Confagricoltura Fvg e Agrisoluzioni srl hanno organizzato, per giovedì 16 maggio, alle ore 9, ail Consorzio Agrario di Basiliano, un incontro dal titolo: “Le Misure Ismea e gli strumenti regionali: nuove opportunità per le aziende agricole”.
Nel corso dell’evento si discuterà degli strumenti finanziari messi in campo dall’Istituto con Maria Beatrice Mencacci, della Direzione Servizi per le Imprese – Ismea, e si approfondirà il tema del rapporto con le banche con Maria Cristina D’Arienzo e Nicola Caputo (della Direzione politiche fiscali, creditizie e amministrazione di Confagricoltura), alla luce delle azioni realizzate e del percorso di educazione finanziaria intrapreso come strumento di potenziamento per le imprese. Infine, concluderà l’incontro Renato Moreale – responsabile Ufficio Finanza agevolata di Banca 360 Fvg – affrontando il tema degli strumenti regionali nelle sue diverse declinazioni (ipotesi cumulo Psr con Legge regionale 80; Sabatini Fvg per settore agroalimentare; Fondo di rotazione Frie/Fsvil a supporto del comparto agricolo per realizzazione impianti fotovoltaici).
La partecipazione all’incontro, organizzato nell’ambito dell’attività Sissar 2024 (in collaborazione con Ersa), è gratuita e garantirà l’acquisizione dei crediti formativi per i periti agrari e i dottori agronomi e forestali. Si consiglia la prenotazione chiamando lo 0432.507013 o scrivendo ad assistenzatecnicafvg@confagricoltura.it
Potatura della vite, un grande successo anche per il secondo Festival organizzato in Chianti dai friulani Simonit&Sirch
É il veronese Matteo Finezzo il miglior potatore della vite d’Italia. È lui il vincitore del 2° Festival italiano del Potatore, il contest ideato e organizzato dalla friulana Simonit&Sirch Vine Master Pruners che ha visto gareggiare nei vigneti dell’Agricola San Felice di Castelnuovo Berardenga, nel Chianti Classico, un centinaio di concorrenti. Migliore squadra è stata i Largoni Boys, ovvero Marco Cecchetto, Nikolas Marson, Marco Gregoris dell’Azienda Giorgio Cecchetto di Motta di Livenza.

Nella gara singola si sono classificati al secondo posto Matteo Vecchia di Bologna e al terzo Umberto Capraro di Valdobbiadene. Nella classifica delle squadre sono arrivati al secondo posto Giacomo Frizzera, Federico Huez e Radoslav Radosevic delle Cantine Ferrari di Trento e al terzo Emanuele Guolo, Michele Martinazzo e Giovanni Perin della Tenuta Castaldo di Cornuda (Treviso). Sì è disputata una gara emozionante e giocata sul filo del rasoio, in cui i concorrenti si sono messi in gioco con perizia e passione. A giudicarli, la giuria composta da Marco Simonit, Pierpaolo Sirch, dai tecnici S&S Vine Master Pruners e dai giudici internazionali Rodrigo Soto (Azienda Quintessa in California), Anna Jorgensen (Azienda Cortes de Cima in Portogallo), Matt Strugnell (Azienda Ridgeview in Uk) e Philippe Kuntzmann.
La giornata è stata un’occasione di grande festa, che ha portato fra i filari dell’Agricola San Felice e nel suo antico borgo non solo potatori ed addetti al lavoro, ma anche persone che amano la natura e sono interessate al “saper fare” in campagna, appassionati del verde e famiglie. A dare ritmo, e voce all’evento sono stati Francesco Quarna, DJ e vignaiolo, voce di Radio Deejaay, appassionato di viticoltura e di enogastronomia, e Andrea Amadei, sommelier e gastronomo, autore radiofonico e televisivo, voce per Decanter Rai Radio2 e volto di “E’ sempre Mezzogiorno” Rai 1. A regalare a tutti un’emozione profonda, la voce e la chitarra del cantautore Omar Pedrini che ha chiuso con alcuni suoi intensi brani il Festival.


