Nasce “Terra Sancti Viti”, il vino dedicato al Comune leader del Vigneto Fvg

«Un regalo alla comunità e un bel segnale per il territorio offerto attraverso un prodotto di qualità realizzato a San Vito. Tutto ciò avviene nel Comune più “vitato” del Friuli Venezia Giulia, in una regione che è al primo posto in Italia per superficie destinata a questa coltivazione con un valore pari al 13 per cento. Questo vino presentato oggi è un progetto che riesce a valorizzare sia il prodotto sia il territorio, un connubio indispensabile anche in termini di promozione». Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, durante la presentazione del progetto “Terra Sancti Viti”, il vino dedicato a San Vito al Tagliamento, Città del vino Fvg, prodotto dalla Cantina Bagnarol e descritto nella sala consiliare del Municipio, a palazzo Rota.

L’assessore Zannier alla presentazione.

Nel giorno di San Martino, che da sempre segna la conclusione dell’annata agraria e l’avvio di quella nuova, rinnovando la tradizione di assaggiare il vino novello, questa terra ha ricevuto un dono prezioso: un vino dedicato alla terra di San Vito al Tagliamento e alla sua comunità che vuole intrecciarsi con la storia delle persone e del territorio. Si tratta di un Refosco dal peduncolo rosso, un vitigno e un vino decisi, autorevole e orgoglioso, le cui caratteristiche corrispondono alle caratteristiche di San Vito al Tagliamento, ma anche dei sanvitesi.
Nell’occasione, Zannier ha sottolineato la necessità di valorizzare la nostra regione in modo unitario. «Dobbiamo agganciare il prodotto al territorio – ha detto – e promuoverci in un’unica soluzione perché siamo una regione che non ha pari a livello nazionale grazie alle sue molteplici diversità. Abbiamo territori vocati alla viticoltura che continuano ad essere attrattivi sul mercato – ha infine rimarcato l’esponente della Giunta Fedriga -, ma dobbiamo essere capaci di valorizzare l’intero panorama della viticoltura, dalla pianura alla collina, senza distinzioni, senza antagonismi perché siamo una regione piccola che deve saper comunicare in un modo unico offrendo un’ampia varietà di prodotti, paesaggi, esperienze».

Vendemmia del Refosco alla Bagnarol.

Il Pinot grigio torna in Nord America e conquista sempre più il Giappone

Il Pinot grigio delle Venezie Doc – che riunisce le produzioni di Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino – si appresta a chiudere l’intenso tour istituzionale e informativo 2022 promosso dal Consorzio di Tutela in Usa, Canada, UK, tra i primi partner commerciali della Denominazione che insieme assorbono oltre il 70% dell’export, e in Giappone, dove domanda e riconoscimento della Do crescono anno dopo anno dopo.
“L’obiettivo del Consorzio è quello di rafforzare il posizionamento della nostra eccellenza, il Pinot grigio delle Venezie Doc, nei mercati internazionali – Nord America e Regno Unito in primis -, attraverso un messaggio legato alla varietà, al territorio e alle caratteristiche di qualità. Cerchiamo da sempre di trasmettere questi valori attraverso relatori autorevoli che ci accompagnano in una intensa attività di informazione e attraverso format promozionali sempre nuovi e al passo coi tempi. Oltre ai nostri mercati di riferimento, quelli più maturi in termini di presenza di prodotto enologico italiano, oggi siamo impegnati in Paesi nuovi per la Doc, come il Giappone, con ottime potenzialità di inserimento del nostro Pinot grigio Doc, dimostrate anche dalla grande partecipazione agli eventi per operatori e media organizzati di recente a Tokyo. Questi tour istituzionali e promozionali sono il nostro principale strumento di comunicazione, per raccontare all’estero il Pinot grigio del Nordest, certificato Doc delle Venezie, valorizzando al massimo questa denominazione e tutta la filiera che la rappresenta, consci di ricoprire il ruolo di “apripista” e riferimento per l’intero Triveneto e non solo”, dice Albino Armani, alla guida del Consorzio di Tutela Vini Doc delle Venezie.

Albino Armani

Il Consorzio delle Venezie punta con decisione alla valorizzazione della varietà nei mercati internazionali avviando una serie di azioni mirate e coordinate, destinate ad incrementare in maniera significativa sia il posizionamento e il percepito dal parte degli operatori sia la riconoscibilità della marca da parte del consumatore, lavorando su due canali paralleli: da una parte sull’organizzazione di masterclass, degustazioni e seminari destinati al b2b – quindi operatori del settore, stampa specializzata e buyer, dove temi pilastro restano qualità nel bicchiere e territorialità garantita da tracciabilità e certificazione – e dall’altra su grandi o piccoli eventi aperti al pubblico – sempre selezionato in base al target di riferimento della Doc – o dedicati agli influencer che vantano community e follower molto vari e generalisti, che spaziano dal lifestyle, al food, alla moda fino al wellness, dove parole d’ordine della comunicazione restano versatilità, familiarità, abbinamento vino/cibo e convivialità, sempre garantite da qualità certificata.
Azioni svolte dalla DocC delle Venezie che, per ricaduta, vanno a beneficio di tutto il sistema Pinot grigio del Nordest Italia. Non sono mancati infatti approfondimenti e momenti educativi proprio dedicati al territorio – che descrivono il Triveneto come patria della varietà, rispetto alle altre produzioni nazionali o mondiali – o ancora sulle qualità e peculiarità del vitigno, “ancora oggi estranee alla maggior parte dei consumatori anche abituali di Pinot grigio o spesso anche dei nostri interlocutori, soprattutto oltreoceano, come ad esempio il colore grigio tipico della bacca o il processo tecnologico della macerazione che caratterizza la tipica sfumatura ramata dei vini, in uno Stile che lo contraddistingue da tutti gli altri rosati”, racconta Nazareno Vicenzi, Enologo e Area Tecnica del Consorzio di Tutela.

Dopo una “calda estate” che ha visto il Pinot grigio delle Venezie impegnato nel Regno Unito per incontrare buyer, ristoratori, sommelier, giornalisti e appassionati alla London Wine Fair (15 giugno) – evento trade di riferimento per il Paese che quest’anno è tornato finalmente in presenza dal 7 al 9 giugno all’Olympia London – ma anche il grande pubblico di Taste of London – l’atteso food festival che dal 15 al 19 giugno ha trasformato ancora una volta Regent’s Park nel più grande ritrovo di food enthusiast e buongustai –, oltre a circa 80 media britannici chiamati a raccolta per un grande “Aperitivo Veneziano” organizzato a Brighton lo scorso 13 luglio, il Consorzio di Tutela da settembre è di nuovo in prima linea nella promozione mondiale in Giappone, Canada, di nuovo Uk e Usa
Ad inaugurare il fitto calendario autunnale di eventi e manifestazioni è stato un format tutto nuovo che vede il Pinot grigio delle Venezie protagonista delle più prestigiose Spa statunitensi attraverso una partnership con Andaz Spa, boutique hotel e resort del gruppo Hyatt, inaugurata lo scorso 30 settembre presso la struttura di Andaz Scottsdale Resort & Bungalows, a Phoenix (AZ). Per un intero weekend, Regine Rousseau, US Brand Ambassador della Doc delle Venezie, nonché giornalista esperta e wine educator, ha condotto gli ospiti del resort in un meraviglioso viaggio attraverso il territorio del Nordest italiano, con la possibilità di degustare il Pinot grigio delle Venezie nei loro momenti di relax, ma soprattutto durante un evento serale impreziosito da buon cibo e musica live. L’obiettivo: creare un legame tra Pinot grigio delle Venezie e momenti di benessere e stabilire una relazione con gli ospiti di Andaz Spa per farli diventare consumatori affezionati, lavorando al contempo sul posizionamento e il percepito del prodotto.

