L’oliva dalla pianta alla bottiglia in un laboratorio-gioco per i bambini sabato a Gorizia con Coldiretti-Campagna Amica

Per il progetto “Quanto vale un petalo?”, sabato 23 novembre la cooperativa Curiosi di natura proporrà dalle 10.30 alle 11.30 al Mercato coperto di Campagna Amica di Gorizia, in via IX Agosto 4/b, il “Viaggio di un’oliva, dalla pianta alla bottiglia”. Un laboratorio-gioco gratuito per bambini sul valore della biodiversità e di un’agricoltura rispettosa della natura. In collaborazione con Coldiretti – Campagna Amica di Gorizia.
Dietro una bottiglia di olio c’è un lavoro di mesi e anni, a partire dalla coltivazione dell’ulivo fino alla raccolta dei frutti. Con un racconto, dei quiz e un laboratorio creativo verrà ricostruita la storia di una bottiglia di pregiato olio Evo (Extra Vergine di Oliva), illustrando le caratteristiche di un albero coltivato fin dall’antichità, gli adattamenti all’ambiente mediterraneo, come si raccolgono le olive e la loro trasformazione.

isponibile anche in sloveno, il laboratorio è gratuito e rivolto ai bambini dai 7 anni in su, con i famigliari. È richiesta la prenotazione a: curiosidinatura@gmail.com o al cell/Whatsapp 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook. Iniziativa per il progetto divulgativo sul valore della biodiversità “Quanto vale un petalo?”, realizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, olive appena raccolte; all’interno, i frutti ancora sulla pianta e bambini durante un’attività loro dedicata.

“Vigne Museum” compie dieci anni: grande festa oggi sui colli di Rosazzo con Paesaggi Futuri tra arte e scienza

Giunge all’ottava edizione l’appuntamento con l’arte e con la scienza di “Paesaggi Futuri al Vigne Museum” che porta a Rosazzo nomi autorevoli del panorama internazionale oggi, 5 ottobre, dalle 10.30 alle 12.30. Quest’anno, per festeggiare l’importante traguardo dei 10 anni di attività del Vigne Museum, parteciperanno David Monacchi, artista multidisciplinare, compositore e ingegnere del suono, ricercatore eco-acustico, noto soprattutto per il suo progetto Fragments of Extinction, un’importante e complessa ricerca sul patrimonio dei suoni delle foreste primarie equatoriali con la finalità di custodire i suoni del mondo e sensibilizzare la consapevolezza sulla crisi globale della biodiversità; Giancarlo Sciascia, cultural manager e foresight specialist nella veste di moderatore ad accompagnare una ricca mattinata che unirà momenti di storia del Vigne Musuem ad informazioni di attualità e suggestioni sonore.


In occasione del decennale non poteva inoltre mancare il co-autore del Vigne Musuem, Jean-Baptiste Decavèle, che nel 2014 ha realizzato — assieme all’architetto visionario Yona Friedman — la struttura artistico-architettonica dedicata a Livio Felluga per i suoi cento anni. Un museo a cielo aperto della vite e del paesaggio collocato sulla collina di Rosazzo.
Il focus di questo importante incontro sarà rivolto alla crisi ecologica in atto. Un argomento che David Monacchi porterà all’attenzione del pubblico condividendo gli esiti della sua ricerca, iniziata quindici anni fa, per stimolare la consapevolezza della “più grande catastrofe silenziosa di nostri tempi”, quella che è stata definita la Sesta Estinzione di Massa: ecocidio. Questo fenomeno sta mettendo a tacere per sempre i meravigliosi cori di suoni naturali, le “eco-sinfonie” che non abbiamo nemmeno ascoltato o registrato. “È il patrimonio sonoro di milioni di anni di evoluzione. Dobbiamo salvarne i frammenti per studiarlo, comprenderlo, sperimentarlo, goderne e conservarlo, preservando per le generazioni future le impronte dell’intelligenza sonora della natura che sta scomparendo. Fragments of Extinction sta facendo parte di questo lavoro“, afferma  Monacchi.

