia integrata nei processi decisionali sia a livello pubblico che privato”.
Oltre ai Comuni citati, anche la cooperativa Legno Servizi, assieme alla rete d’imprese FriûlDane, la rete d’imprese Sauris/Zahre, Federconsumatori Fvg, Consorzio Boschi Carnici e PromoTurismoFvg, sostengono le attività turistiche programmate e la ricerca di nuovi modelli promozionali per la Foresta di Ampezzo che, con il progetto BioΔ4, ha dimostrato di possedere un elevato contenuto di biodiversità.
Tra i partner di progetto figurano: Veneto Agricoltura (capofila), l’Università di Padova (tramite il proprio Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali) e Landwirtschaftskammer Tirol.

Il 2020 è l’anno conclusivo del decennio 2011-2020 che le Nazioni Unite hanno voluto dedicare alla biodiversità, fortemente ripreso dal Ministero per l’Ambiente italiano, ed è all’interno di questa riflessione mondiale che si colloca il corposo programma di iniziative che ruotano attorno alla Foresta di Ampezzo situata nell’alta Val Lumiei e comprendente alcuni tra i boschi più belli della Carnia: il bosco Bernon, il bosco della Stua, il bosco Cavallo, il bosco Flobia, il bosco Colmajer. Dalla sponda meridionale del Lago di Sauris e dal margine della selvaggia gola del torrente Lumiei, questi boschi, di notevole pregio naturalistico, si estendono fino al Passo del Pura (1.428 mslm) e alla base del Monte Tinisa. Proprio per questa sua ricchezza, la Foresta di Ampezzo è stata individuata dai partner del progetto quale luogo speciale di indagine e studio per metterne a fuoco i particolari elementi in grado di stimarne il grado di biodiversità e, quindi, di “spendibilità” quale forte strumento di promozione territoriale.

I boschi di Ampezzo, inoltre, sono dotati di diverse aree adatte allo sviluppo di attività legate all’educazione ambientale. La presenza di un biotopo importante per gli alti livelli di biodiversità, sia floristica che faunistica, presso Cima Corso; il sentiero naturalistico Tiziana Weiss; le aree schiantate da “Vaia” (che offrono la possibilità di uscite dedicate alla spiegazione dell’importanza della gestione forestale); il sentiero didattico del Pian del Cjavai e il sentiero didattico Bosco Flobia, attrezzato anche per non vedenti, creano diverse possibilità legate alla promozione e alla conoscenza dell’importanza della gestione umana per la conservazione della biodiversità. Da queste realtà, è emersa la possibilità di creare un’offerta turistica organizzata abbinata a un programma di educazione ambientale tramite visite naturalistiche guidate per l’estate 2020. Trattasi di 16 escursioni (l’ultima, il 31 ottobre) condotte da guide professionali iscritte ad Aigae dotate di particolare conoscenza dei luoghi di accompagnamento. Le visite saranno fondamentalmente orientate a far conoscere la biodiversità esistente nella foresta di Ampezzo così come studiata, quantificata e certificata con il progetto BioΔ4.

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In copertina e qui sopra suggestivi angoli della Foresta di Ampezzo; in alto, i boschi sul lago di Sauris.

Grandi vini? Bisogna sapere tutto del vigneto. Ecco l'”Indice Bigot”

