Carso, un “laboratorio” europeo di biodiversità, resilienza e sviluppo sostenibile: via alle serate biologiche

In un territorio fragile e straordinario come il Carso, dove biodiversità, attività umane e cambiamenti climatici si intrecciano in modo sempre più complesso, Kras4Us si propone come un laboratorio europeo di buone pratiche per la conservazione e il ripristino degli ecosistemi. Finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia–Slovenia 2021-2027 e in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, il progetto promuove azioni pilota, monitoraggi scientifici e nuovi modelli di gestione sostenibile, coinvolgendo attivamente comunità locali, agricoltori e operatori del territorio. Il progetto riunisce le partnership di Gal Carso – Las Kras, Università del Litorale (University of Primorska), Dopps – BirdLife Slovenia e l’Autorità governativa slovena responsabile della gestione, protezione e conservazione del Parco regionale delle Grotte di Škocjan, per una visione strategica del paesaggio carsico transfrontaliero.


A fare il punto sui primi risultati e sulle prospettive del progetto è stato il Simposio sulle buone pratiche per la conservazione della biodiversità nel paesaggio agricolo del Carso, svoltosi di recente a Isola, in Slovenia,con una giornata coordinata dal direttore del Gal Carso Aleš Pernarčič che ha approfondito tre aree principali: gestione sostenibile di pascoli, prati e stagni, ripristino delle aree colpite dagli incendi, rapporto tra biodiversità ed economie circolari. L’incontro ha evidenziato la complessità del sistema carsico e l’importanza di una cooperazione transfrontaliera basata su solide evidenze scientifiche. «Proteggere la biodiversità significa anche proteggere l’identità del paesaggio carsico», ha sottolineato Vladimir Ivović, dell’Università del Litorale, mentre la responsabile del progetto Sara Zupan ha evidenziato la necessità di trasformare la conoscenza scientifica in strumenti operativi condivisi.

Particolare attenzione è stata dedicata alla gestione attiva del territorio: le praterie carsiche, tra gli habitat più ricchi di specie in Europa, dipendono da pratiche come pascolo e sfalcio, mentre gli stagni rappresentano habitat essenziali per la riproduzione degli anfibi in un ambiente povero di acque superficiali. Ampio spazio è stato riservato anche al tema degli incendi, interpretati come segnale di un sistema sotto pressione, con interventi sul piano antincendio del Carso, sugli effetti del grande incendio del 2022 sull’avifauna e sulle conseguenze per le comunità di impollinatori. Le riflessioni hanno inoltre affrontato questioni legate all’abbandono agricolo e alla frammentazione fondiaria. Il simposio ha confermato il potenziale del Carso come laboratorio di soluzioni replicabili a livello europeo, sottolineando come Kras4Us rappresenti non solo un progetto di ricerca, ma un percorso condiviso per rafforzare la resilienza degli ecosistemi e il rapporto tra ambiente e comunità.
Tutte queste tematiche saranno ulteriormente trattate in un ciclo di incontri con esperti di settore, le “Serate biologiche”, aperte a tutti in presenza nella sala conferenze dell’Università del Litorale oppure online (https://bioloski-veceri.famnit.upr.si/sl/program/), sempre con inizio alle 19. Dopo l’incontro di oggi, 18 febbraio, sul destino dei pesci cartilaginei nel Mar Adriatico, il tema degli incendi sarà trattato mercoledì 4 marzo nell’incontro “L’impatto degli incendi sulla flora carica”, mentre il 18 marzo sarà la volta di “Impollinatori nei territori carsici bruciati”, il 1° aprile sarà la volta dell’incontro “Le praterie ed i prati da sfalcio del Carso italiano e sloveno, tra conservazione e gestione”.

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In copertina e all’interno, tre splendide immagini del Carso in riva al mare Adriatico e nell’entroterra, oltre ai partecipanti al Simposio di Isola in Slovenia.