Se clou della manifestazione è stata la combattuta e appassionante gara fra potatori e potatrici della vite, ad intrattenere il pubblico sono stati poi vari apprezzatissimi performers, come la Da Move con un’esibizione adrenalinica di freestyle e acrodunking basketball, gli Atleti Boscaioli con le loro spettacolari dimostrazioni di taglio con ascia, sega e motosega, Lorenzo Guslandi pluricampione iridato di pattinaggio in linea. Grande interesse hanno suscitato l’Atelier delle forbici tenuto dalla Felco (partner tecnico della manifestazione insieme a AVG Verdicchio Group) e lo stand del Main Sponsor Fine+Rare di Londra, che dal 1994 è leader nell’acquisto, nella vendita e nella gestione delle cantine private, consentendo al pubblico globale di collezionisti, di aver accesso ai prodotti più pregiati. Fra i vari momenti che hanno scandito la giornata, la degustazione di Chianti Classico; i brevi tour per ammirare dall’alto le colline del Chianti sull’elicottero del recordman alpinista Simone Moro; le attività per i bambini, che hanno piantato barbatelle contrassegnandole con il proprio nome e dando vita così a un vigneto simbolico di buon auspicio per il futuro; la Camminata tra Storia, vino e natura con le associazioni escursionistiche Camminando a Quercegrossa e Gruppo Escursionisti Berardenga a cui hanno preso parte oltre 120 persone.



Il Festival, che ha avuto il Patrocinio del Consorzio Chianti Classico, del Comune di Castelnuovo Berardenga e dell’ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana, dà appuntamento alla terza edizione, che si terrà nel 2025 nella rinomata regione viticola Ribera del Duero in Spagna, con una connotazione europea.
www.festivaldelpotatore.it – www.simonitesirch.com
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In copertina, Marco Simonit con il campione Matteo Finezzo; all’interno, alcune immagini del Festival con i migliori potatori durante le premiazioni.
A New York in arrivo il Pinot grigio day con la Doc delle Venezie protagonista. Una riflessione al Vinitaly sulle nuove Ig
Non si arresta, e anzi si arricchisce di nuove tappe, il tour istituzionale e informativo 2024 del Pinot grigio Doc delle Venezie, promosso dal Consorzio di Tutela che riunisce produttori di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino, per raccontare all’estero lo stile iconico e distintivo del bianco fermo italiano più consumato nel mondo e valorizzare sempre di più la denominazione d’origine nei Paesi extra-Ue.
Immancabili gli appuntamenti in Usa e Canada, primi partner commerciali della denominazione d’origine che insieme assorbono circa il 44% dell’export. Proprio da qui – dopo un inizio d’anno che ha già visto il Pinot grigio delle Venezie protagonista di due masterclass in collaborazione con Iem a Houston e Miami e di un evento esclusivo a Vancouver nei giorni dell’atteso Vancouver International Wine Festival che ha ufficialmente inaugurato la promozione anche in British Columbia dopo anni di iniziative a Montréal e Toronto – ripartirà il fitto calendario di azioni indirizzate ad esperti, media e winelover. Il 16 maggio, a New York, il Consorzio celebrerà il Pinot grigio day in un evento organizzato con Iem e il partner d’eccezione VinePair, la piattaforma digitale americana più seguita dagli appassionati di vino: dopo una degustazione alla cieca che metterà in luce le sfumature del Pinot grigio nordestino, il pubblico invitato e accolto al Lounge Rooftop at Royalton Park Avenue potrà godere di una serata all’insegna di sfiziosi abbinamenti a base di cicchetti veneziani e Pinot grigio Doc Delle Venezie.
Albino Armani

