Gorizia, ultime degustazioni (tecniche e pubbliche) al Concorso enologico internazionale. E poi la grande asta dei vini per il Carso devastato dagli incendi

Ultimo giorno oggi a Gorizia con i vini del Concorso enologico internazionale, con nuove degustazioni – da parte dei 60 commissari e del pubblico – e con la grande asta benefica del pomeriggio. Ieri infatti sono iniziati, nella storica sede della Unione Ginnastica Goriziana di via Giovanni Rismondo, gli assaggi aperti anche al pubblico del XXII Concorso Enologico Internazionale Città del Vino e del V Grappa Award, iniziative dell’Associazione nazionale Città del Vino che quest’anno sono diventate parte integrante del percorso di avvicinamento a Go!2025 Nova Gorica e Gorizia Capitale Europea della Cultura.


Quella del pubblico degustatore è infatti una novità assoluta nel quadro dell’importante Concorso che ha registrato una enorme partecipazione di vini e di giudici da tutto il mondo, grazie all’impegno del Coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, guidato da Tiziano Venturini, che ha voluto offrire anche ai wine lover la possibilità di degustare vini e grappe internazionali provenienti da ben 11 Paesi. Quindi anche questo pomeriggio, dalle 17 alle 21, la sede dell’Ugg si aprirà al pubblico proponendo una vastissima scelta con ben 450 vini: ingresso 20 euro con calice, sacca e degustazioni libere illimitate.
In più oggi stesso, ultimo giorno del Concorso, si terrà anche l’annunciata asta benefica alle 18. Saranno battuti lotti di bottiglie di vini internazionali. Il ricavato sarà destinato a ripiantumare aree boschive del territorio carsico italiano e sloveno colpite dai gravissimi incendi del 2022. Battitore d’asta il noto giornalista enologico goriziano Stefano Cosma.
Ricordiamo, infine, che l’evento è organizzato da Associazione nazionale Città del Vino tramite il suo Coordinamento Fvg (che vanta in regione 39 Comuni membri e 6 Pro Loco) assieme a PromoTurismoFvg e Gect Go – Go!2025 Nova Gorica Gorizia. Il tutto in collaborazione con Unidoc Fvg, Assoenologi, Ais Fvg, Consorzio Tutela vini Friuli Colli Orientali e Ramandolo, Consorzio Collio, Isis Pertini Monfalcone, Pro Loco Gorizia, Unpli Fvg e con il sostegno di Banca 360 Fvg.

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In copertina e all’interno la degustazione dei vini del Concorso da parte del pubblico.

A Sutrio la Carnia dei “cjarsons” che fa rivivere la storia dei suoi infaticabili “cramàrs” nei Paesi tedeschi d’Oltralpe

(g.l.) C’è solo da sperare in una tregua del maltempo, per il resto la festa di Sutrio che sarà dedicata domani ai “cjarsòns” ha tutti i numeri per un’ottima riuscita. Su questa golosità il paese montano – famoso per i suoi artigiani del legno e per i presepi natalizi – incentra infatti la sua ormai tradizionale festa d’inizio estate, denominata “I Cjarsòns, la tradizione della Carnia”, che quest’anno si terrà in coincidenza con il 2 giugno Festa della Repubblica. Così, passeggiando fra le 9 isole di degustazione allestite negli angoli più caratteristici del paese, si potranno gustare i sapori inconsueti di questa pietanza e conoscere le diverse anime che caratterizzano un cibo d’origine sicuramente povera, ma complesso e ricco d’ingredienti quanto un piatto di alta ristorazione.

Nove paesi, in rappresentanza di tutte le vallate della Carnia, proporranno ciascuno la propria ricetta tradizionale. Si potranno così degustare “cjarsòns” salati o dolci, insaporiti da erbe primaverili o da piccole scaglie di cioccolato, con melissa e cipolla oppure con pere secche e carrube, accompagnati ai più pregiati vini di grandi aziende friulane, selezionati per l’occasione. Oltre agli stand gastronomici, in programma anche attività per bambini, musica dal vivo e il Mercatino con i prodotti del territorio. La festa rientra nelle attività di animazione del territorio prevista dal Bando Borghi Pnrr “Il Bosco nel Borgo-Il Borgo nel Bosco”.
Come ricordavamo nei giorni scorsi, hanno radici lontane ed esotiche i Cjarsòns, sorta di golosi ravioli, piatto simbolo della Carnia, intatte montagne friulane le cui valli sono state solcate da tempo immemorabile da commerci, passaggi di persone, culture ed idee fra mare Adriatico ad Oltralpe, verso le attuali Carinzia e Baviera. La loro origine è legata ai “cramàrs”, i venditori ambulanti di spezie che, dal ‘700, attraversavano a piedi le Alpi per vendere nei paesi germanici la loro preziosa ed esotica mercanzia acquistata a Venezia e riposta nella “crassigne”, una sorta di piccola cassettiera di legno che portavano a mo’ di zaino sulle spalle. Quando tornavano a casa, era festa grande e le donne preparavano i Cjarsòns, ravioli con ripieno a base di ricotta impastata con una ricchissima varietà di ingredienti: spezie, frutta secca, uva sultanina, aromi orientali, erbe aromatiche… quanto insomma rimaneva sul fondo dei cassetti della “crassigne”.
Ancora oggi in Carnia moltissime sono le ricette dei “cjarsòns”, il cui ripieno varia non solo da paese a paese ma anche da famiglia a famiglia: se ne contano oltre 50 variazioni. Ogni massaia, ogni ristorante ne ha una propria, utilizzando al meglio la dispensa e abbinando alle spezie ingredienti freschissimi quali mele, patate, spinaci, uvetta, mentuccia, erbe primaverili. Tocco finale, il condimento: una semplice spolverata di “scuete fumade” (ricotta affumicata) e “ont” (burro fuso). Buon appetito!

