Venezie, il Sistema Pinot grigio del Nordest chiude l’anno con +2% di imbottigliamenti: ecco gli obiettivi 2024 di Armani e Sequino

A chiusura di un anno caratterizzato da difficoltà per il settore vitivinicolo nazionale, che ha visto cali generalizzati di volumi e fatturati, la denominazione di origine Delle Venezie – la seconda più estesa in Italia e caposaldo del Sistema Pinot grigio del Nordest che riunisce gli operatori della filiera produttiva di Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento – mette in archivio il 2023 nel segno della positività. Un bilancio incoraggiante in un anno evidentemente complicato, con quasi 5 milioni di bottiglie in più sul mercato rispetto all’anno precedente, per un totale di 1.661.384 ettolitri imbottigliati nell’anno solare (fonte Triveneta Certificazioni).


Da un’analisi degli andamenti annuali rilevati dal 2018, primo anno di completa attività della denominazione d’origine, si conferma il trend che vede puntualmente superati gli 1,6 milioni di ettolitri imbottigliati, in grado di resistere alle complesse situazioni di mercato causate dalla pandemia e dalla situazione geopolitica internazionale, confermando saldamente la Doc Delle Venezie la seconda denominazione d’origine italiana per volumi.
Nel quadro generale, si rileva anche una minore disponibilità di vino ottenuto nelle precedenti annate – pari a -7% rispetto alla rilevazione al 1° gennaio 2023, che vale poco più di un mese di imbottigliamento – trend che va di pari passo con l’inizio degli imbottigliamenti della nuova stagione produttiva, testimoniato dall’utilizzo, a fine dicembre scorso, di 83.588 ettolitri di vino ottenuto dalla corrente campagna.
Oltre a mettere in luce risultati importanti che riflettono l’ottimo lavoro svolto dal Cda del Consorzio di tutela nelle scelte di gestione, il 2024 apre un nuovo capitolo per la Doc delle Venezie, a partire dalla recente nomina del nuovo direttore del Consorzio Stefano Sequino, che ha già reso noti i principali obiettivi dei prossimi mesi: promuovere la collegialità e rafforzare le politiche di gestione dell’offerta del Pinot grigio Delle Venezie, insistere sulla valorizzazione internazionale della Doc e, non meno importante, fidelizzare il mercato domestico.

Albino Armani


Con oltre 27 mila ettari di vigneto potenzialmente rivendicabili, la Doc Delle Venezie rappresenta oggi una garanzia di stabilità del Nordest, essendo chiamata a gestire, oltre al proprio potenziale, anche i quantitativi riclassificati da parte delle altre denominazioni di origine territoriali. «Garantiamo un importante equilibrio di sistema delle denominazioni di origine del Triveneto a produzione di Pinot grigio», afferma il presidente del Consorzio di tutela, Albino Armani, che continua: «Rappresentiamo un valido sostegno in termini di posizionamento internazionale e qualità, anche grazie alla garanzia di tracciabilità attestata da Triveneta Certificazioni e dal contrassegno di Stato su tutte le bottiglie in commercio». Per questo, chiude il direttore Stefano Sequino, «sarà importante rafforzare le misure di governo dell’offerta utili per supportare la filiera e monitorare i volumi nonché le attività di promozione, anche sul mercato interno, con l’obiettivo di sostenere visibilità, identità territoriale e massimo riconoscimento da parte dei consumatori. L’obiettivo, sul fronte della promozione è consolidare i mercati maturi, come Stati Uniti, Uk, Germania e Canada ma anche raggiungere e sollecitare i mercati emergenti».

Stefano Sequino


Il Consorzio è, infatti, pronto a ripartire con le attività promozionali ed informative volte a rafforzare la presenza nei mercati e ad aumentare sempre più il valore identitario della denominazione in termini di qualità, cultura e territorio. Oltre a partecipare alle principali fiere di settore, a iniziare da Wine Paris & Vinexpo, ProWein e Vinitaly, la Doc Delle Venezie ha puntato i riflettori anche in Asia sud-orientale, con l’obiettivo di sviluppare nuovi network con il pubblico specializzato di buyer, stampa e professionisti del settore. Il Consorzio, inoltre, è oggi testimone di un percorso di crescita della percezione qualitativa della denominazione di origine Delle Venezie e di una sempre maggiore fidelizzazione dei partner commerciali esteri, che continuano a scegliere e a sostenere la sua unicità.

Le Donne del Vino Fvg “ambasciatrici” della cultura enologica negli Istituti alberghieri dello Ial di Aviano e Muggia

Per il secondo anno consecutivo, le Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia entreranno, quali apprezzate “ambasciatrici” della cultura enologica, nelle classi dell’ultimo anno degli Istituti alberghieri regionali per raccontare il mondo del vino in tutte le sue sfaccettature, dalla conoscenza del territorio alla produzione, dall’export alla comunicazione, dalle professioni del vino al servizio al cliente.


