La viticoltura cambia, dal Parlamento Ue via libera alle nuove tecniche genomiche: ok dalla Doc Pinot grigio delle Venezie  

Il Consorzio di Tutela Doc delle Venezie (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento) ha accolto favorevolmente il voto del Parlamento europeo in merito alle nuove tecniche genomiche, un testo particolarmente atteso, approvato nei giorni scorsi con 307 voti a favore, 263 contrari e 41 astenuti. Si attende ora il trilogo, il negoziato cui prendono parte le tre istituzioni Ue con l’obiettivo di condividere e chiudere l’accordo politico sulla proposta legislativa.

Albino Armani


«Le sfide imposte dal cambiamento climatico in atto e dagli orientamenti della politica europea impongono un cambiamento anche rispetto al ruolo della genetica – ha detto al riguardo il presidente del Consorzio, Albino Armani – e in quest’ottica il via libera del Parlamento europeo rappresenta un passo avanti importante verso un modello più sostenibile e in grado di tutelare la capacità produttiva delle imprese vitivinicole».
«In un contesto nel quale gli effetti dei cambiamenti climatici sono già realtà – ha aggiunto Stefano Sequino, direttore del Consorzio – le nuove tecnologiche genetiche non-Ogm possono dare un importante contributo in termini di maggiore capacità di adattamento alle fitopatie della vite, che sempre più spesso causano gravi danni ai vigneti e ingenti cali di produzione, così come alla siccità. Si tratta di un tema strategico per il futuro della viticoltura e per questo occorre sollecitare la ricerca e, con approccio altrettanto scientifico, il dibattito a tutti i livelli». Il Consorzio auspica ora un proficuo confronto che porti alla definizione dell’accordo politico prima della scadenza dell’attuale legislatura.

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In copertina, grappoli di Pinot grigio la varietà tutelata dal Consorzio interregionale.

Immagine più moderna del Vigneto Fvg a Wine Paris una fiera in grande ascesa

«Un cambio radicale dell’immagine del mondo vinicolo del Friuli Venezia Giulia, molto più moderna e rafforzata. Così abbiamo voluto presentarci a Wine Paris per il secondo anno consecutivo dopo il debutto dello scorso anno fortemente voluto dalla Regione. Una scelta che ci sta ripagando con grandi soddisfazioni visto che la fiera parigina si sta confermando in maggiore ascesa rispetto al mercato del vino internazionale, anche grazie ad un sistema dei buyer presenti gestito con grande serietà e professionalità. Crediamo che Parigi stia iniziando ad erodere parte degli spazi della concorrente Düsseldorf, pertanto essere qui è sempre più importante». È il commento, che giunge da Parigi, dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, presente a Wine Paris & Vinexpo Paris, il Salone internazionale del vino e degli alcolici, manifestazione internazionale B2B dedicata agli operatori del settore. Ieri allo stand Fvg Zannier, assieme ai responsabili di Ersa, ha accolto anche la visita dell’ambasciatrice italiana a Parigi, Emanuela D’Alessandro.


«L’edizione 2024 della fiera parigina – ha spiegato ancora l’esponente della Giunta Fedriga – offre al Friuli Venezia Giulia l’opportunità di sperimentare una formula innovativa, introdotta con la legge regionale 13/2023, che persegue l’obiettivo di mantenere la competitività del settore vitivinicolo regionale attraverso nuove modalità di partecipazione della Regione alle fiere internazionali di settore. Di fatto, la Regione, per il tramite di Ersa, mantiene la regia delle attività di promozione del settore agroalimentare B2B, mentre affida a Unidoc, ovvero alle associazioni dei produttori, il ruolo di promotori della diffusione della conoscenza dei vini del territorio attraverso la progettazione, la realizzazione e la gestione degli allestimenti fieristici delle collettive regionali sulla base di specifici indirizzi definiti dall’Agenzia».
Rinnovato, quindi, anche l’allestimento dello stand dedicato alla collettiva regionale, che risulta più funzionale al coinvolgimento dei buyer e alla creazione di contatti qualificati: l’area espositiva di 200 metri quadrati risulta, infatti, strutturata su quattro isole di degustazione autonoma, supportate dai sommelier per la mescita del vino, affiancate da svariati punti di contrattazione a disposizione delle 30 aziende regionali che partecipano alle trattative B2B. Un’ulteriore novità riguarda l’accoglienza dei visitatori in uno spazio dedicato alla presentazione di quattro wine cocktails preparati con prodotti Made in Friuli Venezia Giulia. Ciascuna delle trenta aziende presenta quattro etichette di vino fermo, in purezza, due scelte tra Friulano, Pinot grigio, Sauvignon e Ribolla gialla, Doc del Friuli Venezia Giulia, e due a scelta tra vino bianco autoctono, vino bianco internazionale, vino rosso autoctono, vino rosso internazionale e vino rosato, Doc o Docg o Igt, comprese le interregionali, del Friuli Venezia Giulia, anche spumantizzato.


