LA RICETTA – Petto d’anatra, uva nera e patate al rosmarino

di Gi Elle

Oggi, per la consueta Ricetta del sabato, vi portiamo a Spilimbergo, bellissima cittadina medioevale in riva al Tagliamento, ed esattamente al ristorante La Torre che è inserito nel Castello contraddistinto dalla stupenda facciata dipinta anche dall’ancora giovane mano del Pordenone. Anche questo locale, come è noto, fa parte del circuito di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori che durante l’estate dà vita alle ormai famose cene-spettacolo. Vi proponiamo un piatto adatto per questo periodo che lo chef Marco Talamini ha preparato abbinando le gustose carni dell’anatra con un frutto di stagione: l’uva. Ecco, dunque, la ricetta, con dosi come sempre per quattro persone.

“Petto d’anatra all’uva con schiacciatina di patate al rosmarino”

Ingredienti:
800 g petto d’anatra
200 g uva da tavola nera
500 g patate
10 g rosmarino
1 dl grappa Moscato
30 g zucchero
200 ml vino da cucina rosso

Procedimento:
Operazioni preliminari: lavare l’uva e tagliare gli acini a metà, togliendo i semi, quindi metterla a bagno in un bicchiere di vino rosso. Preparare bene i petti e incidere la pelle a griglia, cospargendola di sale fino. Lessare le patate, pelarle e schiacciarle con la forchetta o con la frusta, aggiungendo olio profumato al rosmarino e sale.
Cottura: in padella dalla parte delle pelle a fuoco basso per circa 5 minuti. La pelle deve diventare ben croccante. Girare e rosolare per un minuto, mettere a riposare su una griglia. Nella padella aggiungere una spolverata di zucchero di canna e caramellare, sfumare con la grappa e aggiungere l’uva e il vino rosso, ridurre e montare con burro freddo, aggiustare di sale e tirare la salsa.
Finitura: scaldare la schiacciata di patate e formarla a cerchio.
Servizio: lavorare le patate a cilindro e sistemarle sul piatto, scaloppare l’anatra e nappare con qualche goccia di salsa e gli acini d’uva. Servire la salsa in un pentolino a parte.

Vino:
Un giovane Merlot Doc Friuli Grave.

Ristorante La Torre
nel Castello di Spilimbergo
piazza Castello, 8
33097 Spilimbergo
Tel: +39042750555 Fax: +39042750555
info@ristorantelatorre.net
Gestione: Marco Talamini e Massimo Botter
Chef: Marco Talamini
Apertura: dalle 12 alle 14 e dalle 19 alle 22 tranne la domenica sera e tutto il lunedì

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In copertina, il piatto con il “Petto d’anatra all’uva con schiacciatina di patate al rosmarino”.

Lezioni di cucina al Tiare: lunedì si parlerà di pane

di Claudio Soranzo

E’ stata inaugurata, al Tiare Shopping di Villesse, la nuova stagione dei laboratori di cucina, curati dai più rinomati esperti nel settore food nazionali e internazionali. Il progetto, realizzato in collaborazione con Fabrizio Nonis e Sconfinando, offre la possibilità di seguire alcune lezioni d’arte culinaria. Non solo ricette e ingredienti, ma anche momenti in cui apprendere le tecniche per rendere raffinata ed elegante ogni portata.

Fabrizio Nonis ha affermato che tutti coloro che parteciperanno ai corsi in partenza a fine novembre avranno la possibilità di diventare i protagonisti del prossimo format televisivo “Cuciniamo con El Beker”, che verrà registrato nel Tiare Chef Lab e andrà in onda su Sky e sulle reti nazionali.
Dai dolci da viaggio alle varie declinazioni del pane, dalla cucina mediterranea ai sapori tipici del Friuli Venezia Giulia: questi gli incontri e le masterclass per scoprire il mondo del food design con 8 celebri esperti del panorama enogastronomico. Tra i docenti Gigi Sapiente, vincitore del concorso Miglior Pasticcere under 35 del convegno milanese World Pastry Stars; Antonio Follador, il cui panificio a Pordenone è conosciuto per la selezione e la qualità delle materie prime, anche nel rispetto della sostenibilità ambientale; Paolo Cappuccio, chef premiato dalla guida Michelin nel 2009 e 2012; Veronica Defilippis, titolare e fondatrice dell’accademia di cucina “Cuciniamo con… la prima scuola di cucina carnica”, esperta dei prodotti tipici del territorio friulano.
“Tiare si conferma così ancora una volta meeting place di eccellenza, con il suo costante impegno nella promozione di iniziative qualitative, dedicate a un pubblico con differenti passioni e attitudini”, ha affermato la direttrice del Centro, Giuliana Boiano.

