“Olio e Dintorni” protagonista a Milano. In maggio ritornerà la rassegna di Oleis

L’associazione “Arc Oleis e Dintorni” organizzatrice della manifestazione “Olio e Dintorni” che si svolge a Oleis di Manzano e che è nata per promuovere la produzione e la conoscenza dell’olio extravergine di oliva del Friuli Venezia Giulia, ha partecipato al festival nazionale “Olio Officina 2024” ospitato dalla Fabbrica del Vapore, a Milano, raccogliendo grande successo di critica e di pubblico.

Annamaria Chiappo, presidente dell’associazione, è stata una delle protagoniste dell’incontro “Off Turistica: i territori in prima linea nel creare attrazioni culturali per l’oleoturista”, presentando “Olio e Dintorni”, la sua storia quasi ventennale con le splendide immagini dell’evento di Oleis dedicato alla conoscenza e promozione dell’olio extravergine di qualità del Friuli Venezia Giulia, ma non solo. Assieme alla presidente Chiappo, le rappresentanti di associazioni ed enti di altre regioni che attraverso la tutela e la conoscenza dell’olio di qualità promuovono i loro territori creando nuovi flussi turistici, come Sabrina Malatesta di “Olive Hill” del Golfo del Paradiso in Liguria, Maria Grazia Barone che coordina il progetto del “Parco della biodiversità olivicola” di Cosenza in Calabria, e Gabriella Stansfield, presidente dell’associazione nazionale Donne dell’Olio. A voler coinvolgere l’associazione “Arc Oleis e Dintorni” è stato proprio Luigi Caricato, il noto scrittore di tanti manuali, atlanti e riviste dell’olio, oltre che organizzatore dell’evento milanese.
“Olio e Dintorni” inaugura quindi il nuovo anno con una partecipazione a un prestigioso evento fuori regione come “Olio Officina Festival 2024”, promuovendo ancora una volta l’olio di qualità del Friuli Venezia Giulia e mettendosi in rete con altre realtà simili, in attesa della 19ma edizione della rassegna friulana che si terrà dal 24 al 26 maggio nella cornice del parco Villa Maseri a Oleis di Manzano per un fine settimana dedicato alla produzione olivicola e dell’olio extravergine di qualità Fvg, con un programma ricco di tante novità che saranno presentate nei prossimi mesi (https://oleisedintorni.wixsite.com/oleisedintorni).

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In copertina e all’interno tre immagini della manifestazione milanese.

I Grandi Vini della Contea di Gorizia per la Pace in ottobre tornano all’asta per sostenere i restauri alla Castagnevizza

Dopo il successo delle prime due edizioni, sono ufficiali le date della terza asta dei Grandi Vini della Contea di Gorizia per la Pace, organizzata dell’Associazione dei Cavalieri della Classificazione dei Cru dell’Imperatrice-Regina Maria Teresa. Al Monastero di Castagnevizza, a Nova Gorica, i Cavalieri dell’Associazione si sono riuniti per definire i dettagli del prossimo capitolo dell’asta benefica, che si terrà nel fine settimana del 24, 25 e 26 ottobre.

I restauri nel Santuario.

Amanti del vino, collezionisti, importatori e giornalisti potranno prendere parte all’evento e aggiudicarsi i migliori vini di aziende italiane e slovene, esclusivamente dei Cru in purezza provenienti dai vigneti del Brda e della Vipavska Dolina (la valle del Vipacco), che erano stati classificati “in riguardo alla loro bontà” già nel lontano 1787, assieme a quelli italiani prodotti nelle Doc Collio, Aquileia e Colli orientali già appartenenti alla vasta Contea di Gorizia e Gradisca.
Da poco si è aggiunto un nuovo socio, la cui domanda è stata presentata ed accolta dall’assemblea generale dei Cavalieri: l’azienda agricola Subida di Monte di Cormòns, della famiglia Scarpa, è entrata a far parte dell’Associazione e anche il loro vino sarà messo all’asta il prossimo ottobre, accanto a quelli delle aziende già aderenti. Fra i Cavalieri si annoverano Attems dei marchesi Frescobaldi, Castello di Spessa, Fondazione Villa Russiz, Jakončič Carolina, Klet Brda, Casa delle Rose, Korsic Wines, Marjan Simcic, Kristancic, Medot, Leban, Nebò Winery, de Noüe Marinic, Ritter de Zahony, Rocca Bernarda, Rokovi, Valter Sirk, Stekar, Tenuta Burja, Tomaz Princic e Zarova, oltre a Silvio Jermann, Distillerie Nonino e Cantina Sanzin.