“Ti regalerò una rosa”, sabato a Fagagna narrazioni e pratica con le storie delle talee che sono custodi di frammenti vitali

La rosa che troviamo in molteplici forme nei giardini di tutto il mondo è un’evoluzione di piante che abitano l’emisfero settentrionale della Terra da molti milioni di anni: tracce di rose antichissime a cinque petali sono state ritrovate in fossili dell’Oligocene in Europa, in Asia, nel Nord America. Le rose sono diverse dagli altri fiori: sono custodi e portatrici di storie, frammenti di vita che ogni anno sbocciano nuovamente, per riportare in superficie ciò che il tempo porta a dimenticare. Per questo sono il fiore ideale al quale dedicarsi in un laboratorio botanico intrecciato al piacere della narrazione, proprio quello al centro della prossima tappa del progetto “Cambiare le storie” promosso da Damatrà onlus: “Ti regalerò una rosa”, in programma sabato 24 gennaio, dalle 10 alle 12.30, nel giardino della Cjase di Catine a Villalta di Fagagna (e in caso di maltempo il sabato successivo, 31 gennaio), permetterà di cimentarsi nella realizzazione e nello scambio di talee botaniche e talee narrative, da una rosa all’altra e da una storia all’altra, sotto la guida di Andrea D’Avanzo del Rosificio di Chiasiellis, appassionato collezionista prima ancora che vivaista.

L’occasione per scoprire un “giardino di storie”, in particolare quello delle rose antiche, veri e propri archivi viventi. A differenza delle varietà moderne, create spesso per la perfezione estetica, le rose antiche portano nel loro nome e nella loro linfa storie personali, amori epici e personaggi storici che, attraverso questi fiori, hanno ottenuto una sorta di immortalità botanica. Ci sono rose che portano il nome di madame, di persone care, di principesse e capi indiani, in ogni giardino c’è una rosa che ricorda la nonna o la mamma. Sarà il primo passo per ragionare sulla aiuola antistante alla Cjase di Catine tutti insieme, in una full immersion per adulti e bambini di tutte le età, che non hanno paura delle spine.
Per partecipare al laboratorio, proposto con accesso libero e gratuito, basterà portare alcuni rami di rose da poter scambiare, forbici da potatura, vasi di plastica (ø8 cm minimo). Prenotazioni al linIn copertina, una meravigliosa rosa in fioritura; all’interno, immagini del laboratorio.k bit.ly/4q0X9GV, info 348.0391679. “Ti regalerò una rosa” rientra nel percorso dei “racconti fra le mani”, esperienze del fare insieme ed esplorare la terra per costruire relazioni: un percorso che proseguirà con il favore della nuova stagione. Martedì 3 marzo sarà proposto il piccolo laboratorio di disegno botanico dedicato alle Fioriture, sabato 21 marzo riflettori sulla Festa di primavera con scambio di piante e piantumazione dell’aiuola della Casa delle Culture bambine. Si prosegue nel mese di aprile “A cielo aperto”, per vivere il cortile come uno spazio comune, di tutti e per tutti. Martedì 15 settembre si renderà omaggio al Raccolto e sabato 26 settembre la grande Festa d’autunno, con lo scambio di semi e piante, per adulti e bambini: per prendersi cura della biodiversità e delle relazioni.
“Cambiare le storie” è una iniziativa realizzata in stretta sinergia con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia nell’ambito delle attività strategiche finanziate dal PR FESR 2021-2027, in collaborazione con il Comune di Fagagna, la Comunità Collinare del Friuli, l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Trieste, l’associazione di promozione sociale IoCiV.

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In copertina, una meravigliosa rosa in fioritura; all’interno, alcune immagini del laboratorio botanico.

