Cefap Fvg, nuovo Centro formativo a Paluzza: avviato anche il corso di addetto alle attività ambientali montane

«L’apertura del Centro di Formazione a Paluzza è, per Cefap, un bell’obiettivo raggiunto. Abbiamo portato la scuola in una sede funzionale e prestigiosa organizzando un indispensabile servizio formativo in montagna per la montagna». Lo ha detto Sergio Vello, presidente del Cefap, in occasione del taglio del nastro della nuova sede. «Il Centro è fornito di laboratori (in condivisione con il Cesfam) per approfondire varie manualità legate ai corsi e di convitto, per favorire l’iscrizione e la frequenza anche di studenti con una residenza distante e/o con difficoltà di trasporto. Questa apertura – ha aggiunto Vello – è il frutto di molte collaborazioni istituzionali; della disponibilità di tanti privati che hanno messo a disposizione le loro strutture aziendali per le lezioni pratiche dei ragazzi (attualmente sono 35 gli iscritti, ma abbiamo spazi per altrettanti studenti) e della nostra rete di organismi e organizzazioni con le quali collaboriamo da anni facendo perno sulla nostra sede di Codroipo». Complessivamente, nel 2024, il Cefap ha organizzato 380 nuovi corsi, erogando 20.900 ore di lezione a oltre 4.400 allievi.

Il tradizionale taglio del nastro.


Dopo i saluti del sindaco Luca Scrignaro, il quale ha sottolineato il fatto che, dopo 25 anni di assenza, la formazione torna a Paluzza, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, ha aggiunto come il risultato ottenuto con questa apertura rappresenti un modello di collaborazione tra vari assessorati, enti e organizzazioni del territorio. «La gestione forestale è indispensabile – ha detto ancora – e su di essa serve investire. Inoltre, c’è assoluta necessità di aziende strutturate sul territorio che operino in rete e utilizzino operatori formati».
Gli ha fatto eco l’assessore al Lavoro, Formazione, Istruzione, Ricerca, Università e Famiglia del Friuli Venezia Giulia, Alessia Rosolen: «Per essere competitivi oggi, servono capitale umano e innovazione tecnologica. Perciò, reti e sistemi sono condizioni necessarie. La Regione, in questi anni, ha investito fortemente sulla formazione e sugli Enti che la erogano, ma da qui in avanti è necessario impegnarsi per costruire le filiere mettendo insieme tutti i passaggi necessari e, anche su tale costruzione, la Regione sta camminando con decisione prendendo pure spunto da questa nuova apertura del Cefap».
In merito alle attività formative di Paluzza, il corso di riferimento è il percorso di Istruzione e Formazione Professionale rivolto ai ragazzi in uscita dalla scuola media, ovvero la Qualifica triennale di Addetto alle attività ambientali montane con collegato il Quarto anno per il Diploma professionale di Tecnico delle aree boscate e forestali. Il corso è, infatti, un unicum in regione e, per caratteristiche curricolari, in Nord Italia, orientato a formare le professionalità richieste dalla filiera bosco-legno, fornendo competenze per operazioni di lavorazioni boschive e, grazie al diploma, anche di gestione dei cantieri di lavoro. Inoltre, fornisce conoscenze nella gestione delle attività agricole montane.

Vello con Rosolen e Zannier.

La parola d’ordine è multicompetenza, in un’ottica di collaborazione con le diverse aziende del territorio, da quelle boschive a quelle prettamente agricole, ma anche con realtà come il Cai, la Riserva di Cornino e La Polse di Cougne, per le manutenzioni sentieristiche e ambientali. L’obiettivo è, da un lato, cercare di dare risposte diverse al territorio per valorizzare tutto ciò che ruota attorno all’agricoltura di montagna; dall’altro, far fare esperienze diversificate agli allievi. Si parla, quindi, di moderna selvicoltura, interventi forestali, sistemazioni idraulico-forestali, recupero di aree degradate, tutela e valorizzazione delle aree protette, servizi ambientali, coltivazione di specie adeguate alla montagna, trasformazione dei prodotti, gestione di allevamenti e delle attività di alpeggio. È, inoltre, caratterizzato da numerose attività sportive: i ragazzi, ad esempio, vengono addestrati nell’arrampicata e nello sci affinché siano in grado di intervenire, se necessario, in opere di ingegneria naturalistica e gestire in sicurezza lavori in forte esposizione.
I curricula formativi di Paluzza sono implementati sulle nuove forme di produzione agricola sostenibile, sull’innovazione introdotta nelle lavorazioni boschive e forestali grazie anche allo smart farming, con uno sguardo all’agricoltura e selvicoltura del futuro. Nella sede locale sono stati anche attivati vari corsi, di diversa durata, per imprese e adulti. Le prossime sfide mirano a continuare sulla strada dell’agricoltura e forestazione 4.0 e ad allargare le sinergie con realtà formative omologhe di altre regioni italiane e di Austria e Slovenia.