Grazie alla collaborazione con gli Istituti Alberghieri dello Ial con sede ad Aviano e a Muggia, a partire da ieri, sono stati programmati dieci incontri in cui le Donne del Vino saranno presenti in aula per dialogare con ragazze e ragazzi, raccontando il loro percorso professionale e l’importanza del settore del vino per il Made in Italy nel mondo. Per il valore formativo e professionale e per l’impegno a favore dei giovani, il progetto D-Vino è patrocinato dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dai Comuni di Aviano e di Muggia.
«Nella prima edizione del progetto, che si è svolta ad Aviano, abbiamo potuto riscontrare direttamente l’interesse degli studenti per il nostro settore e la curiosità verso il mondo del vino, che alla loro età sembra, per alcuni versi, distante ed elitario – riferisce Elena Roppa, delegata regionale delle Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia –. La reazione positiva di scoperta da parte degli allievi ci ha spinte ad estendere il progetto anche alla sede Ial dell’Alberghiera a Muggia, proprio perché abbiamo compreso che il futuro del vino sta nella nostra capacità di trasmetterlo ai giovani».
Nel caso degli studenti dell’ultimo anno degli Istituti Alberghieri regionali, si tratta poi di un intervento chiave dal punto di vista degli sbocchi lavorativi. Gli studenti, che vengono preparati in maniera eccellente dai maitre e dagli chef docenti, possono ambire ad entrare in cucina e in sala dei migliori locali e ristoranti d’Italia e del mondo, dove il vino italiano è estremamente apprezzato e valorizzato.


D-Vino è un progetto nazionale dell’Associazione Le Donne del Vino, nato grazie all’intuito di Antonietta Mazzeo (Emilia-Romagna), Roberta Urso (Sicilia) e Roberta Lanero (Piemonte), che ha poi visto il beneplacito del Ministero dell’Istruzione ed è stato attuato dalla delegazione friulana grazie al coordinamento della vicedelegata Fvg e sommelier Maria Teresa Gasparet e della produttrice Deborah Gelisi.
Le socie che interverranno agli incontri sono Silvia Bosi, Anna Brisotto, Alberta Bulfon, Cristina Cigolotti, Fedora D’Angelo, Mirella della Valle, Sabrina Savorgnan di Brazzà, Nataša Kocijančič, Elisabetta Foffani, Maddalena Giuffrida, Piera Martellozzo, Chiara Menchini, Romina Orlando, Elena Parovel, Patrizia Pittia, Alessia Poles, Rosa Prisciandaro, Adriana Rizzotti, Katia Roncadin, Giovanna Santin, Liliana Savioli, Marcella Vadori, Noris Vesnaver, Monica Vettor e Rita Zago.

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In copertina, Elena Roppa durante un incontro a Muggia; all’interno, le Donne del vino ad Aviano e in un’altra manifestazione.

Il 2024 partito all’insegna del rilancio della Cooperativa Pescatori San Vito con la vendita diretta del pesce fresco

La OP Cooperativa Pescatori San Vito di Marano Lagunare marcia spedita verso il risanamento e il rilancio. Infatti, al 31 dicembre 2023 è stata onorata l’ultima rata del debito previsto dal Piano concordatario completando così, con successo, la complessa procedura attivata nel 2019.
Inoltre, con effetto da questo mese di gennaio, è in corso la procedura per rimuovere l’annotazione di impresa ammessa al concordato in continuità e il consiglio di amministrazione ha predisposto il bilancio di previsione in equilibrio dopo anni di situazioni molto delicate sia sotto il profilo economico che finanziario.
«Nel frattempo – informa il presidente Sandro Caporale -, dopo l’uscita dalla gestione diretta del mercato ittico all’ingrosso, con l’inizio del 2024 la Cooperativa ha avviato la vendita diretta di pesce fresco (a cassette) anche ai privati. Gli interessati possono effettuare i loro acquisti direttamente, presso la Cooperativa, in via Serenissima 30, a Marano Lagunare, nei pomeriggi di martedì e venerdì, dalle ore 16 alle 17. Una bella opportunità di acquisto e consumo per la comunità maranese e per tutti gli amanti del pesce fresco».

Per ulteriori informazioni e per qualsiasi necessità, gli uffici della Cooperativa sono a disposizione al numero telefonico 0431.67004.

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In copertina, la vendita al dettaglio al mercato ittico di Marano Lagunare.

“Le Grandi verticali”, il Pinot bianco sarà protagonista giovedì con le Città alle degustazioni di Capriva cuore del Collio

Passato l’importante appuntamento a Mariano con l’assemblea e con un interessenatissimo convegno, nel quale si è parlato di enoturismo e di vendemmia didattica, ora prosegue il cammino dele Grandi Verticali delle Città del Vino in Friuli Venezia Giulia. Appuntamento pertanto giovedì 25 gennaio, all’Accademia Vine Lodge della Città del Vino di Capriva, nel cuore della Doc Collio, per il sesto appuntamento del ciclo di incontri, che sarà dedicato al Pinot bianco.

Matteo Bellotto


Un momento di dialogo con produttori, wine lover ed esperti del settore, guidati da Matteo Bellotto, profondo conoscitore della storia e della tradizione vitivinicola del Friuli Venezia Giulia e scrittore conosciuto a livello internazionale. I partecipanti verranno condotti in un vero e proprio viaggio sensoriale, che seguendo il tema “evolvere per non invecchiare” vedrà la degustazione di annate differenti per ciascuna etichetta proposta. In questa serata, verrà condotta la degustazione del Pinot bianco delle cantine Castello di Spessa, Roncus, Russiz Superiore, Schiopetto e Villa Russiz.
La serata ha un costo di 35 euro a persona. Prenotazione obbligatoria: info@prolocomanzano.ud.it, telefono 391.3865981/347.0091764.

