Addio a Piero Pittaro “gigante” del Vigneto Fvg. Il governatore Fedriga: con lui se ne va un grande friulano

di Giuseppe Longo

Conoscevo Piero Pittaro da mezzo secolo – esattamente dal 1975 -, cioè dagli anni in cui lavoravo al Centro regionale per il potenziamento della viticoltura e dell’enologia del Friuli Venezia Giulia, nella centralissima via del Sale, a Udine. E da sempre sono rimasto colpito dalla sua vasta e multiforme preparazione, non solo nel settore specifico, quello vitivinicolo appunto, nel quale era un vero “gigante”. Poche sere fa, mentre ero diretto a Pordenone, passando davanti alla sua bellissima azienda, i “Vigneti Pittaro”, di fronte alle Frecce Tricolori, mi è venuto in mente proprio lui, che non vedevo da un bel po’ e non avevo sue notizie recenti. «Cuisa cemut cal sta Pieri», mi sono chiesto. Evidentemente, non sapevo che già da alcune settimane era all’ospedale per problemi cardiaci non di poco conto e che le sue condizioni, proprio in questi giorni, erano peggiorate. E oggi la tristissima, inaspettata notizia letta nel primo pomeriggio su un post dell’amico Enzo Cattaruzzi, subito inondato di reazioni addolorate, belle e grate parole dedicate a Piero, espressioni di condoglianze e vicinanza per i familiari. Purtroppo, non ce l’ha fatta e ha chiuso la sua laboriosa e geniale esistenza sulla soglia dei 90 anni.
«Con Pietro Pittaro se ne va un grande vignaiolo, che ha portato lustro al Friuli Venezia Giulia, attraverso un’attività infaticabile e preziosa, con quale ha conseguito il riconoscimento di eccellenza nel mondo del vino e una nitida affermazione imprenditoriale. Ma anche un friulano orgoglioso della sua terra e delle sue tradizioni, che ha valorizzato nel suo mandato da presidente dell’Ente Friuli nel mondo», ha detto di lui il governatore Massimiliano Fedriga, che ha espresso il cordoglio della Regione Fvg alla famiglia. E ha aggiunto: «Pittaro ha saputo consolidare una tradizione familiare secolare, ma ha anche saputo innovare e trasmettere i valori della cultura enologica a beneficio di tutto il territorio e anche all’estero. Sono basi solide che continueranno a dare frutto».
Di Pietro Pittaro si potrebbe effettivamente scrivere un libro, tanto è stata ricca di esperienze la sua vita. Nato a Valvasone, in una famiglia dall’antica tradizione vitivinicola, enologo fra i più preparati della nostra regione, uscito dal glorioso Istituto di Conegliano, ha inciso profondamente sul settore della vite e del vino del Friuli Venezia Giulia, aumentando di anno in anno in fama e prestigio anche all’interno della sua categoria. A lungo presidente della sezione regionale degli enotecnici – così si chiamavano allora, prima della riforma che li ha fatti diventare enologi, anche grazie al suo importante apporto – e sempre al vertice nazionale della professione, ponendosi in piena luce pure a livello internazionale tanto da diventare presidente mondiale degli enologi (attualmente aveva la qualifica di “onorario”). Sul piano lavorativo, invece, prima di dare vita all’azienda modello che tutti conosciamo, con un Museo del vino fra i più ricchi e documentati al mondo – mi piace ricordarlo proprio con una bella foto, sorridente, che gli avevo scattato durante una visita di sei anni fa -, era stato a lungo direttore della Cantina di Bertiolo, paese che poi lo aveva voluto anche come sindaco per più mandati. Ma al termine della presidenza dell’indimenticato Orfeo Salvador, aveva assunto anche la guida del ricordato Centro regionale vitivinicolo, trovando pure il tempo di ricoprire la carica di presidente dell’Ente Friuli nel mondo, l’organismo che tiene costanti contatti con i nostri tanti conterranei all’estero. E ovunque ha lasciato un segno di competenza, disponibilità, rettitudine. «Veramente un uomo di vecchio stampo», ha commentato con me proprio Cattaruzzi. E oltre a tutto questo coltivava anche tanti interessi extra-professione, fra i quali emergeva la passione per la musica, soprattutto quella lirica. Era grande amico del maestro Ottaviano Paroni, di Disma De Cecco e Nicola Benois, oltre che di Alfredo Mariotti, tutti del Codroipese come lui.
Un vero e proprio personaggio, insomma, sotto molteplici aspetti. Ma visto che questo blog si occupa del settore primario, a cominciare dalla vite e del vino, è doveroso porre l’accento su quello che è stato Pietro Pittaro proprio a beneficio del Vigneto Fvg, del quale ha assecondato la crescita soprattutto in questo quasi mezzo secolo post-terremoto, non solo come tecnico capace ma anche come imprenditore preparato e lungimirante nel cuore delle Grave del Friuli, ma con significativi interessi anche in collina dopo che il Ramandolo venne premiato, primo vino in regione, con la Docg. Il tutto coronato da quel gioiello che è, appunto, il ricordato Museo del vino che l’imprenditore ha messo assieme pezzo su pezzo, grazie alla sua passione di instancabile collezionista: un “bene” non solo dei Vigneti Pittaro ma di tutto il Friuli. Grazie Pieri, ti siamo riconoscenti!

