La “carta geografica” di Livio Felluga va in vacanza con i suoi Colloqui in Abbazia

(g.l.) Tempo di vacanze, con il gran caldo che la fa da padrone. E così anche per i “Colloqui dell’Abbazia”, che avvengono sempre all’insegna della famosa carta geografica che, storicamente, contraddistingue i vini Livio Felluga, è giunto il momento di concedersi la consueta pausa estiva. Come tra poche settimane se la concederanno le stesse piante, nella nota fase dell'”agostamento” (durante la quale le parti verdi si lignificano), preparandosi alla maturazione dei loro frutti: l’uva, nel caso della vite, con l’invaiatura cambia colore, matura pian piano, accompagnandoci verso la nuova vendemmia, che si spera generosa e di qualità.
Per cui venerdì 8 luglio, alle 18, all’Abbazia di Rosazzo, sarà il romanzo dell’autrice pordenonese Lorenza Stroppa, intitolato “Cosa mi dice il mare” (Bottega Errante Edizioni), a chiudere la stagione primaverile della fortunata rassegna, cosicché “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, curati da Elda Felluga e Margherita Reguitti, moderatrice degli incontri, in collaborazione con la Fondazione Abbazia di Rosazzo, riprenderanno il prossimo settembre, con un nuovo calendario di incontri.
La rassegna è realizzata grazie appunto alla Fondazione Abbazia di Rosazzo e all’azienda vitivinicola Livio Felluga, a Vigne Museum associazione culturale (promotrice di altre belle iniziative, soprattuto musicali), al Comune di Manzano e al sostegno di Banca Intesa. Informazioni sui siti: www.abbaziadirosazzo.it e www.liviofelluga.it e pagine social.

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In copertina, la storica Abbazia benedettina di Rosazzo circondata dai pregiati vigneti.

Energia, Cia Fvg apprezza Agrisolare: avremo più fotovoltaico sui tetti agricoli

«Gli agricoltori e gli allevatori del Friuli Venezia Giulia sono pronti a cogliere tutte le opportunità del Pnrr per accrescere il loro contributo alla transizione verde ed energetica, aumentando la sostenibilità del settore e concorrendo all’ulteriore sviluppo delle rinnovabili nei loro territori». Così Franco Clementin, presidente di Cia Fvg -Agricoltori Italiani, commenta la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Agrisolare da complessivi 1,5 miliardi di euro, che dà finalmente il via libera agli investimenti per l’installazione di pannelli fotovoltaici sulle coperture degli edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale.
Per Cia Fvg, si tratta di un’occasione irripetibile per incrementare l’efficienza energetica del comparto, senza erodere minimamente i terreni agricoli destinati alle coltivazioni, ma anche per contenere i costi in una fase in cui le bollette mettono a rischio la tenuta delle imprese, già messe a dura prova dagli effetti della guerra in Ucraina e dalla siccità.
«È necessario però – aggiunge Clementin -, lavorare prontamente in Europa per superare il limite dell’autoconsumo per il finanziamento dei pannelli solari nelle imprese agricole». Altrettanto importante, poi, sul fronte delle agroenergie, è incentivare la produzione di biogas e biomasse legnose, dagli scarti di agricoltura e di allevamento; creare impianti a terra anche su aree abbandonate, marginali e non idonee alla produzione; valorizzare lo stoccaggio al suolo del carbonio assicurato da agricoltura e foreste.

Franco Clementin

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In copertina, pannelli fotovoltaici installati sulle coperture di un centro cerealicolo.

“Il futuro viene dalla terra”, domani riflessione Petrini-Redaelli a Villa Russiz

La Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, presieduta da Alberto Bergamin, ha organizzato per domani, 6 luglio, alle 17.45, nella cornice di Villa Russiz a Capriva del Friuli, la conferenza dal titolo “Il futuro viene dalla terra. Territori coltivatori di identità e motori di innovazione”. Relatori d’eccezione dell’evento saranno Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, e Carlo Roberto Maria Redaelli, arcivescovo di Gorizia e presidente Caritas italiana, che dialogheranno sul tema della cultura contadina e del recupero di borghi e terreni agricoli dismessi.
L’evento è organizzato dalla Fondazione Carigo in collaborazione con Filiera Futura, associazione nata nel 2020 all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, nel Comune di Bra (provincia di Cuneo), su iniziativa della Fondazione Crc, che ha visto fin dall’inizio al suo fianco in qualità di socio fondatore l’Istituzione goriziana.

Monsignor Redaelli, arcivescovo di Gorizia.

Mission di Filiera Futura – che conta attualmente 24 soci, di cui 20 Fondazioni di origine bancaria assieme all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, l’Università degli Studi di Udine, Coldiretti Italia e Confartigianato – è promuovere l’innovazione e sostenere l’unicità e la competitività della produzione agroalimentare italiana di qualità. In questo contesto, si inserisce appunto l’evento della Fondazione Carigo di domani, con lo scopo di accendere un faro sul ruolo cardine delle zone rurali, custodi di tradizioni e saperi, quali propulsori di cambiamento e innovazione, che non deve partire da lontano, ma dalla terra stessa.
«Il momento storico che stiamo vivendo richiede un profondo cambio di paradigma», spiega Carlo Petrini. «Se si vuole mirare alla costruzione di un futuro migliore, i nostri modi di agire e pensare – aggiunge – dovranno essere rivisti dalla base. Sono convinto che un passo determinante in questa direzione possa concretizzarsi nel rivitalizzare quella preziosa componente della biodiversità culturale italiana rappresentata dai piccoli borghi. Questi paesi, che soffrono sempre più del processo di deruralizzazione, devono tornare a essere promotori di piccole economie locali e luoghi in cui le comunità possano risanare il rapporto con la natura e con il territorio». «Dirò di più – prosegue il fondatore di Slow Food -, oggi si sente abusare del termine sostenibilità. Chiunque è pronto a definirsi sostenibile. Il vero significato di questa parola, però, risiede nel rendere durevoli i beni di cui già disponiamo. Ecco che far riaffiorare un patrimonio inestimabile come i borghi italiani è pratica innovativa e sostenibile per eccellenza».
Da parte sua, monsignor Redaelli sottolinea come il recupero dei terreni dismessi e la valorizzazione dei piccoli borghi possa ben inserirsi in quell’attenzione al Creato ripetutamente sollecitata da Papa Francesco ed espressa in particolare nell’Enciclica “Laudato sì” sulla cura della casa comune. In questo modo sarà possibile dare risposta concreta all’appello del Pontefice: «L’ambiente è un bene collettivo, patrimonio di tutta l’umanità e responsabilità di tutti. Se non lo facciamo, ci carichiamo sulla coscienza il peso di negare l’esistenza degli altri».
«Il titolo della conferenza è sufficiente a spiegare la scelta del luogo dove viene ospitata», interviene il presidente della Fondazione Carigo Alberto Bergamin. «Villa Russiz, nel cuore del Collio, va oltre il concetto di semplice azienda vitivinicola, perché rappresenta soprattutto un luogo in cui il valore umano è il vero capitale. Fondazione Villa Russiz non soltanto produce vino di qualità nel rispetto della storia, delle tradizioni e del patrimonio del territorio, ma, attraverso le rendite di questa attività, accoglie nella casa famiglia ragazzi con storie di vita delicate e difficili, garantendo loro un luogo familiare e sereno dove crescere e formarsi. Un esempio di come la nostra terra sia di supporto alla comunità e ai giovani, che rappresentano il nostro futuro».
«Partire dal patrimonio esistente e dalle nostre radici per costruire il futuro, senza cancellare quello che già c’è, ma utilizzandone la memoria come spinta per valorizzare e sviluppare il territorio e le nostre comunità: questa è la linea che da anni la nostra Fondazione segue», ricorda il direttore generale della Fondazione Carigo, Rossella Digiusto. «Siamo molto orgogliosi di poter approfondire sul nostro territorio questi temi, dedicati principalmente alle tante realtà agroalimentari che custodiscono e coltivano la nostra cultura contadina, e al contempo sono capaci di cogliere la sfida dell’innovazione».
«In un momento di grande attenzione al tema della disponibilità di materie prime alimentari Filiera Futura pone l’accento sulla necessità di riappropriarsi dei borghi in progressivo spopolamento e del recupero di terreni agricoli dismessi. Il nostro Paese custodisce un grande patrimonio naturale e un capitale di idee fatto da piccoli-grandi produttori che stanno innovando il settore dell’agroalimentare: per questo come associazione siamo impegnati nella creazione di reti finalizzate a diffondere conoscenze e a valorizzare queste realtà. Siamo lieti di farci accompagnare in stimoli e riflessioni da due personalità di rilievo come Ser monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli – presidente della Caritas e Carlo Petrini – fondatore di Slow Food nell’evocativa cornice di Villa Russiz, luogo simbolo del patrimonio enogastronomico italiano dove si coniugano eccellenza produttiva e solidarietà sociale», afferma infine il presidente di Filiera Futura Francesco Cappello.

