Pinot grigio delle Venezie protagonista anche oggi al ProWein. A Düsseldorf anche i bianchi del presidente Armani

Ultimo giorno oggi con il ProWein, la importantissima fiera Internazionale di settore di Düsseldorf. Per il secondo anno, il Consorzio Doc Delle Venezie – la seconda più grande denominazione italiana che riunisce gli operatori della filiera produttiva di Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento – si presenta alle migliaia di visitatori in uno spazio espositivo completamente dedicato dove è possibile approfondire la conoscenza del territorio viticolo, stile, peculiarità e modalità di certificazione del Pinot grigio Delle Venezie, assaggiare diverse referenze e ricevere indicazioni sulla posizione delle aziende socie presenti alla manifestazione.

Albino Armani

Per il suo grande richiamo internazionale e lo sguardo rivolto verso tutti i mercati mondiali, ProWein rappresenta per la Doc delle Venezie un appuntamento immancabile ed estremamente significativo in termini di comunicazione, promozione e creazione di nuovi network. La denominazione interregionale oggi svela una quasi totale vocazione all’export, che si attesta intorno al 95% del consumo, con la Germania che si colloca sul podio dei principali Paesi di destinazione, con circa il 10% delle esportazioni totali, preceduta soltanto da Usa e Regno Unito.
«La Doc Delle Venezie oggi è il bianco fermo più esportato a livello nazionale e continua ad essere apprezzata e richiesta a livello globale», commenta Stefano Sequino, direttore del Consorzio di tutela che continua: «Il Consorzio non perde certamente di vista le operazioni di visibilità all’estero più importanti e strategiche per la nostra Doc. Abbiamo al contempo avviato un percorso di promozione volto a fidelizzare il mercato domestico con l’obiettivo di valorizzare le potenzialità espressive e lo stile iconico del Pinot Grigio Doc Delle Venezie e replicare lo straordinario successo conseguito all’estero». Al Salone di Düsseldorf la denominazione d’origine delle Venezie è stata inoltre protagonista di un seminario inserito ieri nel programma di degustazioni di Italian Trade Agency, a cura del giornalista e sommelier Sebastian Bordthäuser.

Stefano Sequino


Il Consorzio delle Venezie, come è noto, è presieduto da Albino Armani e pure la sua prestigiosa cantina è tornata a Düsseldorf. Quello tedesco per Albino Armani viticoltori dal 1607 è, infatti, un mercato ormai consolidato, grazie alla collaborazione di importatori storici – quale Raffaele Giordano (www.weine-giordano.de) – e più recenti come Brogsitter (www.brogsitter.de), operanti in specifiche aree geografiche del Paese al fine di garantire una distribuzione coerente e sempre più strategica. Campioni di vendite e testimoni di alto gradimento tra i consumatori d’Oltralpe restano i bianchi che l’azienda produce ai piedi dell’arco alpino, che oggi occupano la fetta più grande di vino a marchio Albino Armani importato e consumato in Germania. Parliamo anche in questo caso di Pinot grigio – sempre capolista –, Gewürztraminer, Chardonnay, Sauvignon Blanc, tutti veicolo di uno stile unico ed inconfondibile legato ai territori di montagna e oggi ricercato a livello internazionale per freschezza, sapidità, versatilità e moderata gradazione alcolica; buone performance anche per il Lugana Doc, successo che la denominazione deve alla relazione ormai storica tra il turismo enologico e il Lago di Garda.
Figli del Nordest italiano, che a tutti gli effetti ha portato l’eleganza dei bianchi italiani nel mondo, questi vini sono veicolo di tradizione e qualità, attributi fortemente richiesti dal consumatore tedesco che dal prodotto enologico si aspetta anche grande attenzione alla sostenibilità: tutti i vigneti di proprietà, infatti, sono certificati SQNPI – Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata. Ma qualità e attenzione all’ambiente non sono le uniche chiavi del successo di Albino Armani. Anche in un momento non facile per il settore a livello internazionale, l’azienda mantiene più o meno stabili le quote in Germania ed altri mercati esteri grazie ad una strategia vincente di differenziazione ed inserimento di nuovi marchi (ma anche di nuovi vitigni) a garanzia sia di valide alternative di posizionamento e di offerta nei momenti di difficoltà sia, conseguentemente, di un ottimo rapporto qualità-prezzo. Il tutto accompagnato da una comunicazione strutturata e costante, sempre affidata a partner locali esperti e di fiducia che sanno interpretare la domanda nel paese di riferimento e proporre novità al momento giusto e in base alle esigenze.

