Città del vino Fvg, anno eccezionale sottolineato anche da una vignetta

di Giuseppe Longo

GORIZIA – Per le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia si sta per chiudere un anno davvero eccezionale che ha segnato il suo apice con l’attribuzione alla carsica Duino Aurisina del titolo di Città Italiana del Vino 2022, tanto da essere stata punto di riferimento a livello nazionale delle numerosissime iniziative che hanno punteggiato il mondo vitivinicolo, coronate dalla Convention d’Autunno tenutasi nelle scorse settimane nell’accogliente cornice di Portopiccolo.
E il coordinatore delle Città Fvg, Tiziano Venturini, è stato festeggiato ieri sera a Gorizia nell’ambito della cena offerta nella suggestiva Vineria del Grand Hotel Entourage, ospitato in uno dei palazzi più antichi che sorgono ai piedi del Castello, costruito nel ‘500 dalla famiglia Strassoldo. Elda Felluga, leader del Movimento turismo del vino della nostra regione, gli ha infatti donato una bellissima, ormai storica vignetta, risalente al 2009, dedicata proprio alle Città del vino, sottolineando l’importanza dell’attività svolta per la promozione del vino dal sodalizio che ormai nell’ambito del Vigneto Fvg riunisce ben trentadue Comuni e sei Pro Loco.
Il convivio – presenti anche il direttore di Mtv Massimo Del Mestre e le sue brave collaboratrici – ha infatti concluso la serata che ha visto la premiazione dei migliori elaborati inviati dai vignettisti di tutto il mondo in occasione della 23ma edizione del concorso internazionale Spirito di vino, cerimonia sulla quale ritorneremo nei prossimi giorni in maniera dettagliata. Anche questa cerimonia ha concluso infatti un anno importante per il Movimento turismo del vino Fvg che ha avuto il suo apice nella frequentatissima “Cantine Aperte” di maggio, ma anche nella bella replica in occasione della ricorrenza di San Martino.

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In copertina, Tiziano Venturini mentre riceve il quadro con la vignetta da Elda Felluga presente Massimo Del Mostre; qui sopra, un settore della mostra.

 

 

Valli del Natisone, è già aria di Natale: agricoltura e artigianato a San Pietro

Valli del Natisone pronte a far vivere ai visitatori un fantastico periodo natalizio: la Pro Loco Nediške Doline – Valli del Natisone ha presentato, infatti, il suo programma che prevede Mercatini di Natale, Agribus tra le aziende agricole, ricette della tradizione e tanti altri eventi a dicembre in questo bellissimo angolo del Friuli, alle spalle di Cividale e sotto il monte Matajur.