—^—

In copertina, l’enologo Piero Pittaro nel suo meraviglioso Museo del vino a Codroipo.

A Casarsa “Filari di Bolle” da dieci anni: sarà una edizione tutta da ricordare per gli spumanti del Friuli Venezia Giulia

Sarà un’edizione da ricordare per “Filari di Bolle”, la Selezione che – all’interno della Sagra del Vino di Casarsa della Delizia – premia i migliori Spumanti del Friuli Venezia Giulia. Innanzitutto, perché sarà la decima edizione, a compimento di un cammino di crescita proseguito anno dopo anno, e in secondo luogo perché si allarga la giuria a giornalisti, divulgatori e wine lover del mondo del vino che daranno il loro contributo per l’elezione della migliore etichetta/packaging, nonché saranno al fianco di sommelier ed enologi che degusteranno oltre 60 vini in concorso per infine decretare i vincitori delle 4 categorie Premio Metodo Charmat Prosecco Doc, Premio Metodo Charmat Ribolla Gialla, Premio Metodo Charmat e Premio Metodo Classico. Degustazioni in programma nella sala consiliare del Palazzo Municipale Burovich de Zmajevich di Casarsa della Delizia giovedì 28 marzo, premiazioni alla cerimonia d’inaugurazione della Sagra del vino mercoledì 24 aprile. Per i vincitori delle fotografie d’autore del maestro Elio Ciol incorniciate dal laboratorio artigiano Il Glifo.


