Trent’anni di viticoltura ed enologia: lungimirante fu l’Università di Udine

«Nel Friuli Venezia Giulia dove l’attività legata alla vite e al vino assume una rilevanza determinante entro il panorama agricolo – siamo la regione con la maggior superficie vitata rispetto a quella agricola – il corso di laurea in viticoltura ed enologia iniziato ben trent’anni fa dimostra la lungimiranza di chi aveva capito che questa sarebbe stata una delle colture in forte espansione vista la vocazione del nostro territorio». L’ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo nel polo economico e giuridico di via Tomadini alla celebrazione dei trent’anni di formazione vitivinicola all’Università di Udine.

Enrico Peterlunger e l’assessore Zannier.


Zannier ha insistito sulla «centralità del capitale umano che è la risorsa fondamentale per ottenere grandi risultati. Le sfide che il mercato ormai pone quotidianamente e a ritmo incessante sono sempre più difficili da cogliere – ha rilevato l’assessore regionale – ed è possibile per le nostre imprese tenere il passo solo attingendo a conoscenze ed esperienze di eccellenza. Ecco perché oggi è indispensabile dotarsi di tecnici e di professionisti in grado di apportare al settore vitivinicolo capacità che possono essere garantite solo da corsi di formazione di altissimo livello quali quelli proposti dall’Università degli studi di Udine».
La formazione vitivinicola dell’Ateneo friulano ha generato 1190 laureati enologi (il numero più alto rispetto alle altre università italiane), 292 dottori magistrali e un nuovo master di I livello in partenza a gennaio, intitolato Gestione della filiera vitivinicola. Tra i tratti distintivi la forte internazionalizzazione, le elevate percentuali di studenti provenienti da fuori regione, l’alto tasso occupazionale dei laureati e la ricerca, che ha contribuito anche allo sviluppo dei primi vitigni resistenti alle malattie costituiti in Italia. All’evento erano presenti, tra gli altri, il sindaco di Udine, Pietro Fontanini, e il rettore della stessa Università, Roberto Pinton.
Come si ricorderà, l’11 novembre scorso, ricorrenza di San Martino, era stato insignito con il Premio “Falcetto d’oro”, dalla sezione Coldiretti di Dolegna del Collio, il professor Roberto Zironi, proprio per la istituzione a Udine, appunto trent’anni fa, del corso di viticoltura ed enologia.

La premiazione di Roberto Zironi a Dolegna.

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In copertina, è ormai tempo di potatura anche nei vigneti del Friuli Venezia Giulia.

 

 

 

L’Unesco di Udine e la sostenibilità tra autonomia energetica e alimentare

(g.l.) Il Club per l’Unesco di Udine ha annunciato che questa è la “Settimana di educazione alla sostenibilità”, un vocabolo sempre più diffuso in quanto sta a indicare la improrogabile necessità di azioni dell’uomo in linea con le esigenze ambientali. In tale contesto, oggi alle 17, sarà dibattuto un tema molto importante dal titolo “Autonomia energetica e alimentare: una strada per la pace e la giustizia climatica”, che potrà essere seguito da remoto attraverso le coordinate riportate nella sottostante locandina.
Dopo il saluto introduttivo della presidente Renata Capria D’Aronco, seguirà il saluto istituzionale di Teresa Gualtieri. Quindi parleranno Luigi Luca da Riva (Autonomia energetica), Germano Pontoni (Autonomia alimentare: chilometri zero, economia sommersa dei nostri nonni), Marco Piemonte (Yin e Yang all’idrogeno), Maurizio Calderari (Strada per la Pace e la Giustizia climatica).

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In copertina, lo chef friulano Germano Pontoni che oggi interverrà al dibattito.

 

