Illustrare gli interventi e il calendario dei bandi del nuovo Sviluppo rurale Friuli Venezia Giulia, che comprende il Complemento di Sviluppo rurale (Csr), ossia il documento regionale attuativo del Piano strategico della Pac per la programmazione 2023-2027, ma anche le risorse ancora in campo del PSR 2014-2022 e i relativi bandi. E’ l’obiettivo di una serie di incontri programmati sul territorio della regione dall’assessorato regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e alla montagna, con la Direzione centrale risorse agroalimentari forestali e ittiche e l’Autorità di gestione regionale del PS PAC 2023-2027.
Il prossimo incontro aperto al pubblico è in calendario oggi 14 marzo a Codroipo, nella sala dell’Associazione Allevatori del Fvg in via XXIX Ottobre 9, dalle 14.30 alle 16.30. Sarà il personale dell’Autorità di Gestione regionale a dialogare direttamente con i potenziali beneficiari dello Sviluppo rurale.
Gli incontri sono stati organizzati per chiarire alle aziende agricole, agroalimentari e forestali, tutte le possibilità di supporto previste dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale integrato da risorse statali e regionali e per valutare le opportunità di un periodo che vedrà, entro la fine del 2025, l’erogazione di circa 160 milioni di euro a favore del settore primario. Gli interventi inseriti nella nuova Programmazione dello Sviluppo rurale si articolano in una trentina di azioni: si va, solo per citarne alcune, dal sostegno alla produzione integrata e alle tecniche lavorazione ridotta dei suoli, dall’introduzione delle colture di copertura alla gestione di prati e pascoli permanenti, fino alla gestione di investimenti non produttivi per la gestione attiva delle infrastrutture ecologiche.
Pamela Chilvers e i cinque vini di Cialla applauditi al Museo Carnico di Tolmezzo
di Giuseppe Longo
TOLMEZZO – Si sapeva, certamente, di celebri etichette abbinate ad altrettanto celebri brani musicali. Ma non era noto, almeno in Friuli, che una composizione portasse addirittura il nome di un vino. Invece, sono ben cinque i vini, tutti pregiati, e tutti dei Ronchi di Cialla, intorno ai quali una musicista britannica ha “confezionato” cinque abiti di note, regalando al loro ascolto emozioni inaspettate. Le ha scritte la compositrice e pianista Pamela Chilvers la quale è arrivata da Oltremanica per interpretarle direttamente in una cornice d’eccezione qual è quella del Museo Carnico delle Arti Popolari di Tolmezzo, dinanzi a un pubblico entusiasta per la originale proposta.

Così, al prezioso Fazioli in dotazione all’istituto dedicato all’indimenticabile figura di un “grande carnico”, quale fu Michele Gortani, la musicista inglese – presentata con grate parole da Ivan Rapuzzi, dopo una visita alle preziose raccolte museali – ha proposto una coinvolgente lettura di brani intitolati Ciallabianco, Schioppettino di Cialla, Ciallarosso, Verduzzo di Cialla e Picolit di Cialla. Vini che l’artista ha conosciuto proprio nella ormai storica azienda fondata sui colli di Prepotto, oltre mezzo secolo fa, da Paolo e Dina Rapuzzi dando vita a un “cru” davvero inimitabile e che si è fatto conoscere in tutto il mondo, anche perché queste prestigiose etichette sono state battute in aste fra le più famose.



Assaggiando questi vini, Pamela Chilvers ha provato delle emozioni che l’hanno indotta a trasferirle sul pentagramma dando vita, per ognuno dei cinque vini, una “pioggia” di note che si annuncia con il lento e delicato fluire del Ciallabianco nel bicchiere, arrivando ai maestosi e vivaci passaggi che descrivono lo Schioppettino di Cialla, vero orgoglio di quest’azienda, la cui salvaguardia è dovuta proprio alla tenacia e alla caparbietà dell’indimenticabile Paolo Rapuzzi. Ed ecco il Picolit di Cialla, gioiello raro della prestigiosa sottozona dei Colli orientali del Friuli, che si presenta con un tocco sul grancoda “teneramente semplice” come l’ha definito sulla prima riga del suo spartito la compositrice. Passando poi al ritmo audace e trascinante che introduce alla “descrizione” del Ciallarosso, per arrivare infine ai teneri accordi che introducono al Verduzzo di Cialla, altra preziosa etichetta di Casa Rapuzzi. Prima di sedersi al pianoforte, di ogni brano Pamela Chilvers ha offerto una breve descrizione, attingendo ai testi da lei stessa scritti e pubblicati a corredo delle cinque composizioni in una elegante brochure dal titolo “Five pieces from Ronchi di Cialla – for piano” che al lettore si presenta con bei grappoli di Schioppettino. Il cui vino, come gli altri quattro, sono stati degustati al termine del concerto assieme ad alcune squisitezze della tradizione carnica – come gli inimitabili “cjarsons” – preparate dal ristorante Gardel della vicina Arta Terme.
