Basilico e pesto, ma perché solo sulla Riviera Ligure e non anche in Fvg?

di Claudio Soranzo

GENOVA – A chi non piace il Pesto alla genovese? Prelibato, profumato, fresco e perfettamente adatto a condire a dovere una fumante pastasciutta. Ma vi siete mai chiesti perché lo fanno sulla Riviera Ligure e non lo facciamo anche noi sulla Riviera Friulana/Triestina? Si tratta di ingredienti, di suolo o di temperatura dell’aria? Tutte buone cose che abbiamo anche da noi, quindi andiamo a vedere come si fa e poi elaboriamo una nostra versione particolare: il pesto dell’Est, con i nostri formaggi e i nostri prelibati oli d’oliva extravergine del Carso Triestino.
Così, per scoprire il segreto di tanta bontà, siamo andati proprio sui luoghi di produzione, Genova e il suo entroterra, ma anche tutte le province della Liguria. E per andarci comodamente ci siamo affidati a una vettura adatta alle lunghe percorrenze, ma anche confortevole da ogni punto di vista. Si tratta della nuova Citroen C5 Aircross Plug-In Hybrid, dotata di sospensioni con Progressive Hydraulic Cushions (ammortizzatori idraulici progressivi) – che filtrano le asperità in maniera impareggiabile – e sedili Advanced Comfort, che rendono ineguagliabile il benessere a bordo.

Il basilico e il mortaio per il pesto.

 

Una coltivazione ad Albenga.

 

Una bella gita alle Riviere dei Fiori e di Ponente per scoprire i segreti del distretto florovivaistico per eccellenza, e scoprire come il Pesto alla genovese abbia conquistato il mondo. E’ un bell’andare con il nuovo Suv Citroen C5 Aircross che mantiene la promessa del comfort ai massimi livelli, grazie a una serie di soluzioni che rendono omaggio allo storico patrimonio costruttivo della Marca. La propulsione della variante Plug-In Hybrid, infatti, punta a soddisfare la versatilità che fa parte della più autentica connotazione Suv: tutti i vantaggi della modalità 100% elettrica, a zero emissioni in città e per i tragitti quotidiani, e del motore termico per gli spostamenti più lunghi.
Dopo un lungo attraversamento in autostrada coast-to-coast la Citroen C5 Aircross scelta per l’occasione si dimostra perfetta per percorrere la strada che collega Genova a Ventimiglia, dove centinaia di serre fanno la loro comparsa lungo le colline che si affacciano direttamente sul mare ligure, con Sanremo capitale della floricoltura italiana d’eccellenza.
Con una superficie di quasi 30 mila ettari, 21mila aziende danno occupazione a circa 100mila addetti, mentre 14mila imprese coltivano specificatamente fiori e piante da vaso. Dal punto di vista geografico, Sanremo si focalizza sul fiore reciso, mentre ad Albenga si concentrano le piccole piante in vaso, settore in cui la città ligure occupa la posizione di leader mondiale per le piante aromatiche. Gli ingredienti alla base del successo dell’ennesima eccellenza produttiva italiana includono: la qualità del prodotto finale, il clima favorevole e la vicinanza ai mercati di sbocco. Con quest’ultimo elemento viene favorita la freschezza del prodotto e si minimizzano i costi di trasporto.

Citroen C5 Aircross in Liguria.

Ma torniamo un attimo a magnificare il comportamento su strada della C5 Aircross che in modalità Hybrid – quando i due motori uniscono le forze per fornire una potenza complessiva di 225 CV – fornisce un consumo ottimizzato e un piacere di guida incomparabile. La coppia di 320 Nm è disponibile fin da subito e si avvantaggia della presenza del motore elettrico, con cui in modalità Electric raggiunge fino a 55 km di autonomia.
Intanto, a destinazione constatiamo che la freschezza è sicuramente alla base del basilico ligure, con cui viene preparato il popolare Pesto alla genovese, che si ottiene pestando in un mortaio il basilico con sale, pinoli e aglio, il tutto condito con Parmigiano Reggiano, formaggio Fiore Sardo e olio extravergine di oliva. Si ricava quindi una salsa in cui gli ingredienti sono amalgamati a freddo, non cotti. Per questa caratteristica, gli ingredienti non perdono le originali caratteristiche organolettiche.
Il clima, il terreno naturale e la coltivazione sul versante marittimo della Liguria rendono l’aroma del Basilico Genovese Dop unico e inconfondibile. In particolare le province di Genova, Imperia, La Spezia e Savona sono impegnate nella coltivazione di basilico, mentre annualmente il “Campionato del Mondo di Pesto” incorona a Genova un campione tra 100 concorrenti che si sfidano per il miglior Pesto genovese al mortaio.

Un’azienda a Cavallino Treporti.