Durante la riunione sono stati illustrati i risultati del secondo capitolo dell’asta e definite le fasi di pianificazione della terza, che resta sempre una grande occasione per promuovere e valorizzare i vini di quest’area vitivinicola transfrontaliera. Gli aderenti hanno inoltre visionato la mappa dei Cru della Classificazione del 1787, realizzata dal cartografo Yves Lagouche, attivo in Borgogna, che riporta i nomi delle parcelle di ogni azienda. Infine, è stata fatta una visita alla Chiesa del Monastero, per documentare i lavori di ripristino degli affreschi della volta del presbiterio, che continueranno fino alla fine del 2024. Lo scopo dell’asta è proprio quello di permettere il proseguimento del restauro per preservare questo importante patrimonio culturale del territorio. Il Monastero è anche beneficiario dei fondi small project GO! 2025 con il progetto “Vina prijateljstva & miru”. L’iniziativa dei Cavalieri si consolida come importante progetto benefico, ma anche di promozione e valorizzazione dei vini di quest’area d’eccezione – da poco presentati al Wine Paris & Vinexpo Paris -, sempre più apprezzati a livello internazionale.

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In copertina e qui sopra due momenti dell’incontro alla Castagnevizza.

I giovani di Confagricoltura Fvg chiedono una svolta alla politica Ue a cominciare dalla semplificazione della burocrazia

I giovani di Confagricoltura Fvg, durante un recente incontro, hanno discusso su quanto emerso in occasione dell’assemblea straordinaria che Confagricoltura ha organizzato a Bruxelles nella sede del Copa-Cogeca. Come prima cosa, è emersa è la necessità di una profonda semplificazione burocratica e della salvaguardia del potenziale produttivo delle imprese, condividendo di fatto le proposte presentate dalla stessa organizzazione agricola, al termine dei lavori assembleari, ai componenti del Consiglio Agricoltura dell’Ue.


Per Confagricoltura i limiti della Pac, in vigore dallo scorso anno, sono stati subito evidenti. Prova ne sia il fatto che, per applicare la nuova normativa, le amministrazioni nazionali hanno dovuto redigere piani strategici di migliaia di pagine. Gli adempimenti burocratici sono saliti a dismisura a fronte di risorse finanziarie in calo e l’eccezionale rialzo dell’inflazione ha aumentato le difficoltà degli agricoltori. Si è discusso molto sul bilancio dell’Ue destinato all’agricoltura, ma l’aiuto diretto della Pac è ormai ridotto a 120 euro, in media, a ettaro.
Per Fabio d’Attimis Maniago Marchiò, coordinatore dei giovani di Confagricoltura Fvg, la prossima scadenza della legislatura europea rende oltremodo complicata la modifica degli atti di base della Pac, ma esistono strade alternative. In caso di emergenze e di cause di forza maggiore possono essere sospese le sanzioni previste per l’inadempimento ed è doveroso ricordare come, dalla pandemia all’impatto economico dell’aggressione dell’Ucraina, fino alla recente crisi in Medio Oriente, l’agricoltura italiana ed europea è in stato di emergenza da oltre tre anni. In aggiunta ai vistosi limiti della Pac, il settore è alle prese con le conseguenze dell’aumento senza precedenti dei tassi di interesse. Da qui la richiesta di una moratoria presentata da Confagricoltura, concordata a livello europeo, a supporto della liquidità delle imprese.
«Come giovani imprenditori – ha sottolineato Alberto Vendrame – siamo convinti sostenitori del libero mercato e del multilateralismo per la gestione del commercio internazionale, ma vanno previste clausole di salvaguardia automatiche quando i flussi delle importazioni raggiungono livelli tali da destabilizzare i mercati agricoli dell’Ue. Un’altra questione da affrontare è quella della reciprocità delle regole negli accordi commerciali con i Paesi terzi: dalla sicurezza alimentare, alla tutela del lavoro, delle risorse naturali e del benessere animale. Se riduciamo la produzione europea e aumentiamo le importazioni da Paesi dove vigono normative meno rigorose di quelle europee, riduciamo la sicurezza alimentare e allo stesso tempo importiamo più CO2».

