Riviera Friulana grata al Club per l’Unesco di Udine. In febbraio ripartono gli incontri dell’Arga Fvg

di Ida Donati

È già ripartita l’attività culturale e formativa dell’Associazione culturale La Riviera friulana che a supporto dell’Associazione regionale giornalisti agricoli, agroalimentari, ambiente e territorio del Friuli Venezia Giulia, con il concorso dell’Unagam, l’Unione nazionale delle Arga, del Club per l’Unesco di Udine e di Italia Nostra ha messo in calendario due eventi di approfondimento sulle tematiche attinenti la valorizzazione del territorio rivierasco, delle sue potenzialità, peculiarità e attrattive.

Gian Paolo Girelli


Il 16 febbraio, a partire dalle ore 18, alla Galleria d’arte La Cantina di Giovanni Toniatti Giacometti si parlerà di Cibo e arte: i prodotti patrimonio dell’Unesco e “italian sounding”. Si tratta della rivisitazione del programma originario di un evento che era stato rinviato per motivi tecnici dalla fine del 2022 e che si sviluppa principalmente attorno a una ricerca di Adriana Ronco Villotta, sul rapporto tra l’arte e il cibo come rappresentazione di un bisogno primario dell’uomo, spesso eletto a elemento simbolico, anche di carattere filosofico o religioso. Un tema che trova l’essenza nelle determinazioni dell’Unesco, che come spiegherà la “chair girl” del Club per l’Unesco di Udine, Renata Capria D’Aronco, ha definito con le sue scelte prodotti agroalimentari ed enogastronomici che rappresentano le forme di cultura locali. E che nel contempo svolgono un ruolo salutistico in quelle abitudini alimentari considerate come Dieta mediterranea, della quale sono riconosciuti i meriti. Ma il valore dei prodotti locali, componente importante dell’economia del territorio e, anche nel Friuli Venezia Giulia, biglietto da visita delle eccellenze presenti nell’area, è anche legato alle denominazioni assegnate dalla storia e dalle tradizioni della civiltà contadina, divenute nel tempo marchi tutelati a livello locale, ma spesso utilizzati, sia pure in modo distorto ma con effetto ingannevole per i consumatori, in altre parti del mondo per far ritenere si tratti di prodotti italiani. È l’effetto dell’Italian sounding, del quale parlerà il segretario generale dell’Unaga, il giornalista Gian Paolo Girelli.
Infine, sulla valorizzazione dei marchi e delle denominazioni territoriali e sui cambiamenti migliorativi che è possibile introdurre nel tempo in aree spesso non considerate per la loro reale valenza perché definite marginali da una comunicazione superficiale e non approfondita o non attenta alle reali peculiarità dei territori si soffermerà Carlo Morandini, giornalista, presidente di Arga Fvg dell’Associazione culturale La Riviera friulana. Sarà questo, assieme a quello programmato per il 24 febbraio a Pieris, all’azienda agricola I Feudi di Romans della famiglia Lorenzon, il primo evento in programma nel Friuli Venezia Giulia riconosciuto con crediti formativi dall’Ordine dei giornalisti per il triennio 2023-2025.

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Il primo adesivo che distingue gli aderenti all’Associazione culturale La Riviera Friulana per il 2023 è stato consegnato al Club per l’Unesco di Udine, il sodalizio profondamente impegnato a valorizzare la cultura del territorio che sostiene l’idea rivierasca fin dalla sua nascita, avvenuta diciassette anni fa. Il simbolo dell’appartenenza annuale al progetto, che raffigura un’antica mappa del Friuli patriarcale, è stato consegnato dal presidente Carlo Morandini alla “chair girl” Renata Capria D’Aronco. Si tratta di una figura emblematica del volontariato culturale friulano, portavoce a livello internazionale dell’organizzazione nata negli anni ’40 per tutelare e valorizzare le ricchezze rappresentate da eccellenze del patrimonio immateriale che sono disseminate sul globo.
La professoressa D’Aronco, assieme al Club per l’Unesco di Udine, è da sempre accanto a La Riviera Friulana nell’organizzazione e rafforzamento di eventi e iniziative destinate a voce e visibilità alle peculiarità dell’area compresa tra i bacini dei fiumi Tagliamento e Isonzo, tra il Litorale e la linea delle Risorgive friulane, soprattutto nel lavoro di raccordo e messa in rete delle ricchezze locali di valenza territoriale. Non solo, ma la collaborazione è da sempre attiva anche nelle iniziative e campagne di sensibilizzazione su problemi, pericoli, dubbi, ma anche sulle opportunità derivanti o insite nelle decisioni prese altrove, che sempre più spesso rischiano di incidere, positivamente e non, sulla nostra quotidianità a livello culturale, sociale, di costume, nella qualità della vita e a volte anche sulla salute. È il caso dell’alimentazione, rispetto alla quale il Club per l’Unesco di Udine si spende prioritariamente a sostegno della Dieta mediterranea, modello nutrizionale scientificamente riconosciuto come salutistico e antitetico ai tentativi di introdurre nei cibi elementi estranei alla nostra tradizione e alle nostre abitudini alimentari. Elementi, che principalmente coincidono con la salute e la qualità della vita.
Il Club per l’Unesco di Udine, ha ricordato nell’occasione il presidente Morandini, vanta un risultato di rilievo internazionale. È infatti stato promotore dei cinque siti Patrimonio dell’Umanità che fanno del Friuli Venezia Giulia, la regione alla quale è stato riconosciuto il maggior numero di siti Unesco: Aquileia, Cividale, Palmanova, Palù del Livenza e Dolomiti friulane.