La conferenza – che ha il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia, della Camera di Commercio della Venezia Giulia, del Comune di Capriva del Friuli e del Comune di Cormons – è aperta a tutto il pubblico interessato. In caso di maltempo l’evento si terrà al Teatro Comunale di Cormons.

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In copertina, Carlo Petrini il fondatore di Slow Food atteso domani a Villa Russiz.

Agriflash.FVG

Ritorna a Duino “Mare e Vitovska in Morje” – “Vitovska e Carso. Un vitigno, un territorio e una identità da preservare”: questo il titolo del convegno di apertura della 16ma edizione di “Mare e Vitovska in Morje”, l’imperdibile evento annuale per tutti i wine lovers, con il vitigno autoctono più celebre del Carso, organizzato dall’Associazione dei Viticoltori del Carso-Kras. La Vìtovska (accento sulla i) è l’emblema del territorio: vitigno locale nato da un incrocio spontaneo tra la Malvasia e la Glera (la varietà base del Prosecco), non a caso gli altri due unici vitigni carsolini autoctoni a bacca bianca. Quest’anno ci saranno ospiti importanti all’incontro che si terrà venerdi 8 luglio, alle ore 15.30, nella sala conferenze del Castello di Duino. Oggi il Carso rappresenta nel panorama vitivinicolo un simbolo di artigianalità e legame con la comunità rurale. La difesa di questi valori passa proprio attraverso la valorizzazione del suo vitigno autoctono, la Vitovska appunto. Tutelare la Vitovska significa difendere una produzione lontana dai grandi numeri di mercato ma rispettosa del territorio, della tradizione produttiva e dei valori sociali della comunità che la coltiva. Interverranno: Matej Skerlj, presidente dell’Associazione dei viticoltori del Carso; David Pizziga, presidente del Gal Carso – Las Kras; Nicola Bonera, sommelier Ais; Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. Moderatore dell’incontro, Stefano Cosma, giornalista esperto del settore vitivinicolo ed enogastronomico. È possibile partecipare al convegno, riservandosi obbligatoriamente il posto, inviando una e-mail a info@carsovinokras.it. I posti sono limitati, al raggiungimento delle disponibilità verranno chiuse le iscrizioni.

Jolanda de Colò e il Tonno rosso Balfegò Jolanda de Colò, storica realtà friulana fondata da Alana de Colò e Antonello Pessot specializzata nella produzione, nella ricerca e nella distribuzione di pregiate specialità alimentari provenienti da tutto il mondo, annuncia la nuova partnership con Balfegó, prestigiosa azienda familiare spagnola di fama internazionale, con una competizione culinaria stellare. Dalla collaborazione tra la famiglia de Colò-Pessot e la famiglia Balfegó, si apre un’importante opportunità per i clienti della importante realtà produttiva di Palmanova: il concorso Chef Balfegó 2022, una delle competizioni più rinomate in Europa, che premia chi lavora con il migliore tonno rosso del mondo. La manifestazione, l’anno scorso, ha visto in finale la chef italiana Arianna Gatti, a capo della cucina del Miramonti L’Altro** Restaurant di Concesio (Brescia). Per l’edizione 2022, una giuria composta da oltre 15 stelle Michelin assegnerà un premio prestigioso che include 10 mila euro in contanti, un viaggio in Giappone – terra della tradizione culinaria del tonno rosso –, preziosi coltelli giapponesi, interviste con le maggiori riviste di cucina e la possibilità di intervenire al Madrid Fusión Congress. “Oggi il migliore tonno rosso ingrassato porta il nome di Balfegó e siamo fieri di poter distribuire un prodotto straordinario, dando un importante valore aggiunto ai nostri clienti. Il nostro sogno è veder partecipare alla competizione sempre più finalisti del Bel Paese – afferma Bruno Pessot, amministratore delegato di Jolanda de Colò – ci auguriamo che la nostra clientela partecipi numerosa all’evento con creazioni culinarie senza precedenti, come solo la fantasia italiana sa inventare”. Il vero protagonista della partnership sarà appunto il Tonno Balfegó, il migliore tonno rosso ingrassato al mondo, che in un unico prodotto straordinario unisce sostenibilità, tracciabilità ed eccellenza. I tre pilastri cardine assicurano da un lato l’ottima qualità del pesce e dall’altro sensibilizzano verso un consumo responsabile. La certificazione Aenor, ad esempio, garantisce la pesca di soli esemplari maturi che si siano già riprodotti, rendendo i tonni Balfegó un prodotto sostenibile nel lungo periodo e preservando la specie a favore delle future generazioni. La tracciabilità si concretizza attraverso il QR code che accompagna ciascun ordine: chef, operatori di settori e consumatori finali potranno conoscere ogni aspetto del tonno scelto. Infine, gli esemplari sono sacrificati solo previa ordinazione e con una quantità di grasso superiore all’8%, per uno standard qualitativo elevato e costante. A conferma di ciò, l’impiego della tecnica dell’ikejime per evitare sofferenze e stress all’animale, traducendosi in carni più tenere, rosse e sane. Con questa referenza prestigiosa Jolanda de Colò amplia la sua carta dei tonni e, come spiega ancora Bruno Pessot, “oggi sul territorio italiano non esistono aziende con una gamma completa come la nostra, che va dal tonno rosso pescato del Mediterraneo, dell’Adriatico e dello stretto di Gibilterra a quello ingrassato. Le carni, che arrivano sui banconi di chef e non solo, sono senza buzzonaglia, accuratamente pulite, ma provviste ancora di pelle, la quale preserva la qualità del tonno evitandone l’ossidazione”. Jolanda De Colò seleziona eccellenze gastronomiche per gli chef più quotati, per questo l’azienda di anno in anno ha ampliato l’assortimento di materie prime, proponendo un catalogo sempre più profondo e ampio, che spazia tra specialità di terra e mare di primissima scelta. Per maggiori informazioni sul concorso Chef Balfegó 2022, è possibile consultare il sito: https://bit.ly/chef-balfego-2022

