L’assessore Zannier: quest’anno decollerà il “Programma valore agricoltura”. E i bandi-contributi saranno snelli e veloci

«Sono stati oltre 340 i milioni che la Regione ha erogato nel 2024 a sostegno del sistema delle risorse agroalimentari, forestali e ittiche. Oltre 500 le imprese finanziate con l’anticipo della liquidità superiore a 146 milioni. A partire dal 2025 sarà operativo il “Programma valore agricoltura”, un innovativo strumento previsto dall’ultima legge di Stabilità, che stanzia i primi 4 milioni in dotazione al progetto; ciò permetterà di gestire i contributi alle imprese, decidendo quanto e come finanziare, in tempi molto rapidi e seguendo una procedura decisamente snella rispetto ai normali bandi. Questo nuovo sistema consentirà, nel corso dell’anno, di trovare le soluzioni più appropriate per rispondere nell’immediatezza alle esigenze di investimento e alle emergenze delle aziende», ha annunciato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier.

Stefano Zannier


«A inizio 2025 – ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga illustrando il “Programma valore agricoltura” – si decideranno le cinque o sei aree considerate strategiche per le necessità aziendali – per esempio l’innovazione tecnologica, situazioni di crisi derivanti dalle tensioni geopolitiche sui mercati internazionali, necessità legate alla gestione delle malghe o situazioni riguardanti gli eventi avversi del cambiamento climatico – sulle quali si potrà intervenire tempestivamente nel corso dell’anno, attraverso bandi molto veloci, approvati dalle Direzioni di servizio riducendo così di molto i tempi di risposta alle imprese».
Facendo il bilancio dei progetti e dei finanziamenti erogati a sostegno del comparto nel 2024, l’assessore ha evidenziato i quasi 150 milioni a favore della competitività delle aziende (circa 500 le imprese finanziate) e i 14 milioni di finanziamento per gli impianti fotovoltaici (231 le aziende che ne hanno usufruito). Nell’ambito dei Fondi europei, la Regione Fvg ha erogato 35 milioni a favore delle imprese del settore, 54 milioni per interventi agro-climatico-ambientali e per le produzioni biologiche, oltre a 45 milioni sull’efficientamento irriguo. «Il 2024 – ha ricordato l’assessore – è stato anche l’anno in cui è divenuto operativo l’Organismo pagatore regionale che ha erogato quasi 10 milioni a 6.400 agricoltori beneficiari».
Circa 20 milioni, sempre nel corso dell’anno passato, sono stati destinati a oltre 490 imprese del settore vitivinicolo del Friuli Venezia Giulia: particolare attenzione all’ammodernamento tecnologico delle cantine, alla ristrutturazione dei vigneti e al sostegno dell’export delle produzioni nei diversi mercati internazionali. «L’impegno proseguirà – ha assicurato Zannier – sui diversi settori e sarà garantito dalla capacità molto elevata di sostegno finanziario della Regione che prevede sia linee contributive dirette, sia linee finanziarie a tassi zero, con dotazioni di alcune centinaia di milioni annui. Il Fondo di rotazione per l’agricoltura, che nel 2024 ha erogato liquidità per quasi 200 milioni alle imprese, è un’eccellenza del Friuli Venezia Giulia che non vede eguali a livello nazionale e che ci consente di supportare le aziende che presentano progetti ritenuti sostenibili dal sistema bancario e che, anche grazie a questi strumenti, possono essere realizzati».

Città del vino Fvg, via al programma del 2025 con le Grandi Verticali: domani a Corno di Rosazzo il calendario e le novità

(g.l.) Assieme alle Notti del vino, le Grandi Verticali sono state l’importante novità 2024 delle Città del vino del Friuli Venezia Giulia, l’associazione che riunisce ben trentanove Comuni, i cui territori sono fra i più vocati alla vitivinicoltura della regione, e sei Pro Loco. E l’anno appena cominciato esordirà proprio all’insegna delle Grandi Verticali dopo la bellissima esperienza, in quanto ogni tappa è stata coronata da successo sia in termini di partecipazione delle aziende interessate che di wine lovers. Il loro programma sarà presentato domani mattina, alle 11, nella sede dell’azienda Canus in via Gramogliano a Corno di Rosazzo.