Agriflash.FVG – E non solo

Due libri di cucina a Corno di Rosazzo Puntando a valorizzare la collaborazione con altri enti culturali del territorio, dopo il concerto del Festival “Dialoghi” il Circolo culturale di Corno propone d’intesa con la Società filologica friulana la presentazione di due pubblicazioni relative a preziosi ricettari del territorio. Giovedì 24 novembre, alle ore 18.30, verrà presentato nella sala Cavalieri di villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo, il volume “Le ricette delle dimore storiche friulane” curato da Carlo del Torre Due libri di cucina a Corno di Rosazzo – Puntando a valorizzare la collaborazione con altri enti culturali del territorio, dopo il concerto del Festival “Dialoghi” il Circolo culturale di Corno propone d’intesa con la Società filologica friulana la presentazione di due pubblicazioni relative a preziosi ricettari del territorio. Giovedì 24 novembre, alle ore 18.30, verrà presentato nella sala Cavalieri di villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo, il volume “Le ricette delle dimore storiche friulane” curato da Carlo del Torre ed edito dall’Associazione dimore storiche italiane, sezione Friuli Venezia Giulia. Sarà lo stesso curatore ad illustrare il contenuto della sua ricerca volta a recuperare un aspetto originale del patrimonio storico locale. Conoscere una ricetta antica è come immergersi nella lettura di un romanzo che ci riporta nel tempo e nello spazio in cui venne concepita ed eseguita. È lo scopo che si prefigge questo libro che gode pure del patrocinio dell’Accademia italiana della cucina oltre che della Filologica. Il 15 dicembre sarà, invece, la volta del libro “Mama Moja” che raccoglie una serie di ricette friulane presentate nel corso della trasmissione radiofonica Rai Fvg “Vita nei campi”. Il Comune di Corno di Rosazzo e il locale Comitato fiera vini supportano queste iniziative del Circolo Corno presieduto da Sergio Paroni che ha pure in programma tra breve una nuova edizione del Premio “Noax” supportato dal Comune colinare e da Civibank.

Pesca e acquacoltura, ci sono 150 mila euroUn nuovo bando regionale con le risorse del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca 2014-2020 rivolto a organizzazioni e gruppi di produttori che operano nel settore della pesca e dell’acquacoltura sostenibili. Il bando, previsto da una delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari e ittiche, Stefano Zannier, prevede misure a favore della commercializzazione e della promozione delle produzioni ittiche e conta risorse per 150mila euro. Le iniziative presentate potranno avere una copertura delle spese fino al 75 per cento della spesa complessiva. Il programma europeo legato al Fondo per gli affari marittimi e la pesca si concluderà alla fine del 2023. Il precedente bando approvato nel luglio scorso aveva visto una sola istanza da parte degli operatori che era però pervenuta dopo la scadenza. “Le associazioni di categoria – ha spiegato l’assessore Zannier – confermano la necessità di riattivare il bando per non perdere l’occasione, data dai fondi ad hoc europei, per la promozione e commercializzazione del prodotto ittico”. Si tratta di un bando attraverso il quale si intende promuovere campagne regionali, nazionali o transnazionali di comunicazione e promozione al fine di sensibilizzare i consumatori sui prodotti della pesca e dell’acquacoltura sostenibili. I progetti finanziabili dovranno essere volti alla ricerca di nuovi mercati e alla promozione della qualità nel settore ittico. Le iniziative proposte non dovranno essere orientate verso denominazioni commerciali. Le domande per accedere ai finanziamenti previsti dal bando dovranno essere presentate esclusivamente via Posta elettronica certificata (Pec) sulla base dei moduli scaricabili dal sito internet della Regione Friuli Venezia Giulia entro il 12 dicembre. Ogni previsione di spesa dovrà essere accompagnata da almeno tre preventivi, dovrà contenere i dati per la valutazione dei punteggi di selezione e dovrà includere una previsione di spesa che sia attendibile e congrua.

Venezie a Tavola, premiato giovane cuocoAl Cuoa Business School di Altavilla Vicentina, in occasione della presentazione della guida “Venezie a Tavola 2023”, Giannitessari ha consegnato il premio Giovane delle Venezie a Federico Rovacchi. Matteo Franchetto, responsabile commerciale dell’azienda vitivinicola di Roncà, ha omaggiato lo chef del ristorante Baita Piè Tofana di Cortina d’Ampezzo con una jéroboam di Lessini Durello Doc Extra Brut Giannitessari, riconosciuto per essere “un giovane talento ricco di promesse, esempio di cuoco che ha struttura, sguardo all’orizzonte e profondità di ricerca”. Originario di Reggio Emilia, Federico Rovacchi ha trascorso sei anni ai fornelli del ristorante St. Hubertus di Norbert Niederkofler a San Cassiano (Bolzano), esperienza che ha forgiato la sua professionalità e alimentato il desiderio di migliorarsi costantemente, attitudine che lo chef trasferisce alla squadra di Baita Piè Tofana, nuova avventura intrapresa con la maître e compagna Elisa Prudente. “Da anni Giannitessari si impegna attivamente nella promozione del territorio veneto con un occhio di riguardo per i talenti emergenti – afferma Matteo Franchetto –. Una sensibilità e una lungimiranza che ci contraddistinguono e accomunano a Venezie a Tavola”. La guida, curata del critico gastronomico e giornalista Luigi Costa, giunge quest’anno alla tredicesima edizione. La pubblicazione ha l’obiettivo di scovare e recensire, provincia per provincia, tutto il buono delle Venezie: dall’Alto Adige al Trentino, dal Veneto al Friuli, dalla Venezia Giulia all’Istria. La guida 2023 ha premiato un totale di 225 ristoranti, 30 pizzerie, 20 vini e 14 prodotti gastronomici.