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In copertina, il presidente Sergio Vello durante la cerimonia inaugurale a Paluzza.

Anche gli allevatori Fvg domani a Roma (con Livoni e Lugo) per celebrare il Giubileo venerando Sant’Antonio Abate

Il 2025 è l’anno del “Giubileo della Speranza”, indetto da Papa Francesco, che ha già richiamato a Roma migliaia di pellegrini in occasione della cerimonia di apertura della Porta Santa nella Basilica di San Pietro e delle celebrazioni eucaristiche nelle altre Basiliche papali della capitale. Anche gli allevatori italiani e friulani si apprestano a partecipare a un evento dal forte significato religioso e storico, in un’epoca in cui il mondo è scosso da numerosi e forti conflitti e tensioni.


L’occasione sarà rappresentata dalla XVIII “Giornata dell’Allevatore” che l’Associazione Italiana Allevatori ha organizzato con la collaborazione delle associate territoriali (Fvg compreso che sarà presente con una ventina di allevatori guidati dal presidente, Renzo Livoni, e dal direttore, Andrea Lugo) nella mattinata di domani, 17 gennaio, per una delle ricorrenze più sentite dagli allevatori italiani che, tradizionalmente, celebrano in questa data Sant’Antonio Abate, patrono di uomini e animali. Una data che, per tutto il mondo rurale, rappresenta un momento di riflessione nel corso del quale i protagonisti del settore zootecnico ribadiscono l’imprescindibilità del proprio ruolo, economico e sociale e lanciano un messaggio chiaro e inequivocabile alle istituzioni e alla collettività: in chiave di sostenibilità, benessere degli animali, qualità del cibo e rispetto dell’ambiente, la nostra zootecnia rappresenta la soluzione, con un modello distintivo e improntato all’equilibrio tra le esigenze della produzione e la domanda di un sistema trasparente e garante della sicurezza alimentare, per tutti.
Il programma della mattinata (ore 9-14) prevede, già dalle prime ore di domani, in Piazza Pio XII, di fronte al celebre Colonnato del Bernini, l’allestimento della ormai tradizionale “Stalla sotto il cielo” curata da Aia e dalle associate territoriali, all’interno della quale si potrà ammirare una rappresentanza degli animali di interesse zootecnico presenti negli allevamenti italiani che costituiscono uno spaccato della “Fattoria Italia”.
A metà mattina (ore 11) si terrà la funzione liturgica all’interno della Basilica di San Pietro, presso l’Altare della Cattedra, presenziata dall’arciprete Mauro Gambetti, vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano e presidente della Fabbrica di San Pietro. Al termine della Messa il cardinale Gambetti, assieme alle autorità civili e militari, visiterà la “Stalla sotto il cielo” ed impartirà la benedizione agli animali e agli allevatori con le loro famiglie radunati in Piazza Pio XII, dove potranno assistere anche all’arrivo della sfilata di cavalli e cavalieri che dalla rinnovata Piazza Pia percorreranno tutta Via della Conciliazione fino a raggiungere la Fanfara a cavallo della Polizia di Stato che eseguirà una suggestiva carrellata di brani musicali della tradizione.

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In copertina, la tradizione raffigurazione di Sant’Antonio Abate; all’interno, Fattoria Italia a Roma nei pressi del Vaticano.

Trieste, stasera il caffè nella letteratura dopo il successo della “nera bevanda” come colore adatto anche per i pennelli

(f.s.) Il caffè nella letteratura grande protagonista, questa sera, nella centralissima piazza della Borsa, a Trieste. Alle ore 18, alla libreria “Ubik” (Galleria Tergesteo), per la serie di appuntamenti letterari “Trieste, un porto di sapori”, avrà luogo infatti l’incontro sul tema “Caffé, reminiscenze di un passato attuale”. Interverranno Gianni Pistrini, presidente dell’Associazione Museo del Caffè di Trieste, e il socio onorario Benito Franco Benedetti, per lunghi anni impegnato nel settore della ristorazione. Benedetti, “mitico” titolare della “Galleria Fabris” dei tempi d’oro, narrerà episodi, curiosità e avvenimenti di quella storica epopea cittadina.