Zannier, fondi aggiuntivi per la Pac “La Regione garantirà entro i termini necessari dei fondi aggiuntivi regionali da applicare alla programmazione agricola dei prossimi anni senza i quali non si potrebbero soddisfare tutte le esigenze espresse dal mondo imprenditoriale del settore”. Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, intervenuto nell’auditorium della sede della Regione Fvg a Udine all’incontro di partenariato regionale inerente il Piano Strategico Pac 2023-2027 e gli interventi di sviluppo rurale. L’assessore ha sottolineato le difficoltà derivate dal nuovo sistema di gestione “che ha ridimensionato il ruolo delle Regioni a favore di quello statale. Allo stesso tempo, però, è stato superato anche il modello che prevedeva una suddivisione delle risorse tra le Regioni tale per cui il 50 per cento dei fondi Feasr veniva suddiviso tra sei regioni, modello messo in discussione dall’evoluzione agricola dell’intero sistema paese”. Di fatto, la nuova programmazione, pur con un sistema che Zannier ha definito “complicato anche dal punto di vista concettuale e poco lineare”, la nuova Pac metterà a disposizione 5 milioni di euro in più all’anno. “Per rendere efficaci le misure che andremo ad attivare dovremmo ripartire le risorse in maniera congrua, perché non si ripeta l’attuale frammentazione su un numero eccessivo di azioni. Per questo sarà necessario attivare un numero minore di misure, per non disperdere i fondi”, ha concluso Zannier, ringraziando tutti i partner e gli uffici regionali per il lavoro svolto. Le risorse che spettano al Friuli Venezia Giulia ammontano a 230 milioni di euro circa, secondo la ripartizione su base regionale approvata dalla Conferenza delle Regioni lo scorso 21 giugno. Di questi, 93 milioni di euro sono fondi Feasr e 135 milioni derivano dal cofinanziamento nazionale, di cui 40 milioni (poco meno del 30 per cento) da imputare a risorse regionali in cofinanziamento.

Distilleria Buiese da oltre cent’anni“Gli investimenti nella crescita delle realtà produttive sono sempre un motivo di apprezzamento per l’intero territorio. Nel caso del nuovo punto vendita della distilleria Buiese, inaugurato oggi, oltre all’apprezzamento, manifestiamo l’orgoglio per una realtà consolidata, frutto dell’impegno, della dedizione e della passione di ben tre generazioni di distillatori che hanno saputo portarne avanti la tradizione da oltre cent’anni”. Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, in occasione del taglio del nastro del nuovo punto vendita della distilleria Buiese a Martignacco reso possibile dal recupero originale dello storico stabilimento industriale del 1961. “Siamo di fronte ad una storia friulana al cento per cento che inizia nel 1918 con Giuseppe Buiese – ha indicato Zannier -. L’azienda, cresciuta negli anni grazie alla continuità generazionale, incarna lo spirito tipico delle nostre comunità: la capacità di rimboccarsi le maniche, di costruire, di essere dediti al lavoro”. Oggi, dunque, la storica distilleria di grappa friulana e liquori grazie al recupero originale dello storico capannone industriale ha inaugurato il nuovo negozio dell’azienda che mira a diventare il motore di un polo del turismo esperienziale del Friuli per la promozione della grappa friulana. Su questo aspetto, l’esponente della Giunta Fedriga ha sottolineato l’importanza della valorizzazione e della promozione di prodotti di eccellenza nel contesto complessivo dell’offerta del Friuli Venezia Giulia e l’importante ruolo dell’enogastronomia e dell’agroalimentare anche per la sostenibilità del comparto agricolo, “proprio il turismo – ha detto Zanier – può garantire all’economia di questo comparto margini importanti”.

Flora e fauna, più tutela e sicurezza Tra le più significative modifiche al Regolamento che disciplina la raccolta e la cattura di specie protette nel territorio regionale si conta l’aumento delle specie floristiche regionali protette (+24), l’introduzione di un registro della raccolta/cattura autorizzata, al fine di garantire il rispetto della normativa e facilitare i successivi controlli, l’inserimento di una precisazione in ordine all’esclusione della raccolta della parte radicale, l’introduzione del divieto di utilizzo di rastrelli, uncini o altri mezzi per le specie per le quali verrebbe danneggiato il microhabitat. A darne notizia, è stato l’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari, Forestali, Ittiche e Montagna, Stefano Zannier. Le modifiche del Regolamento sono state approvate dalla Giunta regionale. “Per le specie di “interesse comune” la raccolta, per persona al giorno, è consentita nei quantitativi previsti dalla norma e distinti, a seconda della maggiore necessità conservazionistica. È inserita anche la deroga per fini commerciali, sempre nel limite di 3 esemplari al giorno per persona, per favorire e aiutare lo sviluppo delle piccole economie locali – ha spiegato Zannier -. Per la raccolta autorizzata di tutte le specie è ora inserita la previsione del Registro della raccolta: si tratta di uno strumento che consente di intervenire per poter eseguire effettivamente il controllo sulla quantità di pianta raccolta”. Ma c’è un’altra novità importante: “Sono stati già richiamati alcuni passaggi legati al decreto legislativo sulle piante officinali di cui oggi si stanno iniziando ad aprire le fasi attuative” – ha spiegato ancora Zannier -. Questo decreto prevede l’obbligo di una formazione delle persone che effettueranno la raccolta che dovranno avere in buona sostanza un “patentino”, similmente per quanto accade oggi per la raccolta dei funghi. Con una formazione di base sulle piante si potranno evitare possibili problemi per la salute. L’applicazione di questa nuova norma, di carattere nazionale, sarà declinata in Friuli Venezia Giulia nei prossimi 18 mesi”. Sono alcune centinaia le specie animali e vegetali la cui gestione viene normata in dettaglio da questo regolamento che tratta una materia molto ampia e molto complessa, gestita sia dal Servizio biodiversità, sia dal Corpo forestale regionale. In ultima analisi, le modifiche che sono state apportate incidono in più direzioni: maggiore tutela per flora e fauna, agevolazione per chi opera nel comparto delle piccole economie locali, semplificazione amministrativa, quadro normativo coerente per l’applicazione dei nuovi dettami nazionali ed europei in materia.