Si inizia, oggi e domani, a San Pietro al Natisone nelle strutture al coperto e riscaldate del Centro studi con i Mercatini di Natale delle Valli del Natisone dalle 10 alle 19. «Saranno presenti – spiega il presidente della Pro Loco, Antonio De Toni – oltre 100 artigiani, agricoltori e artisti del Friuli Venezia Giulia e della vicina Slovenia, con opere creative e manufatti utili e suggestivi, pezzi unici e realizzati rigorosamente a mano”. I visitatori potranno trovare sculture in legno, maglieria di lana lavorata ai ferri, cesti e creazioni artistiche e tutte le produzioni agroalimentari tipiche della zona come mele, miele, vino, formaggi, salumi e dolci della tradizione. L’evento giunge alla sua 18ma edizione ed è organizzato da Pro Loco Nediške Doline – Valli del Natisone Aps e Comune di San Pietro al Natisone. Durante i due giorni, saranno presenti anche punti ristoro con prodotti a Km0 per una merenda o uno spuntino durante la visita».
«Complimenti alla Pro Loco – gli fa eco il presidente del Comitato regionale Unpli Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, Valter Pezzarini – per questo evento che sa valorizzare le eccellenze delle Valli del Natisone, rendendo più speciale il Natale. Questo, come gli altri eventi natalizi delle nostre associate, con tanti volontari impegnati in questi giorni nell’organizzazione, è un messaggio di speranza per il futuro e un invito a condividere le gioie più semplici che sono però anche le più durature».
Domenica 11 Dicembre si terrà, invece, un’edizione speciale dell’Agribus delle Valli, con partenza da Udine (piazza Primo Maggio) alle ore 9 e rientro alle 18 con tour e degustazioni alla scoperta di prodotti tipici nei luoghi di produzione come la gubana, il vino, l’olio d’oliva, il miele e la visita al suggestivo mercatino di Natale di Borgo Stremiz a Faedis. Previste tappe presso La Gubana della Nonna, l’azienda agricola Ronc dai Luchis e l’agriturismo Le Cuccagne che proporrà un gustoso pranzo friulano. Solo pochi posti disponibili per questo viaggio enogastronomico, in cui sarà possibile anche acquistare prodotti agricoli ed artigianali in vista del Natale.
Infine, domenica 18 dicembre la Pro Loco Nediške Doline – Valli del Natisone inaugurerà la stagione più fredda con i pomeriggi d’inverno nelle Alte Valli del Natisone. “Pomeriggi d’inverno in Benecija – riti e ricette con Le Donne della Benecija” propone la condivisione con il pubblico dell’antica ricetta degli strucchi lessi, la creazione di un centrotavola delle feste con gli elementi naturali del bosco e una degustazione di vino in abbinamento a formaggi e prelibatezze locali. Il tutto avrà luogo a partire dalle 15, all’agriturismo La Casa delle Rondini a Dughe di Stregna.

Per maggiori informazioni e iscrizioni agli eventi:
ProLoco Nediške Doline – Valli del Natisone APS
segreteria@nediskedoline.it
339.8403196 – 349.3241168
www.vallidelnatisone.eu

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In copertina e all’interno cesti, miele e altri prodotti in vetrina oggi e domani a San Pietro al Natisone capoluogo delle Valli.

Pitina, vanto dell’enogastronomia Fvg. Grande successo alla festa di Tramonti

«Un territorio è sempre anche espressione dei suoi prodotti tipici. E quando questi prodotti diventano parte integrante della narrazione del territorio si crea anche una ristorazione che con i piatti porta in tavola e propone la propria terra. Quando c’è questo circolo virtuoso non può che esserci una comunità, come quella regionale, che ha capito di poter valorizzare la propria produzione di eccellenza. Nel caso della Pitina delle valli pordenonesi, questo è accaduto e sta accadendo. Un prodotto che, seppure di nicchia, sta dando lustro e valore all’enogastronomia e che ci aiuta a fare vivere le nostre comunità diventando elemento di attrattività turistico-culturale». Parole pronunciate dall’assessore alle Risorse agroalimentari e alla Montagna, Stefano Zannier, intervento alla cena didattica “La Pitina, icona del territorio” organizzata allo Ial, l’Istituto alberghiero di Aviano. L’evento, voluto dall’Associazione produttori Pitina Igp, ha offerto l’occasione per fare il punto su un prodotto che negli ultimi anni è riuscito a farsi conoscere e apprezzare. Nel corso della serata si sono tirate le somme sulla conclusione del progetto di promozione “Sviluppo e innovazione nella promozione dei prodotti agroalimentari tipici del territorio”, un’iniziativa promossa del Gruppo di azione locale di Montagna Leader.

La cena didattica di Aviano.