La rassegna è realizzata da Città del Vino Friuli Venezia Giulia in collaborazione con la Pro Loco Manzano, Pro Loco BURI – Buttrio, Proloco Mitreo Duino-Aurisina e il Formaggio Montasio.

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In copertina, grappoli di Pinot bianco in una bella immagine di Margherita Pisoni.

Città del vino Fvg, realtà con progetti d’esempio a livello nazionale: consuntivi e nuovi obiettivi illustrati a Mariano

Una intensa mattinata per fare il punto, a livello nazionale e regionale, sul turismo del vino a Mariano del Friuli: nell’azienda vitivinicola Vie di Romans, dagli spazi appena rinnovati, si è tenuta ieri l’assemblea del coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia (che riunisce 39 Comuni, presenti con i propri sindaci e amministratori, più 6 Pro Loco), nonché un interessante convegno specialistico e la nomina di un nuovo Ambasciatore delle Città del Vino.

Il saluto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia è stato portato a inizio giornata dal presidente del Consiglio Mauro Bordin. «Le ben 39 realtà regionali sono impegnate a custodire tradizioni, storia e cultura del vino e rappresentano un punto di riferimento per territori caratterizzati da produzioni enologiche e agroalimentari di qualità», ha sottolineato Bordin ribadendo la vicinanza della Regione Fvg alla realtà associativa «attraverso interventi di sostegno non solo economici, ma anche normativi, garantendo la presenza ad iniziative per fare in modo che tutti coloro che si impegnano nel settore possano percepire il supporto delle istituzioni».
Presenti anche i consiglieri regionali Diego Bernardis – che ha concluso i lavori – e Diego Moretti. A fare gli onori il padrone di casa dell’azienda vinicola Vie di Romans, Gianfranco Gallo. e il sindaco della Città del Vino Mariano del Friuli, Luca Sartori, prima dell’introduzione del coordinatore regionale Tiziano Venturini, presente assieme al vicecoordinatore Maurizio D’Osualdo. Con l’occasione è stato annunciato che grazie alle 8 new entry nell’associazione avvenute nel 2023, le Città del Vino rappresentano la metà degli ettari vitati su tutto il territorio regionale nonché un quinto dell’intera popolazione regionale. “Ora uno sguardo al 2024 – ha sottolineato Venturini – in cui porteremo il Concorso enologico internazionale Città del vino a Gorizia come omaggio a Go!2025 capitale europea della cultura”. Plauso a questi risultati da parte del presidente dell’Associazione nazionale Città del Vino, Angelo Radica, per il quale “il Friuli Venezia Giulia è una delle realtà di punta, che propone vari progetti da seguire della nostra realtà a livello nazionale”. Ricordata anche la dimensione internazionale del sodalizio: infatti, tra i membri c’è pure la cittadina croata di Buje d’Istria, rappresentata a Mariano dal vicesindaco Corrado Dussich.

Il convegno – dal titolo “Paesaggi ed Esperienze” e moderato dal professor Francesco Marangon, docente di Economia dell’ambiente dell’Università di Udine e ambasciatore delle Città del Vino (sul tavolo il “Falcetto d’oro” ricevuto l’11 novembre scorso, San Martino, dall’associazione a Dolegna del Collio) – ha visto in primis la presentazione dei dati del XIX Osservatorio del Turismo del Vino delle Cittá del Vino, realizzato da Nomisma Winemonitor per la quale è intervenuta Roberta Gabrielli. Sono 145 i Comuni che hanno partecipato all’indagine, con il Friuli Venezia Giulia che risulta essere la terza regione a livello nazionale dietro a Piemonte e Sardegna nell’aver contribuito a questa ricerca. Per le Città del Vino nazionali presenti anche Iole Piscolla ed Elena Cornalis. Tra le best practice evidenziate dal rapporto quelle per cui le amministrazioni delle Città del Vino hanno attivato un processo di sensibilizzazione dei territori, portando alla progressiva introduzione dei vini nella ristorazione locale e negli esercizi commerciali; assumendo un importante ruolo organizzativo negli eventi locali a tema enoico e nella promozione da parte delle istituzioni periferiche.

