Calici di stelle ad Aquileia la “culla” della storia della vite e del vino in Fvg

di Claudio Soranzo

Fine settimana di stelle, e non solo cadenti, ad Aquileia: è stato infatti confermato l’evento Calici di Stelle 2021, in programma appunto oggi e domani, in occasione del Centenario del Milite Ignoto. Le due serate si svolgeranno in piazza Capitolo, al cospetto della Basilica patriarcale. Già dalle 19 di oggi si potrà accedere al percorso di degustazione, appositamente studiato per rispettare il desiderio di assaporare la bellezza del luogo, dei prodotti locali e dei vini del Consorzio Doc Friuli Aquileia e del Consorzio delle Doc Fvg aderenti all’iniziativa. Si confermano anche quest’anno le due Masterclass condotte da Francesco Saverio Russo, nella sala del “Cocambo” in viale della Stazione 2/a.

“Calici di stelle” nel 2020.

Il Refoco dell’Agro aquileiese.

Durante l’intera durata dell’evento ci saranno degli intrattenimenti musicali: oggi si esibiranno Serena Finatti e Andrea Varnier, e successivamente “Musique Boutique dj set e sax”; domani come sottofondo verranno lette delle poesie tratte dal libro “Vino, amore e poesia” di Rosinella Celeste Lucas e successivamente ci sarà la “World Music School Monfalcone” con un repertorio che spazierà dalla musica classica alla pop. Piazza Patriarcato sarà arricchita per l’occasione da installazioni luminose e da sculture di Aeson (antico toponimo di origine celtica del fiume Isonzo), il processo creativo di comunità in dialogo con il patrimonio naturale, la storia e le genti che popolano i territori della foce del fiume stesso.
«Non potevamo rinunciare a quest’evento, che ormai ad Aquileia caratterizza l’offerta del Territorio e cresce di anno in anno», le parole del sindaco Emanuele Zorino, che descrivono la ferma volontà di portare in piazza ad Aquileia anche nel 2021 l’importante manifestazione estiva. «L’Amministrazione crede molto nella valorizzazione del patrimonio e della storia enologica di Aquileia – continua il primo cittadino -. La vite è coltura autoctona della nostra terra ed è storicamente accertato che ad Aquileia da oltre 2000 anni si produceva, si consumava e si commerciava vino. Ancora oggi le realtà vitivinicole presenti nella zona producono vini che contribuiscono a fare di Aquileia una realtà conosciuta in tutto il mondo. Ricordiamo che Aquileia è stata uno dei principali nodi commerciali romani, e sicuramente il vino era una tra le merci più scambiate. La città romana ha tutte le carte in regola per ritornare un importante punto di incontro tra tutte le realtà enologiche regionali, nazionali, ma anche internazionali».

Lupa e Foro nell’Aquileia romana.

Due giorni, dunque, di immersione totale nelle peculiarità enoiche del Friuli Venezia Giulia. In piazza Capitolo verrà allestito un percorso che darà la possibilità ai partecipanti di degustare i vini di ben 32 cantine, 14 appartenenti al Consorzio Doc Friuli Aquileia, 18 rappresentanti del Consorzio delle Doc Fvg. Ogni azienda porterà in assaggio due vini. L’itinerario è stato pensato per diventare un momento di relax e di condivisione, con aree in cui sarà possibile fermarsi e sostare tra un calice di vino e l’altro.
Per dare ulteriore valenza all’evento sono state organizzate due masterclass di degustazione e approfondimento con il noto wine blogger Francesco Saverio Russo (@italianwinelover). Conosciuto per la sua passione per il vino, la storia che ogni bottiglia può raccontare e la stretta relazione con il territorio che essa rappresenta, Russo condurrà davanti a un pubblico di 30 persone per ogni sessione una degustazione guidata (l’entrata è gratuita su prenotazione, tramite mail: calici.aquileia@gmail.com). La prima masterclass si terrà oggi, alle 18.30, dal titolo “La prova del nove”. Saranno presenti 9 diversi vini che faranno scoprire il territorio della Doc Aquileia. Alle 21 la seconda masterclass dal titolo “9 identità friulane del Sauvignon”: cioè nove diversi Sauvignon friulani provenienti dalle varie denominazioni regionali, che faranno scoprire come questo vitigno si adatti ai diversi climi e terreni presenti nella nostra regione.

Durante l’evento Calici di stelle e grazie alla collaborazione di Fondazione Aquileia, Fondazione So.Co.B.A. e Promoturismo Fvg, sarà possibile effettuare delle visite serali – in via eccezionale – alla Basilica di Aquileia, al Cimitero del Milite Ignoto, alla Mostra “Da Aquileia a Betlemme” a Palazzo Meizlik e al Museo Archeologico Nazionale. Per partecipare alla manifestazione e per garantire la massima sicurezza a tutti i presenti – come da decreto ministeriale in vigore da ieri 6 agosto – è obbligatorio esibire il certificato Covid digitale (Green Pass) o essere in grado di rispettare almeno una delle seguenti condizioni: aver ricevuto una dose di vaccino anti Covid-19 almeno 2 settimane prima dell’evento, essere risultati negativi a un test molecolare/antigenico rapido nelle ultime 48 ore o essere guariti dal Covid-19 negli ultimi 6 mesi. Cin-cin a tutti!