Il tour negli Usa è continuato con gli immancabili Simply Italian Great Wines in collaborazione con International Event & Exhibition Management. Il Consorzio ha partecipato il 24, 26 e 27 ottobre alle tre tappe di New York, Chicago e Los Angeles, raccontando la Denominazione a un totale di circa 90 tra operatori, stampa ed esperti del settore attraverso tre seminari dedicati alla DO, sempre condotti da Regine Rousseau.
Il Consorzio è poi tornato a Londra, di nuovo in collaborazione con il media partner The Drinks Business, in occasione della manifestazione b2c The Wine & Spirits Show in programma dal 21 al 23 ottobre al Chelsea Old Town Hall. Qui il MW Patrick Schmitt ha nuovamente condotto una masterclass dal titolo “Best Doc delle Venezie of Global Pinot Grigio Masters 2022”, che ha registrato un “tutto esaurito” per un totale di 50 partecipanti seduti ai banchi d’assaggio.

E finalmente, dopo due anni di assenza dalle scene a causa della pandemia da Covid 19, il Consorzio delle Venezie Doc è tornato in Canada, senza dubbio per la Do uno dei principali mercati che, con tutto il Nord America, assorbe circa il 43% del Pinot grigio delle Venezie. Per la terza volta, quindi, torna nel Paese il tour di informazione istituzionale, con due appuntamenti organizzati dall’agenzia ICE Italian Trade & Investment Agency nell’ambito delle Grandi Degustazioni di vini italiani in Canada, giunte alla 27ma edizione, che si conferma come l’appuntamento commerciale di riferimento per i professionisti di settore che intendono ampliare i propri listini e consolidare i rapporti commerciali già in essere. Qui il Pinot grigio delle Venezie è stato protagonista di due interessanti masterclass a Toronto (31 ottobre), condotta dal giornalista esperto e wine educator Michael Pinkus, e a Montréal (2 novembre), guidata invece, come nelle precedenti edizioni, dal noto wine consultant canadese Nick Hamilton.
Sempre nelle due città della east coast canadese, il Consorzio di Tutela ha incontrato anche stampa ed influencer locali attraverso due eventi media in venue accuratamente selezionate di Toronto e Montréal, riproponendo il tema dell’“aperitivo veneziano” e dei tradizionali cicchetti abbinati alla meravigliosa versatilità del Pinot grigio.

La storica e amata tradizione veneziana è stata anche protagonista a Tokyo in occasione di due eventi sold-out rivolti ai media e agli operatori del settore. Ad aprire le danze, il 31 ottobre, è stato un vero e proprio evento in maschera… “veneziana”. In collaborazione con l’agenzia Sopexa Giappone, infatti, il Consorzio di Tutela ha organizzato per 15 media locali, presso il ristorante Balcone Shibuya della capitale, la più bella festa di Halloween a tema cicchetti e Pinot grigio delle Venezie, proponendo agli ospiti di indossare le tipiche mascherine veneziane, come travestimento per la serata. Un grande successo di critica e di visibilità sui canali social della denominazione.
Tanto apprezzamento e grandissima partecipazione, per un totale di circa 50 operatori del settore, anche per l’evento organizzato da Iccj Tokyo Camera di Commercio Italian in Giappone, che, grazie alla collaborazione del Brand Ambassador Irving So, nonché VIA Italian Wine Expert che ha fatto un’esaustiva panoramica della Do e grazie a un collegamento video con il presidente del Consorzio, ha fatto vivere agli ospiti, accolti al ristorante Antichi Sapori di Tokyo, una notte magica nei sapori e nelle atmosfere di Venezia e della tradizione culinaria del Triveneto. A disposizione per gli assaggi circa 90 etichette della Doc delle Venezie che hanno letteralmente conquistato il pubblico di operatori e stampa giapponesi, stupiti dalla piacevolezza e soprattutto qualità del prodotto, che sposano perfettamente il gusto del consumatore locale. La collaborazione proseguirà a fine novembre con una partnership con il circuito di ristoranti Aqi e con contenuti Youtube realizzati dall’influencer sommelier Mariko per promuovere la denominazione tra acquirenti, professionisti e winelover in Giappone.

E ora, a chiudere il tour promozionale 2022 del Consorzio delle Venezie, sono stati nuovamente gli Usa con protagonisti ancora i cicchetti. Non si ferma, infatti, la volontà del Consorzio Doc delle Venezie di portare questa tradizione unica ed inimitabile in tutto il mondo, associata indissolubilmente ad una “ombra” di Pinot grigio rigorosamente Doc. La nuova campagna di comunicazione investe il Pinot grigio delle Venezie del ruolo di garante dell’eccellenza produttiva del Triveneto a 360 gradi, ne diventa il vero e proprio “Sigillo di Meraviglia”. Una veste che porta con sé tutto il bello e il buono del territorio del Nordest – cibo, storia, cultura, bellezza paesaggistica – e con ciò aiuta la Doc ad aumentare la reputation del marchio e a presentarsi ai mercati internazionali con un approccio più emozionale e competitivo.
Gli ultimi appuntamenti, dove il Consorzio ha incontrato una platea di circa 60 giornalisti e influencer, si sono tenuti lunedì a Miami e ieri a New York – in collaborazione con Wine Enthusiast, una delle riviste di critica enologia più autorevoli al mondo –, mentre domani l’incontro è fissato a Chicago.

Il Vigneto Fvg si prepara ad Agenda 2030: un convegno con le Città del vino a Duino

Un nuovo schema di Regolamento Intercomunale di Polizia rurale, a partire da quelle realtà legate a coltura e cultura del vino: l’Università degli studi di Udine e il Coordinamento tra le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia stanno lavorando a “Città del Vino Fvg: Obiettivo Agenda 2030”. Un progetto di ricerca applicata che ha come obiettivo il documento unitario Vite FVG 2030, legato agli obiettivi di sostenibilità.
Lo stato dei lavori sarà presentato nel pavilion di Portopiccolo, a Sistiana, sabato 19 novembre, alle ore 10. L’appuntamento aprirà la Convention 2022 dell’Associazione nazionale Città del Vino che si terrà fino al giorno successivo, domenica, a Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Città Italiana del Vino per quest’anno (ovvero la “capitale” tra tutte le aderenti a livello nazionale). Sempre sabato, nella stessa sede, si terrà alle ore 10.30 il convegno nazionale “Innovare in vigna. Nuovi orizzonti, formazione e buone pratiche”.
Dopo i saluti di Igor Gabrovec, sindaco di Duino Aurisina – Devin Nabrežina, “Obiettivo Agenda 2030” sarà illustrato dal coordinatore scientifico del progetto Luca Iseppi, economista agrario docente dell’Università di Udine, nella serie di interventi a cui parteciperanno anche Tiziano Venturini, coordinatore Città del Vino del Friuli Venezia Giulia; Adriano Gigante, presidente Consorzio delle Doc Fvg; Angelo Radica, presidente Associazione nazionale Città del Vino; Stefano Zannier, assessore regionale del Friuli Venezia Giulia alle risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna.
Sarà invece Francesco Marangon, economista agrario docente dell’Università di Udine, a moderare il convegno “Innovare in vigna. Nuovi orizzonti, formazione e buone pratiche” a cui parteciperanno Paolo Sivilotti, fisiologo della vite docente dell’Università di Udine con l’intervento “Cambiamenti climatici: migliorare l’efficienza d’uso dell’acqua in vigneto”; Sandro Sillani Economista agrario Docente dell’Università di Udine “Il consumatore e le innovazioni genetiche in viticoltura”; Giovanni Bigot, agronomo, fondatore della società di consulenza viticola Perleuve “L’uomo al centro del vigneto: osservare, dedurre e agire”; Diletta Covre, coordinatore ambito agroalimentare Mits e Coordinatore Formazione Superiore IalFvg “Its Agrotech specialist, nuovi approcci verso le tecnologie smart 4.0”.