Vendemmia turistica didattica: risultati 2023 e prospettive 2024 invece la parte dedicata al progetto avviato l’anno scorso dalle Città del Vino Fvg in collaborazione con PromoTurismo Fvg, per la quale è intervenuta Eleonora Serpelloni. Il Friuli Venezia Giulia ha fatto da apripista a livello nazionale proponendo a turisti, appassionati o semplici curiosi la vendemmia didattica in 9 aziende aderenti. Alcuni di essi hanno raccontato davanti al pubblico la loro esperienza in questa edizione inaugurale dello scorso autunno: Alberto Tomasin per Elio Vini, Fabio d’Attimis per Conte d’Attimis Maniago, Riccardo Caliari per Spolert Winery.
In conclusione, la cerimonia di conferimento dell’incarico al nuovo Ambasciatore delle Cittá del Vino da parte del presidente nazionale degli Ambasciatori Carlo Rossi assieme al presidente nazionale delle Città, Angelo Radica. Il titolo – assegnatogli assieme ad altri quattro benemeriti del settore vitivinicolo durante la Convention d’autunno tenutasi in Sicilia, a Menfi Città italiana del Vino 2023, che aveva ricevuto il testimone dalla friulgiuliana Duino Aurisina -, è stato conferito a Giuseppe Longo: già assessore e sindaco di Nimis, è giornalista nel settore agroalimentare-enogastronomico e non solo. In pensione da diversi anni, già caposervizio del quotidiano Messaggero Veneto, ora cura il sito 2019-26.vigneto.friulivg.com. Nobile onorario del Ducato dei vini friulani, Medaglia di Cangrande nell’ambito del Vinitaly di Verona, a lui si deve un grosso impegno per l’istituzione della Doc Ramandolo per i vigneti di Nimis e di Tarcento, poi diventata prima Docg del Friuli Venezia Giulia. Longo ha ringraziato per la nomina, che lo emoziona ed onora dopo le varie esperienze vissute in questi decenni nel mondo del vino friulano. Per il Comune di Nimis, Città del vino da lunga data, sono intervenuti alla cerimonia il vicesindaco Sergio Bonfini e l’assessore Matteo Cuffolo.

In totale i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono 39: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Cividale del Friuli, Cervignano del Friuli, Codroipo, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Monrupino – Repentabor, Muggia, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, Ronchi dei Legionari, San Dorligo della Valle-Dolina, San Floriano del Collio – Števerjan, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Sgonico – Zgonik, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco attive in altrettanti Comuni già Città del Vino: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana. Nel 2023 c’è stato un numero record di adesioni, ben 8: Cervignano del Friuli, Codroipo, Monrupino-Repentabor, Muggia, Ronchi dei Legionari, San Dorligo della Valle-Dolina, San Floriano del Collio-Števerjan, Sgonico-Zgonik.

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In copertina, l’intervento all’assemblea del presidente nazionale di Città del vino; all’interno, Angelo Radica con Tiziano Venturini e Maurizio D’Osualdo, il saluto del presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin e un aspetto della sala; il convegno con le parole di benvenuto di Gianfranco Gallo, titolare di Vie di Romans, e del sindaco di Mariano Luca Sartori; un momento delle relazioni, le testimonianze dei tre vignaioli sulla vendemmia didattico-turistica e l’intervento conclusivo del consigliere regionale Diego Bernardis; infine, Giuseppe Longo insignito del titolo di Ambasciatore delle Città del vino con i vertici dell’Associazione e con il vicesindaco di Nimis, Sergio Bonfini.

Laboratori d’avanguardia al Cefap di Codroipo con simulatori che garantiscono una preparazione professionale in totale sicurezza

«L’agricoltura è uno dei settori più dinamici e in continua innovazione. La formazione è fondamentale soprattutto per garantire sicurezza sul lavoro e competitività alle aziende. Gli operatori che devono entrare in questo mondo del lavoro hanno la necessità di essere formati sulle nuove tecnologie e sui nuovi macchinari e questo può avvenire solo se i centri di formazione hanno le dotazioni più aggiornate. Quella inaugurata al Cefap è all’avanguardia». L’ha sottolineato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, che ieri a Codroipo è intervenuto all’inaugurazione dei nuovi laboratori del Centro per l’educazione e la formazione agricola permanente.

Il taglio del nastro inaugurale.


Sono stati due allievi a tagliare il nastro inaugurale dei nuovi Laboratori alla presenza di numerose autorità. Il Laboratorio didattico “Agricoltura 4.0” è stato dotato di due nuove strumenti: un simulatore per la guida del trattore e dell’harvester forestale (abbattitore di alberi); una serie di attrezzature per il machine learning con specificità per l’utilizzo di macchinari agricoli con sistema Isobus. In questo modo i ragazzi possono fare pratica di guida in contesti simulati di situazioni specifiche, in completa sicurezza. Oltre a questo, sono state attivate sette stazioni di macchine digitali per l’apprendimento che gestiscono i processi produttivi attraverso un software che riproduce le funzioni delle seminatrici, irroratrici e spandiconcime. Il Laboratorio per le lavorazioni alimentari, invece, è stato implementato con un mini-caseificio e un banco multifunzionale da “Industria 4.0”. Aggiungendo anche il rinnovo di due aule computer e l’acquisto di alcune lavagne-monitor interattive, i fondi utilizzati, provenienti dal Fondo Sociale Europeo e veicolati dall’assessorato regionale al Lavoro, Formazione, Istruzione e Famiglia, ammontano a complessivi 385mila euro.
«Il Centro è una scuola di formazione che si evolve e sta al passo coi tempi – ha spiegato il presidente del Cefap, Sergio Vello -. Il simulatore è finalizzato a favorire la formazione dei ragazzi, anche minorenni, all’utilizzo di trattori, mietitrebbie e harvester forestale. Ciò consente di poter effettuare la pratica di guida anche in situazioni lavorative con simulazioni di lavorazioni specifiche, favorendo l’accumulo di ore di pratica in totale sicurezza, nel rispetto dell’ambiente, senza la necessità di dover effettuare attività esterne. Le 7 stazioni di machine learning sono utili alla formazione mediante la dimostrazione pratica di azioni operative con l’utilizzo della digitalizzazione dei processi lavorativi e dei dati acquisiti per la gestione delle attività aziendali e la razionalizzazione dei processi produttivi grazie all’utilizzo di un software che riproduce le funzioni delle seminatrici, irroratrici e spandiconcime. I macchinari da “industria 4.0”, infine – conclude Vello -, hanno una grande importanza didattica per migliorare la qualità e la sicurezza alimentare della trasformazione e conservazione del latte, della frutta e della verdura».