L’Associazione Culturale Vigne Museum grazie a questi preziosi contributi desidera regalare al suo pubblico un’esperienza importante a livello informativo ed emozionale per guardare a nuovi “Paesaggi Futuri” con nuovi occhi.
Alla fine dell’incontro ci sarà un brindisi offerto dalla Livio Felluga per i 10 anni del Vigne Musuem.

Abbazia di Rosazzo
Località Rosazzo — Manzano (UD)
5 ottobre 2024
10.30 — 12.30
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Informazioni e prenotazioni: info@vignemuseum.com

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In copertina e qui sopra due immagini del Vigne Museum di Luigi Vitale; all’interno, Borneo 2023 di Alex D’Emilia.

La Regione Fvg con Bordin: esemplari le pratiche sostenibili della Cantina di Ramuscello e San Vito cooperativa che ha un legame profondo con la comunità

«La Cantina di Ramuscello è una realtà che si contraddistingue per aver instaurato negli anni un legame profondo con la comunità, grazie alle diverse e importanti iniziative proposte, favorendo una maggiore consapevolezza e apprezzamento delle risorse naturali e delle tradizioni. Questo può incentivare pratiche sostenibili e rispettose dell’ambiente, contribuendo alla salvaguardia del paesaggio rurale e della biodiversità». É la riflessione che il presidente del Consiglio del Fvg, Mauro Bordin, ha espresso al presidente Gianluca Trevisan, al direttore Rodolfo Rizzi e ad alcuni membri del consiglio di amministrazione, durante la visita alla Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, alla presenza anche della collega Lucia Buna e della prima cittadina di Sesto al Reghena, Zaida Franceschetti, evidenziando che «la viticoltura è un elemento chiave dell’economia locale, capace di promuovere e valorizzare il territorio a tuttotondo».

Fondata nel 1959 come apparato sociale ed entrata in funzione nel 1962, la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito al Tagliamento rappresenta una cooperativa che unisce 170 soci di 18 Comuni del territorio e si dedica alla trasformazione dell’uva in vini di qualità, scegliendo le modalità di migliore commercializzazione. È toccato al direttore Rodolfo Rizzi spiegare la mission e i numeri dell’azienda che «conduce la sua attività nel territorio più vitato del Friuli Venezia Giulia con importanti produzioni di Prosecco e Pinot grigio, ma anche di Ribolla gialla». Anche per questo Sesto al Reghena ha aderito in questi ultimi anni alla rete delle Città del vino Fvg, della quale già faceva parte il contiguo Comune di San Vito al Tagliamento.
«Il Friuli Venezia Giulia dimostra che l’Autonomia, se ben gestita, è un prezioso strumento di sviluppo economico e quindi di sostegno anche per le realtà produttive. L’Amministrazione regionale – ha detto il presidente Bordin – vuole continuare ad essere un interlocutore importante a supporto di chi fa impresa e investe». Il massimo rappresentante dell’Assemblea legislativa Fvg ha quindi ricordato i numeri importanti che nell’Assestamento di luglio hanno interessato il mondo agricolo, sottolineando l’impegno dell’assessore regionale Stefano Zannier che «in questi anni ha seguito con grande attenzione il settore». Secondo la collega Buna, la Cantina di Ramuscello, «oltre a distinguersi per i riconoscimenti nazionali dei suoi vini, ha sposato un particolare attaccamento per il territorio attestato da una crescita del 30% dei nuovi soci conferitori. Questa realtà ha adottato il concetto di sostenibilità, garantendo meno spreco di risorse idriche con il riutilizzo delle acque di depurazione, riducendo i fitofarmaci, certificando i vini vegani e soprattutto proponendosi e trovando spazi nei mercati più esigenti».
L’ottimo stato di salute della Cantina è stato ribadito dal presidente Gianluca Trevisan, il quale ha sottolineato come «l’aumento dei soci, in particolare degli ultimi mesi, sia il risultato di un modo di lavorare virtuoso. L’azienda ha sempre saputo dare risposte ai soci e crescere nel tempo, fino a quintuplicare la capacità produttiva negli ultimi dieci anni». Diverse le iniziative prese ad esempio: dalla certificazione del vino vegano ai progetti di promozione della salvaguardia e della tutela dell’acqua e della corretta irrigazione, dalle 555 bottiglie di Refosco dal peduncolo rosso interrate che hanno segnato un metodo di invecchiamento unico nel suo
genere, con una parte del ricavato devoluta a supporto dei corridoi umanitari, alla collaborazione con i ragazzi dell’Istituto artistico Galvani di Cordenons. Gli obiettivi futuri sono certo ambiziosi, ma alla portata dell’azienda che sta lavorando sia a costruire rete d’impresa fra cooperative e privati, sia alla possibilità di utilizzare il marchio Ramuscello. Infine, secondo il sindaco Zaida Franceschetti «l’importanza di questa realtà è testimoniata anche dal fatto di saper conciliare la tradizione e l’innovazione. La Cantina di Ramuscello che presta particolare attenzione all’ambiente e al sociale, è sentita come parte integrante della comunità».