Tra gli ospiti anche Mariaclara Forti, sindaco di Prepotto, che non perde occasione per valorizzare e far conoscere i vini e le bellezze del suo territorio attraversato dal fiume Judrio, a ridosso del confine sloveno. E che ha ovviamente molto apprezzato anche questa brillante e originale iniziativa dei fratelli Ivan e Pier Paolo Rapuzzi, sostenuti dall’amore e dallo sprone di mamma Dina nel ricordo del loro Paolo. Il quale, per chi crede, era sicuramente “presente” al concerto di Tolmezzo dedicato ai vini che lui stesso volle ottenere da quei filari “disegnati” sui Ronchi di Cialla.

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In copertina, Ivan Rapuzzi si complimenta con Pamela Chilvers; all’interno, i cinque vini descritti in musica dalla compositrice britannica, tre immagini del concerto e un momento della visita al Museo tolmezzino.
Il Museo del Caffè di Trieste con Pistrini sarà protagonista a Buongiorno Regione
(f.s.) Domani 13 marzo, con inizio alle ore 7.15, il presidente dell’associazione Museo del Caffè di Trieste, Gianni Pistrini, sarà ospite di Buongiorno Regione, la trasmissione televisiva mattutina della sede Rai del Friuli Venezia Giulia, intervistato dalla giornalista Livia Liberatore.
Tra gli argomenti trattati il progetto di un Museo del Caffè da realizzarsi, connesso al Museo Commerciale della Città, nel compendio comunale del Porto Vecchio, in tempi che sembrano finalmente abbreviarsi; quindi, l’illustrazione della piccola ma interessante “rete” del Museo diffuso del caffè, con i suoi reperti e curiosità; infine, l’azione della Amdc a sostegno della candidatura all’Unesco del “Rito del Caffè Espresso italiano quale patrimonio immateriale dell’umanità”, della quale questo sito ha riferito ampiamente ieri.
(info: www.amdctrieste.it)
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In copertina, il presidente dell’associazione Museo del Caffè di Trieste Gianni Pistrini.
Oggi a Bertiolo la prima “Festa del vino”. Intanto scalda i motori la Fiera di Buttrio
(g.l.) Mentre proprio oggi si alzerà il sipario sulla 74ma Festa regionale del vino di Bertiolo – la prima in assoluto dell’intero Friuli Venezia Giulia, in quanto collocata a cavallo della tradizionale ricorrenza di San Giuseppe -, scalda i motori la famosissima Fiera di Buttrio, una delle manifestazioni enoiche più antiche d’Italia che è pronta a tagliare il traguardo delle 90 edizioni. Per l’occasione in programma alcune novità, come il logo celebrativo, una mostra fotografica per ricordare i 9 decenni di vita e un concorso letterario nazionale per prosa e poesia con temi legati proprio al vino. La Fiera, nel contesto della magnifica Villa Toppo-Florio, si terrà dal 9 all’11 giugno. Organizzazione a cura della Pro Loco Buri insieme al Comune di Buttrio, entrambi soggetti aderenti all’Associazione nazionale Città del Vino.
“Oltre al traguardo del 90° – spiega il presidente della Pro Loco, Emilio Bardus – sarà un’edizione speciale perché torneremo all’ampiezza di programma che abbiamo avuto fino al 2019, prima dell’emergenza sanitaria. Grandi vini del territorio, a partire dagli autoctoni insieme alla guida Vini Buoni d’Italia, sapori locali Io sono Fvg, mostre, arte e cultura, oltre a momenti di approfondimento ed uscite tra i vigneti, senza dimenticare le proposte per i più piccoli: tante le conferme oltre a diverse novità che annunceremo prossimamente”.
Nell’attesa, però, ecco una richiesta da parte della Pro Loco. “Stiamo allestendo la mostra fotografica per il 90° – aggiunge Bardus – e se qualche famiglia ha qualche “scatto” interessante delle vecchie edizioni saremo lieti di visionarlo”.
Sono poi aperte le iscrizioni alla prima edizione del premio letterario nazionale “Di viti in vita – Poesie e vin tal cuei di Buri”, curato da Maurizio Mattiuzza, noto poeta e romanziere di Buttrio. È rivolto ad adulti e ragazzi, che possono inviare brevi racconti e poesie in lingua o in friulano. Scadenza per l’invio il 15 maggio, premiazioni domenica 11 giugno, con premi in denaro. “Il premio – conclude il presidente della Pro Buri – che organizziamo con il sostegno del Comune, è rivolto a opere letterarie che si ispirino e trattino in piena libertà creativa, l’arte del produrre vino di pregio, della coltivazione della vite e temi legati all’amore per la terra e per il paesaggio”. Regolamento e dettagli su www.buri.it

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In copertina, vini protagonisti in giugno a Villa Florio che qui sopra vediamo in una bella immagine di Bluefoto.
Il “rito del caffé” sia Patrimonio Unesco: Trieste compatta per la candidatura. Ancora un anno per cercare altri sostegni
(f.s.) Pienamente riuscito, con una notevole partecipazione di cittadini e operatori a vario livello interessati, e, soprattutto, con l’espressione di un forte appoggio politico-istituzionale e l’annuncio di importanti e sostanziali novità: in questi termini si possono sintetizzare il successo e la pregnanza di risultati del nuovo incontro pubblico a sostegno della candidatura all’Unesco del Rito del Caffè Espresso italiano quale Patrimonio immateriale dell’Umanità. L’incontro, come annunciato, era stato organizzato dall’associazione Museo del Caffè di Trieste in collaborazione con il Club per l’Unesco di Udine e la partecipazione delle maggiori realtà caffeicole giuliane, nella prestigiosa Sala Bazlen di Palazzo Gopcevic, messa a disposizione dal Comune di Trieste.