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In copertina e all’interno, Fabio d’Attimis Maniago Marchiò e  i giovani di Confagricoltura Fvg.

Riviera Friulana, oggi a Latisana anteprima per la Carta del Gusto. Morandini: è dedicata ai gastronauti e agli amanti del turismo lento

Ecco la Carta del Gusto della Riviera Friulana. Sarà presentata oggi in anteprima, alle ore 18.30, a Latisana nella Galleria d’arte La Cantina in via Generale Radaelli. «Si tratta – come anticipa il cavalier Carlo Morandini, presidente dell’Associazione culturale La Riviera Friulana – di uno strumento per avvicinare il territorio e le sue peculiarità agli appassionati del turismo lento, ai gastronauti, a coloro che amano immergersi tra le carature di territori di particolare interesse come l’area che si estende tra i bacini dei fiumi Tagliamento e Isonzo, la linea delle Risorgive e il litorale del Friuli Venezia Giulia con la Laguna di Marano e di Grado».

Carlo Morandini


Anche la nuova edizione, come detto, è realizzata da La Riviera friulana, questa volta con la collaborazione del Fotocineclub Lignano, del Club per l’Unesco di Udine, della sezione di Udine di Italia Nostra, dell’Associazione Giulietta e Romeo in Friuli e con il supporto della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Pubblicata sul portale www.larivierafriulana.it (che vanta oltre 250 mila contatti), la Carta si presenta con un formato duttile e nel contempo completo grazie al supporto delle moderne tecnologie.
Questa volta la pubblicazione pone il focus sul volontariato culturale che anima il territorio e la sua comunità e sui percorsi ciclabili e le ciclovie, che rendono l’area molto attraente per gli appassionati del pedale, anche provenienti da Oltralpe. La Carta del Gusto della Riviera friulana sarà appunto presentata dal presidente e suo ideatore, Carlo Morandini, assieme ai protagonisti presenti nell’importante strumento promozionale.

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In copertina, panoramica sulla Riviera Friulana (qui sopra un libro che le ha dedicato Carlo Morandini) con in primo piano la penisola di Lignano e le isolette della Laguna di Marano.

Confcooperative Fvg, assemblea a Gorizia per il rinnovo. Al professor Andrea Segrè andrà il primo Premio per la sostenibilità

