Come irrigare razionalmente le colture: lo spiega un open day all’Ersa di Pozzuolo

«Mettere nelle condizioni tutti gli agricoltori del Friuli Venezia Giulia di conoscere quali sono le nuove e le migliori tecnologie per irrigare in maniera intelligente ed efficiente le proprie colture, risparmiando il bene acqua, aumentando la produttività e gestendo in maniera ottimale le proprie aziende sui fronti tempo e personale». Questo l’obiettivo dell’open day che ha preso il via ieri nella sede dell’Ersa, a Pozzuolo del Friuli, dedicato all’irrigazione efficiente, una “due giorni” aperta dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, assieme ai presidenti dei tre Consorzi di bonifica del Friuli Venezia Giulia, e alla presidente del Canale emiliano romagnolo.
«Da alcuni anni Ersa lavora a questo progetto che ha finalità molto pratiche ed estremamente chiare – ha spiegato Zannier -: mostra nella sostanza come le nuove tecnologie incidano positivamente e profondamente sui risultati dell’irrigazione degli appezzamenti, seguendo crismi contemporanei, con micro irrigazione, irrigazione mirata, gestita attraverso applicazioni da telefonino, con controllo delle condizioni del terreno da coltivare tramite sonde, con comandi e monitoraggio che si possono seguire anche a distanza grazie a sistemi wi-fi portatili e alimentati da pannelli solari».

Stefano Zannier


«Nel campo prova della Braide di Ersa, a Pozzuolo del Friuli, sono state messe a dimora in maniera alternata diverse colture, come ad esempio la patata o il riso in asciutta, tutte irrigate con questi nuovi metodi d’agricoltura 4.0 – ha detto ancora Zannier -. L’open day, che si concluderà domani pomeriggio, dà la possibilità a tutti gli agricoltori della nostra regione di conoscere da vicino i nuovi sistemi di microirrigazione, le aziende che propongono la nuova tecnologia, di chiedere consigli, di essere affiancati dai tecnici di Ersa e dai consorzi per avviare e mantenere nel tempo una metodologia di irrigazione di ultima generazione, dove l’acqua viene utilizzata esclusivamente per quanto è necessario e nei momenti in cui si richiede il suo impiego».
Per gli agricoltori della nostra regione, nello spazio della Braida di Pozzuolo fino a oggi sono attivi i gazebo delle aziende che trattano le migliori tecnologie per l’irrigazione efficace a livello mondiale.
«Inutile dire quanto sia di attualità questa tematica – ha concluso Zannier -. L’incontro di oggi, con un confronto direttamente sul “campo prova” che abbiamo ufficialmente inaugurato con un taglio del nastro, è stato molto importante anche per lo scambio di idee ed esperienze da parte degli agricoltori, dei referenti dei tre consorzi e degli operatori che lavorano con le nuove tecnologie. È dal confronto e dalla voce diretta degli agricoltori, infatti, che mettono sul tavolo le loro esigenze e problematiche, che si può operare tutti insieme, in sinergia, per trovare soluzioni e migliorare così le loro condizioni di lavoro in campagna, e di conseguenza le condizioni di tutta la comunità della nostra regione».

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In copertina, un moderno impianto di irrigazione delle colture.

A Tarvisio “Ein Prosit Summer Edition” si incrocerà con la musica di No Borders

«Grazie a No Borders Music Festival e a Ein Prosit Summer Edition, il Tarvisiano godrà quest’estate di un ricco palinsesto di iniziative. La stagione è iniziata con numeri molto positivi grazie anche ai grandi eventi che hanno posto il Friuli Venezia Giulia al centro del panorama musicale nazionale. Ovviamente l’attenzione per i contagi da Covid-19 rimane alta, ma la nostra regione si conferma una meta in cui vivere l’estate in sicurezza e libertà, in grado di offrire luoghi naturali di straordinaria bellezza, capacità organizzativa e ricettiva, attenzione per la sostenibilità e il turismo lento. Una combinazione di fattori che, unita ad una promozione finalmente vincente, sta venendo premiata da turisti e visitatori». Lo ha detto l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini in occasione della presentazione delle edizioni 2022 del No Borders Music Festival (22-13 agosto) e di Ein Prositi Summer Edition, organizzati dal Consorzio di promozione turistica del Tarvisiano, Sella Nevea e Passo Pramollo, in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFvg, e numerose realtà tra cui Fondazione Friuli, Crédit Agricole Friuladria e Comune di Tarvisio.
In merito ad Ein Prosit Summer Edition, l’assessore ha rimarcato che «è una vetrina dei migliori prodotti e proposte di chef nazionali e internazionali e l’abbinamento con No Borders Music Festival rende questo evento unico. Il Friuli Venezia Giulia ha dimostrato una grande capacità di farsi conoscere attraverso grandi eventi con protagonisti ospiti di assoluto prestigio. Oggi abbiamo anche un ulteriore strumento di promozione: il marchio “Io sono Fvg”, che sta riscuotendo grande successo e i cui prodotti da settembre saranno disponibili per l’acquisto anche attraverso il sito web di PromoturismoFvg».
Ein Prosit si terrà dal 22 al 24 e dal 29 al 31 luglio nel comprensorio del Tarvisiano e prevede cene stellate, escursioni nella natura accompagnate da guide esperte, laboratori, degustazioni e masterclass, incontri e tavole rotonde con le più grandi personalità del panorama eno-gastronomico. Nei ristoranti aderenti sarà inoltre possibile degustare un menù dedicato alla tradizione culinaria del Tarvisiano con almeno uno dei piatti tipici locali rielaborati dagli stessi ristoratori partecipanti all’evento.

