La Regione Fvg con Zannier punta l’indice contro l’Unione Europea: trascura le differenze dei territori

«Oggi le associazioni di categoria del mondo agricolo protestano a livello europeo non sui principi ma sulla loro applicazione, su come vengono calati sui nostri territori. La Ue sta imponendo una regolamentazione uniforme per tutto il continente in modo così dettagliato da impedire qualsiasi spazio di manovra, determinando persino la tipologia delle colture da adottare. Si tratta di un’impostazione politica inaccettabile e impraticabile». Lo ha affermato l’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, durante la discussione in Consiglio regionale della mozione con la quale si è chiesto di valorizzare l’autosufficienza alimentare e la tutela dei diritti dei produttori agricoli, consentendo un ricambio generazionale e garantendo i prodotti locali.
«Il vero problema che abbiamo nei confronti delle politiche agricole dell’Unione europea – ha spiegato Zannier – non riguarda assolutamente l’obiettivo di rendere più sostenibile l’attività agricola. Si vogliono applicare invece queste finalità attraverso regole che risultano inapplicabili per qualsiasi impresa. Dobbiamo ricordare inoltre che tutte le attività che devono sottostare a normativa europea devono gestire una burocrazia complicatissima e superare numerosi controlli. Tutto questo – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – non può che generare malumore e forme di protesta».
«Calare politiche impositive dall’alto e non lasciare alcuna autonomia a livello locale significa non comprendere che l’Europa – ha rimarcato l’assessore – presenta grandi differenze tra Paese e Paese e tra regione e regione anche per quanto riguarda le tipologie di agricoltura». Sul tema fitofarmaci Zannier ha sottolineato, infine, che tutti vogliono ridurre il loro utilizzo. «Sono necessarie però delle modalità operative da mettere subito in campo per contrastare le fitopatie. Altrimenti, rischiamo di non arginare lo scoppio di queste malattie, causando danni enormi alle aziende di settore».

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In copertina, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier.

Anche Confagricoltura Fvg a Bruxelles per contestare la Pac e il “Green Deal”

In molti Paesi dell’Unione Europea, tra i quali l’Italia, sono in atto proteste da parte di alcuni rappresentanti del mondo agricolo e ieri i trattori sono arrivati anche a Bruxelles. Il comune denominatore delle rimostranze è la contestazione della Pac – Politica Agricola Comune – e del “Green Deal” applicato all’agricoltura.
Anche in questa occasione, Confagricoltura, da sempre in prima linea per rappresentare le istanze degli agricoltori, partendo dall’ascolto e comprendendo il disagio del settore, conferma il proprio impegno per portare le questioni poste nelle sedi competenti, in Europa. La Confederazione, infatti, condivide l’attenzione del Governo nazionale rispetto alle richieste degli agricoltori, ma auspica risposte più incisive e urgenti da parte dell’Unione. In questo senso, la giunta di Confagricoltura ha deciso di avviare una serie di iniziative a Bruxelles per domandare che le richieste degli agricoltori vengano affrontate con maggiore sollecitudine, a tutela di un settore trainante della nostra economia che subisce le conseguenze economiche di uno scenario internazionale ad alta instabilità.

Philip Thurn Valsassina


«Un impegno – sottolinea Philip Thurn Valsassina, presidente regionale di Confagricoltura – che interessa pure il rinnovo della deroga all’obbligo di destinare a finalità non produttive una parte dei seminativi che la Commissione ha trattato oggi. Non siamo soddisfatti della decisione presa poiché mantiene troppi vincoli per le aziende e, perciò, visto che la proposta (poco utile e attuabile) della Commissione passa ora all’esame degli Stati membri, siamo già in contatto con il nostro Ministero e con le principali Organizzazioni agricole europee per ottenere le indispensabili e profonde modifiche».
L’impegno di Confagricoltura punta al raggiungimento dei seguenti obiettivi: assicurare un reddito adeguato ai produttori agricoli; migliorare la sostenibilità ambientale senza tagli produttivi; favorire la diffusione delle innovazioni tecnologiche per far fronte alle sfide del cambiamento climatico, salvaguardare i prodotti italiani ed europei nei confronti di una concorrenza non allineata con le regole dell’Unione per la sicurezza alimentare, la tutela delle risorse naturali e del lavoro, il benessere degli animali.
La Confederazione, infine, annuncia un’assemblea straordinaria a Bruxelles, convocata per il 26 febbraio, durante la quale verrà illustrata la visione dell’Associazione sul futuro dell’agricoltura e sulla nuova Pac.