«Un progetto – come ha sostenuto l’assessore Zannier – che in questi ultimi anni ha certamente fatto crescere i produttori che hanno dovuto misurarsi con il disciplinare che i prodotti Igp devono osservare. La Pitina è sicuramente destinata a vedere salire la produzione, ma rimarrà sempre un prodotto di nicchia e di grande qualità il cui consumo ha proprio l’obiettivo di far conoscere il territorio dove è nato. Possiamo dire che l’unicità del prodotto è un forte elemento di attrattività. Ecco dunque l’importanza – ha evidenziato Zannier – di costituire quel sistema a filiera fatto dai produttori e dalla rete dei ristoratori in grado di massimizzare la promozione». Val Tramontina, Valcellina, Val Colvera, sono queste le vallate che custodiscono quel piccolo tesoro della gastronomia dei tempi andati: la Pitina, il salume (realizzato con carni ovine e caprine, ma anche con selvaggina) per il quale un gruppo di produttori ha ottenuto nel 2018, al termine di un iter durato parecchi anni, il riconoscimento della Igp (Indicazione geografica protetta). Ma già dal 2002 la Pitina era stata inserita tra i Presidi di Slow Food.
Un percorso che, durante l’evento allo Ial di Aviano, è stato ricordato dal giornalista esperto di enogastronomia Bepi Pucciarelli. Nel corso della serata è stato anche presentato il volume “Dieci anni di Premio Trivelli”, una raccolta di ricette dei piatti realizzati dai ristoranti premiati negli anni. Ricette che hanno accompagnato il percorso che ha portato alla tutela comunitaria ottenuta con la certificazione Igp e il riconoscimento come prodotto “culturale”. Il libro è stato realizzato in collaborazione con Lis Aganis, Ecomuseo delle Dolomiti Friulane. Il volume vuole essere anche una testimonianza, come ha voluto evidenziare la presidente dell’Ecomuseo Lis Aganis Rita Bressa, di come il futuro stia nelle mani delle giovani generazioni che stanno investendo, anche nelle aree montane, in produzioni e lavorazioni dei prodotti agroalimentari tradizionali. E’ a loro che con orgoglio – è stato ribadito – va trasmessa la memoria al fine di mantenere viva una tradizione che attraverso nuove produzioni di specialità come la Pitina evita che cibi di una volta spariscano dalle tavole del Friuli Venezia Giulia.

La Festa a Tramonti di Sopra.


Intanto, grande successo è stato ottenuto dalla Festa della Pitina Igp a Tramonti di Sopra. Il ritorno della manifestazione in onore del primo presidio Slow Food del Friuli Venezia Giulia è stato un successo su tutti i fronti: un’eccezionale affluenza di pubblico, una grande soddisfazione degli oltre 50 produttori presenti che arrivavano da tutta Italia e dall’estero e, naturalmente, grande apprezzamento per la regina della festa, la Pitina appunto, i cui produttori hanno finito inaspettatamente le scorte durante le due giornate. Sono state almeno un migliaio, infatti, le persone arrivate a Tramonti di Sopra grazie a giornate tiepide di sole che hanno esaltato la bellezza dei colori autunnali della Val Tramontina.
Tutte le strutture ricettive della Valle, infatti, sono state riaperte ad hoc per il weekend e hanno segnato il tutto esaurito (hotel, agriturismi, b&b, alberghi diffusi) durante un periodo che normalmente sarebbe fuori stagione. Novanta persone si sono sedute al tavolo della Cena dell’Alleanza che ha fatto cucinare insieme ben sette degli undici cuochi dell’alleanza Slow Food presenti a Tramonti che arrivavano da Friuli, Toscana, Emilia Romagna, Alto Adige, Germania e Svezia. Gli organizzatori, la Condotta del Pordenonese di Slow Food con Proloco e Comune di Tramonti di Sopra e Associazione Produttori Pitina Igp, in collaborazione con Regione Fvg, Promoturismo, Concentro, Cciaa di Pordenone, Ascom, Confcommercio e Fipe di Pordenone, Ecomuseo delle Dolomiti Friulane Lis Aganis APS e con il Patrocinio della Fondazione Dolomiti Unesco e del Parco Naturale Dolomiti friulane, guardano già alla prossima edizione e all’autunno 2023. www.festadellapitina.com

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In copertina, la Pitina delle Valli pordenonesi da quattro anni è Igp.