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In copertina e all’interno il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin con il presidente Gianluca Trevisan, il direttore Rodolfo Rizzi, amministratori e dirigenti della Cantina di Ramuscello e San Vito: posano per la foto ricordo dinanzi al grande murale di Altan inaugurato l’anno scorso su una facciata del nuovo e innovativo depuratore della cooperativa.

 

Giornata mondiale delle api, un appello per la loro difesa oggi da Remanzacco. E domenica dal Municipio di Venzone

(g.l.) Salviamo l’ape, così salviamo il mondo! Può essere sintetizzato con questo slogan l’appello che oggi si leverà forte, in tutto il pianeta, grazie alla “Giornata mondiale delle api”. In Friuli Venezia Giulia si segnala, al riguardo, una bella iniziativa delle associazioni “Giulietta e Romeo in Friuli” e “Insieme Comunitat”, nella consapevolezza che questi insetti sono «fondamentali per la sopravvivenza della Terra, ma gravemente minacciati dai pesticidi, dai cambiamenti climatici, dall’inquinamento e dalla perdita dell’habitat». L’incontro si terrà questo pomeriggio nella sede di “Insieme comunitat”, alle 18.15, in piazza Miani a Remanzacco, con ingresso libero. Con il presidente del sodalizio ospitante, Domenico Brancale, interverranno la presidente dell’Associazione “Giulietta e Romeo in Friuli”, Laura Zanelli, la presidente del Club per l’Unesco di Udine, Renata Capria D’Aronco, Gigi Nardini, della Casa del Miele di Cividale, la dottoressa Renata Stella Oprea, l’apicoltore Lorenzo Pontonutti e la giornalista Adriana Ronco Villotta. Un’altra importante manifestazione dal titolo “Salviamo le api e la biodiversità” si terrà invece domenica prossima, 26 maggio, con inizio alle 9.15, nella sala consiliare del Comune di Venzone, in occasione della Giornata europea dei parchi. Anche questo incontro vedrà la collaborazione dell’Unesco friulano.
«Più del 40% delle specie di invertebrati, in particolare api e farfalle, che garantiscono l’impollinazione, rischiano di scomparire; in particolare in Europa il 9,2% delle specie di api europee sono attualmente minacciate di estinzione (IUCN, 2015). Senza di esse molte specie di piante si estinguerebbero e gli attuali livelli di produttività potrebbero essere mantenuti solamente ad altissimi costi attraverso l’impollinazione artificiale. Le api domestiche e selvatiche sono responsabili di circa il 70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali viventi sul pianeta e garantiscono circa il 35% della produzione globale di cibo. Negli ultimi 50 anni la produzione agricola ha avuto un incremento di circa il 30% grazie al contributo diretto degli insetti impollinatori». Così comincia un recente ed approfondito articolo dell’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, a firma di V. Silli e V. Bellucci.
«A scala globale, più del 90% dei principali tipi di colture – continua l’analisi – sono visitati dagli Apoidei e circa il 30% dai ditteri (tra cui le mosche), mentre ciascuno degli altri gruppi tassonomici visita meno del 6% delle colture. Alcune specie di api, come l’ape occidentale (Apis mellifera) e l’ape orientale del miele (Apis cerana), alcuni calabroni, alcune api senza pungiglione e alcune api solitarie sono allevate (domesticate); tuttavia, la stragrande maggioranza delle 20.077 specie di apoidei conosciute al mondo sono selvatiche. Gli impollinatori svolgono in natura un ruolo vitale come servizio di regolazione dell’ecosistema. Si stima che l’87,5% (circa 308.000 specie) delle piante selvatiche in fiore del mondo dipendono, almeno in parte, dall’impollinazione animale per la riproduzione sessuale, e questo varia dal 94% nelle comunità vegetali tropicali al 78% in quelle delle zone temperate (IPBES, 2017). E’ stato dimostrato che il 70% delle 115 colture agrarie di rilevanza mondiale beneficiano dell’impollinazione animale (Klein et al., 2007); inoltre l’incremento del valore monetario annuo mondiale delle produzioni agricole ammonta a circa 260 miliardi di euro (Lautenbach, 2012). In Europa la produzione di circa l’80% delle 264 specie coltivate dipende dall’attività degli insetti impollinatori (EFSA, 2009)».