Intanto, un bel successo ha contrassegnato il “colorato” appuntamento svoltosi all’Arcolab di via del Trionfo 1 (piazza Barbacan), promosso sempre dall’Associazione Museo del Caffè. Il sodalizio, noto più di consueto per l’organizzazione di approfondite quanto interessanti conferenze esplicative su tutti gli aspetti di quel “prezioso chicco” che rappresenta ormai da qualche secolo uno dei principali tratti caratteristici della città di Trieste, si è distinto stavolta per un’iniziativa tanto particolare quanto affascinante, fatta di pennelli, forbici, carta, colla e il caffè nel ruolo di… tintura!
Un nutrito gruppo di artisti in erba e appassionati del colore di tutte le età, dai giovanissimi agli anziani, si è infatti alacremente impegnato (e notevolmente divertito) nel laboratorio intitolato “Caffélage: papiers collés al profumo di caffè”, con la supervisione dell’esperta Simonetta Cusma, dipingendo con la “nera bevanda” e poi ritagliando, incollando e producendo piccole e simpatiche opere d’arte, ottenute secondo la fantasia e ispirazione di ognuno. Un’iniziativa da ripetere quanto prima, hanno affermato tutti all’unisono!
Pur nella sua “specialità” anche questo incontro rientrava nel ciclo dei “Cenacoli del Caffè” 2024-2025, giunto alla ottava edizione, organizzato stavolta attorno al tema-guida “La trasversalità del caffè” e coordinato da Nicoletta Casagrande (responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria) e dal vicepresidente di Amdc Doriano Simonato, con la supervisione del presidente Pistrini.
Il prossimo appuntamento sarà giovedì 27 febbraio, alle 17.30, nuovamente nella tradizionale sala dell’Hotel “Savoia Excelsior”, con il peculiare approfondimento storico su “Dal Bauhaus alla Illycaffè, Xanti Schawinskj a Trieste nel 1934”, relatore il dottor Sergio Vatta.

(info: www.amdctrieste.it)

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In copertina e all’interno due immagini del laboratorio artistico con il caffè.

Grandi verticali domani al via a Buttrio con il Refosco rosso prestigioso del Friuli e la Vernaccia di San Gimignano unica “regina bianca” nella terra dei re rossi

(g.l.) Sarà la Città del vino di Buttrio a inaugurare domani la seconda edizione delle Grandi Verticali del vino, il cui programma si svilupperà appunto da gennaio a giugno in dodici fra i quaranta Comuni associati. E lo farà con un grande prodotto del Vigneto Fvg, il Refosco dal peduncolo rosso – potrebbe stare al Friuli come il Barolo sta al Piemonte -, che a sua volta inaugurerà, con la famosa Vernaccia di San Gimignano, la nuova iniziativa abbinata alle Verticali, che tanto successo avevano ottenuto nel 2024 anno del loro debutto, organizzate dal Coordinamento Fvg delle Città del Vino riaffidato dallo scorso ottobre a Tiziano Venturini, che è anche vicepresidente nazionale dell’Associazione guidata da Angelo Radica. «Il format di quest’anno – ricorda, infatti, il vicesindaco di Buttrio – vede l’incontro tra i nostri grandi vini e quelli altrettanto celebri del resto d’Italia. Un progetto che abbiamo voluto avviare per rafforzare i legami con le Città del Vino di altre regioni: l’obiettivo sarà anche di poter portare poi i nostri vini nelle regioni che abbiamo ospitato».
Appuntamento dunque a Villa di Toppo-Florio – sede di un bellissimo Museo del vino, oltre che punto focale della Fiera dei vini che si tiene ogni anni a fine primavera – domani, alle 19.30. Matteo Bellotto, scrittore del mondo enoico e tecnico nella comunicazione e promozione del settore vitivinicolo, condurrà i partecipanti alla scoperta e degustazione appunto del Refosco dal peduncolo rosso e della Vernaccia di San Gimignano. “Rosso in terra di bianchi e bianco in terra di rossi”, il titolo della serata con partecipanti per il Friuli Venezia Giulia le cantine Conte d’Attimis Maniago, Miani, Petrucco e Tami, mentre per la Toscana ci saranno Terruzzi, Conti Serristori, Fattoria Poggio Alloro Le Mandorle, Macinatico 1332. Ospite speciale della serata Valentino Tesi, brand ambassador del Consorzio del vino Vernaccia di San Gimignano, per il quale questa varietà è «l’unica regina bianca nella terra dei re rossi».
Il programma 2025 de Le Grandi Verticali delle Città del Vino prende il titolo di “Gemellaggi-Insieme siamo unici”. Il progetto gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Io sono Fvg e di Banca 360 Fvg, oltre che del patrocinio del Comitato regionale Unpli Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, Unidoc Fvg, Ente Friuli nel Mondo. Il tutto in collaborazione con il Consorzio Montasio Dop e la già ricordata Pro Loco Mitreo di Duino Aurisina.
Tappa successiva a Manzano per la prestigiosa masterclass “Pignolo & Barolo – Il nobile incontro dei signori del tempo”. Antico Foledor Boschetti della Torre, giovedì 30 gennaio, ore 19.30. Ospite speciale Carlo Alberto Gambino, brand ambassador della Strada del Barolo.

Refosco dal peduncolo rosso

Vernaccia di San Gimignano

IL CALENDARIO

Refosco dal Peduncolo Rosso & Vernaccia di San Gimignano – Rosso in terra di bianchi e bianco in terra di rossi, Buttrio Villa di Toppo – Florio, giovedì 16 gennaio. Ospite speciale Valentino Tesi, brand ambassador Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano.