Sostenibilità, otto obiettivi raggiuntiLa Pasticceria Filippi prosegue il suo percorso come società benefit e nella Relazione d’Impatto dichiara raggiunti gli 8 obiettivi di sostenibilità prefissati per il 2021. Dal 2016, anno in cui ha ottenuto la certificazione B Corp, l’azienda di Zanè (Vicenza) si impegna infatti a generare un impatto positivo su persone, comunità e ambiente con obiettivi di beneficio comune sempre più sfidanti, dalla volontà di supportare il lavoro degli individui appartenenti alle categorie più fragili all’efficientamento energetico della struttura. Nello specifico, Pasticceria Filippi si è impegnata a: favorire assunzioni che sviluppassero l’inclusione sociale; incentivare la formazione professionale, trasversale e personale dei dipendenti; promuovere la felicità e la coesione dei lavoratori; sviluppare programmi di welfare aziendale; scegliere le materie prime e l’economia del territorio; affiancare e sostenere i fornitori per migliorare i prodotti in termini di qualità ed etica; lavorare attivamente per la salvaguardia dell’ambiente; utilizzare materie prime prodotte con metodi sostenibili. L’importante aumento di produzione del 2021 ha generato anche una crescita del personale del 20%. A fine anno è stato registrato un aumento del 25% di dipendenti donne e del 3,8% di lavoratori over 50, mentre il numero di giovani non ha subito variazioni, in quanto tutti i dipendenti sono stati confermati. In calo invece la percentuale di lavoratori stranieri (-6,2%), che per esigenze personali hanno preferito cambiare occupazione e, sponsorizzati da Pasticceria Filippi, hanno trovato nuovo impiego.

Lugana Doc per aiutare l’EtiopiaIn vista del prossimo Natale Le Morette sostiene il progetto Diritto all’acqua in Etiopia di Gma – Gruppo Missioni Africa. Per quest’occasione il Lugana Doc Mandolara veste una nuova etichetta in edizione limitata, realizzata da Giakomo, artista e illustratore vicentino, che ha donato una sua opera a questo scopo: l’illustrazione gioca con i colori – giallo, arancio, rosso e azzurro in diverse gradazioni – e raffigura in maniera stilizzata un rubinetto, accompagnato da una grossa goccia. Il ricavato della vendita delle mille bottiglie numerate verrà devoluto al “Villaggio della Speranza”, clinica di riabilitazione pediatrica nella periferia di Gassa Chare, insediamento situato nella regione del Dawro Konta, a circa 500 chilometri di distanza dalla capitale Addis Abeba, che si occupa di accogliere bambini rimasti orfani di madre alla nascita, denutriti e/o disabili da 0 a 3 anni. Il caratteristico territorio argilloso del Lugana è strettamente legato all’acqua, che non solo lo circonda ma ha contribuito alla sua formazione grazie all’azione del ghiacciaio del Garda diverse migliaia di anni fa. Il Lugana Doc Mandolara è ottenuto dalle uve di Turbiana coltivate nel vigneto dell’azienda più importante per estensione, raccolte a partire dalla seconda metà di settembre, rigorosamente a mano. La vinificazione avviene in serbatoi di acciaio a temperatura controllata di 16° C, segue affinamento “sur lie” per almeno tre mesi e poi uno in bottiglia. Di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, il Lugana Doc Mandolara presenta note spiccate di fiori bianchi. Sapore fresco, armonico e delicato e un sentore di mandorla nel finale sono i tratti distintivi di questo vino che esprime al meglio la mineralità, vera caratteristica di longevità del Lugana. La limited edition del Lugana Doc Mandolara, con l’etichetta ispirata al progetto e creata dall’artista Giakomo, sarà in vendita al prezzo speciale di 11 euro in cantina e nello shop online nel mese di dicembre.

Città del Vino oggi arrivate al gran finale: a Duino Aurisina succederà Menfi

Con l’assemblea generale dell’Associazione nazionale Città del Vino si conclude oggi la Convention 2022. La riuscitissima manifestazione, dopo i due giorni propedeutici che hanno portato i convegnisti provenienti da tutta l’Italia in località significative del Friuli Venezia Giulia per la vitivinicoltura, ma anche per l’arte e la storia, era stata aperta ufficialmente ieri mattina al Pavilion di Portopiccolo, a Sistiana. Dopo il saluto di di Igor Gabrovec, sindaco di Duino Aurisina (presente anche il consigliere comunale delegato al progetto Massimo Romita), in avvio dei lavori è stato presentato “Città del Vino Fvg: Obiettivo Agenda 2030”, progetto di ricerca applicata per un Regolamento Intercomunale di Polizia rurale: l’Università di Udine e il Coordinamento tra le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia vi stanno lavorando in un’ottica di buone pratiche sostenibili all’interno dell’iniziativa Vite Fvg 2030. È emerso come in Friuli Venezia Giulia non ci sia un’uniformità di regolamenti, che sarebbe auspicabile rispettando le specificità di ogni territorio.