Il programma completo degli eventi è consultabile sui siti www.nobordersmusicfestival.com e www.einprosit.org

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In copertina, l’assessore regionale alle attività produttive e turismo Bini.

Ritorna NanoValbruna, Festival Green: tra gli obiettivi la Foresta di Tarvisio

Torna anche quest’anno a Valbruna, in Comune di Malborghetto, il Festival Green del Friuli Venezia Giulia, NanoValbruna, che riunirà tra il 18 e il 23 luglio nella piccola comunità friulana scienziati, imprenditori, docenti, artisti, professionisti del settore per parlare di ambiente, tutela degli ecosistemi, sostenibilità e green economy: una manifestazione di respiro internazionale – realizzato grazie alla Regione Friuli Venezia Giulia con il sostegno di Fondazione Friuli, Fondazione Pietro Pittini, Gruppo Luci e Biofarma e con la partecipazione dell’ Università degli Studi di Udine e con la media partnership della Rai – curata da Annalisa Chirico e Francesco Chirico e dai giovani della neonata associazione ReGeneration Hub Friuli in collaborazione con l’Accademia di Gagliato Globale.
La direzione scientifica di questa edizione del festival – che offre un concreto confronto scientifico ad alto livello per innescare progetti di rigenerazione sostenibile del territorio – è affidata al ricercatore di origini friulane Enrico Di Minin, docente all’Università di Helsinki, scienziato della conservazione noto per le sue attività di ricerca tra il nord Europa e i grandi parchi del Sud Africa contro il commercio illegale di specie sulle piattaforme digitali.

Enrico Di Minin

Nanovalbruna 2022 propone un’intensa settimana di attività tra panel scientifici e artistico-divulgativi, appuntamenti con esperti di politiche giovanili e di processi produttivi sostenibili, dove spiccano i “Meeting with”, incontri one-to-one tra scienziati, imprenditori, ricercatori, manager e i giovani presenti al festival. Da segnalare, tra le altre la presenza dell’accademico bioingegnere e ricercatore italiano Mauro Ferrari, del CEO della start up biomedicale GreenBone Ortho Lorenzo Pradella, del manager e fisico Roberto Della Marina, dei professori e ricercatori Antonio Massarutto, Stefano Filacorda, Paolo Pescarmona, Maila Danielis, Francesca Milocco, solo per citarne alcuni.
Ampio spazio, come di consueto, è riservato da NanoValbruna ai giovanissimi, con le cinque mattinate di NanoPičiule, che anche quest’anno catturerà l’attenzione dei più piccoli (dai 6 ai 14 anni) con divertenti e appassionanti esperimenti scientifici ideati per insegnare a “pensare sostenibile”, il tutto sotto la guida di Marina Cisilino e Paolo Ganzini. Grande attenzione, inoltre, al festival per le attività legate al turismo sostenibile con gli appuntamenti quotidiani della sezione “NanoValbruna Green Experience”. Novità assoluta di questa edizione è l’iniziativa rivolta alla realizzazione di progetti nell’ambito dell’innovazione e della sostenibilità con il contest nazionale “Nanovalbruna Challenge for Circular Economy”, un concorso di idee rivolto a giovani ricercatori, studenti e aspiranti imprenditori chiamati a presentare idee sostenibili per il lancio di start up innovative. Le migliori proposte progettuali – 12 arrivate da tutta Italia – saranno presentate pubblicamente venerdì 22 quando verrà premiata la startup più innovativa.
Sempre venerdì 22 luglio attese al festival presenze internazionali d’eccezione con rappresentanti del mondo delle Nazioni Unite, della Banca Mondiale, nonché il presidente della Società Internazionale delle Piccole Imprese con base a Washington D.C.