Collio, i tre nuovi “gioielli” di Villa Russiz pronti per rallegrare le tavole di Natale

di Giuseppe Longo

CAPRIVA – “Libeamour”, una Ribolla gialla spumante brut, metodo Charmat, il “Teodoro Pas Dosé”, uno spumante Metodo classico, e il Collio bianco da uve autoctone, “Maisha 2021”. Ecco i nuovi “gioielli”, pronti per le tavole di Natale e di Capodanno, della prestigiosa azienda vitivinicola di Villa Russiz, prodotti dai vigneti che si estendono sulle dolci colline di Capriva del Friuli. Vini che si affiancano alla già famosa serie, pluripremiata e conosciuta a livello internazionale, di queste storiche cantine dell’altrettanto storico Collio Goriziano, la prima Doc nata in Friuli Venezia Giulia.

Parlano il presidente Paoletti…

… e il direttore Gregoretti.


In una splendida mattinata di sole sono stati presentati questi nuovi tre prodotti proposti della Fondazione Villa Russiz in un contesto davvero unico, dedicato alla promozione dei vini e dell’enogastronomia del territorio. Il tutto, però, con la finalità che caratterizza la benemerita Istituzione: quella di destinare il ricavato dell’attività aziendale alla Casa famiglia che ospita bambini e giovani in difficoltà. Ad accogliere stampa e appassionati del buon vino e della buona tavola il presidente della Fondazione, Antonio Paoletti, e il direttore Giulio Gregoretti, in una invitante e riuscitissima “due giorni” dedicata alla storia e ai vini del Collio nella ricorrenza di San Martino.
«La storia di Villa Russiz – ha spiegato il presidente Paoletti – inizia nel 1868, anno in cui il Conte Theodor de la Tour fondò l’azienda per dar vita a vini caratterizzati da uno stile unico anche grazie all’ideale collocazione sul Collio. San Martino è l’occasione per questo evento di promozione e degustazione il cui ricavato sarà destinato alla Casa Elvine, come peraltro tutta l’attività di produzione dei vini. Oggi abbiamo inteso presentare le nuove bollicine, Libeamour, una Ribolla gialla spumante brut, metodo charmat, il Teodoro “Pas Dosé”, uno spumante metodo classico, e il Collio bianco da uve autoctone, Maisha 2021. Tre vini di grande qualità e che nel loro nome racchiudono la storia di questa Fondazione: la celebrazione dall’amore tra Teodhor de la Tour ed Elvine Ritter con Libeamour, oppure il giusto riconoscimento con il Teodoro per rappresentare il genio di questo uomo che ha portato sul Collio la coltivazione dei migliori vini bianchi francesi, e ancora Maisha, che in swahili significa vita, un Collio bianco a ricordo di una ragazza scomparsa prematuramente. Maisha è un progetto nato due anni e mezzo fa e sostenuto dai genitori di questa giovane che hanno anche aiutato in maniera importante i giovani ospitati a Casa Elvine».

I degustatori all’opera…

… e le spiegazioni degli enologi.


«È una giornata molto importante e una autentica innovazione nel segno della continuità – gli ha fatto eco il direttore Gregoretti – con il lancio di nuovi prodotti che rispecchiano la tradizione di questa azienda vitivinicola, con grande qualità produttiva unita alla finalità di aiutare giovani in difficoltà. In questi ultimi anni c’è stato un grande lavoro in vigna e cantina, coordinato da Cristiano Aschettino e Paolo Comuzzi, unito all’esperienza degli enologi Giorgio Bertossi e Fabijan Muzic».
Nell’ultimo anno, in particolare, la Fondazione Villa Russiz ha lavorato molto per l’acquisizione di nuovi mercati.«Abbiamo consolidato e incrementato il mercato italiano rinnovando ampliando e l’accordo con la Tenuta del Cerro – ha ricordato infatti Giulio Gregoretti –, mentre abbiamo incrementato il settore internazionale in via diretta e con una export manager dedicata e ora siamo maggiormente presenti in Paesi come l’Austria, la Germania, l’Inghilterra, la Polonia, l’est Europa, l’Azerbaigian e stiamo ora concludendo un importante contratto per l’ingresso nel mercato americano». E ora un rinnovato impulso alla presenza commerciale di Villa Russiz verrà proprio attraverso la collocazione sul mercato dei tre nuovi prestigiosi vini che, alla storica azienda del Collio, hanno già cominciato a regalare importanti soddisfazioni.