Il convegno mentre parla Bigot.


Il lavoro in corso è stato illustrato dal coordinatore scientifico del progetto Luca Iseppi, economista agrario dell’Ateneo friulano, nella serie di interventi a cui hanno partecipato anche Tiziano Venturini, coordinatore Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, che ha sottolineato l’importanza del lavoro partecipato da parte di tutti gli attori nell’obiettivo sostenibilità, e Roberto Marcolin, consigliere del Consorzio delle Doc Fvg e presidente Consorzio tutela Doc Friuli Aquileia. Per Stefano Zannier, assessore regionale del Friuli Venezia Giulia alle risorse agroalimentari, “amministrazioni locali, imprese agricole e tecnici del Friuli Venezia Giulia devono sentirsi parte di un’unica visione regionale di sostenibilità”, mentre Angelo Radica presidente Associazione nazionale Città del Vino ha ricordato come nel 2022 le Città stesse a nuove 20 adesioni (tre solo dal Fvg) hanno raggiunto quota 480 membri.
A seguire si è tenuto il convegno nazionale “Innovare in vigna. Nuovi orizzonti, formazione e buone pratiche” con illustri relatori. Cambiamenti climatici con in primis la carenza d’acqua sono fenomeni da tenere in considerazione per continuare a produrre ottimi vini, rispettando tempi ed età dei vigneti, con macchinari innovativi e formando nuove figure professionali, con consumatori che apprezzano vini prodotti in modo sostenibile.
Moderati da Francesco Marangon, economista agrari dell’Università di Udine, sono intervenuti Paolo Sivilotti, fisiologo della vite dello stesso Ateneo, con l’intervento “Cambiamenti climatici: migliorare l’efficienza d’uso dell’acqua in vigneto”; Sandro Sillani, pure lui economista agrario dell’Università di Udine “Il consumatore e le innovazioni genetiche in viticoltura”; Giovanni Bigot, agronomo, fondatore Società di consulenza viticola Perleuve “L’uomo al centro del vigneto: osservare, dedurre e agire”; Diletta Covre, coordinatore ambito agroalimentare Mits e coordinatore Formazione Superiore IalFvg “Its Agrotech specialist, nuovi approcci verso le tecnologie smart 4.0”, e Demis Ermacora, vicesindaco di Premariacco che ha presentato un nuovo macchinario a microonde per la pulizia del vigneto. Presenti in sala anche gli studenti delle scuole superiori di agraria di Gradisca d’Isonzo e Cividale.
Duino Aurisina-Devin Nabrezina conclude così il suo anno come Città Italiana del Vino, vera e propria “capitale” per quanto riguarda cultura e coltura della vite. Il clou è in programma proprio oggi con il passaggio di testimone con Menfi (Agrigento), Città Italiana del Vino 2023.

La folta platea a Portopiccolo.

Le Città del Vino in regione sono 32: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca D’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

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In copertina, il tavolo dei relatori mentre parla l’assessore regionale Stefano Zannier.

Il “Club della minestra” protagonista con i sapori d’autunno nelle Valli del Natisone

Minestre della tradizione friulana grandi protagoniste nelle Valli del Natisone. Nella cornice unica del Melo innamorato – locale caratteristico di Clastra, in Comune di San Leonardo -, nell’ambito delle attività annuali del Club della minestra, è stato infatti ambientato ieri il “Pranzo d’autunno” con una varietà di piatti preparati da Daniela e Luca che con la loro “brigata “ di cucina hanno dato un vero e proprio saggio di maestria. La giuria tecnica, presieduta dal maestro di cucina Germano Pontoni, e quella popolare hanno decretato la classifica delle minestre autunnali proposte: Zuppa di porro, zucca e cavolo nero, Vellutata di borlotti con salsiccia affumicata, Minestra di castagne con i funghi.

Il “Club della minestra” a Clastra.