Questi i prossimi appuntamenti. Il pane fatto in casa con lo chef Antorio Follador il 25/11 e 18/12, con lo chef Ezio Marinato il 9/12 e con il Master Chef Simone Padoan il 29/1; Tradizioni a tavola con Veronica Defilippis il 26/11, 10/12 e 7/1 e con Master Chef Giorgione il 15/1; Cucina di pesce con Paolo Cappuccio il 27/11, 2 e 16/12 e con Master Chef Hirohiko Shoda il 22/1 e infine La Pasticceria con Gigi Sapiente il 5 e 12/12 e 16/1 e il Master chef Ernst Knam il 4/2. Tutti i corsi si svolgeranno dalle 18 alle 22 al costo di 150 euro, comprendente 3 lezioni + 1 masterclass con lo chef internazionale.

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In copertina, Veronica Defilippis con Fabrizio Nonis; all’interno, due immagini del Tiare Chef Lab.

 

 

 

La carta geografica di Livio Felluga infine in alta… quota

di Gi Elle

Quando l’etichetta di un vino pregiato può diventare, e poi effettivamente lo diventa, un efficace veicolo di cultura. E’ il caso della storica e originalissima etichetta della carta geografica ideata, ormai tanti anni fa, da Livio Felluga, il patriarca del Vigneto Friuli, del quale tra poche settimane ricorrerà il terzo anniversario della scomparsa, ma il cui ricordo di viticoltore geniale e di uomo esemplare è sempre vivo. E anche la “sua” carta geografica concorre a mantenerlo.
Ebbene, dopo una ricchissima stagione, divisa nelle due parti – primaverile e autunnale -, giungono a conclusione “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga” che ha messo un pubblico attento e numeroso a contatto con grandi autori e singolari emozioni per le vicende e le esperienze raccontate nei loro libri. E per la serata del congedo – ma ovviamente, visto il successo dell’iniziativa, crediamo sia soltanto un “arrivederci” alla prossima primavera – è stato organizzato un appuntamento tutto speciale che porterà la carta geografica e l’uditorio in alta… quota. Gli alpinisti tarvisiani Nives Meroi e Romano Benet – coppia sulle vette, ma anche nella vita – saranno protagonisti dell’ultimo incontro della rassegna in programma domani, venerdì 22 novembre, alle 18, nella consueta sala della Palma all’Abbazia di Rosazzo, sopra Manzano, circondata da storici vigneti, culla di tanti pregiati vitigni autoctoni – alcuni dei quali fortunatamente recuperati e rilanciati – premiati con la Docg, il più prestigioso marchio di qualità concesso ai nostri vini.

Livio Felluga e la storica etichetta. 

Durante l’incontro, condotto dalla giornalista Margherita Reguitti, curatrice della rassegna assieme a Elda Felluga, verrà presentato l’ultimo libro di Nives Meroi “Il volo del corvo timido”, edito da Rizzoli, e nel contempo saranno proiettate le immagini della salita all’Annapurna, massiccio nepalese di oltre ottomila metri, filo rosso della pubblicazione. Ma l’appuntamento fornirà anche l’occasione per parlare dell’ultima impresa della coppia friulana recentemente rientrata dalla spedizione sul monte Manaslu, sulla catena dell’ Himalaya, di come l’alpinismo di alta quota sia cambiato negli ultimi anni trasformato da esperienza di amore per la montagna in fenomeno di massa, vorace e individualista.