Patrizio Roversi

A suggello dell’edizione 2022, atteso nella serata di sabato 23 luglio a Valbruna l’arrivo del “turista per caso” Patrizio Roversi. Volto storico della sensibilizzazione intorno ai temi della sostenibilità, l’autore e conduttore televisivo è noto per l’impegno consolidato a favore dei valori legati all’impatto sull’ambiente degli stili di vita, per la divulgazione dell’importanza del turismo sostenibile e la promozione di scelte sostenibili legate alla produzione e al consumo agroalimentare. In programma in serata l’incontro presentato dalla giornalista Rai Marinella Chirico “Friuli Sostenibile (non per caso): parola di Patrizio Roversi”, a cui prenderanno parte anche il direttore scientifico del festival Enrico Di Minin e l’artista toscano Roberto Ghezzi autore di opere basate sulla natura, le sue Naturografie.
A precedere l’incontro le parole del ricercatore faunistico Paolo Molinari che racconterà “La magia della Foresta di Tarvisio”, uno dei luoghi a più densa presenza di biodiversità al livello europeo, unica area in Italia dove, oltre alla lince, convivono l’orso e il castoro.

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In copertina e qui sopra  bambini impegnati nelle interessanti attività di NanoValbruna.

Agriflash.FVG

Il maltempo in montagna Come è stato illustrato nel Municipio di Claut dal vicegovernatore con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, e dall’assessore alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, la Regione Fvg interverrà attraverso la Protezione civile e la direzione foreste per ripristinare le criticità rilevate dai sopralluoghi effettuati immediatamente dopo il maltempo che ha colpito lo scorso 29 giugno la zona che comprende i Comuni di Erto e Casso, Claut, Forni di Sopra e Cimolais, oltre a un’area (quella della Val Settimana) del Parco naturale Dolomiti Friulane. Come ha spiegato Riccardi, relativamente alla parte di competenza della Protezione civile, ammonta a 5 milioni la spesa complessiva prevista per una serie di opere emergenziali. Per quel che riguarda Forni di Sopra la programmazione dei lavori riguarderà le seguenti frazioni e corsi d’acqua: Località Cridola (esondazione Rio Calda e trasporto di detriti), Località Nuoitas (compromissione difese arginali Tagliamento), Località Davaras Strada per Giaf (deposito materiale inerte) e Rio Suplisi (erosione strada comunale). Su Claut la Protezione civile interverrà conseguentemente ai danni causati della piena del torrente Settimana: un’erosione che ha generato delle problematiche su alcuni tratti delle opere di difesa. Inoltre, l’evento atmosferico ha anche riattivato dei ghiaioni riversando sulla viabilità comunale volume di materiale inerte che sarà oggetto dell’intervento di protezione civile. Da parte sua l’assessore Zannier, in relazione alle criticità che si sono registrate nell’area del Parco naturale Dolomiti Friulane, ha ipotizzato – nell’ottica di imprimere la massima rapidità ai lavori – un finanziamento regionale diretto di all’incirca 700mila euro da erogare al Parco per l’esecuzione delle opere. Per gli altri interventi di competenza dell’assessorato, come ha sottolineato l’assessore, la Direzione foreste – nei casi in cui sarà tecnicamente possibile – provvederà in maniera diretta alle opere attraverso la sua struttura. All’incontro, tra gli altri rappresentanti dei Comuni, hanno partecipato i sindaci Antonio Carrara (Erto e Casso), Marco Lenna (Forni di Sopra) e Gionata Sturam (Claut).

Quel raro pesce del Rio Chiarò «La specie ittica “lasca”, indicata nella “Lista rossa dei vertebrati italiani” tra le specie in pericolo di estinzione, e la cui presenza in regione è stata rilevata unicamente nelle acque del Rio Chiarò a Cialla di Prepotto, sarà tutelata da un accordo di collaborazione che la Regione Fvg, tramite il Servizio di biodiversità e l’Ente tutela patrimonio ittico, ha siglato con l’Università degli studi di Trieste». Lo ha detto, al termine della seduta della Giunta regionale, l’assessore alle Risorse ittiche Stefano Zannier in merito alla necessità di salvaguardare la specie “lasca” (Protochondrostoma genei) dalla minaccia della specie ittica aliena invasiva “naso” (Chondrostoma nasus), anch’essa individuata nelle acque del Rio Chiarò. «Gli studi che verranno attuati tramite questa sinergia – ha spiegato Zannier – hanno l’obiettivo di accrescere le conoscenze sulla “lasca” per mettere a punto specifiche misure a tutela della specie stessa, tra cui in particolare l’eradicazione della specie aliena “naso”. Tutto questo avverrà nello specifico con dei campionamenti periodici con elettrostorditore che saranno eseguiti dal Dipartimento di scienze della vita dell’Università di Trieste con il supporto tecnico e operativo di Etpi. Il Servizio, sulla base dei dati raccolti durante i monitoraggi, individuerà specifici obiettivi di conservazione e idonee misure di conservazione per la “lasca”, riconosciuta come specie ittica di interesse comunitario». Nel complesso, come ha riferito ancora l’assessore, il Servizio biodiversità della Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche della Regione erogherà al Dipartimento dell’ateneo triestino un totale di 10mila euro nell’arco di tre anni (3mila nel 2022, 5mila nel 2023, 2mila nel 2024) per il rimborso delle spese per le attività relative all’accordo, che sarà valido fino al 30 giugno 2024.