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In copertina, Carlo Morandini consegna l’adesivo a Renata Capria D’Aronco.

A Confagricoltura Fvg piace il nuovo Decreto Flussi: ora va accelerato l’iter

Il nuovo Decreto Flussi 2023, appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, prevede l’ingresso in Italia di 82.705 lavoratori stranieri provenienti da Paesi extra Ue, contro i 69.700 del Decreto precedente. Un provvedimento molto atteso dal mondo agricolo che l’anno scorso ha avuto non poche difficoltà a reperire la manodopera necessaria per eseguire i lavori stagionali e di prima trasformazione e confezionamento.

Philip Thurn Valsassina


«Esprimiamo la nostra soddisfazione per l’emanazione del Decreto, particolarmente importante per il settore agricolo in cui continua a registrarsi una forte difficoltà a reperire manodopera disponibile e adeguatamente qualificata e dove la componente dei lavoratori stranieri ha assunto ormai una dimensione strutturale che presenta un’incidenza superiore a tutti gli altri settori produttivi – dice Philip Thurn Valsassina, presidente di Confagricoltura Fvg -. I dati demografici e occupazionali ci indicano che, nella nostra regione, per mantenere costante il numero dei lavoratori attivi, il saldo migratorio dovrà essere positivo per 15-20 mila unità ogni anno per non lasciare scoperte intere filiere produttive (costruzioni, turismo), oltre a quella dell’agroalimentare».
Al lavoro stagionale sono state destinate 44 mila quote, la metà delle quali riservate alle Associazioni datoriali agricole. Si tratta di un numero in crescita rispetto all’anno precedente (14 mila) che conferma la fiducia nel ruolo che le Associazioni agricole comparativamente più rappresentative possono svolgere in questa delicata materia. Il Decreto prevede che le Associazioni si assumano l’impegno a sovraintendere alla conclusione del procedimento di assunzione dei lavoratori fino all’effettiva sottoscrizione dei rispettivi contratti di lavoro, compresi gli adempimenti di comunicazione previsti dalla normativa vigente.
«Serve, adesso, uno sforzo da parte delle amministrazioni competenti – conclude il presidente di Confagricoltura Fvg – affinché l’iter burocratico per l’ingresso dei cittadini stranieri sia il più celere possibile e consenta alle imprese agricole di poter contare su questi lavoratori già nelle prime campagne di raccolta primaverili».

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In copertina, migranti impegnati nei lavori dell’agricoltura friulana.

Cambiamento climatico e siccità in Fvg: soluzioni innovative per la risorsa acqua saranno sotto la lente oggi a Casarsa

Cambiamento climatico e siccità sono al centro dell’attenzione del mondo agricolo, soprattutto dopo una stagione preoccupante per il calo delle risorse idriche. Per questo a Casarsa della Delizia, importante realtà di riferimento per le produzioni agricole e in particolare per la viticoltura, oggi, 27 gennaio, alle 17 nel Ridotto del Teatro comunale Pasolini, si terrà un convegno che punterà, grazie agli interventi degli esperti, a delinerare un quadro di azione non solo per il futuro ma anche per il presente.
“Risorse idriche e cambiamento climatico – Ricerca e innovazione in agricoltura” è un evento organizzato dalla Città di Casarsa della Delizia con il suo Assessorato al commercio-agricoltura-artigianato-industria in collaborazione con Consorzio di Bonifica Cellina Meduna, Coldiretti Pordenone e La Delizia Viticoltori Friulani.
Assieme a Stefano Zannier, assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna del Friuli Venezia Giulia, interverranno Andrea Cicogna dell’Arpa – Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente del Friuli Venezia Giulia, sul tema “Il cambiamento climatico in Fvg e l’impatto sulle imprese agricole”; Stefano Barbieri, dell’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia, su “Soluzioni innovative per una irrigazione sostenibile”; Paolo Sivilotti, del Dipartimento Scienze agroalimentari e ambientali dell’Università di Udine, su “La gestione degli stress idrici e termici nel vigneto”. Modererà il giornalista Fabiano Filippin.
«Un convegno – ha affermato il sindaco Claudio Colussi – che farà il punto sulla situazione climatica del nostro territorio e proporrà soluzioni innovative per gestire le coltivazioni, a partire dai vigneti, utilizzando al meglio ogni singola goccia d’acqua. Un momento di riflessione e di progettazione che abbiamo voluto organizzare assieme ai partner del settore in modo da aprire un momento di dialogo in vista della prossima stagione agricola».

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In copertina, vigneti nelle Grave di Casarsa durante l’ultima vendemmia.

 

Zannier sui Fondi Ue: la Regione Fvg all’avanguardia su sinergie e programmi

«La Regione Friuli Venezia Giulia si è adoperata in questi ultimi anni per realizzare migliori sinergie sui diversi Fondi europei attuando alcune importanti azioni che possano sempre di più favorire l’utilizzo dei Fondi della programmazione Ue. Ma vi sono ancora ampi margini di miglioramento che dovremmo sfruttare nella fase attuativa degli interventi previsti dai singoli programmi. Trattare gli argomenti sulle sinergie tra Fondi e sulla bioeconomia richiede un forte sforzo e una maggiore interazione tra pubblico e privato. Per questo motivo credo che attività di coordinamento a livello europeo, nazionale e regionale hanno un ruolo fondamentale». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo al workshop, che si è tenuto alla Presidenza del Consiglio dei ministri, dal titolo “Sinergie tra i programmi dell’Ue e le politiche di coesione nei settori della bioeconomia e dell’economia blu: condividere informazioni per co-progettare sinergie di fondi più efficaci”. Un seminario organizzato dal Gruppo di coordinamento nazionale di Bioeconomia del Comitato nazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita della Presidenza del Consiglio e dalla Direzione generale della Ricerca e dell’innovazione della Commissione europea.

«Tra le azioni che la Regione Friuli Venezia Giulia ha attuato – ha sottolineato l’assessore che è stato delegato alla partecipazione al convegno dal governatore Massimiliano Fedriga – vi è la realizzazione, grazie alla collaborazione di tutte le Autorità di gestione regionali, del sito internet “Europa Fvg” che si sta strutturando per raccogliere tutte le informazioni sulla programmazione europea e sui relativi bandi al fine di fornire uno strumento di guida per individuare gli argomenti di interesse. Si è poi avviato un percorso – ha evidenziato l’esponente della Giunta regionale – di analisi sulla possibilità di divulgare meglio la presenza di bandi aperti da altre Regioni al fine di favorire la costituzione di partenariati tra soggetti diversi cercando di migliore le sinergie e il dialogo con i Paesi con noi confinanti quali Austria e Slovenia sulle progettualità di interesse reciproco».
L’assessore nel suo intervento ha poi ricordato come la Regione Fvg abbia contribuito alla stesura del Vademecum sulle sinergie tra Fondi strutturali e altri programmi di finanziamento Ue nel luglio 2022 e abbia realizzato il primo documento strategico regionale condiviso sulla Politiche di coesione Fesr, Fse, Interreg. «Questo è stato fatto – ha sottolineato Zannier – partendo dalla consultazione del partenariato regionale ed è stato utile anche per fare una sintesi sulle sinergie tra i Fondi della politica di coesione e le missioni del Pnrr».
Rispetto alla bioeconomia, l’assessore ha evidenziato come «nella fase di aggiornamento della strategia regionale di specializzazione intelligente 2021-2027 sono stati presi a riferimento i Cluster di Orizzonte Europa ed è stato fatto esplicito riferimento alla bioeconomia la cui importanza strategica è stata riconosciuta dalle politiche regionali tenendo conto delle competenze maturate e delle esperienze in atto nell’area anche nel contesto di partenariati interregionali».
Il rappresentante della Giunta Fedriga ha anche segnalato che «il Friuli Venezia Giulia ha voluto e contribuito alla recente costituzione della Fondazione Agrifood&Bioeconomy Fvg per supportare l’Amministrazione nell’individuazione di possibili sinergie tra Fondi Ue anche grazie all’interazione tra pubblico e privato che caratterizza molte delle sue azioni in ambiti diversi».
L’assessore Zannier ha, infine, segnalato alcune difficoltà legate all’implementazione di questi strumenti di sinergia e ha avanzato una proposta per cercare dei miglioramenti. «ffinché vi sia una diretta sinergia tra i programmi – ha affermato – sarebbe molto utile che vi fossero momenti di concertazione già in fase di programmazione tra tutti gli organismi deputati alla programmazione dei Fondi a gestione diretta e le autorità regionali di gestione dei programmi. In questa fase, diventa più facile allineare gli strumenti rispetto al periodo di attuazione, quando ormai tutte le Regioni hanno concluso la fase di predisposizione dei programmi».

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In copertina, l’assessore regionale Stefano Zannier e all’interno il suo intervento durante l’incontro alla Presidenza del Consiglio dei ministri.

L’allarme di Cia Fvg: dopo l’Irlanda ora anche il Canada se la prende con il vino

«L’Europa delle norme non può far finta di non sapere che la Dieta mediterranea, dal 2010, è patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Uno stile di vita sano seduto su uno sgabello sostenuto da tre gambe: il grano, l’olio e il vino», dice Franco Clementin, presidente di Cia Fvg – Agricoltori Italiani, in riferimento all’etichettatura allarmistica sul vino adottata dall’Irlanda con la condiscendenza dell’Ue.

Franco Clementin

«La Dieta mediterranea costituisce un insieme di abilità, conoscenze, pratiche e tradizioni che spaziano dal paesaggio alla tavola, che comprendono le coltivazioni, il raccolto, la pesca, la conservazione, la lavorazione, la preparazione e, in particolare, il consumo degli alimenti. La Dieta mediterranea è caratterizzata da un modello nutrizionale che è rimasto costante nel tempo e nello spazio, che consiste principalmente di olio d’oliva, cereali, frutta e verdura fresca o secca, una quantità moderata di pesce, latticini e carne, e molti condimenti e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusi, nel rispetto delle credenze di ogni comunità». Così recita l’Unesco e così la pensano gli agricoltori e i vignaioli friulani e italiani, anche se non sono medici.
Ma quello che preoccupa ulteriormente è che la questione salute versus consumo di vino si sta globalizzando e, a esempio, ha portato a una nuova decisione restrittiva da parte della Sanità canadese che, nei giorni scorsi, ha emanato nuove linee guida in merito. Il rapporto di Ottawa suggerisce un massimo di 2 drink a settimana (praticamente una bottiglia di birra o un calice di vino) ed etichette obbligatorie di avvertimento per tutte le bevande alcoliche. Superare tale soglia, secondo gli esperti nordamericani, potrebbero aumentare le possibilità di cancro al seno e al colon.
«Il mercato canadese per il vino italiano – aggiunge infine Clementin – è il 5° per valore di export (362 milioni di euro), in crescita di oltre il 10 per cento ed equivale a oltre il 7 per cento del valore di tutto il vino italiano esportato nel mondo. Ma il vino, per dirla con Enzo Bianchi, è “gusto della vita, rallegramento del cuore, preziosa consolazione, gioia condivisa…”. Come la musica: a volume troppo alto può danneggiare l’udito, ma con la giusta somministrazione di decibel esalta il sapore e affina il piacere della vita e della convivialità. Perché privarsene? Perché criminalizzarne il consumo moderato e consapevole?».
Al Governo italiano, da parte di Cia, la richiesta di tornare a sollecitare l’Europa sugli impegni già presi per promuovere uno stile di vita sano e una corretta informazione.

Nuova Pac domani
a Rivignano Teor

Cia Fvg-Agricoltori Italiani, in collaborazione con Agricolae srl, ha organizzato un incontro sul tema: “La nuova Pac 2023-2027. Obiettivi, cambiamenti, condizionalità”. Nella sala polifunzionale del Comune di Rivignano Teor (via Roma, 16), domani 26 gennaio, a partire dalle ore 18, ne parleranno: Tamara Battistutta, Emanuele Bigai e Anna Giulia Brescon di Agricolae srl. Le conclusioni saranno tratte dal presidente regionale di Cia-Agricoltori Italiani, Franco Clementin. Seguirà un momento conviviale. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti.

“Carbon free”, un modello la cessione crediti CO2 tra Cafc e Boschi Carnici

«Siamo arrivati, dopo un anno dai primi contatti, ad un momento importante. È stata aperta una strada che non c’era ed oggi è invece percorribile e ripetibile anche da altri enti e in altre aree. Due soggetti, Cafc e Consorzio Boschi Carnici, hanno trovato la via della collaborazione per superare quella che inizialmente costituiva una difficoltà, ovvero l’accesso ad uno standard di sostenibilità obbligatorio per legge in termini di crediti di carbonio». È il commento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, a margine della firma della prima cessione di crediti di CO2 su base volontaria dal Consorzio Boschi Carnici al Cafc Spa che si è tenuta nella sede della Regione Fvg a Udine.

Un accordo che mira a una progressiva riduzione degli sprechi delle risorse naturali e al contenimento dei consumi energetici, riducendo l’impatto generato dalle emissioni climalteranti dell’azienda e “compensando” con l’acquisto di crediti di carbonio. Soddisfatti i due presidenti delle parti firmatarie Salvatore Benigno per il Cafc e Luigi Cacitti per il Consorzio Boschi Carnici. «La Regione ha accompagnato con un ruolo proattivo questo percorso. Il patrimonio forestale regionale pubblico diventa così un’opportunità per implementare un sistema sostenibile in tutta la regione, con un metodo che non può prescindere da una gestione attiva della risorsa boschiva», ha aggiunto Zannier.
Centrale, nella definizione dell’accordo, l’inserimento della cessione di crediti di carbonio in una politica di gestione attiva e sostenibile delle foreste, che non si limita a compensare la produzione di anidride carbonica misurando l’incidenza dell’area verde, ma prevede pratiche di intervento nelle zone boschive in funzione della sicurezza del territorio, in particolare, incidendo sulla prevenzione del rischio di incendi boschivi, anche attraverso lo stoccaggio della CO2 nei prodotti legnosi dell’industria manifatturiera. Si tratta di un positivo sviluppo di un progetto che ha visto la Regione Fvg attiva fin dalla metà degli anni 2000 e che ha portato nel 2013 al primo scambio volontario di crediti di carbonio per i prodotti legnosi.
Con questo obiettivo Cafc ha misurato la propria impronta carbonica (5.600 tonnellate di CO2 circa prodotte) ed ha definito un piano di azione per la riduzione delle emissioni, che prevede di compensare le emissioni residue puntando su una realtà del territorio: un progetto ambientale locale per neutralizzare emissioni locali, senza ricorrere ai crediti di carbonio sul mercato globale. Obiettivo finale è raggiungere entro il 2027 la certificazione “carbon free” tramite la riduzione del 30 per cento delle emissioni di CO2 direttamente connesse alla propria attività industriale, del 16 per cento delle emissioni di CO2 indirettamente connesse alla propria attività industriale cui si aggiunge l’attività di compensazione, con l’acquisto di crediti di carbonio da enti certificati come il Consorzio dei Boschi Carnici.

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In copertina, un bosco della Carnia; all’interno, l’assessore regionale Stefano Zannier (a destra), con Salvatore Benigno presidente del Cafc e Luigi Cacitti presidente del Consorzio Boschi Carnici.

 

“Equilibrium”, il primo gioco da tavolo per scoprire la ricca biodiversità Fvg

“Equilibrium”, il primo gioco da tavolo che permette di scoprire la biodiversità del Friuli-Venezia Giulia, è finalmente realtà. Grazie al grande successo della raccolta fondi online partita lo scorso anno, è stato possibile produrlo e proprio in questi giorni sta arrivando nelle case e nelle scuole di chi l’ha sostenuto e ordinato. Il progetto è di Kaleidoscienza, giovane associazione culturale udinese che da più di dieci anni si occupa di divulgazione scientifica attraverso strumenti formativi non tradizionali. “Equilibrium” nasce come un modo divertente per scoprire la ricca biodiversità della regione e, più in generale, gli equilibri che regolano la natura. L’obiettivo è creare consapevolezza e aumentare il rispetto verso l’ambiente che ci circonda.


«Avere il gioco finalmente tra le mani è stata un’emozione incredibile – afferma Giada Rossi, presidente di Kaleidoscienza -, non vedevamo l’ora di consegnarlo ai tanti bambini (ma anche adulti) che fremevano per poterlo giocare. È bello riscontrare quanto interesse suscita nelle persone che provano “Equilibrium” per la prima volta: la cura e l’amore verso il nostro territorio passa anche attraverso iniziative come questa, che sensibilizzano alla tutela e alla conoscenza della natura e dei suoi equilibri attraverso il gioco».
Il crowdfunding, promosso dal progetto di Civibank “CiviCrowd – Comunità di valori” tramite la piattaforma Ginger, ha raggiunto la cifra di 9.500 euro in 90 giorni, grazie a 95 sostenitori. “Equilibrium”, del quale attualmente sono state prodotte 70 copie, verrà distribuito a coloro che l’hanno scelto come ricompensa partecipando alla raccolta fondi, agli enti e privati che ne hanno fatto richiesta e alle scuole partner del progetto. Nello specifico, verrà utilizzato in 12 scuole del territorio regionale. L’idea di produrlo, infatti, parte proprio dal contesto scolastico: nel corso del 2020 e del 2021, l’associazione Kaleidoscienza ha fatto provare il prototipo di “Equilibrium” in 10 classi per un totale di 160 alunni ottenendo sin da subito riscontri positivi sia da parte degli insegnanti che dai piccoli giocatori. Da qui, l’idea di lanciare un crowdfunding per poterlo produrre su una scala un po’ più ampia.
«Vorremmo dare la possibilità a molti bambini e bambine di giocare con la biodiversità – continua la presidente Rossi –. Ci auguriamo che, attraverso il nostro gioco, chi vive qui avrà l’occasione di guardare la nostra terra con altri occhi, mentre chi abita nel resto d’Italia potrà scoprire una regione diversa e affascinante. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno permesso di renderlo realtà».

Il GIOCO – A testimonianza della ricchezza naturale del Friuli Venezia Giulia, sono 5 gli ambienti proposti nel gioco – montagna, collina, pianura, Carso, laguna – e 6 le specie per ciascun ambiente, tra cui vegetali, erbivori, insettivori, granivori e carnivori. “Equilibrium” è basato sul lancio di dadi e sull’utilizzo di carte, l’obiettivo per ogni giocatore è gestire le proprie risorse e capire qual è il momento giusto per far aumentare di numero gli individui della propria specie. Si può giocare da 2 a 4 persone per ciascun ambiente, il gioco è adatto dai 6 anni in su.

Il progetto ha il sostegno dei fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese, della Regione Friuli-Venezia Giulia e il supporto di Civibank, ed è stato realizzato in collaborazione con Play Res, associazione culturale di Modena per la promozione, divulgazione e ricerca sul gioco e la teoria dei giochi.

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In copertina e all’interno ecco tre immagini del gioco sulla biodiversità Fvg.

A Feletto ritornerà la “Festa della Verza” nel ricordo del dottor Valerio Rossitti

di Giuseppe Longo

TAVAGNACCO – Festa grande oggi a Feletto Umberto per il suo patrono. Dopo la Messa solenne in lingua friulana, ci sarà la tradizionale distribuzione del “Pane di Sant’Antonio”, con la benedizione del paese e un concerto di campane. Come annunciano gli organizzatori, si potranno anche acquistare i prodotti ortofrutticoli a Km 0, in particolare le verze tipico ortaggio di stagione. E al termine del rito domenicale sia a Feletto che a Tavagnacco – anche il capoluogo, infatti, festeggia Sant’Antonio Abate – le Pro Loco delle due comunità offriranno un assaggio di verze con le salsicce, gustoso piatto invernale che abbina i sapori dell’orto a quelli delle saporite carni suine.

Il ricordo di Valerio Rossitti.


Ed è appropriato definire “assaggio” quanto verrà proposto stamane, perché la verza tornerà a essere grande protagonista fin dal 2024. Infatti, nel prossimo gennaio, sempre in coincidenza con la memoria di “Sant Antoni des bestis” o dal “purcit”, c’è tutta la volontà da parte del Comune di Tavagnacco e della Pro Feletto di riproporre la bellissima “Festa della Verza” che aveva animato per diciannove anni la popolosa cittadina alle porte di Udine. L’ha assicurato l’assessore Ornella Comuzzo, l’altra sera, durante l’affollato incontro in sala Feruglio dedicato al ricordo di Valerio Rossitti, medico ed enogastronomo, nel centenario della nascita che ricorreva proprio il 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate. Un annuncio accolto con grande soddisfazione da Giannino Angeli, da sempre appassionato “regista” dell’iniziativa, che non ha voluto mancare all’appuntamento, ma anche da Bepi Pucciarelli, giornalista ed esperto di lungo corso in fatto di vini e cucina tipica, il quale ha garantito fin d’ora la sua collaborazione “tecnica” affinché sia una ventesima edizione in grande stile.

Il saluto del sindaco Liruti e i relatori.

Un preparato tavolo di relatori ha dunque reso omaggio al dottor Rossitti, uomo di «scienza e competenza» come l’ha definito il giornalista Silvano Bertossi, pure lui da sempre attento alla promozione e alla valorizzazione della buona tavola di casa nostra, tanto da aver fondato la Confraternita della polenta friulana di cui anche il medico di Feletto era convinto sostenitore. Nell’occasione, è stato presentato il libro di Valerio Rossitti “La Veridica Historia della Gastronomia – Dal pomo d’Adamo alle frasche di Maria Teresa” pubblicato, con la supervisione di Germano Pontoni, dall’editrice L’Orto della Cultura di Pasian di Prato, rappresentata da Maura, sorella del maestro di cucina che ha offerto alla platea un affettuoso ricordo di Rossitti. «Instancabile ed entusiasta studioso del gusto che, con attento e scrupoloso lavoro di ricerca, è riuscito a far riparlare mio padre nelle righe di questo libro nel centenario della nascita», ha detto di Pontoni la figlia Piera, commossa per aver constatato la grande stima che circonda ancora Valerio Rossitti. «Umanista, cioè una persona interessata all’uomo e alla sua storia», l’ha definito nella prefazione al libro Marisanta di Prampero, ricordando di averlo conosciuto negli anni ’60 «quando arrivai sposa in quel di Tavagnacco». E ancora: «Mi fu presentato come il dottor Rossitti, medico, alla sagra degli asparagi che dal 1935 si teneva nel parco della Villa di Prampero, ma da come parlava di quei turioni esposti capii subito che, oltre ad essere medico, era anche un gastronomo». Ricordo rafforzato anche dalle parole di Renata Capria D’Aronco, la quale ha sottolineato tutto l’apprezzamento del Club per l’Unesco di Udine per l’organizzazione dell’importante serata. Alla quale con il sindaco Moreno Lirutti, che ha fatto gli onori di casa, hanno partecipato anche due primi cittadini emeriti, il già citato Giannino Angeli e Mario Pezzetta, che fu anche presidente della Pro Tavagnacco. Ma in platea a onorare la figura del medico-gastronomo – ricordato anche dalla proiezione di immagini curata dallo chef Sergio Negro – c’erano pure Alessandro Salvin, leader del Ducato dei vini friulani – che ha appena festeggiato mezzo secolo di vita -, e l’ingegner Giorgio Arpino, presidente della Lilt Udine da sempre partner con i suoi volontari della “Festa della Verza”. Come avverrà sicuramente anche nel 2024 quando, ne siamo certi, la manifestazione ritornerà a Feletto. Proprio nel ricordo del dottor Valerio Rossitti.

Il folto pubblico in sala Feruglio.

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In copertina, la verza il tipico ortaggio invernale che tornerà a essere festeggiato a Feletto Umberto.

Prepotto e i Racconti dello Schioppettino: fino al 31 gennaio per la giuria dei lettori

(g.l.) C’è tempo fino al 31 gennaio per chiedere di far parte della giuria dei lettori del concorso letterario “Prepotto. I racconti dello Schioppettino” giunto alla terza edizione. La sua organizzazione si è infatti appena messa in moto scegliendo, per quest’anno, un tema molto significativo “Fuorilegge/Fuori legge”, con un rimando agli anni Settanta, quando il celebre vitigno autoctono, tipico di questo territorio, fu messo al bando dalla Comunità Europea. Il concorso letterario è inserito nel programma 2023 di “Duino&Books, storie di pietra”, che sostiene l’iniziativa fin dal primo anno.
L’edizione 2022, rivelatasi di grande successo (come peraltro la precedente, che avviava l’iniziativa del Comune di Prepotto), aveva invece per tema “Terra di confine” (vista la particolare posizione geografica a due passi dalla Slovenia) e aveva contato la partecipazione di 165 racconti: al primo posto si era classificato Renzo Brollo di Gemona, al secondo Sandra Puccini di Pistoia e al terzo Giuseppe Filigenzi di Latina. Padrino della premiazione era stato Angelo Floramo. Triplice lo scopo dell’iniziativa: promuovere il luogo da un punto di vista turistico; esaltare il valore del brand di questo vino unico; favorire la creatività di coloro che amano la scrittura.
Si può, dunque, partecipare – informa Barbara Pascoli, “anima” del concorso letterario – con un racconto inedito dal 22 gennaio al 2 luglio prossimi. Come ogni anno, i dodici racconti finalisti saranno pubblicati nell’antologia del concorso. I tre vincitori, scelti dalla giuria dei tecnici, riceveranno un premio in denaro. A scegliere i finalisti sarà invece la giuria dei lettori, alla quale ci si può candidare, come detto, fino al 31 gennaio prossimo. La cerimonia di premiazione si terrà a Prepotto il 7 ottobre.
«Un premio letterario – afferma l’avvocato Mariaclara Forti, sindaco di Prepotto – non è mai fine a sé stesso, ma è momento di cultura territoriale, di divulgazione di ricchezze storiche, sociali, paesaggistiche e occasione di illuminare realtà che, per quanto piccole e defilate, rappresentano veri gioielli della nostra nazione». Una iniziativa, dunque, che ha fatto centro fin dalla prima edizione quando c’era stata la partecipazione di ben 180 concorrenti e pure nel 2022, come appena detto, con 165. E di certo si ripeterà anche quest’anno!

Il bando ed informazioni più dettagliate si trovano sul sito https://i-racconti-dello-schioppiettino.webnode.it

 

Zannier alle Donne del vino Fvg a Pordenone: con questo progetto più lavoro e consumo consapevole

«Il progetto D-Vino porta a scuola la cultura della promozione del territorio, così come favorisce lo sviluppo di un consumo consapevole. Il risultato è formare studenti che guardano al mondo dell’enogastronomia come a uno sbocco professionale di qualità che si fonda sulla capacità di narrare non solo un prodotto ma un’intera esperienza». È quanto ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, alla presentazione del progetto D-Vino in Friuli Venezia Giulia, promosso dall’Associazione nazionale le Donne del vino in collaborazione con gli Istituti Alberghieri e Turistici e con le Istituzioni regionali deputate alla Formazione e alle Attività produttive.

Il progetto D-Vino prenderà avvio a partire dalla fine di questo mese all’Istituto Alberghiero Ial di Aviano e sarà coordinato dalle Donne del Vino della delegazione Fvg Maria Teresa Gasparet e Deborah Gelisi, assieme a Maria Cristina Cigolotti Kristalnigg e a Liliana Savioli – con la supervisione della neo-delegata regionale Elena Roppa – che hanno dettagliato la proposta in un incontro che si è svolto all’hotel Santin di Pordenone.
«L’enogastronomia è la principale leva di attrazione turistica di una destinazione. Saper raccontare il proprio territorio attraverso le qualità delle produzioni tipiche vitivinicole può aprire sbocchi professionali – ha detto Zannier -, ma soprattutto può aiutare ad allontanare una narrazione distorta che non vede nel vino un prodotto frutto di cultura e processi di qualità, ma una minaccia alla salute. Il consumo consapevole da parte dei giovani è parte di questa professionalità». La sperimentazione del Progetto D-Vino è stata avviata nell’anno accademico 2021/2022 in tre regioni pilota: Emilia Romagna, Piemonte e Sicilia e vede per l’anno in corso l’estensione dell’iniziativa in tutta Italia. Ora il progetto si è esteso a tutte le regioni e il Friuli Venezia Giulia vi entra da protagonista con la delegazione friulana che aprirà anche le porte delle proprie aziende vitivinicole.
Il progetto D-Vino nasce dalla necessità di formare sul vino e sui territori del vino gli allievi degli Istituti alberghieri e turistici: introduce un metodo di apprendimento basato sull’esperienza pratica e su testimonianze dirette di donne impegnate nell’intera filiera produttiva come produttrici, ristoratrici, enotecarie, giornaliste, addette alla comunicazione e al marketing, sommelier. Il percorso si sviluppa in dodici ore, condotte dalle donne del vino attraverso il racconto della propria esperienza diretta su enoturismo, accoglienza in cantina, mercati esteri, produzioni, etichette, sostenibilità, comunicazione e marketing enogastronomico. Il percorso didattico si chiude con la visita in azienda. Da Aviano il progetto sarà poi esteso ad altri istituti della regione.

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In copertina e all’interno l’assessore regionale Stefano Zannier con Elena Roppa neo-delegata Fvg dell’Associazione Donne del vino.