Angelo Radica


Quest’anno – come annunciato dal coordinatore regionale Tiziano Venturini – ci sarà una ulteriore novità, in quanto la degustazione della etichetta del Vigneto Fvg scelta per ogni appuntamento verrà abbinata a un famoso vino d’Italia, Paese da sempre al vertice della produzione enologica mondiale. Per cui vini ospiti saranno, per esempio, la Vernaccia di San Gimignano, il Barolo e il Fiano d’Avellino, tanto per citare quelli delle prime tre serate. L’onore di inaugurare la serie spetterà a Buttrio giovedì prossimo e il programma si svilupperà in una dozzina d’incontri – da gennaio a giugno – tutti coordinati e diretti, come l’anno scorso, dall’esperto Matteo Bellotto, il quale condurrà il pubblico di assaggiatori in un affascinante itinerario che proporrà anche questo originale «gemellaggio all’insegna del vino, per capire quanto, nella nostra Penisola, “insieme siamo unici”».
Si parte, dunque, con un nuovo entusiasmante programma a beneficio della vite e del vino del Friuli Venezia Giulia, con riferimento alle varie denominazioni di origine, di pianura e di collina, che ricoprono il territorio regionale. Presentando il programma delle Grandi Verticali, Venturini farà sicuramente riferimento anche alle prossime Notti del vino, il programma estivo così brillantemente decollato, facendo nel contempo il punto sui risultati della scorsa annata, che hanno visto la sua riconferma al vertice dell’Associazione regionale nel corso dell’assemblea che si era tenuta in ottobre in previsione della Convention d’autunno che in Piemonte ha rieletto, per un altro triennio, a presidente nazionale il chietino Angelo Radica.

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In copertina, il coordinatore regionale delle Città del vino Fvg Tiziano Venturini.

Un Laboratorio didattico del legno per i bambini sarà al via in primavera a Sutrio

Stanno per partire a Sutrio i lavori di completamento dei locali e di allestimento del Laboratorio didattico del legno, voluto dall’Amministrazione comunale in un contesto di valorizzazione della cultura materiale e immateriale della comunità, recuperando nel contempo uno spazio oggi inutilizzato al centro del paese. Il laboratorio – che sarà disponibile dalla prossima primavera – sarà un interessante stimolo per le giovani generazioni a cui restituirà conoscenze e saperi del passato e arricchirà la proposta turistica di Sutrio, evidenziando lo stretto rapporto che lo lega al bosco e al legno.
Il laboratorio si trova al piano terra di un edificio storico, ristrutturato pesantemente dopo il sisma del 1976, in via Roma 64, vicino alla Bottega dell’Arte e del Ricamo e al Presepe di Teno, con i quali è previsto un collegamento in modo da creare un circuito virtuoso legato ai lavori tradizionali e in particolar modo alla cultura del legno. I locali, tutelati dalla Soprintendenza, sono stati acquistati dall’Amministrazione comunale proprio per incrementare la dotazione di servizi per la popolazione e i turisti, recuperando nel medesimo tempo il patrimonio edilizio esistente, senza ulteriore consumo di suolo. Gli attuali lavori sono fra quelli finanziati ai Comuni di Paluzza e Sutrio dal Bando Borghi Pnrr “Il Bosco nel Borgo-Il Borgo nel Bosco” per la rigenerazione culturale e sociale dei Borghi storici. Progetto “BoB – Il Bosco nel Borgo – Il Borgo nel Bosco”.
Cuore del laboratorio – rivolto principalmente ai bambini fino ai 12/13 anni – sarà un grande open space articolato in varie aree, dove troveranno posto la falegnameria, la xiloteca con vari tipi di legni che i bambini che impareranno a riconoscere, spazi dedicati a varie attività, come dipingere il legno, decorarlo usando lo xilografo, creare piccoli oggetti e fantasiose composizioni, divertirsi con giocattoli in legno e molto altro ancora. Sulle due pareti principali, per scandire e caratterizzare gli spazi, saranno posti due poster a parete intera, uno raffigurante un bosco, l’altro raffigurante un’immagine di artigianato. L’arredo sarà tutto in legno certificato. Il laboratorio, accessibile, è stato progettato dall’architetto Mariagrazia Santoro per un utilizzo flessibile dei locali in base alle esigenze dei diversi utenti.