Il tavolo di degustazione al lavoro.

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In copertina, ecco i tre nuovi vini della Fondazione Villa Russiz di Capriva.

 

Ancora in crescita le Città del vino in Fvg: la bandiera anche al Comune di Mariano

Prosegue la consegna delle bandiere associative da parte del Coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia. È stata la volta del Comune di Mariano del Friuli (Gorizia), che ha ricevuto il vessillo durante la cerimonia svoltasi nella cantina dell’azienda agricola Vie di Romans.
“È stato un piacere – ha affermato il coordinatore regionale delle Città del Vino, Tiziano Venturini – consegnare la bandiera, simbolo dell’appartenenza al nostro sodalizio, al sindaco Luca Sartori. Mariano del Friuli è una realtà vitivinicola d’eccellenza che arricchisce ulteriormente il gruppo delle nostre Città del Vino regionali. Ormai siamo una realtà dai numeri importanti, visto che oltre 1 cittadino su 10 del Friuli Venezia Giulia risiede in una Città del Vino. L’accoglienza della famiglia Gallo nell’azienda agricola Vie di Romans è stata una piacevole occasione per conoscere approfonditamente i loro vini e la loro filosofia dal vigneto fino al calice”.
Assieme al coordinatore Venturini, presenti anche il vice regionale Maurizio D’Osualdo, i membri del coordinamento Gianpietro Colicchia e Giorgio Cattarin, nonché gli ambasciatori delle Città del Vino Claudio Fabbro e Venanzio Francescutti. Hanno partecipato alla cerimonia rappresentanti dell’amministrazione comunale e del mondo del vino locale.

In totale i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono 32: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

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In copertina, il coordinatore Tiziano Venturini con il sindaco Luca Sartori; all’interno, la bandiera delle Città del vino accolta con gioia a Mariano.

(Foto Cattarin e Claudio Fabbro)

All’Abbazia di Rosazzo l’ultimo incontro con la carta geografica di Livio Felluga

Ultimo appuntamento dell’anno con “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”. È annunciato, infatti, per domani, 2 dicembre, alle ore 18, appunto nella millenaria cornice del monastero rosacense, e vedrà come protagonista lo scrittore e giornalista Alessandro Marzo Magno con il suo ultimo libro “Venezia. Una storia di mare e di terra” edito da Laterza. La rassegna è curata da Margherita Reguitti, moderatrice degli incontri, e da Elda Felluga, in collaborazione con la Fondazione Abbazia di Rosazzo.

I vini della “carta geografica”.


Sono stati scritti molti libri sulla storia di questa grandiosa città, ma in questa opera l’autore, direttore di “Ligabue Magazine” e giornalista per le pagine culturali de “Il Gazzettino”, evidenzia come i fatti caratterizzanti siano in continuo divenire attraverso una scrittura piacevole ed intrigante che sta a metà tra il racconto storico e il reportage giornalistico. Un viaggio nella storia della città, come non la si è mai letta. Chi meglio di Alessandro Marzo Magno poteva indagare e raccontare la storia di Venezia che prosegue anche dopo la caduta della Repubblica nel 1797, proseguendo con l’Ottocento, quando la città diventa un importante centro industriale, e arriva all’oggi con il Mose e lo spopolamento che rischia di farla scomparire? «Sono nato e cresciuto a Venezia, mi sono laureato in storia veneta all’Università di Venezia, e questo mi ha insegnato ad amare il bello, a cercare le radici, a indagare nel passato. Ho vissuto a Vicenza, a Vienna, a Trieste, vivo e lavoro tra Milano e Venezia, ho imparato a essere aperto sul mondo, a capire la frontiera, e quanto la convivenza sia difficile e precaria».
Consigliata la prenotazione all’indirizzo fondazione@abbaziadirosazzo.it fino a esaurimento dei posti disponibili. La rassegna è realizzata grazie a Fondazione Abbazia di Rosazzo, azienda Livio Felluga, Vigne Museum associazione culturale, Comune di Manzano e con il sostegno di Banca Intesa San Paolo. Si ricorda, infine, che è ancora possibile visitare la I Biennale d’Arte intitolata “Giovanni Barbisan. Un classico nella modernità” allestita sempre nel complesso abbaziale.