A illustrare le ragioni e le strategie della candidatura sono intervenuti per l’Amdc il presidente Gianni Pistrini con il suo “vice”, l’imprenditore Doriano Simonato, la scrittrice e promotrice culturale Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine, il presidente dell’Associazione Caffè Trieste Fabrizio Polojaz, pure coordinatore della cosiddetta “comunità emblematica” che riunisce tutte le realtà caffeicole cittadine partecipanti allo sforzo comune per la candidatura, Omar Zidarich, presidente del Gruppo Italiano Torrefattori di Caffè (che raccoglie i ben 743 torrefattori d’Italia), e Federica Suban, presidente provinciale della Fipe. A livello istituzionale, il vicesindaco e assessore alle Politiche economiche Serena Tonel, l’assessore agli Affari generali e Innovazione tecnologica del Comune di Trieste Michele Lobianco e il presidente del Consiglio comunale cittadino Francesco Di Paola Panteca, mentre il presidente del Consiglio regionale Fvg, Piero Mauro Zanin, ha inviato un circostanziato messaggio di adesione.
La notizia di più immediato impatto emersa nel corso dell’incontro e di massima importanza per le scelte “tattiche” e organizzative che dovranno essere intraprese è che l’Unesco ha recentemente deciso di “sdoppiare” i propri “riconoscimenti” alle realtà e attività di maggior rilevanza culturale a livello mondiale, suddividendole in “materiali” e “immateriali” e, conseguentemente, premiando ad anni alterni l’uno e l’altro di questi ambiti. Ciò comporterà, nella pratica, che la candidatura del Rito del Caffè Espresso italiano quale Patrimonio immateriale dell’Umanità – che ha appunto Trieste tra i principali fautori – potrà essere valutata e giudicata (prima a livello di Comitato Unesco nazionale poi, in caso positivo, al verdetto finale di Parigi) non alla fine di questo mese come si riteneva inizialmente, ma nella primavera del 2024. E’ evidente che questo “slittamento” anziché essere di nocumento potrà, al contrario, consentire una organizzazione della campagna a sostegno della candidatura ben più ampia, estesa e articolata di quanto si sia potuto fare finora, col breve lasso di tempo fin qui disponibile. Potendo così coinvolgere un numero ben maggiore di persone (con opportune raccolte di firme da inviare all’Unesco), enti e istituzioni pubbliche e private, realtà caffeicole e pubblici esercizi, non solo a Trieste ma anche in molte altre località italiane.
Gianni Pistrini

In definitiva, potremo avere parecchie più “chances” di riuscita e tutte le realtà presenti si sono comunemente espresse per cogliere questa inattesa occasione, aumentare gli sforzi e puntare con ancora maggior determinazione verso l’importante obiettivo. In tal senso, assicurando il massimo appoggio istituzionale, è intervenuta innanzitutto Serena Tonel, che ha portato il saluto del sindaco Dipiazza e ha rimarcato come il legame fra Trieste e le molteplici attività della filiera del caffè sia davvero fondamentale per il forte impatto economico e occupazionale che comportano, ma anche per gli aspetti di ricerca scientifica, turismo e cultura che il “prezioso chicco” comporta. Quindi, l’assessore comunale Michele Lobianco – da sempre vicino alle attività dell’Amdc – che ha auspicato il più ampio successo dell’iniziativa e il presidente del Consiglio comunale di Trieste Francesco Di Paola Panteca che ha annunciato di voler proporre all’assise municipale un’apposita mozione di sostegno alla candidatura. Analoga volontà di sostegno anche dal presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, che – come detto – ha inviato un messaggio di adesione.
Quindi, per le categorie economiche, mentre la presidente provinciale Fipe Federica Suban ha assicurato un forte impegno specifico della Federazione dei Pubblici esercizi, i due principali rappresentanti “caffeicoli”, Fabrizio Polojaz, anche a nome dell’intera “comunità emblematica” delle realtà partecipanti all’”avventura” della candidatura, e Omar Zidarich per i torrefattori – che ha anche portato il saluto e l’adesione del presidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia, Antonio Paoletti -, hanno entrambi rimarcato la fondamentale importanza della sinergia fra privato e pubblico, e fra istituzioni, articolazioni della società civile e cittadini tutti, per la riuscita dell’impresa.

Ricordando come Trieste debba avere in ciò un ruolo trainante, forte dei suoi 300 anni di esperienza di commercializzazione e trasformazione del caffè, e di una forte e tutta peculiare tradizione di degustazione della bevanda. Basti ricordare che oggi sui 10 mila addetti operanti nel settore in tutta Italia ben 1.000, più altri 800 nell’indotto, lavorano a Trieste, nelle molteplici professionalità e “punti” della “filiera”. Ma, al di là e oltre la nostra indubbia qualificazione di autentica Capitale del Caffè, oggi – hanno detto – dobbiamo lavorare con le altre città e realtà italiane per un obiettivo comune. Concetto ripreso e ampliato nell’appassionato intervento della presidente del Club per l’Unesco di Udine, Renata Capria D’Aronco, la quale, indicando la necessità di “andare oltre ogni campanilismo per ottenere i risultati che tutti desideriamo”, ha fortemente sottolineato l’adesione e l’azione del sodalizio friulano in piena consonanza con l’associazione Museo del Caffè di Trieste, a partire da questo incontro, “ma ora mobilitandosi uniti per andare a interessare tutte le realtà civili della nostra regione, a cominciare dal mondo della scuola, mentre il nostro Club si impegnerà per coinvolgere ad ampio raggio gli altri Club per l’Unesco, per il miglior successo dell’iniziativa di candidatura”.