Masterclass Pignolo & Barolo – Il nobile incontro dei signori del tempo, Manzano, Antico Foledor Boschetti della Torre, giovedì 30 gennaio. Ospite speciale Carlo Alberto Gambino, brand ambassador Strada del Barolo.

Ribolla gialla & Fiano d’Avellino – Le Cenerentole che diventano Regine, Corno di Rosazzo Villa Nachini Cabassi, giovedì 13 febbraio.

Friulano di pianura & Tai di Lison Docg – Dal Friulano al Tai, la pianura e i suoi segreti, San Vito al Tagliamento, sala consiliare Palazzo Altan, venerdì 28 febbraio. Ospite speciale Stefano Quaggio, direttore Consorzio Vini Venezia.

Pinot grigio la storia di un autoctono acquisito, Sequals Villa Savorgnan – Lestans, giovedì 13 marzo. Ospite speciale Nazareno Vincenzi, brand ambassador Consorzio Pinot grigio delle Venezie.

Vitovska del Carso & Vermentino di Liguria – I vini da terre estreme, Duino Aurisina – Devin Nabrežina Infopoint di Sistiana, giovedì 27 marzo. Ospite speciale Enzo Giorgi, Coordinatore regionale Liguria Città del Vino.

Schioppettino di Prepotto & Schiava Alto Adige – Un incontro di pepe e spezie tra i rossi più versatili d’Italia, Prepotto Municipio – sala consiliare, mercoledì 9 aprile. Ospite speciale André Senoner, brand ambassador Alto Adige wines.

Friulano & Vermentino di Gallura – Sardegna e Friuli, dove i vini parlano la lingua della terra, Cormons Enoteca, giovedì 24 aprile. Ospite speciale Giovanni Antonio Sechi, Coordinatore regionale Sardegna e vicepresidente nazionale Città del Vino.

Malvasia & Castelli Romani – Incontri di Malvasie tra Friuli e Lazio, Aquileia piazza Capitolo, giovedì 8 maggio.

Merlot & Raboso del Piave – Incontro tra il grande rosso internazionale che è ormai autoctono con un vino di confine tra Veneto e Friuli, Cividale del Friuli, sala del Refettorio Monastero di Santa Maria in Valle, giovedì 22 maggio.

Terrano & Sagrantino di Montefalco – L’incontro dei tannini, Sgonico – Zgonik Enoteca, giovedì 29 maggio.

Appuntamento finale: Friulano & Tocai – Bentornato in Friuli Tocai! – Tocai dal mondo e Tocai dal Friuli evoluti e senza tempo, in collaborazione con Ente Friuli nel Mondo (data e sede in fase di definizione).

Costo 35 euro a persona, ultimi posti disponibili contattando la Pro Loco Mitreo Aurisina, che si occupa della segreteria: prolocoaurisina@libero.it – telefono 348.5166126.
Programma completo e aggiornamenti su www.cittadelvinofvg.it

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In copertina, l’ingresso di villa di Toppo-Florio a Buttrio sede del Museo del vino.

(La foto della Vernaccia di San Gimignano è tratta dal Catalogo dei Vivai Cooperativi di Rauscedo)

Ritorna a Feletto la Festa della Verza: un convegno e menu a tema nei locali. Gianni Arteni sarà “cittadino benemerito”

Torna a Feletto Umberto la Festa della Verza, una delle poche, se non l’unica sagra del mese di gennaio. Era, infatti, il 17 gennaio del 2001 (il primo anno del terzo millennio) quando nella frazione-capoluogo di Tavagnacco si celebrava la sua prima edizione. Una festa nuova ma con radici antiche, perché legata alla festa del Patrono di Feletto, Sant’Antonio Abate (in Friuli conosciuto anche come “Sant’Antoni dal purcìt”).
Nella prima edizione della Festa veniva anche presentata una pubblicazione di ricette (e non solo), iniziando una serie che continua tuttora. Il libretto – scherzosamente chiamato “verzino” – sarà presentato e distribuito durante il convegno “Un quarto di secolo di verza a Feletto” che si terrà sabato 18 gennaio, alle ore 17, nella sala consiliare a Feletto e che vedrà come relatori Matteo Bellotto, scrittore di vino e di poesia, Roberto Zottar, dell’Accademia Italiana della Cucina – delegato onorario di Gorizia, Emanuele Scarello, chef e patron del ristorante Agli Amici di Godia.