La tutela del Monte Sabotino«Il biotopo naturale denominato “Monte Sabotino” sarà riconosciuto attraverso un decreto del presidente della Regione, che darà attuazione anche alle norme di tutela dei valori naturali individuati all’interno dell’area stessa». Con queste parole l’assessore alle Risorse forestali e alla montagna Stefano Zannier, al termine della seduta odierna di Giunta regionale, ha annunciato l’istituzione da parte della Regione Fvg, in accordo con il Comune di Gorizia e delle autorità militari, del nuovo biotopo che si trova nel goriziano. «La Regione ufficializza questo riconoscimento con particolare soddisfazione al termine di un complesso iter burocratico durato più di otto anni – ha commentato l’assessore -. Era infatti il 3 giugno 2014 quando l’Ispettorato agricoltura e foreste di Gorizia e Trieste aveva inviato al Servizio tutela paesaggio e biodiversità una richiesta di individuazione di biotopo relativa alla porzione sommitale del Monte Sabotino. La proposta era stata poi valutata meritevole di accoglimento in ragione dei valori naturalistici presenti sull’altura ma per ottenere il riconoscimento sono state necessarie successive interlocuzioni che hanno coinvolto anche il Ministero della difesa, dato che una porzione rilevante dell’area è considerata zona monumentale per il valore storico legato agli eventi della Grande Guerra». «Il biotopo valorizza a pieno la ricchezza floristica e faunistica del Monte Sabotino, nonché la sua particolare collocazione al confine tra il distretto prealpino, sub-mediterraneo e illirico-dinarico – ha aggiunto Zannier -. La protezione del sito, di evidente interesse naturalistico, va inoltre a dare continuità e completezza alla tutela complessiva, anche se non omogenea, di una zona ben più vasta. La Slovenia infatti ha compreso tutta la parte settentrionale della dorsale in un sito Natura 2000». Tra le norme di tutela del biotopo, la delibera stabilisce infine che le sue modalità di gestione potranno essere definite attraverso convenzione o accordo ai sensi dell’articolo 15 della legge 241/1990.

La pesca nell’Alto Adriatico «Il Distretto della pesca dell’Alto Adriatico è quell’unica entità che riesce, da un lato, a dare organicità alle azioni che vengono programmate a sostegno di un’attività a complessità crescente e, dall’altro, a sostenere con unanimità e coinvolgimento da parte delle amministrazioni regionali che ne fanno parte il fronteggiare delle complicate problematiche: continuare uniti a farci carico di portare queste istanze a livello nazionale ed europeo è la strada giusta». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, nel videomessaggio con cui è intervenuto alla prima sessione dei lavori della IV giornata degli Stati Generali della Pesca 2022. Portando il suo contributo al panel “Il ruolo del Distretto per la gestione della pesca nell’Adriatico settentrionale”, Zannier ha ribadito la centralità del Distretto nella soluzione di due principali problematiche: la necessità di regole che si calino nella specificità di un ambiente marino del tutto differente da quello sulla base del quale le norme sono state pensate e scritte e l’armonizzazione con le leggi in materia di tutela ambientale. «I nostri operatori – ha ricordato l’assessore – si trovano a lavorare in quadro normativo basato su altri mari, ma l’Adriatico necessita anche di un approccio diverso dal punto di vista metodologico rispetto alle analisi che vengono effettuate sugli stock ittici e alle sue gestioni e interazioni: non possono essere presi a riferimento dati generali e poi applicati tout court a un contesto così particolare». L’altro tema su cui Zannier ha puntato l’attenzione e che necessita di una forte sinergia del Distretto è l’armonizzazione con le norme ambientali. «L’adozione di nuove aree protette – ha sottolineato – rischia di introdurre limitazioni al comparto profondamente negative se le azioni non sono coordinate: il comparto della pesca ha trovato autonomamente una quadratura nella complessa ricerca di un equilibrio tra la garanzia della sostenibilità ambientale e quella economica. Introdurre senza coordinamento nuove regolamentazioni nel settore ambiente non fa che aumentare la complessità». Nel ricordare che il comparto della pesca in Friuli Venezia Giulia coinvolge circa 400 operatori, l’assessore ha voluto rimarcare come la capacità di garantire elevatissimo controllo per la tutela della salute alimentare sia un plus che li caratterizza. «Svolgono spesso raccolta dati e attività di controllo in modo spontaneo e questo è indubbiamente un merito di un settore che ha veramente a cuore la sostenibilità ambientale», ha concluso.