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In copertina, il Pinot grigio nelle versioni ramato e bianco; qui sopra, alcuni vigneti dell’azienda Armani.

Vigneto Fvg protagonista al ProWein: grande interesse per i nostri vini nello stand collettivo dell’Ersa

«ProWein è ancora la fiera leader del vino a livello europeo e il Friuli Venezia Giulia, con i suoi espositori, sta intercettando un costante flusso di interesse per i nostri prodotti nello stand collettivo regionale coordinato da Ersa». È quanto ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, dalla Messe Düsseldorf, «che – ha rilevato – si conferma meta di buyer importanti e di cospicue transazioni commerciali. Nonostante l’esposizione di Parigi stia facendo grandi passi in avanti, la rassegna tedesca rimane un appuntamento irrinunciabile oltre che in apprezzabile fase di ripresa, dopo alcune edizioni sottotono, per chi come il Friuli Venezia Giulia si propone sul mercato internazionale».

ProWein, apertasi ieri, si protrarrà fino a domani con oltre 5700 espositori provenienti da 60 Paesi e più di 50mila professionisti del settore accreditati per un ricco programma di trend show, conferenze, seminari, dibattiti, tavole rotonde e masterclass dedicate. «Secondo una formula sperimentata – ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga nel quartiere fieristico della città della Renania, la più importante zona vitivinicola della Germania -, alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, per il tramite di Ersa, rimane in capo la regia delle attività di promozione del settore agroalimentare B2B, con la programmazione delle attività, l’acquisto degli spazi espositivi, la definizione dei layout degli stand e delle grafica a supporto, la selezione delle imprese agricole che stanno partecipando alle manifestazione, la selezione dei vini della collettiva regionale – dodici – per le sezioni di degustazioni masterclass e, non ultimo, il sostegno alle imprese agricole impegnate in ProWein mediante l’abbattimento dei costi di partecipazione. Ad Uni.DOC FVG il compito di allestire lo stand e gestire i servizi ad esso collegati sulla base di specifici indirizzi definiti dall’Agenzia” su un’area espositiva di complessivi 392 metri quadrati».


«Il mondo del vino – ha concluso Zannier, che ha incontrato il presidente dell’Ice, il pordenonese Matteo Zoppas, e i rappresentanti diplomatici d’Italia – vive una fase di attesa per capire quali saranno le dinamiche future: proprio in questa transizione è fondamentale ribadire il valore e la peculiarità della nostra offerta regionale, rinsaldando i contatti già in essere e allacciandone di nuovi».

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In copertina, lo stand Fvg al ProWein; all’interno, l’assessore regionale Zannier con alcuni buyer e durante un incontro con il console generale d’Italia a Colonia Luis Cavalieri e il presidente dell’Ice Matteo Zoppas.

A Nimis dopo 60 anni di attività chiude l’Agraria di Valle: una pagina di storia del paese che cominciarono a scrivere insieme i giovanissimi Illa e Benito