“Introdotto” dal vicepresidente Doriano Simonato, che per tutta la sua durata ha brillantemente condotto quella che di fatto è stata una vera e propria “tavola rotonda” fra “attori” diversi pubblici e privati e il pubblico, stimolando e “provocando” domande e interessanti interventi, è toccato infine al presidente dell’Amdc Gianni Pistrini chiudere l’incontro ricordando come l’associazione Museo del Caffè di Trieste abbia, conformemente ai suoi scopi sociali, aderito convintamente e fin dall’inizio a questa iniziativa di valorizzazione e promozione del caffè espresso italiano a livello internazionale, inteso in tutti i suoi aspetti e peculiarità territoriali. “E anche a tal fine e in tale direzione – ha concluso Pistrini, evidenziando pure le molteplici attività svolte recentemente dall’associazione e tra queste in particolare l’importante gemellaggio con il prestigioso Museu do Cafè di Santos -, la stessa attesa creazione, in accordo con le Istituzioni cittadine e prioritario fine istitutivo della Amdc, di un Museo del Caffè degno di questo nome, dedicato alle molteplici testimonianze, oggetti, reperti e vicende umane che da secoli legano la nobile bevanda alla storia, cultura ed economia di questa città emporiale, che potrà essere realizzato nell’area pubblica del Porto Vecchio e direttamente connesso al Museo Commerciale della Città, un forte attrattore di visitatori, turisti, studiosi e appassionati dell’argomento. E se – così ancora Pistrini – tale realizzazione, come auspicato dallo stesso assessore comunale alla Cultura Giorgio Rossi, potrà concretizzarsi e venir anche completata nel corso dell’anno, essa potrà davvero rappresentare un ulteriore e potente “motore” pure ai fini del successo della candidatura italiana all’Unesco del ”Rito del Caffè Espresso italiano quale Patrimonio immateriale dell’Umanità”.

(info: www.amdctrieste.it)
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In copertina, una tazzina dell’immancabile “rito” quotidiano del caffè espresso al bar.
“Olio Capitale” da oggi al via a Trieste: sotto la lente i valori degli extravergini
A Trieste, la crescita di “Olio Capitale” in questi anni è stata costante. L’impegno dei suoi organizzatori, dei partner e dei suoi sostenitori ha permesso alla manifestazione di raggiungere un pubblico ampio e internazionale, con operatori specializzati provenienti da Austria, Germania, Ungheria, Olanda, Estonia, Repubblica Ceca, Giappone, Belgio e Serbia. “Olio Capitale” non è, infatti, solo una fiera specializzata dedicata all’extra vergine d’oliva, ma anche un evento che coniuga temi di grande rilevanza per il Friuli Venezia Giulia come la promozione delle produzioni d’eccellenza e lo sviluppo del turismo attraverso le tipicità locali. Questo, in sintesi, il pensiero espresso dall’assessore regionale alle Attività produttive e turismo alla presentazione dell’edizione 2023 di Olio Capitale, la fiera che animerà il Convention Center del Porto Vecchio da oggi al 12 marzo. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, i vertici della Camera di commercio Venezia Giulia, i rappresentati dell’Associazione nazionale Città dell’Olio e della Fipe nonchè il sindaco della città giuliana.
L’esponente dell’Esecutivo regionale ha rimarcato come il Salone degli extravergini tipici e di qualità, pur specializzandosi e rivolgendosi agli operatori professionali, puntando sull’eccellenza, abbia ampliato la propria capacità di attrarre un numero sempre crescente di amanti dei prodotti di qualità. In questo modo è divenuta un appuntamento atteso e un ulteriore elemento d’attrazione per il capoluogo regionale, che genera ricadute positive per il territorio.
Anche quest’anno Olio Capitale proporrà centinaia di etichette di oli extra vergine di qualità superiore provenienti oltre che dal Friuli Venezia Giulia da quasi tutte le regioni italiane: Abruzzo, Basilicata, Calabria Campania, Toscana, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto e dalla Grecia. Inoltre sono previsti laboratori dedicati all’Olio Evo, dove degustare pietanze accompagnate da oli di diverse tipologie, sessioni di degustazione guidata e introduzione all’assaggio, presentazioni di libri di cucina e sull’olio extravergine, convegni e incontri. Grazie alla collaborazione con la Fipe, Olio Capitale arriva poi anche sulle tavole di 11 ristoranti triestini. Non mancherà, inoltre, fra le molte iniziative in programma, la 17ma edizione del Concorso Olio Capitale, al quale parteciperanno 188 oli di 118 aziende provenienti da 15 regioni italiane e 5 Paesi europei.