I Vignaioli Indipendenti al Mercato dei Vini Tre padiglioni e oltre 850 espositori da tutta Italia: sono questi i numeri record della prossima edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, che si terrà da sabato 26 a lunedì 28 novembre a Piacenza Expo. I tre padiglioni messi a disposizione dal polo fieristico consentiranno di accogliere tutti gli associati Fivi che hanno fatto richiesta di partecipazione e che l’ultimo fine settimana di novembre racconteranno in prima persona il loro lavoro e la loro filosofia, invitando a degustare e acquistare i vini in assaggio. Una tensostruttura dedicata accoglierà l’area della gastronomia, dove gli artigiani del cibo completeranno la rassegna con le loro proposte. “Il Mercato di Piacenza nasce con la volontà di incontrare il pubblico e promuovere la nostra identità di Vignaioli Indipendenti. È la nostra festa, prima ancora di essere parte radicale, l’introduzione del divieto di utilizzo di rastrelli, uncini o altri mezzi per le specie per le quali verrebbe danneggiato il microhabitat.a fiera: per questo motivo abbiamo ritenuto giusto che potessero partecipare tutti i soci che ne hanno fatto richiesta, aumentando gli spazi espositivi – spiega Lorenzo Cesconi, presidente Fivi –. Dopo due anni complessi, con un’edizione rinviata e una condizionata dalla pandemia, con questo undicesimo Mercato vogliamo dare un segno di speranza ancora più forte: i Vignaioli sono un elemento centrale nell’economia e nella cultura italiana, e il Mercato dei Vini è l’evento che meglio di qualsiasi altro racconta e mette in luce questa centralità”. Come già nella passata edizione, si riconferma l’innovativo elemento introdotto nel 2019, con l’aggiunta, al tradizionale week-end di Mercato, del lunedì come giornata dedicata principalmente agli operatori professionali del settore commerciale e del canale Ho.Re.Ca. Verrà inoltre potenziato il servizio di biglietteria online. “Sono tante le novità di questa edizione, frutto di un grande investimento in termini organizzativi e della felice collaborazione con Piacenza Expo: il Mercato dei Vini è una manifestazione che, anno dopo anno, si conferma in continua crescita e che ha raggiunto risultati importanti – prosegue Cesconi – Ma non è solo una questione di numeri: il pubblico ama il Mercato per l’atmosfera unica e irripetibile che si respira, e i Vignaioli hanno a cuore questo evento perché è quello che più li rappresenta con coerenza”.

Roeno, Trento Doc affinato 10 anniRoeno, azienda vitivinicola della Terradeiforti, presenta Dèkatos, un Trento Doc Riserva Brut Nature affinato 10 anni. Un omaggio alle origini familiari trentine, un vino di sostanza e profonda ispirazione, dove emerge l’identità di un territorio che, da un lato, respira l’arte e il vento delle latitudini trentine e, dall’altro, racconta la vocazione per i grandi Metodo Classico, un’inclinazione capace di lasciare il segno nella storia enologica italiana. Una scelta controcorrente quella della famiglia Fugatti che ha deciso di investire direttamente su un affinamento di 120 mesi per il primo Trento Doc dell’azienda. Il nome dello spumante deriva dal greco δέκατος, ossia decimo, perfetto per evidenziare il lungo affinamento su lieviti selezionati senza l’aggiunta della liqueur d’expedition al momento della sboccatura. Uve 100% Chardonnay danno vita a bollicine oro brillante dallo stile unico, vinificate per il 90% in acciaio e il 10% in tonneau. In sole 1500 pregiatissime bottiglie si racchiude un elegante spumante di montagna, frutto di un vigneto posto a un’altitudine di 500 metri. “Da un progetto coraggioso, da una scelta che potrebbe risultare anti-commerciale, abbiamo creato una nuova interpretazione di Trento Doc – spiega Cristina Fugatti, titolare d’azienda –. Puntare sin dall’inizio su un invecchiamento di 10 anni è stata una sfida che ci ha premiato con l’apprezzamento immediato da parte del pubblico e con importanti riconoscimenti di settore, tra i quali spiccano i 96 punti del Gambero Rosso e l’inserimento di Dèkatos 2011 nella sezione Vini Rari. Da sempre scommettiamo su vini di carattere, su una viticoltura innovativa e oggi siamo fieri di aver scritto il nostro capitolo all’interno di un mercato presidiato da autorevoli realtà del mondo enologico e dove noi siamo di fatto appena arrivati”. Uno spumante curato nei minimi dettagli, dalla gestione del vigneto al remuage manuale in cantina, sino alla fase di dégorgement, che si rivela armonioso, fresco, persistente e ben integrato. Sorprende per la complessità, la piacevolezza della carbonica e la sua vena sapida che invita al riassaggio. La prima annata è andata esaurita in pochi mesi, Dèkatos 2012 sarà pronto a settembre 2022 e, come afferma Mirko Maccani, enologo di Roeno, “mantiene uno stretto filo di coerenza con la precedente, concedendo in bocca un sentore più spiccato di crosta di pane. Un dosaggio zuccherino leggermente più basso ha regalato una maggiore struttura, esaltata da note ricche e avvolgenti al palato”. A completare la proposta dell’azienda è arrivato sul mercato anche Roeno Trento Doc, sempre da uve 100% Chardonnay, affinato 48 mesi sui lieviti. Un vino di straordinaria struttura e di grande personalità, caratterizzato da freschezza, fragranza e finezza.

Riecco la Festa del Bacalà di Sandrigo Le ultime due settimane di settembre le strade di Sandrigo si vestiranno dei colori della bandiera norvegese per ospitare la 35ma edizione della Festa del Bacalà alla Vicentina, che rappresenta un momento di incontro tra la cittadina di Sandrigo e la comunità di Røst, piccola isola dell’arcipelago norvegese delle Lofoten dove si pesca e viene essiccato il merluzzo utilizzato per preparare il piatto. Negli anni questa festa è diventata un punto di riferimento della tradizione gastronomica vicentina e ha contribuito a far conoscere e apprezzare a moltissime persone la pietanza che ormai in tutto il mondo rappresenta questo territorio. La volontà di proporre solo il meglio ai visitatori ha portato la Pro Sandrigo a stringere un accordo con Torrfisk Fra Lofoten, associazione di 23 produttori con cui condivide la passione per la ricerca della qualità: dal 2022 lo stoccafisso utilizzato sarà unicamente l’Igp del Consorzio, partner della Festa. Anche quest’anno è previsto un ricco programma: martedì 13 settembre il Gran Galà del Bacalà, esclusiva cena solo su prenotazione, anticiperà l’apertura degli stand che saranno attivi dal 15 al 18 e dal 22 al 26 settembre nelle piazze del paese dove, oltre al tradizionale piatto, si potranno gustare molte altre ricette tipiche e innovative a base di bacalà: i bigoli, gli gnocchi di zucca, i ravioli, la pizza gourmet, il bacalà in tempura, il risotto, il sushi con il bacalà e tante altre proposte. In abbinamento i vini del territorio della Cantina Beato Bartolomeo da Breganze e di IoMazzucato. Domenica 18 settembre tornerà Bacco & Bacalà, l’appuntamento organizzato in collaborazione con Ais Veneto a Villa Mascotto di Sandrigo dove si potranno degustare oltre 120 etichette di vino e birre da accompagnare al bacalà. Domenica 25 alle 10.30, invece, la Confraternita del Bacalà celebrerà in Piazza Garibaldi l’investitura dei nuovi Confratelli che sarà anticipata dal Corteo del Doge con sbandieratori e figuranti. Nella stessa piazza alle 19.30 verrà portato in scena da una compagnia norvegese un abstract dell’opera Querini, la più grandiosa opera lirica dedicata alla storia di Pietro Querini e alla scoperta dello stoccafisso. Durante la manifestazione mercatini solidali, dei sapori e delle tradizioni, workshop, mostre e concerti completeranno la proposta per il pubblico. Programma completo e info sul sito www.festadelbaccala.com