Prepotto, acqua per cento ettari di vigna: l’impianto irriguo ricorderà Lucio D’Atri

(g.l.) «Un’opera importante, finanziata dalla Regione, che testimonia la capacità del sistema dei Consorzi di bonifica regionale di operare nell’interesse dei coltivatori e del territorio». Lo ha detto a Prepotto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’impianto microirriguo di Brischis-Albana, intitolato alla memoria del funzionario regionale Lucio D’Atri, prematuramente scomparso nel 2020, che consentirà l’uso razionale della risorsa idrica e l’accumulo delle acque meteoriche a beneficio di oltre 100 ettari di colture di pregio della zona, come lo Schioppettino di Prepotto.

La targa dedicata a Lucio D’Atri.

Tra le autorità presenti all’evento – avvenuto nella sede dell’azienda agricola Ronc Soreli di Novacuzzo -, il sindaco Mariaclara Forti che ha espresso tutta la sua soddisfazione per la realizzazione di quest’opera altamente significativa per quanti, nella zona di Albana terra eletta per lo Schioppettino ma non solo, operano in vitivinicoltura, e il presidente del Consorzio di bonifica della Venezia Giulia, Enzo Lorenzon, ente che si è fatto carico della realizzazione dell’importante impianto per l’irrigazione di soccorso dei vigneti. C’era inoltre Rodolfo Rizzi, in rappresentanza di Assoenologi Fvg, che ha espresso tutto il suo apprezzamento per l’opera consortile.
Come ha spiegato l’assessore, dopo avere ringraziato il Consorzio di bonifica della Venezia Giulia proprio per aver intitolato l’opera a Lucio D’Atri, relativamente all’impianto di Brischis-Albana lo stanziamento regionale è stato di 1.760.000 euro e «come tutte le decisioni assunte in questa legislatura, anche questa – ha detto – è partita da un ragionamento di sistema e condivisa in base a un’esigenza concreta. A riprova di ciò – ha continuato Zannier – oggi abbiamo presenti i rappresentanti di tutti i Consorzi del Friuli Venezia Giulia, perché c’è una vera cultura di sistema fondata sulla lealtà e sulla fiducia declinata più nelle strette di mano che con le carte bollate».

Mariaclara Forti, sindaco di Prepotto.


L’esponente della Giunta Fedriga ha poi ricordato i 18 milioni di euro recentemente deliberati a favore dei Consorzi «per realizzare nel tempo più breve possibile in tutto il territorio regionale impianti come quello appena inaugurato». Infine, l’assessore ha concluso affermando che serve spiegare all’esterno il fatto che la risorsa idrica viene utilizzata in campo agricolo per produrre un bene primario essenziale e non per fare del business o del profitto fine a se stesso. In quest’ottica, vanno trovate soluzioni per ridurre ancora di più l’uso dell’acqua, senza però demonizzare un settore produttivo fondamentale della filiera agroalimentare.

Infine un brindisi beneaugurante.

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In copertina, il taglio del nastro inaugurale dell’impianto di Brischis-Albana.

 

 

Gli auguri del vescovo Pellegrini alla Cantina di Casarsa e agli oltre 400 soci

Visita alla Cantina cooperativa La Delizia Viticoltori Friulani di Casarsa dal parte del vescovo di Concordia Pordenone, Giuseppe Pellegrini. Ad accoglierlo, in una delle realtà di punta del comparto vinicolo regionale e tra i maggiori produttori italiani di Prosecco Doc, il presidente Flavio Bellomo, il vicepresidente Manuel Praturlon e il direttore Mirko Bellini. Presenti anche il vicesindaco Ermes Spagnol e il parroco Lorenzo Camporese. Il presule si è recato sia negli uffici che nell’impianto produttivo, salutando tutti i lavoratori.
«Sono tempi non facili, anche per le aziende – ha affermato monsignor Pellegrini -, ma penso che proprio le aziende, con il loro valore non solo economico ma anche morale, siano una delle soluzioni delle crisi che stiamo vivendo. La Cantina di Casarsa è una realtà che funziona, con un vino che è eccellenza del territorio e frutto del lavoro di oltre 400 soci. La terra che loro lavorano con impegno ci lega al Creato e al Signore».
«Ci ha fatto molto piacere la visita del vescovo – ha commentato, infine, il presidente Bellomo – che è persona molto attenta alle attività economiche del territorio. È stato un piacere poter scambiare una serie di opinioni con lui che, dopo le visite degli scorsi anni, ha trovato una Cantina che nell’ultimo periodo è cambiata, crescendo e sviluppandosi».

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In copertina e all’interno due immagini della visita di monsignor Pellegrini alla Cantina di Casarsa della Delizia.