«La protezione degli insetti impollinatori, in particolare apoidei e farfalle – si legge ancora – è quindi di fondamentale rilevanza, poiché essi svolgono un importante ruolo nell’impollinazione di una vasta gamma di colture e piante selvatiche. Le api forniscono inoltre preziosi prodotti dell’alveare quali: miele, polline, pappa reale, cera, propoli, veleno, da sempre utilizzati ed apprezzati dall’uomo. La maggior parte delle piante di interesse agricolo necessita degli insetti pronubi per l’impollinazione. A causa di alcune scelte della moderna agricoltura come la monocultura, l’eliminazione delle siepi e l’impiego dei fitofarmaci, nonché l’alterazione e la frammentazione delle aree naturali, l’ambiente è divenuto inospitale per la maggior parte degli insetti pronubi. Il declino della presenza dei pronubi selvatici ha fatto si che l’importanza delle Apis mellifera sia diventata fondamentale per alcune colture. In Europa, quasi metà delle specie di insetti è in grave declino e un terzo è in pericolo di estinzione. Il cambiamento dell’habitat e l’inquinamento ambientale sono tra le principali cause di questo declino. In particolare, l’intensificazione dell’agricoltura negli ultimi sei decenni e l’uso diffuso e inarrestabile dei pesticidi sintetici rappresenta uno dei principali fattori di decremento delle popolazioni e di perdita di biodiversità degli insetti pronubi negli ultimi tempi».
«La conclusione è chiara: o cambieremo subito il nostro modo di produrre cibo – si avverte -, oppure la maggior parte degli insetti arriveranno all’estinzione entro pochi decenni. Le ripercussioni che ciò avrà per gli ecosistemi del pianeta nei prossimi anni potrebbero essere molto gravi, poiché gli insetti sono la base strutturale e funzionale della maggior parte degli ecosistemi del Pianeta. Il ripristino degli habitat naturali, insieme ad una drastica riduzione degli input agro-chimici e alla “riprogettazione” agricola, è probabilmente il modo più efficace per evitare ulteriori diminuzioni o scomparse degli insetti impollinatori, in particolare nelle aree ad agricoltura intensiva. Ad esempio, filari, siepi e prati impiantate ai margini del campo aumentano l’abbondanza di impollinatori selvatici, come pure la rotazione delle colture con trifoglio o altre leguminose può incrementare l’abbondanza e la diversità dei bombi, che a loro volta migliorano la resa delle colture e la redditività dell’azienda. Queste pratiche di “ingegneria ecologica” non solo favoriscono gli impollinatori, ma conservano anche i nemici naturali degli insetti che sono essenziali per contenere le specie di parassiti erbivori che attaccano numerose ed importanti colture».
«Tuttavia, affinché queste misure siano efficaci – concludono Silli e Bellucci -, è fondamentale che gli attuali modelli di utilizzo dei pesticidi, principalmente insetticidi e fungicidi, siano ridotti al minimo per consentire il recupero delle popolazioni di insetti e dei relativi servizi di “controllo biologico” dei patogeni. In molti dei sistemi agricoli presenti nel mondo, il controllo biologico costituisce un mezzo sottoutilizzato ma economicamente efficace e a basso impatto ambientale per risolvere i problemi dei parassiti delle colture, in grado di preservare la biodiversità sia all’interno che al di fuori delle aziende agricole».

