Consorzio Pinot grigio Doc delle Venezie: Albino Armani il miglior presidente. Soddisfazione per le raccomandazioni Ue

Albino Armani, presidente del Consorzio di Tutela Vini Doc delle Venezie dal 2017, anno della sua fondazione, si aggiudica il premio nella categoria Miglior Presidente di Consorzio nell’ambito della Vinoway Selection 2025. Selezionato dalla Commissione Premi di Vinoway, composta da Alessandro Rossi di Partesa, dal critico enogastronomico Eros Teboni, dalla giornalista di settore Leila Salimbeni, dall’architetto Fiorenzo Valbonesi e diretta da Davide Gangi, presidente ed Editor del magazine Vinoway.com, Armani è stato premiato nel corso della serata Dinner with the Stars, tenutasi al Castello Monaci Resort, Salice Salentino (Lecce).
“Da sette anni assistiamo al successo di un progetto di integrazione interregionale, il più grande a livello nazionale, che include in un’unica denominazione di origine le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Trento – commenta il presidente Armani -, un disegno ambizioso e lungimirante che ha dato vita ad una sinergia territoriale mai immaginata prima. Ringrazio Davide Gangi e la Commissione di Vinoway Selection 2025 per questo prestigioso premio che desidero condividere con il consiglio d’amministrazione e con la squadra del Consorzio Doc delle Venezie che mi hanno dato la possibilità di presiedere questo gruppo di lavoro e che, con me, si impegnano quotidianamente nel percorso di crescita del valore identitario ed economico del Pinot Grigio delle Venezie. I prossimi anni ci riserveranno sfide sempre più impegnative e dovremo lavorare tutti assieme con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento di una denominazione unica a livello mondiale”.


Intanto, il Consorzio Doc delle Venezie ha espresso soddisfazione per le raccomandazioni formulate dal Gruppo di Alto Livello della Commissione europea sul futuro del vino. Si tratta di un documento strategico che mira a contribuire al dibattito sulla futura Politica agricola comune post-2027, fornendo una visione chiara e concreta per il sostegno al settore vitivinicolo. Particolarmente importanti risultano le raccomandazioni e le azioni formulate con l’obiettivo di affrontare le principali sfide del settore e che si concentrano su tre ambiti chiave:
– Allineare la produzione vinicola alla domanda, al fine di garantire una gestione più equilibrata e sostenibile del mercato, introducendo ad esempio programmi di estirpazione mirati per determinate regioni o vini o modulazioni temporanee del potenziale produttivo.
– Aumentare la resilienza del settore alle sfide climatiche e di mercato, attraverso politiche di supporto e strumenti di gestione del rischio, come un accesso più ampio a soluzioni assicurative innovative e l’allineamento degli investimenti con piani di adattamento ai cambiamenti climatici.
– Adattarsi alle nuove tendenze per cogliere opportunità di mercato emergenti, rendendo più flessibile la gestione finanziaria della nuova Pac e modificando i programmi di sostegno nazionali dedicati al vino in base agli eventi di mercato.
Particolarmente importante, inoltre, la maggiore flessibilità sull’utilizzo delle autorizzazioni al reimpianto e sull’applicazione della misura di promozione rispetto all’utilizzo dei fondi OCM non utilizzati alla chiusura di ogni anno finanziario.
“Il settore vitivinicolo non è solo un pilastro del patrimonio culturale dell’Unione Europea, ma anche un elemento chiave per l’economia, la società e le aree rurali. Le raccomandazioni del Gruppo di Alto Livello – che incontrano le riflessioni emerse durante il nostro congresso che si è tenuto il 26 ottobre a Udine – tracciano una direzione strategica per definire un futuro più sostenibile e competitivo per il comparto e per la nostra filiera vitivinicola interregionale”, ha affermato Stefano Sequino, direttore del Consorzio Doc delle Venezie.
Il Consorzio, nell’apprezzare il lavoro svolto dal Ministero dell’agricoltura e dalle organizzazioni intervenute nell’ambito del Gruppo di Alto Livello, ha rinnovato il proprio impegno nel promuovere e valorizzare i vini del territorio e nel rafforzare la competitività, sostenendo le raccomandazioni del Gruppo di Alto Livello, istituito per discutere le sfide e le opportunità del settore in un contesto globale sempre più complesso.