Si conclude dunque in Nepal il viaggio de “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga” iniziato in Istria con “La veglia di Ljuba” di Angelo Floramo, proseguito in India con “Il gioco degli dei” di Paolo Maurensig, arrivato in Argentina con “La ragazza di Chagall” di Antonella Sbuelz. Viaggio che ha poi fatto rotta in Alaska con “Artico: la battaglia per il grande nord” di Marzio Mian, per passare poi in oriente con “Il cammino del Giappone” di Luigi Gatti e fermarsi in Italia con le guide Odòs con Elena Commessatti, i fratelli Bruno e Camilla Endrici a parlare di Matera e di Trento. Infine, riprendere il viaggio fra le sabbie dal Sahara con “Appuntamento a Chinguetti” di Cristina Cristofoli. Un viaggio nel tempo con “La Stirpe del Vino” di Attilio Scienza e Serena Imazio, nel contemporaneo con “Italiani si rimane” di Beppe Severgnini. Nell’America di fine Ottocento con l’incredibile storia vera della giornalista “Nellie Bly” di Valerio Marchi, un salto nella Preistoria con l’archeologo Andrea Pessina e i primi sistemi agrari in Friuli “I villaggi del grano”.
Anche l’ultimo appuntamento sarà a ingresso libero e si concluderà brindando con i vini della storica azienda Livio Felluga, la cui etichetta, rappresentata da un’antica mappa del territorio, viaggia in oltre ottanta Paesi nel mondo. Proprio alzando i calici si metterà dunque il suggello a questa straordinaria annata, dando sicuramente appuntamento alla prossima. Che, è facile prevedere, non sarà meno interessante ed emozionante.

L’Abbazia di Rosazzo tra i vigneti.

La rassegna, promossa dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dall’azienda Livio Felluga, è realizzata in collaborazione con MiBACT, Biblioteca Statale Isontina, Associazione culturale Vigne Museum e il Comune di Manzano.

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In copertina, ecco Nives Meroi e Romano Benet sulla vetta dell’Annapurna.

Buongustai, ecco il tartufo dei boschi di Muzzana!

di Silvio Bini

Ha un successo crescente “Trifule in fieste”, la manifestazione ideata dall’Associazione Muzzana Amatori Tartufo per valorizzare il prezioso prodotto dei boschi planiziali del Friuli. Quest’anno, si svolgerà dal 22 al 24 novembre e gli appuntamenti in programma sono soprattutto un invito fra le delizie del palato, grande protagonista della tavola sua maestà il tartufo dei boschi di Muzzana del Turgnano.

Nei boschi planiziali di Muzzana.


All’inaugurazione ufficiale della Fiera, alle 11 di sabato, il taglio del nastro sarà per Gloria Clama, la finalista di Masterchef, che recentemente ha aperto a Raveo il ristorante Indiniò. A mezzogiorno, apriranno i ristoranti Tartufo e Friulano, approntati dall’organizzazione. Per questa 10a edizione della Festa del Tartufo bianco pregiato friulano (per la quale gli organizzatori si sono avvalsi della collaborazione con l’Istituto Alberghiero Bonaldo Stringher di Udine), due sono i menu proposti. Quello con il tartufo bianco di Muzzana presenta l’ ovo MAT-to, Cape sante inCoronate, Polente toronde, Tagliolini Magnatum e filetto Lupanico con patate golose. Il menu al tartufo nero friulano propone invece Tartare di Pezzata rossa al battuto di tartufo e Gnocchi ripieni di cinghiale al tartufo. In quanto ai dolci, farà la parte del leone, il Tiramisu (scritto Tirime su), che sarà protagonista già venerdì, alle 18, a Villa Muciana dove verrà degustato ascoltando “La vera storia del Tiramisu, un dolce da Re”. Ben fornita e di qualità è l’enoteca, dotata dei vini delle Cantine Ca’ Bolani, Valentino Butussi, Castello del Poggio, Maurizio Buzzinelli, Isidoro Polencic, Vigna Angeli, Borgo Sanie, Tenuta Il Bosco e Maremma Toscana.

Vittorino Gallo batte l’asta.


Alle 15.30 di sabato, la Mat presenterà il Dvd “Dieci anni di Trifule in fieste”, con la partecipazione dell’ attore e autore teatrale Claudio Moretti. Seguirà l’ avvenimento clou della Fiera, ovvero l’ asta di beneficenza del tartufo bianco pregiato, battuta da Vittorino Gallo. Alla fine, ci sarà la degustazione di risotto con tartufo, accompagnato dai vini della Cantina Molino delle Tolle. Il riso è invece dell’azienda agricola Fraccaroli. I ristoranti riapriranno alle 18. L’inizio di domenica 24 sarà alle 9 con la dimostrazione di cerca tartufo. La partenza per il bosco, da piazza San Marco, un quarto d’ ora prima. Funzionerà il servizio di bus navetta. Corollario della festa del tartufo, nel week-end apriranno stand di artigianato, hobbistica e chioschi enogastronomici, in via Maggiore e via Visinale. Alle 14 di domenica l’ animazione per i bambini e, alle 15.30, l’esibizione del Movimento Danza di Carlino, saranno nell’ area ristoranti, i quali riapriranno alle 18, per ospitare le cene conclusive della speciale festa del Tartufo di Muzzana.