Biodiversità, a Gorizia i bambini andranno alla scoperta dei collegamenti tra la botanica e l’alimentazione

Per “Quanto vale un petalo?”, progetto divulgativo sulla biodiversità, da sabato 24 febbraio la cooperativa Curiosi di natura, in collaborazione con Coldiretti – Campagna Amica di Gorizia, propone quattro laboratori ludico-didattici gratuiti a tema, per bambini, al Mercato coperto di Campagna Amica di Gorizia, in via IX Agosto 4/b. I laboratori si terranno i sabati 24 febbraio, 16 marzo, 20 aprile e 11 maggio, dalle 10.30 alle 11.30, e saranno incentrati sugli alimenti che mangiamo e il mondo naturale da cui provengono, per far capire il valore della biodiversità e di un’agricoltura rispettosa della natura. Realizzabili anche in lingua slovena, sono rivolti a bambini dai 7 anni in su, ma è gradita la partecipazione anche di genitori e adulti.
Il laboratorio di sabato prossimo, alle 10.30, sarà “L’Albero dei sapori”, che punta a far conoscere, tramite un gioco, le caratteristiche di alcuni alimenti e i collegamenti tra botanica e alimentazione. Il 16 marzo sarà invece la volta de “L’anno dell’orto”, per conoscere meglio, sempre attraverso il gioco, i prodotti dell’orto e degli alberi da frutta. Il 20 aprile ci si concentrerà invece sulle api e il miele e sul tema “Quante cosa sa fare un’ape operaia”. Infine, l’11 maggio il tema sarà incentrato su “I prati stabili” – un ambiente ricco di biodiversità, sugli insetti impollinatori che li visitano e sui vari modi con cui i fiori comunicano e attirano gli insetti.
La partecipazione è gratuita; è richiesta la prenotazione a: curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook. Il progetto “Quanto vale un petalo?” è finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, per le attività di divulgazione della cultura scientifica.

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In copertina, attività per bambini a uno stand di Campagna Amica della Coldiretti.

Green Belt, Model Municipality Award premia Stregna per i prati di Tribil e per lo sviluppo “sostenibile” dell’Erbezzo

Il Comune di Stregna, nelle Valli del Natisone, ha ottenuto il Model Municipality Award, il riconoscimento assegnato dalla European Green Belt Association che premia i Comuni modello, ovvero quelli più virtuosi per il loro impegno duraturo verso la protezione dell’ambiente lungo la Green Belt, per la valorizzazione del territorio in chiave sostenibile e per la collaborazione transfrontaliera.

L’European Green Belt (cintura verde europea) è il nome dato alle ex zone di confine tracciate dalla Cortina di Ferro che, da Nord a Sud, per 12.500 chilometri, divideva l’Europa in due blocchi: abbandonate dopo l’utilizzo militare, oggi queste aree rappresentano un unicum a livello geografico, storico e naturalistico. Attualmente la European Green Belt-EGB collega 24 Paesi e rappresenta la spina dorsale di una rete ecologica pan-europea: in Friuli Venezia Giulia, la cintura corre a ridosso del confine con la Slovenia e ha saputo mantenere e preservare nicchie importanti di biodiversità.
Come si legge nelle motivazioni, Stregna si aggiudica il Premio grazie all’impegno nell’organizzazione di Ikarus – Green Belt Festival, l’evento multilingue e multiculturale ricco di eventi organizzato nel 2021 per diffondere la conoscenza dell’identità e delle tradizioni del territorio e condividere la cultura a ridosso della linea di confine italo-slovena. Non solo, il Comune valligiano si è impegnato nella designazione e nella gestione del biotopo “Prati di Tribil Inferiore – Dolenji Tarbji” e nella costituzione dell’Associazione fondiaria Valle dell’Erbezzo che promuove un modello di sviluppo agricolo e di crescita “sostenibile” del territorio, contrastandone l’abbandono e valorizzando il paesaggio identitario delle Valli del Natisone.
Il Premio è stato assegnato su indicazione della Regione Fvg (Direzione centrale difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile) e della Egb Italia e sarà consegnato al sindaco Luca Postregna, in Comune a Stregna, il prossimo 17 novembre.