Gianni Arteni


Nel corso dell’incontro verrà anche attribuito il riconoscimento di “cittadino benemerito” all’imprenditore Gianni Arteni, figura molto nota del panorama economico-produttivo del territorio di Tavagnacco. «È un’iniziativa deliberata lo scorso dicembre dal consiglio comunale – ha spiegato il sindaco Giovanni Cucci, alla presentazione della Festa – che intendiamo ripetere anche negli anni a venire». Sempre sabato, alle 20.30, si terrà il concerto del Lûs ensemble “Baroque e celtique” nel teatro Paolo Maurensig, sempre a Feletto, ultimo appuntamento della rassegna “Natale a Tavagnacco”. Domenica 19 poi alle 10,30 nella Chiesa di Sant’Antonio Abate sarà celebrata una Messa solenne in lingua friulana, cui seguiranno la distribuzione del pane benedetto, il saluto del sindaco e l’intervento della banda Congedati Divisione Mantova. Al termine, la degustazione di “verze e luianie”, a cura delle Pro Loco di Feletto e di Tavagnacco a Villa Tinin. Verranno anche distribuiti ad offerta libera le verze e il Calendario della Lilt.
Da venerdì a domenica, nei locali pubblici di Feletto e Tavagnacco sarà, inoltre, possibile degustare assaggi, piatti o menù completi con protagonista la verza o altri ortaggi della medesima famiglia. Sui canali social del Comune di Tavagnacco è possibile trovare l’elenco completo degli esercizi di ristorazione aderenti all’iniziativa “La Verza in osteria” coordinati dal Comitato commercianti Feletto Centro.
«Quella della Verza – hanno spiegato il sindaco Cucci e l’assessore alla Cultura, Ornella Comuzzo – è una festa che partendo dalla tradizione e dal momento religioso ha saputo attirare l’attenzione della comunità con temi di attualità e di interesse generale. A cominciare da quello della salute: già nelle passate edizioni è stato più volte ribadito il concetto della sana alimentazione (e la verza, come tutte le altre crucifere, rientra tra gli alimenti che fanno bene). Ci auguriamo che anche l’edizione di quest’anno rispetti le caratteristiche di Festa di una Comunità che si ritrova su tematiche di interesse generale, con momenti che recuperano convivialità e tradizioni legate al territorio».

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In copertina, le verze “regine” dell’inverno pronte per l’acquisto al mercato.

Fagagna, al Museo di Cjase Cocèl domenica torna la “Fieste dal purcitâr”

Torna, domenica 19 gennaio, il tradizionale appuntamento di inizio anno dell’Ecomuseo Il Cavalîr di Fagagna: “Sant Antoni Fieste dal purcitâr”. L’evento, al Museo della vita contadina di Cjase Cocèl, realizzato in collaborazione con Fondazione Agrifood e Bioeconomy Fvg, prevede un approfondimento convegnistico la mattina alle 10.30, che sarà aperto dal sindaco Daniele Chiarvesio e moderato da Gianluigi D’Orlandi nel suo ruolo di agronomo. Il primo intervento sarà quello di Lucilla Iacumin, docente dell’Università di Udine, quindi seguiranno quelli di Antonio Carrara, sindaco di Erto e Casso, e Matteo Guidolin, presidente dell’Ingorda confraternita del musetto di Riese Pio X, che porteranno esperienze di norcineria a confronto. Il maestro norcino Mario Lizzi e il gastronomo Matteo Mattioni concluderanno con un intervento sulle specialità, prima di dare il via all’immancabile momento conviviale per i partecipanti al convegno.
Alle 14.30 è in programma la benedizione degli animali all’edicola votiva di Sant’Antonio Abate in Via Riolo e a seguire visite guidate al museo che, come l’attigua osteria, rimarrà aperto fino alle 16.30. Per informazioni cjasecocel@gmail.com e ilcavalir@gmail.com, telefono 0432.801887 e 351.9656319.
Va ricordato che proprio a Fagagna è stato realizzato il “Manuale del norcino – il purcitâr te tradizion furlane”, raccolta di relazioni tecniche e scientifiche sull’argomento a cura proprio della professoressa Iacumin ed edito da Corvino Edizioni. Negli anni sono state raccolte le storie di più di 101 norcini, indicando per ognuno il maestro, i prodotti realizzati e quelli non più realizzati raccolti. Inoltre, con la collaborazione di Fondazione Agrifood e Bioeconomy Fvg, nel 2021 è stato avviato il corso di Tecniche di Norcineria che ha visto l’alternarsi di parte teorica e tecnica formativa.

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In copertina, un asinello di Fagagna davanti all’edicola di Sant’Antonio Abate e qui sopra uno dei convegni sulla norcineria.

“Quando stappi tieni il tappo”, oltre 5 mila sugheri riciclati in quattro mesi. Continua l’iniziativa di Confagricoltura