Tra gli oltre 130 eventi in programma, Ersa ha curato anche tre delle 53 classic wine masterclass previste, per presentare alla platea di professionisti del settore uno spaccato della produzione enologica regionale: i quindici vini che saranno protagonisti di questi tre appuntamenti sono stati selezionati da una commissione di valutazione appositamente istituita tra quelli proposti dalle trenta aziende partecipanti alla collettiva. Le tre masterclass ieri in programma erano Pinot grigio & friends, con tre etichette di Pinot grigio abbinate a uno Chardonnay e ad un Refosco; Sauvignon & friends, in programma oggi, alle 13.30, con tre etichette di Sauvignon abbinate a una Malvasia e ad un Merlot; Friulano & friends, in programma domani, alle 11.30, con tre etichette di Friulano abbinate a una Malvasia ed una Ribolla gialla. Paris Expo Porte de Versailles ospita oltre 4mila espositori e si attende 40mila visitatori da tutto il mondo nelle tre giornate di fiera.

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In copertina, Stefano Zannier con l’ambasciatrice Emanuela D’Alessandro e Matteo Zoppas presidente dell’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane; all’interno, l’assessore regionale con ospiti ed esponenti del settore vitienologico e con la delegazione Ersa.

A Nordest nasce CVC “colosso” del vino e del Prosecco con la fusione delle Cantine di Casarsa e Conegliano-Vittorio Veneto

di Giuseppe Longo

E ora a Nordest c’è il “colosso” del vino – e, in particolare, del Prosecco, le bollicine che hanno conquistato mezzo mondo – di cui si parlava già da tempo. L’assemblea dei soci dei Viticoltori Friulani La Delizia, riunitasi ieri pomeriggio al Teatro comunale Pasolini di Casarsa, ha infatti approvato (95% voti a favore) – come si legge in una nota diffusa al termine della riunione – la proposta di fusione con la Cantina sociale di Conegliano e Vittorio Veneto: nasce così la Cantina sociale CVC (Conegliano – Vittorio Veneto – Casarsa) che sarà, si sottolinea, la più grande cooperativa vinicola del Nordest e tra le più grandi d’Italia – nonché tra i più importanti player mondiali del Prosecco – con ben 1600 soci, 5 mila 500 ettari vitati, 900 mila quintali di uva e 26 milioni di bottiglie. La deliberazione adottata dai soci friulani ha fatto seguito a quella dei colleghi veneti che avevano approvato il progetto di fusione a Conegliano già nella mattinata.

La sede della cooperativa a Casarsa.


Nell’assemblea di Casarsa, a esporre il progettoè stato il nuovo presidente dei Viticoltori Friulani La Delizia, Manuel Praturlon (già vicepresidente), il quale ha sottolineato come «la fusione sia nata direttamente dalle esigenze della base sociale per avere una realtà più grande e più forte, radicata sul territorio e improntata alla qualità e capace, con le sue dimensioni e le relative economie di scala, di affrontare le sfide di un mercato sempre più globale». L’identità del marchio casarsese (fondato nel 1931) rimarrà, visto che è stata costituita la Vini La Delizia srl, commerciale con sede a Casarsa – Città del vino Fvg – che «curerà la vendita e il marketing dei vini della nuova Cantina sociale (la quale avrà quali vini di punta il Prosecco Doc, Conegliano e Valdobbiadene Prosecco Docg e Pinot grigio delle Venezie, sempre più richiesti tra Italia ed Estero)».
Sono intervenuti alla importante assemblea anche Flavio Bellomo, già presidente della cantina casarsese e ora leader dei Vini La Delizia srl, e Mirko Bellini, direttore dei Viticoltori Friulani La Delizia, il quale ha illustrato le politiche commerciali che vedono «una crescita della domanda, oltre che nel settore Ho.re.ca. italiano, soprattutto negli Stati Uniti, Regno Unito e mercati Unione Europea».

Il direttore Mirko Bellini.


Un passo, dunque, senza dubbio strategico per il settore vitivinicolo friulano e della vicina Provincia di Treviso al fine di aggredire con maggior efficacia le sfide imposte da un mercato sempre più complesso. Un fenomeno, quello delle aggregazioni, già in atto con efficacia in altri comparti produttivi, per cui logicamente non poteva rimanerne escluso quello della vite e del vino, anche se dal punto di vista dell’immagine e della promozione commerciale c’è già l’esempio molto positivo del Consorzio interregionale (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento) del Pinot grigio delle Venezie, produzione di cui abbiamo fatto cenno poc’anzi. Della questione si era parlato già un anno fa, quando avevamo riferito che «La Delizia Viticoltori Friulani sta dialogando con altre realtà per collaborazioni commerciali, in un quadro di sinergie che da tempo sono previste all’interno del proprio piano operativo e che non prevedono cessioni». Allora era infatti rimbalzata la notizia che la Cantina di Casarsa sarebbe stata addirittura «in vendita», cosa che però era stata subito «categoricamente» smentita dai vertici della cooperativa. Nel contempo, si confermava però l’esistenza di trattative con «altre realtà per collaborazioni commerciali». Per cui concludevano osservando che i mesi successivi sarebbero stati decisivi. Ed è quello che è puntualmente avvenuto ieri a Casarsa e a Conegliano con l’approvazione del nuovo piano strategico, appunto per la creazione di questo mega-polo vitivinicolo friul-veneto.

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In copertina, il conferimento delle uve dei soci di Viticoltori Friulani La Delizia.