L’evento è organizzato dalla Camera di commercio Venezia Giulia attraverso la sua azienda in house Aries, in collaborazione con l’Associazione nazionale Città dell’Olio, la co-organizzazione del Comune di Trieste e la partnership di Unioncamere nazionale, del network Mirabilia, della Fipe e del brand Io Sono Friuli Venezia Giulia. Il presidente dell’Ente camerale ha evidenziato come l’obiettivo della manifestazione sia portare l’extravergine d’oliva al centro del dibattito agroalimentare nazionale, dando luce a un elemento fondamentale della dieta mediterranea, universalmente riconosciuta come sana e sostenibile. L’edizione 2023 di Olio Capitale consentirà un ulteriore passo avanti per il riconoscimento dell’importanza dell’Extra vergine all’interno del Made in Italy agroalimentare, accendendo i riflettori su Trieste come città simbolo per l’olio Evo italiano.
Ad aprire la fiera il convegno “Valore e Valori dell’Olio Evo” con i massimi esperti del settore, al fine di dimostrare come l’olivicoltura italiana, nel panorama internazionale, rappresenti non solo un’eccellenza della produzione di qualità, ma anche i valori culturali di tanti, diversi e specifici territori. Un mondo complesso che deve tener conto di molteplici interessi, di tutta la filiera, in un contesto nazionale produttivo variegato e unico a livello mondiale per la sua biodiversità, ma con notevoli potenzialità ancora inespresse.
“Vinetia Tasting” nel weekend a Treviso e lunedì a Milano ci saranno i vini dell’Ugm
Due interessanti appuntamenti enologici sono in programma in questi giorni a Treviso e a Milano. Ecco, in dettaglio, entrambe le proposte.
TREVISO – Sabato 11 e domenica 12 marzo torna a Treviso Vinetia Tasting – Il Veneto nel calice: un fine settimana firmato Ais Veneto alla scoperta delle eccellenze enoiche della regione, selezionate dai degustatori della Guida ai vini del Veneto Vinetia.it. La manifestazione si aprirà con l’Anteprima, un breve percorso degustativo condotto dai Sommelier Ais in programma alle ore 15.30 di domani alla Loggia dei Cavalieri. Il porticato sarà anche il punto di ritrovo per la visita Treviso tra dipinti e acque, una piacevole passeggiata tra le bellezze architettoniche e artistiche in programma domani alle 15 e domenica alle 16. La prima giornata di Vinetia Tasting si chiuderà con un esclusivo appuntamento gourmet in cui il protagonista indiscusso sarà ancora una volta il vino, con le selezioni di Alba Vitae, abbinato alle raffinate interpretazioni dei sapori del territorio: A cena con Vinetia si terrà alle 20 al ristorante Ai Brittoni, situato al pianterreno del palazzo duecentesco Ca’ dei Carraresi, affacciato sul Cagnan Grande e sull’Isola della Pescheria.
Domenica prossima, alle 10.30, ci sarà l’apertura ufficiale dei banchi di assaggio nel Salone Borsa Merci della Camera di Commercio di Treviso e Belluno, dove sarà possibile degustare le eccellenze di 80 aziende vinicole selezionate dalla Guida ai vini del Veneto Vinetia.it. La sala conferenze al piano superiore ospiterà invece quattro masterclass organizzate in collaborazione con Consorzio Tutela Vini Valpolicella, Consorzio Tutela Vini Lessini Durello, Consorzio Tutela Vini Soave e Recioto di Soave e con l’Associazione G.R.A.S.P.O., Gruppo di ricerca ampelografica sostenibile per la preservazione della biodiversità viticola. Alle 11 ci sarà il primo incontro Lessini Durello – Bollicine del vulcano, seguito, alle 13, da Soave – Tra passato, presente e futuro e, alle 15, dalla masterclass Amarone – L’ambasciatore del Made in Italy nel mondo. A chiudere la giornata di approfondimento l’appuntamento con Vini d’altri tempi – Vini da vitigni rari, in programma alle ore 17.
Oltre al tasting e alle masterclass, alle ore 10.30 nel salone di Palazzo dei Trecento si terrà il convegno La grammatica del gusto: l’evoluzione del menù e della carta vini, che indagherà le origini del menù e della carta vini e la loro trasformazione nel corso del tempo. I relatori saranno Alessandro Scorsone, cerimoniere di Palazzo Chigi, Alessia Cipolla, curatrice della mostra Note di Pranzi: i menù nella storia – in programma a Casa Robegan di Treviso dal 4 marzo al 1 aprile –, Marco Colognese, food writer e critico enogastronomico, e il presidente di Ais Veneto Gianpaolo Breda. Infine, per gli estimatori del tabacco ci sarà la possibilità di scoprire i sigari Italico in abbinamento ad alcuni distillati della Distilleria Bonaventura Maschio.
Vinetia Tasting – Il Veneto nel calice è patrocinato dagli enti Regione del Veneto, Città di Treviso e Camera di Commercio di Treviso e Belluno.
