“Cantine Aperte a Natale” e il vino diventa regalo

di Gi Elle

Primo dicembre, le città sono piene di luci multicolori (sempre più anticipo, alla faccia di sprechi e risparmio energetico…) in vista del Natale che si avvicina e inizia la frenetica ricerca del regalo perfetto. Ma cosa c’è di meglio di offrire o ricevere una confezione di vini e di prelibatezze gastronomiche? E nella ricerca, appunto, di cosa regalare un valido aiuto arriva da “Cantine Aperte a Natale”, proposta che segue quella, recente, di San Martino e che parte proprio oggi proseguendo poi per tutto il mese delle feste più belle.
Anche quest’anno infatti l’iniziativa, organizzata dal Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia guidato da Elda Felluga, non si concentra in un unico weekend, per cui durante tutto dicembre si avrà sempre la possibilità di conoscere alcune tra le più belle cantine del Vigneto Fvg, scegliere tra numerose proposte a tema natalizio e scoprire le fantasiose confezioni preparate ad hoc con selezionate bottiglie per tutte le occasioni oppure composte da biscotti, confetture, dolci e prodotti tipici con il vino più adatto in abbinamento.
Sempre più spesso, come è noto, la bottiglia di vino rappresenta un dono molto gradito per molte occasioni di festa e conoscerne la storia ci permette un’emozionante viaggio nei luoghi di produzione delle eccellenze. Sarà lo stesso vignaiolo a consigliare il vino, indicando gli abbinamenti più appropriati e le tendenze del momento. La lista delle cantine aderenti, con l’indicazione delle giornate e degli orari di apertura, le iniziative collaterali e tutte le informazioni per vivere l’evento sono disponibili sul sito web www.cantineaperte.info
Infine, ricordiamo che Mtv Fvg ha indetto a fine della settimana entrante la cerimonia di premiazione della 20a edizione del Concorso Internazionale Spirito di Vino che si terrà sabato 7 dicembre al Centro Internazionale Vittorio Podrecca, in via Monastero Maggiore, a Cividale, con inizio alle 15.30. Per l’occasione, saranno presenti i membri della giuria Alfio Krancic, presidente, Valerio Marini e Alberto Gerosa, delegato per la rivista Spirito DiVino.

Per ulteriori informazioni:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Tel +39 0432 289540 – +39 3480503700
info@mtvfriulivg.it _ www.mtvfriulivg.it

In copertina, feste in arrivo con brindisi beneauguranti e una buona bottiglia da regalare.

Vinibuoni d’Italia premia il Vigneto Fvg leader con i bianchi

Raffica di riconoscimenti da “Vinibuoni d’Italia 2020” al Vigneto Fvg e in particolare ai suoi grandi bianchi. Saranno infatti premiate a Buttrio, a Villa di Toppo Florio, sabato 7 dicembre, alle 18, le aziende vitivinicole che hanno ricevuto l’ambita Corona dalla Guida vini edita dal Touring Club Italiano. Il Friuli Venezia Giulia si conferma così terra di eccezionali bianchi da vitigno autoctono con ben 17 Corone in questa speciale sezione, non avendo nessun’altra regione raggiunto tale risultato. L’evento, organizzato dalla Pro Loco Buri e dal Comune di Buttrio, e nel quale sarà appunto presentata la nuova edizione della Guida, segue la fase delle degustazioni avvenuta nella stessa Villa a giugno in occasione della Fiera regionale dei Vini, la più antica della Penisola con le sue 87 edizioni.
“Siamo lieti – ha affermato il presidente della Pro Loco, Emilio Bardus – di ospitare ancora una volta gli amici di Vinibuoni d’Italia, a partire dal curatore Mario Busso assieme alla sua squadra, per questo momento che chiude idealmente il 2019 e ci proietta sul 2020, dove saremo ugualmente impegnati nella promozione del nostro territorio e dei suoi grandi vini in un’ottica di sempre maggiore apertura all’enoturismo e ai winelovers”.

Una seduta di degustazione.

Per il Friuli Venezia Giulia sono complessivamente 121 le aziende selezionate nella Guida Vinibuoni d’Italia 2020, inserite nelle sezioni dedicate ai vini da vitigni autoctoni e agli spumanti Metodo Classico, con 331 vini recensiti che rappresentano il meglio della produzione della regione, frutto di una selezione sempre rigorosa e a bottiglia coperta, svolta sotto il coordinamento di Cristina Burcheri e Luisa Alzetta con la collaborazione di Liliana Savioli e con il prezioso supporto della Pro Buri.
Sfogliando le pagine della Guida, si scopre che sono in totale 28 i vini Fvg che si sono aggiudicati la Corona, il massimo riconoscimento assegnato, 24 quelli che hanno ottenuto la Corona del Pubblico e 17 le etichette che si sono invece aggiudicate la Golden Star.