Informazioni
Comune di Sutrio
www.comune.sutrio.ud.it

Caffè a Trieste, domani primo cenacolo con un laboratorio di Simonetta Cusma

(f.s.) Ancora alcuni ultimi posti liberi per partecipare, domani 9 gennaio, al primo “Cenacolo” del nuovo anno proposto dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste, presieduta da Gianni Pistrini. L’incontro prevede, in questa speciale occasione, un laboratorio con la carta, guidato da Simonetta Cusma, sul tema “Caffélage: papiers collés al profumo di caffè”.
L’interessante e “colorata” iniziativa si terrà all’Arcolab di via del Trionfo 1 (piazza Barbacan), con inizio alle ore 17.30, stavolta con prenotazione obbligatoria scrivendo a amdctrieste@gmail.com, oppure con un’iscrizione “last minute” in loco fino a esaurimento dei posti. In entrambi i casi il costo sarà di 10 euro.
Il ciclo dei “Cenacoli” 2024-2025, giunto alla ottava edizione e organizzato attorno al tema-guida “La trasversalità del caffè”, è coordinato anche quest’anno da Nicoletta Casagrande (responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria) e dal vicepresidente di Amdc Doriano Simonato.

(info: www.amdctrieste.it)

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In copertina, il presidente Gianni Pistrini pronto per un nuovo anno di impegni.

Un nuovo grande successo al Capodano cividalese con la gubana gigante e le bollicine di Ribolla. E ora perché non pensare anche all’opportunità di reintrodurre il famoso concorso-disfida?

di Giuseppe Longo

CIVIDALE – Un vecchio adagio recita: “Fatto 30, si può fare anche 31!”. Nel 2024 la bellissima festa cividalese di Capodanno con la gubana gigante era perfettamente riuscita, al suo ritorno dopo la interruzione pluriennale dovuta alla triste parentesi pandemica. E mercoledì ancora una volta il successo di pubblico è stato garantito dalla dolce attrazione. Per cui appare logico auspicare, come più di qualcuno l’ha fatto anche in questa felice circostanza, la reintroduzione dell’originale concorso-disfida della gubana con altri dolci famosi, italiani e stranieri. Nel quale molto spesso il tipico prodotto valligiano aveva la meglio in quelle combattute gare (giuria tecnica e popolare) che venivano organizzate con la regia di Andrea Cecchini, allora gestore dello storico locale che finalmente è stato riaperto dopo i lunghi lavori di restauro, e di Sergio Paroni, nella sua qualità di pr della locale Civibank.