Il ristorante che sforna prelibatezze.

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In copertina, i pregiati tartufi bianchi dei boschi di Muzzana del Turgnano.

L’agriturismo Fvg cresce ancora: prevale la ristorazione

In Friuli Venezia Giulia, nel 2018, gli agriturismi attivi erano 670, con una crescita dell’1,4 per cento (superiore alla media nazionale: +0,9 per cento), sull’anno precedente. È uno dei numeri che emergono dalla elaborazione fatta da Confagricoltura Fvg sull’annuale rilevazione settoriale dell’Istat. Tali strutture, complessivamente, dispongono di 4.434 posti letto (erano 4.408 nel 2017) e 27.579 coperti (erano 25.504, con un aumento dell’8,1 per cento). Il Fvg, assieme alla Provincia autonoma di Bolzano, è il territorio con la maggiore prevalenza di aziende che propongono la sola ristorazione rispetto alla media nazionale. Inoltre, nell’arco dei dodici mesi, le chiusure di attività sono state 28 e le nuove aperture 37.

Philip Thurn Valsassina


«Pur di fronte alla costante diminuzione del numero di aziende agricole regionali, si assiste a un’ altrettanto costante crescita delle strutture agrituristiche – commenta il presidente di Confagricoltura Fvg, Philip Thurn Valsassina -. Ciò sta a significare che le nostre imprese rurali sono impegnate con convinzione nella diversificazione aziendale e nella multifunzionalità. Azioni imprenditoriali dalle quale si può trarre reddito: principale o integrativo, in anni economicamente abbastanza critici per tutto il comparto».
Durante il 2018, inoltre, nelle 670 strutture agrituristiche del Friuli Venezia Giulia, sono transitati oltre 70mila turisti (il 2 per cento di quelli che hanno utilizzato in Italia, complessivamente, le strutture agrituristiche per trascorrere, tutto o in parte, il loro periodo di vacanza). Di questi, ben 32.400 erano stranieri (circa il 46 per cento).

I vini sono fondamentali nell’offerta.

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In copertina, vigneti nella zona di Nimis: il Fvg continua a registrare crescite nel settore agrituristico.

 

Refoschi, ultimo atto a Gradisca che festeggia i protagonisti del vino

di Giuseppe Longo

Ultimo giorno, oggi, con “La grande famiglia dei Refoschi” al Gran Premio Noè di Gradisca d’Isonzo. Stamane incontro-degustazione dedicato ai vini ai tempi di Leonardo, il genio vinciano di cui ricorrono cinque secoli dalla morte, seguito dal promettente assaggio di vini delle aziende più antiche della regione. Ovviamente anche oggi, fino alle 18, saranno aperti i banchi di assaggio di Refosco e Terrano, pregiato rosso del Carso della stessa “famiglia” viticola, abbinati a prodotti tipici del territorio. Fulcro di tutto, come sempre, la centralissima sala Bergamas.

La premiazione di Claudio Fabbro.