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E a proposito della storia dei “cramàars” riportiamo quanto descrive il Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani” di Tolmezzo:

…parte di questi Popoli di Cargna fanno diversi traffici con Tedeschi e come gente industriosa si partono dal loro paese in gran numero et vanno a procacciarsi il vivere in luoghi lontanissimi, di maniera che ormai se ne trovano per tutta Europa…
Nel 1599 lo storico Jacopo Valvason di Maniago nella sua Descrittione della Cargna descriveva con queste parole il fenomeno migratorio dei cramàrs; esso rappresentò una pagina essenziale nella storia della Carnia registrando il massimo sviluppo tra Seicento e inizio Ottocento.
Il termine cramàrs è un prestito dal tedesco Krämer, ovvero speziale, droghiere; è stato poi utilizzato in forma estensiva anche per il commercio di stoffe.
I cramàrs erano venditori ambulanti di spezie e di medicamenti; per estensione si denominarono così anche i venditori di stoffe e affini; al contempo, si esportavano dalla Carnia anche specializzazioni di mestiere tra cui primeggiò l’attività dei tessitori, noti per la loro perizia, insieme a sarti, cappellai.
Di regola i cramàrs erano originari dei paesi di montagna della Carnia e i loro traffici si snodavano dalla Germania inferiore all’Austria, fino all’Ungheria e alla Transilvania.
Tessitori e sarti emigravano invece verso la pianura, il Veneto, l’Istria.
Si trattò, almeno inizialmente, di un’emigrazione a carattere temporaneo: gli uomini andavano d’autunno e tornavano in primavera avanzata. Anche quando assunse carattere permanente i vincoli con i paesi d’origine rimasero sempre vitali.
Le attività commerciali dei cramàrs, unitamente a quello straordinario fenomeno che fu la fabbrica di tessuti di Jacopo Linussio nel ‘700, costituirono una voce portante dell’economia della Carnia in età moderna con notevoli ricadute sulla storia economica, sociale e culturale della comunità.
Una testimonianza palese è la straordinaria ricchezza architettonica dei piccoli paesi dell’alta Carnia i cui edifici più prestigiosi spesso appartennero a cramàri e i cui campanili hanno le cupole a cipolla tipici dell’Austria e della Bassa Germania.
I cramàrs spesso donarono alle chiese dei paesi d’origine smaglianti oggetti d’arte sacra, famose le argenterie di Augsburg con smalti policromi, dipinti, sculture e altari lignei.
Meno appariscenti, ma durevoli, sono i prestiti culturali penetrati nella lingua, nelle usanze, nella musica, nel mondo della gastronomia come ben mostrano le stesse collezioni del museo.
Parlando di cultura, non si può non ricordare che il tasso di alfabetizzazione in Carnia era molto alto anche per la necessità di saper leggere e scrivere comportata dalle attività commerciali e artigianali di cramàri, sarti e tessitori migranti, consapevoli dell’importanza dell’istruzione per chi era destinato a girare per il mondo.

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In copertina, una massaia carnica mostra orgogliosa i suoi “cjarsòns”; all’interno, i tradizionali ravioli ripieni in attesa della cottura e pronti nel piatto per essere finalmente degustati.