Per acquistare il biglietto e prenotarsi all’evento visitare il sito www.vinetia-tasting.it
MILANO – Manca poco all’atteso appuntamento di lunedì 13 marzo che vedrà i produttori associati nell’Union des Gens de Métier protagonisti dell’esclusivo banco d’assaggio, riservato a operatori del settore, all’Hotel Principe di Savoia di Milano, dalle 10 alle 18. L’Ugm riunisce uomini e donne dediti al mestiere della fermentazione, accomunati da un modo rispettoso e libero di coltivare la terra. Al centro la persona e una comunanza di intenti ed esperienze tra nuove e vecchie generazioni, che si confrontano trasversalmente e condividono conoscenze, capacità e qualità personali nel lavoro e nella vita quotidiana.
Saranno presenti Philippe Alliet (Chinon), Eric Bordelet (Calvados, Sydre et Poiré), Manuéla e François Chidaine (Montlouis-sur-Loire), Olivier Clape (Cornas), Véronique Cochran (Côtes de Bourg), Louis-Benjamin Dagueneau (Pouilly Fumé), Elian Da Ros (Côtes du Marmandais), Létizia e David Duband (Nuits St Georges), Maxime Graillot (Crozes-Hermitage), Marc Imbert (Corsica), Charlotte e Antonie Kreydenweiss (Alsazia), Christophe Peyrus (Pic Saint Loup), Daniel Ravier (Bandol), Thérèse e Michel Riouspeyrous (Irouléguy), Jean-Marc Roulot (Mersault), Anselme e Corinne Selosse (Champagne), Stéphanie e Michel Theron (Haut-Médoc), Milena e Aldo Vajra (Barolo).
Oltre ai 18 vigneron membri dell’associazione partecipanti – tra cui G.D. Vajra è l’unica azienda italiana – si uniranno altri 9 ospiti italiani legati all’associazione dalla condivisione dei medesimi valori e da rapporti di amicizia: dal Trentino-Alto Adige Clemens Lageder di Alois Lageder e Emilio Zierock di Foradori, dalla Lombardia Isabella e Emanuele Pelizzati Perego di Ar.Pe.Pe, dall’Emilia Romagna Alberto e Giovanni Paltrinieri e Chiara Condello, dalla Toscana Aljoscha, Antonia e Arianna Goldschmidt di Corzano & Paterno, dal Friuli Mateja Gravner di Gravner, dal Veneto Matilde Poggi de Le Fraghe e dal Piemonte Christoph Künzli de Le Piane.
L’Union des Gens de Métier è anzitutto “un gruppo di donne e uomini liberi, legati ai mestieri della terra e rispettosi degli equilibri dell’ambiente”. I loro prodotti racchiudono “terroir, giustizia e nobiltà”. A partire dal diritto all’originalità e alla differenza l’Ugm difende valori che uniscono il benessere del corpo a quello dello spirito, “un impegno che si nutre di amicizia, passione e gastronomia”. Il Métier che accomuna i soci è quello della fermentazione: ne fanno parte vigneron che, con i loro vini, rappresentano le diverse Aoc francesi – Appellation d’origine contrôlée (il corrispettivo della nostra Doc – Denominazione di origine controllata) ma anche un viticoltore italiano, un produttore di sidro da vecchie varietà di mele e pere e un panificatore. In tutti si ritrova lo stesso tratto: minimo intervento, grande attenzione all’ambiente, con un approccio principalmente biologico e in alcuni casi biodinamico.
Attualmente fanno parte dell’Union des Gens de Métier 23 produttori, tra cui gli unici italiani sono Aldo e Milena Vaira di G.D. Vajra, azienda vinicola indipendente, interamente a conduzione familiare, con base a Barolo, nel cuore delle Langhe.
L’ultima occasione italiana che aveva visto protagonisti i membri dell’Ugm era stata una memorabile masterclass al Vinitaly del 2011, dal titolo Terroirs Ugm. Racconti dell’Union des Gens de Métier, dove quindici interpreti dei terroir francesi e italiani si erano raccontati attraverso i loro vini più rappresentativi. Altre degustazioni si erano tenute ad Aubervilliers al Théâtre Zingaro il 6 giugno 2016, alla Somerset House di Londra il 5 giugno 2017, al Pavillon Wagram di Parigi l’11 giugno 2018, a San Pietroburgo nel 2019, all’Hôtel Les 5 Terres di Barr in Alsazia il 22 novembre 2021 e al Salons George V a Parigi il 13 giugno 2022.
Formazione agroalimentare, Sergio Vello subentra a Sandro Baldo nel Cefap Fvg
Sergio Vello è il nuovo presidente del Cefap Fvg (Centro per l’educazione e la formazione agricola e agroalimentare), con sede principale a Codroipo (le altre due sedi sono quelle di Pasian di Prato e Tolmezzo). Succede a Sandro Baldo, già direttore dell’Ersa e storico dirigente del Centro, in quanto presidente fin dalla sua fondazione, con la struttura e il nome attuale, avvenuta nel 1999. Vello, laureato in Scienze politiche all’Università di Trieste e già sindaco di Teor, vanta numerose esperienze e responsabilità all’interno di enti economici e strutture consortili regionali (Fondazione Crup, sistema Bcc, Consorzio Agrario), oltre a essere stato direttore di Confagricoltura Fvg per 35 anni.