In totale i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono 32: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca D’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

Per partecipare è obbligatoria la prenotazione scrivendo a cittadelvino.fvg@gmail.com

Allevatori Fvg, con “Fattorie Friulane” prodotti a Km-zero a portata di un click

A Gemona, nella cornice della Festa del formaggio che si è conclusa ieri, è stata presentata la piattaforma e-commerce “Fattorie Friulane” (www.fattoriefriulane.it) promossa e gestita dall’Associazione allevatori del Friuli Venezia Giulia per portare oltre i confini regionali i prodotti alimentari e le specialità gastronomiche della nostra regione. Prodotti a km-zero che dal prossimo 24 novembre saranno disponibili a portata di un click. Alla vetrina virtuale hanno aderito fin qui 60 produttori per un numero complessivo di referenze ordinabili che in fase di avvio sarà pari a 200 circa, ma che è destinata a crescere rapidamente.
Le stalle Fvg sbarcano dunque sul web, grazie alla fondamentale mediazione dell’Associazione allevatori, presieduta da Renzo Livoni e diretta da Andrea Lugo, con un’iniziativa che costituisce un unicum a livello internazionale: è la prima nel suo genere tanto in Italia che in Europa.
La piattaforma consentirà, come detto, di far arrivare il meglio del paniere agroalimentare regionale nelle case degli italiani e con l’anno prossimo, esaurita una prima fase di test, anche oltre i confini nazionali. Formaggi stagionati, ma anche birra, olio, salami, confetture, conserve, farine e succhi di frutta. In fase iniziale i prodotti che saranno acquistabili sono essenzialmente quelli stagionati o confezionati, che non necessitano di particolari cure in termini di refrigerazione, ma nel futuro prossimo l’intenzione è quella di ampliare l’offerta, includendo anche prodotti freschi e surgelati.
Come detto, la piattaforma sarà online dal 24 novembre e la prima consegna è prevista per il 30 successivo. A gestire la logistica sarà direttamente l’Associazione allevatori, sgravando così le aziende agricole che di fatto le delegheranno l’intera gestione delle operazioni che verrano svolte nell’ex laboratorio di lavorazione della carne De Narda a Rodeano, acquisito dall’Aafvg grazie a un contribuito a fondo perduto della Regione Fvg. «Qui – spiega il direttore Lugo – seguiremo la gestione di tutta la parte logistica e amministrativa: rifornimenti, ricevimento ed evasione ordini, preparazione delle confezioni, ricerca del trasportatore e spedizione del prodotto. All’allevatore sarà riconosciuto il prezzo di vendita detratto delle spese sostenute per la gestione degli ordini e la spedizione. In un’ottica di sostenibilità, il sito, realizzato da ConsulentiWeb, indica anche dove conferire i rifiuti (tipicamente l’imballaggio) derivanti dai prodotti acquistati».
L’obiettivo dell’iniziativa che vede l’associazione allargare con coraggio il suo raggio d’azione oltre gli ambiti che le sono propri è quello di «dare un appoggio ai soci: alcuni di loro – evidenzia Lugo – hanno un proprio punto vendita, ma non riescono a collocare tutta la produzione direttamente al consumatore finale, altri non hanno uno spaccio proprio o non hanno possibilità di dedicarsi alla commercializzazione. Abbiamo quindi deciso di offrire a ogni socio allevatore l’opportunità di vendere i propri prodotti attraverso il commercio elettronico. Questo – conclude Lugo – consentirà loro di tenere per sé il valore aggiunto anziché cederlo ai grossisti e in prospettiva anche di aumentare i volumi della distribuzione».
L’adesione alla piattaforma è praticamente a saldo zero. Alle aziende è, infatti, richiesto un contributo iniziale di 1000 euro che può però essere abbattuto da un contributo regionale di parti importo messo a disposizione dalla Regione per le iniziative legate al commercio elettronico.

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In copertina, il direttore Andrea Lugo con il logo del nuovo sito e-commerce.

L’eroica “viticoltura di montagna” presenta i suoi vini ai degustatori

di Giuseppe Longo

Giornata importante oggi per la “viticoltura di montagna”. I vini ottenuti dalle sperimentazioni in Carnia nelle ultime tre annate saranno, infatti, sottoposti a un’analisi tecnica e sensoriale che si terrà, dal tardo pomeriggio, nella sede dell’azienda vitivinicola “Pitars” a San Martino al Tagliamento. È annunciato un parterre di alto livello con la partecipazione di una quarantina tra ricercatori, esperti degustatori, agronomi, enologi ed imprenditori, oltre alla dirigenza dei Vivai cooperativi Rauscedo e della Vitis. Ci sarà anche il dottor Alexander Morandell, presidente di Piwi International, organizzazione il cui acronimo sottintende le “viti resistenti” agli attacchi fungini, e quindi in perfetta sintonia con l’esigenza di difendere l’ambiente, ma anche alle avversità climatiche. A ispirare il progetto sono state varie considerazioni, come la mancanza di una viticoltura “eroica” in Friuli Venezia Giulia e la presenza di nuove varietà resistenti al freddo e alle malattie. Obiettivi? La riconversione di terreni agricoli incolti e la possibilità di offrire nuove opportunità di lavoro.


Oggetto di discussione e di analisi sensoriale i vini ottenuti dalle varietà Solaris e Soreli coltivate nei vigneti sperimentali impiantati a Forni di Sotto e a Forni di Sopra. Verranno degustate e comparate appunto le ultime tre annate di entrambe le varietà. «Seguirà una breve presentazione – come anticipa l’enologo Paolo Valdesolo, il quale dall’inizio segue questa “rivoluzionaria” iniziativa – che riassumerà tutto il periodo dal risveglio vegetativo del vitigno alla produzione dell’uva e alla vinificazione con relative analisi di grappoli, mosto e vino». Ricordiamo, in particolare, che Solaris è stato registrato già nel 2013 al Ministero delle Politiche agricole ed ha un’alta resistenza al freddo (fino a -24 gradi), è caratterizzato da germogliamento tardivo e maturazione precoce, oltre che da un’alta resistenza alle principali malattie.
Della “eroica” viticoltura in quota si era parlato recentemente anche a Tolmezzo, capoluogo della Carnia, nell’ambito della riuscita manifestazione “Il Filo dei Sapori”, dove c’era stato un convegno di spessore dal titolo “Varietà autoctone e varietà resistenti in sperimentazione. Un’opportunità per una viticoltura più sostenibile?”, ma si era parlato anche di clima che cambia – è da anni sotto gli occhi di tutti – e che, pertanto, favorisce l’innalzamento dei limiti di coltivazione della vite. «La viticoltura in montagna – aveva osservato al riguardo Claudio Coradazzi, vicepresidente della Comunità di montagna della Carnia – è un esempio della tenacia e innovazione che permetteranno tra poco più di un anno di avere il nostro vino e una nuova possibilità di sviluppo dei nostri territori».