Alla base dell’esclusivo livello di comfort abbiamo trovato le varie asperità della strada assorbite in maniera esemplare: buche, solchi, dossi e altri elementi sulla carreggiata sono stati neutralizzati da finecorsa idraulici, derivati dall’esperienza di Citroën nelle competizioni automobilistiche estreme. In evidenza anche il comfort dei sedili, che si confermano autentica firma degli abitacoli Citroen: già al primo sguardo si nota la lavorazione a effetto trapuntato, che lascia presagire il benessere assicurato da una schiuma morbida da 15 mm in superficie. Un ulteriore strato di schiuma ad alta densità nella struttura dei sedili offre morbidezza, stabilità e comfort a lungo termine. Nel contempo le sedute dagli ampi schienali offrono un sostegno rafforzato, amplificato dalle regolazioni multiple sui sedili.
Il basilico si rivela quindi l’ingrediente “segreto” che rende unico il Pesto alla genovese, mentre la Riviera dei Fiori si conferma come l’ennesima eccellenza produttiva del Belpaese. In maniera analoga il Suv Citroen C5 Aircross Plug-in Hybrid sublima l’attenzione al comfort che da sempre contraddistingue la marca francese, in un elegante design che ne racchiude le esaltanti prestazioni e l’efficienza della sua propulsione di ultima generazione.

Serre sulla Riviera Ligure.

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In copertina, il pregiato basilico di Albenga capitale delle piante aromatiche.

 

Agriflash.FVG – E non solo

Pac, in Fvg 50 milioni in più Cinquanta milioni di fondi aggiuntivi nell’arco di cinque annualità saranno messi a disposizione dalla Regione Friuli Venezia Giulia quale cofinanziamento obbligatorio alla Pac (Politica agricola comune): lo ha reso noto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, illustrando in sede di II Commissione del Consiglio regionale le principali misure inserite nel Defr, nella legge regionale di Stabilità e nella collegata alla finanziaria. Nell’occasione, Zannier ha reso noto che il nuovo Programma di sviluppo rurale partirà il primo gennaio prossimo, dopo l’approvazione entro dicembre del Piano strategico nazionale. Di particolare rilievo la conferma, nel Defr, del programma anticrisi legato alle conseguenze sul settore primario della crisi Ucraina. «Il rinnovo del programma prevedrà la rimodulazione dei massimali dei contributi e un ulteriore intervento finanziario sarà attivato ad aprile», ha riferito Zannier. Nella Stabilità regionale, accanto all’intervento finanziario sulla Pac, la novità più qualificante è data dalla norma che incentiva l’utilizzo degli impianti di micro-irrigazione nelle colture, stanziando 1 milione di euro per il 2023, 3 milioni per il 2024 e 3 milioni per il 2025. Tra le altre misure di spicco figurano il rifinanziamento delle graduatorie del bando sulle sistemazioni post tempesta Vaia, con 1 milione di euro per il 2023, oltre 2 milioni per il 2024 e 500mila euro per il 2025. Nella collegata alla legge di Stabilità sarà previsto che per il bando sui nuovi insediamenti di giovani agricoltori in montagna ciascun soggetto possa avanzare una sola domanda. Zannier ha annunciato inoltre che sarà rimodulato il calendario per la pesca e l’acquacoltura del novellame. L’assessore alle Risorse agroalimentari si è infine soffermato sui protocolli fitosanitari. «La flavescenza dorata inizia a essere un problema rilevante – ha rilevato Zannier – e creano preoccupazione le cocciniglie». Anche in quest’ottica il panel dei tecnici integrato per la prevenzione e l’applicazione dei corretti protocolli sulla vite sarà ampliato.

Montagna, domani incontro a Clauzetto«Questi incontri sono momenti di confronto fondamentali perché avvengono in vista dell’apertura delle nuove programmazioni e linee di finanziamento dell’Unione europea, sia sul fronte dell’agricoltura sia sulla nuova strategia delle aree montane interne. Vogliamo informare in maniera puntuale su queste nuove opportunità, ma soprattutto vogliamo raccogliere le segnalazioni e le esigenze che provengono dei territori montani. Solo così, infatti, si potranno “scrivere” le future strategia di sviluppo, con i relativi bandi alimentati dalle risorse europee, nella maniera più coerente possibile rispetto a quanto le popolazioni e le attività economiche hanno davvero bisogno». È quanto sottolineato dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e alla Montagna, Stefano Zannier, nel corso dell’incontro pubblico sulla situazione della pedemontana e sulle politiche di sviluppo della montagna organizzato ad Aviano dalla Magnifica Comunità di Montagna delle Dolomiti Friulane. All’incontro – svoltosi nell’auditorium della Biblioteca comunale di Aviano – erano presenti, oltre al presidente delle Comunità stessa, Dino Salatin (sindaco di Caneva), anche i primi cittadini Paolo Tassan Zanin (Aviano), Ivo Angelin (Budoia) e Mario Della Toffola (Polcenigo). «Occasioni come questa – ha sottolineato l’assessore – di confronto diretto hanno proprio l’obiettivo di raccogliere attorno alle Comunità di montagna tutti i protagonisti e tutte le diverse espressioni del territorio. Le Comunità hanno proprio la “mission” di progettare gli indirizzi e le strategie di sviluppo condivise sui propri territori. Ma questo deve essere fatto insieme proprio per delineare un percorso comune che consenta alla Regione di declinare, nei prossimi mesi, le effettive linee attorno alle quali verranno costruiti i bandi e le programmazioni con i relativi finanziamenti sulle progettualità avanzate». La Regione Fvg vuole evitare di calare progetti dall’alto: per questo, attraverso le Comunità di montagna, chiede e agevola la maggiore aggregazione possibile attorno alle esigenze e ai bisogni di cui i territori necessitano. Il passo successivo sarà quello di “disegnare” le linee di sviluppo sulla base delle indicazioni che arrivano dagli stessi territori. Quello di Aviano è stato il primo di una serie di incontri, in programma le prossime settimane, con le due Comunità montane del Friuli occidentale: la Magnifica Comunità delle Dolomiti Friulane Cavallo e Cansiglio e quella delle Prealpi Friulane orientali. L’assessore regionale era accompagnato dai dirigenti e tecnici dei diversi servizi della Regione nell’ambito delle politiche della montagna, a disposizione proprio per raccogliere dettagliatamente le richieste, oltre che della Comunità e dei sindaci appartenenti, anche delle diverse categorie produttive, dei portatori di interesse e delle popolazioni che nei territori montani vivono e operano. Gli incontri programmati dall’assessorato regionale con la Comunità delle Dolomiti friulane proseguiranno il prossimo 1 dicembre a Barcis e il 6 dicembre a Tramonti di Sotto. Mentre con la Comunità delle Prealpi orientali gli incontri in calendario sono quattro: domani, 29 novembre, a Clauzetto, il 15 dicembre a Travesio, il 19 dicembre ad Arba e l’11 gennaio a Pinzano al Tagliamento.