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(Foto di copertina da Turismo Fvg)

Le 25 “Città del Vino” del Vigneto Fvg affidate ancora a Tiziano Venturini

(g.l.) Piena fiducia e generale apprezzamento per l’attività svolta: così Tiziano Venturini, già sindaco di Buttrio, è stato confermato all’unanimità quale coordinatore delle 25 Città del Vino del Friuli Venezia Giulia. Una importante realtà che raggruppa i territori a maggior vocazione vitivinicola della nostra regione, ai quali si stanno per aggiungerne altri.
Nel corso della prima assemblea del 2021 tenutasi in modalità online, e nella quale è stato anche programmato il calendario degli appuntamenti del nuovo anno, Venturini, che è anche assessore alle attività produttive e turismo appunto di Buttrio – uno dei luoghi più blasonati dei Colli orientali del Friuli, famoso per la Fiera regionale dei vini, la più vecchia d’Italia -, è stato quindi rieletto coordinatore. Il quale ha poi proposto la riconferma, anch’essa approvata con voto unanime, quale vice, di Maurizio D’Osualdo vicesindaco di Corno di Rosazzo. Confermati nel coordinamento Ilaria Peloi, assessore alle attività produttive di Casarsa della Delizia, e Giorgio Cattarin, in rappresentanza di Cormòns. Non si è invece ricandidato il sindaco di Trivignano Udinese Roberto Fedele, al quale è andato il plauso per il lavoro svolto in seno al coordinamento in questi anni. Con l’occasione, è stato deciso l’allargamento del coordinamento stesso da 5 a 7 membri: sono stati eletti quindi anche Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli, Lara Tosolini, consigliere delegato per la promozione agroalimentare e rapporti con le Città del Vino di Cividale del Friuli, e l’ambasciatore delle Città del Vino, Gianpiero Colecchia, in rappresentanza di Duino Aurisina.

D’Osualdo, Zambon e Venturini.


Altra novità l’apertura di un collegamento operativo strutturale con il mondo delle Pro Loco, da tempo protagoniste assieme alle Città del Vino nell’organizzazione di eventi in Friuli Venezia Giulia, a partire dal rinomato “Calici di Stelle” in estate: per questo Antonio Tesolin, presidente della Pro Casarsa (la quale, caso unico in Italia, è anch’essa membro dell’Associazione nazionale Città del Vino) parteciperà ai lavori del coordinamento per i progetti che interessano le Pro Loco.
«Grazie all’assemblea di amministratori – ha commentato a nome di tutto il coordinamento, Tiziano Venturini – per la fiducia dataci: siamo pronti non solo a continuare ma anche ad ampliare il gran lavoro svolto in questi anni, allargando il coordinamento a nuovi membri, in rappresentanza così di tutti i territori vinicoli regionali, e al mondo delle Pro Loco ne è testimonianza. Neanche nel 2020 segnato dall’emergenza sanitaria ci siamo fermati, proponendo tra le altre cose nello scorso mese di agosto un’edizione di “Calici di Stelle” con numeri in linea con le edizioni pre-pandemia. Ci sono vari progetti, dall’Erasmus vinicolo per gli studenti europei alla vendemmia turistica, dalla sostenibilità ambientale ai nuovi regolamenti di polizia rurale con l’Università di Udine, che stiamo portando avanti e di cui daremo notizia nelle prossime settimane».
In apertura di assemblea è intervenuto il presidente nazionale delle Città del Vino, Floriano Zambon, di Conegliano: essendo in scadenza, il suo è stato un saluto di fine mandato a una realtà regionale come quella del Friuli Venezia Giulia con le quali c’è stata una positiva e intensa collaborazione. «Grazie al coordinamento, agli ambasciatori e a tutte le Città del vino regionali per il percorso fatto assieme – ha affermato – e in particolare a Duino Aurisina per la sua candidatura a Città Italiana del Vino 2021, con un progetto giudicato tra i migliori tre e che pone ottime basi per successive candidature». Presenti, oltre a sindaci e consiglieri comunali, pure gli ambasciatori delle Città del Vino Loris Basso (presidente anche dell’Ente Friuli nel Mondo e leader del Ducato dei vini friulani), Piero Bertossi, Claudio Fabbro, Venanzio Francescutti, Claudio Colussi e Gianpiero Colecchia.
Le 25 Città del Vino aderenti in Friuli Venezia Giulia sono in ordine alfabetico Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Nimis, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese e Torreano. In più, come detto, anche la Pro Loco di Casarsa della Delizia è membro dell’Associazione nazionale.

Un brindisi beneaugurante.

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In copertina, Tiziano Venturini confermato leader delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia.

 