Quali sono i fattori viticoli che hanno influenza diretta sulla qualità del vino? Sono, senza dubbio, produzione, chioma, rapporto tra foglie e produzione, sanità delle uve, tipo di grappolo, stress idrico, vigore, biodiversità e microrganismi, nonché età del vigneto. Ma i nostri vitivinicoltori li conoscono bene e ne tengono conto, oppure no? A dare loro una mano arriva un tecnico di chiara fama, molto noto dell’ambiente della vite e del vino di casa nostra, e non solo: è l’agronomo Giovanni Bigot, di Cormons, che, dopo anni di studi ed osservazioni, ha messo a punto e brevettato un metodo di valutazione, scientifico e assolutamente innovativo, del potenziale qualitativo di un vigneto, prendendo in considerazione proprio gli elementi citati.
Tutti sostengono, infatti, che un grande vino si fa in vigna, ma sulla possibilità di misurare la qualità del suo terreno le risposte più comuni sono vaghe e poco quantificabili. Perché si parla del vigneto senza mai entrare troppo nello specifico o al massimo ci si sofferma in modo molto accurato e preciso su un unico fattore, come se fosse quello determinante, dimenticandosi di tutti gli altri. Certo, la difficoltà è reale in quanto l’uva sana, concentrata e al giusto grado di maturazione deriva da un complesso equilibrio tra i fattori, alcuni dei quali non controllabili, come l’andamento meteorologico, altri non modificabili (o minimamente) come il suolo e altri invece che possono essere gestiti correttamente attraverso scelte e pratiche agronomiche calibrate, corrette ed eseguite al momento giusto.
Ecco, allora, la “chiave di lettura” trovata proprio da Giovanni Bigot, una soluzione che ha denominato “Indice” e che ha presentato in anteprima durante un incontro tecnico al Castello di Cigognola, nell’Oltrepò Pavese, durante il quale si sono succeduti interessanti interventi, fra i quali quello del noto produttore Angelo Gaja e di Stefano Poni, docente all’Università Cattolica di Piacenza, ateneo che i viticoltori friulani associano subito al nome di Mario Fregoni. Un Indice che ora Bigot porta all’attenzione anche di tutti gli operatori del Vigneto Fvg, siano essi produttori, e quindi coltivatori dei suoli, o tecnici. E ora vi illustriamo, in dettaglio, come è articolato il brevetto, con l’aiuto dello stesso agronomo cormonese.

Ecco Giovanni Bigot con Gian Matteo Baldi, Angelo Gaja e Stefano Poni.

Obiettivo dell’Indice

L’obiettivo principale dell’Indice Bigot è quello di dare ai viticoltori un metodo oggettivo per la valutazione sintetica del potenziale qualitativo di un vigneto, prendendo in considerazione appunto i 9 parametri agronomici più importanti e singolarmente riconosciuti a livello internazionale come fattori di qualità.
La determinazione dell’Indice si pone anche come obiettivo quello di avvicinare i consumatori a comprendere l’importanza che il vigneto riveste nel determinare la qualità di un vino, dandogli una valutazione ottenuta da osservazioni oggettive e semplice da comprendere.
Questo metodo (basato su una valutazione numerica e oggettiva) intende anche rimettere il vigneto al centro (riportando un’attenzione concreta ai fattori che determinano la qualità) e promuovere i rilievi e le valutazioni eseguite da persone, considerando l’osservazione dell’uomo alla base di ogni deduzione che porta ad una azione (OSSERVARE – DEDURRE – AGIRE).

Caratteristiche

È un metodo di valutazione dei vigneti basato su osservazioni oggettive ed è la più concreta combinazione tra facilità di osservazione e valore ottenuto dall’informazione misurata.
È il più sintetico possibile e racchiude tutti gli elementi principali. Le misure per poterlo calcolare sono tutte semplici e veloci (al massimo 60 minuti totali per stagione per vigneto), non servono attrezzature o strumenti particolari, al massimo una bilancia da campo e l’applicazione 4grapes per registrare i dati (creata proprio per fare un monitoraggio intelligente del vigneto).
Il peso dei diversi fattori e la loro valutazione sono stati determinati dall’esperienza ventennale di osservazioni sistematica nei vigneti combinata con i risultati della ricerca vitivinicola internazionale. L’Indice mostra la strada migliore da percorrere per raggiungere la valutazione massima, in quanto risulteranno evidenti i parametri ancora da migliorare.
Le misure possono essere fatte da chiunque frequenti con attenzione (e passione) il vigneto, in quanto sono sì precise, ma anche facili da eseguire.
Il valore finale dell’Indice è espresso in centesimi.