Magredi e risorgive, al via un progetto «È lodevole che progetti come quello condotto sui magredi e le risorgive puntino a contemperare la competitività delle imprese dell’agricoltura e dei produttori primari con la valorizzazione degli ambienti naturali e la preservazione degli ecosistemi. È una strategia valida». Questo il commento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, intervenuto a San Quirino all’evento di presentazione del progetto a valere sul Psr Fvg 14-20 che interessa i magredi e le risorgive e coinvolge quattordici Comuni della pianura pordenonese con capofila il Comune di San Quirino. «La strategia è valida – ha ribadito Zanier -, ma si scontra con la rigidità degli strumenti amministrativi messi a disposizione: il Psr non tiene conto, infatti, delle diverse velocità dell’agire delle imprese private rispetto all’Amministrazione pubblica». Oltre al tema degli iter procedurali, Zannier ha rilevato criticità anche sul rispetto dei preventivi di spesa all’interno di un programma che abbraccia un settennato caratterizzato da molteplici imprevisti che hanno inciso sui prezzi delle materie prime, dell’energia, causando una generalizzata inflazione. «I costi preventivati sette anni fa non sono rimodulabili in considerazione dell’inflazione e dell’aumento dei prezzi perché le procedure non lo prevedono. In ogni caso – ha assicurato l’assessore – la Regione ha tutta la volontà di chiudere le rendicontazioni entro i termini stabiliti, a tutela di quanti hanno già investito e utilizzato i capitali attesi». Quanto al progetto presentato, Zannier ha evidenziato il forte interesse del territorio a realizzare iniziative che mettono assieme soggetti diversi. In futuro, le progettualità dovranno essere pensate in modo da utilizzare più strumenti di accesso ai finanziamenti pubblici, abbinandone l’efficacia in maniera organica». Il progetto «Valorizzazione dell’ambiente, del territorio, delle produzioni, della multifunzionalità delle aziende e dell’agricoltura sociale per l’ambito rurale dei magredi, delle risorgive e della pianura pordenonese» vede la partecipazione di 55 partner pubblici e privati, di cui 20 beneficiari. Sono coinvolti 14 Comuni, 10 aziende agricole oltre a enti, associazioni, Università. Sono previsti 45 interventi per un valore di oltre 22,9 milioni di euro in un territorio che comprende 190mila abitanti su una superficie di 540 chilometri quadrati.

Il Natale di Cantina Tramin Sabato 10 dicembre, dalle 10 alle 18, Cantina Tramin accoglie curiosi e appassionati in occasione dell’evento Il Natale dei cinque sensi. Dopo la sosta pandemica del 2020 e la versione ridotta dello scorso anno, l’edizione 2022 torna con un ricco programma, alla scoperta delle sue eccellenze enologiche e delle specialità gastronomiche ad opera di artigiani del cibo e produttori locali. Il momento più atteso sarà la presentazione delle nuove annate dei vini della Selezione, con accesso su prenotazione, dati i posti limitati, e diverse sessioni di assaggio organizzate nell’arco della giornata in sala Nussbaumer. Unterebner Pinot grigio 2021, Nussbaumer Gewürztraminer 2021, Glarea Chardonnay 2021, Maglen Pinot Noir Riserva 2020 e Urban Lagrein 2020 saranno i protagonisti della degustazione, arricchita da una proposta di tortelli fatti in casa dal tradizionale Pastificio Remelli di Valeggio sul Mincio (Verona). Le sessioni in lingua italiana si terranno negli orari 10.30, 12.30, 14.30 e 16.30 al costo di 37 euro a persona. In Sala Urban sarà possibile esplorare l’evoluzione di Unterebner Pinot grigio attraverso una verticale delle annate più affascinanti. Spesso consigliato da bere giovane, in realtà il Pinot grigio è un vino capace di sorprendere per il grande potenziale d’invecchiamento e quindi adatto a una lunga conservazione in cantina. Sempre in sala Urban, sarà allestito un ampio banco d’assaggio con le nuove annate dei vini delle linee Classica e Selezione, tra i quali Nussbaumer, Unterebner e Stoan, accompagnato da ricercate specialità gastronomiche: il pesce d’allevamento di Schiefer (San Leonardo in Passiria), gli squisiti formaggi affinati in Alto Adige dallo chef stellato Hansi Baumgartner (Varna e Bressanone) e lo speck Alto Adige Igp del Consorzio Tutela Speck Alto Adige. L’ingresso al banco d’assaggio è libero e i prezzi a consumazione. La sala ospiterà anche una collezione di opere dell’artista locale Evelyn Rier realizzate con tessuti incorporati su pannelli di poliestere e dettagli in pittura acrilica. Per maggiori informazioni: visit.CantinaTramin.it