di Giuseppe Longo

C’era una volta l’Agraria di Valle… Tra non molto, si potrà dire proprio così perché nella borgata di Nimis, l’ultima prima di salire a Ramandolo o a Torlano, sta per calare il sipario su una conosciutissima e apprezzata attività: dopo 60 anni di lavoro chiude, assieme a una importante pagina di storia paesana, proprio l’Agraria Da Benito e giovedì prossimo, 14 marzo, inizierà la liquidazione totale della merce ancora presente nel raffinato negozio. Poi, per Illa, le sorelle Anna ed Elena, e Daniele cambierà vita e sicuramente, almeno nei primi tempi, per loro il senso di disorientamento non mancherà. Perché, almeno per la madre che, giovanissima, con il suo Benito – che manca ormai da diversi anni, ma che nell’attività è sempre stato “presente”, se non altro con l’esempio e l’insegnamento -, aveva dato vita nel lontano 1963 al “Circul” in un borgo che ne era sprovvisto, aggiungendolo a quelli “Bepo de Lole” in Centa e “di Remo” in Ariis, sessant’anni non sono pochi. Tutt’altro, sono una vita. Quella di una persona, di una famiglia, ma anche quella di un paese. E in tutti questi decenni ne ha visti di cambiamenti l’Agraria di Valle, con “Benito di Code” e la “fie dei Filipons”, e le figlie nate e cresciute tra sacchi di cereali e di concimi, e poi di un’offerta che si è via via ampliata e arricchita, assieme alla dimensione del negozio.

Illa e Benito giovanissimi sposi.


«All’inizio, la superficie di vendita – ricorda infatti Elena – non superava i 16 metri quadrati, nei quali si vendevano principalmente mangimi e granaglie per il bestiame; dal lunedi al sabato i due giovani sposi (21 anni lei, 28 lui) lavoravano fino a sedici ore al giorno, mentre la domenica di buon’ora caricavano il piccolo furgone e, con un panino per il pranzo, partivano alla volta di paesini quali Cornappo, Debellis, Monteaperta, Montemaggiore, Platischis e Prossenicco, per il servizio di consegna a quanti non avevano i mezzi per scendere nel nostro paese».
Poi l’arrivo di quel terremoto che il 6 maggio 1976 sconvolse mezzo Friuli e disastrò anche Nimis, appena uscito dalla ricostruzione post-bellica che l’aveva fatto rinascere dall’incendio nazista del 1944. «Un evento che segnò un punto di svolta: la maggior parte delle stalle – aggiunge la figlia di Illa e Benito – erano state distrutte e fu così che la coppia si trovò a doversi reinventare, integrando l’offerta in negozio con nuove proposte quali alimentari, ortofrutta, fiori e piante». Ma con sacrifici enormi, è il caso di ricordare. Il giovane Benito, oltre a un’intera giornata nell’attività di Largo Diaz, doveva infatti scendere alle prime luci dell’alba ai mercati generali di Udine per l’acquisto di prodotti freschissimi, così da garantire sempre la ricercata qualità.
«Grande intuito, enorme spirito di sacrificio – racconta Anna aggiungendosi nei ricordi della sorella -, il momento storico-economico favorevole e tantissima voglia di realizzare qualcosa di importante per la famiglia che nel frattempo si era allargata, hanno fatto sì che dagli originari 16 metri quadri si arrivasse, ad inizio degli anni Novanta, a quasi 300 di vendita e 400 di magazzino, con un’offerta commerciale di primissimo piano sia per quanto riguarda i marchi presenti in negozio, sia per l’assortimento e che ad oggi spazia dagli articoli da regalo alle bomboniere, alla fioreria, a tutto ciò che può servire per l’orto, il giardino, l’enologia e l’agricoltura, settori questi ultimi di cui da 30 anni si occupa mio marito Daniele».