Collio, quando la “Secessione viennese” ispira le etichette di grandi vini: l’esperienza dei Komjanc a San Floriano

di Giuseppe Longo

SAN FLORIANO – Ma cosa hanno in comune i vini del Collio con la Secessione viennese, quel movimento artistico-culturale di “rottura” che si formò in Austria e Germania tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo? Nulla, evidentemente. Eccettuate, però, le pregiate bottiglie della Komjanc Alessio, la rinomata azienda di Giasbana tutta viti e ulivi. E in una mattinata uggiosa, che non rendeva giustizia alla bellezza dei luoghi, questo è stato dimostrato e dettagliatamente illustrato. La cantina di San Floriano del Collio, Città del vino, che pure quest’anno è stata premiata da molte Guide di prestigio, si è dotata, infatti, di un nuovo progetto grafico che vede un rinnovo delle etichette e del packaging, per un’immagine distintiva, più attuale e moderna, ma sempre in sintonia con l’identità aziendale. Se ne è fatta carico l’agenzia Mumble Design di Cormons che ha ideato e realizzato la grafica proprio in stile Secessione, attraverso un processo creativo con le radici appunto nella Wiener Secession e lo sguardo al nuovo e al mondo che ci circonda. Come dire, un intreccio fra storia-tradizione e attualità, tanto da dare al progetto il suggestivo, e nel contempo evocativo, titolo di “Wein Secession”.

Ne ha spiegato il senso – fedeltà al passato e alla tradizione di queste terre di confine, ma con spirito di iniziativa e quindi di innovazione – il grafico dell’azienda cormonese, Davide Bevilacqua, che aveva accanto il famoso enologo Gianni Menotti – figlio dell’ultranovantenne Edino, “anima” per tantissimi anni della vicina Villa Russiz -, il quale si è soffermato sulla “filosofia” produttiva dei Komjanc che hanno organizzato l’incontro con la stampa di settore, numerosi ospiti ed estimatori. Stefano Cosma, coordinatore dell’incontro e collaudato esperto enogastronomico, oltre che amante della ricerca storica, si è soffermato invece su alcuni dati che illustrano come è nata ed evoluta questa bella realtà collinare.
L’azienda vanta, infatti, una lunga storia di famiglia, che attraversa con successo tre secoli. Partiamo da quando Francesco (Franc) Komjanc (1849-1928) acquista i primi terreni a San Floriano. Dai registi parrocchiali del 1878 risulta che la località era chiamata “Mocvir”. Qui, assieme alla moglie Elisabetta Jakin, Franc costruisce la prima casa, in cui nascono sette figli. Solo Giuseppe Floriano (Florjan) rimane, però, a condurre l’azienda agricola e i suoi figli crescono tra vigneti ed alberi da frutto. «Domenica 26 agosto 1888 – si legge nel Gospodarski list – l’Associazione dei viticoltori e dei frutticoltori del Collio organizzò una mostra di frutta e vino a San Floriano e una commissione venuta da Gorizia, per scegliere quali vini inviare alla Fiera della frutta di Vienna organizzata per celebrare il 40° anniversario dell’imperatore, selezionò un unico vino: quello di Florjan Komjanc, apprezzato “per le qualità di un vino buono e perfetto”». Questo avveniva a fine Ottocento. Ma nel 1913 i Komjanc risultano anche commercianti di frutta e verdura (Früchte und Gemüse); nel 1935, e poi nel 1942 hanno una sede anche in città, a Gorizia, ed esportano frutta ed ortaggi perfino in Slovacchia, Germania, Svizzera e Boemia. Poi, negli Anni Settanta, Alessio Komjanc crea la nuova azienda a Giasbana e nel 2000 un ulteriore slancio viene dato dall’entrata definitiva di tutti e quattro i suoi figli: Benjamin, Roberto, Patrik e Ivan. Quindi, nel 1973 arriva nella località collinare la Strada del vino e delle ciliegie, toccando anche la nuova azienda di Alessio che, nel frattempo, si era separato dal fratello. E arrivano i primi riconoscimenti di merito: su Panorama del 1975 ecco la citazione del Pinot bianco 1974 cru Križenca di San Floriano e del Pinot grigio 1974 cru Podvanevi di San Floriano del vignaiolo Giuseppe Komjanc (papà di Alessio), mentre su una rivista americana viene citato anche il Pinot grigio 1989. Infine, dicevamo degli uliveti che punteggiano queste colline: dal 2005, i Komjanc commercializzano anche il proprio olio d’oliva “Oče Aš” (Nonno Aleš).


Ma torniamo alle importanti citazioni che per l’azienda, da tempo, sono diventati una costante. Anche quest’anno, infatti, i vini Komjanc sono stati osannati da molte Guide. Berebene 2024, edita dal Gambero Rosso, ha premiato i migliori vini per il rapporto qualità/prezzo: hanno ricevuto il premio regionale 21 vini. Per il Vigneto Fvg, tra le 50 aziende selezionate, è stato premiato il Pinot bianco 2022 Doc Collio che si è aggiudicato 93/100 punti: un vino ricercato e profondo, dai profumi fruttati e ben strutturato al palato, che per quattro anni consecutivi mantiene le prime posizioni nelle Guide più importanti, ricevendo anche i Due Bicchieri Rossi di Vini d’Italia 2024, sempre del Gambero, oltre all’Award Rosso di Wine Hunter e il massimo riconoscimento delle Quattro Viti della Guida Vitae 2024, edita dall’Associazione Italiana Sommelier, e al riconoscimento di vino top da Winesurf di Carlo Macchi. Ma Vini d’Italia quest’anno ha premiato con i Due Bicchieri anche il Collio Bianco “Bratje” 2021 e il Friulano 2022, quest’ultimo già insignito della Corona della Guida Vinibuoni d’Italia 2024 del Touring Club, dell’Award Oro di Wine Hunter e di quello d’argento di Decanter, oltre ad essersi aggiudicato 91/100 punti dalla rinomata guida Falstaff e il titolo di vino top da Winesurf. Uno dei vini più rappresentativi dell’azienda, il bianco “Bratje” si è aggiudicato anche il prestigioso Award Rosso di Wine Hunter e 4 Stelle da Vinibuoni d’Italia 2024, che ha premiato inoltre, sempre con le 4 Stelle, gli autoctoni Ribolla gialla e Malvasia, annata 2022, entrambi riconosciuti anche da Carlo Macchi nella citata Winesurf. Infine, fra i vini da vitigni internazionali, particolarmente apprezzati risultano il Sauvignon 2022 Doc Collio e lo Chardonnay Dedica, a conferma della varietà di tipologie e qualità dei vini che offre questo meraviglioso territorio collinare che, superato il confine con la Slovenia, diventa Brda. Un comprensorio vitivinicolo da anni candidato, con fondate e riconosciute motivazioni, al riconoscimento Unesco quale Patrimonio dell’Umanità.