L’intervento dell’assessore Zannier.


Nel Cda del Cefap siedono i rappresentanti di Confagricoltura Fvg, Cia Fvg-Agricoltori Italiani e Coldiretti Fvg, oltre a quelli dell’Enaip Fvg. Diretto da Massimo Marino, capofila del Polo Formativo Agroalimentare e del Polo Formativo Sviluppo Rurale, unico Centro formativo interamente dedicato al settore agricolo e agroalimentare, in regione e in Italia, dispone di 28 dipendenti e alcune decine di collaboratori esterni, impegnati nell’attività formativa che, nel 2023, ha organizzato ben 417 corsi, interessando 5.796 corsisti per 22.736 ore complessive di lezione.

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In copertina,  un allievo si esercita in piena sicurezza all’harverster forestale.

A Feletto riecco la Festa della Verza prelibatezza regina dell’inverno ottima per una sana alimentazione

Era il 17 gennaio del 2001 (il primo anno del Terzo millennio) quando a Feletto Umberto si celebrava la prima edizione della “Festa della Verza”. Una festa nuova ma con radici antiche, perché legata alla ricorrenza del Patrono della frazione di Tavagnacco, Sant’Antonio Abate (in Friuli conosciuto anche come “Sant’Antoni dal purcìt”). Benemeriti promotori, il compianto Bepi Bigotti – allora presidente della Pro Loco Cil Feletto – e l’amministrazione comunale guidata da Valerio Frezza, che accolsero con entusiasmo l’idea del concittadino ed ex sindaco Giannino Angeli, appassionato cultore di storia e tradizioni locali. In quell’occasione, veniva anche presentato un libretto di ricette (e non solo) iniziando una serie che si sarebbe interrotta soltanto nel 2020: non a causa della pandemia (che sarebbe tuttavia arrivata poche settimane dopo), ma del tardivo rinnovo del direttivo della Pro Loco. Al Covid-19 va invece attribuito lo “stop” dei due anni successivi, 2021 e 2022.

Un momento della presentazione.


La ripartenza c’è stata finalmente lo scorso anno, quando la Pro Feletto con la collaborazione di quella di Tavagnacco, della Parrocchia e dell’Amministrazione comunale ha organizzato – in occasione della Festa del Santo Patrono -, dopo la Messa solenne delle 10.30 celebrata in lingua friulana con la distribuzione del Pane di Sant’Antonio, il tradizionale assaggio di verze con le salsicce. Una ripartenza in forma ridotta, quasi il “numero zero” di una nuova serie, con l’impegno congiunto di Pro Loco e Amministrazione comunale a far tornare nel calendario delle sagre friulane quella che era una delle pochissime – se non l’unica – del mese di gennaio. Un impegno mantenuto, come si può vedere dal programma di quest’anno, presentato ieri mattina in Municipio. Durante l’incontro dedicato alla illustrazione dell’evento, il sindaco Giovanni Cucci ha sottolineato: «Abbiamo mantenuto l’impegno preso un anno fa dal mio predecessore, l’amico Moreno Lirutti, alla presentazione del libro dedicato al medico gastronomo Valerio Rossitti nel centenario della nascita». E ha auspicato che l’impegno delle Pro Loco e dell’Associazione Commercianti centro continui per le edizioni future della Festa della Verza e delle altre iniziative mirate a valorizzare il territorio.
«Quella della Verza – ha quindi spiegato l’assessore alla Cultura e alle pari opportunità, Ornella Comuzzo – è una festa che partendo dalla tradizione e dal momento religioso ha saputo attirare l’attenzione della comunità con temi di attualità e di interesse generale. A cominciare da quello della salute: già nelle passate edizioni è stato più volte ribadito il concetto della sana alimentazione (e la verza, come tutte le altre crucifere, rientra tra gli alimenti che fanno bene). Un concetto che nel convegno di quest’anno verrà ribadito dal presidente della Lilt friulana, Giorgio Arpino, che parlerà della cultura della prevenzione come “stile di vita”, uno stile nel quale l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale».