«Sono onorato di prendere il testimone da Baldo che è stato un presidente attivo, competente e lungimirante – ha detto Vello al momento del suo insediamento -. Il Cefap, unico Centro formativo interamente dedicato al settore agricolo e agroalimentare, in regione e in Italia, ha un ruolo decisamente importate per la formazione dei giovani e degli adulti con una particolare attenzione all’integrazione sociale e al contrasto al disagio. Funzioni statutarie assolutamente da mantenere e consolidare nei prossimi anni».
Nel Cda del Cefap Fvg siedono i rappresentanti di Confagricoltura Fvg, Cia Fvg-Agricoltori Italiani e Coldiretti Fvg, oltre a quelli dell’Enaip Fvg. Diretto da Massimo Marino, capofila del Polo Formativo Agroalimentare, il Centro dispone di 28 dipendenti e alcune decine di collaboratori esterni (esperti), impegnati nell’attività formativa che, nel 2022, ha organizzato ben 550 corsi diversi, interessando 4.100 corsisti per 21.200 ore complessive di lezione, con una certa parte (stage) svolte all’interno di 130 aziende agricole e agroalimentari della regione. Il bilancio dell’anno da poco concluso ha chiuso con una cifra prossima ai 3 milioni di euro.
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In copertina, scambio di consegne tra Sergio Vello e Sandro Baldo al Cefap Fvg di Codroipo.
All’Abbazia di Rosazzo riparte il viaggio della “carta geografica” di Livio Felluga
Dalla poesia all’attualità, dalle vite dei grandi condottieri e avventurosi viaggiatori del passato alla creatività contemporanea del design e dell’arte culinaria, e ancora dal memoire internazionale all’omaggio allo scrittore friulano Paolo Maurensig presentando in anteprima italiana il suo romanzo d’addio. Ripartono il 10 marzo “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga” nel complesso abbaziale di Rosazzo, ottava edizione del salotto letterario che presenta un calendario dalle molte novità nel segno del viaggio, inteso come conoscenza, incontro e scoperta di mondi e idee attraverso l’arte della scrittura.
Livio Felluga “patriarca” del vino.

La rassegna, promossa dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dall’azienda Livio Felluga, è curata e condotta da Elda Felluga, figlia del “patriarca” del vino friulano scomparso nel 2016 ultracentenario, e dalla giornalista Margherita Reguitti. Nata nel 2016 in occasione del 60° anniversario della celebre etichetta rappresentata dall’inconfondibile “carta geografica” è realizzata nell’ambito dell’attività culturale della Fondazione Abbazia di Rosazzo. Novità della nuova edizione sarà l’esordio il 10 marzo della poesia con la presenza di Gian Mario Villalta, autore di “Dove sono gli anni” uscito per Garzanti, intellettuale friulano di spicco nel panorama nazionale, e non solo, in ragione della sua attività di critico, scrittore e direttore artistico del festival PordenoneLegge. Un incontro che darà la possibilità di avvicinarsi e comprendere la scrittura poetica, conoscendone gli alfabeti stilistici, gli strumenti espressi nella narrazione lirica del viaggio della vita.
Venerdì 24 marzo il giornalista e scrittore friulano Marzio G. Mian presenterà l’ultimo libro “Guerra bianca” (Neri Pozza editore). Un viaggio nelle terre del Circolo Polare artico dove si sta decidendo il nuovo ordine mondiale mentre il corto circuito climatico lascia spazio a una conquista neo-coloniale.
Venerdì 31 marzo verrà ricordato un grande scrittore e uomo di cultura, Paolo Maurensig (Gorizia, 26 marzo 1943 – Udine, 29 maggio 2021) attraverso le intense pagine de “Il quartetto Razumovsky” (Einaudi), romanzo di congedo uscito all’indomani della sua prematura morte. Sarà un omaggio all’intellettuale e all’amico con ospiti Oscar d’Agostino e Gian Paolo Polesini, giornalisti del Messaggero Veneto.
Due saranno gli appuntamenti di aprile: venerdì 14 con il giornalista Giovanni Marzini, direttore responsabile della rivista IES, che presenterà assieme alle autrici Rita Mazzoli e Marina Raccar “Trieste in cucina” (Guido Tommasi Editore), un incontro dedicato alle curiosità e suggestioni della città di Trieste. Venerdì 21, lo scrittore e fascinoso affabulatore Angelo Floramo proporrà un viaggio di emozioni e riflessioni con “Vino e libertà” (Bottega Errante Edizioni).
A maggio saranno due le anteprime regionali: giovedì 4 con Angela Staude Terzani autrice di “L’età dell’entusiasmo. La mia vita con Tiziano” (Longanesi), memoire autobiografico di vite vissute al centro della grande storia contemporanea. Venerdì 12 Franco Forte con “Karolus” (Mondadori) svelerà con il suo romanzo storico i sentimenti e le relazioni, le paure e le debolezze del grande condottiero Carlo Magno.
Giugno proporrà anche due anteprime regionali: venerdì 9 Antonella Galli e Pierluigi Masini proporranno una narrazione alla scoperta de “I luoghi del design in Italia”, (Baldini+ Castoldi), mentre venerdì 16 Antonio Caprarica presenterà il saggio, in uscita il 26 aprile, su Carlo III il cui titolo è ancora top secret.