Ma veniamo alle note di cronaca. Il gubanificio Dorboló, di San Pietro – che gestisce pure un bel negozio nei palazzi dirimpettai di largo Boiani -, ci ha messo tutto l’impegno del proprio staff per sfornare una versione extralarge del dolce delle Valli del Natisone, davvero squisito e del peso di ben 54 chilogrammi. Sotto la loggia del palazzo municipale dove si affaccia anche il Caffé San Marco, promotore dell’evento, la super-gubana ha quindi fatto bella mostra di sé per le centinaia di persone accorse ad ammirarla e a degustarla. A completare la magnifica festa, peraltro favorita da un tempo splendido, è intervenuta l’azienda vinicola Scarbolo della vicinissima Spessa che ha offerto le bollicine di Ribolla gialla, che oggi, come è noto, sono sempre più richieste.
Daniela Bernardi, sindaco della città longobarda, presente con gli assessori Brinis e Zappulla, nonché con il consigliere Boccolini – ma c’era anche l’onorevole Roberto Novelli -, ha espresso l’augurio della civica amministrazione per un proficuo 2025 cui è seguito l’auspicio di rinnovata speranza da parte dell’arciprete del Duomo, monsignor Livio Carlino. Poi tutti in ordinata fila a degustare la tanto attesa fettina e a brindare all’anno appena cominciato. E così calato il sipario anche su questa nuova edizione del Capodanno cividalese con gubana gigante e Ribolla gialla, con l’arrivederci al primo gennaio 2026. Ma, nel frattempo, gli organizzatori avranno la possibilità di riflettere anche sull’opportunità di reintrodurre, magari fin dal prossimo anno – il mese di svolgimento era febbraio – quella che era diventata la famosa disfida di Cividale e che tanto significato aveva anche dal punto di vista promozionale, per la valorizzazione del tipico prodotto. Perché è bella e importante la festa del “Prin da l’an” con la gubana da Guinness, ma il concorso era davvero il top. Una iniziativa inventata una ventina d’anni prima come una sorta di gioco, ma che poi si era trasformata in una preziosa e attesa manifestazione – sponsor negli ultimi tempi era stata la famosa grappa di Bepi Tosolini, ma sempre, come detto, c’era stato anche il determinante appoggio di Civibank – che, secondo me, merita di essere recuperata e riproposta, magari se ritenuta necessaria con qualche innovazione. La palla, ovviamente, ora passa nel campo di gioco del Caffè San Marco che ha appunto avuto l’iniziativa di reintrodurre la festa di Capodanno, peraltro con grande successo fino dal 2024, magari con il sostegno convinto del Comune di Cividale. Insomma, dicevo all’inizio, “Fatto 30, si può fare anche 31”. Tanti auguri!

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In copertina, il brindisi con le autorità cividalesi; all’interno, il taglio della prima fetta della gubana gigante e sotto la sua distribuzione al folto pubblico.

“Racconti intorno al vino” con storie legate all’emigrazione italiana: le Città indicono il quinto concorso letterario

(g.l.) Torna il concorso letterario delle Città del vino. L’Associazione nazionale, presieduta da Angelo Radica – e che in Friuli Venezia Giulia è coordinata da Tiziano Venturini -, ha indetto infatti la V edizione di “Racconti intorno al vino” a cura degli Ambasciatori delle Città del Vino, guidati da Carlo Rossi, che pure quest’anno vedrà la collaborazione del Gruppo Ermada Flavio Vidonis: il sodalizio di Duino Aurisina, presieduto da Massimo Romita, metterà a disposizione i premi per i cinque vincitori.
Il fil rouge 2025 sarà “La migrazione italiana in Italia e all’estero, storie di vini e di persone”, partendo dalla considerazione che vi sono moltissimi personaggi che una volta emigrati all’estero hanno creato aziende e prodotto vini eccellenti dall’altra parte del Mondo. Così come la migrazione interna italiana, uomini in cerca di fortune e di lavoro portandosi dietro il vino di casa e realizzando nei nuovi luoghi di vita, vigneti e cantine. Un tema profondo che si apre anche verso confini internazionali.

RACCONTI – I racconti dovranno avere una lunghezza complessiva tra le 15 mila e le 40 mila battute (spazi compresi). I testi devono essere in lingua italiana e inediti. I concorrenti devono inviare gli elaborati via mail, entro e non oltre mercoledì 30 aprile 2025 a nepi@cittadelvino.com

COSTI – La partecipazione ha un costo di 10 euro, il pagamento può essere effettuato tramite bonifico bancario.

RICONOSCIMENTI – Verranno messi a disposizione 4 premi da 500 euro e 1 premio internazionale da 500 euro più rimborso spese di viaggio all’estero per un massimo di 1.500 euro. L’organizzazione si riserva la possibilità di ampliare il numero dei premi con eventuali menzioni o altri riconoscimenti.

PREMIAZIONE – La cerimonia di premiazione si terrà tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre nell’ambito della Convention d’Autunno delle Città del Vino che quest’anno avrà luogo nella zona dei Castelli Romani.

Info:  Giulia Nepi
telefono 0577.353144
nepi@cittadelvino.com

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In copertina, il presidente nazionale degli Ambasciatori delle Città del vino Carlo Rossi con il coordinatore Fvg Tiziano Venturini.