Per maggiori informazioni
Consorzio DOC delle Venezie
PR & Comunicazione Valentina Fraccascia
M. +39 349 6225578 | Email: press@dellevenezie.it

Cantina di Ramuscello e San Vito: bilancio ok, vigneti e soci in crescita. Trevisan e Rizzi: “Vince la qualità”

Il 2024 si conferma un anno positivo per i risultati economici della Cantina Produttori Ramuscello e San Vito. Il bilancio (chiuso a luglio) approvato all’unanimità dall’assemblea dei soci riunitasi nella sala parrocchiale di Ramuscello, infatti, segna un utile di 17 mila euro. «Pur provenendo da un’annata difficile, segnata da grandinate e siccità, che ha provocato un sensibile calo della produzione d’uva, con rese inferiori alla media degli ultimi anni – spiega il presidente della Cantina, Gianluca Trevisan -, grazie a un’attenta gestione della cooperativa e alle capacità professionali dei nostri collaboratori, siamo riusciti a proporre un risultato positivo continuando, inoltre, a essere attrattivi: il numero dei soci è incrementato del 12%, raggiungendo quota 173 (con 970 ettari di vigneto gestiti) per un conferimento di prodotto che supera i 100 mila quintali».

I soci in assemblea a Ramuscello.

Gianluca Trevisan

Rodolfo Rizzi

«Indipendentemente dalle caratteristiche della vendemmia – aggiunge il direttore, Rodolfo Rizzi –, da sempre la nostra Cantina si caratterizza per il costante impegno verso miglioramento qualitativo dei vini prodotti attraverso un’attenta formazione dei soci e un’accurata e sostenibile strategia fitosanitaria. Uno staff di enologi, poi, utilizzando le tecnologie moderne e dei collaudati e restrittivi protocolli Vegan (assenza totale di coadiuvanti di origine animale), trasformano l’uva conferita in ottimo vino. E anche quest’anno sono giunti nuovi riconoscimenti ai nostri sforzi, non solo con la riconferma della certificazione di “vino vegano”, ma pure con quella, assegnata per la prima volta in regione, di “vino a residuo minimo”».
La Cantina, che ha sede nel Comune di Sesto al Reghena, è anche molto attiva nel campo della ricerca e dell’innovazione attraverso la formalizzazione di convenzioni con l’Università di Udine (per il monitoraggio, nei vigneti, della Flavescenza dorata e della presenza degli insetti utili, ad esempio) e attraverso l’implementazione progettuale della “viticoltura di precisione”. In questo ambito, è stato anche inserito il nuovo progetto denominato “Vino Terre” che ha previsto, per la prima volta in Italia, l’affinamento di 555 bottiglie di Refosco dal peduncolo rosso in una fossa scavata all’interno del vigneto di coltivazione dell’uva. Le bottiglie così caratterizzate, sono state impreziosite dalle etichette elaborate dai ragazzi del Liceo artistico “Galvani” di Cordenons e, parte del ricavato delle vendite – come annunciato sabato scorso alla bellissima presentazione di San Vito al Tagliamento -, sarà devoluto alla Comunità di Sant’Egidio per sostenere i loro Corridoi Umanitari contribuendo così a dare dignità a chi arriva nel nostro Paese in cerca di nuove opportunità.
Fondata nel 1959, la Cantina di Ramuscello e San Vito è la seconda realtà enologica cooperativa più importante della regione, commercializza come sfuso il 95% del vino prodotto (Prosecco e Pinot grigio, le varietà maggiorente coltivate) e occupa una dozzina di persone.

 

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In copertina, una panoramica della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito; qui sopra, le bottiglie di Vino Terre appena estratte dal suolo del vigneto che ha prodotto le uve di Refosco dal peduncolo rosso.