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In copertina, seminativo in Fvg; all’interno, il presidente Philip Thurn Valsassina.

Grandi Verticali, è l’ora del Sauvignon inimitabile bianco del Vigneto Fvg: l’appuntamento è alla Rocca Bernarda

(g.l.) E ora l’aromatico e inconfondibile Sauvignon. Prosegue, infatti, con notevole successo il cammino delle Grandi Verticali delle Città del Vino in Friuli Venezia Giulia, l’associazione coordinata in regione da Tiziano Venturini. Dopo la riuscitissima serata di Capriva e l’importante incontro nella vicina Mariano, presente anche il presidente nazionale Angelo Radica, appuntamento giovedì prossimo, 8 febbraio, alle 19.30 alla Rocca Bernarda di Ipplis, nella Città del Vino di Premariacco – zona Doc Friuli Colli orientali – per il settimo appuntamento del ciclo di incontri, che sarà dedicato proprio all’inimitabile bianco che ai vignaioli friulani ha fatto ottenere molti riconoscimenti. E il Vigneto Fvg era stato premiato anche con l’organizzazione, qualche anno fa a Udine, del Concorso mondiale del Sauvignon che ebbe appunto risonanza planetaria.

Matteo Bellotto


Un nuovo momento di dialogo, dunque, con produttori, winelover ed esperti del settore, guidati da Matteo Bellotto, profondo conoscitore della storia e della tradizione vitivinicola del Friuli Venezia Giulia e scrittore conosciuto a livello internazionale. «Queste serate – sottolinea Bellotto – aiutano a capire che le idee costruiscono squadre, uniscono, fanno passare momenti belli e permettono poi anche di creare un sistema che porti avanti risultati».
I partecipanti verranno condotti in un vero e proprio viaggio sensoriale, che seguendo il tema “evolvere per non invecchiare”, vedrà la degustazione di annate differenti per ciascuna etichetta proposta. In questa serata verrà proposta la degustazione del Sauvignon delle cantine Ermacora, Rocca Bernarda, Scubla e Tunella.

Il Concorso mondiale a Udine.

La serata ha un costo di 35 euro a persona. Prenotazione obbligatoria: Pro Loco Buri proloco@buri.it – 0432.673511
La rassegna è realizzata da Città del Vino Friuli Venezia Giulia in collaborazione con Pro Loco Manzano, Pro Loco Buri – Buttrio, Proloco Mitreo Duino-Aurisina e Formaggio Montasio.

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In copertina, un bellissimo grappolo di Sauvignon sui Colli orientali a Cividale.

La protesta dei trattori (anche a Udine) apre a Palazzolo dello Stella le riflessioni di Arga Fvg del nuovo anno

Rapporti tesi tra l’agricoltura comunitaria e l’Europa, con i trattori che, partiti dalla Germania oggi arrivano a Bruxelles, e che si sono messi in marcia anche in Italia e l’altro giorno pure in Friuli con la manifestazione di protesta a Udine. Di queste preoccupanti tematiche si occuperà anche l’Associazione regionale della stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio del Friuli Venezia Giulia nel primo incontro del nuovo anno che si terrà domani, alle 18.30, nella sede dell’azienda Isola Augusta, di Massimo Bassani, a Palazzolo dello Stella. Si tratta, infatti, di un primo, importante momento di approfondimento sui temi emergenti del settore primario che caratterizzeranno anche nel 2024 il percorso di attività di Arga Fvg, l’associazione guidata da Carlo Morandini, che nelle scorse settimane ha tenuto una riunione del direttivo allargato del gruppo di specializzazione del sindacato dei giornalisti (Fnsi), in occasione della visita all’azienda Vigne del Doge, a Passariano di Codroipo.