Alla cerimonia interverranno il responsabile nazionale di Vinibuoni d’Italia Mario Busso e i coordinatori regionali, assieme al sindaco di Buttrio Eliano Bassi, all’assessore alla Promozione turistica e Città del Vino Tiziano Venturini e allo stesso presidente della Pro Loco Emilio Bardus.
La presentazione regionale della Guida offrirà inoltre l’occasione per la consegna dei diplomi di merito alle aziende premiate e del riconoscimento alle aziende Ecofriendly, che si impegnano nella riduzione dell’impatto ambientale della produzione.
Sarà presente pure PromoTurismoFvg per illustrare l’International Wine Tourism Conference (Iwinetc), il più importante evento mondiale per l’industria del turismo enogastronomico che ha scelto il Friuli Venezia Giulia come sede dell’edizione 2020. Attesi in regione a marzo 250 operatori del settore provenienti da tutto il pianeta. L’appuntamento si concluderà con una degustazione dei vini selezionati per il Friuli Venezia Giulia nella nuova edizione di Vinibuoni d’Italia.
“La nuova edizione di Vinibuoni – spiega il curatore Mario Busso – conferma la vocazione storica alla promozione dei vini da vitigni autoctoni italiani, un patrimonio ineguagliabile nel mondo, affiancati come d’abitudine dalla sezione Perlage Italia, una selezione di spumanti Metodo Classico italiani. Cresce ulteriormente la foliazione, che sale a 821 pagine, per andare di pari passo con la qualità media tra i produttori che continua a elevarsi ogni anno e che quindi necessità di più spazio in ogni regione”.

Si terranno pure due laboratori: si tratta di due momenti in cui il Friuli Venezia Giulia incontrerà il Piemonte (info e prenotazioni 0432 673511) alle 16.30 in Villa di Toppo Florio. La Signora in Giallo: dalla versione spumante alla Italian Grape Ale, le tante facce della Ribolla gialla incontrano la gastronomia del Piemonte; Caccia a Ottobre rosso: degustazione a bottiglie coperte, cercando di individuare le varie espressioni del Nebbiolo di Piemonte, abbinate al Montasio Dop.

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In copertina, i bianchi Fvg grandi protagonisti nella Guida Vinibuoni d’Italia 2020 edita dal Touring.

LA RICETTA – Gnocchetti di polenta e “otragano”

di Gi Elle

Oggi per la consueta “Ricetta del sabato” facciamo tappa a Grado e precisamente alla Tavernetta All’Androna, una delle colonne storiche di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, il Consorzio della buona tavola guidato da Walter Filiputti che ormai da molti anni propone a fine luglio sul Lungomare Nazario Sauro una fra le più famose cene-spettacolo dell’estate, tanto da doverla proporre in due “puntate”. E l’Androna della famiglia Tarlao è da sempre protagonista della rassegna enogastronomica. Ovviamente i piatti sono a base di pesce, facendo leva sulla tradizione marinara dell’isola, come pure quello che vi presentiamo oggi, preparato dallo chef Attias Tarlao. Eccolo:

“Gnocchetti di polenta e otragano”

Ingredienti:
500 g di farina di mais per polenta metà bianca e metà gialla
4 cefali otragani o cefali dorati da 300 g l’uno
4 spicchi d’aglio
olio extravergine d’oliva di Russiz Superiore in Collio
1 cl vino bianco
sale e pepe

Preparazione:
Per gli gnocchetti di polenta: preparare le due polente – ognuna per colore di farina – in modo tradizionale facendo attenzione che non risulti troppo dura. A cottura terminata, metterla in una sacca da pasticciere, che consigliamo d’avvolgere con un panno per non scottarsi, dato che la polenta deve essere ancora caldissima. Quindi, in un piano di lavoro leggermente unto con un filo d’olio, fare scorrere la sacca creando strisce gonfie e lunghe come si fa per gli gnocchi tradizionali; attendere che si raffreddino e tagliare la polenta a mo’ di gnocchetti. Nel frattempo, pulire i cefali e sfilettarli togliendo loro la pelle.

Per la salsa: rosolare in padella gli scarti del pesce con aglio tritato e un filo d’olio; sfumare col vino bianco; aggiungere un po’ d’acqua e terminare la cottura finché la salsa si restringa in modo adeguato. Filtrarla con un colino e aggiustarla di sale e pepe.