Storia moderna della cucina Fvg: a Udine il nuovo libro-strenna di Walter Filiputti

(g.l.) Nuovo impegno editoriale, nell’affascinante campo dell’enogastronomia di casa nostra, tra innovazione e saldo ancoraggio al passato, da parte di quell’esperto, dalle riconosciute capacità, che si chiama Walter Filiputti. “Storia moderna della cucina del Friuli Venezia Giulia” (Vinibuoni Biblioteca) è infatti il più recente, qualificato e completo viaggio all’interno del gusto più autentico della regione Fvg, a firma del giornalista notissimo nel settore della vite e del vino e della buona tavola. E proprio per il valore dell’opera, la Camera di Commercio Pordenone-Udine, come tradizionale strenna natalizia, terrà a battesimo la sua pubblicazione, con una presentazione in programma in Sala Valduga domani, 20 dicembre, alle 15.30. Saranno presenti alcuni dei protagonisti del libro, assieme ai quali Filiputti ci accompagna alla scoperta della storia della nostra cucina, con uno sguardo sempre orientato ai giovani, alla formazione e al futuro. Perché, ovviamente, senza la possibilità di “investire” sui giovani non c’è futuro. E sarebbe un vero peccato, oltre che un danno enorme all’economia e al buon nome del settore.
Walter Filiputti, nell’imminenza delle feste di fine anno, ci regala dunque una sua nuova “fatica” editoriale, ma che per lui non è tale perché prova grande appagamento nello scrivere di cucina, facendo leva sulle eccellenze della terra friulgiuliana. Una gioia che prova da tanti anni ormai anche nell’organizzare le manifestazioni estive di Fvg Via dei Sapori – prime fra tutte quelle di Grado e del Castello di Spessa – dove l’innovazione in cucina offre sempre nuovi spunti curiosi e interessanti, oltreché invitanti, senza perdere di vista la tradizione. Valori che ora l’autorevole giornalista enogastronomico torna a mettere nero su bianco in questo volume fresco di stampa. Averlo fra le mani non sarà una grande soddisfazione soltanto per lui che l’ha messo assieme, testo dopo testo, foto dopo foto, ma anche per noi semplici lettori, da sempre affascinati dall’enogastronomia Made in Fvg, perché in questo modo avremo ancora una volta la possibilità di accertare quanto generosa sia questa nostra regione. Quella che Fred Plotkin aveva definito, intitolando un suo bellissimo libro di una ventina di anni fa, “La Terra Fortunata”.

La partecipazione alla presentazione è libera fino a esaurimento dei posti disponibili, ma è necessario prenotare preventivamente scrivendo a promozione.ud@pnud.camcom.it

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In copertina, il giornalista enogastronomico Walter Filiputti che domani presenterà il suo nuovo libro dedicato alla Cucina Fvg.

Museo del Caffè, da Trieste a Gradisca nella “storia” della San Marco per i nuovi progetti. Polojaz stupisce con il recupero degli scarti della lavorazione dei chicchi

(f.s.) In concomitanza con la visita di una rappresentanza dell’associazione Museo del Caffè di Trieste alla storica collezione museale dell’industria produttrice di macchine da caffè “La San Marco”, a Gradisca d’Isonzo, oggi, con inizio alle ore 14.30, avrà luogo, ospiti del direttore generale Roberto Nocera, la presentazione ufficiale del Progetto di divulgazione scientifico-umanistica intitolato “Il Caffè, una storia di successo nella cultura regionale ed europea”, avviato dalla stessa Amdc con il finanziamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e il supporto di qualificati sponsor (Banca 360 Fvg, Università degli Studi di Trieste, Gruppo Italiano Torrefattori Caffè, Associazione Caffè Trieste). Sono previsti gli interventi di Gianni Pistrini, presidente Amdc (“I fini statutari e la strategia dell’Associazione Museo del Caffè, le relazioni instaurate in Italia e in Europa, il ‘museo diffuso’ e le prossime sfide”), Doriano Simonato, vicepresidente Amdc (“Ruolo e operatività dell’Associazione nella comunità triestina e regionale, l’impegno a favore dei giovani, le molteplici opportunità nel mondo del caffè”) e Franco Rota, curatore del Progetto (“Obiettivi di consolidamento del programma di iniziative grazie alle maggiori risorse, le prospettive di una moderna sede espositiva, la ribalta di GO!2025”).