Città del vino, ieri il via al lavoro dei 60 commissari. Domani a Gorizia asta benefica per far tornare verde il Carso

Hanno preso il via ieri, nella sede dell’Unione ginnastica goriziana, i lavori della giuria del XXII Concorso Enologico Internazionale Città del Vino e del V Grappa Award, iniziative dell’Associazione nazionale Città del Vino che quest’anno diventano parte integrante del percorso di avvicinamento a Go!2025 Nova Gorica e Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025.
Interventi di saluto da parte del presidente nazionale delle Città del Vino, Angelo Radica, assieme al coordinatore del Friuli Venezia Giulia Tiziano Venturini e al direttore Paolo Corbini, mentre la Regione Fvg è stata rappresentata dal consigliere Diego Bernardis.
Presenti 60 commissari provenienti metà da tutta Italia e l’altra metà dall’Estero. Suddivisi in 12 commissioni valuteranno 1.186 campioni di vino partecipanti e 111 campioni per il concorso riservato alle grappe fino a domani 2 giugno. La sala è stata allestita con gigantografie delle eccellenze turistiche del Friuli Venezia Giulia, territorio che i giurati conosceranno in questi giorni con visite guidate ogni pomeriggio dopo i lavori del mattino.
In più ogni giorno fino a domani la sede dell’Unione ginnastica goriziana si aprirà al pubblico dalle 17 alle 21 per la degustazione di vini internazionali. Domani, alle 18, sempre qui asta benefica di vini internazionali con battitore d’asta Stefano Cosma per raccogliere fondi per la ripiantumazione di alcune aree transfrontaliere del Carso tra Italia e Slovenia colpite dai devastanti incendi nel 2022.

L’evento è organizzato da Associazione nazionale Città del Vino tramite il suo Coordinamento del Friuli Venezia Giulia (che vanta in regione 39 Comuni membri e 6 Pro Loco) insieme a PromoTurismoFVG e GECT GO – Go!2025 Nova Gorica Gorizia. Il tutto in collaborazione con Unidoc FVG, Assoenologi, Ais FVG, Consorzio Tutela vini Friuli Colli Orientali e Ramandolo, Consorzio Collio, Isis Pertini Monfalcone, Pro Loco Gorizia, Unpli FVG e con il sostegno di Banca 360 FVG.

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In copertina e qui sopra i lavori delle commissioni di assaggio; all’interno, il saluto del presidente nazionale Radica che ha accanto Bernardis, Venturini e Corbini.

Nel vivo il Ribolla Gialla Wine Festival di San Vito al Tagliamento: oggi si premiano le cantine vincitrici della prima Selezione

Entra nel vivo a San Vito al Tagliamento la seconda edizione del Ribolla Gialla Wine Festival, manifestazione che avrà il suo fulcro nei giorni 1 e 2 giugno esaltando la cultura enogastronomica del territorio attraverso il vino simbolo del Friuli Venezia Giulia. Oggi giornata ricca con i vincitori della Selezione Ribolla Gialla, il primo incontro targato Pordenonelegge con Dario Vergassola e la Notte gialla in cui ci sarà l’Indie Power per la prima volta in Friuli Venezia Giulia e il comico Chiodaroli. E ancora domani di nuovo Pordenonelegge Maurizio de Giovanni e il gran finale. Un programma ricco con una quarantina di eventi (con anche Masterclass di degustazione vini, convegni, mercatini, laboratori e giochi per bambini); dieci casette enogastronomiche più tre punti enoteca con cantine del territorio e il nuovo angolo del fritto per quanto riguarda il food and drink.