La rassegna si concluderà giovedì 6 luglio con il viaggiatore e docente universitario Gianni Dubbini Venier autore di “L’avventuriero. Sulle tracce di Nicolò Manucci da Venezia allo Stretto di Hormuz” (Neri Pozza). Seguendo le parole di Sant’Agostino: «Il mondo è un libro e chi non viaggia ne legge solo una pagina» la rassegna “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga” intende tenere fede al suo dna e proporre visioni diverse per stile, punti di vista e periodi storici nel segno della cultura, facendo incontrare sensibilità e talenti del territorio con scrittori e intellettuali nazionali. L’obiettivo è offrire al numeroso e affezionato pubblico uno sguardo altro e ampio.
La rassegna è realizzata dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dalla Livio Felluga, in collaborazione con l’associazione culturale Vigne Museum ed il sostegno del Comune di Manzano e di Banca Intesa SanPaolo. L’orario di inizio degli incontri è alle 18; è gradita la prenotazione all’indirizzo fondazione@abbaziadirosazzo.it, ingresso libero fino al raggiungimento dei posti disponibili.

Tutte le informazioni sul sito: www.abbaziadirosazzo.it e sulle pagine social.
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In copertina, una bella immagine dell’Abbazia di Rosazzo circondata dai pregiati vigneti colta dall’obiettivo di Luigi Vitale.
Ortogiardino, oggi a Pordenone il libro di Franco Berrino ed Enrica Bortolazzi
Stringersi intorno all’emergenza più significativa del nostro tempo e condividere la necessità del cambiamento, per ritrovare insieme l’armonia con la madre terra: a Pordenone, oggi 7 marzo, c’è la grande opportunità di un incontro a tu per tu con l’epidemiologo e divulgatore di fama internazionale Franco Berrino, noto per aver promosso lo sviluppo dei registri tumori in Italia e coordinato i registri tumori europei attraverso il progetto Eurocare e lo studio sulla sopravvivenza dei malati. Proprio le sue ricerche e la sua esperienza sono alla base dell’attività divulgativa che lo ha portato a diventare un grande ambasciatore dell’impegno al degrado ambientale: lo spiega nel libro “La foresta di perle. Come ritrovare il nostro contatto con la Madre Terra”, pubblicato da Solferino, che Berrino firma insieme alla fotoreporter Enrica Bortolazzi e che sarà presentato questo pomeriggio, alle 17, nella Sala incontri avancorpo al Padiglione 5 di Pordenone Fiere, nell’ambito del nuovo progetto “Il giardino dei libri”, inserito nello storico appuntamento fieristico “Ortogiardino”, frutto della collaborazione con Fondazione Pordenonelegge.it per il coordinamento di Valentina Gasparet. Il dialogo sarà condotto dalla giornalista Martina Milia, della redazione Messaggero Veneto.

“Il compito affidatoci dal creatore è di coltivare e custodire la terra, non di sfruttarla e renderla sterile come stiamo facendo», spiega Franco Berrino, che al tema ha dedicato anche un docu-film ispirato al libro, attraverso il quale restituisce la voce alle foreste secolari delle quali, in qualità di esseri umani, siamo custodi e protettori. «Dobbiamo capire come preservare la meraviglia che ci circonda – spiega ancora Berrino – Dobbiamo conoscere e divulgare le cause della distruzione delle foreste. Oggi la causa principale sono gli allevamenti intensivi degli animali, per i quali vengono deforestate aree enormi in Amazzonia e in Africa, destinate alla produzione di cereali e soia. Abbiamo sovvertito la natura e il mondo, le proporzioni fra animali selvatici e animali allevati, aumentato a dismisura il consumo di carne favorendo l’aggravarsi dell’effetto serra, il cambiamento climatico, il rialzo delle temperature, i fenomeni estremi. In questo contesto drammatico, la grande opportunità è diffondere queste informazioni che troppa gente ancora non conosce. Tutti, e soprattutto i giovani, possiamo contribuire a divulgare la consapevolezza intorno a questi temi».
Della salute del pianeta, dell’importanza della tutela delle foreste e di scegliere diete adeguate per la salute propria e del pianeta, Franco Berrino parlerà sfogliando insieme al pubblico un libro in cui si racconta la bellezza del creato e insieme si denuncia l’importanza di agire concretamente nella quotidianità a protezione della natura: per restituire al lettore il suo più alto valore, quello di uomo custode del creato. Nel corso dell’incontro al dialogo si intreccerà la proiezione di alcune sequenze del docu-film ispirato al libro, realizzato per la regia di Albatros Film nel Parco delle Foreste Casentinesi, con molti protagonisti, fra i quali anche l’alpinista friulana Nives Meroi. Con l’associazione «La Grande Via», fondata insieme a Enrica Bortolazzi, Franco Berrino organizza viaggi ed eventi volti a divulgare la salute e il benessere dell’individuo.
“Il giardino dei libri” proseguirà sabato 11 marzo, nello Spazio Confartigianato Pordenone del Padiglione 5 di Pordenone Fiere, sempre alle ore 17.00: questa volta protagonista il green designer Andrea Mati, autore del saggio “Salvarsi con il verde. La rivoluzione del metro quadro vegetale” (Giunti), che presenterà in dialogo con Valentina Gasparet.
Tutte le info: www.ortogiardinopordenone.it e www.pordenonelegge.it
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In copertina, Franco Berrino ed Enrica Bortolazzi autori del libro.