Stefano Sequino

Resta forte anche l’esigenza di presidiare il Regno Unito, che rappresenta il secondo mercato di riferimento per il Pinot grigio delle Venezie, titolare di circa il 25% delle esportazioni. Sempre in primavera il Consorzio volerà infatti a Londra prima per un seminario rivolto al trade in programma il 20 maggio e organizzato dallo storico media partner The Drinks Business nell’ambito della London Wine Fair 2024, poi per il Taste of London, l’atteso food festival che dal 12 al 16 giugno trasformerà ancora una volta Regent’s Park nel più grande ritrovo dei food enthusiast britannici più attenti e curiosi.
Oltre alla promozione nei Paesi di riferimento – imprescindibile per consolidare la presenza nel mercato, con l’obiettivo di sostenere visibilità, identità territoriale e culturale ed aumentare la fidelizzazione del consumatore – nel 2024 la Doc delle Venezie torna per il terzo anno consecutivo anche in Giappone, un mercato dinamico che in pochi anni ha saputo accogliere molto bene il Pinot grigio delle Venezie e oggi maturo per diventare uno dei futuri partner di punta della Doc. A Tokyo – dopo un primo approccio educativo che ha caratterizzato la promozione nel 2022 e nel 2023 e oltre alla classica degustazione nell’ambito del Simply Italian Great Wines Tour di Iem che si terrà il 21 maggio – da maggio a luglio il Consorzio in collaborazione con la Iccj Tokyo organizza una roadmap di Pinot grigio delle Venezie in una selezione di ristoranti di cucina triveneta nella capitale nipponica e aperto agli operatori locali.
Ma l’attenzione va anche ai mercati emergenti, con percorsi formativi tradizionali quali masterclass e seminari volti ad educare il pubblico alle caratteristiche e all’identità della denominazione. Per la prima volta il Pinot grigio delle Venezie si apre al Sud-est asiatico – dove il Consorzio già ad aprile ha incontrato il pubblico al ProWine Singapore al fianco di The Drinks Business – e, in particolare, al Vietnam, che a maggio accoglierà un concorso volto ad eleggere l’ambasciatore 2024 del Pinot grigio delle Venezie nel paese. A inizio maggio il Consorzio ha infatti tenuto una formazione online ad un pubblico selezionato dalla Camera di Commercio italiana in Vietnam seguita da un breve esame per la selezione del vincitore che sarà proclamato il 10 maggio in occasione di una serata presso il ristorante Pendolasco di Ho Chi Minh e che sarà incaricato della promozione della Doc delle Venezie a livello nazionale (prossimi eventi a ottobre 2024). A fine maggio il Consorzio sarà anche a Taipei (Taiwan) e a Hong Kong per Vinexpo Asia, fiera che conta su circa 10 mila visitatori tra importatori, grossisti e addetti ai lavori e, in tale contesto, si terranno due masterclass dedicate al Pinot grigio Doc delle Venezie.
Grappoli di Pinot grigio.

Bianco e ramato.

Commenta Stefano Sequino, direttore del Consorzio Doc Delle Venezie: «In un momento positivo per la nostra denominazione, il Consorzio ha pianificato una serie di azioni promozionali mirate in ognuno dei paesi target. L’obiettivo è prima di tutto consolidare i mercati maturi – come Stati Uniti, Uk e Canada – investendo nel percorso di crescita della percezione qualitativa della denominazione di origine delle Venezie e in una sempre maggiore fidelizzazione dei partner commerciali esteri che continuano a scegliere e a sostenere la sua unicità. In Usa, in particolare, abbiamo fatto leva sul Pinot grigio day per aumentare la notorietà di marca della Doc delle Venezie e diventare il punto di riferimento rispetto alla varietà, considerando che qui il Pinot grigio rappresenta una vera e propria icona dell’offerta enologica Made in Italy. Con l’occasione – ha proseguito Stefano Sequino – avvieremo anche delle partnership strategiche con noti influencer statunitensi che ci aiuteranno a raggiungere obiettivi di visibilità e a diffondere i valori e lo stile della denominazione, prima, durante e dopo l’evento. Oltre a ciò, intendiamo anche raggiungere e sollecitare i mercati emergenti, a cominciare dall’Asia sud-orientale, attraverso format tradizionali volti a sviluppare la conoscenza di base della DOC e a creare nuovi network con il pubblico specializzato di buyer, stampa e professionisti del settore».
Lo stand consortile al Vinitaly.

Infine, un cenno ancora al Vinitaly, manifestazione che a Verona ha chiuso un’edizione di grande successo, con circa 97mila presenze di cui oltre 30mila rappresentate da operatori esteri. Il Consorzio Tutela Vini Doc delle Venezie, presente tra i 4.300 espositori della più importante fiera per la promozione del vino italiano nel mondo, conferma con entusiasmo il ruolo cardine che ancora oggi il Salone scaligero ricopre in termini di network, confronto e pubbliche relazioni per il settore. Un palcoscenico utile a raccontare – attraverso le oltre cento etichette in degustazione e a disposizione dei visitatori in visita allo stand – i valori e il territorio del più grande e virtuoso modello di integrazione interregionale che unisce in un’unica denominazione d’origine la filiera produttiva di Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento, ma anche occasione di dibattito rispetto a tematiche di grande attualità.
Durante i giorni di fiera e a distanza di poche settimane dal via libera del Parlamento europeo al nuovo regolamento sulle Ig, il direttore Stefano Sequino è intervenuto in occasione del convegno dal titolo Verso il nuovo regolamento sulle indicazioni geografiche dell’Unione Europea per il vino e le bevande spiritose. Un passo molto importante che rafforza la tutela delle specificità e delle eccellenze vitivinicole ed agroalimentari e che attribuisce ai Consorzi nuove competenze e nuovi compiti sia in termini di prodotto e di filiera ma anche rispetto alla capacità di presidio del sistema territoriale. In Italia arriviamo da una disciplina consolidata, ritenuta virtuosa a livello europeo ed i Consorzi esercitano già oggi un ruolo essenziale grazie all’applicazione del quadro normativo definito dalla legge 12 dicembre 2016, numero 238, Testo unico del vino. «Il regolamento 2024/1143 appena pubblicato, che disciplina la riforma del sistema Ig, armonizza in un’unica base normativa il settore vitivinicolo delle bevande spiritose e dei prodotti agricoli a Indicazione geografica – ha affermato Sequino –: si tratta di uno strumento importante che consolida il ruolo centrale dei Consorzi di tutela fornendo strumenti più efficaci e utili per rispondere alle variabili dettate dal mercato e dal cambiamento climatico, dando loro maggiori responsabilità rispetto ai bisogni e alle scelte da intraprendere, con particolare riferimento alle misure di gestione dell’offerta e alle iniziative a supporto delle filiere vitivinicole territoriali. Si aprono nuovi spazi di intervento nella tutela della proprietà intellettuale, estesa ai domini online che utilizzano impropriamente i nomi protetti Dop e Igp, nel contrasto delle cosiddette pratiche svalorizzanti che pregiudicano la reputazione della IG così come nello sviluppo di attività e servizi enoturistici».
Vigneti Doc in Friuli.