La presentazione della nuova veste aziendale in stile “secessionistico” è stata coronata dall’assaggio di alcuni prestigiosi vini, bianchi e rossi, accompagnata da una “raffica” di squisitezze gastronomiche preparate da Cristian Nardulli, chef di origine pontebbana ma felicemente trapiantato da un paio d’anni proprio a San Floriano, località che appena vista l’ha fatto innamorare, tanto da dare vita alla Taverna sul Collio e alla già ben affermata attività di “home restaurant”: con spirito innovativo ma fedele alla tradizione, propone infatti una cucina che coccola quanti siedono alla sua tavola. Anche perché nei suoi piatti si esprimono appieno le esperienze maturate, in una ormai lunga e apprezzata attività professionale, a Lignano Sabbiadoro e in Austria, in prestigiosi locali di spicco, alla Taverna di Colloredo di Monte Albano dalla doppia Stella Michelin. E non sono mancati i riconoscimenti: dai Mondiali 2009 della ristorazione di Lucerna, in Svizzera, porta a casa la medaglia d’oro, e a Montecatini riceve la Stella d’Oro per meriti di servizio. Poi a Parigi ottiene la Stella Michelin, quindi approda al ristorante Paradiso di Pocenia e infine alla sua Taverna sul Collio. E ora il nome di Cristian Nardulli si è intrecciato con quello dell’azienda Komjanc, come dire grandi vini “sposati” a una tavola raffinata, ricercata dai gourmet. Tanti auguri a entrambi, altre soddisfazioni sicuramente non mancheranno!

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In copertina, i “Wein Secession” dell’azienda Komjanc; all’interno, alcune immagini dell’incontro a Giasbana: l’intervento di Gianni Menotti che ha accanto Stefano Cosma e Davide Bevilacqua, il pubblico, ancora un primo piano di etichette, lo chef Cristian Nardulli con i titolari e infine una bella foto ricordo.

Crisi dell’agricoltura, Regione Fvg (con l’assessore Zannier): continueremo a usare i nostri mezzi per potervi aiutare

«È stato utile ascoltare oggi le problematiche rappresentate dagli agricoltori del territorio, dalle difficoltà finanziarie che molte aziende stanno attraversando a causa dell’aumento dei costi di produzione a temi di più ampio respiro come il Green deal e le normative comunitarie. Il canale di colloquio tra la Regione con il mondo agricolo non si è mai interrotto e continuerà su tutti i livelli. Pur consapevoli che in alcune macroaree i margini di intervento delle Amministrazioni regionali appaiono ridotti, confermiamo il nostro impegno per venire incontro alle necessità del settore con i mezzi a nostra disposizione». È quanto ha affermato ieri l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, che ha incontrato nel Palazzo udinese della Regione una delegazione di agricoltori del territorio per ascoltare le criticità che ruotano attorno l’attuale situazione vissuta dal comparto e che in questi giorni è esplosa con la protesta dei trattori in tutta Europa, con una manifestazione anche nel capoluogo friulano.
Il rappresentante della Giunta Fedriga ha sottolineato l’importanza del sostegno finanziario assicurato all’agricoltura dalla Regione Fvg, che nel solo 2023 ha erogato risorse per oltre 150 milioni di euro. «Lavoriamo – ha sottolineato Zannier – per cercare, attraverso le norme regionali, di sburocratizzare il più possibile le linee contributive di nostra competenza».
Ritornando sull’incontro in questione, «su alcuni punti trattati – ha riferito Zannier – abbiamo già avuto modo di fornire agli interlocutori risposte concrete. Su altri abbiamo assicurato piena disponibilità a farci promotori delle istanze avanzate, come, ad esempio, la richiesta di snellimento delle procedure da parte dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare».

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In copertina, trattori durante la manifestazione a Udine; qui sopra, l’incontro alla Regione Fvg con l’assessore Stefano Zannier.