Si avvia così a conclusione la bella e importante rassegna – un vero peccato che pure questa iniziativa sia stata disturbata dal maltempo che ha imperversato in questi giorni e che purtroppo continua – organizzata dal Comune e dalla Pro Loco, con la regìa di Stefano Cosma. Era stata inaugurata ufficialmente venerdì con una importante cerimonia che era seguita alla lectio magistralis di Angelo Costacurta dedicata proprio ai Refoschi. Momento focale della stessa la consegna delle statuette del Patriarca Noè – tanto che questi premi vengono simpaticamente definiti anche “oscar del vino Fvg” – a due applauditi esponenti della vitivinicoltura regionale: Claudio Fabbro, agronomo, enologo, giornalista in quanto appassionato e coinvolgente divulgatore del mondo della vite e del vino, nonché delle eccellenze, Made in Friuli Venezia Giulia, e i Produttori del Refosco di Faedis, altrettanto appassionati e tenaci nel difendere il loro gioiello, tanto da rivendicare e ottenere dallo Stato il riconoscimento di una specifica sottozona per questo vino che, assieme al Refosco dal peduncolo rosso, rappresenta uno dei vanti del Vigneto Fvg. Come fosse il Barolo di casa nostra, tanto è pregiato questo vino d’antiche radici, le cui origini si fanno risalire addirittura all’epoca romana, allo splendore anche vitivinicolo di Aquileia con il suo fertile Agro. E altri riconoscimenti, come avevamo annunciato, sono andati al vignettista Francesco Tullio Altan – il “padre” della Pimpa – e all’Istituto per l’agricoltura e il turismo di Parenzo, splendida cittadina della costa istriana.
Sul palco della Bergamas numerose autorità accolte dal sindaco Linda Tomasinsig: tra queste anche l’ex assessore all’Agricoltura e oggi consigliere regionale, Cristiano Shaurli, orgoglioso di festeggiare i suoi concittadini produttori del Refosco di Faedis che sicuramente nuove soddisfazioni darà alla vitivinicoltura di questa importante area dei Colli orientali del Friuli.

Tutti i protagonisti della cerimonia.

Cala dunque il sipario anche su questa edizione del Gran Premio Noè, prestigiosa manifestazione enologica che vanta oltre mezzo secolo di vita, in quanto nata nell’ormai lontano 1965 agli albori del rilancio della produzione vitivinicola regionale attraverso l’istituzione delle denominazioni di origine controllata, per le quali apripista è stata quella del Collio (seguito poi dalla Isonzo), i cui vignaioli hanno il merito di aver creato il primo Consorzio Doc del Friuli Venezia Giulia. In questo mezzo secolo un grosso aiuto per la valorizzazione dell’immagine dei nostri vini l’ha dato proprio questa manifestazione gradiscana. E allora lunga vita al Gran Premio Noè!

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In copertina, ecco gli insigniti delle statuette del Gran Premio Noè sul palco di Gradisca d’Isonzo.

(Foto Archivio Fabbro)

LA RICETTA – Crema di patate e cipolla bianca

di Gi Elle

Oggi, per la consueta “Ricetta del sabato”, facciamo tappa a San Michele del Carso, e precisamente alla Lokanda Devetak 1870 per proporvi una originale ricetta dello storico locale che ha per base la cipolla. E questo perché durante tutto novembre, anche in quattro Ristoranti del Buon Ricordo del Friuli Venezia Giulia – tra i quali, appunto, questo in Comune di Savogna d’Isonzo -, è protagonista proprio il popolare ortaggio, la cui presenza è irrinunciabile in molti piatti. Ecco, dunque, la ricetta come sempre per quattro persone elaborata dallo chef Gabriella Cottali Devetak.

“Crema di patate e cipolla bianca, Spätzle alle erbe e guanciale croccante”

Ingredienti:

Per la crema
4 cipolle bianche
4 patate
sale q.b.
50 g guanciale

Per gli spätzle alle erbe
250 g farina
200 g albumi circa
2 uova intere
20 g erbe aromatiche tritate
50 g parmigiano reggiano grattugiato
sale q.b.

Preparazione:

Per la crema
Tagliare 4 fette di guanciale sottile e metterlo da parte.
Mettere le patate e le cipolle tagliate grossolanamente in una pentola assieme al guanciale rimasto e coprire con abbondante acqua. Cuocere fino a che le patate diventano morbide. Frullare tutto per bene e regolare di sale.
N.B. Si può togliere il guanciale prima di frullare il tutto.

Per gli spätzle alle erbe
Preparare un impasto colloso con tutti gli ingredienti, regolare eventualmente la consistenza e con l’apposito attrezzo per spätzle cuocerli in acqua bollente salata.
Scolarli in acqua e ghiaccio se non usati immediatamente. E al bisogno riscaldarli in acqua bollente salata per 1, massimo 2 minuti.
Adagiare in una padella calda le 4 fette di guanciale fino a che diventano croccanti.

Impiattamento
Porre gli spätzle in un piatto fondo, coprire con la crema di cipolle. Guarnire con la fetta di guanciale e un filo di olio Evo.

Vino:
Una fresca Vitovska della Doc Carso.