Intanto, un notevole interesse, con una significativa presenza di pubblico, ha fatto registrare il recente appuntamento dei “Cenacoli del Caffè”, secondo del ciclo 2024-2025, che ha visto, nella tradizionale sede dell’Hotel Savoia Excelsior, l’intervento di Fabrizio Polojaz, amministratore e cofondatore della primaria azienda triestina di torrefazione “Primo Aroma” nonché attuale Vicepresidente dell’Associazione Caffè Trieste (dopo essere stato per lunghi anni al vertice dello storico sodalizio). Trattando il tema “Non chiamiamoli scarti: il caffè ci viene in soccorso”, Polojaz ha spiegato come si possono riciclare i residui di lavorazione del caffè, beneficiando delle loro innumerevoli proprietà. Dall’alto della sua peculiare e specifica esperienza, il relatore ha illustrato le diverse fasi di trasformazione del “prezioso chicco” con i relativi residui; apparentemente solo dei “rifiuti”, protagonisti in realtà di uno stupefacente, quanto spesso poco noto, “mondo parallelo”. Non tutti sanno infatti delle molteplici possibilità di riuso attive nel settore. Ad esempio, la drupa, ovvero la frutta del caffè, cioè la parte carnosa esterna che una volta veniva eliminata, oggi non è più uno scarto ma si riutilizza in agricoltura come ammendante (mescolato al terriccio dopo una lunga stagionatura anche di un anno e più, per evitare che il troppo vigore della parte carnosa vada a rovinare le piante) ed è importante nella coltivazione organica certificata. Sempre dalla parte carnosa si possono ottenere anche delle bevande, come la cascara, infuso delle bucce e polpa della drupa essiccate, usata come integratore, mentre dalla pianta del caffè si può ricavare anche un delizioso miele. Inoltre, pure il tronchetto della pianta (che un tempo, dopo i 15 anni del ciclo di vita della stessa, diventava legna da ardere) ora viene lavorato e impiegato come manico del portafiltro in alternativa alla radica e alla plastica. E ancora, i fondi di caffè, racchiusi in una garza, sono utili per eliminare i cattivi odori dal frigorifero o dalle scarpe; mentre gli stessi sacchi di juta (essendo troppo costoso ridestinarli all’utilizzo originario) vengono rielaborati e riusati nella pacciamatura agricola, nella creazione di accessori di abbigliamento o per il trasporto di legna.
E ciò, senza dimenticare – ha sottolineato Polojaz – come tutta una serie di prodotti di cosmetica (creme rivitalizzanti, esfolianti, trattamenti energizzanti) abbia proprio il caffè come base, mentre analogamente accade in farmaceutica dove il caffè viene utilizzato per i suoi poteri bronco e vaso dilatatori, contro asma ed emicrania (meglio sotto opportuno controllo medico poiché dosi massicce possono provocare attacchi di cuore). Un incontro quindi davvero interessante, conclusosi tra il vivo apprezzamento del pubblico, al termine del quale il presidente di Amdc, Gianni Pistrini, ha ringraziato la Regione Fvg per il sostegno recentemente concesso, il che consentirà fra l’altro di intensificare i progetti in essere, anche in ambito scolastico, per la maggior conoscenza della “cultura del caffè”. Polojaz con l’occasione ha fatto dono all’Associazione del bel volume “Guida dei Caffè e delle torrefazioni d’Italia”.
Il ciclo dei “Cenacoli” 2024-2025, organizzato attorno al tema-guida “La trasversalità del caffè”, è coordinato anche quest’anno da Nicoletta Casagrande (responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria) assieme al vicepresidente di AMDC Doriano Simonato. Ulteriori informazioni sul portale web dell’Associazione: www.amdctrieste.it

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In copertina, l’esperto Fabrizio Polojaz che ha illustrato il reimpiego degli scarti del caffè; all’interno, con il presidente Gianni Pistrini e il folto pubblico.