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In copertina e qui sopra due immagini dei prati di Planino a Tribil Inferiore; all’interno, una panoramica di Stregna e della sua valle.

Alla scoperta della biodiversità dei laghi di Doberdò e Pietrarossa sul Carso

Alla scoperta della biodiversità della landa carsica, negli ambienti incontaminati della Riserva naturale dei laghi di Doberdò e Pietrarossa, spaziando dalle misteriose rive dello specchio d’acqua di Doberdò alle alture carsiche, appunto, del Colle Nero: è un’escursione di grande interesse quella che la Coop Pavees, gestore del sito protetto, ha organizzato per domenica 24 settembre, quando si potranno cogliere dettagli e differenze della flora e della vegetazione della Riserva. Le esperte guide illustreranno pure le caratteristiche di alcune specie salienti, soffermandosi, fra l’altro, sulle loro proprietà nell’uso erboristico ed etnobotanico.
Il percorso si sviluppa per un tratto sulle rive del lago, dove i partecipanti avranno modo di osservare uno dei rari esempi di vegetazione ripariale sul Carso (pioppi, salici e altre specie arboree); proseguirà poi su un ripido sentiero verso Casa Cadorna, immerso nella vegetazione tipica delle rupi e della boscaglia carsica e a tratti esposto: sono dunque richieste una preparazione e un’attrezzatura adeguate. Da Casa Cadorna si raggiungerà il Colle Nero, per poi arrivare al Centro Visite Gradina, da dove si potrà scendere in autonomia fino al paese e raggiungere il parcheggio di partenza (quello accanto al lago di Doberdò, sul lato del Paludario) in una trentina di minuti.
Il ritrovo è fissato alle 9.30, nel parcheggio appena citato; la camminata avrà una durata di circa tre ore. Sono richiesti scarpe e abbigliamento da trekking. L’evento è gratuito grazie al contributo del Comune di Doberdò e della Regione Fvg, ma è necessaria la prenotazione, effettuabile al numero +39 329 093 4068 o all’indirizzo mail escursionidoberdo@pavees.it

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In copertina, uno scorcio della landa carsica di grande interesse naturalistico.

Sul Carso alla scoperta della biodiversità: domenica invito a Banne tra natura e arte

Domenica 10 settembre si avvia tra Trieste, Gorizia e l’oltreconfine sloveno la seconda edizione di “Quanto vale un petalo?”, progetto multidisciplinare tra scienza, cultura, arte, escursioni e documentari sulla biodiversità. Promosso dalla cooperativa Curiosi di natura, prevede iniziative fino a primavera, per spiegare quanto la biodiversità sia importante per la salute del pianeta e per la qualità della vita. Il progetto è stato approvato dalla Direzione Cultura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, per quanto riguarda i bandi per la divulgazione della cultura scientifica, e ammesso alla possibilità di contributi di mecenati tramite l’Art Bonus.
“Quanto vale un petalo?” prevede più tipi di appuntamenti: dalle escursioni in Carso a uscite a tema per gruppi di adulti e della terza età a prezzo ribassato, a laboratori gratuiti in italiano e sloveno per le scuole primarie, oltre ad alcuni documentari.