Tagliare a listarelle i filetti e rosolarli in una padella antiaderente ben calda. Bagnare la salsa con un filo d’olio e aggiungerla ai filettini di pesce. Quindi versarvi gli gnocchi che verranno cotti assieme al pesce per 5 minuti a fuoco lento, così che possano assorbire il sugo fin quasi ad asciugarlo. Servire in un piatto fondo ben caldo e guarnire con un filettino di otragano.

Vino:
Un fresco Friulano (ex Tocai) della vicina Doc Friuli Aquileia.

ALL’ANDRONA
Calle Porta Piccola, 6
34073 GRADO
Tel. 0431. 80950
info@androna.it
www.androna.it
Proprietari: Fam. Tarlao
Chef: Attias Tarlao

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In copertina, ecco gli “Gnocchetti di polenta e otragano” dell’Androna.

 

Formaggi e salumi della Carnia domani invitano a Sutrio

di Lant Ator

Vi piacciono formaggi, salumi e prodotti tipici della Carnia? Se rispondete sì, allora segnate sulla vostra agenda domenicale la bellissima manifestazione in programma a Sutrio. Domani, infatti, il paese posto ai piedi del monte Zoncolan, si trasformerà in vero e proprio laboratorio di sapori e profumi, in cui si scopriranno i prelibati salumi e insaccati della montagna friulana e si degusteranno piatti a base di carne di maiale. Musét (cotechino), salami, pancette, prosciutto crudo…  Caratteristica comune a molti è l’affumicatura, nata per favorire la stagionatura e la conservazione dei prodotti che, a seconda della zona, cambia per tempi, legni utilizzati e luoghi dove viene effettuata. Il percorso si snoderà tra le vie del paese dove il turista avrà modo di degustare  menù curati da alcuni Rifugi della Carnia con prelibatezze dedicate al maiale e non solo, abbinati ai vini di selezionate cantine Fvg.
Sempre domani, una straordinaria selezione di formaggi di malga della montagna friulana sarà in mostra e degustazione nell’area del vecchio orto “Ort di Sior Matie”. I formaggi saranno abbinati a vini d’eccellenza del Friuli Venezia Giulia. Venti le malghe della Carnia, del Canal del Ferro-Val Canale e del Pordenonese che partecipano all’evento e che hanno deciso di valorizzare insieme la qualità dei loro prodotti. Nel pomeriggio, alle 16, si potrà fra l’altro assistere a un’inconsueta Asta di formaggi di malga, che darà la possibilità di aggiudicarsi anche forme particolarmente pregiate e solitamente introvabili. Rivolta principalmente agli addetti ai lavori (ristoranti, agriturismo, negozi di formaggi ed alimentari) interessati ad acquistare i prodotti della monticazione 2019 (già in parte introvabili) nonché pezzature speciali, l’asta sarà aperta anche al pubblico, che potrà assistervi ed acquistare, volendo, le forme. L’evento è organizzato dal Caseificio Sociale Alto But di Sutrio – che proprio oggi festeggia i suoi 50 anni – e dalla Cooperativa Malghesi della Carnia e Val Canale in collaborazione con Ersa e il sostegno di PromoturismoFvg.

Per informazioni:
Visit Zoncolan – Tel. 0433778921 – www.visitzoncolan.com – info@visitzoncolan.com
Albergo Diffuso Sutrio Zoncolan – Tel: 0433778921 – www.albergodiffuso.org – info@albergodiffuso.org – https://facebook.com/borgosoandri/
Pro Loco Sutrio – Tel: 0433778921 – www.prolocosutrio.com – prolocosutrio@libero.it – https://facebook.com/proloco.sutrio/

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In copertina, formaggi di malga e qui sopra insaccati tipici della Carnia.