Un laboratorio sul caffè a Trieste: iscrizioni aperte fino a mercoledì

(f.s.) Ultimi giorni per iscriversi al prossimo “Cenacolo” dell’Associazione Museo del Caffè di Trieste, presieduta da Gianni Pistrini, che si terrà il 9 gennaio prossimo all’Arcolab di via del Trionfo 1 (piazza Barbacan), stavolta con prenotazione obbligatoria (per un massimo di 20 persone, al costo di 10 euro). L’appuntamento prevede in quest’occasione un laboratorio con la carta guidato da Simonetta Cusma su “Caffélage: papiers collés al profumo di caffè”. Per partecipare scrivere entro il 18 dicembre, mercoledì prossimo, a amdctrieste@gmail.com
Il ciclo dei “Cenacoli” 2024-2025, giunto alla ottava edizione e organizzato attorno al tema-guida “La trasversalità del caffè”, è coordinato anche quest’anno da Nicoletta Casagrande (responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria) e dal vicepresidente di Amdc Doriano Simonato.

info: www.amdctrieste.it

Regione Fvg e legge di Stabilità 2025: disponibili oltre 119 milioni di euro per agroalimentare e imprese di settore

«Superano i 119 milioni di euro le risorse complessive destinate al settore agroalimentare, ittico, forestale e della montagna nella manovra finanziaria regionale di fine anno. Tra le voci principali riguardanti le attività a sostegno delle imprese agricole e agroalimentari è riconfermato l’importante stanziamento destinato al Fondo di rotazione, con 18 milioni di euro, l’assegnazione di 2 milioni di contributi per la realizzazione di impianti fotovoltaici, quasi 1,8 milioni alle attività di zootecnia e oltre 1,3 milioni al settore dell’apicoltura». Così l’assessore regionale a Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, ha riassunto i principali dati inclusi nella legge di Stabilità 2025 per il comparto di riferimento.
«Una fetta consistente di risorse – ha illustrato l’esponente della Giunta Fedriga – riguarda i trasferimenti per la realizzazione di opere di irrigazione e manutenzione ai Consorzi di bonifica (oltre 11 milioni). Se in materia di produzione agroalimentare le risorse si attestano a quasi 7,5 milioni, nell’ambito della promozione e commercializzazione oltre 3 mln sono attribuiti al Sistema integrato dei servizi di sviluppo agricolo e rurale (Sissar), che si occupa di consulenza alle aziende. La promozione dell’agroalimentare passa anche da Ersa, sostenuta con più di 5 milioni (dei 6,4 milioni agli enti regionali, 1,2 va a l’Ente tutela pesca Etpi). Si sottolinea l’attenzione per l’inserimento di prodotti biologici nelle mense pubbliche (1,5 milioni)».
In merito, poi, alla valorizzazione e alla salvaguardia del territorio vanno menzionati: quasi 1,4 milioni per attività di antincendio boschivo, 4 milioni per interventi relativi a proprietà silvo-pastorali e 3,5 milioni per azioni sulla viabilità forestale. A questi si aggiungono i trasferimenti ad aree naturali, riserve, parchi biotopi (6,5 milioni) e lo stanziamento per opere di sistemazione idraulico-forestale, per oltre 16 milioni totali. Vengono assegnati contributi per il ripristino delle foreste colpite dalla tempesta Vaia (oltre 1 milione). Per quanto riguarda le politiche per il territorio montano e la sua crescita, si prosegue con quasi 4,9 milioni tra aiuti ai Comuni per investimenti e aiuti erogati dalle comunità di montagna per i piccoli esercizi commerciali. La gestione fauna verrà trattata con circa 3 milioni per la prevenzione e l’indennizzo danni. Zannier ha poi ricordato che «tra i principali interventi legislativi va segnalata una prima novità: sarà attivato uno specifico e innovativo programma di interventi, il Programma Valore Agricoltura (Pva), per potenziare la competitività e la redditività delle imprese agricole attraverso investimenti mirati e diretti a favorire l’innovazione produttiva e tecnologica, la transizione energetica, il miglioramento della qualità delle condizioni di lavoro e la multifunzionalità dell’attività agricola; è previsto uno stanziamento di 14,9 milioni sul triennio».
Viene, infine, modificata la normativa del Fondo di rotazione in agricoltura, autorizzando la formula della conversione del finanziamento in sovvenzione (la rinuncia, da parte dell’Amministratore del Fondo, ad una quota dei rientri) e permettendo così lo snellimento della procedura. Aggiornata pure la disciplina del “Programma Anticrisi conflitto russo-ucraino”: si prevede che i finanziamenti agevolati erogati possano essere concessi anche per gli investimenti diretti a favorire la transizione energetica attraverso l’uso delle fonti energetiche rinnovabili e l’accumulo di energia. Ancora, nell’ambito del Programma, si indica che l’erogazione delle misure di aiuto alle imprese agroalimentari possa avvenire non solo in regime de minimis, ma anche in applicazione delle più favorevoli regole comunitarie. L’assessore ha posto l’accento anche sulle misure per la montagna. «A supporto del territorio montano – ha concluso Zannier – si ripropongono, in primis, due linee contributive già note alle comunità: quella volta a incoraggiare la diffusione dell’attività casearia con il recupero a fini divulgativi delle latterie non più utilizzate e quella che ha come scopo il miglioramento della viabilità e delle infrastrutture comunali nei Comuni montani (l’importo massimo del contributo sale a 200 mila euro). Volendo poi rinforzare la qualità dei servizi erogati nei Comuni della Carnia e del Gemonese (non rientranti nella Strategia Nazionale aree interne) e dei Comuni del Natisone e Torre (ammissibili alla Strategia, ma che non riceveranno i fondi per il 2025), l’Amministrazione finanzia un apposito programma di interventi tra salute, istruzione e mobilità (300 mila euro per il 2025). Infine, la Regione Fvg procederà con l’adeguamento funzionale della sede logistica situata in località Avons, a Verzegnis, per rendere più efficienti l’attività di antincendio boschivo, e con la realizzazione della nuova sede della falegnameria regionale a Pontebba, al fine di valorizzare le attività connesse all’uso del legno montano».