La sperimentazione in atto rientra nel progetto Italia-Austria “Biovitis – Viticoltura biologica nelle regioni della Val Canale, Gaital e Carnia (KGC)”, oggetto di una presentazione che, come molti ricorderanno, si era tenuta in marzo sempre a Tolmezzo. Nell’occasione erano finiti sotto la lente d’ingrandimento i quattro vigneti montani,  posti a quote altitudinali superiori ai 700 metri sul livello del mare, la salubrità delle loro uve, dei mosti e dei vini, attraverso lo studio delle percentuali di rame ed acido gluconico. Si era altresì analizzata la vitalità dei lieviti, per isolare eventuali nuovi ceppi resistenti proprio al freddo. «Il punto di partenza delle indagini – ci aveva riferito il dottor Roberto Baldovin, responsabile della sperimentazione – sono i vigneti esistenti nell’area del progetto (uno a Forni di Sotto, uno a Malborghetto-Valbruna e due in Carinzia). Le aziende pioniere si sono affidate ai nuovi vitigni resistenti ai funghi (Piwi): queste varietà possono produrre rese stabili in quantità e qualità anche nelle elevate precipitazioni e nelle condizioni fresche della regione alpina». Nell’ambito del progetto, lo sviluppo e lo stato di salute di questi vigneti sono stati esaminati in modo più dettagliato e confrontati tra loro a livello transfrontaliero. Tra gli obiettivi, inoltre, la creazione di una mappa climatica viticola dell’intera area del progetto. «I risultati – aveva annunciato ancora Baldovin – saranno pubblicati in una relazione finale e dovrebbero servire da orientamento per coloro che, in futuro, fossero interessati ad una viticoltura con queste caratteristiche climatiche».
A partire dal 2015, si sono realizzati campi sperimentali, in particolare, a Drogne di Forni di Sotto (865 metri), nel Comune di Forni di Sopra, a Cella (900 metri) e a Pradàs (940) e perfino a Tavarons (1100!). Durante questi studi le viti sono state sottoposte anche a dure prove climatiche, come la gelata tardiva dell’aprile 2017 – che aveva causato gravi danni in tutto il Vigneto Fvg -, il Burian russo del febbraio 2018 seguito dalla tempesta Vaia di fine ottobre e delle piogge intensissime del novembre 2019. Sono stati impiegati otto vitigni resistenti diversi. Oltre ai citati Solaris e Soreli, Valnosia e Sauvignon Kretos, tutti bianchi, e i rossi Cabernet Cortis, Julius, Merlot Kanthus e Volturnis. Con Baldovin e Valdesolo collaborano al progetto Nicola Macrì (tutor agronomo) e Paolo Antoniali (analisi aromatiche ed isolamento lieviti). Sovrintende all’intera sperimentazione la Fondazione “Edmund Mach” di San Michele all’Adige, in Trentino.

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In copertina e all’interno immagini della sperimentazione in atto a Forni di Sotto con la varietà resistente Solaris.

 

Agriflash.FVG – E non solo

Il Ringraziamento a Udine “Le condizioni di eccezionalità che hanno caratterizzato l’anno agricolo appena concluso si potrebbero ripresentare, anche se in forma meno acuta. Il Friuli Venezia Giulia può, però, guardare con fiducia e speranza alla nuova annata agraria grazie anche agli interventi strutturali che sono stati sostenuti dalla Regione per non farsi trovare impreparati”. È il pensiero dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, a margine della Messa per la LXXII Giornata del Ringraziamento che si è celebrata nel Duomo di Udine. L’assessore vi ha partecipato in rappresentanza della Giunta regionale rimarcando l’impegno di quest’ultima nell’affrontare le criticità che si sono aggiunte al post-pandemia, quali siccità, aumento dei prezzi di sementi ed energia, emergenza incendi. “A conclusione di un’annata decisamente complicata per tutto il comparto, arriviamo a questo San Martino con la consapevolezza del mondo agricolo che le difficoltà permangono, ma il settore ha le necessarie capacità di adattamento che gli consentono, con i dovuti aiuti, di guardare con speranza e fiducia al futuro”, ha concluso l’assessore.

Come gestire oggi le malghe FvgLa gestione delle malghe, l’accesso agevolato dei giovani all’attività agricola in alta quota, la gestione della fauna selvatica e l’imprenditoria montana sono alcuni dei temi toccati dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, che a Sutrio ha partecipato al convegno “Malghe: problemi e opportunità”. Promosso in collaborazione con la Comunità di montagna della Carnia per favorire il confronto tra i proprietari e i gestori dei complessi malghivi, il simposio ha posto l’accento su alcune delle criticità attuali maggiormente sentite da chi vive e fa impresa in montagna. “È assolutamente necessario continuare con le forme di aiuto per favorire i giovani, ma che vantano vere competenze nella gestione delle malghe” ha affermato Zannier, aggiungendo che “la Regione è impegnata nel cercare soluzioni che favoriscono la capacità di fare sistema tra soggetti di piccole e grandi dimensioni in modo da calmierare la corsa al prezzo e puntare all’obiettivo strategico della gestione della montagna”. L’assessore ha evidenziato come siano “necessarie regole per far sì che i compendi malghivi vadano in gestione a chi fa parte della nostra comunità regionale, inserendo nei bandi delle precondizioni per favorire la corretta gestione del territorio montano. Quando parliamo di malghe, infatti, dobbiamo avere una strategia comune, scevra da cavilli burocratici”. Allo stesso modo Zannier ha affrontato i temi della gestione boschiva e faunistica sostenendo l’opportunità di abbandonare una visione meramente conservativa. “La gestione della fauna selvatica, ad esempio, va affrontata con chiarezza senza nascondere il problema – ha detto Zannier -; i cambiamenti climatici impongono alle specie nuove forme di adattamento di cui dovremo tener conto. L’uomo potrà solo accompagnare i fenomeni e comprendere quali sono le nuove abitudini e quali i rischi connessi all’espansione delle specie verso i centri urbani, con riferimento ad esempio all’evoluzione di lupi, cinghiali, cervi. Resta fermo il principio che per preservare la fauna è necessario gestirla e lo stesso vale anche per l’ambiente” ha concluso l’assessore.

Incentivi per pesca e acquacolturaUn nuovo bando regionale con le risorse del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca 2014-2020 rivolto a organizzazioni e gruppi di produttori che operano nel settore della pesca e dell’acquacoltura sostenibili. Il bando, previsto da una delibera approvata nell’ultima seduta della Giunta regionale su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari e ittiche, Stefano Zannier, prevede misure a favore della commercializzazione e della promozione delle produzioni ittiche e conta risorse per 150mila euro. Le iniziative presentate potranno avere una copertura fino al 75 per cento della spesa complessiva. Il programma europeo legato al Fondo per gli affari marittimi e la pesca si concluderà alla fine del 2023. Il precedente bando approvato nel luglio scorso aveva visto una sola istanza da parte degli operatori che era però pervenuta dopo la scadenza. “Le associazioni di categoria – ha spiegato l’assessore Zannier – confermano la necessità di riattivare il bando per non perdere l’occasione, data dai fondi ad hoc europei, per la promozione e commercializzazione del prodotto ittico”. Si tratta di un bando attraverso il quale si intende promuovere campagne regionali, nazionali o transnazionali di comunicazione e promozione al fine di sensibilizzare i consumatori sui prodotti della pesca e dell’acquacoltura sostenibili. I progetti finanziabili dovranno essere volti alla ricerca di nuovi mercati e alla promozione della qualità nel settore ittico. Le iniziative proposte non dovranno essere orientate verso denominazioni commerciali. Le domande per accedere ai finanziamenti previsti dal bando dovranno essere presentate esclusivamente via Posta elettronica certificata (Pec) sulla base dei moduli scaricabili dal sito Internet della Regione Friuli Venezia Giulia entro il 12 dicembre 2022. Ogni previsione di spesa dovrà essere accompagnata da almeno tre preventivi, dovrà contenere i dati per la valutazione dei punteggi di selezione e dovrà includere una previsione di spesa che sia attendibile e congrua.