«Grazie alla preziosa collaborazione con l’Associazione Città del Vino – ha affermato il presidente della Pro Casarsa della Delizia, Antonio Tesolin – avremo degli illustri rappresentanti a livello nazionale e regionale del sodalizio, a partire dagli Ambasciatori delle Città del Vino. Assieme a loro giornalisti di rinomate pubblicazioni del settore vitivinicolo e dell’enogastronomia che quest’anno assisteranno ai lavori della giuria, guidata dai nostri esperti sommelier Ais ed enologi, aprendo di fatto un importante momento di confronto a tutto tondo sulle bollicine regionali, sempre più protagoniste sui mercati, sia in Italia che all’Estero e apprezzate dai consumatori».
La giuria vede come presidente il delegato di Pordenone dell’Associazione Italiana Sommelier del Friuli Venezia Giulia Pierangelo Dal Mas assieme ad Alberto Costa (Ais Veneto), Andrea Braida (Assoenologi), Tiziana Canzutti (Città del Vino Fvg), Stefano Cosma (Vinibuoni d’Italia, direttore di Bubble’s e di Fuocolento), Franco Franchini (sommelier ed enologo per le Città del Vino), Maria Teresa Gasparet (Sorsi e Percorsi), Giovanbattista Bianco (Onav), Bruno Pittaro (Consorzio tutela delle Doc Fvg), Rodolfo Rizzi (Consorzio tutela delle Doc Fvg), Sergio Schinella (Assoenologi), Stefano Trinco (presidente Consorzio tutela delle Doc Fvg) e Vladimiro Tulisso (Ais Fvg). Osserveranno i lavori e diranno la loro su etichette e packaging Adriano Del Fabro (direttore di Sole Verde), Giorgio Cattarin (ambasciatore delle Città del Vino e membro del coordinamento regionale delle Città del Vino), Fabiana Romanutti (direttore di QB) e Giuseppe Longo (ambasciatore delle Città del Vino e responsabile di Vigneto.Friulivg.com).
Filari di Bolle, la Selezione degli Spumanti del Friuli Venezia Giulia è organizzata da Pro Casarsa Aps, Città di Casarsa della Delizia e Associazione Italiana Sommelier del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con Uni Doc-Fvg e la sponsorizzazione di Banca 360 FVG. Patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e collaborazione anche di Città del Vino, Consorzio Tutela Doc Fvg, Assoenologi, Onav, Donne del Vino, PromoturismoFvg e Strada del vino e dei sapori Friuli Venezia Giulia.

—^—

In copertina, spumanti di Filari di Bolle alla Sagra del vino di Casarsa; all’interno, una seduta di degustazione.

Lo Schioppettino di Prepotto e di Cialla superstar alle Grandi Verticali Fvg. Altre quattro degustazioni con Città del vino

Scommessa vinta per il coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia: il progetto delle Grandi Verticali, partito a fine 2023, ha raggiunto in poco tempo un elevato grado di apprezzamento nel panorama dei wine lover. Tanto che l’ultimo appuntamento, a Prepotto, tenutosi nella sala consiliare del Municipio e dedicato all’autoctono Schioppettino di Prepotto e di Cialla, ha visto i posti disponibili andare sold out ancora prima che si aprissero le iscrizioni. Un successo complessivo che ha portato all’aggiunta di un ulteriore appuntamento rispetto a quelli inizialmente organizzati: la manifestazione si allungherà infatti – dopo i prossimi appuntamenti di Cormòns (4 aprile, vino Friulano), Duino Aurisina/Devin Nabrežina (18 aprile, Vitovska), Mariano del Friuli (2 maggio, Friulano) – a Monrupino/Repentabor dove giovedì 9 maggio, alle 19.30, al ristorante Carso di Col si terrà l’appuntamento conclusivo dedicato al Terrano.


“La serata di Prepotto – commenta Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del vino del Friuli Venezia Giulia – ci ha mostrato chiaramente la bontà della strada intrapresa. Il sindaco Mariaclara Forti e la sua comunità hanno dato una grande accoglienza al gruppo di lavoro delle Verticali, con Matteo Bellotto che ha guidato i partecipanti alla scoperta dei vini delle quattro cantine locali Marinig di Valerio Marinig, Vigna Petrussa, Ronchi di Cialla e Vie D’Alt. Una serata fantastica come lo sono state anche le nove precedenti in altrettante Città del Vino regionali e come speriamo saranno anche le ulteriori quattro in programma, per le quali le prenotazioni sono già aperte anche se non rimangono ancora tanti posti. Infatti, il progetto piace ai winelover, segno di come abbiamo colpito nel segno con questa proposta che permette di capire l’evoluzione di un vino mettendo a confronto una bottiglia del passato lontano con una più recente della stessa cantina. Grazie alle Pro Loco Buri di Buttrio, Mitreo di Duino Aurisina e di Manzano per il supporto operativo e il Consorzio Montasio per la collaborazione”. Presente alla serata di Prepotto anche l’ambasciatore delle Città del Vino, Claudio Fabbro.