Tra gli altri ospiti, Stefano Sequino è nuovamente intervenuto rispetto al ruolo dei Consorzi come baluardi delle attività di controllo e vigilanza nell’agroalimentare all’incontro sulla legalità alimentare: le garanzie scientifiche e giuridiche nel percorso del vino, organizzato da Accademia Italiana della Vite e del Vino in collaborazione con il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri. Nell’occasione, il presidente del Consorzio Doc delle Venezie, Albino Armani, che ha chiuso il convegno, ha ricordano che la legalità crea valore: «Sono circa 10mila gli agricoltori che, lavorando sui 25mila ettari di vigneto potenzialmente rivendicabili Doc delle Venezie, hanno creduto e dato fiducia al nostro progetto virtuoso di aggregazione e valorizzazione del Pinot grigio delle Venezie. Lavoriamo per dare tutela e risposte ai nostri produttori che hanno scelto di aderire al nostro progetto utilizzando il contrassegno di Stato applicato su ciascuna bottiglia messa in commercio, a garanzia della tracciabilità e dei requisiti del disciplinare di produzione».
Grande successo, infine, per il debutto del Pinot grigio Doc delle Venezie al Vinitaly and The City, il fuori salone di Vinitaly che si è svolto nel Centro storico di Verona, città Patrimonio mondiale Unesco. In Piazza dei Signori, nella Loggia di Fra’ Giocondo, è stata allestita la prima enoteca interamente dedicata all’offerta dei vini Pinot grigio Doc delle Venezie a consumatori e winelover italiani e stranieri: oltre 10mila hanno scelto di degustare il vino bianco più rappresentativo del Nordest italiano e simbolo dell’eccellenza Made in Italy nel mondo.

Anche una “notte gialla” tra le Ribolle che in giugno inviteranno al secondo Festival nel cuore di San Vito al Tagliamento
È il fenomeno del momento per quanto riguarda la scena musicale indie italiana: nato a Bologna e da lì diffusosi con una serie di affollate date in tutta la Penisola, per la prima volta in Friuli Venezia Giulia arriva Indie Power, un party in cui ballare e cantare insieme. Canzoni di Calcutta, Coez, Tananai, Carl Brave e tutta la nuova scena indie con le sue contaminazioni, dall’Urban al Graffiti pop. A rendere possibile questo arrivo in regione, il Ribolla Gialla Wine Festival che si terrà dal 31 maggio al 2 giugno a San Vito al Tagliamento, Comune con maggiore superficie vitata del Friuli Venezia Giulia e membro delle Città del Vino Fvg.
La Corte del Castello di San Vito.