Le Città del Vino in… Viaggio: si candida “Ramandolo” da 20 anni prima Docg Fvg

di Giuseppe Longo

Prepotto, con il suo prezioso Schioppettino, prima; Povoletto, con i suggestivi vigneti di Savorgnano del Torre (e non solo), poi. Un successo le puntate in diretta Fb sulla pagina di @cittàdelvino, che si sono sviluppate nel corso di due recentissimi venerdì e che hanno visto collegati attraverso la rete diversi operatori del settore che hanno offerto importanti riflessioni su realtà fra le più prestigiose dei Colli orientali del Friuli.
Per ora “In Viaggio per le Città del Vino” non ha altre iniziative in programma nella nostra regione, ma se una potesse avere realizzazione entro questo 2020, che tutti speriamo sia quello definitivo per superare l’emergenza pandemica che tanti danni ha causato anche al comparto della vitivinicoltura, riteniamo che potrebbe ancora una volta avere come scenario lo splendido scenario di questi “ronchi” che hanno quale inconfondibile simbolo storico lo Spadone del Patriarca Marquardo. Una zona Doc che ha appena superato il mezzo secolo di vita e all’interno della quale, nel lembo più settentrionale, è nata esattamente vent’anni fa la prima Docg, denominazione di origine controllata e garantita – il massimo grado di tutela della qualità espressa da un territorio -, del Vigneto Fvg: “Ramandolo”. Il celeberrimo vino – dolce-non dolce, per l’elevata concentrazione tannica – prodotto sulle ripide pendici del monte Bernadia vegliate dalla cinquecentesca chiesetta di San Giovanni Battista e nei vigneti delle zone circostanti all’interno dei Comuni di Nimis e di Tarcento. Un “cru”, per dirla con i francesi, fra i più prestigiosi della nostra regione e che quindi meriterebbe d’essere “celebrato” dalla terza puntata di “In Viaggio per le Città del Vino”.
Nell’associazione nazionale, che in Friuli Venezia Giulia è coordinata da Tiziano Venturini, oltre ai ricordati Comuni di Prepotto, Povoletto e appunto Nimis, ci sono altre ventidue Città rinomate per il frutto della vite. E cioè Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Premariacco, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese e Torreano. Una bella e importante iniziativa, dunque, che sarebbe auspicabile – e in questo credo di interpretare il pensiero dei diretti interessati – potesse riguardare in tempi brevi ancora i Colli orientali del Friuli e proprio l'”eroica” viticoltura di Ramandolo. Sarebbe un magnifico modo per chiudere il “cerchio” almeno in questa fase iniziale dell’apprezzata iniziativa promozionale, perché, scorrendo i nomi appena citati, tutti i ventidue Comuni sono altamente meritevoli d’essere valorizzati. Ma se dev’esserci una motivazione – come appunto sono risultate azzeccate quelle di Prepotto, con la sottozona dello Schioppettino, e di Povoletto, con il suo Progetto di valorizzazione del settore – ebbene quella doppia di Ramandolo, appunto da vent’anni prima Docg del Friuli Venezia Giulia, appare più che meritevole.

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In copertina e qui sopra due suggestive immagini della zona del Ramandolo Docg a Nimis.

Città del Vino Fvg ed enoturismo: il 2021 si apre con il progetto Erasmus

Un progetto Erasmus dedicato alla reciproca conoscenza tra i vari territori vinicoli d’Europa, che l’associazione nazionale Città del Vino sta coordinando in Italia come capofila e che sta vedendo le prime adesioni anche da parte delle 25 Città del Vino del Friuli Venezia Giulia. “Wine_Me: Transnational Approach towards Food and Wine Tourism” è un’azione del progetto Erasmus + 2021-2027 dell’Unione europea che prevede, quando l’emergenza Coronavirus lo permetterà, di assegnare delle borse di studio che daranno ai giovani studenti italiani beneficiari l’opportunità di formarsi e ampliare le proprie competenze professionali all’estero per un periodo massimo di quattro mesi in zone vinicole europee. Le borse di studio copriranno i costi di viaggio, alloggio, vitto, assicurazione, volo andata e ritorno per ciascun partecipante, oltre alla ricerca dell’azienda idonea al profilo e alle caratteristiche di ognuno di loro. Allo stesso tempo prevede di ospitare in regione studenti stranieri provenienti da scuole e università agrarie, alberghiere e di indirizzo turistico del continente per conoscere le particolarità delle zone Doc del Friuli Venezia Giulia.

D’Osualdo, Zambon e Venturini.

“Un progetto – ha commentato Tiziano Venturini (Buttrio), coordinatore regionale delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia – che è anche un messaggio di speranza per un 2021 che confidiamo possa far riprendere la serie di scambi nazionali e internazionali attraverso la nostra associazione. Per farci trovare pronti stiamo chiedendo ai Comuni delle Città del Vino di aderire”. “Inoltre – ha aggiunto Maurizio D’Osualdo (Corno di Rosazzo), vicecoordinatore regionale – stiamo coinvolgendo gli istituti professionali agrari, alberghieri e turistici regionali affinché possano segnalare i propri studenti meritevoli dell’assegnazione delle borse di studio. Dalla reciproca conoscenza possono nascere nuove collaborazioni che apriranno strade future per l’intero comparto del nostro enoturismo: ecco perché a breve esporremo il progetto pure ai diversi Consorzi di tutela delle nostre zone Doc e alle associazioni di categoria”.
Ricordiamo, infine, che le 25 Città del Vino aderenti in Friuli Venezia Giulia all’associazione nazionale presieduta da Floriano Zambon (Conegliano) sono Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Nimis, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese e Torreano.

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In copertina, vigneti friulani pronti per la potatura invernale.

 

Ecco i “Friuli Top Wines” nella Guida che ora ci invita a credere nella ripresa

di Giuseppe Longo

Era stata realizzata per il 2020 con l’obiettivo di presentarla allo scorso Vinitaly, ma poi le avverse condizioni di un anno tutto da dimenticare – anche se sappiamo che questo non sarà possibile – ne hanno consigliato l’uscita soltanto in dicembre. E oggi ne parliamo proprio agli albori di questo 2021 quale buon auspicio per i prossimi 362 giorni, affinché siano all’insegna della ripresa e del tanto atteso rilancio, perché alla fine del tunnel pandemico ci sarà sicuramente una luce che prima o poi potremo finalmente raggiungere. Il riferimento è alla “Guida Top Vini Friuli Venezia Giulia 2020“, il nuovo vademecum realizzato nella nostra regione per valorizzare il patrimonio enologico del territorio. Un progetto promosso e coordinato, assieme ad alcuni colleghi appassionati di viticoltura, da Giovanni Cattaruzzi con la collaborazione dell’Editoriale Top presieduta da Nicolò Gambarotto. Il lavoro delle commissioni di degustazione (40 gli assaggiatori), guidate dall’enologo Paolo Valdesolo e supervisionata dal critico enologico internazionale Daniele Cernilli, è stato molto serrato con la degustazione e la valutazione di ben 212 vini provenienti da 50 aziende di tutte le Zone Doc della regione. Fra essi, sono 11 i vini che si sono distinti con le 3T – il massimo riconoscimento -, a cui i commissari hanno assegnato un punteggio compreso tra 90 e 100 punti e ai quali la direzione della Guida ha voluto attribuire un attestato di merito. Per la stragrande maggioranza si tratta di vini bianchi, che sottolineano la vocazione “bianchista” del Vigneto Fvg. Eccoli:

Tazzelenghe 2012 – Doc Friuli Colli Orientali – La Viarte (Prepotto)
Merlot 2011 Le Bastìe – Doc Friuli Grave – Tenute Tomasella (Brugnera)
Sauvignon 2015 Genesis – Doc Friuli Colli Orientali – Valentino Butussi (Corno di Rosazzo)
Friulano 2019 – Doc Friuli Colli Orientali – Gigante Adriano (Corno di Rosazzo)
Malvasia 2018 – Doc Friuli Colli Orientali – Guerra Albano (Torreano)
Bianco 2017 Molamatta – Doc Collio – Marco Felluga (Gradisca d’Isonzo)
Sauvignon 2017 Zitelle Barchetta – Doc Friuli Colli Orientali – Meroi (Buttrio)
Sauvignon 2019 – Doc Friuli Colli Orientali – Scubla Roberto (Premariacco)
Bianco 2019 Mirnik Doc Collio – Sgubin Ferruccio (Dolegna del Collio)
Sauvignon 2018 Ronco delle Mele – Doc Collio – Venica&Venica (Dolegna del Collio)
Malvasia 2018 Petris Doc Collio – Venica &Venica (Dolegna del Collio)

Ricordiamo che “Top Vini Friuli Venezia Giulia 2020” è una Guida realizzata in tre lingue – italiano, inglese e tedesco -, pensata per contribuire alla divulgazione dei saperi e della cultura enologica del nostro territorio, per gli appassionati che vogliono essere aggiornati sui produttori e sui vini di qualità con un occhio più ampio rivolto alle attività collegate, come enoturismo, enoteche, ospitalità agrituristica e alberghiera. E’ infatti ben più di una Guida, è un vero e proprio libro che apre lo sguardo a 360 gradi sulla vitivinicoltura della nostra regione che negli ultimi decenni ha fatto passi da gigante registrando una crescita quali-quantitativa che negli anni Settanta, quando è appunto iniziato lo sviluppo sostenuto dalla famosa legge regionale 29 sulle colture pregiate, era ancora difficile prevedere. Un processo che la Regione Fvg è determinata a sostenere anche oggi, come attesta l’assessore all’Agricoltura, Stefano Zannier, nell’intervento pubblicato quale apertura dell’interessante compendio. “Il sostegno all’intera filiera vitivinicola regionale e la promozione dei vini del Friuli Venezia Giulia – scrive infatti l’esponente della Giunta Fedriga – rappresentano un obiettivo strategico delle politiche agroalimentari di questo assessorato che, grazie all’efficace gestione dei fondi comunitari del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, volti all’infrastrutturazione delle imprese e dell’Ocm Vino incentrato sulla ristrutturazione, riconversione dei vigneti e sulla promozione dei vini nei Paesi Terzi ha raggiunto una capacità di investimento ai vertici fra le Regioni italiane. Come è noto, nel mondo, i vini prodotti sul territorio del Friuli Venezia Giulia sono rinomati ed ambiti. Autoctoni o internazionali, soprattutto i bianchi, ma anche i rossi vengono costantemente premiati con i massimi punteggi di qualità nei concorsi più famosi a livello globale. Naturalmente la qualità e il valore di questi prodotti è la risultante di una competenza che qui ha trovato terreno fertile a partire dalla lunga tradizione vivaistica viticola, un pilastro della filiera che alimenta l’impianto di nuovi vigneti ovunque con milioni di barbatelle”. “In questo contesto – aggiunge – la pubblicazione della Guida “Top Vini Friuli Venezia Giulia 2020” la considero un ottimo strumento volto ad irrobustire la promozione dei nostri vini con concretezza e sensibilità per l’innovazione grazie all’evidenziazione di nuovi elementi di valore ormai imprescindibili per il consumatore moderno come l’ecosostenibilità delle prassi produttive attraverso tecniche agronomiche a basso impatto ambientale, il risparmio dell’acqua, la riduzione dell’emissione di anidride carbonica, l’autoproduzione di energie rinnovabili, dimostrando quanto sia dinamica l’evoluzione della viticoltura del Friuli Venezia Giulia”.

Dopo il saluto della Regione Fvg, la Guida si apre dunque con quello dell’editore, al quale fa seguito l’intervento a elogio dei “Friuli Top Wines” di Cernilli. Ampia è poi la trattazione del perito agrario Giovanni Cattaruzzi che ci accompagna nei meandri della storia della vitivinicoltura Made in Fvg, ponendo l’accento sul vivaismo viticolo che ci vede fra i leader mondiali nella produzione di barbatelle. Quindi ecco un’approfondita disamina dei vari strumenti a difesa della produzione, e quindi i marchi Docg, Dop – siglia comunitaria che sostituisce Doc che abbiamo sempre usato e che continuiamo a farlo – e Igp, insomma i marchi a tutela della qualità. Il promotore della Guida si sofferma poi sulla biodiversità del territorio regionale e sulla sostenibilità ambientale, fattore di cui è sempre più sentita l’esigenza, lasciando poi lo spazio al regolamento tecnico della guida e alle schede delle aziende selezionate.