Le mille sfumature di caffè e cacao in scena a San Vito

di Gi Elle

Ma caffè e cioccolato vanno d’accordo? Eccome. Entrambi ci regalano aromi e profumi che si sposano perfettamente, integrandosi e valorizzandosi a vicenda. Chi non è d’accordo, faccia l’“esperimento” e vedrà che non ne rimarrà deluso. E una prova di quanto stiamo affermando sarà fornita anche a San Vito al Tagliamento dove, tra gli appuntamenti da non perdere in vista del Natale, oggi e domani c’è la “Festa del cioccolato e del caffè” in piazza del Popolo, il cuore della cittadina sulla riva destra del grande fiume, dirimpettaia a Codroipo.
All’invitante evento saranno presenti cioccolatieri da tutta Italia con laboratori in cui si insegnerà come realizzare delle creazioni al cioccolato. In più: dimostrazioni di torrefazione, degustazioni, sensorialità, storia e cultura del caffè. Assieme agli organizzatori, protagonista nella due giorni sarà l’Associazione Museo del Caffè, presieduta da Gianni Pistrini, che a Trieste – la città del caffè per eccellenza – ha dato avvio anche alla nuova edizione dei “cenacoli” che offrono la possibilità di scoprire ogni volta qualcosa di nuovo legato alla esotica bevanda, che corona ogni pasto, ma che è indispensabile pure per “accendere” la giornata.
Nell’ambito del ricco programma, da segnalare che proprio oggi, alle 18, nella sala consiliare del municipio, ci sarà un incontro tecnico-divulgativo denominato “Le mille sfumature di caffè e cacao” a cura di Sonia Calligaris, del Dipartimento di scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine, e di Pietro Aloisio, di Assenso, Associazione nazionale di analisi sensoriale. E naturalmente non mancherà la degustazione di caffè e cioccolato.

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In copertina, caffè e cioccolato, un abbinamento perfetto.

 

Uve, vini e turismo nel convegno a Udine dei periti agrari

di Gi Elle

Viticoltura e vini di qualità in Fvg, con riflessi sul movimento turistico, sono i temi che caratterizzeranno domani a Udine il convegno dei periti agrari. Giornata importante infatti, quella del 30 novembre, per il Collegio dei periti agrari e dei periti agrari laureati della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia che, con il patrocinio del Collegio interprovinciale di Venezia, Treviso e Belluno, celebrerà il 90° anniversario di costituzione della professione di perito agrario, con un incontro tecnico che si terrà all’hotel Là di Moret. “Dagli aromi delle uve al turismo esperienziale” è, appunto, il titolo della mattinata di studio e riflessione dedicata al Vigneto Fvg. Si comincerà alle 9.45 con la lectio magistralis del perito agrario Carlo Petrussi, libero professionista, “L’incidenza della potatura della vite sulle caratteristiche sensoriali delle uve”. Quindi, alle 10.30, seguirà “Storia & Agronomia – I cereali in Friuli prima della televisione” a cura del perito agrario Enos Costantini, divulgatore di cultura agraria.

Seguirà una tavola rotonda sul tema “Enoturismo esperienziale, un lavoro da professionisti”, con l’intervento del dottor Lucio Gomiero, direttore generale di PromoTurismo Fvg, del perito agrario Giovanni Cattaruzzi, presidente del Collegio dei periti agrari, del dottor Massimo Del Mestre, del Movimento Turismo del vino Fvg, del perito agrario Riccardo Bini, enologo libero professionista e insegnante, nonché dell’enologo Stefano Trinco, direttore dei Vigneti Pittaro. Moderatore il giornalista Rossano Cattivello, direttore del periodico Il Friuli.
Al termine, intorno alle 12, celebrazione del 90° anniversario di costituzione della categoria e consegna delle targhe benemerenza, alla presenza di Bernardino Lattarulo e Guido Povolo, rispettivamente presidente della Commissione Gestione Separata periti agrari Enpaia ed esponente del Consiglio nazionale e dei periti agrari e dei laureati. Il tutto sarà concluso da una degustazione comparata di vini convenzionali, biologici e da viti resistenti con il coordinamento degli enologi Francesco Spitaleri e Stefano Trinco, con l’ausilio dei produttori dei vini in degustazione (Vigneti Pittaro, Conte d’Attimis Maniago, Arcania, Forchir e Terre di Ger).

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In copertina, il Friuli Venezia Giulia eccelle per i suoi vini bianchi.