Pordenone, latte crudo e formaggi di montagna: al Teatro Verdi obiettivo puntato sul cambiamento climatico

In un tempo in cui la montagna cambia volto sotto la pressione del riscaldamento globale, parlare di cibo significa parlare di paesaggio, economia, cultura e futuro. Parlare di cambiamento climatico, di trasformazioni economiche, di equilibri sociali sempre più fragili. Significa interrogarsi su quali territori stiamo perdendo e su quali, invece, possiamo ancora scegliere di abitare in modo responsabile. È da questa consapevolezza che nasce l’incontro “Latte crudo e formaggi di montagna”, il secondo appuntamento della rassegna ideata dal Teatro Verdi di Pordenone, R_Evolution Green, in programma giovedì 15 gennaio, alle ore 18, in Sala Ridotto, quest’anno dedicata al Cibo di montagna.

Mauro Varotto


L’incontro muove da un elemento apparentemente semplice e quotidiano – il latte – per interrogare una filiera complessa e sempre più fragile. In un’epoca in cui la neve in quota si fa rara e discontinua, latte e formaggi sono destinati a recuperare il loro antico ruolo di “oro bianco” delle Alpi: non solo prodotti alimentari, ma risorse strategiche, capaci di raccontare un territorio e di mantenerlo vivo. Negli ultimi anni, le denominazioni di origine legate ai formaggi di montagna si sono moltiplicate, segno di un rinnovato interesse per la qualità e per il legame con i luoghi di produzione. Ma a questo riconoscimento formale non sempre corrisponde una reale tutela dei territori: le superfici a prato-pascolo si riducono, gli allevamenti tendono a industrializzarsi, le logiche del mercato rischiano di svuotare di senso parole come “tradizione”, “artigianalità”, “sostenibilità”.
A guidare il pubblico dentro questo scenario saranno il sociologo e documentarista Michele Trentini, che impiega l’etnografia e l’antropologia visuale per documentare le relazioni tra uomo e paesaggio, con particolare attenzione all’ambiente alpino, e l’allevatrice e casara Irene Piazza. A condurre l’appuntamento il geografo dell’Università di Padova di Mauro Varotto, curatore dell’intera rassegna, con e l’introduzione dell’artista Diego Dalla Via. Insieme offriranno una bussola critica per orientarsi tra pratiche virtuose e scorciatoie del marketing, tra narrazioni rassicuranti e dati concreti. L’obiettivo non è demonizzare, ma comprendere: distinguere ciò che tutela davvero il benessere animale, la salute del consumatore e l’equilibrio ambientale, da ciò che ne utilizza solo l’immagine. Al centro del confronto ci sarà il latte crudo, simbolo di una relazione diretta e non mediata con il territorio: un alimento che porta con sé opportunità, ma anche responsabilità. Parlare di latte crudo significa interrogarsi sul rapporto tra sicurezza alimentare e biodiversità, tra standardizzazione e specificità locali, tra conoscenza scientifica e saperi tradizionali.
Come in tutti gli appuntamenti di R_Evolution Green, anche questo incontro invita a superare una visione semplificata delle questioni ambientali, proponendo uno sguardo complesso, capace di tenere insieme ecologia, economia e cultura. Perché il cibo non è mai solo cibo: è una storia che parla di territori abitati, di comunità resistenti, di scelte quotidiane che hanno un impatto profondo sul mondo che ci circonda. E forse dentro un formaggio di montagna può esserci davvero un piccolo pezzo di prateria alpina da portare a casa: non come souvenir, ma come responsabilità condivisa.

Ingresso gratuito, prenotazioni online o in biglietteria (aperta dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19 e il sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19). www.teatroverdipordenone.it

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In copertina, formaggi di montagna: una produzione da valorizzare.