Grande soddisfazione del presidente del Club e portavoce di Identità friulana, il giornalista Enzo Cattaruzzi, il quale ha annunciato – in collaborazione con la Confesercenti di Udine – per gennaio l’inizio dei corsi di formazione per la preparazione di minestre, zuppe e vellutate della nostra tradizione.  «Le adesioni al Club – ha riferito – stanno crescendo, di questo siamo felici e ringraziamo tutti i collaboratori. Così, il Club incrementerà sempre più la sua l’attività e assieme agli altri sodalizi, componenti di Identità friulana, intensificherà l’azione per consolidare le nostre tradizioni e la nostra cultura».

Alla manifestazione hanno partecipato il Ducato dei vini friulani, con il duca Alessandro I e parte della corte ducale, l’Ente Friuli nel mondo, con il consigliere Piemonte, i rappresentanti del Comitato per la difesa delle osterie e autorità comunali, tra cui l’assessore al Commercio e al Turismo del Comune di Udine, Maurizio Franz, il quale portando i saluti della città e del sindaco Pietro Fontanini ha lodato l’iniziativa che si sta affermando – ha sottolineato – nel solco della migliore tradizione friulana. Presenti con il loro saluto anche il sindaco di Tavagnacco, Lirutti, l’assessore di Lestizza, Snidar, e il segretario generale della Confesercenti, Zoratti. E ora il prossimo appuntamento, come detto, sarà nel 2023 con il via ai corsi su zuppe, minestre e vellutate delle nostre terre.

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In copertina, la Zuppa di porro, zucca e cavolo nero; all’interno, la Minestra di castagne con funghi e la Vellutata di borlotti con salsiccia affumicata.

Domani Giornata nazionale degli alberi: educazione ambientale in 26 scuole Fvg

Gli scopi della Giornata nazionale degli alberi che, dal 2013, si festeggia il 21 novembre di ogni anno, oltre alla valorizzazione delle piante arboree e delle loro funzioni nell’ecosistema, sono quelli di promuovere la tutela dell’ambiente e la riduzione dell’inquinamento. Per l’occasione, Confcooperative Fvg e l’Associazione regionale delle Bcc hanno lanciato un nuovo progetto di educazione ambientale rivolto alle scuole della regione. Un progetto particolarmente dedicato alle classi quinte delle scuole primarie e alle terze classi delle scuole secondarie di primo grado. A pochi giorni dall’annuncio, sono già 26 gli Istituti scolastici che hanno aderito all’iniziativa in tutto il Friuli Venezia Giulia.
«Contiamo di raggiungere più di 500 studenti grazie all’attività del nostro Ufficio Educazione Cooperativa il quale, da oltre 15 anni, entra nelle scuole del Friuli VG sviluppando diverse iniziative per la promozione della cultura cooperativa, del risparmio, della cittadinanza attiva e consapevole. Nei primi 10 mesi del 2022, le nostre attività hanno già complessivamente raggiunto 3.900 studenti in 215 classi di 50 scuole diverse: numeri che ci rendono orgogliosi del lavoro svolto», afferma Nicola Galluà, segretario generale di Confcooperative Fvg.
«La necessità di promuovere strategie e interventi mirati allo sviluppo sostenibile, per favorire un’armonizzazione tra crescita economica, partecipazione sociale, protezione dell’ambiente e tutela della salute, rappresenta una priorità ormai largamente condivisa – aggiunge Luca Occhialini, presidente dell’Associazione regionale delle Bcc – nell’ambito della quale il credito cooperativo vuole fare la sua parte promuovendo la diffusione capillare dell’educazione ambientale».
Per ogni classe coinvolta è previsto un incontro in aula che mira a definire nozioni, quali impatto ambientale, impronta ecologica, cambiamenti climatici, risparmio energetico. Verranno approfondite le esigenze di tutela e conservazione della natura, per far comprendere agli studenti gli scenari presenti e futuri dovuti alle attività antropiche e ai cambiamenti climatici, richiamando gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile contenuti nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. L’attività in classe, poi, è propedeutica a delle successive visite d’istruzione in alcuni siti di interesse ambientale della regione.