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In copertina, l’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier.

Premiato in Spagna nella terra del Cava lo spumante metodo classico “Kremäun” brut della Cantina Produttori Cormons

Un nuovo riconoscimento per la Cantina Produttori Cormons che, questa volta, eccelle con il suo spumante Kremäun Brut. Nel mercato del vino, gli spumanti italiani continuano ad essere fra i vini più apprezzati per le loro caratteristiche di facile beva, freschezza e leggerezza. Lo confermano i dati analizzati da Wine News, nonché i risultati del “50 Great Sparkling Wines of the World” 2025, il concorso giunto alla sua 15ma edizione firmato da “Wine Pleasures”, che si è appena svolto nella prestigiosa zona vitivinicola del Penedes, in Catalogna, dove si produce il Cava, lo spumante simbolo della Spagna.
Nella categoria dedicata al Metodo Classico, su quattordici ori complessivi, ben quattro sono Made in Italy, e uno è espresso dal Friuli Venezia Giulia. Il Kremäun Brut della Cantina Produttori di Cormons si è distinto per la sua eleganza e finezza. Uno spumante Metodo Classico prodotto da Chardonnay e Pinot bianco, in percentuali che variano in base all’annata, dal perlage fine e dal profumo fruttato; secco, sapido, fragrante e persistente al gusto. “ Kremäun” è la traduzione tedesca di Cormons – spiega il direttore generale Alessandro Dal Zovo –, una bollicina raffinata nata proprio per celebrare il territorio. Nella sua produzione, che annovera anche spumanti metodo Brut e spumati dolci, la Cantina si impegna esclusivamente su vini di alta qualità dalle caratteristiche peculiari. Recentemente, è stata premiata anche con le Quattro Viti Ais per l’eccellenza della Malvasia Doc Friuli Harmo 2022.