Online la guida ai vini del VenetoÈ online l’edizione 2023 di Vinetia.it – Guida ai vini del Veneto, il portale che ogni anno raccoglie le eccellenze enologiche della regione selezionate dai degustatori di Ais Veneto. La nuova edizione è stata presentata all’Hotel Ca’ Sagredo di Venezia ed è ora consultabile all’indirizzo www.vinetia.it. Nella stessa occasione è avvenuta l’assegnazione del Premio Fero, in cui una giuria composta da sommelier Ais e giornalisti del settore enogastronomico ha valutato i 21 vini finalisti, tre per ognuna delle sette categorie: Miglior Spumante Metodo Charmat, Miglior Spumante Metodo Classico, Miglior Vino Bianco, Miglior Vino Rosa, Miglior Vino Rosso, Miglior Vino Rosso da Invecchiamento, Miglior Vino da Dessert. Ai sette vini che hanno raggiunto i punteggi più alti all’interno della propria categoria è stato quindi riconosciuto il titolo di Miglior Vino del Veneto. “Per Vinetia.it – spiega Giovanni Geremia, curatore della guida di Ais Veneto – abbiamo degustato più di 2000 vini di oltre 340 aziende del Veneto. Il portale è uno strumento agile che consente di conoscere le eccellenze enologiche e gastronomiche della regione. Vinetia.it non è solo una guida vini, ma anche e soprattutto un prezioso strumento di promozione turistica. Infatti, attraverso la nostra Guida numerosi appassionati hanno la possibilità di scoprire cosa può offrire il territorio veneto dal punto di vista enoturistico”. “Assieme a Vinetia Magazine, la rivista ufficiale di Ais Veneto, e al volume Carnet di Viaggio – continua il presidente di Ais Veneto, Gianpaolo Breda – la guida Vinetia.it descrive attraverso un calice di vino il paesaggio e i sapori veneti. Un viaggio nella cultura enoica della nostra regione che rinnoviamo ogni anno, con lo scopo di raccontare al meglio il territorio che rappresentiamo”. “Le guide regionali come Vinetia.it, diramazione della guida nazionale Vitae – aggiunge Sandro Camilli, presidente di Ais Italia – sono fondamentali per la conoscenza del territorio e dei produttori, custodi di luoghi e di culture, veri e propri patrimoni nazionali. Un plauso quindi ad AIS Veneto per il grande lavoro di promozione delle eccellenze enologiche regionali”. I vincitori del Premio Fero – Miglior Vino del Veneto 2023 per le categorie Miglior Spumante Metodo Charmat e Miglior Spumante Metodo Classico sono rispettivamente il Valdobbiadene Superiore di Cartizze Docg Dry 2021 di Adami e il Mat ’55 2013 di Pian Delle Vette. Il riconoscimento per il Miglior Vino Bianco è andato al Lugana Doc Riserva 2017 di Corte Sermana e per il Miglior Vino Rosa a Keya 2021 Chiaretto di Bardolino Doc di Guerrieri Rizzardi. Per i rossi, la giuria ha assegnato il titolo di Miglior Vino Rosso a Borgo delle Casette Riserva 2018 Colli Euganei Cabernet Doc de Il Filò Delle Vigne e quello di Miglior Vino Rosso da Invecchiamento a De Buris Riserva 2011 Amarone della Valpolicella Classico Docg di Tommasi. Infine, è stato premiato come Miglior Vino da Dessert il Gambellara Vin Santo Doc 2007 di Dal Maso. La nuova edizione di Vinetia.it ha visto inoltre 163 vini premiati con i 4 Rosoni, la fascia di punteggio più alta assegnata dalla commissione di degustazione, e 43 con il Ducato, conferito ai prodotti che uniscono alta qualità e prezzi vantaggiosi. Sono invece 50 le aziende vinicole insignite del Premio Rialto per la loro continuità nella produzione di vini d’eccellenza. La guida Vinetia.it è accessibile gratuitamente con qualsiasi dispositivo al sito www.vinetia.it. Oltre alla guida, nello store AIS Veneto (store.aisveneto.it) sono disponibili sia Vinetia Magazine sia il Carnet di Viaggio, opere che completano e rendono unica la scoperta dei vini del Veneto. L’evento di Vinetia.it precede la presentazione della guida nazionale Vitae, in programma il 24 novembre nella nuova sede di Milano dell’Associazione.

Il progetto solidale SantaluciaSi rinnova per il tredicesimo anno il progetto solidale Santalucia, frutto della collaborazione tra l’azienda agricola Maculan e la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus. Giovedì scorso la Commissione Selezionatrice si è riunita nella sede di Breganze (Vicenza) per degustare alla cieca sei diverse barriques messe a disposizione dalla cantina. La giuria di esperti, giornalisti di settore e imprenditori, presieduta dall’assessore regionale Elena Donazzan, ha scelto il migliore monovarietale destinato a diventare Santalucia 2021: il Cabernet Sauvignon nato in località Ferrata a Breganze. Il vigneto Santo Stefano è stato piantato nel 1985 e si caratterizza per l’altissima densità: le viti sono a un metro l’una dall’altra così come i filari e l’altezza delle piante allevate a cordone speronato. I grappoli sono sei per vite e a soli 30 centimetri da terra, il che consente una maturazione perfetta senza uso di erbicidi. “Dopo un anno di sosta in piccole botti di rovere nuovo, il vino si presenta di color rosso rubino molto intenso, con archetti persistenti – spiega Fausto Maculan, titolare, insieme alle figlie Angela e Maria Vittoria, della storica azienda agricola –. Annusando l’aria sopra il bicchiere si sente un aroma intenso con note di piccola frutta rossa e blu amarena, prugna e lampone, ma anche toni speziati che ricordano la vaniglia e il caffè ben tostato. Bevendone un sorso si sente il possente corpo foriero di lunga longevità. Nonostante la gioventù in bocca, infatti, il vino è già bilanciato con un bel rapporto tra la dolcezza e i tannini nobili presi dalle bucce e dai vinaccioli maturi. L’aroma permane a lungo fra le guance, prima di andarsene lasciando gradevoli sensazioni fruttate”. L’intera barrique di 225 litri si trasformerà in 300 pregiate bottiglie di formato 0,75 litri, uniche e numerate, ordinabili fin d’ora e disponibili a partire dal 13 dicembre, giorno di Santa Lucia. I proventi della vendita finanzieranno la ricerca contro le malattie oculari condotta da Fondazione Banca degli Occhi. Da più di 30 anni, infatti, l’ente non profit ridona la vista a migliaia di pazienti, confermandosi centro di riferimento per i trapianti di cornea nelle regioni di Veneto e Friuli Venezia Giulia, oltre a una delle principali banche degli occhi a livello europeo. Il progetto Santalucia nasce nel 2008 da un’idea di Fausto Maculan: “Come imprenditori è importante dedicare una parte del nostro impegno al territorio e alla solidarietà, farci promotori di iniziative serie e concrete capaci di rispondere a problematiche insite nel tessuto sociale nel quale viviamo e operiamo”. “Santalucia si è rivelato negli anni un supporto importante ai nostri progetti di ricerca, che mirano a chiarire i meccanismi delle malattie genetiche rare dell’occhio, di patologie della cornea e della retina impattanti nella vita quotidiana di migliaia di persone. Il nostro ringraziamento va alla lungimiranza e all’impegno di un imprenditore come Fausto Maculan, al nostro fianco da oltre quindici anni”, afferma il presidente di Fondazione Banca degli Occhi Giuseppe Di Falco. Anche quest’anno Santalucia si presenta con una confezione d’autore che sarà svelata il prossimo 13 dicembre in occasione dell’evento di presentazione. Se le precedenti edizioni hanno tratto ispirazione dai dipinti di artisti contemporanei come Francesco Stefanini, Matteo Massagrande, Graziella Da Gioz e Maurizio Trentin, le attuali 300 bottiglie richiameranno nell’etichetta artistica e nel packaging l’occhio di Santa Lucia, particolare conchiglia tipica delle spiagge di Sardegna e Corsica. Santalucia 2021 è disponibile su ordinativo presso l’azienda Maculan e la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus con una donazione minima di 100 euro.