In Friuli Venezia Giulia – scrive il giornalista Daniele Cernilli – è “favorita da un clima particolarmente vario, se consideriamo il fatto che il territorio coinvolto non è enorme. C’è però da considerare che anche da questo punto di vista il Friuli Venezia Giulia è un punto di contatto fra aree climatiche diverse fra loro. Il Golfo di Panzano, la Laguna di Marano, sono le zone più settentrionali del Mare Adriatico, ma anche dell’intero bacino del Mediterraneo, e sfiorano il 46° di latitudine nord, ben al di sopra di Bordeaux, per fare un esempio. Appena lasciato il mare si apre la pianura delle Grave del Friuli, fra il Tagliamento e l’Isonzo, con diverse denominazioni di origine comprese nella grande Doc Friuli, che si articola in Grave, Annia, Latisana, Aquileia, Isonzo e una piccola porzione di Lison-Pramaggiore, una Docg che è in condivisione con il Veneto. Ad est ci sono invece le aree collinari dei Colli Orientali e del Collio, con specifiche sottozone addirittura a Docg, come Ramandolo e Rosazzo, ma non solo. E infine il Carso triestino, una zona che si sta facendo conoscere meglio negli ultimi anni con produzioni piccole ma molto caratterizzate. Proprio in queste zone il clima cambia con una certa velocità, e i ricordi di ambienti mediterranei, seppure settentrionali, s’incontrano con quelli dell’Europa Centrale, più continentale, determinando differenze formidabili che poi si ripercuotono sulle caratteristiche dei vari vini”. E, allora, cin cin alle nuove fortune del Vigneto Fvg sfogliando proprio la Guida “Top Vini Friuli Venezia Giulia 2020”.

Tutte le altre informazioni sono reperibili sulla Guida in edicola e scaricabili dal sito www.top-tasteofpassion.it. La Guida è acquistabile anche online dal sito www.top-tasteofpassion.it

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In copertina, brindisi con i famosi bianchi Fvg; all’interno, viticoltura a Rosazzo sui Colli orientali, ad Aquileia e a Dolegna del Collio, oltre a un grande barbatellaio dei Vivai Cooperativi Rauscedo.

 

 

“Harvest 2020”, parte da Aquileia il progetto sul rapporto persona-vino

di Gi Elle

Si chiama “Harvest 2020” il progetto con cui si vuole indagare sul rapporto persona – mondo del vino in Friuli Venezia Giulia e in particolare ad Aquileia, vocata alla coltivazione della vite fin dalla sua età romana, quando la città, una delle maggiori dell’Impero, con il suo porto fluviale era un attivissimo crocevia di traffici commerciali nei quali il vino aveva una parte molto importante. E alla presentazione del progetto ha partecipato anche l’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, che ha messo l’accento sul valore dell’iniziativa.

“Harvest 2020” è infatti un’esperienza filmica e in web che punta a valorizzare la ricchezza dei luoghi, anche del Friuli Venezia Giulia, partendo proprio da Aquileia e focalizzando il rapporto tra il vino e l’essere umano. Un rapporto importante che secondo l’esponente della Giunta Fedriga può divenire occasione di promozione anche culturale del nostro articolato territorio, ricco di attrattive e di peculiarità. “Il rapporto tra il vino e la gente – ha sottolineato, come si riferisce in una nota Arc – fa parte della nostra storia e della nostra cultura: gli antichi Romani sono arrivati anche nelle nostre terre e, come in altre che intendevano colonizzare, vi hanno impiantato le barbatelle della vite e le piante di ulivo, ricchezze che oggi abbiamo saputo valorizzare. Ne è una conferma il riconoscimento di quello che è l’immenso patrimonio culturale materiale e immateriale, cioè il tramandarsi di saperi antichi dell’enogastronomia del Friuli Venezia Giulia, che evidenzia non solo il retaggio di tradizioni, conoscenza, saperi, pazienza, ma anche di amore per un territorio e la sua terra”.

Il Foro romano.


“In questo contesto, Aquileia – ha concluso l’esponente regionale – gioca un ruolo determinante, considerando anche che qualche decennio fa era forse più conosciuta per i suoi vini che non per essere stata una delle più grandi città romane, uno dei simboli della storia dell’umanità, luogo di commerci, scambio di merci, intreccio di culture e di identità. Credo che la consapevolezza di tutto ciò ci potrà consentire di valorizzarne pienamente le potenzialità per quanto attiene all’attrattività turistica e culturale”. Con l’assessore Gibelli hanno partecipato alla presentazione del progetto in videoconferenza anche il sindaco di Aquileia Emanuele Zorino, Alberto Bergamin e Matteo Bellotto che hanno messo l’accento sull’importanza del vino nell’economia e nella cultura della città romana. Quel Pucinum che tanto piaceva a Livia, moglie di Augusto, è infatti il progenitore del moderno Refosco dal peduncolo rosso che oggi è uno dei vini bandiera di “Friuli Aquileia”, la denominazione di origine controllata che da 45 anni protegge la produzione di quest’area vitivinicola prestigiosa.
“Harvest 2020” (significa raccolto) è un progetto che si sviluppa principalmente attorno a un’esperienza filmica del regista Maurizio Gigola e avrà per protagonisti anche il territorio e il mondo del vino del Friuli Venezia Giulia. L’iniziativa fa parte di un progetto più ampio denominato “Wine Odyssey”, del quale è l’episodio di lancio, e si propone di raccontare le sensazioni del rapporto tra il vino e l’umanità. Il progetto complessivo si comporrà di una produzione cinetelevisiva, dato che Wine Odyssey è una serie televisiva che per il primo anno prevede altri sei episodi oltre ad “Harvest 2020”: Italia, Grecia, Georgia, Germania, Francia e California.
Harvest 2020 è supportato da PromoturismoFvg e l’iniziativa coinvolgerà anche il mondo digitale con un portale dedicato e intende fare di Aquileia un “metaluogo”, un progetto che assieme alla città e al Comune mira a far divenire la località friulana centro di attrazione reale del mondo digitale di “Wine Odyssey”.