Questi, come detto, i prossimi appuntamenti (costo 35 euro a persona).
Cormòns giovedì 4 aprile, Cantina Produttori di Cormòns, ore 19.30 vino Friulano. Iscrizioni Pro Loco Manzano info@prolocomanzano.ud.it 391.3865981/347.0091764.
Duino Aurisina/Devin Nabrežina giovedì 18 aprile, Infopoint di Sistiana, ore 19.30 vino Vitovska. Iscrizioni Pro Loco Mitreo prolocoaurisina@libero.it 348.5166126.
Mariano del Friuli giovedì 2 maggio, Tenuta Luisa, ore 19.30 vino Friulano. Iscrizioni Pro Loco Mitreo prolocoaurisina@libero.it 348.5166126.
Monrupino/Repentabor giovedì 9 maggio, ristorante Carso di Col, ore 19.30 vino Terrano. Iscrizioni Pro Loco Mitreo prolocoaurisina@libero.it 348.5166126.

—^—

In copertina, una foto ricordo della Verticale di Prepotto e all’interno le bottiglie di Schioppettino protagoniste e altre immagini della riuscitissima degustazione.

Confagricoltura Fvg, dimostrazione pratica di potatura dell’ulivo (dopo il rinvio) all’Istituto agrario di Cividale

Si terrà martedì 26 marzo, a partire dalle ore 13.45, nell’uliveto dell’Istituto Statale di Istruzione Superiore “Paolino d’Aquileia”, a Cividale del Friuli, una dimostrazione pratica della corretta potatura dell’ulivo. L’appuntamento, organizzato alcune settimane fa da Confagricoltura Fvg, a partecipazione gratuita e aperto a tutti (aziende e studenti compresi), era stato rinviato a causa delle condizioni meteorologiche avverse. A guidare i partecipanti nella dimostrazione pratica, saranno i tecnici dell’Ersa Fvg, Gianluca Gori e Marco Stocco. L’iniziativa didattica è realizzata nell’ambito dell’attività Sissar 2024 in collaborazione con la Regione e l’Agenzia.
Il “Campo regionale di varietà autoctone di ulivo” dell’Istituto tecnico agrario è stato impiantato nel 1991, in collaborazione con l’Ersa. Sono presenti, complessivamente, 250 piante di 20 cultivar diverse, quasi tutte autoradicate, individuate in regione. Sono presenti anche varietà standard, come Leccino, Pendolino e Bianchera. Il sesto d’impianto è 5×4 metri, le piante sono allevate a vaso. Nell’uliveto sono in atto prove sia sulle piante (per lo studio dell’autofertilità, resistenza al freddo e alle malattie), che sulle caratteristiche monovarietali dell’olio (svolte dall’Inso di Spoleto). Nell’Istituto agrario è anche operativo un frantoio.

Per info e prenotazioni alla dimostrazione: friulivg@confagricoltura.it; 0432.507013.

—^—

In copertina, la fioritura dell’ulivo nell’azienda dell’Istituto agrario di Cividale.

Il “Club della minestra” a Nimis tra gustosi piatti della tradizione friulana e gubana con zabaione al Ramandolo