Ais Vitae premia bollicine 2007Pioggia di premi per Mosnel, l’azienda di Camignone (Brescia) guidata dai fratelli Giulio e Lucia Barzanò, nella nona edizione della guida di Ais Vitae: la Riserva 2007 Pas Dosé Riedizione 2022 si aggiudica il Tastevin della Lombardia, la Gemma e le Quattro Viti. Il Tastevin rappresenta il riconoscimento più prestigioso della pubblicazione, che viene conferito a chi ha contribuito a imprimere una svolta produttiva al territorio di origine e che rappresenta un modello di riferimento di indiscusso valore nella rispettiva zona. La Gemma premia invece i cento migliori vini italiani selezionati tra quelli che hanno ottenuto i punteggi più alti; le Quattro Viti sono il riconoscimento dato ai vini che hanno ottenuto un punteggio superiore a 91, perfetti sotto il profilo stilistico e organolettico. Oltre che alla Riserva 2007 Riedizione 2022 (96 punti), le Quattro Viti sono state assegnate anche al Parosé 2016 (93,5 punti) e all’EBB 2016 (93). «Siamo felici – afferma Lucia Barzanò – per i riconoscimenti ottenuti nella guida di Ais. È il segno inequivocabile che il percorso che abbiamo intrapreso ormai da anni è quello giusto, un percorso che premia la volontà di spingerci sempre oltre, alla ricerca dell’eccellenza. Così come per la Riserva, che sosta lunghi anni sui lieviti in attesa del momento perfetto per essere degustata, anche noi abbiamo saputo attendere, dando valore al trascorrere del tempo». Nella Riserva 2007 Pas Dosé Riedizione 2022 la vinificazione è avvenuta in acciaio per il Pinot bianco e in piccole botti di rovere francese per lo Chardonnay e il Pinot nero. Dopo l’assemblaggio, alla Cuvée è stato aggiunto lo “sciroppo di tiraggio” e le bottiglie sono state coricate nelle cantine dell’azienda, dove sono rimaste a contatto con i lieviti per 14 anni. La lenta maturazione ha consentito alla Riserva il raggiungimento di una grande complessità: nel calice oro intenso e brillante, i profumi sfumano dall’eleganza floreale di robinia e camomilla alle note di cedro candito e bergamotto, con un tocco di zenzero e pan di spezie.

Enoturismo, e ora nasce “Enjoy Prepotto” nella magica terra dello Schioppettino

Staccarsi dalla frenesia di tutti i giorni, immergersi in un luogo di relax pieno di natura e di stimoli culturali, per vivere esperienze turistiche all’aria aperta e degustare le migliori eccellenze enogastronomiche del territorio: è questo l’invito della neonata rete “Enjoy Prepotto”, che raccoglie al suo interno 13 aziende del Comune collinare, Città del vino Fvg,  e che ha presentato il suo nuovo portale online dedicato (www.enjoyprepotto.it).

TREDICI REALTÁ – Il nuovo portale “Enjoy Prepotto” è il risultato dell’unione spontanea fra 13 realtà comprendenti aziende vitivinicole, agriturismi e b&b, che insieme hanno deciso di unire le proprie forze per portare nuova linfa al territorio. L’offerta del portale comprende un ricco ventaglio di attività ed esperienze turistiche per tutto l’anno, organizzato in 6 diverse categorie: degustazioni e visite in cantina, escursioni guidate, corsi di cucina, gite in e-bike, corsi di yoga e meditazione, eventi culturali. «La nostra missione è offrire alle persone un’accoglienza autentica e distintiva, valorizzando un luogo di confine unico la cui storia contamina tutti i suoi elementi: la natura, la cultura, la cucina. Un luogo dove i ritmi rallentano e la natura invita ad abbracciare uno stile di vita più sincero», spiega Caterina Cossio, di Agriturismo Scribano, tra i promotori del progetto. «L’idea nasce dalla volontà di raccogliere e unire tutte le opportunità offerte da questo speciale territorio e dalle nostre aziende, creando un unico market place tramite il quale è possibile programmare liberamente un weekend o anche solo un pomeriggio di svago all’insegna del relax, del gusto e del divertimento», aggiunge Riccardo Caliari, di Spolert Winery.

ANGOLO DI PARADISO – Circondato da fiumi, monti e boschi rigogliosi, Prepotto è un piccolo Comune in provincia di Udine, collocato nell’estremo Nord-Est d’Italia, che confina per 15 chilometri con la Slovenia. Situato a 6 chilometri da Cividale e 25 da Udine, questo Comune di frontiera è una meta naturalistica molto frequentata da appassionati escursionisti e cicloturisti di tutta Europa. Qui, infatti, si intersecano ben tre cammini internazionali che attraversano il Friuli-Venezia Giulia (il Cammino Celeste, l’Alpe Adria Trail e la Via Alpina), a 600 metri di altezza sorge Castelmonte, uno dei santuari mariani più antichi d’Italia, e tra le dolci colline terrazzate scorre lo Judrio, fiume di frontiera la cui valle offre uno spettacolo naturale in continua evoluzione grazie alla ricchezza di flora e fauna.