Dario Vergassola

OGGI – All’Antico Teatro Sociale Arrigoni s’inizia alle 10 con l’inaugurazione ufficiale alla presenza delle autorità e a seguire la Premiazione delle cantine vincitrici della prima Selezione del Festival, grande novità di questa edizione. La Selezione incoronerà le migliori Ribolle gialle del Friuli Venezia giulia nelle categorie spumante Metodo Charmat; spumante Metodo Classico; ferma; macerata. Sono 26 le cantine regionali che hanno partecipato a questa edizione d’esordio con 54 vini.
Ci sarà poi spazio per un convegno tutto dedicato alla Ribolla gialla, moderato dal dottor Michele Bertolami, direttore generale Ceviq e docente universitario in tracciabilità e certificazione dei prodotti vitivinicoli. “Livelli di produzione e epoca di vendemmia: due fattori chiave della qualità della Ribolla gialla spumante” sarà l’intervento del dottor Paolo Sivilotti, docente di viticoltura Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine. “L’espressione aromatica della Ribolla spumante: focus su metodo Martinotti e metodo classico” sarà, invece, l’intervento del dottor Piergiorgio Comuzzo, docente di agronomia allo stesso Dipartimento dell’Atenep friulano.
Nel frattempo, in centro dalle 10 apriranno le 10 casette enogastronomiche, i tre punti enoteca, lo street food e il chiosco Pro Loco, con servizio no stop fino a mezzanotte e mezza. Inoltre, nelle vie Amalteo e Manfrin mercatino della creatività tutto il giorno.
Alle 15.30 all’auditorium Zotti musical Il Gruffalò su prenotazione, mentre proseguiranno le visite guidate alla mostra “La Tradizione in costume” con le bambole di Renata Dri al Museo della Vita Contadina. Inoltre, visitabili le mostre di Angelo Roccagli, Genius Loci, bruno Sant, Sport e natura, Primavera Sanvitese.
La presentatrice Silvia Giacomini e il dj set di Nik dj animeranno i vari momenti in Piazza del Popolo tra le casette. Alle 16 apertura in via Amalteo nella sede Somsi della mostra filatelica. Con la Pro Loco San Vito in parco Rota e piazza del Popolo Mago White per bimbi alle 17.5 e 18.30.
Alle 18 in Piazza del Popolo l’atteso incontro assieme a Pordenonelegge. “Liguria, terra di mugugni e di bellezza. Guida ironico-sentimentale” vedrà protagonista Dario Vergassola, autore del libro edito da Mondadori Electa, presentato da Valentina Gasparet. A seguire firmacopie. In caso di maltempo l’evento si terrà all’Antico Teatro Sociale Arrigoni.
E poi ecco l’attesa Notte gialla, con divertimento fino a mezzanotte mezza. Alle 19 in Parco Rota al Chiosco Pro Loco Malibu Electrosound in concerto. Alle 20.30 in Piazza del Popolo Why Not in concerto. Alle 21 in Parco Rota al Chiosco della Pro Loco “Breaking Bread”, spettacolo con il comico Stefano Chiodaroli, volto celebre di Zelig.
Infine, alle 21.30 in Corte del Castello Indie Power Party musicale. Si tratta del fenomeno del momento per quanto riguarda la scena musicale indie italiana: nato a Bologna e da lì diffusosi con una serie di affollate date in tutta la Penisola, per la prima volta in Friuli Venezia Giulia arriva Indie Power, un party in cui ballare e cantare insieme. Canzoni di Calcutta, Coez, Tananai, Carl Brave e tutta la nuova scena indie con le sue contaminazioni, dall’Urban al Graffiti pop.

Maurizio de Giovanni

DOMANI – Alle 9.30 si terrà la pedonata naturalistica “Per l’ambiente che abbiamo in comune”, organizzata dal Gsd Favria. Ritrovo alle 8.30 al Parco Falcon Vial.
Dalle 10 saranno aperte le casette con punti enoteca, street food e chiosco Pro Loco in Piazza del Popolo, Piazzetta Pescheria, Corte del Castello, Piazzale Posta e Parco Rota. Lungo la giornata si terranno due mercatini: uno della creatività nelle vie Amalteo e Manfrin e uno dell’antiquariato nel cortile della scuola Moro e via Dante.
Sempre dalle 10 in Auditorium Concordia, in occasione della Festa della Repubblica, gli studenti racconteranno la Costituzione.
Ancora alle 10, all’Antico Teatro Sociale Arrigoni, Romanina Santin, presidente Lady Avventura, presenterà il recente viaggio solidale nelle Filippine insieme ad altre Lady. La presentazione sarà curata da Maria Teresa Gasparet, di Sorsi e Percorsi, e moderata da Paola Gottardo, event specialist di Bacco & Demetra.
Alle 10.30, 12.30, 15.30 e 18.30 al Parco Rota ci saranno giochi in legno e rompicapo per i bambini, mentre alle 11 e 16.30-18 si terrà un laboratorio per bambini “Costruiamo con il legno”.
Alle 11 all’Antico Ospedale dei Battuti si terrà la masterclass sulle Bollicine di Ribolla gialla con Stefano Cosma (costo 10 euro).
Alle 15 a Palazzo Rota, in sala consiliare, si terrà il torneo di Burraco solidale di Bacco & Demetra a favore della Casa dell’Autismo. Con il supporto dell’Associazione Aps Tagliamento Lemene. Al termine brindisi con Ribolla gialla. Dalle 15.30 a Parco Rota ci sarà animazione per bambini con Josefito Street Clown Show.
Alle 16 in Piazza del Popolo si terrà l’atteso incontro con Maurizio de Giovanni sul suo libro Robin Food (Slow Food editore) condotto da Valentina Gasparet di Pordenonelegge, seguito da firmacopie. In caso di maltempo l’evento si terrà all’Antico Teatro Sociale Arrigoni.
Alle 17 all’Antico Ospedale dei Battuti si terrà una masterclass su “L’anima sfaccettata della Ribolla gialla” condotta da Maria Teresa Gasparet (costo 10 euro).
Alle 17.30 in Piazza del Popolo ci sarà il dj set con Enrico Sist dj, mentre come nella giornata odierna la presentatrice Silvia Giacomini arricchirà i vari momenti della giornata.
Alle 18 in Piazzetta Stadtlohn Concerto per la Festa della Repubblica con l’Associazione Filarmonica Sanvitese.
Alle 21 al Parco Rota nel Chiosco Pro Loco si terrà il concerto dell’Harmonix Duo.
Proseguiranno le visite guidate alla mostra “La Tradizione in costume” al Museo della Vita Contadina con le bambole di Renata Dri. Inoltre visitabili le mostre di Angelo Roccagli, Genius Loci, Bruno Sant, Sport e natura, Primavera Sanvitese.