Vite, vino e bilancio di sostenibilità L’azienda agricola Cecchetto Giorgio di Tezze di Piave (Treviso) presenta il primo bilancio di sostenibilità relativo all’anno 2021, distinguendosi come una tra le prime realtà vitivinicole venete a farlo. Il documento, redatto utilizzando gli standard internazionali di riferimento del Global Reporting Initiative (GRI), racconta in maniera trasparente le loro performance economiche ma soprattutto ambientali e sociali, unitamente agli obiettivi e progetti futuri. Nata nel 1985, Cecchetto impiega oggi 32 collaboratori e conta 224 ettari vitati coltivati. La produzione si attesta sui 65.850 ettolitri di vino per un fatturato totale di 10,9 milioni di euro. Il mercato di maggior interesse è l’Italia, mentre le esportazioni si concentrano soprattutto in Europa ma anche negli Stati Uniti d’America e in Australia. Il percorso, iniziato nel 2017, coinvolge tutta la filiera, dai fornitori ai consumatori nel post-acquisto. Alla qualità produttiva di Cecchetto si affianca oggi una marcata responsabilità sociale ed ecologica. L’azienda ha intrapreso un cammino a tappe per misurare, comprendere e ridurre il proprio impatto ambientale con l’obiettivo di diventare climate positive entro il 2026. “Oggi le aziende vitivinicole – sostiene Giorgio Cecchetto – oltre a produrre vini di grande qualità riconosciuti e premiati a livello internazionale devono essere consapevoli del proprio impatto ambientale. Questo significa da un lato adottare buone pratiche in vigneto e in cantina, dall’altro tutelare e preservare il territorio in cui si svolge la propria attività, coinvolgendo ed educando alla responsabilità le comunità locali su tematiche legate alla crisi climatica”. Per promuovere il benessere ambientale e sociale, Cecchetto negli anni ha implementato diverse attività: l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, la riduzione del consumo idrico in campagna e in cantina, l’impiego di materiale riciclato o certificato FSC per il packaging, l’acquisto di attrezzature poco impattanti sull’ecosistema e la messa in opera di iniziative di riforestazione sul territorio. Esempio recente di questa visione attenta e responsabile, volta a trattenere più emissioni di CO2 rispetto a quelle derivanti dai processi produttivi, è il bosco di proprietà a Maser, sulle colline asolane, sito nell’area MAB Unesco e certificato FSC: qui sono stati piantati circa 1000 alberi con il coinvolgimento degli alunni della scuola media locale. L’impegno di Cecchetto nel 2017 è stato riconosciuto e si è tradotto in importanti certificazioni di sostenibilità, tra queste Sqnpi – Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata e Viva – La Sostenibilità nella Vitivinicoltura in Italia. La prima garantisce un sistema agricolo di produzione basato su metodi agronomici e di difesa naturali, attenti alla preservazione della biodiversità locale. La seconda, invece, prevede ogni due anni la valutazione delle prestazioni di sostenibilità dell’azienda e lo sviluppo di piani di miglioramento per il futuro. Nel frattempo, la Comunità Europea si sta muovendo per finalizzare entro giugno 2023 gli standard di reporting non finanziario, che verranno resi obbligatori a partire dall’esercizio 2024 a seconda della tipologia e dimensione aziendale. “Nonostante noi, come Pmi, per il momento non abbiamo l’obbligo di fare reporting – continua Giorgio Cecchetto – nel voler promuovere un modello d’impresa. ma soprattutto di filiera vitivinicola sostenibile, abbiamo deciso di redigere il nostro primo Bilancio di Sostenibilità a testimonianza di una responsabilità concreta e trasparente verso l’ambiente ma soprattutto verso i nostri stakeholder, poiché tutti abbiamo l’obbligo di preservare il nostro pianeta per le future generazioni”. All’attenzione ambientale si aggiunge l’impegno sociale, in quanto l’azienda non vuole essere un sistema chiuso ma un soggetto capace di entrare in relazione con il territorio e le comunità, facendo impresa in maniera condivisa e inclusiva. Massima espressione di questo approccio la vendemmia organizzata assieme a Aipd – Associazione Italiana Persone Down, occasione in cui i ragazzi diventano vignaioli per un giorno, lasciando la loro impronta su 1000 bottiglie con etichette da loro personalizzate.

San Martino, successo per Cantine Aperte. E “Oro di Ramandolo” ha fatto il tutto esaurito

(g.l.) È appena calato, con successo, il sipario sulla “due giorni” di Cantine Aperte in versione autunnale. L’irresistibile richiamo delle visite nei luoghi di produzione dei vini, le golosità autoctone esaltate dalle raffinate etichette in abbinamento, gli appassionati vignaioli che accolgono gli ospiti per raccontare la loro storia e l’indissolubile legame con il territorio, sono gli elementi che infatti anche quest’anno hanno contraddistinto “Cantine Aperte a San Martino”, l’evento che ha aperto nel migliore dei modi la stagione delle degustazioni autunno-invernali. La manifestazione, organizzata come sempre dal Movimento Turismo del Vino Fvg, ha visto la partecipazione di 42 aziende vitivinicole che, tra ieri e oggi, hanno accolto gli enoturisti facendo loro conoscere le eccellenze e i vini delle migliori annate tra il profumo delle fermentazioni che si avviano alla loro conclusione.

Una storica cantina friulana.m

«L’evento – ha sottolineato la presidente di Mtv Fvg, Elda Felluga – ha confermato il trend positivo degli ultimi anni: la partecipazione è stata numerosa e calorosa, il pubblico si è dimostrato molto attento e curioso di vivere, attraverso l’incontro con appassionati vignaioli, l’enoturismo di qualità. A fare da cornice l’atmosfera autunnale dei vigneti che si tingono di giallo e arancio, trasformando il paesaggio in un suggestivo acquerello». Cantine Aperte a San Martino è stata anche l’occasione per celebrare il sempre apprezzato connubio tra vino e cibo declinato in diverse modalità. Con l’iniziativa “A Tavola con il Vignaiolo”, i numerosi appassionati hanno infatti apprezzato gli originali menù gourmet pensati per l’occasione, mentre con il Piatto Cantine Aperte a San Martino hanno assaporato delle pietanze create ad hoc per l’evento accompagnate sempre da un calice di vino.
Piccoli e grandi gruppi non hanno mancato l’appuntamento con le tradizionali visite alle cantine dove si è registrata una partecipazione entusiastica alle degustazioni guidate, a cui hanno preso parte anche molti giovani, animati dalla voglia di conoscere da vicino le particolarità dei vini friulani anche attraverso percorsi olfattivi e sensoriali. Il mondo del vino anche in quest’occasione si è sposato perfettamente con la storia e la cultura: molto apprezzate le iniziative di singoli produttori che hanno proposto visite a siti storici e frantoi, musica dal vivo, mostre d’arte… regalando autentiche emozioni a tutti i partecipanti.

Etichette di “Oro di Ramandolo”.

La manifestazione, come si era anticipato, si è incrociata con quella di “Oro di Ramandolo – Vini, cibi, incontri tra colline e cantine” che si è tenuta con successo a Nimis nella giornata di ieri, in vista della quale era stato raggiunto il “sold out”, cioè il tutto esaurito, nella quindicina di aziende aderenti e che operano nella zona della prestigiosa denominazione Ramandolo Docg, la prima concessa al Friuli Venezia Giulia. Un bel modo, insomma, per festeggiare il ritorno della festa dopo la sospensione dovuta alla emergenza pandemica. Indubbiamente soddisfatti, dunque, i produttori che aderiscono all’associazione Oro di Ramandolo e che hanno beneficiato della collaborazione anche della Pro Torlano.
Ricordiamo che per l‘edizione autunnale di Cantine Aperte è stata rinnovata la partnership con Io Sono Friuli Venezia Giulia, il marchio che garantisce l’origine e la sostenibilità del settore agroalimentare regionale. La manifestazione, come detto, è stata organizzata dal Movimento Turismo del Vino Fvg con il supporto di PromoTurismo Fvg e il sostegno di Civibank, del quale ha beneficiato anche la stessa “Oro di Ramandolo” unitamente a quello del Consorzio tutela vini Friuli Colli orientali Ramandolo.