«Nel nostro negozio – rievoca poi con nostalgia ed emozione mamma Illa – abbiamo avuto il piacere di accogliere politici (come dimenticare, tra gli altri, il commissario straordinario Giuseppe Zamberletti, “motore” per la ripresa del Friuli terremotato?) e personaggi dello spettacolo: per esempio, gli attori Amanda Sandrelli e Blas Roca Rey che durante la tappa friulana delle loro tournée teatrali, non dimenticavano mai di fare una capatina in negozio per acquistare i regali da portare a casa. Così come l’ex “velina” Elena Barolo, che si fermava da noi ogni volta che faceva un salto a trovare la nonna friulana, che abitava nel Comune di Taipana. Sono stati anni di intenso lavoro, ma anche di grandi soddisfazioni, durante i quali la nostra famiglia si è dedicata anima e corpo a far conoscere e crescere una realtà che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per tanti clienti che arrivavano da ogni angolo della regione – e non solo – e con molti dei quali si sono instaurati profondi legami di amicizia che continuano tutt’oggi».
«Adesso i tempi, nonché le persone – riprende Elena -, sono purtroppo profondamente cambiati, e quanti come noi hanno sempre privilegiato il rapporto umano, il servizio al cliente e la ricerca della qualità, si vedono oggi soppiantati da “realtà” virtuali che ormai hanno preso il posto dei negozi fisici soprattutto tra le nuove generazioni, ma non solo. Ed è così che, dopo aver avuto il privilegio di vivere anni irripetibili, in cui i negozi di paese erano il punto di riferimento, di incontro e di scambio dell’intera comunità, a partire da giovedì 14 marzo saluteremo tutti i clienti con la liquidazione totale al 50 per cento di articoli da regalo, bomboniere, tutto per l’orto, il giardino, l’agricoltura e l’enologia».

Lo storico bancone.


Insomma, un altro importante negozio che purtroppo se ne va – dopo tanti altri! – e che impoverisce il paese. Ma è questa la realtà che abbiamo tutti dinanzi agli occhi. Oggi comanda, implacabile, la grande distribuzione e le piccole realtà non arrivano a tenere il passo della concorrenza sempre più sfrenata – appunto anche online -, sostenuta da una martellante pubblicità. E i “piccoli” ne fanno le spese, nei paesi come nelle città: un segnale che, nella vicina Udine, tutti possiamo cogliere ogni giorno! Il grande cambiamento di cui dicevo all’inizio e di cui l’Agraria di Valle – assieme allo storico “bancone” che Benito acquistò dalla filiale di Nimis della Banca Popolare di Tarcento proprio nel 1963 – è stata testimone, e protagonista, in questi decenni, ha portato frutti positivi, ma anche negativi con le conseguenze che sono visibili a tutti. La vita, però, è proprio questa. Grazie Illa, Anna, Elena, Daniele per quanto avete fatto in tutti questi anni importanti, anche dopo che vi ha lasciato il vostro caro marito, papà e suocero. Voi ora chiudete una importante pagina di storia familiare, ma purtroppo la chiude anche Nimis!

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In copertina, mamma Illa con le figlie nel loro amatissimo negozio che ora chiude.

Sapori Pro Loco e Sagra dei osei: doppio premio oggi a Roma che esalta la qualità

Riconoscimento nazionale per Sapori Pro Loco, la grande manifestazione dell’enogastronomia tipica del Friuli Venezia Giulia, che sarà insignita della Menzione speciale alla Cerimonia di premiazione del marchio Sagra di Qualità, che l’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia consegnerà in una doppia cerimonia a Roma oggi, 10 marzo, all’Ergife Palace Hotel e domani al Senato della Repubblica. Contestualmente sarà premiata anche un’altra eccellenza regionale, l’ultracentenaria Sagra dei Osei di Sacile, che riceverà il titolo di Evento di Qualità nazionale. A ricevere il riconoscimento il presidente del Comitato regionale Unpli del Friuli Venezia Giulia, Valter Pezzarini, e la presidente della Pro Sacile, Lorena Bin.