 

Alto Piemonte-Gran Monferrato “eletti” Città europea del vino 2024. E in Fvg continuano le Verticali tutte da sold out

di Giuseppe Longo

Quest’anno non ci sarà la Città italiana del vino, in senso stretto, cui eravamo ultimamente abituati. Al suo posto c’è, invece, la “Città europea del vino” ambientata in Piemonte, regione senza dubbio fra le più prestigiose della produzione vitivinicola tricolore, nel comprensorio “Alto Piemonte-Gran Monferrato”. Il “titolo” nazionale nel 2024 si “fonde” dunque con quello europeo, che pertanto prevale per notorietà e importanza, pur continuando il “discorso” intrapreso l’anno scorso in Sicilia, esattamente a Menfi, e nel 2022 in Friuli Venezia Giulia, dove Duino Aurisina aveva assicurato una splendida accoglienza alla manifestazione, divenendo per 365 giorni, come la stessa città dell’Agrigentino, “capitale” dell’enologia Made in Italy. Ricordiamo che la candidatura congiunta delle città monferrine di Acqui Terme, Casale Monferrato e Ovada, sotto il nome di “Gran Monferrato”, a Capitale europea del vino 2024 era stata presentata già nel 2020 e l’anno scorso la candidatura stessa, insieme con l’Alto Piemonte delle famose aree viticole di Ghemme e Gattinara, ha ottenuto l’investitura ufficiale, superando le aspirazioni della senese Montepulciano e di San Clemente in provincia di Rimini.

Scorci di Gattinara e Ghemme.

Come ha informato l’Associazione nazionale Città del vino dalla sua sede di Siena, l’apertura del programma “europeo” avverrà con una serie di manifestazioni concentrate nelle giornate dell’1 e del 2 marzo prossimi, quando ci sarà dapprima, ad Aqui Terme, la riunione plenaria con enti istituzionali, sindaci e delegazioni ,durante la quale avverrà la illustrazione del calendario di iniziative che costelleranno l’anno. Il giorno successivo, ad Ovada, ci sarà invece la presentazione, con degustazione, dei vini della zona nell’Enoteca regionale di Ovada e del Monferrato. Quindi, nel Castello di Casale Monferrato seguirà una visita al Museo della storica Doc.
La conclusione del programma della Città italiana del vino 2023 era avvenuto, come si ricorderà, nella seconda metà di novembre appunto a Menfi con la Convention d’autunno, sviluppatasi nell’assemblea nazionale dell’Associazione guidata da Angelo Radica e nella cerimonia per l’investitura di cinque nuovi ambasciatori (di cui tre emeriti), fra i quali anche chi scrive si onora di figurare. Gli altri insigniti sono Giuseppe Morghen, Mario Arosio, Umberto Stupenengo e Gianluca Marchesani. «La nomina dei nuovi “ambasciatori” e “ambasciatori emeriti” – aveva sottolineato nell’occasione il presidente Radica assieme al loro leader nazionale, Carlo Rossi – è sempre un momento molto importante e significativo per l’associazione nazionale: sono personalità, amministratori, addetti ai lavori e del mondo della comunicazione, che a loro modo hanno dato un contributo concreto alla corretta conoscenza del vino italiano, dando lustro a questo settore e ai territori delle Città del Vino, dal punto di vista economico e sociale».

Radica con Venturini e D’Osualdo (a sx).


Intanto, a livello locale – dopo la recente assemblea-convegno di Mariano (foto sopra) – continuano gli appuntamenti con le Grandi Verticali del vino. Oggi, come già annunciato, la seduta è nella Città del vino di Premariacco con una degustazione “sold out” dedicata al Sauvignon, uno dei bianchi più prestigiosi del Vigneto Fvg e che in questo territorio dei Colli orientali del Friuli assicura una delle sue migliori espressioni. Mentre nel successivo incontro, del 22 febbraio, a San Floriano del Collio gli occhi saranno puntati – sempre con la guida esperta di Matteo Bellotto – sulla Malvasia, storico vitigno del Collio Goriziano. Il ricco calendario proseguirà, poi, fino a tarda primavera continuando sicuramente a suscitare grande interesse come è avvenuto in tutte le puntate che si sono succedute finora dopo la serata inaugurale delle Verticali, a Corno di Rosazzo, avvenuta agli inizi di novembre con il motto “Evolvere per non invecchiare” che «sintetizza al meglio il modo con cui i vari territori vitivinicoli della regione coinvolti non si siano fermati nel corso dei decenni, ma abbiano costantemente vissuto e rivissuto la propria vocazione», come aveva avuto modo di sottolineare il coordinatore delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, Tiziano Venturini.
Durante gli appuntamenti (13 tappe, appunto da novembre a maggio) i partecipanti vengono accompagnati in un viaggio sensoriale confrontando le annate delle cantine del territorio e dialogando con produttori ed esperti del settore. Ogni tappa, come ha ricordato lo stesso Bellotto, viene dedicata a un vitigno diverso con degustazioni di bottiglie di varie cantine, le quali propongono un’etichetta più datata e una più recente che poi vengono confrontate, permettendo così non solo di raccontare ma anche di assaggiare l’evoluzione e la progettualità dei produttori. Dopo il Pinot grigio inaugurale, si sono degustati Merlot, Friulano, Pignolo, Vitovska e Pinot bianco, mentre oggi sarà appunto protagonista il Sauvignon. Nelle successive tappe seguiranno Malvasia, ancora Friulano e Vitovska, nonché Schioppettino di Prepotto e di Cialla.

In totale i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono quindi ora 39: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Cividale del Friuli, Cervignano del Friuli, Codroipo, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Monrupino – Repentabor, Muggia, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, Ronchi dei Legionari, San Dorligo della Valle-Dolina, San Floriano del Collio – Števerjan, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Sgonico – Zgonik, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco attive in altrettanti Comuni già Città del Vino: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

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In copertina, la zona viticola del Monferrato ai piedi del massiccio del Monviso.