È pronta a Cividale la maxi-gubana per gli auguri di Capodanno questa sera sotto la storica loggia del Caffè San Marco

(g.l.) Pronta per essere tagliata e mangiata, tra spumeggianti brindisi e tanti auguri per il 2025 appena cominciato, la gubana gigante di Cividale! Il Capodanno nella città longobarda vedrà, infatti, nuovamente protagonista il maxi-dolce delle Valli del Natisone che da quasi vent’anni contraddistingue la festa del primo giorno dell’anno. Così questa sera, alle 18.30, sotto la quattrocentesca loggia municipale sulla quale si apre anche il “Caffé San Marco”, che organizza l’evento, farà bella mostra di sé proprio la gubana in versione extralarge preparata dalla ditta Dorboló di San Pietro che, proprio di fronte allo storico locale di largo Boiani, ha aperto da qualche anno un’elegante pasticceria. La maxi-gubana sarà poi tagliata a fette e offerta a tutti coloro che saranno presenti alla festa di inizio d’anno. Il brindisi beneagurante sarà garantito dalla Ribolla gialla spumante offerta dalla cantina Scarbolo di Spessa.
Come ricordavamo giorni fa, annunciando la bellissima iniziativa, lo scorso Capodanno la gubana pesava 50 chili e furono 600 le persone accorse all’evento ormai tradizionale. Si tratta, infatti, della 17ma edizione di questo appuntamento del “Prin da l’an” cividalese che, come si ricorderà, si era interrotto per un triennio a causa del Covid e della scomparsa del protagonista di ben 15 edizioni, il pasticcere Berto Blasuttig, titolare del vicino Forno Cattarossi. Come è noto, la ripresa era stata possibile l’anno scorso grazie all’impegno di chi ha fortemente voluto mantenere vivo questo evento volto a valorizzare il dolce tipico di Cividale e delle Valli del Natisone e alle aziende che, appunto dal 2024, si sono unite per rilanciarlo con il patrocinio della civica amministrazione. E allora cin cin con le bollicine di Ribolla e una fetta di gubana gigante. Con tanti auguri  per il 2025 appena sbocciato.

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In copertina, i giovani pasticceri della Dorbolò che  hanno lavorato per produrre la maxi-gubana che sarà servita questa sera a Cividale.

Wow, che belle le etichette dei ragazzi del Liceo Galvani per le 555 bottiglie (pro Sant’Egidio) di “Vino Terre” della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito

di Giuseppe Longo

SAN VITO AL TAGLIAMENTO – Wow, che belle etichette! Hanno fatto veramente centro gli elaborati grafici dei ragazzi del Liceo artistico Galvani di Cordenons che hanno “vestito” le bottiglie del progetto “Vino Terre” della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito. Tanto che sono stati proprio gli studenti i più festeggiati durante la bellissima cerimonia che ha avuto quale meravigliosa cornice quella “bomboniera” che è il Teatro Arrigoni che si affaccia su piazza del Popolo a San Vito al Tagliamento, il Comune con la maggior superficie vitata di tutto il Friuli Venezia Giulia. La presentazione del progetto gode del patrocinio del Comune ospitante e di quello vicino di Sesto al Reghena, sede della cooperativa vitivinicola, nonché dell’Associazione nazionale Città del Vino della cui delegazione regionale entrambi i Comuni fanno parte.