Nell’occasione, il giovane titolare Gino Vendrame, presentato dal presidente onorario di Arga e già vicepresidente dell’Ordine del Giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Amos D’Antoni, ha illustrato gli sviluppi dell’attività familiare, mirata a valorizzare e sviluppare le campagne del territorio circostante Villa Manin. Come testimonia la presenza a breve distanza dalla dimora dogale dello storico mulino oggi destinato a scopi museali sulle testimonianze del mondo rurale, si tratta di terreni sui quali originariamente veniva praticata quasi esclusivamente la cerealicoltura.  E l’area agricola Vendrame è stata riorganizzata in tempi recenti per esaltare le potenzialità dei terreni rispetto alla produzione viticola. Tale processo ha tenuto conto dei metodi di suddivisione dei terreni introdotti a metà del ‘700 e ideati proprio in questi luoghi da Napoleone Bonaparte nel corso della sua presenza nelle terre dei Patriarchi. Proprio qui, ha infatti ricordato Mario Salvalaggio, ricercatore, giornalista, esponente del mondo dell’economia regionale, Napoleone ha sperimentato e applicato per la prima volta la misura del chilometro (km) semplificando l’antica suddivisione topografica stabilita in “campi” e “are”.


Il segretario generale dell’Unarga, l’Unione delle Arga, Gian Paolo Girelli, ha poi ricordato i programmi dell’Unione nazionale rivolti ai giornalisti specializzati. Tra le attività in programma da parte di Arga Fvg nel primo semestre del 2024 figura, appunto, il citato incontro di domani a Palazzolo su Europa e mondo agricolo. Un tema individuato per l’avvio dell’attività del sodalizio nel nuovo anno, divenuto in questi giorni di estrema attualità visti gli sviluppi anche in Italia e in Friuli della protesta degli agricoltori rispetto a decisioni europee che li penalizzano in un contesto già critico. Tra le altre iniziative in preparazione ci sono, invece, un evento itinerante su ambiente, alimentazione e salute, in collaborazione con Anci Federsanità, e un progetto per la valorizzazione delle farine antiche per uso alimentare. Mentre il 10 febbraio ritorna a Marina Sant’Andrea di San Giorgio di Nogaro il Premio Voce dell’Adriatico. Nei locali del ristorante Stella di mare sarà, infatti, consegnato il riconoscimento a personaggi che hanno dato lustro all’Adriatico e alle realtà che vi si affacciano, con particolare risalto al pianeta mare e alla marineria.
Anche quest’anno, ha evidenziato nel concludere il presidente Morandini, Arga Fvg conferma e mette a frutto nuovamente la proficua collaborazione con l’Associazione culturale La Riviera friulana, soprattutto per la disponibilità delle location dove vengono sviluppati gli incontri, gli eventi, i corsi di formazione riconosciuti dall’Ordine dei giornalisti, spesso preziosa anche per l’individuazione e il coinvolgimento di relatori ed esperti nei temi di competenza. Viene confermata e rafforzata nel contempo la collaborazione con il Club per l’Unesco di Udine, guidato dalla presidente Renata Capria D’Aronco, una figura emblematica della cultura del territorio e riferimento ineludibile per il mondo del volontariato culturale del Nordest e non solo; così come con Italia Nostra, tramite la sezione di Udine presieduta da Gabriele Cragnolini, relatore e formatore che come la D’Aronco viene spesso coinvolto come esperto sulle tematiche considerate come la gestione dell’ambiente e del territorio. Collaborazione confermata, pure, con il Fotocineclub Lignano presieduto da Gianfranco Cervesato e con l’Associazione per la Fondazione Giulietta e Romeo in Friuli guidata da Laura Zanelli.