Anche se, come da previsioni meteo, c’è stato un vistoso ridimensionamento delle temperature, la primavera è “esplosa” ovunque in tutta la sua bellezza. E, proprio in vista del ritorno della bella stagione, il Club della minestra di Udine, rispettando una sentita tradizione, ha inaugurato il suo anno accademico con un pranzo intitolato “Spietant la fraie de viarte”, cioè aspettando la primavera. La cucina scelta per l’occasione dal sodalizio enogastronomico, presieduto dal giornalista Enzo Cattaruzzi, è stata quella dell’agriturismo “I Comelli” di borgo Valle, a Nimis, che ha presentato un invitante menù tutto intonato alla tradizione friulana, accompagnato dai vini di una delle zone più gettonate delle colline della nostra regione, con una Vellutata di patate e “formadi frant”, una crema di porro e speck e poi una minestra di brovada. Non è mancata, alla fine, la Gubana dei Comelli con lo zabaione di Ramandolo, il prestigioso Docg della zona, il primo vino del Friuli Venezia Giulia ad essere stato premiato – era il 2001 – con il più alto riconoscimento di tutela della qualità.
E dopo il riuscitissimo convivio nella pedemontana, che ha registrato una folta partecipazione di associati – c’era anche il maestro di cucina Germano Pontoni – tutti entusiasti dell’esito della giornata a Nimis, il prossimo appuntamento sarà al mare di Grado, nella seconda decade di giugno, così da avere sotto il profilo gastronomico una visione di quanto offre la nostra ottima cucina, facendo leva su prodotti tutti Made in Fvg.

—^—

In copertina e all’interno la foltissima comitiva di buongustai a Nimis.

“Non solo frittate con le uova”, domani a Basaldella con Germano Pontoni alla scoperta di un alimento irrinunciabile

“Non solo frittate con le uova – Alla scoperta dell’uovo: tradizione e benefici dell’alimentazione sana”. È questo il tema dell’interessante incontro che si terrà domani, alle 10, al Mulino di Basaldella, in via Zugliano 13. All’anteprima di primavera interverranno Sergio Pascolo, imprenditore; Maria Rosaria Peri, dietologa nutrizionista dell’Asufc, e il maestro di cucina Germano Pontoni, che è pure il regista dell’iniziativa in quanto, all’argomento, dedica anche un libro ricco di informazioni e curiosità. Il ruolo di moderatore è stato affidato al giornalista Giuseppe Longo, che da sempre si occupa dei temi enogastronomici con riferimento soprattutto al Made in Fvg. Al termine dell’incontro, sostenuto dal Comune di Campoformido, seguirà un brindisi a tema con la cuoca Gabriella Fior. L’ingresso è gratuito, ma con prenotazione obbligatoria tramite whatsapp al numero 347.2241970.

Germano Pontoni


«L’uovo, alimento semplice e popolare – osserva Pontoni -, diffusissimo in ogni parte del mondo, è un alimento principe della cucina e della nutrizione per tutti e piace anche ai più piccoli, cui fornisce il giusto apporto di vitamine e proteine, soprattutto se consumato fresco al mattino». E poi l’executive chef, onorario della Federazione italiana cuochi, aggiunge: «L’uovo è l’alimento più semplice e completo, molto nutriente e abbastanza versatile da prestarsi a un pranzo velocissimo come a una cena elegante. È anche ingrediente prediletto di pasticcieri e cuochi specializzati in dessert». Insomma, per dirlo con due parole, un alimento irrinunciabile nella nostra alimentazione.
Soltanto alcuni spunti quelli anticipati da Germano Pontoni in vista dell’incontro di domattina a Basaldella, ma che indicano quanto importante sia la tematica oggetto di approfondimento. Per cui l’interesse che la stessa susciterà nell’uditorio e fin d’ora assicurato.