Informazioni sui siti:
www.abbaziadirosazzo.it e www.liviofelluga.it e pagine social.

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In copertina, l’Abbazia di Rosazzo circondata dai vigneti nell’obiettivo di Luigi Vitale.

 

“Spirito di Vino”, oltre 9 mila vignette in 23 anni. E la satira è ancora graffiante

“Spirito di Vino”, è arrivata l’ora dei premi! L’appuntamento è fissato per sabato prossimo, 3 dicembre, alle 17.30, al Grand Hotel Entourage di Gorizia, in Piazza Sant’Antonio, dove i membri della giuria e le autorità proclameranno i vincitori della 23ma edizione del concorso internazionale di vignette e illustrazioni satiriche organizzato annualmente dal Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia.
«Dopo 23 edizioni la satira di Spirito di Vino punge ancora!», afferma con soddisfazione e orgoglio la presidente Elda Felluga, che aggiunge: «Anche quest’anno la prestigiosa giuria ha avuto grandi difficoltà a scegliere le opere finaliste perché questa originale sfida, lanciata annualmente in tutto il mondo, stimola la fantasia dei partecipanti che, grazie alle loro creazioni, dialogano sulle diverse visioni legate al vino e alla sua cultura. La satira graffiante è ciò che contraddistingue da sempre questo concorso che riscuote un notevole successo internazionale, cresciuto costantemente nel tempo. Il calendario 2023, come da tradizione, conterrà le opere dei finalisti e dei Maestri e avrà in copertina uno dei luoghi simbolo di Gorizia: il suo Castello. Un omaggio del Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia per l’importante appuntamento, Nova Gorica e Gorizia 2025 Capitale della Cultura Europea».
Fino al 5 gennaio (ogni giorno dalle 10 alle 20) il Grand Hotel Entourage ospiterà, dunque, la mostra della 23ma edizione del concorso, che raccoglie le opere selezionate per la fase finale e quelle realizzate appositamente dai Maestri vignettisti membri della giuria. Un’occasione imperdibile per apprezzare l’umorismo con cui gli autori hanno interpretato grandi temi di attualità, eventi mondiali e avvenimenti storici.
In questi 23 anni Spirito di Vino è diventato un punto di riferimento per aspiranti vignettisti e professionisti già affermati, acquisendo un respiro sempre più ampio e raccogliendo più di 9 mila vignette provenienti da oltre 50 Paesi del mondo. L’arduo compito di selezionare le opere per la fase finale e decretare i vincitori è spettato a una giuria d’eccezione, capitanata dal presidente in carica Alfio Krancic e dal presidente onorario Giorgio Forattini, e composta dai vignettisti Emilio Giannelli, Valerio Marini e da illustri nomi del giornalismo e della grafica quali Gianluigi Colin, Franz Botré ed Enzo Rizzo, Carlo Cambi, Paolo Marchi, Aldo Colonetti, Fede & Tinto,  oltre che da Francesco Salvi ed Elda Felluga. Sponsor e partner tecnici del concorso: PromoTurimoFvg, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Gorizia, CiviBank, Grand Hotel Entourage, Juliagraf, Ceccarelli Group, Acqua Dolomia, Q.B. Quanto Basta e Radio Punto Zero.