Domani, 16 marzo, Confcooperative Fvg consegnerà la prima edizione del Premio regionale Sostenibilità ad Andrea Segrè. La cerimonia avverrà in occasione dell’assemblea regionale che si riunirà dalle ore 11.15 nel Conference center del polo goriziano dell’Università di Trieste (via Alviano, 18), preceduta dalla parte interna dell’assemblea, con 120 delegati e decine di ospiti durante la riunione dei cooperatori, che provvederà anche al rinnovo delle cariche sociali e del presidente della Confcooperative regionale. L’Associazione riunisce 508 cooperative del Fvg, con 22.242 addetti e 152.480 soci cooperatori. I ricavi aggregati del sistema giungono a 1,27 miliardi di euro.
Dopo i saluti istituzionali si procederà alla cerimonia di premiazione. Al termine, il professor Segrè interverrà con un breve approfondimento sul tema: “Dallo spreco alla sostenibilità alimentare: la via del futuro”. A seguire, l’intervento del presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, mentre l’intervento conclusivo è stato affidato a Maurizio Gardini, presidente nazionale di Confcooperative.
«Sono davvero molto onorato di ricevere oggi questo Premio – afferma il professor Segrè – per almeno tre ragioni. Perché è dedicato alla “sostenibilità” che deve essere la guida per lo sviluppo del sistema agroalimentare; perché viene dal mondo della cooperazione che sento, da sempre, molto vicino come ideali; perché, non da ultimo, viene dalla mia Terra. Grazie».
Il Premio regionale Sostenibilità – promosso congiuntamente da Confcooperative Fvg e dall’Associazione regionale delle Bcc – premierà, ogni anno, personalità nazionali e regionali che si sono particolarmente distinte per il proprio impegno sul tema della diffusione dei valori della sostenibilità nell’economia e nella società.
Con Segrè, saranno premiate anche tre scuole della regione (Staranzano, Udine e Cervignano) nell’ambito del Concorso che ha visto studenti delle scuole secondarie di 2° grado “raccontare” – attraverso video, immagini, testi – l’impegno di alcune imprese cooperative del Fvg verso il tema della sostenibilità. «È stata un’occasione per far avvicinare mondo della scuola e mondo dell’economia, e anche per contribuire a diffondere i principi della sostenibilità che sono oggi sempre più nell’agenda di tante imprese. Basti pensare che il 69% delle cooperative, nell’ultimo triennio, ha avviato iniziative per una maggiore sostenibilità», spiega Nicola Galluà, segretario generale di Confcooperative Fvg.
A selezionare i quattro gruppi di studenti che verranno premiati tra le 14 scuole che hanno partecipato al Concorso, è stata un’autorevole giuria, presieduta da Francesco Marangon, docente all’Università di Udine. Con lui: Chiara Mio, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia; Luca Raffaele, direttore di NeXT, Associazione nazionale per la promozione della sostenibilità; Maria Flavia Cascelli, dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo sostenibile; il vicedirettore del Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini; la giornalista Chiara Giani; il direttore generale di Federcasse, Sergio Gatti e Nicola Galluà.

ANDREA SEGRÈ – Nato a Trieste, nel 1961, dal 2000 è professore ordinario di Economia circolare e politiche per lo sviluppo sostenibile dell’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna, dove è stato preside della Facoltà di Agraria e direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie agro-alimentari. Attualmente è Consigliere speciale del Sindaco di Bologna per le politiche alimentari urbane e metropolitane; ruolo che gli ha permesso di chiedere, per rispondere alla crescente povertà alimentare, il riconoscimento della cittadinanza alimentare, lo ius cibi ovvero il diritto fondamentale, di tutte le persone, a un’alimentazione adeguata, sufficiente, sana, sostenibile, culturalmente accettabile. Nel 1998 ha ideato il progetto di ricerca Last Minute Market – evoluto in associazione e cooperativa, poi spin off accademico dell’Università di Bologna (2007), infine impresa sociale e spin off accreditato (2017) – diventato iniziativa di riferimento nazionale ed europea per la prevenzione e il recupero a fini solidali dello spreco alimentare e non alimentare. Nel 2010 ha ideato la campagna europea di sensibilizzazione “Un anno contro lo spreco” – oggi Campagna Spreco Zero – che si identifica con un vasto movimento di impegno per la riduzione e la prevenzione dello spreco alimentare, iniziata con la presentazione alla Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo della “Dichiarazione congiunta contro lo spreco alimentare” ripresa nei suoi punti portanti dal Rapporto di iniziativa del PE approvato il 19 gennaio 2012 con l’obiettivo di ridurre del 50% lo spreco di cibo negli Stati membri entro il 2025. Nel 2012 ha curato e promosso la “Carta Spreco Zero”, sottoscritta da Sindaci e presidenti di Regioni, fondando successivamente l’associazione di Comuni Sprecozero.net. Nel 2013 ha costituito Waste Watcher, il primo Osservatorio nazionale sullo spreco alimentare domestico ed è stato nominato, dal Ministro dell’Ambiente, coordinatore del Piano Nazionale per la prevenzione dello Spreco Alimentare (Pinpas) e poi, nel 2014, presidente del Comitato tecnico-scientifico del Piano Nazionale di Prevenzione Rifiuti, confermato nel 2017. Dal 2013 ha promosso il Premio “Vivere a Spreco Zero” – che prende il nome dall’omonimo libro uscito per Marsilio – rivolto a enti, istituzioni, scuole, associazioni, cittadini che si sono distinti con progetti originali per contrastare lo spreco. Ha ideato, nell’ambito delle attività del Pinpas, la “Giornata nazionale per la prevenzione dello spreco alimentare” che si è tenuta per la prima volta il 5 febbraio 2014 e, da allora, si svolge annualmente nello stesso giorno. Nel 2021 ha presentato il Cross Country report di Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability, il primo Osservatorio internazionale dedicato ai comportamenti di consumo per contrastare lo spreco alimentare e promuovere l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile. In occasione della celebrazione della X Giornata nazionale per la prevenzione dello spreco alimentare ha lanciato l’applicazione gratuita Sprecometro che misura l’impatto economico e ambientale di singoli e gruppi nella sfida di ridurre lo spreco domestico del 50% entro il 2030. È stato anche, per 10 anni, presidente del Centro Agroalimentare di Bologna, presidente della Fondazione FICO per l’educazione alimentare e alla sostenibilità, a Bologna e, dal 2015 al 2020 presidente della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (Trento). Nel 2020 Trieste gli ha conferito il San Giusto D’Oro; nel 2022 la città di Palermo gli ha attribuito il Premio Internazionale Don Pino Puglisi.