Il vigneto e l’innovazione sostenibile dopo il “vino vegano” di Ramuscello

(g.l.) Il Vigneto Fvg tra innovazione e sostenibilità: ecco il tema che sarà posto sotto la lente delle Città del vino domani a Duino Aurisina. Un argomento molto importante che la delegazione della vite e del vino giunta in Friuli Venezia Giulia da tutta Italia affronterà dopo due giorni di “immersione” tra le bellezze della nostra regione.
Infatti, mentre ieri, come già riferito, ci sono state le visite ad Aquileia e a Cividale, entrambe città Unesco, oltre che a Gorizia, Capitale Europea della Cultura 2025, oggi la delegazione si è spostata nella Destra Tagliamento, dove il programma annunciava puntate a San Vito – il Comune con la maggiore incidenza viticola di tutto il Vigneto Fvg -, Sesto al Reghena, Casarsa della Delizia, con la Cantina più grande della regione, e a Rauscedo, Capitale mondiale delle barbatelle. In particolare nel Comune di Sesto, oltre a visitare la meravigliosa Abbazia benedettina, c’è stata una proficua sosta alla Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, che quest’anno ha festeggiato la sua 60ma vendemmia, e che si è posta in evidenza per essere stata la prima a porre sul mercato un “vino vegano” – che ha suscitato molta curiosità, oltre a interesse tecnico-produttivo fra gli ospiti -, ma anche per le sue certificazioni ambientali e qualitative. La delegazione delle Città è stata ricevuta dal presidente Gianluca Trevisan e dal direttore, l’enologo Rodolfo Rizzi.

Angelo Radica

Ma veniamo alle tematiche che verranno trattate domani, nella giornata che rappresenta effettivamente il clou dell’interna annata vissuta da Duino Aurisina “Città Italiana del Vino 2022”. Riguardano, come già annunciato, un nuovo schema di Regolamento intercomunale di Polizia rurale, a partire da quelle realtà legate a coltura e cultura del vino: l’Università di Udine e il Coordinamento tra le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, che stanno lavorando a “Città del Vino Fvg: Obiettivo Agenda 2030”. Un progetto di ricerca applicata che ha come obiettivo il documento unitario Vite Fvg 2030, legato appunto agli obiettivi di sostenibilità.
Lo stato dei lavori sarà presentato nel pavilion di Portopiccolo, a Sistiana, a partire dalle 10. L’appuntamento aprirà la Convention 2022 dell’Associazione nazionale Città del Vino che si terrà fino a domenica prossima proprio a Duino Aurisina – Devin Nabrežina, la “capitale 2022” tra tutte le aderenti a livello nazionale,. Sempre domani, nella stessa sede, si terrà alle ore 10.30 il convegno nazionale “Innovare in vigna. Nuovi orizzonti, formazione e buone pratiche”.

Tiziano Venturini


Dopo i saluti del sindaco Igor Gabrovec, “Obiettivo Agenda 2030” sarà illustrato dal coordinatore scientifico del progetto Luca Iseppi, economista agrario dell’Università di Udine. Ma prenderanno la parola anche Tiziano Venturini, coordinatore Città del Vino del Friuli Venezia Giulia; Adriano Gigante, presidente Consorzio delle Doc Fvg; Angelo Radica, presidente nazionale Città del Vino, e Stefano Zannier, assessore regionale alle Risorse agroalimentari. Sarà invece Francesco Marangon, pure lui economista agrario dell’Ateneo friulano, a moderare il convegno “Innovare in vigna. Nuovi orizzonti, formazione e buone pratiche” a cui parteciperanno Paolo Sivilotti, fisiologo della vite, pure dell’Università di Udine, con l’intervento “Cambiamenti climatici: migliorare l’efficienza d’uso dell’acqua in vigneto”; Sandro Sillani, economista agrario dello stesso Ateneo, “Il consumatore e le innovazioni genetiche in viticoltura”; Giovanni Bigot, agronomo, fondatore della Società di consulenza viticola Perleuve, “L’uomo al centro del vigneto: osservare, dedurre e agire”; Diletta Covre, coordinatore ambito agroalimentare Mits e Coordinatore Formazione Superiore IalFvg “Its Agrotech specialist, nuovi approcci verso le tecnologie smart 4.0”. Per partecipare è obbligatoria la prenotazione scrivendo a cittadelvino.fvg@gmail.com.
Quindi domenica, 20 novembre, il gran finale di questa bellissima “quattro giorni” sempre a Portopiccolo. dove alle 10.30 si riunirà, sotto la presidenza del chietino Angelo Radica (è sindaco di Tollo), l’assemblea ordinaria dell’Associazione Nazionale Città del Vino.

Le Città del Vino in regione sono 32: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca D’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

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In copertina e all’interno la visita delle Città del Vino alla Cantina Produttori di  San Vito, accolta dal presidente Gianluca Trevisan e dal direttore Rodolfo Rizzi.

Frutta Friuli vale 14 milioni di euro con l’unione di Friulfruct e Friulkiwi

L’unione fa la forza e vale 14 milioni di euro: al teatro Don Bosco di Rauscedo si è riunita la prima assemblea di Frutta Friuli, la più grande cooperativa di frutticoltori del Friuli Venezia Giulia nata il 1° agosto scorso dalla fusione tra la cooperativa Friulfruct di Spilimbergo (mele, presieduta da Livio Salvador) e Friulkiwi di Rauscedo di San Giorgio della Richinvelda (kiwi, presieduta da Juri Ganzini).