La Doc Friuli Aquileia.

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In copertina, il richiamo alla vite e al vino nei preziosi mosaici della Basilica di Aquileia.

 

Anche a Povoletto la bandiera delle Città del vino che ora sono 25 in Fvg

di Gi Elle

E ora le Città del vino del Friuli Venezia Giulia sono salite a 25 con la new entry di Povoletto, il cui ingresso è avvenuto a pieno diritto grazie a una vitivinicoltura specializzata condotta, con eccellenti risultati qualitativi, sulle colline di Savorgnano del Torre, ma anche nella vicina Ravosa, a Bellazoia e a Marsure. Le altre 24 città aderenti all’associazione nazionale sono Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Nimis, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese e Torreano. Da ricordare, poi, che pure Moraro si è aggiunto nel prestigioso elenco durante il 2020. Mentre il Comune di Duino Aurisina ha presentato la propria candidatura a “Città Italiana del Vino 2021”.

La bandiera a Povoletto.

Il coordinatore regionale delle Città del Vino Fvg, Tiziano Venturini, ha infatti consegnato la bandiera associativa al Comune di Povoletto entrato a far parte del sodalizio che a livello nazionale conta oltre 450 municipi associati. “Una piacevole tradizione, quella della consegna della bandiera, che rappresenta l’entrata nella nostra grande famiglia delle nuove Città del Vino aderenti. In questi ultimi mesi il nostro gruppo – spiega Venturini – si è ulteriormente rafforzato con un coordinamento regionale unitario, promuovendo l’enoturismo in maniera sinergica e in dialogo continuo con l’Associazione nazionale Città del Vino. Dopo i giorni drammatici della fase 1 con il lockdown, durante l’estate la nostra personale risposta al Coronavirus è stata quella di aver organizzato, vedendo la partecipazione di 150 cantine, un’edizione 2020 della manifestazione Calici di stelle che è risultata una delle più riuscite della Penisola, con una bella affluenza di persone rispettose delle norme anti-contagio. Abbiamo poi concluso la nostra stagione estiva incontrandoci in assemblea, assieme al presidente nazionale Floriano Zambon, a settembre ospiti del Comune di Gradisca d’Isonzo”.
Parallelamente ognuno dei Comuni sta portando avanti specifici progetti sostenuti anche dalle altre aderenti. Per esempio, la civica amministrazione della stessa Povoletto ha da poco avviato il progetto multimediale “Racconti di Vino” in cui i produttori locali sono diventati protagonisti di videointerviste per raccontare il loro rapporto con il vino e il territorio in cui nasce (i video sono visibili sul canale Youtube di PromoturismoFvg e sulla pagina Facebook del Comune di Povoletto). Proprio l’avvio del progetto, alla presenza del sindaco Giuliano Castenetto, dell’assessore a Bilancio Patrimonio Comunicazione e Innovazione Lisa Rossi – promotrice della importante iniziativa -, il giornalista ed enologo Claudio Fabbro e il presidente di Assoenologi Fvg Rodolfo Rizzi ha visto la consegna della bandiera.

Tornando alla richiesta di Duino Aurisina di essere eletta a “Città Italiana del Vino 2021”, Venturini ha sottolineato che si tratta di “una candidatura che si estende con gli eventi anche ad altre realtà del territorio regionale e che abbiamo sostenuto all’unanimità nella riunione di Gradisca d’Isonzo. A giorni dovrebbe vedere proclamata la vincitrice, la quale sarà la “capitale” italiana delle Città del Vino. Nell’attesa guardiamo al futuro, vicini ai nostri produttori in questi giorni complicati per la recrudescenza del Coronavirus e progettando nei limiti del possibile i nuovi eventi e progetti, come quello con l’Università di Udine sulla sostenibilità di prossima presentazione”.

Tutti gli aggiornamenti sul nuovo sito web www.cittadelvinofvg.it e sulla pagina Facebook Città del Vino del Friuli Venezia Giulia.

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In copertina e qui sopra le splendide colline del Comune di Povoletto.

 

Torna il baco da seta in Fvg, anche per fini cosmetici e… gastronomici

Il Friuli Venezia Giulia sta per riaprire un capitolo che ha segnato la storia della sua agricoltura, ma che pareva chiuso definitivamente: il ritorno del baco da seta. Silk (seta, in inglese) è infatti il progetto innovativo recentemente approvato e finanziato, con oltre 275 mila euro, dal Programma di sviluppo rurale Fvg. Lo scopo è quello del rilancio della gelsi-bachicoltura regionale che ha previsto la formazione di un Gruppo operativo, nella sua variante dell’Associazione temporanea di scopo, formato da una rete di 8 soggetti. Oltre alla cooperativa Thiel di Fiumicello, fanno parte del Go l’Università di Udine, il Crea di Padova, lo Ial, la Cia, la Coldiretti, la cooperativa Contea di Gorizia e l’azienda agricola As Giardini di Aquileia.