GRANDE VINO – Territorio votato alla coltivazione della vite sin dai tempi antichi, il territorio ha come fiore all’occhiello lo Schioppettino di Prepotto e di Cialla, nato proprio nella valle dello Judrio e prodotto esclusivamente in quest’area. Lo Schioppettino di Prepotto e Cialla è uno dei vini autoctoni rossi di maggiore prestigio del Friuli-Venezia Giulia ed è una varietà peculiare della sottozona omonima nella Doc Friuli Colli orientali. I terreni costituiti da marne eoceniche (la “ponca”) e i microclimi creati dalle valli e dalle colline caratterizzano il vino che vi si produce, rendendolo realmente unico. «La produzione dello Schioppettino è legata indissolubilmente alla tradizione di questo luogo», spiega ancora Caterina Cossio. «Non solo perché – aggiunge – quasi tutte le aziende vitivinicole locali lo producono da decenni, ma anche perché è il vino che per eccellenza si sposa bene con i piatti tipici della nostra cucina di confine, caratterizzata da influenze e contaminazioni derivanti soprattutto dalla tradizione gastronomica friulana, da quella slava e da quella austroungarica».

IL NETWORK – Ad oggi composto da 13 realtà del territorio, “Enjoy Prepotto” guarda al futuro e mira a espandere la sua rete.  «Siamo il risultato di un movimento spontaneo e le nostre porte sono aperte a qualsiasi attività in grado di arricchire l’offerta servizi del portale», conclude Riccardo Caliari. Le attuali aziende facenti parte dell’iniziativa sono Tinello di San Urbano, Scribano, L’Osteria di… Delizie e Curiosità, Vigna Lenuzza, Orlando e Didoné, Ronchi di Cialla, Spolert Winery, Vigna Petrussa, Vigna Traverso, Pitticco, Grillo Iole e Vie d’Alt, oltre alla guida naturalistica Renzo Ferluga. L’elenco aggiornato è consultabile su www.enjoyprepotto.it. Sul portale sono inoltre già disponibili gli eventi in programma per i primi mesi del 2023. Per maggiori informazioni, scrivere a info@enjoyprepotto.it

info@enjoyprepotto.it

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In copertina, una degustazione di Schioppettino; all’interno, immagini di cosa offre la zona di Prepotto.

Città del vino Fvg, anno eccezionale coronato dalla “bandiera” a Moraro

Neanche il tempo di chiudere il programma di Duino Aurisina-Devin Nabrezina “Città Italiana del Vino 2022”, che il Coordinamento regionale delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia è già ripartito nelle sue attività. L’altra sera è stata, infatti, consegnata la bandiera dell’associazione al Comune di Moraro, noto centro dell’Isontino che da un paio di anni fa parte delle Città del Vino ma che, causa la situazione sanitaria, ancora non aveva potuto ricevere il vessillo. In totale ora i Comuni aderenti in regione sono 32, a cui si aggiungono 6 Pro Loco.
«Un vero piacere – ha affermato il coordinatore regionale delle Città del Vino, Tiziano Venturini – poter consegnare la bandiera al sindaco Lorenzo Donda e al resto della sua amministrazione comunale. Espressione di una zona vinicola rinomata, Moraro è una realtà che arricchisce ulteriormente il nostro gruppo di lavoro, sempre più unito». Assieme a Venturini c’erano il vicecoordinatore regionale Maurizio D’Osualdo e i membri del coordinamento Gianpietro Colicchia e Giorgio Cattarin, oltre all’ambasciatore delle Città del vino professor Francesco Marangon, economista agrario dell’Università di Udine, intervenuto anche in rappresentanza della Fondazione Carigo. La consegna è stata ospitata all’interno del programma dell’incontro tecnico per gli agricoltori sulle opportunità dell’energia da fotovoltaico e sui pressanti problemi della flavescenza dorata della vite, organizzato nella sala civica assieme al Comune di Capriva del Friuli (anch’esso Città del Vino), Coldiretti, Simonit&Sirch e Cassa rurale Fvg.
E ora con la fine dell’anno le Città del vino Fvg faranno un bilancio dell’attività, in vista degli impegni 2023. «Siamo una realtà in crescita – conclude Venturini – capace di fare proposte di livello, in sinergia con cantine e altri attori dei nostri territori, in modo da attrarre sempre più turisti interessati al vino sia come prodotto di eccellenza che come espressione di cultura. L’anno vissuto a stretto contatto con gli amici di Duino Aurisina-Devin Nabrezina, che hanno con lungimiranza aperto il programma della propria candidatura a “capitale” nazionale delle Città del Vino a tutto il territorio regionale, ci ha permesso di presentarci in maniera ottimale al resto d’Italia. I 130 delegati presenti lo scorso fine settimana alla Convention d’Autunno hanno potuto conoscere una realtà davvero unità nelle sue peculiarità locali: grazie al Comune di Duino Aurisina e a tutte le Città del Vino regionali per questo grande successo di squadra».

In totale i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono 32: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca D’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

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In copertina, il coordinatore Fvg Tiziano Venturini appunta al sindaco Lorenzo Donda la spilla delle Città del vino.