Zannier con Salvador, Paoli e Ganzini.


La nuova realtà – con sede centrale a Spilimbergo nella zona industriale Nord e spazi produttivi tra la cittadina mosaicista e la “capitale delle barbatelle” – ha 150 soci, 600 ettari di frutteti e, appunto, 14 milioni di fatturato. La prima assemblea dei soci – alla presenza di Stefano Zannier, assessore regionale alle Risorse agroalimentari – ha visto, oltre all’approvazione all’unanimità del bilancio (chiuso come da prassi per le cooperative agricole al 31 luglio), l’elezione del nuovo consiglio d’amministrazione al cui interno sarà scelto nel corso della prima riunione il nuovo presidente. Il direttore Armando Paoli ha relazionato sugli aspetti agronomici e commerciali dell’annata di raccolta. Presenti per Confcooperative Pordenone il presidente Luigi Piccoli, il vicepresidente Pietro Tomaso Fabris e il direttore Marco Bagnariol.

Ben 175 mila quintali di mele.


«La scelta di dare vita ad una fusione tra Friulfruct e Friulikiwi è stata lungimirante ed ha permesso ad entrambe le realtà di affrontare le problematiche del contesto in corso, cogliendo le molteplici opportunità offerte dal più ampio bacino commerciale a disposizione», ha osservato Zannier. «La cooperativa Frutta Friuli – ha aggiunto -, grazie alla scala raggiunta, può portare avanti una strategia maggiormente incisiva, sia a livello quantitativo sia a livello qualitativo, a beneficio del proprio territorio e dei suoi soci».
«I rispettivi consigli di amministrazione delle cooperative fondatrici – ha affermato il presidente Salvador – hanno condiviso la necessità di unire le due realtà, dando prova di grande maturità. C’è stata infatti la consapevolezza del fatto che, per poter crescere e realizzare un futuro più solido, è necessario puntare all’espansione sul mercato globale, all’innovazione, alla digitalizzazione e alla elevazione della professionalità delle risorse umane. Tali obiettivi richiedono tempi non brevi ed investimenti importanti, che possono essere ottimizzati lavorando in sinergia. Grazie a tutti i soggetti che ci sono stati vicini in questi passaggi, dalla Regione a Confcooperative Pordenone».

I soci riuniti in assemblea a Rauscedo.


La nuova cooperativa eredita dalle fondatrici una spiccata predisposizione per l’esportazione e un processo di rinnovamento dei frutteti in corso negli ultimi anni, proponendo le nuove varietà che i consumatori richiedono, nonché l’ampliamento delle sedi di stoccaggio. Su questo ultimo punto a Spilimbergo sono in corso di conclusione i lavori che hanno visto la demolizione delle vecchie celle frigo e la loro sostituzione con un nuovo impianto della capienza di circa 110 mila quintali per un impegno di 6 milioni 200 mila euro (in questo modo in totale la capienza è ora di 262 mila quintali tra Spilimbergo e Rauscedo). Come per tutte le realtà produttive, preoccupa l’aumento del costo dell’energia, anche se la cooperativa vi sta tenendo fronte in parte grazie all’autoproduzione con il proprio impianto fotovoltaico e all’utilizzo delle nuove celle frigo che hanno comportato un risparmio energetico di circa il 50%.
L’annata ha visto raccogliere 175 mila quintali di mele e 23 mila quintali di kiwi, con una produzione che si prevede in crescita nei prossimi anni. Crescita che si riflette anche sotto il punto di vista occupazionale. «Abbiamo dato lavoro a 20 persone in più nella nostra sede – sottolinea il direttore Paoli -, mentre i nostri soci nelle proprie campagne ad ulteriori 100. I nuovi frutteti portano a un prodotto migliore, mentre coperture e reti moderne di distribuzione dell’acqua, con impianti a goccia, hanno evitato crisi idriche e scottature ai frutti. Stiamo attenti alle gelate primaverili, sempre più frequenti, mentre stiamo vincendo la sfida con la cimice asiatica, grazie a specie antagoniste e alle coperture. Nonostante la situazione internazionale, che ha spostato le mele dei produttori dell’Est Europa verso i nostri mercati, abbiamo buone opportunità future. Mi auguro che il territorio le sappia continuare a cogliere al meglio, come ha dimostrato di poter fare negli ultimi tre-quattro anni. L’unione di due realtà importanti in Frutta Friuli potrà ancor più fornire un servizio commerciale che meglio si saprà collocare nell’ambito ortofrutticolo generale».