 

Lokanda Devetak 1870
di Avguštin Devetak

34070 Savogna d’Isonzo (Gorizia)
Loc. San Michele del Carso
Via Brezici, 22
Tel. 0481.882488 – 882756
Fax 0481.882964
www.devetak.com
info@devetak.com
Chef: Gabriella Cottali Devetak

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In copertina, il piatto “Crema di patate e cipolla bianca, Spätzle alle erbe e guanciale croccante”.

Il “Fogolar 1905” dei Marini? Una finestra sul Friuli

di Claudio Soranzo

Ha 114 anni, ma non li dimostra. Anzi, tende a ringiovanirsi ogni anno che passa. Stiamo scrivendo di un’hotelerie e ristorazione d’alta qualità del Friuli – un territorio, purtroppo, ancora poco conosciuto – che si conferma ancora una volta come simbolo di un’intera regione, ottenendo importanti riconoscimenti.
Per chi non lo avesse ancora afferrato, stiamo scrivendo di quanto la famiglia Marini abbia rappresentato a Udine – dal lontano 1905 – con l’hotel “Là di Moret” e con il ristorante “Il Fogolar”: il primo con un’ospitalità genuina e vivace (nella struttura soggiornano, tra l’altro, tutte le squadre di calcio di Serie A che giocano allo stadio Friuli contro l’Udinese) e il secondo con l’eccellenza della proposta gastronomica.

Lo chef Stefano Basello.


Insomma, una vera e propria finestra sul Friuli, con importanti riconoscimenti e novità, prima fra tutte il cappello – orgogliosamente esibito – attribuito dalla prestigiosa Guida ai Ristoranti dell’Espresso 2020, da poco presentata dal curatore Enzo Vizzari a Firenze. E’ stato così suggellato il rispetto della tradizione, ma è stata parallelamente riconosciuta e apprezzata la cifra fantasiosa impressa dallo chef Stefano Basello, la cui umiltà è stata sottolineata in termini positivi anche da Il Golosario Ristoranti 2020 di Gatti & Massobrio.
In questa Guida ai Ristoranti d’Italia “Il Fogolar” è tra le 34 Tavole Memorabili ed è considerato “la Migliore Esperienza del Friuli Venezia Giulia”, e una sosta in questo ritrovo viene vista come “una sorpresa”. La cucina di Basello è “….una cucina della felicità, davvero innovativa, rispettosa, meditata, con un servizio all’altezza della sua bravura”. Chapeau!
Dulcis in fundo, la notissima guida Gambero Rosso ha inserito “Il Fogolar” nei Ristoranti d’Italia 2020, sottolineandone … la proposta solida e di valore, ancorata ai prodotti del territorio e ispirata alla tradizione” e apprezzandone pure “un servizio competente e preciso”.
La novità è invece rappresentata dall’imminente inaugurazione di una nuova sala del ristorante “Fogolar 1905”, con un chiarissimo richiamo al “ritorno alle origini”.

La sala e un gustoso piatto.

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In copertina, lo storico Fogolar friulano che dà anche il nome al ristorante della famiglia Marini.

Anche il Terrano del Carso protagonista tra i Refoschi di Gradisca

di Gi Elle

A due passi da Gradisca d’Isonzo, appena sopra Sagrado, s’innalzano le prime alture del  Carso Goriziano che, nella zona di Duino Aurisina e Sgonico, s’incrocia con quello Triestino: terra rossa, ricca di ferro e di sali minerali, che regala grandi vini, bianchi e rossi. E fra i secondi il re è il Terrano, vitigno storico di quest’area che altro non è che un… Refosco. Per cui anche il Terrano del Carso – famoso, per esempio, quello vicinissimo di Castelvecchio – è un protagonista di tutto diritto al Gran Premio Noè dedicato alla Grande famiglia dei Refoschi.
Così dopo la giornata inaugurale di ieri, con tanto di premiazione di nomi cari al Vigneto Fvg, la rassegna continua oggi, a partire dalle 10 in sala Bergamas,  con il convegno “Sostenibilità in agricoltura e viti resistenti”, cioè quelle varietà “rivoluzionarie”, appena inventate dall’Università di Udine con l’Istituto di genomica applicata e il supporto tecnico-pratico dei Vivai cooperativi di Rauscedo, che consentono di ridurre drasticamente i trattamenti anticrittogamici facendo contenere – cosa non da poco! – i costi di produzione del vino, peraltro ottimo anche con questi nuovissimi vitigni. Lo dimostrerà l’assaggio che seguirà al convegno e alla presentazione del Progetto Biowine delle Città del vino.
Il tutto continuerà poi fino a domani, domenica, quando alle 11 si terrà un incontro-degustazione denominata “I vini ai tempi di Leonardo”, iniziativa dedicata ai cinque secoli dalla morte del genio vinciano. Seguirà l’assaggio di vini delle aziende più antiche della regione. Ricordiamo, poi, che anche oggi e domani saranno allestiti banchi assaggio di Refosco e del citato Terrano, abbinati a prodotti del territorio. Gli orari: oggi dalle 17 alle 21 e domani dalle 11 alle 18.
La importante manifestazione è organizzata dal Comune e dalla Pro Loco di Gradisca d’Isonzo.