Il progetto, dunque, mira a stimolare il tessuto sociale ed economico del Friuli Venezia Giulia per ciò che concerne la filiera della gelsi-bachicoltura, dalla produzione al mercato. Il percorso all’interno del progetto si rivolge perciò sia ad aziende agricole, cooperative e disoccupati in quanto produttori che a potenziali consumatori di prodotti finali del baco da seta diversi dal filato. Si sperimenteranno azioni di promozione di prodotti di alta qualità che il mercato locale ancora non conosce: in ambito cosmetico di cura della pelle e addirittura gastronomico. Il progetto è stato costruito sulla base del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, con l’obiettivo di avviare un percorso inclusivo, attento all’innovazione e al miglioramento della capacità produttiva, tramite lo sviluppo di un prototipo in grado di migliorare la produttività e le condizioni di lavoro degli operatori del settore. La tradizione locale della gelsi-bachicoltura, oltre ad aver lasciato in eredità in tutto il Nordest italiano migliaia di filari di gelsi protetti ma inutilizzati, ha trasmesso alle nostre generazioni memoria storica e orgoglio per un’attività che ha sostenuto l’economia locale fin dal XV secolo quando la Serenissima rafforzò i ponti commerciali con l’estremo oriente.

A tal proposito, l’Università di Udine è già attiva con una mappatura del patrimonio arboreo regionale avente lo scopo di creare un modello di coltivazione del gelso che ottimizzi la produzione allungando, possibilmente, il periodo utile degli allevamenti. Al termine del progetto Silk – previsto per gennaio 2022 – il Go conta di arrivare a un numero più cospicuo di almeno 20 aziende e 5 cooperative coinvolte.
Le prossime settimane vedranno il Go impegnato a coinvolgere il tessuto economico locale per divulgare le proprietà benefiche dei prodotti derivati del bozzolo del baco da seta, prima di tutte la sericina, una proteina dalle riconosciute proprietà benefiche, utilizzata in ambito medico come substrato di crescita cellulare e, in quello cosmetico, come potente agente antietà e antirughe contenuto in svariati prodotti.

Bachicoltori friulani a lezione.

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In copertina, bachi da seta mentre si nutrono con le foglie di gelso.

Città del Vino, il “sindaco-fotografo” premiato con la Stella di Federica

Il presidente nazionale delle Città del Vino, Floriano Zambon, ha annunciato che una foto del sindaco di Aquileia, Emanuele Zorino, scattata durante la manifestazione agostana “Calici di stelle 2020”, si è aggiudicata il premio fotografico nazionale “La Stella di Federica”. L’annuncio è avvenuto durante la riunione delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, in municipio a Gradisca d’Isonzo, ospiti dell’amministrazione comunale, convocata per trarre i bilanci di una stagione estiva sopra le attese nonostante l’emergenza Coronavirus (da segnalare il grande appeal proprio della manifestazione Calici di stelle) e delineare le prossime azioni, come il progetto sul regolamento di polizia rurale unitario improntato sulla sostenibilità in vigneto. Inoltre, è stato deciso all’unanimità che sarà Duino Aurisina la candidata regionale alla nomina di Città italiana del Vino 2021.

Zorino, Zambon, Venturini e Fabbro.

Il “sindaco-fotografo” Emanuele Zorino ha colto un attimo di Calici di Stelle in piazza Capitolo con sullo sfondo la bellissima Basilica patriarcale di Santa Maria Assunta: nella città romana, Patrimonio dell’Umanità per l’Unesco, Calici di Stelle si è svolto, con una positiva partecipazione, in tre date anche nella vicina piazza Patriarcato e nelle cantine dei produttori locali. Congratulazioni a lui da parte di tutte le altre Città del Vino presenti e dal presidente nazionale. “Anche questo premio – ha sottolineato Floriano Zambon – testimonia il grande lavoro del Friuli Venezia Giulia, con numeri gratificanti a partire da Calici di stelle che pur con le cautele, ha permesso di tornare a fare comunità. Attraverso il nostro Osservatorio abbiamo notato una crescita dell’enoturismo in questi anni e pure il 2020, dopo la reclusione del lockdown, ha fatto scoprire ancora di più il turismo slow che i nostri territori del vini da sempre offrono”.

“Volevamo a tutti i costi proporre qualcosa durante quest’estate 2020 – ha commentato Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del Vino – e alla fine Calici di Stelle in Friuli Venezia Giulia non solo ha visto confermati i numeri degli anni precedenti ma c’è stata anche una crescita con 19 eventi, 15 Città del Vino coinvolte e 150 cantine aderenti. Il tutto a fronte di una situazione nazionale alle prese con l’emergenza coronavirus, per la quale anche noi abbiamo applicato i protocolli di sicurezza. Ora per l’autunno sosterremo con forza la candidatura di Duino Aurisina e proseguiremo con il progetto di polizia rurale attraverso il lavoro del vicecoordinatore regionale Maurizio D’Osualdo, assessore di Corno di Rosazzo, insieme con il professore dell’Università di Udine Francesco Marangon, incentrato sulla sostenibilità e che c’impegnerà per i prossimi due anni. L’ospitalità di Gradisca d’Isonzo con il sindaco Linda Tomasinsig e il vicesindaco Enzo Boscarol è stata fantastica e la presenza del presidente nazionale Zambon testimonia ancora una volta come nel panorama italiano quello del Friuli Venezia Giulia sia un mondo tra i più attivi”.

Il saluto di Linda Tomasinsig.