Vecchie ricette di cucina friulane che oggi meritano di essere rivalutate

Quando la gastronomia incontra la storia l’esito si fa cultura. È il caso del volume “La cucina nelle dimore storiche friulane” edito dalla Società filologica friulana nel 2021 e presentato ad un folto pubblico a villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo, su iniziativa del locale Circolo culturale presieduto da Sergio Paroni.


È stato il curatore del libro, Carlo del Torre, in dialogo con Massimo Percotto, delegato udinese dell’Accademia della cucina italiana, a illustrare il grande “giacimento” di ricettari forniti dalle famiglie nobili o possidenti friulane che rappresenta un prezioso scrigno di conoscenza socio-antropologica che bene ha fatto la Filologica a valorizzare in vista di un auspicabile recupero in chiave moderna. Ben 22 dimore storiche hanno fornito al curatore i propri ricettari: dimore di città e di campagna del Friuli e della Carnia, con l’innesto di un ricettario ebraico proveniente da casa Ascoli, oggi sede della Filologica a Gorizia, per un totale di 184 ricette. Il tutto premesso da un’interessante descrizione del palazzo di provenienza che conferisce il contesto dove questa cucina d’antan trovava la sua espressione.
Ricette sobrie si alternano a quelle più prestigiose dove compaiono impensabilmente sulle tavole di un Friuli arcaico tartarughe, aragoste e caviale. Ricettari inediti custoditi e aggiornati dai proprietari delle dimore storiche che l’omomima associazione friulana oggi presieduta da Raffaele Perrotta ha consentito di far riemergere anche in prospettiva di un loro recupero da parte della moderna ristorazione locale che potrebbe ottenere positive ricadute ai fini turistici.
Nella circostanza, il Circolo culturale Corno, sempre in collaborazione con il Comune e il Comitato fiera vini, ha annunciato per il prossimo 15 dicembre alle ore 18.30, ancora a villa Nachini Cabassi, la presentazione del libro di Lucia Pertoldi “Mama moja – Cent ricetis plui une”, ovvero la cucina di ieri e di oggi per la trasmissione radiofonica della Rai regionale “Vita nei campi” edito anch’esso dalla Società filologica friulana.

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In copertina e qui sopra due immagini della presentazione del libro a villa Nachini.

 

Torre Natisone, ottimo il bilancio per le uscite su monti e valli con le Pro Loco

Da angoli naturali ancora incontaminati a borghi ricchi di storia, alle memorie della Grande Guerra e scorsi panoramici da togliere il fiato: queste le emozioni che hanno potuto vivere tra giugno e ottobre i partecipanti al progetto turistico “I Sentieri della Pro Loco”, sviluppato all’interno di Montagna 365 di PromoTurismoFvg. Il Consorzio Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža ha coordinato le proprie Pro Loco aderenti e le guide di Wild Routes Nicola Ceschia, Michele Germano e Andrea Caboni, ForEst Marco Pascolino e Angelo Sinuello, più la guida Andrea Vazzaz per una serie di 17 escursioni che hanno toccato vari angoli del comparto valligiano.
“Dai riscontri che abbiamo raccolto nei partecipanti – ha affermato il presidente del Consorzio, Gianfranco Specia – abbiamo ricevuto grandi apprezzamenti per una proposta che è stata ritenuta ideale per chi vuole immergersi nella natura lontano dai flussi turistici di massa. In tal senso, le nostre valli sono ideali per una fruizione slow. Grazie a PromoTurismoFvg per la collaborazione, alle guide per la loro professionalità e ai presidenti e volontari delle Pro Loco per la la loro grande disponibilità. Un progetto che ci farebbe molto piacere riproporre anche per la prossima stagione estiva”.
Le Pro Loco coinvolte sono state quelle di Campeglio, Colloredo, Masarolis, Torlano, Subit, Amici di Prossenicco, Savorgnano, Nimis, Porzus, Val Cornappo, Valle di Soffumbergo, Torreano e Attimis.

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In copertina e qui sopra partecipanti alle uscite (in primo piano Andrea Vazzaz).

(Foto Michele Germano)

 

Manovra finanziaria, Confagricoltura Fvg plaude alla reintroduzione dei “voucher”

Tornano i “voucher”, i cosiddetti “buoni lavoro”, cancellati nel 2017 dopo un’operatività durata dieci anni. L’occasione per reintrodurre, dal 1° gennaio 2023, lo strumento che rappresenta una forma di pagamento alternativa in caso di lavoro occasionale accessorio, o di prestazioni saltuarie, è stata la manovra finanziaria per il 2023 presentata dal Governo Meloni.

Philip Thurn Valsassina


«Si tratta di una misura da noi sempre ritenuta utile – commenta il presidente di Confagricoltura Fvg, Philip Thurn Valsassina – e della quale avevamo caldeggiato e condividiamo la reintroduzione. In agricoltura (un settore imprenditoriale che, comunque, ne fa un uso assai limitato rispetto ad altri settori economici) è uno strumento utile soprattutto per retribuire le persone che occasionalmente si dedicano alla raccolta dei prodotti (nella viticoltura, nella frutticoltura, in orticoltura) e che, attualmente, è difficile e costoso inquadrare dal punto di vista retributivo e fiscale. È anche una risposta – prosegue Thurn Valsassina – alla carenza di personale che interessa le nostre aziende e che può rappresentare un incentivo occupazionale per studenti, pensionati, percettori di Reddito di cittadinanza. Il nuovo assegno, salvo modifiche parlamentari, avrà un valore nominale di 10 euro lordi all’ora, 7.50 euro netti, che corrispondono a quanto previsto dai Contratti collettivi di lavoro attualmente in vigore nel settore agricolo».
L’obiettivo dichiarato dal Governo è quello di poter disporre di «uno strumento utile per regolarizzare il lavoro stagionale e quello occasionale» da accompagnare a «controlli molto rigidi» per «evitare storture».