“Vino Terre”, a San Vito al Tagliamento sabato la presentazione delle 555 bottiglie di Refosco della Cantina di Ramuscello maturate per un anno nel sottosuolo

Il “Vino Terre”, dell’omonimo progetto della Cantina produttori di Ramuscello e San Vito, ha ora la sua bottiglia ed etichetta. Dopo avere riposato al buio e maturato in silenzio, per un anno, in una fossa all’interno del vigneto di produzione; cullato dall’acqua di falda del Tagliamento; degustato da una Commissione di esperti, adesso si presenta in pubblico con un evento organizzato per sabato 14 dicembre, a San Vito al Tagliamento (nel prestigioso Teatro Arrigoni), a partire dalle ore 10. Le 555 bottiglie del Refosco dal peduncolo rosso Doc Friuli 2022, unico al mondo, frutto di un’idea e di un lavoro di gruppo coordinato da Gianluca Trevisan e Rodolfo Rizzi, rispettivamente presidente e direttore della Cantina, saranno dunque le protagoniste dell’evento al quale faranno da corollario una serie di interventi.
Dopo i saluti istituzionali, ci sarà una interessante tavola rotonda dal titolo: “Vigneti e vini in Friuli Venezia Giulia: una bella storia da raccontare”, con Enos Costantini (storico e divulgatore della viticoltura friulana); Giulio Colomba, fondatore di Slow Food, e il direttore di Wine Meridian, Fabio Piccoli, coordinati dal giornalista Adriano Del Fabro, direttore di Sole Verde.
Gli studenti del Liceo artistico “Galvani” di Cordenons, accompagnati dagli insegnati, presenteranno i loro 16 lavori grafici che, diventati etichette, faranno bella mostra di sé sulle bottiglie che, non solo conservano ancora in superficie le tracce della terra che le ha protette per 12 mesi ma, per la prima volta in regione, sono anche dotate di tecnologia NFT (Non-Fungible Token) che collega l’acquirente al “gemello digitale” dell’opera. Questo progetto consente ai ragazzi di entrare nel mercato digitale dell’arte contemporanea grazie alla blockchain.
Saranno presenti pure i rappresentanti della Comunità di Sant’Egidio, per portare la loro preziosa testimonianza, poiché la Cantina ha deciso di devolvere parte del ricavato della vendita delle bottiglie di “Vino Terre” alla Comunità, in sostegno dell’importante progetto dei Corridoi Umanitari, contribuendo così a dare dignità a chi arriva nel nostro Paese in cerca di nuove opportunità.
La colonna sonora della mattinata sarà affidata al gruppo musicale del Liceo “Galvani”, diretto dal professore Vanni Benatelli. La presentazione del progetto “Vino Terre” gode del patrocinio dei Comuni di Sesto al Reghena, di San Vito al Tagliamento e dell’Associazione Città del Vino.

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In copertina, le bottiglie di Refosco appena estratte dalla fossa dove si sono affinate per un anno.

Confagricoltura Fvg è preoccupata per l’accordo Ue-Mercosur: molto penalizzate zootecnia e cerealicoltura

Confagricoltura ha appreso con disappunto la notizia dell’accordo Ue-Mercosur (che comprende Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) al quale si è sempre opposta fermamente per i rischi che comporta per gran parte del settore primario e per i consumatori italiani.
«L’intesa non garantisce equità e reciprocità nei rapporti, né protezione per il nostro modello agricolo – è il pensiero di Confagricoltura Fvg –. Comprendiamo la necessità di approfondire le relazioni commerciali internazionali, ma questo non deve avvenire a discapito degli agricoltori europei e delle nostre produzioni».
«Le preoccupazioni principali riguardano l’impatto derivante da una maggiore apertura alle importazioni di prodotti agroalimentari dal Mercosur, in particolare carni bovine, pollame, riso, mais e zucchero – spiega il presidente regionale di Confagricoltura, Philip Thurn Valsassina -. Pur presentando potenziali vantaggi per alcuni settori industriali, l’intesa è altamente penalizzante per le produzioni europee e italiane in termini di concorrenza e sicurezza alimentare. Inoltre, permangono forti dubbi sulla garanzia degli stessi standard di sicurezza alimentare a tutela dei consumatori e stesse regole del lavoro, di sostenibilità e di competitività, a tutela di lavoratori e imprese».
Per questo, Confagricoltura, in linea con il Copa-Cogeca, attende di valutare con attenzione i termini dell’accordo per capire se sarà stato inserito il tema della reciprocità che deve essere alla base dell’intesa.