Il programma inizia domenica 10 settembre, con un’uscita sul Carso triestino dalle 9.30 alle 13: “A Banne tra natura e arte”. Una passeggiata tra boschi e prati, osservando colori e forme del mondo vegetale. Allo stagno di Banne (Stari kal) laboratorio di acquerello con Marta Jerian – laureata in Scienze agrarie e diplomata all’Istituto d’Arte – per riproporre creativamente quanto osservato. Ritrovo alle 9.10 alla Scuola media “de Tommasini” di Banne, in via di Basovizza 60 (raggiungibile da Trieste con il bus 51).
Segue domenica 17 settembre, dalle 9.30 alle 13.30, “Tra Opicina e il Monte Grisa”: un’escursione-evento con spiegazioni e laboratori con le guide di Curiosi di natura. I giovani attori dell’Actis, per la regia di Daniela Gattorno, leggeranno estratti dal libro “Il Gelso dei Fabiani”, sulla vita a Trieste e in Carso nel 1800. E l’associazione “Oltre quella sedia” proporrà delle performances di teatro sperimentale. Ritrovo alle 9.10 all’Obelisco di Opicina (bus 2/ e 4 da Trieste).
È richiesta la prenotazione a: curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Costi: interi 10 euro; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6. I partecipanti riceveranno un buono sconto del 10%, per un pasti presso i ristoratori convenzionati di “Sapori del Carso”.

Seguiranno in ottobre: domenica 15, dalle 9.30 alle 17, “In autunno sul Collio”. Un’escursione di una giornata tra vigneti dai colori autunnali, con panoramiche sui monti e la pianura, e giovani ricercatori che illustrano i loro studi su natura e biodiversità. Ritrovo alle 9.10 al Municipio di Cormons, in piazza XXIV Maggio. E domenica 29, dalle 9.30 alle 13, una camminata meditativa “Nei boschi di Volčji Grad”, in Slovenia. Con un laboratorio creativo sull’arte del racconto, curato da Martina Kafol, dell’associazione “Naš mali dobri svet, zavod za razvoj in lepoto bivanja”. Ritrovo alle 9.10 sulla Strada Provinciale 6 di Trieste verso Komen, al bivio per Ternova. Trasferta a Volčji Grad con mezzi individuali.
Sono inoltre aperte le prenotazioni per i laboratori gratuiti per le scuole primarie e per le camminate per gruppi a prezzo ribassato di 5 euro. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it, sull’omonima pagina Facebook e alla mail curiosidinatura@gmail.com

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In copertina e qui sopra laboratorio di disegni sulla natura: all’interno, laboratorio didattico e teatro sperimentale nel bosco.

“Equilibrium”, il primo gioco da tavolo per scoprire la ricca biodiversità Fvg

“Equilibrium”, il primo gioco da tavolo che permette di scoprire la biodiversità del Friuli-Venezia Giulia, è finalmente realtà. Grazie al grande successo della raccolta fondi online partita lo scorso anno, è stato possibile produrlo e proprio in questi giorni sta arrivando nelle case e nelle scuole di chi l’ha sostenuto e ordinato. Il progetto è di Kaleidoscienza, giovane associazione culturale udinese che da più di dieci anni si occupa di divulgazione scientifica attraverso strumenti formativi non tradizionali. “Equilibrium” nasce come un modo divertente per scoprire la ricca biodiversità della regione e, più in generale, gli equilibri che regolano la natura. L’obiettivo è creare consapevolezza e aumentare il rispetto verso l’ambiente che ci circonda.