In occasione di Friuli Doc, nel settembre scorso, Confagricoltura Fvg e il patronato Enapa di Udine avevano lanciato l’iniziativa “Quando stappi tieni il tappo” invitando privati cittadini ed esercenti a recuperare i tappi di sughero usati e a consegnarli negli uffici del patronato. Il progetto di economia circolare, coordinato dall’Associazione Tappodivino, ha come obiettivo il riciclo dei tappi a scopo benefico. Una raccolta che ha già permesso di destinare, a livello regionale, oltre 168 mila euro a sostegno di numerose Onlus impegnate in cause solidali e umanitarie.
La raccolta udinese, di oltre 5 mila tappi, è stata consegnata direttamente nelle mani delle referenti del progetto Tappodivino, Mariarosa Peresson e Laura Comuzzi, che provvederanno a inviare i tappi al riciclo vero e proprio. L’iniziativa però non si ferma, come sottolinea la responsabile Enapa, Elena Costa, ma prosegue anche per quest’anno con il punto di raccolta nei locali del patronato in via Savorgnana 24, a Udine.
«Dobbiamo sicuramente ringraziare i diversi cittadini e gli esercizi commerciali del centro – aggiunge Elena Costa – che hanno collaborato con entusiasmo e che collaboreranno a questa importante iniziativa che ci permetterà di destinare l’intero ricavato all’Associazione Via di Natale che si occupa di sostenere ricerca, diagnosi e cura del cancro, oltre a fornire supporto e ospitalità ai familiari dei pazienti in trattamento presso il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano. Anche grazie a questi piccoli gesti quotidiani, è possibile fare la differenza nella vita di chi ha più bisogno della nostra solidarietà».

Regione Fvg, quasi sette milioni nel 2025 per produzioni bio e attività montane

«Con l’inizio del 2025 sarà predisposta una serie di quattro nuovi importanti bandi; prevista una dotazione economica complessiva di 6,7 milioni, con il fondamentale obiettivo di favorire il mantenimento del territorio e della biodiversità e contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici». Lo ha reso noto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, illustrando i provvedimenti approvati nel corso dell’ultima riunione della Giunta regionale. Tra gli interventi previsti dal Piano strategico nazionale della Pac 2023-2027 e dal Complemento regionale per lo sviluppo rurale (che è il documento attuativo della Regione Fvg della strategia nazionale contenuta nel Piano nazionale della Pac) che saranno attuati nel territorio regionale a partire dal 2025, rispetto agli impegni in materia di ambiente e di cambiamento climatico, vi sono gli interventi per la Gestione e mantenimento dei prati e pascoli permanenti nell’ambito della zootecnica biologica (SrA08) e per il sostegno all’agricoltura biologica, consentendo la possibilità di accesso a un nuovo bando quinquennale per la programmazione Ps Pac 2023-2027 (SrA29). La delibera che approva i due bandi prevede una dotazione finanziaria di 2,7 milioni complessivi di fondi cofinanziati.

Stefano Zannier

Approvato dalla Giunta regionale anche il nuovo bando – giunto alla terza edizione dall’inizio dell’attuale programmazione – per l’accesso all’intervento “Sostegno zone di svantaggi naturali di montagna (SrB01)” volto a mantenere e a incentivare le attività agricole e zootecniche situate in ambito montano al fine di compensare gli svantaggi che gli imprenditori agricoli devono affrontare operando nelle terre alte. Al bando è assegnata una dotazione finanziaria di 5 milioni. Le indennità variano dai 90 ai 280 euro per ettaro a seconda della tipologia di attività, di azienda e a seconda di una serie di coefficienti stabiliti. L’indennità per ettaro non può comunque superare la cifra di 450 euro.
Via libera anche al nuovo bando per l’accesso al pagamento compensativo per le attività nelle zone agricole rientranti nelle aree di Natura 2000 (SrC01) volto a compensare agricoltori e altri gestori del territorio rispetto agli svantaggi specifici derivanti dall’operare all’interno delle zone agricole ricomprese nelle aree tutelate di Naturale 2000. Il bando conta su una dotazione finanziaria di un milione di euro, mentre il sostegno ai beneficiari è costituito da un’indennità annuale pari a 500 euro per ettaro. Per tutte le tipologie di bando le domande da parte dei beneficiari dovranno essere inoltrate in forma telematica sul portale dell’Organismo pagatore regionale (Opr Fvg) raggiungibile dal sito www.opr.fvg.it a partire dalla data di operatività del sistema informativo e comunque entro il 15 maggio 2025.

Nimis, quel vecchio ippocastano che non c’è più all’antica osteria “Da Ridolf”, angolo di Friuli che racconta tanta storia

(g.l.) «Purtroppo, senza il suo mitico ippocastano a farle da guardia, l’antica osteria di Nimis appare adesso un po’ orfana pur rimanendo sempre un impareggiabile angolo di “vecjo Friûl”». Si conclude con queste parole un bell’articolo che la redazione del periodico del Comitato friulano difesa osterie ha dedicato a “Là di Ridolf” nel numero uscito in occasione delle festività natalizie. «Albero di alto fusto, uno splendido esemplare del quale ha troneggiato a lungo e quasi immemorabile tempo al centro del cortile antistante l’antica osteria “da Ridolf” di Nimis. Della quale era diventato il simbolo con il suo imponente tronco dalla circonferenza valutabile alla base di circa quattro metri e, soprastante, una chioma ampia e fitta che ombreggiava gran parte dell’area sottostante».