L’Indie Pover sarà uno degli eventi clou della Notte Gialla: una delle novità della seconda edizione del Festival. L’Assessorato alla Vitalità ha ideato per la sera di sabato 1 giugno questa proposta speciale in cui, dalle ore 18 a mezzanotte e mezza, si potrà degustare il vino simbolo della regione, con la sua “gialla” freschezza, nelle casette e punti mescita delle cantine a cielo aperto in abbinata con proposte gastronomiche, musicali e d’intrattenimento.
«Abbiamo voluto – spiega l’assessore alla Vitalità Andrea Bruscia – creare questo “festival nel festival” in cui ci saranno in contemporanea tre spettacoli che animeranno tutti i luoghi della manifestazione, ad ingresso libero e accompagnato dalle proposte gastronomiche delle cantine, aziende ed esercenti che curano la proposta food and wine di qualità della manifestazione. Una serata speciale che inizierà il sabato e terminerà nei primi attimi della domenica dopo mezzanotte, lanciando così la giornata conclusiva del Festival. Siamo davvero felici di poter ospitare nello spazio di Corte del Castello l’energia di Indie Power, fenomeno del momento per quanto riguarda la musica delle nuove generazioni, in tour per tutta italia e per la prima volta in Friuli Venezia Giulia. Proponiamo un genere che merita di essere approfondito: l’indie, infatti, esprime un’arte pura e senza filtri, con un linguaggio ricco di creatività e capace di parlare ai giovani».
Si partirà alle 18 con le casette e cantine aperte nel contesto del centro storico cittadino. Alle 20.30 in Piazza del Popolo al via il primo concerto della serata con l’energia della band rock Why Not. Alle 21.30 in Corte del Castello il via del party Indie power con tanti grandi successi e uno spazio per ballarli guidati dall’iconico minivan giallo che caratterizza questo tour. Invece, alle 21, in Parco Rota assieme alla Pro Loco si riderà con una proposta di cabaret: Breaking Bread con con Stefano Chiodaroli da Zelig e Colorado più la musica dei Malibù. Poi ancora brindisi, assaggi e voglia di stare insieme fino a dopo la mezzanotte.