Utilizzo pratico

L’Indice Bigot è uno strumento di autovalutazione aziendale: serve a fissare un livello/risultato per poter migliorare nelle annate successive (“Se mi pongo degli obiettivi da raggiungere riesco a consolidare i risultati ottenuti e a migliorarli”).
Permette di ottenere una classificazione dei vigneti.
È fondamentale per organizzare la scelta vendemmiale, per la programmazione e organizzazione del ricevimento uve.
Collega direttamente il vino con il vigneto e quindi è importante nella valutazione dei vini che si fa in cantina assieme all’enologo, un ottimo momento per ridefinire le operazioni colturali per l’anno successivo.
È fondamentale nella determinazione del valore economico del vigneto, dato che valori di indice elevati segnalano un valore e un potenziale maggiore del vigneto e quindi anche del suo prezzo.

I parametri utilizzati

L’originalità dell’Indice Bigot sta proprio nel tipo di parametri considerati e nella loro combinazione:

1. Sono stati presi in considerazioni gli aspetti legati alla qualità delle uve, alla produttività della singola pianta, alla sanità dei grappoli e agli aspetti ambientali in cui la pianta e i grappoli si sono sviluppati e hanno interagito e che influiscono direttamente sulla qualità del vino finale

2. Ognuno di questi è riconosciuto a livello scientifico come relazionato con la qualità

3. Sono stati uniti e correlati tra loro per ottenere un valore unico.

La scelta di questi parametri si basa sulla contemporanea presenza di tre fattori: 1) la conoscenza dei risultati descritti dalla ricerca viticola internazionale, 2) il metodo nelle osservazioni di qualità in vigneto, 3) la valutazione critica dei vini condivisa con lo staff aziendale.

Su cosa si basa

Numero di osservazioni: nell’arco degli ultimi vent’anni sono state eseguite più di 80.000 osservazioni in vigneto, tutte georiferite e archiviate su un database attraverso la app 4grapes, gran parte corredate di foto, in più di 250 aziende e su più di 2000 vigneti, in Italia e all’estero; sono stati utilizzati, inoltre, circa 1000 risultati di valutazioni di vini fatte assieme al titolare o enologo aziendale e ricondotte ad un singolo e distinto vigneto.

Parole chiave: 20 anni, 80.000 osservazioni; 250 aziende in Italia ed estero; 2000 vigneti; 1000 vini

Algoritmo di calcolo: ad ogni singolo fattore è stato attribuito un punteggio parametrato con la qualità delle uve e del vino, prendendo come base di partenza i dati dalle principali ricerche scientifiche internazionali e unite ai risultati della propria esperienza; dall’analisi di tutti i risultati per ogni parametro è stata ricavata l’equazione polinomiale che meglio rappresenta questa correlazione tra la misura di campo e il punteggio.

Parole chiave: correlazioni di base dalla ricerca + risultati della propria esperienza = equazione polinomiale

Analisi statistica: i fattori utilizzati nel calcolo dell’indice non contribuiscono allo stesso modo (peso) nel determinare il punteggio finale, quindi per poter dare il peso ponderale relativo di ogni parametro (t ratio) è stata fatta un’analisi statistica utilizzando la regressione multipla, sono stati utilizzati i risultati delle valutazioni di circa mille vigneti e rispettivi vini, l’analisi ha determinato il peso percentuale di ognuno dei fattori come contributo al risultato finale dell’indice. Si è potuto così definire, come era da attendersi, che ogni fattore contribuisce con un peso diverso al valore finale dell’indice: alcuni parametri “pesano” il 30 % altri hanno pesi intermedi e infine alcuni il 5%.

Parole chiave: regressione multipla per la determinazione dei diversi pesi dei singoli fattori.