Le sedi delle cooperative accorpate.

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In copertina,  i caratteristici frutti del kiwi: ne sono stati raccolti 23 mila quintali.

Città del vino, parte nella storica Aquileia la Convention 2022 di Duino Aurisina

Due giorni alla scoperta delle ricchezze storiche, artistiche, paesaggistiche ed enogastronomiche del Friuli Venezia Giulia: oggi e domani i partecipanti alla Convention 2022 dell’Associazione nazionale Città del Vino – che si terrà fino al 20 novembre a Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Città Italiana del Vino per quest’anno ovvero la “capitale” tra tutte le aderenti a livello nazionale – stanno vivendo una piacevole anteprima sul territorio accompagnati tra siti culturali e cantine dai membri del Coordinamento Fvg, tra i quali Giorgio Cattarin e il consigliere comunale di Duino Aurisina, delegato alla Città Italiana del Vino, Massimo Romita.
Prima tappa per i visitatori provenienti da varie parti d’Italia ad Aquileia, dove stamattina sono stati accolti dal sindaco Emanuele Zorino di fronte alla Basilica patriarcale di Santa Maria Assunta, alla scoperta delle testimonianze romane e protocristiane. Il resto della giornata odierna vedrà la visita guidata a Cividale, il pranzo e Tasting Academy del Consorzio Friuli Colli Orientali e Ramandolo, a Corno di Rosazzo, quindi visita guidata a Gorizia e a una cantina ad Oslavia per poi tornare a Duino.
Domani, altro ricco programma: visita all’antica abbazia benedettina di Sesto al Reghena e alla vicina Cantina Produttori Ramuscello e San Vito, quindi trasferimento nella vicina San Vito al Tagliamento (la cittadina che è entrata più di recente tra le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia) e dopo il pranzo visita a Casa Colussi-Pasolini a Casarsa della Delizia, in occasione del centenario dalla nascita di Pier Paolo Pasolini; quindi, una puntatina alla distilleria Pagura a Castions di Zoppola, per concludere con visita e degustazione a Casa Quaranta e ai Vivai Cooperativi a Rauscedo di San Giorgio della Richinvelda, la capitale mondiale della barbatella. Infine, sabato e domenica il clou della Convention a Duino Aurisina.

In totale i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono 32: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca D’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

Programma completo su www.cittadelvinofvg.it

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In copertina, parte della delegazione delle Città del vino in visita ad Aquileia dove è stata accolta dal sindaco Emanuele Zorino.

Tagliamento il “re dei fiumi alpini” un patrimonio naturalistico da difendere

(g.l.) Tagliamento, l’unico grande fiume alpino che continua a scorrere nel suo “letto” naturale, attraversando con regime torrentizio le valli della Carnia, l’Alto Friuli, le campagne dello Spilimberghese e del Codroipese, fino ad arrivare, placido, a Latisana – che però non ha dimenticato la terribile alluvione degli anni Sessanta – e quindi sfociare nel mare Adriatico. Un immenso e ineguagliabile patrimonio naturalistico che deve essere salvaguardato con tutte le energie. È  quanto si prefigge anche il Comitato pro Tagliamento in Unesco che proprio per oggi, alle 17, ha organizzato una manifestazioen dal titolo “Salvin la meravee dal Tiliment nasût libar pai nestris nevôts”. L’incontro si terrà nella sede dell’Accademia Città di Udine, in via Anton Lazzaro Moro 18, nel capoluogo friulano. Con il presidente del Comitato Cristian Fior, interverranno il suo vice Lucio Tonelli, il consulente Giovanni Sergio Pascoli, il segretario Giorgio Vello e il portavoce Luca Campanotto. Collabora alla importante iniziativa il Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.
Il Tagliamento, come è noto, è il più importante fiume dell’intero Friuli Venezia Giulia con una lunghezza di 170 chilometri ed un bacino di quasi 3 mila chilometri quadrati.  È  considerato – come dicevamo all’inizio – l’unico fiume dell’intero arco montano, ed uno dei pochi in Europa, a conservare quasi ovunque l’originaria morfologia, tanto da essere definito per il suo ecosistema il “re dei fiumi alpini”. Il fiume nasce nei pressi del Passo della Mauria, nel Comune di Lorenzago, in provincia di Belluno. Inizialmente scorre nel Cadore, per poi scendere per la Carnia. Quindi attraversato tutto il Friuli sfocia nel mare tra Lignano Sabbiadoro e la veneta Bibione.

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In copertina, il fiume Tagliamento che lasciato l’Alto Friuli scende nella pianura friulana fino a sfociare nel mare Adriatico.