«La sua ultrasecolare vita – si legge ancora su “L’Osteria friulana” che propone già nella copertina una bella immagine del “fogolâr” acceso – è terminata lo scorso anno, dovendo venire abbattuto perché ammalato. Necessità perfino dolorosa». E aggiunge: «Certamente che lui si è portato via tanta storia della osteria di Nimis a cui garantiva protezione. E si tratta di locale originato almeno un paio di secoli fa per merito di Toni Comelli che faceva l’agricoltore. Gli è succeduto il figlio Rodolfo il quale, appunto, ha ribattezzato l’osteria con il suo nome, “da Ridolf, facendola diventare sinonimo di buon vino e sana gastronomia friulana». E ancora: «Adesso la gestisce Anna Tomada, pronipote di “Ridolf”!: bel campione di ostessa, ospitale e che da dietro il banco si fa valere proponendo frico, polenta, frittate, salame all’aceto oppure cotto nella cenere del “fogolâr”» che «durante i mesi freddi viene sempre tenuto acceso dando il benvenuto agli avventori i quali si accomodano volentieri ai tavoli per bere un bicchiere, disputare una partita a carte, spuntinare». «Il tutto  – conclude – annaffiato da vini garantiti. Da suggerire, fra i bianchi, un Verduzzo dalla quasi medicamentosa bontà».
Il grande ippocastano in mezzo al cortile non c’è più. Ed è un vero peccato perché era un autentico testimone della storia che Nimis ha vissuto nel Novecento. Ma a raccontarla resta pur sempre l’osteria come tale, che ne ha viste di cose. Basterebbe a rievocarle soltanto quel tavolo posto vicino al citato “fogolâr” dove si sono avvicendate tante indimenticabili persone del paese, per giocare a carte, a “morra” o semplicemente per chiacchierare commentando, in maniera quasi sempre accesa come il vicino fuoco, la vita di ogni giorno. Tantissime persone, alcune dei veri personaggi, che non ci sono più, come non c’è più Teresa e da prima ancora il suo Guido – i genitori di Anna – che avevano riempito una pagina molto importante di questa osteria, vero volto del vecchio Friuli, integrando quella che avevano già scritto Toni e Anute. Tutti volti che è impossibile dimenticare.

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In copertina, il bellissimo “fogolâr” e all’interno la sua stanza con il tavolo delle famose partite e discussioni;  e l’ingresso della tipica osteria di Nimis.

Le Città del vino Fvg con il ritorno di Chiopris Viscone salgono a quota 40. Grandi Verticali in dodici appuntamenti: con le nostre etichette protagoniste anche quelle famose di altre regioni

E ora pronti, via! Si riparte con Le Grandi Verticali del vino, organizzate – dopo il successo del 2024 – dalle Città Fvg che sono appena salite a quota 40: il Comune di Chiopris Viscone è rientrato, infatti, nell’associazione dopo alcuni anni di assenza. A darne l’annuncio ieri mattina il coordinatore regionale e vicepresidente nazionale, Tiziano Venturini, durante il primo incontro del nuovo anno in cui è stato anche presentato proprio il calendario della seconda edizione delle Grandi Verticali delle Città del Vino, in programma tra gennaio e giugno in dodici Comuni: il via giovedì prossimo a Buttrio. La illustrazione del nuovo programma di degustazioni è avvenuta all’azienda Canus, a Corno di Rosazzo. Presente il consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia e presidente della V Commissione, Diego Bernardis, con il vicesindaco cornese, Maurizio D’Osualdo (vicecoordinatore regionale delle Città del Vino), il sindaco di Chiopris Viscone Carlo Schiff, il direttivo del Coordinamento, sindaci e amministratori e ambasciatori delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia. Presente anche il presidente di Unidoc Fvg Marco Rabino e i rappresentanti del Comitato regionale Unpli Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, Ente Friuli nel Mondo e Banca 360 Fvg.