 

Brischis-Albana, un impianto microirriguo disseterà i vigneti dello Schioppettino

di Giuseppe Longo

Gli agricoltori di Prepotto e in particolare i vitivinicoltori di questa pregiata area dei Colli orientali del Friuli – nella quale eccellono i cru dello Schioppettino di Cialla e di Prepotto – stanno per vivere un momento molto importante. Fra poco, infatti, sarà inaugurato l’impianto microirriguo di Brischis-Albana con una cerimonia che si terrà, alle 17.30, presso l’azienda Ronc Soreli in località Novacuzzo, come ha annunciato il presidente del Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia, Enzo Lorenzon.

I grappoli dello Schioppettino.

Una realizzazione strategica, considerato il cambiamento climatico in atto che ci impone estati sempre più calde e siccitose, con effetti pesanti anche sulla vitivinicoltiua di qualità che appunto contraddistingue questa zona collinare. Il bacino costruito a Brischis consentirà infatti l’uso razionale della risorsa idrica e l’accumulo delle acque meteoriche a beneficio di oltre 100 ettari (e non sono pochi!) di colture di pregio del territorio di Albana, dove eccelle proprio la vite e dove c’è il famoso “Ponte dello Schioppettino” che collega la piccola frazione di Prepotto con quella di Mernico nel contermine Comune di Dolegna del Collio, territori divisi storicamente e politicamente dal corso del fiume Judrio, ma fra i quali lo spirito di intesa e collaborazione è molto evidente e fruttuosa. Un’opera di approvvigionamento idrico salutata con grande soddisfazione dal sindaco Mariaclara Forti, da sempre sensibile alle problematiche del settore primario. E proprio quella della carenza d’acqua nelle settimane più critiche dell’estate, quando i grappoli devono crescere e prepararsi alla maturazione, è una di quelle maggiormente sentite, come pure nel vicino Comune di Dolegna. Tanto che il problema riemerge costantemente all’annuale Festa del Ringraziamento, a San Martino, quando la locale Coldiretti assegna il prestigioso Premio del Falcetto d’oro.

Il presidente Enzo Lorenzon.


Infine, è appena il caso di ricordare che Ronc Soreli – che appunto ospiterà l’evento inaugurale – è una delle aziende più famose proprio per la produzione dello Schioppettino di Prepotto. Con Ronchi di Cialla, Spolert Winery e Vie d’Alt aveva partecipato un paio di mesi fa a una importante degustazione comparativa al Castello di Cividale e in vista dell’arrivo del Giro d’Italia a Castelmonte il suo era stato uno degli otto Schioppettini abbinati ciascuno a una delle otto stagioni di Vivaldi-Piazzolla durante il bellissimo concerto proposto dalla Nuova Orchestra Busoni, diretta dal maestro Massimo Belli (erano stati serviti anche i vini delle aziende Grillo Iole, Nicola Bodigoi, Ronchi di Cialla, Spolert Winery, Vie d’Alt, Vigna Lenuzza e Vigna Petrussa, tutti presentati dalla bravissima enorelatrice Liliana Savioli). Ma ancora prima, in solitaria, lo Schioppettino di Prepotto targato Ronc Soreli aveva addirittura rappresentato il Friuli Venezia Giulia nella maxi-degustazione, con “perle” arrivate dai territori più vocati d’Italia, che aveva concluso il 75° Congresso nazionale Assoenologi alla Fiera di Verona, in occasione del Vinitaly: si trattava di un vino di ben undici anni, lo Schioppettino Riserva 2011. «Questo è un riconoscimento – aveva allora commentato Mariaclara Forti – al grande lavoro svolto da tutti i vignaioli riuniti nell’Associazione produttori Schioppettino di Prepotto. Mi congratulo ovviamente con l’azienda Ronc Soreli – aveva aggiunto il primo cittadino – per il prestigioso riconoscimento, ma anche con tutti i suoi colleghi impegnati nella valorizzazione dei loro meravigliosi vini».

Mariaclara Forti con il maestro Belli.

 

Francescutti: “Anche in Fvg ok allo stop triennale degli impianti di Pinot grigio”

«È una positiva storia enologica di condivisone quella che ha visto anche i più importanti Consorzi a Doc della nostra regione, la “Friuli VG”, appunto, e la “Grave”, approvare recentemente il blocco triennale degli impianti di Pinot grigio, dopo che la stessa scelta era stata fatta dalla Doc “Delle Venezie”», dice il presidente di FedAgriPesca Fvg, Venanzio Francescutti.
«La cooperazione regionale si è sempre battuta, dentro e fuori le sue responsabilità consortili, per promuovere azioni condivise che avessero il fine di mantenere alto il valore del vino e dell’uva più coltivata in Friuli Venezia Giulia (oltre 8.500 ettari). Per questo accogliamo con favore il parere limitativo espresso dai due Consorzi destinato a evitare un eccesso di offerta sul mercato. Un parere che, confidiamo, sarà accolto favorevolmente dall’assessorato alle Risorse agroalimentari del Fvg, nei prossimi giorni. Un parere già espresso da molti Consorzi importanti del Veneto e recentemente accolto dal competente assessorato regionale. Il NordEst, come mai successo prima, sta facendo squadra attorno al progetto di governo, tutela e valorizzazione di questo vino di successo e siamo certi che ciò porterà frutti interessanti e utili per tutti i nostri vignaioli. Ovviamente saranno sempre possibili i reimpianti e gli aggiornamenti decisionali in corso d’opera che avranno come riferimento i mercati del vino e le loro evoluzioni», conclude Francescutti.