L’App 4grapes

Lo strumento ideale per la raccolta e registrazione dei dati è l’App 4Grapes. Si tratta del più qualificato, approfondito, professionale strumento di monitoraggio basato su un metodo innovativo che permette osservazioni georeferenziate, basato su più di 20 anni di esperienza e raccolta dati di Giovanni Bigot nella gestione della difesa, della qualità e della produttività del vigneto. L’applicazione, di facile utilizzazione, consente di avere sotto controllo la situazione fitopatologica, fenologica e produttiva in ogni momento, ovunque ci si trovi grazie all’utilizzo di soluzioni innovative, funzionalità basate su standard europei e un protocollo di monitoraggio ottimizzato per ogni area.
E’ stata pensata per tutte le persone coinvolte nella filiera vitivinicola: titolare, responsabile vigneti, operaio viticolo, ricercatore universitario, consulente agronomo, enologo… Le informazioni rilevate non andranno più “perse”, come spesso oggi avviene, bensì archiviate e condivise in tempo reale nella rete aziendale, così da avere una visione globale del vigneto in ogni momento.
E per chi non è ancora capace di riconoscere i sintomi delle malattie della vite, nella app 4grapes è completamente integrata la rete neurale/intelligenza artificiale per il riconoscimento da immagine.

Aspetti pratici

Sono previste due modalità operative per la determinazione dell’indice:

1. La raccolta dati in campo secondo le linee guida per il monitoraggio del vigneto (che verrà inviato all’azienda nel momento in cui si richiede il calcolo dell’Indice) può essere fatta dal personale aziendale e inviata alla mail indicebigot@gmail.com, o essere condivisi direttamente dall’applicazione 4grapes all’utente indicebigot@gmail.com.

2. Si può richiedere alla stessa mail un sopralluogo aziendale che verrà concordato secondo le disponibilità e i tempi necessari.

Invio dei risultati all’azienda

I dati ricevuti verranno elaborati entro 48 ore. Verrà poi inviata una scheda descrittiva dei risultati con il dettaglio dei singoli valori e il punteggio finale per ogni vigneto.

Vigneti sui colli di Rosazzo.

Per ulteriori informazioni:
indicebigot@gmail.com
telefono 3409740159
Via Isonzo 23 – Cormons (Gorizia)

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In copertina e all’interno Giovanni Bigot mentre elabora il suo Indice.

“Il Filo dei Sapori” a Tolmezzo: un invito a scoprire la Carnia

Cosa c’è di più importante per l’area montana se non la sua gente e chi vi lavora grazie alle risorse offerte dal territorio? A questa domanda risponde prontamente la manifestazione “Il Filo dei Sapori”, evento in programma da oggi a domenica nelle piazze e vie di Tolmezzo. La manifestazione è nata nel 2014 con l’obiettivo di riportare l’attenzione sul ruolo dell’agricoltura e far conoscere i volti degli agricoltori e dei cuochi che si celano dietro ad un prodotto, ad un piatto attraverso presentazioni e degustazioni, e vuole essere portavoce del valore autentico della montagna: la passione e l’amore per la terra e per coloro che vivono di essa.
Tantissimi i prodotti offerti dalle 50 aziende agroalimentari presenti: frutta, succhi, distillati, farine, patate ed ortaggi, erbe spontanee ed officinali, canapa, birre artigianali, mieli, salumi e formaggi oltre a specialità culinarie della tradizione locale. Novità di quest’anno è il tema centrale riservato alla biodiversità. Una risorsa importantissima per il nostro pianeta ed un’opportunità di sviluppo per le aree montane. Per questo sarà predisposta una via dedicata, con la presenza degli Enti regionali preposti e diverse Associazioni, che si occupano di questo patrimonio in Fvg: il Servizio biodiversità della Direzione Centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche, l’Ente tutela Pesca, l’Arpa Fvg, l’Università di Udine – BaGav, i Parchi del Fvg, il Geoparco della Alpi Carniche, il Consorzio Boschi Carnici, l’Ersa, l’Ecomuseo delle Acque del Gemonese, La Polse di Cougnes, l’Associazione allevatori del Fvg, il Circuito culturale Cocula e le Scuole naturali.