In un film storie di grappa a BassanoGenitori silenziosi, figli feriti e un’eredità complessa da gestire: una distilleria di grappa che finisce nelle mani di tre donne dopo la morte improvvisa del patriarca. Una successione al femminile che scatena odi e amori, avidità e antichi segreti sullo sfondo di un territorio suggestivo come il Veneto, tra le architetture uniche di Bassano e Schiavon, le colline Unesco di Conegliano e Vittorio Veneto e persino le Dolomiti. Un territorio unico dove vigneti, ville e paesaggio diventano elemento essenziale del racconto. Debutta sul grande schermo, in anteprima nazionale giovedì 7 luglio, alle 21.30, al Giardino Parolini di Bassano del Grappa (in via Remondini), la miniserie tedesca “High Spirits” (titolo originale SÜSSER RAUSCH) diretta dalla regista austriaca Sabine Derflinger: girata lo scorso anno interamente in Veneto, tra Bassano, Vittorio Veneto, Conegliano, il Cansiglio e Cortina e prodotta da Doris Zander per Bavaria Fiction per l’emittente tedesca ZDF, con Guido Cerasuolo di Mestiere Cinema come line producer e il fondamentale contributo della Regione Veneto (bando POR FESR). Autore della sceneggiatura Sathyan Ramesh, direttore della fotografia Peter Joachim Krause ma, soprattutto, troupe interamente veneta. Il progetto è stato curato da Katharina Görtz per conto di ZDF, televisione pubblica tedesca che lo distribuisce anche all’estero. La prima delle due puntate (90 minuti ciascuna) di “High Spirits” viene presentata il 7 luglio, con l’evento speciale a Bassano, aperto a tutto il pubblico e gratuito, al quale parteciperanno produttori, rappresentanti del cast e della troupe che per oltre 4 mesi hanno lavorato nel territorio veneto, coinvolgendo una settantina di maestranze locali, con 20 attori e circa 600 comparse. All’ anteprima nazionale ci saranno, insieme ai rappresentanti del Comune di Bassano, la produttrice di “High Spirits” Doris Zander, i protagonisti Sven-Eric Bechtolf, Leslie Malton e Suzanne von Borsody, la delegata di ZDF Katharina Görtz, il line producer veneziano Guido Cerasuolo, il compositore delle musiche Martina Eisenreich e i rappresentanti della Veneto Film Commission, della Regione Veneto, delle istituzioni locali che hanno sostenuto il progetto e delle amministrazioni che hanno accolto nel loro territorio troupe e artisti. Determinante è stata anche la collaborazione di moltissimi operatori e aziende venete, come la Distilleria Poli che ha concesso la distilleria dove ambientare la serie. Terminata la proiezione, sarà possibile dialogare con cast, produttori e protagonisti del progetto. Dopo l’anteprima di Bassano, “High Spirits (SÜSSER RAUSCH)” approderà ai festival e ai mercati dell’audiovisivo, per poi diventare un prodotto di punta della stagione autunnale del canale nazionale tedesco ZDF.

 

Cantina di Ramuscello, 60 vendemmie e una crescita continua nella qualità

di Claudio Soranzo

SESTO AL REGHENA – Sessanta vendemmie, 60 e più anni di lavoro nei campi, soprattutto in vigna, sono un vero e proprio record che la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito ha festeggiato alla grande, non solo con un sontuoso party, ma soprattutto con una tavola rotonda che ha visto in qualità di relatori un parterre di tutto rispetto e un uditorio davvero imponente. Moderato e soprattutto stuzzicato da un presentatore d’eccezione qual è il direttore di Wine Meridian, Fabio Piccoli, il dibattito con il tema “La cooperazione vitivinicola tra tradizione e riorganizzazione manageriale” ha avuto momenti molto importanti, vista la competenza e l’autorevolezza dei relatori.

Il presidente Gianluca Trevisan…

… e il direttore Rodolfo Rizzi.

 

A dare il “la” al convegno è stato il presidente del Comitato Nazionale Vini del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Attilio Scienza: «Le Doc, i territori vitivinicoli e la riscoperta delle varietà autoctone devono ringraziare la cooperazione che, in tempi non sospetti, ha capito quanto fosse importante stabilire nuove regole per la rinascita del vino italiano. Le cantine cooperative sono chiamate ora a un nuovo salto di qualità per affrontare i cambiamenti in corso e diffondere le nuove conoscenze». «La cooperazione vitivinicola, attraverso la quale passa il 58% del vino della Penisola – gli ha fatto eco Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, apparso da remoto sul megaschermo -, assieme ai produttori e agli enologi ha assunto un ruolo determinante per il rinnovamento del comparto e delle sue numerose diversità. In questo contesto, la Cantina Produttori di Ramuscello ha saputo trovare un significativo spazio d’avanguardia in molti campi, compreso quello della sostenibilità praticata, e non solo parlata». A porre, poi, l’accento sull’importanza di un totale coordinamento, facendo rete per non disperdere la capacità di azione del movimento cooperativo – che deve ancora prendere completa consapevolezza della sua forza e responsabilità nel governo del settore – sono stati i cooperatori Luca Rigotti, coordinatore del Settore vitivinicolo di Alleanza Cooperative Agroalimentari; Corrado Casoli, presidente del Gruppo Italiano Vini e il padrone di casa Gianluca Trevisan, presidente della Cantina. Al partecipato appuntamento (oltre 300 i convenuti) hanno preso parte anche Stefano Zannier, assessore regionale alle Risorse agroalimentari; Albino Armani, presidente del Consorzio Doc “Delle Venezie”, e Stefano Zanette, presidente del Consorzio Doc “Prosecco”, pronti a sottolineare l’importanza che il comparto vitivinicolo ha assunto nell’intero Nordest d’Italia, nel quale la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito è inserita a pieno titolo.

I relatori e il foltissimo parterre.

 


Il direttore della Cantina, enologo Rodolfo Rizzi, ha quindi illustrato alla perfezione le bottiglie celebrative della 60ma vendemmia, dedicate al Pinot grigio e al Refosco dal peduncolo rosso, mentre la vicepresidente Laura Bertolin ha ripercorso con dovizia di particolari la prestigiosa storia della cooperativa pordenonese e della sua crescita quantitativa e soprattutto qualitativa. È emerso, tra l’altro, che nell’anno in corso il bilancio della Cantina supererà i 13 milioni di euro di fatturato (3,5 milioni in più rispetto all’esercizio precedente) e i 100 mila quintali di uve raccolte, dai 750 ettari vitati appartenenti ai 158 vignaioli soci, che fanno riferimento alla cooperativa da ben 21 Comuni di tre diverse province, Pordenone, Udine e Treviso.
È stato pure messo in evidenza che con in progetto di miglioramento qualitativo dei vini in produzione, nel 2020 ha preso avvio l’esperienza del Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (Sqnpi), uno schema di certificazione che ha come obiettivo quello di valorizzare le produzioni agricole vegetali ottenute in conformità ai disciplinari regionali di produzione integrata, riconosciuto a livello comunitario) coinvolgendo 466 ettari vitati di 34 soci. Quest’anno i soci interessati sono raddoppiati (66) e gli ettari coinvolti sono saliti a 630.

Nel 2021, per la prima volta in Friuli Venezia Giulia, grazie al protocollo di Ceviq (Certificazione Vini e prodotti Italiani di Qualità), sono stati certificati 5.400 ettolitri di vino vegano. Una notizia che ha sollevato molto interesse in regione e a livello nazionale. È di pochi giorni fa, infine, l’annuncio della certificazione biologica per la Cantina. «La qualità e la sostenibilità non sono solo delle parole ma, per noi, significano agire concretamente – ha commentato il presidente Gianluca Trevisan -. Siamo vicini anche al raggiungimento della certificazione Iso 9001 e Ambientale e a quella Zero Residui, convinti che possano pure rappresentare degli interessanti tratti distintivi per la valorizzazione del vino “Made in Friuli Venezia Giulia”». E tra un paio di mesi, o poco meno, partirà la vendemmia numero 61. Buon raccolto a tutti!