Il caffè tra le note, oggi a Trieste saranno al via i nuovi “cenacoli” con una lezione del chimico-musicista Marino Petracco

(f.s.) Terzo appuntamento oggi, 8 gennaio, alle ore 17.30, nella consueta sede dell’Hotel Savoia Excelsior (Riva del Mandracchio 4), con il nuovo ciclo 2025-2026 dei “Cenacoli del Caffè”, organizzati dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste guidata da Gianni Pistrini e giunti ormai alla nona edizione. Protagonista e “mattatore” assoluto di questo primo incontro del 2026 sarà l’ingegner Marino Petracco, per oltre un trentennio ricercatore scientifico alla Illycaffè, ma anche musicista e compositore, noto componente della Amdc e assiduo ospite dei “Cenacoli”, particolarmente apprezzato dal pubblico, che, trattando il tema “Il caffè è… una musica”, illustrerà molteplici esempi della frequente presenza del caffè nelle composizioni musicali, investigandone l’utilizzo nelle varie accezioni del termine e ripercorrendone la storia con plurime testimonianze sonore in video.
Marino Petracco, ingegnere chimico, ha accumulato una vasta esperienza di tutti gli anelli della catena su cui si basa la forza del caffè espresso: la qualità. Ha pubblicato numerosi articoli scientifici su agricoltura, fisica e chimica del caffè inteso sia come pianta che come bevanda. Presta attualmente la sua esperienza al Museo del Caffè come referente scientifico.
Ma Petracco, come detto, è anche un musicologo, e proprio in questa veste intratterrà stavolta lo scelto pubblico del “Cenacolo”. Questa è infatti la sua seconda natura: pianista classico di formazione, ha spaziato nella musica leggera in varie formazioni orchestrali, dal quartetto rock al repertorio bandistico, anche come percussionista. Ed è pure compositore: suo è l’inno dedicato a Gorizia capitale europea della cultura, che ha debuttato prima di Natale nella versione per orchestra sinfonica con coro e soprano solista.

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I ragazzi e la biodiversità

Proposte didattiche gratuite sull’importanza della biodiversità, per la fascia d’età delle scuole elementari e medie: sono disponibili come materiali-guida (in italiano e sloveno) per insegnanti ed educatori, e liberamente scaricabili dal web. Serviranno per realizzare in autonomia dei laboratori a tema, con attività pratiche per i ragazzi. Progetto pluriennale su quaderni didattici, il tema del primo anno è “Il risveglio della primavera” e i suoi vari risvolti naturalistici. La proposta è della cooperativa Curiosi di natura di Trieste, nell’ambito del progetto sulla biodiversità “Quanto vale un petalo?”, realizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per le attività di divulgazione della cultura scientifica. Il materiale didattico, accompagnato da un video-tutorial illustrativo, è disponibile sul sito web www.curiosidinatura.it (link diretto: www.curiosidinatura.it/didattica.htm), e sono possibili anche collegamenti e collaborazioni con i suoi curatori. Altre informazioni sul sito web indicato e alla mail: curiosidinatura@gmail.com

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Ingresso libero fino a esaurimento dei posti. L’incontro potrà essere seguito anche online sul portale web dell’Associazione: www.amdctrieste.it o tramite il profilo Facebook aMDCTrieste. Il nuovo ciclo dei “Cenacoli”, organizzato stavolta attorno al tema-guida “Oltre l’Espresso: Viaggio nelle Culture del Caffè”, rientra nel progetto di divulgazione umanistica “Il Caffè, una storia di successo nella cultura regionale ed europea”, elaborato da Franco Rota della Amdc, con il finanziamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e contributi de “Le Fondazioni Casali Ets” e Banca 360 FVG. Il programma prevede otto incontri a cadenza mensile fino a giugno ed è coordinato da Nicoletta Casagrande (responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria) assieme al vicepresidente di Amdc Doriano SimonaIn copertina, l’ingegner Marino Petracco chimico e musicista oggi protagonisti ai nuovi Cenacoli del caffè.to.

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In copertina, l’ingegner Marino Petracco chimico e musicista oggi protagonista ai nuovi Cenacoli del caffè di Trieste.