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In copertina, la protesta dei trattori; all’interno, incontri Arga Fvg alle Vigne del Doge, a Passariano, e alla Cantina di Toniatti Giacometti, a Latisana.

 

Friuli Colli orientali e Ramandolo, bilancio di un anno difficile. Zannier: ora apriamoci a nuovi mercati

«Siamo difronte ad un cambiamento della domanda che vede il consumatore maggiormente orientato verso vini più freschi e meno impegnativi rispetto al passato, pur non abbandonando le tipologie consolidate. Per questo, a partire dal 2025, valuteremo con i Consorzi la possibilità di aprirsi a nuovi mercati anche attraverso la partecipazione a nuovi appuntamenti espositivi oltre a Verona, Parigi e Düsseldorf, dove la presenza del Friuli Venezia Giulia è ormai consolidata». Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, ieri a Villa di Toppo Florio a Buttrio – sede anche di un bellissimo museo dedicato alla civiltà del vino friulano – dove è avvenuta la presentazione del rapporto “Le stagioni e le uve – annata 2023” realizzato dal Consorzio tutela vini Friuli Colli orientali e Ramandolo, presieduto da Paolo Valle. Il compendio è redatto ogni anno, dal 2007, dai tecnici del Consorzio e raccoglie tutte le informazioni che riguardano la produzione dell’annata.

L’assessore Zannier ieri a Buttrio.


«Il rapporto del 2023 ci restituisce lo spaccato di un’annata difficile, rovinata dalle forti grandinate e dalle difficoltà meteorologiche – ha osservato ancora l’esponente della Giunta Fedriga -; ciononostante, le vendemmie che sono arrivate a compimento, seppure con quantitativi minori, hanno garantito buoni livelli di qualità».
Come ha spiegato di fronte a un folto uditorio Matteo Bellotto, scrittore e ideatore della Tasting Academy, nonché autore della pubblicazione assieme a Luca Governo e Francesco Degano – oltre che animatore delle Grandi verticali proposte con successo in questi mesi dalle Città del vino Fvg -, tutte le informazioni contenute nella relazione vengono trasformate in una narrazione autentica del vino, vitigno per vitigno, annata per annata, così che ogni vino acquisisca una sua specifica identità.
Il potenziale insito in questo modo di descrivere e assaporare il vino è tale da aver suscitato l’interesse di molti altri Consorzi italiani verso l’esperienza nata nei Colli orientali. Un unico altro Consorzio, infatti, quello del Prosecco Valdobbiadene Docg, svolge un’indagine simile ma su un unico vitigno, la Glera (uva base appunto delle bollicine che hanno conquistato il mondo), mentre il rapporto elaborato dal Consorzio Colli Orientali e Ramandolo sviluppa la ricerca su tutte le 23 varietà coltivate in quest’area, dalle quali si rileva, tra l’altro, il germogliamento, la fioritura, lo stato di maturazione stagione per stagione, la vendemmia.
«Questo è sicuramente un unicum a livello nazionale ed un modello che può essere esteso ad altri Consorzi ed esperienze», ha concluso l’assessore Zannier riferendosi anche al lavoro della Tasting Academy. Una carta di identità del vino che è unica e irripetibile e che è un innovativo sistema di promozione del territorio e dei suoi prodotti vitivinicoli.