I vini secondo natura in scena a Gambellara: VinNatur Tasting dà appuntamento a metà aprile

Dal 13 al 15 aprile lo show-room Margraf di Gambellara, in provincia di Vicenza, accoglierà la 19ma edizione di VinNatur Tasting, annuale manifestazione organizzata da VinNatur – Associazione Viticoltori Naturali. La rassegna proporrà un viaggio attraverso tutte le regioni vinicole italiane e una selezione di Paesi europei, ideale sia per chi vuole avvicinarsi al mondo dei vini naturali sia per coloro che già li conoscono e per i professionisti del settore che desiderano ampliare le proprie conoscenze in materia. «Abbiamo da poco concluso l’edizione in trasferta a Genova nella quale siamo stati accolti dalla città in modo splendido – afferma Angiolino Maule, presidente di VinNatur –. Ma fa sempre un certo effetto tornare a casa. Guardiamo con entusiasmo alla nuova edizione di VinNatur Tasting, testimonianza della vitalità della nostra Associazione che quest’anno ha raggiunto il traguardo dei 300 iscritti, segno che sempre più produttori stanno abbracciando una viticoltura rispettosa del terroir».
Durante la tre giorni, dalle ore 10 alle 18, i visitatori potranno assaggiare i vini e conoscere i 190 vignaioli provenienti da Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Austria, Ungheria, Slovenia e Repubblica Ceca, uniti dall’obiettivo di condividere le tecniche e le esperienze messe in campo per produrre vino in maniera naturale, sia in vigna che in cantina, e di divulgare la cultura del terroir.
VinNatur Tasting 2024 sarà inoltre caratterizzato dal ritorno della tasting room, area dedicata a giornalisti e importatori che potranno degustare le etichette protagoniste della rassegna e confrontarsi con i produttori in un contesto riservato. A completare l’offerta momenti di approfondimento e confronto con alcune masterclass, che si terranno nelle giornate di domenica 14 e lunedì 15 aprile. Sarà sempre attiva un’area food esterna e coperta, dove trovare ristoro, con musica rigorosamente dal vivo.
Il ricavato della rassegna sarà utilizzato per sostenere i progetti di ricerca dell’Associazione VinNatur e per l’organizzazione di seminari dedicati alla formazione degli associati. Inoltre, anche quest’anno parte dei proventi verranno devoluti alla Onlus Progetto Alépé, impegnata dal 1986 nell’assistenza medica e sociale degli abitanti della città di Alépé, in Costa d’Avorio.
Tra le prime e più importanti rassegne sul vino naturale che oggi si rivolge a un pubblico sempre più internazionale, VinNatur Tasting è la manifestazione che contribuisce alla divulgazione dei principi fondamentali di VinNatur. Dopo le quindici edizioni a Villa Favorita a Sarego (Vicenza) nel 2019 l’evento si trasferisce nello show-room Margraf di Gambellara.

Il biglietto d’ingresso giornaliero ha un costo di 30 euro a persona, comprensivo di calice da degustazione, mappa dei produttori e catalogo dell’evento, acquistabile in loco oppure in prevendita al link www.eventbrite.it/e/biglietti-vinnatur-tasting-2024-814251477087. È disponibile anche un ticket valido due giorni al prezzo di 50 euro.

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In copertina, Angiolino Maule presidente dell’Associazione Viticoltori Naturali.

Aziende agrituristiche e gestione della privacy: domattina un webinar organizzato da Confagricoltura Fvg

“La gestione della privacy nell’azienda agrituristica” è il tema di un approfondimento proposto dalla Sezione Regionale di Prodotto Agriturismi di Confagricoltura Fvg. L’evento formativo, con partecipazione gratuita, si svolgerà online, a partire dalle ore 11 di domani 8 febbraio.
Sarà possibile ascoltare i contributi di Augusto Congionti, presidente nazionale di Agriturist; Francesca Tascone, direttrice Area Affari Legali di Confagricoltura; Immacolata Grieco e Maria Palmieri, dell’Ufficio Affari Legali di Confagricoltura.
All’appuntamento telematico, previa iscrizione (friulivg@confagricoltura.it), si potrà partecipare accedendo al collegamento Webinar: Normativa privacy e videosorveglianza agriturismi. Alla fine dell’incontro i relatori saranno a disposizione dei partecipanti per rispondere a eventuali domande.
In Friuli Venezia Giulia sono attivi 711 agriturismi con 65.800 posti a sedere e quasi 12 mila posti letto, collocando la nostra regione al sesto posto in Italia per densità di strutture con 9 aziende ogni 100 kmq.

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In copertina, il gradevole interno di un agriturismo in Friuli Venezia Giulia.