Venanzio Francescutti

La Doc “Delle Venezie” – Nata nel 2017, rappresenta la volontà delle filiere vitivinicole di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia di Trento di tutelare la denominazione di origine del Pinot grigio. In termini di numeri, l’85 per cento della produzione italiana di Pinot grigio, prima al mondo per volume, viene prodotta nel Triveneto in una quantità pari a oltre 234 milioni di bottiglie.

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In copertina, grappoli di Pinot grigio vitigno che è ormai leader nel Triveneto.

Vitovska, la regina bianca del Carso protagonista con il suo mare a Duino

di Giuseppe Longo

Chi non conosce abbastanza il Carso, ritiene sia il Terrano, vitigno rosso della famiglia dei Refoschi, il re dei vini di questa splendida, ma difficile, area viticola, sia goriziana che triestina, tutelata da una piccola, grande Doc. Invece no, il Carso ha una regina: la Vitovska, inimitabile bianco,  locale al 100 per cento, nato da un incrocio spontaneo tra la Malvasia e la Glera, gli altri due unici vitigni autoctoni appunto a bacca bianca. Un vino di forte personalità, carattere e mineralità, oltreché con un fresco profumo che ti invita a bere e che riflette il “terroir” carsolino, fatto di pietraie e terre rosse, ricche di ferro e di altri sali, battute dalla bora e dalle correnti che risalgono dal Golfo di Trieste. Un vino delizioso con pesci saporiti alla griglia, crostacei e frutti di mare, ma anche degustato da solo, quando sorseggiato lentamente ti svela tutta la forza poetica che racconta proprio il “suo” Carso.

Vigneti sul Carso Triestino…

… e grappoli di Vitovska.

Ed è proprio il mare che con la Vitovska (accento sulla i) crea un connubio perfetto, tanto da dare vita ormai da parecchi anni a una fortunata manifestazione che, come tantissime altre, ha subito gli effetti stoppanti dell’emergenza pandemica, ma anche ora torna con tutta la sua forza, come una sorta di punta di diamante di Duino Aurisina Città del Vino 2022. Si tratta, infatti, di “Mare e Vitovska in Morje”, giunta alla 16ma edizione, l’imperdibile evento annuale per tutti i wine lovers, appunto con il vitigno autoctono più celebre del Carso, organizzato dall’Associazione dei Viticoltori del Carso-Kras.
La manifestazione che si svilupperà in due giorni, 8 e 9 luglio, sarà inaugurata domani ufficialmente da un importante convegno che si terrà alle ore 15.30, nella sala conferenze del Castello di Duino. Il simposio avrà come argomento di discussione “Vitovska e Carso. Un vitigno, un territorio e una identità da preservare”. «Oggi il Carso – è stato osservato durante la presentazione della prestigiosa rassegna – rappresenta nel panorama vitivinicolo un simbolo di artigianalità e legame con la comunità rurale. E la difesa di questi valori passa proprio attraverso la valorizzazione del suo vitigno autoctono, la Vitovska. Tutelare la Vitovska significa difendere una produzione lontana dai grandi numeri di mercato ma rispettosa del territorio, della tradizione produttiva e dei valori sociali della comunità che la coltiva».
Al convegno interverranno Matej Skerlj, presidente dell’Associazione dei viticoltori del Carso; David Pizziga, presidente del Gal Carso – Las Kras; Nicola Bonera, sommelier Ais; e Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, reduce da un importante incontro sul recupero dei territori agricoli abbandonati che si è tenuto ieri pomeriggio alla Fondazione Villa Russiz, a Capriva del Friuli sul Collio goriziano. Moderatore dell’incontro, Stefano Cosma, esperto vitivinicolo ed enogastronico, settori affascinanti ai quali il giornalista collega spesso anche importanti e pertinenti riferimenti storici e culturali. È possibile partecipare al convegno, riservandosi obbligatoriamente il posto inviando una e-mail a info@carsovinokras.it. I posti sono limitati, al raggiungimento delle disponibilità verranno chiuse le iscrizioni.
La manifestazione, che sarà anticipata questa sera da una Cena di benvenuto alla Lokanda Devetak (www.devetak.com) di San Michele del Carso, osserverà dunque questo programma:

La presentazione della due giorni.