«Grazie al presidente nazionale Antonino La Spina e a tutta l’Unpli nazionale – ha commentato il presidente del Comitato regionale Unpli, Pezzarini – per questo riconoscimento così importante, che certifica l’eccellenza e la qualità della proposta di Sapori Pro Loco, che quest’anno si svolgerà a Villa Manin il 18-19 e 24-25-26 maggio. Di fatto, un plauso al lavoro di tutte le Pro Loco che in questi anni hanno preso parte alla manifestazione. La soddisfazione è doppia perché a Roma sarà premiata anche la storica Sagra dei Osei, che la Pro Loco di Sacile guidata dalla presidente Lorena Bin porta avanti con grande passione e impegno». L’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini ha inviato un suo saluto nel quale, rinnovando i complimenti ai volontari delle due manifestazioni, ha ricordato come «il Friuli Venezia Giulia sia terra di Pro Loco e terra di associazionismo».
Sapori Pro Loco e Sagra dei Osei si vanno quindi a unire alle altre manifestazioni regionali che hanno ottenuto il prestigioso marchio di Sagra di Qualità: Fiera Regionale dei Vini di Buttrio, Sagra del Vino di Casarsa della Delizia, Festa degli Asparagi di Tavagnacco, Sagre di Vilegnove di Villanova di San Daniele e Festa delle castagne e del miele di castagno di Valle di Soffumbergo di Faedis. Il marchio distintivo “Sagra di qualità” è stato fortemente voluto dall’Unione Nazionale delle Pro Loco per contraddistinguere le sagre rappresentative della storia e tradizione, le manifestazioni che vantano un passato di legame con il territorio, che valorizzano un prodotto tipico e che abbiano come obiettivo la promozione e creazione di sinergie con le attività economiche locali.

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In copertina e all’interno immagini di Sapori Pro Loco a Villa Manin e della Sagra dei Osei a Sacile.

La Festa del vino di Bertiolo ha 75 anni: dai prodotti locali alla fiera-concorso Fvg

«Festa e vino sono due parole che qui tengono unita una comunità e che negli anni si sono arricchite di valori nuovi. Vi è però un valore antico: il piacere di stare insieme, di parlarsi dal vivo, di trascorrere del tempo felice, di vivere delle storie che restano nei ricordi del paese e dei suoi cittadini». È questo il messaggio che il vicepresidente con delega alla Cultura e sport, Mario Anzil, ha portato, assieme ai saluti del governatore Massimiliano Fedriga e di tutta l’Amministrazione regionale, alla cerimonia di apertura della 75ma Festa regionale del vino Friulano di Bertiolo.

All’evento di apertura erano presenti anche il sindaco di Bertiolo Eleonora Viscardis, il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin, il presidente della Pro Loco Bertiolo Marino Zanchetta, quello dell’Unpli Fvg Valter Pezzarini e Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del Vino (alle quali fa parte anche Bertiolo). Anzil ha poi consegnato una targa di riconoscimento da parte della Regione Friuli Venezia Giulia al sindaco Viscardis per l’impegno rivolto alla promozione della Festa, mentre il presidente Bordin ha consegnato il sigillo del Consiglio regionale alla Pro Bertiolo.
«Parole di gratitudine, di vivo apprezzamento per aver voluto promuovere le eccellenze del nostro territorio con passione e impegno – ha richiamato Anzil – sono quelle che la Regione rivolge oggi al Comune in questa straordinaria sala, nella cornice di una straordinaria rassegna di cantine che sono l’eccellenza della nostra produzione vitivinicola».

La Festa del vino è nata con l’apertura dei chioschi nelle corti delle case per la vendita del vino locale, per poi registrare una svolta una quarantina d’anni fa con l’apertura dell’enoteca e l’avvio della fiera-concorso a cura di Assoenologi per l’assegnazione dei premi regionali. Il programma si sviluppa su tre fine settimana – a cavallo della ricorrenza di San Giuseppe – e include anche momenti di valorizzazione dei prodotti regionali tra cui la Pezzata rossa, una serata dedicata ad una Pro Loco ospite (Morsano), un raduno nazionale di motociclette, eventi per bambini e famiglie, una serie di iniziative culturali e musicali collaterali.

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In copertina e all’interno alcune immagini della cerimonia inaugurale a Bertiolo.