Il caffè e l’energia del fuoco, domani a Trieste un incontro con Roberto Nocera

(f.s.) Domani, 1 febbraio, all’Hotel Savoia Excelsior (Riva del Mandracchio 4), con inizio alle ore 17.30, avrà luogo il quarto incontro del ciclo 2023-2024 dei “Cenacoli” dell’Associazione Museo del Caffè di Trieste, presieduta da Gianni Pistrini, stavolta dedicato al tema “Dominare l’energia del fuoco per servire la magnifica bevanda”. Protagonista di questo nuovo appuntamento (già inizialmente calendarizzato per gennaio, ma poi rinviato appunto a questo giovedì) sarà l’ingegner Roberto Nocera, dal 2013 direttore dell’ufficio tecnico e direttore generale de “La San Marco” Spa, la nota azienda di Gradisca d’Isonzo produttrice di macchine per caffè e altre attrezzature del settore.


L’ingegner Nocera vanta una vasta esperienza professionale: da oltre 25 anni si occupa con successo di macchine professionali per la preparazione del caffè, ma in precedenza aveva lavorato anche come progettista aeronautico all’Aeritalia di Pomigliano d’Arco e poi alla Diesel Ricerche di Trieste, nonché nel settore della trasportistica. Attualmente è presidente nazionale dell’Associazione dei Costruttori di macchine e attrezzature per caffè.
Nel suo atteso intervento, l’ingegner Nocera tratterà della relazione tra i quattro elementi della cosmogonia e il caffè, con particolare riferimento all’energia del fuoco, intesa come energia chimica della terra che occorre dominare per servire al meglio la preziosa bevanda. Come di consueto, l’ingresso sarà libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
L’attuale settima edizione dei “Cenacoli”, dedicata al tema “Aria, Terra, Fuoco, Acqua: Caffè, un viaggio tra gli elementi”, è coordinata da Nicoletta Casagrande (responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria e cultrice del mondo del caffè) e organizzata da Giulio Rebetz e Piero Ambroset. Tutti gli appuntamenti potranno venir seguiti anche online sul portale web dell’Associazione: www.amdctrieste.it o tramite il profilo Facebook aMDCTrieste.

Roberto Nocera

La stessa Amdc, con l’occasione, informa pure che nella successiva giornata di venerdì 2 febbraio, dalle 15.30 alle 17.30, ci sarà un’apertura straordinaria del “Magazin de cafè” di via Aldo Manuzio 10 B (laterale di via Tonello, nel rione di San Vito-Campi Elisi). Le volontarie dell’Associazione Museo del Caffè cureranno alcune visite guidate gratuite illustrando agli ospiti le numerose e particolarissime chicche caffeicole, macchine, strumenti e stoviglie per tutte le “fasi del caffè”, dalla preparazione alla degustazione, nonché i reperti della nostra gloriosa storia mercantile ed emporiale raccolti in questo piccolo ma curioso angolo di una Trieste che si pregia con ragione del titolo di “Capitale del Caffè”.

La protesta dei trattori è arrivata a Udine. Cia Fvg: servono obiettivi chiari istituendo un tavolo unitario di confronto

«I cortei di trattori che percorrono le strade regionali, italiane ed europee, sono il sintomo di un disagio reale. Un disagio che Cia-Agricoltori Italiani ha già portato in piazza, a Roma, il 26 ottobre scorso (ma lì, quelli dei trattori non c’erano…), sotto lo slogan: “Prezzi alle stelle, agricoltori più poveri” – afferma in una nota Franco Clementin, presidente di Cia Fvg-Agricoltori Italiani -. Purtroppo, tra l’altro, constato che la composizione di questi cortei e la qualità dei manifestanti pare comprenda anche vari soggetti che poco o nulla c’entrano con l’autentico mondo rurale e le sue giuste rivendicazioni. Indubbiamente, per la prima volta, l’Unione Europea ha messo pesantemente sotto accusa il comparto agricolo (dal Regolamento sul taglio dei fitofarmaci alla Direttiva sulle emissioni industriali, che le equiparava a quelle degli allevamenti, e alla Legge sul Ripristino della natura) creando un malcontento del quale, francamente, non si sentiva il bisogno».

La protesta dei trattori.