Dopo avere riposato al buio maturando, per un anno, nella terra del vigneto di produzione, cullato dalle acque di falda del Tagliamento e, infine, degustato da un’apposita commissione (tecnici, autorità e giornalisti di settore), il frutto dell’originale esperimento è stato finalmente presentato in pubblico. Le 555 bottiglie di Refosco dal peduncolo rosso Doc Friuli 2022, uniche al mondo, frutto di un’idea e di un lavoro di gruppo coordinato da Gianluca Trevisan e Rodolfo Rizzi, rispettivamente presidente e direttore della Cantina, sono state dunque le grandi protagoniste dell’evento sanvitese che, dopo i saluti istituzionali, è stato aperto da una  tavola rotonda dal titolo “Vigneti e vini in Friuli Venezia Giulia: una bella storia da raccontare”, con Enos Costantini (storico e divulgatore della viticoltura friulana); Giulio Colomba, fra i fondatori di Slow Food – l’associazione che ha creato i famosi “presidi” agroalimentari -, e il direttore di Wine Meridian, Fabio Piccoli. Coordinati dal giornalista Adriano Del Fabro, direttore di “Sole Verde”, gli esperti hanno toccato con mano una serie di importanti tematiche riguardanti il Vigneto Fvg, e non solo, dalle questioni agronomiche ed enologiche, con richiami al passato – avvincente, come sempre, l’analisi del professor Costantini! – legate alle varietà che hanno scritto la storia della vitivinicoltura regionale, fino ad approdare ad agganci normativi, non ultimo quello del vino dealcolato che, secondo Piccoli, non potrà mai avere un vero sviluppo, ma che tuttavia potrebbe rappresentare anche una interessante opportunità produttiva.

Al termine delle interessanti disamine, si è passati all’evento vero e proprio della giornata, con la presentazione da parte del presidente Trevisan e del direttore Rizzi le motivazioni e gli obiettivi di “Vino Terre”, unita alla illustrazione del “modus operandi” adottato per avviare e quindi portare a termine la originale esperienza, di cui non se ne conoscono altre simili: palpabile l’emozione al momento dello scoprimento della etichetta sulla bottiglia-simbolo! Gli studenti cordenonesi, accompagnati da insegnati e dirigente scolastico, hanno quindi presentato i loro 16 lavori grafici che, diventati appunto eleganti etichette, ora fanno bella mostra di sé sulle bottiglie che, non solo conservano ancora in superficie le tracce della terra che, in profondità, le ha protette per dodici mesi ma che, per la prima volta in regione, sono anche dotate di tecnologia Nft (Non-Fungible Token) che collega l’acquirente al “gemello digitale” dell’opera, tanto che questo progetto consente ai ragazzi di entrare nel mercato online dell’arte contemporanea grazie alla “blockchain”. La colonna sonora della festosa mattinata è stata proposta, fra tanti applausi, dal gruppo musicale dello stesso Istituto scolastico.

Nel Teatro Arrigoni c’erano pure i rappresentanti della Comunità di Sant’Egidio, per portare la loro preziosa testimonianza sui Corridoi umanitari, poiché la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito ha deciso di devolvere parte del ricavato della vendita delle bottiglie di “Vino Terre” alla benemerita organizzazione, in sostegno proprio dell’importante progetto di solidarietà verso i più deboli, contribuendo così a dare dignità a chi arriva nel nostro Paese in cerca di nuove opportunità. Al riguardo, ricordiamo che le esclusive bottiglie ancora disponibili nel punto vendita della cooperativa vitivinicola (via Guglielmo Marconi, 22) sono acquistabili al prezzo di 25 euro ciascuna, di cui 10 saranno destinati proprio alla Comunità di Sant’Egidio a sostegno dei suoi progetti solidali. A tutti ha portato il saluto e il compiacimento della Regione Fvg la esponente dell’assemblea legislativa, Lucia Buna, facendo così calare il sipario su una giornata da ricordare. Wow, veramente un evento per San Vito e Ramuscello!

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In copertina e all’interno alcune immagini della bellissima cerimonia tenutasi al Teatro Arrigoni di San Vito al Tagliamento per la presentazione ufficiale delle bottiglie di “Vino Terre” (pro Comunità di Sant’Egidio) con le etichette dei ragazzi del Liceo artistico Galvani di Cordenons.