Alla scoperta del miele carsolino tra prodotti agricoli e biodiversità

Per il programma di “Quanto vale un petalo?”, sabato 13 settembre, dalle 16 alle 19.30, la cooperativa Curiosi di natura propone a San Michele del Carso (Gorizia) la passeggiata naturalistica “Miele e biodiversità” con degustazione.
Alle ore 16 è in programma una facile passeggiata divulgativa tra boschi e prati, sul tema dei prodotti agricoli e la biodiversità, con la guida naturalistica Barbara Bassi. Seguirà, alle 17.30. una visita guidata con degustazione “Sapori di stagione” all’azienda agricola – kmetija Devetak Sara. Con uno spuntino-relax di prodotti locali, composto da tagliere di formaggi con confetture e miele abbinati, frittata con erbe aromatiche, acqua aromatizzata allo sciroppo, dolce e caffè.
Ritrovo alle ore 15.45, davanti al Circolo culturale ricreativo “Danica” di San Michele del Carso. Costo (uscita con degustazione): interi 20 euro; 15 euro i minori di 14 anni, gratis i minori di 6 anni. È richiesta la prenotazione alla mail curiosidinatura@gmail.com o al cell cell. 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook. In collaborazione con l’Unione Regionale Economica Slovena (SDGZ-URES), e con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, per i progetti di divulgazione della cultura scientifica.

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In copertina, fiori di edera visitati da api e altri insetti pronubi.

L’agricoltura e l’ambiente lunedì si incontreranno a Tolmezzo: opportunità e strumenti utili per il rilancio montano

Offrire un’occasione concreta per mettere in dialogo agricoltura e ambiente, sviluppo del territorio e tutela della biodiversità. È questo l’obiettivo dell’incontro pubblico in programma lunedì 25 agosto a Tolmezzo, nella sala consiliare del Comune, dove il Servizio Sviluppo Rurale della Regione Friuli Venezia Giulia – autorità di gestione del Ps Pac – assieme al Servizio Biodiversità, con il supporto dell’Amministrazione comunale di Tolmezzo, presenteranno al territorio il bando SRD04 “Investimenti non produttivi agricoli con finalità ambientale”. Un momento importante di confronto con gli attori locali, pensato per spiegare in modo chiaro e diretto finalità, criteri di accesso e opportunità messe a disposizione da una misura che rappresenta un tassello per l’ambiente del futuro.


Il bando, aperto fino al 25 settembre 2025, sostiene interventi che – pur non generando un ritorno economico immediato – portano benefici ambientali duraturi: dalla riqualificazione di paesaggi agricoli alla tutela di habitat naturali, fino alla riduzione dell’impatto delle attività agricole sul suolo e sulle acque. In un’epoca in cui sostenibilità e resilienza sono parole chiave per le politiche di sviluppo, strumenti come lo SRD04 diventano leve strategiche per accompagnare le imprese agricole verso modelli sempre più integrati con le esigenze del territorio e dell’ecosistema.
Dopo i saluti introduttivi dell’assessore comunale Marioantonio Zamolo, a condurre l’incontro saranno Caterina Talotti per l’Autorità di Gestione regionale del Ps Pac 23-27 che illustrerà il quadro generale del programma, le finalità e peculiarità del bando e Umberto Fattori per il Servizio Biodiversità della Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, attuatore della misura, che approfondirà gli aspetti tecnici e ambientali legati agli interventi ammissibili. Con il supporto dell’amministrazione comunale di Tolmezzo, che ha voluto accogliere e promuovere questo appuntamento, la Regione si mette così in ascolto del territorio, offrendo strumenti e chiarimenti utili a cogliere le possibilità offerte dalla nuova programmazione Pac, la Politica agricola comune dell’Unione Europea. L’incontro è rivolto a enti pubblici, associazioni, operatori del settore agricolo e forestale e a tutti i cittadini interessati a conoscere le modalità di partecipazione e i benefici previsti dal bando.

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In copertina e all’interno due bellissime immagini dell’ambiente montano in Friuli.