«E a proposito di cultura, quella con la “C” maiuscola, – ha proseguito la Comuzzo -, sono particolarmente lieta della presenza al convegno 2024, come relatore, del professor Angelo Floramo, che tra poco più di una settimana sarà a Percoto per ritirare un meritatissimo Premio Nonino”. Il “panel” dei relatori al convegno, che sarà moderato da Bepi Pucciarelli, sarà completato da Costantino Cattivello, agronomo e ricercatore dell’agenzia regionale Ersa, che parlerà di “Verza e non solo tra scienza e ricerca».
Nicolò Sgarellino, da pochi giorni riconfermato presidente della Pro Loco Cil Feletto Umberto, ha commentato positivamente l’adesione alla “Verza in Osteria” di ben dieci esercizi pubblici nei quali sarà possibile degustare la “regina dell’orto”. Locali (nominativi e piatti proposti si possono trovare alle pagine Facebook del Comune e delle Pro Loco) ubicati non solo nel capoluogo ma anche a Tavagnacco e a Colugna, rendendo quella della verza una “festa diffusa” sul territorio comunale. Alla presentazione della Festa che riparte in grande stile è intervenuto anche il maestro di cucina Germano Pontoni.

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In copertina, una bella offerta di verze sul banco di un mercato ortofrutticolo.

Esperienze di Vitae invita a Padova con Ais Veneto che cresce sempre più e avvia una serie di nuovi corsi

Sono 76 le eccellenze venete da scoprire durante la seconda edizione di Esperienze di Vitæ: i vini che hanno ottenuto le 4 Viti nell’edizione 2024 di Vitæ, la guida ai migliori vini d’Italia dell’Associazione Italiana Sommelier, saranno i protagonisti assoluti della manifestazione in programma sabato 3 febbraio alla Fornace Carotta di Padova. Dalle 15.30 alle 19 gli appassionati potranno assaggiare i vini selezionati tra oltre duemila etichette dai degustatori ufficiali di Ais Veneto. L’evento offrirà anche l’occasione per consegnare ai produttori gli attestati d’eccellenza.

Giampaolo Breda


«I vini premiati a Esperienze di Vitæ – spiega Giovanni Geremia, curatore per il Veneto della Guida Vitæ – rappresentano al meglio l’elevata qualità della produzione enologica della nostra regione. Questi prodotti sono un vanto per il Veneto e raccontano l’eccellenza di un territorio straordinario, di cui sono fieri ambasciatori in tutto il mondo”. “Esperienze di Vitæ – continua il presidente di Ais Veneto, Gianpaolo Breda – è un’occasione unica per assaggiare le etichette premiate dai degustatori AIS: 76 eccellenze per viaggiare e scoprire la bellezza della nostra regione, di luogo in luogo, di vigneto in vigneto».
Intanto, con un incremento di iscritti del 15% nel biennio 2021-2023, Ais Veneto si conferma punto di riferimento per la diffusione della conoscenza del mondo del vino in generale e la valorizzazione dei vini veneti in particolare. Grazie all’impegno nella formazione di nuove figure professionali, la promozione del patrimonio enologico regionale e l’organizzazione di eventi per sommelier e wine lover, l’associazione conta oggi più di 500 nuovi iscritti in due anni – da dicembre 2021 a dicembre 2023 –, per un totale di 3977 soci (contro i 3458 del 2021).
«La crescita che stiamo registrando in questi anni è motivo di grande orgoglio – spiega Breda – perché da sempre il nostro obiettivo è diffondere la conoscenza e la cultura del vino. Dal 1971, anno di fondazione della nostra associazione, non ci siamo mai fermati, nemmeno durante il Covid. Anzi, i numeri sono aumentati anche durante la pandemia, grazie all’organizzazione di corsi online nel 2021, prima di tornare all’insegnamento in presenza nel 2022. Ogni anno, in tutta la regione, forniamo corsi per diventare Sommelier e molte occasioni, per chi ha già concluso il percorso, di perfezionare la preparazione con ulteriori livelli di approfondimento, aggiornamenti, seminari e corsi di specializzazione».
La crescita dell’associazione si accompagna infatti al lancio dei nuovi percorsi formativi previsti in partenza a gennaio e febbraio. Con un totale di 33 corsi, suddivisi in tre livelli e distribuiti capillarmente nelle province, Ais Veneto offre un’opportunità agli aspiranti sommelier di tutta la regione. Il primo livello fornisce una solida introduzione, coprendo aspetti chiave della viticoltura, dell’enologia e del servizio, conoscenze fondamentali per esercitare la professione di Sommelier. I corsisti possono imparare la corretta temperatura della mescita, acquisire informazioni sulla legislatura del settore e, oltre al vino, conoscere i fondamentali di birre e distillati, il tutto costantemente accompagnato da prove teoriche e pratiche sulla tecnica di degustazione.
Con il passaggio al secondo livello, i corsisti approfondiscono il legame tra il vino e il territorio, sia italiano che estero, mentre il perfezionamento costante della tecnica di degustazione diventa elemento discriminante per apprezzare ogni singola sfumatura ed esprimere un giudizio professionale e oggettivo. Infine, il terzo livello tratta la delicata arte dell’abbinamento cibo-vino attraverso prove pratiche di assaggio con diverse tipologie di alimenti e preparazioni. Al termine del percorso formativo, i corsisti affrontano un esame di abilitazione, in seguito al quale si consegue il titolo di sommelier. Per iscriversi e ottenere ulteriori informazioni, visitare il sito ufficiale di Ais Veneto: www.aisveneto.it/corsi.html

La manifestazione di Padova è gratuita per i soci Ais in regola con il tesseramento 2024.
Per informazioni visitare il sito di Ais Veneto: https://we.aisveneto.it/evento/1700