(Foto Regione Fvg)

Essiccatoi Fvg, nasce una nuova aggregazione cooperativa della cerealicoltura. Insieme quattro strutture con un fatturato di oltre 60 milioni

La gestazione di Essiccatoi Fvg è vicina al traguardo finale della sua nascita: un nuovo gruppo della cerealicoltura friulana targato Confcooperative Fvg. Al termine delle assemblee deliberanti delle singole cooperative, sono quattro le strutture della regione che hanno deciso di mettersi insieme in un’unica impresa cooperativa: Essiccatoio Bozzoli, di Palmanova (costituitosi nel 1920); Essiccatoio Torricella, di San Vito al Tagliamento (nato nel 1975); Essiccatoio Torre Natisone, di Remanzacco (nato nel 1976) e Granaio Friulano, di Fagagna (del 2022, figlio della fusione tra la cooperativa “Vieris” di Castions di Strada e la “Morenica Cereali” di Fagagna).

«Un’operazione utile e necessaria – la definisce Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg e di Granaio Friulano – dopo oltre 50 anni di storia dell’essicazione cooperativa in regione. Dalle origini dell’esperienza, il mondo è profondamente cambiato, l’agricoltura pure e c’è bisogno di proseguire sulla strada tracciata da altre aggregazioni. Mi riferisco, in particolare, a quelle di FruttaFriuli e Granaio Friulano. Con Essiccatoi Fvg, mettiamo in rete oltre 2.100 soci conferitori che operano su un territorio di 60 mila ettari distribuiti in 90 Comuni tra le province di Pordenone, Udine e Gorizia e un fatturato complessivo di oltre 60 milioni di euro. Gli obiettivi della fusione sono chiari – aggiunge Castagnaviz -: accrescere e potenziare le opportunità dei soci e delle 4 imprese; dotare Essiccatoi Fvg di un’amministrazione unica per tutti i centri; rafforzare la struttura produttiva e commerciale per sostenere le filiere; favorire gli investimenti strategici; consolidare il patrimonio e l’attività finanziaria della struttura risultante».
Al termine del progetto di fusione, che si concretizzerà entro i prossimi tre mesi, Essiccatoi Fvg potrà contare su 8 impianti di essiccazione, 9 centri di raccolta, 22 colonne essiccanti con una produzione potenziale di 113.000 quintali giornalieri, 2.030.000 quintali di capacità di stoccaggio, una produzione di 2.912 kWh di energia da fonti rinnovabili (fotovoltaico e biogas) e 11milioni di kW prodotti ogni anno che equivale al consumo energetico di 4.000 famiglie.

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In copertina e all’interno tre immagini dell’assemblea dei cerealicoltori.

“Olio Capitale” (fino a domani a Trieste) ora è diventata la rassegna leader in Italia

«Olio Capitale è diventata la più importante manifestazione del settore in Italia. Un evento dal respiro internazionale che mette in mostra una delle eccellenze del nostro Paese e della nostra regione. Quando si parla di agroalimentare è importante porre l’accento non solo sulla bontà di questo prodotto, ma anche sulla qualità e sulle proprietà salutari che sono garantite anche in Friuli Venezia Giulia da un rigido sistema di controlli». Lo ha affermato il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga che ieri è intervenuto con un video-saluto all’inaugurazione di Olio Capitale 2024 in Porto Vecchio a Trieste.