Ciascuno racconterà e spiegherà le proprie attività sul territorio a tutela e valorizzazione della biodiversità. Sarà una via tutta da vivere attraverso laboratori e attività interattive sia per bambini che adulti. Alcune prevedono il riconoscimento di fauna e flora del territorio attraverso attività sensoriali e l’uso di reperti animali e vegetali, giochi, favole, poesie e indovinelli sulla Natura, un laboratorio di realizzazione di creme cosmetiche a base di piante officinali, la mostra “Tutti su per terra” ed un viaggio con la lente di un microscopio alla scoperta dei piccoli abitanti del suolo e delle nostre acque.
Particolare sarà il “percorso della biodiversità”; partendo dallo stand dell’Associazione di Promozione Sociale Reset in via Lequio, si potrà ritirare il voucher (del costo di 10 euro) e raggiungere ogni bollino verde contrassegnato sulla mappa. In questo modo si raggiungeranno punti specifici della manifestazione dove poter vedere e degustare la biodiversità regionale. Punto finale sarà il Museo Carnico delle Arti e Tradizioni popolari per una degustazione dei prodotti, curata da Slow Food della Carnia e Tarvisiano e la visita al Museo etnografico. Ad ogni bimbo al termine del percorso sarà offerto un simpatico omaggio.

Oltre ad essere una festa enogastronomica, come testimonia l’apertura della manifestazione oggi con GustoCarnia al Museo Carnico “Gortani”-  una cena all’interno delle sale del museo, con piatti preparati dai migliori chef della Carnia, un progetto nato per valorizzare i prodotti ed i piatti (per prenotazioni, telefonare al: +39 043392588) – la tre giorni è anche un momento di svago grazie ad attività ludico-sportive. A partire dallo Scueta Party di beneficenza domani alle 16.30, al termine di una dimostrazione di caseificazione che avrà inizio alle 14 e alla fine del quale l’Istituto professionale Linussio proporrà un piccolo percorso sensoriale con la ricotta fresca; il ricavato sarà poi donato ad un’associazione sociale locale che si occupa di famiglie in difficoltà. Sempre domani, il Geoparco delle Alpi Carniche organizza un’escursione geologica di due ore al Conoide di deiezione dei Rivoli Bianchi. Ritrovo alle ore 14.30 nella piazzola di sosta della palestra di roccia lungo la strada che da Tolmezzo porta ad Illegio. Per prenotazioni chiamare 3357697838 oppure inviare una mail info@geoparcoalpicarniche.it. Per l’occasione ci sarà l’apertura straordinaria del Museo Geologico della Carnia e dell’Esposizione naturalistica “Preone 200 milioni di anni” in entrambe le giornate del filo dei sapori (12 e 13 ottobre) con orario 10-12.30.

Altra inusuale proposta sarà il “Triathlon dell’agricoltore”, una competizione su tre tipiche attività agresti (13 ottobre, dalle 15.30). Fulcro della manifestazione sarà l’attività di informazione e divulgazione svolta dall’Ersa con la proposta di 9 incontri tecnici sulle sperimentazioni condotte dall’ente per lo sviluppo dell’agricoltura montana accompagnati dalla professionalità dei novelli cuochi dell’Isis di Tolmezzo che prepareranno molte gustose ricette a base dei prodotti che saranno presentati (incontri aperti al pubblico).  Predisposte inoltre due Aree Bimbi in cui piccoli e grandi potranno divertirsi con gli asini dell’Associazione Mus di Fuignas, con i giochi in legno del Mago Ursus, con i laboratori delle Scuole Naturali e con le attività della fattoria didattica L’Allegra fattoria.

L’evento è stato ideato dall’Unione Territoriale Intercomunale della Carnia in collaborazione con Ersa (Agenzia regionale per lo sviluppo rurale), il Comune di Tolmezzo, Camera di Commercio di Pordenone-Udine, la Regione FVG, Promoturismo FVG, Consorzio BIM, il prosciuttificio Wolf, l’Associazione di Promozione sociale Reset, gli Istituti scolastici Isis Solari, Isis Linussio, Cefap, la Confcommercio (GustoCarnia), il Consorzio delle Pro Loco della Carnia e il Museo Carnico delle Arti e Tradizioni Popolari, Slow Food – condotta Carnia e Tarvisiano “Gianni Cosetti”.

Lunedì a pranzo torna la Pasta di Beneficenza in Piazza XX Settembre: il ricavato a un’associazione che opera nel sociale.

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In copertina, i classici “cjarsons” e all’interno altri prodotti di Carnia.