VENERDÌ 8 LUGLIO

Ore 15.30 – Convegno
Ore 18.00 – 22.00 – Apertura ufficiale della manifestazione
Ore 19.00 – Prima degustazione guidata, a cura dell’Ais Fvg. Informazioni e iscrizioni sul posto
Ore 20.30 – Seconda degustazione guidata, a cura dell’Ais Fvg. Informazioni e iscrizioni sul posto

SABATO 9 LUGLIO

Ore 18.00 – 22.00 – Apertura ufficiale della manifestazione
Ore 19.00 – Terza degustazione guidata, a cura dell’Ais Fvg. Informazioni e iscrizioni sul posto
Ore 20.30 – Quarta degustazione guidata, a cura dell’Ais Fvg. Informazioni e iscrizioni sul posto
(Le degustazioni Ais verranno organizzate solo in caso di bel tempo)

L’ultima edizione al Castello di Duino.

INGRESSO
BIGLIETTO INGRESSO: € 40,00 – durante la due giorni al Castello verranno messi in vendita i biglietti solamente in caso di bel tempo. Altrimenti potrà partecipare all’evento solamente chi ha acquistato il biglietto in prevendita.
RIDUZIONE: € 35,00 – con tessera ONAV, SLOW FOOD e AIS
PREVENDITE: € 35,00 – al momento dell’acquisto bisognerà indicare la data scelta per l’ingresso o venerdì 8, o sabato 9 luglio. Verranno rilasciati dei biglietti con colorazione diversa a seconda della data scelta.
Bambini fino a 6 anni ingresso gratuito – 7-15 anni ingresso 15€ – dai 16 anni in su ingresso intero. L’acquisto dei biglietti con riduzione è possibile solo presso la sede dell’evento.

Le Prevendite sono disponibili presso le seguenti location:
BAR X Via del Coroneo, 11 – Trieste
Caffè Vatta – Via Nazionale, 42 – Opicina
Birreria Bunker, loc. Aurisina, 97 – Trieste

BUS NAVETTA
Per raggiungere la sede della manifestazione “Mare e Vitovska in Morje 2022” e muoversi agevolmente, l’Associazione Viticoltori del Carso mette a disposizione il servizio di navetta gratuito sia per la giornata di venerdì che per quella di sabato. Per informazioni e iscrizioni scrivere a carsobuskras@gmail.com. Il punto di partenza è fissato in Piazza Oberdan.

 

 

Siccità in Fvg, Zannier annuncia un piano di 18 milioni per opere ad uso irriguo

«Attraverso lo stanziamento di 18 milioni di euro la Regione sostiene la creazione di nuove opere e il completamento di quelle in fase di realizzazione per la raccolta dell’acqua, di modo da far fronte alle criticità legate alla diminuzione delle precipitazioni che riguarda, ormai, anche il nostro territorio. In questo modo aggiungiamo ai 5 milioni già stanziati a favore dei Consorzi di bonifica per l’efficientamento della rete idrica le risorse necessarie a finanziare un piano straordinario per l’acqua, che renderà disponibile in modo duraturo le risorse idriche necessarie all’agricoltura del Friuli Venezia Giulia». Lo ha annunciato ieri l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, dopo l’approvazione da parte della Giunta regionale degli emendamenti all’assestamento di bilancio, che saranno ora sottoposti al vaglio del Consiglio regionale. «Si tratta – ha spiegato – di un provvedimento che guarda al futuro favorendo interventi strutturali e che si integra con il Fondo di rotazione per le progettazioni, per il quale è stata ampliata la casistica dei progetti finanziabili includendo anche le nuove opere».

Zannier mentre relaziona alla Giunta.

Zannier ha sottolineato che «l’obiettivo dell’Amministrazione regionale è contenere gli effetti del cambiamento climatico, aumentando la disponibilità di acqua ad uso agricolo anche nei periodi siccitosi attraverso la realizzazione, da parte dei Consorzi di bonifica, di nuovi bacini o il completamento delle opere già avviate che necessitano di risorse aggiuntive a causa dell’aumento del costo dei materiali. Negli scorsi anni, la Regione ha finanziato la progettazione di studi di fattibilità comprendenti valutazioni irriguo-idrologiche e irriguo-agronomiche per la realizzazione di invasi collinari ad uso irriguo ed ora, attraverso questo provvedimento verranno realizzati degli invasi che consentiranno l’accumulo di grandi quantità d’acqua da utilizzare quando necessario».
L’assessore ha, quindi, sottolineato che «la norma consente inoltre il completamento degli interventi finalizzati all’efficientamento della rete distributiva, essenzialmente per le trasformazioni irrigue, avviati o progettati che, a causa dei recenti e rilevanti aumenti dei costi di alcuni materiali, necessitano di rifinanziamenti per essere ultimati e risultare pienamente efficienti».

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In copertina, i gravi danni della prolungata mancanza d’acqua su un terreno agricolo.