Schioppettino di Prepotto e sentore di pepe: oggi un convegno a Corno

di Gi Elle

Sapevate che nello Schioppettino di Prepotto c’è anche un singolare, e interessantissimo, sentore di pepe? Ebbene, a questa particolare caratteristica che rende ancora di più unico il prestigioso vino prodotto nella sottozona dei Colli orientali del Friuli, è stato dedicato anche un convegno per indagare sulla caratterizzazione aromatica del vino attribuita a una particolare molecola, il Rotundone, che si terrà proprio oggi, alle 18, a Villa Nachini Cabassi a Corno di Rosazzo nell’ambito del Programma di sviluppo rurale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Psr 2014 – 2020. La rete d’impresa per la valorizzazione del vitigno autoctono ha infatti organizzato un incontro dal titolo “Il ‘sentore di pepe’ nello Schioppettino di Prepotto, caratterizzazoone aromatica e studio del Rotundone”. Relatori Nicola Macrì e Carlo Petrussi. Moderatore il giornalista Paolo Ianna.
“Ma da dove arriva l’aroma di pepe nel vino? Ci arriva – scrive al riguardo Ianna – attraverso una molecola che si chiama Rotundone, oggetto di una ricerca guidata dallo studioso Mango Parker dell’Australian Wine Research Institute (AWRI) di Adelaide, pubblicata su Web il 20 giugno 2007. Detta molecola è stata protagonista di più recenti approfondimenti operati dal team del professor Fulvio Mattivi, presso l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, portati a termine e resi pubblici nel 2011. Nel 2017, si aggiunge a questi con un progetto richiesto e realizzato dalla rete d’impresa nata per questo preciso scopo, composta da sei aziende produttrici di Schioppettino di Prepotto ed una prestigiosa realtà che si occupa di servizi e di ricerca, nel settore vitivinicolo”.
“Lo Schioppettino – aggiunge – è un vino rosso, nativo dei Colli Orientali del Friuli, dotato di forte identità è conosciuto per l’eleganza e le fragranze pepate. Queste caratteristiche sono molto apprezzate e lo accomunano ad alcuni dei grandi vini rossi (Pinot nero, Syrah, Nebbiolo), come confermato in una recente manifestazione di promozione dei vini rossi autoctoni, sostenuta dalla Regione Fvg.  In quella occasione, una giuria di 30 esperti internazionali guidati da Ian D’Agata, considerato uno dei più importanti wine writer al mondo, hanno riconosciuto le potenzialità dello Schioppettino, eleggendolo al rango di rosso autoctono di riferimento del Friuli Venezia Giulia”.
“Lo studio – riferisce ancora Paolo Ianna – inizia nel 2017 e risponde a precise esigenze dei produttori che mirano a valorizzare il vino, studiando come la correlazione tra condizioni pedo climatiche, gestione agronomica del vigneto e le tecniche di vinificazione possano contribuire ad esaltare e preservare naturalmente la speziatura tipica affinando la gestione di campagna e di cantina attraverso la definizione di ‘protocolli’ condivisi, volti anche a migliorare la sostenibilità ambientale della coltura. Dal progetto ci si attende di confermare e quantificare analiticamente la correlazione, ‘sentore di pepe, concentrazione della molecola nei vini’, ma soprattutto ci si attende di capire quali siano le condizioni pedoclimatiche, le tecniche agronomiche e gli accorgimenti in cantina che possono esaltarne e preservarne la presenza. Durante il progetto sono state realizzate degustazioni guidate di uve, mosti e vini, alla ricerca dell’aroma specifico e sulla base delle azioni e dei dati raccolti.Per ogni tipo di degustazione è stata elaborata e compilata una specifica scheda di valutazione, da cui trarre una descrizione per ogni campione assaggiato”.

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Tutti i dati raccolti, i risultati degli studi ed i “protocolli di gestione agronomica e gestione della vinificazione” output del progetto verranno resi disponibili attraverso il web appoggiandosi al sito internet dell’Associazione Produttori Schioppettino di Prepotto.
Rete d’Impresa per la valorizzazione dello Schioppettino di Prepotto

Info: rotundone.schioppettino@gmail.com
Per maggiori informazioni: www.schioppettinodiprepotto.it

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In copertina, un grappolo di Schioppettino di Prepotto.

Ribolla gialla, parte la promozione in rete ma serve la tutela

di Giuseppe Longo

CIVIDALE – Ribolla gialla protagonista non solo nel bicchiere, come vino “fermo” o”tranquillo” che dir si voglia oppure come prodotto spumantizzato, che piace e va di moda, ma anche sulla rete, strumento moderno e ormai irrinunciabile di promozione e di valorizzazione di qualsiasi prodotto e iniziativa. Però, non basta: bisogna che il vino ottenuto dal celebre vitigno del Friuli – la sua culla sulle dolci colline di Rosazzo – sia protetto dall’“ombrello” normativo invocato da tempo. “Proprio per legare il vitigno, e quindi il vino, al Friuli perché qui è la sua storia”, ha detto Michele Zanardo, presidente del Comitato nazionale vini presso il Ministero delle Politiche agricole.