«Nel mondo si sta affermando sempre più un modello di turismo slow improntato sulle esperienze. In questo ambito l’olio è certamente uno straordinario fattore di attrazione. La nostra Regione – ha spiegato Fedriga – sta puntando molto su questa nuova frontiera, promuovendo, attraverso il marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia”, le nostre tante eccellenze enogastronomiche e il territorio che le produce con grande passione e professionalità».
Olio Capitale 2024, fino a domani 10 marzo al Generali Convention Center, presenta 220 espositori e un ricchissimo programma per i tanti visitatori. All’evento di apertura ha partecipato anche l’assessore alla Difesa dell’ambiente Fabio Scoccimarro. «Olio Capitale è una manifestazione che celebra l’eccellenza dell’olio extravergine d’oliva non solo del Friuli Venezia Giulia, ma dell’intero nostro Paese – ha sottolineato Scoccimarro -. Non è un caso che questo evento si sia affermato a Trieste, una città che, da sempre crocevia di popoli, unisce tradizione e modernità. Questo liquido dorato da sempre favorisce infatti il dialogo fra la comunità italiana e quelle vicine: greca, slovena, croata e molte altre».
«L’olio non è solo un alimento, ma rappresenta un vero e proprio simbolo della nostra cultura, della nostra storia e delle nostre tradizioni agricole. Allo stesso tempo – ha aggiunto l’assessore – Olio Capitale non è soltanto una fiera, ma un momento di incontro e di condivisione, dove produttori, esperti, appassionati e consumatori possono condividere esperienze, conoscenze e gustare le eccellenze uniche. Tra mutamenti climatici in atto, politiche europee certamente da migliorare, cambiamenti nelle catene di produzione e consumo, è particolarmente importante coltivare iniziative di confronto. Occasioni come questa – ha ricordato l’esponente della Giunta Fedriga – non ci servono pertanto esclusivamente per scoprire la qualità delle nostre materie prime, ma anche per individuare soluzioni utili ad affrontare determinati scenari negativi».
«In questa fase è più che mai importante sostenere il nostro patrimonio enogastronomico e i produttori locali, che con dedizione e passione lavorano per preservare la qualità e l’autenticità delle nostre eccellenze. Oggi a Trieste – ha concluso Scoccimarro – celebriamo certamente l’olio extravergine d’oliva, ma soprattutto l’impegno e la determinazione di tutti coloro che contribuiscono a rendere grande il nostro territorio e nostra nazione».

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In copertina e all’interno tre immagini della giornata inaugurale del salone a Trieste.

(Foto Regione Fvg)

Ortogiardino, a Pordenone per Cucinare è in arrivo lo “chef wild” Davide Nanni

Oggi, 9 marzo, secondo appuntamento letterario di “Cucinare”, a cura di Fondazione Pordenonelegge.it. Alle 16 nell’Arena Pordenone With Love (pad. 5 BIS/TER) di PordenoneFiere, dove è in corso Ortogiardino, protagonista lo “chef wild” Davide Nanni, in dialogo con il giornalista Gabriele Giuga, con il suo libro “A sentimento. La mia cucina libera, sincera, selvaggia” (Mondadori Electa).
Davide Nanni, nel cast di “È sempre mezzogiorno” su Rai1, accanto ad Antonella Clerici, prima di raggiungere il successo ha affrontato una dura gavetta e un profondo percorso interiore. Cresciuto a Castrovalva, un piccolo paese di quindici persone nel cuore dell’Abruzzo, si è fatto strada nel mondo della cucina dopo le esperienze nei ristoranti di Londra, Roma e degli Stati Uniti, nelle quali ha toccato con mano il bello e il brutto del mondo della ristorazione. Ma il destino l’ha riportato alle sue radici e con questo libro apre le porte della sua cucina e del suo cuore, alla scoperta dei piatti tipici della tradizione abruzzese, imparati dal nonno Angelo quando assieme portavano al pascolo le pecore, fino a quelli più innovativi sperimentati in Italia e all’estero. Il tutto amalgamato “a sentimento”, senza rigidità e imposizioni, mettendo sempre al centro le persone e le relazioni. Popolarissimo sui social per i video girati fra i boschi a suon di “J so wild”, è tornato nella splendida Valle del Sagittario per ritrovare l’autenticità del suo lavoro e il rapporto con la sua terra.

Info e prenotazioni:
https://www.ortogiardinopordenone.it/cucinare/

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In copertina, lo “chef wild” Davide Nanni in una foto di Andrea Calvano.

Le Donne del vino Fvg e slovene unite nel nome della Malvasia: domenica degustazione e concorso a Portorose

La Malvasia è un grande bianco che unisce le Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia e della Slovenia: l’appuntamento è al Festival Malvasija di Portorose. Domenica prossima, 10 marzo, l’Associazione Fvg e la slovena Women Wine saranno presenti, con uno spazio istituzionale, nella cittadina turistica nei pressi di Pirano, al centro congressi dell’Hotel Slovenia, nell’ambito del Festival Internazionale “Malvasija, gusto raffinato del Mediterraneo”.