Città del vino Fvg, sold out oggi per lo Schioppettino alla Verticale di Albana

(g.l.) Sold out, cioè tutto esaurito, per la degustazione dello Schioppettino di Prepotto e di Cialla oggi nel Castello di Albana, dove è in programma una nuova puntata delle Grandi Verticali del vino organizzate con successo dal coordinamento delle Città del vino del Friuli Venezia Giulia, presieduto da Tiziano Venturini.
Come sempre, condurrà Matteo Bellotto (profondo conoscitore della storia e della tradizione vitivinicola del Friuli Venezia Giulia e scrittore conosciuto a livello internazionale). I partecipanti verranno condotti in un vero e proprio viaggio sensoriale, che seguendo il tema “evolvere per non invecchiare”, vedrà la degustazione di annate differenti per ciascuna etichetta proposta. Come è noto, la rassegna è realizzata da Città del Vino Friuli Venezia Giulia in collaborazione con la Pro Loco Manzano, Pro Loco Buri – Buttrio, Proloco Mitreo Duino Aurisina e il Consorzio Formaggio Montasio.
Fari accesi, dunque, sul piccolo grande Schioppettino, orgoglio dei vitivinicoltori in riva al fiume Judrio, ma anche della civica amministrazione guidata dal sindaco Mariaclara Forti che non perde occasione per valorizzare le produzioni locali. E lo Schioppettino è veramente il portabandiera dell’agricoltura del Comune di Prepotto.

—^—

In copertina, grappoli di Schioppettino pregiato rosso di Prepotto e Cialla.

Vino, significato storico e culturale domani a Fiume Veneto raccontato da Armani, Bulfon e d’Attimis Maniago

Nell’ambito dell’incontro “La vite e il vino nella simbologia cristiana e nella cultura materiale del Nord-Est”, è in programma a Fiume Veneto una tavola rotonda per raccontare l’esperienza di tre produttori che hanno fatto la storia della viticoltura di Veneto e Friuli Venezia Giulia: Albino Armani, Alberto d’Attimis Maniago e Alberta Bulfon. L’appuntamento è fissato per domani, alle ore 18.30, all’Ultimo Mulino. L’incontro è organizzato dall’associazione culturale Noria e condotto dal professor Giuseppe Virgilio, con la moderazione di Emilio Mordini. A chiusura dei lavori, il pubblico potrà apprezzare un rifresco Al fogolar e conversare con i relatori della serata, degustando un calice di buon vino offerto dai tre vignaioli.
Albino Armani nasce sul Monte Baldo, in quella striscia di terra ancora oggi poco conosciuta, la Vallagarina, che separa Veneto e Trentino, a rappresentare uno storico collegamento tra il mondo mediterraneo e quello alpino. Dal 1607, la famiglia Armani è legata a doppio filo a questo territorio – “Io sono di questa valle. Come un sasso, come una pianta, appartengo a questa terra”, dice sempre Albino; una terra che proprio sull’antica componente agricola e sul “saper fare” – approccio che ancora oggi caratterizza ogni aspetto aziendale e produttivo – ha fondato la propria ricchezza.
Dalla vigna alla cantina, per Albino Armani, da sempre, il vino è tutto tranne che una bevanda. È storia, identità, tradizione, cultura, paesaggio, e come tale va rispettato, valorizzato e protetto, perché parte integrante del patrimonio sociale e culturale. Secondo Albino Armani, le scelte degli agricoltori o di chi, più in generale, produce reddito dal proprio territorio giocano un ruolo fondamentale nella valorizzazione dello stesso. È doveroso mostrare un atteggiamento responsabile in ogni aspetto produttivo, e quindi anche nella proposta enologica, e una visione più ampia di sostenibilità ambientale, che parli sì di buone pratiche agronomiche, ma anche di salvaguardia e di “sostegno” vero e proprio di tutto il territorio, verso un obiettivo comune di chi condivide e vive uno stesso luogo. “Per possedere questo concetto di sostenibilità credo sia fondamentale appartenere a un territorio e sentirlo tuo”, dice l’imprenditore agricolo.
Da oltre trent’anni, infatti, la famiglia Armani si dedica alla ricerca, alla selezione e alla salvaguardia di alcune varietà ancestrali autoctone della Vallagarina che erano a rischio di estinzione, come il Casetta (Foja Tonda nel dialetto del posto, coltivata anticamente nei territori di Dolcè, Ala e Avio) o la Nera dei Baisi, con l’obiettivo di restituire identità a questa “terra di mezzo”. Un lavoro lungo ed appassionato – oggi testimoniato dalla preziosa Conservatoria (un vigneto che ospita al suo interno 13 varietà locali oggetto di studio e di tutela) – svolto in collaborazione con importanti istituti di ricerca come la Fondazione Mach di San Michele all’Adige e che ha portato a grandi risultati: dal 2002, infatti, il Foja Tonda è stato reinserito tra i vitigni ammessi alla coltivazione (con iscrizione al catalogo nazionale delle viti) e dal 2007 riconosciuto Doc Terra dei Forti.
Un’attrazione per le uve indigene che si estende oggi anche nell’Alta Grave Friulana, a Valeriano di Pinzano al Tagliamento, e che dà vita al più recente progetto Terre di Plovia, dove l’azienda ha portato il suo modo di lavorare rispettando e valorizzando l’identità ampelografica – che vanta vitigni storici e poco conosciuti come lo Sciaglin, il Piculit Neri e l’Ucelut – e la cultura vitivinicola locale.