Il dottor Zanardo è stato infatti uno degli applauditi relatori che hanno partecipato nella modernissima sede di Civibank, che sorge alle porte di Cividale, alla presentazione ufficiale della Piattaforma digitale integrata per la promozione della Ribolla e del cluster vitivinicolo del Friuli Venezia Giulia. Molti gli imprenditori e i tecnici che hanno accolto l’invito dell’Istituto di credito, presieduto da Michela Del Piero, per fare il punto sulla situazione normativa e sulle opportunità di valorizzazione del vitigno autoctono proprio attraverso il progetto presentato dal suo responsabile, Doriano Dreas. La Ribolla gialla è, infatti, un prodotto di chiara potenzialità economica ed un traino per l’ampliamento della notorietà del settore vitivinicolo della nostra regione, sia a livello nazionale che internazionale. Per cui la nuova Piattaforma digitale integrata, con dominio www.ribollagialla.org, è finalizzata a presentare sul mercato il vino in questione, i suoi produttori e contemporaneamente tutti gli attori che contribuiscono a creare valore rendendo unica nel suo genere la filiera del Vigneto Fvg. Allo stesso tempo, la Piattaforma vuole fornire l’opportunità di accedere a servizi mirati ed evoluti offerti dai partner, dal campo bancario – ed ecco spiegata la organizzazione del convegno nella sede di Civibank che ha subito sposato con convinzione il progetto – a quello logistico, per concorrere a rafforzare la competitività delle imprese associate al progetto. Ce ne sono già parecchie e il loro numero continua a crescere, come ha assicurato lo stesso Dreas. E nel contempo estrema importanza viene data all’interazione col territorio e alla sua promozione, tramite la sinergia con PromoTurismoFvg e Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia.
I lavori – coordinati dal perito agrario Giovanni Cattaruzzi, consulente di qualità e innovazione – si sono aperti con un’ampia relazione di Claudio Fabbro il quale, da riconosciuta memoria storica del settore, ha proposto un’approfondita disamina della questione Ribolla gialla non solo allo stato attuale – e quindi con riferimenti alla citata necessità di ricercare una speciale protezione per quelle bottiglie, ferme o spumantizzate, che non rientrano nella tutela delle Doc di collina –, ma anche nel passato di oltre mezzo secolo fa, quando i vignaioli del Collio sotto la guida illuminata del conte Douglas Attems dettero vita alla prima denominazione di origine controllata della regione. Una difesa quindi dalle concorrenze esterne, visto che di Ribolla se ne produce un po’ ovunque nel Belpaese. E anche all’estero: emblematica è l‘esperienza californiana raccontata, al riguardo, dall’enologo Paolo Valdesolo, il quale ha sottolineato la necessità inderogabile di giungere alla istituzione di un Consorzio di tutela come è già avvenuto – in questi casi a livello interregionale – per il Pinot grigio e per il Prosecco.

Una nuova strategia produttiva e commerciale, dunque, per la Ribolla gialla per la quale ci sono importanti margini di crescita soprattutto sul mercato Usa che, come ha confermato Michele Zanardo, si delinea promettente, nonostante le preoccupazioni che possono essere innescate dalla questione dazi. E in questa strategia si colloca proprio la Piattaforma digitale integrata che Doriano Dreas ha illustrato dal punto di vista tecnico, proponendo anche diversi esempi pratici che hanno dimostrato quanto sia importante la presenza sulla rete. “Il nuovo portale – ha detto il responsabile del Progetto – intende fornire una chiave di approccio mirata, puntando prima a presentare il prodotto tramite la parte istituzionale, valorizzando tutte le eccellenze della filiera, dalle barbatelle selezionate al territorio, al metodo di produzione, alla qualità ottenuta in ogni fase, per presentare al meglio le cantine produttrici e la loro selezione dei vini”. E poi c’è la collocazione del prodotto che si intreccia con quella della promozione: “L’acquisto e la degustazione da parte dei clienti – ha spiegato ancora Dreas – trasformeranno poi l’utilizzo della sezione store in una corretta consuetudine. Un percorso quindi prima di conoscenza dei prodotti sulla rete e poi di possibile degustazione tramite la piattaforma di vendita appositamente strutturata”.

Gli onori di casa sono stati fatti dalla presidente di Civibank, Michela Del Piero, la quale ha segnalato il ruolo di riferimento creditizio per l’agricoltura dell’Istituto cividalese in Friuli Venezia Giulia e nel Veneto orientale. Sono 1.200 – ha ricordato – le imprese agricole clienti della banca friulana che opera con un team specializzato dedicato al comparto in diretto contatto con le filiali. La presidente Del Piero ha sottolineato che “l’attenzione riservata al settore primario da Civibank si registra anche nelle situazioni di crisi e di calamità con interventi finanziari ad hoc rapidi ed efficaci”.