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In copertina, un gruppo di giovani enoturisti in una delle aziende del Vigneto Fvg.

Dolegna premia Zironi per aver fondato Enologia 30 anni fa e Consorzio di bonifica per l’impegno anti-siccità

di Giuseppe Longo

DOLEGNA DEL COLLIO – Festeggiato Roberto Zironi, ma con lui anche l’Università di Udine, per i 30 anni dalla istituzione di Viticoltura ed Enologia alla Facoltà di Agraria. Il professore emiliano, ma friulano d’adozione perché è in questa regione dall’ormai lontano 1988 – quando l’Ateneo, nato all’indomani del terremoto del Friuli, si stava consolidando istituendo appunto, proprio con il determinate apporto del docente, il corso enologico che in questi sei lustri ha sfornato qualcosa come 1200 specialisti della vite e del vino (il 16 per cento dei laureati di tutta Italia!) -, è infatti il titolare del “Falcetto d’oro” che la sezione della Coldiretti di Dolegna del Collio, con il supporto di Civibank, conferisce ogni anno in occasione della Festa di San Martino che, tradizionalmente, conclude l’annata agraria. «Accademico della Vite e del Vino – si legge tra l’altro nelle motivazioni del Premio (26ma edizione) – , contribuisce con grande professionalità alla crescita delle realtà vitivinicole del Friuli Venezia Giulia anche con una comunicazione concreta e di comprensione apprezzata sia dal viticoltore che dal consumatore, avvalendosi sia di moderni mezzi informatici che radiofonici tradizionali. Il suo costante e generoso impegno, mediatico ed altamente scientifico, contribuisce in modo esemplare alla crescita dell’immagine del “Vigneto Friuli” con comprensibile e positiva ricaduta per il territorio e di chi in esso esercita la propria attività».


Oltre a Zironi, è stato premiato il Consorzio di bonifica della Venezia Giulia, nella persona del vicepresidente Fabio Coser (essendo impegnato all’estero il leader Enzo Lorenzon), al quale è andata la 21ma “Foglia d’oro”, l’altro prestigioso riconoscimento assegnato dal Comune di Dolegna sempre nell’ambito della Festa del Ringraziamento, giunta alla 56ma edizione. Il motivo? L’impegno che l’ente mette costantemente a favore dei vitivinicoltori della valle del Judrio per affrontare e risolvere i problemi dell’approvvigionamento idrico, che quest’anno sono stati acuiti da una siccità lunghissima, pressoché interminabile, a parte le ultime settimane prima della vendemmia.


Cornice della festosa cerimonia, presenti autorità e tanti agricoltori, la bellissima Tenuta Jermann, a Ruttars, oggi controllata dalla toscana Marchesi Antinori, rappresentata per l’occasione dall’amministratore delegato Renzo Cotarella, fratello del più noto Riccardo in quanto leader nazionale di Assoenologi. Ma la giornata del Ringraziamento era cominciata nella Chiesa dei Santi Vito e Modesto, che sorge sulla sovrastante collina dalla quale si scorge un panorama incomparabile su Dolegna e sulla contermine Brda con in primo piano Castel Dobra. All’altare monsignor Armando Zorzin, già arciprete di Grado e oggi vicario generale dell’Arcidiocesi di Gorizia. Al termine, tutti si sono riuniti nell’azienda di fama mondiale accolti da Silvio Jermann: in questa sede la Festa di San Martino è ritornata dopo undici anni, dopo quell’indimenticabile 11.11.11, in cui a ricevere il Falcetto d’oro furono i suoi genitori Angelo e Bruna, che oggi vivono in un indelebile ricordo. Prima di dare il via alla tradizionale cerimonia, il prelato ha benedetto i mezzi agricoli e le autovetture, gli strumenti del quotidiano lavoro in campagna.


I lavori, come sempre, sono stati coordinati con la riconosciuta professionalità da Claudio Fabbro, agronomo e giornalista, oltre che presidente della Giuria del “Falcetto”. Il benvenuto è stato rivolto a tutti gli ospiti dal sindaco Carlo Comis, pure lui viticoltore, seguito dall’intervento di Angela Bortoluzzi, presidente della Coldiretti della Provincia di Gorizia, che ha fatto un rapido bilancio sull’annata agraria appunto complicata dalla grave siccità ma che, alla fine, ha saputo dare prodotti ragguardevoli soprattutto da punto di vista qualitativo, facendo però un preoccupato riferimento anche ai provvedimenti per la etichettatura del vino allo studio nell’Unione Europea, che sarebbero nefasti per l’intero settore. Il microfono è passato poi al responsabile del credito agrario di Civibank, da sempre sponsor della manifestazione, Alessandro De Luca, il quale ha sottolineato la vicinanza della storica banca cividalese – oggi nel Gruppo Sparkasse di Bolzano – agli operatori delle campagne friulane. Quindi, dopo il saluto di Michele Buiatti, responsabile della Coldiretti locale, la parola all’assessore regionale Tiziana Gibelli, la quale si è soffermata anche sull’iter per il tanto atteso riconoscimento Unesco a Collio e Brda: in sala c’era anche il consigliere regionale Diego Bernardis, già sindaco di Dolegna, che promosse l’importante iniziativa. «Il clima respirato oggi in occasione di San Martino e della concomitante Giornata del Ringrazimento – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga – conferma l’ottimismo con cui la comunità locale sta accompagnando la candidatura del Collio-Brda a Patrimonio mondiale dell’Umanità. Comuni, istituzioni, imprese, mondo agricolo, cittadini tutti stanno lavorando con una grande consapevolezza che spero ci aiuti sia nell’obiettivo della candidatura Unesco, sulla quale andremo avanti in maniera ferma e determinata, che nella costruzione di GO!2025».

Quindi la consegna dei Premi ha concluso la parte ufficiale della cerimonia, lasciando poi lo spazio a un festoso convivio che ha visto arrivare in tavola le pietanze del ristorante “Al Cjant dal Rusignul”, accompagnate dai grandi vini, bianchi e rossi, di alcune aziende fra le più rinomate di Dolegna. Diverse le autorità presenti, tra i quali spiccavano i sindaci dei contermini Comuni di Prepotto – l’Associazione dei produttori dello Schioppettino era stata titolare del “Falcetto d’oro” nel 2018 -, Mariaclara Forti, e di Cormons, Roberto Felcaro, oltre ai rappresentanti delle Giunte di San Lorenzo Isontino e Mariano, al consigliere regionale Mauro Bordin, ad Angelo Compagnon e a Maria Augusta Marrosu, già prefetto di Gorizia, la quale non vuole mai mancare alla bellissima festa che ogni anno, in Friuli Venezia Giulia, è quella che maggiormente si pone sotto riflettori. Presente pure una rappresentanza di Diano d’Alba, in Piemonte, cittadina da anni gemellata con Dolegna del Collio.

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In copertina e all’interno alcune immagini della bellissima festa di Ruttars: la consegna del “Falcetto d’oro” al professor Roberto Zironi, la premiazione con “Foglia d’oro” di Fabio Coser per il Consorzio di bonifica della Venezia Giulia, la  Messa e la Benedizione delle macchine agricole da parte di monsignor Armando Zorzin, gli interventi di Angela Bortoluzzi (Coldiretti provinciale), Carlo Comis, sindaco di Dolegna, Alessandro De Luca per Civibank, assessore regionale Tiziana Gibelli, Michele Buiatti (Coldiretti locale). Infine, la sala della Tenuta Jermann e le colline dolegnesi ai confini con la Brda, il Collio sloveno.