Food and Drink – Oltre ai bar ed esercizi pubblici del centro di San vIto, come detto ci saranno in piazza del Popolo le casette enogastronomiche di Latteria di Visinale; Bar Moro; Vini Cason con la Boutique del Gusto; Cortivo Pancotto; Fattoria on the road; Osteria dei Battuti; Bar Centrale; Mater; Cantina Augusta più in una casetta Nik Dj. Punti enoteca di Cantina di Ramuscello e San Vito (con Loris Pantarotto) nella loggia, Cantina Bagnarol (con Cogo Daniele Cortiula) in piazzetta Pescheria e Mister Bio (con Trattoria da Nando) Corte del Castello. Al piazzale Posta l’angolo del fritto.

Ribolla Gialla Wine Festival è organizzato dal Comune di San Vito al Tagliamento con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Io sono FVG. In collaborazione con Città del Vino – Coordinamento FVG, Sorsi e Percorsi, Unidoc FVG, Assoenologi sezione Friuli Venezia Giulia, Centro Anch’io Associazione Sviluppo e Territorio, Pro Loco San Vito, Pordenone With Love, Confcommercio imprese per l’Italia – Ascom Pordenone, Fondazione Pordenonelegge, Bacco & Demetra, Somsi San Vito.

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In copertina, ecco la bellissima piazza del Popolo dove si terrà la Notte gialla.

Ducato dei vini friulani, dalla chiusura di “Asparagus” alla Dieta di primavera: lezione di Attilio Scienza, nuovi nobili e Premio Isi Benini a Giannola Nonino

(g.l.) Chiusura in grande stile oggi per “Asparagus”, il famoso e fortunato circuito enogastronomico promosso e organizzato dal Ducato dei vini friulani guidato da Alessandro Salvin. L’appuntamento è, infatti, al ristorante Da Nando a Mortegliano.
E una volta concluso questo tour con il più pregiato prodotto primaverile del nostro Friuli, per l’ormai storico sodalizio ecco pronto un altro importantissimo appuntamento: la Dieta di primavera. La festa-cerimonia si terrà domani mattina, 1° giugno, con inizio alle 10.30 nel salone di rappresentanza di Palazzo Antonini-Stringher, in via Gemona a Udine, nuova sede della Fondazione Friuli. Nell’occasione, dopo i saluti del duca Alessandro I, ci sarà la lectio magistralis del professor Attilio Scienza, grande luminare in materia vitivinicola, seguita dall’investitura dei nuovi nobili.
Al termine, omaggio a uno dei più convinti e appassionati fondatori del Ducato dei vini friulani: sarà infatti consegnato il Premio ricordo Isi Benini. Il riconoscimento andrà a Giannola Nonino, l’imprenditrice della distillazione da tutti conosciuta non solo per avere rilanciato, in una cornice qualitativa, la grappa friulana, ma anche e soprattutto per aver contribuito a salvare e rilanciare vecchi vitigni autoctoni – come lo Schioppettino di Prepotto e di Cialla – che correvano il serio rischio di scomparire, ottenendo dalle vinacce delle loro uve pregiate grappe di monovitigno.

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In copertina, il duca Alessandro Salvin regista della cerimonia di domani a Udine.

A Premariacco 40 spumanti Fvg nel ricordo di Girolamo Dorigo appassionato “pioniere” delle bollicine friulane

(g.l.) Girolamo Dorigo è stato uno dei “padri” della spumantizzazione in Friuli, tanto da aprire la strada a una tipologia produttiva allora poco conosciuta, e tanto meno praticata, ma che ben presto avrebbe dato tante soddisfazioni, a cominciare dal brut metodo classico della sua azienda che da subito si è rivelato un autentico gioiello dell’enologia friulana accostandosi a pieno diritto accanto ad altre blasonate etichette che, per esempio, ogni anno trovano adeguata celebrazione nella Selezione Filari di Bolle, a Casarsa della Delizia, e che sicuramente la troveranno nella prima edizione del concorso della Ribolla gialla al Festival che comincia proprio oggi a San Vito al Tagliamento.

Gli storici spumantisti friulani.