Quanto vale un petalo? In Val Saisera sulle orme di Julius Kugy il “cantore” del Tarvisiano e delle Alpi Giulie

Per il progetto sulla biodiversità “Quanto vale un petalo?”, domenica 22 giugno la cooperativa Curiosi di natura e il CAI XXX Ottobre di Trieste propongono un’escursione, dalle 9.30 alle 17, in Val Saisera, a Valbruna nel Tarvisiano, sulle orme dell’alpinista Julius Kugy. Le guide di Curiosi di natura illustreranno l’ambiente montano, mentre Maurizio Bekar leggerà alcuni scritti di Kugy, incentrati sul suo amore per le Alpi Giulie.


Un’uscita di 10 chilometri, con tratti in salita. Possibilità di passaggi in pullman fino a Valbruna e ritorno, con partenza da Trieste alle 7 e da Palmanova alle 7.45. Partenza dell’escursione alle 9.30 da Valbruna, dove Kugy amava soggiornare prima di partire per le sue imprese. Ci si inoltrerà tra il verde di boschi e pascoli, seguendo il Sentiero degli Abeti di Risonanza, usati per la realizzazione di violini di qualità. Lungo il percorso soste per le letture, immersi nel paesaggio della Val Saisera, con sullo sfondo le pareti di roccia del Montasio. Sosta per una merenda al sacco (a carico individuale). Pranzo (facoltativo) in agriturismo, verso le ore 14, con menù convenzionato.
Costi: escursione € 10 interi, € 8 i minori di 14 anni; passaggio pullman (da Trieste e ritorno) € 20; pranzo in agriturismo (facoltativo) su menù fisso convenzionato € 20. Prenotazioni entro venerdì 20 alla mail curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374.

Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.
Il progetto “Quanto vale un petalo?” gode del contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per le attività di divulgazione della cultura scientifica.

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In copertina e all’interno immagini della Val Saisera con una escursione nel bosco.

E infine “Piacevolmente Carso” domenica invita sui campi di lavanda di Povir

A chiusura della stagione di escursioni di primavera di “Piacevolmente Carso”, domenica 15 giugno la cooperativa Curiosi di natura propone, dalle 9.30 alle 13, un’uscita con visita e degustazioni a “I campi di lavanda di Povir”, a Sežana. Una camminata per tutti, tra boschi, prati stabili ricchi di biodiversità e panorami sui monti, nei dintorni di Povir. Seguita da una visita guidata ai campi di lavanda ed elicriso, tra fioriture colorate e profumate, e degustazione nell’azienda che coltiva piante officinali.


Ritrovo alle ore 8.45, nel parcheggio dell’ex valico confinario per Lipica; spostamento in auto all’inizio della camminata. Appuntamento per la “Primavera della Mobilità Dolce”, promossa a livello nazionale dall’Alleanza per la Mobilità Dolce, con le più importanti associazioni impegnate sul tema. I partecipanti riceveranno un buono sconto del 10%, per un pasto nei ristoratori convenzionati di “Sapori del Carso”. Costi di partecipazione: interi € 17; € 6 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6. Ultimi posti disponibili. È richiesta la prenotazione a curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.

Iniziativa con il patrocinio di A.Mo.Do. (Alleanza Mobilità Dolce), AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle cooperative) e in collaborazione con l’URES-SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena), Sapori del Carso, e i GIT (Gruppi di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

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In copertina e all’interno i campi di lavanda; qui sopra, l’elicriso pronto per la fioritura.