Cambiamento climatico, Marco Simonit leader nella potatura della vite per il Corriere della Sera è il miglior tecnico

Marco Simonit è stato premiato come miglior tecnico d’Italia dalla prestigiosa guida del Corriere della Sera “I migliori 100 vini e vignaioli d’Italia”, firmata da Luciano Ferraro, vicedirettore del più famoso giornale d’Italia, e da James Suckling, critico enologico tra i più autorevoli al mondo. Giunta all’11ª edizione, la guida quest’anno è dedicata a come i vignaioli stanno affrontando gli effetti del cambiamento climatico.
Queste le motivazioni del premio: «Marco Simonit non è solo uno dei maggiori esperti al mondo di potatura della vite. Inventore di un nuovo metodo che salvaguarda e rafforza le piante (mantenere la corretta ramificazione per garantire la viabilità linfatica), fondatore di Simonit&Sirch Vine Master Pruners, brillante comunicatore che ha trasformato una pratica agricola in una fonte di divulgazione, Simonit è anche un attento osservatore di quello che accade nel mondo agricolo. Con un’attenzione speciale per il clima, che lo ha portato nel 2024 sul palco dell’Università di Harvard a Boston per parlare delle sfide del cambiamento climatico. Il nuovo impegno è favorire la resilienza delle piante alle variabili climatiche anche attraverso le tecniche di potatura. Pensando a vigneti sempre più in alta quota e con densità di impianti inferiori».
«Abbiamo davanti uno scenario agricolo diverso da quello del passato: è necessario usare pratiche antiche e nuove tecnologie per limitare i danni degli effetti del cambiamento climatico, un tema fondamentale, di cui si parla ancora troppo poco”, ha spiegato Ferraro durante la presentazione della guida, aggiungendo che “per questo abbiamo voluto dedicare la guida 2025 a tutti quei vignaioli che hanno trovato nuove strade per contrastare il global warming salvando ancora una volta la qualità e la varietà del vino italiano».
Alla sezione con il racconto dell’esperienza di 100 vignaioli, si aggiunge quella con la classifica dei 100 migliori vini, stilata per il secondo anno consecutivo e con l’introduzione di nuovi criteri per il punteggio da Suckling. La guida contiene anche un’appendice dedicata ai dieci migliori vigneti italiani, per storia, resilienza e bellezza, firmata da Marco Simonit, e un intervento di Federico Rampini dal titolo “Uno sguardo dall’America”, che racconta come il vino sia diventato «un’arma possente nell’arsenale del “soft power” italiano negli Stati Uniti».

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In copertina, il tecnico Marco Simonit premiato dal Corriere della Sera.

Cividale, a Capodanno ritorna il brindisi con maxi-gubana e bollicine di Ribolla

Il Capodanno a Cividale vedrà nuovamente protagonista la gubana gigante. La sera del 1° gennaio 2025, alle 18.30, sotto la loggia municipale sulla quale si apre anche il “Caffé San Marco”, che organizza l’evento, farà bella mostra di sè il dolce tipico locale in versione extralarge preparato dal gubanificio Dorboló di San Pietro al Natisone che, proprio di fronte allo storico locale da poco restaurato, ha aperto da qualche anno un’elegante pasticceria. La maxi-gubana sarà poi tagliata a fette e offerta in degustazione agli avventori che si presenteranno nell’allegra circostanza. Il brindisi beneagurante sarà garantito dalle bollicine di Ribolla gialla offerte dall’azienda Scarbolo di Spessa.
Lo scorso Capodanno la gubana pesava 50 chili e furono 600 le persone accorse ad ammirarla e degustarla. Si tratta della 17ma edizione di questo appuntamento del “Prin da l’an” cividalese che si è interrotto per tre anni causa pandemia e dipartita del protagonista di ben 15 edizioni, Berto Blasuttig, titolare del vicino Forno Cattarossi. La ripresa è stata possibile grazie all’impegno di chi ha fortemente voluto mantenere vivo questo evento volto a valorizzare il dolce tipico di Cividale e delle Valli del Natisone e alle aziende che dall’anno scorso si sono unite per rilanciarlo con il patrocinio della civica amministrazione. È apprezzabile, a tale riguardo, che vari rappresentanti delle istituzioni locali siano sempre presenti a questa iniziativa, confermando così la sua validità promozionale e di animazione sociale.

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In copertina e all’interno due immagini della bellissima festa con la maxi-gubana lo scorso Capodanno a Cividale del Friuli.