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In copertina, bottiglie di Ribolla presentate al convegno; all’interno, i suoi grappoli e immagini dell’incontro nella sede di Civibank a Cividale.

Salumi, formaggi e grandi vini: a Sutrio conto alla rovescia

di Gi Elle

Lunedì, via al conto alla rovescia, a Sutrio, per “Fums, profums, salums”, la Festa del gusto in Carnia, protagonisti i salumi e i formaggi di malga. Domenica 1 dicembre, il paese di falegnami-artisti ai piedi del monte Zoncolan si trasformerà, infatti, in vero e proprio laboratorio di sapori e profumi, in cui si scopriranno i prelibati insaccati della montagna friulana e si degusteranno piatti a base di carne di maiale, il re della tavola carnica. E la manifestazione avviene proprio l’indomani della ricorrenza di Sant’Andrea che, tradizionalmente, in Friuli segna l’avvio delle macellazioni: “A Sant’Andree, el purcit su la bree”… Cioè il maiale pronto sulla tavola per la lavorazione delle carni che daranno prodotti ineguagliabili.
Musét (cotechino), salami, pancette, prosciutto crudo… La varietà dei salumi in Carnia si è creata nel tempo grazie alle sue caratteristiche morfologiche: l’isolamento dovuto alle montagne e alle vie di comunicazione disagevoli ha fatto sì che quasi ogni paese avesse il proprio segreto nel prepararli. Caratteristica comune a molti è l’affumicatura, nata per favorire la stagionatura e la conservazione dei prodotti che, a seconda della zona, cambia per tempi, legni utilizzati e luoghi dove viene effettuata.
Il percorso si snoderà tra le vie del paese dove l’ospite avrà modo di degustare menù curati da alcuni Rifugi della Carnia con prelibatezze dedicate al maiale e non solo, abbinati ai vini di selezionate cantine del Friuli Venezia Giulia. In un caratteristico mercatino sarà possibile trovare il meglio della salumeria carnica e regionale. A fare da contorno, musica e animazione per i bambini.

Foto Elia Falaschi

Sapori e formaggi di montagna

Sempre domenica 1 dicembre, una straordinaria selezione di formaggi di malga della montagna friulana sarà in mostra e degustazione nell’area del vecchio “Ort di Sior Matie”. I formaggi saranno abbinati a vini d’eccellenza del Friuli Venezia Giulia. Venti le malghe della Carnia, del Canal del Ferro-Val Canale e del Pordenonese che partecipano all’evento e che hanno deciso di valorizzare insieme la qualità dei loro prodotti e di far conoscere al largo pubblico il ruolo di tutela del territorio che il loro lavoro riveste. Nel pomeriggio, alle 16, si potrà fra l’altro assistere a un’inconsueta Asta di formaggi di malga, che darà la possibilità di aggiudicarsi anche forme particolarmente pregiate e solitamente introvabili. Rivolta principalmente agli addetti ai lavori (ristoranti, agriturismo, negozi di formaggi ed alimentari) interessati ad acquistare i prodotti della monticazione 2019 (già in parte introvabili) nonché pezzature speciali, l’asta sarà aperta anche al pubblico, che potrà assistervi ed acquistare, volendo, le forme. L’evento è organizzato dal Caseificio Sociale Alto But di Sutrio e dalla Cooperativa Malghesi della Carnia e Val Canale in collaborazione con Ersa e il sostegno di PromoturismoFvg. Formandi avrà un preludio sabato 30 novembre, appunto Sant’Andrea, con i festeggiamenti per i 50 anni del Caseificio sociale Alto But, fra i pochissimi caseifici di valle ancora attivi in Carnia, che raccoglie e lavora il latte anche di piccolissimi allevatori della zona.

Foto Claudio Rizzi

Pacchetti soggiorno

Le due manifestazioni possono essere lo spunto per trascorrere un piacevole week end in Carnia, alloggiando negli appartamenti con cucina arredati di tutto punto dell’Albergo Diffuso Sutrio Zoncolan ricavati dalla ristrutturazione di antiche case di Sutrio (www.albergodiffuso.org). In occasione dell’evento sono proposti pacchetti particolari, con sconto del 15%.