E venerdì 7 giugno (dopo il rinvio, causa maltempo, della manifestazione che era stata prevista per questa sera) il nome di Girolamo Dorigo, che ci ha lasciato poco più di un anno fa, sarà giustamente evocato durante il bellissimo appuntamento con le bollicine che si terrà all’azienda agricola Alessio Dorigo – figlio dell’indimenticabile vignaiolo di Buttrio, sui Colli orientali del Friuli – e che ha per titolo “East Sparkler Spumanti a Nord Est”. La serata si terrà dalle 19.30 alle 23 nella sede di via Case Sparse 1 a Premariacco (alle porte di Cividale) e con gli oltre 40 spumanti protagonisti, e che saranno raccontati dai loro produttori, sarà servito un buffet realizzato dall’Enoteca De Feo. Infatti, la effervescente serata è stata ideata proprio da Ilenia Vidoni e Pietro Greco, titolari del ristorante cividalese dirimpettaio al Teatro Ristori e già molto apprezzati durante la loro decennale permanenza all’Osteria di Ramandolo (media partner Qubi di Fabiana Romanutti e Nicola Santini).
Girolamo Dorigo, oltre che bravo produttore, aveva anche una buona penna e tanti anni fa scrisse un bellissimo articolo proprio sulla nascente spumantizzazione friulana che riportiamo qui sotto a beneficio dei lettori e di quanti vorranno scoprire l’origine di questi prodotti grazie a un geniale gruppo di “pionieri” spumantisti – alcuni purtroppo, come Dorigo, non ci sono più, a cominciare da Pietro Pittaro, l’ultimo ad esserne andato – e che sono riconoscibili nella storica fotografia che pubblichiamo. Ecco pertanto gli storici produttori delle bollicine classiche del Vigneto Fvg: da sinistra, Alfieri Cantarutti, Mario Mattia Comini, Adriano Giacomelli, Pietro Pittaro e Girolamo Dorigo (seduti), Giobatta Bidoli, Gloria Midolini, Alvano Moreale e Loris Fantinel.

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In copertina, Girolamo Dorigo con il suo meraviglioso brut; all’interno, il vignaiolo di Buttrio con i “pionieri” della spumantizzazione friulana.

Il Wilbacher dalla Stiria asburgica ai colli trevigiani, a Vittorio Veneto oggi un libro

Si conclude “Sensi. Una Collezione, una Collana, una Cantina”, la rassegna dedicata all’arte e al vino promossa da Kellermann Editore e dal Comune di Vittorio Veneto. Dopo il successo dei primi due appuntamenti, oggi, alle ore 18.30, nella Galleria civica “Vittorio Emanuele II” di Vittorio Veneto, si terrà l’ultimo incontro “I gusti dei nobili” dedicato al “Wildbacher: dalla Stiria asburgica ad eccellenza trevigiana”, con la presentazione del volume pubblicato dalla locale casa editrice, all’interno della collana Grado Babo, assieme agli autori Sergio Tazzer, già direttore della sede Rai per il Veneto, studioso di storia contemporanea dei Paesi dell’Europa centrale e balcanica, autore di numerosi saggi di storia, ed Enzo Michelet, enologo e presidente dell’Unione ex Allievi della Scuola di Viticoltura e di Enologia di Conegliano, autore di pubblicazioni scientifiche e di opere divulgative, entrambi soci dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino.

Si parlerà di questo vitigno a bacca nera originario della Stiria, in Austria, da dove giunse in Italia trovando ospitalità in una sola area, ristrettissima, in Veneto, sui colli trevigiani. La storia del Wildbacher trova le sue origini nel lontano XVIII secolo, quando il conte Antonio Rambaldo di Collalto fece impiantare questo particolare vitigno nei propri possedimenti. Oggi, sono soltanto tre le aziende che ne mantengono la coltivazione e lo vinificano: un prodotto estremamente rappresentativo di un territorio affascinante, caratterizzato dal paesaggio collinare e da una tradizione enologica di importanza internazionale. Questa sarà anche l’occasione per scoprire alcune curiosità dei gusti dei nobili traendo spunto da un ritratto attribuito a Philippe De Champaigne, che sarà sapientemente illustrato dal Conservatore del museo Francesca Costaperaria. Infine, l’esperienza del gusto con gli assaggi dei vini Wildbacher, Verdiso e Manzoni Moscato spumante, presentati dalla principessa Isabella di Collalto, produttrice a Susegana, proposti con abbinamenti dolci e salati. Un vero e proprio percorso sensoriale che accosta l’arte al piacere del vino attraverso la collana Grado Babo, che racconta storie di viti, di vini e di comunità che si riconoscono nel lavoro dei campi, nata proprio per promuovere la conoscenza vitivinicola di diversi territori.

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In copertina, bellissimi grappoli perfettamente maturi di Wildbacher; all’interno, Francesca Costaperaria durante un incontro con Sergio Tazzer ed Enzo Michelet.