Il comunicato di Cia Fvg s’incrocia con la protesta dei trattori che ieri, come riferisce l’Ansa, è arrivata anche a Udine con una settantina di mezzi agricoli provenienti da diverse località della regione, che si sono radunati dinanzi allo Stadio Friuli e poi in corteo hanno attraversato la città fino a raggiungere piazza Primo Maggio, protestando contro le politiche europee del settore.
«In questo modo – sottolinea Clementin – la Commissione europea ha sbagliato il tiro, seguendo un modello errato, perché la transizione ecologica si fa con gli agricoltori non contro di essi. Senza l’adesione convinta degli agricoltori e dell’intero sistema agroalimentare, qualsiasi prospettiva di neutralità climatica diventa irrealizzabile. Comunque, gli imprenditori agricoli organizzati nelle loro associazioni, hanno sempre mantenuto un rapporto critico sì, ma anche costruttivo con le istituzioni che governano e dettano le regole al settore primario e a quello agroalimentare – prosegue Clementin -. Ora il punto è capire dove si vuole andare a parare. I sindacati agricoli accreditati, senza ombra di dubbio, sono significativamente rappresentativi e hanno una base sociale che produce la gran parte delle materie prime che finiscono sulle nostre tavole e negli impianti della trasformazione alimentare. Serve perciò non disperdere energie e non avere distrazioni sugli obiettivi da raggiungere: l’equo compenso nelle filiere; più limiti all’agrisolare a terra; un Piano strategico per la gestione delle risorse idriche; una Pac meno punitiva e più incentivante; una regolamentazione dell’uso dei fitofarmaci più realistica e centrata sulle diverse esigenze colturali e climatiche; uno sfoltimento significativo della burocrazia. Lo si può fare in maniera concreta predisponendo con urgenza, cosa che la Cia ha sempre chiesto, dei Tavoli unitari di confronto, partendo dalle nostre comunità regionali e nazionali. Più che trattori in strada, dunque, servono idee nuove, proposte concrete e soluzioni rapide e giuste evitando di far crescere ulteriormente la rabbia e il malcontento nelle campagne», conclude il presidente regionale».

Franco Clementin

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In copertina, un’immagine della manifestazione Cia in ottobre a Roma.

Anche le Città del vino Fvg nell’assemblea del Contratto di fiume Judrio

(g.l.) Non solo Comuni e Pro Loco. Le Città del vino del Friuli Venezia Giulia – protagoniste della recente manifestazione di Mariano – sono entrate anche nell’assemblea del Contratto di fiume Judrio, uno strumento volontario di programmazione strategica e negoziata che persegue la tutela e la corretta gestione delle risorse idriche, nonché la valorizzazione dei territori fluviali unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo allo sviluppo della zona interessata.

Tiziano Venturini


Attualmente sono 17 i Comuni che fanno parte dell’associazione e si tratta, ovviamente, di quelli attraversati dal noto corso d’acqua, ma anche dal Versa suo principale tributario. Si tratta di Drenchia, Grimacco, Stregna, Prepotto, Dolegna del Collio, Corno di Rosazzo, San Giovanni al Natisone, Cormons, Chiopris Viscone, Medea e Romans d’Isonzo, oltre a San Floriano del Collio, Capriva del Friuli, Mossa, Moraro, Mariano e San Lorenzo Isontino.
Alla riunione, tenutasi l’altro giorno a San Lorenzo Isontino, a Casa Lis Neris, erano rappresentati i Comuni di Cormons, Dolegna, Capriva, Corno, San Giovanni, Medea, Romans, Moraro, San Lorenzo, Mossa e Prepotto. Proprio l’avvocato Mariaclara Forti, sindaco di quest’ultimo Comune, noto per la famosa sottozona dello Schioppettino, ha sottolineato l’importannza che pure le Città del vino siano rappresentate all’interno di questo importante organismo del Friuli orientale, se non altro per il fatto che la maggioranza di questi territori sono molto vocati alla produzione vitivinicola e la loro quasi totalità fa parte dell’associazione nazionale delle Città che in Friuli Venezia Giulia è coordinata da Tiziano Venturini. A rappresentare le Cdv Fvg all’interno dell’assemblea sarà il vicecoordinatore Maurizio D’Osualdo che è anche vicesindaco di Corno di Rosazzo, appunto uno dei Comuni aderenti.