«Avere il gioco finalmente tra le mani è stata un’emozione incredibile – afferma Giada Rossi, presidente di Kaleidoscienza -, non vedevamo l’ora di consegnarlo ai tanti bambini (ma anche adulti) che fremevano per poterlo giocare. È bello riscontrare quanto interesse suscita nelle persone che provano “Equilibrium” per la prima volta: la cura e l’amore verso il nostro territorio passa anche attraverso iniziative come questa, che sensibilizzano alla tutela e alla conoscenza della natura e dei suoi equilibri attraverso il gioco».
Il crowdfunding, promosso dal progetto di Civibank “CiviCrowd – Comunità di valori” tramite la piattaforma Ginger, ha raggiunto la cifra di 9.500 euro in 90 giorni, grazie a 95 sostenitori. “Equilibrium”, del quale attualmente sono state prodotte 70 copie, verrà distribuito a coloro che l’hanno scelto come ricompensa partecipando alla raccolta fondi, agli enti e privati che ne hanno fatto richiesta e alle scuole partner del progetto. Nello specifico, verrà utilizzato in 12 scuole del territorio regionale. L’idea di produrlo, infatti, parte proprio dal contesto scolastico: nel corso del 2020 e del 2021, l’associazione Kaleidoscienza ha fatto provare il prototipo di “Equilibrium” in 10 classi per un totale di 160 alunni ottenendo sin da subito riscontri positivi sia da parte degli insegnanti che dai piccoli giocatori. Da qui, l’idea di lanciare un crowdfunding per poterlo produrre su una scala un po’ più ampia.
«Vorremmo dare la possibilità a molti bambini e bambine di giocare con la biodiversità – continua la presidente Rossi –. Ci auguriamo che, attraverso il nostro gioco, chi vive qui avrà l’occasione di guardare la nostra terra con altri occhi, mentre chi abita nel resto d’Italia potrà scoprire una regione diversa e affascinante. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno permesso di renderlo realtà».

Il GIOCO – A testimonianza della ricchezza naturale del Friuli Venezia Giulia, sono 5 gli ambienti proposti nel gioco – montagna, collina, pianura, Carso, laguna – e 6 le specie per ciascun ambiente, tra cui vegetali, erbivori, insettivori, granivori e carnivori. “Equilibrium” è basato sul lancio di dadi e sull’utilizzo di carte, l’obiettivo per ogni giocatore è gestire le proprie risorse e capire qual è il momento giusto per far aumentare di numero gli individui della propria specie. Si può giocare da 2 a 4 persone per ciascun ambiente, il gioco è adatto dai 6 anni in su.

Il progetto ha il sostegno dei fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese, della Regione Friuli-Venezia Giulia e il supporto di Civibank, ed è stato realizzato in collaborazione con Play Res, associazione culturale di Modena per la promozione, divulgazione e ricerca sul gioco e la teoria dei giochi.

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In copertina e all’interno ecco tre immagini del gioco sulla biodiversità Fvg.

L’ambiente è tutelato dalla Costituzione. Confagricoltura: una decisione epocale

«Una decisione epocale anche per l’agricoltura. I risultati del nostro lavoro e le prospettive delle nostre imprese dipendono dalla tutela ambientale e dalla conservazione delle risorse naturali». Lo ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Fvg, Philip Thurn Valsassina, a proposito della definitiva approvazione, da parte del Parlamento, della proposta di legge costituzionale a tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi.
«Su due aspetti, in particolare, ci attendiamo ora un cambio di passo – ha aggiunto Thurn Valsassina -. Mettere fine al fenomeno incontrollato del consumo di suolo. Ogni anno circa 5mila ettari sono sottratti all’attività agricola. Secondo l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), per effetto del consumo di suolo che si è verificato nel periodo 2012-2020, il valore della produzione agricola e forestale ha subito una riduzione di circa 210 milioni di euro l’anno, con un danno esteso all’ambiente e agli ecosistemi. La decisione del Parlamento – ha detto ancora il presidente regionale di Confagricoltura – assume un significato ancora maggiore alla luce degli impegni per la neutralità climatica e il rispetto degli Accordi di Parigi. In quest’ottica, ci auguriamo un’effettiva accelerazione per la diffusione delle energie rinnovabili in sostituzione di quelle di origine fossile. Il nostro settore ha un ruolo importante da svolgere, anche ai fini dell’assorbimento al suolo del carbonio. La tutela dell’ambiente e della biodiversità sono strettamente legate alla ricerca e alle innovazioni tecnologiche, anche per quanto riguarda i metodi di produzione in agricoltura. Non dovrebbe esserci più spazio per valutazioni di tipo ideologico. Le scelte per la sostenibilità ambientale devono essere fondate su solide basi scientifiche e tecnologiche”, ha concluso Thurn Valsassina.

Philip Thurn Valsassina