Quei grandi vini francesi della Borgogna che “portano” anche tra le vigne del Friuli
Kellermann Editore sarà presente anche quest’anno al Salone Internazionale del Libro di Torino, in programma fino al 13 maggio, nella cornice del Lingotto Fiere. Un’importante occasione per presentare tutte le novità editoriali, con particolare attenzione alle pubblicazioni della collana “Grado Babo”, nata per promuovere la conoscenza di vini che hanno fatto la storia vitivinicola di diversi territori. Domani, sarà la volta di “Borgogna. Storie di grandi vini francesi”, il libro di Francesco Piccat, con prefazione di Alicia Dorey, giornalista di Le Figaro, che sarà presentato dallo stesso autore alle 18.30, nello stand dell’Associazione Editori Veneti (padiglione Oval V125-U126), assieme a Elisabetta Tiveron.
I Borgogna sono i grandi vini, bianchi e rossi, prodotti nella regione francese da cui prendono il nome. La loro è una storia appassionante che si sviluppa nel corso di duemila anni: il vino in Borgogna appare nell’epoca preromana, con gli scambi commerciali tra celti e greci. Si sviluppa con la colonizzazione romana e viene normato dalla legge dei Burgundi. Con l’avvento del monachesimo, specialmente con Cluny e Citeaux, la vigna si struttura e nascono vigneti ancora esistenti, dal clos de Vougeot al clos de Tart. Partendo dalla storia, la pubblicazione evidenzia come i vini di Borgogna abbiano raggiunto la fama mondiale, fino ad arrivare alle denominazioni d’origine controllata di oggi. Nell’800 alcune varietà introdotte in Italia venivano chiamate proprio Blauburgunder e Weissburgunder, anzichè Pinot nero e Pinot bianco. L’autore ricorda pure che nel 1224 un poeta francese mise in risalto la maggior bontà di un vino dolce di Aquileia, rispetto a quelli della Borgogna, e cita un libro dal titolo “Le vigne ed il vino di Borgogna in Friuli” pubblicato a Venezia nel 1747 dal conte Ludovico Bertoli, proprietario di vigne a Biauzzo, piccolo paesino sulla riva sinistra del Tagliamento, che applicò al suo Refosco gli stessi procedimenti di viticoltura e vinificazione della Borgogna. Infine, non manca un approfondimento sul territorio e sulle eccellenze gastronomiche locali.
Francesco Piccat, attualmente analista di mercato per l’Ufficio dell’Istituto del Commercio Estero di Parigi, si è avvicinato al mondo del vino nel 2015 con una collaborazione con il portale romano “Gusto, Fine Living and Fare”, è referente per la Francia dell’Accademia Internazionale Epulae per cui pubblica articoli e interviste, ed organizza corsi di degustazione e seminari al Museo del Vino di Parigi e tour enogastronomici. A conclusione della presentazione, seguirà una degustazione di Pommard Domaine Coste-Caumartin, curata da Davide Debernardi, della delegazione di Torino dell’Associazione Italiana Sommelier. Al Salone, nello stand di Kellermann, sarà possibile scoprire anche gli ultimi due volumi della collana: “Vini dei monasteri. I monaci che salvarono la cultura della vite” di Sergio Tazzer, che spiega la rinascita della viticoltura nell’Alto Medioevo grazie ai monasteri e al Cristianesimo; e “Ribeira Sacra. Viticoltura eroica tra monasteri e nobili dinastie nella Galizia del Cammino di Santiago” degli autori Vicente Sotés, Angel Arnáiz e Alfonso Losada, che raccontano di un territorio straordinario, vertiginoso, in cui si intrecciano storie di nobiltà e di devozione, e una sapienza ineguagliabile nel coltivare la vite e fare grandi vini.
Oscar Farinetti (fondatore di Eataly e di Green Pea) spiegherà domani a Udine come affrontare il futuro in dieci mosse
“Dieci mosse per affrontare il futuro” è il titolo della lectio magistralis che Oscar Farinetti – fondatore di Eataly (da anni anche a Trieste sulle Rive) e di Green Pea – terrà sul palco del Teatro Nuovo Giovanni da Udine in occasione della graduation dell’Executive Master in Business Administration – Emba, il più prestigioso percorso di specializzazione in campo economico-gestionale organizzato dall’Università di Udine e Confindustria friulana. Appuntamento pertanto domani, alle 20.30, con ingresso libero (biglietto ritirabile all’ingresso), per celebrare i 66 studenti che hanno concluso il percorso di studio durato due anni (300 ore), seguendo lezioni tenute da prestigiosi docenti provenienti dall’Italia e dall’estero. Gli allievi, età media 43 anni, sono imprenditori, manager, quadri di grandi e piccole aziende e arrivano non solo dal Friuli Venezia Giulia, ma anche da Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Campania, Sardegna e anche dall’Austria e dagli Sati Uniti.
Prima della graduation, sul palco del Giovanni da Udine, il vicedirettore del Messaggero Veneto – Gruppo Nem, Paolo Mosanghini, intervisterà i tre class president, ovvero i rappresentanti delle rispettive classi del master che potranno raccontare la propria esperienza: Federica Meroi, Anna Loshchinina e Mauro Santoboni.
La lectio magistralis di Oscar Farinetti, imprenditore e dirigente d’azienda, conferenziere, fondatore, come detto, di Eataly e Green Pea, prenderà spunto dal suo omonimo libro “10 mosse per affrontare il futuro. Una vita nuova attraverso il piacere e la bellezza” (Solferino), pubblicato nel 2023: partendo da celebri nomi che hanno fatto la storia nei più diversi campi, Farinetti spiega che il futuro non si costruisce da soli, ma occorre un’intelligenza collettiva che può nascere solo da una profonda cultura condivisa, capace di ispirarci e muoverci all’azione e al cambiamento.
Al termine degli interventi ci sarà la vera e propria graduation in perfetto stile anglosassone: uno a uno i 66 studenti saranno chiamati sul palco dallo speaker per le foto di rito assieme al Prorettore dell’Università di Udine Andrea Cafarelli, al direttore di Confindustria Udine Michele Nencioni, alla vicepresidente Anna Mareschi Danieli e al direttore del Master Marco Sartor e per il tradizionale lancio del tocco. «Questo Master è un esempio di come la collaborazione tra il mondo accademico e il mondo industriale possa portare a risultati dirompenti», sottolinea il professor Marco Sartor, direttore del master. «In cinque anni – aggiunge – abbiamo attivato 15 classi. Stiamo offrendo insieme a Confindustria Udine una opportunità di alta formazione unica a livello nazionale». «Questa iniziativa, frutto del lavoro di squadra tra Confindustria Udine e l’Ateneo friulano, ha coperto un’esigenza che è andata ben al di là delle aspettative – afferma Anna Mareschi Danieli, vicepresidente di Confindustria Udine -. Il master sta avendo un importante impatto nei percorsi di carriera dei corsisti, che spaziano dai 30 agli over 60, e nella creazione di una rinnovata classe imprenditoriale consapevole e competente». L’evento è organizzato in collaborazione con vicino/lontano. L’ingresso in teatro è libero.
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In copertina, l’imprenditore Oscar Farinetti atteso domani sera a Udine.
Il Festival degli asparagi friulani da domani sarà protagonista a Vivaro
(c.s.) Ancora non molte ore d’attesa e poi si aprirà a Vivaro, in provincia di Pordenone, l’attesissimo Festival degli asparagi friulani, una straordinaria occasione enogastronomica dedicata alla celebrazione e valorizzazione dell’asparago friulano d’alta qualità. La rassegna si terrà infatti dal 10 al 19 maggio, promettendo dieci giorni di intrattenimento dai sapori straordinari.
Come si sa, nel mondo degli ortaggi, l’asparago friulano è un vero protagonista. Questo germoglio primaverile, nella sua varietà, bianca e verde, rappresenta il massimo della qualità del territorio, raggiungendo un livello di eccellenza insuperabile. In collaborazione con le migliori aziende agricole locali, il Festival degli asparagi friulani offrirà materie prime di alta qualità, selezionate con cura, garantendo agli ospiti un’esperienza gastronomica superiore.
Tra gli eventi più attesi, ci sarà il laboratorio didattico “Il lavoro agricolo con il cavallo”, un’opportunità irripetibile per imparare ad apprezzare da vicino le antiche tecniche di campagna. Oltre alle attività educative, la rassegna ospiterà una serie di eventi imperdibili, tra cui degustazioni di vini di selezionate Cantine regionali, con perfetti abbinamenti per i piatti a base di asparagi. I partecipanti avranno l’opportunità di deliziarsi con un menu alla carta ricco di specialità e di optare per un’esperienza più completa con il menu degustazione. Le proposte gastronomiche di alta qualità saranno immancabilmente a base di asparago: dalle classiche uova e asparagi alle fusioni raffinate con le eccellenze del territorio, come il prosciutto di San Daniele, lo speck di Sauris, il formaggio Montasio, la trota affumicata delle Risorgive e la tradizionale Pitina.
Durante le serate i partecipanti saranno deliziati da esibizioni di musica dal vivo, che daranno vita a un’atmosfera vibrante e calorosa. Inoltre, gli amanti del buon cibo potranno assistere a spettacoli di cucina dal vivo con showcooking dedicati, con esperti chef che esploreranno le svariate possibilità culinarie di questo versatile ortaggio. Il Festival degli asparagi friulani da Gelindo dei Magredi sarà operativo sia a pranzo che a cena, invitando tutti gli appassionati di gastronomia a partecipare a questa insuperabile festa dei sapori, senza lasciarsi sfuggire la straordinaria opportunità di esplorare la ricca tradizione gastronomica del pordenonese e di scoprire i meravigliosi segreti dell’asparago.