I sindaci intervenuti all’assemblea.

 

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In copertina, suggestiva immagine di un tratto del corso del fiume Judrio.

Percoto, Risit d’Aur e mezzo secolo di grappa monovitigno di Picolit alla grande festa per i Premi Nonino 2024

«Oggi celebriamo non solo i vincitori, ma anche la bellezza e la diversità delle autorevoli voci che grazie al Premio Nonino continuano ad arricchire la nostra comunità. Ogni vincitore di questo riconoscimento dà lustro alla nostra terra e porta con sé un bagaglio di ispirazione, di confronto e riflessione». Lo ha detto ieri il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura, Mario Anzil, a margine della cerimonia di premiazione del Premio Nonino 2024 nelle famose Distillerie a Ronchi di Percoto, l’annuale festa di fine gennaio alla quale è intervenuto con l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini. La Giuria, presieduta da Antonio Damasio, ha assegnato i Premi Nonino allo scrittore e traduttore Alberto Manguel, al medico francese Rony Brauman e alla scienziata Naomi Oreskes, mentre allo scrittore e storico Angelo Floramo e alla Cooperativa Insieme “Frutti di Pace” è andato il premio Risit d’Aur (Barbatella d’oro).

Immagine ormai storica della famiglia Nonino.


«Il Premio Nonino si conferma evento prestigioso e internazionale che la famiglia di Ronchi di Percoto continua a regalarci mostrando quel legame profondo con le proprie radici. A questa famiglia, ai giurati e a tutti coloro che continuano a rendere possibile questa straordinaria occasione va la gratitudine dell’Amministrazione regionale», ha continuato Anzil. Il vicegovernatore assieme all’assessore Bini ha inoltre sottolineato l’importante celebrazione che si affianca al Premio ovvero il 50° anniversario della creazione del Monovitigno Nonino da quando, nel 1973, Giannola e Benito Nonino rivoluzionarono l’azienda dando vita a una grappa monovitigno di sole uve Picolit. «Una storia di successo, di determinazione – ha commentato il vicegovernatore – ma soprattutto di infinito amore per la propria terra».
L’assessore Bini ha quindi rivolto un plauso alla grande storia imprenditoriale e d’innovazione della famiglia Nonino che «ha saputo valorizzare un prodotto figlio della tradizione di questa terra trasformandolo in un brand iconico, ambasciatore del Friuli Venezia Giulia nel mondo. Questo Premio – ha concluso l’esponente della Giunta Fedriga – è un riconoscimento al talento individuale, ma anche un tributo alla perseveranza, alla passione e alla dedizione che caratterizzano da sempre l’impegno della famiglia Nonino».

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In copertina, le preziose bottigliette con la grappa monovitigno di Picolit che compie 50 anni.

 