Carso Triestino sopra Duino Aurisina.

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In copertina, grappoli di Terrano sul Carso Goriziano, a Sagrado, dal sito ufficiale della storica Castelvecchio.

Il Vigneto Fvg oggi in festa a Gradisca per il “Noè” a Fabbro e Refosco di Faedis

di Giuseppe Longo

Sono il dottor Claudio Fabbro e i produttori del Refosco di Faedis i rappresentanti del Vigneto Fvg che stamane saranno festeggiati a Gradisca d’Isonzo nell’ambito della prima giornata della manifestazione “La grande famiglia dei Refoschi”. Nella cerimonia che comincerà intorno alle 11, in sala Bergamas, dopo la lectio magistralis del professor Angelo Costacurta dedicata proprio a questa importantissima varietà rossa del nostro Friuli, riceveranno infatti il “Gran Premio Noè 2019”, assieme al famoso vignettista Francesco Tullio Altan e all’Istituto per l’Agricoltura e il Turismo di Parenzo, storica cittadina dell’Istria croata.
Ma gli occhi del settore della vite e del vino del Friuli Venezia Giulia – senza nulla togliere agli altri premiati – saranno tutti rivolti proprio su Claudio Fabbro e sull’Associazione dei produttori del Refosco di Faedis, che riceveranno l’ambito riconoscimento per la tenacia con cui si sono impegnati per ottenere all’interno della Doc Friuli Colli orientali la sottozona denominata appunto Refosco di Faedis. La quale fa il paio con quella dello Schioppettino di Prepotto, contribuendo così a delineare l’offerta dei vini leader di questa importantissima area vitivinicola.

Più che meritato dunque il premio dei vignaioli del Comune a due passi da Cividale. Ma lo è altrettanto quello di Claudio Fabbro da sempre autorevole voce a difesa e valorizzazione del settore vitivinicolo, oltre che impareggiabile memoria storica dello stesso. “Una Commissioneha scritto infatti il sindaco Linda Tomasinsig in una lettera inviata all’agronomo, enologo e giornalista, nativo della vicinissima Sagradoha deciso di premiarla quale vincitore nella categoria ‘personaggio della regione che con la propria attività si sia particolarmente distinto nella promozione del patrimonio vitivinicolo del Friuli Venezia Giulia’ per la lunga esperienza, iniziata come direttore dei Consorzi tutela vini Doc Collio e Isonzo, proseguita come funzionario regionale, poi direttore dell’Osservatorio per le malattie delle piante di Gorizia e, infine, con il prestigioso incarico di commissario straordinario dell’Ersa. Autore di numerose pubblicazioni, appassionato giornalista, collabora con tutte le testate regionali del settore enogastronomico. Accademico della Vite e del Vino, membro della prestigiosa Accademia dei Georgofili di Firenze e Senatore del Ducato dei Vini friulani”.

Appuntamento quindi, alle 11, con questa importante cerimonia con la quale, oltre alla consegna dei quattro premi, si darà ufficialmente il via anche alla tre giorni del Gran Premio Noè – dedicata appunto ai Refoschi -, storica manifestazione la cui nascita risale al lontano 1965 e che il Comune di Gradisca, con il supporto della Regione Fvg, ha voluto opportunamente rilanciare a beneficio di un settore economico strategico come lo è quello della produzione vitivinicola che con la sua indiscussa qualità ha conquistato i mercati del mondo.

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In copertina Claudio Fabbro e qui bei grappoli del Refosco di Faedis.