La riunione di Gradisca ha visto pure citati gli ultimi Comuni in ordine di tempo a essere entrati nelle Città del Vino, Moraro e Povoletto. Il sindaco di Capriva del Friuli Daniele Sergon ha sottolineato come nel proprio evento di Calici di Stelle la metà del pubblico sia stata rappresentata da persone esterne al circolo locale di eno-appassionati, segno di come l’azione unitaria delle Città del Vino regionali, anche nella comunicazione, stia dando i suoi frutti. L’enogiornalista e studioso Claudio Fabbro ha quindi illustrato l’ampia copertura che il periodico “Terre del Vino”, espressione dell’associazione nazionale, dà alla realtà del Friuli Venezia Giulia.

Calici di Stelle a Gradisca.

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In copertina, la foto premiata del sindaco di Aquileia Emanuele Zorino.

“Calici di Stelle” oggi al gran finale: piace anche la formula Covid

Tutto pronto per il gran finale in Friuli Venezia Giulia di Calici di Stelle, la grande manifestazione di mezza estate dell’Associazione nazionale Città del Vino e Movimento Turismo del Vino. Nella parte di programma curato dalle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia i quattro appuntamenti conclusivi si terranno oggi, 13 agosto, a Camino al Tagliamento, Cormòns, Latisana e Trivignano Udinese. Molto positivo il bilancio degli eventi precedenti tenutisi dal 6 al 10 agosto a Casarsa della Delizia, Capriva, Duino Aurisina, Sequals, Aquileia, Buttrio, Corno di Rosazzo, Bertiolo e Gradisca d’Isonzo. A livello regionale la manifestazione gode del sostegno di Promoturismo Fvg, Strada del Vino e Sapori del Friuli Venezia Giulia e di BancaTer, nonché del patrocinio dell’Agenzia nazionale turismo.

Il brindisi di Bertiolo.

“Dopo il lockdown – ha commentato Tiziano Venturini, assessore alla Città del Vino Comune di Buttrio e coordinatore regionale Città del Vino Friuli Venezia Giulia – abbiamo lavorato intensamente per non perdere l’edizione 2020 e proporre un programma che, a conti fatti, è stato tra i più ricchi tra quelli proposti in varie parti d’Italia dalle aderenti all’Associazione nazionale Città del Vino. Al termine faremo un bilancio completo, ma già adesso possiamo dire che la risposta del pubblico, sempre attento a rispettare le regole sanitarie anti Covid-19 che abbiamo fatto osservare, è stata davvero positiva: ci sono stati appuntamenti che hanno dovuto chiudere le iscrizioni con giorni di anticipo rispetto alla data prevista, viste le tante prenotazioni e altri che hanno raddoppiato o triplicato le date. Non solo: dai primi riscontri, il flusso di enoturisti è stato interessante, con località che hanno registrato un arrivo di visitatori da fuori i propri confini comunali per circa il 70%. Il lavoro di coordinamento tra tutte le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia sta ripagando in termini di visibilità e di appeal degli eventi“.

La notte di Aquileia.

Questi, dunque, gli appuntamenti del 13 agosto, a partire dalle 19.30, con relativi programmi e contatti per l’iscrizione.

Camino al Tagliamento Casa Liani (0432 919000 int.1 ̶ info@caminoaltagliamento.org). Degustazione di vini dei produttori locali accompagnati dalle specialità del ristorante “Il Mulino”. La serata sarà accompagnata dal duo musicale “Border’s Line”.

Cormòns Piazza XXIV Maggio (0481 630371 amministrazione@enotecadicormons.com). “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, scriveva Dante: a Cormòns queste stelle porteremo i loro cantici più affascinanti nei vini più avvolgenti accompagnati da note magiche e piccole delizie per il palato.

Latisana Piazza Indipendenza e Parco Gaspari (0431 521550 ̶ info@prolatisana.it) Dalle ore 18 proposte culinarie tipicamente friulane e le degustazioni dei migliori vini offerti dalle Aziende vitivinicole della zona nell’incantevole scenario del Parco Gaspari, ad un passo dal fiume Tagliamento. Le luci soffuse e la musica accompagnano i banchi di assaggio e le degustazioni delle aziende vinicole e dai ristoranti del territorio. La natura del Parco, la suggestiva passeggiata che incornicia il corso del fiume Tagliamento a pochi passi e la musica renderanno ancor più magica la serata. Le stelle faranno il resto.

Trivignano Udinese La Corte dei Vizi a Clauiano (351 6117196 ̶ info@lacortedeivizi.it). Cena ispirata a Calici di Stelle per una serata all’insegna del buon cibo e del buon vino. Brindisi sotto le stelle, degustazione di vini pregiati in abbinamento a piatti gourmet.

Sulla piazza di Gradisca d’Isonzo.

IL TEMA“E quindi uscimmo a riveder le stelle” è il tema nazionale dell’edizione, che vede la collaborazione tra Associazione nazionale Città del Vino e Movimento Turismo del Vino e il patrocinio dell’Agenzia nazionale turismo. La citazione della Divina Commedia invita alla ripartenza dopo la fase più acuta dell’emergenza Covid-19, con l’auspicio che nella notte di San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti, e in quelle prima e dopo di essa siano tanti gli enoturisti a brindare ad una nuova normalità.

IL CONTEST – Anche per questa edizione è indetto dall’associazione nazionale Città del Vino il premio “La Stella di Federica: miglior foto di Calici di Stelle 2020”, destinato alle tre fotografie scattate dagli enoturisti che meglio valorizzano la relazione fra l’iniziativa e l’ambiente circostante. Anche il coordinamento regionale del Friuli Venezia Giulia aderisce al contest, promuovendo l’invio delle foto alla sua casella e-mail calicidistellefvg@gmail.com. Attiva anche la pagina Facebook @cittavinofvg.

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In copertina, nella foto Petrussi un bel brindisi alla ripresa a Capriva.