La certificazione ambientale in vigna.

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In copertina, ecco una veduta d’insieme delle strutture della Cantina Produttori Ramuscello e San Vito.

 

Bene il prezzo del latte nel 2022, ma preoccupa molto il “caro energia”

Il prezzo del litro di latte alla stalla torna sopra i 40 centesimi, soglia minima per rendere l’attività degli allevatori economicamente sostenibile. Nei primi tre mesi dell’anno il prezzo pagato alle aziende zootecniche è passato da 41 centesimi a gennaio fino ad arrivare a 43 centesimi a marzo, “tanti” – si fa per dire – gli allevatori non ne vedevano da anni, anche se la crescita è purtroppo in gran parte assorbita dagli aumenti di mangimi ed energia. Variabili che hanno condizionato i risultati del 2021, come sottolineato dal presidente e dal direttore dell’Associazione allevatori Fvg, Renzo Livoni e Andrea Lugo, durante l’assemblea dei soci che, a Codroipo, ha approvato il bilancio 2021.

LATTE – “Nelle aspettative, il 2021 doveva rappresentare l’anno del riscatto dopo un 2020 segnato pesantemente dalla pandemia da Covid-19, invece, lo è stato solo in parte. Infatti, a un primo semestre piuttosto soddisfacente anche in termini di remunerazione del prezzo del latte – ha esordito Livoni -, nella seconda parte dell’anno il settore ha dovuto far fronte sempre più ad aumenti dei costi energetici e a seguire anche delle materie prime, che hanno di fatto annullato i margini realizzati fino a quel momento, dovuti a una quotazione del latte che da diversi anni non superava i 40 centesimi al litro”. Un trend che purtroppo è proseguito nei primi mesi del 2022, accentuato dal conflitto russo-ucraino.

CARNE – Segnali incoraggianti nel 2021 se ne sono registrati anche per la carne bovina e suina, oltre che per le carni bianche, con quotazioni aumentate nella seconda metà dell’anno, che anche in questo caso però sono state in parte vanificate dagli aumenti spropositati dei costi energetici e delle materie prime. “Gli effetti negativi che purtroppo si stanno trascinando anche in questi primi mesi del 2022 – ha fatto sapere Livoni – porteranno a un’ulteriore selezione delle imprese del settore zootecnico, con riflessi negativi anche sulla struttura della nostra associazione”.

STALLE – La contrazione delle stalle in questi anni è proseguita inesorabile, con la progressiva contrazione delle aziende zootecniche. L’anno scorso l’associazione ne ha controllate 403 su un totale regionale di circa 620, 21 allevamenti in meno rispetto ai 424 dell’anno precedente. Parallelamente si è ridotto anche il numero delle vacche controllate pari a 32.323 capi, 699 in meno rispetto all’anno precedente. “Nel totale regionale – sottolinea il direttore Lugo – l’incidenza del patrimonio in controllo rimane notevole, stimabile oltre l’85% delle vacche e in circa l’88% del latte con i capi in controllo (2,4 milioni di quintali su 2,7 milioni totali).

CENTRO MORUZZO – Nel 2021 è proseguita positivamente l’attività del Centro di Fecondazione Artificiale di Moruzzo, che ha visto il passaggio di testimone tra il Responsabile del Centro Tori, Antonio Menegoz e Paolo Scarbolo, e tra il responsabile della commercializzazione del seme equino Paolo Merlo con Roberta Natali. “La partnership con Horizon Genetics iniziata un paio d’anni fa è proseguita nel binario della massima collaborazione anche nel corso del 2021, rafforzando e consolidando il mercato del seme bovino verso la Cina – fa sapere Lugo -, così come è proseguito proficuamente il rapporto con la Selfarm, importatore del nostro seme per la Turchia”.

MALGA MONTASIO – Eccellente la stagione in Malga Montasio grazie al maggior afflusso di visitatori “che probabilmente – evidenzia il direttore – non vedevano l’ora di poter uscire dalle proprie abitazioni e tornare a respirare aria di libertà dopo un 2020 contrassegnato da continui lockdown”. Tendenza che ha positivamente investito anche il rifugio Divisione Julia a Sella Nevea e che promette di consolidarsi quest’anno. Aperto da poche settimane, l’agriturismo di Malga Montasio in particolare sta già riscuotendo grande successo, complice l’arrivo in quota, nei giorni scorsi, di circa 200 vacche che resteranno al pascolo fino all’inizio di ottobre.

E-COMMERCE – Tra le iniziative che vedono impegnata l’associazione e che decolleranno nei prossimi mesi svetta infine l’e-commerce. “Un progetto in divenire – precisa il direttore – sul quale ci siamo spesi molto anche con il supporto dell’amministrazione regionale”. Si tratta di una piattaforma web per il commercio elettronico che sarà gestita direttamente dall’AAFvg e alla quale aderiranno prioritariamente i soci allevatori e trasformatori con i loro principali prodotti lattiero-caseari e derivati della carne, oltre ad una serie di imprese della produzione agroalimentare regionale che forniranno prodotti quali vino, birra, olio, panificati, sottolio e sottaceti, confetture e conserve.

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In copertina, Renzo Livoni presidente dell’Associazione Allevatori del Fvg.

A Sappada e Forni Avoltri vanno in scena fino al 10 luglio i sapori di una volta

«Stiamo vivendo una stagione turistica di grandi soddisfazioni: gli indicatori in nostro possesso ci fanno ben sperare per un anno da record in termini di presenze, numeri che ci aspettiamo superiori a quelli del 2019. L’enogastronomia è una risorsa importante del comparto turistico, da spendere non solo a livello regionale ma anche internazionale, e “Gustosa Sappada” è uno straordinario biglietto da visita che contribuisce ad ampliare il palinsesto di offerte turistiche del Fvg, particolarmente ricco in quest’anno di ripartenza». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, in occasione della presentazione della seconda edizione proprio di “Gustosa Sappada”, il festival della gastronomia di Sappada e Forni Avoltri che si è tenuta nella sede della Regione Fvg a Udine assieme all’assessore al Turismo del Comune di Sappada Silvio Fauner, a Monica Bertarelli direttore del Consorzio Sappada Dolomiti turismo, agli chef Fabrizia Meroi e Donald Michael Scalmanini e Francesco Cicconi, in rappresentanza della categoria degli artigiani e delle botteghe.