La partecipazione all’evento è gratuita, ma è necessario registrarsi inviando una mail a
info@noria-onlus.it oppure telefonando a L’Ultimo Mulino allo 0434-957911.
www.albinoarmani.com

—^—

In copertina, Albino Armani nei suoi vigneti friulani delle Grave.

Borgo dei Borghi, cinque Città del Vino (anche Muggia) in lizza per il titolo 2024: gli auguri del presidente Angelo Radica

Dalle Città del vino un grande augurio ai 5 Comuni finalisti del Borgo dei Borghi 2024. In totale sono 20 (uno per regione) i Comuni che si contenderanno il titolo di Borgo dei Borghi. La proclamazione del vincitore della 11ma edizione avverrà domenica 31 marzo, il giorno di Pasqua, in prima serata su RaiTre.
I cinque borghi Città del Vino sono: Guarene (Cuneo) per il Piemonte; Muggia (Trieste) in rappresentanza del Friuli Venezia Giulia; Castelvetro di Modena per l’Emilia Romagna; Peccioli (Pisa) per la Toscana; e Crecchio (Chieti) che rappresenta l’Abruzzo.

Angelo Radica


«Facciamo il tifo per i nostri splendidi cinque Comuni Città del Vino, che si contendono il titolo di Borgo dei Borghi – sottolinea il presidente dell’Associazione nazionale, Angelo Radica -. Essere Città del Vino rappresenta un valore aggiunto: sono tutti Comuni dalla grande vocazione vinicola, in cui la componente pianificazione urbanistica, mantenimento del territorio nel migliore dei modi, la promozione in termini di enoturismo, sono valori importanti dal punto di vista socio-economico. Un grande augurio ai nostri cinque borghi per la serata finale del 31 marzo. Invito tutti gli amici dei 500 Comuni delle Città del Vino a votare per i nostri finalisti sul portale del Borgo dei Borghi».

—^—

In copertina, Muggia con il suo suggestivo porticciolo nel Golfo di Trieste.

Come adattare il vigneto al nuovo clima: riecco le Conversazioni viticole di Giovanni Bigot (con Ramon Persello)

Dopo il via la scorsa settimana, entra nel vivo la quinta stagione delle Conversazioni viticole con Giovanni Bigot, il ciclo di dirette streaming sui canali di comunicazione di 4Grapes che ha l’obiettivo di avvicinare la conoscenza scientifica al mondo viticolo, sia a fini divulgativi che per promuovere un utilizzo critico e concreto dei risultati più aggiornati della ricerca in tale settore. Le dirette condotte dall’agronomo Giovanni Bigot saranno a cadenza settimanale, ogni mercoledì alle 7.30 di mattina, da marzo a ottobre.

L’enologo Ramon Persello.