Doc Friuli da oggi protagonista al Festival della Ribolla gialla di San Vito e all’anteprima di Vitigno Italia a Napoli

Si avvicina un fine settimana ricco di appuntamenti per il Consorzio Doc Friuli, con due importanti eventi enologici. Da oggi al 2 giugno ritorna il “Ribolla Gialla Wine Festival” che animerà il bellissimo centro storico di San Vito al Tagliamento. Giunto alla sua seconda edizione, il festival vuole esaltare la cultura enogastronomica attraverso un vino simbolo del Friuli Venezia Giulia, con numerosi eventi a tema, degustazioni e convegni, grazie ai quali sarà possibile scoprire anche la Ribolla gialla spumante Doc Friuli di diverse aziende, un vino sempre più diffuso e apprezzato per le sue note sapide e minerali tipiche del territorio. L’evento si è già affermato come un appuntamento imperdibile per gli amanti del vino, che quest’anno si arricchisce con la selezione della miglior Ribolla gialla del Friuli Venezia Giulia.
Il Consorzio Doc Friuli sarà inoltre presente, oggi e domani, alla preview di Vitigno Italia a Napoli, l’evento che anticipa il 18° Salone dei vini e dei territori vitivinicoli italiani. Nella splendida cornice di Villa Floridiana nella zona del Vomero, le etichette Doc Friuli saranno protagoniste di due serate glamour alla scoperta dei vini che verranno presentati nei tre giorni di Vitigno Italia in rappresentanza delle eccellenze vinicole della regione. Con la guida di esperti sommelier sarà possibile assaggiare la Ribolla gialla spumante brut, il Friulano e il Sauvignon delle aziende Cabert, Di Lenardo, Fantinel, Gigante Adriano, I Magredi, Mister Bio Wine, Piera 1899, Pitars, Tenuta Pribus, Vigneti Pittaro e Zaglia Giorgio.
Successivamente, da domenica a martedì 4 giugno, alla Stazione Marittima, prenderà il via la 18ma edizione del Salone Vitigno Italia dove il Consorzio allestirà un doppio banco istituzionale nella sala C 61/62 per degustare la Ribolla gialla spumante, l’autoctono Friulano, l’internazionale Sauvignon e il friulanissimo Refosco dal peduncolo rosso delle stesse aziende. Nell’ambito dell’evento, infine, lunedì 3 giugno alle 15, si terrà la masterclass “Doc Friuli – Più che un vino: storia, arte, natura” condotta da Luciano Pignataro, con degustazione di Ribolla gialla spumante, Friulano e Sauvignon, per raccontare il territorio e i vini che meglio lo distinguono.

Città del vino, da stamane a Gorizia al lavoro 60 giurati di tutto il mondo per il Concorso enologico internazionale

Sarà la Città del Vino di Gorizia a ospitare, da oggi, i lavori della giuria del XXII Concorso Enologico Internazionale Città del Vino e del V Grappa Award, iniziative dell’Associazione nazionale Cdv che quest’anno diventano parte integrante del percorso di avvicinamento a Go!2025 Nova Gorica e Gorizia Capitale Europea della Cultura.

Tiziano Venturini


Appuntamento, dunque, il 31 maggio, l’1 e 2 giugno nella storica sede della Unione Ginnastica Goriziana in via Giovanni Rismondo. Al mattino i lavori dei giurati mentre – novità di questa edizione isontina del Concorso – ogni pomeriggio una degustazione speciale aperta al pubblico più un’Asta vini benefica. Previste anche visite turistiche sul territorio regionale da parte dei giurati, in modo da far conoscere loro le eccellenze, non solo vinicole, del Friuli Venezia Giulia.
L’evento è organizzato dall’Associazione nazionale Città del Vino tramite il suo Coordinamento del Friuli Venezia Giulia (che vanta in regione 39 Comuni membri e 6 Pro Loco). guidato da Tiziano Venturini, assieme a PromoTurismoFvg e Gect Go – Go!2025 Nova Gorica Gorizia. Il tutto in collaborazione con Unidoc Fvg, Assoenologi, Ais Fvg, Consorzio Tutela vini Friuli Colli Orientali e Ramandolo, Consorzio Collio, Isis Pertini Monfalcone, Pro Loco Gorizia, Unpli Fvg e con il sostegno di Banca 360 Fvg.

IL PROGRAMMA – I 60 giurati sono già arrivati ieri a Gorizia e per loro nel pomeriggio era prevista una visita guidata dopo l’accoglienza da parte del sindaco e del prefetto. Oggi, dopo le degustazioni del mattino alla sede dell’Ugg, nel pomeriggio visita guidata a Trieste e serata con cena di gala a Dolegna del Collio. Domani 1° giugno ancora degustazioni al mattino e nel pomeriggio visita ad Aquileia, chiusa dal saluto del sindaco e di PromoTurismoFvg. Cena a Fiumicello.