Maggiori informazioni
www.gelindo.it
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In copertina, gli asparagi che spuntano dal terreno a Vivaro pronti a deliziare gli appassionati della buona tavola.
“Sorsi di Storia”, i vini dei monasteri raccontati da Sergio Tazzer: il suo libro domani all’Abbazia di Follina
Nell’ambito della rassegna “Sorsi di Storia”, domani, 9 maggio, alle 18, nella sala del Refettorio dell’Abbazia di Follina (Treviso), l’Unione ex allievi della Scuola di Viticoltura ed Enologia di Conegliano presenta il nuovo libro di Sergio Tazzer “Vini dei monasteri. I monaci che salvarono la cultura della vite”, uscito per Kellermann editore nella collana “Grado Babo”, nata per parlare di vini che hanno fatto la storia. Fu proprio grazie ai monasteri e al Cristianesimo che, nell’Alto Medioevo, ci fu una rinascita della viticoltura. Il vino non è una semplice bevanda: è essenziale nella liturgia della Messa. Ed ecco che i monaci propagarono la vite, introdussero il sistema a filari, migliorando le tecniche viticole e diffondendo gli innesti. La pubblicazione spazia dalle invasioni barbariche al monachesimo, passando da leggende a storie intriganti che coinvolgono l’Europa intera.
Se si vuole rimanere nelle nostre zone, senza spingersi fino ai Domenicani polacchi o al monte Athos, l’autore ci fa entrare nelle cantine dei monasteri austriaci, nell’Abbazia agostiniana di Novacella-Neustiftin, in quelle dei Certosini sloveni di Pleterje, senza dimenticare i vini prodotti in Croazia da Cistercensi, Benedettini, Francescani e pure dalle Clarisse. Un viaggio enoico, di quasi 220 pagine, fra vini della pace e degli angeli, che ci porta anche a Rosazzo, in Friuli, celebre per la Ribolla fin dal XIII secolo, e nei monasteri della laguna di Venezia.
Sergio Tazzer, già direttore della sede Rai per il Veneto, capo della redazione trentina e della redazione centrale del Tgr a Roma, studioso di storia contemporanea dei Paesi dell’Europa centrale e balcanica, è autore di numerosi saggi sulla storia del Novecento, in particolare sulle vicende legate alla Prima Guerra Mondiale. È, inoltre, membro ordinario dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino. Dopo la presentazione seguirà un brindisi nel refettorio dell’Abbazia.