Per maggiori informazioni:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Telefono 0432.289540 – 348.0503700
spiritodivino@mtvfriulivg.it – info@mtvfriulivg.it

Confagricoltura Fvg, dopo lo stop del 2020 l’agriturismo riprende a crescere

Dopo l’arretramento subìto nel 2020, quest’anno segna la ripresa dell’attività di agriturismo in Friuli Venezia Giulia. Infatti, il numero delle aziende è passato dai 674 del 2020 ai 703 del 2021 con un +4,3 per cento, contro una media italiana del +1,3 per cento (la migliore performance regionale annuale, dopo la Sicilia), come conferma il recente report dell’Istat. Cresce il numero delle strutture gestite da imprenditrici donne (+4,4 per cento), rispetto a quelle gestite dai maschi (+4,2 per cento). Complessivamente, le nuove aperture sono state 42, mentre le cessazioni 13, con un saldo positivo di 29 unità. La ristorazione agrituristica regionale, oggi, offre quasi 65.000 posti a sedere.

Philip Thurn Valsassina


«L’agriturismo come “luogo” è il risultato di un lungo processo di radicamento territoriale e di innovazione imprenditoriale. In tal senso, la multifunzionalità adottata da numerose aziende diventa, innanzitutto, una strategia economico-imprenditoriale che ha notevoli ricadute positive sia in campo sociale (si pensi alle fattorie didattiche), sia in quello ecologico-naturalista, caratterizzando questo settore che rappresenta una delle “vie italiane” alla modernizzazione (e alla resilienza) dell’intero comparto agricolo», dice Philip Thurn Valsassina, presidente di Confagricoltura Fvg.
Rispetto al 2020 il valore economico delle aziende agrituristiche italiane cresce del 44,8 per cento, ma rimane ancora sotto il livello pre-pandemia del 2019 (-26 per cento). L’incremento varia dal 51,7 per cento del Nord-est al 44,8 per cento del Nord-ovest, del Sud e delle Isole, fino al 38,3 per cento del Centro. Poco più 50 per cento del valore economico è generato dalle aziende agrituristiche del Nord, in particolare da quelle del Nord-est (39,3 per cento). Il valore medio della produzione per azienda (valore economico del settore diviso numero delle aziende agrituristiche) è di poco superiore a 45mila euro (era 32mila nel 2020 e 63mila nel 2019). L’incremento maggiore si registra nel Nord-est, che supera i 62mila euro (+20.800 euro rispetto allo scorso anno).

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In copertina, ecco l’accogliente interno di un agriturismo del Friuli Venezia Giulia.

Al Palmanova Village la cucina di Natale fra tradizione friulana e innovazione

Non è Natale senza i piatti della tradizione sulla tavola delle Feste: per questo, Palmanova Village ha organizzato un evento speciale per far conoscere le ricette della tradizione regionale legate al Natale e i mutamenti delle pietanze simbolo delle Feste, con una deliziosa degustazione finale. Appuntamento, pertanto, domenica 4 dicembre dalle ore 11 al civico 87 con la tavola rotonda “La cucina friulana del Natale tra tradizione e innovazione”, in collaborazione con l’Accademia Italiana della Cucina, che dal 1953 tutela le tradizioni culinarie italiane, e la blogger friulana Annalisa Sandri. Un’occasione unica per gli appassionati della buona tavola per scoprire le pietanze regionali simbolo delle Feste e le nuove proposte: il territorio del Friuli Venezia Giulia, infatti, spaziando dalle vette delle Dolomiti e delle Alpi al Mare Adriatico, è uno scrigno di biodiversità e di multietnicità, un patrimonio che trova una delle sue espressioni più̀ evidenti nella cucina e nella produzione agroalimentare.
Interverranno Massimo Percotto, delegato di Udine e coordinatore regionale dell’Accademia Italiana della Cucina, che parlerà de “Le minestre e le paste asciutte: da pietanze di magro della vigilia, a simbolo di opulenza del giorno di festa”; Annalisa Sandri, friulana, accademica e consultrice della delegazione di Udine dell’Accademia Italiana della Cucina, curatrice del blog “Manca il sale” e dell’omonimo libro di ricette che illustrerà “Il pesce della Vigilia e le carni dei pranzi delle Feste: dal baccalà ai salumi tradizionali, al cappone friulano”, e infine Roberto Zottar, delegato di Gorizia e membro del Centro Studi “ Marenghi” dell’Accademia Italiana della Cucina che chiuderà con la parte più golosa e “L’evoluzione dei dolci della tradizione natalizia dalla Contea di Gorizia ad oggi: dal Kugelhupf al Presnitz, al panettone artigianale friulano”.
Al termine degustazione gratuita di alcuni piatti tipici del Natale a cura del ristorante prosciutteria Dok Dall’Ava, di Aiello, con prodotti della Dall’Ava Bakery. Palmanova Village fa parte di Land of Fashion, il gruppo che gestisce i cinque Village posizionati in alcune fra le più belle zone d’Italia e che ha nel proprio dna la volontà di esaltare i territori in cui è presente: non solo diventando destinazione sempre più bella e coinvolgente nella sua archiettura, ma anche attraverso eventi ed attività capaci di enfatizzare cultura e tradizione locale.