Regione Fvg, quasi sette milioni nel 2025 per produzioni bio e attività montane

«Con l’inizio del 2025 sarà predisposta una serie di quattro nuovi importanti bandi; prevista una dotazione economica complessiva di 6,7 milioni, con il fondamentale obiettivo di favorire il mantenimento del territorio e della biodiversità e contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici». Lo ha reso noto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, illustrando i provvedimenti approvati nel corso dell’ultima riunione della Giunta regionale. Tra gli interventi previsti dal Piano strategico nazionale della Pac 2023-2027 e dal Complemento regionale per lo sviluppo rurale (che è il documento attuativo della Regione Fvg della strategia nazionale contenuta nel Piano nazionale della Pac) che saranno attuati nel territorio regionale a partire dal 2025, rispetto agli impegni in materia di ambiente e di cambiamento climatico, vi sono gli interventi per la Gestione e mantenimento dei prati e pascoli permanenti nell’ambito della zootecnica biologica (SrA08) e per il sostegno all’agricoltura biologica, consentendo la possibilità di accesso a un nuovo bando quinquennale per la programmazione Ps Pac 2023-2027 (SrA29). La delibera che approva i due bandi prevede una dotazione finanziaria di 2,7 milioni complessivi di fondi cofinanziati.

Stefano Zannier

Approvato dalla Giunta regionale anche il nuovo bando – giunto alla terza edizione dall’inizio dell’attuale programmazione – per l’accesso all’intervento “Sostegno zone di svantaggi naturali di montagna (SrB01)” volto a mantenere e a incentivare le attività agricole e zootecniche situate in ambito montano al fine di compensare gli svantaggi che gli imprenditori agricoli devono affrontare operando nelle terre alte. Al bando è assegnata una dotazione finanziaria di 5 milioni. Le indennità variano dai 90 ai 280 euro per ettaro a seconda della tipologia di attività, di azienda e a seconda di una serie di coefficienti stabiliti. L’indennità per ettaro non può comunque superare la cifra di 450 euro.
Via libera anche al nuovo bando per l’accesso al pagamento compensativo per le attività nelle zone agricole rientranti nelle aree di Natura 2000 (SrC01) volto a compensare agricoltori e altri gestori del territorio rispetto agli svantaggi specifici derivanti dall’operare all’interno delle zone agricole ricomprese nelle aree tutelate di Naturale 2000. Il bando conta su una dotazione finanziaria di un milione di euro, mentre il sostegno ai beneficiari è costituito da un’indennità annuale pari a 500 euro per ettaro. Per tutte le tipologie di bando le domande da parte dei beneficiari dovranno essere inoltrate in forma telematica sul portale dell’Organismo pagatore regionale (Opr Fvg) raggiungibile dal sito www.opr.fvg.it a partire dalla data di operatività del sistema informativo e comunque entro il 15 maggio 2025.

Osservazioni botaniche a Duino Aurisina scoprendo le rare pecore istro-carsoline

Per il progetto divulgativo sulla biodiversità “Quanto vale un petalo?”, domenica 1 dicembre la cooperativa Curiosi di natura propone dalle 9.30 alle 13 una visita con osservazioni botaniche a Duino Aurisina, nei boschi tra Visogliano e Ceroglie, alle pendici del Monte Ermada. E a Ceroglie visita alla fattoria Antonič, riconosciuta come espressione di un Presidio Slow Food, che alleva pecore istro-carsoline preservandone la specie.
Un percorso su facili sentieri, tra i boschi in veste invernale. Osservando le cortecce, il portamento e le gemme dormienti si imparerà a riconoscere gli alberi del territorio, anche quando sono spogli. E con le spiegazioni della guida naturalistica Barbara Bassi si imparerà a cogliere le differenze tra le specie. Un percorso di 6 km, su un moderato dislivello di 100 metri.
Ritrovo alle ore 9.10 al Campo sportivo di Visogliano. Quote di partecipazione: euro 10; euro 5 i minori di 14 anni; gratis i bambini con meno di 6. È richiesta la prenotazione a: curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374.
Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook. Il progetto “Quanto vale un petalo?” gode del contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per le attività di divulgazione della cultura scientifica.

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In copertina, un esemplare di pecora istro-carsolina e all’interno sentieri nei boschi.