Infine “Globesity”

E sempre a Gorizia, domani alle 17.30, negli spazi della Mediateca Ugo Casiraghi con ingresso libero, verrà presentato “Globesity. La fame del potere” (Edizioni Minerva 20249, il primo romanzo di Andrea Segrè. Globesity è il suo esordio nella scrittura narrativa, un food thriller proiettato in un intrico di trame internazionali sospese fra immaginazione e realtà. Con l’autore dialogherà la giornalista Patrizia Artico, assessore a GO 2025 per il Comune di Gorizia. Costruito dunque in uno scenario straordinariamente attuale – il pianeta dei paradossi «dove metà del mondo lotta contro obesità e sovrappeso, e l’altra metà contro la sottoalimentazione», spiega Andrea Segrè – Globesity mixa realtà scientifica e pura invenzione letteraria. In pochi attimi la prospettiva cambia totalmente: si rovescia il confine fra bene e male, fra scienza buona e cattiva, fra fame e sazietà. Tutto, nelle pagine del libro come nella realtà, può succedere. E se il “contagio” arriva dal cibo, lo spettro della pandemia da obesità diventa il peggiore degli incubi … Giorgio Pani, un giovane ricercatore dell’Università di Padova, dedica la sua tesi di dottorato agli effetti della dieta mediterranea sulla salute. Tutto ruota intorno al giovane ricercatore Giorgio Pani, e alla sua ricerca intorno alla Dieta Mediterranea che lo porta a pianificare un viaggio attraverso i Paesi più rappresentativi del Mare Nostrum. Il ricercatore parte da Cipro e, proprio a Nicosia, si imbatte nell’affascinante professoressa Elif Demir e nel suo team di scienziati, impegnati in una ricerca molto simile alla sua. Pagina dopo pagina la questione si fa sempre più intricata e viaggiando attraverso il mondo – da Tunisi all’Algeria e Marocco, per poi attraversare il Mediterraneo e approdare negli Stati Uniti – il ricercatore – investigatore si renderà conto di essere incappato in un oscuro complotto: le multinazionali di junk food sono mandanti di una nuova pandemia, generata da una molecola in grado di modificare il metabolismo umano … Globesity schiude una consapevolezza importante: l’insidia della “bomba calorica” è già fra noi, con il suo grave portato sociale. La maggior parte della popolazione mondiale (51%, oltre 4 miliardi di persone) vivrà in sovrappeso o con obesità entro il 2035, se si confermeranno le tendenze attuali, e l’impatto economico globale del sovrappeso e dell’obesità potrà superare i 4 trilioni di dollari annui, quasi il 3% del PIL globale. Più o meno l’impatto prodotto dal Covid-19 nel 2020, come sottolinea il rapporto World Obesity Atlas 2023 (World Obesity Federation).

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In copertina, il professor Andrea Segrè che sarà premiato a Gorizia.