In marzo ritorna il Festival del Potatore: dopo il successo in Franciacorta l’appuntamento è nel Chianti Classico

Dopo il grande successo della prima edizione, svoltasi nel 2019 – prima del Covid – in Franciacorta, sarà il Chianti Classico ad ospitare il 2° Festival del Potatore ideato e organizzato da Simonit&Sirch Vine Master Pruners, noti per aver messo a punto un metodo di potatura che preserva la sanità delle viti mantenendole forti e longeve, esportato con successo in tutto il mondo. L’appuntamento è per il 16 marzo a Castelnuovo Berardenga (Siena), dove si terrà il Pruning Contest, combattuta e appassionante gara di potatura della vite, che premierà le migliori potatrici e i migliori potatori. La competizione avverrà nei vigneti dell’Agricola San Felice, azienda leader della Toscana e partner del Festival, che da anni applica il Metodo di potatura Simonit&Sirch e ospita i corsi della Scuola italiana di potatura della vite.

Il Festival sarà preceduto il 15 marzo dal convegno tecnico “Vigna e Acqua: design sostenibile”, a cui interverranno importanti relatori da tutto il mondo (programma dettagliato sul sito www.festivaldelpotatore.it). Il convegno inizierà alle 10 e si terrà nelle sale dell’Agricola San Felice. Prenotazione obbligatoria a questo link https://festivaldelpotatore.it/convegno/. Il tema è di scottante attualità: l’acqua è infatti una risorsa da conservare, per evitare alle viti stress idrici, ma anche da allontanare, per scongiurare eccessi, ristagni ed erosione. Un buon “design” del vigneto e il ricorso a sistemi di accumulo rispondono ad ambedue le necessità nel quadro di un uso efficiente dell’acqua finalizzato a migliorare le produzioni. La partecipazione al convegno prevede il riconoscimento di crediti formativi professionali dell’Ordine degli Agronomi e di quello dei Periti agrari.
Dopo un pranzo leggero, si terrà alle 15 una tavola rotonda con produttori italiani e stranieri che illustreranno i percorsi intrapresi, i relativi benefici, le criticità emerse. La giornata si concluderà con la degustazione di 2-3 vini da suoli differenti (prenotazione obbligatoria, 100 posti, prezzo 70 compresi light lunch e degustazione).

Pruning Contest – È aperto a tutti coloro, italiani e stranieri, che vorranno mostrare le proprie abilità in una competizione che premierà accuratezza dei tagli e velocità. Vi prenderanno parte 100 concorrenti che disputeranno gare individuali e a squadre di tre componenti. Iscrizioni a questo link: https://festivaldelpotatore.it/iscriviti/. La giuria, costituita da tecnici Simonit&Sirch e da esperti internazionali di potatura, decreterà i migliori classificati nelle due categorie. Il pubblico potrà osservare da vicino i concorrenti intenti a potare le piante. Speaker della gara sarà Francesco Quarna, Dj e vignaiolo, voce di Radio Deejay, appassionato di viticoltura e di enogastronomia.

Saper fare in vigna – Il Pruning Contest sarà il cuore di una giornata di festa dedicata al “saper fare in vigna” aperta – con ingresso gratuito – a tutti, potatori, gente di vigna, agricoltori, famiglie, amici e appassionati di natura e campagna, che potranno trascorrere una giornata piacevole e inconsueta. A fare da contorno alla gara, musica, stand, degustazioni e una serie di attività collaterali legate al mondo agricolo, fra cui laboratori artigianali e atelier tecnici, ad iniziare da quello delle forbici tenuto dalla Felco, partner tecnico della manifestazione, che gode del patrocinio del Consorzio Chianti Classico, del Comune di Castelnuovo Berardenga e dell’Asa, Associazione Stampa Agroalimentare Italiana. Media partner è Radio Toscana e main sponsor FINE+RARE di Londra, che dal 1994 è leader nell’acquisto, nella vendita e nella gestione delle cantine private, consentendo al pubblico globale di collezionisti, di aver accesso ai prodotti più pregiati. FINE+RARE si fonda sulla passione per l’eccezionale.

Il programma – La giornata prenderà il via per i concorrenti alle 8 con la benedizione ai potatori da parte del parroco di Castelnuovo Berardenga, a cui farà seguito la colazione del potatore a cura dell’associazione Diversamente Eroici. Gli stand apriranno alle 9 e le gare inizieranno alle 10, così come le attività collaterali. Saranno presenti fra gli altri la Da Move con un’esibizione adrenalinica di freestyle e acrodunking basketball, gli Atleti Boscaioli che faranno spettacolari dimostrazioni di taglio con ascia, sega e motosega, e artigiani locali intenti nei loro antichi mestieri. Si scopriranno da un Mastro bottaio i segreti del costruire le botti, si potrà assistere alla lavorazione dei vigneti con cavalli e fare dei brevi tour per ammirare dall’alto le stupende colline del Chianti e Siena sull’elicottero del record man alpinista Simone Moro. In collaborazione con il Consorzio Chianti Classico saranno allestite postazioni dove degustare le migliori etichette di Chianti Classico e ci saranno diversi punti truck-food con specialità locali.