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In copertina, vendemmia in Friuli Venezia Giulia: operazione di raccolta che beneficerà del ritorno dei “voucher”.

Il Patto dei dieci Comuni del Collio debutta al Ringraziamento di Capriva

Giornata del Ringraziamento perfettamente riuscita a Capriva del Friuli. L’evento è stato organizzato dalle sezioni Coldiretti di Moraro e Capriva, dall’Associazione Agricola Morarese in collaborazione Accademia Vine Lodge di Simonit&Sirch con il patrocinio dei Comuni di Moraro e Capriva del Friuli, e della Banca di Credito Cooperativo.


Durante la Messa celebrata da don Maurizio Qualizza, e accompagnata dal coro Cjantors tal Non di Maria, nella Chiesa Santissimo Nome di Maria, sono stati offerti i prodotti della terra. Al termine del rito, i mezzi agricoli, che si erano radunati dietro la Chiesa, si sono diretti verso l’Accademia Vine Lodge per la benedizione da parte dello stesso sacerdote, con l’accompagnamento del Gruppo flcloristico Michele Grion.
Nella corte interna dell’Accademia, dopo i saluti delle autorità, è seguito un momento conviviale con prodotti locali (salumi e formaggi della Cooperativa dei Sapori e del Gusto – Campagna Amica di via IX Agosto Gorizia) e i vini delle aziende agricole di Moraro e Capriva.
Il presidente della sezione Coldiretti Moraro e Capriva, Paolo Blasizza, ha ringraziato l’Accademia Vine Lodge per la collaborazione, i Comuni di Moraro e Capriva e la Banca di Credito Cooperativo per il contributo, don Maurizio, e tutti coloro che hanno collaborato per la riuscita della festa, oltre ai bimbi della Scuola per l’infanzia di Moraro e Capriva per i loro bellissimi lavoretti.
Blasizza ha fatto un cenno all’annata agraria appena trascorsa, che è stata impegnativa soprattutto riguardo al soccorso idrico delle colture, ed ha fatto un plauso alla gestione del Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia per aver mantenuto il sevizio irriguo sempre attivo. Ha sottolineato che ci sono dei progetti – come il Patto dei 10 Comuni del Collio, Gorizia 2025 e le piste ciclabili – che vanno valorizzati. Inoltre, ha ribadito che Coldiretti è impegnata per una legge che vieti produzione, uso e commercializzazione di alimenti sintetici in Italia, in quanto limiterebbe la libertà dei consumatori e omologherebbe il cibo, favorirebbe gli interessi di pochi che vogliono monopolizzare il cibo stesso nel mondo, spezzando quindi lo straordinario legame tra cibo e natura.
Il sindaco di Capriva, Daniele Sergon, ha quindi evidenziato come sia fondamentale la collaborazione per il territorio collinare, il vicesindaco di Moraro Maurizio Battistin ha portato i saluti del sindaco Lorenzo Donda, e Marco Simonit e Pierpaolo Sirch hanno parlato del proprio progetto di fare dell’Accademia Vine Lodge non solo il punto di riferimento a livello internazionale per la potatura dei vigneti (quale è oggi), ma anche luogo di incontro per la gente di vigna e gli agricoltori della zona.
Concludendo la festa del Ringraziamento, il presidente Blasizza ha ricordato l’incontro tecnico che si terrà proprio oggi, 24 novembre, nella ex scuola elementare di Moraro.

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In copertina e all’interno alcune immagini della Festa del Ringraziamento a Capriva.

Cucina storica oggi grande protagonista: incontri a Corno di Rosazzo e a Codroipo

(c.s.) Cucina storica grande protagonista oggi, 24 novembre, in due incontri programmati a Corno di Rosazzo e a San Martino di Codroipo. Vediamo, allora, in dettaglio di che cosa si tratta.

CORNO DI ROSAZZO – Puntando a valorizzare la collaborazione con altri enti culturali del territorio, dopo il concerto del Festival “Dialoghi”, il Circolo culturale di Corno di Rosazzo propone, d’intesa con la Società filologica friulana, la presentazione di due pubblicazioni relative a preziosi ricettari del territorio. Stasera, alle 18.30, verrà infatti presentato nella sala Cavalieri di villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo, il volume “Le ricette delle dimore storiche friulane”, curato da Carlo del Torre ed edito dall’Associazione dimore storiche italiane, sezione Friuli Venezia Giulia. Sarà lo stesso curatore a illustrare il contenuto della sua ricerca, volta a recuperare un aspetto originale del patrimonio storico locale. Interverranno anche Massimo Percotto, delegato di Udine dell’Accademia Italiana della Cucina, e Raffaele Perrotta, presidente Adsi (Associazione dimore storiche italiane) del Friuli Venezia Giulia. Conoscere una ricetta antica è come immergersi nella lettura di un romanzo, che ci riporta nel tempo e nello spazio in cui venne concepita ed eseguita. È questo lo scopo che si prefigge il libro, che gode del patrocinio dell’Accademia italiana della cucina, oltre che della Filologica stessa. Il 15 dicembre sarà, poi, la volta del libro “Mama Moja” che raccoglie una serie di ricette friulane presentate nel corso della trasmissione radiofonica Rai Fvg “Vita nei campi”. In entrambe le circostanze, sarà possibile – su prenotazione – partecipare a una cena-degustazione con menù ispirato ai due ricettari, che si terrà al ristorante di Villa Nachini Cabassi. Il Comune di Corno di Rosazzo e il locale Comitato fiera vini supportano queste iniziative del Circolo Corno, presieduto da Sergio Paroni, che ha pure in programma tra breve una nuova edizione del Premio “Noax”, sostenuto dal Comune collinare e da Civibank.