Foto Claudio Rizzi

Per informazioni:
Visit Zoncolan – Tel. 0433778921 – www.visitzoncolan.com – info@visitzoncolan.com
Albergo Diffuso Sutrio Zoncolan – Tel: 0433778921 – www.albergodiffuso.org – info@albergodiffuso.org – https://facebook.com/borgosoandri/
Pro Loco Sutrio – Tel: 0433778921 – www.prolocosutrio.com – prolocosutrio@libero.it – https://facebook.com/proloco.sutrio/

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In copertina, insaccati tipici di maiale che saranno protagonisti a Sutrio.

E ora da Cormons arriva anche il vermouth rosso dal sapore mitteleuropeo

di Gi Elle

E ora il debutto ufficiale del Santòn Ròs, il vermouth rosso Made in  Fvg, esattamente sul Collio cormonese, che come quello bianco attinge alle tradizioni della Mitteleuropa e che, proprio per questo, non poteva che essere presentato a Trieste, la città cosmopolita e mitteleuropea per eccellenza, memore del suo passato imperiale: l’appuntamento è nel tardo pomeriggio di domani, 25 novembre,  al Caffè Tommaseo, sulle Rive. Si tratta di un autentico prodotto della terra e della vigna, oltre che una specialità tutta regionale: non un vino, quindi, ma un suo stretto parente, il vermouth appunto, un prodotto antico, il più celebre vino “fortificato” italiano, che non siamo più abituati ad associare all’uva e ai vitigni, prevalendo quasi totalmente la produzione industriale. Invece, il lavoro messo “in campo” in questi ultimi anni dell’azienda Borgo San Daniele – capitanata da Alessandra e Mauro Mauri, puntualmente segnalata tra i produttori dei migliori bianchi del Vigneto Fvg – è stato proprio quello di restituire a questo prodotto agricolo della tradizione una nuova dignità e un nuovo metodo di produzione: è nato così il Santòn, il primo vermouth agricolo del Friuli Venezia Giulia a totale filiera artigianale che unisce grandi vini prodotti da vitigni autoctoni, coltivati in regime naturale, a una serie di erbe e spezie dell’area regionale, costiera e, appunto, mitteleuropea.

Ecco il Santòn Ròs, nuovo gioiello di Alessandra e Mauro Mauri.

Il primo nato è stato, quattro anni fa, quello bianco che combina a celebri vini di alta qualità – Pinot bianco, Friulano e Malvasia istriana – 30 specie diverse di erbe spontanee delle nostre campagne e spezie aromatiche, con prevalenza di artemisie. Ma il vero protagonista del vermouth è l’assenzio: e Borgo San Daniele ha scelto di utilizzare l’assenzio marino (Artemisia caerulescens), chiamato Santonego nel dialetto locale, proveniente principalmente dalla laguna gradese, dove è proposto come un formidabile digestivo. L’ideale dopo una cena impegnativa.
Lo spirito tutto mitteleuropeo di questo prodotto artigianale arriva dalla ricetta di un’antica farmacia di Vienna creata più di cent’anni fa: l’azienda Borgo San Daniele l’ha reinterpretata per adattarla alle caratteristiche delle erbe locali modificando la ricetta e facendola propria.

Adesso è quindi la volta del nuovo nato, il vermouth rosso, appunto il Santòn Ròs, che sarà presentato per la prima volta assoluta a Trieste, al Caffè Tommaseo appunto domani: alle 18.30 alla stampa e agli operatori, mentre dalle 19.30 la degustazione pubblica sarà aperta a tutti gli interessati a scoprire questa “chicca” del nostro territorio. Una storia che più di raccontare un “prodotto” parla di cultura della terra, di tradizione, di produzione agricola: un’avventura “glocal” per far conoscere un intero territorio attraverso alcune delle sue essenze più peculiari.

Come dicevamo, Trieste è la città ideale per questo debutto: nel Santòn Ròs, infatti, al vino scelto per la variante in “rosso” – le uve di Gortmarin, la vigna più antica dell’azienda, abbinate a un grande vino rosso come il Pignolo Arbis Ròs – si uniscono spezie che rievocano subito le più autentiche tradizioni culinarie mitteleuropee e giuliane. Ecco, allora, che all’immancabile assenzio marino, si abbinano la cannella e i chiodi di garofano, la noce moscata, il timo, la salvia selvatica in un trionfo di sentori che richiamano immediatamente le più autentiche ricette gastronomiche della cucina triestina, le sue contaminazioni asburgiche e slovene, la cucina casalinga e della tradizione, con tutti gli aromi di Trieste e dintorni, tra Carso, Golfo e Laguna.

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In copertina e qui sopra vigneti dell’azienda Borgo San Daniele sul Collio cormonese.