Wannabe a pruninguy – Ai bambini sarà riservato un angolo di un vigneto, dove saranno coinvolti in “Wannabe a pruninguy”: ciascuno sceglierà una barbatella di vite e la pianterà, contrassegnandola con il suo nome e la data, dando così vita a un vigneto simbolico, di buon auspicio per il futuro. Per loro, sono state ideate altre attività, fra cui il “battesimo della sella” e una passeggiata con il calesse tra le vigne e le visite didattiche all’Orto Felice, l’orto naturale di San Felice, che vede coinvolti nei lavori anziani residenti in zona e alcuni giovani diversamente abili.

Tutti i dettagli delle gare, iscrizioni, il programma degli eventi su: www.festivaldelpotatore.it
Per informazioni: info@festivaldelpotatore.it

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In copertina e all’interno immagini della prima edizione del Festival del Potatore; qui sopra, due immagini di Borgo San Felice in Toscana.

Il punto sul turismo del vino in Fvg con le 39 Città a Mariano. Venturini: sarà una importante riflessione con Angelo Radica

Un momento di riflessione sullo stato dell’arte del mondo del vino in Friuli Venezia Giulia, guardando al futuro: s’intitola “Paesaggi ed Esperienze – La Vendemmia turistica didattica e i nuovi dati dell’Osservatorio del Turismo delle Città del Vino” l’appuntamento che le Cdv Fvg hanno organizzato per sabato 20 gennaio, alle 10.15, a Mariano del Friuli, in provincia di Gorizia, nella sede dell’azienda Vie di Romans. Sarà presente anche il presidente nazionale delle Città del Vino Angelo Radica, il quale assieme al coordinatore del Friuli Venezia Giulia Tiziano Venturini conferirà il titolo di Ambasciatore delle Città del Vino a Giuseppe Longo, giornalista e già sindaco di Nimis.

Tiziano Venturini

Al centro del programma il convegno a ingresso libero moderato dal professor Francesco Marangon, docente di Economia dell’ambiente dell’Università di Udine e ambasciatore delle Città del Vino. Saranno presentati i dati del XIX Osservatorio del Turismo del Vino delle Cittá del Vino, realizzato da Nomisma per la quale interverrà Roberta Gabrielli. Sono 145 i Comuni che hanno partecipato all’indagine, con il Friuli Venezia Giulia che risulta essere la terza regione a livello nazionale dietro a Piemonte e Sardegna nell’aver contribuito a questa ricerca.
Vendemmia turistica didattica: risultati 2023 e prospettive 2024 invece la parte dedicata al progetto avviato nell’anno appena concluso dalle Città del Vino Fvg in collaborazione con PromoTurismo Fvg, per la quale interverrà Eleonora Serpelloni. Il Friuli Venezia Giulia ha fatto da apripista a livello nazionale proponendo a turisti, appassionati o semplici curiosi la vendemmia didattica in 9 aziende aderenti.

Giuseppe Longo

In conclusione, la cerimonia di conferimento dell’incarico al nuovo Ambasciatore delle Cittá del Vino. Giuseppe Longo, già assessore e sindaco di Nimis, è giornalista nel settore agroalimentare-enogastronomico e non solo. Già caposervizio del Messaggero Veneto, ora cura tra gli altri il sito 2019-26.vigneto.friulivg.com. Nobile onorario del Ducato dei vini friulani e Medaglia di Cangrande nell’ambito del Vinitaly di Verona, nei primi anni Ottanta s’impegnò molto, in qualità di assessore comunale all’agricoltura, per l’istituzione della Doc Ramandolo per i vigneti di Nimis e di Tarcento, poi diventata prima Docg del Friuli Venezia Giulia.
In concomitanza con l’evento si terrà, in precedenza, anche l’Assemblea annuale delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, gruppo che nel 2023 ha raggiunto il numero record di 39 aderenti grazie a 8 new entry: Cervignano del Friuli, Codroipo, Monrupino-Repentabor, Muggia, Ronchi dei Legionari, San Dorligo della Valle-Dolina, San Floriano del Collio-Števerjan, Sgonico-Zgonik.
«Con le recenti adesioni – commenta il coordinatore Fvg, Tiziano Venturini – abbiamo ampliato ulteriormente la nostra zona di “competenza”, con tutte le aree di produzione vinicola sul territorio regionale rappresentate. Attualmente nelle nostre Città del Vino risiedono in totale 235 mila persone, pari a quasi il 20% della popolazione regionale. Il 20 gennaio faremo il punto sulla nostra azione associativa insieme al presidente nazionale Angelo Radica e riflettendo anche sugli spunti dell’Osservatorio nazionale del turismo del vino e sull’esito della prima edizione della Vendemmia turistica didattica, celebrando l’importante riconoscimento conferito all’amico Giuseppe Longo».

Vie di Romans

In totale i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono quindi ora 39: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Cividale del Friuli, Cervignano del Friuli, Codroipo, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Monrupino – Repentabor, Muggia, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, Ronchi dei Legionari, San Dorligo della Valle-Dolina, San Floriano del Collio – Števerjan, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Sgonico – Zgonik, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco attive in altrettanti Comuni già Città del Vino: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

 

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In copertina, il presidente nazionale delle Città del vino Angelo Radica.