 

Impatto ambientale degli allevamenti con soglia ridotta: Confagricoltura Fvg è molto critica sulla nuova direttiva dell’Ue

Forte dissenso dalla delegazione di Confagricoltura riunita a Strasburgo fuori dal Parlamento Europeo, a margine del voto in sessione plenaria che ha confermato la decisione del trilogo riducendo le soglie per l’applicazione dell’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) per le imprese suinicole e avicole. Finora erano soggetti all’Aia solo due tipi di allevamento: quelli di pollame con potenzialità produttiva massima superiore a 40 mila posti e quelli di suini con potenzialità produttiva massima superiore a 2 mila posti da produzione (di oltre 30 kg) o 750 posti scrofe. Quando entrerà in vigore la Direttiva appena approvata, le soglie per essere obbligati a richiedere l’Aia verranno abbassate a circa 1.170 posti stalla per i suini, a esempio.

David Pontello


«L’esito finale è fortemente negativo per le nostre aziende – commenta il suinicoltore David Pontello, responsabile della Sezione zootecnica di Confagricoltura Fvg -. La misura nasceva con l’intento di prevenire e ridurre le emissioni del settore industriale e di quello agricolo a cui è stata estesa con un alquanto inappropriato paragone. Obiettivo che questa Direttiva, per come è stata pensata, non potrà raggiungere. Il risultato è un ulteriore carico burocratico per le nostre imprese agricole le quali, invece, chiedono da tempo uno snellimento degli impegni amministrativi che frenano la produttività. Con queste modalità si ostacola la competitività e la capacità d’impresa dei nostri allevatori, aumentando i costi di produzione e “premiando” i produttori dei Paesi terzi, senza benefici per la tutela ambientale. Ora confidiamo in una valutazione più attenta ed equilibrata da parte del Consiglio Ue, che dovrà dare il via libera definitivo al testo».

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In copertina, allevamento di suini in una foto di Marco Mezzadri.

Udine, al Museo Etnografico del Friuli latterie turnarie dell’arco alpino protagoniste negli scatti di Soravito

Verrà inaugurata domani, alle ore 17, a Udine, nella sede del Museo Etnografico del Friuli a Palazzo Giacomelli (in via Grazzano), la mostra documentaria “Latte Mleko Milk – Il sistema turnario nell’arco alpino” realizzata con gli scatti di Graziano Soravito dall’Ecomuseo delle Acque del Gemonese. La mostra – curata da Maurizio Tondolo, direttore dell’Ecomuseo e redattore con la ricercatrice slovena Špela Ledinek Loze dei testi che accompagnano le immagini – documenta e testimonia un modello solo in apparenza superato, ma ancora attualissimo: il sistema della caseificazione collettiva, quello delle latterie turnarie. Un tempo diffuse al di qua e al di là delle Alpi (solo in Friuli negli anni ‘60 se ne contavano 625; la più antica era la latteria di Collina di Forni Avoltri, fondata nel 1880) sono oggi praticamente scomparse.

Sono sopravvissute – grazie ad allevatori, pastori, malgari e casari “resistenti” – alcune realtà, alle quali l’Ecomuseo delle Acque ha dedicato un progetto di sostegno e valorizzazione: sono la Latteria di Campolessi di Gemona, dove l’iniziativa è stata avviata 15 anni fa, il Caseificio Turnario di Pejo (Val di Sole, Trentino) e la latteria turnaria di Valmorel nel Bellunese. Ad esse si è aggiunto il piccolo sistema malghivo sul Krn/Monte Nero in Slovenia, dove viene ancora oggi praticata una gestione comunitaria degli alpeggi risalente alla fine dell’Ottocento. L’Ecomuseo delle Acque ha trovato una spalla importante nel movimento di Slow Food, con il quale è stata scritta la “carta dei principi delle latterie turnarie”, un decalogo di buone pratiche sottoscritto dalle quattro realtà casearie. Dal 2013 il Latteria di Campolessi ed il Casolèt della Val di Sole (entrambi rigorosamente a latte crudo, come quello di Valmorel) sono stati riconosciuti come Presìdi di Slow Food.
All’inaugurazione, con i protagonisti – i rappresentanti delle quattro realtà documentate dalla mostra – saranno presenti l’assessore l’assessore alla cultura del Comune di Udine Federico Pirone e lo chef “stellato” Emanuele Scarello che parlerà dell’interesse che l’alta ristorazione riserva a prodotti (come i formaggi da latte crudo) etichettati da Carlo Petrini con il celebre slogan “buono, pulito e giusto”.