Dopo l’interesse riscontrato nella passata edizione, la nuova stagione propone la rubrica Clima e Vite, in collaborazione con l’enologo Ramon Persello, che ha analizzato l’impatto del cambiamento climatico sulla viticoltura. Persello, esperto di agrometeorologia e cambiamenti del clima, prenderà in esame alcuni fenomeni a partire dai dati raccolti da diversi centri di ricerca e osservatori specializzati, illustrando alcuni effetti delle mutazioni del clima dagli anni ‘50 ad oggi, con un particolare focus sugli ultimi tre anni. Si discuterà dell’innalzamento delle temperature medie annue, dell’influsso dell’alta pressione di matrice nord africana permanente, della difficoltà di raffreddamento invernale del mare Adriatico settentrionale e la conseguente mitigazione delle pianure prossime alla costa.
«Non sto preconizzando una catastrofe prossima ventura, cerco bensì di capire se queste ultime tre annate ne costituiscono i primi passi – spiega Ramon Persello –. A partire dal giugno 2021 le medie mensili sono state costantemente superiori di 3 °C al Nord, mentre Puglia, Campania, Calabria, Sicilia hanno visto scarti termici tra 1 e 2 °C». Giovanni Bigot approfondirà le conseguenze del cambiamento climatico sull’ecosistema del vigneto, come l’aumento di virulenza dei patogeni nelle diverse fasi fenologiche. La peronospora, così come l’oidio, si sviluppa sulla base della disponibilità termica e idrica (mm di pioggia, bagnatura fogliare, umidità relativa dell’aria). È stato osservato come l’innalzamento delle temperature abbia moltiplicato la virulenza del patogeno soprattutto nei momenti in cui le condizioni a inizio stagione (aprile-maggio) e a fine stagione (settembre-ottobre) non sono ottimali, determinando un aumento della gravità delle infezioni.
«Confrontarsi e adattarsi al clima che cambia è possibile e necessario – spiega l’agronomo Bigot –. Se rimaniamo ancorati alle pratiche agronomiche di sempre i costi della difesa aumenteranno così come il rischio di non ottenere uva sana, mettendo inutilmente in crisi le strategie di protezione biologica, ultimamente additate come insufficienti e inefficaci ma solo perché non riadattate al cambiamento climatico».
La nuova stagione delle Conversazioni viticole con Giovanni Bigot, che negli anni ha già superato i cento appuntamenti, ospiterà un nutrito parterre di esperti, tra cui docenti universitari e ricercatori, con i quali l’agronomo esplorerà diverse tematiche e punti di vista sulla gestione agronomica del vigneto. Le puntate saranno trasmesse in diretta streaming e rese disponibili anche in differita sui profili LinkedIn, Facebook, YouTube di 4Grapes e in formato podcast sulle diverse piattaforme audio.

Un vigneto durante la potatura.

Perleuve – La società Perleuve nasce nel 2012 per volontà di Giovanni Bigot, agronomo, ricercatore e consulente di alcune delle migliori cantine d’Italia ed estere. Fanno parte del gruppo esperti agronomi e tecnici che si occupano di consulenza tecnica e gestionale del settore vitivinicolo con l’obiettivo di porre il vigneto al centro della produzione di vini di qualità, attraverso un approccio multidisciplinare e olistico, con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale e alla salute delle persone. Tra i progetti di Perleuve, si annoverano l’Indice Bigot, metodo di valutazione oggettivo del potenziale qualitativo del vigneto che prende in considerazione i nove parametri agronomici più importanti, e l’app 4Grapes, strumento di lavoro che permette di monitorare, riconoscere e rilevare le condizioni del vigneto, oltre che archiviare i dati raccolti. Nel 2020 nasce inoltre l’Academy 4Grapes, la prima scuola italiana dedicata agli Ampelonauti, professionisti che vogliono imparare a monitorare il vigneto aumentandone il potenziale qualitativo e riducendone l’impatto ambientale.

—^—

In copertina, l’agronomo Giovanni Bigot che ha dato il vita all’iniziativa.