L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria: tutte le informazioni su www.palmanovavillage.it

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In copertina, il Kugelhupf dolce natalizio di Gorizia con origini d’Oltralpe.

Vino naturale in febbraio a Milano con oltre 150 vignaioli anche dal Vigneto Fvg

Sono aperte le prenotazioni per ViNaRi, la manifestazione dedicata al mondo del vino naturale, ideata e organizzata dalle associazioni Vi.Te. e VinNatur. La prima edizione esordirà domenica 12 e lunedì 13 febbraio a Milano negli spazi messi a disposizione da Studio Novanta. Per scoprire le interessanti proposte enoiche dei produttori presenti, gli operatori di settore potranno beneficiare di una partecipazione anticipata dalle ore 10, mentre a mezzogiorno la rassegna sarà aperta agli appassionati del vino naturale.
Per poter prender parte all’evento, verrà richiesta la pre-registrazione su Eventbrite fino al 12 febbraio unitamente al versamento di un contributo associativo pari a 25 euro per la singola giornata e a 40 euro per entrambi i giorni.
Sono già più di 150 i vignaioli aderenti all’iniziativa che arriveranno nel capoluogo lombardo da tutta Italia, nello specifico da Abruzzo, Alto Adige, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia e ancora Sicilia, Sardegna, Toscana, Trentino, Umbria e Veneto. Rappresenteranno il mercato estero alcuni produttori provenienti rispettivamente dall’Argentina, dalla zona di Bordeaux, in Francia, e dalla Slovenia.
Ad accompagnare la due giorni ci sarà anche la proposta gastronomica dello street food italiano di Trapizzino, nato nel 2008 dall’idea di Stefano Callegari, mastro pizzaiolo che oggi vanta 14 punti vendita tra Torino, Milano, Trieste, New York e Roma, luogo in cui trova la sua prima casa. Il trapizzino è un angolo di pizza a base di lievito madre, croccante fuori e morbido dentro, che dopo una lunga lievitazione si serve farcito di ricette tipiche della tradizione romana, italiana e non solo. A completare il menu, la sfiziosità dei supplì, il classico cibo di strada romano che fin dal 1874 in un risotto panato e fritto nasconde un cuore di formaggio filante. Entrambe le specialità saranno disponibili in diversi gusti, con opzioni dedicate anche al pubblico vegetariano.

INFO IN BREVE
Vi.Na.Ri. Milano 2023

Data: domenica 12 e lunedì 13 febbraio
Orari di apertura: dalle 10 per gli operatori, dalle 12 per tutti
Luogo: Studio Novanta, Via Mecenate, 88/a, 20138 Milano
Ingresso: evento a numero chiuso.
L’ingresso a Vi.Na.Ri. è riservato agli iscritti: bit.ly/vinari_iscrizione
Pre-registrazione su Eventbrite fino al 12 febbraio con contributo associativo di € 25 per un giorno, € 40 per entrambi. Non sono previste riduzioni