La Delizia, nel 2022 “pioggia” di premi per le bollicine della Cantina di Casarsa

Un 2022 davvero vincente per La Delizia Viticoltori Friulani, che ha visto riconoscere il valore e l’eccellenza dei suoi spumanti nei più prestigiosi concorsi enologici nazionali e internazionali, ricevendo 15 tra premi, medaglie e riconoscimenti speciali. Un exploit che si unisce agli altri 12 premi raggiunti tra 2020 e 2021 e all’aumento delle vendite: tutti risultati che confermano la qualità delle bollicine della Cantina di Casarsa e che valorizzano il loro apprezzamento sui mercati sia in Italia che all’Estero.


«Il valore aggiunto di questi riconoscimenti – ha affermato il presidente Flavio Bellomo – è che arrivano da concorsi in cui la giuria è composta da autorevoli esperti e professionisti del mondo del vino: non solo quindi per quanto riguarda gli aspetti legati al consumo e al suo appeal, valutati da sommelier ed enologi, ma anche da imprenditori del wine business che sanno ben premiare il valore di un prodotto di qualità e il suo potenziale sui mercati. Con questi premi ci confermiamo tra gli elementi di punta del comparto vinicolo del Friuli Venezia Giulia e con i progetti che stiamo sviluppando, all’interno di un globale approccio alla produzione improntata sui valori della sostenibilità ambientale-economica-sociale, guardiamo al futuro con fiducia. Siamo orgogliosi delle nostre bollicine e della passione che, ogni giorno, staff e soci mettono nel loro lavoro».
Gli ultimi riconoscimenti in ordine di tempo sono quelli ottenuti a Vienna nel concorso Falstaff sparkling special 2022, con le bollicine Naonis (Prosecco Doc, Prosecco Doc sostenibile UVA e Prosecco Doc Rosè millesimato) tutte giudicate di alto livello sopra i 90 punti dalla giuria tecnica, specializzata per il mercato europeo di lingua tedesca coperto dalla nota rivista di settore Falstaff. Invece a Roma, Confcooperative nazionale ha conferito un attestato speciale al progetto del Prosecco Doc sostenibile UVA all’interno del Concorso Sostenibilità cooperativa, che ha visto partecipare 144 cooperative da tutte le regioni della Penisola.


Precedentemente, sempre per l’UVA, era arrivato il Premio Agorà per l’ideazione grafica del progetto di questo che è il primo Prosecco Doc sostenibile, premiato in primavera anche al Vinitaly di Verona – salone del vino leader a livello nazionale e internazionale – dove aveva ottenuto lo speciale “Ambiente & Sostenibilità” award alla 26ma edizione di Vinitaly Design International Packaging Competition. Inoltre, UVA ha ottenuto il premio di miglior etichetta e packaging alla Selezione di spumanti Filari di Bolle. «UVA – ha aggiunto Bellomo – è la traduzione in creatività pura dei punti cardine del progetto di sostenibilità aziendale del gruppo e del concetto di agricoltura e ambiente».
Inoltre, agli spumanti della linea Naonis quest’anno è arrivato anche un riconoscimento al Decanter World Wine Award 2022, tra i più importanti concorsi vinicoli al mondo, condotto da esperti e professionisti del wine business di fama internazionale. La medaglia d’argento è stata assegnata alla Cuvèe Jadér e la medaglia di bronzo alla Ribolla gialla spumante Brut.

A inizio anno al Concours mondial de Bruxelles era stata assegnata, invece, la medaglia d’oro al Prosecco Doc Rosè Spumante Extra Dry. Sempre un oro anche per la Ribolla gialla spumante Brut al Berliner Wine Trophy. Alla Selezione di spumanti Filari di Bolle la Cuvèe Jadèr spumante Brut ha conquistato il primo premio nella categoria Metodo Charmat. Infine, all’International Wine Challenge medaglia d’argento per il Prosecco Doc Extra dry, di bronzo per la Ribolla gialla spumante Brut e il premio Commended per la Cuvèe Jadér.

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In copertina, il presidente Flavio Bellomo con gli spumanti La Delizia pluripremiati.

Città del Vino, a Duino Aurisina in arrivo la Convention d’autunno

Il Comune di Duino Aurisina ospiterà sabato 19 a domenica 20 novembre la Convention d’autunno delle Città del Vino. I primi appuntamenti, per coloro che vorranno scoprire la regione Friuli-Venezia Giulia a 360°, sono in programma già per giovedì 17 e venerdì 18 novembre. Sarà poi il meraviglioso complesso Portopiccolo, a Sistiana, ad ospitare la due giorni all’insegna di una serie di temi cari all’Associazione dei Comuni italiani a vocazione vitivinicola. Ecco, pertanto, tutti gli appuntamenti programmati.

Gli intervenuti alla presentazione.

 

Giovedì, 17 novembre
Programma dell’escursione in breve: si visiteranno Aquileia e Cividale, città Unesco, e Gorizia, Capitale Europea della Cultura 2025. Info e iscrizioni cittadelvino.fvg@gmail.com

Venerdì, 18 novembre
Programma dell’escursione in breve: si visiterà la destra Tagliamento: San Vito, Sesto al Reghena, Casarsa e Rauscedo. Info e iscrizioni cittadelvino.fvg@gmail.com

Sabato, 19 novembre
Portopiccolo Pavilion, Sistiana
Ore 10
Apertura Convention 2022 dell’Associazione nazionale Città del Vino. Segue la conferenza stampa di presentazione del progetto
“Città del Vino FVG: Agenda 2030”
Progetto di ricerca applicata dell’Università di Udine e del Coordinamento tra le Città del Vino del Friuli-Venezia Giulia per la definizione di uno schema di Regolamento Intercomunale di Polizia rurale – Vite Fvg 2030. È gradita la prenotazione scrivendo a cittadelvino.fvg@gmail.com.
Interverranno: Tiziano Venturini, coordinatore Città del Vino del Friuli-Venezia Giulia; Luca Iseppi, economista agrario, docente dell’Università di Udine, coordinatore scientifico del progetto; Adriano Gigante, presidente Doc Fvg; Angelo Radica, presidente Associazione nazionale Città del Vino; Stefano Zannier, assessore regionale del Friuli-Venezia Giulia alle risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna.
Ore 10.30
Convegno nazionale “Innovare in vigna – Nuovi orizzonti, formazione e buone pratiche”. Interverranno: Paolo Sivilotti, fisiologo della vite, professore associato Università di Udine “Cambiamenti climatici: migliorare l’efficienza d’uso dell’acqua in vigneto”; Sandro Sillani, economista agrario, professore associato Università di Udine, “Il consumatore e le innovazioni genetiche in viticoltura”; Giovanni Bigot, agronomo, fondatore Società di consulenza viticola Perleuve, “L’uomo al centro del vigneto: osservare, dedurre e agire”; Diletta Covre, coordinatore ambito agroalimentare Mits e coordinatore Formazione Superiore IalFvg Its Agrotech specialist, “Nuovi approcci verso le tecnologie smart 4.0”. Moderatore Francesco Marangon, economista agrario, docente dell’Università di Udine.
Ore 14
Assemblea Ambasciatori Città del Vino

Domenica, 20 novembre
Portopiccolo Pavilion, Sistiana
Ore 10.30
Assemblea ordinaria dei soci dell’Associazione Nazionale Città del Vino

Gli appuntamenti sono riservati ai Sindaci, amministratori locali, Ambasciatori delle Città del Vino e alla stampa. Per informazioni e chiarimenti: jakomin@galcarso.eu, telefono 351.5100786.