CODROIPO – Nell’ambito di Novembre in Galleria, oggi con inizio alle 19.30, nella sede del Museo civico delle carrozze d’epoca a San Martino di Codroipo, ci sarà un incontro a tema organizzato dal Centro di documentazione della cucina del ‘900 in collaborazione con il maestro di cucina Germano Pontoni e il Progetto Quattro Stagioni, di cui è responsabile editoriale Maura Pontoni. La serata, presentata dalla giornalista Rita Bragagnolo, sarà orchestrata sul tema “La Princesse Cruise e il Menu di Casa reale inglese”, in occasione della consegna del modello della Regal Princesse da parte della Fincantieri Spa al Museo stesso. Sarà ospite una delegazione della Fincantieri di Monfalcone. Quindi, il commendator Alfredo Marzi intratterà il pubblico sul tema della serata. Ricordiamo che la Compagnia Princesse Cruise era in origine di proprietà della Corona Britannica e Marzi, all’epoca, era Authority Chef della Principessa Diana. Infine, seguirà una degustazione guidata a tema con il maestro Pontoni dall’invitante titolo “Una ricetta del Menu di Casa reale”. Collabora alla bella iniziativa il Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.

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In copertina, bella immagine di una tavola imbandita in una dimora storica del Friuli.

Dop e Igp, il Friuli Venezia Giulia è leader in Italia nella crescita post-pandemica

«Il Friuli Venezia Giulia è la regione italiana in cui le produzioni dell’agroalimentare Dop e Igp hanno registrato la crescita maggiore nel 2021. L’incremento del 63 per cento, rispetto all’anno precedente, nel valore generato dalle produzioni a marchio tipico rispetto al totale della produzione agroalimentare pone la nostra regione al primo posto in Italia per il tasso di aumento che si è registrato nell’anno post-pandemia rispetto al 2020». A renderlo noto è stato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenuto a Roma proprio in occasione della presentazione del ventesimo Rapporto Ismea-Qualivita sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole certificate Dop Igp Stg, che descrive i dati del settore dei prodotti registrati a origine protetta e tipici e analizza i consumi delle stesse tipologie di prodotti nel mercato italiano nel 2021, con un focus anche sull’andamento e l’evoluzione nel corso del 2022.

Grandi protagonisti anche il prosciutto…


«Il dato di crescita record, il 63 per cento nell’ultimo anno quando la media nazionale è del 21 per cento – ha sottolineato l’assessore – rappresenta un risultato molto importante per il comparto agroalimentare del Friuli Venezia Giulia. I numeri e i dati che pongono la regione in vetta alla classifica del Rapporto Ismea-Qualivita 2022 testimoniano anche la capacità del settore e delle sue imprese a reagire con le strategie giuste nonostante le diverse difficoltà che non sono mancate nella congiuntura internazionale”. L’analisi territoriale del Rapporto Ismea-Qualivita 2022 ha un nuovo indicatore “Peso Dop Igp” che, per ogni regione, esprime l’incidenza del comparto sul totale del settore agroalimentare regionale».
In Friuli Venezia Giulia il peso della “Dop economy” equivale a un valore pari a un miliardo e 162 milioni di euro. Il settore delle produzioni a marchio tipico comprende 26 prodotti (oltre a molti vini, tra le produzioni certificate più “blasonate” e conosciute vi sono Prosciutto di San Daniele, formaggio Montasio, olio Tergeste, la Pitina, la Brovada, il Prosciutto di Sauris) e occupa circa 3.650 addetti. Sul valore complessivo la parte del leone è rappresentata dai vini: 803 milioni di valore economico, quasi tremila occupati e una crescita di oltre il 35 per cento nel 2021 rispetto al 2020. Nel segmento del cibo l’incremento è stato di circa il 7 per cento e il valore nella “bilancia” complessiva delle produzioni a marchio registrato è di 359 milioni di euro. Nelle filiere, quella vitivinicola rappresenta il 69% del totale, mentre quella dei prodotti a base di carne il 29%.
«I risultati che emergono dal Rapporto – ha concluso l’assessore Zannier, a margine della presentazione dei dati alla quale era presente anche il neoministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida – mostrano che la strada intrapresa dalle imprese del settore e dalle politiche regionali degli ultimi anni in difesa e per la valorizzazione delle produzioni certificate va perseguita con ancora maggiore determinazione. Nella convinzione che non serve competere sulla quantità, ma bisogna saper investire sulla qualità e sulle tipicità».

… e il formaggio di qualità.

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In copertina, i grandi vini Fvg sono l’elemento di traino nel “paniere” Dop e Igt.