Il Pinot grigio delle Venezie ritorna a Parigi: un vino che piace sempre più alle nuove generazioni d’Oltralpe

Manca poco all’atteso appuntamento con Wine Paris & Vinexpo Paris, in scena al Paris Expo (Porte de Versailles) dal 12 al 14 febbraio. Il Consorzio di Tutela della denominazione d’origine delle Venezie – che riguarda le produzioni di Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento – riconferma con entusiasmo la sua partecipazione alla kermesse parigina che, anno dopo anno, svela numeri in crescita esponenziale (+59% di espositori sul 2023) attestandosi, soltanto alla sua quinta edizione, come uno dei punti di riferimento nel panorama degli eventi del vino a livello internazionale.
Al padiglione 2.2 – stand H117 il pubblico esperto di professionisti, buyer, winelover, stampa ed opinion leader potrà scoprire nello stand del Consorzio le diverse tipologie e le tante etichette di Pinot grigio delle Venezie. Lo spazio espositivo, come sempre, farà da punto di raccolta e di informazione e sarà possibile confrontarsi con il team del Consorzio sulle ultime novità della Doc, conoscere più da vicino la denominazione e ricevere indicazioni sulla posizione delle aziende socie presenti alla manifestazione.
L’inizio del 2024 ha messo in luce una crescente preoccupazione rispetto ai progressivi cali di consumo di vino in Francia, influenzati da diversi fattori quali i recenti trend legati ad aspetti sanitari, le condizioni economiche e le rinnovate preferenze dei consumatori. Una fase, in generale, complicata per il settore vitivinicolo che tuttavia, in continuità con il bilancio di fine anno, lascia intravedere buone prospettive per il Pinot grigio delle Venezie Doc: freschezza, versatilità e bassa gradazione alcolica sposano infatti perfettamente le scelte d’acquisto e le dinamiche di consumo delle nuove generazioni d’Oltralpe, con particolare riferimento alla Gen Z ed ai Millennial che, in maniera sempre più convinta, sono alla ricerca di vini, sia bianchi sia rosati, più facili, “festosi” e legati alle social & food occasion.

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In copertina, il Pinot grigio delle Venezia nella sua versione in bianco e ramato.

“Note di pepe”, ecco il tema del nuovo concorso letterario (quarta edizione) dedicato allo Schioppettino di Prepotto

(g.l.) Partita in questi giorni la macchina organizzativa della IV edizione di “Prepotto. I racconti dello Schioppettino”, concorso letterario per testi inediti organizzato dal Comune di Prepotto – Città del vino Fvg – e ispirato alle caratteristiche di questo vino unico che eccelle in quest’area della zona Doc Friuli Colli orientali. Il tema del 2024 è “Note di pepe” e rimanda al caratteristico sentore speziato dello Schioppettino di Prepotto, ma anche delle colline di Cialla, conferito da una molecola aromatica conosciuta con il nome di “rotundone”.
Molte le novità di questa nuova edizione del concorso organizzato con la regia di Barbara Pascoli, consigliere comunale delegato e scrittrice, e  con la supervisione del sindaco Mariaclara Forti: collaborazione con l’editore KappaVu, che pubblicherà l’antologia dei dodici racconti finalisti; ospitalità gratuita per i vincitori provenienti da lontano; coinvolgimento dei vignaioli di Prepotto, veri custodi del territorio. Restano uguali, invece, i premi in denaro per i vincitori, la bottiglia di Schioppettino in omaggio per i finalisti e i giurati, e la partnership con il Gruppo Ermada di Duino&Book. La premiazione si terrà il 5 ottobre prossimo, ripetendo ormai la bella consuetudine che anche lo scorso autunno, al termine della vendemmia, aveva avuto quale splendida cornice lo storico Castello di Albana.
Si può partecipare con un racconto tra le cinquemila e le dodicimila battute entro il 7 luglio 2024. Le informazioni complete si trovano sul sito del concorso https://i-racconti-dello-schioppettino.webnode.it e sui social facebook e instagram. Il concorso è inserito nel programma “Duino & Book #STORIEDIPIETRE”.

Bando di selezione

art. 1 – Tema
Il tema dell’edizione 2024 è “Note di pepe”, come il caratteristico sentore speziato dello
Schioppettino di Prepotto