L’assessore Bini ha sottolineato l’impegno dell’Amministrazione regionale a sostegno del settore turistico e ricettivo, non solo con gli strumenti già in essere, ma anche con nuovi passi da compiere «attraverso una norma specifica inserita in assestamento per incentivare gli insediamenti turistici di qualità nelle aree montane. Una norma, ispirata a quella relativa agli insediamenti nei consorzi industriali, che permetterà alla Regione di intervenire in modo significativo, superando il “de minimis” per sostenere fino al 20% dell’investimento privato in favore di strutture ricettive di alto livello». «Stiamo assistendo ad un’evoluzione culturale, una presa di coscienza della rilevanza, per il Paese, del comparto turistico e dell’importanza di offrire servizi e strutture di qualità da parte degli imprenditori – ha aggiunto l’assessore Bini -: la Regione li accompagnerà su questa strada».
L’esponente della Giunta Fedriga ha sottolineato anche la collaborazione tra Sappada e Forni Avoltri nell’organizzazione della kermesse, richiamando l’importanza di mettere a fattor comune le eccellenze, sulla strada indicata dalla nuova promozione turistica regionale e dal claim identitario “Io sono Friuli Venezia Giulia”. Nel dettaglio, fino al 10 luglio, saranno 27 le attività ricettive del territorio che presenteranno menù e proposte enogastronomiche incentrate sul tema scelto per la seconda edizione dell’evento “I sapori di una volta”. Sono coinvolti nella kermesse 18 tra ristoranti e rifugi, oltre a bed and breakfast, gelaterie, botteghe alimentari e un panificio di Sappada e Forni Avoltri.
Organizzata dal Consorzio Sappada Dolomiti Turismo, la manifestazione vuole dare risalto a un prodotto turistico eccellente di questa zona della montagna del Friuli Venezia Giulia: l’enogastronomia, che sempre più attira turisti da ogni parte del mondo. Ogni attività aderente ha studiato portate e menù a base di ingredienti tipici dell’area, alcuni dei quali a chilometro zero, dando piena libertà agli chef di interpretarli secondo il proprio talento. Grandi protagoniste quest’anno saranno anche le aziende vinicole del Friuli Venezia Giulia, scelte dai ristoratori per abbinare le loro portate ai vini del territorio. Alla manifestazione aderisce anche il ristorante Laite, la cui chef Fabrizia Meroi è stata nominata “chef dell’anno” per il 2022 dall’autorevole guida de L’Espresso.
Come nella passata edizione, il festival non si svolgerà solo a valle e nei rifugi, ma anche lungo il sentiero silvo pastorale numero 5, che collega nella parte alta della vallata la borgata Ecche a quella di Mühlbach. Nelle sole giornate di sabato 9 e domenica 10 luglio, il sentiero ospiterà produttori di tipicità legate al territorio montano e collinare e attività di animazione. Lungo la camminata (alla portata di tutti), ci si potrà imbattere nelle esibizioni di gruppi folcloristici e si potrà partecipare alla degustazione gratuita di prodotti tipici. Tra queste la cipolla di Cavasso, il formaggio di capra prodotto in quota, la gubana di Cividale, confetture e mieli della Carnia, l’olio Evo del Carso, oli essenziali biologici provenienti da Claut e prodotti di cosmesi naturali. Non mancheranno inoltre esibizioni caratteristiche che attingono dalla tradizione e dalla cultura locale.
Altra novità della seconda edizione di “Gustosa Sappada” è la partecipazione di vip e giornalisti, chiamati a testimoniare il valore dell’iniziativa degustando i menù proposti dai ristoranti e rifugi aderenti. Nel pomeriggio di mercoledì saranno fatte le estrazioni che assegneranno un vip o giornalista ad ogni ristorante. Attesi, tra gli altri, Maria Giovanna Elmi, Francesco Moser e Mauro Corona.

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In copertina e qui sopra due momenti della presentazione dell’iniziativa enogastronomica a Udine; in alto, l’assessore Bini con Fabrizia Meroi e Donald Michael Scalmanini.

 

Tra i vigneti di Torlano e Ramandolo domenica assieme alle Pro Loco

Scoprire, assieme a guide esperte, le Valli del Torre e del Natisone, tra vette, acque, foreste e storia: prosegue il progetto turistico I Sentieri della Pro Loco, all’interno di Montagna 365 di PromoTurismoFvg, che trova in questa parte del territorio regionale la collaborazione di 13 Pro Loco che, coordinate dal Consorzio Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža, sono pronte a offrire agli escursionisti emozioni uniche in angoli più o meno conosciuti del territorio. Coorganizzatori Wild Routes e ForEst.


Prossimo appuntamento domenica 3 luglio con la camminata “Tra i vigneti di Torlano e Ramandolo”. Escursione sui sentieri curati e mantenuti dalla Pro Loco di Torlano per scoprire tradizioni ed angoli nascosti del territorio che attraverseremo nel comune di Nimis. Al termine dell’escursione ci sarà la possibilità di riprendere le forze assaporando i prodotti locali in un ristoro organizzato dalla Pro Loco.
Guida Michele Germano di Wild Routes. Difficoltà: Facile (7 km per 150 m di dislivello), adatto a bambini dagli 8 anni in su.
Durata: 3 h. Ritrovo: ore 8.30 a Torlano di Nimis presso il parcheggio accanto al deposito bus (https://goo.gl/maps/ohj2rHaeTyaTKFqp6); partenza ore 9.
Equipaggiamento: vestiti adatti alla stagione, scarpe da trekking, giacca a vento, acqua, snack, crema solare, cappello/foulard, bastoncini da trekking (consigliati). Prezzo: 15€ intero / 7,50€ ragazzi 12-18 anni accompagnati / gratis <12 anni accompagnati / Gratis FVG Card.
Prenotazione obbligatoria al cellulare 347.4329733 entro le 18 del giorno precedente l’escursione.

TUTTE LE USCITE – Pro Loco Masarolis, guida Nicola Ceschia, 26 giugno, Escursione Joanaz, durata Giornata intera; Pro Loco Torlano, Michele Germano, 3 luglio, Sentiero Torlano-Ramandolo, Mezza giornata; Pro Loco Subit, Angelo Sinuello, 10 luglio, Sentiero della Strega e delle Agane, Mezza giornata; Pro Loco Masarolis, Marco Pascolino, 24 luglio, Preloh, Mezza giornata; Pro Loco Amici di Prossenicco, Nicola Ceschia, 31 luglio, Anello Coreda, Mezza giornata; Pro Loco Savorgnano, Nicola Ceschia, 7 agosto, Tra le Tor e lis Culinis, Mezza giornata; Pro Loco Amici di Prossenicco, Marco Pascolino, 15 agosto, Cascate Kucula, Giornata intera; Pro Loco Subit, Angelo Sinuello, 21 agosto, Agane con panoramica delle cime, Mezza giornata; Pro Loco Nimis, Michele Germano, 28 agosto, Anello Parco delle Pianelle, Giornata intera; Pro Loco Porzus, Marco Pascolino, 3 settembre, Sentiero Malghe Porzus, Giornata intera; Pro Loco Val Cornappo, Michele Germano, 11 settembre, Anello delle Sorgenti del Cornappo, Mezza giornata; Pro Loco Campeglio e Colloredo, Andrea Carboni, 18 settembre, Anello del Soffumbergo, Giornata intera ;Consorzio Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža – Subit, Andrea Vazzaz, 25 settembre, Anello sulle Zuffine (partenza da Subit); Consorzio Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža – Val Cornappo, Andrea Vazzaz, 2 ottobre, Anello della Val di Musi; Pro Loco Valle di Soffumergo, Michele Germano, 16 ottobre, Escursione sui Monti San Lorenzo e Joanaz, Giornata intera; Consorzio Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža – Val Cornappo, Andrea Vazzaz, 22 ottobre, Monte Bernadia; Pro Loco Torreano, Nicola Ceschia, 23 ottobre, Sentiero del Foran dell’Andri, Mezza giornata; Pro Loco Attimis, Michele Germano, 29 ottobre, Zuc di Giai, Mezza giornata.

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In copertina e all’interno immagini di vigneti nella zona tra Torlano e Ramandolo.

