Venezie, Flavio Innocenzi è il nuovo direttore. Il Pinot grigio Doc vola a Parigi

Il Consorzio tutela vini Doc Delle Venezie dà il benvenuto al nuovo direttore Flavio Innocenzi. La Doc triveneta – la seconda più estesa in Italia, che riunisce gli operatori della filiera produttiva del Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino – decide di arricchire la propria struttura con una figura dirigenziale di alto profilo, scelta all’unanimità dal consiglio di amministrazione presieduto da Albino Armani, riconfermato nel 2022 alla guida del Consorzio stesso. Il neodirettore assumerà la responsabilità degli aspetti gestionali e organizzativi, della cura dei rapporti con gli associati e con gli enti esterni, nonché delle attività di promozione e sviluppo.
“La linea di sviluppo delle attività consortili verso la valorizzazione della Denominazione d’origine vede la professionalità di Flavio Innocenzi, fortemente atteso dal nostro Cda, come la scelta migliore possibile”, conferma il presidente Armani. Che poi continua: “Le caratteristiche morali, culturali ed un passato di esperienze interamente volto alla tutela e alla promozione dell’agroalimentare italiano hanno trovato nel nostro direttore la figura adatta a condurre efficacemente la Doc delle Venezie nel percorso strategico di rafforzamento dei suoi valori identitari avviato negli ultimi anni. Il supporto e la fiducia miei, della squadra consortile e di tutto il nostro Cda sono totali”.
Classe 1970, laureato in Scienze internazionali e diplomatiche, Mba, poliglotta specializzato in marketing strategico all’Imd di Losanna ed in proprietà intellettuale all’Ompi di Ginevra, Flavio Innocenzi approda al Consorzio delle Venezie forte di una lunga esperienza manageriale presso primarie industrie alimentari, nel settore fieristico e in una prestigiosa realtà consortile per la tutela di prodotti Dop. Negli ultimi anni, si è attivamente impegnato in azioni di tutela delle Indicazioni geografiche a livello internazionale, promuovendone gli interessi nel contesto di accordi bilaterali e multilaterali, partecipando come relatore a vari eventi dell’Ompi (Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale delle Nazioni Unite) e di altre istituzioni. Ha fatto parte del comitato esecutivo di OriGin a Ginevra e dal 2018 è membro del collegio dei produttori in seno ad Arepo, l’associazione delle regioni europee per i prodotti di origine, in rappresentanza dei produttori vitivinicoli ed alimentari Dop e Igp del Veneto. È uno dei due coordinatori della sessione marketing di Italia Next Dop, il 1° Simposio scientifico Filiere Dop e Igp, organizzato dalla Fondazione Qualivita, in programma il prossimo 22 febbraio a Roma.
“Sono estremamente lieto di intraprendere questa nuova avventura. Il potenziale di sviluppo della Denominazione d’origine delle Venezie, il calibro dei produttori e la loro forte capacità di proiezione sui mercati esteri, nonché la dimensione sistemica di questo Consorzio, mi hanno convinto del fatto che questo, in prospettiva, rappresenti uno dei progetti più interessanti nel panorama vitivinicolo nazionale ed estero. Sono orgoglioso di poter fornire il mio contributo alla promozione di una tradizione produttiva che ha fatto la storia del vino italiano nel mondo. Non a caso, in tutto il mondo, il Pinot grigio italiano è sempre più imitato; e come tale, rappresenta un prezioso patrimonio da proteggere, intimamente legato alla propria origine, il territorio delle Venezie”, commenta il dottor Innocenzi.
Tra i primi obiettivi della nuova direzione c’è anche il rafforzamento delle attività promozionali a livello nazionale. Il Pinot grigio Delle Venezie ha conquistato il gusto internazionale grazie alle sue caratteristiche di freschezza e versatilità legate alla tipicità e allo stile italiani che rappresenta, cui oggi molte aree produttive si ispirano per inseguire i trend di mercato. In questo contesto, sarà importante anche avviare sinergie tra prodotti a Denominazione di origine protetta del cibo e del vino e promuovere percorsi condivisi di valorizzazione del territorio e del Made in Italy.

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Grande fermento a Parigi tra gli addetti ai lavori per l’atteso appuntamento con Wine Paris & Vinexpo Paris, in scena al Paris Expo (Porte de Versailles) dal 13 al 15 febbraio. Sulla scia del successo delle precedenti edizioni, il Consorzio tutela vini Doc delle Venezie ha deciso di inaugurare nuovamente il fitto calendario di attività promozionali proprio alla kermesse parigina, dove si prepara ad incontrare un pubblico di professionisti, buyer, winelover, stampa ed opinion leader e a presentare le diverse etichette di Pinot grigio delle Venezie 2022. Lo spazio espositivo, infatti, farà come sempre da punto di raccolta ed informazione, dove sarà possibile confrontarsi sulle ultime novità della Do, conoscere più da vicino la nuova annata in commercio e ricevere indicazioni sulla posizione delle Aziende socie presenti alla manifestazione (Pad. 5.1 A 096). La Francia è il secondo Paese al mondo per consumo di vini e primo a livello europeo e si posizione senz’altro tra i mercati importanti per l’export del vino italiano; anno dopo anno, in particolare, manifesta un crescente apprezzamento per la Do triveneta: nel 2022 imbottigliatori ed acquirenti d’Oltralpe, che scelgono di affidarsi agli alti standard qualitativi e ai valori di certificazione e territorio d’origine della Denominazione, contribuendo in modo significativo alla sua crescita, hanno messo in bottiglia 10.375 hl di Doc delle Venezie, +60% rispetto alle performance del 2021.

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In copertina, il dottor Flavio Innocenzi nuovo direttore del Consorzio Doc-Pinot grigio delle Venezie.

 

Confagricoltura Fvg: inflazione e siccità hanno molto penalizzato i produttori

Nel 2022 la produzione dell’agricoltura italiana si riduce dello 0,7 per cento in volume. Scendono anche il valore aggiunto ai prezzi base (-1 per cento in volume) e le unità di lavoro (-1,4 per cento). Superati gli effetti della crisi pandemica, c’è il pieno recupero delle attività secondarie e dei servizi (agriturismo compreso), ma la ripresa è frenata dal sostenuto rialzo dei prezzi degli input e dalla siccità. Notevole l’incremento dei prezzi dei prodotti venduti (+19,1 per cento) e ancora più rilevante quello dei prezzi dei mezzi tecnici impiegati (+23,6 per cento) con un differenziale del 4,5 per cento, dice la recente stima preliminare dell’Istat.


«Ciò significa che gli agricoltori – spiega il presidente regionale di Confagricoltura, Philip Thurn Valsassina (foto) – per continuare a lavorare hanno dovuto erodere il loro monte risparmi o rinunciare a una parte consistente dei ricavi o rivolgersi agli istituti di credito. Inoltre, la riduzione della produzione di cereali (-10,4 per cento), delle piante foraggere (-5,5 per cento), delle colture industriali (-4,5 per cento), delle patate (-1,9 per cento) e degli ortaggi freschi (-1,8 per cento) sottolinea in maniera numericamente chiara quanto la siccità abbia inciso sui raccolti e come rimanga tuttora alto l’allarme sulla carenza idrica ancora in corso e che potrebbe ripetersi e caratterizzare negativamente pure la prossima stagione estiva».
Secondo l’Istat, infine, l’annata è stata favorevole per frutta (+6,8 per cento) e florovivaismo (+1,1 per cento); stabili i settori della zootecnia (ma con un calo del 2,8 per cento del suinicolo) e quello vitivinicolo.

Roma promuove il Consorzio Doc Friuli. FedAgriPesca Fvg: un passo importante

Con un Decreto emanato dal Masaf – cioè il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste -, è stato ufficialmente approvato il riconoscimento del Consorzio tutela vini Friuli Venezia Giulia con l’attribuzione dell’incarico a svolgere le funzioni di promozione, valorizzazione, tutela, vigilanza, informazione del consumatore e cura generale degli interessi degli associati per la Doc “Friuli” o “Friuli Venezia Giulia” o “Furlanjia” o “Furlanjia Julijska”.

Venanzio Francescutti


«Si tratta di un passaggio importante – sottolinea Venanzio Francescutti, presidente regionale di FedAgriPesca –, non solo per la storia abbastanza travagliata della nascita del Consorzio, ma anche perché, sullo stesso, sono concentrate molte aspettative dei vignaioli regionali. Tra l’altro, ritengo che, sperabilmente, da qui in avanti, si riesca a ridurre la burocrazia che sta ingabbiando la filiera enologica; a fare maggiore sintesi tra le varie Doc del Friuli Venezia Giulia e a diventare protagonisti nella progettazione del futuro vitivinicolo del territorio. Un lavoro impegnativo e, per questo, vanno fatti gli auguri di buon lavoro al presidente e a tutti i consiglieri ai quali, però, l’erga omnes conferisce indubbiamente un decisivo impulso operativo».

Stefano Trinco


La Denominazione (coinvolgendo il territorio di 160 Comuni è la più grande della regione) è nata ufficialmente nel 2016 e il Consorzio di Tutela, fondato nel 2019, attualmente è presieduto dall’enologo Stefano Trinco (coadiuvato alla vicepresidenza da Flavio Bellomo) che è succeduto a Giuseppe Crovato. Una Doc di successo, la “Friuli” visto che secondo i dati forniti dal Ceviq (Certificazione vini e prodotti italiani di qualità), nel 2021 gli ettari vitati rivendicati sono stati 2.967 (erano 2.497 nel 2018), per 163.431 hl di vino prodotti che, nel 2022, sono cresciuti del 17 per cento attestandosi sui 191.190 hl complessivi. I vini più rivendicati: tra i bianchi, il Pinot grigio; tra i rossi, il Merlot.

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In copertina, grappoli di Pinot grigio varietà bianca fra le più rivendicate della Doc Friuli.

A Ramuscello il vino vegano raddoppia: cinque etichette con il certificato Ceviq

La Cantina Produttori Ramuscello e San Vito raddoppia la produzione di vino vegano. Dalla vendemmia 2022, infatti, sono stati prodotti e certificati 10 mila ettolitri rispetto ai 5.400 dell’anno precedente. Di fatto, si tratta della maggior quantità di vino vegano prodotto e certificato in Friuli Venezia Giulia.
«Da molti anni la nostra Cantina cooperativa – spiega il presidente Gianluca Trevisan – è impegnata sulla costante ricerca della salubrità, sia delle uve che dei vini prodotti. Oltre al vino vegano, lo scorso anno abbiamo ottenuto anche la certificazione per la produzione del vino biologico. Inoltre, l’80 per cento dei nostri soci aderisce volontariamente alla difesa integrata, denominata Sqnpi, seguendone scrupolosamente il disciplinare ministeriale. Sul tema della sostenibilità ambientale, siamo sempre attenti alle sensibilità del mercato e alle diverse richieste degli imbottigliatori: per questo abbiamo intrapreso un percorso di assistenza tecnica in campagna, fatta di controlli e verifiche, che dovrebbe portarci all’obbiettivo di un vino a “residuo zero”».
«Quello del quale stiamo parlando è un mercato in crescita – aggiunge il direttore della Cantina, Rodolfo Rizzi – al quale noi dedichiamo circa il 20 per cento della nostra produzione che, dalle nostre previsioni, sarà destinata ad aumentare ancora negli anni futuri. I principali imbottigliatori, per ora, sono dislocati nel Nord Italia, ma il nostro vino vegano viene già distribuito in tutta la Penisola».
Il relativo protocollo di certificazione è stato predisposto dal Ceviq (Certificazione Vini e Prodotti Italiani di Qualità) che ha provveduto, nei giorni scorsi, a consegnare il documento ufficiale alla Cantina attraverso il suo direttore, Michele Bertolami, e la dottoressa Federica Buchini. I vini certificati sono Pinot grigio, Prosecco, Merlot, Ribolla gialla e Refosco dal peduncolo rosso. Presenti alla consegna anche la vicepresidente della Cantina di Ramuscello, Laura Bertolin; il vicesindaco di Sesto al Reghena, Andrea Nonis, e il coordinatore regionale delle Città del Vino del Fvg, Tiziano Venturini.

La consegna del certificato Ceviq.

No a prodotti animali
e relativi derivati

Per ottenere la certificazione, con la menzione a produttore di “vino vegano”, la Cantina e i suoi soci devono ottemperare a un rigido protocollo che il Ceviq ha elaborato al fine di evitare qualsiasi contaminazione con prodotti di origine animale e i relativi derivati. Il consumatore vegano, per propria scelta, non intende assimilare alcun alimento di origine animale e nemmeno i relativi derivati. Quindi, partendo dal vigneto, si devono evitare concimazioni a base di letame e pollina per sostituirle con sovesci di leguminose e composti vegetali a base di humus, da compiere durante l’anno, a seconda delle esigenze colturali.Per quanto riguarda il processo di trasformazione in cantina, si devono eliminare tutti i derivati animali che servono per la stabilizzazione e chiarificazione del vino per sostituirli con estratti di origine vegetale. In questo modo si eliminano anche le tante problematiche derivate dall’assunzione di sostanze allergeniche le quali, tra le altre cose, in ottemperanza alla legislazione in vigore in alcuni Paesi esteri, devono essere riportate in etichetta. Inoltre, grazie alle lunghe soste del vino sui lieviti di fermentazione, si riesce a conferire ulteriore stabilità e completezza aromatica al prodotto. Per ottenere poi la certificazione a “vino vegano”, non si possono utilizzare le colle, a base di caseina, per etichettare le bottiglie e, quindi, vanno utilizzate esclusivamente etichette adesive. Infine, il vino deve essere analizzato da un laboratorio accreditato che stabilisca l’assenza totale del Dna animale (bovino, suino e ittico).

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In copertina, ecco l’etichetta del Refosco dal peduncolo rosso “vegano” di Ramuscello.

Volano le eccellenze agroalimentari Fvg: oltre un miliardo il valore dell’export

«La nostra Regione ha investito molto sul potenziamento delle filiere agroalimentari che oggi sono ritenute sempre più strategiche anche dai singoli protagonisti dell’intero settore. Dalla produzione primaria alla trasformazione, fino alla commercializzazione finale riescono a tenere insieme tutti quegli elementi fondamentali per garantire la reale sostenibilità sia di una singola attività agricola sia degli investimenti che vengono messi in campo a favore del nostro territorio». Lo ha affermato l’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenuto a Trieste al Forum “Il modello Friuli Venezia Giulia: il valore della filiera agroalimentare regionale e la percezione del consumatore” organizzato da The European House-Ambrosetti.

L’assessore Zannier al Forum di Trieste.

«L’elevata qualità dei prodotti del Friuli Venezia Giulia è ormai riconosciuta all’estero, ma dobbiamo migliorare ancora – ha sottolineato Zannier -. Quando si parla di turismo e di risorse agroalimentari dobbiamo però abbiamo avere una visione più ampia e puntare a una promozione e a una comunicazione unitaria e univoca per massimizzare i risultati, raggiungendo le persone che stanno visitando la nostra regione e possono degustare le nostre eccellenze, ma anche il mercato nazionale e quello estero».
«È fondamentale pertanto utilizzare una strategia di comunicazione sempre più organizzata e organica in grado – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – di declinare in modo adeguato i messaggi, raggiungendo al tempo stesso target anche molto diversi. Non va dimenticato infatti che in alcuni casi, come per esempio nel settore vitivinicolo, abbiamo un surplus di produzione che non potrà mai essere consumata sul territorio del Friuli Venezia Giulia. Una quota importante è necessariamente destinata ai mercati extraregionali».
Nel corso della mattinata è stato presentato lo studio di approfondimento sul valore generato dalla filiera agroalimentare del Friuli Venezia Giulia realizzato da The European House-Ambrosetti in collaborazione con PromoTurismoFvg e l’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia (Ersa).
Il settore presenta performance migliori rispetto alla media nazionale. Inoltre, la proiezione internazionale dell’agroalimentare del Friuli Venezia Giulia è in continua crescita, anche grazie alla particolare posizione geografica: nel 2021 ammontavano a 1,1 miliardi di euro le esportazioni. Si tratta di un record storico, con una crescita del +15,5% rispetto all’anno precedente, che colloca questa regione al 4° posto tra quelle italiane.
Il Friuli Venezia Giulia è anche il quarto esportatore italiano di prodotti ittici freschi (30,2 milioni di euro) e il sesto di caffè (305,4 milioni di euro). È inoltre la quarta regione per valore della produzione di vino certificato (803 milioni di euro nel 2021) e la quinta per valore della produzione agroalimentare certificata (359 milioni di euro nel 2021).

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In copertina, i nostri grandi vini, soprattutto bianchi, sono trainanti nel paniere agroalimentare del Friuli Venezia Giulia: allora è proprio il caso di brindare alle fortune dell’importante settore.

Ambiente difeso da buone pratiche combattendo lo spreco alimentare

C’è un gesto e c’è un’azione concreta che possiamo tutti fare in occasione della 10a Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, in calendario domani 5 febbraio: scaricare e attivare la nuova app Sprecometro, strumento quotidiano per un vivere sostenibile. Sprecometro, presentata a Roma dal fondatore Spreco Zero, Andrea Segrè, con l’Ambasciatore buone pratiche Andrea Maggi, è la app istituzionale sviluppata dall’Osservatorio Waste Watcher International su cibo e sostenibilità, gratuitamente scaricabile e utilizzabile.

La presentazione a Roma.

Sviluppata per la direzione scientifica dell’agroeconomista triestino Andrea Segrè, nasce in vista della Giornata antispreco nell’ambito della Campagna Spreco Zero, attraverso il lavoro congiunto del Dipartimento di Scienze e Tecnologie agro-alimentari dell’Università di Bologna e di Last Minute Market impresa sociale spin off accademico dell’Alma Mater. Serve a misurare e prevenire lo spreco di cibo, da soli o in gruppo (famiglia, amici, gruppo di lavoro). Aggiornando puntualmente il proprio comportamento grazie al diario dello spreco contenuto nell’app, l’utente può valutare i progressi avvenuti nel corso del tempo fissando degli obiettivi di riduzione in linea con l’Agenda Onu per lo sviluppo sostenibile, in particolare il 12.3: “dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030”.
L’app, inoltre, attribuisce dei punteggi per ogni variazione in diminuzione dello spreco individuale nel tempo e per ogni contenuto visionato: video, lettura delle schede, risposte corrette dei quiz consentendo di confrontarsi con altri utenti. E consente di attivare dei gruppi di riferimento: amici, famiglia, classe scolastica/universitaria, dipendenti aziendali, pubblica amministrazione… In questo modo, si potranno calcolare i dati aggregati di impatto economico e ambientale per valutare i progressi dei singoli, dei gruppi di amici e del totale degli utenti: una sfida da vincere tutti assieme! Infine il collegamento al canale Instagram Sprecometro consente a tutti di condividere risultati e progressi della comunità che partecipa alla sfida globale: dimezzare lo spreco entro il 2030!

Ma Sprecometro è molto di più, è uno strumento prezioso per stimare l’impatto economico (in euro) e ambientale (in CO2 e H2O) dello spreco del cibo nelle case, nelle comunità aziendali e scolastiche. La app misura infatti in grammi lo spreco alimentare di singoli e gruppi, valutando la perdita economica (euro), l’impronta carbonica (C02 e km percorsi da un auto) e l’impronta idrica (H20 e bottiglie di acqua da 0.5 litri).
Oltre 500 studenti di tutta italia, ovvero la totalità degli allievi dei nuovi Licei di transizione ecologica e digitale che fanno in questo anno scolastico il loro esordio formativo, hanno già testato Sprecometro, che fornisce consigli, video, buone pratiche e ricette per azzerare lo spreco di cibo a casa e calcolare ogni giorno la nostra impronta ambientale.

Andrea Segrè

UNA IMPORTANTE SFIDA

L’Agenda Onu 2030 con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) è diventata il quadro di riferimento imprescindibile per promuovere la sostenibilità ambientale, sociale ed economica a livello globale. Ma, mentre il 2030 si avvicina rapidamente – mancano meno di 7 anni – il raggiungimento degli Obiettivi si allontana. Certo pandemia, guerra, riscaldamento globale ostacolano il percorso. Eppure, non è proprio dalle crisi che si possono produrre dei cambiamenti e magari spingere le nostre azioni verso un futuro prossimo più sostenibile?
E poi, se oltre a una direzione e a degli obiettivi, nessuno ci dà le indicazioni concrete di dove andare e non ci fornisce una misura dei risultati raggiunti e quanto manca alla meta, come possiamo sapere se stiamo andando bene?
Lo Sprecometro è uno strumento individuale e collettivo che ci aiuta proprio a seguire una bussola per non rimandare l’Obiettivo Onu che al 2030 chiede di ridurre lo spreco alimentare del 50%. Questa, più di molte altre lanciate dagli SDGs, è una Sfida da vincere tutti assieme. Una Sfida dove ognuno può dare un suo contributo fattivo tenendo conto che l’alimentazione soddisfa un bisogno primario, ha un impatto sulla salute, l’ambiente, l’economia.
Lo Sprecometro – uno strumento tanto agile e veloce quanto “solido” dal punto di vista scientifico – in sole 3 domande e 5 minuti di tempo, e con l’aggiornamento di un diario, misura quanto cibo sprechiamo all’interno delle nostre mura domestiche. Ci fa capire non solo quali alimenti sprechiamo, ma anche il perché li gettiamo via ancora buoni da mangiare. Per ognuno di noi lo Sprecometro definisce, alla fine della prima (e unica) rilevazione, un identikit preciso – Sprecone, Disattento, Attento, Parsimonioso – che periodicamente verrà aggiornato a seconda degli aumenti o diminuzioni degli sprechi domestici ed anche in base al percorso informativo ed educativo che verrà intrapreso seguendo i mini video, le schede informative di approfondimento e rispondendo ai relativi quiz, che ci aiuteranno concretamente a ridurre lo spreco alimentare domestico e adottare diete sane. Periodicamente potremo verificare se gli esercizi funzionano e confrontarci con tanti altri che come noi si pongono lo stesso obiettivo: siccome la Sfida globale è ridurre della metà lo spreco alimentare la vittoria finale dipende dal numero di partecipanti. Tanto maggiore è la Comunità tanto più importanti saranno i risultati.

COME FUNZIONA LA APP

● Appena scaricata l’app, per registrarsi e aprire un account, è necessario rispondere ad un questionario iniziale, durata non superiore a 5 minuti, che ha l’obiettivo di targettizzare l’utilizzatore dell’app in uno dei 4 profili creati (oltre), differenziati in base alle risposte di un questionario sulle abitudini di consumo e spesa alimentare ma anche sulle quantità in grammi di spreco per 23 categorie di alimenti (carne rossa, carne bianca, frutta fresca, verdure, pane…).

● Terminato il test iniziale viene assegnato all’utente un profilo, dal meno attento al più attento: Sprecone, Disattento, Attento e Parsimonioso.

● L’app inoltre fornisce, in base alla quantità in grammi di spreco per ogni singolo alimento, una misura in grammi totali e una misura dei relativi impatti economici (perdita in euro) ed ambientali (impronta ecologica, espressa in kgCO2eq, ed idrica, espressa in m3 di acqua) che varia nel tempo in base agli aggiornamenti apportati dallo stesso utente dello spreco.

● In più i dati relativi all’impronta carbonica sono convertiti live in km percorsi da un’auto e l’impronta idrica è espressa anche in bottiglie d’acqua da 0.5 l, così da dare una veloce raffigurazione dell’impatto agli utenti. Gli impatti verranno inoltre tradotti in grafici che sono sempre disponibile sulla dashboard.

● L’utente può migliorare il suo profilo periodicamente in base ai grammi dei vari alimenti sprecati, che l’utente potrà aggiornare giornalmente, settimanalmente o con una propria periodicità, grazie alla visione dei contenuti educativi che l’app propone, e che sono strutturati come video (indicativamente di 2-3 minuti), schede informative di approfondimento e quiz per valutare l’effettivo apprendimento del contenuto educativo.

● L’app attribuisce dei punteggi per ogni variazioni in diminuzione dello spreco individuale nel tempo e per ogni attività a cui si partecipa: visione dei video, lettura delle schede, risposte corrette dei quiz.

● Gli utenti potranno vivere la loro esperienza nello Sprecometro in modo singolo o aggregato. Vi è infatti la possibilità di creare cluster tra amici, colleghi, compagni di classe, aziende, pubblica amministrazione ecc

● Il punteggio totale acquisito, oltre a servire a definire il proprio profilo è anche funzionale al confronto all’interno del cluster di appartenenza. Così da stimolare una sana competizione rispetto alla riduzione degli sprechi e al miglioramento delle proprie abitudini di consumo e spesa.

● L’app è in grado di calcolare non solo il dato personale dell’utente ma anche il dato aggregato del cluster (amici) dove è inserito, ed esso sarà visualizzabile dall’intero cluster di amici.

● E’ quindi possibile per ogni cluster estrapolare i dati, analizzarli e produrre report periodici valutando i progressi nel tempo e le variazioni delle impronte dello stesso gruppo.

● L’app ha un suo account Instagram. Inoltre si può collegare il proprio account dello Sprecometro con il proprio account Instagram per condividere con i propri follower i progressi effettuati nell’app e i risultati raggiunti individualmente o all’interno del proprio cluster.vta Partne

IL TEST DELLO SPRECO

SPRECONE: Fare la spesa e prepararti pranzo e cena non sono attività nelle tue corde, ti piace dedicare il tuo tempo ad altro. Per cui il tuo rapporto con il cibo inizia e finisce con il tempo necessario a consumarlo. Ciò che avanza quindi spesso finisce gettato. Per queste ragioni ti suggeriamo vivamente di sfogliare le buone pratiche che hanno vinto nei diversi anni il Premio Vivere a Spreco Zero, di compulsare libro il Metodo Spreco Zero e di iniziare il nuovo percorso informativo ed educativo seguendo i mini-video, le schede informative e i relativi quiz proposti da Sprecometro.

DISATTENTO: Il consumo di cibo per te è un aspetto legato più che altro alle esigenze fisiologiche che va a soddisfare. Per cui il cibo non è al centro delle tue attenzioni e spesso dispensa e frigorifero sono poco organizzati e quindi diventano i luoghi del dimenticatoio, e in alcuni casi l’anticamera della pattumiera. Per queste ragioni sei pregato di sfogliare le buone pratiche che hanno vinto nei diversi anni il Premio Vivere a Spreco Zero, di compulsare libro il Metodo Spreco Zero e di iniziare il nuovo percorso informativo ed educativo seguendo i mini-video, le schede informative e i relativi quiz proposti da Sprecometro.

ATTENTO: Per te lo spreco di cibo è legato a eventi fortuiti e occasionali più che a vicende abituali. È necessario aumentare quindi l’attenzione e soprattutto stare più attenti alla pianificazione degli acquisti e dei consumi. Sei bravo ma ti consigliamo lo stesso di sfogliare le buone pratiche che hanno vinto nei diversi anni il Premio Vivere a Spreco Zero, di compulsare libro il Metodo Spreco Zero e di iniziare il nuovo percorso informativo ed educativo seguendo i mini-video, le schede informative e i relativi quiz proposti da Sprecometro.

PARSIMONIOSO: Sei sicuramente un consumatore attento e informato, il concetto di sostenibilità fa parte del tuo background quindi la prevenzione e la lotta allo spreco alimentare sono per te un modo di agire consolidato. Ma visto che non si finisce mai di imparare ti consigliamo di sfogliare le buone pratiche che hanno vinto nei diversi anni il Premio Vivere a Spreco Zero, di compulsare libro il Metodo Spreco Zero e di iniziare il nuovo percorso informativo ed educativo seguendo i mini-video, le schede informative e i relativi quiz proposti da Sprecometro.

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In copertina, ecco come si presenta la nuova app anti-spreco alimentare.

Viticoltura e irrigazione, la Regione Fvg: ecco gli incentivi per non sprecare acqua

«Rispetto all’utilizzo di nuove tecnologie che riducono lo spreco idrico in agricoltura, il settore della viticoltura regionale può essere certamente preso a riferimento. Su circa il 90 per cento dei vigneti, nelle zone di pianura servite dai Consorzi di bonifica, negli ultimi anni si è infatti investito molto sulla trasformazione verso sistemi irrigui più sostenibili che consentono un forte risparmio di acqua. La vera e urgente sfida rispetto al cambiamento climatico è trasferire quel modello virtuoso anche negli altri ambiti agricoli e in particolare nelle coltivazioni dei seminativi. Attraverso importanti finanziamenti regionali, che si sommano ai fondi del Pnrr, la Regione incentiva fortemente gli investimenti delle aziende per abbattere i consumi idrici nell’irrigazione».

L’intervento di Stefano Zannier.

Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo al convegno “Risorse idriche e cambiamento climatico: ricerca e innovazione in agricoltura” organizzato dal Comune di Casarsa della Delizia in collaborazione con la Regione Fvg, Arpa, Università di Udine, Consorzio di Bonifica Cellina-Meduna, Coldiretti Pordenone e Cooperativa Vitivinicola “Vini La Delizia”. Un convegno in cui esperti del clima, specialisti in sistemi irrigui innovativi e docenti universitari del Dipartimento di scienza agroalimentari dell’Ateneo udinese hanno discusso sull’impatto del cambiamento climatico in particolare sul settore della viticoltura.
«Gli investimenti e gli interventi già attuati – ha sottolineato l’esponente della Giunta Fedriga nelle conclusioni del convegno – nel comparto della viticoltura, ma anche in alcune colture specializzate e nella frutticoltura, per innovare e trasformare gli impianti irrigui a scorrimento in impianti a goccia, o comunque in impianti di precisione, fanno del comparto regionale una sorta di modello. Ora l’obiettivo – ha rimarcato l’assessore – è ampliare i margini di miglioramento in altri ambiti, soprattutto nei seminativi, per ridurre sempre più gli sprechi idrici. E questo lo si deve fare ottimizzando la distribuzione dell’acqua all’interno delle coltivazioni laddove esternamente la rete idrica di nuova generazione è già esistente. Per incentivare e agevolare le aziende a innovare la Regione ha recentemente stanziato oltre 7 milioni di euro».
A fronte delle gravi problematiche che sta ponendo da qualche anno la siccità e rispetto agli effetti del cambiamento climatico, l’Amministrazione regionale, in collaborazione con i Consorzi di Bonifica del Friuli Venezia Giulia, ha messo in campo azioni e finanziamenti volti proprio ad agevolare la conversione innovativa degli impianti tradizionali che producono una forte dispersione idrica. Sono state molte le aziende che hanno partecipato ai bandi del Piano di sviluppo rurale attingendo risorse europee ad hoc sull’innovazione irrigua.
«In questa direzione – ha evidenziato Zannier – vanno anche i progetti del Consorzio di bonifica della pianura friulana che nell’ultimo biennio abbiamo accompagnato. Tra fondi regionali e fondi del Pnrr, la somma che finanzierà i lavori di riconversione degli impianti irrigui in larga parte del territorio è di circa 60 milioni di euro. La realizzazione di sistemi di irrigazione di ultima generazione è la prima risposta che bisogna mettere in campo per fronteggiare gli effetti del cambiamento climatico come la siccità che nell’ultimo anno ha messo in ginocchio molte aziende agricole del territorio regionale».

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In copertina e qui sopra ecco due esempi di irrigazione a goccia nel vigneto.

A Trieste ripartono i “Cenacoli del Caffè”: oggi via con i manifesti di Roberto Curci

(f.s.) Ritornano anche quest’anno a Trieste, con il primo appuntamento fissato per oggi 2 febbraio (ore 17.30, all’Hotel Savoia Excelsior, relatore Roberto Curci su “Manifesti artistici dal profumo di caffè”), i “Cenacoli del Caffè” organizzati dall’Associazione Museo del Caffè, una delle iniziative culturali più apprezzate e frequentate dai tanti cultori, triestini e non solo, interessati o semplicemente curiosi dei tanti aspetti, problemi e vicende che ruotano attorno al “prezioso chicco”.

Il presidente Gianni Pistrini.


La rassegna, unica nel suo genere e giunta ormai al traguardo della sua sesta edizione, verterà stavolta sull’affascinante tema “L’arte in tazzina: da prodotto a cultura”, esaminando l’influsso che la “nera bevanda” ha avuto su artisti e movimenti culturali dal Settecento ai giorni nostri. L’argomento sarà approfondito nel corso di sei successivi incontri che si terranno ogni primo giovedì del mese, fino al 6 luglio, e saranno coordinati da Nicoletta Casagrande, dal 2016 responsabile dell’InfoLibro-Salotto del libro italiano, centro multimediale operante a Capodistria per la conservazione e diffusione della lingua, letteratura e cultura italiane, nonché appassionata cultrice del mondo del caffè.
L’attesa apertura, come detto questo questo pomeriggio, vedrà dunque quale primo prestigioso relatore il noto giornalista e scrittore triestino Roberto Curci che, sviluppando il tema da lui stesso suggerito e prescelto dei “Manifesti artistici dal profumo di caffè”, proporrà un’ampia rivisitazione della pubblicità del caffè e degli strumenti per la sua fruizione attraverso i manifesti e le locandine realizzati nell’arco del Novecento da importanti cartellonisti, a cominciare dai grandi Cappiello e Boccasile.
Seguiranno, negli incontri successivi, gli interventi di Alberto Craievich, direttore del Museo di Ca’ Rezzonico a Venezia (il 2 marzo, su “Scene di conversazione veneziana nel ‘700”), Paolo Possamai, già direttore de Il Piccolo (il 6 aprile, su “Trieste – caffè… e non solo”), Marco Favetta (“La vita artistica nei Caffè di Trieste nella Belle Epoque”, il 4 maggio), Francesca Salcioli (“Acquerello al caffè e caffeomanzia: il caffè artiterapico per il benessere”, il 1° giugno, unico incontro “fuori sede” che si terrà al Mini Mu dell’ex Opp) e, in chiusura, Katia Brugnolo (il 6 luglio su “Un buon caffè merita una tazzina artistica”).
«Sarà un’edizione dunque – osserva il presidente della Amdc, Gianni Pistrini – che, grazie al sostegno di importanti e qualificati sponsor, ci consentirà di “viaggiare” fra antiche e nuove esperienze e suggestioni legate alla storia del caffè e le molteplici forme d’arte espresse, in epoche diverse, da artisti illustri. In effetti, nel tempo tazzine e caffettiere hanno trovato spazio nell’opera di maestri quali Manet, Renoir, Van Gogh, Pissarro, Cézanne, per arrivare all’”Automat” dell’americano Edward Hopper. Così come di forte valenza artistica e architettonica sono i “templi” del caffè disseminati nelle grandi città europee, da Vienna a Parigi, da Venezia a Napoli e non da meno nella nostra Trieste».

L’ingresso a tutti gli incontri sarà libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Gli appuntamenti potranno venir seguiti anche on line sul portale web dell’Associazione: www.amdctrieste.it o tramite il profilo Facebook aMDCTrieste.

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In copertina e qui sopra due vecchi manifesti pubblicitari dedicati al caffè.

Confagricoltura Fvg, Daneluzzi direttore. Thurn Valsassina ringrazia Sergio Vello

Dopo 35 anni ininterrotti trascorsi alla direzione regionale di Confagricoltura, Sergio Vello ha raggiunto il traguardo dell’età pensionabile. Per la sua sostituzione è stata chiesta la disponibilità di Umberto Daneluzzi che ha accettato.
«Mentre diamo il benvenuto e facciamo i migliori auguri di buon lavoro a Daneluzzi – dice il presidente di Confagricoltura Fvg, Philip Thurn Valsassina – salutiamo e ringraziamo il dottor Vello per tutti questi anni trascorsi, con passione e competenza, al servizio del mondo rurale regionale, del quale è un profondo conoscitore, e di Confagricoltura in particolare. Vello è stato un prezioso collaboratore che ha traghettato l’Associazione dal 1988 a oggi, mantenendo un dialogo franco e aperto con molti presidenti, assessori, istituzioni e guadagnandosi la stima di tutti».
Umberto Daneluzzi, nato nel 1969 e residente a Campoformido, è entrato in Confagricoltura nel 1992 e, dal 1997, aveva la responsabilità della gestione del patronato Enapa (Ente Nazionale Assistenza Patrocinio Agricoltori) di Udine.

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A Confagricoltura Fvg si rivolgono più di 2 mila aziende, che occupano circa 7.800 operai e 400 impiegati, con oltre il 40 per cento della Plv e della Sau regionale. Nel 2022 sono state presentate domande per la Pac (Politica agricola comunitaria) pari a un valore di 14 milioni di euro.

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In copertina, Sergio Vello con il nuovo direttore Umberto Daneluzzi; qui sopra, il presidente Philip Thurn Valsassina.

 

Agriflash.FVG – E non solo

Spreco Zero, oggi Andrea Maggi su zoom «Cambiare è naturale, prima che necessario. Cambiare in meglio, invece, è doveroso». Parola dello scrittore e insegnante Andrea Maggi, per il grande pubblico, più familiarmente, il mitico Prof. del “Collegio” di Rai2. È lui l’Ambasciatore di Buone Pratiche della campagna Spreco Zero 2023 e della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, come sempre in calendario il 5 febbraio, quest’anno al traguardo della sua 10ma edizione. Attraverso il suo impegno Andrea Maggi promuoverà i valori dello sviluppo sostenibile e l’attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale nel quotidiano, nel nome anche delle generazioni future che abiteranno il pianeta. Un traguardo che Andrea Maggi da tempo indica come strada maestra attraverso la sua attività di divulgazione di contenuti, rivolti soprattutto ai giovani, veicolati in particolare sui i social, dove ha un seguito di oltre quattrocentomila follower su Instagram e più di mezzo milione su TikTok. Andrea Maggi interverrà, oggi 31 gennaio, alle 15, su piattaforma zoom, al lancio di Sprecometro, la rivoluzionaria app scaricabile gratuitamente in occasione della 10^ Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare in calendario appunto il 5 febbraio.

Brugnera, accordo per Villa Varda“Attraverso un accordo tra Regione e Comune di Brugnera si mettono nuovamente a disposizione le squadre degli operatori del Servizio di gestione del territorio montano per intervenire nella cura e manutenzione del parco di Villa Varda. Una collaborazione che consente la manutenzione di alcune aree, dei percorsi pedonali e del laghetto del grande parco che era piuttosto urgente”. Lo ha reso noto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e alla Montagna Stefano Zannier che informa sulla ripresa in queste ultime settimane dei lavori di manutenzione straordinaria sulle alberature e sui manufatti nel Parco di Villa Varda a Brugnera. Le attività realizzate dal personale del Servizio gestione territorio montano, bonifica e irrigazione della Regione Fvg, coordinate dalla Struttura stabile tecnico-amministrativa di Pordenone, sono previste dalla convenzione stipulata tra il Comune di Brugnera e il Servizio regionale in prosecuzione di quanto già realizzato nel corso degli ultimi due anni. La attività per le quali il Comune di Brugnera, proprietario dell’antica villa padronale e del grande parco che si sviluppa lungo le rive del Livenza, ha chiesto nuovamente l’intervento dei tecnici e delle maestranze regionali riguarderanno il diradamento di arbusti al fine di migliorare la visibilità di alcuni scorci caratteristici del parco come l’area del laghetto, della ex ghiacciaia e della torre, il completamento del ripristino delle staccionate perimetrali e la sistemazione del percorso pedonale di accesso alla ghiacciaia, nell’ottica di una migliore fruibilità in sicurezza delle diverse aree del parco visitabili dalle tante persone che lo frequentano. Previsto inoltre un diradamento selettivo dei pioppi dell’area esterna al parco storico della Villa. I lavori vedranno impegnata la squadra di operatori che svolge le attività ordinarie di manutenzione del territorio montano nell’area della Valcellina. Gli interventi si svolgeranno indicativamente fino alla metà di marzo 2023. Contestualmente sono ripresi anche i lavori in convenzione con il Comune di Forgaria nel Friuli, previsti dalla legge regionale forestale numero 9/2007. Terminate l’anno scorso le opere di ripristino della passerella pedonale in legno che consente ai visitatori di percorrere in sicurezza il percorso da e verso l’area parcheggio, la squadra di manutentori si è trasferita dalla Val d’Arzino – dove opera nella bella stagione – per proseguire gli interventi straordinari per la cura dei percorsi pedonali all’interno della Riserva sistemando in particolare i tratti in cui i gradini in legno o in pietra erano dissestati rendendo poco agevole il passaggio dei visitatori.

Vi.Na.Ri. in arrivo a Milano Mancano poche settimane a Vi.Na.Ri., l’evento sul vino naturale in programma domenica 12 e lunedì 13 febbraio, ideato e organizzato da VinNatur e Vi.Te. a Milano, nei locali di Studio Novanta. La manifestazione si arricchisce con l’annuncio di una presentazione ufficiale alla stampa, che vedrà le associazioni organizzatrici protagoniste di un confronto a tutto tondo sul futuro del vino naturale, e con due masterclass pensate per capire da vicino il panorama enoico naturale. Domenica alle ore 12, Angiolino Maule e Gabriele Da Prato, rispettivamente presidenti di VinNatur e di Vi.Te., accompagneranno i presenti nel dibattito Confronti Naturali, una riflessione sulle potenzialità dell’enologia che opera senza l’impiego di sostanze artificiali, coinvolgendo anche i produttori delle due associazioni. Le masterclass in programma si terranno alle ore 16. Sempre domenica andrà in scena l’appuntamento O2 – Il rapporto con l’ossigeno, dove si spiegherà come il contatto con l’aria possa nobilitare i vini buoni. La degustazione avverrà alla cieca con un confronto in parallelo di tre etichette che hanno affrontato un diverso percorso con l’aria, prima di arrivare nel calice. Lunedì, invece, sarà il momento di SO2 – Il nodo dei solfiti, un’occasione per approfondire se e in quale modo l’anidride solforosa incida nella percezione dei sapori e profumi di un vino e se questa possa dare diverse sfaccettature espressive e organolettiche. Per una valutazione puntuale, Vi.Na.Ri. proporrà una blind tasting di tre vini prodotti e imbottigliati, con e senza solfiti aggiunti: un confronto diretto che parte da referenze aventi la medesima origine e metodo produttivo, con la sola variante della quantità di SO2 presente al loro interno. A moderare gli incontri di Vi.Na.Ri. ci sarà Samuel Cogliati Gorlier, giornalista e divulgatore italo-francese, fondatore di Possibilia Editore e membro della redazione e del comitato di degustazione della rivista francese LeRouge&leBlanc. La presentazione di domenica sarà aperta alla sola stampa, mentre per accedere alle masterclass è richiesto un contributo simbolico di 10,00 euro e la prenotazione online al sito bit.ly/vinari_iscrizione. Vi.Na.Ri. riunirà a Milano più di 150 vignaioli naturali che arriveranno da tutta Italia e dall’estero, con alcuni produttori provenienti dall’Argentina, da Bordeaux e dalla Slovenia. Ad accompagnare la due giorni, la proposta gastronomica dello street food italiano di Trapizzino.

Vinifera invita a Trento FiereVinifera, la Mostra Mercato dedicata ai vini e ai cibi dei territori dell’arco alpino, in programma a Trento Fiere sabato 25 e domenica 26 marzo, arricchisce la sua collaudata offerta con Pro.Sit. – Tasting Ideas in a Professional Situation, un evento pensato per i professionisti del vino. Un acronimo che lascia ben intravedere non solo il focus della novità di questa quinta edizione ma anche il respiro internazionale che l’evento sta sempre più assumendo. Pro.Sit. si terrà nella giornata di lunedì 27 marzo, dalle 10.30 alle 17, al Muse – Museo delle Scienze di Trento, interamente riservato all’evento. Sarà l’occasione per confronti e assaggi, creando in una situazione più raccolta nuove opportunità di relazione e un dialogo più diretto tra la filiera enologica e gli oltre 80 vignaioli artigiani presenti. L’accesso sarà gratuito per operatori del settore, proprietari di enoteche, ristoranti, bar e strutture ricettive, distributori, commercianti e sommelier (bit.ly/vinifera-prosit-accrediti-operatori). Il biglietto di ingresso per il pubblico, comprensivo di calice per accedere alle degustazioni e taschina portacalice, avrà un costo di 15 euro ed è acquistabile al link bit.ly/vinifera-prosit. Il territorio ospite di questa edizione sarà l’Etna, rappresentato da una rosa selezionata di sei produttori che con i loro vini saranno protagonisti anche di una masterclass dedicata. “Abbiamo scelto l’areale dell’Etna come ospite della nostra Mostra Mercato 2023 perché riteniamo che possieda tratti comuni ai territori cui Vinifera è dedicata – spiega Luisa Tomasini, portavoce dell’Associazione Centrifuga che organizza l’evento – Le importanti altitudini dei vigneti, situati principalmente fra i 300 e i 1000 metri, e l’ambiente unico dove sono collocati avvicina questa zona vinicola alla peculiarità delle coltivazioni dell’arco alpino”. Vinifera è l’evento che riunisce oltre 100 vignaioli italiani ed esteri, con una presenza ampliata di produttori provenienti da Francia, Svizzera, Austria e Slovenia e numerosi artigiani del cibo. In questa edizione verrà messo ancora più in evidenza il profondo legame tra agricoltura e territorio alpino anche attraverso un ricco calendario di masterclass e approfondimenti. Inoltre, nel mese precedente alla manifestazione, si svolgerà come di consueto il Forum Vinifera con eventi, degustazioni, conferenze e visite guidate su tutto il territorio trentino, dalla Valle dell’Adige alla Val di Non. Il primo appuntamento si terrà venerdì 24 febbraio alla cantina Bellaveder di Faedo. Si rinnova l’aspetto benefico di Vinifera a supporto di un progetto sociale del territorio. Durante gli eventi del Forum Vinifera e la Mostra Mercato, dal 24 febbraio al 26 marzo, saranno previsti spazi e momenti dedicati alla raccolta fondi a favore del Centro Antiviolenza – Associazione Coordinamento Donne Onlus di Trento. Verranno anche organizzate altre attività quali la vendita di bottiglie speciali e creazioni artistiche. Inoltre, l’intero ricavato del merchandising Vinifera, che verrà venduto durante la due giorni della Mostra Mercato (magliette, borse, taschine e guide), sarà devoluto alla onlus. La manifestazione si svolgerà in collaborazione con l’Associazione Piwi Trentino, i Vignaioli del Trentino, La Foresta Accademia di Comunità, BaBa Associazione Culturale, Guarda Mamma, senza Solfiti!, Sartoria De L’ucia, Frammenti Serigrafia, Navarini – Museo del Rame, Ais Trentino e Muse – Museo delle Scienze.

A Treviso riecco Vinetia Tasting Un fine settimana per scoprire le eccellenze enoiche del Veneto selezionate dai degustatori della guida Vinetia.it: sabato 11 e domenica 12 marzo torna nel cuore della città di Treviso Vinetia Tasting – Il Veneto nel calice. Giunto alla sua seconda edizione, l’evento di Ais Veneto, che avrà luogo nelle sale della Camera di Commercio di Treviso e Belluno, ospiterà il walk around tasting con i produttori presenti nella guida e le masterclass dedicate agli approfondimenti dei vini italiani. L’Anteprima della manifestazione, in programma sabato 11 marzo, si terrà invece nella Loggia dei Cavalieri, uno dei luoghi più rappresentativi e amati della città. “Vinetia Tasting – Il Veneto nel calice – spiega Gianpaolo Breda, Presidente di Ais Veneto – rappresenta un’occasione unica per conoscere da vicino i migliori vini del Veneto e i loro produttori, due giorni per scoprire tutta la storia, la sapienza, la tradizione racchiuse in un calice. Ancora una volta sarà Treviso a ospitare questo importante evento dedicato alle eccellenze della nostra regione: la città si fa nuovamente testimone del legame importante tra vino, turismo e cultura”. Oltre alle degustazioni, domenica 12 marzo, nell’elegante salone di Palazzo dei Trecento, si terrà la conferenza La grammatica del gusto: l’evoluzione del menù e della carta vini, dove sarà possibile scoprire le origini del menù e della carta vini, la loro evoluzione nel corso del tempo e come è cambiato il gusto e il nostro modo di stare a tavola nella storia. I relatori saranno Alessandro Scorsone, cerimoniere di Palazzo Chigi, e Alessia Cipolla, curatrice della mostra Note di Pranzi, in programma a Casa Robegan di Treviso dal 4 marzo al 1 aprile. Sul palco saliranno anche Marco Colognese, food writer e critico enogastronomico, e Gianpaolo Breda. Durante la due giorni di Vinetia Tasting – Il Veneto nel calice sarà inoltre possibile osservare il centro storico di Treviso da un’inedita prospettiva, grazie alle visite guidate alla città Treviso tra dipinti e acque, in programma entrambi i giorni. Oltre alla degustazione dei vini presenti nella guida di Ais Veneto, ci sarà infine la possibilità di scoprire i sigari Italico in abbinamento ad alcuni distillati firmati dalla Distilleria Bonaventura Maschio. Vinetia Tasting – Il Veneto nel calice è patrocinato dagli enti Regione del Veneto, Città di Treviso e Camera di Commercio di Treviso e Belluno.