Elena Roppa

Il Festival giunge alle sua 26ª edizione e presenta la più ampia degustazione di Malvasia da Slovenia, Italia e Croazia, oltre a un concorso dedicato al vino che unisce gli Stati e i popoli nelle sue diverse interpretazioni. La vicedelegata Fvg, Sabrina di Brazzà, in stretto contatto con Ingrid Mahnič, presidente dell’Associazione dei Viticoltori dell’Istria Slovena, ha organizzato la presenza dei vini friulani delle Donne del Vino, che esibiranno 10 Malvasie provenienti da tutto il territorio regionale. Da Brugnera a San Dorligo della Valle, passando per Cividale e Cormons, le dieci aziende presenti sono Borgo Veritas, Borc da Vila, Borgo San Daniele, Castelvecchio, Zorzettig, La Sclusa, Cantarutti, Parovel, Cernetig e Josko Kolja: domenica, dalle 16 alle 21, i loro vini saranno in degustazione nella postazione delle Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia, curata dalla delegata Elena Roppa, dalla vice Sabrina di Brazzà e da alcune socie.
Novità di questa edizione, la condivisione dell’area dedicata alla Malvasia delle Donne del Vino con le colleghe produttrici della Slovenia, nell’ottica delle collaborazioni transfrontaliere, anche in vista di Nova Gorica e Gorizia Capitale europea della cultura 2025.

Grappoli di Malvasia.

Info:
Associazione Nazionale Le Donne del Vino – delegazione Friuli Venezia Giulia
friuliveneziagiulia@ledonnedelvino.com
FB: donnedelvinofvg
Sito web nazionale: ledonnedelvino.com

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In copertina, Sabrina di Brazzà vicedelegata Fvg delle Donne del Vino.

Nuovo rinvio per la festa del maiale: appuntamento a Sutrio il 24 marzo

Chi aveva messo in programma di fare domenica prossima una gita in Carnia, con tappa a Sutrio per la Festa del maiale, cancelli tutto. A causa delle cattive previsioni meteo “Fums, profums, salums”, già in programma per il 3 marzo e poi rinviata appunto al 10, è stata ulteriormente posticipata al 24 marzo, in coincidenza con la Domenica delle Palme. Questa tradizionale manifestazione è dedicata al maiale, il re della tavola in Carnia, che aveva un ruolo di assoluto rilievo nell’economia contadina di un tempo e, con i prelibati salumi ricavati dalle sue carni, ha oggi un posto in primo piano nella gastronomia. Antica e sapiente, l’attività dei norcini (i “purcitars”) si è tramandata da generazione a generazione e costituisce un vanto di questa terra, dove sono attive macellerie e piccoli laboratori artigianali che producono salumi di assoluta qualità.
Pertanto domenica 24 marzo Sutrio si trasformerà in laboratorio di sapori e profumi, dove si scopriranno e confronteranno fra loro i genuini salumi tipici di questi monti – salami, musét (cotechino), pancette, prosciutto crudo e altro ancora – e si gusteranno piatti della tradizione di cui sono ingrediente. Un goloso percorso tra le vie del paese, accompagnato da ricercati vini del Friuli Venezia Giulia e musica, porterà alla scoperta del gusto unico di salumi che si preparano ancor oggi secondo antiche ricette, tramandate da padre in figlio. Sarà un piacevole viaggio gastronomico in 9 tappe di degustazione proposte da vari paesi carnici, ospitate nei caratteristici cortili e sotto gli antichi porticati del paese. Durante tutta la giornata ci saranno dimostrazioni della lavorazione della carne di maiale nell’Ort di Sior Matie e attività per bambini nel cortile della scuola elementare. La festa rientra nelle attività di animazione del territorio prevista dal Bando Borghi Pnrr “Il Bosco nel Borgo-Il Borgo nel Bosco”.

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In copertina, la stagionatura degli insaccati sulle montagne della Carnia.