Dalla Regione Fvg quasi 120 milioni a sostegno di agricoltura e montagna

Le risorse complessive stanziate nel bilancio regionale per il 2024 a favore del settore agroalimentare, ittico, delle foreste e della montagna ammontano a oltre 119 milioni di euro. “Questa legge di Stabilità contiene misure di prospettiva estremamente importanti, tra cui l’incentivo alla costituzione di un’unica comunità energetica agricola regionale che sfrutta la deroga prevista dalla normativa nazionale per l’agricoltura, che consente di non essere vincolati all’allacciamento a una cabina primaria. Di fatto, quindi, potremo costituire una vera e propria rete di tutti gli operatori regionali”, ha commentato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, illustrando in Aula i contenuti di sua competenza della legge di Stabilità.
L’esponente della Giunta Fedriga è poi entrato nel dettaglio di alcune delle principali misure messe in atto: “A sostegno delle imprese agricole e agroalimentari ci sono 19 milioni di euro per il Fondo di rotazione in agricoltura; in continuità con gli interventi del 2023, sono previsti 5 milioni per scorrere le graduatorie dei contributi per gli impianti fotovoltaici delle aziende agricole e si attestano a 12 milioni le risorse destinate a opere di irrigazione e relative manutenzioni realizzate dai consorzi di bonifica. All’Ersa vanno 4 milioni di euro per la promozione dell’agroalimentare, 2 milioni di euro gli aiuti per i servizi di consulenza alle aziende zootecniche e 1,5 milioni per il Fondo emergenze in agricoltura”.
“Prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico e della sicurezza in montagna sono altri due obiettivi fondamentali che la Giunta si è posta e che trovano in queste misure molteplici canali di finanziamento”, ha ribadito Zannier. Tra questi, la valorizzazione e salvaguardia del territorio può contare su 15 milioni per la realizzazione di sistemazioni idraulico-forestali; 5,1 milioni per le aree naturali regionali, riserve, parchi e biotopi; 2,5 milioni per la viabilità forestale e 1,8 milioni per azioni di antincendio boschivo. Le politiche per il territorio montano possono contare su 6 milioni di euro dedicati agli investimenti dei Comuni montani e ai contributi ai piccoli esercizi commerciali per il disagio localizzativo; mentre 2,6 milioni vengono stanziati per gli indennizzi e la prevenzione dei danni provocati dalla fauna selvatica”.
Tra i principali interventi legislativi si segnala poi che, con un insieme di norme tra loro coordinate, si potenzia il funzionamento del Fondo di rotazione in agricoltura chiarendo e semplificando le relative procedure, estendendone l’operatività ai finanziamenti per le attività di ospitalità e ricettività delle aziende agricole, nonché prevedendo la prosecuzione del cosiddetto Programma anticrisi conflitto russo-ucraino. In quest’ultimo ambito, si fissa infatti a 5 milioni di euro il limite di capitale che il Fondo può impiegare per consentire la conversione in sovvenzione dei finanziamenti erogati rinunciando a parte delle quote di ammortamento e si fissa a 3 milioni il limite per l’erogazione dei finanziamenti in deroga alla previsione secondo cui i rischi di ciascuna operazione creditizia del Fondo sono esclusivamente a carico delle banche convenzionate.
Si aggiorna la normativa che premia le mense biologiche, ampliando i prodotti ammessi a contributo alla categoria dei “prodotti agricoli e alimentari a chilometro zero”, di recente riconosciuti a livello statale da apposita normativa. Nell’ambito degli interventi finalizzati alla razionalizzazione della risorsa acqua in agricoltura, si segnalano le norme che consentono di finanziare, sia gli impianti di micro irrigazione e fertirrigazione realizzati dalle imprese, estendendoli ai frutteti, sia la sostituzione degli impianti irrigui aziendali vetusti, con una dotazione complessiva di oltre 9 milioni di euro sul triennio.
Si segnalano inoltre le norme che estendono, anche per il prossimo anno, sia la linea contributiva per la realizzazione di nuovi impianti arborei, in particolare frutteti, con una dotazione finanziaria di un milione di euro, sia la linea contributiva per gli investimenti da realizzare nelle malghe che svolgono attività di produzione e trasformazione di latte, con una dotazione finanziaria di 1,5 milioni. Sempre per quanto riguarda il territorio montano, proseguirà anche nel 2024 la concessione di aiuti alle famiglie che si avvalgono del servizio di distribuzione di Gpl e di aria propanata, a sollievo degli oneri sostenuti per i consumi riferiti all’anno 2023.

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In copertina, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier.