Un invito tra i vigneti del Collio, le cantine medievali e la vinoterapia

Niente di più romantico che festeggiare San Valentino nel Castello di Spessa Golf&Wine Resort, a Capriva, che con la sua inconfondibile silhouette dominata da un’alta torre merlata, svetta su una piccola altura circondata da vigneti, nel cuore del Collio goriziano, terra di grandi vini e di antica storia in Friuli Venezia Giulia. Nei suoi saloni riecheggiano i passi di Giacomo Casanova, il seduttore per eccellenza che vi fu ospite, a cui è dedicata nel parco una passeggiata letteraria e in cantina un superlativo Pinot noir. Un luogo nella natura, lontano dalla folla, dove l’ospitalità è un’arte, che per la festa degli innamorati si declina fra coccole nella Spa e delizie della tavola.
Relax nella Vinum Spa, aperitivo nella suggestiva cornice delle cantine medievali (le più antiche e scenografiche del Collio) o cena gourmet? Le coppie di innamorati potranno scegliere come festeggiare San Valentino abbinando a proprio piacere queste proposte, magari scegliendole tutte e tre. Il 14 febbraio la Spa sarà aperta in via eccezionale, dalle 12 alle 22: si potrà quindi trascorrere il pomeriggio, o la serata, fra saune, bagni in piscina, massaggi e trattamenti benessere, oppure provare i benefici della vinoterapia e della grappaterapia in cui è specializzata la Vinum Spa, per poi rilassarsi sui lettini con vista panoramica, sorseggiando un calice di vino o una tisana. Ai partecipanti sarà dato un omaggio. L’ingresso alla SPA e gli eventuali trattamenti, sono prenotabili comodamente online dal sito www.castellodispessa.it, così come l’aperitivo nelle cantine scavate sotto il castello con vini della tenuta e deliziosi stuzzichini. A firmare la raffinata cena allestita alla Tavernetta al Castello, il ristorante gourmet del Resort, sarà lo chef Antonino Venica, che proporrà il Gran Menu di San Valentino giocato fra pesce e carne, con abbinamenti di pregiati vini.

www.castellodispessa.it

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In copertina e all’interno ecco le suggestive cantine scavate sotto il Castello di Spessa.

Cent’anni fa nasceva Valerio Rossitti medico ed enogastronomo: Tavagnacco oggi lo ricorda con un libro

di Giuseppe Longo

La memoria di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali allevati e patrono di Tavagnacco e di Feletto Umberto, come è noto ricorre il 17 gennaio. E proprio in questo giorno di cent’anni fa nasceva il dottor Valerio Rossitti, medico condotto per decenni e cultore dell’enogastronomia friulana alla quale ha dedicato tutto il suo vasto sapere. Così, la Civica amministrazione ha organizzato proprio per oggi, nell’ambito delle manifestazioni dedicate a “Sant’Antoni des bestis” cominciate ieri, un incontro per la presentazione del volume “La Veridica Historia della Gastronomia – Dal pomo d’Adamo alle frasche di Maria Teresa” appunto di Valerio Rossitti, grande conoscitore anche della storia di queste nostre contrade, soprattutto se collegate alla buona tavola, tanto che il libro (edizioni L’Orto della Cultura) fa parte dei suoi “Quaderni di cucina”. L’appuntamento culturale è dunque, alle 18, nella sala consiliare “Egidio Feruglio” di piazza Indipendenza, a Feletto.
Dopo il saluto del sindaco di Tavagnacco Moreno Lirutti, interverrà Piera Rossitti per portare una testimonianza diretta sul padre. Quindi prenderanno la parola Marisanta di Prampero de Carvalho, storica; Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine; i giornalisti esperti di enogastronomia Silvano Bertossi e Bepi Pucciarelli; il maestro di cucina Germano Pontoni. Gli interventi saranno moderati da Ornella Comuzzo, assessore comunale alla cultura, pari opportunità e associazioni. L’incontro è stato appunto organizzato dal Comune, dalle Pro Loco di Feletto Umberto e di Tavagnacco, unitamente alle Parrocchie delle due località i cui fedeli si affidano allo stesso patrono.
Con questo evento, la Civica amministrazione vuole dunque rendere omaggio al dottor Valerio Rossitti nel centenario della nascita ricordando a tal fine «una figura eclettica molto legata al territorio, medico di base per quasi trent’anni nel Comune di Tavagnacco, autore di molte pubblicazioni dedicate alla gastronomia, ai costumi e alle tradizioni friulane, al canto popolare in Friuli e all’arte. Rossitti fu anche partigiano, militò nella brigata Garibaldi. Come medico è stato specialista in medicina e chirurgia, igiene, puericultura e pediatria, malattie dell’apparato digerente, sangue e ricambio. È stato direttore di varie testate (“Amici dei musei”, “Bollettino del centro micologico friulano”..) e autore di varie pubblicazioni e ricerche in vari ambiti di studio. La sua vera passione però – sottolinea ancora il Comune – era la cucina e nella veste di appassionato di gastronomia» verrà ricordato proprio «da giornalisti, storici, maestri di cucina e scrittori che ebbero modo di conoscerlo e di apprezzarlo».
Ebbi l’occasione di incontrare per la prima volta Valerio Rossitti molti anni fa, diciamo una quarantina, quando la famosa “Mostra degli asparagi di Tavagnacco” veniva ancora organizzata, dalla Pro Loco allora guidata da Mario Pezzetta, nella magnifica cornice del parco dei Conti di Prampero. Proprio in quegli anni Ottanta veniva proposto, sempre nell’ambito della manifestazione espositiva, anche un concorso fra le cuoche del Comune volto a premiare la ricetta più originale che avesse come base appunto il bianco turione, storico vanto di queste campagne alle porte di Udine. Quindi, per diversi anni partecipai a queste serate di degustazione allestite sempre con la sapiente regia del medico-enogastronomo. Ma anche tante altre occasioni, in diverse località del Friuli, ci videro alla stessa tavola a condividere eccellenze e tipicità della nostra cucina, accompagnate da vini (da pochi anni erano nate le Doc) che già allora non temevano confronti. E così da lui imparai anche tante cose nuove e importanti!
E un appuntamento molto apprezzato con la cucina friulana veniva organizzato fino a pochi anni fa proprio a Feletto con l’appassionata regia di Giannino Angeli. La ricorrenza di Sant’Antonio Abate era, infatti, arricchita anche dalla “Festa della Verza”, umile quanto ottimo ortaggio degli inverni friulani. Una bella e sempre riuscita manifestazione che, complice l’emergenza sanitaria degli ultimi anni, è finita negli archivi della popolosa frazione di Tavagnacco. Ma dai quali sarebbe bello, e anche importante, venisse ripescata – la volontà, al riguardo, c’è già da parte di Comune e Pro Loco -, arricchendo così nuovamente la proposta della sagra di gennaio: sarebbe sicuramente contento anche Valerio Rossitti!

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In copertina, il dottor Valerio Rossitti nel 1986 a Buttrio (si riconosce anche Gigi Valle, scomparso recentemente) quando nacque l’Associazione dei cuochi friulani.

 

Esplosione dei costi, attività agricola impossibile senza programmazione

«Programmazione e pianificazione nel medio-lungo termine delle attività agricole aziendali e cooperative. Saranno queste le parole d’ordine alle quali gli operatori del mondo rurale dovranno rispondere nei prossimi mesi se vorranno continuare a mantenere la sostenibilità economica delle loro imprese», ha detto il presidente di FedAgriPesca Fvg, Venanzio Francescutti, durante l’incontro svoltosi a Codroipo davanti a un folto gruppo di cooperatori (soci e dirigenti di cooperative agricole e agroalimentari), incentrato sulla “Campagna Agricola 2023” ormai alle porte.
«L’impegnativa congiuntura economica, l’aumento dei costi di produzione (+170 per cento dei concimi; +129 per cento del gasolio; +90 per cento dei mangimi; +50 per cento del vetro dei contenitori) e una crescente difficoltà nel reperimento dei mezzi tecnici (fertilizzanti) richiedono una nuova consapevolezza e un cambio di mentalità – ha aggiunto Francescutti – che devono essere affiancate da una formazione personale costante e da puntuali servizi di assistenza tecnica».
Alle sottolineature di Francescutti si sono affiancate le considerazioni contenute nelle relazioni di Andrea Zadro, del Circolo Agrario Friulano, e Gualtiero Gigante, del Carac. Ricordiamo, infine, che a FedAgriPesca Fvg aderiscono 131 cooperative aderenti con quasi 10 mila soci, 1.200 addetti e 513 milioni di euro di fatturato complessivo.

Il “caso Irlanda” preoccupa Assoenologi: moderazione nel consumo del vino, ma no a quei pericolosi messaggi in etichetta

(g.l.) Il “caso Irlanda”, riferito ovviamente ai “messaggi” allarmistici da porre in etichetta per tutti i prodotti alcolici e quindi anche per il vino, non poteva non avere una preoccupata eco anche all’importante Simposio che Assoenologi ha appena tenuto a Napoli sul tema, mai così attuale, “Vino e Salute tra alimentazione e benessere”. E difatti si è subito levata forte e chiara, riguardo ai venti minacciosi che soffiano dall’isola e da Bruxelles, la voce del presidente Riccardo Cotarella che ha aperto i lavori dinanzi ai migliori esperti, a livello internazionale, del settore medico e alimentare, mentre collegati in video-conferenza c’erano i ministri della Salute, Orazio Schillaci, e delle Risorse agricole, Francesco Lollobrigida.


«Con questa inusuale coincidenza – ha affermato il leader nazionale dei tecnici della vite e del vino – ci viene data l’opportunità per ribadire la nostra contrarietà a questo silenzio-assenso dell’Unione Europea, riguardante l’inserimento, nelle etichette delle bevande alcoliche, vino compreso, di messaggi o immagini per scoraggiarne l’uso. Una deriva che l’Irlanda vorrebbe a breve adottare al fine di dimostrare una correlazione tra l’assunzione di alcol e alcune gravi patologie umane». E ha aggiunto: «Tutto questo è molto grave e noi enologi siamo chiamati, in prima persona, a fare chiarezza sull’uso moderato e intelligente del vino. Oggi, grazie alla presenza al nostro Convegno di scienziati del comparto medico, avremmo l’opportunità, in base ai loro studi, di tracciare la strada che dovremmo percorrere in futuro».
A questo discorso iniziale di Cotarella, e con la stessa forza, hanno fatto eco i due esponenti del Governo presieduto da Giorgia Meloni, i quali, con riferimento al senso salutistico ma anche al futuro del comparto agroalimentare, hanno auspicato come la moderazione nei consumi del vino stia alla base di ogni nostra scelta. Orazio Schillaci, a tale riguardo, ha affermato che bisogna «promuovere la conoscenza al fine di espandere la consapevolezza del consumatore e promuovere un corretto consumo del vino prevenendo gli abusi», sottolineando altresì la necessità di «campagne nelle scuole promosse dal Ministero della Salute» al fine di divulgare il corretto uso degli alcolici. «Il principio chiave del Governo – ha aggiunto il ministro – è quello di sostenere il prodotto italiano senza penalizzarlo e, contemporaneamente, di salvaguardare la salute umana».
Deciso anche l’intervento di Francesco Lollobrigida, titolare dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, il quale ha affermato: «Promuoviamo il nostro vino nel mondo. Il settore per l’Italia intera è strategico. “Vino e salute” è un convegno che arriva al momento giusto in questi giorni in cui si sta applicando l’etichetta della salute nel vino, in alcuni Paesi. La commissione Eu non ha mosso obiezione dinanzi tale applicazione. Noi ci prendiamo l’impegno di contrastare questo uso “offensivo” dell’etichetta della salute nei nostri vini. Come? Prima di tutto facendo sistema e sostenendo chi già fa bene, chi crea qualità ed eccellenza. In tutto il mondo si parla di comunicare la “salute” nel modo giusto. Ma l’applicazione del bollino colorato nei prodotti è un condizionamento che scagiona i prodotti delle grandi multinazionali a scapito del prodotto artigianale. Forti delle nostre ragioni abbiamo ostacolato il “nutriscore” posticipando al 2024 la sua possibile applicazione. Non possiamo utilizzare oltremodo la parola vino anche in quelli che sono i nuovi prodotti dealcolizzati. Serve una distinzione tra uso e abuso».

Giorgio Calabrese

È stata, dunque, la parola “moderazione” la chiave di tutti gli interventi che si sono susseguiti. In particolare, il cardiologo Vincenzo Montemurro ha osservato come i due/tre bicchieri di vino durante i pasti per l’uomo (20/30 grammi di alcol) e metà dose per le donne, vista la mancanza genetica di un enzima specifico, siano uno stimolo per l’attività cardiaca e dimostrino, da studi fatti, una maggior longevità rispetto ad un astemio. Anche il noto dietologo Giorgio Calabrese, popolare volto televisivo, oltre ad avvalorare le tesi del cardiologo ha illustrato gli esiti degli studi eseguiti negli Usa dove è stato dimostrato come il paziente diabetico, a differenza di quanto sostenuto fino a poco tempo fa, assumendo una moderata quantità di vino migliori la sua condizione patologica. Inoltre, il vino, essendo ricco in resveratrolo e di tanti altri composti a base di polifenoli, agisce, nel corpo umano, come antiossidante e antinfiammatorio. Stesse considerazioni sono state portate dal neurologo Rosario Iannacchero, il quale però ha sottolineato come l’abuso di sostanze alcoliche, abbinato ad una errata dieta e al fumo, si metta in correlazione con gravi patologie legate all’ictus e alle malattie delle arterie periferiche.
Ad assistere al Simposio napoletano c’era una folta presenza di enologi da tutta Italia e, tra loro, anche Rodolfo Rizzi, direttore generale della Cantina di Ramuscello, terza realtà produttiva del Friuli-Venezia Giulia, e già presidente per lunghi anni di Assoenologi Fvg. L’enologo Rizzi, da un lato, ha espresso la sua preoccupazione per quanto appunto accade a Bruxelles e, dall’altro, ha fatto emergere una chiara soddisfazione per i risultati usciti dal Convegno ricordando come il settore vitivinicolo italiano sia una trave portante della nostra economia. «Coinvolge – ha aggiunto infatti il responsabile tecnico della cooperativa in Comune di Sesto al Reghena – il turismo, la paesaggistica, l’enogastronomia e per finire l’export che, grazie ai 14 miliardi di euro, diventa di fondamentale importanza».

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In copertina, il presidente nazionale di Assoenologi Riccardo Cotarella con Rodolfo Rizzi direttore della Cantina di Ramuscello.

Con Gianni Pistrini il caffè sarà protagonista su Radio Nuova Trieste

L’Associazione Museo del Caffè di Trieste, presieduta da Gianni Pistrini, ha comunicato che domani, 20 gennaio, con inizio alle ore 20.05, sarà protagonista sulle frequenze di Radio Nuova Trieste (FM 93,3 e 104,1 MHz, web: www.radionuovatrieste.it), portando all’attenzione degli ascoltatori le principali tematiche, curiosità, segreti ed esperienze legate alla storia del “prezioso chicco”.
Nel corso della trasmissione intitolata “In dialogo… con chi ha una bella novella da comunicarci”, diretta dalla storica giornalista di Nuova Trieste, Rita Corsi, sarà intervistato il presidente Pistrini, raffinato degustatore ed esperto di caffè. La trasmissione andrà quindi in replica sabato prossimo, alle ore 23, e ancora il giorno successivo, domenica, alle 12.30.

E alla Fiera di Rimini
la Goppion si fa in tre

Caffè Goppion si fa in tre alla imminente Fiera di Rimini, dove l’azienda trevigiana sarà presente alla 42ma edizione di Sigep allo stand D3/030 del padiglione D. Ci saranno tre stazioni di assaggio: la prima dedicata a Espresso di Piantagione – caffè composto da qualità Arabica certificate CSC® di origine brasiliana, centro americana ed etiope e da Robusta indiano pregiato – e a Dolce, la miscela storica della torrefazione, con un 10% di caffè Robusta. La seconda postazione avrà come protagonisti i caffè 100% Arabica JaBlMo, fatto con i chicchi provenienti dalle montagne centro-americane e giamaicane, e Nativo, il caffè buono con l’uomo e con l’ambiente, bio ed equosolidale, certificato Fairtrade. La terza postazione sarà invece dedicata ai caffè Hermanos – composto per metà da Arabica brasiliano del Cerrado e per l’altra metà da Robusta indiana proveniente della regione del Karnataka – e allo Speciale Bar Espresso, miscela di caffè Arabica e selezionati caffè Robusta dal gusto pieno e rotondo.

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In copertina, l’esperto Gianni Pistrini presidente dell’Associazione Museo del Caffè di Trieste.

“Top vini Fvg” giunta alla terza edizione: è una Guida che promuove la qualità

«La guida “Top vini Fvg” ha il pregio di spingere le nostre aziende a cercare di migliorare costantemente la qualità delle proprie produzioni. Questo è fondamentale in una regione come la nostra, che conta un patrimonio vitivinicolo di 28 mila ettari corrispondente a ben il 13 per cento della superficie agricola. La guida si pone inoltre come una valida opportunità per promuovere anche le piccole attività, rendendole riconoscibili a un vasto pubblico di appassionati, ristoratori, enoteche e turisti». Così l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenuto a Villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo, durante la fase di selezione e degustazione dei vini che saranno inseriti nella guida “Top Vini Fvg” 2023, giunta al terzo anno e pubblicata da Editoriale Top di Nicolò Gambarotto.
Il volume, che ha ottenuto il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”, elenca i migliori vini della regione evidenziandone le caratteristiche e le qualità. Le degustazioni di assaggio e la valutazione dei vini sono state realizzate in collaborazione con il Collegio territoriale dei periti agrari e Assoenologi Fvg, rappresentati nell’occasione dai rispettivi presidenti Luigi Pravisani e Matteo Lovo.
La giuria è composta principalmente da enologi, enotecnici e periti agrari iscritti nei rispettivi albi professionali, per un totale di 336 professionisti che, nel corso di queste settimane, hanno analizzato e recensito più di 200 vini certificati con marchi di qualità Docg, Doc e Igt di oltre 50 produttori regionali. I vini con un punteggio minimo di 77 su scala da 1 a 100 sono ammessi a entrare nella guida e ottengono diversi sigilli di qualità, sempre in base al giudizio ricevuto dalla commissione.
“Top vini Fvg 2023” sarà redatta in tre lingue (italiano, inglese e tedesco) e darà spazio anche alle descrizioni delle singole aziende, a cui verrà riservato uno spazio di due pagine ciascuna per presentare la propria attività.

L’assessore Zannier a Corno di Rosazzo.

 

Donne del Vino Fvg affidate alla guida di Elena Roppa. Stamane a Pordenone un progetto per gli Istituti alberghieri

di Giuseppe Longo

Subito un impegno importante per le Donne del Vino Friuli del Venezia Giulia, dall’altro giorno, affidate alla guida di Elena Roppa. Stamane infatti, all’Hotel Santin di Pordenone, è in corso la presentazione del Progetto D-Vino, come dire la strategia per introdurre il vino fra le materie di studio degli Istituti Turistici e Alberghieri di tutta Italia. Una proposta che era partita da Firenze, proprio dall’Associazione nazionale Le Donne del Vino, in occasione degli eventi organizzati in preparazione al G20-Agricoltura. Il Progetto D-Vino è coordinato a livello nazionale da Roberta Urso (Sicilia), Antonietta Mazzeo (Emilia Romagna) e Roberta Lanero (Piemonte). L’iniziativa prenderà avvio a partire da fine gennaio anche nella nostra regione all’Istituto Alberghiero Ial di Aviano e sarà coordinata dalle esponenti della delegazione friulana Maria Teresa Gasparet e Deborah Gelisi.

Donatella Cinelli Colombini con la nuova leader nazionale Daniela Mastroberardino.


Nuova guida, dunque, per le Donne del Vino Fvg. Elena Roppa – specializzata in attività di consulenza e progettazione a favore delle aziende vitivinicole – ha ricevuto il testimone da Maria Cristina Cigolotti quale delegata regionale dell’associazione. A collaborare con lei, succedendo alla vice delegata Liliana Savioli, sono state chiamate Sabrina Savorgnan Di Brazzà, la citata Maria Teresa Gasparet e Rosa Prisciandaro, per cui la carica è stata ripartita in tre donne del vino.
In questi giorni è avvenuto anche il rinnovamento a livello nazionale, come stabilito dal consiglio direttivo: Daniela Mastroberardino è subentrata infatti a Donatella Cinelli Colombini che ha retto l’importante sodalizio per sette anni portando le associate a oltre quota mille. La nuova presidente nazionale è una notissima produttrice campana, amministratrice ed export manager dell’azienda Terredora a Montefusco, in provincia di Avellino.
Ma torniamo alla nuova delegata Fvg. Elena Roppa si è specializzata, dopo la laurea, in promozione del vino e del turismo enogastronomico in Alto Adige ed ha poi lavorato a Udine dal 2005 al 2011 per il Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia presieduto da Elda Felluga. Dal 2012 ha avviato la propria attività di consulenza e progettazione a favore delle aziende vitivinicole, delle imprese del comparto agroalimentare e degli enti di settore. Le sue attività professionali riguardano: consulenza diretta alle aziende del settore vitivinicolo per lo sviluppo del brand sia offline che online; progetti mirati alla promozione e all’organizzazione di eventi per Enti, Associazioni e Consorzi del vino e dell’agroalimentare; formazione di figure professionali e degli addetti al settore del vino e dell’agroalimentare nel campo della promozione; sviluppo di progetti di comunicazione per le aziende vitivinicole e agroalimentari che desiderano promuovere la propria realtà al pubblico e ai professionisti. Inoltre, dal 2013 Elena Roppa è la docente di riferimento dell’Ente di formazione regionale Ial Fvg per il settore vitivinicolo ed agroalimentare e sviluppa corsi dedicati sia alla formazione di figure professionali per il comparto sia corsi di aggiornamento per i professionisti sui temi della promozione, dell’internazionalizzazione e del web marketing. A lei e alle tre nuove vice delegate gli auguri di buon lavoro a favore dell’affascinante settore della vite e del vino che nel Vigneto Fvg ha conquistato un prestigio conosciuto in tutto il mondo.

Le associate del Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, Elena Roppa nuova delegata Fvg delle Donne del Vino.

 

Montagna, l’assessore Zannier a Pinzano: “Ci sono i fondi, ma servono i progetti”

«I fondi per la montagna ci sono. Ciò che serve è realizzare progetti mirati in grado di saper cogliere le esigenze espresse dal territorio, funzione questa che risulta essere di importanza strategica per quest’area del Friuli Venezia Giulia». Lo ha detto a Pinzano l’assessore regionale alla Montagna, Stefano Zannier. nel corso dell’incontro conclusivo avviato con tutte le Comunità di montagna della Destra Tagliamento. Alla presenza del presidente della Comunità delle Prealpi friulane orientali Demis Bottecchia, del sindaco Emiliano De Biasio e di alcuni funzionari dell’Amministrazione regionale, l’esponente della Giunta Fedriga ha innanzitutto posto in risalto il valore che questi enti rivestono all’interno del processo di programmazione degli interventi per sostenere l’area montana.

L’incontro con l’assessore Zannier.


«I fondi messi a disposizione dall’Europa – ha detto Zannier – sono solo uno strumento; ciò che serve è utilizzare al meglio le risorse per la preparazione di progetti che rispecchino il più possibile le reali esigenze del territorio. In questo contesto, va detto che il lavoro svolto fino ad oggi dai Gruppi di azione locale (Gal) è stato di qualità. A breve partirà la programmazione europea ed è quindi bene farsi trovare pronti e preparati per “mettere a terra” iniziative che possano essere valide per sostenere lo sviluppo e la crescita dei territori montani del Friuli Venezia Giulia. Inoltre – ha aggiunto l’assessore regionale – abbiamo lavorato alacremente con lo Stato per allargare quanto più possibile la lista dei comuni da ricomprendere tra quelli che fanno parte delle aree interne, inserendo quanti in un primo momento erano rimasti esclusi».
Sul fronte della fiscalità di vantaggio per le aree montane, l’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha spiegato quanto l’Amministrazione regionale ha compiuto nel corso della legislatura. «Su questo tema – ha chiarito Zannier – le leve a disposizione della Regione sono ben poche. Quella su cui abbiamo potuto agire è stata l’Irap, che nel 2019 abbiamo deciso di abolire per chi opera nei territori montani. Ciò che serve realmente e che va affiancato alla parte fiscale è una legislazione speciale, con regole specifiche per ogni territorio, che sia in grado di far funzionare al meglio ciò che già esiste».
Infine, è stato ricordato che per le aree montane della regione ci saranno a disposizione 55 milioni di euro che verranno utilizzati per investimenti e aiuti alle imprese, digitalizzazione, sicurezza, recupero immobili pubblici per centri di aggregazione, acquedotti in montagna ma anche per tutta la partita legata alla formazione con la quale venire incontro alle esigenze dei singoli territori. Inoltre, l’assessore regionale ha evidenziato che, attraverso la norma per incentivare i giovani ad avviare attività legate all’agricoltura in montagna, sono state aperte oltre 200 attività da parte di persone sotto i 40 anni.

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In copertina, un’immagine del territorio di Pinzano attraversato dal Tagliamento.

Malghe, la Regione Fvg aggiorna i criteri per la concessione degli aiuti economici

Aggiornati i criteri di priorità per la concessione degli aiuti economici ai proprietari delle malghe presenti sul territorio del Friuli Venezia Giulia. Con una delibera della Giunta regionale si è, infatti, deciso di modificare alcuni dei criteri e dei punteggi al fine di precisare l’interpretazione delle caratteristiche produttive dei compendi malghivi. «Si è anche provveduto – spiega l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e alla montagna, Stefano Zannier, che ha proposto la delibera all’Esecutivo Fedriga – ad aumentare i punteggi di alcuni parametri legati all’attuale grande importanza dell’approvvigionamento energetico e degli adeguamenti sanitari previsti per le strutture di malga».

Stefano Zannier

Con le modifiche introdotte – anche sulla base dell’esperienza del 2022, anno nel quale la totalità dei progetti in graduatoria era stata soddisfatta – sarà consentita la predisposizione di una graduatoria dei beneficiari degli aiuti ai proprietari delle malghe. Le nuove domande potranno essere presentate agli uffici regionali entro il prossimo 31 marzo.
Con una legge del 2021 la Regione Fvg riconosce l’attività malghiva come modello di gestione del territorio montano fondato su attività che hanno consentito di conservare e qualificare la produzione lattiero-casearia regionale anche al fine di favorire la riqualificazione del patrimonio delle malghe e di promuovere la gestione sostenibile dei pascoli, nonché l’attività antropica che favorisce la prevenzione dei dissesti idrogeologici.
«La norma intende favorire – sottolinea l’assessore Zannier – il mantenimento e la riqualificazione di un patrimonio che nel nostro territorio montano costituisce una ricchezza e un valore aggiunto, oltre a rappresentare uno strumento che preserva una tradizione nel mantenimento di una gestione sostenibile dei pascoli e del territorio. Sulla base della positiva esperienza dell’anno scorso – aggiunge l’esponente della Giunta regionale con la delega alla Montagna – si è cercato di aggiornare e di affinare alcuni criteri che consentono l’ottenimento degli aiuti da parte degli operatori delle malghe soprattutto rispetto alle nuove situazioni legate all’approvvigionamento e ai costi energetici e ai richiesti adeguamenti sanitari per le strutture di malga».

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In copertina, una delle numerose malghe che sorgono in Friuli Venezia Giulia.

Le Città del vino Fvg sono preoccupate per quelle etichette troppo allarmistiche

(g.l.) Allarme fra i produttori di vino anche del Friuli Venezia Giulia dopo la decisione dell’Irlanda di far scrivere “Health warning” (avviso sulla salute) in etichetta per vino, birra e liquori, equiparando i prodotti alcolici alle sigarette. Dopo il silenzio assenso dell’Unione europea (che apre la strada alla libertà di decisione per i singoli Stati membri), c’è infatti notevole preoccupazione anche da parte delle Città del Vino Fvg per le possibili ricadute sul sistema vitivinicolo regionale. «La salute va tutelata, e su questo non si discute, ma diciamo no – afferma il coordinatore regionale Tiziano Venturini – a opere di demonizzazione e sì invece al proseguimento della strada dell’educazione al consumo consapevole».

Tiziano Venturini


Nella sua posizione il Coordinamento del Friuli Venezia Giulia è allineato, infatti, con l’Associazione nazionale Città del Vino, il cui presidente Angelo Radica ha fatto appello al Governo affinché intervenga in sede comunitaria in modo che sia fatta chiarezza nel tutelare un comparto che rappresenta il Made in Italy nel mondo e per difendere un prodotto come il vino al centro della dieta mediterranea.
«Siamo al fianco dei produttori dei nostri Comuni aderenti – aggiunge Venturini – in questa situazione che, dopo l’emergenza pandemica e i rincari delle materie prime, rischia di penalizzare ancora di più un settore così importante per il Friuli Venezia Giulia. Le etichette troppo allarmistiche possono essere una semplificazione fuorviante per il consumatore, visto che non distinguono tra consumo consapevole e abuso di alcol. Non è un caso che altri Paesi produttori come Francia e Spagna siano sulla stessa linea dell’Italia: va tutelato l’export e siamo pronti a fare la nostra parte».
Città del vino, dunque, compatte a difesa dell’intero Vigneto Fvg che si prepara a tornare al Vinitaly (in copertina l’enoteca regionale di Ersa e Promoturismo) che dà appuntamento dal 2 al 5 aprile prossimi. E proprio dal grande Salone di Verona si leverà una parola chiara e forte a difesa della vitivinicoltura del Belpaese, che peraltro è leader a livello mondiale.