«Una felice occasione – ha affermato il coordinatore Venturini, vicesindaco di Buttrio – che il ritorno di Chiopris Viscone sia coinciso con la presentazione della nuova edizione delle Grandi Verticali, rassegna che lo scorso anno ha avuto un grande apprezzamento da parte del pubblico e che torna con un programma arricchito dall’incontro tra i nostri grandi vini e quelli altrettanto celebri del resto d’Italia. Un progetto che abbiamo voluto avviare per rafforzare i legami con le Città del Vino di altre regioni: l’obiettivo sarà anche di poter portare poi i nostri vini nelle regioni cha abbiamo ospitato. Inoltre, per le prima volta la manifestazione arriva anche in provincia di Pordenone grazie alla disponibilità di San Vito al Tagliamento e Sequals, oltre a toccare come nella scorsa edizione le province di Udine, Gorizia e Trieste. Sarà un bel viaggio, guidati da Matteo Bellotto, che ci porterà fino all’inizio dell’estate, stagione che poi vedrà altri nostri progetti sempre all’insegna della valorizzazione della cultura del vino e del bere bene e responsabile. Grazie a Regione e Banca 360 Fvg che ci sostengono con convinzione, alle Pro Loco e Unidoc per la preziosa collaborazione nonché all’Ente Friuli nel Mondo con cui avviamo questa nuova collaborazione per poter dialogare con territori del vino lontani, ma che vedono protagonisti emigranti friulani: prossimamente annunceremo i dettagli di questa iniziativa».
Matteo Bellotto, scrittore del mondo enoico, oltre ad essere uno dei più noti e qualificati tecnici nella comunicazione e promozione del settore vitivinicolo in Friuli Venezia Giulia e non solo, è poi intervenuto per presentare nel dettaglio il programma di questo viaggio sensoriale che farà incontrare le annate delle cantine del Friuli Venezia Giulia con alcuni tra i più noti vini d’Italia, in dialogo con produttori, wine lover ed esperti del settore che come ospiti speciali interverranno nelle varie serate. «Un gemellaggio all’insegna del vino – ha sottolineato Bellotto -, per capire quanto, nella nostra Penisola, insieme siamo unici». Per questo il programma 2025 delle Grandi Verticali delle Città del Vino prende il titolo di Gemellaggi-Insieme siamo unici. Il progetto gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Io sono Fvg e di Banca 360 Fvg, oltre al patrocinio del Comitato regionale Unpli Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, Unidoc Fvg, Ente Friuli nel Mondo. Il tutto in collaborazione con il Consorzio Montasio Dop e la Pro Loco Mitreo di Duino Aurisina, la quale curerà la segreteria per le iscrizioni (prolocoaurisina@libero.it – 348.5166126). Costo 35 euro a incontro per persona. Questo, dunque, il calendario dei dodici appuntamenti 2025.

IL CALENDARIO

Refosco dal Peduncolo Rosso & Vernaccia di San Gimignano – Rosso in terra di bianchi e bianco in terra di rossi, Buttrio Villa di Toppo – Florio, giovedì 16 gennaio. Ospite speciale Valentino Tesi, brand ambassador Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano.

Masterclass Pignolo & Barolo – Il nobile incontro dei signori del tempo, Manzano, Antico Foledor Boschetti della Torre, giovedì 30 gennaio. Ospite speciale Carlo Alberto Gambino, brand ambassador Strada del Barolo.

Ribolla gialla & Fiano d’Avellino – Le Cenerentole che diventano Regine, Corno di Rosazzo Villa Nachini Cabassi, giovedì 13 Febbraio.

Friulano di pianura & Tai di Lison Docg – Dal Friulano al Tai, la pianura e i suoi segreti, San Vito al Tagliamento, sala consiliare Palazzo Altan, venerdì 28 febbraio. Ospite speciale Stefano Quaggio, direttore Consorzio Vini Venezia.

Pinot grigio la storia di un autoctono acquisito, Sequals Villa Savorgnan – Lestans, giovedì 13 marzo. Ospite speciale Nazareno Vincenzi, brand ambassador Consorzio Pinot grigio delle Venezie.

Vitovska del Carso & Vermentino di Liguria – I vini da terre estreme, Duino Aurisina – Devin Nabrežina Infopoint di Sistiana, giovedì 27 marzo. Ospite speciale Enzo Giorgi, Coordinatore regionale Liguria Città del Vino.

Schioppettino di Prepotto & Schiava Alto Adige – Un incontro di pepe e spezie tra i rossi più versatili d’Italia, Prepotto Municipio – sala consiliare, mercoledì 9 aprile. Ospite speciale André Senoner, brand ambassador Alto Adige wines.

Friulano & Vermentino di Gallura – Sardegna e Friuli, dove i vini parlano la lingua della terra, Cormons Enoteca, giovedì 24 aprile. Ospite speciale Giovanni Antonio Sechi, Coordinatore regionale Sardegna e vicepresidente nazionale Città del Vino.

Malvasia & Castelli Romani – Incontri di Malvasie tra Friuli e Lazio, Aquileia piazza Capitolo, giovedì 8 maggio.

Merlot & Raboso del Piave – Incontro tra il grande rosso internazionale che è ormai autoctono con un vino di confine tra Veneto e Friuli, Cividale del Friuli, sala del Refettorio Monastero di Santa Maria in Valle, giovedì 22 maggio.

Terrano & Sagrantino di Montefalco – L’incontro dei tannini, Sgonico – Zgonik Enoteca, giovedì 29 maggio.

Appuntamento finale: Friulano & Tocai – Bentornato in Friuli Tocai! – Tocai dal mondo e Tocai dal Friuli evoluti e senza tempo, in collaborazione con Ente Friuli nel Mondo (data e sede in fase di definizione).

Aggiornamenti su
www.cittadelvinofvg.it

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In copertina, il coordinatore regionale Tiziano Venturini e il direttore delle Grandi Verticali del vino Matteo Bellotto; all’interno, immagini dell’incontro di ieri mattina a Corno di Rosazzo.

(Foto Città del vino Fvg e Nicola Santini)