art. 2 – Modalità di partecipazione
Si concorre inviando un solo racconto in lingua italiana sul tema “Note di pepe”. Non è
necessario parlare di vino. La lunghezza deve essere compresa tra le 5.000 e le 12.000
battute, spazi inclusi, con una tolleranza del 10%. Sono accettati racconti di tutti i generi
letterari e racconti scritti a più mani. Il racconto deve essere inedito e mai premiato ad altri
concorsi: fanno eccezioni le pubblicazioni su internet in siti/pagine social personali.
La partecipazione è aperta a tutti coloro che hanno compiuto il diciottesimo anno di età alla
scadenza del termine di consegna.
La quota di partecipazione è di euro 10,00. La quota non è richiesta ai concorrenti che sono
stati finalisti delle precedenti edizioni.
Il racconto va inviato in allegato per e-mail all’indirizzo Schioppettino.Prepotto@gmail.com
dal 31 gennaio 2024 alla mezzanotte del 7 luglio 2024.
Formati accettati: .doc oppure .docx.
Formattazione richiesta: carattere Times; stile normale; dimensione 12; interlinea 1,5 righe;
allineamento a sinistra; margini superiore/inferiore/destro/sinistro 2,5. Il modello è
scaricabile dal sito del concorso https://i-racconti-dello-schioppettino.webnode.it/2024/
Il titolo del racconto deve comparire nel file che contiene il racconto, sia all’interno (come
titolo) che all’esterno (come nome del file). Il nome dell’autore non deve comparire nel file; il
file deve essere anonimo.
Saranno esclusi i racconti che riportano il nominativo o altri segni riconducibili all’autore.
Alla e-mail va allegata la copia della distinta di bonifico della quota di partecipazione di €
10,00 da versare sul conto corrente bancario IT77A0887736460000000333264 BCC
VENEZIA GIULIA intestato a GRUPPO ERMADA FLAVIO VIDONIS, partner del concorso
letterario. Non sono soggetti al versamento della quota di partecipazione i finalisti delle
precedenti edizioni.
Ai fini della corretta partecipazione, farà fede la data di spedizione delle opere e la data
valuta del bonifico.
La Segreteria del Premio notificherà l’avvenuta ricezione dell’iscrizione.
I dati raccolti verranno trattati nel rispetto dell’art. 13 del D. Lgs 30 giugno 2003 n. 196 e
dell’art. 13 del GDPR (Reg. UE 2016/679).
Nell’oggetto della e-mail devono essere indicati:
– nome dell’autore/degli autori
– titolo dell’opera
(esempio: Nome Cognome, Titolo).
Nel corpo della mail dovranno essere indicati:
– generalità dell’autore/degli autori (Nome, Cognome, data e luogo di nascita, residenza,
recapito telefonico, e-mail);
– dichiarazione di paternità intellettuale e di autorizzazione al trattamento dei dati personali:
Il sottoscritto [inserire nome e cognome dell’autore] dichiara che il racconto [inserire nome
dell’opera] è inedito. Dichiara inoltre di esserne l’autore, di non averne ceduto a terzi i diritti
di distribuzione o altri diritti legati al copyright e di poterne disporre in piena e assoluta
libertà.
Autorizza inoltre gli organizzatori del concorso al trattamento dei propri dati personali, ai
sensi ai sensi dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 nonché del D.L.196/2003 e
successive modifiche e integrazioni, limitatamente agli scopi del concorso in oggetto
L’organizzazione si impegna a non trasmettere i dati personali dei concorrenti a terzi e di
trattarli in ottemperanza al regolamento Europeo sulla Privacy “GDPR” (art. 13 del
regolamento UE 2016/679 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al
trattamento dei dati personali e della normativa nazionale vigente). Si impegna inoltre a non
diffondere il contenuto delle opere non finaliste.

art. 3 – Comitato scientifico
Ha il compito di nominare i giurati, di contribuire alla promozione del concorso e di
organizzare la premiazione. Interviene in caso di parità nel giudizio delle giurie o di
irregolarità. Il suo parere è decisivo.
Ne fanno parte Cinzia Benussi, editor; Carmen Gasparotto, scrittrice; Barbara Pascoli,
consigliere comunale e scrittrice. Presidente onorario è il Sindaco del Comune di Prepotto,
avvocato Mariaclara Forti.

art. 4 – Giuria
A votare i racconti sono due giurie:
– “dei Lettori”. Seleziona i 12 racconti finalisti entro il 15 agosto. È presieduta da Martina
Fullone.
– “dei Tecnici”, composta da operatori provenienti dal mondo della cultura. Seleziona i tre
racconti vincitori e ne redige le motivazioni. È presieduta da Giuliano Velliscig.

art. 5 – Antologia dei dodici racconti finalisti
I dodici racconti selezionati dalla Giuria dei Lettori verranno pubblicati nel volume “I racconti
dello Schioppettino”, che sarà edito da Kappa Vu. Gli autori selezionati riceveranno una
copia cartacea.

art. 6 – Premi
I primi tre racconti saranno così premiati:
1° classificato: € 400,00
2° classificato: € 250,00
3° classificato: € 100,00
La premiazione si svolgerà a Prepotto sabato 5 ottobre 2024. I tre vincitori verranno
informati entro il 28 di settembre: conosceranno, però, la loro posizione in classifica solo
durante la premiazione.
Luogo e orario saranno pubblicizzati sul sito del concorso https://i-racconti-dello-
schioppettino.webnode.it e potranno essere modificati dall’Organizzazione, senza limite di
preavviso, salvo comunicazione agli interessati.
I tre vincitori sono tenuti a presenziare alla premiazione e a ritirare personalmente il premio.
Per chi proviene da una distanza pari o maggiore a 100km è prevista l’ospitalità per una
notte e un contributo alle spese di viaggio di 50 euro.
art. 7 – Competenze giurisdizionali
L’organizzazione del Concorso, se necessario, si riserva la facoltà di apportare modifiche al
regolamento.
La partecipazione al Concorso implica l’accettazione del presente regolamento.
L’Organizzazione declina ogni responsabilità in caso di errata o mancata ricezione della
documentazione d’iscrizione, dovuta alla trasmissione con qualsiasi mezzo e per qualsiasi
motivazione.
L’organizzazione del concorso, in caso di estrema necessità, si riserva la facoltà di
interrompere, sopprimere, differire la manifestazione o di modificare il presente bando di
selezione, in qualsiasi momento, in funzione delle esigenze di conduzione della stessa.
Nessun danno di qualunque natura verrà riconosciuto ai partecipanti in ragione delle
menzionate possibilità. Per ogni altro aspetto non contemplato nel presente bando fanno
fede e ragione le vigenti norme di legge. Per ogni controversia legale è competente il Foro
di Udine.
Segreteria organizzativa: Barbara Pascoli
schioppettino.prepotto@gmail.com
tel/whatsapp 340 6831928
Altre informazioni in https://i-racconti-dello-schioppettino.webnode.it
Il concorso è inserito nel programma Duino Book #STORIEDIPIETRE.

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In copertina, bellissimi grappoli di Schioppettino e all’interno due immagini della premiazione lo scorso ottobre nel Castello di Albana.