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In copertina, la presidente Ursula von der Leyen con i rappresentanti del Mercosur.

Nimis, un Museo del vino dedicato al Ramandolo Docg: se ne parlerà domani in una tavola rotonda in Biblioteca

di Giuseppe Longo

«La creazione di un Museo del Vino a Nimis, dedicato al celebre Ramandolo, rappresenta un’opportunità unica per il nostro Comune, sia dal punto di vista culturale che turistico. Nimis è già noto per la sua tradizione vinicola secolare e un Museo dedicato a questo patrimonio valorizzerebbe ulteriormente il nostro territorio, creando un punto di riferimento per appassionati, studiosi e turisti interessati a scoprire le radici storiche e culturali del nostro vino». È quanto afferma Angelika Pfister, responsabile della Biblioteca comunale di Nimis, presentando la tavola rotonda organizzata per domani pomeriggio, alle 16, nelle ex scuole elementari di via Matteotti, oggi sede dell’istituzione culturale. Titolo dell’incontro è “Perché serve un museo del vino a Nimis?”. Un tema di indubbio interesse per la valorizzazione turistica e culturale del territorio pedemontano e della storica Città del vino che verrà sviluppato da relatori e pubblico con il coordinamento di Martina Del Piccolo.
«Il museo non solo esalterebbe il prestigio del Ramandolo – continua, infatti, Angelika Pfister -, ma permetterebbe di creare un percorso storico-enogastronomico, capace di attrarre visitatori da tutto il mondo. In un contesto in cui il turismo esperienziale sta crescendo, offrire ai visitatori la possibilità di esplorare la storia e la tradizione vinicola locale, attraverso pannelli illustrativi, fotografie storiche e testimonianze dei produttori del passato, arricchirebbe l’offerta turistica del Friuli Venezia Giulia», per cui la direttrice della Biblioteca invita tutti a partecipare, a cominciare ovviamente dai produttori del famoso vino Docg – che ha meritato, come già riferito, tramite uno storico produttore un brillante riconoscimento al Gran Premio Noè appena concluso a Gradisca d’Isonzo – al fine di dare un contributo di idee a questo stimolante progetto.

È, indubbiamente, una importante e coraggiosa iniziativa quella presa della Biblioteca comunale di Nimis, tramite la sua bravissima responsabile, e che potrebbe offrire un prezioso contributo per la valorizzazione del vino più pregiato di Nimis – il Ramandolo Docg, appunto, che per primo in regione ventitré anni fa ha ottenuto il prestigioso riconoscimento -, ma anche delle altre varietà a cominciare dal Refosco, oltre che dello stesso paese collinare nel suo complesso. Il Museo del vino, che per forza di cose sarebbe anche quello della civiltà contadina mettendo in mostra quanto è possibile reperire della vitivinicoltura del passato, si potrebbe infatti porre sulla scia di quello, bellissimo, inaugurato poco più di un anno fa a Buttrio, nella cornice di Villa di Toppo Florio, sempre nell’ambito del comprensorio Friuli Colli orientali. E quindi sarebbe il secondo all’interno della stessa zona Doc, con un indubbio significato promozionale. Certo che si tratterebbe di uno sforzo notevole, ma credendoci, e a piccoli passi, ricercando anche idonei finanziamenti, tutto è possibile. La pregiata viticoltura di Nimis – località nota da sempre compre il “pais dal vin” – lo meriterebbe!

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In copertina, pregiate bottiglie Docg a Oro di Ramandolo; all’interno, due immagini del bellissimo Museo del vino di Buttrio.