La mostra, che approda a Udine ampliata e rinnovata dopo un lungo girovagare con tappe in Trentino, Veneto, Slovenia e Friuli, sarà visitabile fino al 2 giugno prossimo. Durante il periodo di apertura, verranno organizzati incontri sul tema, visite guidate alle latterie, degustazioni di formaggi, animazioni per ragazzi e famiglie. «Siamo lieti – sottolinea Maurizio Tondolo – di avviare questa collaborazione con il Museo Etnografico del Friuli, che da tempo promuove iniziative articolate che si occupano del rapporto tra il patrimonio e il territorio, luogo di interazioni, memorie, testimonianze, saperi. L’Ecomuseo delle Acque da parte sua sostiene progetti di sviluppo incentrati sulla sostenibilità: lo fa interpretando, salvaguardando, valorizzando i beni comunitari che caratterizzano il territorio di riferimento. Siamo certi che le due istituzioni che potranno dialogare e trovare occasioni di confronto e di scambio, arricchendosi reciprocamente».

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In copertina e all’interno latterie turnarie viste da Graziano Soravito.

Malvasie superstar al Concorso di Portorose: quattro medaglie d’oro alle produttrici di Donne del Vino Fvg

Valgono oro le Malvasie del Vigneto Fvg! Sono ben quattro, infatti, i vini prodotti dalle cantine di Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia che sono stati insigniti a Portorose, perla adriatica della Slovenia, della Medaglia d’oro al Concorso internazionale dedicato proprio alla Malvasia. Si tratta delle etichette di Ornella Venica con Malvasia Petris 2022 Venica & Venica, Laura Zorzettig con Malvasia 2022 La Sclusa, Gianna Bertossi con Malvasia 2022, Paolo Cernetig e Annalisa Zorzettig con Malvasia Myo 2021 Zorzettig. I quattro vini hanno meritato l’oro avendo ottenuto un ottimo punteggio da parte della giuria di degustatori professionisti.
Hanno partecipato al Concorso internazionale Malvasia ben 140 campioni provenienti da tutt’Italia, Slovenia e Croazia e che sono stati giudicati alla cieca da un pull di esperti sommelier. La partecipazione al Festival Internazionale della Malvasia, che si tiene ogni anno appunto a Portorose, è stata organizzata dall’Associazione Le Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia grazie alla collaborazione con l’Associazione dei Viticoltori dell’Istria Slovena e con Women Wine Slovenija.
A fare da portavoce dell’Associazione Le Donne del Vino Friuli Venezia Giulia, in rappresentanza delle associate, erano presenti alla manifestazione d’oltreconfine la delegata Elena Roppa e la vice Sabrina di Brazzà.

Info:
friuliveneziagiulia@ledonnedelvino.com
Fb: donnedelvinofvg
Sito web nazionale:
ledonnedelvino.com

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In copertina, le Donne del vino Fvg protagoniste al Concorso di Portorose.

Le Città del vino Fvg a Capodistria presentano il Concorso enologico: un invito anche ai produttori sloveni

Trasferta a Capodistria per le Città del Vino, con una delegazione di rappresentanti del Friuli Venezia Giulia e nazionali. Il gruppo è stato ricevuto, nella città costiera della Slovenia, dal console generale d’Italia Giovanni Coviello. Ma non solo, c’è stato anche un incontro con le amministrazioni comunali di Capodistria/Koper, Isola/Izola, Pirano/Piran e Ancarano/Ankaran, nonché con la locale Camera di Commercio per presentare le attività del sodalizio che riunisce le Città che sono tra le eccellenze della coltura e della cultura del vino.

La delegazione a Capodistria.

Venturini con il console Coviello.