I NUMERI – Edizione dai grandi numeri questa del 2024. Saranno 1.186 i campioni di vino partecipanti, di cui l’80% italiani (rappresentate tutte le Regioni) ed il 20% da 11 Paesi di tutto il mondo a partire dalla vicina Slovenia. Ci sono le novità di Israele, Libano, Cile e Messico e molti campioni provenienti da Portogallo, Moldavia, Croazia, Romania, Germania e Lussemburgo. E poi 111 campioni per il concorso riservato alle grappe: è record rispetto alle precedenti quattro edizioni. Campioni che saranno giudicati da 12 commissioni per un totale di 60 commissari provenienti metà da tutta Italia e l’altra metà dall’Estero (Libano, Cile, Corea, Portogallo, Moldavia, Slovenia, Croazia, Israele, Svizzera, Germania e Georgia).

LE DEGUSTAZIONI PER IL PUBBLICO – Ogni pomeriggio da oggi a domenica, dalle 17 alle 21, la sede dell’Ugg si aprirà al pubblico – goriziani, visitatori e wine lover – per la degustazione di vini internazionali. In totale circa 450 vini ogni giorno: ingresso 20 euro con calice, sacca e degustazioni libere illimitate.

L’EVENTO BENEFICO – In più domenica 2 giugno si terrà una speciale asta benefica, alle 18. Saranno battuti lotti di bottiglie di vini internazionali. Il ricavato sarà destinato a ripiantumare aree boschive del territorio italiano e sloveno colpite dai gravissimi incendi del 2022.

La sede del Concorso a Gorizia.

Info
www.cittadelvino.com
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Il sistema delle latterie turnarie nell’arco alpino raccontato agli accademici della Cucina. Mostra a Udine fino a domenica

Resterà aperta fino a domenica 2 giugno la mostra documentaria “Latte, Mleko, Milk. Il sistema turnario nell’arco alpino”, allestita nel Museo Etnografico del Friuli di Udine e curata dall’Ecomuseo delle Acque del Gemonese, che da oltre 15 anni è impegnato per salvaguardare ciò che resta dell’esperienza delle latterie turnarie. Una specie (quasi) in via di estinzione: in Friuli nel 1960 erano 652, vent’anni dopo meno della metà (298), oggi ne restano solo otto. Se può essere una consolazione – magra – in Veneto e in Trentino ne sono rimaste solo una per regione. Sono quelle di Valmorel, provincia di Belluno, e di Peio (Trento), protagoniste della mostra (fotografie di Graziano Soravito) assieme al sistema di piccoli alpeggi del Monte Nero in Slovenia, dove pure è ancora in uso il modello turnario, basato sulla cooperazione e condivisione.


Un gruppo di soci della Delegazione di Udine dell’Accademia Italiana della Cucina, guidati dalla delegata Annalisa Sandri e dal suo predecessore Massimo Percotto (da pochi giorni eletto nella Consulta nazionale dell’Accademia) ha visitato la mostra, che era stata inaugurata il 15 marzo scorso. A far gli onori di casa, il direttore dell’Ecomuseo delle Acque Maurizio Tondolo ed il fotografo Soravito. Prima di guidare gli accademici (ai quali si è aggregato un gruppo di soci dell’Onaf, Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi) nella visita alla mostra, Tondolo ha illustrato il modello ecomuseale (“l’Ecomuseo è un museo eretico”, ha affermato) ed il progetto turnarie partito da Campolessi (il formaggio della frazione di Gemona è oggi un Presidio Slow Food) e poi allargato alle altre realtà dell’arco alpino.
Al termine della visita, il gruppo si è spostato nelle sale poco distanti della Trattoria All’Allegria, dove gli assaggiatori Onaf Roberto Zottar (del Centro Studi Nazionale dell’Accademia) e Antonio Lodedo (giornalista e sommelier Ais) hanno guidato una degustazione di sei formaggi prodotti nelle latterie del progetto turnarie. A conclusione dell’impegnativo pomeriggio, sempre l’Allegria ha ospitato una cena accademica squisitamente friulana: cjarcions, frico con polenta ed un inedito tiramisu con i biscotti Esse di Raveo in luogo dei tradizionali savoiardi.
Ricordiamo, infine, che la mostra “Latte, Mleko, Milk. Il sistema turnario nell’arco alpino” sarà ancora visitabile dalle 10 alle 18 nelle giornate di domani 31 maggio, sabato 1 e domenica 2 giugno.

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In copertina, Annalisa Sandri (a sinistra) consegna il gagliardetto dell’Accademia ad Angela e Emilio Innocente, titolari dell’Allegria. All’interno,  Maurizio Tondolo durante la sua introduzione; Roberto Zottar (a sinistra) e Antonio Lodedo guidano la degustazione dei formaggi di turnaria.