Terrano gioiello rosso del Carso protagonista dell’ultima Verticale delle Città del vino Fvg a Monrupino
Ultimissimo appuntamento con Le Grandi Verticali delle Città del Vino in Friuli Venezia Giulia, serate d’incontro e degustazione delle varietà significative del territorio regionale. Tocca al vino Terrano, gioiello rosso della Doc Carso della “famiglia” dei Refoschi, che sarà protagonista nella Città del Vino di Monrupino – Repentabor al ristorante Carso di Col giovedì 9 maggio, alle 19.30.
Condurrà Matteo Bellotto (profondo conoscitore della storia e della tradizione vitivinicola del Friuli Venezia Giulia e scrittore conosciuto a livello internazionale) con i vini delle cantine Azienda Bizjak-Col, Azienda Damjan Milič Repen, Azienda Miloš Škabar/David Purič Repen. Inoltre, ci saranno dei graditi fuori programma sempre per quanto riguarda le degustazioni, con vini locali, visto che questo è l’appuntamento conclusivo di una rassegna che, alla sua prima edizione, ha riscosso un grande successo. I partecipanti in ogni tappa sono stati condotti in un vero e proprio viaggio sensoriale, che seguendo il tema “evolvere per non invecchiare”, ha visto la degustazione di annate differenti per ciascuna etichetta proposta.
La serata ha un costo di 35 euro a persona. Prenotazione obbligatoria contattando la Pro Loco Mitreo prolocoaurisina@libero.it o il numero telefonico 348.5166126. La rassegna è realizzata da Città del Vino Friuli Venezia Giulia in collaborazione con la Pro Loco Manzano, Pro Loco BURI – Buttrio, Proloco Mitreo Duino Aurisina e il Consorzio Formaggio Montasio.
Il Castelliere di Monrupino.

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In copertina, i caratteristici grappoli del Terrano grande rosso del Carso.
Torre Natisone, ora con il Saporibus delle Pro Loco fra i mosaicisti di Spilimbergo
Avvio con successo per la prima tappa di “Saporibus nel Friuli Venezia Giulia” ad Aquileia e Strassoldo. Ora il pullman, che fa il giro tra le bellezze e i sapori tipici del Friuli Venezia Giulia, è pronto a ripartire domenica 19 maggio alla volta di Spilimbergo, la Città del Mosaico. Una giornata sulle rive del Tagliamento, con visita alla Scuola Mosaicisti del Friuli, al Duomo di Santa Maria Maggiore, al Castello, al Borgo orientale e Palazzo di Sopra. Pausa pranzo in una delle tipiche trattorie del centro per poi concludere la giornata con la visita del giardino all’italiana di Palazzo di Sopra (apertura straordinaria).
«La prima uscita ad Aquileia e Strassoldo è andata benissimo – ha detto Giovanna Rossetto, presidente del Consorzio fra le Pro Loco Torre Natisone-Tor Nadisôn-Ter Nediža Unpli Aps – e siamo pronti a replicare con l’uscita a Spilimbergo: per il 19 maggio ci sono ancora dei posti disponibili. Si tratta di un’occasione speciale perché avremo la possibilità di scoprire la Scuola Mosaicisti del Friuli che è una realtà di alto artigianato artistico, unica nel mondo e poi potremo ammirare le numerose opere eseguite durante i cent’anni di storia della scuola da cui provengono i mosaicisti che decorano monumenti celebri nel mondo. Inoltre, aderendo alla 13ma edizione di Giardini Aperti in Friuli Venezia Giulia, avremo l’occasione di visitare gli splendidi giardini all’italiana di Palazzo di Sopra, aperti in via speciale per l’occasione. Ringraziamo di cuore per l’ospitalità la città di Spilimbergo, la Scuola Mosaicisti del Friuli, la Pro Loco e l’associazione Amici in Giardino». Il programma prevede la partenza alle ore 9 da piazza Primo Maggio a Udine Infopoint, rientro alle ore 18 e tappa intermedia a Fagagna. Le iscrizioni sono aperte fino al 13 maggio.

ISCRIZIONI – Il costo promozionale è di 45 euro oppure 40 euro per gli associati Cna. La quota è comprensiva di trasporto, accompagnatore, visite, guida e pranzo. La partenza del bus è dall’Infopoint di Udine in piazza 1° Maggio e rientro sempre in città.
Per informazioni e prenotazioni, contattare il Consorzio Pro Loco Torre Natisone Unpli Aps al 349.8686675 (signora Giovanna).
Per acquisto biglietti: Cna di Udine – Cna Fvg via Verona 28 a Udine (orario dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12).
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In copertina e all’interno due immagini della storica Scuola Mosaicisti del Friuli.