A guidare la delegazione il coordinatore regionale Cdv Fvg, Tiziano Venturini, e il direttore nazionale dell’Associazione Paolo Corbini. Presenti per la sezione regionale anche il vicecoordinatore Maurizio D’Osualdo e Massimo Romita, assieme al sindaco del Comune di Duino Aurisina/Devin Nabrežina, Igor Gabrovec. Presente pure il vicesindaco della cittadina croata di Buie d’Istria, Corrado Dussich.
«Un incontro – ha affermato Venturini – davvero proficuo per consolidare i rapporti tra le Città del Vino italiane e quelle realtà della Slovenia che vantano grande tradizione vitivinicola. Un cammino, quello del dialogo transfrontaliero, intrapreso in occasione di Duino Aurisina 2022, Città Italiana del Vino, e proseguito lo scorso anno con la visita a Buie d’Istria, cittadina croata già facente parte delle Città del Vino. E il tutto, non va dimenticato, anche nell’ottica di Go!2025, Città europea della cultura condivisa tra Gorizia e Nova Gorica: in tal senso, abbiamo illustrato il Concorso enologico internazionale Città del Vino e il Grappa Award che si terranno proprio nel capoluogo isontino il 31 maggio e l’1 e 2 giugno. I Comuni d’oltreconfine e la Camera di Commercio li promuoveranno tra le aziende vinicole del loro territorio in modo che partecipino».

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In copertina e qui sopra due immagini delle zone vitivinicole di Capodistria.

Nozze Friuli-Valpolicella, Tommasi leader dell’Amarone punta sui grandi bianchi della Marco Felluga

di Giuseppe Longo

Nozze in vista per il Friuli con la Valpolicella, la Doc veneta nota a tutti per l’inconfondibile Amarone. Come ha riferito in questi giorni il Sole24Ore, Tommasi Viticoltori, storica azienda produttrice proprio del famoso vino, sarebbe infatti in procinto di rilevare la Marco Felluga di Gradisca d’Isonzo, prestigiosa cantina forte di 50 ettari di vigneti, 4,5 milioni di fatturato e 500 mila bottiglie prodotte. Secondo il quotidiano di Confindustria, le trattative sarebbero a buon punto tanto da portare a conclusione l’importante affare proprio in questi giorni.

Marco Felluga


«Prosegue quindi – osserva Giorgio dell’Orefice nel suo articolo – la grande campagna di acquisizioni che Tommasi Viticoltori ha avviato un po’ in sordina nel ’97, ma che poi ha vissuto una grande accelerazione a partire dagli anni 10 del 2000. Uno shopping che l’ha portata a uscire dalla comfort zone della Valpolicella e portare il proprio know how enologico in diversi altri territori del vino tanto che oggi, con l’ultima operazione, si avvicina alla soglia dei 900 ettari di vigneti. Una dimensione che in Italia contano pochissime altre aziende e che fa di Tommasi un player del vino in grado potenzialmente di concorrere con i leader vitivinicoli mondiali».
«In questo quadro – aggiunge l’autorevole giornale economico – l’acquisizione della friulana Marco Felluga va inoltre a rafforzare non solo le proprietà terriere di Tommasi Viticoltori ma soprattutto il suo portafoglio prodotti. L’azienda infatti nata e cresciuta prevalentemente con i vini rossi della Valpolicella, negli anni ha aggiunto le produzioni sempre di vini rossi della Toscana (con anche Montalcino), della Puglia e della Basilicata. Poi in anni più recenti ha avviato una strategia di diversificazione anche sui vini bianchi, in linea con le tendenze del mercato». Ed è quello che ha fatto puntando proprio all’acquisizione della Marco Felluga.
Questa importante operazione commerciale seguirebbe un’altra altrettanto strategica acquisizione avvenuta tre anni fa, sempre nella zona Collio, quando la cantina Jermann aveva raggiunto un’intesa con la toscana Marchese Antinori – amministratore delegato Renzo Cotarella, fratello di Riccardo leader di Assoenologi -, la quale aveva rilevato la maggioranza del capitale, assumendo quindi il controllo del marchio noto in tutto il mondo.

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In copertina, un’immagine delle famose cantine Tommasi nella Doc Valpolicella.