Carati d’autori, oggi ad Aquileia Arga Fvg festeggia il ventennale del Premio

di Ida Donati

Grande festa oggi ad Aquileia per la edizione del ventennale del Premio “Carati d’autore”, il riconoscimento che l’Associazione della stampa agricola della nostra regione, presieduta da Carlo Morandini, assegna a giornalisti, enologi, chef e personaggi dello sport. Ideato appunto da Arga e Assoenologi Fvg, con l’Unione regionale cuochi, premia personaggi delle categorie professionali rappresentate che abbiano svolto un ruolo di riferimento sul territorio e nel mondo
rurale, agroalimentare ed enogastronomico, con particolare riguardo alla cultura del territorio. Valorizza, altresì, protagonisti del mondo dello sport che si riconoscono nei valori fondanti della società civile e dell’etica che guidano anche il mondo rurale e la cultura del territorio. Il Premio è istituito con la collaborazione dell’associazione culturale La Riviera Friulana, del Club per l’Unesco di Udine, della Sezione udinese di Italia Nostra e dell’Unaga, l’Unione nazionale delle Arga regionali. La festa si terrà, con inizio alle 18.30, nella sede dell’azienda agricola Brojli, della famiglia Clementin, in via Beligna.
Continua, dunque, l’attività dell’Associazione regionale della stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio, per la valorizzazione del ruolo dei giornalisti specializzati, ma soprattutto per affermare la corretta informazione attraverso convegni, eventi, iniziative che non si sono fermate nemmeno nel corso dell’emergenza da pandemia, proprio nella consapevolezza dell’importanza del compito svolto dai rappresentanti dei media. Anche la valorizzazione delle figure professionali emblematiche è considerata un momento cardine di questa attività e, per tale motivo, Arga Fvg da vent’anni propone i “Carati d’autore” e in diverse prestigiose sedi lo condivide con le categorie professionali fondanti del mondo rurale, agroalimentare ed enogastronomico, quali sono quelle degli enologi e dei cuochi. Assieme all’Assoenologi e all’Unione cuochi, Arga Fvg ha infatti promosso in questi anni il Premio che intende dare spazio e visibilità a personaggi eccellenti delle rispettive categorie, i quali abbiano raggiunto traguardi importanti e contribuito a far crescere le rispettive professionalità, spesso senza avere avuto spazio o risalto adeguati a livello mediatico, risultando peraltro trascurati dalle diverse componenti del settore primario, o a esse addirittura sconosciuti. Claudio Fabbro, Giuseppe Longo, Claudio Cojutti, Amos D’Antoni, Gian Paolo Girelli, Giovanni Chiades, Licio Damiani, Luciano Barile, Piero Villotta, Sergio Gervasutti, Marco Buzziolo, Walter Filiputti, Daniela Paties Montagner sono alcuni dei giornalisti premiati, così come, tra gli enologi, Giuseppe Lipari, Augusto Fabbro, Giorgio Dalla Cia, Stefano Trinco, Maurizio Michelini, Paolo Valdesolo, Marco Rabino, Gianfranco Bisaro, Daniele Calzavara, e tra gli chef Mirka Pillon, Egidio Burba, Adriana Rizzotti, Silvio Di Giusto, Sergio Mian, assieme a numerosi testimonial, dalla prima presidente donna della Regione Fvg, Alessandra Guerra, che aveva tenuto a battesimo il Premio, a Stefano Rizzi, Mauro Pelaschier, Elia Zoccarato, Daniele Cargnello, per il mondo del mare, agli olimpionici Daniele Molmenti, Alessia Follador, Gabriella Sciolti, Mara Navarria, al mister Gigi Del Neri.
Tra le location ospiti dell’evento, la Terrazza Mare di Lignano Sabbiadoro, Palazzo Badin a Pordenone, Palazzo Keckler a Udine, la Sala del Consiglio comunale di Trieste, Tenuta Villanova a Villanova di Farra, l’azienda vitivinicola Piero Pittaro, a Codroipo, Villa di Toppo Florio a Buttrio. Da alcuni anni, Arga Fvg, per l’organizzazione del Premio Carati d’autore, della quale si è sempre fatta carico, si avvale della collaborazione dell’associazione culturale La Riviera friulana, e proseguendo questo rapporto ha programmato appunto per oggi, alle 18.30, ad Aquileia, Città dell’Unesco, all’azienda agricola Brojli, della famiglia Clementin, la 14ma edizione della manifestazione, che come detto si avvale della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine, dell’Associazione Italia Nostra e dell’Unaga, l’Unione nazionale delle Arga. La tenuta Brojli aveva ospitato anche l’ultima edizione di Carati d’autore prima della pandemia.

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In copertina, il presidente regionale di Arga Friuli Venezia Giulia Carlo Morandini.

 

Confagricoltura Fvg, siccità molto grave. Zannier: altri 10 milioni per le reti irrigue

«Di carenza idrica e siccità sento parlare da almeno tre anni, cioè da quando sono stato eletto presidente regionale di Confagricoltura, ma con questa gravità, e già da metà giugno, non era mai successo prima. È evidente che la situazione non è stata affrontata adeguatamente nel recente passato e, oggi, il sistema agricolo e agroalimentare ne paga le conseguenze»: sono alcune delle parole di fine mandato con le quali Philip Thurn Valsassina ha esordito in apertura dell’assemblea dei delegati di Confagricoltura Fvg, tenutasi a Latisana.
«Non posso non segnalare – ha proseguito il presidente – le grosse problematicità che provengono dal settore zootecnico, con molte aziende a rischio chiusura e dalle conseguenze della guerra in Ucraina che possono compromettere le opportunità straordinarie offerte dal Pnrr. D’altro canto, evidenziamo che la vitivinicoltura sta attraversando un momento assai vivace con le iniziative di crescita, sostegno e tutela messe in campo dai Consorzi del Prosecco Doc, del Pinot grigio Doc “Delle Venezie” e l’avvio dell’attività del Consorzio della Doc Friuli Venezia Giulia. Per creare nuove opportunità al nostro comparto – ha sottolineato ancora Thurn Valsassina – abbiamo partecipato alla creazione del Consorzio per la coltivazione della canapa e alla nascita della Fondazione “Agrifood e Bioeconomy”, assieme ad altri 33 enti e associazioni regionali, oltre al mondo bancario con particolare riferimento al sistema del Credito cooperativo».
«Le nuove regole europee non consentono alle Regioni di intervenire sulla Pac e ciò causerà effetti distorsivi notevoli sulle aziende agricole – ha aggiunto nelle sue riflessioni l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier -. Anche sul Pnrr le Regioni non hanno voce, compresi i progetti proposti sul tema della carenza idrica e della corretta gestione delle risorse. Ciò nonostante – ha annunciato l’esponente della Giunta Fedriga – il Friuli Venezia Giulia metterà a disposizione ulteriori 10 milioni di euro, oltre ai 25 già stanziati in passato, per l’ammodernamento delle reti irrigue e per la razionalizzazione della raccolta d’acqua».
In occasione dell’assemblea, ci sono stati alcuni momenti di approfondimento sulla riforma della Pac 2023-27 proposti da Vincenzo Lenucci, direttore Area Politiche europee e internazionali, competitività e Centro studi di Confagricoltura e sul ruolo delle aziende agricole nella transizione energetica, illustrato da Donato Rotundo, direttore Area Sviluppo sostenibile ed innovazione di Confagricoltura nazionale.

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In copertina, Thurn Valsassina con l’assessore Zannier; qui sopra, i delegati di Confagricoltura Fvg a Latisana.